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	<title>Nomisma &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Nomisma &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Al via da Milano l’Expo Europea itinerante delle DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/al-via-da-milano-lexpo-europea-itinerante-delle-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:15:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Collaborazione tra Arepo e Origin, l&#8217;iniziativa dell&#8217;Expo europea delle Dop e Igp annunciata a TuttoFood Milano Parte da Milano l’Expo europea delle DOP e IGP, un percorso itinerante che vedrà la collaborazione tra Arepo e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Collaborazione tra Arepo e Origin, l&#8217;iniziativa dell&#8217;Expo europea delle Dop e Igp annunciata a TuttoFood Milano</em></p>
<p>Parte da Milano <strong>l’Expo europea delle DOP e IGP</strong>, un percorso itinerante che vedrà la <strong>collaborazione tra Arepo e Origin</strong>, nato per promuovere e valorizzare le eccellenze agroalimentari a Indicazione Geografica dell’Unione Europea, simbolo di qualità, tradizione e identità territoriale.</p>
<p><strong>L’iniziativa è stata annunciata oggi a TUTTOFOOD</strong> dal presidente di Arepo e Assessore all’Agricoltura, di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, in occasione del<strong> talk “Dop economy: il valore europeo delle Indicazioni Geografiche tra competitività e territori”</strong>, che ha visto la presenza del ministro dell’Agricoltura <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, di <strong>Riccardo Deserti</strong>, presidente Origin, di <strong>Cesare Baldrighi</strong>, presidente Origin Italia, di <strong>Mauro Rosati</strong>, direttore generale Origin Italia, dell’europarlamentare <strong>Carlo Fidanza</strong> e del presidente Nomisma <strong>Paolo De Castro</strong>.</p>
<p>L’appuntamento ha acceso i riflettori sul <strong>valore economico, culturale e identitario delle Indicazioni Geografiche</strong>, sempre più riconosciute come leve strategiche per la tutela delle produzioni di qualità, la crescita delle aree rurali, la sostenibilità delle filiere e la difesa del patrimonio agroalimentare europeo sui mercati internazionali.</p>
<p>“Come presidente di Arepo <strong>annunciamo oggi la prima edizione di un’Expo itinerante delle DOP e delle IGP in tutte le capitali europee</strong> – ha detto Beduschi – Attraverso questa iniziativa vogliamo presentare il sistema delle Indicazioni Geografiche di qualità che non si traduce soltanto in disciplinari, ma anche in territori magnifici, biodiversità, sostenibilità, ma soprattutto nel fatto di non essere replicabili, poiché i nostri prodotti si possono fare solo nelle nostre aree e secondo regole precise. Per questo <strong>abbiamo proposto alla Commissione Europea un evento itinerante che attraverserà tutte le capitali europee</strong>, con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini il valore del sistema delle DOP e delle IGP. Le nostre 35 regioni europee, che rappresentano oltre 8.000 associazioni di produttori, vogliono lanciare un messaggio forte, insieme alla Commissione Europea: educare i consumatori a scegliere consapevolmente, riconoscendo il valore dell’autenticità, della tradizione e della sostenibilità”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://askanews.it/2026/05/11/al-via-da-milano-lexpo-europea-itinerante-delle-dop-e-delle-igp/" target="_blank" rel="noopener">AskaNews.it</a></strong></p>
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		<title>Enoturismo, il business arriva a quota 3,1 miliardi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/enoturismo-il-business-arriva-a-quota-31-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 07:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le attività di accoglienza secondo Nomisma contribuiscono in media per oltre il 20% del fatturato delle cantine italiane che si stanno attrezzando sempre di più per offrire una vasta opportunità di esperienze che accompagni la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> Le attività di accoglienza secondo Nomisma contribuiscono in media per oltre il 20% del fatturato delle cantine italiane che si stanno attrezzando sempre di più per offrire una vasta opportunità di esperienze che accompagni la classica degustazione</em></p>
