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	<title>CREA &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>CREA &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>In Uzbekistan il Business Forum Italia-Asia Centrale su innovazione e cooperazione agroalimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/al-via-in-uzbekistan-il-business-forum-italia-asia-centrale-su-innovazione-e-cooperazione-agroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 07:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i temi centrali del Forum in Uzbekistan la tutela delle Indicazioni Geografiche: l’Italia condivide con i Paesi dell’Asia Centrale il proprio modello di qualità, tracciabilità e contrasto alle frodi alimentari. Ha preso il via [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra i temi centrali del Forum in Uzbekistan la tutela delle Indicazioni Geografiche: l’Italia condivide con i Paesi dell’Asia Centrale il proprio modello di qualità, tracciabilità e contrasto alle frodi alimentari.</em></p>
<p>Ha preso il via il 23 marzo a Tashkent, in <strong>Uzbekistan</strong>, il <strong>Business Forum Italia-Asia Centrale.</strong> Fortemente voluto dal <strong>ministro Francesco Lollobrigida </strong>e organizzato dal <strong>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</strong> in collaborazione con l&#8217;<strong>Agenzia ICE</strong>. L&#8217;iniziativa ha rappresentato un momento strategico di <strong>confronto e cooperazione tra l&#8217;Italia e i Paesi dell&#8217;Asia Centrale.</strong></p>
<p>Il <strong>Sistema Italia</strong> si presenta in modo unitario e strutturato, portando a Tashkent istituzioni, università, centri di ricerca, enti vigilati e imprese, con l&#8217;obiettivo di sviluppare nuove opportunità di collaborazione, favorire lo scambio di competenze e <strong>accompagnare la crescita dei partner locali attraverso modelli sostenibili e innovativi</strong>.<br />
Il Business Forum ha coinvolto, oltre <strong>all&#8217;Uzbekistan</strong>, il <strong>Kazakistan</strong>, il <strong>Kirghizistan</strong>, il <strong>Tagikistan</strong>, il <strong>Turkmenistan</strong> e <strong>l&#8217;Azerbaigian</strong>, rafforzando il dialogo tra l&#8217;Italia e l&#8217;intera area centroasiatica.</p>
<p>&#8220;<em>Questo incontro rappresenta un&#8217;importante occasione di dialogo e confronto tra istituzioni e mondo produttivo, pensato per rafforzare la cooperazione e individuare nuove opportunità di collaborazione tra l&#8217;Italia, i Paesi dell&#8217;Asia Centrale e l&#8217;Azerbaijan. Partecipano oltre 60 aziende, una rappresentanza qualificata dell&#8217;eccellenza italiana nei settori dell&#8217;innovazione, dell&#8217;agricoltura rigenerativa e della digitalizzazione dei sistemi agroalimentari</em>&#8220;, <strong>ha dichiarato il ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida</strong>, intervenendo alla plenaria del Business Forum.</p>
<p>&#8220;<em>Grazie anche al lavoro svolto insieme all&#8217;ICE e alle agenzie SIMEST e SACE, esistono concrete opportunità di collaborazione per sviluppare ancora di più questo partenariato strategico. Questo business forum può segnare un passo significativo in tale direzione, avviando collaborazioni agroindustriali di valore, capaci di rafforzare la sovranità alimentare promuovere sistemi agricoli sostenibili e contribuire in modo significativo alla sicurezza alimentare nel mondo</em>&#8220;.</p>
<p>I lavori si sono aperti con una sessione istituzionale di alto livello, alla quale ha preso parte il <strong>ministro Francesco Lollobrigida</strong> e i <strong>ministri e i viceministri dei Paesi dell&#8217;Asia Centrale</strong>. Seguiti dagli interventi del Presidente dell&#8217;Agenzia ICE, <strong>Matteo Zoppas</strong>, del Presidente di SACE, <strong>Guglielmo Picchi</strong>, e dell&#8217;Amministratore Delegato e Direttore Generale di SIMEST, <strong>Regina Corradini D&#8217;Arienzo</strong>.</p>
<h4>Sistema Italia: imprese e agenzie pubbliche a confronto con i Paesi dell&#8217;Asia Centrale</h4>
<p>La giornata di martedì 24 si è invece incentrata sugli incontri tra aziende e istituzioni. Con la <strong>partecipazione di oltre 60 imprese italiane</strong>, attive nei settori agricolo, agroalimentare e agroindustriale e rappresentative di quasi tutte le regioni italiane. <strong>Inoltre presenti le principali agenzie pubbliche per l&#8217;internalizzazione delle imprese</strong> e gli enti vigilati del Ministero, tra cui <strong>CREA</strong>, <strong>AGEA</strong> e <strong>ISMEA</strong>, insieme alle maggiori organizzazioni agricole italiane, a testimonianza di una presenza ampia e qualificata del <strong>Sistema Italia</strong>.</p>
<ul>
<li><a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/5346/" target="_blank" rel="noopener"><strong>AGEA </strong></a>supporterà l&#8217;Uzbekistan nell&#8217;adozione del sistema italiano dei pagamenti utile alla modernizzazione del sistema agricolo. In particolare, lo scambio di esperienze si concentrerà su <strong>digitalizzazione, controlli e gestione del rischio</strong>. Fornirà assistenza tecnica e competenze operative per migliorare l&#8217;organizzazione e l&#8217;efficienza del settore.</li>
<li><a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/5289/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ISMEA </strong></a>metterà a disposizione l&#8217;esperienza italiana sulle <strong>assicurazioni agricole</strong> e gli strumenti di gestione del rischio nonché sulla <strong>formazione e il sostegno ai giovani agricoltori</strong> (accesso alla terra e sviluppo delle filiere produttive).</li>
<li>L&#8217;<strong><a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/5298/" target="_blank" rel="noopener">ICQRF</a> </strong>collaborerà con le autorità uzbeke per <strong>tutelare le Indicazioni Geografiche e contrastare le frodi alimentari</strong>. Condividerà le buone pratiche italiane e le competenze tecniche sui controlli, qualità e protezione dei prodotti che rappresentano il più elevato standard internazionale.</li>
<li>Il <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/5349/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CREA </strong></a>sottoscriverà <strong>10 protocolli di intesa</strong> con i centri di ricerca uzbeki per <strong>migliorare la sostenibilità, l&#8217;innovazione agricola e la qualità dei prodotti</strong>. Lavorerà inoltre sulla ricerca, la certificazione e il controllo delle sementi e sosterrà il trasferimento di competenze italiane attraverso progetti di cooperazione europea.</li>
</ul>
<h4>L&#8217;Alleanza euroasiatica delle università e della ricerca</h4>
<p>È nata infine &#8220;<strong>l&#8217;Alleanza euroasiatica delle università e della ricerca</strong>&#8220;, tra gli Istituti italiani e quelli dei Paesi dell&#8217;Asia Centrale per collaborare sul clima, sulla sicurezza alimentare e le tecnologie agroalimentari, <strong>promuovendo ricerca congiunta, formazione avanzata, mobilità dei ricercatori e innovazione</strong>.</p>
