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	<title>Euipo &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Euipo &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Prodotti alimentari contraffatti: in Italia 300 milioni di perdite per vini e alcolici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 07:21:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agropirateria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le stime dell&#8217;Ufficio dell&#8217;Unione Europea per La Proprietà Intellettuale: biscotti, pasta, patatine e dolciumi sono la seconda categoria di prodotti più sequestrata alle frontiere esterne dell&#8217;Unione europea insieme ai capi di abbigliamento  &#8220;Cosa c&#8217;è in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le stime dell&#8217;Ufficio dell&#8217;Unione Europea per La Proprietà Intellettuale: biscotti, pasta, patatine e dolciumi sono la seconda categoria di prodotti più sequestrata alle frontiere esterne dell&#8217;Unione europea insieme ai capi di abbigliamento </em></p>
<p>&#8220;<em><strong>Cosa c&#8217;è in tavola?</strong></em>&#8220;. E questa la domanda che l&#8217;<a href="https://www.euipo.europa.eu/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ufficio dell&#8217;Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)</strong></a> pone nell&#8217;ambito della sua campagna per la <strong>Giornata mondiale contro la contraffazione</strong>, che denuncia la preoccupante minaccia rappresentata dai prodotti alimentari e dalle bevande contraffatti in tutta l&#8217;UE.</p>
<p>L&#8217;iniziativa arriva dopo che recenti relazioni hanno indicato che la <a href="https://www.qualivita.it/argomento/frodi-alimentari/" target="_blank" rel="noopener"><strong>contraffazione nel settore alimentare</strong> <strong>e delle bevande</strong></a> continua a rappresentare un <strong>rischio significativo per la salute</strong> dei consumatori, danneggiando al contempo le economie europee e il patrimonio culinario dell&#8217;Unione. I prodotti contraffatti sono spesso associati ai beni di lusso o al settore dell&#8217;abbigliamento e della moda.</p>
<p>Tuttavia, <strong>secondo la valutazione 2022</strong> della minaccia rappresentata dai reati contro la proprietà intellettuale, i <strong>prodotti alimentari</strong> &#8211; in particolare biscotti, pasta, patatine e dolciumi &#8211; sono stati la <strong>seconda categoria di prodotti più sequestrata</strong> alle frontiere esterne dell&#8217;UE nel 2020. Recenti risultati rivelano la portata allarmante di questa attività criminale.</p>
<p>La <em>relazione 2025 dell&#8217;Europol sulla valutazione della minaccia della criminalità grave e organizzata (SOCTA)</em> sottolinea che l<strong>a <a href="https://www.qualivita.it/argomento/contraffazione/" target="_blank" rel="noopener">crescita del commercio elettronico ha offerto ai contraffattori nuove possibilità di distribuire prodotti alimentari fraudolenti</a></strong>, rendendo sempre più difficile per i consumatori identificare i prodotti autentici. I criminali manipolano le etichette e gli imballaggi degli alimenti e modificano anche i proceeei di produzione, prendendo di mira prodotti di alto valore. Anche le operazioni di contrasto sul campo hanno messo in luce la portata del problema. L&#8217;<strong>operazione congiunta Europol-Interpol OPSON</strong>, condotta ogni anno, ha portato al <a href="https://www.qualivita.it/news/masaf-tre-nuovi-reati-per-combattere-la-frode-dellitalian-sounding/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sequestro di prodotti alimentari contraffatti</strong></a> e di qualità inferiore a quella dichiarata per un valore di <strong>91 milioni di euro nei 2024</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Il sistema delle IG dell&#8217;UE</h4>
<p><strong>L&#8217;industria alimentare e delle bevande è un pilastro dell&#8217;economia dell&#8217;UE</strong> e contribuisce in modo significativo allo sviluppo regionale, all&#8217;occupazione e alla creazione di poeti di lavoro. Dai vini ai prodotti alimentari tradizionali, <strong>le <a href="https://www.qualivita.it/argomento/indicazioni-geografiche/" target="_blank" rel="noopener">indicazioni geografiche (IG)</a></strong> consentono ai consumatori di riconoscere e distinguere i prodotti di qualità, aiutando al contempo i produttori a commercializzare meglio i loro prodotti. Queste denominazioni proteggono i nomi dei prodotti originari di regioni specifiche e che possiedono qualità o caratteristiche essenzialmente dovute all&#8217;ambiente geografico. <strong>Il sistema delle IG dell&#8217;UE</strong> comprende le denominazioni di origine protetta (<strong>DOP</strong>), le indicazioni geografiche pro tette (<strong>IGP</strong>) e le specialità tradizionali garantite (<strong>STG</strong>).</p>
<p>Queste certificazioni preservano il ricco patrimonio culinario europeo e offrono ai consumatori una garanzia di autenticità e qualità. Attualmente, l&#8217;Unione europea conta oltre 3.600 prodotti registrati come indicazioni geografiche. Francia, Italia e Germania sono in testa sia per la produzione che per il consumo di prodotti IG, con la Francia che da sola rappresenta quasi il 32% delle vendite di prodotti IG nell&#8217;UE. <strong>Il vino costituisce il 54% del consumo totale di prodotti IG nell&#8217;UE</strong>, il che lo rende particolarmente vulnerabile alla contraffazione.</p>
<p>Altri prodotti fortemente colpiti dalla contraffazione sono l&#8217;olio d&#8217;oliva. la birra, la carne, il formaggio e i prodotti lattiero-caseari.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Metropolis</strong></p>
