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	<title>TTIP &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>TTIP &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Tempesta perfetta contro l&#8217;agrolimentare a denominazione di origine</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 11:21:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il fallimento delle trattative sul TTIP, dagli Stati Uniti arrivano notizie preoccupanti per le nostre denominazioni di origine più famose. E intanto a Bruxelles si pensa al sistema del «semaforo» nutrizionale. Industria lattiero-casearia americana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il fallimento delle trattative sul <strong>TTIP</strong>, dagli <strong>Stati Uniti</strong> arrivano notizie preoccupanti per le nostre denominazioni di origine più famose. E intanto a Bruxelles si pensa al sistema del «semaforo» nutrizionale. Industria lattiero-casearia americana sprona il presidente Donald Trump a fare la <strong>guerra alle DOP e alle IGP</strong>. Sei multinazionali dell&#8217;industria alimentare sposano un modello di <strong>etichettatura nutrizionale</strong> «a semaforo» che fa «vedere rosso» a tutta la <strong>filiera nazionale</strong>, e lo vorrebbero come moello armonizzato di etichettatura nuizionale in tutte l&#8217;UE. La procedura di infrazione contro un tipo molto simile, anche se non identico, di etichettatura a semaforo adottato nel Regno Unito potrebbe essere sul punto di essere archiviata, anche se dalla Commissione arrivano segnali contrastanti. Sempre la Commissione UE dà un anno di tempo ai produttori di bevande alcoliche, vini compresi, per trovare un accordo su un&#8217;etichetta obbligatoria che indichi ingredienti e valori nutrizionali, in particolare le calorie. Dopo una settimana del genere, ce ne sarebbe abbastanza per parlare di una tempesta perfetta che si sta formando contro il modello agroalimentare italiano e mediterraneo.</p>
<p><strong>L&#8217;offensiva americana.</strong> Non è una novità che l&#8217;industria americana combatta tramite l&#8217;apologia dell&#8217;italian (ed european) sounding la strategia UE di inserire il riconoscimento di DOP e IGP in ogni trattato di libero scambio. Quando ancora si parlava di possibile accordo commerciale tra UE e USA (TTIP). L&#8217;Informatore Agrario (n. 31/2015, pag. 13) aveva documentato la posizione dello Usdec, che tutela gli interessi degli esportatori americani di prodotti lattiero-caseari. Uno degli strumenti di lobbying dello Usdec è il Consorzio per le denominazioni generiche (Ccfn), che si definisce organizzazione indipendente di cittadini e imprese che combatte contro la «usurpazione» che l&#8217;UE vorrebbe mettere in atto contro nomi che in realtà sarebbero «generici» come Parmesan, Asiago e Muenster.</p>
<p><strong>Il semaforo della discordia.</strong> Dall&#8217;altra parte dell&#8217;Oceano, in Europa, sei multinazionali (Coca-Cola Company, Mars, Mondelez International, Nestlé, PepsiCo e Unilever) hanno ufficialmente annunciato di stare lavorando a un sistema di etichettatura nutrizionale a semaforo che vorrebbero &#8216;armonizzato a livello UE». Il sistema pensato da «Big Food» modifica il semaforo britannico per i prodotti alimentari che dà i colori rosso, giallo e verde secondo i contenuti di sali, grassi e zuccheri per porzione da 100 g (o mL). Approccio che crea paradossi come il bollino rosso all&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva e il verde alla bevanda gassata.</p>
<p><strong>Un anno di tempo.</strong> per il vino In questo quadro, che dovrebbe portare la <strong>filiera agroalimentare</strong> italiana a porsi molte domande, l&#8217;annuncio che i produttori di bevande alcolIche, vini compresi, hanno tempo un anno per trovare un accordo su un&#8217;etichetta per fornire ai consumatori informazioni circa gli ingredienti e il loro valore nutrizionale sembra la classica ciliegina stilla torta. Anzi no, potrebbe essere troppo dolce e beccarsi un semaforo rosso.</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Informatore Agrario</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2017/03/2017.03.23_RS_LINFORMATORE-AGRARIO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO STAMPA COMPLETO</a></p>
