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	<title>Stati Uniti &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Stati Uniti &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>USA, l’Agricultural Act 2026 riapre il fronte dei “common names” contro le Indicazioni Geografiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 06:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel disegno di legge agricola del Senato americano &#8220;Agricultural Act of 2026&#8221; una norma punta a difendere l’uso internazionale dei nomi considerati comuni. Tra gli esempi compaiono anche denominazioni di forte interesse per il sistema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel disegno di legge agricola del Senato americano &#8220;Agricultural Act of 2026&#8221; una norma punta a difendere l’uso internazionale dei nomi considerati comuni. Tra gli esempi compaiono anche denominazioni di forte interesse per il sistema DOP IGP italiano</em></p>
<p>Il nuovo <a href="https://www.agriculture.senate.gov/agricultural-act-of-2026-farm-bill-20" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agricultural Act of 2026</strong></a>, presentato al Senato degli Stati Uniti, contiene una disposizione di particolare rilevanza per il sistema europeo e italiano delle Indicazioni Geografiche. La sezione dedicata alla tutela dei cosiddetti <strong>“common names”</strong> mira infatti a preservare nei mercati esteri il diritto degli operatori statunitensi a utilizzare una serie di nomi agroalimentari considerati generici o di uso comune.</p>
<p>Il passaggio più delicato è contenuto nella sezione <strong>3201 – Preserving Foreign Markets for Goods Using Common Names</strong>, dove viene introdotta una definizione ampia di “common name”. Secondo il testo, un nome può essere considerato comune quando è ordinariamente o abitualmente utilizzato per un prodotto agricolo o alimentare, normalmente riportato sull’etichetta o sulla confezione e coerente con standard internazionali.</p>
<p>L’elemento di maggiore criticità per l’Italia riguarda l’elenco degli esempi riportati nel documento. Tra i nomi indicati come “common names” compaiono infatti termini di forte interesse per le filiere italiane, tra cui <strong>asiago, bologna, burrata, capocollo, fontina, gorgonzola, grana, mascarpone, mortadella, parmesan, pancetta, pecorino, prosciutto, provolone, ricotta, romano, salame e salami</strong>.</p>
<p>Si tratta di un’impostazione che conferma una linea politica statunitense già nota: contrastare l’estensione della tutela delle Indicazioni Geografiche nei mercati internazionali, sostenendo che molti nomi legati alla tradizione agroalimentare europea debbano essere considerati termini generici liberamente utilizzabili.</p>
<p>La norma prevede inoltre che il Segretario all’Agricoltura possa individuare anche altri nomi comuni oltre a quelli espressamente elencati. Il testo affida poi all’amministrazione americana il compito di sostenere il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti nelle trattative bilaterali, plurilaterali e multilaterali per garantire agli operatori USA il diritto di continuare a utilizzare tali denominazioni nei mercati esteri.</p>
<p>Per il sistema italiano DOP IGP, il tema non è soltanto commerciale, ma strategico. La qualificazione come “common names” di nomi che richiamano prodotti storici italiani rischia infatti di indebolire la protezione delle Indicazioni Geografiche, generare confusione per i consumatori e ridurre il valore reputazionale delle denominazioni nei mercati internazionali.</p>
<p>Il disegno di legge conferma quindi la necessità per l’Italia e per l’Unione Europea di presidiare con attenzione i negoziati commerciali, rafforzare la tutela giuridica delle IG nei Paesi terzi e comunicare con maggiore efficacia il valore distintivo del modello europeo: un sistema fondato non su semplici nomi di prodotto, ma su origine, disciplinari, controlli, reputazione territoriale e qualità certificata.</p>
<p><strong>Allegato</strong><br />
