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	<title>#RapportoDopIgp2019 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>#RapportoDopIgp2019 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Innovazione del settore alimentare, il Food in Italy rafforza un primato per piatti e ingredienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2020 07:54:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molti gli esempi di rivoluzione nel <strong>settore alimentare</strong>, che vede l&#8217;Italia all&#8217;avanguardia. Ideando nuovi processi di coltivazione e trasformazione industriale, conservazione e packaging, distribuzione e ristorazione, il <strong>Food in Italy</strong> rafforza un primato per piatti e ingredienti. E la tecnologia aiuterà a superare le temporanee difficoltà all&#8217;export dovute alla pandemia: non sono rimaste a lungo chiuse le frontiere di paesi dove si invocavano cautele per la salute e furbescamente si voleva dare una mano a parmesan et similia.</p>
<p>Perché il record italiano è saldo, simbolizzato dalla sede a Parma dell&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), provato dai numeri della <strong>Dop economy</strong>, arrivata a 16,2 miliardi di euro, secondo il <strong>Rapporto 2019 Ismea-Qualivita</strong>: +6% (+7,9% il valore alla produzione del vino imbottigliato, +3,8% l&#8217;agroalimentare), in crescita ininterrotta da 10 anni. Ne misura la portata anche il numero di cibi e vini italiani di qualità con filiera interamente controllata: a fine 2019 i prodotti certificati erano 824 (DOP, IGP e STG), la quota più alta su 3.071 registrati nel mondo.</p>
<p>E proprio le applicazioni digitali facilitano la riconoscibilità, certificando la storia degli alimenti. <strong>Qr code</strong>, <strong>etichette intelligenti</strong> (Nfc, Rfid), sensori laser o molecolari portatili sono impiegati per la <strong>tracciabilità</strong> e integrati alle certificazioni garantite con <strong>blockchain</strong>. Tutte queste informazioni finiscono poi sulle piattaforme di e-commerce, che sempre più aprono il mercato globale anche ai microproduttori, che possono mostrare e vendere direttamente. Sono destinate quindi ad ampliare il business, parallelamente al rafforzamento sugli scaffali della grande distribuzione (il 58% dei consumatori giudica importante che le specialità alimentari siano di piccole aziende locali, secondo un rapporto <a href="https://www.nomisma.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nomisma</strong></a>).</p>
<p>Siccome il web è la vetrina migliore, in sostegno di migliaia di pini alimentari arrivano tante neoimprese che ideano software specializzati mentre a vantaggio dei clienti si moltiplicano le <strong>app</strong>. Ci sono anche quelle per evitare sprechi, ricordando che nel mondo industrializzato va perduto o è gettato circa un terzo della produzione (1,3 miliardi di tonnellate). Contro questa inefficienza le innovazioni tecnologiche, di processo e di vendita, connettono chi ha alimenti in scadenza con chi vuole risparmiare, mentre le aziende agricole possono mettere in comune know-how e i macchinari più costosi. In fondo, un tempo lo facevano i contadini con la trebbiatrice.</p>
<p>Niente è ormai più circoscritto della produzione di cibo, niente è più globalizzato prima e dopo il campo. Sementi, fertilizzanti, macchinari e gasolio prima, lavorazione, confezione, trasporto, distribuzione, vendita dopo. Che significa milioni di camion, navi e aerei, ancora camion, così che <strong>The Economist</strong> calcola che quattro quinti della popolazione mondiale mangino grazie all&#8217;import-export, triplicato in valore dal 2000. La catena di valore alimentare somiglia sempre più a quella dell&#8217;auto. In questo colossale giro d&#8217;affari le prospettive per il Food in Italy, che già vale in complesso (dai campi ai supermercati) <strong>538 miliardi</strong>, appaiono ancora sconfinate. Perché la qualità è alta perché bisogna compensare la spesa all&#8217;estero delle materie di base: la dipendenza alimentare è cresciuta nel periodo 1997-2017 del 1520%, più che per Francia e Germania.</p>
