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	<title>Sistema IG &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Sistema IG &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>L’Asiago DOP Stagionato brilla con tre stelle ai Great Taste Awards</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:45:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce il consenso internazionale per l’Asiago DOP e, in particolare, per le lunghe stagionature e le produzioni di nicchia, premiate ai Great Taste Awards, la competizione internazionale dedicata alle migliori produzioni food &#38; drink. Per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cresce il consenso internazionale per l’Asiago DOP e, in particolare, per le lunghe stagionature e le produzioni di nicchia, premiate ai Great Taste Awards, la competizione internazionale dedicata alle migliori produzioni food &amp; drink. Per la prima volta, l&#8217;Asiago DOP raggiunge il vertice, le TRE STELLE, riservate a un esiguo numero di eccellenze, con lo Stagionato 64 mesi.</em></p>
<p>Il <strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong>, nell’ambito della sua strategia di promozione all’estero, dopo la vittoria del “Grand Gold” con l’Asiago DOP Stravecchio Prodotto della Montagna del Caseificio Pennar di Asiago al Frankfurt International Cheese &amp; Diary Products Trophy, ha scelto il palcoscenico dei Great Taste Awards, la qualificata manifestazione dedicata alla valorizzazione delle piccole realtà produttive e dei prodotti di nicchia, per portare all&#8217;attenzione internazionale un intero ventaglio produttivo. La selezione, che va dal Fresco allo Stravecchio, testimonia la ricchezza della biodiversità casearia della denominazione, dei suoi territori, delle lavorazioni e dei tempi di stagionatura che vanno da qualche settimana a oltre cinque anni, ciascuno capace di restituire un profilo sensoriale proprio.</p>
<p>L&#8217;edizione 2026 ha messo alla prova oltre 15.000 prodotti arrivati da 116 paesi, valutati alla cieca da un panel di oltre 800 esperti tra critici gastronomici, chef, ristoratori, buyer, giornalisti e influencer. Un riconoscimento che, secondo Guild of Fine Food, promotore della competizione, raggiunge ogni anno circa 35 milioni di consumatori nel mondo attraverso l&#8217;attività di promozione riservata ai vincitori.</p>
<p>A conquistare le tre stelle è l&#8217;Asiago DOP Stravecchio di 64 mesi della Latteria Villa di Castelgomberto: “<em>Un esempio eccellente della tipologia. (..) Un giudice lo ha descritto come un formaggio &#8220;nobile&#8221;, ed era proprio così.(..) Con ogni boccone facciamo una scoperta: note di anice, un piacevole calore e un intenso aroma di castagna. Il gusto finale si ammorbidisce, diventando cremoso, con sentori di burro fuso. È davvero sublime, un autentico formaggio artigianale.”</em></p>
<p>Successo anche per l&#8217;Asiago DOP Fresco del Caseificio Sociale San Vito di Povolaro, che ha raggiunto le due stelle e stupito i giudici: “<em>Il sapore è delicato e lattiginoso, dato un latte di alta qualità che risulta essere l&#8217;elemento centrale. La freschezza cremosa di questo formaggio è deliziosa (..) si riesce a percepire realmente il rigoglioso pascolamento delle mucche.</em>”</p>
<p>Ottiene una stella l’Asiago DOP Stagionato 24 mesi della Latteria Sociale di Trissino, “<em>u</em><em>n Asiago dal sapore intenso, (…) ben sviluppato, speziato, rotondo e con note di nocciola. È chiaramente un formaggio di ottima fattura</em>.” Una stella anche la produzione di nicchia dell’Asiago DOP Fresco Vacca Bruna di Latterie Vicentine distintosi per “<em>Un intenso aroma burroso all’olfatto (..) che si ritrova anche nella pasta accompagnato da note di nocciola, erba fresca ed erbe aromatiche”.</em></p>
<p>Il risultato corale ottenuto ai Great Taste Awards conferma l&#8217;impegno a favore della qualità su cui il Consorzio investe da tempo. Per le realtà produttive del territorio, non si tratta solo di ottenere visibilità, ma di misurarsi con i più alti livelli internazionali, portando all&#8217;estero la testimonianza di un&#8217;eccellenza costruita nel tempo, nel rispetto delle zone d&#8217;origine e della propria identità.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dall’esperienza del viaggio alla valorizzazione del territorio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dallesperienza-del-viaggio-alla-valorizzazione-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:13:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I punti vendita Avolta e Autogrill diventano spazi espositivi diffusi per valorizzare i vini e le eccellenze DOP e IGP grazie alla partnership con Fondazione Qualivita e al progetto Origini Edition C&#8217;è un filo che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I punti vendita Avolta e Autogrill diventano spazi espositivi diffusi per valorizzare i vini e le eccellenze DOP e IGP grazie alla partnership con Fondazione Qualivita e al progetto Origini Edition</em></p>