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		<title>Nella UE vini e bevande alcoliche i più contraffatti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nella-ue-vini-e-bevande-alcoliche-i-piu-contraffatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 07:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bevande spiritose]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[frodi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati Euipo, vini e spirits sono i prodotti maggiormente contraffatti. Solo in Italia la perdita economica supera i 300 milioni € all&#8217;anno. Il settore dei vini e delle bevande alcoliche è tra i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo i dati Euipo, vini e spirits sono i prodotti maggiormente contraffatti. Solo in Italia la perdita economica supera i 300 milioni € all&#8217;anno.</em></p>
<p>Il <strong>settore dei vini e delle bevande alcoliche</strong> è tra i più colpiti dalla <a href="https://www.qualivita.it/argomento/contraffazione/" target="_blank" rel="noopener">contraffazione</a>. A dirlo sono i dati dell&#8217;Euipo, l&#8217;ufficio dell&#8217;Unione europea per la proprietà intellettuale, secondo il quale tra il 2013 e il 2017, a causa della contraffazione, nella Ue sono andati persi in vendite <strong>oltre 2,2 miliardi di euro l&#8217;anno</strong>, accanto a più di due miliardi complessivi di mancato gettito fiscale.</p>
<p><strong>Solo in Italia</strong> il settore dei vini e delle bevande alcoliche registra <a href="https://www.qualivita.it/argomento/frodi-alimentari/" target="_blank" rel="noopener"><strong>perdite pari a 302 milioni di euro l&#8217;anno</strong></a>. Sempre secondo i dati dell&#8217;Euipo, <strong>Cina e Turchia sono tra i Paesi di origine più segnalati</strong> per le bevande e gli alimenti contraffatti sequestrati alle frontiere esterne dell&#8217;Ue nel 2019 e nel 2020.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 ore</strong></a></p>
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		<title>Tutela europea per la Barbera d’Asti DOP: registrato il marchio collettivo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/tutela-europea-per-la-barbera-dasti-dop-registrato-il-marchio-collettivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 08:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Registrato il marchio collettivo per la Barbera d’Asti DOP: un riconoscimento europeo che rafforza la protezione della denominazione e promuove l’identità del territorio. Il Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato è lieto di annunciare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Registrato il marchio collettivo per la Barbera d’Asti DOP: un riconoscimento europeo che rafforza la protezione della denominazione e promuove l’identità del territorio.</em></p>
<p>Il <strong>Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato</strong> è lieto di annunciare che l&#8217;<strong>Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale</strong> &#8211; <strong>EUIPO</strong>, in data <strong>18</strong> <strong>aprile 2025</strong>, ha concesso il marchio collettivo n. 018956876 &#8220;<strong>BARBERA D&#8217;ASTI&#8221;</strong></p>
<p>“<em>Siamo orgogliosi di aver ottenuto questo marchio collettivo, che sancisce un traguardo importante per il Consorzio”</em> dichiara <strong>Vitaliano Maccario Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato</strong> “<em>Questo riconoscimento rappresenta una pietra miliare per tutte le aziende consorziate che ogni giorno contribuiscono a promuovere questa denominazione e il nostro territorio. Il marchio garantirà una tutela ancora maggiore della Barbera d’Asti sul territorio dell’Unione Europea; tuttavia, stiamo lavorando per estendere questa registrazione anche sui mercati extra europei. Si tratta di uno strumento fondamentale per consolidare e valorizzare il posizionamento della Barbera d’Asti nel panorama internazionale, rafforzando la fiducia dei consumatori e sostenendo la crescita dei nostri produttori sui mercati esteri.”</em></p>
<p><strong>Il marchio collettivo</strong> rappresenta un risultato fondamentale per il supporto alle aziende socie del Consorzio, che potranno contare sulla incrementata valorizzazione e promozione di un prodotto, il quale ha ormai consolidato la sua posizione sul mercato dei vini, imponendosi per personalità e capacità distintiva.</p>
<p>La titolarità del marchio appartiene al Consorzio, quale soggetto che svolge la funzione di garanzia dell&#8217;origine, della natura e della qualità dei prodotti contraddistinti dal marchio stesso. La procedura di registrazione è stata curata dallo Studio Legale Merlo di Asti, mandatario del marchio presso l&#8217;EUIPO.</p>
<p><strong>Il marchio collettivo opera in sinergia con la denominazione geografica (DOCG) e consente ai produttori di Barbera d&#8217;Asti di rafforzare e sviluppare la propria presenza commerciale in Europa ed all&#8217;estero</strong>, con un ulteriore vantaggio competitivo, superando i limiti delle denominazioni, qualificando l’identità e la provenienza del Barbera sul mercato e generando valore per l’intera filiera, dai singoli Produttori al Consorzio, alla Rete Distributiva, fino al consumatore finale. A tal fine, il marchio è stato registrato anche nei settori affini a quello vinicolo e funzionali alla sua promozione, quali i servizi di ristorazione, di <em>hotellerie</em>, di organizzazione di eventi, di formazione e di intermediazione commerciale.</p>