<p>Fonte: <strong>Capital</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/09/20200908_RS_Capital.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>DopEconomy, l&#8217;eccellenza nel motore del Pil Il food italiano alla conquista del mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 07:30:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce sempre di più, e soprattutto al&#8217;estero, l&#8217;Italia delle eccellenze agroalimentari, dal food al wine. La #DopEconomy, quella dei prodotti DOP, IGP, STG, infatti, prima dell&#8217;inevitabile frenata causata dall&#8217;epidemia da Coronavirus aveva inanellato altri numeri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce sempre di più, e soprattutto al&#8217;estero, l&#8217;Italia delle eccellenze agroalimentari, dal food al wine. La <strong>#DopEconomy</strong>, quella dei <strong>prodotti DOP, IGP, STG</strong>, infatti, prima dell&#8217;inevitabile frenata causata dall&#8217;epidemia da Coronavirus aveva inanellato altri numeri record con un balzo nel 2018 del valore economico delle produzioni a indicazione geografica del 6% a 16 miliardi. E secondo il <strong>Rapporto Ismea &#8211; Qualivita 2019</strong>, l&#8217;indagine annuale che analizza i valori economici e produttivi della qualità delle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP, STG, diffuso a marzo, proprio durante l&#8217;inizio del&#8217;epidemia, a fine 2019 l&#8217;Italia manteneva il primato mondiale con 824 prodotti d&#8217;eccellenza e oltre un prodotto su quattro registrato come Dop, Igp, Stg nel mondo dell&#8217;agroalimentare.</p>
<p>Il comparto delle IG food italiane, sottolinea il rapporto (<a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/rapporto-qualivita-ismea-2019/" target="_blank" rel="noopener">LINK</a>) esprime risultati positivi anche nell&#8217;export che per la prima volta ha raggiunto e superato il <strong>valore di 9 miliardi</strong>, mantenendo stabile la quota del 21% nell&#8217;export agroalimentare italiano. Il contributo maggiore alle esportazioni è fornito dal comparto dei vini con un valore di 5,4 miliardi, seguito da Dop e Igp agroalimentari che si attesta sui 3,6 miliardi.</p>
<p>Sul fronte delle eccellenze del food, guidano la <strong>classifica</strong> quattro DOP come il Parmigiano Reggiano DOP (1,434 miliardi di valore della produzione), il Grana Padano DOP (1,277), il Prosciutto di Parma DOP (824 milioni) e la Mozzarella di Bufala Campana DOP (410). Quinto l&#8217;Aceto Balsamico di Modena IGP (363) seguito dal Gorgonzola DOP (332), il Prosciutto di San Daniele DOP (307), la Mortadella di Bologna IGP (296), il Pecorino Romano DOP (234) e, decima, la Bresaola della Valtellina IIGP (232 milioni). Se si guarda invece il settore dei vini campioni anche all&#8217;estero del made in Italy, guida con un distacco enorme la classifica il Prosecco DOP (702 milioni di valore della produzione) seguito dal Conegliano ValdobbiadeneProsecco DOP (188 milioni), dal Delle Venezie DOP (146), l&#8217;Asti DOP (111) e il Chianti DOP (99) mentre al dodicesimo posto troviamo il Chianti Classico DOP (69 milioni), I tredicesimo l&#8217;Emilia IGP (68) e al quindicesimo il vino Toscano IGP (66).</p>
<p>Fonte: <strong>QN</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/07/20200630_RS_QN_rapporto.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Verona sale sul podio delle IG: la filiera supera il miliardo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/verona-sale-sul-podio-delle-ig-la-filiera-supera-il-miliardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 08:29:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Veneto ed Emilia-Romagna locomotive dell&#8217;agroalimentare d&#8217;eccellenza. Verona terza, ma seconda se si considera solo il vino. Il Rapporto Ismea-Qualivita 2019, alla XVII edizione, fotografa il valore delle produzioni a Indicazione Geografica in Italia nel 2018 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Veneto ed Emilia-Romagna locomotive dell&#8217;agroalimentare d&#8217;eccellenza. <strong>Verona</strong> terza, ma seconda se si considera solo il vino. Il <strong>Rapporto Ismea-Qualivita 2019</strong>, alla XVII edizione, fotografa il valore delle produzioni a <strong>Indicazione Geografica</strong> in Italia nel 2018 e segnala i territori driver dei distretti del <strong>food&amp;wine</strong>. Complessivamente, l&#8217;analisi considera le 824 produzioni DOP IGP, di cui l&#8217;Italia è primatista mondiale, che hanno superato 16 miliardi di euro (+6%). Le IG esprimono risultati positivi anche nell&#8217;export che per la prima volta supera i 9 miliardi di euro, pari al 21% del totale agroalimentare. Il contributo maggiore viene dai vini a 5,4 miliardi, seguito dal valore delle DOP e IGP, a 3,6 miliardi.</p>