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		<title>L&#8217;industria USA contro DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lindustria-usa-contro-dop-e-igp/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 10:34:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;industria lattiero-casearia americana fa appello al presidente Donald Trump per chiedere il pugno duro contro le politiche europee di promozione dei prodotti a Indicazione Geografica (DOP e IGP) e contro il Canada, reo di averle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;industria lattiero-casearia americana fa appello al presidente Donald Trump per chiedere il pugno duro <strong>contro le politiche europee di promozione dei prodotti a Indicazione Geografica</strong> (<strong>DOP e IGP</strong>) e contro il Canada, reo di averle riconosciute nel trattato commerciale <strong>CETA</strong>. Le richieste vengono dal «<strong>Consorzio denominazioni generiche</strong>» (<a href="http://www.commonfoodnames.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consortium for Common Food Names, Ccfn</a>), strumento di lobby dell&#8217;industria USA attivo ormai da anni, in un&#8217;audizione tenuta l&#8217;8 marzo al dipartimento americano per il commercio.</p>
<p>Oltre a chiedere a Trump di agire «aggressivamente» contro i tentativi dell&#8217;Ue di «usurpare» con le DOP nomi «generici» come «parmesan» o «asiago e muenster» (tutte rigorosamente scritte con la lettera iniziale minuscola), il Ccfn ha anche attaccato l&#8217;accordo commerciale Ue-Canada (CETA), con cui Ottawa riconosce tutela a una lista di DOP e IGP europee. I «paesi che stanno palesemente ignorando i loro impegni commerciali e sulla proprietà intellettuale per ingraziarsi l&#8217;Ue &#8211; si legge nella <strong>memoria presentata</strong> &#8211; rendano conto delle restrizioni di accesso al mercato ingiustificate che stanno creando alle esportazioni degli Stati Uniti». Subìto il colpo della fine del Tpp, il trattato commerciale con i Paesi del Pacifico rottamato da Trump, che l&#8217;industria lattiero-casearia americana ha sostenuto per anni,<strong> l&#8217;obiettivo prioritario delle lobby Usa sembra essere tornato il contrasto alle politiche europee di diffusione nel mondo dello standard DOP e IGP</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2017/03/20170315_RS_ITALIA-OGGI.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Scenario accordi UE: bene lattiero-caseario, male carne bovina</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scenario-accordi-ue-bene-lattiero-caseario-male-carne-bovina/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 11:03:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato ieri uno studio per valutare l&#8217;impatto cumulativo nel lungo periodo di dodici accordi commerciali UE sull&#8217;agricoltura con Vietnam, Canada (CETA), Usa (TTIP), Mercosur, Giappone Thailandia, Indonesia, Filippine, Australia, Nuova Zelanda, Turchia e Messico: ottime prospettive per il lattiero-caseario, buone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato ieri uno studio per valutare l&#8217;<strong>impatto cumulativo nel lungo periodo di dodici accordi commerciali UE sull&#8217;agricoltura </strong>con Vietnam, Canada (CETA), Usa (TTIP), Mercosur, Giappone Thailandia, Indonesia, Filippine, Australia, Nuova Zelanda, Turchia e Messico: <strong>ottime prospettive per il lattiero-caseario, buone per le carni suine, cattive per il riso e pessime per le carni bovine</strong>.</p>
<p>Lo scenario è stato illustrato ieri dal commissario all&#8217;agricoltura <strong>Phil Hogan</strong> ai ministri riuniti a Bruxelles e occorre sottolineare che si tratta di un&#8217;analisi semplificata e che presenta diverse <strong>limitazioni</strong>: realizzato in soli nove mesi, esclude il 70% in valore dell&#8217;export europeo (e molte tipicità italiane) e si basa su proiezioni al 2025 su due scenari semplificati, perché non può tenere conto delle quote reali di protezione dei prodotti sensibili, che emergono dai negoziati. <strong>Lo studio non copre le denominazioni di origine</strong>, né l&#8217;effetto del venir meno delle barriere sanitarie e fitosanitarie.</p>
<p>Tuttavia il risultato conferma molte aspettative e la <strong>ripartizione per settori è comunque utile a distribuire l&#8217;impatto tra i Paesi</strong>. Il riso si dimostra ancora una volta il comparto più fragile per l&#8217;Italia, la vulnerabilità degli allevatori da carne costituisce una forte preoccupazione per Irlanda e Francia, che trovano la riprova dei rischi rappresentati dal negoziato con il Mercosur (i paesi del Sudamerica). La Danimarca può rallegrarsi della performance prevista perle carni suine, mentre il settore lattiero-caseario sarebbe il vero vincitore in tutti gli eventuali accordi. Quale valore politico dare al rapporto? Secondo il commissariio all&#8217;agricoltura Phil Hogan servirà «a far capire ai nostri partner commerciali che su alcuni settori devono moderare le loro aspettative quando negoziano con l&#8217;UE».</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/11/20161115_RS_ITALIA-OGGI.