<p><strong>Il Forum di due giorni si è articolato lungo due principali direttrici</strong>: il <strong>Business Forum</strong> e il <strong>Forum scientifico istituzionale</strong>, con l&#8217;obiettivo di rafforzare la cooperazione nei settori agroalimentare, tecnologico e della ricerca. Si sono tenuti 14 tavoli di lavoro, di cui 10 dedicati al business e 4 alla cooperazione scientifica, oltre alla formalizzazione di nuovi accordi e al consolidamento di partenariati già avviati. <strong>I 10 tavoli istituzionali</strong> hanno affrontato questioni strategiche quali la modernizzazione dei sistemi agricoli, la <strong>tutela delle Indicazioni Geografiche</strong> e il <strong>contrasto alla contraffazione</strong>, la gestione del rischio e delle assicurazioni agricole, l&#8217;innovazione tecnologica e la meccanizzazione, la cooperazione finanziaria e la formazione. In questo ambito è prevista la firma di 7 accordi, tra protocolli d&#8217;intesa e memorandum, a conferma di un percorso di cooperazione strutturata e duratura promosso dall&#8217;Italia nell&#8217;area.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/Business-Forum-Italia-AsiaCentrale" target="_blank" rel="noopener">Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</a></p>
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		<item>
		<title>DOP IGP italiane protagoniste alla FAO: inaugurato lo spazio espositivo su ricerca e innovazione sostenibile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-igp-italiane-protagoniste-alla-fao-inaugurato-lo-spazio-espositivo-su-ricerca-e-innovazione-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 08:05:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[GIConference]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Allestito lo spazio espositivo della la seconda &#8220;<a href="https://www.qualivita.it/news/il-programma-della-seconda-conferenza-sulle-prospettive-globali-delle-indicazioni-geografiche/" target="_blank" rel="noopener"><em>Conferenza sulle prospettive globali delle Indicazioni Geografiche</em></a>&#8221; presso la sede centrale FAO<strong>, </strong>curato da <strong>Fondazione Qualivita</strong> e dedicato al sistema delle <strong>Indicazioni Geografiche italiane</strong> che illustra l&#8217;impegno dei <strong>Consorzi di tutela</strong>, degli enti del settore e del<strong> mondo della ricerca</strong> per lo sviluppo e l&#8217;innovazione sostenibile delle filiere produttive di qualità.</p>
<p>Un percorso progettato con una grafica coordinata in lingua inglese, costituito da <strong>cinque pannelli</strong>, capaci di raccontare agli studiosi di tutto il mondo le <strong>caratteristiche uniche dell&#8217;esperienza italiana</strong>, l&#8217;impegno e la collaborazione fra gli attori della Dop economy.</p>
<h5 style="text-align: center;">Gallery fotografica</h5>
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<h5>I cinque pannelli</h5>
<p><b>Pannello Qualivita:</b> descrive la mission della Fondazione e approfondisce i due ambiti di attività a sostegno dell&#8217;evoluzione scientifica del sistema italiano delle Indicazioni Geografiche: &#8220;Ricerca settore DOP IGP&#8221; (Rapporto Ismea-Qualivita, Rapporto DOP Sostenibilità), &#8220;Piattaforma di divulgazione scientifica&#8221; (Consortium, Italia Next DOP).</p>
<p><b>Pannello Origin Italia:</b> descrive il sistema dei Consorzi di tutela, l&#8217;azione di Origin Italia e il suo progetto basato sul quadro scientifico di FAO e oriGIn per definire una base comune di requisiti di sostenibilità per il sistema delle DOP IGP italiane.</p>
<p><b>Pannello Consorzi di tutela</b>: descrive diciassette progetti di ricerca coordinati da Consorzi di tutela di prodotti agroalimentari DOP IGP italiani, in collaborazione con Università, centri di ricerca e partner scientifici. Per ogni progetto è riportata una breve descrizione, l&#8217;indicazione dei partner e i riferimenti per eventuali approfondimenti.</p>
<p><b>Pannello Ismea</b>: descrive il ruolo dell&#8217;Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, le varie aree di intervento e le attività del sistema integrati di servizi a supporto delle imprese agroalimentari italiane. Riporta inoltre un focu con alcune azioni specifiche sviluppate per il settore DOP IGP e in collaborazione con i Consorzi di tutela.</p>
<p><b>Pannello Crea</b>: descrive l&#8217;azione del Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l&#8217;analisi dell&#8217;Economia Agraria e riporta l&#8217;esempio di dodici studi e ricerche applicate al mondo delle Indicazioni Geografiche italiane, in collaborazione con i Consorzi di tutela e altri partner scientifici.</p>
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		<item>
		<title>Profilo aromatico e sensoriale della Pagnotta del Dittaino DOP e principali parametri chimico-fisici</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/profilo-aromatico-e-sensoriale-della-pagnotta-del-dittaino-dop-e-principali-parametri-chimico-fisici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 14:05:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti di panetteria pasticceria confetteria o biscotteria]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio condotto da CREA di Acireale in collaborazione con Università di Palermo e Università di Bari analizza gli elementi che compongono le note sensoriali della Pagnotta del Dittaino DOP, individuando come le materie prime [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/profilo-aromatico-e-sensoriale-della-pagnotta-del-dittaino-dop-e-principali-parametri-chimico-fisici/">Profilo aromatico e sensoriale della Pagnotta del Dittaino DOP e principali parametri chimico-fisici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo studio condotto da CREA di Acireale in collaborazione con Università di Palermo e Università di Bari analizza gli elementi che compongono le note sensoriali della Pagnotta del Dittaino DOP, individuando come le materie prime di qualità determinano i caratteri distintivi del prodotto finito</em></p>
<p>In molte aree del mondo, pur tenendo conto degli sviluppi di nuovi materiali e metodi di produzione, i produttori agroalimentari hanno cercato di mantenere vive le tradizioni in termini di artigianato locale e metodi di lavorazione. I patrimoni culturali e gastronomici sono fattori importanti che contribuiscono alla diversità delle produzioni e, oltre agli aspetti sociali, hanno un certo impatto economico. In effetti, negli ultimi decenni, i consumatori hanno mostrato un crescente apprezzamento dei cibi tradizionali e tipici inducendo l&#8217;Unione Europea a disciplinare la materia.</p>