Testo del disegno di legge: <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/agricultural_act_of_2026-1.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agricultural Act of 2026 – Senato degli Stati Uniti</strong></a></p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
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		<title>Parmigiano Reggiano DOP, gli Stati Uniti al centro della strategia di crescita internazionale</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-gli-stati-uniti-al-centro-della-strategia-di-crescita-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 07:42:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni di Parmigiano Reggiano DOP verso gli USA crescono del 2,5% raggiungendo circa 7.000 tonnellate. Al Summer Fancy Food Show di New York il Consorzio presenta la propria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni di Parmigiano Reggiano DOP verso gli USA crescono del 2,5% raggiungendo circa 7.000 tonnellate. Al Summer Fancy Food Show di New York il Consorzio presenta la propria visione per il Nord America e riunisce retailer, distributori, istituzioni e stakeholder del mercato statunitense</em></p>
<p>Con gli<strong> Stati Uniti </strong>che si confermano il<strong> primo mercato estero della Dop </strong>e con<strong> esportazioni in crescita del 2,5% nei primi cinque mesi del 2026 </strong>rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un<strong> totale di circa 7.000 tonnellate</strong>, il <strong>Consorzio del Parmigiano Reggiano</strong> sceglie <strong>New York</strong> e il <strong>Summer Fancy Food Show</strong> per presentare la propria strategia di sviluppo in Nord America e incontrare i principali protagonisti della filiera alimentare statunitense.</p>
<p>Un appuntamento che arriva in una fase caratterizzata da incertezze economiche, pressioni inflazionistiche e dal tema dei dazi, ma nella quale il Parmigiano Reggiano continua a dimostrare la forza del proprio posizionamento, <strong>raddoppiando gli investimenti in comunicazione nel mercato USA</strong>. <strong>La domanda negli Stati Uniti resta solida grazie a consumatori che riconoscono il valore del prodotto, ne apprezzano autenticità e qualità e continuano a sceglierlo anche in contesti economici meno favorevoli</strong>. Una fedeltà che conferma il ruolo del Parmigiano Reggiano come prodotto premium e simbolo del Made in Italy agroalimentare nel mercato americano.</p>
<p><strong>Nel 2025 gli Stati Uniti si sono confermati il primo mercato estero del Parmigiano Reggiano, contribuendo alla crescita di una Dop che ha raggiunto un giro d’affari al consumo di 3,96 miliardi di euro, una produzione superiore a 4,19 milioni di forme e un export che rappresenta oltre il 50% del totale commercializzato</strong>. Anche i primi mesi del 2026 confermano il ruolo strategico del mercato americano: tra gennaio e maggio le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno registrato un +2,5%: un andamento che evidenzia la solidità della domanda nonostante il contesto di incertezza legato ai dazi e alle tensioni commerciali internazionali.</p>
<p>Il Consorzio sarà presente al <strong>Summer Fancy Food Show</strong>, il più importante appuntamento dedicato al settore specialty food del Nord America, in programma al Javits Center di New York dal 28 al 30 giugno. La manifestazione richiama ogni anno migliaia di buyer, distributori, retailer, importatori, operatori della ristorazione e giornalisti, rappresentando uno dei principali punti di incontro per l’industria alimentare internazionale. Il Parmigiano Reggiano accoglierà operatori e stakeholder presso il proprio spazio espositivo, <strong>Booth 2818</strong>, dove saranno organizzati incontri, degustazioni e momenti di approfondimento dedicati alla Dop.</p>
<p>Il momento centrale della presenza a New York sarà “<strong>Inside Parmigiano Reggiano’s US growth</strong>”, l’evento istituzionale e di relazioni pubbliche in programma il 28 giugno presso One Vanderbilt, che riunirà oltre 100 rappresentanti del retail, della distribuzione, delle associazioni di categoria, delle istituzioni e dei media americani e italiani.</p>
