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	<title>Ucraina &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Ucraina &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<item>
		<title>Indicazioni Geografiche e prodotti tradizionali alla base del turismo enogastronomico</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-e-prodotti-tradizionali-alla-base-del-turismo-enogastronomico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 06:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio agricolo]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo rurale]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio condotto dal Oksana V. Arion, dell&#8217;University of Kiev, esplora il contributo delle Indicazioni Geografiche italiane allo sviluppo del turismo gastronomico e del loro impatto collettivo sullo sviluppo delle comunità rurali, utilizzandolo come modello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio condotto dal Oksana V. Arion, dell&#8217;University of Kiev, esplora il contributo delle Indicazioni Geografiche italiane allo sviluppo del turismo gastronomico e del loro impatto collettivo sullo sviluppo delle comunità rurali, utilizzandolo come modello per lo sviluppo rurale dell&#8217;Ucraina.</em></p>
<p>Questo articolo è dedicato all&#8217;esplorazione delle <strong>Indicazioni Geografiche</strong> e dei prodotti tradizionali come <strong>base per lo sviluppo del turismo gastronomico</strong> e del loro impatto collettivo sullo sviluppo delle comunità rurali.</p>
<p>Come soggetto di ricerca è stata scelta l&#8217;<strong>Italia</strong>, una delle destinazioni turistiche più popolari al mondo, un Paese con il maggior numero di indicazioni geografiche registrate e una consolidata tradizione di turismo rurale.</p>
<p>L&#8217;analisi dell&#8217;esperienza dell&#8217;Italia riguardo al contributo dei prodotti tradizionali e delle indicazioni geografiche allo sviluppo del turismo nazionale e dell&#8217;economia delle comunità rurali e dello Stato nel suo complesso consente di valutare i vettori di sviluppo dell&#8217;Ucraina in questo campo.</p>
<p>Dall&#8217;analisi delle banche dati bibliografiche risulta evidente la significativa rilevanza di tali ricerche. Nonostante una certa pubblicità, ci sono relativamente poche pubblicazioni su questo argomento nelle riviste scientifiche ucraine. Al contrario, le pubblicazioni in lingua inglese coprono le Indicazioni Geografiche, il <strong>turismo gastronomico</strong> e l&#8217;<strong>enoturismo</strong> in modo molto più ampio sia tematicamente che territorialmente. La ricerca si basa su periodici di pertinenti organizzazioni internazionali, associazioni pubbliche, ecc.</p>
<p>L&#8217;analisi dei rapporti annuali dell&#8217;Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale ha rivelato che oltre il 90% delle indicazioni geografiche mondiali negli ultimi anni rientrano nelle categorie &#8220;vini e liquori&#8221; e &#8220;prodotti agricoli prodotti e alimenti&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda l’Italia, i dati statistici dell’Organizzazione Mondiale del Turismo hanno confermato la sua posizione stabile nel turismo globale (quinto posto in arrivi e entrate turistiche nell’ultimo decennio e più) e una crescita in surplus del saldo turistico (19 miliardi di dollari nel 2019), guidando l&#8217;OMC dell&#8217;ONU che lo definisce un &#8220;paese in forte crescita&#8221;. Recenti pubblicazioni dell’Organizzazione Mondiale del Turismo hanno rilevato tassi di ripresa significativi del turismo internazionale in Italia nel periodo post-pandemia.</p>
<p>Secondo Coldiretti, la confederazione nazionale dei settori dell&#8217;agricoltura, della pesca, dell&#8217;agroalimentare e dell&#8217;ambiente in Italia, il contributo previsto all&#8217;economia del Paese nel 2023 supera i <strong>30 miliardi</strong> di euro da parte dei <strong>turisti nazionali e stranieri</strong> che scelgono sempre più di trascorrere le <strong>vacanze nelle zone rurali</strong>.</p>
<p>Questa tendenza è attribuita alla <strong>leadership dell&#8217;Italia nel turismo enogastronomico</strong>, con oltre 5.000 denominazioni di prodotti tradizionali e <strong>838 prodotti e vini protetti da Indicazioni Geografiche</strong> (al 2023, secondo il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali italiano), così come come l’immenso potenziale dell’<strong>agriturismo</strong>.</p>
