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	<title>Notizie &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Notizie &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Prosecco DOP Shockwave sale sul podio alla Barcolana 58: secondo posto dietro solo ad Arca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:20:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Maxi 90 della Denominazione conquista la seconda piazza alla Coppa d’Autunno dopo una stagione 2026 da incorniciare. A bordo anche Lucia Dalmasso, nuova Brand Ambassador di Prosecco DOC, e Sarah Fahr. In acqua anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Maxi 90 della Denominazione conquista la seconda piazza alla Coppa d’Autunno dopo una stagione 2026 da incorniciare. A bordo anche Lucia Dalmasso, nuova Brand Ambassador di Prosecco DOC, e Sarah Fahr. In acqua anche il Flying Dragon, con un equipaggio di campioni olimpici e mondiali.</em></p>
<p>Si chiude con un secondo posto di grande prestigio la 58ª Barcolana (2-11 ottobre 2026) per il Consorzio di Tutela del Prosecco DOC. Il Maxi 90 Prosecco DOC Shockwave³ ha tagliato il traguardo in seconda posizione, subito alle spalle di ARCA, al termine di una regata combattuta nel Golfo di Trieste.<br />
Il risultato corona una stagione eccezionale per il maxi yacht 90 dell’armatore Claudio Demartis e del co-armatore Pompeo Tria, capace in questo 2026 di conquistare la Line Honours con record storico alla 40ª Regata Brindisi-Corfù, la vittoria in tempo reale all&#8217;Aegean 600 nel Mar Egeo e in autunno al Trofeo Due Castelli e al Trofeo Bernetti.<br />
«Siamo felicissimi di questo secondo posto, che premia l&#8217;impegno straordinario dell&#8217;equipaggio di Prosecco DOC Shockwave³ e di tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto. La Barcolana è una vetrina unica per la nostra Denominazione: una regata che unisce migliaia di appassionati e porta il nome di Prosecco DOC nel cuore del Mediterraneo e nel mondo. La vela è una disciplina molto vicina ai nostri valori: rispetta l&#8217;ambiente, si muove con la forza del vento e racconta una cultura del mare fatta di squadra, passione e rispetto della natura, in linea con l&#8217;impegno per la sostenibilità che portiamo avanti ogni giorno nei nostri territori», ha dichiarato Giancarlo Guidolin, Presidente del Consorzio di Tutela della DOC Prosecco.</p>
<p><strong>La flotta Prosecco DOC nel Golfo: Shockwave³ e Swan 70 Flying Dragon</strong><br />
Il Consorzio ha affiancato a Shockwave³ anche quest&#8217;anno lo Swan 70 Flying Dragon, che Prosecco DOC sostiene da diversi anni. In regata, con l&#8217;armatore e timoniere Camillo Galiano, il tattico Andrea Trani (atleta olimpico e campione del mondo classe 470) e, a prua, Lorenzo Pujatti e Fulvio Manuelli, che con lo stesso Galiano condividono il titolo di campioni del mondo ORC.<br />
Campionesse in mare: Sarah Fahr e la nuova Brand Ambassador Lucia Dalmasso<br />
A bordo di Prosecco DOC Shockwave³ hanno gareggiato e vissuto l&#8217;emozione della Barcolana, insieme, Sarah Fahr e Lucia Dalmasso: ospiti d&#8217;eccezione e grandi atlete del panorama olimpico azzurro.</p>
<p><strong>Sarah Fahr</strong> (Atleta Prosecco DOC Imoco Volley e Medaglia d&#8217;Oro alle Olimpiadi di Parigi 2024): «È stata un&#8217;esperienza bellissima, coinvolgente e spettacolare. Io venendo da una famiglia di velisti ne ho fatte tante di regate in passato, in famiglia la vela è di casa, ma avere il privilegio di fare parte dell&#8217;equipaggio in una competizione storica come la Barcolana mi ha regalato un&#8217;emozione che resterà indelebile. Ringrazio gli amici del nostro naming sponsor Prosecco DOC per l&#8217;opportunità che mi ha dato e tutti i miei compagni di regata di Shockwave che mi hanno accolta come meglio non si poteva».</p>
<p><strong>Lucia Dalmasso</strong> (Medaglia di Bronzo nello snowboard ai Giochi di Milano Cortina 2026 e nuova Brand Ambassador Prosecco DOC, a bordo di Prosecco DOC Shockwave³ insieme a Sarah Fahr): «Sono molto felice di iniziare questa collaborazione con Prosecco DOC e di essere stata ospite alla Barcolana. È un&#8217;occasione speciale per conoscere da vicino una disciplina diversa dalla mia e condividere quei valori che rendono lo sport universale: passione, determinazione, rispetto e spirito di squadra. Perché, al di là dei risultati, è proprio questa capacità di unire le persone a rendere lo sport così speciale».</p>
<p><strong>La Prosecco DOC Lounge in Piazza Unità</strong><br />
A terra, il fulcro delle attività è stata la Prosecco DOC Lounge, allestita vicino alla Scala Reale di fronte a Piazza Unità. La Lounge, arredata da Calligaris con il logo Prosecco DOC – Milano Cortina 2026, ha ospitato sommelier per degustazioni guidate ed eventi esclusivi, come l&#8217;arrivo della staffetta paralimpica Obiettivo 3 di Alex Zanardi e la presentazione dell&#8217;equipaggio di Prosecco DOC Shockwave³ con la speciale partecipazione di Lelio, la nuova mascotte di Barcolana.</p>
<p><strong>Il Made in Italy e la strategia &#8220;Connecting People&#8221;</strong><br />
Tutti gli oltre 2.000 equipaggi partecipanti hanno ricevuto nella sacca di regata una bottiglia di Prosecco DOC delle 15 cantine consorziate aderenti:<br />
Brilla!<br />
Cabert<br />
Cantina Montelliana<br />
Cantine Maschio<br />
Fantinel<br />
La Gioiosa<br />
La Marca<br />
Masottina<br />
Pitars<br />
San Simone<br />
Serena Wines 1881<br />
Val d’Oca<br />
Valdo<br />
Villa degli Olmi<br />
Viticoltori Ponte<br />
Anche alla Barcolana, Prosecco DOC ha collaborato con i Consorzi del Montasio, del Prosciutto di San Daniele e della Mortadella Bologna, nel segno delle eccellenze del Made in Italy.<br />
La presenza alla Barcolana riafferma la filosofia &#8220;Connecting People&#8221; della Denominazione, leader con 667 milioni di bottiglie vendute e oltre 3,6 miliardi di euro di valore al consumo.<br />
La stagione velistica terminerà il prossimo weekend con Veleziana e VHC.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela del Prosecco DOC</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/20.-CS-BARCOLANA-2026_def-2.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Consorzio del Prosciutto di San Daniele: nasce il «Seicento» e si amplia l’offerta Ho.Re.Ca. ed export</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:20:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 236 del 10 ottobre 2026) entra in vigore la modifica ordinaria al disciplinare di produzione che introduce due novità per la DOP friulana: regolamentazione delle lunghe stagionature certificate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 236 del 10 ottobre 2026) entra in vigore la <strong>modifica ordinaria al disciplinare di produzione</strong> che introduce <strong>due novità</strong> per la DOP friulana: regolamentazione delle lunghe stagionature certificate e un nuovo formato per le esigenze della ristorazione e del mercato estero. </em></p>