<p>Saranno coinvolti alcuni dei principali operatori del mercato nordamericano, insieme a importatori, distributori, rappresentanti della business community italo-americana, associazioni di settore e stakeholder istituzionali. All’evento è inoltre attesa la partecipazione di esponenti delle istituzioni italiane e nordamericane, a testimonianza del valore economico, culturale e strategico che il Parmigiano Reggiano riveste oggi nelle relazioni tra Italia e Nord America.</p>
<p>L’obiettivo dell’iniziativa è condividere la visione del Consorzio per i prossimi cinque anni e confrontarsi con i principali attori del mercato sulle strategie necessarie per accelerare la crescita della Dop in Nord America. Al centro del dibattito ci saranno la costruzione della domanda e della rilevanza culturale del marchio, l’espansione della disponibilità del prodotto nei punti vendita, l’educazione del consumatore, il valore delle produzioni autentiche e il ruolo della collaborazione tra produttori, distributori, retailer e istituzioni.</p>
<p>I panel vedranno anche il contributo dell’Italian Trade Agency (ICE) e della National Italian American Foundation (NIAF) chiamati a confrontarsi sui temi della rilevanza culturale del marchio, dello sviluppo della categoria premium specialty cheese, dell’educazione del consumatore e del valore economico delle produzioni autentiche nel mercato nordamericano.</p>
<p>«<em>Il nostro obiettivo non è semplicemente esportare più Parmigiano</em> Reggiano», dichiara <strong>Nicola Bertinelli</strong>, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, «<em>ma costruire valore insieme ai nostri partner americani. Vogliamo che il Parmigiano Reggiano sia sempre più riconosciuto come simbolo autentico del Made in Italy e parte integrante della cultura gastronomica contemporanea. Per riuscirci occorre lavorare contemporaneamente sulla domanda, sulla disponibilità del prodotto, sulla formazione e sulla tutela dell’autenticità</em>».</p>
<p>In questa strategia si inserisce anche la <strong>Parmigiano Reggiano USA Corporation</strong>, aperta nel 2024 per rafforzare la presenza del Consorzio sul mercato nordamericano attraverso attività di formazione, informazione, supporto al trade, tutela della denominazione e dialogo con gli stakeholder locali. Per il Consorzio del Parmigiano Reggiano, il Nord America rappresenta oggi il più importante mercato di crescita fuori dall’Europa. Una sfida che può essere vinta solo attraverso investimenti di lungo periodo e una stretta collaborazione tra produttori, distributori, retailer e istituzioni, con l’obiettivo di creare valore lungo tutta la filiera e consolidare il ruolo del Parmigiano Reggiano come una delle icone più riconosciute del Made in Italy nel mondo.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/CS-Summer-Fancy-Food-Show-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Export vino italiano, segnali di ripresa dagli USA: il quadrimestre chiude a -8,5%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/export-vino-italiano-segnali-di-ripresa-dagli-usa-il-quadrimestre-chiude-a-85/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:10:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ad aprile il mercato americano registra il primo +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di perdite, ma i consumi interni restano sotto pressione. Il 24 luglio la partita decisiva sui dazi. Il vino italiano chiude il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ad aprile il mercato americano registra il primo +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di perdite, ma i consumi interni restano sotto pressione. Il 24 luglio la partita decisiva sui dazi.</em></p>
<blockquote>
<p class="has-background"><em>Il vino italiano chiude il primo quadrimestre 2026 con esportazioni extra-Ue a -8,5% in valore. Segnale positivo dagli USA, dove aprile registra +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di cali. I consumi americani restano sotto pressione (-10,1%), con il Prosecco come eccezione virtuosa. Frescobaldi (Uiv) auspica il rinnovo dell’alleanza commerciale in vista delle nuove tariffe del 24 luglio.</em></p>
</blockquote>