<p>L&#8217;<strong>enoturismo</strong> cresce e diventa una voce sempre più importante nei <strong>bilanci</strong> delle <strong>cantine</strong>. Soprattutto di quelle “a gestione familiare”, che per la loro autenticità stanno scalando posizioni nelle preferenze dei visitatori e che negli anni si sono meglio attrezzate per ampliare la loro capacità di accoglienza.</p>
<p>E ci sono ancora molte opportunità di sviluppo, soprattutto in ottica di <strong>diversificazione</strong> e <strong>destagionalizzazione</strong> delle <strong>esperienze</strong>. Una scommessa vincente però solo se vengono affrontati con efficacia gli ostacoli legati alla insufficiente digitalizzazione dell`offerta e alla sua maggior integrazione all`interno dei pacchetti dei tour operator internazionali e del sistema turistico-culturale dei territori. È il quadro che emerge incrociando le anticipazioni di alcune ricerche che verranno presentfate nel Corso del Vinitaly, al via oggi a Verona.</p>
<p>E gli stessi spazi, in crescita, che <strong>Vinitaly</strong> dedica all&#8217;enoturismo sono una dimostrazione pratica del crescente interesse per questa attività, non più residuale in un momento in cui i consumi di vino sono in calo (per motivi culturali e legati agli stile di vita, ancora prima che per questioni economico congiunturali).</p>
<p>Secondo il primo <strong>report di Nomisma Wine Monitor</strong> Unicredit sull`Enoturismo in Italia, realizzato in collaborazione con Città del Vino e presentato nei prossimi giorni a Vinitaly, nel 2025 questa attività ha generato un <strong>valore</strong> per le <strong>cantine</strong> italiane di circa <strong>3,1 miliardi di euro</strong>, contribuendo mediamente per il 21% al fatturato delle aziende vinicole.</p>
<p>La <strong>spesa</strong> <strong>media</strong> del <strong>visitatore</strong> – si legge nel report – mostra variazioni significative in funzione dei servizi fruiti, con le componenti a maggiore valore, in particolare gli acquisti in cantina e i pernottamenti, che possono superare i <strong>100</strong> <strong>euro</strong> per persona.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Consumatori italiani: Olio EVO al terzo posto dopo pasta e pizza</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/olio-evo-al-terzo-posto-dopo-pasta-e-pizza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:04:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presente nel 96% dei carrelli della spesa e votato da un italiano su due, l’olio extravergine di oliva si conferma un pilastro della dieta nazionale: simbolo di qualità, origine territoriale e benessere, è sempre più [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presente nel 96% dei carrelli della spesa e votato da un italiano su due, l’olio extravergine di oliva si conferma un pilastro della dieta nazionale: simbolo di qualità, origine territoriale e benessere, è sempre più scelto da consumatori attenti a sostenibilità, denominazioni d’origine e proprietà salutistiche, fino a essere percepito come un vero superalimento naturale.</em></p>
<p>L&#8217;<strong>olio Evo</strong> al terzo posto dopo pasta e pizza. Secondo i consumatori italiani, fotografati nella nuova <strong>Consumer survey di Nomisma</strong> per SOL Expo anticipata alla presentazione dell&#8217;edizione 2026 del Salone di Veronafiere, l&#8217;olio extravergine di oliva italiano è il terzo prodotto più rappresentativo della tavola tricolore dopo pasta e pizza, e un gradino sopra il vino.</p>
<p>È stato votato da un intervistato su due ed è un <strong>ingrediente</strong> <strong>irrinunciabile</strong> nella tavola degli italiani, presente nel 96% dei carrelli della spesa e sempre più associato a un&#8217;alimentazione di qualità, territoriale e salutistica.</p>
