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	<title>Inea &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Inea &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>CREA, così cambio la ricerca</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2015 10:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non una mera spending reiew, ma razionalizzazione e rilancio della ricerca pubblica nell&#8217;agoalimentare. Così è stato presentate a Expo il CREA (Consiglio perla ricerca in agricoltura e l&#8217;analisi dell&#8217;economia agraria), ultimo nato dalla fusione tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non una mera spending reiew, ma razionalizzazione e rilancio della ricerca pubblica nell&#8217;agoalimentare. Così è stato presentate a Expo il <strong>CREA</strong> (Consiglio perla ricerca in agricoltura e l&#8217;analisi dell&#8217;economia agraria), ultimo nato dalla fusione tra <strong>Cra</strong> (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) e <strong>Inea</strong> (Istituto nazionale economia agraria), «Troppi campanili, è questo il peccato dell&#8217;Italia. Con questa operazione vogliamo dotare il nostro Paese di un centro capace di rispondere alla pressante richiesta di innovazione delle imprese» ha spiegato il commissario straordinario, <strong>Salvatore Parlato</strong>. Anche se non si tratta di una semplice sforbiciata alla spesa, l&#8217;intervento di Parlato parte da lì: risparmiare, tagliando inefficienze e ridondanze.</p>
<p>Anzitutto le sedi: <strong>Cra e Inea</strong> ne hanno nel complesso 82 (più 103 aziende sperimentali, dl cui 20 non utilizzate). Queste, nel piano dl ristrutturazione, che diventerà operativo il 1 gennaio 2016 e dovrà essere completato a fine 2017, si ridurranno e 28 (almeno una per regione + 10 laboratori). «Solo così-ha assicurato-taglieremo la spesa del 10%, anche perché al crescerne della dimensione diminuisce il costo unitario per lavoratore». Su 105 milioni di € di finanziamento pubblico (più 50 milioni di € di risorse da bandi, brevetti etc) 95 servono oggi per pagare gli stipendi. Su 1570 dipendenti, i ricercatori sono il 37% (a cui vanno sommati /00 precari), gli amministrativi il 24%. Ancora «troppi» (sia i precari che gli amministrativi).</p>
<p>Fonte: <strong>Terra e Vita</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2015/07/20150710_RS_TERRA-E-VITA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Inea, i dati dell&#8217;effetto &#8216;embargo russo&#8217; sull&#8217;agroalimentare italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 15:09:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’embargo sulle importazioni agroalimentari decretato dalla Russia lo scorso 7 agosto sta avendo ripercussioni significative in Italia, sesto paese europeo nel 2013 per esportazioni agroalimentari verso il mercato russo, passate in 10 anni da 222 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’embargo sulle importazioni agroalimentari decretato dalla Russia lo scorso 7 agosto sta avendo ripercussioni significative in Italia, sesto paese europeo nel 2013 per esportazioni agroalimentari verso il mercato russo, passate in 10 anni da 222 milioni di euro a oltre 684 milioni (+208%). Le produzioni interessate dal blocco sono quelle ortofrutticole, la carne, il latte e derivati, i prodotti ittici e altre preparazioni alimentari. A risentire maggiormente dell’embargo, anche per la deperibilità dei prodotti, è il settore ortofrutticolo e, in particolare, il comparto della frutta fresca le cui esportazioni nel 2013 hanno superato i 60 milioni di euro. In particolare, le produzioni più colpite sono quelle di mele (17,1 milioni di euro), uva da tavola (16,5 milioni), kiwi (12,6 milioni) e pesche (7,3 milioni).</p>
<p>Altro comparto colpito dall’embargo è quello lattiero-caseario, i cui flussi verso la Russia sono stati pari a circa 45 milioni di euro nel 2013, quasi il 2% dell’export italiano complessivo del comparto. Nello specifico formaggi e latticini sono i prodotti con il più alto valore di esportazioni bloccate verso la Russia (43,3 milioni di euro). Tra questi, il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano patiscono in particolar modo gli effetti della situazione politica creatasi, data la forte crescita negli ultimi anni delle esportazioni verso il mercato russo che nel 2013 avevano raggiunto i 15 milioni di euro.</p>