<p>Secondo il Regolamento UE n. 1151/2012, “tradizionale” è il claim utilizzato per gli alimenti che storicamente – vale a dire per un periodo di almeno 30 anni – fanno parte del patrimonio culturale delle persone che vivono in una determinata area geografica. In particolare, la “Denominazione di Origine Protetta” (DOP) identifica un prodotto originato e totalmente realizzato in una determinata area geografica; a livello europeo, pochi pani hanno ottenuto il riconoscimento DOP: i pani italiani Pane di Altamura, Pagnotta del Dittaino, Pane Toscano, e il pane svedese Upplandskubb. Tra questi, il Pane di Altamura DOP e la Pagnotta del Dittaino DOP, pur essendo prodotti con cultivar di frumento duro differenti e in zone diverse, sono entrambi ottenuti da semola rimacinata di grano duro, secondo la tradizione della panificazione consolidata nel Mezzogiorno. Il Pane di Altamura DOP è stato ampiamente studiato; al contrario, soltanto qualche ricerca è stata finalizzata finora alla caratterizzazione qualitativa della Pagnotta del Dittaino DOP. Le particolari note sensoriali di questo pane sono strettamente correlate al grano duro utilizzato, il quale risente notevolmente delle caratteristiche pedoclimatiche del territorio in cui viene prodotto. In particolare, viene impiegata una semola rimacinata di grano duro ottenuta dalle varietà Simeto, Duilio, Arcangelo, Mongibello, Colosseo, Ciccio, Bronte, Iride e Sant’Agata, il cui mix varietale assicura peculiari caratteristiche organolettiche.</p>
<blockquote><p><strong>Virgilio Giannone</strong> Università degli Studi di Palermo</p>
<p><strong>Alfio Spina</strong> CREA, Laboratorio di Acireale</p>
<p><strong>Carmine Summo</strong> Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”</p>
<p><strong>Francesco Caponio</strong> Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”</p>
<p><strong>Vito Michele</strong> <strong>Paradiso</strong> Università degli Studi del Salento</p>
<p><strong>Michele Canale</strong> CREA, Laboratorio di Acireale</p>
<p><strong>Rosalia Sanfilippo</strong> CREA, Laboratorio di Acireale</p>
<p><strong>Giorgio Spina</strong> CREA, Palermo</p>
<p><strong>Ezio Li Puma</strong> CREA, Laboratorio di Acireale</p>
<p><strong>Antonella Pasqualone</strong> Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.</p></blockquote>
<h4>Metodologia</h4>
<p>Raccolta campioni. Per il presente studio sono stati raccolti cinque campioni di semola rimacinata certificata per la produzione della Pagnotta del Dittaino DOP e cinque campioni di pane da panifici locali (A, B, C, D, E) ricadenti dentro l’area delimitata, secondo quanto previsto dal disciplinare di produzione della Pagnotta del Dittaino DOP. Analisi chimico-fisiche ed enzimatiche della semola rimacinata. La distribuzione delle dimensioni delle particelle è stata ottenuta mediante un LabSifter (KBF7SN, Buhler, Svizzera). È stata determinata l’attività α-amilasica secondo il metodo ISO 3093:2009. L&#8217;amido danneggiato è stato determinato enzimaticamente e spettrofotometricamente secondo il metodo AACC 76-31.01. Analisi sensoriale del pane. L&#8217;analisi descrittiva quantitativa (QDA) dei campioni di pane è stata eseguita da un panel sensoriale composto da 8 membri, tenendo conto di descrittori dell&#8217;aspetto (colore della crosta, spessore della crosta, colore della mollica, grana della mollica), caratteristiche visivo-tattili e masticatorie (coesività della mollica, consistenza della mollica), odore (di semola, di acido, di tostato) e sapore (dolce, salato, acido, amaro). I descrittori sono stati valutati su un intervallo di punteggio compreso tra 0 e 9 (0 = minimo; 9 = intensità massima). La definizione di ciascun descrittore e gli ancoraggi di scala sono riportati nella Tabella 1.</p>
<p>Determinazione dei composti volatili del pane. I composti volatili dei campioni di pane sono stati determinati mediante micro-estrazione in fase solida (SPME) accoppiata a gas-cromatografia/spettrometria di massa (GC/MS). Analisi statistica. L’analisi statistica dei dati è stata eseguita utilizzando CoStat Anova versione 6.311 (Cohort, Monterey, CA, USA) per Windows. I dati sono stati sottoposti all&#8217;analisi della varianza (ANOVA) utilizzando il test di Duncan.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong></p>
<p>Physico-chemical properties and sensory profile of durum wheat Dittaino PDO (Protected Designation of Origin) bread and quality of re-milled semolina used for its production.</p>
<p><strong>Autore</strong></p>
<p>V. Giannone, M. Giarnetti, A. Spina, A. Todaro, B. Pecorino, C. Summo, F. Caponio, V.M. Paradiso, A. Pasqualone.</p>
<p><strong>Fonte</strong></p>
<p>Food Chemistry, 241 (2018) 242–249.<br />
<a href="https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2017.08.096" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2017.08.096</a></p>
<p><strong>Abstract</strong></p>
<p>Allo scopo di aiutare i futuri controlli di qualità della “Pagnotta del Dittaino” DOP, un pane di grano duro a lievitazione naturale, dal 2010 insignito del marchio di Denominazione di Origine Protetta, questo prodotto da forno è stato caratterizzato dal punto di vista del profilo aromatico e sensoriale. Sono state determinate alcune caratteristiche chimico-fisiche ed enzimatiche della semola rimacinata utilizzata per la produzione della “Pagnotta del Dittaino” DOP, le quali hanno evidenziato una correlazione tra le proprietà sensoriali del pane e alcune caratteristiche qualitative della materia prima utilizzata. In particolare, l’aumento del contenuto di amido danneggiato e l&#8217;attività α-amilasica hanno contribuito all’incremento del contenuto di composti volatili aromatici nel pane, come furani e pirazine. Le caratteristiche sensoriali erano dominate da una spessa crosta bruna, con marcato odore di tostato, insieme ad una mollica gialla e consistente, con grana grossa, sapore e odore acidulo ben percepibile. Il profilo aromatico del pane ha evidenziato la presenza di etanolo e di acido acetico, seguiti da esanolo, 3-metil-1-butanolo, 2-feniletanolo, 3-metilbutanale, esanale, benzaldeide e furfurolo.</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Arendt, E. K., Ryan, L. A., &amp; Dal Bello, F. (2007). Impact of sourdough on the texture of bread. Food Microbiology, 24, 165–174.</li>
<li>Bianchi, F., Careri, M., Chiavaro, E., Musci, M., &amp; Vittadini, E. (2008). Gas chromato-graphic–mass spectrometric characterisation of the Italian protected designation of origin “Altamura” bread volatile profile. Food Chemistry, 110, 787–793.</li>
<li>Brescia, M. A., Sacco, D., Sgaramella, A., Pasqualone, A., Simeone, R., Peri, G., &amp; Sacco, A. (2007). Characterisation of different typical Italian breads by means of traditional, spectroscopic and image analyses. Food Chemistry, 104, 429–438.</li>
<li>Chiavaro, E., Vittadini, E., Musci, M., Bianchi, F., &amp; Curti, E. (2008). Shelf-life stability of artisanally and industrially produced durum wheat sourdough bread (“Altamura bread”). LWT-Food Science and Technology, 41, 58–70.</li>
<li>D’Amico, A. (2004). The enhancement of the typical products value: From commodity to experience. The case of Esperya.com. British Food Journal, 106, 793–805.</li>
<li>De Vuyst, L., &amp; Neysens, P. (2005). The sourdough microflora: Biodiversity and metabolic interactions. Trends in Food Science and Technology, 16, 43–56.</li>
<li>Pasqualone, A., Alba, V., Mangini, G., Blanco, A., &amp; Montemurro, C. (2010). Durum wheat cultivar traceability in PDO Altamura bread by analysis of DNA microsatellites. European Food Research and Technology, 230, 723–729.</li>
<li>Pasqualone, A. (2012). Italian durum wheat breads. In M. T. Pedrosa Silva Clerici (Ed.). Bread consumption and health (pp. 57–79). Hauppage, NY: Nova Science Publisher Inc.</li>