<p>Il <strong>profilo del consumatore più assiduo</strong> è quello di un (leggermente più frequentemente una) acquirente over 45, con figli, residente al Sud e con uno stile di vita che combina attenzione a sostenibilità, ricerca edonistica del piacere e una dimensione urbana e di legame con il territorio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>QN </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>De Castro sui Dazi USA: «L&#8217;accordo è possibile. I controdazi? Sbagliati»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/de-castro-sui-dazi-usa-laccordo-e-possibile-i-controdazi-sbagliati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 07:57:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo De Castro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo De Castro, presidente Nomisma e presidente del Comitato Scientifico di Qualivita: la politica dei dazi di Trump fa più male agli Usa  Sul tema dazi Paolo De Castro, presidente di Nomisma e presidente del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Paolo De Castro, presidente Nomisma e presidente del Comitato Scientifico di Qualivita: la politica dei dazi di Trump fa più male agli Usa </em></p>
<p>Sul tema dazi <strong>Paolo De Castro</strong>, presidente di Nomisma e <strong>presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Qualivita</strong>, già ministro dell&#8217;Agricoltura ed europarlamentare di lungo corso, è <a href="https://www.qualivita.it/news/negoziati-per-i-dazi-cauto-ottimismo/" target="_blank" rel="noopener">moderatamente ottimista</a>. La tranquillità, specifica, gli deriva dall&#8217;osservazione diretta.</p>
<p>«Non molti giorni fa eravamo al Summer Fancy Food di New York, la più grande fiera agroalimentare americana, e si era sparsa la voce che la soluzione britannica dei dazi al 10%, alla fine sarà anche la nostra».</p>
<p><strong>E sarà bene. Altrimenti sono guai.</strong> «Sono guai comunque, chiariamo. Ci sono comparti che anche col 10% soffriranno. Penso ai formaggi, che già pagano un dazio specifico, e a cui il 10% si sommerebbe».</p>
<p><strong>Trump dice che è colpa dell&#8217;Europa. Quanto è vero?</strong> «Trump ritiene che l&#8217;Ue debba spazzare via i paletti alle importazioni. Ma di che paletti si tratta? Vietiamo il pollo americano trattato col cloro, per dire, e io credo sia giusto. La sicurezza alimentare prima di tutto».</p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-trump-firma-la-proroga-fino-al-1-agosto/" target="_blank" rel="noopener">Un accordo si deve fare</a>.</strong> «Assolutamente sì. E lo dico per gli americani stessi».</p>
<p><strong> Addirittura?</strong> «Soprattutto. Consideri che sono i cittadini Usa a pagare il prezzo più alto di questa politica. Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha ammesso che se non ci fossero stati i dazi avrebbe già abbassato i tassi che oggi gonfiano i mutui statunitensi. Senza contare l&#8217;inflazione galoppante: e poi con i dazi è lì che i prodotti saranno più cari».</p>
<p><strong>Come si tratta con una controparte che cambia idea così spesso?</strong> «L&#8217;Ue tenga i nervi saldi e non farsi prendere dal desiderio, comprensibile, di applicare dei controdazi».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Resto del Carlino</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;export agroalimentare italiano, fra sfide e nuove opportunità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lexport-agroalimentare-italiano-fra-sfide-e-nuove-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 08:11:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come sta il settore agroalimentare italianooggi e qual è lo stato di salute del nostro export di prodotti food &#38; beverage? Le domande, che riguardano una delle punte di diamante del Made in Italy, sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come sta il settore agroalimentare italianooggi e qual è lo stato di salute del nostro export di prodotti food &amp; beverage? Le domande, che riguardano una delle punte di diamante del Made in Italy, sono quanto mai attuali alla luce del complesso scenario geopolitico e della congiuntura economica non favorevole.</em></p>
<p>Ne abbiamo parlato con <strong>Denis Pantini</strong>, Responsabile Agrifood e Wine Monitor Nomisma, intervistato per fare il punto dopo il primo semestre 2024.</p>