<p><em>L&#8217;analisi dimostra una ricaduta positiva delle IG in tutte le province, delineando un modello vincente che, con un&#8217;osmosi tra piccole realtà e grandi distretti, dà lustro al territorio e crea reddito</em>, osserva <strong>Enrico Corali</strong>, presidente <a href="http://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ismea</strong></a>. Le prime regioni per impatto sono al <strong>Nord</strong>. In 5 su 20 si supera 1 miliardo di valore alla produzione: Veneto 3,9 miliardi, Emilia-Romagna 3,41, Lombardia 1,96, Piemonte 1,23, Toscana 1,11. Le prime quattro concentrano il 65% del valore. Passando alla dinamica delle province, le prime cinque superano metà del valore nazionale generato dalle filiere food&amp;wine DOP e IGP. Si tratta di Treviso 1.763 milioni, Parma 1.389, <strong>Verona</strong> 1.155, Modena 782 e Cuneo 686.</p>
<p>L&#8217;indagine stila poi una classifica di chi ha compiuto i balzi più significativi. In cinque regioni si registrano crescite annue superiori ai 100 milioni di euro. Al top Veneto +294 milioni, Puglia +142 e Sicilia +104, grazie agli ottimi risultati del settore vino, cui si aggiungono Campania +105 milioni e Sardegna +100, che beneficiano del trend dell&#8217;agroalimentare. Tra i territori veneti, Treviso e Verona, si classificano prima e terza, segnando rispettivamente +10% e +3,6%, quasi interamente attribuibili a produzioni vinicole a 1.726 milioni +9,7% e 1.080 milioni +3,2%.</p>
<p>Nel dettaglio, guardando il valore alla produzione dei vini IG sfusi, al quale il Rapporto dedica un focus, diverse produzioni veronesi si trovano nella parte alta della classifica: <strong>delle Venezie DOP</strong>, 146 milioni generati nel 2018, in crescita del 601%, e poi con 97 milioni (-5,7%) <strong>Amarone della Valpolicella DOP</strong>; <strong>Veneto IGP</strong> con 92 milioni (+16,4%) e <strong>Valpolicella Ripasso DOP</strong> che ha generato un valore alla produzione di 84 milioni (- 2,2%).</p>
<p>Il valore della produzione sale anche in settori esclusivamente food, come <strong>prodotti a base di carne</strong>, 17° posto a 11,4 milioni +116,4% e <strong>olio</strong>, 7° a 3,4, +19,9%. Arretra leggermente il lattiero caseario, 15° a 58,1 milioni, -1,4%.</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Arena</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/06/larena.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Speciale Rapporto Ismea-Qualivita 2019</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-rapporto-ismea-qualivita-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 14:00:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CONSORTIUM 2020_01]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Qualivita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato il XVII Rapporto Ismea-Qualivita, sui dati della #DopEconomy italiana che per la prima supera i 16,2 miliardi di euro per una crescita del +6,0% in un anno. Le produzioni Food e Wine DOP IGP [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato il <strong>XVII Rapporto Ismea-Qualivita</strong>, sui dati della #DopEconomy italiana che per la prima supera i 16,2 miliardi di euro per una crescita del +6,0% in un anno. Le produzioni Food e Wine DOP IGP rappresentano il 20% del valore agroalimentare nazionale e l’export supera i 9 miliardi di euro.</p>