<p>Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele è il primo tra quelli dei salumi italiani a DOP a certificare le lunghe stagionature, con l’obiettivo di aumentare il posizionamento qualitativo della Denominazione e garantire che il prolungato affinamento del prodotto, anche in termini commerciali, sia legato a precisi requisiti della materia prima e del processo produttivo.</p>
<p>L’aggiornamento del disciplinare regolamenta quindi le stagionature con l’introduzione della segmentazione «<strong>Seicento</strong>» prevedendo criteri specifici proprio per prosciutti a lunga maturazione. Le cosce destinate a tale lavorazione devono avere un peso compreso tra i 16 e i 18 kg, un adeguato e maggiore strato di grasso (30 mm) e dovranno essere identificate sin dall’inizio della lavorazione. Una pezzatura più elevata, quindi adatta a una più lunga stagionatura, e una lavorazione minima di <strong>600 giorni</strong>, corrispondenti a circa 20 mesi trascorsi interamente nei prosciuttifici siti in area tipica, identificano la nuova segmentazione del Prosciutto di San Daniele. Oltre all’apposizione del marchio di certificazione DOP al raggiungimento dei 400 giorni, al ventesimo mese e previa verifica dell’Organismo di controllo, è prevista la marchiatura con un secondo identificativo per i prosciutti della segmentazione Seicento. Sarà inoltre obbligatorio riportare <strong>in etichetta l’indicazione precisa</strong>, in mesi, della stagionatura effettivamente conseguita.</p>
<p>La modifica al disciplinare introduce anche <strong>pezzature più leggere</strong>, abbassando il peso minimo delle cosce fresche da 12,5 a 11,8 kg. I prosciutti ottenuti dalle cosce fino a 13 kg saranno commercializzati esclusivamente disossati, in tranci o affettati: formati ideali per la ristorazione, l’affettamento e i mercati esteri, dove la domanda richiede pezzature più contenute, maggiore praticità d’impiego e un’offerta commerciale più flessibile.</p>
<p><em>«Con questa modifica il San Daniele compie un passo importante: da un lato apre nuove prospettive di mercato grazie alle pezzature minori, dall’altro disciplina e certifica le lunghe stagionature», </em>dichiara il Presidente del Consorzio, <strong>Nicola Martelli</strong>.<em> «Le nuove regole offrono ai produttori una maggiore flessibilità nell’approvvigionamento della materia prima pur sempre all’interno di criteri rigorosi. Allo stesso tempo legano la valorizzazione della stagionatura alle caratteristiche della coscia, dichiarando in modo trasparente e verificato il tempo di lavorazione, a tutela del consumatore e della reputazione del Prosciutto friulano. Il “Seicento” è l’espressione di una stagionatura più lunga ma programmata in base alle caratteristiche della coscia e garantita dal Disciplinare»,</em> conclude il Presidente.</p>
<p>La modifica non incide sulle caratteristiche qualitative del prodotto finito, restano invariati: la limitata zona di produzione nel Comune di San Daniele del Friuli, l’impiego di sole cosce suine italiane, le caratteristiche degli animali per razza e alimentazione, le fasi di lavorazione e il legame con il territorio di Origine.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio del Prosciutto di San Daniele</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/CS-Prosciutto-di-San-Daniele-MODIFICA-DISCIPLINARE-12-10-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Marrone di San Zeno DOP: parte la stagione. Leggero calo di produzione per la siccità ma eccellente la qualità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:18:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Ca&#8217; Montagna presentate la 23ª Festa del Marrone di San Zeno e la 54ª Festa delle Castagne: dal 16 ottobre al 1° novembre in Piazza Schena. Castellani: «Evento che unisce il turismo all’identità del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/marrone-di-san-zeno-dop-parte-la-stagione-leggero-calo-di-produzione-per-la-siccita-ma-eccellente-la-qualita/">Marrone di San Zeno DOP: parte la stagione. Leggero calo di produzione per la siccità ma eccellente la qualità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Ca&#8217; Montagna presentate la 23ª Festa del Marrone di San Zeno e la 54ª Festa delle Castagne: dal 16 ottobre al 1° novembre in Piazza Schena. Castellani: «Evento che unisce il turismo all’identità del territorio»</em></p>
<p>San Zeno di Montagna (Vr), 12 ottobre 2026 – Un po’ meno marroni, una pezzatura leggermente più piccola, ma ottima la qualità. Il Consorzio di tutela del Marrone di San Zeno Dop fa una stima della stagione 2026 dopo un&#8217;estate caratterizzata dal caldo e dalla siccità. Sul Monte Baldo il clima ha ridotto la produzione con un calo stimato tra il 15 e il 20 per cento rispetto al 2025, considerata eccezionale per quantità e per qualità. Quest’anno si attende un raccolto sui 120-130 quintali di marroni.</p>
<p>«Quest&#8217;anno la produzione risente del clima – spiega <strong>Stefano Bonafini</strong>, presidente del Consorzio del Marrone di San Zeno Dop –. Oltre al caldo, da giugno c&#8217;è stata siccità e le piante hanno sofferto la mancanza d&#8217;acqua. In queste condizioni il castagno va in protezione e rallenta la maturazione del frutto. Per questo ci aspettiamo una pezzatura forse un po’ più piccola e una quantità minore rispetto all&#8217;anno scorso. Bisogna però ricordare che il 2025 è stato una delle migliori annate di sempre: era tanto tempo che non se ne vedeva una così». Nei castagneti è iniziata la raccolta. «Il Marrone c&#8217;è ed è ottimo – assicura Bonafini –. Il sapore, la dolcezza e le caratteristiche che rendono unico il nostro frutto ci sono tutte, grazie anche al microclima che risente del Lago di Garda e del Monte Baldo. Il Marrone di San Zeno è Dop da oltre vent&#8217;anni, si tratta di riconoscimento che ci rende orgogliosi e contiene il lavoro, la passione e la competenza di generazioni di castanicoltori continuando a dare valore al prodotto».</p>