<p><strong>Migliora</strong>, ma rimane negativo,<strong> il trend delle esportazioni di vino italiano verso i Paesi extra-Ue</strong> nel primo quadrimestre di quest’anno, con una performance a valore a -8,5% (il trimestre aveva chiuso a -11%) sul pari periodo 2025, a oltre 1,36 miliardi di euro. A frenare la discesa ha contribuito soprattutto la domanda statunitense.</p>
<p>Secondo le elaborazioni dell’<strong>Osservatorio Uiv</strong> su dati ufficiali, ad aprile i valori commercializzati verso gli USA hanno segnato una lieve inversione di rotta (+1,6%), dopo 10 mesi consecutivi di pesanti perdite. Il risultato porta il saldo del quadrimestre sul mercato americano a -15,4%, alleggerendo di cinque punti il passivo del solo primo trimestre (-20,5%). Una boccata d’ossigeno – rileva l’Osservatorio – che incide poco su un mercato ancora compresso, ma che può rappresentare un primo timido segnale di riequilibrio, a patto che si riattivino adeguatamente i consumi. Da luglio 2025 allo scorso aprile la contrazione per il vino italiano oltreoceano è stata del 20% e del 29% per quelli francesi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Se l’export registra lievi segnali di recupero, lo stesso non si può dire per i consumi americani di vino. Secondo l’Osservatorio Uiv su base <em>SipSource</em>(piattaforma che misura i flussi della distribuzione verso i punti vendita americani), i primi 5 mesi si sono chiusi con un ulteriore gap generale dei volumi consumati dagli statunitensi, a -10,1%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/news/export-vino-italiano-ripresa-usa-primo-quadrimestre-giugno-2026/" target="_blank" rel="noopener">WineMeridian.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe danneggiare anche gli allevatori americani senza portare benefici reali ai consumatori</em></p>
<p><a href="http://www.editorialedomani.it/tag/donald%20trump">Donald Trump</a> è riuscito a fregare l’Unione Europea come farebbe un salumiere disonesto che affetta più di quanto richiesto dal cliente per poi dire “che faccio, lascio?” mentre ha già il dito sul registratore di cassa pronto a battere lo scontrino, sempre che lo batta. E lo ha fatto con l’aiuto del presidente argentino neoliberista <a href="http://www.editorialedomani.it/tag/Javier%20Milei">Javier Milei</a>.</p>
<p><strong>I due hanno siglato un accordo, in poco più di tre mesi, che regolamenta l’export verso l’Argentina di prodotti alimentari</strong> come la mozzarella e il roquefort made in Usa mettendo a rischio le produzioni europee. Eppure quella che sembra una vittoria commerciale per Trump potrebbe trasformarsi in un boomerang in vista delle prossime elezioni di metà mandato.</p>
<p>La geopolitica è anche una questione di salumi e formaggi, perché l’intesa tra Washington e Buenos Aires, che dà una spallata all’Europa, stabilisce come l’Argentina permetterà l’ingresso nel proprio mercato a 39 denominazioni di formaggi e dieci di salumi, prodotti negli Usa, anche quando corrispondono a specialità europee. Alcuni dei nomi indicati dall&#8217;accordo sono Fontina, Gorgonzola, Asiago, Feta, Camembert, Pecorino, Mortadella e Prosciutto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Sfida al Mercosur</h4>
<p>Il trattato tra i due paesi del continente americano entra in pieno conflitto con il piano dell’Unione Europea per tutelare i suoi prodotti tipici <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/">verso il Mercosur</a>, l’unione economica composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Le ricadute economiche per il vecchio continente potrebbero essere devastanti.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti d’America infatti sono i leader globali nella produzione di alimenti <em>european sounding</em></strong>, ovvero prodotti che richiamano nomi, immagini o simboli di paesi europei pur non avendo alcun legame con i territori d&#8217;origine. Il solo mercato dell’italian sounding vale, secondo Ambrosetti, almeno 63 miliardi di euro, per Coldiretti addirittura 120.</p>
<p>[…]</p>