<p>Nello studio pubblicato dall’INEA, la politica di embargo attuata dalla Russia viene analizzata su tre livelli: il primo offre una panoramica degli effetti dell’embargo a livello europeo e del posizionamento dell’Italia all’interno di tale contesto, con una rassegna delle politiche adottate dall’UE per sostenere i settori colpiti dalle restrizioni commerciali russe. Nella seconda parte l’analisi si concentra sul nostro paese, con il dettaglio degli effetti dell’embargo a livello merceologico e territoriale.</p>
<p>Vengono inoltre analizzati i primi dati relativi all’andamento degli scambi agroalimentari italiani nel periodo post-embargo. Infine, nell’ultima parte, vengono valutati scenari futuri di impatto dell’embargo sul sistema agroalimentare europeo. Lo studio dell’INEA “L’IMPATTO DELL’EMBARGO RUSSO SULL’AGROALIMENTARE ITALIANO” è disponibile online al seguente indirizzo.</p>
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		<title>L’Inea presenta l’Annuario dell’Agricoltura Italiana 2013</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/linea-presenta-lannuario-dellagricoltura-italiana-2013/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 14:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riflettori puntati sul settore primario nell’Annuario dell’agricoltura italiana, presentato oggi dall’INEA presso la sala Cavour del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il 2013 conferma il ruolo anticiclico del settore dell’agricoltura, della silvicoltura e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/80da4fd405b52422e75b3aaa964fa48a.jpg" alt="" />Riflettori puntati sul settore primario nell’Annuario dell’agricoltura italiana, presentato oggi dall’INEA presso la sala Cavour del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.<br />
Il 2013 conferma il ruolo anticiclico del settore dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca dopo l’andamento recessivo del 2012, facendo registrare all’agricoltura in senso stretto oltre 52.500 milioni di euro di produzione, con una crescita di +3,6% in valori correnti e +6,2% di valore aggiunto, trainata dall’aumento dei prezzi di +3,9%. Lieve miglioramento si è verificato nel rapporto tra l’indice dei prezzi della produzione agricola e l’indice dei prezzi dei consumi intermedi, con la ragione di scambio che è tornata a superare il valore di parità.</p>
<p>Crescono le esportazioni di prodotti agro-alimentari del 5% grazie al contributo determinante della componente prezzo e tornano a crescere le importazioni (+3%), grazie a un aumento delle quantità. Il settore primario ha registrato l’incremento del 2,6% delle importazioni e del 2,2% delle esportazioni mentre l’industria alimentare e delle bevande evidenzia un aumento delle esportazioni del 5,3% e +3% delle importazioni. Gli scambi con l’estero sono stati trainati dai prodotti del made in Italy, seppur più debolmente rispetto all’anno passato, soprattutto con riferimento ai prodotti trasformati, il cui saldo normalizzato perde quasi 12 punti percentuali.</p>
<p>Il sistema agro-industriale, nonostante la contrazione dell’economia e della domanda nazionale, ha registrato rispetto al 2012 una lieve crescita (+1,5% a valori correnti) del fatturato, che si attesta a 132 miliardi di euro, nuovamente sostenuto dalle esportazioni. Cresce anche il valore aggiunto del 2,2% in valori correnti (ma -1,1% in valori concatenati).</p>
<p>La contrazione dei redditi delle famiglie dovuta alla riduzione del potere d’acquisto e alla flessione dei salari reali ha comportato una riduzione dei consumi: &#8211; 0,9% a valori correnti e -3,5% a valori concatenati per la spesa per alimentari e bevande non alcoliche. I prezzi sono cresciuti del 2,4% rispetto al 2012.</p>
<p>Segnali di cedimento per il mercato della terra anche nel 2013, con una riduzione del prezzo dei terreni agricoli dello 0,4%, con un picco nel Nord-est (-1%). Tenendo conto dell&#8217;inflazione, i prezzi reali sono scesi dell&#8217;1,6%; l&#8217;erosione del patrimonio fondiario ha portato il valore della terra, in termini reali, su un livello pari al 92% di quello registrato nel 2000.</p>
<p>Il contenimento del credito, legato alla difficile congiuntura economica, ha messo in difficoltà le imprese, con ricadute negative sui loro risultati economici; i prestiti nel 2013 hanno raggiunto una consistenza di 74,2 miliardi di euro, di cui 44,1 miliardi sono stati elargiti al settore primario. Si registra, inoltre, la riduzione della spesa per investimenti, con ricadute negative sulle prospettive di sviluppo future: -4% degli investimenti fissi lordi in agricoltura, rispetto all’anno precedente. Consistente calo dell’occupazione di circa 54.000 mila unità (-4,2%), di cui -6,7% rappresentato dalla componente femminile e -3,2% dagli uomini, maggiormente concentrata nel Nord-est (-9,9%) e nel Mezzogiorno (-4,1%), mentre è rimasta invariata al Centro e nel Nord-ovest.</p>
