<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>progetti &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/argomento/progetti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Apr 2025 08:00:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>progetti &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il Consorzio DOC Delle Venezie al fianco di Re.N.Is.A: promuovere la cultura del vino tra gli studenti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-doc-delle-venezie-al-fianco-di-re-n-is-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 07:45:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=494183</guid>

					<description><![CDATA[<p>Progetto Impresa-Giovani-Futuro” organizzato da Consorzio DOC Delle Venezie e Re.N.Is.A. – Rete Nazionale Istituti Agrari per valorizzare la cultura del vino promuovendone un consumo responsabile e moderato, favorire la conoscenza del Pinot Grigio DOC Delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-doc-delle-venezie-al-fianco-di-re-n-is-a/">Il Consorzio DOC Delle Venezie al fianco di Re.N.Is.A: promuovere la cultura del vino tra gli studenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Progetto Impresa-Giovani-Futuro” organizzato da Consorzio DOC Delle Venezie e Re.N.Is.A. – Rete Nazionale Istituti Agrari per valorizzare la cultura del vino promuovendone un consumo responsabile e moderato, favorire la conoscenza del Pinot Grigio DOC Delle Venezie tra gli studenti e supportare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro con un’attenzione particolare al settore vitivinicolo.</em></p>
<p>Si è tenuta ieri a Roma, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, la conferenza stampa <strong>“</strong><strong>Progetto Impresa-Giovani-Futuro”</strong> organizzata da <strong>Consorzio DOC Delle Venezie </strong>e<strong> Re.N.Is.A. – Rete Nazionale Istituti Agrari</strong>. Un appuntamento voluto per presentare il protocollo d’intesa, siglato ufficialmente proprio a chiusura lavori, dal Consorzio e Re.N.Is.A. con l’obiettivo di valorizzare la cultura del vino promuovendone un consumo responsabile e moderato, favorire la conoscenza del Pinot Grigio DOC Delle Venezie tra gli studenti e supportare <a href="https://www.qualivita.it/argomento/giovani/" target="_blank" rel="noopener">l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro</a> con un’attenzione particolare al settore vitivinicolo.</p>
<p>L’incontro, moderato dal conduttore Rai Radio2 e Rai1 <strong>Nicola Prudente</strong>, ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti delle politiche educative e dell’enologia nazionale: accanto al <strong>Presidente del Consorzio Albino Armani</strong> e al <strong>Presidente di Re.N.Is.A. Patrizia Marini</strong>, sono intervenuti <strong>Mario Caligiuri</strong>, Coordinatore Laboratorio Politiche Educative <strong>Eurispes</strong>, <strong>Nadia Frittella</strong>, Segretaria Generale di <strong>Wine in Moderation</strong> e <strong>Riccardo Cotarella</strong>, Presidente <strong>Assoenologi</strong>.</p>
<p>I lavori si sono aperti con i saluti del <strong>Sen. Luca De Carlo,</strong> Presidente della IX Commissione del Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare): <em>“Oggi celebriamo il Made in Italy e con esso il valore di cibo e vino, simboli della nostra storia e cultura. Il protocollo tra Consorzio DOC Delle Venezie e Re.N.Is.A. è un’azione concreta che unisce tutela, promozione e coinvolgimento dei giovani. Serve puntare su formazione, comunicazione e innovazione per affrontare le sfide del settore agroalimentare e contrastare le fake news che da anni si abbattono sul mondo agricolo: è questa la strada per valorizzare davvero le nostre eccellenze”.</em> È intervenuto anche il <strong>Sen. Patrizio La Pietra</strong>, Sottosegretario di Stato per l&#8217;Agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste, per aggiungere il suo applauso all’iniziativa che è stata siglata proprio nella <a href="https://www.qualivita.it/argomento/made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener">Giornata nazionale del Made in Italy</a>: <em>“Questo convegno cade in una giornata importante, in cui celebriamo, tra gli altri, i prodotti agroalimentari che sono espressione autentica di tradizione, cultura e qualità. Il vino, tra questi, è uno dei simboli più rappresentativi e fortemente identitari del nostro Paese ed è quindi doveroso parlarne ai giovani per educarli ad una corretta percezione del suo valore culturale e qualitativo”.</em></p>
<p><em> </em>Ha preso poi la parola il Presidente del Consorzio <strong>Albino Armani con una panoramica sulle performance della denominazione Delle Venezie, che nel 2024 ha registrato un incremento del 3% nell’imbottigliato e del 8% nelle certificazioni </strong>per un totale di oltre 1,7 milioni di <strong>ettolitri confezionati. Armani ha poi proseguito illustrando i dettagli</strong> dell&#8217;accordo con Re.N.Is.A., grazie al quale il Consorzio si farà promotore di incontri con le istituzioni per affrontare e risolvere tematiche comuni, con un focus in particolare sul rafforzamento dei tirocini e dell’alternanza scuola/lavoro al fine di facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro vitivinicolo. “<em>Come Consorzio intendiamo porci come modello di responsabilità e innovazione, promuovendo il rinnovamento della filiera vitivinicola e il coinvolgimento nella stessa dei giovani, a partire dagli istituti agrari –</em> ha dichiarato Armani e ha continuato<em> </em><em>– Questa collaborazione avrà un importante impatto socio-economico, grazie alla formazione e all&#8217;inserimento delle nuove generazioni in ambito vitivinicolo e in particolare nella filiera del Pinot Grigio del Triveneto, e ci auguriamo che possa diventare un esempio replicabile in altre denominazioni nazionali, in un’ottica di sviluppo del settore e di valorizzazione della cultura vitivinicola. Riteniamo fondamentale avvicinare i ragazzi ai dibattiti normativi e politici, partendo da una formazione adeguata del corpo docente. Da qui nasce la nostra proposta di partecipazione e di condivisione dei contenuti e delle novità legislative e tecnologiche con il mondo degli istituti agrari, tematiche che oggi sono spesso trascurate o non sufficientemente approfondite. L’obiettivo è preparare le nuove generazioni a partecipare attivamente un domani ai tavoli decisionali che regolamentano il settore. Questioni come la riforma delle indicazioni geografiche approvata nel 2024, ad esempio, dovrebbero essere conosciute, divulgate e inserite nei programmi scolastici”.</em></p>
