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	<title>Sistema IG &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Sistema IG &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Gianluca Carraro confermato Presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/gianluca-carraro-confermato-presidente-del-consorzio-tutela-vini-colli-euganei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 07:31:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gianluca Carraro è stato riconfermato Presidente, per il secondo mandato triennale, del Consorzio Vini Colli Euganei Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Vini Colli Euganei ha confermato il Presidente Gianluca Carraro, che inizia, quindi, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gianluca Carraro è stato riconfermato Presidente, per il secondo mandato triennale, del Consorzio Vini Colli Euganei</em></p>
<p>Il <strong>Consiglio di Amministrazione del Consorzio Vini Colli Euganei</strong> ha confermato il <strong>Presidente Gianluca Carraro</strong>, che inizia, quindi, il suo secondo mandato triennale consecutivo alla guida del Consorzio. Al suo fianco confermati i consiglieri: Giovanni Barbiero, Lorenzo Bertin, Valentino Bressanin, Simone Dalla Montà, Giorgio Salvan, Giorgia Veronese e Stefano Visintin ai quali di aggiunge, come nuovo entrato, Luca Calaon.</p>
<p>Il Consorzio continuerà a lavorare per raggiungere gli obiettivi previsti dal piano strategico, in particolare nella valorizzazione del Serprino, nel percorso di miglioramento dei grandi vini rossi dei Colli Euganei e nell’esaltare anche il Fior d’Arancio. Confermato inoltre l’impegno per promuovere ulteriormente la destinazione Colli Euganei, con iniziative ed eventi come il Serprino Festival che possano riversare nel territorio i benefici di un turismo interessato al vino, alla cultura ed alla natura.</p>
<p>Il <strong>Serprino </strong>è l’unica denominazione frizzante in Italia che rappresenta un’esclusività dei Colli e, come tale, vino simbolo della provincia di Padova. Queste bollicine “autoctone” sono protagoniste dell’annuale Serprino Festival (l’ultima edizione si è tenuta dal 20 giugno al 6 luglio) e del Vulcanico Serprino, che il 20 giugno 2026 ha visto la presenza di 26 cantine e degustazioni all’interno dell’iconica Abbazia di Praglia.</p>
<p>Il percorso di miglioramento dei grandi <strong>vini rossi dei Colli Euganei </strong>si concretizza invece con il progetto <strong><em>GREWIP (Great Red Euganean Wines Improvement Project)</em></strong> che prevede l’applicazione di protocolli di produzione specifici per l’area che vengono di volta in volta monitorati e valutati nei risultati mediante processi di co-decisione e co-creazione coinvolgendo tutti i partner (elenco completo a <a href="https://grewip.it/partner/">questo link</a>), nonché attivando percorsi imitativi in aziende esterne al partenariato. L’obiettivo è creare un modello interattivo di innovazione basato su cooperazione e partecipazione, per sviluppare nella zona dei Colli Euganei la cultura dell’eccellenza vitivinicola, alla base della produzione di vini rossi di pregio.</p>
<p>Il Colli Euganei <strong>Fior d&#8217;Arancio DOP </strong>(che a Vinitaly 2026 è stato protagonista con uno stand dedicato) è l’unico vino moscato giallo che viene prodotto in versione secco, spumante dolce e passito, specificità che lo rende unico nel suo genere.</p>
<p>Dal 2024 i Colli Euganei sono una <strong>Riserva della Biosfera MAB UNESCO,</strong> un’area che promuove un equilibrio virtuoso tra uomo e ambiente, unendo la tutela di una straordinaria biodiversità con pratiche di ecoturismo e agricoltura sostenibile.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.collieuganeidoc.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Colli Euganei</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/02_-CS_-Nomina-nuovo-presidente-e-CdA_LOGHI-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte presenta la prima mappa geologica delle denominazioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-tutela-nebbioli-alto-piemonte-presenta-la-prima-mappa-geologica-delle-denominazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 07:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Realizzata in collaborazione con Vigna Veritas, la nuova cartografia racconta le caratteristiche geologiche e paesaggistiche delle dieci denominazioni dell’Alto Piemonte, diventando un nuovo punto di riferimento per produttori, operatori e appassionati. Il Consorzio Tutela Nebbioli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Realizzata in collaborazione con Vigna Veritas, la nuova cartografia racconta le caratteristiche geologiche e paesaggistiche delle dieci denominazioni dell’Alto Piemonte, diventando un nuovo punto di riferimento per produttori, operatori e appassionati. Il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte presenta la prima mappa dei territori dell’Alto Piemonte, un progetto nato con l’obiettivo di mettere a disposizione uno strumento di conoscenza, valorizzazione e promozione di uno dei territori vitivinicoli più affascinanti e complessi d’Italia. </em></p>