<p>Continua l’incremento di lavoratori stranieri nell’agricoltura italiana, che interessa soprattutto la componente di provenienza comunitaria (+18,3%). Sono oltre 300.000 gli stranieri coinvolti, con un’incidenza del 37% (+12% rispetto al 2012) sull’occupazione agricola totale. Il sostegno pubblico all’agricoltura nel 2013 è stato pari a circa 13,5 miliardi di euro (+3,8% rispetto al 2012), di cui oltre il 53% di origine comunitaria e circa il 24% proveniente dalle politiche nazionali e regionali.</p>
<p>Il sistema delle agevolazioni in agricoltura conferma il suo ruolo strategico, andando a costituire poco meno del 23% degli interventi di politica nazionale nell’anno in esame. La superficie boschiva italiana raggiunge i 10,9 milioni di ettari, con un incremento, rispetto al 2005, di circa 600.000 ettari, con una riduzione rispetto al 2012 del 78% della superficie totale percorsa dal fuoco e del 64% per il numero degli incendi avvenuti.</p>
<p>Significativa è stata la crescita registrata dall’agricoltura biologica italiana con un + 13% delle superfici dedicate (certificate e in conversione) pari a 1,3 milioni di ettari (oltre il 10% della SAU complessiva). Il mercato biologico italiano raggiunge nel 2012 il quarto posto in Europa, con vendite pari a 1,9 miliardi di euro, e presenta una crescita di rilievo (+9,6% nel biennio 2011-2012).</p>
<p>Con un fatturato di 902 milioni di euro (+2%) nel 2013 l’agriturismo e il turismo rurale occupano un posto rilevante fra le attività di diversificazione, registrando la continua crescita del settore, sia dal lato dell’offerta (+4% come numero di letti rispetto al 2012), sia come numero di ospiti, che ha ormai superato la soglia dei 2,4 milioni di presenze. In aumento sono risultate anche le attività dedicate all’educazione e alla didattica, con 2.505 fattorie didattiche accreditate. (dati ISTAT).</p>
<p>Sono 264 le registrazioni italiane dei prodotti DOP e IGP (pari a 1.237, comprese anche le STG) e le registrazioni di vini DOP sono 405 vini tra DOCG e DOC con superfici investite di circa 338.000 ettari (quasi il 76% del totale delle superfici vitate italiane) che conferiscono all’Italia il primato in Europa. «Come di consueto ¬¬– spiega il Commissario Straordinario dell’INEA, Giovanni Cannata – l’Annuario dell’agricoltura italiana rappresenta una lente di ingrandimento sul settore primario nazionale, facendone risaltare i tratti essenziali, e gli andamenti evolutivi.</p>
<p>Il 2013, nonostante abbia segnato una fase di moderata ripresa per l’agricoltura nazionale, pone in luce la presenza di preoccupanti aree di fragilità, che meriterebbero una maggiore attenzione e la messa in campo di interventi più incisivi. Tra queste, si possono citare: le questioni connesse al lavoro, le difficoltà di accesso alla terra, le difficoltà di accesso al credito, la maggior fragilità dell’attività agricola in termini di redditività.</p>
<p>Nonostante la consapevolezza delle istituzioni della necessità di trovare efficaci soluzioni, le azioni di politica agricola sono state pesantemente frenate dall’applicazione delle rigorose manovre di contenimento del bilancio dello Stato Pertanto, gli interventi a supporto del settore sono stati demandati soprattutto alle politiche comunitarie, centro nevralgico della spesa pubblica in agricoltura. Infine, a tutti i collaboratori di oggi e di ieri va un caloroso ringraziamento per aver contribuito a dipingere questa lunga tela che ha rappresentato le luci e le ombre dell’agricoltura italiana».<br />
<a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/12/sintesi.doc">sintesi.doc</a></p>
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		<title>Per l&#8217;agricoltura prove di ripresa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/per-lagricoltura-prove-di-ripresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 07:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Sole 24 Ore È un&#8217;agricoltura che presenta criticità, ma con una spiccata propensione a una riqualificazione delle aziende verso modelli sempre più europei e un recupero di appeal soprattutto tra i giovani. È lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/e3c6ca91ac62eaea047f8cd2a3102369.jpg" alt="" /><strong>Il Sole 24 Ore</p>