<p>Mentre i paesi del Sud America trattavano con l&#8217;Europa, Trump e Milei hanno visto un’opportunità e si sono accordati per far arrivare sugli scaffali dei supermercati argentini formaggi e salumi come il Parmesan o la Feta made in Usa, con tanto di bandierina italiana e greca sulla confezione, vicino al Parmigiano Reggiano o alla Feta prodotta nell’Epiro. Il tutto senza distinzione e senza che nessuno possa avviare un’azione legale per concorrenza sleale.</p>
<p><strong>L’accordo, in pratica, permette ai produttori americani di sfruttare il marketing, i loghi e la reputazione del made in Italy o del made in France</strong> senza doversene accollare i costi e i vincoli che gli europei devono rispettare.</p>
<p>[…]</p>
<p>La contropartita che Trump ha garantito al collega sudamericano è quella di incrementare fino a cinque volte l’importazione di carne prodotta in Argentina e questo aspetto in particolare potrebbe costare caro al presidente americano in vista delle prossime elezioni per rinnovare il congresso.<strong> L’arrivo della carne argentina nelle macellerie statunitensi ha mandato su tutte le furie i produttori americani</strong> che lo avevano votato e che ora potrebbero voltargli le spalle.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue-owd4azsv?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=facebook&amp;fbclid=IwY2xjawSlvE9leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFPOFd4ODBVanpmU2VXZkxZc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoF_0zoo0uFYyJs1tbg7ShaXuj0aVVbSndogd3PBO_XfbpfVqIL5bm3nVxnz_aem_Gdw9aVbLBwSP8hUCFt_s9Q" target="_blank" rel="noopener">Domani</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>I dazi USA sul vino nel 2025 hanno avuto un valore di 492,2 milioni di dollari</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/i-dazi-usa-sul-vino-nel-2025-hanno-avuto-un-valore-di-4922-milioni-di-dollari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 07:31:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fotografia dell’American Association of Wine Economists (Aawe) sui dazi USA sul vino: “poiché non è chiaro chi abbia sopportato l’onere, chi dovrebbe essere rimborsato?” Export che scende tra i principali produttori di vino al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/i-dazi-usa-sul-vino-nel-2025-hanno-avuto-un-valore-di-4922-milioni-di-dollari/">I dazi USA sul vino nel 2025 hanno avuto un valore di 492,2 milioni di dollari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La fotografia dell’American Association of Wine Economists (Aawe) sui dazi USA sul vino: “poiché non è chiaro chi abbia sopportato l’onere, chi dovrebbe essere rimborsato?”</em></p>
<p><strong>Export che scende tra i principali produttori di vino al mondo, dall’<a href="https://winenews.it/it/il-vino-italiano-chiude-il-2025-in-negativo-per-le-esportazioni-77-miliardi-di-euro-37-sul-202_584644/">Italia</a> alla <a href="https://winenews.it/it/nel-2025-lexport-del-vino-francese-non-brinda-41-sul-2024-a-105-miliardi-di-euro_582168/">Francia</a> fino alla <a href="https://winenews.it/it/export-di-vino-anche-la-spagna-in-negativo-nel-2025-287-miliardi-di-euro-in-valore-5_583541/">Spagna</a></strong>, preoccupazioni per un futuro ancora incerto e su cui gravano anche altri fattori ormai noti, dal cambiamento climatico al calo dei consumi, e che necessita anche di diversificare un mercato che, al momento, vede gli Stati Uniti insostituibili. Il mondo del vino ha passato un anno, il 2025, decisamente complicato e condizionato anche dal “terremoto” dei dazi.</p>
<p><strong>Ma quanto hanno portato, economicamente, agli Stati Uniti, i dazi voluti dal presidente americano Donald Trump e applicati anche al vino? Complessivamente, nel 2025, la cifra dei dazi Usa sul vino è ammontata a 492,2 milioni di dollari, dato che, dopo il coinvolgimento dell’Europa (il 2 aprile 2025 l’annuncio Usa dei <a href="https://winenews.it/it/dal-3-aprile-2025-dazi-al-20-su-tutte-le-merci-ue-lannuncio-del-presidente-usa-donald-trump_554139/">dazi per il Vecchio Continente</a>), è molto più grande di quello degli anni precedenti.