<li>Raffo, A., Pasqualone, A., Sinesio, F., Paoletti, F., Quaglia, G., &amp; Simeone, R. (2003). Influence of durum wheat cultivar on the sensory profile and staling rate of Altamura bread. European Food Research and Technology, 218, 49–55.</li>
<li>Ruiz, J. A., Quilez, J., Mestres, M., &amp; Guasch, J. (2003). Solid phase microextraction method for headspace analysis of volatile</li>
</ol>
</blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2024-04/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2024_04</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/01/Consortium-25-Pagnotta-del-Dittaino-DOP.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Limonicoltura, CREA e Consorzio Tutela Limone Etna IGP a convegno</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/limonicoltura-crea-e-consorzio-tutela-limone-etna-igp-a-convegno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 07:17:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura e il Consorzio di Tutela del Limone dell’Etna IGP organizzano un convegno intitolato “Quale futuro per la nostra limonicoltura?”. “Quale futuro per la nostra limonicoltura?” è il tema del convegno [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura e il Consorzio di Tutela del Limone dell’Etna IGP organizzano un convegno intitolato “Quale futuro per la nostra limonicoltura?”.</em></p>
<p>“Quale futuro per la nostra limonicoltura?” è il tema del convegno organizzato dal <strong>CREA Olivicoltura</strong>, <strong>Frutticoltura e Agrumicoltura</strong> e dal <a href="https://terra.regione.sicilia.it/consorzio-di-tutela-del-limone-delletna-igp-il-ministero-agricoltura-certifica/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela del Limone dell’Etna IGP</strong> </a>che si terrà <strong>venerdì 7 giugno</strong> alle ore 9:30, presso la Sala Conferenze “Giacomo Lanza” in Corso Savoia, 190 ad Acireale (provincia di Catania).  L’evento è organizzato con il patrocinio dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Catania e il patrocinio dell’Ordine dei Tecnologi alimentari di Sicilia e Sardegna e prevede il riconoscimento dei Crediti Formativi Professionali (CFP).</p>
<p>I saluti istituzionali sono affidati al dott. <strong>Enzo Perri</strong> – Direttore CREA Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura (CREA-OFA), all’ ing. <strong>Roberto Barbagallo</strong> – Sindaco del Comune di Acireale, alla dott.ssa <strong>Aurora Ursino</strong> – Presidente Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali provincia di Catania, al dott. <strong>Daniele Romano</strong> -Presidente Ordine dei Tecnologi Alimentari delle Regioni Sicilia e Sardegna e al prof. <strong>Giovanni Continella</strong> – Presidente comitato tecnico scientifico del consorzio di Tutela Limone dell’Etna IGP. Interverrà l’on.le <strong>Nicola D’Agostino.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.agenfood.it/approfondimenti/limonicoltura-crea-e-consorzio-tutela-limone-etna-igp-a-convegno/" target="_blank" rel="noopener">AgenFood.it</a></strong></p>
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		<title>Si avvicina l&#8217;IGP per il Limone Costa Tramontana</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/si-avvicina-ligp-per-il-limone-costa-tramontana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 07:09:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agrumi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[proposta di riconoscimento]]></category>
		<category><![CDATA[risorse idriche]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Limone Costa Tramontana IGP, conferma del vicepresidente della Regione Luca Sammartino in un incontro a Torrenova, &#8220;vogliamo rassicurare i produttori che faremo tutto in tempi brevi&#8221;. Riparte l&#8217;ambizioso percorso per il riconoscimento dell&#8217;Indicazione Geografica Protetta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Limone Costa Tramontana IGP, conferma del vicepresidente della Regione Luca Sammartino in un incontro a Torrenova, &#8220;vogliamo rassicurare i produttori che faremo tutto in tempi brevi&#8221;.</em></p>
<p>Riparte l&#8217;ambizioso <strong>percorso per il riconoscimento dell&#8217;Indicazione Geografica Protetta del Limone &#8220;Costa tramontana&#8221;</strong>.</p>
<p>Un tema che coinvolge <strong>centinaia di produttori della fascia tirrenica tra Milazzo e Tusa</strong>, al centro dell&#8217;incontro in aula consiliare a Torrenova tra numerosi addetti ai lavori, tecnici e rappresentanti istituzionali, con l&#8217;assessore all&#8217;agricoltura e <strong>vice presidente della Regione Luca Sammartino</strong>. &#8220;L&#8217;IGP va fatto e per questo abbiamo chiesto aiuto al &#8220;CREA&#8221; (Consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dell&#8217;economia agraria) per la caratterizzazione necessaria per la richiesta da inviare al Ministero&#8221;. Ha detto Sammartino.</p>
<p><strong>&#8220;La sfida è dare voce all&#8217;identità del territorio</strong> e forza al prodotto anche in termini economici in una fase drammatica purtroppo per l&#8217;agricoltura siciliana, vista anche la crisi idrica. Rassicuriamo i produttori che faremo tutto in tempo breve ma la sfida non si ferma al riconoscimento ma continua nel far sì che i produttori si rimettano in cammino per tornare a credere nella vocazione del territorio&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Gazzetta del Sud</strong></p>
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		<title>Laghi Lombardi DOP: torna olivicoltura ma cambiamento climatico colpisce la filiera</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/laghi-lombardi-dop-torna-olivicoltura-ma-cambiamento-climatico-colpisce-la-filiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 08:39:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le temperature più miti hanno favorito la rinascita dell&#8217;olivicoltura sul Lario, dove era arrivata già con i Romani Le aziende &#8220;Dop&#8221; sono 25, a Boisio c&#8217;è il frantoio più a nord d&#8217;Europa. Siccità e forti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le temperature più miti hanno favorito la rinascita dell&#8217;olivicoltura sul Lario, dove era arrivata già con i Romani</em><br />
<em>Le aziende &#8220;Dop&#8221; sono 25, a Boisio c&#8217;è il frantoio più a nord d&#8217;Europa. Siccità e forti piogge alla base di un&#8217;annata difficile</em></p>
<p>Sul lago di Como, a Biosio, c&#8217;è il frantoio più a nord d&#8217;Europa. Oltre il 46° parallelo, e cioè al di là di quei confini tradizionalmente indicati come fascia di coltivazione dell&#8217;olivo, tra il 30° ed il 45° parallelo nord. Qui l&#8217;<strong>olivicoltura è tornata solo negli ultimi decenni, favorita anche dalle temperature più miti</strong> che in altre zone d&#8217;Italia la compromettono.</p>
<p>Sempre più spesso, infatti, <strong>i produttori devono fare i conti con siccità ed eventi climatici estremi</strong>. Solo quest&#8217;anno, la produzione nazionale d&#8217;olio d&#8217;oliva ha registrato una diminuzione del 20-25%. Un dato in linea con il trend produttivo calante dal 2014 a oggi.</p>