<p>Nell’ottica di tutela della denominazione è stato redatto anche un apposito regolamento, che definisce le condizioni di utilizzo e i requisiti di qualità che i produttori devono rispettare, e da un logo distintivo, che rappresenterà visivamente il marchio sia sui mercati europei sia su quelli internazionali, rafforzandone l’identità e la riconoscibilità.</p>
<p>Tale regolamento disciplina l&#8217;uso del marchio collettivo da parte dei soci del Consorzio, i quali potranno riprodurlo sulle retroetichette delle bottiglie, sulle confezioni e nelle loro comunicazioni aziendali, secondo i criteri stabiliti. Esso definisce gli standard qualitativi e i</p>
<p>relativi controlli, in conformità al Disciplinare di produzione. Si tratta quindi di un&#8217;ulteriore garanzia per i consumatori che possono verificare che il prodotto sia stato realizzato rispettando regole e standard qualitativi prefissati.</p>
<p><em>&#8220;Parlare di identità significa riconoscere e valorizzare le peculiarità di ogni denominazione, ma anche tessere queste diversità in un tessuto comune piemontese, coeso e unitario&#8221;, </em>continua il Presidente Maccario. <em>&#8220;La Barbera non è solo il cuore dei nostri vini, ma anche il vitigno da cui scaturisce la nostra tradizione vinicola. Il logo rappresenta  il simbolo forte di questa visione: l&#8217;impronta digitale sul logo non solo certifica l&#8217;autenticità e l&#8217;unicità del territorio, ma simbolizza anche la comunità &#8211; ogni produttore, ogni cittadino che contribuisce alla ricchezza della nostra identità collettiva. </em></p>
<p>Il 2025 prosegue come un anno di grande fermento per il Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, impegnato a valorizzare e tutelare il proprio territorio con l’obiettivo di rendere la Barbera d’Asti e le altre denominazioni tutelate dal Consorzio, un simbolo contemporaneo di eccellenza, convivialità e qualità.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.viniastimonferrato.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/05/8.BARBERADASTI_MARCHIOCOLLETTIVO.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Riforma del settore delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/riforma-del-settore-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 17:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo De Castro]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Regolamento è in corso di traduzione nelle varie lingue dei Paesi UE, sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale entro marzo/aprile 2024 e vedrà l’attuazione nazionale nel corso dei mesi estivi del 2024. Di seguito una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Regolamento è in corso di traduzione nelle varie lingue dei Paesi UE, sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale entro marzo/aprile 2024 e vedrà l’attuazione nazionale nel corso dei mesi estivi del 2024.</em></p>
<p><em> Di seguito una sintesi dei pilastri del nuovo testo unico europeo sulle produzioni di qualità. Nelle pagine successive, le interviste al relatore delle Riforma Paolo De Castro e al Ministro dell’agricoltura delle sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida</em></p>
<p><strong>1. Rafforzamento del ruolo dei Consorzi</strong></p>
<p>I Consorzi di tutela restano in mano solo ai produttori e agli operatori lungo la filiera produttiva con maggiori e migliori responsabilità, tra cui la lotta alle pratiche svalorizzanti e la promozione del “turismo a Indicazione Geografica”; per i criteri di riconoscimento dei Consorzi sono salvaguardati gli schemi nazionali, come quello italiano, che già funzionano in modo efficace; agli Stati membri è riconosciuta la possibilità di introdurre sistemi di contributi erga-omnes, che prevedano l’obbligo per tutti i produttori di sostenere i costi del Consorzio per lo svolgimento delle attività previste dal Regolamento; i Consorzi riconosciuti beneficiano di un rafforzamento delle proprie prerogative, tra cui l’estensione da 3 a 6 anni per i piani di regolazione dell’offerta o la possibilità di redigere clausole di condivisione del valore lungo la filiera per i propri membri.</p>
<p><strong>2. Maggiore protezione</strong></p>
<ul>
<li><strong>Protezione on-line</strong> e nel sistema dei domini: diventa ex-officio tramite un sistema di geo-blocking che obbliga gli Stati membri a bloccare l’accesso a tutti i contenuti evocativi di una Indicazione Geografica, anche grazie a un alert system sviluppato da EUIPO.</li>
<li><strong>Protezione IG utilizzate come ingredienti</strong>: rende obbligatorio per i trasformatori l’indicazione in etichetta della percentuale di prodotto IG all’interno del prodotto trasformato e vieta l’utilizzo di altri prodotti comparabili alla IG; quando esistono Consorzi riconosciuti, i trasformatori sono obbligati ad informarli per iscritto dell’utilizzo della IG, e devono attendere un avviso di ricevimento che può includere indicazioni sul corretto utilizzo dell’Indicazione Geografica; gli Stati membri hanno la possibilità di rafforzare questo sistema, predisponendo una procedura autorizzativa a livello nazionale.</li>
<li><strong>Protezione internazionale</strong>: è possibile per i Consorzi riconosciuti, la cui IG abbia un mercato internazionale, essere registrati automaticamente all’atto di Ginevra dell’accordo di Lisbona, che prevede una protezione rapida e indefinita in tutti i Paesi firmatari, anche extra- UE; sono state eliminate le falle del sistema che consentivano di sfruttare indebitamente la reputazione delle IG tramite norme tecniche nazionali (aceto balsamico sloveno e cipriota) o strumenti unionali quali le menzioni tradizionali (Prosek made in Croazia) chiarendo che queste non possono corrispondere o evocare IG riconosciute.</li>