<p>“L’Alto Piemonte è un mosaico di territori, suoli e paesaggi che rendono ogni denominazione unica e irripetibile”, commenta Andrea Fontana, Presidente del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte. “Sentivamo la necessità di dotarci di uno strumento capace di raccontare in maniera chiara e scientificamente rigorosa questa straordinaria ricchezza. La mappa rappresenta un importante investimento culturale oltre che promozionale: sarà uno strumento prezioso per i produttori, per chi studia il territorio e per tutti coloro che, in Italia e all’estero, desiderano approfondire le caratteristiche che rendono i nostri vini così distintivi.” Realizzata in collaborazione con Davide Ferrarese e il suo gruppo di lavoro VignaVeritas, la mappa offre una lettura dettagliata delle peculiarità geologiche e morfologiche delle dieci denominazioni che compongono il patrimonio vitivinicolo dell’Alto Piemonte: Boca DOC, Bramaterra DOC, Colline Novaresi DOC, Coste della Sesia DOC, Fara DOC, Gattinara DOCG, Ghemme DOCG, Lessona DOC, Sizzano DOC e Valli Ossolane DOC “Il focus principale del progetto” dice VignaVeritas “è rappresentato dalla geologia dei suoli, elemento determinante per comprendere l’identità e le differenti espressioni dei Nebbioli dell’Alto Piemonte. Accanto alla rappresentazione delle principali formazioni geologiche, la cartografia evidenzia anche le altimetrie dei rilievi collinari, i corsi d’acqua, i principali centri abitati e la distribuzione delle superfici vitate, offrendo così una visione completa del paesaggio che caratterizza quest’area.”</p>
<p>La mappa nasce dalla volontà del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di realizzare uno strumento di riferimento per la valorizzazione dell’Alto Piemonte, in grado di raccontare con rigore scientifico la complessità e l’unicità del territorio. Destinata a viticoltori, operatori del settore, appassionati e stakeholder internazionali, costituirà uno degli strumenti chiave per le attività di promozione e divulgazione del Consorzio in Italia e nel mondo. Determinante per la realizzazione del progetto è stato il contributo di VignaVeritas, realtà specializzata nello studio del terroir vitivinicolo e nella cartografia applicata al mondo del vino. Guidato da Davide Ferrarese, il gruppo di lavoro integra competenze agronomiche, geologiche, pedologiche e cartografiche per sviluppare strumenti di analisi destinati alla valorizzazione delle aree viticole. Attraverso un approccio multidisciplinare e basato su dati scientifici, Vigna Veritas realizza cartografie tematiche che consentono di leggere e interpretare il legame tra suolo, paesaggio e produzione vitivinicola, contribuendo alla tutela e alla comunicazione dell’identità dei territori. Disponibile in formato cartaceo, la nuova mappa diventerà uno degli strumenti principali attraverso cui il Consorzio racconterà l’Alto Piemonte durante le attività di promozione in Italia e sui mercati internazionali, contribuendo a diffondere una conoscenza sempre più approfondita del patrimonio vitivinicolo delle sue denominazioni e del loro straordinario legame con il territorio</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/CS_MAPPA-TERRITORIO.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>DOP casearie, dagli USA una nuova offensiva sui “nomi comuni”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-casearie-dagli-usa-una-nuova-offensiva-sui-nomi-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 07:02:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Senato americano torna a sostenere l’uso dei cosiddetti “nomi comuni” per i formaggi, riaprendo lo scontro con l’Europa sulle denominazioni d’origine. Al centro, il valore delle DOP italiane e la tutela della loro identità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Senato americano torna a sostenere l’uso dei cosiddetti “nomi comuni” per i formaggi, riaprendo lo scontro con l’Europa sulle denominazioni d’origine. Al centro, il valore delle DOP italiane e la tutela della loro identità</em></p>
<p>La sfida tra formaggi italiani e statunitensi non si gioca più soltanto sui tavoli di assaggio, ma anche sul terreno, molto più delicato, della politica commerciale internazionale. Dopo il confronto agli <strong>International Cheese &amp; Dairy Awards di Stafford</strong>, dove la Nazionale italiana Formaggi di CheeseItaly ha ottenuto un risultato significativo nel rapporto tra prodotti iscritti e premiati, il dibattito si è spostato negli Stati Uniti, dove <a href="https://www.qualivita.it/news/usa-lagricultural-act-2026-riapre-il-fronte-dei-common-names-contro-le-indicazioni-geografiche/" target="_blank" rel="noopener">torna centrale il tema dei cosiddetti <strong>“common names”</strong></a>, i nomi ritenuti generici dall’industria americana e invece legati, per l’Unione europea, a precise identità territoriali e produttive. L’edizione 2026 dell’ICDA si è svolta a Stafford dal 24 al 26 giugno.</p>
<p>Al centro della discussione c’è l’iniziativa legislativa statunitense nota nel dibattito di settore come prosecuzione della battaglia avviata con il SAVE Act e rilanciata nel 2025 con il <strong><a href="https://www.congress.gov/bill/119th-congress/house-bill/2558/text">SAFETY Act</a> – Safeguarding American Food and Export Trade Yields Act</strong>. Il testo, introdotto al Senato il 1° aprile 2025, punta a preservare i mercati esteri per i prodotti commercializzati con “common names” e affida al Governo statunitense il compito di difendere questo diritto nei negoziati commerciali internazionali.</p>
<p>La portata del provvedimento è rilevante per il settore lattiero-caseario europeo e in particolare per quello italiano. Tra i nomi che il testo considera utilizzabili come “comuni” compaiono infatti <strong>Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana, Parmigiano, Pecorino, Ricotta e Romano</strong>, accanto ad altri termini legati all’agroalimentare come Bologna, Mortadella, Prosciutto e Salami. Il disegno di legge prevede inoltre che il Segretario all’Agricoltura coordini le proprie azioni con lo USTR, il rappresentante statunitense per il commercio, per assicurare ai produttori americani la possibilità di usare tali denominazioni sui mercati esteri.</p>
<p><u>[&#8230;]</u></p>