<p>I castagneti si trovano tra i 250 e i 900 metri di altitudine, su circa 200 ettari nei comuni del comprensorio, a partire da San Zeno di Montagna. La produzione è quasi tutta certificata biologica. La denominazione d&#8217;origine protetta è arrivata nel 2003, lo stesso anno in cui è nato il Consorzio di tutela a cui appartengono oggi oltre 26 castanicoltori tra San Zeno di Montagna e Brenzone. Da allora il Consorzio ha i compiti di difendere il prodotto e la sua denominazione, e farne conoscere la tipicità.</p>
<p><strong>La Festa, vetrina del prodotto e del territorio</strong></p>
<p>La 23ª Festa del Marrone di San Zeno e la 54ª Festa delle Castagne – Mostra mercato dei Marroni sono state presentate a Ca&#8217; Montagna alla presenza del sindaco di San Zeno di Montagna, Maurizio Castellani, dell&#8217;assessore con delega al Turismo e all&#8217;Agricoltura, Elisa Castellani, dal presidente del Consorzio dei castanicoltori, Stefano Bonafini e dal titolare di Sec, Gino Serpelloni.</p>
<p>La tradizionale manifestazione si svolge in Piazza Schena in tre fine settimana: venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 ottobre; da giovedì 22 a domenica 25 ottobre; venerdì 30 e sabato 31 ottobre, fino a domenica 1° novembre.</p>
<p>«Per il territorio la Festa del Marrone di San Zeno Dop è molto più di un evento: è uno strumento fondamentale di promozione del prodotto – sottolinea il sindaco di San Zeno di Montagna, <strong>Maurizio Castellani</strong> –. In pochi giorni facciamo conoscere il Marrone a un pubblico ampio e diverso, raccontando le sue caratteristiche, la qualità certificata e il lavoro che c&#8217;è dietro ogni raccolto. Ogni anno registriamo un aumento di persone anche tra giovani e famiglie che apprezzano la bellezza del luogo, la comodità di stare all’interno della tensostruttura inaugurata l’anno scorso e i prodotti locali. È una festa che unisce il turismo e identità dei nostri luoghi».</p>
<p>Il legame con il turismo è strettissimo, aggiunge l’assessore <strong>Elisa Castellani</strong>: «Chi arriva a San Zeno di Montagna non cerca solo un prodotto da acquistare, ma un&#8217;esperienza: il contatto diretto con i produttori, la vista unica tra Monte Baldo e Lago di Garda, i profumi e i sapori dell&#8217;autunno. Il Marrone e la castagna diventano così ambasciatori del territorio e un modo per prolungare la stagione estiva. Le ricadute toccano tutta la comunità. Infatti, la Festa porta visitatori, sostiene i produttori, coinvolge le attività locali e mantiene viva una tradizione che ha anche un valore ambientale, legato alla cura dei castagneti».</p>
<p>La festa si terrà anche quest’anno nella tensostruttura di 1200 metri quadrati riscaldata curata da <strong>Gino Serpelloni</strong> di Sec che ha seguito anche molti aspetti dell’organizzazione.</p>
<p>Tra i punti di forza dell’evento ci sono il forte legame con il territorio, la possibilità di acquistare direttamente dai produttori sia i marroni che la Birra Castanea e le novità che ogni il Consorzio e l’Amministrazione comunale introducono per migliorare l’esperienza.  Il pubblico è molto vario. Ci sono famiglie, appassionati di enogastronomia e visitatori della provincia di Verona, ma anche del Trentino, della Lombardia, dell’Emilia-Romagna e del resto del Veneto. Arrivano anche molti turisti stranieri, grazie al Lago di Garda, che a ottobre è ancora molto frequentato.</p>
<p><strong>Il programma</strong></p>
<p>La Festa apre venerdì 16 ottobre alle 18.30. Si inaugurano il padiglione del Marrone e la Mostra mercato del Marrone Dop, con la degustazione della Birra Castanea e dei piatti tipici. Le cucine aprono alle 19.</p>
<p>Sabato 17 ottobre alle 15 parte la marcia non competitiva «Scarpinà fra le castagne», su percorsi di 5 e 10 km. Nei fine settimana la Sala Parrocchiale ospita diverse iniziative:</p>
<ul>
<li>la mostra fotografica storica «Campane, Campanili e Campanari», del gruppo campanari di San Zeno;</li>
<li>la mostra «Vita sul Garda, vita sul Baldo!», di AVIS comunale e associazione DONARE;</li>
<li>la mostra fotografica «Colori, Paesaggi, Castagne dei nostri luoghi», di Rita Aloisi e Gabriele Fantin;</li>
<li>il mercatino del libro usato del Comitato della Biblioteca comunale.</li>
</ul>
<p>Giovedì 22 ottobre l&#8217;Hotel Bellavista ospita alle 15 il concorso «Marron d&#8217;Oro» che decreta i migliori marroni dell’anno.</p>
<p>Alle 19.30 si tiene la cena solidale dell&#8217;Associazione Albergatori di San Zeno di Montagna in collaborazione con l’Amministrazione Comunale seguita dalla consigliera al sociale Barbara Togni. Il saluto ufficiale delle autorità si tiene domenica 25 ottobre alle 10 in Piazza Schena.</p>
<p>Venerdì 30 ottobre, alle 18.30 a Palazzo Ca&#8217; Montagna, Stefano Cantiero presenta il suo libro «Il tempo delle mani». In mattinata si svolge la giornata ecologica con le scuole di San Zeno. Sabato 31 ottobre alle 16 c&#8217;è la festa di Halloween per bambini con Mago Pierluigi.</p>
<p>Ogni sera la piazza ha musica dal vivo e dj set, da Radio Studio Più a I Love Formentera, Passione 90 e Follia 2000. La chiusura è domenica 1° novembre con la Voltavia Band.</p>
<p><strong>I Menu di Castagne</strong></p>
<p>Dal 16 ottobre al 1° novembre torna anche la 23ª edizione de &#8220;I Menu di Castagne&#8221;. I ristoranti Al Cacciatore, Bellavista, Costabella e Taverna Kus propongono menu degustazione a base di castagne e marroni. Tutti i menu sono su <a href="http://www.ristosanzeno.it">www.ristosanzeno.it</a>.</p>
<p><strong>Il frutto e la raccolta</strong></p>
<p>Il Marrone di San Zeno Dop ha forma ellissoidale e una buccia sottile e lucida, marrone chiaro con striature più scure. Si raccoglie a mano o con mezzi meccanici. Tolti dai ricci, i frutti restano nove giorni in un contenitore d&#8217;acqua, la cosiddetta &#8220;Novena&#8221;. In questo periodo una leggera fermentazione li fa maturare. Poi vengono asciugati, calibrati e scelti. Infine, si confezionano in reti chiuse con il sigillo del Consorzio e un&#8217;etichetta che garantisce la tracciabilità e indica la certificazione biologica.</p>
<p><strong>Il castagno</strong></p>
<p>Il castagno è una pianta longeva, che può superare i mille anni. Sul territorio è presente da un&#8217;epoca molto remota: lo dimostrano pollini dell&#8217;età del bronzo, intorno al 1000 a.C. Il suo legno è molto resistente e ricco di tannini (5-10%). Castagne e marroni hanno ottime proprietà nutritive: sono ricchi di carboidrati, potassio, calcio, fosforo, ferro e acido folico.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.marronedisanzeno.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela del Marrone di San Zeno DOP</strong></a></p>