<p>“Il settore agroalimentare italiano, nonostante tutto gode ancora di <strong>buona salute</strong>, anche se va detto che non mancano i problemi, in particolare per la parte più a monte della filiera, vale a dire l’agricoltura Veniamo da anni di crescita costante, i nostri prodotti sono ben posizionati sui principali mercati globali e l’Italia è stabilmente al top tra i Paesi esportatori, con un <strong>export</strong> che nel 2023 ha raggiunto i <strong>62 miliardi di euro</strong>, considerando i prodotti agricoli e quelli trasformati dall’industria alimentare. Complessivamente, tra il 2013 e il 2023 la crescita del nostro export è stata del +88%, una performance decisamente superiore rispetto a Francia e Germania. Alla luce di queste confortanti premesse, le prospettive per l’agroalimentare tricolore sono buone. Per altro il food &amp; beverage italiano gode anche di <strong>ottima reputazione </strong>grazie all’elevata qualità dei nostri prodotti, che ci premia in molti paesi. Di contro, la <strong>difficile congiuntura economica</strong> e uno <strong>scenario geopolitico internazionale</strong> particolarmente complesso delineano un futuro denso di incognite. L’equilibrio è molto fragile, basta davvero poco per stravolgerlo. Pensiamo alle tensioni crescenti nel quadrante mediorientale e ai rischi che oggi gravano sui transiti commerciali nel Canale di Suez: le navi possono decidere di evitarlo, circumnavigando l’Africa per raggiungere i mercati asiatici, ma questo determina un evidente aumento dei costi e il rischio di deperimento delle merci trasportate. In più, registriamo in modo sempre più evidente gli impatti del <strong>cambiamento climatico</strong>, che si ripercuote in maniera negativa sulla produzione agricola, andando così a minare la sostenibilità economica dell’intera filiera agroalimentare italiana” &#8211; spiega Denis Pantini.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>“Rispetto ad altri Paesi, come la Francia, che hanno insegne strutturate e diffuse, la <strong>grande distribuzione italiana</strong> non ha, al momento, una presenza nei mercati stranieri. E questo rende più difficile la presenza sugli scaffali dei nostri prodotti. Al contempo dobbiamo ricordare che i <strong>Consorzi</strong> dei prodotti ad Indicazione Geografica DOP e IGP non hanno una funzione di supporto diretto alla commercializzazione ma, piuttosto, svolgono un compito di tutela, valorizzazione e promozione delle eccellenze italiane” &#8211; spiega Pantini – “Tra i fattori di debolezza del nostro export agroalimentare va sottolineata anche l’estrema <strong>frammentazione del</strong> <strong>settore: </strong>su circa 50 mila aziende impegnate nell’industria alimentare, il 90% ha meno di dieci dipendenti. Quindi parliamo di imprese tendenzialmente medio-piccole che non hanno la forza, e spesso le competenze, per proporsi in modo adeguato sui mercati stranieri”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.linkedin.com/pulse/lexport-agroalimentare-italiano-fra-fahjf/" target="_blank" rel="noopener">Nomisma Agroalimenteare</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La filiera degli alcolici e del vino made in Italy vale 21,5 miliardi di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-filiera-degli-alcolici-e-del-vino-made-in-italy-vale-215-miliardi-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 08:08:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bevande spiritose]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato il rapporto realizzato da Nomisma per conto di Federvini La filiera italiana del vino, dal campo al bicchiere, conta 38mila imprese e garantisce al Paese 21,5 miliardi di euro di fatturato diretto, di cui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-filiera-degli-alcolici-e-del-vino-made-in-italy-vale-215-miliardi-di-euro/">La filiera degli alcolici e del vino made in Italy vale 21,5 miliardi di euro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblicato il rapporto realizzato da Nomisma per conto di Federvini</em></p>
<p>La filiera italiana del vino, dal campo al bicchiere, conta 38mila imprese e garantisce al Paese <strong>21,5 miliardi di euro di fatturato diretto</strong>, di cui io miliardi derivanti dall&#8217;export. I conti del comparto sono contenuti nello Studio di filiera per i vini, gli spiriti e gli aceti realizzato da <strong>Nomisma</strong> per conto di <strong>Federvini</strong>.</p>
<p>Sotto il profilo <strong>occupazionale</strong>, i lavoratori impiegati direttamente dalle aziende produttrici sono <strong>81mila</strong>. Ogni euro di valore aggiunto direttamente generato dalle imprese del settore, si legge nello studio, crea 4,2 euro nell&#8217;intera economia nazionale grazie agli impatti indiretti e indotti su altre filiere del made in Italy, dalla logistica al commercio al dettaglio, dalla ristorazione al settore immobiliare.</p>