<p>La questione non è soltanto giuridica. È economica e riguarda direttamente la tenuta delle filiere certificate. Secondo il <strong><a href="https://www.ruminantia.it/wp-content/uploads/2026/07/20251126_CS01_DATI-GENERALI.pdf">XXIII Rapporto Ismea-Qualivita</a></strong>, la <strong>Dop economy italiana</strong> ha raggiunto nel 2024 un valore alla produzione di <strong>20,7 miliardi di euro</strong>, con un peso pari al 19% del fatturato agroalimentare nazionale. Il comparto dei formaggi DOP e IGP è uno degli assi portanti di questo sistema: nel 2024 ha registrato una crescita del +10,5%, mentre l’export dei prodotti DOP IGP ha raggiunto 12,3 miliardi di euro, con gli Stati Uniti primo mercato di destinazione per le esportazioni italiane certificate.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ruminantia.it/dop-casearie-dagli-usa-una-nuova-offensiva-sui-nomi-comuni/" target="_blank" rel="noopener">Ruminantia.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-casearie-dagli-usa-una-nuova-offensiva-sui-nomi-comuni/">DOP casearie, dagli USA una nuova offensiva sui “nomi comuni”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Presentato il VI report annuale del Consorzio Tutela Vini Valpolicella</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/a-venezia-la-presentazione-vi-edizione-report-annuale-del-consorzio-tutela-vini-valpolicella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 07:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un vigneto che interseca 19 comuni e 11 vallate; una presenza consolidata in 87 Paesi e un consorzio che continua a investire nella promozione internazionale. È la fotografia restituita dalla VI edizione del Valpolicella Annual [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un vigneto che interseca 19 comuni e 11 vallate; una presenza consolidata in 87 Paesi e un consorzio che continua a investire nella promozione internazionale. È la fotografia restituita dalla VI edizione del Valpolicella Annual Report del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, illustrato oggi a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto alla presenza del governatore, Alberto Stefani, e del consigliere regionale Alberto Bozza, tra i promotori dell’incontro prologo di Venezia Superiore.</em></p>
<p><strong>La principale denominazione rossista del Veneto conferma un vigneto ormai stabilizzato a 8.614 ettari</strong> e una filiera composta da oltre 2200 aziende tra produttori, vinificatori e imbottigliatori. Verona conferma il primato per superficie vitata (15%), seguita da Negrar, San Pietro in Cariano (entrambi al 13%) e Illasi (11%), che insieme concentrano oltre la metà del vigneto della denominazione (52%). Il patrimonio varietale resta fortemente identitario, con la Corvina che rappresenta il 56% della superficie rivendicata, seguita da Rondinella e Corvinone (19% ciascuna), mentre la Molinara si mantiene al 2%.</p>
<p>Nel 2025 la produzione si è attestata a 840.510 quintali di uva, dei quali 327.545 quintali destinati all&#8217;appassimento ai livelli del 2016. L&#8217;imbottigliato della denominazione ha raggiunto quasi 57,5 milioni di bottiglie, in calo del 3% rispetto al 2024. La flessione interessa tutte le principali tipologie: Amarone e Recioto a 13,58 milioni di bottiglie (-2,4%), il Valpolicella Ripasso a 27,37 milioni (-3,7%) e il Valpolicella a 16,50 milioni (-2,7%), confermando così una fase di normalizzazione dei volumi.</p>
<p>“La congiuntura internazionale richiede oggi una responsabilità ancora maggiore. Il nostro compito non è inseguire i volumi, ma preservare il valore della denominazione. Siamo impegnati a governare con equilibrio la produzione e a investire nella promozione per rafforzare la competitività delle imprese e consolidare il ruolo dei vini della Valpolicella nel panorama enologico nazionale e internazionale.  È una sfida che il Consorzio e le aziende stanno affrontando insieme, con una visione di lungo periodo”, ha commentato il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, <strong>Christian Marchesini. </strong></p>
<p>“La forza del Veneto da sempre non sta nella quantità del prodotto ma nella qualità – ha sottolineato il presidente della Regione del Veneto, <strong>Alberto Stefani</strong> -. Valpolicella ne è la conferma perché è nel nome stesso che viene indicata un’eccellenza territoriale su cui si è sviluppata una cultura enologica superlativa con una denominazione che ha raggiunto posizioni di assoluto rilievo internazionale.  Il frutto di un grande impegno che ha le sue radici nell’identità stessa del territorio con uve antiche ed autoctone che crescono nel Veronese e lo caratterizzano da quando l’uomo lavora la terra per produrre il vino. In questo momento storico, segnato da crisi internazionali e congiunture economiche, la denominazione Valpolicella dimostra che la qualità e l’identità di un prodotto sono la forza per sostenerne il valore sul mercato. Lo confermano i dati ma anche l’impegno che viene profuso nei vigneti, nelle cantine e in tutto il mondo che ruota intorno al vino”.</p>
<p>Il consigliere regionale, <strong>Alberto Bozza</strong>, nel rimarcare “L’importante lavoro svolto dal Consorzio della Valpolicella a tutela del territorio e della qualità dei suoi vini” ha aggiunto che “Il report presentato certifica la forza della denominazione. I vini della Valpolicella sono versatili e universali e oggi è in atto anche un’importante operazione culturale per raccontare il territorio e potenziare l’enoturismo, perché il vino non è solo gusto e piacere sensoriale ma anche esperienza, cultura, territorio”. Inoltre &#8211; ha continuato &#8211; :“La denominazione Valpolicella  è conosciuta in tutto il mondo, è ambasciatrice del buon vino italiano. Sapienza contadina e continui investimenti tecnologici, permettono oggi al Valpolicella di essere presente in tutti i mercati. Tuttavia anche il settore del vino vive le sue criticità. Tensioni geopolitiche e protezionismo americano rendono delicato il contesto internazionale e dell’export: per questo occorre fare sistema come Paese e anche come Regione nella promozione del nostro vino, andando assieme a sensibilizzare i nuovi mercati utilizzando le nostre ambasciate e il canale diplomatico della cooperazione internazionale”. Bozza infine ha ricordato “la sfida da vincere della candidatura a patrimonio immateriale Unesco del rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella”.</p>