<p>C&#8217;è un filo che unisce milioni di viaggiatori ogni giorno, dagli aeroporti alle autostrade, passando per stazioni ferroviarie e centri urbani. È quello costruito da <strong>Avolta</strong>, leader globale nel travel retail e nel food &amp; beverage, nato nel 2023 dall`integrazione tra Dufry, il maggiore retailer aeroportuale al mondo, e <strong>Autogrill</strong>, marchio che da oltre settant`anni accompagna gli spostamenti degli italiani.</p>
<p>Con circa <strong>5.100 punti vendita</strong> distribuiti in oltre 1.000 location, una presenza in 70 Paesi e 78.000 dipendenti, Avolta rappresenta oggi uno dei principali operatori internazionali nei servizi dedicati a chi viaggia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Circa il<strong> 75% degli acquisti annuali di food &amp; beverage</strong>, destinati sia alla ristorazione sia al retail, proviene infatti da aziende che operano e producono in <strong>Italia</strong>. Una scelta che rafforza il legame con il territorio e contribuisce a sostenere il sistema economico nazionale.</p>
<p>La valorizzazione delle produzioni tipiche passa inoltre attraverso collaborazioni con partner istituzionali e realtà specializzate. Nei punti vendita Autogrill sono presenti oltre <strong>60 prodotti certificati</strong> <strong>DOP e IGP</strong> e altre denominazioni di qualità, espressione delle diverse tradizioni regionali. Tra le iniziative più significative dell&#8217;ultimo anno spicca “<strong>Origini Edition</strong>”, sviluppata insieme alla <strong>Fondazione <span class="highlight-word">Qualivita</span></strong> con il sostegno del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di Fipe, per promuovere lungo tutta la rete Autogrill le produzioni DOP e IGP italiane.</p>
<p>Un approccio che sintetizza la visione di Avolta: fare del viaggio non soltanto uno spostamento, ma un`esperienza capace di coniugare <strong>accoglienza</strong>, <strong>cultura</strong>, <strong>innovazione</strong> e <strong>valorizzazione</strong> delle <strong>eccellenze</strong> <strong>italiane</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
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		<title>Regione Toscana e MASAF: rapida sinergia in difesa della Cinta Senese DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/regione-toscana-e-masaf-rapida-sinergia-in-difesa-della-cinta-senese-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, MASAF e Regione Toscana hanno concordato delle modifiche temporanee al disciplinare con l&#8217;obiettivo di contenere la diffusione della peste suina africana che sta minacciando la denominazione Regione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, MASAF e Regione Toscana hanno concordato delle modifiche temporanee al disciplinare con l&#8217;obiettivo di contenere la diffusione della peste suina africana che sta minacciando la denominazione</em></p>
<p><strong>Regione Toscana, Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP e Masaf</strong> mettono a punto una strategia in stretta collaborazione per mettere rapidamente gli allevatori nelle condizioni di affrontare le conseguenze della diffusione della peste suina africana. La Giunta regionale ha infatti emesso il proprio parere e il Masaf il provvedimento che autorizza, in via temporanea, alcune <strong>modifiche al disciplinare della Cinta Senese DOP</strong>, rendendo possibile l’adeguamento degli allevamenti alle prescrizioni di biosicurezza rese necessarie dall’emergenza sanitaria, senza compromettere il futuro della denominazione. Un percorso avviato su iniziativa del Consorzio di tutela e sviluppato in tempi rapidissimi grazie alla piena collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p>“La peste suina africana – spiega l’assessore regionale all’agricoltura<strong> Leonardo Marras</strong> – rappresenta <strong>una minaccia seria</strong> non soltanto per le singole aziende, ma <strong>per un patrimonio produttivo, ambientale e culturale</strong> che identifica la Toscana nel mondo. Per questo era necessario intervenire subito. La rapidità con cui siamo riusciti a costruire questa soluzione dimostra che quando istituzioni, organismi di tutela e amministrazioni lavorano nella stessa direzione è possibile dare risposte efficaci anche davanti a situazioni straordinarie”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Fonte: <a href="https://askanews.it/2026/07/29/r-toscana-e-masaf-rapida-sinergia-in-difesa-cinta-senese-dop/" target="_blank" rel="noopener">Askanews.it</a></strong></p>