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Ma sono numeri che, però, pongono una domanda, <a href="https://winenews.it/it/dazi-usa-la-corte-suprema-boccia-trump-sono-illegittimi-si-apre-un-nuovo-scenario_583016/"><strong>alla luce anche della decisione della Corte Suprema</strong></a>, che ha stabilito l’illegittimità dei dazi Usa: “poiché non è chiaro chi abbia sopportato l’onere lungo la catena di approvvigionamento, <strong>chi dovrebbe essere rimborsato: produttori, importatori, distributori, rivenditori o consumatori?”</strong>, si interroga l’Aawe. Uno scenario, quello dei rimborsi (<a href="https://www.federvini.it/news/usa-i-rimborsi-dei-dazi-ieepa-con-interessi-il-governo-punta-a-pagarli-entro-45-giorni-ma-valuta-l%E2%80%99appello">si stimano circa 130 miliardi di dollari complessivi in ballo</a>), che appare tuttavia molto complesso, e la cui previsione sulla conclusione non è affatto scontata.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://winenews.it/it/i-dazi-usa-sul-vino-nel-2025-hanno-avuto-un-valore-di-4922-milioni-di-dollari_585769/" target="_blank" rel="noopener">WineNews.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/i-dazi-usa-sul-vino-nel-2025-hanno-avuto-un-valore-di-4922-milioni-di-dollari/">I dazi USA sul vino nel 2025 hanno avuto un valore di 492,2 milioni di dollari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Dazi, l&#8217;Eurocamera dà il primo ok all&#8217;intesa Bruxelles-Washington</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-leurocamera-da-il-primo-ok-allintesa-bruxelles-washington/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:21:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi USA-UE: dalla Commissione Parlamentare europea il via libera al compromesso con clausole precise su durata e condizioni la palla passa all&#8217;aula A fatica e con una serie di paletti, l&#8217;Europarlamento prova a far tornare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-leurocamera-da-il-primo-ok-allintesa-bruxelles-washington/">Dazi, l&#8217;Eurocamera dà il primo ok all&#8217;intesa Bruxelles-Washington</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dazi USA-UE: dalla Commissione Parlamentare europea il via libera al compromesso con clausole precise su durata e condizioni la palla passa all&#8217;aula</em></p>
<p>A fatica e con una serie di paletti, <strong>l&#8217;Europarlamento prova a far tornare il sereno commerciale sulle due sponde dell&#8217;Atlantico</strong>. Lo fa dopo una serie di tentativi andati a vuoto per via delle tensioni riaccese prima con le minacce trumpiane di conquista della Groenlandia e poi con quelle di vendetta contro la Spagna. A complicare il quadro, pure l&#8217;<strong>incertezza generata dalla sentenza con cui la Corte Suprema Usa ha invalidato i dazi americani</strong>.</p>
<p>Tutti sviluppi che, in un modo o nell&#8217;altro, hanno lasciato nel limbo la ratifica, da parte dell&#8217;Eurocamera, del patto siglato a luglio in Scozia da Donald Trump e Ursula von der Leyen: cioè dazi zero o quasi su gran parte della manifattura e dell&#8217;agroalimentare Usa, in cambio di un 15% &#8220;tutto incluso&#8221; sull&#8217;export Ue.</p>
<h4>IL VOTO</h4>
<p>Ieri mattina, con un voto a lungo atteso, <strong>la commissione parlamentare Commercio internazionale ha provato a riavvolgere il nastro</strong>. E con 29 sì, 9 no e un astenuto ha dato il <strong>primo via libera alle concessioni promesse a Washington</strong>. In nome di un&#8217;ampia convergenza politica, tuttavia, gli eurodeputati hanno fissato delle condizioni ben precise.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero</strong></p>
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		<title>Bruxelles pronta a confermare gli accordi con gli USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bruxelles-pronta-a-confermare-gli-accordi-con-gli-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 08:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Commissario europeo al Commercio Sefcovic: «Fondamentale rispettare i nostri impegni. Serve chiarezza, ma no a piani B» «Gli Stati Uniti sono pronti a rispettare l&#8217;accordo se lo faremo anche noi». All&#8217;indomani della decisione con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Commissario europeo al Commercio Sefcovic: «Fondamentale rispettare i nostri impegni. Serve chiarezza, ma no a piani B»</em></p>