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Ok al CETA dai ministri UE. Sul TTIP si negozia a vista</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ok-al-ceta-dai-ministri-ue-sul-ttip-si-negozia-a-vista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 10:10:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Via libera all&#8217;accordo di libero scambio con il Canada e alla prosecuzione del negoziato con gli Usa, in attesa che i capi di Stato europei decidano il da farsi nel prossimo vertice di ottobre. Queste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Via libera all&#8217;accordo di libero scambio con il Canada</strong> <strong>e alla prosecuzione del negoziato con gli Usa</strong>, <strong>in attesa che i capi di Stato europei decidano il da farsi nel prossimo vertice di ottobre.</strong> Queste le decisioni prese all&#8217;incontro di Bratislava tra i ministri europei con delega al commercio, dove la delegazione italiana è tornata a chiedere garanzie sul processo di riconoscimento dello status di mercato della Cina.</p>
<p><strong>Ok al Ceta</strong>. La ratifica dell&#8217;<strong>accordo tra Ue e Canada (Ceta)</strong>, sembra avere la strada spianata. Il 18 ottobre un consiglio straordinario dei ministri del commercio approverà una dichiarazione con impegni sulla tutela degli standard ambientali e il rispetto del principio di precauzione. Quindi, a fine ottobre, il trattato sarà firmato nell&#8217;ambito del summit Canada-Ue. Il Parlamento europeo dovrebbe ratificare l&#8217;accordo in dicembre e il Ceta entrerebbe in applicazione provvisoria (ma non integrale) già nel 2017per capitoli come l&#8217;accesso al mercato e il riconoscimento delle DOP e IGP europee da parte di Ottawa. “Il consenso tra i paesi Ue è forte”, ha spiegato il ministro per lo sviluppo economico Carlo Calenda, “perché il Ceta include due aspetti su cui con gli Usa non riusciamo a trovare l&#8217;accordo: gli appalti pubblici e il riconoscimento delle DOP e IGP”.</p>
<p><strong>Ttip avanti a vista</strong>. <strong>S</strong>empre difficile il dibattito sul negoziato con gli Usa (Ttip). Francia e Austria hanno proposto di azzerare tutto per riparlarne dopo le elezioni americane di novembre. Posizione forte, ma isolata. Il negoziato va avanti con il prossimo round di colloqui (3 ottobre a New York), quindi i leader Ue ne riparleranno nel vertice del 20 e, dopo le elezioni americane, il futuro del Ttip sarà discusso ancora dai ministri con delega al commercio.</p>
<p><strong>Status di economia di mercato della Cina</strong>. C&#8217;è attesa per la proposta della Commissione che dovrebbe risolvere il rompicapo del riconoscimento dello status di economia di mercato della Cina, <strong>a caccia dell&#8217;equilibrio tra la tutela dell&#8217;industria europea e gli obblighi dell&#8217;adesione al Wt</strong>o. Da parte italiana, ha chiosato Calenda, &#8220;abbiamo ribadito che qualunque decisione dovrà salvaguardare la nostra industria ed essere a prova di disputa con Pechino in sede Wto&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/09/20160924_RS_Italia-Oggi.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>TTIP, punto interrogativo sui negoziati in attesa delle elezioni USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ttip-punto-interrogativo-sui-negoziati-in-attesa-delle-elezioni-usa/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2016 16:25:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[TTIP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una sempre più tangibile preoccupazione aleggia sul destino dei trattati di libero scambio TTIP e CETA che l&#8217;UE sta portando avanti rispettivamente con Stati Uniti e Canada. A esternarla è il Presidente di AICIG, l&#8217;Associazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una sempre più tangibile preoccupazione aleggia sul destino dei trattati di libero scambio <strong>TTIP</strong> e <strong>CETA</strong> che l&#8217;UE sta portando avanti rispettivamente con <strong>Stati Uniti e Canada</strong>. A esternarla è il <strong>Presidente di</strong> <strong>AICIG, l&#8217;Associazione Italiana dei Consorzi Indicazioni Geografiche Giuseppe Liberatore</strong> che nel fare il punto sulle trattative dopo tre anni e quattordici round negoziali – l’ultimo si è tenuto lo scorso 13 luglio a Bruxelles &#8211; ci tiene a sottolineare come la conclusione dell&#8217;accordo sia in realtà sempre più lontana, in particolare sul tema delle Indicazioni Geografiche tra organizzazioni europee che chiedono un riconoscimento effettivo delle IG sul mercato USA e stakeholder americani. Questi ultimi, pur non essendo contrari in linea teorica al concetto delle IG hanno sottolineato come l’uso dei nomi generici che contraddistinguono prodotti