<p>Dopo una breve introduzione sul ruolo di Re.N.Is.A. nella promozione e diffusione di iniziative di formazione e sviluppo per il settore vitivinicolo,<strong> Patrizia Marini è quindi entrata nel merito degli aspetti tecnici </strong>dell&#8217;accordo con il Consorzio, impegnandosi a diffondere il protocollo sottoscritto con il Consorzio tra gli istituti della propria rete e facendosi anche promotrice di occasioni di confronto con le istituzioni per affrontare tematiche di interesse comune. “<em>Lavoreremo fianco a fianco con il Consorzio DOC Delle Venezie per ideare e sviluppare progetti che favoriscano l&#8217;incontro tra domanda e offerta di lavoro, con particolare attenzione ai tirocini formativi. L&#8217;obiettivo è rendere i giovani sempre più preparati e pronti ad inserirsi nel mondo professionale, grazie ad esperienze pratiche che rafforzino le competenze tecniche e favoriscano un avvicinamento al settore vitivinicolo. Sottolineo l’importanza fondamentale della formazione: oggi più che mai è indispensabile trasferire le norme e le dinamiche che regolano il comparto, come ha sottolineato il Presidente del Consorzio Armani. Con la firma del protocollo avviamo un percorso nuovo, una visione più vicina al mondo aziendale: Re.N.Is.A., con i suoi oltre 200 istituti presenti in 20 regioni, si impegna a diffondere sui canali ufficiali e presso ogni scuola il protocollo e tutte le azioni previste da questa importante intesa.</em> <em>Noi mettiamo a disposizione le nostre strutture, e il Consorzio mette in campo le proprie competenze: insieme possiamo creare una massa culturale capace di cambiare la visione collettiva delle scuole agrarie e del loro ruolo nel sistema economico e produttivo del Paese”.</em></p>
<p><strong>L’intervento di Mario Caligiuri si è concentrato sull’analisi </strong>del 2° Rapporto Nazionale sulla Scuola e l&#8217;Università pubblicato nel 2024 dall&#8217;istituto di ricerca Eurispes. Il Rapporto, che raccoglie le opinioni di quasi 5.000 docenti, dipinge un quadro critico del sistema educativo italiano, dovuto ad una combinazione di fattori tra cui l’eccessiva burocrazia del sistema. Nonostante l&#8217;Italia mostri risultati positivi in termini di autorevolezza nella ricerca scientifica, l’istruzione pubblica del nostro paese si trova a dover affrontare problemi strutturali che ne minano l&#8217;efficacia. “<em>Attraverso il 2° Rapporto Nazionale sulla Scuola e l’Università – </em>ha dichiarato il Professor Caligiuri<em> – emerge con chiarezza che l’educazione deve tornare ad essere il fulcro del dibattito pubblico e politico: tutto il resto viene dopo. Oggi più della metà del tempo degli insegnanti viene assorbito da pratiche burocratiche, sottraendo energie alla formazione e alla crescita dei giovani in un’epoca di rapida trasformazione.</em> <em>Stiamo affrontando il futuro con strumenti del passato: utilizziamo norme giuridiche che affondano le radici nel diritto romano, lentezze che si riflettono anche nell’assenza di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale. Al contrario, Paesi come la Cina stanno già investendo massicciamente in questo ambito, integrando l’AI nei percorsi formativi per rispondere alle sfide del domani.</em> <em>Credo che concentrarsi sull&#8217;integrazione tra scuola, tecnologia e mondo del lavoro ormai non sia più rimandabile. Serve una visione più ampia, che metta insieme competenze digitali e sviluppo tecnologico senza però trascurare il valore del fattore umano.</em> <em>In questo senso, l’intesa tra il Consorzio DOC Delle Venezie e Re.N.Is.A. rappresenta un modello virtuoso: celebra il legame tra istruzione e impresa, valorizzando settori come l’agricoltura e la viticoltura, dove il lavoro umano è ancora centrale e insostituibile”.</em></p>
<p><strong>Nadia Frittella ha illustrato </strong>il ruolo di Wine in Moderation – il programma europeo di responsabilità sociale che sostiene un <a href="https://www.qualivita.it/argomento/consumo-responsabile/" target="_blank" rel="noopener">consumo di vino responsabile e moderato</a> – in relazione al protocollo d’intesa tra il Consorzio DOC delle Venezie e Re.N.Is.A.. Wine in Moderation, come parte di questo accordo, si impegna a promuovere la cultura del vino, con particolare attenzione alla filiera della DOC Delle Venezie e ai territori di produzione. Wine in Moderation, il Consorzio e Re.N.Is.A., inoltre, svilupperanno congiuntamente iniziative educative e culturali dedicate anche agli studenti, con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare sul settore vitivinicolo, sul consumo responsabile e moderato di vino nonché sulla cultura del vino come parte integrante della dieta mediterranea. Frittella ha commentato: “<em>Dallo scorso anno il Consorzio DOC delle Venezie ha aderito al movimento Wine in Moderation, rafforzando il nostro impegno sul territorio. L’educazione è sempre stata al centro del nostro programma di responsabilità sociale e oggi si arricchisce grazie al lancio della nostra prima formazione digitale sul servizio responsabile del vino. Un’iniziativa importante, che potrà essere valorizzata anche durante la terza edizione dell’International Wine in Moderation Day in programma il prossimo 8 novembre</em>”.</p>
<p><strong>La conferenza si è conclusa con l’intervento di </strong><strong>Riccardo Cotarella</strong>, che ha offerto il punto di vista degli enologi, sottolineando l’importanza di un ricambio generazionale competente, formato e motivato nel settore vitivinicolo per mantenere i livelli di eccellenza e per affrontare le sfide future. <em>“La presenza dei giovani è fondamentale per garantire innovazione e sostenibilità, assicurando che le tradizioni vinicole siano preservate e, al contempo, adattate alle sfide del mercato globale attuale – </em>ha spiegato Cotarella<em> – Solo così possiamo garantire un futuro prospero per l’agricoltura e l&#8217;enologia italiane. Ecco perché la formazione, anche attraverso progetti come quello siglato oggi, è un pilastro su cui dobbiamo puntare per una crescita sana della filiera vitivinicola italiana. Ai nostri tempi queste opportunità non esistevano, mancava un programma educativo strutturato: abbiamo imparato sul campo, con l’attaccamento alla terra, perché quel mestiere era – ed è – parte di noi. Siamo dentro un sistema bellissimo, il problema di oggi non sono i dazi o le dinamiche internazionali: i problemi sono interni, prima di tutto culturali. Esiste oggi un accanimento eccessivo nei confronti del vino, un prodotto che dovrebbe essere simbolo di convivialità e cultura, e che invece è spesso oggetto di campagne demonizzanti, che disinformano anziché educare al consumo moderato e consapevole. Dovremmo invece imparare a valorizzare maggiormente il nostro patrimonio vitivinicolo, che è unico al mondo”.</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://dellevenezie.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio DOC delle Venezie</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/12.-CS-DOC-delle-Venezie_ChiusuraConferenza-RE.N.IS_.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-doc-delle-venezie-al-fianco-di-re-n-is-a/">Il Consorzio DOC Delle Venezie al fianco di Re.N.Is.A: promuovere la cultura del vino tra gli studenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consorzio Aceto Balsamico di Modena presenta il “Progetto Sostenibilità” e il “Progetto Autenticità”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-aceto-balsamico-di-modena-presenta-il-progetto-sostenibilita-unipr-e-il-progetto-autenticita-unimore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 08:16:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=480885</guid>