<p>«<strong>Gli Stati Uniti sono pronti a rispettare l&#8217;accordo se lo faremo anche noi</strong>». All&#8217;indomani della decisione con cui il Parlamento europeo ha messo in pausa la ratifica dell&#8217;intesa di luglio con Donald Trump, il <strong>commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic</strong> è tornato a vestire i panni dell&#8217;abile diplomatico di lungo corso.</p>
<p>E a insistere perché la nuova fase di frizioni tra le due sponde dell&#8217;Atlantico &#8211; ad appena un mese dallo stop che fece seguito alle minacce di conquista della Groenlandia -, sia lasciata in fretta alle spalle. Lo ha fatto intervenendo davanti agli eurodeputati della commissione parlamentare Commercio internazionale, la stessa che solo 24 ore prima aveva frenato sulle concessioni fatte agli Usa.</p>
<p>Venerdì, una <a href="https://www.qualivita.it/news/in-vigore-i-nuovi-dazi-globali-al-10-voluti-da-trump/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sentenza della Corte Suprema</strong></a> aveva infatti invalidato la base giuridica su cui si fondava l&#8217;aliquota del 15% &#8220;tutto incluso&#8221; applicata agli europei. Il braccio destro di Ursula von der Leyen ha avvertito che «è fondamentale mantenere questo processo in movimento per onorare i nostri impegni». Tradotto: Sefcovic vede ancora possibile un «voto in plenaria a marzo, a condizione, naturalmente, di <strong>ottenere maggiore chiarezza dagli Usa</strong>» sulle prossime tappe.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilmessaggero.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Messaggero</strong></a></p>
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		<title>In vigore i nuovi dazi globali al 10% voluti da Trump</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/in-vigore-i-nuovi-dazi-globali-al-10-voluti-da-trump/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 08:34:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vigore da oggi i nuovi dazi globali voluti da Trump, che scendono dal 15% al 10%: le mosse della Casa Bianca dopo la bocciatura arrivata dalla Corte Suprema.  Sono entrati in vigore alle 6 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In vigore da oggi i nuovi dazi globali voluti da Trump, che scendono dal 15% al 10%: le mosse della Casa Bianca dopo la bocciatura arrivata dalla Corte Suprema. </em></p>
<p>Sono entrati in vigore alle 6 di ieri mattina, la mezzanotte di Washington, i nuovi <strong>dazi globali</strong> voluti dal presidente statunitense <strong>Donald Trump</strong>. Contemporaneamente l’agenzia per la protezione delle dogane e delle frontiere (U.S. Customs and Border Protection) ha interrotto la riscossione dei dazi imposti ai sensi dell’<strong>International Emergency Economic Powers Act</strong> (Ieepa) dichiarati illegali dalla <strong>Corte Suprema</strong> degli Stati Uniti. A sorpresa, le nuove tariffe imposte applicando la <strong>Sezione 122 del Trade Act del 1974 </strong>sono del 10 e non del 15%: Trump infatti, scrive la <em>Bbc</em>, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/21/trump-dazi-globali-corte-suprema-notizie/8300112/">sabato aveva annunciato che avrebbe imposto tariffe del 15%</a>, ma non è ancora stato emanato un ordine esecutivo per aumentare il tasso. Quello ora in vigore introduce la tariffa del 10% per “affrontare <strong>problemi fondamentali nei pagamenti internazionali</strong> e proseguire il lavoro dell’amministrazione per<strong> riequilibrare le nostre relazioni commerciali</strong> a vantaggio dei lavoratori, degli agricoltori e dei produttori americani”.</p>