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		<title>Vendemmia 2026: il Consorzio Tutela Vini D’Acqui si prepara a una raccolta anticipata e di alta qualità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-il-consorzio-tutela-vini-dacqui-si-prepara-a-una-raccolta-anticipata-e-di-alta-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le previsioni delineano un&#8217;annata caratterizzata da ottimo stato sanitario dei vigneti, buona fertilità e maturazione precoce. L&#8217;evoluzione climatica di agosto sarà determinante per definire i volumi produttivi. Prospettive incoraggianti per la vendemmia 2026 del Brachetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le previsioni delineano un&#8217;annata caratterizzata da ottimo stato sanitario dei vigneti, buona fertilità e maturazione precoce. L&#8217;evoluzione climatica di agosto sarà determinante per definire i volumi produttivi. Prospettive incoraggianti per la vendemmia 2026 del Brachetto d&#8217;Acqui DOCG che si annuncia in anticipo di circa una settimana rispetto al 2025, e dunque entro la prima metà di agosto. </em></p>
<p>Un&#8217;<strong>annata caratterizzata da un andamento climatico anomalo</strong>, con un risveglio vegetativo precoce, temperature elevate già a partire da aprile e una lunga fase estiva contraddistinta da precipitazioni molto limitate, che ha accelerato lo sviluppo della vite senza compromettere, almeno fino a oggi, il potenziale qualitativo delle uve.</p>
<p>Secondo le rilevazioni dell&#8217;agronomo Daniele Eberle, il ciclo vegetativo è iniziato in anticipo grazie alle elevate somme termiche registrate nel mese di aprile e alle riserve idriche accumulate durante l&#8217;inverno, che hanno favorito una rapida crescita della vegetazione. Il mese di maggio, caratterizzato da temperature più vicine alla norma e da precipitazioni abbondanti, ha garantito un buon equilibrio vegeto produttivo, senza incidere negativamente sullo stato sanitario dei vigneti. &#8220;Le piogge di maggio hanno determinato soltanto sporadiche infezioni primarie di peronospora e non hanno avuto effetti significativi sulla produzione. L&#8217;allegagione è avvenuta in anticipo e in condizioni ottimali, mentre la fioritura si è svolta rapidamente e in maniera regolare, grazie alle temperature elevate&#8221;, spiega Daniele Eberle.</p>
<p>Le condizioni climatiche dei mesi di giugno e luglio, caldo persistente e scarse precipitazioni, hanno inoltre limitato lo sviluppo dei principali patogeni della vite. Gli attacchi di oidio sui grappoli si sono rivelati trascurabili e anche la tignoletta della vite, che nella scorsa stagione aveva creato criticità in alcune aree, ha avuto un&#8217;incidenza estremamente contenuta. &#8220;Lo stato fitosanitario dei vigneti è molto buono. Oidio e tignoletta hanno avuto un impatto minimo e oggi possiamo osservare grappoli sani e ben formati. I sintomi di stress idrico risultano limitati ai terreni più superficiali e ai vigneti più giovani, nonostante l&#8217;assenza di piogge significative da inizio giugno&#8221;, sottolinea Eberle.</p>
<p>L&#8217;invaiatura è già in corso e procede rapidamente, favorita dalle elevate temperature diurne e dalle escursioni termiche notturne. Un quadro che lascia prevedere una raccolta anticipata rispetto alla media storica. &#8220;L&#8217;inizio dell&#8217;invaiatura è in anticipo anche rispetto alle annate precoci. Se le condizioni climatiche resteranno favorevoli, la vendemmia inizierà circa una settimana prima rispetto al 2025. Al momento ci aspettiamo una produzione di buona qualità, con un buon livello di fertilità e allegagione. Resta tuttavia fondamentale osservare l&#8217;evoluzione del mese di agosto: eventuali ondate di calore potrebbero ridurre il volume finale dei grappoli&#8221;, conclude Eberle.</p>
<p>Anche il presidente del <strong>Consorzio Tutela Vini d&#8217;Acqui</strong>, Paolo Ricagno, invita a guardare con attenzione alle prossime settimane e commenta: &#8220;l&#8217;annata 2026 conferma come il cambiamento climatico rappresenti una delle principali sfide per la viticoltura del Monferrato. Al momento i vigneti presentano uno stato fitosanitario generalmente buono, ma sarà l&#8217;andamento climatico tra luglio e agosto a definire il potenziale produttivo e qualitativo della vendemmia. La resilienza delle varietà del territorio e il lavoro quotidiano dei produttori saranno ancora una volta determinanti.&#8221; La zona di produzione del Brachetto d&#8217;Acqui DOCG, che si estende tra le province di Alessandria e Asti, nel cuore dell&#8217;Alto Monferrato, beneficia di un patrimonio pedoclimatico unico, fatto di suoli calcarei di origine marina, dolci colline ben ventilate ed escursioni termiche che favoriscono lo sviluppo del corredo aromatico tipico del vitigno. Anche in un&#8217;annata complessa come quella in corso, queste caratteristiche territoriali, unite all&#8217;esperienza dei viticoltori, stanno contribuendo a preservare l&#8217;equilibrio della produzione.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Vini d&#8217;Acqui</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/jRIUDFOA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Sicilia DOP: al via la vendemmia del 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sicilia-dop-al-via-la-vendemmia-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio di 90 giorni tra biodiversità e qualità eccellente. Dopo le piogge benefiche dell&#8217;inverno, i produttori siciliani aprono la raccolta all&#8217;insegna di un ottimo potenziale qualitativo e sanitario delle uve Inizia ad occidente e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/sicilia-dop-al-via-la-vendemmia-2026/">Sicilia DOP: al via la vendemmia del 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un viaggio di 90 giorni tra biodiversità e qualità eccellente. Dopo le piogge benefiche dell&#8217;inverno, i produttori siciliani aprono la raccolta all&#8217;insegna di un ottimo potenziale qualitativo e sanitario delle uve</em></p>