					<description><![CDATA[<p>I prossimi mesi saranno decisivi per definire le modalità di applicazione del Regolamento 2024/1143 sulle Indicazioni geografiche a livello sia europeo che nazionale. Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena si prepara ad affrontare il futuro nell’era [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-aceto-balsamico-di-modena-presenta-il-progetto-sostenibilita-unipr-e-il-progetto-autenticita-unimore/">Consorzio Aceto Balsamico di Modena presenta il “Progetto Sostenibilità” e il “Progetto Autenticità”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I prossimi mesi saranno decisivi per definire le modalità di applicazione del Regolamento 2024/1143 sulle Indicazioni geografiche a livello sia europeo che nazionale. Il <strong>Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong> si prepara ad affrontare il futuro nell’era della sostenibilità aprendo un dibattito che coinvolge sia in ambito accademico che imprenditoriale in attesa della seconda Conferenza sulle Prospettive Globali delle Indicazioni Geografiche in programma a Roma dal 18 al 21 febbraio organizzato da Qualivita, FAO e dal Ministero italiano dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), insieme a partner internazionali.</em></p>
<p>Durante l’incontro, tenutosi presso la Camera di Commercio di Modena e organizzato dal <strong>Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong>, il professor Stefano Magagnoli e la dottoressa Stefania Portioli hanno presentato il “<strong>Progetto Sostenibilità</strong>”, portato avanti con <strong>l’Universita degli Studi di Parma</strong>, mentre la professoressa Caterina Durante ha presentato il “<strong>Progetto Autenticità”, </strong>sviluppato con<strong> l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.</strong></p>
<p>L’incontro, moderato da <strong>Federico Desimoni, Direttore del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong>, ha avuto l’obiettivo di promuovere il confronto tra Università e attori del sistema e di stimolare soluzioni su tematiche di interesse per il settore dell’<strong>Aceto Balsamico di Modena IGP </strong>ed ha offerto numerosi spunti di riflessione sui temi della sostenibilità e dell’autenticità declinate nel settore dell’Aceto Balsamico di Modena IGP.</p>
<p>Numerosi i produttori presenti e tra le Istituzioni modenesi ha portato il saluto la Vice Sindaca di Modena <strong>Francesca Maletti che ha dichiarato:</strong> “<em>Studiare, innovare, confrontarsi per essere sempre più efficaci e sostenibili, questo è quello sta facendo il Consorzio dell’Aceto Balsamico di Modena con l’Università di Parma, Modena e Reggio Emilia, proprio per mantenere un prodotto di qualità, ma anche una sostenibilità da un punto di vista economico. L’Aceto Balsamico di Modena IGP è definito da molti un prodotto di nicchia, ma qui ci sono grandi produttori che hanno fatto grandi investimenti e c’è bisogno di sostenibilità e di mantenere molti posti di lavoro. Grazie per portare Modena nel mondo</em>”.</p>
<p><em>“Stiamo vivendo un momento importante </em>– sottolinea il <strong>Direttore Federico Desimoni</strong> –<em> un cambio d’epoca e di paradigma perché il nuovo regolamento europeo a tutela delle DOP e IGP propone il tema della sostenibilità da una prospettiva innovativa considerando non solo il piano individuale, ma anche quello sistemico. E proprio a questo livello ci sentiamo ingaggiati come Consorzio di tutela: la creazione di un ecosistema complesso in cui l’operatività delle singole aziende viene integrata con quella associativa, del Consorzio, e collettiva a livello territoriale e istituzionale”</em>.</p>
<p>Le relazioni presentate da <strong>Stefano Magagnoli</strong> e <strong>Stefania Portioli</strong> e da <strong>Caterina Durante</strong>, hanno messo in evidenza i punti di forza della filiera dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, le possibili aree di intervento ed il crescente impegno del Consorzio di tutela verso progetti in grado di valorizzare la dimensione dell’autenticità del prodotto e della sostenibilità ambientale, economica e sociale dell’intero settore, in un’ottica di sviluppo del territorio e delle comunità locali.</p>
<p>“<em>Il progetto che il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena sta pensando e vuole sviluppare relativamente alla misurazione del valore incrementale rispetto ad un prodotto generico</em>, ha affermato <strong>Stefania Portioli</strong>, <em>e questo valore dovrebbe essere la risultante di misurazioni all’interno del sistema, non come singola azienda, ma come sistema agroalimentare locale. </em><em>È una sfida importante ed inoltre è il primo consorzio che ragiona in questi termini, serve la collaborazione di tutti gli stakeholder e l’idea è quella di arrivare a stakeholder la dove la singola azienda non può arrivare ad esempio alle istituzioni locale e anche al consumatore, per arrivare ad una logica della misurazione del valore non solo basata sullo storytelling ma integrata su quello che è lo “sharing value” ovvero il reale valore del prodotto sul mercato</em>”.</p>
<p>La professoressa <strong>Caterina Durante</strong> ha dichiarato “<em>Il progetto finanziato dalla Fondazione di Modena e dall’ateneo di Modena e Reggio Emilia, che vede la partecipazione del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, ha l’importante obiettivo di sviluppare degli strumenti di autenticità e di valorizzazione del proprio prodotto basati su delle strategie che hanno una grande attenzione nei confronti della sostenibilità. Sono delle strategie che puntano ad avere delle impronte digitali uniche, avere un profilo unico dell’Aceto Balsamico di Modena IGP è un supporto sia alla sua unicità e ma ance halal sua tutela e alla identità</em>”.</p>
<p>Concludendo la serata, il Direttore Federico Desimoni torna ad evidenziare la complessità e l’alto livello di innovazione degli ambiti in cui il Consorzio si sta addentrando e, insieme ad essa, l’importanza di un lavoro collettivo e di squadra capace di coinvolgere anche il mondo accademico e della ricerca scientifica e applicata. La sfida è impegnative, ma dalle parole del Direttore emerge una grande fiducia nelle capacità delle persone, delle aziende e delle istituzioni coinvolte nell’ecosistema dell’Aceto Balsamico di Modena, nel suo territorio e nella comunità di appartenenza.</p>
<p>Fonte:<a href="https://mailchi.mp/c114552a7c71/sostenibilit-e-autenticit-consorzio-e-universit-insieme-per-pensare-al-futuro?e=79902983c8" target="_blank" rel="noopener"><strong> Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-aceto-balsamico-di-modena-presenta-il-progetto-sostenibilita-unipr-e-il-progetto-autenticita-unimore/">Consorzio Aceto Balsamico di Modena presenta il “Progetto Sostenibilità” e il “Progetto Autenticità”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Innovazione come unica risposta alle sfide dei produttori di Arancia Rossa di Sicilia IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/innovazione-come-unica-risposta-alle-sfide-dei-produttori-di-arancia-rossa-di-sicilia-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 08:44:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=480441</guid>

					<description><![CDATA[<p>Arancia Rossa di Sicilia IGP: convegno ad Acireale, illustrati i risultati e gli obiettivi del progetto Novarancia. Il Presidente del Consorzio Gerardo Diana: «Cambiamenti climatici e “malattie” sono le più importanti, ma ci sono anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/innovazione-come-unica-risposta-alle-sfide-dei-produttori-di-arancia-rossa-di-sicilia-igp/">Innovazione come unica risposta alle sfide dei produttori di Arancia Rossa di Sicilia IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Arancia Rossa di Sicilia IGP: convegno ad Acireale, illustrati i risultati e gli obiettivi del progetto Novarancia. Il Presidente del Consorzio Gerardo Diana: «Cambiamenti climatici e “malattie” sono le più importanti, ma ci sono anche quelle sull’origine del prodotto e altre sfide che ci attendono».</em></p>