<p>&#8220;Le filiere che rappresentiamo assumono un rilievo strategico per il sistema economico italiano &#8211; ha detto la presidente di <strong>Federvini, Micaela Pallini</strong> &#8211; ma le nostre imprese ancora oggi sono molto esposte a incertezze di natura geopolitica, normativa, commerciale, inflattiva&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La difficile lettura dei dati attuali del mercato del vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-difficile-lettura-dei-dati-attuali-del-mercato-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 08:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mercato prevalentemente caratterizzato da segni negativi, è difficile discernere tra problematiche congiunturali e strutturali. Durante l’ultimo Congresso di Assoenologi, tenutosi a Brescia il 24 e 25 novembre scorsi, è intervenuto anche Denis Pantini, responsabile di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-difficile-lettura-dei-dati-attuali-del-mercato-del-vino/">La difficile lettura dei dati attuali del mercato del vino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="post-excerpt">
<p><em>In un mercato prevalentemente caratterizzato da segni negativi, è difficile discernere tra problematiche congiunturali e strutturali.</em></p>
</div>
<div class="post-content">
<div class="post-content-inner">
<p>Durante l’ultimo Congresso di <strong>Assoenologi</strong>, tenutosi a Brescia il 24 e 25 novembre scorsi, è intervenuto anche <strong>Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor</strong>, con una relazione sullo scenario attuale e le prospettive di mercato dei vini italiani.</p>
<p>I dati presentati da Pantini (relativi ai primi 9 mesi del 2023) erano in larga misura di segno negativo; basti citare il<strong> -9,1% dei nostri vini fermi nei primi 12 mercati mondiali, ma anche il -3,8% degli spumanti, </strong>che fino a poco tempo fa rappresentavano la categoria più performante.</p>
<p>Praticamente tutti i mercati vanno male, a partire dal più importante,<strong> gli Stati Uniti, che segnano una perdita del 9,1% in valore e del 13% in volume.</strong> La Germania potrebbe apparire un po’ migliore, ma se si considera l’aumento di uno striminzito 0,8% in volume che però perde il 5% in valore, ciò significa che si è importato qualcosa in più rispetto allo stesso periodo del 2022, ma a prezzi più bassi.</p>
<p>Pertanto, se dovessimo trovare qualche consolazione, potremmo dire che<strong> tutti i Paesi produttori ed esportatori stanno andando male </strong>(il cosiddetto “mal comune mezzo gaudio”) e noi, rispetto a loro, siamo messi leggermente meglio: infatti, rispetto al nostro -0,7% in valore, la Francia è al -1,3%, la Spagna al -3,8%, l’Australia al -16,5%, il Cile e il Sudafrica addirittura registrano cali superiori al 26%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
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<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/approfondimenti/la-difficile-lettura-dei-dati-attuali-del-mercato-del-vino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Wine Meridian</strong></a></p>
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		<title>Da Berlino a New york c&#8217;è più Italia nel piatto BIO</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/da-berlino-a-new-york-ce-piu-italia-nel-piatto-bio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 07:28:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;export di agroalimentare biologico sale dell&#8217;8% a 3,64 miliardi, dice Nomisma Aumenta la domanda di prodotti a base vegetale, sempre più richiesti da vegetariani, vegani, crudisti, amanti dei prodotti «free from» (senza un determinato ingrediente) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;export di agroalimentare biologico sale dell&#8217;8% a 3,64 miliardi, dice Nomisma</em></p>
<p><strong>Aumenta</strong> la <strong>domanda di prodotti a base vegetale</strong>, sempre più richiesti da vegetariani, vegani, crudisti, amanti dei prodotti «free from» (senza un determinato ingrediente) e «rich in» (arricchiti con sostanze come fibre, vitamine), mentre <strong>cresce</strong>, in generale, <strong>l&#8217;export del biologico</strong> italiano: + 8% rispetto al luglio 2022.</p>