<p>L&#8217;articolo evidenzia inoltre il ruolo significativo svolto dalla rappresentazione degli <strong>agropaesaggi</strong> unici dell&#8217;Italia <strong>come paesaggi culturali del Patrimonio Mondiale dell&#8217;UNESCO</strong>, del Patrimonio Agricolo Mondiale della FAO (progetto GIAHS), ecc., nello sviluppo delle comunità rurali. L&#8217;analisi e la panoramica dell&#8217;attuale attuazione del sistema delle Indicazioni Geografiche e delle caratteristiche tradizionali garantite in Ucraina hanno consentito di individuare alcune direzioni strategiche per l&#8217;<strong>applicazione dell&#8217;esperienza italiana nei territori ucraini</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://doi.org/https://doi.org/10.15421/112401" target="_blank" rel="noopener">O. Arion (2024). <em>Geographical indications and traditional products as the basis of enogastronomic tourism: significance for the development of rural communities (on the example of Italy)</em>. Journal of Geology, Geography and Geoecology, 33(1), 3-13. </a></strong></p>
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		<title>Ucraina: dalle infrastrutture all&#8217;agroalimentare, partita la corsa delle aziende italiane</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ucraina-dalle-infrastrutture-allagroalimentare-partita-la-corsa-delle-aziende-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 08:32:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ucraina: le città sventrate da ricostruire, insieme al sistema delle infrastrutture, ma anche le opportunità dell&#8217;alimentare in un Paese che è un colosso agricolo Non è difficile immaginare i settori in cui l&#8217;Ucraina attirerà investimenti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ucraina: le città sventrate da ricostruire, insieme al sistema delle infrastrutture, ma anche le opportunità dell&#8217;alimentare in un Paese che è un colosso agricolo</em></p>
<p>Non è difficile immaginare i settori in cui l&#8217;Ucraina attirerà <strong>investimenti</strong>, una volta che si sarà avviata ad uscire dall&#8217;attuale drammaticissima fase. Anche la presenza delle imprese italiane nel Paese, simbolicamente confermata dall&#8217;apertura della sede di rappresentanza di <strong>Confindustria</strong> a <strong>Kiev</strong>, guarda in questa direzione; pur se in uno scenario che al momento resta altamente incerto. La visita di ieri fa seguito al memorandum of <em>understanding</em>, del 21 giugno scorso e il fatto stesso che dopo sei mesi si sia arrivati a concretizzare quegli impegni testimonia quanto il dossier sia importante per Viale dell&#8217;Astronomia.</p>
<p>Naturalmente è ancora presto per fare qualsiasi tipo di cronoprogram ma: la variabile bellica condiziona pesantemente le mosse future. Ma è possibile preparare il terreno, allacciare relazioni, far conoscere agli interlocutori il sistema Italia con le sue eccellenze ma anche le sue complessità. Quando si tornerà ad una situazione di al- meno parziale normalità, ci saranno soprattutto immobili, strade e ponti da ricostruire. Il coinvolgimento più diretto sarà quindi quello delle <strong>imprese</strong> che operano nel settore delle costruzioni, che si occupano di acciaio e di cemento, con le relative filiere. <strong>Alimentare</strong> e <strong>agroindustria</strong> però sono settori con potenzialità ugualmente rilevanti. L&#8217;Ucraina è un grandissimo esportatore di grano ma eccelle anche in molte altre produzioni: sono molte le realtà produttive italiane che si possono candidare a svolgere un ruolo importante.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/01/20221301_Messaggero_Ucraina.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>La crisi del grano? È fame di rischio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-crisi-del-grano-e-fame-di-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 07:47:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La bolla dei prezzi è gonfiata dalla speculazione. I veri numeri della produzione e delle esportazioni ucraine. I problemi per i Paesi poveri Il problema del grano dell&#8217;Ucraina è diventato uno degli spauracchi della guerra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La bolla dei prezzi è gonfiata dalla speculazione. I veri numeri della produzione e delle esportazioni ucraine. I problemi per i Paesi poveri</em></p>