</ul>
<p><strong>3. Semplificazione</strong></p>
<p>Definiti tempi certi per l’esame delle richieste di registrazione e di modifica dei disciplinari da parte della Commissione, riducendoli a 6 mesi, estendibili di ulteriori 5 solo nel caso in cui la richiesta sia incompleta e debbano essere presentate ulteriori informazioni; devono passare dall’approvazione della Commissione solo gli emendamenti che implicano effetti reali sul mercato unico, mentre tutte le altre modifiche sono gestite esclusivamente a livello nazionale evitando il doppio passaggio che rallenta ogni procedura di modifica; sono quindi ridotti i dossier che devono essere analizzati a livello europeo e perciò non si rende necessario un maggiore coinvolgimento nella fase di scrutinio delle modifiche dei disciplinari dell’<strong>Ufficio europeo sulla proprietà intellettuale (EUIPO</strong>), che tuttavia può dare un supporto consultivo su questioni amministrative e contribuire alla<strong> tutela e alla promozione delle IG</strong> con lo sviluppo di un <strong>registro europeo on-line</strong> delle Indicazioni Geografiche.</p>
<p><strong>4. Sostenibilità e trasparenza</strong></p>
<p>È stata inserita la richiesta di elaborazione da parte dei Consorzi, inizialmente su base volontaria, di un rapporto di sostenibilità che spieghi ciò che svolgono in termini di sostenibilità ambientale, economica, sociale e di rispetto del benessere animale; è stata eliminata la delega alla <strong>Commissione di definire tramite le norme di sostenibilità</strong> in diversi settori e i criteri per il riconoscimento di quelle esistenti, che andrebbe contro la tutela delle specificità delle singole filiere; per una maggiore trasparenza verso il consumatore è stato inserito l’obbligo di indicare sull’etichetta di qualsiasi prodotto IG il nome del produttore.</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_04</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/3.-Notizia-Riforma-del-settore-IG.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Consorzio Olio Toscano IGP, Riforma IG protegge da imitazioni e lancia Turismo DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-olio-toscano-igp-riforma-protegge-da-imitazioni-e-lancia-turismo-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 10:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo De Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Plauso al lavoro e all’impegno del Ministero ed Origin. “La riforma delle Indicazioni Geografiche tutela il primato dell’olio extravergine Toscano IG difendendolo anche dalle truffe online ed aprendo al contempo nuovi orizzonti con lo sviluppo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-olio-toscano-igp-riforma-protegge-da-imitazioni-e-lancia-turismo-dop/">Consorzio Olio Toscano IGP, Riforma IG protegge da imitazioni e lancia Turismo DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Plauso al lavoro e all’impegno del Ministero ed Origin.</em></p>
<p>“La riforma delle Indicazioni Geografiche tutela il primato dell’olio extravergine Toscano IG difendendolo anche dalle truffe online ed aprendo al contempo nuovi orizzonti con lo sviluppo del cosiddetto Turismo Dop”: è il commento del Presidente del Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP, Fabrizio Filippi in occasione dell’approvazione della riforma delle Indicazioni Geografiche (IG) dopo due anni di negoziati. La riforma è ora attesa in Parlamento per il via libero definitivo.</p>
<p>Per il <strong>Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP</strong> meritano un plauso per il lavoro e gli sforzi profusi il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, al nostro Europarlamentare e relatore, <strong>Paolo De Castro</strong> ed i diversi stakeholders, in primis Origin, capaci di condensare le varie istanze dei Consorzi di tutela”.</p>
<p>Secondo il Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP la riforma condivide alcuni importanti capisaldi a partire dal tema della <strong>protezione</strong> delle IG, ancora più consolidato grazie al rafforzamento della tutela in ambito on-line attraverso la protezione ex-officio per i domini. L’ambito digitale è infatti teatro sempre più spesso di evocazioni, usurpazioni del segno verbale. Un altro punto cardine riguarda il tema della <strong>sostenibilità</strong>, che diventa uno strumento rilevante nel posizionamento valoriale della IG e che trova la sua declinazione non cogente all’interno del Disciplinare, ma in un rapporto annuale con lo scopo di sintetizzare i suoi tre pilastri, armonizzando in tal modo tutte le eterogeneità delle diverse filiere agroalimentari.</p>
<p>In materia di <strong>semplificazione</strong>, il Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP valuta corretto il mantenimento del ruolo di <strong>EUIPO</strong> nell’ambito amministrativo, quali la gestione e risoluzione di conflitti con marchi. Infine un aspetto sempre più baricentrico allo sviluppo delle IG, quali volano dell’economia nazionale, sintetizzata negli anni dal termine “Dop Economy” che trova nella riforma una nuova equazione con Turismo Dop, a suggellarne la straordinaria versatilità e coniugazione anche in ambito turistico e promozionale di un intero territorio e di tutte le sue uniche peculiarità. La Regione Toscana – conclude il Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP &#8211; ha già avviato questo virtuoso percorso grazie alla legge sull’Oleoturismo con la finalità precisa di costruire esperienze positive nonché accrescimento culturale del consumatore.</p>