<p>I <strong>dati di settore della #DopEconomy italiana</strong> attraverso il XVII Rapporto Ismea-Qualivita, ribadiscono ancora una volta, con forza, come il sistema delle Indicazioni Geografiche rappresenti un driver fondamentale e indiscusso dei distretti agroalimentari del nostro Paese. Anche per il 2019 (dati produttivi 2018) si registra una crescita, che si inserisce nel trend registrato nel corso degli anni per il settore DOP IGP, con un valore alla produzione delle oltre 800 IG che per la prima volta supera i 16,2 miliardi di euro e con l’export che va oltre la soglia dei 9 miliardi, grazie al lavoro di oltre 180.000 operatori e l’impegno dei 285 Consorzi di tutela riconosciuti.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-272388" src="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-03-alle-12.09.23.png" alt=" width="1024" height="290" /></p>
<p>Numeri che confermano il trend di crescita dell’intero comparto oltre che il significativo contributo al fatturato complessivo del settore agroalimentare nazionale che sale a circa il 20% e si conferma al 21% nell’export agroalimentare italiano. Nel complesso, dunque, continuano i segnali positivi di una crescita che, in oltre dieci anni, ha consolidato il ruolo guida all’estero della qualità agroalimentare made in Italy e sul mercato interno si è espressa con una generale migliore tenuta delle vendite alimentari di prodotti IG a peso fisso rispetto agli omologhi convenzionali.<br />
Risultati che sono il frutto del consolidamento e della crescita delle “produzioni forti”, ma anche dell’affermarsi delle nuove IG (oltre 300 milioni di valore derivano da prodotti che hanno ottenuto il riconoscimento negli ultimi 5 anni), con il 2019 che vede aggiungersi al paniere l’<strong>Olio di Puglia IGP</strong>, per l’agroalimentare, e il <strong>Nizza DOP</strong>, per il comparto vinicolo. E un grande lavoro “sottotraccia” delle filiere, e in particolare dei Consorzi di tutela, è quello relativo alla modifica dei disciplinari che, nel rispetto della tradizione e della vocazione produttiva delle eccellenze enogastronomiche IG, riescono a cogliere le evoluzioni per adattare i criteri produttivi alle nuove esigenze – climatiche, ambientali, di mercato – con un forte impatto nella crescita, nell’innovazione e nel successo dei prodotti DOP IGP (solo nel 2019 si contano 12 modifiche per il comparto Food e 8 per il comparto Wine, oltre alle 19 modifiche a livello nazionale).</p>
<h3>ITALIA POLICENTRICA DELLE DOP IGP</h3>
<p>Le IG rappresentano un propulsore per la crescita produttiva ed economica nei distretti territoriali del Paese. Come sintesi di un delicato equilibrio tra vari fattori come lo sviluppo territoriale, l’esigenza di sostenibilità, il benessere animale, la conservazione del patrimonio identitario, l’innovazione tecnologica, ecc, esse rappresentano un fattore chiave di salvaguardia, spinta e rinascita nel complesso tessuto dell’Italia policentrica. Un’Italia delle IG che trova la sua ricchezza e il suo fermento anche al di là dei grandi distretti produttivi e che vede nascere, crescere e affermarsi, intorno ai prodotti DOP IGP e ai loro Consorzi, veri e propri poli di economia diffusa in tutti i territori d’Italia. Le DOP IGP, come elementi noti e riconoscibili, spesso hanno la possibilità di ricoprire un ruolo centrale in un sistema territoriale di qualità diffusa, un collante capace di coinvolgere agricoltura, artigianato, hotellerie, ristorazione di qualità e patrimonio artistico culturale.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-272392" src="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-03-alle-12.16.39.png" alt=" width="1024" height="505" /></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium</strong> <strong>2020/01</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/04/07-RapportoQualivitaIsmea2019.