<p>Inizia ad occidente e si concluderà dopo 90 giorni nelle vigne più in alto dell’isola, nella parte nord est: comincia così, la lunga vendemmia dei produttori del <strong>Consorzio di Tutela Vini DOP Sicilia</strong>. Interesserà una straordinaria variabilità di suoli, un numero probabilmente unico in Italia di varietà, coinvolgerà tanti siciliani operosi, appassionati, tenutari di una tradizione millenaria ma consapevoli dell’attualità del mondo del vino.</p>
<p>Il quadro o meglio il mosaico del vino siciliano 2026 inizierà a prendere forma e colore davanti agli occhi attenti di un’intera Sicilia. Assomiglierà come sempre ad un viaggio &#8211; per restare nella attualità, una Odissea &#8211; nel senso di un viaggio sempre pieno di sorprese e di insegnamenti, alla scoperta emozionante dei caratteri del vino della vendemmia 2026.</p>
<p>Alla fine dell’estate 2025, non erano poche le preoccupazioni del viticoltore siciliano: i laghi erano vuoti, le vigne desideravano acqua dal cielo. Per fortuna autunno ed inverno sono stati quasi miracolosi: <strong>piogge abbondanti, ben cadenzate e diffuse in modo abbastanza omogeneo</strong> in Sicilia, hanno riempito di riserve i suoli e di speranza gli agricoltori. A fine primavera laghi pieni e natura in esplosione di vita.</p>
<p>Le vigne sono arrivate alla fase finale della maturazione in condizioni ideali, con pareti fogliari attive, con i suoli ricchi di riserve ed energia. Le temperature estive sono state ideali, con l’eccezione di una singola ondata di caldo (sino ad ora) durata meno di una settimana, che la vigna ha retto bene proprio per l’andamento complessivo dell’annata e le riserve idriche.</p>
<p>Dal punto di vista del singolo vitigno, volendone nominare solo due coppie tra i vitigni più coltivati e quelli meno, per non dilungarci forse sottolineiamo una perfetta qualità di Nero d’Avola e Lucido in quanto perfettamente a loro agio con questo andamento climatico 25/26 e Inzolia e Frappato che sembrano pronte ad esprimersi con ottima qualità.</p>
<p>Il Consorzio di Tutela Vini DOP Sicilia sceglie di non aderire – così come altre zone viticole in Italia e non solo – alla stima preventiva della quantità: si preferisce farlo in modo puntuale e preciso alla fine della vendemmia stessa, consapevoli della mutevolezza del clima, della difficoltà della stima della stessa vigna in produzione, del nervosismo dei mercati e nel rispetto del lavoro di tutti gli agricoltori.</p>
<p>Dal punto di vista sanitario l’annata si presenta straordinariamente favorevole per una tarda primavera e inizio estate non umida. Persino la settimana di caldo ha dato un aiuto &#8220;naturale&#8221; a fermare lo sviluppo di quegli insetti che, in alcuni anni passati, avevano reso difficile la vita dell’agricoltore. <strong>Per questo allo stato attuale le uve si presentano con un ottimo potenziale qualitativo</strong>.</p>
<p><strong>Consorzio di tutela vini DOP Sicilia</strong></p>
<p>Il Consorzio di tutela vini DOP Sicilia prende vita nel 2012, con l’obiettivo di rappresentare il vino del territorio siciliano e promuovere la denominazione DOP Sicilia, con azioni mirate alla crescita della visibilità di un marchio simbolo del Made in Italy e alla tutela e vigilanza a difesa del consumatore e dei produttori.</p>
<p>Quasi 8.000 viticoltori e circa 500 imbottigliatori sono promotori della Denominazione di Origine Controllata “Sicilia”, un riconoscimento utile a rappresentarli ma anche a valorizzare e salvaguardare la produzione vinicola dell’isola. La Sicilia è la più grande area vinicola biologica in Italia: rappresenta il 30% della superficie nazionale e con i suoi oltre 42mila ettari ha anche il primato tra le regioni che praticano una viticoltura sostenibile, assoggettata al disciplinare bio o a quello di produzione integrata.</p>