<p>Secondo i dati raccolti da ISMEA, la <strong>produzione IG della Toscana</strong> è dominata su fronte quantitativo dalla IGP Toscano che negli ultimi anni rappresenta circa il 95% dell’intera produzione certificata della regione. Con 8 mila operatori, tra produttori e trasformatori, su 23.160 totali a livello nazionale e 7 milioni di piante iscritte, il Consorzio di Tutela del Toscano IGP è la più importante realtà olivicola consortile. L’ultimo rapporto Qualivita-Ismea ha confermato il suo primato con 28 milioni di valore alla produzione pari al 30% dell’intero valore degli extravergine certificati italiani e 41 milioni di valore di export pari al 62% dell’intero valore nazionale con un tasso di crescita del 25,1%.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.oliotoscanoigp.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio per la Tutela dell&#8217;Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP</a></p>
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		<title>Arriva Diversity Ark, nuova certificazione a tutela biodiversità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/arriva-diversity-ark-nuova-certificazione-a-tutela-biodiversita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 15:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Unica che ha tra controlli presenza plastiche nel terreno Arriva Diversity Ark, la nuova certificazione agricola fondata dagli agronomi Stefano Amadeo e Stefano Zaninotti: una certificazione che si approccia all’agricoltura con una nuova filosofia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Unica che ha tra controlli presenza plastiche nel terreno</em></p>
<p>Arriva <strong>Diversity Ark</strong>, la nuova certificazione agricola fondata dagli agronomi <strong>Stefano Amadeo</strong> e <strong>Stefano Zaninotti</strong>: una certificazione che si approccia all’agricoltura con una nuova filosofia di pensiero, proponendo una visione olistica che mira a tutelare a 360 gradi la biodiversità presente in campo, evitando che l’ecosistema venga irreparabilmente alterato dall’intervento dell’uomo.</p>
<p><strong>Diversity Ark</strong> è ad oggi l’unica certificazione in Italia che inserisce all’interno dei controlli una sezione speciale per la presenza o meno di plastiche nel terreno, problematica che sempre più affligge l’agricoltura.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il progetto, registrato presso <strong>Euipo</strong> e certificato a livello europeo dall’Ente <strong>CSQA</strong>, nasce dopo anni di studio e di collaborazione con varie aziende agricole ed associazioni di produttori. Tre gli obiettivi, far rispettare a pieno la biodiversità di suolo e ambiente attraverso un approccio olistico all’agricoltura. E inoltre, avere un approccio scientifico ad analisi e monitoraggi, per assicurare costanza ai controlli in campo e rigore alle successive analisi sulla base delle quali si fonda l’affidabilità della certificazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://askanews.it/2023/11/09/arriva-diversity-ark-nuova-certificazione-a-tutela-biodiversita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Askanews.it</strong></a></p>
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		<title>Dai vetri di Murano alle ceramiche di Caltagirone: i «bollini» DOP e IGP anche per l&#8217;artigianato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dai-vetri-di-murano-alle-ceramiche-di-caltagirone-i-bollini-dop-e-igp-anche-per-l-artigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 07:25:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[IG non-agri]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;indicazione geografica per proteggere la proprietà intellettuale dei prodotti dell&#8217;artigianato e industriali in tutta l&#8217;Unione europea e a livello internazionale. La proposta porta la firma della vicepresidente della Commissione Ue Margrethe Vestager e del commissario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un&#8217;indicazione geografica per proteggere la proprietà intellettuale dei prodotti dell&#8217;artigianato e industriali in tutta l&#8217;Unione europea e a livello internazionale.</em></p>
<p>La proposta porta la firma della vicepresidente della Commissione Ue <strong>Margrethe Vestager</strong> e del commissario Ue all&#8217;Industria <strong>Thierry Breton</strong>.</p>
<p>Finora le indicazioni DOP e IGP erano previste per i vini e i prodotti agricoli. Mentre per quelli dell&#8217;artigianato e industriali era possibile ottenere una protezione, dove prevista, facendo domanda in ogni singolo Stato. Ora basterà un&#8217;unica pratica. La nuova protezione sarà applicata a prodotti che dovranno soddisfare requisiti come l&#8217;origine, la qualità, avere una reputazione consolidata con almeno una delle fasi che avviene in un&#8217;area geografica definita. In Italia hanno le caratteristiche per ottenere il marchio IGP una cinquantina di prodotti, dai vetri di Murano all&#8217;alabastro di Volterra, ma anche la ceramica di Caltagirone e il merletto goriziano, lé campane di Agnone, i gioie di Torre del Greco e il mobile d&#8217;arte Veronese.</p>
<p>Tra i prodotti europei troviamo i coltelli professionali di Solingen in Germania, il tweed del Donegal, la porcellana di Limoges, la ceramica di Boleslawiec. «<em>Sebbene questi prodotti beneficino di una reputazione europea e talvolta globale</em> &#8211; osserva la Commissione Ue &#8211; <em>i produttori finora non hanno avuto una protezione dell&#8217;indicazione geografica Ue che collegasse l&#8217;origine e, appunto, la reputazione dei loro prodotti alla loro qualità</em>».</p>