<p>Tra gli approfondimenti del Report, la composizione dell&#8217;imbottigliato per dimensione aziendale evidenzia una denominazione nella quale convivono modelli imprenditoriali eterogenei ma complementari. Se nelle aziende piccole il Valpolicella Doc pesa per il 40%, nelle realtà medio-piccole, medio-grandi e grandi il Ripasso diventa la tipologia prevalente (45-50%). Resta invece stabile in tutte le categorie il ruolo di Amarone e Recioto, che rappresentano tra il 19% e il 26% del portafoglio produttivo, a testimonianza di una filiera impegnata a costruire il valore della denominazione attraverso un&#8217;offerta ampia e trasversale.</p>
<p>Per quanto riguarda l’attività di internazionalizzazione della denominazione, l’anno scorso il Consorzio ha promosso 27 attività in 16 Paesi (Argentina, Australia, Corea del Sud, Costa Rica, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Kazakistan Messico, Polonia, Serbia, Singapore, Svezia, UK e Usa) distribuiti nei cinque continenti.</p>
<p>Venezia Superiore proseguirà questa sera al Teson Piccolo della Pescheria di Rialto (dalle 18 alle 23). In degustazione 30 etichette di Valpolicella Doc e Valpolicella Doc Superiore di 19 aziende del territorio, servite a una temperatura di 6/8 gradi.</p>
<p>Fonte: <a href="https://landing.consorziovalpolicella.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela vini Valpolicella</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/VINO-VALPOLICELLA-575-MILIONI-DI-BOTTIGLIE-NEL-2025.-EXPORT-IN-87-PAESI-E-PROMOZIONE-INTERNAZIONALE-IN-CRESCITA_.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/a-venezia-la-presentazione-vi-edizione-report-annuale-del-consorzio-tutela-vini-valpolicella/">Presentato il VI report annuale del Consorzio Tutela Vini Valpolicella</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Accordo UE-Messico: il Parlamento europeo approva il nuovo partenariato che rafforza la tutela delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/accordo-ue-messico-il-parlamento-europeo-approva-il-nuovo-partenariato-che-rafforza-la-tutela-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:32:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il via libera all&#8217;Accordo globale modernizzato e all&#8217;Accordo commerciale interinale, si rafforza la protezione delle Indicazioni Geografiche europee, comprese numerose DOP e IGP italiane, nel mercato messicano. Il Parlamento europeo ha approvato l&#8217;8 luglio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/accordo-ue-messico-il-parlamento-europeo-approva-il-nuovo-partenariato-che-rafforza-la-tutela-delle-indicazioni-geografiche/">Accordo UE-Messico: il Parlamento europeo approva il nuovo partenariato che rafforza la tutela delle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con il via libera all&#8217;Accordo globale modernizzato e all&#8217;Accordo commerciale interinale, si rafforza la protezione delle Indicazioni Geografiche europee, comprese numerose DOP e IGP italiane, nel mercato messicano.</em></p>
<p>Il Parlamento europeo ha approvato l&#8217;8 luglio i due accordi che modernizzano il partenariato tra l&#8217;Unione europea e il Messico, segnando un passo importante verso il rafforzamento delle relazioni economiche e commerciali tra le due parti e, in particolare, della tutela delle <strong>Indicazioni Geografiche (IG)</strong> europee.</p>
<p>Con il voto favorevole dell&#8217;Aula sono stati approvati sia l&#8217;<strong>Accordo globale modernizzato (AGM)</strong>, destinato a sostituire il quadro giuridico in vigore dal 2000, sia l&#8217;<strong>Accordo commerciale interinale (ACI)</strong>, che consentirà l&#8217;applicazione anticipata delle disposizioni commerciali di competenza esclusiva dell&#8217;Unione europea, comprese quelle relative alla protezione delle Indicazioni Geografiche, in attesa della piena entrata in vigore dell&#8217;Accordo globale.</p>
<p>Per il sistema europeo delle Indicazioni Geografiche si tratta di un risultato di particolare rilievo. Il nuovo accordo consolida infatti il riconoscimento e la tutela di un ampio elenco di denominazioni europee nel mercato messicano, garantendo strumenti giuridici più efficaci contro l&#8217;uso improprio, l&#8217;imitazione e l&#8217;evocazione delle denominazioni protette. Le disposizioni prevedono inoltre che le Indicazioni Geografiche riconosciute non possano diventare nomi generici e assicurano specifiche misure amministrative e giudiziarie per la loro tutela.</p>
<p>Tra le denominazioni italiane incluse nell&#8217;accordo figurano numerose eccellenze agroalimentari e vitivinicole, tra cui <strong>Parmigiano Reggiano DOP, Grana Padano DOP, Prosciutto di Parma DOP, Prosciutto di San Daniele DOP, Gorgonzola DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP, Asiago DOP, Fontina DOP, Taleggio DOP, Aceto Balsamico di Modena IGP, Bresaola della Valtellina IGP, Culatello di Zibello DOP, Mortadella Bologna IGP, Provolone Valpadana DOP, Piadina Romagnola IGP, Pomodoro S. Marzano dell&#8217;Agro Sarnese-Nocerino DOP</strong>, oltre a numerose denominazioni vitivinicole come <strong>Barolo DOP, Brunello di Montalcino DOP, Chianti DOP, Chianti Classico DOP, Franciacorta DOP, Prosecco DOP, Conegliano Valdobbiadene-Prosecco DOP, Asti DOP e Vino Nobile di Montepulciano DOP</strong>.</p>