<p>&#8220;Con l&#8217;aumento delle temperature medie rilevato negli ultimi decenni, l&#8217;olivo si sta già diffondendo lenta- mente nelle aree oltre il 45° parallelo&#8221;, sottolineano Samanta Zelasco e Luca Lombardo dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l&#8217;analisi dell`Economia agraria (Crea).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>DOP Laghi Lombardi</strong></p>
<p>Il riconoscimento della Dop Laghi Lombardi arriva nel 1997 e il suo attuale presidente, <strong>Massimiliano Gaiatto</strong>, è un olivicoltore del lago, che dice: &#8220;Oggi, le aziende iscritte al consorzio sono 25. Ma se si contano tutti i produttori del Lago di Como, compresi i cosiddetti hobbysti, arriviamo alle 30o unità&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Pianeta 2030 &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>A San Vincenzo la Costa il concorso nazionale per il Premio oleario “Nino Luigi Iannotta”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/a-san-vincenzo-la-costa-il-concorso-nazionale-per-il-premio-oleario-nino-luigi-iannotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 16:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune di San Vincenzo La Costa in collaborazione con il Consorzio di Tutela e Valorizzazione Olio di Calabria IGP e l’O.P. Associazione Olivicola Cosentina con il Patrocinio dell’Accademia Nazionale dell’Olivo, dell’Olio, dell’Asso•pr•oli Calabria e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Comune di San Vincenzo La Costa in collaborazione con il Consorzio di Tutela e Valorizzazione Olio di Calabria IGP e l’O.P. Associazione Olivicola Cosentina con il Patrocinio dell’Accademia Nazionale dell’Olivo, dell’Olio, dell’Asso•pr•oli Calabria e del Crea Centro di Ricerca dell’Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura hanno indetto il Concorso Nazionale per l’assegnazione del Premio “Nino Luigi Iannotta”.</em></p>
<p>A fine febbraio, dunque, si ricorderà fortemente la figura di <strong>Iannotta, ricercatore del Cra – Oli,</strong> Centro di ricerca per l’olivicoltura e l’industria olearia di Rende.</p>
<p>“Da sempre, Nino si è occupato della parte agronomica della filiera ma principalmente della difesa fitosanitaria dell’olivo”, ricorda il <strong>presidente del Consorzio Massimino Magliocchi</strong>. “Attuando strategie di lotta ai parassiti, fitofagi e patogeni, nella olivicoltura convenzionale, integrata e biologica. Studia la suscettibilità delle cultivar ai diversi parassiti, specialmente alla mosca, ed i metodi di lotta alternativi ai mezzi chimici”, aggiunge. “Sperimentando sistemi di rilevamento territoriale per ridurre i trattamenti in funzione della salvaguardia ambientale. Senza dimenticare la ricerca dei fattori del miglioramento della qualità dell’olio in relazione agli attacchi parassitari”, afferma Magliocchi.</p>
<p>Tanti sono stati i giovani ricercatori e i giovani assegnisti che si sono succeduti nell’Istituto sperimentale per l’olivicoltura, prima, poi Cra, e, infine, <strong>Crea Centro di ricerca olivicoltura, frutticoltura ed agrumicoltura</strong>, che hanno trovato in lui un punto di riferimento per un confronto costruttivo e piacevole sulle tematiche lavorative, ricevendo, nello stesso tempo il giusto consiglio anche sulle problematiche della vita di tutti i giorni.</p>
<p><strong>Il ricordo di Iannotta</strong> quindi come noto e stimato agronomo, uomo di grande cultura, sempre presente alle iniziative promosse dove “instancabilmente, con grande passione e professionalità, ha apportato il suo contributo e collaborato attivamente per la migliore riuscita di numerosi convegni e manifestazioni”, assicurano amici e colleghi. La notizia della scomparsa ha turbato l’intero Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura ed Agrumicoltura.</p>
<p>“Non ricordiamo solo il ricercatore, valido, curioso e sempre attento ai cambiamenti, ma soprattutto ricordiamo l’uomo che era. Con la sua scomparsa viene meno un punto di riferimento sicuro per il comparto olivicolo e la cultura dell’olivo e dell’olio”, vogliono ribadire oggi gli organizzatori del premio nazionale.</p>
<p><strong>Il Concorso</strong> si propone infatti di <strong>valorizzare gli oli extravergini di oliva italiani certificati (DOP, IGP e biologici)</strong> e gli oli extravergini di oliva italiani, provenienti da diversi ambiti territoriali, selezionando ed indicando i migliori oli di qualità italiani ottenuti dalla campagna olearia in corso; “ma anche sostenere gli operatori del settore che tendono al miglioramento della qualità del prodotto, con azioni che li aiutino a contraddistinguersi nel mercato globale e a commercializzare il proprio prodotto ed a valorizzare la figura dell’assaggiatore italiano in quanto professionista in grado di promuovere, tramite l’esperienza del panel, la qualità dell’olio italiano, presso operatori e consumatori italiani ed esteri”, la chiosa del presidente del <strong>Consorzio Olio di Calabria IGP Massimino Magliocchi</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.igpoliodicalabria.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dell’Olio Extravergine di Oliva Olio di Calabria Indicazione Geografica Protetta</strong></a></p>
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		<title>Osservatorio Ricerca IG</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 15:13:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Selezione di alcuni studi inerenti il settore delle IG pubblicati o in corso di pubblicazione su riviste scientifiche Uno studio proteomico della “Coppa Piacentina DOP”: un tipico salame stagionato italiano M. Rutigliano, P. Loizzo, G. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-2/">Osservatorio Ricerca IG</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Selezione di alcuni studi inerenti il settore delle IG pubblicati o in corso di pubblicazione su riviste scientifiche</em></p>
<h5><strong>Uno studio proteomico della “Coppa Piacentina DOP”: un tipico salame stagionato italiano</strong></h5>
<p><em>M. Rutigliano, P. Loizzo, G. Spadaccino, A. Trani, P. Tremonte, R. Coppola, F. Dilucia, A. Di Luccia, B. La Gatta</em></p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: La Coppa Piacentina DOP è considerata un salume particolare, poiché è prodotta con l’intera muscolatura del collo, insaccata e stagionata in budelli naturali. In questo lavoro è stata studiata la proteolisi delle porzioni esterne ed interne mediante un approccio proteomico e mediante analisi degli aminoacidi. Campioni di “Coppa Piacentina” sono stati analizzati a 0 giorni e dopo 5 e 8 mesi di maturazione, mediante elettroforesi su gel mono e bidimensionale. L’analisi ha indicato attività enzimatica più intensa sulla parte esterna, dovuta ad enzimi endogeni. La determinazione degli aminoacidi liberi ha mostrato che lisina e acido glutammico sono i più rappresentati, segue sequenza di aminoacidi liberi come quella del prosciutto crudo. Le peculiarità della “Coppa Piacentina” sono caratterizzate da una lenta proteolisi, dovuta insacco e legatura del taglio intero del collo del suino.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong></p>