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA IL PDF DELL&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Olio extravergine DOP IGP, si può crescere</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/olio-extravergine-dop-igp-si-puo-crescere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i numerosi punti di forza del settore olivicolo italiano c&#8217;è da annoverare, forse ai primi posti, l&#8217;ampia gamma varietale che, grazie alle quasi 500 varietà, fa del&#8217;olio di oliva italiano il più ricco, in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i numerosi punti di forza del settore olivicolo italiano c&#8217;è da annoverare, forse ai primi posti, l&#8217;ampia gamma varietale che, grazie alle quasi 500 varietà, fa del&#8217;olio di oliva italiano il più ricco, in termini di aromi sapori e profumi, dell`intero panorama mondiale. Ricchezza che si rivela esprime anche nell`alto numero di oli con riconoscimento comunitario. A fronte, però, di un <strong>elevato numero di riconoscimenti</strong> (4<strong>2 Dop e 5 Igp</strong>). L`ultima Igp ad arricchire il panorama delle indicazioni geografiche (Ig) italiane dell`olio è stata quella dell&#8217;Olio di Puglia di cui la Commissione europea ha approvato la domanda d`iscrizione nel registro delle Indicazioni geografiche protette (Igp) a fine dello scorso anno. L&#8217;alto numero di riconoscimenti, il più alto d`Europa perché sia Spagna che Grecia ne contano 31, si traduce però in una produzione di olio certificato che non supera il 2%-3% del totale (tra 10.000 e 12.000 t). Il peso sale di alcuni punti percentuali ragionando in termini di valore. Negli anni, nonostante l`aumento del numero di riconoscimenti, <strong>i volumi non sono aumentati in modo significativo</strong>.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-08-alle-09.36.59.png"><img class="aligncenter wp-image-272654" src="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-08-alle-09.36.59.png" alt=" width="500" height="310" /></a></p>
<p>Dai dati presentati nel <strong>XVII</strong> <strong>Rapporto Ismea-Qualivita</strong>, emerge, ad esempio, che nel 2018 la <strong>produzione certificata</strong> è stata pari a 12.000 tonnellate, il 22% in più rispetto alle 10.000 dell`anno prima. Analizzando i dati in termini di anno di certificazione va considerato che il bacino produttivo a disposizione del 2018 è stato quello della campagna 2017/2018 che, ricordiamo, è stata molto abbondante con quasi 430.000 t di olio prodotto nel complesso. Scorrendo, quindi, la lista delle produzioni a Dop e Igp per il 2018 si evidenzia una crescita piuttosto diffusa rispetto all`anno precedente. E rapportando i volumi Ig al totale ecco che ci troviamo nella percentuale sopra indicata. <strong>In termini di valore</strong>, invece, con 86,2 milioni di euro stimati per la produzione considerata allo stato &#8220;sfusa&#8221;, si sale al 5% rispetto a un valore complessivo di 1,6 miliardi. Scendendo lungo la filiera si considera un valore del consumo che supera i 140 milioni di euro. La destinazione finale delle Dop si stima sbilanciata sul mercato interno sebbene oltre il 40% sembra prendere la via dell`estero.</p>
<p>Fonte: <strong>Olivo e Olio</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/04/20200408_RS_OLIVO-E-OLIO.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Piadina Romagnola IGP: +24,5% in quantità e valore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 09:17:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’IGP (Indicazione Geografica protetta) fa bene alla Piadina Romagnola. A dirlo è il Rapporto 2019 Ismea-Qualivita sulle produzioni Dop e Igp, la pubblicazione sul valore economico delle certificazioni. Secondo l’analisi dell’istituto di ricerca la Piadina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’IGP (Indicazione Geografica protetta) fa bene alla Piadina Romagnola. A dirlo è il <strong>Rapporto 2019 Ismea-Qualivita</strong> sulle produzioni Dop e Igp, la pubblicazione sul valore economico delle certificazioni. Secondo l’analisi dell’istituto di ricerca la Piadina Romagnola certificata nel corso di un solo anno (2017-2018) è cresciuta in doppia cifra sia in quantità che in valore. Un risultato che pone il “pane” della Romagna al primo posto per peso economico tra i prodotti certificati d’Italia nella categoria “Panetteria e pasticceria”.</p>
<p>Più nel dettaglio la <strong>produzione IGP</strong> in Romagna ha registrato un +24,5% in quantità, passando dalle 13.856 tonnellate alle 17.245 tonnellate del 2018. Un dato che si pone in una crescita di lungo periodo se si pensa che nel 2014, primo anno della certificazione, la Piadina prodotta Igp era 6.768 tonnellate, salita nel 2016 a 12.100 tonnellate.</p>