<p></strong>È un&#8217;agricoltura che presenta criticità, ma con una spiccata propensione a una riqualificazione delle aziende verso modelli sempre più europei e un recupero di appeal soprattutto tra i giovani. È lo spaccato che emerge dal rapporto sullo stato dell&#8217;agricoltura 2013 illustrato ieri dall&#8217;Inea (Istituto nazionale di Economia agraria). Alcuni dati dello scorso anno presentano segni meno, è il caso dell&#8217;occupazione e dei finanziamenti. Anche se si registra un andamento differenziato a livello territoriale con ottime performance in alcune regione, come Emilia Romagna e Veneto. E comunque nel corso del 2014 alcuni aspetti negativi hanno invertito la marcia, dal valore aggiunto all&#8217;occupazione che ha dato segnali di risveglio facendo convergere sull&#8217;agricoltura, l&#8217;agroalimentare e le attività connesse le speranze di un recupero. E anche il credit crunch si è attenuato con una ripresa dei finanziamenti bancari a conferma dello stato di migliore salute del settore. Nei primi sei mesi, infatti, lo stock degli affidamenti è salito di 160 milioni (+0,36%).  Il dato interessante è la ripresa dei finanziamenti a medio e lungo termine finalizzati a investimenti in macchine e immobili. E già nel 2013 &#8211; segnala l&#8217;Inea &#8211; a fronte di un plafond di 7,5 miliardi di aiuti gli investimenti hanno raggiunto 1o miliardi.<br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/10/SOLE_24_ORE_9.pdf" alt="SOLE_24_ORE_9.pdf">SOLE_24_ORE_9.pdf</a></p>
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		<title>Presentato il Rapporto sullo stato dell’agricoltura 2014</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/presentato-il-rapporto-sullo-stato-dellagricoltura-2014/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2014 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ stato presentato il&#160;15 ottobre dall’INEA il Rapporto sullo Stato dell’Agricoltura 2014, presso la Sala Cavour del Mipaaf alla presenza del Vice Ministro Andrea Olivero, del Commissario Straordinario prof. Giovanni Cannata, della dirigente di ricerca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/27ffcee85b4013f9a5deae858739cae9.jpg" alt="" />E’ stato presentato il&nbsp;15 ottobre dall’INEA il Rapporto sullo Stato dell’Agricoltura 2014, presso la Sala Cavour del Mipaaf alla presenza del Vice Ministro Andrea Olivero, del Commissario Straordinario prof. Giovanni Cannata, della dirigente di ricerca dell’INEA dr.ssa Alessandra Pesce e del Direttore generale delle politiche internazionali e dell’Unione europea dott. Felice Assenza. Giunta alla undicesima edizione, la pubblicazione fornisce un quadro articolato delle dinamiche del settore agroalimentare, coniugando in una dimensione unitaria i principali fenomeni macro e strutturali del comparto: il Valore Aggiunto agricolo in crescita nel 2013 dello 0,3%, il trend positivo delle esportazioni (+4.7%) che in parte attenua la compressione della domanda aggregata interna sia sul versante dei consumi (-3,1%) che degli investimenti (-4.7%). </p>
<p>In questo scenario, il Rapporto analizza in dettaglio le scelte nazionali relative all’applicazione della riforma della PAC per il periodo 2014-2020. Il 2014, infatti, è un anno cruciale che vede l’avvio dei nuovi pagamenti diretti e della prossima programmazione per lo sviluppo rurale. Il Rapporto, dunque, illustra il complesso processo di preparazione del nostro Paese a cogliere tutte le opportunità della nuova politica per il settore, soffermandosi con particolare attenzione sui punti che con maggior forza potranno influenzare il nostro sistema agroalimentare, i territori e l’ambiente. «Il Rapporto sullo Stato dell’agricoltura costituisce uno strumento indispensabile per approfondire le dinamiche del settore agro-alimentare e meglio indirizza le azioni di governo. E mai come in questo momento le sue analisi sono appropriate, soprattutto per le riflessioni sulla complessa revisione della PAC, che ha evidenti effetti di carattere territoriale, tenendo in considerazione le diverse agricolture che compongono il nostro Paese.» – ha dichiarato Andrea Olivero, Vice Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. «Le iniziative messe in campo a livello nazionale rimarcano la necessità di rafforzare la competitività non solo attraverso il sostegno al settore ma anche con una semplificazione degli strumenti per fare impresa». </p>