<p>Il <strong>problema del grano</strong> dell&#8217;<strong>Ucraina</strong> è diventato uno degli spauracchi della guerra scatenata dai russi. Il Paese è, infatti, il secondo esportatore mondiale di cereali. Attualmente, l`Ucraina produce soprattutto grano tenero destinato all`alimentazione umana e del grano destinato all`alimentazione animale, di minore qualità.</p>
<p>Secondo l`Usda americana (che fa autorità in materia), durante la campagna 2021-22 appena terminata l&#8217;Ucraina avrebbe dovuto esportare <strong>62,7 milioni di tonnellate di cerali</strong> su una produzione record di 84,8, contro una media di una settantina di tonnellate, ripartita fra mais (una trentina di milioni), grano tenero (18-20), orzo (una decina), di altri cereali.</p>
<p>Prima dell`invasione, l`Ucraina aveva già esportato quasi <strong>24 milioni di tonnellate di grano</strong> e quindi ne restano da esportare ancora 5-6 milioni; la quantità di mais da esportare è stimata a una quindicina di tonnellate. Attualmente, vari commentatori parlano di grano ucraino che sta «marcendo» nelle stive delle navi e nei silos.</p>
<p>I dati indicano che le esportazioni di cereali sono state di 300 mila tonnellate (marzo), un milione (aprile), 800 mila in maggio. Quindi i rischi di fame nel modo sono uno spettro più di <strong>origine speculativa</strong> che di natura fisica, anche se i <strong>prezzi</strong> dei cereali pagati dagli importatori sono saliti.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Sistema Prosecco, aumenta la tutela in Ucraina: doppia sentenza favorevole per l&#8217;IG italiana</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sistema-prosecco-aumenta-la-tutela-in-ucraina-doppia-sentenza-favorevole-per-lig-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 10:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sistema Prosecco, con doppia sentenza innanzi all’Antimonopoly Committee ucraino, ha ottenuto la tutela della Denominazione di Origine Protetta Prosecco contro una società ucraina attiva nel settore vitivinicolo locale che produceva e commercializzava bottiglie di falso Prosecco. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sistema</strong> <strong>Prosecco</strong>, con doppia sentenza innanzi all’Antimonopoly Committee ucraino, ha<strong> ottenuto la tutela della Denominazione di Origine Protetta</strong> Prosecco contro una società ucraina attiva nel settore vitivinicolo locale che produceva e commercializzava bottiglie di falso Prosecco.</p>
<p>I disciplinari di produzione delle denominazioni di Sistema Prosecco stabiliscono che solo i vini prodotti secondo regole precise, nelle aree in essi delimitate comprese fra le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, possono contraddistinguersi con una delle <strong>denominazioni rappresentate da Sistema Prosecco</strong>.</p>
<p>Si concludono così due procedimenti paralleli instaurati nel novembre 2015 da Sistema Prosecco al fine di ottenere che fossero impedite alla società in questione le attività illecite di <strong>produzione e vendita</strong> delle bottiglie <strong>di falso Prosecco</strong>.</p>
<p>Le due recentissime sentenze costituiscono un importante risultato nell’ambito dell’intensa attività svolta da Sistema Prosecco per la <strong>tutela delle denominazioni del mondo Prosecco</strong> a livello internazionale.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilnordestquotidiano.it/2018/11/13/il-prosecco-e-tutelato-in-ucraina-vietata-la-commercializzazione-di-vino-ucraino-per-falso-prosecco/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Il Nordest Quotidiano</strong></a></p>