<p>L&#8217;Accordo commerciale interinale entrerà in vigore dopo la conclusione delle rispettive procedure interne da parte dell&#8217;Unione europea e del Messico e rimarrà applicabile fino all&#8217;entrata in vigore definitiva dell&#8217;Accordo globale modernizzato, che dovrà essere ratificato da tutti gli Stati membri dell&#8217;UE e dal Messico.</p>
<p>Per il comparto delle Indicazioni Geografiche italiane, il via libera del Parlamento europeo rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia europea di valorizzazione e protezione delle produzioni DOP e IGP sui mercati internazionali, contribuendo a rafforzare la tutela delle denominazioni, la certezza giuridica per i produttori e la fiducia dei consumatori anche in un mercato strategico come quello messicano.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20260706IPR46312/parliament-backs-modernised-eu-mexico-partnership-and-easier-trade" target="_blank" rel="noopener">Parlamento Europeo</a></p>
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		<title>Pordenonelegge 2026: il 17 settembre un talk dedicato a cibo, ambiente e sostenibilità con Mauro Rosati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pordenonelegge-2026-il-17-settembre-un-talk-dedicato-a-cibo-ambiente-e-sostenibilita-con-mauro-rosati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 07:53:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[filosofiaDopeconomy]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La narrativa italiana si riunisce a Pordenonelegge 2026 con centinaia di protagonisti e grandi dialoghi, il 17 settembre un talk dedicato a cibo, ambiente e sostenibilità con Mauro Rosati che presenta il libro &#8220;La filosofia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La narrativa italiana si riunisce a Pordenonelegge 2026 con centinaia di protagonisti e grandi dialoghi, il 17 settembre un talk dedicato a cibo, ambiente e sostenibilità con Mauro Rosati che presenta il libro &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221;, edito da Treccani.</em></p>
<p><strong>Oltre 650 voci internazionali della letteratura, della poesia e del pensiero, per raccontare il tempo cruciale in cui si dibatte il mondo</strong>: cinque giorni e 350 eventi in 50 sedi della città e del Friuli Venezia Giulia. Fra i grandi protagonisti internazionali: Michel Houellebecq, che porterà a pordenonelegge la sua Opera Omnia poetica; Peter Sloterdijk che rifletterà su Trump, Eshkol Nevo vincitore del Premio Crédit Agricole La storia in un romanzo; Julija Naval&#8217;naja, sull’eredità spirituale e politica del marito Aleksej Naval&#8217;nyj; lo scrittore statunitense Premio Pulitzer Andrew Sean Greer, in arrivo con un romanzo inedito; Thomas Schlesser, scrittore bestseller e autore dell’anno in Francia 2025; Leïla Slimani, l’autrice franco-marocchina che racconta memoria, esilio, identità e libertà come ferite da riaprire per rinascere; Nelio Biedermann, con la saga familiare paragonata ai Buddenbrook del XXI secolo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Grande spazio e attenzione a <strong>pordenonelegge 2026</strong> anche alla cultura enogastronomica, in particolare al rapporto attuale e molto importante tra <span style="text-decoration: underline;"><strong>cibo, ambiente e sostenibilità</strong></span>, anche negli appuntamenti realizzati in collaborazione con PromoTurismoFVG. Marino Niola e Barbara Nappini dialogheranno sul cibo come chiave per leggere identità, mescolanze e futuro, dalle origini delle abitudini a tavola alle nuove pratiche di comunità. La cucina ambientale e il cibo come atto di cura saranno al centro dell&#8217;incontro con Chiara Pavan. Deborah Piovan ci porterà a fare un viaggio nel cibo che arriva sulle nostre tavole attraverso dodici storie di donne impegnate tra ricerca, agricoltura e futuro sostenibile. Pier Luigi Petrillo interpreterà la cucina italiana come patrimonio dell’umanità, fatta di diversità, pratiche quotidiane, libertà, inclusione e continue ibridazioni.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/la-filosofia-della-dop-economy-2/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mauro Rosati leggerà la Dop economy come una filosofia del cibo</strong></a>, dove qualità, territori, imprese e comunità trasformano le eccellenze italiane in cultura e futuro. Insieme a Leonardo Di Carlo scopriremo come la pasticceria diventa evolutiva: dalla ricetta madre nascono infinite versioni, tutte golose, ragionate e contemporanee. Due appuntamenti infine saranno dedicati all’arte enologica: Alessandro Torcoli racconterà l&#8217;abbinamento tra cibo e vino come esperienza culturale, sensoriale e personale. Angelo Costacurta e Antonio Calò ci accompagneranno nel lungo viaggio della vite e del rapporto che l&#8217;uomo ha costruito con essa nel corso dei secoli.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.pordenonelegge.it/" target="_blank" rel="noopener">Pordenonelegge</a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Comunicato-stampa-pordenonelegge-2026-Milano.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Nasce il Progetto Montenapoleone: dare un’identità ai grandi vini fermi dell’Oltrepò Pavese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nasce-il-progetto-montenapoleone-dare-unidentita-ai-grandi-vini-fermi-delloltrepo-pavese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 07:33:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[proposta di riconoscimento]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Consorzio ha organizzato un incontro con le aziende e le associazioni di categoria agricole per presentare la prossima tappa del percorso di valorizzazione delle produzioni del territorio, dopo aver concluso il progetto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>Consorzio</strong> ha organizzato un incontro con le aziende e le associazioni di categoria agricole per presentare la <strong>prossima tappa del percorso di valorizzazione delle produzioni del territorio</strong>, dopo aver concluso il progetto di <a href="https://www.qualivita.it/news/loltrepo-pavese-metodo-classico-dop-punta-forte-sul-classese" target="_blank" rel="noopener"><strong>rilancio del Metodo Classico attraverso il Classese</strong></a>, presentato con successo alla scorsa edizione di Vinitaly.</p>