<p>«Il Rapporto sullo stato dell’agricoltura – ha dichiarato Giovanni Cannata, Commissario Straordinario dell’INEA – si conferma come un appuntamento istituzionale di riflessione e approfondimento sullo stato di salute di un settore oggi al centro di un interessante dibattito culturale ed economico. L’agricoltura è di nuovo protagonista di un modello di sviluppo che pur non rinunciando all’attenzione sui volumi di produzione e sulla specializzazione monoproduttiva, presta crescenti attenzioni alla qualità, alla diversificazione, alle produzioni alternative e alla ricerca di nuove fonti di reddito per i giovani. Si tratta di un mondo ricco, poliedrico, che svolge una funzione complessa e vitale di tipo produttivo, ambientale, sociale e di presidio territoriale. Il far venir meno o il trascurare una di queste funzioni significa perdere un pezzo importante del ricco patrimonio con cui il settore primario contribuisce alla ricchezza del nostro Paese». </p>
<p>«I numeri dimostrano – ha commentato a margine dell’incontro Maurizio Martina Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali – che l’agroalimentare è una parte centrale dell’economia italiana. Gli oltre 33 miliardi di euro di export sono un risultato importante, ma vogliamo aiutare le aziende ad arrivare a 50 miliardi entro il 2020. La tenuta sostanziale della produzione è un segnale di come questo settore sappia essere anticiclico, ma dobbiamo lavorare molto sul fronte del reddito degli agricoltori, sul ricambio generazionale e sull’accesso al credito. In questi mesi siamo intervenuti con Campolibero nella legge competitività con misure per i giovani come i mutui a tasso zero e 1/3 di sgravio del costo del lavoro per assunzioni più stabili, insieme a tre crediti d’imposta al 40% per investimenti in innovazione e reti d’impresa fino a 400mila euro e per e-commerce fino a 50mila euro. C’è ancora molto da fare, ma siamo convinti che l’agroalimentare possa essere uno dei motori della ripresa del Paese».<br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/10/comunicato_rsa_def.doc" alt="comunicato_rsa_def.doc">comunicato_rsa_def.doc</a><br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/10/prefazione_martina.doc" alt="prefazione_martina.doc">prefazione_martina.doc</a><br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/10/presentazione_Cannata.doc" alt="presentazione_Cannata.doc">presentazione_Cannata.doc</a><br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/10/sintesi_rsa_def.doc" alt="sintesi_rsa_def.doc">sintesi_rsa_def.doc</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/presentato-il-rapporto-sullo-stato-dellagricoltura-2014/">Presentato il Rapporto sullo stato dell’agricoltura 2014</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Inea &#8211; Rapporto sullo stato dell&#8217;agricoltura 2014</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/rapporto-sullo-stato-dellagricoltura-2014/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2014 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Undicesima edizione del Rapporto sullo stato dell&#8217;agricoltura realizzato dall&#8217;Inea, l&#8217;isituto nazionale di economia agraria in collaborazione con il Mipaaf. La pubblicazione fornisce un quadro articolato delle dinamiche del settore agroalimentare, coniugando in una dimensione unitaria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/d973e37f0d9bdf13c90aa76876854927.jpg" alt="" />Undicesima edizione del Rapporto sullo stato dell&#8217;agricoltura realizzato dall&#8217;Inea, l&#8217;isituto nazionale di economia agraria in collaborazione con il Mipaaf. La pubblicazione fornisce un quadro articolato delle dinamiche del settore agroalimentare, coniugando in una dimensione unitaria i principali fenomeni macro e strutturali del comparto <br />: il Valore Aggiunto agricolo in crescita nel 2013 dello 0,3%, il trend positivo delle esportazioni (+4.7%)che in parte attenua la compressione della domanda aggregata interna sia sul versante dei consumi (-3,1%) che degli investimenti (-4.7%). </p>
<p>In questo scenario, il Rapporto analizza in dettaglio le scelte nazionali relative all’applicazione della riforma della PAC per il periodo 2014-2020. Il 2014, infatti, è un anno cruciale che vede l’avvio dei nuovi pagamenti diretti e della prossima programmazione per lo sviluppo rurale. Il Rapporto, dunque, illustra il complesso processo di preparazione del nostro Paese a cogliere tutte le opportunità della nuova politica per il settore, soffermandosi con particolare attenzione sui punti che con maggior forza potranno influenzare il nostro sistema agroalimentare, i territori e l’ambiente.</p>