<p>Fonte: <a href="https://siciliadoc.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia </strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/CS_Vendemmia-2026-della-DOC-Sicilia.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Il pasticcio europeo delle IG artigianali e industriali</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-pasticcio-europeo-delle-ig-artigianali-e-industriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:28:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le prime quattro Indicazioni Geografiche non-agri italiane sono partite verso l&#8217;EUIPO. Una notizia storica che porta però con sé un vizio d&#8217;origine: due sistemi di garanzia diversi dietro lo stesso simbolo. Editoriale di Mauro Rosati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le prime quattro Indicazioni Geografiche non-agri italiane sono partite verso l&#8217;EUIPO. Una notizia storica che porta però con sé un vizio d&#8217;origine: due sistemi di garanzia diversi dietro lo stesso simbolo.</em></p>
<blockquote><p><strong>Editoriale di Mauro Rosati</strong></p></blockquote>
<p>Il <strong>Vetro di Murano,</strong> il <strong>Merletto di Burano</strong>, il <strong>Corallo di Torre del Greco</strong> e il <strong>Cammeo di Torre del Greco</strong> hanno ottenuto dal <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/igp-non-agri-via-libera-alle-prime-quattro-eccellenze-artigianali-italiane" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mimit</strong> </a>&#8211; sentite le Regioni di appartenenza &#8211; la decisione nazionale favorevole alla registrazione come Indicazioni Geografiche Protette per prodotti artigianali e industriali, le cosiddette IG non-agri. Le domande sono state trasmesse ieri all&#8217;EUIPO, l&#8217;ufficio di Alicante che gestisce la fase unionale della procedura. Sono le prime quattro IG artigianali italiane della storia: quattro nomi che raccontano secoli di saper fare e che meritano ogni tutela. Il traguardo è di quelli che meritano di essere celebrati. E proprio per questo va detto, con altrettanta chiarezza, che il quadro dentro il quale queste quattro denominazioni entrano è, allo stato, un bel pasticcio.</p>
<h4><span style="text-decoration: underline;">Da un&#8217;ottima idea a un compromesso ambiguo</span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Facciamo un passo indietro. L&#8217;estensione del modello delle Indicazioni Geografiche oltre il perimetro agroalimentare è una battaglia che il mondo delle IG ha sostenuto per anni. L&#8217;idea era semplice e giusta: far viaggiare insieme cibo e artigianato, i due grandi giacimenti dell&#8217;identità territoriale europea, e dare finalmente uno strumento di valorizzazione a quella miriade di piccole produzioni artigiane che vivono di reputazione, di mani e di comunità, e che fino a ieri non avevano alcuna difesa giuridica contro le imitazioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con il <strong>Regolamento (UE) 2023/2411</strong>, applicabile dal 1° dicembre 2025, e con il <strong>decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51</strong>, in vigore dal 7 maggio, quel sistema è finalmente operativo. Ma lungo il percorso legislativo molte cose sono cambiate, e non in meglio.</p>
<p style="font-weight: 400;">In primo luogo, accanto alle produzioni artigianali <strong>sono state introdotte anche quelle industriali</strong>: un mondo che con l&#8217;artigianato ha poco a che vedere e che in larga parte dispone già di strumenti di protezione privata -brevetti, marchi, privative. Un innesto che ha spostato il baricentro dell&#8217;intero impianto, trasformando uno strumento di tutela delle comunità produttive in un titolo di proprietà industriale come un altro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi, a Bruxelles, in piena emergenza Covid, gli uffici delle diverse Direzioni Generali coinvolte hanno pensato bene di introdurre nel regolamento <strong>l&#8217;uso del simbolo IGP</strong>: quello giallo e blu con le colline, che da oltre trent&#8217;anni identifica agli occhi del consumatore europeo i prodotti agroalimentari e vitivinicoli a denominazione. E qui la domanda sorge spontanea: che cosa c&#8217;entra? Perché usare lo stesso segno per sistemi di garanzia costruiti su presupposti completamente diversi?</p>
<h4><span style="text-decoration: underline;"><b>Due patenti, una sola automobile</b></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Ma passi anche questo. L&#8217;aspetto davvero insostenibile è un altro: <strong>il regolamento lascia agli Stati membri la facoltà di scegliere tra la certificazione del prodotto da parte di un ente terzo e la semplice autodichiarazione dell&#8217;azienda</strong>. Nonostante i ripetuti allarmi lanciati dalle associazioni dei Consorzi di tutela, il Mimit ha imboccato la strada dell&#8217;autocertificazione, affidando alla stessa DGPI-UIBM il ruolo di autorità di controllo e monitoraggio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il risultato è una disparità difficile da giustificare. Le imprese del food e del vino, per esporre quel simbolo, devono sottoporsi ai controlli rigorosi di un organismo di certificazione indipendente, autorizzato e vigilato, e pagarne il costo. Le imprese artigianali e industriali, per esporre lo stesso identico simbolo, devono limitarsi a dichiarare di essere conformi al proprio disciplinare, senza alcun ente terzo e senza alcun onere.</p>