<p>Tra gli obiettivi della nuova denominazione c&#8217;è non solo quello di favorire un consumo consapevole ma soprattutto <strong>combattere la contraffazione e le frodi</strong> che colpiscono molti dei prodotti, che saranno tutelati anche online oltre che negli accordi commerciali che I`Ue stringe con i Paesi terzi. La procedura di autorizzazione prevede, secondo la proposta della Commissione, due tappe: i produttori dovranno presentare la domanda di indicazione di origine ad autorità designate dagli Stati membri che a loro volta chiederanno una valutazione e l&#8217;approvazione all&#8217;<strong>Ufficio europeo per la protezione dei brevetti (Euipo)</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il nuovo diritto di proprietà intellettuale «<em>accrescerà la fiducia nei prodotti, aumentandone la visibilità e garantendone l&#8217;autenticità e la reputazione</em> &#8211; ha sottolineato <strong>Breton</strong> -. <em>Questa iniziativa contribuirà alla creazione di posti di lavoro qualificati, in particolare per le Pini, e allo sviluppo del turismo, anche nelle zone più rurali o economicamente più deboli</em>».</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Economia &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>Importante sentenza: l’EUIPO vede riconosciute tutte le ragioni del Consorzio di Bolgheri nel caso contro il marchio bulgaro Bolgaré</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/importante-sentenza-leuipo-vede-riconosciute-tutte-le-ragioni-del-consorzio-di-bolgheri-nel-caso-contro-il-marchio-bulgaro-bolgare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 07:23:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 5 anni di attesa finalmente l’EUIPO, l’ufficio marchi europeo, dà piena ragione al Consorzio per la Tutela dei Vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia DOC nel contenzioso contro una delle principali cantine bulgare, il Domaine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 5 anni di attesa finalmente l’<strong>EUIPO</strong>, l’ufficio marchi europeo, dà piena ragione al <a href="https://www.bolgheridoc.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio per la Tutela dei Vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia DOC</a> nel contenzioso contro una delle principali cantine bulgare, il Domaine Boyar che nel 2017 aveva fatto domanda di registrare il marchio “<strong>Bolgaré</strong>” nella classe dei prodotti alcolici. La decisione, emessa lo scorso 21 marzo ma pubblicata solo oggi, ha valore fondamentale non solo per il caso specifico, ma soprattutto per il sistema delle denominazioni, e potrà rivelarsi dirimente anche per risolvere questioni tutt’ora in essere che vedono minacciato il <strong>Made in Italy</strong>.</p>
<p>Nonostante le ragioni evidenti del Consorzio, l’esito non era affatto scontato, tant’è che l’opposizione presentata per bloccare la registrazione fu respinta in prima battuta. Nel 2020 fu presentata anche un’interpellanza parlamentare da parte degli Eurodeputati <strong>Paolo De Castro</strong> e <strong>Simona Bonafé</strong>, stigmatizzando la gravità dell’accaduto, ma fu ribadito in quella circostanza che il compito di giudicare il caso spettasse all’EUIPO, che si è finalmente espresso accogliendo l’appello del Consorzio. In particolare, l’EUIPO afferma la<strong> forte somiglianza dei due nomi</strong> e il <strong>rischio per il consumatore</strong> di associare erroneamente la denominazione italiana e il marchio bulgaro, ribadendo la massima tutela delle denominazioni contro ogni tipo di evocazione, come già emerso nel caso Champagne c. Champanillo. Si tratta di una vittoria non solo per il territorio di Bolgheri, ma per l’Italia e soprattutto per l’intero sistema europeo delle denominazioni, che dopo questa decisione ne esce certamente più forte.</p>
<p>Commenta così <strong>Albiera Antinori</strong>, Presidente del Consorzio: “<em>Dopo 5 anni di battaglia legale siamo molto contenti come consorzio di questo risultato. Essere riusciti a difendere la denominazione Bolgheri dalla tentata registrazione da parte di una azienda bulgara di un marchio molto simile è un segnale importante per l’Italia in questo momento che anche altre denominazioni italiane sono in difficoltà nella difesa del loro nome</em>”.</p>
<p>&#8220;<em>Ora è chiaro: non può esistere un Bolgheri made in Bulgaria</em>&#8220;, così gli europarlamentari <strong>Paolo De Castro</strong> e <strong>Simona Bonafè</strong> commentano la decisione a lungo attesa da parte dell&#8217;Ufficio europeo dei brevetti di rigettare la richiesta di registrazione del marchio Bolgaré. &#8220;<em>Finalmente</em> &#8211; proseguono i due europdeputati PD &#8211; <em>è stata data risposta alle nostre preoccupazioni e a quelle dei produttori di una delle eccellenze del Made in Italy vitivinicolo più riconosciute e apprezzate a livello mondiale. Alla vigilia della presentazione del nuovo regolamento europeo sulle indicazioni geografiche, abbiamo la conferma di come il sistema di protezione europeo funzioni. Abbiamo stoppato infatti</em> &#8211; concludono De Castro e Bonafè &#8211; <em>un chiaro tentativo di usurpazione commerciale da parte di un marchio bulgaro (Bolgaré) chiaramente evocativo dei vini DOC Bolgheri, ma che nulla ha a che fare con quelli che sono considerati tra i migliori vini al mondo</em>.&#8221;</p>