<p>In allegato la versione completa Rapporto sullo stato dell&#8217;agricoltura 2014.<br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/10/rsa_2014_DEF.pdf" alt="rsa_2014_DEF.pdf">rsa_2014_DEF.pdf</a></p>
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		<title>Prosecco: volano i prezzi dei terreni a vigneto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/proseccodop-volano-i-prezzi-dei-terreni-a-vigneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 08:14:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tribuna di Treviso Il fuoriclasse dei vigneti? Il Cartizze. Ma sono una miniera d&#8217;oro tutte le colline dei 15 Comuni della denominazione: il valore dei terreni destinati al Conegliano Valdobbiadene &#8211; Prosecco DOP ha raggiunto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/47653f3bf2f2ee65399f41ca6ee97201.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Tribuna di Treviso</p>
<p></strong></p>
<p>Il fuoriclasse dei vigneti? Il Cartizze. Ma sono una miniera d&#8217;oro tutte le colline dei 15 Comuni della denominazione: il valore dei terreni destinati al <strong>Conegliano Valdobbiadene </strong>&#8211; <strong>Prosecco DOP</strong> ha raggiunto cifre da record. Una media di 350-380 mila euro a ettaro, con punte di un milione e 200 mila euro per il Cartizze, mettono la Docg al terzo posto in Italia tra le zone viticole più preziose. I numeri sono tratteggiati da una rilevazione statistica di WineNews, e saranno al centro del dibattito del prossimo Vinitaly, in programma a Verona dal 6 al 9 aprile. Il <strong><strong>Conegliano Valdobbiadene </strong>&#8211; <strong>Prosecco DOP</strong></strong> sale sul gradino più basso del podio: davanti a lui ci sono solo i vigneti altoatesini</p>
<p>stabili su una quotazione di circa 550 mila euro per ettaro, e quelli dell&#8217;Arnarone, che van no dai 480 ai 500 mila euro. Nel bel mezzo della crisi economica, i filari di Prosecco DOP sono un bene rifugio a cui nessuno vuole rinunciare, tanto è vero che tra le colline del Conegliano Valdobbiadene sono pochissimi i vigneti in vendita, il che ne aumenta ancora il valore. Il dato impressiona, se confrontato al costo medio di un ettaro di vigneto in Italia (36 mila euro) e a quello delle altre colture (19.400 euro), secondo i dati dell&#8217;Istituto Nazionale di EconomiaAgraria.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/03/LA_TRIBUNA_DI_TREVISO_9.pdf" alt="LA_TRIBUNA_DI_TREVISO_9.pdf">LA_TRIBUNA_DI_TREVISO_9.pdf</a></p>
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		<title>INEA: rapporto sul commercio agroalimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/inea-rapporto-sul-commercio-agroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2014 17:20:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma 10 marzo – Riflettori puntati sul mercato estero per l’agroalimentare italiano nel Rapporto sul commercio agroalimentare, giunto alla sua 21a Edizione e disponibile on line sul sito (o in formato cartaceo su richiesta a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/1ff51a92889344ab2d4c0e0bffe30a10.jpg" alt="" />Roma 10 marzo – Riflettori puntati sul mercato estero per l’agroalimentare italiano nel Rapporto sul commercio agroalimentare, giunto alla sua 21a Edizione e disponibile on line sul sito (o in formato cartaceo su richiesta a biblioteca@inea.it), con un approfondimento riguardante l’analisi della competitività dei prodotti del cosiddetto Made in Italy sui principali mercati esteri. Miglioramento della performance commerciale dell’agroalimentare nel 2012 rispetto all’anno precedente, con una crescita delle esportazioni del 5%, a fronte di una flessione delle importazioni del 2,5%. Il deficit agroalimentare si è ridotto da oltre 9 miliardi (nel 2011) a poco più di 6,5 miliardi di euro. Tale miglioramento viene confermato anche nel corso dei primi 6 mesi del 2013, con una riduzione delle importazioni agroalimentari e un ulteriore incremento dell’export.</p>