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		<title>Il Consorzio Tutela Valcalepio organizza una tavola rotonda in occasione di &#8220;Emozioni dal mondo&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-tutela-valcalepio-organizza-una-tavola-rotonda-in-occasione-di-emozioni-dal-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:10:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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		<category><![CDATA[sistema IG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vino si vende. O almeno: così dicono. A «Emozioni dal Mondo» si torna a parlare del futuro del vino, questa volta partendo da dove tutto finisce: la vendita. Il vino ha un futuro? Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-tutela-valcalepio-organizza-una-tavola-rotonda-in-occasione-di-emozioni-dal-mondo/">Il Consorzio Tutela Valcalepio organizza una tavola rotonda in occasione di &#8220;Emozioni dal mondo&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il vino si vende. O almeno: così dicono. </em><em>A «Emozioni dal Mondo» si torna a parlare del futuro del vino, questa volta partendo da dove tutto finisce: la vendita.</em></p>
<p>Il vino ha un futuro? Due anni fa, a Emozioni dal Mondo, la domanda era questa. E la risposta, alla fine di una tavola rotonda tutt&#8217;altro che rassicurante, era stata accompagnata da una nota di speranza: sì, il vino un futuro ce l&#8217;ha.</p>
<p>Nel 2025 si è provato a guardare quel futuro dal punto di vista del prodotto: come cambia il vino, come cambia il consumatore, che cosa si aspetta da una bottiglia e, soprattutto, che cosa è disposto a scegliere. Nel 2026 si cambia prospettiva. Questa volta si parla di vendita.<br />
Perché possiamo produrre il vino più buono del mondo, raccontarlo nel modo più affascinante possibile, portare il consumatore in cantina, tra le vigne e persino a fare aperitivo al tramonto. Ma alla fine arriva sempre quella domanda, molto meno poetica e molto più concreta: il vino si vende?<br />
E il consumatore, il vino, lo beve ancora? Lo compra? Dove lo compra? Quando lo compra? Perché sceglie una bottiglia invece di un&#8217;altra? E che cosa si aspetta davvero da quella bottiglia, dal momento in cui la prende dallo scaffale al momento in cui la porta a tavola?</p>
<p>Sono queste alcune delle domande da cui parte <strong>«Vendesi vino disperatamente»</strong>, la tavola rotonda organizzata dal <strong>Consorzio Tutela Valcalepio</strong> nell&#8217;ambito del <strong>22° Concorso Enologico Internazionale «Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme»</strong>, in programma <strong>sabato 17 ottobre alle ore 9 nella Sala delle Carrozze di Villa Carrara a Villa di Serio</strong>.</p>
<p>Non sarà un convegno. Non sarà una masterclass. Non sarà una lezione. <strong>Sarà una conversazione.</strong></p>
<p>Una conversazione tra professionisti del mondo del vino, con esperienze, competenze e punti di vista differenti, chiamati non a recitare un copione ma a confrontarsi su una questione che ormai è impossibile ignorare: <strong>la crisi del vino non è più un campanello d&#8217;allarme. È una questione sistemica.</strong><br />
E se è sistemica, non basta trovare una nuova parola d&#8217;ordine.<br />
Due anni fa, la tavola rotonda conclusiva di Emozioni dal Mondo si era aperta con un&#8217;espressione latina tanto evocativa quanto poco rassicurante: <em>Rari Nantes in Pelagus Profundus</em>, «rari nuotatori in un mare profondo». Si parlava di <strong>«Il vino del futuro o il futuro del vino?»</strong> e si cercava di capire se, in quel mare, ci fosse ancora una rotta possibile.<br />
Oggi la domanda è diventata più urgente e, forse, anche più scomoda.<br />
<strong>Non basta più chiedersi quale sarà il vino del futuro. Bisogna capire se saremo ancora capaci di venderlo.</strong></p>
<p>«Siamo stati i primi, due anni fa, a parlare di crisi del vino. Tutti ci guardavano storto e mettevano in dubbio la realtà del fenomeno. Due anni dopo, la crisi del vino è sulla bocca di tutti, ma manca ancora il coraggio di affrontare il fenomeno con onestà», spiega <strong>Sergio Cantoni</strong>, enologo e Presidente di Vignaioli Bergamaschi, che modererà la tavola rotonda.<br />
«Si parla di enoturismo, di vino a bassa gradazione, di aperitivi in vigneto&#8230; Tutto fumo negli occhi. Stiamo perdendo di vista il cuore della faccenda. Ecco perché vogliamo tornare a parlare con professionisti di varia provenienza e competenza di una situazione evidente, che è necessario affrontare se vogliamo che il mondo del vino sopravviva. Per confrontarsi, valutare i danni e cercare possibili soluzioni, ma soprattutto soluzioni realistiche.»</p>
<p>Sul palco, insieme a Cantoni, si confronteranno <strong>Valeria Quagiotto, </strong>consulente per sviluppo wine brand sui mercati esteri<strong>, Pietro Ghilardi</strong>, Amministratore Delegato di Ghilardi Selezioni e membro del CDA di EXCELLENCE Srl – Società Italiana Distributori e Importatori, <strong>Manuel Marcotti,  </strong>agente di commercio del settore vino, <strong>Beppe Damioli</strong>, Formatore e founder Un Venditore Migliore® e Università della Vendita®, <strong>Alberto Lupini</strong>, direttore di <em>Italia a Tavola </em>e <strong>Marco Falconi</strong>, sommelier e patron della Trattoria Falconi di Ponteranica (BG).</p>
<p>Voci diverse, ruoli diversi, mercati diversi. Proprio perché per affrontare una crisi sistemica serve smettere di guardarla da un solo punto di vista.<br />
L&#8217;obiettivo non è trovare il colpevole. Non è nemmeno inventare l&#8217;ennesima ricetta miracolosa.</p>
<p><strong>È provare a capire che cosa sta succedendo e, soprattutto, che cosa si può fare davvero.</strong><br />
Perché forse il problema non è soltanto che il consumatore beve meno vino. Forse è che il vino non riesce più a farsi scegliere. O non riesce più a farsi trovare. O viene raccontato in un modo che non parla più alle persone. O, semplicemente, non ha ancora capito fino in fondo che il mondo intorno a lui è cambiato.<br />
Sono ipotesi. La tavola rotonda servirà proprio a metterle sul tavolo, discuterle, smontarle quando necessario e provare a costruire qualche risposta.<br />