<p>Se il Classese resterà comunque la locomotiva in termini di traino d’immagine, il territorio vanta da sempre numerosi altri prodotti d’eccellenza che non sono mai stati valorizzati a sufficienza, anche a causa dell’appiattimento di ogni vino sotto il brand Oltrepò Pavese, che comprende vini di primo prezzo ma anche etichette considerate, a buon diritto, tra le massime eccellenze del panorama italiano. Alla base del nuovo progetto c’è dunque la <strong>costruzione di una piramide di posizionamento per i vini fermi</strong>, capace di collocare ogni produzione nella fascia di valore che merita, incidendo così sul valore delle uve di partenza e dei vigneti, che resta in definitiva l’obiettivo del Consorzio.</p>
<p>Alla base della piramide ci sarebbe il <strong>Provincia di Pavia IGP</strong>, da collocare in un segmento di ingresso. Appena <strong>sopra i vini Oltrepò Pavese</strong>, e al vertice i vini premium e oltre. Per questi ultimi il progetto prevede la creazione di una nuova denominazione su misura. La necessità di crearne una nuova nasce dal fatto che agire diversamente significherebbe intervenire in modo pesante su molti disciplinari, andando anche a ledere in diversi casi diritti preacquisti e rischiando anni di contenziosi che potrebbero, in ultima analisi, bloccare qualsiasi progetto. Al contrario, lavorando su qualcosa di nuovo non si modificherebbe nulla dello status quo, consentendo a ogni azienda di continuare a operare come ritiene più opportuno, ma offrendo un’opportunità a chi finora non ne ha mai avute di lavorare nel segmento più alto di qualità, posizionandosi di conseguenza.</p>
<p>In particolare, i vini fermi su cui <strong>la nuova denominazione sarà incentrata saranno i grandi rossi a base di uve autoctone, con Croatina e Barbera</strong> in primo piano. Sarà prevista anche una tipologia bianca da dedicare esclusivamente al Riesling Renano, così da risolvere l’equivoco storico tra questa varietà e l’Italico, che in futuro potrebbe quindi mantenere l’appannaggio esclusivo della tipologia Riesling nel disciplinare dell’Oltrepò Pavese.</p>
<p>Analogamente, nell’ambito del riordino complessivo, <strong>un’altra possibile modifica sarebbe togliere la tipologia ferma dal Bonarda</strong>, così da mantenere questa denominazione per la tipologia frizzante, certamente la più rappresentativa e tipica. In questo contesto troverebbe anche più senso il <strong>Buttafuoco</strong>, che diventerebbe una nicchia di eccellenza di un progetto di qualità dedicato ai rossi autoctoni fermi del territorio.</p>
<p>Infine, per valorizzare il <strong>Pinot Nero DOC</strong> nella sua versione rossa, l’idea sarebbe quella di lavorare sulla sua promozione a DOCG.</p>
<h4>La proposta di una nuova DOC</h4>
<p><strong>La nuova DOC</strong>, oltre a seguire criteri produttivi orientati alla massima qualità, potrà prevedere le menzioni comunali, così che ogni comune dell’Oltrepò Pavese possa trovare una propria valorizzazione nei vini ottenuti da uve coltivate esclusivamente nel proprio territorio.</p>
<p><strong>L’areale resterebbe quello dell’attuale Oltrepò vinicolo</strong>, con l’eventualità di introdurre un limite minimo di altitudine per i vigneti. Un’attenzione particolare sarà riservata anche alla sostenibilità, con la proposta innovativa di fissare un peso massimo per le bottiglie, così da ridurre drasticamente l’uso del vetro.</p>
<p>Quanto al <strong>nome</strong>, dovendo necessariamente trattarsi di un nome storico, legato al territorio, già presente e attestato, oltre che non confondibile con altre denominazioni,<strong> la proposta del Consorzio</strong> è stata quella di ripescare nella storia gloriosa di questo territorio il <strong>Montenapoleone</strong>, vino rosso che fino agli anni ’60 fu tra i più apprezzati insieme a Buttafuoco, Sangue di Giuda e Barbacarlo.</p>
<p><strong> Il Consiglio di amministrazione attuale si propone, entro la fine del mandato nel febbraio 2027, di portare in Assemblea il progetto Montenapoleone</strong>, così che, come nel caso del Classese, si possa da subito partire con l’utilizzo del nome come marchio collettivo, già registrato l’anno scorso dal Consorzio a questo scopo, mentre verrà portata avanti la pratica di richiesta per la nuova denominazione. Nei suoi tre anni di mandato, dunque, il Consiglio di Amministrazione, nonostante i momenti di grandi difficoltà per il territorio, avrà chiuso tre temi cardinali da sempre dibattuti e mai risolti: la giusta rappresentanza delle aziende tramite il nuovo statuto, la valorizzazione della DOCG con il progetto Classese e il riordino delle denominazioni del territorio con il progetto Montenapoleone. La proposta è stata accolta con grande favore dalle associazioni e dalle aziende presenti, segnando così un altro fondamentale passo nell’opera di rivalorizzazione dell’Oltrepò Pavese.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.classeseoltrepopavese.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Progetto-Montenapoleone.