<p>Si è svolto martedì 3 dicembre 2024 presso la Sala Convegni del CREA di Acireale il convegno promosso nell’ambito del Progetto Novarancia, misura 16.1, su Tecnologie Innovative e Agrumicoltura Sostenibile. Forte la partecipazione degli addetti ai lavori, produttori, docenti universitari e ricercatori. Il convegno è stato coordinato dal giornalista Salvo Falcone, che ha ricordato i partner del Progetto a partire dal CREA, il Parco Scientifico e Tecnologico, Piante Faro, AgroBioteh, il <strong>Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong>, il Consorzio Euroagrumi e le aziende agricole Oliveri Lucio, capofila del progetto, Di Lella Carmine, Giovanni Crispi e Eredi Motta.</p>
<p>Dopo i saluti di rito si sono susseguiti gli interventi di Cinzia Oliveri, responsabile del progetto, che ha ripercorso le tappe del Progetto NovArancia illustrando i risultati raggiunti in campo e gli obiettivi tutt’ora in corso, sottolineando l’importanza della innovazione che il progetto sta perseguendo e che rappresenta la risposta efficace per le sfide che i produttori di arancia rossa devono ogni giorno affrontare.</p>
<p>Quindi gli interventi dei vari relatori: Concetta Licciardello, primo ricercatore CREA ha trattato la tracciabilità genetica dei cloni di arancia rossa, Biagio Torrisi ha parlato delle nuove prospettive per il vivaismo agrumicolo attraverso l’impiego del T- budding con l’innesto a gemma, il Prof. Catara, innovation broker del progetto, che ha sottolineato l’importanza dell’innovazione nella gestione delle patologie degli agrumi, soffermandosi in particolare sui vari portainnesti oggi a disposizione e sulle criticità che molti di essi presentano, Grazia Licciardello, primo ricercatore CTRA che ha sottolineato l’importanza della certificazione degli agrumi e delle innovazioni diagnostiche.</p>
<p>Innovare. È l’unica risposta possibile alle sfide che si trovano oggi di fronte i produttori di Arancia Rossa di Sicilia IGP. Lo ha detto chiaro il presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP,<strong> Gerardo Diana</strong>, nel suo intervento al convegno <strong>Tecnologie innovative e agrumicoltura sostenibile.</strong></p>
<p><strong>Le sfide del clima e delle nuove “malattie”</strong>. «Dobbiamo innovare rapidamente perché le imprese ce lo chiedono e ce lo chiedono i confezionatori e il mercato. Perché i nostri associati hanno bisogno di una ricerca sempre più veloce per affrontare le nuove sfide», ha evidenziato. Le sfide sono importanti e decidono il futuro del settore. Si tratta di «quelle ambientali, lo abbiamo visto quest’anno quando in molti hanno dovuto sacrificare le piante più vecchie a favore delle piante più giovani con varietà sempre più apprezzate dai consumatori. E poi c’è da affrontare la sfida delle nuove “malattie”. E questo proposito chiediamo un aiuto agli enti competenti, perché si facciano maggiori controlli sullo stato fitosanitario delle piante».</p>
<p><strong>Ricerca per garantire l’origine</strong>. Controlli che, invece, avvengono «su quanto viene venduto. In un anno ne sono stati 55mila dall’Icqrf mentre su tre verifiche sul biologico da parte dei Carabinieri della Tutela Agroalimentare, 2 risultano non conformi». Va meglio, invece, per «DOP e IGP dove le sanzioni sono molte meno anche se dobbiamo fare di più sull’origine del prodotto come lavorare sul Dna delle piante per garantire il rispetto di quanto previsto dal disciplinare».</p>
<p>Dopo l’intervento di Salvatore Rapisarda del Consorzio Euroagrumi, del Dott. Spina, dello Studio Associato Agriengineering, ha concluso i lavori dell’interessantissimo convegno Alberto Continella, professore associato di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree, che ha tirato le conclusioni riaffermando l’importanza della innovazione e della ricerca in generale e quella compiuta nell’ambito del Progetto Novarancia in particolare.</p>
<p><strong>Ricerca e innovazione come garanzia di futuro: il progetto Novarancia</strong>. La ricerca e l’innovazione sono, dunque, strumenti con i quali l’agricoltura di oggi non può prescindere.  Il progetto <strong>Novarancia,</strong> che analizza gli aspetti di natura genetica, fitosanitaria e agronomica i cui risultati raggiunti e gli obiettivi in corso sono stati al centro del convegno di Acireale. Le innovazioni che Novarancia ha iniziato a valutare con i vivaisti e i produttori sono tre. Una di natura <strong>genetica</strong> riguarda l’uso della tecnologia di sequenziamento ad alta processività (Ngs), per l’identificazione genetica (univoca) della pianta capostipite e quindi del materiale di moltiplicazione, e per la tracciabilità dei prodotti derivati. L’altra <strong>fitosanitaria</strong> con l’utilizzo dell’analisi bioinformatica degli Rna virali e viroidali, per l’accertamento fitosanitario globale delle piante capostipite per l’identificazione di infezioni da patogeni noti e di eventuali altri ancora ignoti e asintomatici su alcuni ospiti. Infine, la terza, <strong>agronomica</strong>, include la validazione di tecniche vivaistiche e pratiche colturali, efficienti e sostenibili, per la produzione in vivaio e la messa a dimora di piante molto giovani, a rapida crescita ed entrata in produzione anticipata, nonché varie metodologie di monitoraggio e governo dell’agrumeto.</p>
<p><strong>Il Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong>. È una realtà che coinvolge oltre 30 Comuni della Sicilia Orientale e conta, oltre alle migliaia di impiegati nel settore, oltre 500 aziende agricole associate per un totale di oltre 6.500 ettari certificati con l’IGP, dei quali 800 in regime biologico. Sono tre gli intermediari di mercato e oltre 70 i centri di confezionamento associati, più di 300 sono le etichette autorizzate all’uso della denominazione protetta Igp come ingrediente nei prodotti elaborati, trasformati, composti pubblicati in un albo consortile. Nell’ultima campagna Le imprese aderenti al Consorzio hanno commercializzato quasi 22mila tonnellate di prodotto fresco e circa 7mila per l’industria, per un totale che si avvicina alle 30mila tonnellate per un fatturato di circa 40 milioni di euro.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/12/04-cs-post-convegno-novarancia.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/innovazione-come-unica-risposta-alle-sfide-dei-produttori-di-arancia-rossa-di-sicilia-igp/">Innovazione come unica risposta alle sfide dei produttori di Arancia Rossa di Sicilia IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Innovazione e Tradizione del Valtellina Casera DOP: presentati i risultati del progetto Simca</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/innovazione-e-tradizione-del-valtellina-casera-dop-presentati-i-risultati-del-progetto-simca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 08:36:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=479484</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il progetto SIMCA ha analizzato oltre 450 campioni di Valtellina Casera DOP, rivelando assenza di lattosio e galattosio, elevati valori nutrizionali e identificando soluzioni innovative per migliorare la qualità del prodotto e supportare l’aggiornamento del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/innovazione-e-tradizione-del-valtellina-casera-dop-presentati-i-risultati-del-progetto-simca/">Innovazione e Tradizione del Valtellina Casera DOP: presentati i risultati del progetto Simca</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il progetto SIMCA ha analizzato oltre 450 campioni di Valtellina Casera DOP, rivelando assenza di lattosio e galattosio, elevati valori nutrizionali e identificando soluzioni innovative per migliorare la qualità del prodotto e supportare l’aggiornamento del disciplinare.</em></p>