alimentari d’origine statunitense non possa essere abbandonato perché il <strong>business annuale</strong> per i produttori americani ammonta a <strong>21 miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>&#8220;Non si tratta soltanto di un ritardo &#8211; spiega Liberatore &#8211; ma piuttosto di una presa di tempo in attesa di assistere agli sviluppi degli eventi che interesseranno gli Stati Uniti nei prossimi mesi, in primis l&#8217;elezione del nuovo Presidente. Sul mercato cinese il vino australiano cresce a vista d&#8217;occhio grazie ad un accordo di libero scambio tra i due paesi entrato in vigore lo scorso dicembre, mentre l&#8217;agroalimentare <strong>Made in Italy</strong> vive ancora nel limbo di una trattativa per un <strong>TTIP &#8211; Transatlantic Trade and Investment Partnership</strong> &#8211; che appare sempre più in alto mare. Questo perché alcuni paesi UE contrari impediscono una firma a breve del trattato, ma anche perché si sta alla finestra ad attendere la linea che deciderà di seguire il nuovo inquilino della Casa Bianca su tale argomento. Per sapere se i negoziati del TTIP andranno avanti anche nei prossimi mesi infatti, dovremo attendere l&#8217;esito delle elezioni presidenziali americane e solo una volta inquadrata la linea che intenderà seguire la nuova presidenza, potremo capire se l&#8217;accordo ha un futuro. Nel frattempo il lavoro fatto nei round tenutisi fino ad oggi è da considerarsi in sospeso&#8221;.</p>
<p>Intanto, anche il nostro <strong>Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda</strong> sembra mettere le mani avanti sull&#8217;esito incerto della firma del TTIP ma anche del CETA, il trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico che l&#8217;Europa sta conducendo con il Canada.</p>
<p>&#8220;Calenda ha ragione quando afferma che con molta probabilità non sarà possibile giungere ad un accordo entro il 2016 &#8211; prosegue il Presidente di AICIG &#8211; o addirittura quando ipotizza che il TTIP potrebbe verosimilmente saltare se i tempi dei negoziati si allungassero ulteriormente nonostante il Consiglio Europeo abbia recentemente rinnovato il mandato pieno alla Commissione di condurre le trattative. A problematica si aggiunge tuttavia altra problematica se si considera che la votazione per la ratifica del trattato una volta concluso l&#8217;accordo tra le parti, dovrà coinvolgere tutti e 28 i paesi dell&#8217;Unione, compresi quelli contrari che non hanno intenzione di firmare il documento. Così, anche qualora si arrivasse a conclusione del percorso, sussisterebbe comunque il rischio che il TTIP non entri mai in vigore realmente. Vanificando di fatto tutti gli sforzi compiuti tra le parti per giungere ad un accordo che tenesse conto delle esigenze di entrambi&#8221;.</p>
<p>A rallentare le trattative del TTIP sembra essere infine anche lo spostamento dell&#8217;attenzione verso il <strong>trattato in negoziazione con il Canada</strong>, ovvero il <strong>CETA</strong>, che la Commissione Europea sembra interessata a concludere entro l&#8217;anno. “La commissione propone un accordo misto – afferma Liberatore – ribaltando di fatto una precedente posizione, il 5 luglio scorso la Commissione europea ha proposto formalmente al Consiglio della Ue la firma per la conclusione di un accordo di libero scambio con il Canada come ‘accordo misto’, che potrà essere applicato provvisoriamente compresa la parte delle IG, accordo che implica per entrare in pieno vigore la ratifica da parte dei parlamenti di tutti i Paesi Membri dell’Unione e siamo certi che alcuni di essi non hanno nessuna intenzione di ratificalo, rendendo nulli i lavori finora svolti”.</p>
<p>Fonte: <strong>AICIG</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/08/0805_LIBERATORE-SU-TTIP-STAND-BY.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>TTIP e IG, USA: “Da noi produttori UE hanno già robuste protezioni”</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 09:16:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al termine del 14esimo round di trattative il capo negoziatore europeo parla di “posizioni distanti”. Sul tavolo per la prima volta anche il tribunale internazionale che sostituirà l&#8217;Isds, per l&#8217;americano sul tema “gli obiettivi sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ttip-e-igp-usa-da-noi-produttori-ue-hanno-gia-robuste-protezioni/">TTIP e IG, USA: “Da noi produttori UE hanno già robuste protezioni”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine del <strong>14esimo round</strong> di trattative il capo negoziatore europeo parla di “posizioni distanti”. Sul tavolo per la prima volta anche il tribunale internazionale che sostituirà l&#8217;Isds, per l&#8217;americano sul