<p>Ente di ricerca: Università di Foggia, Università di Bari, Università del Molise Anno: aprile 2023</p>
<p>Pubblicato: Food Research International, 116</p>
<p>Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.foodres.2023.112613">https://doi.org/10.1016/j.foodres.2023.112613 </a></p>
<p>Parole chiave: Coppa Piacentina ripening, Proteolysis, Microbial activity, Meat proteins, Electrophoresis</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Tecnologie recenti e avanzate basate sul DNA per l&#8217;autenticazione di alimenti e bevande DOP e IGP fermentati con probiotici</strong></h5>
<p><em> V. Fusco, F. Fanelli, D. Chieffi</em></p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> L’autenticità dei prodotti probiotici e degli alimenti e bevande fermentati che hanno lo status di DOP o IGP può essere valutata tramite numerosi metodi. Negli ultimi decenni le tecnologie basate sul DNA sono emerse come strumenti preziosi per ottenere l’autenticazione degli alimenti e si stanno sviluppando metodi e piattaforme avanzati. La presente revisione si concentra sulle tecniche basate sul DNA per l’autenticazione di alimenti e bevande fermentati probiotici, DOP e IGP. Inoltre, vengono presentati gli strumenti di rilevamento basati sul DNA più promettenti. I marcatori basati sul DNA specifico del ceppo e della specie di microrganismi utilizzati come colture starter o coadiuvanti (probiotici) per la produzione di alimenti e bevande sono stati sfruttati per un’autenticazione preziosa in diversi metodi di rilevamento.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari CNR-ISPA<br />
Anno: ottobre 2023<br />
Pubblicato: Foods 2023, 20<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.3390/foods12203782">https://doi.org/10.3390/foods12203782</a><br />
Parole chiave: food authenticity, probiotic food and beverages, fermented food, metagenomics, real-time PCR</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Rilevamento dell&#8217;abbandono degli oliveti con Sentinel-2 e machine learning: lo sviluppo di uno strumento web-based per la gestione del territorio</strong></h5>
<p><em>I. Volpi, S. Marchi, R. Petacchi, P. Hoxha, D. Guidotti</em></p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> L’abbandono delle aree rurali è un importante problema ambientale e socioeconomico in Europa. L’identificazione e la quantificazione dei terreni abbandonati è fondamentale per il monitoraggio temporale e spaziale del processo e per l’applicazione di misure di gestione alternative. L’Italia è uno dei Paesi europei più importanti per la produzione di olio d’oliva di alta qualità, rappresentando una larga fetta dell’attuale produzione certificata (DOP, IGP). In questo studio, viene presentato un modello di machine learning (cioè Random Forest) per l’identificazione degli uliveti abbandonati utilizzando osservazioni sul campo e serie temporali NDVI, testato in un tipico agroecosistema dell’Italia centrale dominato dagli uliveti. I risultati hanno dimostrato l’applicabilità dell’approccio combinato per discriminare gli oliveti coltivati dagli oliveti abbandonati.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa<br />
Anno: febbraio 2023<br />
Pubblicato: Smart Agricultural Technology, Volume 3<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.atech.2022.100068">https://doi.org/10.1016/j.atech.2022.100068</a><br />
Parole chiave: NDVI, Random Forest, Progressive Web App, Remote sensing</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Sviluppo territoriale transfrontaliero attraverso le Indicazioni Geografiche: Gargano (Italia) e Dibër (Albania)</strong></h5>
<p><em> A. Caso, S. Giordano</em></p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: In un contesto globalizzato, tendente verso l’omogeneizzazione dei prodotti alimentari e del gusto, le produzioni locali e di nicchia svolgono un ruolo vitale nella creazione di efficaci strategie di sviluppo territoriale. Poiché l’Albania è candidata ad aderire all’Unione Europea, ha maggiori opportunità di proteggere i suoi prodotti alimentari di eccellente qualità con i marchi DOP e IGP. Inoltre, il territorio dell’Albania condivide caratteristiche fondamentali con i laghi del Gargano, soprattutto in relazione alla contea di Dibër, dove si trovano i laghi Ulez e Shkopet. I prodotti agroalimentari tradizionali di entrambi i territori sono e possono rappresentare un importante fattore di sviluppo sostenibile e partecipativo. Il presente contributo si propone di esplorare possibili percorsi di sviluppo territoriale a livello transfrontaliero, nel quadro di una sorta di “dialogo” tra le due regioni attraverso le Indicazioni Geografiche (IG).</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong>:<br />
Ente di ricerca: Università di Bologna, Università degli Studi di Bari Aldo Moro<br />
Anno: novembre 2023<br />
Pubblicato: Enciclopedia 2022, 4<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.3390/encyclopedia2040127">https://doi.org/10.3390/encyclopedia2040127</a><br />
Parole chiave: cross-border development, Protected Denomination of Origin (PDO), Protected Geographical Indication (PGI), Albania, Gargano, traditional food products</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>La superficie del ripiano in legno e la crosta del formaggio si scambiano reciprocamente il microbiota durante il tradizionale processo di maturazione</strong></h5>
<p>G. Busetta, G. Garofalo, S. Claps, M. T. Sardina, E. Franciosi, A. Alfonzo, N. Francesca, G. Moschetti, L. Settanni, R. Gaglio</p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: Questa ricerca è stata finalizzata a valutare la diversità microbica dei ripiani in legno utilizzati per la stagionatura dei formaggi Pecorino di Filiano a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Canestrato di Moliterno a Indicazione Geografica Protetta (IGP). Sono stati studiati anche i microrganismi associati alla crosta di questi formaggi. Questo studio ha confermato che i ripiani in legno utilizzati per la stagionatura del formaggio sono microbiologicamente attivi e rappresentano sistemi sicuri. Inoltre, i risultati di questo lavoro hanno chiarito il flusso di trasferimento tra i ripiani in legno e le superfici del formaggio Pecorino di Filiano DOP e Canestrato di Moliterno IGP: i microrganismi spalmativi vengono principalmente trasferiti dai ripiani in legno alla crosta del formaggio, che potenzialmente contribuisce allo sviluppo finale delle caratteristiche organolettiche.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong>:<br />
Ente di ricerca: Università di Palermo, CREA Ricerca, Fondazione Edmund Mach<br />
Anno: novembre 2023<br />
Pubblicato: International Journal of Food Microbiology, 409<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.ijfoodmicro.2023.110478">https://doi.org/10.1016/j.ijfoodmicro.2023.110478</a><br />
Parole chiave: Cheese ripening, Microbial transfer, MiSeq Illumina, Lactic acid bacteria, Traditional cheeses, Wooden shelves</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Presentare la gastronomia spagnola attraverso gli itinerari turistici del prosciutto iberico</strong></h5>