<p>Si è tenuto venerdì 22 novembre, presso la sede di Confindustria Lecco e Sondrio, l’incontro dal titolo <strong>“Soluzioni innovative per il miglioramento delle tecnologie di produzione del Valtellina Casera DOP nel percorso di rivisitazione del disciplinare (SIMCA)”</strong>, promosso dal <strong>Consorzio Tutela Valtellina Casera e Bitto</strong>.</p>
<p>Il progetto SIMCA, cofinanziato da Regione Lombardia “PSR 2014/2020 operazione 16.201 Progetto pilota e sviluppo di innovazione”, condotto in collaborazione con l’<strong>Università degli Studi di Milano</strong>, l’<strong>Istituto di Biologia e Biotecnologie Agrarie</strong> e l’<strong>Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR</strong>, ha valutato <strong>oltre 450 campioni</strong> in due anni, svolgendo più di <strong>25 sessioni di prove analitiche e sensoriali</strong>. I risultati confermano l’<strong>assenza totale di lattosio e galattosio</strong>, <strong>una buona presenza di diversi elementi nutritivi</strong> e il forte potenziale per migliorare ulteriormente la qualità del Valtellina Casera DOP.  Una produzione stabile e in continua crescita con oltre <strong>230.000 forme all’anno. </strong></p>
<p><em> </em><em>“Siamo giunti alla <strong>conclusione di due anni di intenso lavoro sperimentale</strong>, un’esperienza unica per il nostro settore</em> – ha dichiarato <strong>Marco Deghi, Presidente del Consorzio Tutela Valtellina Casera e Bitto</strong>. – <em>In passato ci siamo spesso affidati alle pratiche tradizionali, senza approfondire in modo sistematico i fenomeni alla base della produzione. Oggi, invece, abbiamo voluto entrare in un maggior dettaglio, studiando: <strong>i processi di trasformazione, le caratteristiche del latte, le variabili produttive e le innovazioni che negli ultimi 25 anni hanno influenzato la storia di questo formaggio</strong>. Si tratta di un approccio nuovo, che affianca alla tradizione <strong>un’importante base scientifica</strong>, necessaria e fondamentale per affrontare con solide evidenze <strong>il progetto di modifica del disciplinare</strong>”.</em></p>
<p>A distanza di quasi trent’anni dalla pubblicazione, <strong>il disciplinare del Valtellina Casera DOP richiede un riesame per riflettere i cambiamenti socioeconomici, tecnologici e di mercato</strong> che hanno interessato la filiera del latte valtellinese. Alcune prescrizioni relative all’allevamento e al processo produttivo risultano poco definite, nonostante il loro impatto sulle caratteristiche del prodotto finito. Grazie al progetto SIMCA, è stato possibile verificare come variabili quali razza bovina, foraggi, trattamenti termici del latte, modalità di pressatura e stagionatura influenzino la qualità e i profili sensoriali del formaggio.</p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em>I risultati </em></strong><em>raggiunti dal progetto<strong> forniscono elementi scientifici e operativi per una possibile modifica del disciplinare</strong></em> – <strong>ha spiegato Ivano De Noni, del Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l&#8217;Ambiente dell’Università degli Studi di Milano</strong>. – <em>Questo supporta i produttori nell’adozione di pratiche zootecniche e di caseificazione utili per migliorare la qualità del prodotto, individuando al contempo soluzioni di commercializzazione capaci di rispondere alle esigenze del mercato attuale.”</em></p>
<p><em>Il nuovo disciplinare deve garantire la tutela del Valtellina Casera DOP anche per il futuro, assicurando che i consumatori possano continuare a trovare nei nostri prodotti i sapori autentici e tipici della Valtellina </em>– <strong>ha detto Attilio Tartarini, consulente tecnico del Consorzio.</strong></p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Valtellina Casera e Bitto</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/11/Convegno-CTCB_-25-novembre-2024_CS.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/innovazione-e-tradizione-del-valtellina-casera-dop-presentati-i-risultati-del-progetto-simca/">Innovazione e Tradizione del Valtellina Casera DOP: presentati i risultati del progetto Simca</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Consorzio Vini D’Abruzzo sperimenta le varietà resistenti sul campo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-vini-dabruzzo-sperimenta-le-varieta-resistenti-sul-campo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 14:23:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=468526</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si chiama “ADO &#8211; Areali delle quattro D.O. Abruzzo per una caratterizzazione moderna” l’innovativo progetto di valorizzazione del patrimonio viticolo abruzzese presentato recentemente dal Consorzio Tutela Vini D’Abruzzo. Promosso in collaborazione con Ager e finanziato dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-vini-dabruzzo-sperimenta-le-varieta-resistenti-sul-campo/">Il Consorzio Vini D’Abruzzo sperimenta le varietà resistenti sul campo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si chiama “ADO &#8211; Areali delle quattro D.O. Abruzzo per una caratterizzazione moderna” l’innovativo progetto di valorizzazione del patrimonio viticolo abruzzese presentato recentemente dal Consorzio Tutela Vini D’Abruzzo.</em></p>
<p>Promosso in collaborazione con Ager e finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 del Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo, ADO vede, per la prima volta in assoluto declinata in chiave territoriale, l’applicazione delle più moderne tecnologie in vigneto, con l’obiettivo di mappare un’intera regione.</p>
<p>Grazie al supporto della piattaforma Enogis, vengono incrociati i dati metereologici delle 47 stazioni climatiche sparse nell’intero territorio, con lo schedario viticolo, la carta dei suoli e le serie climatiche. Attraverso quest’analisi approfondita, Consorzio e singola azienda avranno modo di valutare la vocazione di ogni singolo appezzamento di vigneto, traendone conclusioni sulle varietà piantate, orientamento e fabbisogno idrico. Con l’integrazione del nuovo supporto del bollettino fitopatologico viticolo emanato dalla Regione, ogni viticoltore avrà in mano un potentissimo strumento di valutazione a breve e lungo termine. <strong>In questo progetto sono coinvolte al massimo livello tutte le filiere collegate alla produzione integrata nel vigneto quindi produttori, tecnici di campagna e istituzioni.</strong></p>
<p>“I nostri viticoltori avranno a disposizione con un solo click tutte le informazioni utili per prendere scelte non solo in campo fitosanitario ma anche in fase di nuovi impianti o rinnovo degli stessi. – racconta <strong>Alessandro Nicodemi</strong>, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo &#8211; Scelte che orientano la produzione verso una duplice sostenibilità: da un lato quella ambientale, attraverso la tutela dell’operatore su tutto il comprensorio di riferimento, per ridurre al minimo l’uso di fitofarmaci solo quando necessari, dall’altro quella economica, con la possibilità di piantare vigneto e varietà nel posto giusto”</p>