tema “gli obiettivi sono comuni”. A tre anni dall&#8217;inizio delle trattative per il <strong>TTIP</strong>, il trattato di libero scambio tra <strong>Europa</strong> e <strong>Stati Uniti</strong>, la questione del riconoscimento delle Indicazioni geografiche tipiche resta un punto dolente. “Le <strong>IG</strong> sono una delle priorità per l&#8217;Ue in questi negoziati, è qualcosa su cui siamo pronti ad avere un approccio pragmatico per trovare un modo per proteggerle in maniera compatibile con i nostri rispettivi sistemi legali”, ha spiegato al termine del 14esimo round di trattative il capo negoziatore europeo, Ignacio Garcia Bercero, secondo cui però “le posizioni al momento sono ancora lontane”.</p>
<p>“Voglio sottolineare che negli USA abbiamo un sistema robusto per la protezione delle IG da cui i produttori europei stanno traendo vantaggi e che permettono loro di aumentare i loro export”, come dimostrano “il miliardo di surplus nel mercato dei formaggi e circa un miliardo in quello dei vini”, ha sottolineato il capo negoziatore di Washington, Dan Mullaney. In più “gli <strong>export</strong> di prodotti agricoli statunitensi nel mondo sono in crescita mentre verso l&#8217;Europa sono stabili o in calo”, ha continuato Mullaney precisando che “questo è il contesto in cui portiamo avanti le nostre trattative e che l&#8217;UE capisce”.</p>
<p>Un altro tema controverso legato al TTIP, che però è stato inserito nelle trattative solo questa settimana, è il tribunale che dovrebbe sostituire l&#8217;Isds, gli arbitrati privati per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stato. L&#8217;Unione Europea ha presentato la sua proposta nelle trattative per il TTIP per placare le perplessità del Parlamento europeo, che ne ha fatto una linea rossa. “Anche noi abbiamo fatto la nostra proposta”, ha dichiarato Mullaney “che riflette le consultazioni che abbiamo tenuto su come mantenere un giusto equilibrio tra incoraggiare e proteggere gli investimenti da una parte, e proteggere la capacità dei regolatori di lavorare nell&#8217;interesse pubblico dall&#8217;altra, garantendo nello stesso tempo protezioni contro frivolous claim (le cause infondate, ndr) e la libertà dai conflitti di interesse dei giudici”. Gli obiettivi di USA e UE, ha assicurato Mullaney “sono gli stessi” e quindi “credo che il risultato finale li rispetterà”.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.eunews.it/2016/07/15/ttip-e-igp-usa-da-noi-produttori-ue-hanno-gia-robuste-protezioni/64619" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Euronews</a></p>
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		<title>TTIP e IG: Liberatore (Aicig) al Parlamento Europeo per fare il punto sui negoziati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ttip-e-ig-liberatore-aicig-al-parlamento-europeo-per-fare-il-punto-sui-negoziati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 09:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[TTIP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Indicazioni Geografiche protagoniste ieri pomeriggio a Bruxelles, nell&#8217;incontro tenutosi al Parlamento Europeo per fare il punto sul TTIP. Per l&#8217;Italia era presente l&#8217;Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche &#8211; AICIG &#8211; con il Presidente Giuseppe Liberatore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Indicazioni Geografiche</strong> protagoniste ieri pomeriggio a Bruxelles, nell&#8217;incontro tenutosi al Parlamento Europeo per fare il punto sul <strong>TTIP</strong>. Per l&#8217;Italia era presente l&#8217;<strong><a href="http://www.aicig.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche</a> &#8211; AICIG &#8211;</strong> con il <strong>Presidente Giuseppe Liberatore</strong> e il <strong>Segretario Generale Leo Bertozzi</strong>. Fondata dieci anni fa con l&#8217;obiettivo di riunire i Consorzi di Tutela dei prodotti agroalimentari di qualità, oggi AICIG rappresenta 60 realtà tra DOP e IGP equivalenti a più del 90% del valore economico totale delle<strong> IG italiane ovvero 6,4 miliardi di euro</strong> in <strong>produzione e 2,8 miliardi di euro in esportazioni.</strong> Rapportando tale quota a livello comunitario, AICIG copre circa un terzo del valore economico totale delle indicazioni geografiche dell&#8217;UE per il settore agroalimentare.</p>
<p>Il <strong>totale delle DOP e IGP italiane, equivalenti a un valore di 13,4 miliardi di euro</strong> secondo l&#8217;ultimo <strong><a href="https://www.qualivita.it/13-rapporto-ismea-qualivita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rapporto Ismea-Qualivita</a>,</strong> rappresenta un asset di primaria importanza per l&#8217;agroalimentare nazionale e pertanto si rende necessaria una protezione adeguata, soprattutto negli Stati Uniti che sono i più grandi importatori di prodotti IG italiani al di fuori dell&#8217;UE, assorbendo circa il 7% di tutte le nostre esportazioni alimentari ovvero 196 milioni di euro.</p>