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		<title>Asti DOP “taroccato”, il record è nell’Est Europa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/asti-dop-taroccato-il-record-e-nellest-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 09:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I numeri sono impressionanti. Nella sola Ucraina, su 3 milioni di bottiglie con etichetta riportante il nome Asti, solo 569 mila sono Asti DOP autentiche e vendute con un prezzo medio a scaffale di 6,55 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I numeri sono impressionanti. Nella sola Ucraina, su 3 milioni di bottiglie con etichetta riportante il nome Asti, solo 569 mila sono <strong>Asti DOP</strong> autentiche e vendute con un prezzo medio a scaffale di 6,55 euro. Le altre, ovvero <strong>quasi 2,5 milioni di bottiglie, sono invece bottiglie taroccate</strong> vendute a 2,46 euro e contenenti spesso intrugli di acqua e zucchero che nulla hanno a che fare con l’Asti DOP. È quello che rileva un’<strong>indagine Nielsen</strong> sommando tutte le bottiglie passate agli scanner delle casse dei supermercati monitorati. Ma se dovessimo ipotizzare il consumo annuo, comprendendo i supermercati esclusi da Nielsen e le vendite tramite il canale Horeca, la cifra sale a 4 milioni di bottiglie.</p>
<div id="adv-Bottom"><strong> <span class="nero">IL FENOMENO PREOCCUPA. </span></strong>Un fenomeno preoccupante, che si sta allargando in tutta l’Europa orientale. «La contraffazione dell’Asti Docg trova terreno fertile nei paesi dell’ex Unione Sovietica, dove il nostro spumante si è posizionato in un segmento Premium, tanto da essere considerato per i russi lo Champagne dolce &#8211; spiega il <strong>direttore del <a href="http://www.astidocg.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg</a>, Giorgio Bosticco</strong> -. Prima della crisi, sugli scaffali dei loro supermercati una bottiglia di Asti Docg era posizionata tra i 14 e i 20 euro. Oggi è scesa tra i 10 e i 14 euro, ma si sono moltiplicate le bottiglie di spumanti dolci generici, prodotti in Ucraina o Moldavia, con packaging e indicazione della nostra denominazione vendute a meno di 2,50 euro. In alcuni casi, si è riscontrata l’imitazione grafica non solo del nome Asti DOP, ma anche la riproduzione del marchio privato di alcuni produttori».</div>
<p>Una concorrenza illegale che, oltre al danno economico, crea uno svilimento dell’immagine, confusione e disaffezione all’Asti DOP autentico, dopo aver bevuto quello falso prodotto da aziende spregiudicate che operano con la compiacenze del sistema amministrativo. E se l’azione giudiziaria è spesso inefficace, le vie diplomatiche a volte possono essere più risolutive. Per questo ieri l’eurodeputato Alberto Cirio è andato a Chisinãu, capitale della Moldavia, per incontrare alcuni esponenti del Governo e tentare di interrompere questo fenomeno che riguarda anche il <strong>Prosecco DOP</strong>.</p>
<p><strong><span class="nero">L’INTEGRAZIONE ECONOMICA. </span></strong>«A sollecitare l’intervento sono stati gli stessi Consorzi, perché il <strong>mercato della contraffazione è in forte espansione</strong> &#8211; spiega Cirio, che è anche presidente della Commissione per l’integrazione economica di Euronest -. Viene<strong> copiato il nome del vino, ma anche colori e simboli delle etichette</strong>. In altri casi vengono storpiati i nomi dei luoghi dove nascono i nostri vini, trasformando ad esempio Asti in “Astin” e Alba in “Alb”». Dopo un primo passaggio a Bruxelles con l’ambasciatore moldavo, Cirio è entrato in contatto con l’Agenzia territoriale per la proprietà intellettuale, di cui ieri in Moldavia ha incontrato i funzionari. «Ho approfondito anche con loro la possibilità di tutela dei marchi e incontrato vari esponenti politici territoriali. La Moldavia, come l’Ucraina, aspira a far parte dell’Ue e io, come presidente della Commissione Economica di Euronest, ho il compito di rimarcare che senza rispetto delle regole non può esserci nessun ingresso».</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.lastampa.it/2017/08/27/edizioni/cuneo/asti-spumante-taroccato-il-record-nellest-europa-lnoEd6EUSHOuTXVjtEdYZK/pagina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Stampa</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/asti-dop-taroccato-il-record-e-nellest-europa/">Asti DOP “taroccato”, il record è nell’Est Europa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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