<p><em> F. Sánchez-Cubo, G. Millán-Vázquez-de-la-Torre, J.L. Sánchez-Ollero</em></p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: Il prosciutto pata negra è uno dei fiori all’occhiello della gastronomia spagnola (Dehesa de Extremadura DOP; Guijuelo DOP; Jabugo DOP; Los Pedroches DOP), profondamente radicato nella cultura spagnola. Tuttavia, il suo interesse come risorsa turistica è ancora scarso, quindi sono stati sviluppati percorsi turistici attorno ad essa. Questo studio analizza la soddisfazione dei turisti amatoriali all’interno di questi percorsi utilizzando il metodo di modellazione del percorso PLS-SEM sui dati ottenuti da un proprio questionario. I dati forniscono risultati approfonditi su ciò che influenza la soddisfazione dei turisti del prosciutto evidenziando dove le parti interessate dovrebbero prestare attenzione per migliorare l’esperienza offerta.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong>:<br />
Ente di ricerca: Università di Castilla-La Mancha, Università Loyola dell’Andalusia, Università di Málaga<br />
Anno: dicembre 2023<br />
Pubblicato: International Journal of Gastronomy and Food Science, 34<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.ijgfs.2023.100820">https://doi.org/10.1016/j.ijgfs.2023.100820</a><br />
Parole chiave: gastronomic tourism, geographical indications, cured ham, pata negra</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Economia circolare nelle catene del valore di montagna: il caso di tre formaggi DOP</strong></h5>
<p><em> K. Habli, D.E. Dumitras, E. Schmitt, I. Maglietti Smith, D. Barjolle</em></p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: L’economia circolare (CE) si è dimostrata promettente nel raggiungimento di molti degli obiettivi SDG delle Nazioni Unite, sostituendo il sistema lineare e riducendo gli impatti negativi sull’ambiente. Questa ricerca mira a valutare l’effettiva adozione dei principi CE in tre formaggi a Indicazione Geografica (IG) attraverso un’analisi delle pratiche identificate nelle rispettive catene del valore. Le interviste qualitative mostrano la persistenza di pratiche storiche che preservano il patrimonio dietro il prodotto, mantengono l’autonomia rispetto agli input esterni e risparmiano energia o fanno un uso intelligente dei sottoprodotti. I prodotti alimentari IG generalmente non sono vincolati da standard oltre quelli stabiliti dalla legge, ma le loro specifiche possono essere modificate nel rispetto di pratiche coerenti con il terroir.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong>:<br />
Ente di ricerca: Università di Cordoba, Università di Cluj-Napoca, Institute für Agrarwissenschaften, Origin for Sustainability<br />
Anno: ottobre 2023<br />
Pubblicato: Foods 2023, 21<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.3390/foods12213954">https://doi.org/10.3390/foods12213954</a><br />
Parole chiave: circular economy, cheese mountain products, PDO historical practices, 5Rs, code of practice, territorial development</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Metodo di calcolo della Carbon Footprint di Prodotti di Origine Animale Integrato con l&#8217;Assorbimento Fisiologico di Anidride Carbonica: Esempio di Calcolo della CFP della Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong></h5>
<p><em>R.De Vivo , L. Zicarelli, R. Napolano, F. Zicarelli</em></p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: Il metodo LCA (Life-Cycle Assessment) non tiene conto della sottrazione di anidride carbonica da parte della biomassa vegetale, LCA potrebbe quindi sovrastimare la CO2 generata dalle produzioni animali e vegetali. Lo scopo di questo contributo è quello di calcolare il numero di gas serra emessi durante i processi digestivi e fermentativi, nonché quello prodotto dal letame e la CO2 emessa con la respirazione confrontandolo con il sequestro del carbonio in tutti gli stabilimenti e in tutte le materie prime vegetali utilizzate per l’alimentazione delle bufale della Mozzarella di Bufala Campana DOP. La quantità di gas serra convertita in anidride carbonica equivalente emessa durante la produzione è inferiore all’anidride carbonica rimossa dall’atmosfera. Per ogni kg di Mozzarella di Bufala Campana DOP vengono sottratti complessivamente circa 52 kg di CO2 eq.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong>:<br />
Ente di ricerca: Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Istituto Tecnico “Enrico Fermi”<br />
Anno: agosto 2023<br />
Pubblicato: Advances in Environmental and Engineering Research 2023, 4<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.21926/aeer.2303044">https://doi.org/10.21926/aeer.2303044</a><br />
Parole chiave: Life Cycle Assessment, Carbon foot print, Mozzarella Bufala Campana PDO, sustainability, animal productions</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_04</strong></p>
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		<title>Climate change: a rischio produzioni per 23 miliardi di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/climate-change-a-rischio-produzioni-per-23-miliardi-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 08:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>116° edizione di Fieragricola: I cambiamenti climatici costituiscono il filo conduttore, in totale quasi 23 miliardi di euro di danni all&#8217;agricoltura negli ultimi anni. Sette miliardi di euro del comparto vitivinicolo, 6,8 miliardi del segmento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>116° edizione di Fieragricola: I cambiamenti climatici costituiscono il filo conduttore, in totale quasi 23 miliardi di euro di danni all&#8217;agricoltura negli ultimi anni.</em></p>
<p>Sette miliardi di euro del comparto <strong>vitivinicolo</strong>, 6,8 miliardi del segmento della <strong>frutta e agrumi</strong> (che salgono a 14 miliardi se si estende il computo al comparto ortofrutticolo nel suo insieme), 1,6 miliardi il valore della filiera <strong>olivo-olio</strong>.</p>
<p>Secondo i dati del Crea, <strong>in totale sono quasi 23 miliardi di euro di prodotti agricoli, in Italia, messi a rischio dagli sconvolgimenti ambientali</strong>, con il cambiamento climatico che rischia di falcidiare il comparto, come negli ultimi anni già, a più riprese, ha dimostrato di poter fare.</p>
<p>Non è semplice, eppure è ancora più indispensabile parlare di <strong>sviluppo</strong> in queste condizioni, avvalendosi di tutte le <strong>tecnologie</strong> e le <strong>conoscenze</strong> in grado di dare una fisionomia nuova alle coltivazioni, potenziando la resilienza dell&#8217;agricoltura.</p>
<p>I fenomeni legati ai cambiamenti climatici costituiscono il filo conduttore della <strong>116° edizione di Fieragricola</strong>: è ormai indifferibile sviluppare le capacità di adattarsi alle nuove condizioni, di mitigare gli effetti della progressiva tropicalizzazione del meteo e desertificazione dei suoli: <strong>occorrono nuovi modelli produttivi</strong> capaci di mettere assieme <strong>sostenibilità</strong>, <strong>circolarità</strong> e <strong>produttività</strong>, per dare risposte al progressivo aumento della popolazione mondiale e alla richiesta crescente su scala mondiale di proteine nobili.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Durante i quattro giorni di manifestazione, Regione del Veneto e Veneto Agricoltura saranno presenti nel padiglione 4 (stand D4) con il format Casa Veneto, area espositiva che ospita anche <strong>CSQA</strong>, Bioagro e Intermizoo, il Consorzio PPL Venete, Avepa e Arpav.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p><em>Crediti foto: www.pexels.com</em></p>