<p>&#8220;Il TTIP potrebbe essere molto positivo per i prodotti italiani se le barriere, tariffarie e non tariffarie in particolare, fossero riviste verso il basso &#8211; spiega il <strong>Presidente di AICIG Giuseppe Liberatore</strong> durante il suo intervento di ieri a Bruxelles &#8211; AICIG ringrazia la Commissione Europea e il Parlamento Europeo per il loro sostegno in materia di protezione delle indicazioni geografiche in tali negoziati. Il nostro auspicio è che le istituzioni dell&#8217;UE continuino a lavorare a una migliore protezione delle IG UE negli Stati Uniti e che non venga concluso alcun accordo se il principio della tutela delle IG non è incluso. Il 95 % dei nomi IG europei che sono sulla lista presentata dalla Commissione europea non sono controverse negli Stati Uniti e non in conflitto con marchi americani esistenti. I problemi &#8211; specifica Liberatore &#8211; semmai si presentano con alcune denominazioni tipo formaggi che negli USA sono considerate termini generici e quindi non sottoponibili a tutela. In questo caso, ciò che demandiamo è che venga vietato negli Stati Uniti l&#8217;<em>Italian Sounding</em> per i prodotti che non siano di origine italiana. Sarebbe un modo per proteggere i nostri diritti di proprietà intellettuale e altresì i consumatori americani da una pubblicità ingannevole. Siamo pronti ad aiutare i negoziatori UE per giungere al miglior accordo possibile, se necessario con un maggiore coinvolgimento dei Consorzi&#8221;.</p>
<p>Tra gli speaker, anche <strong>Phil Hogan </strong>Commissario Europeo per l&#8217;Agricoltura, <strong>Cécile Billaux </strong>Membro del Gabinetto del Commissario Europeo per il Commercio Cecilia Malmstrom<strong>, Vincent Labarthe </strong>Presidente di AREPO-Association of European Regions for Products of Origin<strong> e Bernard Farges </strong>Presidente di EFOW-European Federation of Origin Wines. L&#8217;incontro si è concluso con la degustazione di una selezione di prodotti IG.</p>
<p>Fonte: <strong>Aicig</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/06/0629_AICIG-INCONTRO-BRUXELLES.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Aicig sostiene il ministro Calenda sul TTIP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aicig-sostiene-il-ministro-calenda-sul-ttip/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 09:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[TTIP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AICIG esprime piena soddisfazione per la tutela delle Indicazioni Geografiche che il ministro Carlo Calenda ha espresso nell&#8217;informativa alla Camera dei deputati sul TTIP. E lo fa attraverso le parole del Segretario Generale Leo Bertozzi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aicig.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AICIG</a> esprime piena soddisfazione per la tutela delle Indicazioni Geografiche che il ministro Carlo Calenda ha espresso nell&#8217;informativa alla Camera dei deputati sul TTIP. E lo fa attraverso le parole del <strong>Segretario Generale Leo Bertozzi</strong>, il quale ha tenuto a ribadire come DOP ed IGP, con un valore di 13,4 miliardi di Euro (fonte: rapporto 2015 Ismea/Qualivita) rappresentino un patrimonio importante per la nostra produzione agroalimentare e per questo necessitino di adeguata tutela. <em>&#8220;Le IG</em> &#8211; spiega &#8211; <em>sono significative non solo per i paesi dell&#8217;area mediterranea ma in tutta l&#8217;Unione Europea, con paesi quali Germania e Regno Unito che ne rappresentano il 21% del valore. Rappresentano diritti di proprietà intellettuale riconosciuti a livello internazionale (art.22-24 WTO/Trips), e sono diffuse nei diversi continenti, di conseguenza, diventa imprescindibile il loro riconoscimento negli accordi dell&#8217;Unione Europea con gli altri paesi&#8221;.</em><br />