<p>Approfondimento e studio applicato anche nella selezione di nuove varietà, che è alla base delle sperimentazioni condotte con vigneti resistenti da parte del Consorzio con il prezioso supporto dell’<strong>istituto tecnico agrario Ridolfi-Zimarino di Scerni</strong>. Quest’anno sono state piantate 18 varietà resistenti, messe a confronto con le varietà autoctone per verificare la possibilità di introdurle nel registro regionale e poterle utilizzare nella produzione a IGT. Un progetto che nell’arco di 5 anni darà la possibilità ai viticoltori di ampliare le scelte viticole soprattutto in areali più soggetti a fitopatologie. “Sperimentazioni fondamentali in un contesto di cambiamento climatico – continua Nicodemi – anche alla luce di quanto successo lo scorso anno con i focolai di peronospora, di cui stiamo ancora attendendo i risarcimenti. Dobbiamo quindi trovare soluzioni preventive per preservare la redditività dei nostri viticoltori e sostenere così la produzione vitivinicola abruzzese.”</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Vini D’Abruzzo</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/06/20240606_cs-vini-abruzzo.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-vini-dabruzzo-sperimenta-le-varieta-resistenti-sul-campo/">Il Consorzio Vini D’Abruzzo sperimenta le varietà resistenti sul campo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Colli Berici DOP: un campo catalogo per salvare i vitigni rari dall&#8217;estinzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/colli-berici-dop-un-campo-catalogo-per-salvare-i-vitigni-rari-dallestinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 07:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=467287</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza, in occasione della presentazione del libro di GRASPO &#8220;100 Custodi per 100 Vitigni, la Biodiversità Viticola in Italia&#8221;, tenutasi venerdì 17 maggio alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/colli-berici-dop-un-campo-catalogo-per-salvare-i-vitigni-rari-dallestinzione/">Colli Berici DOP: un campo catalogo per salvare i vitigni rari dall&#8217;estinzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il <strong>Consorzio Tutela Vini Colli Berici</strong> <strong>e</strong> <strong>Vicenza</strong>, in occasione della presentazione del libro di GRASPO &#8220;100 Custodi per 100 Vitigni, la Biodiversità Viticola in Italia&#8221;, tenutasi venerdì 17 maggio alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, ha annunciato l’avvio di un<strong> progetto di ricerca per la realizzazione di un nuovo campo catalogo</strong>. </em></p>
<p>L’iniziativa, introdotta dal direttore Giovanni Ponchia insieme al custode e vignaiolo Giovanni Leopoldo Mancassola, prevede la creazione di un <strong>vigneto sperimentale di 500 mq</strong> a Lonigo dedicato all’<strong>allevamento di circa 20 antiche varietà viticole</strong>, tra cui gambugliana, leonicena, pomella, quaiara, rossa burgan, denela e saccola.</p>
<p>“Oltre all’obiettivo di salvaguardare i vitigni ad altissimo rischio di estinzione – dichiara <strong>Giovanni Ponchia</strong> –, il campo catalogo vuole offrire un monitoraggio pluriennale per comprendere quali siano le varietà più adatte alle sfide climatiche attuali”.</p>
<p>“In un mondo dove solo 20 varietà contribuiscono all’80% della produzione in commercio a livello internazionale – continua <strong>Giovanni Leopoldo Mancassola</strong> –, la nostra sfida è riscoprire antichi vitigni capaci di dar vita a vini contemporanei e sostenibili che incontrano il gusto dei giovani consumatori”.</p>
<p>Il campo catalogo si inserisce, al fianco di altri progetti, nel libro redatto da GRASPO che si fa ​ manifesto per creare una rete tra aziende, istituzioni e centri di ricerca, con l’obiettivo di identificare, salvaguardare e vinificare i numerosi vitigni autoctoni a rischio di estinzione.</p>
<p>Durante l’evento hanno preso la parola Remo Pedon, presidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, il professore Attilio Scienza, Gianpaolo Girardi, fondatore di Proposta Vini, e Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza. Hanno partecipato al dialogo anche i fondatori di <strong>GRASPO</strong>, Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi, con il racconto di alcune delle affascinanti storie di conservazione di oltre 100 vitigni rari racchiuse nel libro. Il testo, che non si limita a catalogare i vitigni a rischio estinzione, offre infatti un’esperienza immersiva nel mondo viticolo italiano, attraversando tutte le regioni e mettendo in relazione ampelografi e centri di ricerca.</p>
<p>Fonte: <a href="https://consorzio.bevidoc.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/05/comstampa240521colli-bericicampo-catalogo.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/colli-berici-dop-un-campo-catalogo-per-salvare-i-vitigni-rari-dallestinzione/">Colli Berici DOP: un campo catalogo per salvare i vitigni rari dall&#8217;estinzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prosciutto di Parma DOP: a PARSUTT il premio innovazione EIP-AGRI</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-a-parsutt-il-premio-innovazione-eip-agri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 13:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=466855</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Gruppo Operativo PARSUTT, guidato dal CRPA insieme al Consorzio del Prosciutto di Parma, premiato dalla Rete europea della PAC. Il progetto, risultato vincitore del premio europeo EIP-AGRI 2024 nella categoria “Benessere Animale e Allevamenti”, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-a-parsutt-il-premio-innovazione-eip-agri/">Prosciutto di Parma DOP: a PARSUTT il premio innovazione EIP-AGRI</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Gruppo Operativo PARSUTT, guidato dal CRPA insieme al Consorzio del Prosciutto di Parma, premiato dalla Rete europea della PAC. Il progetto, risultato vincitore del premio europeo EIP-AGRI 2024 nella categoria “Benessere Animale e Allevamenti”, ha creato un protocollo</em><em> co</em><em>n elevati standard di benessere animale e biosicurezza </em><em>per la filiera suinicola.</em></p>
<p>È il progetto <a href="https://www.prosciuttodiparma.com/news/rafforzare-il-benessere-animale-e-la-biosicurezza-negli-allevamenti-suinicoli-attraverso-il-protocollo-parsutt/" target="_blank" rel="noopener">PARSUTT (PARma ham high SUsTainability sTandard)</a><strong>, </strong>coordinato dal <a href="https://www.fondazionecrpa.it/prodotto/goi-parsutt/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Centro Ricerche Produzioni Animali &#8211; CRPA di Reggio Emilia</strong></a>, con la partecipazione diretta del Consorzio del Prosciutto di Parma e in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano &#8211; Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali, a vincere il <strong>premio per l’innovazione di EIP-AGRI</strong>, la rete europea istituita nel 2012 per promuovere la ricerca e l’innovazione in ambito agricolo.</p>
<p>Al progetto, <strong>finanziato dalla Regione Emilia-Romagna</strong> attraverso fondi del <strong>PSR 2014-2020</strong>, è stato riconosciuto un elevato grado di innovazione per le pratiche e le soluzioni proposte, volte a delineare un modello di filiera suinicola virtuosa nell’ambito del <strong>Prosciutto di Parma DOP</strong>, con un’attenzione particolare rivolta alla fase di allevamento.</p>