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		<title>Per piccina che tu sia, la campagna del Distretto Agrumi di Sicilia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/per-piccina-che-tu-sia-la-campagna-del-distretto-agrumi-di-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 07:56:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNICAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[distretti agroalimentari]]></category>
		<category><![CDATA[MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricetta della presidente Argentati: Agricoltura 4.0 sull’uso consapevole delle risorse irrigue, campagne al consumo sulle piccole pezzature, uso di spremiagrumi automatiche e coesione territoriale a partire dalle organizzazioni di categoria Sicilia, 16 gennaio &#8211; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La ricetta della presidente Argentati: Agricoltura 4.0 sull’uso consapevole delle risorse irrigue, campagne al consumo sulle piccole pezzature, uso di spremiagrumi automatiche e coesione territoriale a partire dalle organizzazioni di categoria</em></p>
<p>Sicilia, 16 gennaio &#8211; Il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia annuncia il ritorno della campagna social <strong>&#8220;Per Piccina che Tu Sia&#8221;</strong>, un&#8217;iniziativa dedicata a promuovere e <strong>valorizzare</strong> le <strong>arance</strong> di <strong>piccola</strong> <strong>taglia</strong>, simbolo attuale dell&#8217;agrumicoltura siciliana colpita dalla siccità.</p>
<p>La Presidente <strong>Federica Argentati</strong> ha rilasciato dichiarazioni chiave sulla situazione attuale e sulle azioni intraprese dal Distretto per affrontare le sfide in corso.</p>
<p>La campagna, originariamente lanciata durante la stagione agrumicola 2020/2021, si ripresenta con l&#8217;obiettivo di diventare virale a livello nazionale e regionale, sottolineando l&#8217;importanza di sostenere le arance di piccola pezzatura.</p>
<p>&#8220;La crisi idrica sta colpendo duramente il nostro territorio. La mancanza di piogge, unita al deficit idrico accumulato, sta generando una crisi senza precedenti per gli agricoltori, influenzando in particolare la produzione di agrumi di piccola taglia nell’ultima campagna” afferma Argentati.</p>
<p>Argentati sottolinea, ancora una volta, l&#8217;importanza di <strong>educare i consumatori al consumo</strong> anche degli agrumi di piccola pezzatura: &#8220;Le arance piccole sono eccellenti, ideali per spremiture fresche e per promuovere uno stile di vita sano e non hanno nulla da invidiare alle sorelle più grandi anche a tavola dove, al contrario, possono essere molto appropriate per la minore quantità da mangiare”.</p>
<p>La situazione del comparto agrumicolo siciliano non coglie di sorpresa certamente il Distretto Agrumi, da anni impegnato su vari fronti e in particolare sul quello dell’uso consapevole delle risorse idriche, con progetti specifici che hanno coinvolto vari imprenditori della filiera associata, e che con i progetti <strong>ACQUA 1 e 2 e CLIMA</strong>, ha realizzato importanti azioni di monitoraggio nella filiera e installato stazioni meteo e sensori presso aziende associate, sollevando al contempo le problematiche connesse alla questione irrigua.</p>
<p>“Oggi, &#8211; continua Argentati &#8211; si intende continuare questo percorso in maniera più incisiva con il programma &#8220;CLUSTER in Sicilia&#8221;, finanziato dall&#8217;Assessorato Attività Produttive della Regione Siciliana attraverso azioni educative e agricoltura 4.0”. “Ricordo anche, &#8211; aggiunge la presidente &#8211; che il Distretto sostiene da sempre l’utilizzo delle spremiagrumi automatiche quale strumento molto efficace per l’educazione alimentare nelle scuole e in generale il consumo di arance siciliane in punti ad alto calpestio in cui proprio le arance di piccolo calibro possono essere valorizzate al meglio. Le risorse dedicate all&#8217;acqua e i fondi per la comunicazione al consumo, insieme agli investimenti a supporto delle azioni collegate all’utilizzo delle spremiagrumi automatiche, rappresentano una risposta concreta alla difficile situazione degli agricoltori siciliani e sono queste le azioni che sono state proposte all’Assessorato regionale alle Attività produttive e che si intende realizzare”.</p>
<p>Argentati pertanto sottolinea il concreto collegamento tra “il progetto presentato dal Distretto all’amministrazione regionale per il CLUSTER Sicilia e la situazione critica che stanno affrontando ormai da diversi mesi gli agricoltori siciliani”, basti pensare che nei primi quattro mesi del 2023 si segna complessivamente un <strong>deficit</strong> di <strong>precipitazioni</strong> rispetto all&#8217;ultimo decennio di circa <strong>150 millimetri</strong>, che si aggiunge al deficit di quasi 600 millimetri accumulato lo scorso anno; dove negli ultimi mesi la situazione è notevolmente peggiorata e si è aggravata ulteriormente.</p>
<p>“Nel corso della scorsa campagna agrumicola, &#8211; va avanti Argentati &#8211; l&#8217;Italia si è posizionata come il 12° esportatore mondiale di agrumi, con una quantità esportata pari a 209.980 kg e un&#8217;importazione di 381.068 kg. Tuttavia, il confronto con altri Paesi, in particolare la Spagna, mette in luce l&#8217;importanza per il settore di mantenere una posizione contrattuale robusta, soprattutto in un contesto caratterizzato da cambiamenti climatici e instabilità di mercato. È imperativo lavorare in prospettiva per stimolare la crescita, garantire il reddito dell’imprenditore agricolo consentendogli di mantenere gli alti parametri di qualità necessari con investimenti costanti in azienda; e quando si parla di sbocchi di mercato, dobbiamo lavorare per valorizzare tutti quelli possibili, dal consumo sulla tavola a quello delle spremute espresse, passando dal consumo dei succhi per i quali la Sicilia esprime un alto grado di specializzazione e che ci consente di stare sul mercato tutto l’anno”.</p>
<p>“In un momento in cui il settore agrumicolo si prepara a fronteggiare una campagna complicata, il Distretto Agrumi di Sicilia lancia un appello all&#8217;aggregazione e alla responsabilità collettiva: è fondamentale mettere da parte gli interessi personali per preservare e potenziare l&#8217;agrumicultura siciliana, accompagnando con efficacia questo momento complicato per le imprese agrumicole anche nell’utilizzo di tutti i fondi disponibili” conclude Argentati.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.distrettoagrumidisicilia.it/" target="_blank" rel="noopener">Distretto Agrumi di Sicilia</a></strong></p>
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