E questa volta il pubblico non sarà soltanto pubblico: <strong>sarà parte della conversazione.</strong></p>
<p>Al termine della tavola rotonda verranno annunciati i risultati del <strong>22° Concorso Enologico Internazionale «Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme»</strong>, l&#8217;unico concorso al mondo ufficialmente riconosciuto da OIV per i vini Merlot, Cabernet e i loro tagli.</p>
<p>Ma la giornata non finirà con i premi.<br />
Nel pomeriggio, sempre a Villa Carrara, la <strong>Tinaia</strong> aprirà gratuitamente al pubblico il banco d&#8217;assaggio dei vini vincitori della competizione internazionale: un&#8217;occasione per assaggiare vini Merlot e Cabernet arrivati a Bergamo dai quattro angoli del globo.<br />
Accanto ai vini premiati da tutto il mondo ci sarà poi <strong>«Emozioni di Valcalepio»</strong>, dedicata alla storica DOP bergamasca che proprio quest&#8217;anno celebra i suoi primi 50 anni.<br />
Un&#8217;altra occasione per parlare di vino, ma questa volta con chi il vino lo fa ogni giorno: i produttori di Valcalepio DOP e Terre del Colleoni DOP racconteranno la <strong>vendemmia 2026</strong>, il lavoro in vigna, le scelte fatte in cantina e, naturalmente, faranno assaggiare i loro vini.</p>
<p>Una giornata per parlare del futuro del vino. E, soprattutto, per capire se quel futuro ha ancora qualcosa da vendere.<br />
Perché alla fine la domanda rimane tutta lì, semplice e terribilmente concreta: <strong>vendesi vino. Ma a chi?</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.valcalepio.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Valcalepio</strong></a></p>
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		<title>Il Consorzio Gorgonzola Parigi per Sial… E una serata speciale in citta’!</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-gorgonzola-parigi-per-sial-e-una-serata-speciale-in-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 06:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Gorgonzola DOP è atteso alla prossima edizione di Sial, in programma a Parigi dal 17 al 21 ottobre 2026 presso il centro espositivo Paris Nord Villepinte. Sarà un’edizione importante che celebrerà il 30° [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Gorgonzola DOP è atteso alla prossima edizione di <strong>Sial, in programma a Parigi dal 17 al 21 ottobre 2026 </strong>presso il centro espositivo Paris Nord Villepinte. Sarà un’edizione importante che celebrerà il 30° anniversario del Salone Internazionale dell&#8217;Alimentazione francese, tra i più prestigiosi in Europa.</em></p>
<p>I francesi si confermano i primi estimatori al mondo di Gorgonzola Dop con <strong>oltre 250mila forme importate</strong> fino a giugno di quest’anno (<em>Fonte</em> C<em>lal</em>). Un mercato di primaria importanza che dal 2022 ha scalzato stabilmente quello tedesco.</p>
<p><strong>L’EVENTO SPECIALE NEL CUORE DI PARIGI CON PIERRE&amp;GABRIELE E LA CHEF CARLA FERRARI</strong></p>
<p>Per questo la collettiva dei formaggi certificati italiani AFIDOP, arricchirà la sua presenza parigina con uno <strong>evento speciale</strong> nel cuore della capitale. La sera del <strong>19 ottobre, presso le </strong><strong>Cœur Sacré</strong>, suggestiva location nel cuore di Montmartre, stampa, influencer e operatori del settore saranno “trasportati” in Italia attraverso un percorso esperienziale che ricreerà l&#8217;atmosfera e i sapori di un autentico momento italiano. Degustazioni, narrazione e momenti conviviali metteranno in risalto il patrimonio e i territori da cui provengono le nostre eccellenze casearie anche grazie alle animazioni interattive ispirate allo stile di vita e alla gastronomia italiana. Maestri di cerimonia saranno <strong>Pierre&amp;Gabriele</strong>, duo italo-francese che ha fondato il “Living Cheese Museum” accompagneranno gli ospiti alla scoperta del cheese-bar allestito per l’occasione, mentre la stessa <strong>chef </strong><strong>italo-francese </strong><strong>Carla Ferrari</strong> presenterà lo showcooking che vedrà ben ventidue formaggi italiani protagonisti di 11 classici della cucina francese. Il Gorgonzola Dop impreziosirà una gustosa Crêpe croccante di grano saraceno, Gorgonzola Dop, fichi arrostiti e insalata di cavolo rapa e sedano.</p>
<p><strong>LA</strong> <strong>PRESENZA IN FIERA TRA STAND E SOCIAL MEDIA</strong></p>
<p>Allo stand (<strong><u>Hall 7 B161</u></strong>), sotto l’insegna della collettiva AFIDOP (Associazione Formaggi Italiani DOP), la stessa chef<strong> Ferrari</strong> curerà il servizio degli assaggi nelle giornate del 18, 19 e 20 ottobre, dalle 11.00 alle 16.00. Contemporaneamente la nota influencer francese <strong>Alexandre (@alexcook.in) </strong>presenterà al pubblico dei social, ricette semplici e gustose per la cucina di tutti i giorni, alternando piatti dolci e salati che punteranno sui prodotti di stagione e si ispireranno allo street food e ai grandi classici della cucina italiana.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Gorgonzola DOP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/cs_Gorgonzola-Dop-al-SIAL-di-Parigi-002.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Arancia Rossa di Sicilia IGP: no alla concorrenza sleale e controstagionale da Paesi Extra UE</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/arancia-rossa-di-sicilia-igp-no-alla-concorrenza-sleale-e-controstagionale-proveniente-da-paesi-extra-ue-da-madrid-il-consorzio-lancia-lallarme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 06:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Fruit Attraction a Madrid il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP richiama l’attenzione su prodotto extra UE già presente nei supermercati italiani, con buccia dichiarata non edibile e trattamenti post-raccolta. Gerardo Diana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da Fruit Attraction a Madrid il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP richiama l’attenzione su prodotto extra UE già presente nei supermercati italiani, con buccia dichiarata non edibile e trattamenti post-raccolta. Gerardo Diana (Presidente Consorzio): “Servono trasparenza, controlli e pari condizioni competitive”</em></p>