Per questo il negoziato CETA concluso con il Canada, un paese di diritto anglosassone cioè basato sul sistema del marchio d’impresa e non sulle denominazioni di origine, può rappresentare un riferimento importante verso il riconoscimento a livello internazionale delle Indicazioni Geografiche e può servire da modello per altri accordi, incluso il TTIP. <em>&#8220;Gli elementi di flessibilità contenuti nel CETA</em> &#8211; specifica &#8211; <em>come la coesistenza fra marche  preesistenti ed indicazioni Geografiche, permettono di fornire una soluzione a situazioni che difficilmente offrivano al consumatore l&#8217;esatta percezione sull&#8217;origine del prodotto presente sul mercato canadese.  In tali situazioni viene vietato l&#8217;uso di simboli, segni grafici, diciture che richiamano il nostro paese, fornendo al consumatore una falsa percezione sulla vera origine dei prodotti acquistati. Aicig</em> &#8211; prosegue Bertozzi &#8211; <em>sarebbe del tutto disponibile a fornire la sua esperienza di associazione dei Consorzi di tutela per sostenere lo sviluppo di Indicazioni Geografiche anche oltreoceano. Resta comunque da ribadire la necessità di un maggior coinvolgimento dei Consorzi di tutela, Organismi di produttori previsti dal reg.UE n.1151/12, per le esenzioni e la redazione delle liste di prodotti da riconoscere in tali accordi bilaterali e multilaterali. Ci auguriamo pertanto che la controversia negli USA fra i marchi e le Indicazioni Geografiche UE non rappresenti un ostacolo all&#8217;avanzamento dei negoziati per il TTIP. Anche oltreoceano i prodotti ad origine geografica stanno assumendo una crescente importanza; basti pensare a Kona coffee, Idaho potatoes, Napa valley wines&#8221;.</em><br />
Il contrasto sulle denominazioni che la UE intende proteggere nell&#8217;accordo riguarda in particolare alcune denominazioni, soprattutto di formaggi, che gli USA considererebbero “generiche”. Si tratta però di un problema che può essere superato e che può rappresentare anche una opportunità per promuovere il valore delle produzioni territoriali, affermando specifiche denominazioni. L&#8217;esperienza europea dimostra che il divieto di utilizzare le denominazioni Parmesan o Feta non ha impedito lo sviluppo della produzione casearia in paesi europei diversi da Italia<strong> e</strong> dalla Grecia, così come il divieto di Champagne o Tokaji per vini diversi da quelli prodotti nelle rispettive zone di produzione francesi ed ungheresi, é risultato una opportunità per i produttori catalani e friulani. Dunque lo stesso potrebbe avvenire in Wisconsin, così come in Ohio, in Vermont o negli altri stati USA per le specialità casearie.</p>
<p>Fonte: <strong>AICIG</strong></p>
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		<title>Aicig a Cibus 2016 insieme al Mipaaf per difendere l&#8217;agroalimentare made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2016 09:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[TTIP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In pieno svolgimento la diciottesima edizione di Cibus, il Salone Internazionale dell&#8217;Alimentazione che di fatto rappresenta il primo palcoscenico di rilevanza internazionale per l&#8217;agroalimentare dopo la chiusura di Expo. Tra i protagonisti di questa edizione, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In pieno svolgimento la diciottesima edizione di <strong>Cibus</strong>, il Salone Internazionale dell&#8217;Alimentazione che di fatto rappresenta il primo palcoscenico di rilevanza internazionale per l&#8217;agroalimentare dopo la chiusura di Expo. Tra i protagonisti di questa edizione, l&#8217;<strong>Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche AICIG</strong>, ospite presso lo stand E068 del Mipaaf al Padiglione 3 di Parma Fiere che sarà attivamente partecipe nei quattro giorni di manifestazione con una serie di incontri tematici che si alterneranno con <strong>degustazioni di prodotti DOP e IGP</strong>. Quella di quest&#8217;anno è quindi per AICIG una edizione di Cibus carica di aspettative e molti degli argomenti che verranno trattati saranno strettamente legati agli avvenimenti di attualità e allo stato dei lavori dei negoziati <strong>TTIP</strong>.</p>
<p>A entrare nel merito della questione TTIP è il <strong>Presidente di AICIG Giuseppe Liberatore</strong>, il quale ha così commentato: &#8220;il TTIP è un argomento molto attuale di cui in questi giorni si discute ad ogni livello. A riguardarci da vicino è la parte dell&#8217;agroalimentare ed in particolare le Indicazioni Geografiche. Riteniamo assolutamente necessario che il confronto vada avanti e non vengano alzati muri perché la situazione così com&#8217;è non può andarci bene. Se gli Stati Uniti hanno tutto l&#8217;interesse affinché le cose rimangano come sono adesso, noi dobbiamo stimolarli con argomentazioni e proposte da cui non possono tirarsi indietro. E&#8217; arrivato il momento di avanzare le nostre controproposte, ovvero una lista di denominazioni da proteggere ma soprattutto ribadire la nostra contrarietà alla circolazione di prodotti evocativi del nostro paese ma che italiani non sono. I presupposti per sederci attorno ad un tavolo a discuterne sono il rispetto di Origine, Territorio, correttezza nei confronti dei consumatori, perché se acquisto un prodotto devo poter sapere tutto di esso. Ciò che chiediamo ai nostri politici che in tali sedi ci rappresentano è dunque di perseguire questi principi&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong>Aicig</strong></p>