<p>Ciò ha comportato anche un incremento in valore, negli ultimi due anni cresciuto del +24,5%, arrivando a 39,2 milioni di euro contro i 31,5 milioni.</p>
<p>“Si tratta di un dato molto importante dal momento che circa una piadina prodotta su due in Romagna è certificata Igp – spiega <strong>Alfio Biagini</strong>, Presidente del <strong>Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola</strong> – Nel contempo è anche la dimostrazione di come un prodotto realizzato con quattro semplici ingredienti (farina, acqua, sale, strutto o olio), un tempo ‘pane’ povero della nostra terra, ha saputo elevarsi nel corso dei decenni a emblema di una terra laboriosa che sa valorizzare la sua storia e la sua tradizione”.</p>
<p>Ed è proprio grazie all’Igp che il Consorzio nelle settimane scorse è riuscito a sventare un tentativo di contraffazione nel Regno Unito, così come lo scorso anno era riuscito in una analoga iniziativa in Canada. “Identificare il prodotto Igp con i valori della Romagna suo esclusivo territorio di produzione: è questo l’obiettivo che ci siamo dati come Consorzio – prosegue ancora Biagini – Una battaglia che ci vede in prima linea nella difesa da ogni imitazione in un panorama mondiale che ad oggi vede registrati circa un centinaio di marchi”.</p>
<p>La Piadina Romagnola IGP. Sono quattro gli ingredienti base della Piadina riconosciuti nel Disciplinare di tutela: Farina di grano tenero; Acqua (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo); Sale (pari o inferiore a 25 grammi); Grassi (strutto, e/o olio di oliva e/o olio di oliva extravergine fino a 250 grammi).</p>
<p>Dopo l’impasto e la porzionatura in pani o palline, il passo successivo è la laminatura attraverso matterello manuale oppure laminatrice meccanica. Infine, la cottura su un piano cottura che varia da 200 a 250°C con un massimo di 4 minuti. Per potersi fregiare dell’Igp la Piadina deve essere confezionata nelle sole zone di produzione stabilite dal disciplinare e certificata da un ente preposto. Il Disciplinare presenta la piadina al consumo in due tipologie: quella con un diametro minore (15-25 cm) ma più spessa (4-8 mm), e alla Riminese con un diametro maggiore (23-30 cm) e più sottile (fino a 3 mm).</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola</strong></p>
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		<title>#RapportoDopIgp2019: gli oli extravergini di oliva italiani DOP e IGP sono in crescita di valore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 09:15:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo rapporto pubblicato dall&#8217;Istituto dei Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e Fondazione Qualivita sul comparto delle DOP IGP italiane mostra che il valore degli oli extravergini di oliva italiani a indicazione geografica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo rapporto pubblicato dall&#8217;I<strong>stituto dei Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e Fondazione Qualivita</strong> sul comparto delle DOP IGP italiane mostra che il valore degli oli extravergini di oliva italiani a indicazione geografica è aumentato costantemente nell&#8217;ultimo decennio.</p>
<p>&#8220;I prodotti italiani DOP e IGP hanno un ruolo chiave nel turismo e nell&#8217;economia dei loro territori&#8221;, ha detto <strong>Mauro Rosati</strong>, direttore generale di Qualivita. &#8220;Sono una forza vincolante nell&#8217;esperienza territoriale capace di coinvolgere l&#8217;agricoltura, l&#8217;artigianato, gli alberghi, la ristorazione di qualità e il patrimonio culturale e artistico&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;identità del cibo è sempre più importante per i consumatori globali e interconnessi, che possono contare su una selezione di alimenti provenienti da tutto il mondo&#8221;, ha dichiarato <strong>Raffaele Borriello</strong>, direttore generale di Ismea. &#8220;Le indicazioni geografiche hanno anticipato le attuali percezioni della qualità, che comprendono la tracciabilità, la conservazione della biodiversità e la tutela del paesaggio&#8221;.</p>