<p>L’andamento positivo del commercio estero conferma la migliore tenuta che il settore agroalimentare sta registrando rispetto al complesso dell’economia in questi anni di crisi. L’andamento favorevole delle esportazioni in termini assoluti e anche in relazione all’andamento delle importazioni, determina il miglioramento di alcuni indicatori del sistema agroalimentare, quali in particolare la propensione ad esportare e il grado di copertura commerciale. La prima, ossia il rapporto tra flusso in uscita e produzione agroindustriale, entrambi in crescita nel 2012, riporta un miglioramento dell’1,1% rispetto al 2011. Il secondo, rapporto tra esportazioni (in crescita) ed importazioni (in calo) registra una variazione più consistente (rispetto al 2011 guadagna ben 6 punti percentuali), invertendo la tendenza dei due anni precedenti. Al contrario, si riduce dello 0,7% la propensione ad importare, a causa della già descritta flessione delle importazioni.Il grado di autoapprovvigionamento, rapporto tra produzione agroindustriale e consumo, entrambi in crescita nel 2012, registra un incremento pari al 2,9%, legato anche in questo caso alla performance positiva dei flussi in uscita rispetto a quelli in entrata e, in aggiunta, rispetto alla dinamica moderata della produzione interna.<br />
Da oggi, inoltre, è on line la Banca Dati INEA sul Commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari, basata su una aggregazione originale dei dati Istat sviluppata dall’INEA e l’Università Cattolica del Sacro Cuore. La Banca Dati, consultabile sul sito dell’Istituto, permette di ricostruire i flussi, in valore e in quantità, delle importazioni e delle esportazioni italiane dei singoli prodotti agroalimentari con riferimento a 107 Paesi partner. In dettaglio, le informazioni sono organizzate in: Banca Dati Nazionale, che contiene i flussi agroalimentari dell’Italia dal 2000 al 2012, con un dettaglio sugli scambi di 280 voci di prodotto con i singoli Paesi partner; Banca Dati del Made in Italy, che riporta il dettaglio degli scambi, dal 2010 al 2012, di quei prodotti agroalimentari riconosciuti all’estero come “tipici” del nostro Paese.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/03/INEA-Sintesi_commercio_estero.pdf">INEA-Sintesi_commercio_estero.pdf</a><br />
<a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/03/INEA_1.pdf">INEA_1.pdf</a>[vc_basic_grid post_type=&#8221;post&#8221; max_items=&#8221;10&#8243; style=&#8221;all&#8221; items_per_page=&#8221;10&#8243; show_filter=&#8221; element_width=&#8221;3&#8243; gap=&#8221;30&#8243; orderby=&#8221;date&#8221; order=&#8221;DESC&#8221; filter_source=&#8221;category&#8221; filter_style=&#8221;default&#8221; filter_align=&#8221;center&#8221; filter_color=&#8221;grey&#8221; filter_size=&#8221;md&#8221; button_style=&#8221;rounded&#8221; button_color=&#8221;blue&#8221; button_size=&#8221;md&#8221; arrows_design=&#8221;none&#8221; arrows_position=&#8221;inside&#8221; arrows_color=&#8221;blue&#8221; paging_design=&#8221;radio_dots&#8221; paging_color=&#8221;grey&#8221; loop=&#8221; autoplay=&#8221;-1&#8243; item=&#8221;none&#8221; taxonomies=&#8221;1336&#8243;]</p>
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		<title>La nuova PAC post 2013: l&#8217;accordo finale e le questioni aperte per l&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-nuova-pac-post-2013-laccordo-finale-e-le-questioni-aperte-per-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 08:48:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Commissario Straordinario Giovanni Cannata ha esposto ieri alla Commissione Agricoltura e Produzione Agroalimentare del Senato i principali temi della riforma della PAC e analizzando alcune questioni rilevanti per l’Italia, che influenzeranno le scelte nazionali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-nuova-pac-post-2013-laccordo-finale-e-le-questioni-aperte-per-litalia/">La nuova PAC post 2013: l&#8217;accordo finale e le questioni aperte per l&#8217;Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/6bf8872da6a9ac7b58205a7deb0ba0d5.jpg" alt="" />Il Commissario Straordinario Giovanni Cannata ha esposto ieri alla Commissione Agricoltura e Produzione Agroalimentare del Senato i principali temi della riforma della PAC e analizzando alcune questioni rilevanti per l’Italia, che influenzeranno le scelte nazionali condizionando l’attuazione della nuova PAC. Dopo aver sottolineato l’ammontare del budget a disposizione per l&#8217;Italia per l’intero periodo 2014-2020 (27 miliardi di euro per il Primo Pilastro della PAC e 10,4 per il Secondo) il Commissario è entrato nel dettaglio della riforma. Per il Primo Pilastro si è soffermato in particolare sul tema degli agricoltori attivi, dei nuovi pagamenti diretti e del processo di regionalizzazione; per il Secondo Pilastro attenzione particolare è stata dedicata al nuovo