<p>“<em>È la sentenza che aspettavamo</em> – ha detto la vicepresidente e assessora all&#8217;agroalimentare di <strong>Regione Toscana Stefania Saccardi</strong> – <em>perché Bolgheri non è un gioco di parole. Bolgheri è un territorio, un luogo irripetibile che esiste solamente in quel nome, lo stesso nome di un prodotto che solo questa terra ci offre, che ci danno un saper fare e una tradizione uniche. Con questa decisione l’Ufficio marchi europeo conferma che la Toscana e il made in Tuscany non rappresentano una mera questione di difesa di cortile ma sono la risposta a chi ha bisogno di trovare un prodotto di qualità che si associa a bellezza, storia, valore: 66 aziende socie del Consorzio. Tutto questo è Bolgheri, ben altro e ben oltre maldestri tentativi di ingannare qualche sprovveduto</em>”.</p>
<p>Per l’Avv. <strong>Paola Stefanelli</strong> di Bugnion Spa che ha assistito il Consorzio nel procedimento: “<em>La decisione d’appello della Commissione dei Ricorsi dell’EUIPO, che sancisce la vittoria del Consorzio di Bolgheri è una lezione di coerenza dell’Ufficio marchi europeo sulla tutela delle DOP alla Commissione Europea, che recentemente aveva approvato la richiesta di menzione tradizionale per il vino croato PROŠEK, indignando il settore vitivinicolo italiano e non. Nessuno sconto per chi evoca, intenzionalmente o meno, una DOP registrata. L’evocazione, afferma l’EUIPO sulla scia della giurisprudenza della Corte di Giustizia, è un concetto assoluto ed oggettivo, e spetta a chi adotta un marchio verificare, prima di depositarlo, che non sia evocativo di una DOP. La Commissione dei Ricorsi rileva poi che l’evocazione può sussistere anche solo in uno dei paesi membri e il fatto che non sussista, per motivi storici o linguistici, in una parte dell’UE è irrilevante. E adesso in bocca al lupo al Prosecco per la sua battaglia!</em>”</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia </strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/03/20220330_CS_BOLGHERIDOP.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNCATO STAMPA COMPLETO</a></p>
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		<title>Sentenza EUIPO &#8211; Il termine &#8220;Torta&#8221; è esclusivo della &#8220;Torta del Casar DOP&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/euipo-il-caso-della-torta-del-casar-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 09:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Europa è d&#8217;accordo con la Torta del Casar DOP e stabilisce che il termine &#8220;torta&#8221; è esclusivo La scorsa settimana l&#8217;Ufficio dell&#8217;Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) ha stabilito che il termine &#8220;torta&#8221;, in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Europa è d&#8217;accordo con la Torta del Casar DOP e stabilisce che il termine &#8220;torta&#8221; è esclusivo</em></p>
<p>La scorsa settimana l&#8217;Ufficio dell&#8217;Unione europea per la proprietà intellettuale (<a href="https://euipo.europa.eu/ohimportal/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EUIPO</a>) ha stabilito che il termine &#8220;torta&#8221;, in relazione ai formaggi, è esclusivo della <strong>Torta del Casar</strong>, e quindi concorda con il Consiglio di controllo in una causa avviata nel 2012, che il Tribunale dell&#8217;Unione europea è stato costretto al riesame in una sentenza del dicembre 2017.</p>
<p>Sebbene l&#8217;EUIPO abbia inizialmente registrato il marchio &#8220;Queso y Torta de la Serena&#8221;, considerando che il termine &#8220;torta&#8221; designa semplicemente la forma arrotondata e appiattita di un formaggio, ha finalmente stabilito che il ricorso presentato dalla Torta del Casar DOP debba essere ammesso in toto, rifiutando così in tutti i suoi termini la registrazione del marchio richiesto. Nel riesame dell&#8217;intero processo disposto dal Tribunale, è stata determinante la perizia commissionata dall&#8217;EUIPO, indicando nelle sue conclusioni che &#8220;<strong><em>il termine &#8216;torta&#8217; non è di natura generica in relazione ai formaggi</em></strong>&#8220;. &#8220;<em>Al contrario, a conferma della nostra ipotesi di lavoro iniziale, questo termine avrebbe un significato maggiore, in quanto si riferisce alla forma tipica di un formaggio della regione di El Casar</em>&#8220;.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/05/20210225_Decision-Recurso-R0696-2018.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA LA RISOLUZIONE (ESP)</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/euipo-il-caso-della-torta-del-casar-dop/">Sentenza EUIPO &#8211; Il termine &#8220;Torta&#8221; è esclusivo della &#8220;Torta del Casar DOP&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>La Commissione Europea punta l’attenzione sulle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-commissione-europea-punta-lattenzione-sulle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 09:44:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[EUGreenDeal]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni 25 e 26 Novembre 2020, si è tenuta online la IG Conference, sulle Indicazioni Geografiche, organizzata da DG Agri della Commissione Europea insieme a EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) Una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-commissione-europea-punta-lattenzione-sulle-indicazioni-geografiche/">La Commissione Europea punta l’attenzione sulle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nei giorni 25 e 26 Novembre 2020, si è tenuta online la IG Conference, sulle Indicazioni Geografiche, organizzata da DG Agri della Commissione Europea insieme a EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale)</em></p>