<p>Si parlerà di questo a <strong>Sana 2023</strong>, il salone internazionale del biologico e del naturale che si tiene dal <strong>7 al 10 settembre a BolognaFiere</strong> e che, per incontrare le nuove nicchie di mercato, apre due nuovi spazi espositivi. Sono dedicati ai prodotti raw, vegan, plant based e per le persone allergiche e intolleranti, con sessioni di formazione per il mondo di hotel, ristoranti, catering.</p>
<p>Il mercato &#8220;Quando, 35 anni fa, abbiamo avuto l`intuizione di promuovere una fiera internazionale del biologico e del naturale, abbiamo fatto la scelta giusta &#8211; dice <strong>Gianpiero Calzolari</strong>, presidente di BolognaFiere e del gruppo Granarolo &#8211; Il tema della sostenibilità ambientale, così come quello di una sana alimentazione, oggi è cruciale per il benessere delle persone e il futuro del pianeta. La svolta B2B dell`evento è una scelta coraggiosa e importante per sostenere il business e l&#8217;export delle imprese espositrici. In questa edizione abbiamo voluto dare un supporto alle aziende colpite dall`alluvione, offrendo loro gratuitamente lo spazio espositivo, per aiutarle a ripartire&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;economia &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
<p><em>Crediti foto: PIXNIO</em></p>
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		<title>Vino: territorio, denominazione e brand decidono l’acquisto. Ma occhio al packaging</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-territorio-denominazione-e-brand-decidono-lacquisto-ma-occhio-al-packaging/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 07:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca di Nomisma Wine Monitor by Federvini. La marca famosa rassicura, DOP e IGP sono sinonimo di maggior qualità per l’85% di consumatori Il “marchio collettivo” del territorio, ovvero la denominazione, rappresentata dal nome [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La ricerca di Nomisma Wine Monitor by Federvini. La marca famosa rassicura, DOP e IGP sono sinonimo di maggior qualità per l’85% di consumatori</em></p>
<p>Il “marchio collettivo” del territorio, ovvero la denominazione, rappresentata dal nome e dal simbolo della DOC, della DOCG o della IGT, e le marche private dei produttori, che, nello stesso tempo, sorreggono e sono sorretti dal territorio che contribuiscono a costruire. Su questi due grandi asset, più che su altri, si formano le scelte di acquisto del vino da parte degli italiani, come emerge da una ricerca di <strong>Nomisma</strong> <strong>Wine</strong> <strong>Monitor</strong> by <strong>Federvini</strong>.</p>
<p>Perché se guardando alla risposta singola alla domanda su quali criteri si usano per scegliere il vino al di là del gusto personale, il <strong>24% indica la presenza del marchio DOC, DOCG o IGT,</strong> ed il 20% il territorio di produzione. Ma il 29% dei consumatori sono anche molto influenzati dalla marca della cantina, che se nota è conosciuta è capace di rassicurare il consumatore spesso davanti ad un offerta sconfinata e disorientate.</p>
<p>Due pilastri, il territorio ed il brand aziendale, che sono quelli su cui poggia il sistema vino italiano, con le sue decine e decine di denominazioni, e le sue centinaia e centinaia di aziende piccole e grandi, storiche e più giovani, che pur con mille difficoltà dovute alla complessità e alla ricchezza dell’offerta del vino italiano, hanno conquistato il mondo. Dall’indagine Nomisma, però, emerge come la <strong>DOP</strong> e <strong>IGP</strong> siano fondamentali nella percezione e nel valore. Perchè uno vino Dop o Igp, rispetto ad uno generico, per l’85% dei consumatori è di<b> maggior qualità,</b> per il 77% ha <strong>caratteristiche organolettiche migliori</strong>, per il 75% è garanzia della <strong>tracciabilità</strong> del processo produttivo, il 72% si sente rassicurato dai <strong>controlli</strong>, e per il 48% i vini a denominazione sono più <strong>rispettosi