approccio alla programmazione. Su questo punto, particolare attenzione è stata rivolta all’integrazione dei fondi strutturali e alle strategie relative al fabbisogno di innovazione e al funzionamento del PEI (Partenariato Europeo per l’Innovazione). «La nuova Pac – ha sottolineato Giovanni Cannata Commissario Straordinario dell’INEA &#8211; consente di selezionare in maniera adeguata i beneficiari del sostegno, non solo delineando specifici contesti (zone svantaggiate, aree con vincoli naturali), ma anche individuando specifiche categorie (agricoltori professionali, giovani) e specifici problemi produttivi (sostegno accoppiato), con il duplice obiettivo di semplificare l’accesso al sostegno e e valorizzare al massimo le interrelazioni tra agricoltura e lambiente. In questo senso gli Stati Membri dovranno intraprendere delle scelte cruciali e funzionali alla piena realizzazione della riforma. L’INEA partecipa fattivamente al tavolo di lavoro del Mipaaf e degli altri soggetti istituzionali coinvolti fornendo analisi di scenario e simulazioni necessarie alla valutazione dei possibili impatti della riforma». Il Presidente On.le Senatore Roberto Formigoni e i membri della Commissione hanno espresso il loro vivo apprezzamento per le chiare e precise informazioni fornite dall&#8217;INEA, suffragate da dati ritenuti di vitale importanza per una più consapevole analisi e per una conseguente azione di indirizzo politico.<br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/02/Inea2.pdf" alt="Inea2.pdf">Inea2.pdf</a></p>
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		<title>Sprechi alimentari: l&#8217;Inea può dare un contributo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sprechi-alimentari-linea-puo-dare-un-contributo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 08:38:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«In una giornata dedicata allo spreco alimentare è utile ricordare che gli sprechi avvengono durante tutta la filiera agricola, dal campo alla tavola. Perché se da un lato è sotto gli occhi di tutti la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/5e00e30fe57a63ff8341db4b3b42eda6.jpg" alt="" />«In una giornata dedicata allo spreco alimentare è utile ricordare che gli sprechi avvengono durante tutta la filiera agricola, dal campo alla tavola. Perché se da un lato è sotto gli occhi di tutti la questione del food waste, dei prodotti alimentari cioè che vengono scartati per ragioni economiche o estetiche o per prossimità della scadenza di consumo, ma che sono ancora perfettamente commestibili, meno risalto viene dato al food losses, alle perdite alimentari cioè che si veruificano nella fase della produzione (semina e coltivazione), raccolta, trattamento, conservazione, stoccaggio e prima trasformazione agricola dovute a fattori climatici, tecnici e ambientali. Come INEA abbiamo accolto con entusiasmo l’iniziativa intrapresa dal Ministero dell’Ambiente e la chiamata di Andreà Segrè perché su questi temi possiamo fornire il nostro contributo. Raccolta dati, individuazione di azioni innovative e di strategie e politiche, analisi, monitoraggio e valutazione degli interventi, sono solo alcuni degli aspetti su cui potremmo intervenire, oltre a fornire supporto alle amministrazioni centrali e regionali anche attraverso azioni di informazione, formazione, consulenza». Con queste parole in Commissario Straordinario Giovanni Cannata è intervenuto alla Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare, portando un primo contributo dell’INEA, proponendo alcune possibili misure da inserire nel Piano Nazionale&nbsp;di prevenzione dello spreco alimentare. L’individuazione del fabbisogno di innovazione per ridurre gli sprechi lungo la filiera e la messa a sistema delle innovazioni disponibili, l’informazione e la formazione per gli imprenditori agricoli e agroalimentari, la promozione di collaborazioni tra produttori e consumatori e il supporto ai paesi nuovi entrati EU e alle amministrazioni nazionali e regionali. L’INEA ha già collaborato alla predisposizione di alcune iniziative di divulgazione nel quadro delle attività della Rete Rurale Nazionale.<br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/02/inea.pdf" alt="inea.pdf">inea.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/sprechi-alimentari-linea-puo-dare-un-contributo/">Sprechi alimentari: l&#8217;Inea può dare un contributo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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