<p>Attraverso l’analisi degli standard internazionali e il coinvolgimento di oltre cento stakeholder e 25 esperti scientifici internazionali è stato sviluppato un protocollo innovativo basato su ventitré parametri con standard di benessere animale e biosicurezza superiori rispetto a quelli imposti dalla normativa vigente, che viene messo a disposizione di tutti gli anelli della filiera produttiva, affinché possano applicarlo, su base volontaria.</p>
<p>Gli elementi essenziali del protocollo prevedono un’attenzione particolare al benessere delle scrofe in gestazione e maternità, dei suinetti in post-svezzamento e dei suini in ingrasso. Includono la disponibilità di spazi di allevamento superiori ai minimi di legge, di superfici di riposo confortevoli e spaziose, di una maggiore quantità di paglia e altri materiali fibrosi.</p>
<p>“L’importante riconoscimento ottenuto dal progetto PARSUTT ci rende estremamente orgogliosi e rafforza in noi l’idea che attraverso la ricerca si possa accompagnare la suinicoltura italiana in un futuro fatto di innovazione e visioni ambiziose. Il nostro auspicio, ora, è che questo progetto possa dare vita ad una filiera virtuosa sempre più estesa” commenta <strong>Alessandro Utini, Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma</strong>.</p>
<p>“L’impegno di CRPA sul benessere animale nel settore allevatoriale è da sempre significativo. Con questo progetto abbiamo voluto dimostrare che esistono pratiche virtuose, oltre a dotare l’intera filiera del Prosciutto di Parma di validi strumenti per un approccio sempre più sostenibile agli allevamenti” afferma <strong>Simona Caselli, Presidente di CRPA</strong>. “Essere stati premiati a livello europeo in un&#8217;occasione così importante testimonia che abbiamo sviluppato un&#8217;offerta innovativa e avanzata.”</p>
<p>Nella PAC 2023-2027, i progetti dei Gruppi Operativi continuano ad essere uno strumento chiave per l&#8217;innovazione e lo scambio di conoscenze. A dicembre 2023, oltre 3.400 progetti sono stati segnalati nel database della Commissione europea. Di questi, ne sono stati selezionati trenta – cinque per ciascuna delle sei categorie individuate. Solo sette progetti sono risultati vincitori: uno per categoria e il settimo per votazione popolare. La cerimonia di premiazione si è svolta mercoledì 8 maggio ad Estoril, Portogallo, nell’ambito della conferenza &#8220;EIP-AGRI Operational Groups: Innovation in practice”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.prosciuttodiparma.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Prosciutto di Parma</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/05/Prosciutto-di-Parma-DOP-al-progetto-PARSUTT-il-premio-europeo-per-linnovazione-EIP-AGRI.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-parma-dop-a-parsutt-il-premio-innovazione-eip-agri/">Prosciutto di Parma DOP: a PARSUTT il premio innovazione EIP-AGRI</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cibus, Pecorino Romano DOP alla scoperta di nuovi mercati con progetti internazionali</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cibus-pecorino-romano-dop-alla-scoperta-di-nuovi-mercati-con-progetti-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2024 12:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cibus]]></category>
		<category><![CDATA[cibus2024]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=466628</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre duemila piatti serviti dallo chef Matteo Barbarossa direttamente nello stand del Consorzio alle migliaia di visitatori che si sono alternati nei quattro giorni di fiera, oltre 100 pinse sfornate e servite ancora calde, 100 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cibus-pecorino-romano-dop-alla-scoperta-di-nuovi-mercati-con-progetti-internazionali/">Cibus, Pecorino Romano DOP alla scoperta di nuovi mercati con progetti internazionali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Oltre duemila piatti serviti dallo chef Matteo Barbarossa direttamente nello stand del Consorzio alle migliaia di visitatori che si sono alternati nei quattro giorni di fiera, oltre 100 pinse sfornate e servite ancora calde, 100 chili di prodotto grattugiato utilizzato e oltre 60 chili di prodotto degustato in purezza, con un rocco di marmellata o miele. Filo conduttore e grande protagonista, il Pecorino Romano DOP che, fra cacio e pepe e carbonara, fra risotti e pizze alla pala, fra couscous e riso Venere, al Cibus di Parma è stato ancora una volta fra i prodotti più apprezzati e ricercati.</em></p>
<p>Tanti i produttori associati al Consorzio di tutela presenti alla fiera dell’agroalimentare simbolo del made in Italy nel mondo, con il proprio stand o nell’inconfondibile stand del Consorzio, tutti con lo stesso obiettivo: promuovere il Pecorino Romano con consumatori, buyer e importatori, per consolidarne il posizionamento nei paesi dove è già da tempo un caposaldo dell’alimentazione e conquistare nuovi spazi in un mercato che ha ancora potenzialità sconfinate.</p>
<p><strong>I numeri del Pecorino Romano DOP &#8211;</strong> Il 2023 è stato un anno molto favorevole per il PR, la produzione è stata pari a 360mila quintali, con un incremento del 12,2% rispetto al 2022, ma il dato più importante è stato quello relativo al prezzo in quanto nel corso dell’anno si è raggiunto il prezzo di vendita all’ingrosso mai raggiunto di 14,05 euro, con un incremento del prezzo medio annuale rispetto al 2022 del 16,5%. Dalla seconda metà del 2023 il prezzo del formaggio ha subito una diminuzione che si è stabilizzata negli ultimi sei mesi intorno al valore di 12,30 euro, un calo nomale e fisiologico dopo i picchi precedenti e che segna la stabilizzazione sul mercato. Si conferma per il primo quadrimestre del 2024 una situazione di stabilità. Nel primo quadrimestre del 2024 le vendite sono cresciute in quantità di circa il 7%. Il Pecorino Romano conta 12mila aziende produttrici e 25mila addetti e genera un valore annuo di circa 300 milioni di euro.</p>
<p><strong>Gianni Maoddi, presidente Consorzio Pecorino Romano – </strong>“Qui al Cibus iniziamo il percorso del nuovo triennio del progetto Italia-Germania, due paesi dove con il progetto cofinanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di crescere ancora su quei mercati. Il Pecorino Romano sta vivendo un ottimo momento di stabilità, fa numeri eccellenti, e questo garantisce ricadute positive sull’intera filiera”, dice il presidente del Consorzio, Gianni Maoddi. “Con i nuovi progetti per il 2024 mettiamo in campo attività promozionali e di comunicazione importanti, oltre a quello già citato siamo sul mercato degli Stati Uniti, dove ci sono ancora tantissimi spazi di crescita, in Giappone, nel Regno Unito e in Svizzera, e si sta programmando un intervento sul mercato canadese. Insomma, non ci fermiamo: il Pecorino Romano, con la sua storia e il suo sapore inconfondibile, ci permette di arrivare ovunque”.</p>
<p><strong>I dati dell’export del Pecorino Romano &#8211; </strong>Circa il 70% della produzione di Pecorino Romano viene venduto fuori dai confini nazionali. Il primo mercato di sbocco è rappresentato dagli USA con circa il 40%, seguito dal mercato dell’Unione europea con il 17%, dal Canada e dal Giappone con quasi il 5% e il resto del mondo per la restante quota. Sicuramente il “made in Italy” è sempre più apprezzato all’estero e lo dimostrano gli infiniti tentativi di imitazione.</p>