<p>Dai padiglioni di Fruit Attraction, il grande appuntamento internazionale dell’ortofrutta di Madrid, il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP lancia un allarme sulla concorrenza controstagionale che interessa uno dei simboli dell’agrumicoltura siciliana e quindi italiana nel mondo. Quando mancano ancora circa due mesi all’avvio della campagna relativa all’IGP, in diversi supermercati sono infatti già comparse arance pigmentate sfuse o confezionate in rete, ma non si tratta di produzione italiana extra-precoce, bensì di frutti provenienti dall’emisfero sud, in particolare dal Sudafrica e nei mercati all’ingrosso è segnalata anche la presenza di prodotto australiano. La strategia commerciale è quella di anticipare di alcuni mesi una referenza fortemente identificata con l’inverno italiano, immettendo sul mercato un prodotto controstagionale attraverso importatori nazionali o filiali italiane di grandi operatori internazionali. “Da Madrid, dove il settore ortofrutticolo internazionale si è appena confrontato su mercati, innovazione e sostenibilità, chiediamo che questa situazione non venga sottovalutata – dichiara il presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, <strong>Gerardo Diana</strong> &#8211; non contestiamo il commercio internazionale, anzi siamo convinti che la concorrenza sia un valore aggiunto nei confronti della crescita della qualità, ma rivendichiamo regole chiare, controlli rigorosi e condizioni eque affinché il consumatore sia nella condizione per poter distinguere immediatamente origine, stagionalità e trattamenti del prodotto che acquista, perché non è accettabile che l’immagine costruita in decenni dall’agrumicoltura siciliana venga utilizzata per rendere equivalenti frutti che equivalenti non sono per provenienza, filiera e modalità di gestione post-raccolta”.</p>
<p>In particolare, la varietà indicata in etichetta è Tarocco. È sul retro della confezione, però, che emerge l’elemento più rilevante: sulla rete da un chilogrammo viene specificato che la buccia non è edibile e sono dichiarati trattamenti post-raccolta che non sarebbero autorizzati sulla frutta in Italia (principi attivi ad azione fungicida come fludioxonil registrato solo per l’uso in campo, azoxystrobin non registrato per utilizzi sull’agrumicoltura e pyrimethanil registrato solo per l’uso post raccolta). Pur non equivalendo di per sé a una violazione delle norme, questa indicazione evidenzia, secondo il Consorzio, una profonda asimmetria competitiva e informativa. Il confronto non riguarda soltanto l’origine geografica, ma anche i metodi di produzione, i trattamenti consentiti, la durata dei trasporti e la piena consapevolezza del consumatore al momento dell’acquisto. La somiglianza visiva con il Tarocco siciliano rischia inoltre di generare confusione e di indebolire il legame tra l’arancia rossa, il suo territorio d’origine e la stagionalità che ne determina qualità e identità.</p>
<p>A destare ulteriore preoccupazione è anche la richiesta rivolta all’Unione europea da 19 Paesi extra UE sul principio di reciprocità nell’impiego dei prodotti fitosanitari. “Qualsiasi confronto su questo tema non può tradursi in un indebolimento degli standard europei né in nuove disparità a danno delle imprese agricole che operano nel rispetto di regole più restrittive – continua Gerardo Diana &#8211; la reciprocità deve significare equivalenza effettiva delle condizioni produttive, dei controlli e delle garanzie offerte ai consumatori, evitando che possano accedere al mercato europeo prodotti ottenuti con sostanze o pratiche non consentite agli agricoltori dell’Unione”. Il Consorzio sollecita quindi le autorità competenti a rafforzare la vigilanza su etichettatura, origine, presentazione commerciale e conformità dei prodotti importati, verificando che le informazioni siano leggibili e inequivocabili anche nei punti vendita.</p>
<p>Chiede inoltre alla distribuzione di valorizzare con chiarezza la provenienza e di evitare accostamenti comunicativi che possano indurre il pubblico a confondere le arance importate con l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, tutelata da un disciplinare e da un sistema di controlli lungo la filiera.</p>
<p>La nuova campagna siciliana prenderà avvio tra circa due mesi, nel rispetto dei naturali tempi di maturazione. Sarà allora che Tarocco, Moro e Sanguinello torneranno sui mercati con le caratteristiche legate all’areale di produzione e all’escursione termica dell’Etna.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/23-Arancia-Rossa-Sicilia-IGP-su-concorrenza-sleale-e-chiusura-Madrid-.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICTO COMPLETO</a></p>
<p>MP</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Collio Evolution torna a Cormòns il 25 e 26 ottobre 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/collio-evolution-torna-a-cormons-il-25-e-26-ottobre-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 07:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Collio si racconta attraverso il Pinot Grigio: due giornate di degustazioni, confronto e approfondimento dedicate all’identità di uno dei vitigni più riconoscibili del territorio. Il 25 e 26 ottobre 2026, Cormòns torna a essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Collio si racconta attraverso il Pinot Grigio: due giornate di degustazioni, confronto e approfondimento dedicate all’identità di uno dei vitigni più riconoscibili del territorio. </em></p>
<p>Il 25 e 26 ottobre 2026, Cormòns torna a essere il cuore di <strong>Collio Evolution</strong>, l’appuntamento del Consorzio Tutela Vini del Collio dedicato al confronto e all’approfondimento sull’evoluzione produttiva e stilistica della denominazione. Protagonista dell’edizione 2026 sarà il Pinot Grigio, vitigno di forte riconoscibilità internazionale e importante espressione della produzione del Collio. Il tema scelto per questa edizione, “Oltre il vitigno. Dalla terra al calice: l’essenza identitaria del Pinot Grigio”, invita a guardare oltre la varietà per scoprire ciò che rende il Pinot Grigio del Collio unico e riconoscibile: i suoli, i microclimi, la vocazione del territorio e le diverse sensibilità dei produttori. 50 aziende, circa 200 i vini in degustazione Appassionati, wine lover e curiosi potranno vivere Collio Evolution attraverso un grande banco d’assaggio dedicato ai vini del territorio.</p>