<p style="font-weight: 400;">È come dire che io, per guidare l&#8217;automobile, devo prendere la patente, superare gli esami e pagare la scuola guida, mentre un&#8217;altra persona può guidare la stessa automobile senza patente &#8211; e avere esattamente i miei stessi diritti.</p>
<h4><span style="text-decoration: underline;"><b>Che cosa dirà il consumatore</b></span></h4>
<p style="font-weight: 400;">Sarà curioso capire che cosa ne pensano le associazioni di tutela dei consumatori. Perché il punto, alla fine, è tutto qui: <strong>allo stesso bollino di garanzia corrispondono oggi livelli effettivi di garanzia diversi</strong>. Il consumatore che al supermercato o in una bottega riconosce quel logo non ha alcuno strumento per sapere se dietro c&#8217;è una verifica indipendente o una dichiarazione dell&#8217;azienda su se stessa. E un simbolo pubblico che significa due cose diverse a seconda dello scaffale su cui si trova non è un simbolo: è un equivoco istituzionalizzato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non voglio usare parole grosse. Se non è una “truffa”, un bel pasticcio lo è di sicuro. E ha <strong>due vittime annunciate: il consumatore</strong>, a cui viene promessa una garanzia che in un caso su due non è verificata da nessuno; <strong>e gli stessi artigiani</strong>, ai quali si consegna un titolo strutturalmente più debole, esposto al primo furbo che si autodichiara conforme e ne erode la reputazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">C&#8217;è ancora tempo per correggere il tiro. L&#8217;Italia, che sul sistema dei controlli delle IG agroalimentari ha costruito un modello studiato in tutto il mondo, avrebbe tutte le competenze per farlo. Ma la strada imboccata va nella direzione opposta. E vale la pena ricordare da dove viene il successo del Made in Italy. Le nostre piccole imprese non hanno conquistato i mercati internazionali per dimensione, per capacità di spesa o per forza commerciale: ci sono riuscite perché hanno saputo offrire una qualità garantita e verificata, credibile agli occhi di un compratore che sta a diecimila chilometri di distanza e non può venire a controllare di persona. <strong>La certificazione di terza parte non è un orpello burocratico: è l&#8217;infrastruttura fiduciaria che ha permesso a un piccolo produttore italiano di stare sullo scaffale di Tokyo o di New York accanto ai grandi marchi globali</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Rinunciarvi proprio ora, e proprio per l&#8217;artigianato &#8211; il comparto più fragile, più frammentato e più esposto all&#8217;imitazione &#8211; significa spingere il Made in Italy esattamente nella direzione contraria a quella che lo ha reso grande. Con un rischio che nessuna campagna promozionale potrà poi riparare: incrinare la reputazione, che per queste imprese è l&#8217;unico vero patrimonio.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/20260330_Editoriale-IG-non-agri-Mauro-Rosati.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;EDITORIALE</a></p>
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		<title>IGP non-agri, via libera alle prime quattro eccellenze artigianali italiane</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/igp-non-agri-via-libera-alle-prime-quattro-eccellenze-artigianali-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG non-agri]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Istruttoria relativa alle Indicazioni Geografiche Protette non-agri trasmessa all’EUIPO per la registrazione finale Il Vetro di Murano, il Merletto di Burano, il Corallo di Torre del Greco e il Cammeo di Torre del Greco hanno [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Istruttoria relativa alle Indicazioni Geografiche Protette non-agri trasmessa all’EUIPO per la registrazione finale</em></p>
<p>Il <strong>Vetro di Murano</strong>, il <strong>Merletto di Burano</strong>, il <strong>Corallo di Torre del Greco</strong> e il <strong>Cammeo di Torre del Greco</strong> hanno ottenuto, sentite le Regioni di appartenenza, dal Mimit la decisione nazionale favorevole per la registrazione come Indicazioni Geografiche Protette per prodotti artigianali e industriali, le cosiddette<strong> <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ig-non-agri/" target="_blank" rel="noopener">IGP non-agri</a></strong>.</p>
<p>Si tratta delle prime quattro domande accolte nell’ambito del<strong> nuovo sistema europeo di tutela</strong> introdotto dal Regolamento UE 2023/2411 e disciplinato, a livello nazionale, dal decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51.</p>
<p>Il nuovo quadro normativo consente anche ai prodotti artigianali e industriali di beneficiare di una protezione analoga a quella già prevista per le eccellenze agroalimentari, valorizzando <strong>settori simbolo del Made in Italy</strong> come vetro artistico, gioielleria, tessuti, pizzi, porcellana, lavorazioni del cuoio, pietre naturali, ceramica, posateria e strumenti musicali.</p>