<a href="https://www.oliveoiltimes.com/business/italian-pdo-and-pgi-extra-virgin-olive-oils-are-increasing-in-value/80758?fbclid=IwAR30WUlasnowJUSlMnhxHw6EyJ-pAF20lYD30ofzn-VhsxDVS4DQBAaS_2g" target="_blank" class="qualivita-pdf">LEGGI L&#8217;ARTICOLO COMPLETO IN LINGUA INGLESE</a>
<p>Fonte: <strong>Olive Oil Times</strong></p>
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		<title>Salento DOP, fatturato a singhiozzo: avanza il vino, arrancano cibo e olio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/salento-dop-fatturato-a-singhiozzo-avanza-il-vino-arrancano-cibo-e-olio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 10:33:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Circa 100 milioni e 600mila euro. E&#8217; la cifra dell&#8217;impatto economico avuto dalla produzione di vino 2018 in provin- cia di Lecce che guadagna così il secondo posto della classifica regionale. Il podio, con soli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Circa 100 milioni e 600mila euro. E&#8217; la cifra dell&#8217;impatto economico avuto dalla produzione di vino 2018 in provin- cia di Lecce che guadagna così il secondo posto della classifica regionale. Il podio, con soli 200mila euro di differenza, se lo prende Taranto. Ma Lecce doppia i dati della provincia di Brindisi &#8211; che si ferma a poco meno di 56 milioni di euro di produzione &#8211; e quintuplica i risultati di Bari che per la stessa annualità ha prodotto vino per 18 milioni di euro. Sono i risultati di <strong>Qualivita &#8211; Ismea 2019 </strong>&#8211; sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGT e STG.</p>
<p>&#8220;I prodotti a indicazione geografica, per la reputazione che si conquistano sul mercato, sono i naturali portatori dei più qualificanti attributi che definiscono tale identità distintiva: tradizione, gusto, tipicità, legame col territorio di origine, sicurezza, traccia- bilità. Questi attributi &#8211; scrive nella presentazione del Rapporto il direttore generale di Ismea, <strong>Raffaele Borriello</strong> &#8211; hanno inizialmente orientato le scelte di un manipolo di consumatori di nicchia, particolarmente sensibili alla qua- lità in un&#8217;accezione multidimensionale, ma nel tempo hanno trainato la progressiva affermazione sul mercato delle Ig, quale valore aggiunto costituito da istintività e inimitabilità&#8221;. La forza dei prodotti protetti e tutelati, spiega Bor- riello, sta nel contenuto di informazioni che l&#8217;indicazione geografica porta con sé quando nel cibo si &#8220;ritrovano emo- zioni, sensazioni, esperienze legate a una cultura, una storia, un luogo magari conosciuti durante un viaggio, una lettura, uno spettacolo&#8221;.</p>
<p>Nel food, la <strong>Puglia</strong> registra 12 marchi DOP, 2 STG (speciali- tà tradizionale garantita) e 9 IGP, l&#8217;ultimo dei quali, l&#8217;Olio di Puglia IGP, è la new entry 2019 insieme al vino Nizza DOP del Piemonte. Nel settore del vino, la nostra regione conta 32 prodotti DOP e 6 IGP. I marchi di origine pro- tetta continuano ad essere uno dei volani dell&#8217;economia dello Stivale, con un record che nel 2018 supera i sette miliardi di valore della produzione (calcolato sommando il fatturato alle giacenze della produzione di esercizio e diminuito del valore delle giacenze delle produzioni passate), oltre 14 miliardi di valore al consumo e tre miliardi e mezzo di export.</p>
<p>Fonte: <strong>Quotidiano di Puglia</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/03/20200318_RS_QUOTIDIANO-DI-PUGLIA.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Veneto prima regione per impatto economico DOP IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/veneto-prima-regione-per-impatto-economico-dop-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2020 10:20:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[#RapportoDopIgp2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sull&#8217;agroalimentare di qualità DOP IGP il Veneto si impone come prima regione in Italia per per impatto economico delle filiere certificate, con valore della produzione che sfiora i 3,9 miliardi di euro e una crescita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/veneto-prima-regione-per-impatto-economico-dop-igp/">Veneto prima regione per impatto economico DOP IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;agroalimentare di qualità DOP IGP il Veneto si impone come prima regione in Italia per per impatto economico delle filiere certificate, con valore della produzione che sfiora i <strong>3,9 miliardi</strong> di euro e una crescita del <strong>+8,2%</strong> in un anno. La fotografia, dal <strong>17° rapporto Ismea-Qualivita</strong>, è ricavata dai dati del 2018, mentre nel 2019 il settore primario, come è risaputo, ha subito una battuta d&#8217;arresto a livello nazionale.</p>