<p>Durante le due giornate, 50 aziende del Collio saranno presenti con circa 200 vini in degustazione, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare la varietà e la ricchezza della denominazione. Sarà possibile degustare liberamente le diverse etichette proposte dalle aziende, incontrare i produttori e approfondire la conoscenza dei vini direttamente con chi li fa nascere. Il percorso di degustazione permetterà di scoprire il Pinot Grigio, protagonista dell’edizione 2026, accanto alle altre varietà rappresentative del Collio, mettendo a confronto stili, interpretazioni e caratteristiche dei diversi areali. Vivi Collio Evolution 50 aziende. Oltre 200 vini. Un intero territorio da degustare.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.collio.it/news/collio-evolution-2026/?_gl=1*1xy5wff*_up*MQ..*_ga*MTM3NTU0NDg2Ni4xNzkxNzkwNTA1*_ga_XQWLKEEC5G*czE3OTE3OTA1MDQkbzEkZzAkdDE3OTE3OTA1MDQkajYwJGwwJGgw" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini del Collio</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/collio-evolution-torna-a-cormons-il-25-e-26-ottobre-2026/">Collio Evolution torna a Cormòns il 25 e 26 ottobre 2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Turismo DOP leva per export del Bardolino DOP Chiaretto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-leva-per-export-del-bardolino-dop-chiaretto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 07:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dei Micheli, Presidente del Consorzio Tutela Vino Bardolino DOC: al via azioni su offerta e piano di promozione su domanda internazionale Una presenza lunga un secolo per un vigneto di 2.400 ettari e 817 soci [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dei Micheli, Presidente del Consorzio Tutela Vino Bardolino DOC: al via azioni su offerta e piano di promozione su domanda internazionale</em></p>
<p id="m_5418762150110999726isPasted" class="m_5418762150110999726default">Una presenza lunga un secolo per un vigneto di <strong>2.400 ettari e 817 soci</strong> (600 i viticoltori) e una produzione DOP equivalente a oltre <strong>18 milioni di bottiglie</strong>. Di queste – rileva il <strong>Consorzio vini Bardolino</strong> in occasione del suo Centenario –, circa <strong>8,8 milioni sono rappresentate dal Chiaretto</strong>, primo rosato italiano e – lo scorso anno – in crescita tendenziale del 3%. Il <a href="https://www.qualivita.it/news/prodotto-di-riferimento/5847" target="_blank" rel="noopener">Bardolino DOP</a> rimane numericamente in testa (9,5 milioni di bottiglie) ma con margini sempre più risicati nei confronti della versione rosa, che dimostra maggior mercato anche in chiave export.</p>
<p class="m_5418762150110999726default"><u></u><u></u><u></u><strong>Germania, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Scandinavia, Stati Uniti, Canada e Giappone</strong> sono le principali destinazioni dei due vini del Lago di Garda. Un export che vale il <strong>60% del giro d’affari</strong> che &#8211; non a caso – combacia perlopiù con i Paesi di provenienza dei milioni di turisti che ogni anno si affacciano sulla sponda veronese del Lago di Garda. E secondo il presidente del Consorzio, <strong>Fabio Dei Micheli</strong>,proprio <strong>l’enoturismo “può rappresentare l’occasione per incrementare il business del nostro settore</strong>. Notiamo infatti come – oltre ai consumi in loco generati dalle 15 milioni di presenze turistiche annue – la fidelizzazione dei nostri ospiti permanga una volta tornati a casa. Dobbiamo lavorare su questo aspetto, a partire dalla formazione, dalla strutturazione di un’offerta enoturistica a rete lungo l’area lacustre e da una promozione dei nostri prodotti. Per questo – ha concluso – dal 15 ottobre si avvierà <strong>un percorso formativo aperto a tutti i soci</strong>”.</p>
<p class="m_5418762150110999726default"><strong>Un programma </strong>– quello del Consorzio –<strong> incentrato su identità e racconto della denominazione, sulla costruzione dell&#8217;offerta, l&#8217;accoglienza, la vendita diretta, il digitale e il network territoriale</strong>. Si lavora già al programma di promozione 2027, che proseguirà sulle direttrici già avviate: formazione, dialogo con le istituzioni locali, crescita qualitativa dei vini della denominazione e presenza alle principali fiere di settore. Continuerà anche la valorizzazione dell’offerta enoturistica, con attività formative e un percorso verso un’identità condivisa, più riconoscibile, coerente e qualificata. Sul fronte internazionale, dopo il focus sulla Repubblica Ceca, il Consorzio guarda alla Polonia, con tasting e degustazioni già in programma a Varsavia.</p>
<p>Fonte: <a href="https://consorziobardolino.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vino Bardolino DOC</strong></a></p>
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		<title>Prosecco DOP in Cina: l&#8217;export corre (+30%) e la Gen Z di Pechino ridisegna il racconto delle bollicine italiane</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosecco-dop-in-cina-lexport-corre-30-e-la-gen-z-di-pechino-ridisegna-il-racconto-delle-bollicine-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 07:20:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi sei mesi del 2026 il mercato cinese registra un balzo record per la denominazione. Nelle università UIBE e BLCU di Pechino, due seminari con oltre 100 studenti cinesi che creano nuovi slogan e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nei primi sei mesi del 2026 il mercato cinese registra un balzo record per la denominazione. Nelle università UIBE e BLCU di Pechino, due seminari con oltre 100 studenti cinesi che creano nuovi slogan e format di comunicazione per il vino italiano</em></p>
<p><strong>I dati economici e le prospettive in Estremo Oriente</strong>. Nel primo semestre del 2026, il Prosecco DOP registra un&#8217;importante accelerazione sul mercato cinese, mettendo a segno una crescita che supera il +30% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. La Cina assorbe attualmente circa 1 milione di bottiglie all&#8217;anno (pari allo 0,2% dell&#8217;intera quota export della denominazione), rappresentando un bacino strategico con un potenziale di sviluppo costante.</p>