<p>Le decisioni favorevoli saranno ora trasmesse dalla Direzione generale per la proprietà industriale &#8211; Ufficio italiano brevetti e marchi all<strong>’EUIPO</strong> (Ufficio dell&#8217;Unione europea per la proprietà intellettuale), che proseguirà l’istruttoria a livello europeo fino alla <strong>registrazione finale</strong> delle denominazioni.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/igp-non-agri-via-libera-alle-prime-quattro-eccellenze-artigianali-italiane" target="_blank" rel="noopener"><strong>MIMIT</strong></a></p>
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		<title>[Cervia] Presentazione del Libro &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221; di Mauro Rosati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cervia-presentazione-del-libro-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#TourPresentazioneLibro2026]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 28 agosto 2026, sarà presentato il libro “La filosofia della Dop economy” di Mauro Rosati, edito da Treccani. Il 28 agosto 2026 il Comune di Cervia, in occasione della 12° edizione di CerviaGustaLibro, ospiterà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cervia-presentazione-del-libro-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/">[Cervia] Presentazione del Libro &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221; di Mauro Rosati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 28 agosto 2026, sarà presentato il libro “La filosofia della Dop economy” di Mauro Rosati, edito da Treccani.</em></p>
<p>Il 28 agosto 2026 il Comune di Cervia, in occasione della 12° edizione di <em>CerviaGustaLibro</em>, ospiterà la presentazione del volume <em><strong>La filosofia della Dop economy</strong></em> di Mauro Rosati, edito da Treccani e realizzato in collaborazione con <strong>Fondazione Qualivita</strong> e <strong>Origin Italia</strong>. Un dialogo sul modello della Dop economy e sul valore delle Indicazioni Geografiche.</p>
<p>(*) Programma in aggiornamento</p>
<h3 style="text-align: center;">PROGRAMMA*<br />
28 agosto 2026</h3>
<h4 style="text-align: center;">Cervia (RA)</h4>
<h4 style="text-align: center;">Presentazione del libro</h4>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><em>La filosofia della Dop economy</em></span><br />
<strong>Mauro Rosati</strong>, Direttore Qualivita</p>
<p style="text-align: left;"><em>*Programma in fase di definizione</em></p>
<blockquote>
<h4><a href="https://www.qualivita.it/la-filosofia-della-dop-economy/" target="_blank" rel="noopener">LA FILOSOFIA DELLA DOP ECONOMY</a></h4>
<p><strong><em>Come il cibo di qualità può generare cultura, comunità e futuro</em></strong></p>
<p>Il libro propone una lettura organica del sistema agroalimentare italiano, evidenziando il ruolo delle Indicazioni Geografiche come strumenti capaci di connettere economia, territorio, cultura e istituzioni. Attraverso un percorso che intreccia analisi, territori ed esperienze concrete, il volume restituisce il valore delle DOP e IGP come patrimonio produttivo e culturale del Paese. Un contributo alla riflessione sul modello italiano della qualità, letto come espressione di identità, responsabilità e visione del futuro.</p></blockquote>
<p>Fonte: <strong>Comune di Cervia </strong></p>
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		<title>Aceite de las Sierras Espadán y Calderona DOP &#8211; Spagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aceite-de-las-sierras-espadan-y-calderona-dop-spagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:04:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuovi prodotti IG]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE IG]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SPAGNA – Nella Gazzetta ufficiale Europea (GUUE L del 29/07/2026) è stata registrata la denominazione Aceite de las Sierras Espadán y Calderona DOP che, nel comparto cibo della Spagna, è l&#8217;IGP numero 16 e la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>SPAGNA – Nella Gazzetta ufficiale Europea (<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:L_202601871" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri%3DCELEX:32023R2054&amp;source=gmail&amp;ust=1696077653691000&amp;usg=AOvVaw3dGCqpPWZat6PysKGHk7oj">GUUE L del 29/07/2026</a>) è stata registrata la denominazione<strong> Aceite de las Sierras Espadán y Calderona DOP </strong>che, nel <a href="https://www.qualivita.it/osservatorio/osservatorio-esp/" target="_blank" rel="noopener">comparto cibo della Spagna</a>, è l&#8217;IGP numero 16 e la numero 40 delle <a href="https://www.qualigeo.eu/risultati/?testo=&amp;geo=Spagna&amp;geoistat=esp&amp;geoid=33298&amp;geoidpro=&amp;geoidreg=&amp;categoria=&amp;classe=&amp;tipologia=&amp;orderby=post_date&amp;order=desc" target="_blank" rel="noopener">Indicazioni Geografiche totali spagnole</a>.<u></u><u></u></p>
<p><strong>Spagna – Aceite de las Sierras Espadán y Calderona DOP<br />