<p>Una conferenza di alto livello, che ha puntato i riflettori sulle <strong>Indicazioni Geografiche</strong> e sulla necessità di <strong>rafforzarle</strong>. Nel discorso di apertura, infatti, sono stati introdotti i principali impegni da mettere in agenda per il prossimo futuro, quali l’attenzione ad una produzione sostenibile in risposta al <strong>Green Deal</strong>; sviluppare strategie per aumentare l’<strong>attrattiva sui prodotti ad Indicazione Geografica</strong>; rinforzare i sistemi di controllo al fine di <strong>proteggere la</strong> <strong>Proprietà Intellettuale</strong> delle Indicazioni Geografiche, combattendo le frodi anche grazie ad accordi internazionali; supportare i piccoli produttori di Indicazioni Geografiche per lo sviluppo di questo importante patrimonio culturale; ed inoltre recuperare le relazioni economiche con gli USA con l’avvento della presidenza di Biden. Dati gli eventi che hanno caratterizzato il 2020, sono stati inoltre citati i cambiamenti e le conseguenti opportunità generate dalla pandemia Covid-19, quali l’importanza di sottolineare l’origine, la qualità e la sostenibilità che i prodotti ad Indicazione Geografica offrono al consumatore.</p>
<p>Importante è stata la presentazione della nuova piattaforma <a href="https://www.tmdn.org/giview/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>GIview </strong></a>come nuovo database pubblico di ricerca, risorsa utile sia per i consumatori che per i produttori. Secondo Wolfgang Burtscher, direttore generale DG Agri, il portale, dedicato a tutte le IG registrate e protette da accordi internazionali, oltre ad offrire <strong>visibilità ai prodotti</strong>, grazie a dettagli, mappe e foto fornite dai gruppi di produttori, sarà un’opportunità per <strong>proteggere maggiormente i prodotti</strong> dal rischio di contraffazione. Christian Archambeau, direttore esecutivo EUIPO, ha poi aggiunto che GIview è uno strumento che fornisce trasparenza alle IG, dal punto di vista della protezione della Proprietà Intellettuale, permettendo ai produttori di difendere maggiormente l’origine dei loro prodotti.</p>
<p>È stato inoltre sottolineato che dalla <strong>Convenzione di Parigi</strong> per la Protezione della Proprietà Industriale del 1883, ad oggi, sono stati conseguiti degli ottimi risultati a livello di protezione della <strong>Proprietà Intellettuale</strong>. Ma bisogna guardare al futuro, il quale riserva ancora delle sfide e obiettivi da raggiungere. In quest’ottica, secondo Dev Gangjee, professore all’università di Oxford, bisogna focalizzarsi sui concetti di diversità ed equilibrio. Lo scopo è quello indirizzare la diversità, sia nel controllo che negli approcci nazionali dei diversi Paesi, verso un sistema armonico di protezione. Inoltre, c’è bisogno di trovare un equilibrio tra la protezione verso i detentori di prodotti ad Indicazione Geografica e gli altri utenti.</p>
<p>Nel secondo Panel, un concetto chiave affrontato è stato quello del <strong>controllo</strong>. È stato riscontrato che le vulnerabilità delle Indicazioni Geografiche risiedono nella frode sulle piattaforme di vendita e nell’inaffidabilità delle registrazioni ad Indicazione Geografica di alcune denominazioni nel sistema DNS (Domain Name System). Insieme a questo, un altro focus molto importante è stato il discorso sulla <strong>sostenibilità</strong>; infatti, in risposta agli obiettivi prefissati dal Green Deal, si denota la necessità di definire degli indicatori precisi per il futuro, che, in realtà, partono da un lavoro già iniziato da parte dei produttori, in quanto le Indicazioni Geografiche sono frutto di una produzione che vuole rispettare l’ambiente, essendo erede della tradizione. Oltre a ciò, la conferenza è stata luogo di discussione sull’adozione di un IP Plan che possa essere attuato verso le produzioni <strong>non-agroalimentari</strong>. Un altro obbiettivo per il prossimo futuro sarà quello di <strong>aumentare l’attrattiva sulle Indicazioni Geografiche</strong>, attraverso un lavoro autoritario e sinergico tra i gruppi di produttori, anche grazie all’attuazione di programmi di sviluppo rurale regionale mirati.</p>
<p>Infine, nel discorso legato al controllo sulle IG, nel terzo Panel è stato sottolineato che solo grazie ad un lavoro di cooperazione, in particolare tra l’Unione Europea e le amministrazioni nazionali, sarà possibile ottenere grandi risultati. Inoltre, in seguito al contributo della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nell’interpretazione di alcune misure, è stata identificata la necessità di rendere i concetti più chiari e di facile applicazione. Un’altra importante questione affrontata è stata quella della <strong>legittimazione dei gruppi di produttori,</strong> i quali, se ben organizzati, possono giocare un ruolo fondamentale nella difesa e protezione dei loro prodotti. Non da ultima, una notevole importanza è stata data alla <strong>dimensione globale</strong>, nella quale si notano grandi opportunità socio-economiche verso i Paesi Extra-UE, guardando con particolare interesse i Paesi asiatici e africani.</p>
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<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-commissione-europea-punta-lattenzione-sulle-indicazioni-geografiche/">La Commissione Europea punta l’attenzione sulle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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