<p>I dati delle vendite in Cina si inseriscono nel quadro complessivo di una denominazione leader nel mondo: estesa tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia (con 12.322 viticoltori, 1.110 aziende vinificatrici e 350 case spumantistiche), la DOP Prosecco ha raggiunto nel 2025 una produzione annua di 667 milioni di bottiglie e un valore al consumo stimato in 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>A commentare la performance economica e l&#8217;impatto delle iniziative a Pechino è <strong>Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio di Tutela della DOP Prosecco</strong>: <em>«Il Prosecco D</em>OP è oggi un ambasciatore dello stile di vita italiano nel mondo, e il successo di queste masterclass ne è ulteriore conferma. Il mercato cinese, che nel primo semestre 2026 ha registrato un ottimo +30%, è <em>per noi uno sguardo nuovo su un contesto in cui la nostra denominazione vuole crescere con rispetto, curiosità e visione di lungo periodo. Il Prosecco DOP parla un linguaggio universale, fatto di gioia e convivialità: vederlo reinterpretato dai giovani cinesi con tanta freschezza, ci conferma che la strada del dialogo culturale è quella giusta. Il vino, quando è autentico e legato a un territorio, sa costruire ponti tra culture. Questi risultati sono uno stimolo concreto per le nostre future strategie di promozione, e ringraziamo l&#8217;UIBE, la BLCU e David Cheng per aver reso possibile questo dialogo.»</em></p>
<p><strong>Creatività giovanile e cultura italiana a Pechino</strong>. In questo scenario di crescita si inserisce l&#8217;iniziativa promossa dal Consorzio in collaborazione con l&#8217;Università di Commercio Internazionale ed Economia (UIBE) e l&#8217;Università di Lingue e Culture di Pechino (BLCU). Due masterclass condotte dal sommelier AIS David Cheng hanno guidato oltre cento studenti alla scoperta della storia della denominazione, del Metodo Martinotti, della degustazione e della mixology con il classico Spritz.</p>
<p>Durante i seminari sono state degustate le selezioni di 13 cantine rappresentative della DOP: Borgo Molino, Bosco del Merlo, Bottega, Brilla!, Cantina Trevigiana, De Stefani, La Gioiosa, Masottina, Martellozzo, Paladin, Piera 1899, Tenuta Sant&#8217;Anna e Valdo.</p>
<p>L&#8217;evento ha visto i giovani studenti cinesi cimentarsi nella reinterpretazione del brand:</p>
<ul>
<li>Traduzione evocativa del nome: proposte di caratteri cinesi basate su concetti di gioia, effervescenza e la convivialità grazie all’incontro con l'&#8221;ospite che arriva da lontano&#8221;, ovvero il Prosecco DOP.</li>
<li>Strategie promozionali: dalle collaborazioni con programmi TV dedicati al benessere e allo stile di vita slow, al coinvolgimento di testimonial locali, nonché progetti di co-branding ispirati al fenomeno <em>guochao</em>, la tendenza a valorizzare prodotti e linguaggi capaci di reinterpretare in chiave contemporanea l’identità culturale cinese, fino al consumo nei momenti di relax pomeridiano.</li>
</ul>
<p>Questi giochi linguistici non solo rendono il nome più immediato e attrattivo per il pubblico cinese, ma contribuiscono anche a costruire una narrazione ricca di significato, nella quale il Prosecco diventa protagonista della tavola e delle occasioni di festa, portando con sé valori di accoglienza, gioia e socialità.</p>
<p>Come evidenziato dalle docenti Wang Ying (UIBE) e Zhang Yuan (BLCU), il progetto ha dimostrato come l&#8217;estetica e la cultura enogastronomica italiana possano unire mondi diversi, fornendo al Consorzio spunti concreti per le future campagne di posizionamento del Prosecco DOP in Cina.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.prosecco.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela della DOC Prosecco</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/19.-CS_Prosecco-DOC-in-Cina-ottobre-2026_def.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>AR</p>
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		<title>Una buona affluenza di pubblico nelle distillerie aperte in Piemonte</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/una-buona-affluenza-di-pubblico-nelle-distillerie-aperte-in-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 07:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Complice una bella e calda giornata di sole, anche quest’anno l’evento “Piemonte Grappa, alla Corte dell’Alambicco” &#8211; l’appuntamento organizzato dal Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo &#8211; ha registrato un bel movimento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/una-buona-affluenza-di-pubblico-nelle-distillerie-aperte-in-piemonte/">Una buona affluenza di pubblico nelle distillerie aperte in Piemonte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Complice una bella e calda giornata di sole, anche quest’anno l’evento “<strong>Piemonte Grappa, alla Corte dell’Alambicco</strong>” &#8211; l’appuntamento organizzato dal Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo &#8211; ha registrato un bel movimento verso le distillerie che hanno aperto le porte ai visitatori, organizzando per l’occasione un’accoglienza speciale che è stata gradita dagli appassionati.</em></p>
<p>Lungo le diverse rotte del Piemonte, sui territori che ospitano le aziende aderenti al Consorzio tante persone hanno raggiunto i luoghi di distillazione della nostra grappa, proprio nel momento conclusivo della raccolta della vinaccia dei diversi vitigni, rendendola così visibile ai partecipanti nei percorsi di visita che sono stati proposti.</p>
<p>L’affluenza è stata diversa a seconda dei contesti, ed è stata amplificata grazie anche all’impegno promozionale delle aziende che si è affiancato all’importante campagna pubblicitaria allestita dal Consorzio, compiuta attraverso gli organi di stampa, i motori di ricerca del web e i canali social.</p>
<p>Anche quest’anno l’offerta è stata davvero varia: accanto alle tradizionali degustazioni delle grappe in abbinamento a diverse proposte gastronomiche, sono stati creati originali contesti di coinvolgimento del pubblico con l’allestimento di giochi e animazioni, mentre l’arte è stata assolutamente protagonista con opere di scultura o pittura in esposizione nei locali delle distillerie, e poi intrattenimenti musicali e omaggi ai partecipanti.</p>
<p>Ma in questa occasione speciale, le visite guidate agli impianti di distillazione dove operano gli alambicchi e il racconto del ciclo di lavorazione per ottenere il nostro speciale distillato di bandiera, risultano sempre la migliore forma per poter far conoscere in modo approfondito i caratteri storici e artigianiali di questo prezioso comparto, che rappresenta un’eccellenza per la nostra regione Piemonte.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/CS-Una-buona-affluenza-di-pubblico-nelle-distillerie-aperte-in-Piemonte.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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