</strong>Classe 1.5. Oli e grassi (burro, margarina, olio, ecc.)<br />
Reg. (UE)  2026/1871 della Commissione del 22/07/2026 &#8211; GUUE L del 29/07/2026</p>
<p><strong>Descrizione del prodotto</strong>. L&#8217;Aceite de las Sierras Espadán y Calderona DOP è un olio extravergine e vergine di oliva ottenuto dai frutti dell&#8217;olivo (Olea Europaea, L.) della varietà Serrana de Espadán, una varietà locale, e da altre varietà in proporzioni minori, come Villalonga, Canetera, Morruda e Arbequina.</p>
<p><strong>Zona di produzione</strong>. La zona di produzione dell&#8217;Aceite de las Sierras Espadán y Calderona DOP ricade in diversi comuni della Spagna Orientale, nella Provincia di Castellón e nella Provincia di Valencia (Alfara de la Baronia, Alfondeguilla, Algar del Palancia, Algímia d&#8217;Alfara, Algimia de Almonacid, Almedijar, Altura, Arañuel, Artana, Azúebar, Castellnovo, Caudiel, Chóvar, Eslida, Estivella, Gátova, Geldo, La Vall d&#8217;Uixó, Náquera, Navajas, Olocau, Segorbe, Serra, Soneja, Sot de Ferrer, Teresa, Torres Torres e Vall de Almonacid).</p>
<p><strong>Aspetto e sapore</strong>. L&#8217;Aceite de las Sierras Espadán y Calderona DOP, è caratterizzato da un gusto molto dolce e un aroma eccezionalmente fruttato, con sentori di mandorla verde e di erba fresca, e da un colore tra il verde e il giallo. Grazie alla raccolta precoce, questi oli presentano un fruttato caratteristico che corrisponde a una posizione intermedia tra l&#8217;oliva verde e matura, con una predominanza della caratteristica dell&#8217;oliva verde.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/REGOLAMENTO-UE-Aceite-de-las-Sierras-Espadan-y-Calderona-DOP.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL REGOLAMENTO COMPLETO</a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/DOCUMENTO-UNICO-Aceite-de-las-Sierras-Espadan-y-Calderona-DOP.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL DOCUMENTO UNICO</a></p>
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		<title>Nel futuro della DOP Friuli ci sono Ribolla gialla ferma e Rosato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nel-futuro-della-dop-friuli-ci-sono-ribolla-gialla-ferma-e-rosato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 07:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=526639</guid>

					<description><![CDATA[<p>È in corso la modifica del disciplinare da parte del Consorzio per inserire due nuove tipologie di vini nella DOP Friuli. Nel 2025 sono stati raccolti 317.000 quintali di uva su 3.500 ettari di vigneti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>È in corso la modifica del disciplinare da parte del Consorzio per inserire due nuove tipologie di vini nella DOP Friuli. Nel 2025 sono stati raccolti 317.000 quintali di uva su 3.500 ettari di vigneti per 23 mila bottiglie in totale, più del 40% del volume complessivo regionale.</em></p>
<p>Anche la <strong>Ribolla gialla</strong> &#8220;ferma&#8221; e il Rosato potranno presto essere commercializzati con l&#8217;etichetta della <strong>DOP Friuli</strong>. È la principale novità emersa a San Vito al Tagliamento dall&#8217;assemblea annuale del <strong>Consorzio di tutela</strong>, che ha annunciato l&#8217;avvio della fase conclusiva dell&#8217;iter per la modifica del disciplinare. Modifica che però, secondo le previsioni del presidente <strong>Stefano Trinco,</strong> difficilmente si concluderà in tempo utile per il &#8220;debutto&#8221; dei due nuovivini con la vendemmia 2026.</p>
<p>Doppia logica Se l&#8217;ingresso del <strong>Rosato</strong> punta a intercettare una delle tendenze più evidenti del mercato internazionale, estendendo la denominazione a un vino sempre più richiesto dalla grande distribuzione e dai mercati esteri, capace di garantire volumi importanti e di consolidare ruolo e numeri della Doc Friuli, la Ribolla Gialla ferma è un vitigno fortemente identitario del Friuli Venezia Giulia, che sta registrando negli ultimi anni un crescente interesse dei consumatori non solo nella versione spumantizzata, ma anche come vino fermo. Il suo inserimento nel disciplinare, oltre a guardare ai nuovi trend di consumo, punta al tempo stesso rafforzare il valore della denominazione attraverso uno dei vitigni più rappresentativi del vigneto Friuli.</p>
<p>Il debutto Già all&#8217;esame del ministero dell&#8217;Agricoltura, il <strong>nuovo disciplinare</strong> dovrà successivamente ottenere il via libera del Comitato nazionale vini, come anticipato in apertura, difficilmente consentiranno la commercializzazione del Rosato e della Ribolla ferma a marchio DOP Friuli già con l`annata 2026. <em>«Probabilmente», spiega Trinco, «il nuovo disciplinare non sarà pubblicato in tempo utile per questa vendemmia. Più realisticamente se ne riparlerà con quella del 2027, ma attendiamo fiduciosi notizie ufficiali dagli enti preposti»</em>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero Veneto</strong></p>
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