<p>Soprattutto nel <strong>comparto del vino</strong> il Veneto si impone, con le sole le etichette certificate che fatturano <strong>3 miliardi e mezzo</strong>. Non a caso <strong>Treviso</strong> è prima provincia in assoluto nel panorama nazionale per impatto economico, con <strong>1,7 miliardi</strong> di valore, grazie al <strong>Sistema Prosecco</strong> (702 milioni), Conegliano Valdobbiadene e Asolo, seguito dal <strong>Delle Venezie DOP</strong>, che abbraccia tutta la produzione regionale del Pinot Grigio. <strong>Verona</strong> con un miliardo e 80 milioni conquista il terzo posto nazionale grazie ad <strong>Amarone della Valpolicella DOP</strong>, <strong>Valpolicella Ripasso DOP</strong> e <strong>Soave DOP</strong>. È sempre per la viticoltura che la regione detiene anche il primato della crescita record di 294 milioni in un solo anno. Nella top 20 delle province italiane anche <strong>Vicenza</strong>, <strong>Padova</strong> e <strong>Venezia</strong>.</p>
<p>Il Rapporto Ismea-Qualivita calcola che, oltre al vino, fra gli altri 36 prodotti agroalimentari veneti, che insieme valgono 397 milioni di euro, primeggiano i formaggi <strong>Grana Padano DOP</strong>, <strong>Asiago DOP</strong>, <strong>Montasio DOP</strong>, <strong>Piave DOP</strong>. Nel food è in testa la provincia <strong>Vicenza</strong>, seguita da <strong>Verona</strong> e <strong>Padova</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Mattino &#8211; Padova</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/03/20200317_IL-MATTINO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>TGR RegionEuropa &#8211; Rapporto Ismea Qualivita 2019</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/tgr-regioneropa-rapporto-ismea-qualivita-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2020 10:15:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[#RapportoDopIgp2019]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Qualivita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il servizio del TGR Region Europa di RAI 3 sui dati del settore agroalimentare e vitivinicolo a DOP IGP italiano, contenuti nel XVII Rapporto Ismea Qualivita 2019 con le inteviste a Mauro Rosati, Direttore Generale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/tgr-regioneropa-rapporto-ismea-qualivita-2019/">TGR RegionEuropa &#8211; Rapporto Ismea Qualivita 2019</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class='avia-iframe-wrap vimeo'><iframe loading="lazy" title="TGR REGIONEROPA - RAPPORTO ISMEA-QUALIVITA 2019" src="https://player.vimeo.com/video/398166753?dnt=1&amp;app_id=122963&amp;title=0&amp;badge=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=EFB800" width="428" height="240" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen></iframe></div>
<p><br />
Il servizio del TGR Region Europa di RAI 3 sui dati del settore agroalimentare e vitivinicolo a DOP IGP italiano, contenuti nel <strong>XVII Rapporto Ismea Qualivita 2019</strong> con le inteviste a <strong>Mauro Rosati</strong>, Direttore Generale Fondazione Qualivita, <strong>Nicola Bertinelli</strong>, Presidente Consorzio di Tutela Parmigiano Reggiano, <strong>Nicola Cesare Baldrighi</strong>, Presidente Consorzio di Tutela Grana Padano e oriGIn Italia, <strong>Cesare Mazzetti</strong>, Presidente Fondazione Qualivita.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/tgr-regioneropa-rapporto-ismea-qualivita-2019/">TGR RegionEuropa &#8211; Rapporto Ismea Qualivita 2019</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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