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Indicazioni Geografiche: le sfide per i gruppi di produttori nell’attuale scenario di mercato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-le-sfide-per-i-gruppi-di-produttori-nellattuale-scenario-di-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 07:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo regolamento europeo ridefinisce il ruolo delle Indicazioni Geografiche: ai Consorzi di tutela è affidata la governance di una qualità che integra sostenibilità ambientale, sociale, economica e valore sensoriale. I prodotti con indicazione geografica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il nuovo regolamento europeo ridefinisce il ruolo delle Indicazioni Geografiche: ai Consorzi di tutela è affidata la governance di una qualità che integra sostenibilità ambientale, sociale, economica e valore sensoriale.</em></p>
<p>I prodotti con indicazione geografica (IG), ossia i <strong>prodotti DOP, IGP e STG</strong>, sono una componente essenziale del <strong>sistema agroalimentare dell’UE</strong> e, in particolare, del sistema agroalimentare italiano.</p>
<p><strong>In Italia il sistema delle IG coinvolge un grandissimo numero di operatori (183.000)</strong>, occupando (864.000) addetti, e esprime un’offerta che ha raggiunto un valore di 21 miliardi di euro nel 2024, circa il 25% in più rispetto al 2020. Il sistema delle IG è tuttavia sottoposto a una pressione competitiva che sta attivando processi di riorganizzazione strutturale che viene rivelata, in Italia, da una riduzione del numero degli operatori, a fronte di una crescita degli occupati (Ismea-Qualivita, 2025).</p>
<p><strong>L’offerta dei prodotti con IG si confronta con una congiuntura economica che dal 2020 è stata particolarmente critica</strong>, prima per la pandemia, successivamente per le conseguenze economiche della pandemia e poi per quelle della guerra in Ucraina, cui ora si aggiungono le conseguenze del conflitto in Medio Oriente che limita il potere di acquisto di ampie fasce di consumatori e induce anche in chi non vede una contrazione del reddito disponibile una minore propensione agli acquisti. Ciò nonostante, nei consumatori rimane elevato l’interesse per il tema della sostenibilità.</p>
<p>Una recente indagine su scala globale di P&amp;W (2025) sul rapporto tra consumatori e acquisto di prodotti alimentari evidenzia che <strong>più dell’80% dei consumatori è preoccupato per il cambiamento climatico e il 62% per la presenza di pesticidi nel cibo</strong>; a fronte di questo, però, <strong>solo il 44% dei consumatori è disposto a pagare un premio di prezzo per prodotti sostenibili</strong> e il 43% è incerto. Per tutte le aziende coinvolte nelle filiere dei prodotti IG si impone, quindi, un affinamento delle strategie commerciali, un’ottimizzazione dei costi di produzione innalzando gli standard della qualità sensoriale e l’attenzione ai temi della sostenibilità.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.georgofili.info/contenuti/indicazioni-geografiche-le-sfide-per-i-gruppi-di-produttori-nellattuale-scenario-di-mercato/33661" target="_blank" rel="noopener">Accademia dei Georgofili.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-le-sfide-per-i-gruppi-di-produttori-nellattuale-scenario-di-mercato/">Indicazioni Geografiche: le sfide per i gruppi di produttori nell’attuale scenario di mercato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>DOP e IGP più trasparenti: da maggio il nome del produttore in etichetta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-piu-trasparenti-da-maggio-il-nome-del-produttore-in-etichetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 06:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 14 maggio 2026 le etichette DOP e IGP dovranno riportare chiaramente anche il nome del produttore o dell&#8217;operatore responsabile, rendendo più trasparente l&#8217;origine dei prodotti. Chi c&#8217;è dietro? Dal 14 maggio 2026 sulle etichette [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal 14 maggio 2026 le etichette DOP e IGP dovranno riportare chiaramente anche il nome del produttore o dell&#8217;operatore responsabile, rendendo più trasparente l&#8217;origine dei prodotti.</em></p>
<p>Chi c&#8217;è dietro? Dal 14 maggio 2026 sulle <strong>etichette dei prodotti DOP e IGP</strong> non basterà più il marchio del supermercato, ma denominazione e nome del produttore o dell&#8217;operatore responsabile dovranno essere leggibili allo stesso colpo d&#8217;occhio. L&#8217;articolo 37 del regolamento Ue 2024/1143 sulle indicazioni geografiche è stato modificato dall&#8217;articolo 4 del regolamento Ue 2026/471 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 febbraio 2026, ed è stato interpretato da una recente circolare del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) del 6 marzo 2026, la n. 110473.</p>
<h4>Cosa dice il legislatore</h4>