dell’ambiente</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/vino-territorio-denominazione-e-brand-aziendale-decidono-lacquisto-ma-occhio-al-packaging_498956/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=winenews-1&amp;utm_content=la-prima" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Wine News</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-territorio-denominazione-e-brand-decidono-lacquisto-ma-occhio-al-packaging/">Vino: territorio, denominazione e brand decidono l’acquisto. Ma occhio al packaging</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>A Tuttofood la Mozzarella di Bufala Campana DOP si presenta a colazione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/a-tuttofood-la-mozzarella-di-bufala-campana-dop-si-presenta-a-colazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2023 03:57:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[chef]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confermata la sinergia con la Pasta di Gragnano IGP  e il 10 maggio si celebrano i 30 anni della denominazione La Mozzarella di Bufala Campana DOP si presenta a colazione al Tuttofood di Milano, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/a-tuttofood-la-mozzarella-di-bufala-campana-dop-si-presenta-a-colazione/">A Tuttofood la Mozzarella di Bufala Campana DOP si presenta a colazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Confermata la sinergia con la Pasta di Gragnano IGP  e il 10 maggio si celebrano i 30 anni della denominazione</em></p>
<p>La Mozzarella di Bufala Campana DOP si presenta a colazione al Tuttofood di Milano, la fiera internazionale dell’agroalimentare in programma dall’8 all’11 maggio. Con un menu dedicato alle tendenze del breakfast, il Consorzio di Tutela punta a favorire nuove occasioni di consumo, grazie alla versatilità in cucina della mozzarella di bufala campana Dop, confermata dai dati forniti dall’Osservatorio economico sulla filiera, curato da Nomisma. Secondo lo studio, <strong>9</strong><strong> italiani su 10 hanno consumato mozzarella di bufala nell’ultimo anno, il 25 per cento almeno una volta a settimana e il 20 per cento è pronto a farlo anche a colazione.</strong></p>
<p>All’interno del <strong>Padiglione 4P, stand L07/M10</strong>, ogni giorno sarà lo <strong>chef Giuseppe Daddio </strong>della scuola di cucina “Dolce&amp;Salato” di Maddaloni, a interpretare la Bufala a colazione, utilizzando anche la ricotta di bufala campana DOP. Tra le creazioni che saranno preparate nelle giornate di Tuttofood spiccano uno speciale pancake con mozzarella di bufala campana Dop e un migliaccio di Pasta di Gragnano IGP con Ricotta di Bufala Campana DOP e caramello salato al latte di bufala. E ancora spazio ai sapori mediterranei con la fresella realizzata con Bufala Dop e croccante di Pasta di Gragnano IGP.</p>
<p><strong>A Tuttofood si conferma dunque anche la sinergia tra il Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop e il Consorzio di Tutela Pasta di Gragnano IGP</strong>, con cui sarà condiviso lo spazio espositivo, oltre a una serie di iniziative.</p>
<p>Inoltre, nella giornata del 10 maggio, è in programma anche la celebrazione dei <strong>30 anni dal riconoscimento della denominazione</strong>, con l’evento “<em>Buon compleanno Bufala Campana!</em>”, durante il quale amici e mozzarella-lovers festeggeranno la ricorrenza.</p>
<p>“<em>La mozzarella di bufala Dop è un prodotto moderno che va incontro alle esigenze dei consumatori, ai gusti che cambiano, alla ricerca di stili di vita sani</em> – dichiara <strong>il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo</strong> – <em>Per questo la proporremo sin dalla colazione, riflettendo sulle caratteristiche di un formaggio che rientra pienamente nel paniere della dieta mediterranea, patrimonio dell’Unesco. E lo faremo non a caso a Tuttofood, che con la sua dimensione internazionale ben si presta ad ampliare visioni e orizzonti delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare</em>”.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio per la tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/05/COMUNICATO-TUTTOFOOD-2023.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/a-tuttofood-la-mozzarella-di-bufala-campana-dop-si-presenta-a-colazione/">A Tuttofood la Mozzarella di Bufala Campana DOP si presenta a colazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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