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		<title>La contraffazione DOP e IGP vale 4,3 miliardi in Europa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/contraffazione-dop-e-igp-vale-43-miliardi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 09:55:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[TTIP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto vale, solo in Europa, la contraffazione dei prodotti DOP e IGP? Il giro d&#8217;affari della contraffazione su cibi e bevande certificati DOP e IGP vale almeno 4,3 miliardi di euro, circa il 9% della produzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/contraffazione-dop-e-igp-vale-43-miliardi-in-europa/">La contraffazione DOP e IGP vale 4,3 miliardi in Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto vale, solo in Europa, la contraffazione dei prodotti DOP e IGP? Il giro d&#8217;affari della contraffazione su cibi e bevande certificati DOP e IGP vale almeno <strong>4,3 miliardi</strong> di euro, circa il <strong>9%</strong> della produzione legale. Mentre il danno ai consumatori &#8211; che credono, in buona fede, di comprare prodotti originali e invece acquistano quelli che non lo sono &#8211; ammonterebbe a circa <strong>2,3 miliardi</strong> di euro (pari al <strong>4,8%</strong> del totale acquisti). E&#8217; il quadro tracciato da un&#8217;analisi dell&#8217;<strong><a href="https://euipo.europa.eu/ohimportal/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Euipo</a>, </strong>l&#8217;Agenzia UE per la tutela della proprietà intellettuale (si tratta di stime, perché all&#8217;indagine non hanno risposto tutti e 28 gli Stati membri EU, ma solo 17, per i quali,però, è accertato che la contraffazione di OP e IGP raggiunge un giro d&#8217;affari di oltre <strong>3,5 miliardi</strong>).</p>
<p>I paesi più colpiti sono quelli con maggiore produzione certificata: in cima la <strong>Francia</strong> (con un giro d&#8217;affari da contraffazione di oltre 1,5 miliardi di euro), seguita da <strong>Italia</strong> (682 milioni), <strong>Germania</strong> (598 milioni), <strong>Spagna</strong> (266 milioni) e <strong>Grecia</strong> (234milioni). I prodotti maggiormente &#8220;vittime&#8221; di contraffazione e frodi sono il <strong>vino</strong> (giro d&#8217;affari da falsi di oltre 2,1 miliardi, pari all&#8217;84% del mercato legale), gli <strong>altri alcolici</strong> (811 milioni, pari al 12,7%), i <strong>formaggi</strong> (644 milioni, pari al 10,6%), le carni (402 milioni, ovvero l&#8217;11%) e frutta-verdura-cereali (94 milioni di falsi, pari all&#8217;11,5%).</p>
<p>Le principali violazioni, invece, riguardano <strong>imitazione ed evocazione del marchio</strong>, <strong>etichetta ingannevole</strong> e <strong>falsificazione delle specifiche</strong>, riguardanti ingredienti c/o lavorazioni (come il corretto impacchettamento o porzionamento del prodotto). Insomma, quel che ne esce è un quadro che &#8211; tra contraffazione vera e propria, frodi in etichetta e Italian Sounding &#8211; &#8220;si mangia&#8221; una fetta importante del Pil dell&#8217;agroalimentare europeo e soprattutto italiano. Ne ha parlato ieri anche il commissario europeo all&#8217;Agricoltura <strong>Vytenis Povilas Andriukaitis</strong>, a Parma durante la sua visita all&#8217;<strong><a href="http://www.efsa.europa.eu/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Efsa</a></strong>, l&#8217;Authority alimentare europea, che ha anche dato rassicurazioni in merito al TTIP specificando che &#8220;non si tratta di negoziare gli standard di sicurezza alimentare dell&#8217;Europa. Su questo &#8211; ha concluso &#8211; non negozi eremo mai».</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/04/20160429_RS_IL-SOLE-24-ORE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Contraffazione-EU-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-196353" src="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Contraffazione-EU-1.jpg" alt="Contraffazione-EU-1" width="496" height="424" /></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Contraffazione-EU-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-196355" src="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Contraffazione-EU-2.jpg" alt="Contraffazione-EU-2" width="490" height="261" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/contraffazione-dop-e-igp-vale-43-miliardi-in-europa/">La contraffazione DOP e IGP vale 4,3 miliardi in Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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