<p>Andiamo con ordine, iniziando dal testo della norma: «Se i prodotti agricoli sono designati da un&#8217;indicazione geografica, un&#8217;indicazione del nome del produttore o dell&#8217;operatore appare nell&#8217; etichettatura nello stesso campo visivo dell&#8217;indicazione geografica. In tal caso, il nome dell&#8217;operatore è inteso come il nome dell&#8217;operatore responsabile della fase dí produzione in cui è ottenuto il prodotto che deve essere oggetto dell&#8217;indicazione geografica o responsabile della trasformazione sostanziale di tale prodotto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Se la superficie maggiore degli imballaggi o dei contenitori corrisponde a quella descritta all&#8217;articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (Ue) n. 1169/2011 (meno di 10 cm2, ndg),l&#8217;indicazione del nome del produttore o dell&#8217;operatore è volontaria. I prodotti agricoli [&#8230;] commercializzati come indicazione geografica ed etichettati prima del 14 maggio 2026 possono continuare a essere immessi sul mercato senza rispettare l&#8217;obbligo di indicare il nome del produttore o dell&#8217;operatore nello stesso campo visivo dell&#8217;indicazione geografica, fino a esaurimento delle scorte esistenti».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Largo Consumo</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-piu-trasparenti-da-maggio-il-nome-del-produttore-in-etichetta/">DOP e IGP più trasparenti: da maggio il nome del produttore in etichetta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>AFIDOP rafforza la presenza dei formaggi DOP e IGP italiani negli Stati Uniti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/afidop-rafforza-la-presenza-dei-formaggi-dop-e-igp-italiani-negli-stati-uniti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della principale manifestazione nordamericana dedicata alle specialità alimentari, l&#8217;Associazione ha confermato il proprio impegno nella promozione delle eccellenze casearie certificate in uno dei mercati più strategici per il Made in Italy Si è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/afidop-rafforza-la-presenza-dei-formaggi-dop-e-igp-italiani-negli-stati-uniti/">AFIDOP rafforza la presenza dei formaggi DOP e IGP italiani negli Stati Uniti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In occasione della principale manifestazione nordamericana dedicata alle specialità alimentari, l&#8217;Associazione ha confermato il proprio impegno nella promozione delle eccellenze casearie certificate in uno dei mercati più strategici per il Made in Italy</em></p>
<p>Si è conclusa la presenza di AFIDOP al <strong>Summer Fancy Food Show 2026</strong>, la principale manifestazione nordamericana dedicata alle specialità alimentari, svoltasi dal <strong>28 al 30 giugno</strong> al Javits Center di New York. Un appuntamento di riferimento per il settore agroalimentare internazionale, che ha visto i Consorzi di tutela impegnati nella valorizzazione delle eccellenze casearie italiane certificate e nel consolidamento della loro presenza sul mercato statunitense.</p>
<p>&#8220;L&#8217;edizione del Summer Fancy Food Show appena conclusa conferma ancora una volta la straordinaria vitalità dei formaggi DOP italiani sul mercato statunitense. Gli Stati Uniti si confermano un mercato strategico per le nostre denominazioni, un terreno dove la cultura del vero Made in Italy caseario continua a crescere, nonostante le sfide commerciali e doganali che il settore deve affrontare. Come AFIDOP rinnoviamo il nostro impegno nel tutelare e promuovere questo patrimonio, accompagnando i nostri Consorzi nei mercati internazionali e contrastando con determinazione ogni forma di imitazione e Italian Sounding. Continueremo a investire in informazione, promozione e presenza nei mercati strategici come quello americano, perché la qualità autentica del Made in Italy DOP merita un riconoscimento pieno e duraturo&#8221;, dichiara il<strong> Presidente di AFIDOP, Antonio Auricchio.</strong></p>
<p><strong>AFIDOP all&#8217;Authentic Italian Aperitivo</strong></p>
<p>Tra i momenti più significativi della manifestazione, AFIDOP ha preso parte <strong>all&#8217;Authentic Italian Aperitivo</strong> – <em>Celebrating Italian Cooking: The First in the World</em>, iniziativa promossa dall&#8217;Italian Trade Agency per celebrare la <strong>candidatura della cucina italiana a patrimonio culturale immateriale dell&#8217;UNESCO.</strong></p>
<p>L&#8217;evento, svoltosi il <strong>28 giugno</strong> presso il Javits Center di New York, ha riunito istituzioni, operatori e rappresentanti del settore agroalimentare italiano e internazionale. In questa occasione, AFIDOP ha animato un corner dedicato ai formaggi DOP e IGP italiani, offrendo ai visitatori un percorso di degustazione e approfondimento volto a valorizzare le caratteristiche distintive delle produzioni certificate, la loro origine e il legame con i territori di provenienza.</p>
<p>Erano presenti l&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci, il Presidente di ICE-Agenzia, Matteo Zoppas, e il Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Un&#8217;importante occasione per promuovere la cultura gastronomica italiana e valorizzare il ruolo delle produzioni DOP e IGP quali ambasciatrici di qualità, tradizione e autenticità del Made in Italy nel mondo.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti: un mercato strategico per i formaggi DOP italiani</strong></p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti si confermano il principale mercato extraeuropeo per i formaggi italiani DOP e IGP</strong> e uno sbocco strategico per l&#8217;export del comparto. In questo contesto, AFIDOP prosegue il proprio impegno al fianco dei Consorzi di tutela per rafforzare la presenza delle denominazioni italiane, promuovere una corretta informazione sulle produzioni certificate e contrastare il fenomeno dell&#8217;Italian Sounding, che continua a rappresentare una delle principali sfide per il settore.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.afidop.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>AFIDOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Afidop-Summer-Fancy-Food-Word-B.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/afidop-rafforza-la-presenza-dei-formaggi-dop-e-igp-italiani-negli-stati-uniti/">AFIDOP rafforza la presenza dei formaggi DOP e IGP italiani negli Stati Uniti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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