<p><strong>Riccardo Pastore, direttore generale del Consorzio Pecorino Romano – </strong>“Quest’anno a Cibus abbiamo avuto un incredibile afflusso di pubblico, soprattutto da parte di operatori nel settore food e buyer della GD, con una importante presenza dei nostri associati”, dice il direttore generale del Consorzio Riccardo Pastore. “Stiamo naturalmente guardando a nuovi mercati e in questo momento molto interessanti sono sicuramente quelli asiatici; stiamo collaborando con altri consorzi per valorizzare reciprocamente i prodotti, per esempio ci interessa molto l’abbinamento con i vini, e stiamo valutando anche un progetto che riguarda la proposta del Pecorino Romano all’interno dei Cocktail Party. E poi – conclude Pastore &#8211; c’è il progetto della pinsa, che abbiamo lanciato a Los Angeles, migliorato ulteriormente in questa occasione e che porteremo anche a New York, ennesima dimostrazione della versatilità del Pecorino Romano”.</p>
<p><strong>Cibus</strong>, da sempre il punto di riferimento per l&#8217;agroalimentare Made in Italy, alla sua 22ª edizione ha superato ogni aspettativa. Con oltre 3.000 marchi presenti e 60mila visitatori da tutto il mondo, la fiera ha raggiunto il tutto esaurito per la parte espositiva, e ha accolto  più di 1.000 buyer internazionali provenienti dai principali mercati di interesse. Con una superficie espositiva di 120mila metri quadrati, Cibus offre una panoramica completa del settore alimentare italiano, presentando il meglio dei settori principali dell&#8217;agroalimentare Made in Italy.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Pecorino Romano DOP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/05/Cs-Cibus-chiusura.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cibus-pecorino-romano-dop-alla-scoperta-di-nuovi-mercati-con-progetti-internazionali/">Cibus, Pecorino Romano DOP alla scoperta di nuovi mercati con progetti internazionali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mozzarella di Bufala Campana DOP, primo progetto sull’Intelligenza Artificiale contro l’Italian sounding</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-primo-progetto-sullintelligenza-artificiale-contro-litalian-sounding/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 15:29:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=454088</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP punta sull’Intelligenza Artificiale come strumento innovativo per la tutela di un prodotto DOP e ha realizzato il primo progetto in Italia per l’utilizzo dell’IA con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-primo-progetto-sullintelligenza-artificiale-contro-litalian-sounding/">Mozzarella di Bufala Campana DOP, primo progetto sull’Intelligenza Artificiale contro l’Italian sounding</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP punta sull’Intelligenza Artificiale come strumento innovativo per la tutela di un prodotto DOP e ha realizzato il primo progetto in Italia per l’utilizzo dell’IA con l’obiettivo di contrastare i prodotti fake e il fenomeno dell’Italian sounding.</em></p>
<p>L’iniziativa sarà presentata in conferenza stampa il <strong>prossimo 9 aprile</strong> alle ore 11 nella sala Cavour del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste in via XX Settembre a Roma.</p>
<p>All’incontro con i giornalisti interverranno <strong>Matteo Lorito</strong>, rettore dell’università Federico II di Napoli e presidente del Comitato scientifico del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP; <strong>Domenico Raimondo</strong>, presidente del Consorzio di Tutela; <strong>Pier Maria Saccani</strong>, direttore del Consorzio; <strong>Angela Nobile</strong>, responsabile settore Vigilanza del Consorzio; <strong>Giorgio Ciardella</strong>, Cto Farzati Spa. Modera <strong>Mauro Rosati</strong>, direttore di Origin Italia.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-primo-progetto-sullintelligenza-artificiale-contro-litalian-sounding/">Mozzarella di Bufala Campana DOP, primo progetto sull’Intelligenza Artificiale contro l’Italian sounding</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prodotti a Indicazione Geografica: un modello italiano di sviluppo del territorio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prodotti-a-indicazione-geografica-un-modello-italiano-di-sviluppo-per-leconomia-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 08:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=453161</guid>

					<description><![CDATA[<p>EEQF, Enjoy European Quality Food, progetto di valorizzazione di sei prodotti a Denominazione di Origine Controllata, Indicazione Geografica Protetta e Specialità Tradizionale Garantita, porta a termine il suo percorso formativo e di sensibilizzazione, al Phyd [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prodotti-a-indicazione-geografica-un-modello-italiano-di-sviluppo-per-leconomia-del-territorio/">Prodotti a Indicazione Geografica: un modello italiano di sviluppo del territorio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>EEQF, Enjoy European Quality Food, progetto di valorizzazione di sei prodotti a Denominazione di Origine Controllata, Indicazione Geografica Protetta e Specialità Tradizionale Garantita, porta a termine il suo percorso formativo e di sensibilizzazione, al Phyd di Milano.</em></p>
<p>Si è concluso mercoledì 28 febbraio presso il Phyd di Milano il <strong>progetto Enjoy European Quality Food</strong>, il <a href="https://www.eeqf.eu/" target="_blank" rel="noopener">progetto triennale co-finaziato dalla UE</a> e finalizzato a promuovere sei prodotti a Denominazione di Origine Controllata: <strong>Asti DOCG</strong>, <strong>Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG</strong>, <strong>Vino Nobile di Montepulciano DOCG</strong>, <strong>Provolone Valpadana DOP</strong>, <strong>Olio EVO DOP Terre di Siena</strong> e <strong>Mozzarella STG</strong>.</p>
<p>I paesi coinvolti nel progetto, oltre all&#8217;Italia, sono stati Spagna, Germania e Polonia, dando vita a nuove sinergie ed evidenziando il <strong>significato culturale che l&#8217;enogastronomia ricopre nel nostro Paese</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Cesare Baldrighi, Presidente di <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener">Origin Italia</a></strong>, ha sottolineato: &#8220;il ruolo fondamentale che i prodotti DOP svolgono nella promozione dello sviluppo economico del nostro Paese. Non possiamo ignorare il <strong>legame vitale tra questi prodotti e la filiera agricola</strong>, poiché rappresentano non solo una <strong>ricchezza gastronomica</strong>, ma anche un <strong>tessuto economico e sociale</strong> profondo per la nostra società.</p>
<p>Attraverso il progetto EEQF, siamo riusciti a <strong>enfatizzare ulteriormente la tutela di queste eccellenze</strong>, per costruire un futuro sostenibile per l&#8217;Italia, nel rispetto delle tradizioni, garantendo la qualità e creando opportunità concrete per i nostri agricoltori e produttori&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Scienza e Tecnica Lattiero Casearia</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/prodotti-a-indicazione-geografica-un-modello-italiano-di-sviluppo-per-leconomia-del-territorio/">Prodotti a Indicazione Geografica: un modello italiano di sviluppo del territorio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