<p>“I nuovi dazi doganali sono entrati in vigore un minuto dopo le 6 del mattino, orario nostro. E la tariffa applicabile è del 10%” e “si aggiunge la clausola della nazione più favorita”, ha confermato la prima portavoce della Commissione europea <strong>Paula Pinho</strong> nel briefing con la stampa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/24/dazi-globali-trump-10-percento-notizie/8302488/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Fatto Quotidiano.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/in-vigore-i-nuovi-dazi-globali-al-10-voluti-da-trump/">In vigore i nuovi dazi globali al 10% voluti da Trump</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Dazi, l&#8217;UE blocca l&#8217;accordo con gli Stati Uniti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-lue-blocca-laccordo-con-gli-stati-uniti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 08:38:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi, stop dell&#8217;Europa e Trump minaccia: stangata a chi fa il furbo, punirò chi sfrutta la sentenza. Bruxelles congela gli accordi dopo la sentenza della Corte Suprema: basta caos. Gli Usa: tariffe confermati con una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-lue-blocca-laccordo-con-gli-stati-uniti/">Dazi, l&#8217;UE blocca l&#8217;accordo con gli Stati Uniti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dazi, stop dell&#8217;Europa e Trump minaccia: stangata a chi fa il furbo, punirò chi sfrutta la sentenza. Bruxelles congela gli accordi dopo la sentenza della Corte Suprema: basta caos. Gli Usa: tariffe confermati con una nuova base giuridica.</em></p>
<p><strong>Il Parlamento europeo mette in pausa la ratifica dell&#8217;accordo sui dazi con gli Stati Uniti</strong>. Ma il congelamento è a tempo, <strong>in attesa che Washington precisi bene come intende procedere</strong> dopo che la Corte Suprema ha invalidato le tariffe adottate senza passare dal Congresso e dopo che Donald Trump ha cambiato strategia affidandosi a una diversa base giuridica per <strong>nuovi dazi al 15%.</strong></p>
<p>Lo stesso presidente ha rilanciato, ieri sul suo social Truth, con la minaccia di una stangata tariffaria &#8211; con aliquote «molto più alte e peggiori di quelle concordate di recente» &#8211; nei confronti di chi dovesse decidere di «fare il furbo», approfittando della pronuncia e del momento di caos generale. Eppure, «prima di poter intraprendere ulteriori passi <strong>abbiamo bisogno di chiarezza e certezza giuridica», ha detto l&#8217;eurodeputato tedesco Bernd Lange</strong>, il socialista presidente della commissione parlamentare Commercio, annunciando il secondo stop in appena un mese all&#8217;iter (il primo fu in risposta alle minacce trumpiane di conquista della Groenlandia).</p>
<h4>IL PIANO</h4>
<p>Al termine di una riunione con i responsabili del dossier per i vari gruppi politici, Lange ha comunicato l&#8217;ok bipartisan a un rinvio del voto che &#8211; in origine previsto questa mattina &#8211; avrebbe dovuto approvare due regolamenti tecnici con cui l&#8217;Ue accetta di azzerare i <strong>dazi applicati agli Usa su una vasta gamma di beni industriali e agroalimentari</strong>. Si tratta delle principali concessioni fatte da Ursula von der Leyen a Trump con il patto commerciale concluso a fine luglio in Scozia, quello che fissò al 15% &#8220;tutto incluso&#8221; la soglia di tariffe per le esportazioni europee. Ma una nuova riunione degli eurodeputati è in programma già mercoledì prossimo, 4 marzo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilmessaggero.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Messaggero</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-lue-blocca-laccordo-con-gli-stati-uniti/">Dazi, l&#8217;UE blocca l&#8217;accordo con gli Stati Uniti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Intesa Trump-Milei: Grana Padano, Asiago e Gorgonzola  made in USA diventano protetti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/intesa-trump-milei-grana-padano-asiago-e-gorgonzola-made-in-usa-diventano-protetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 09:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi bilaterali]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sorpasso a destra del presidente Trump sul made in Italy alimentare: a pochi giorni dalla sigla dell’accordo commerciale Ue-Mercosur (che può entrare subito in vigore nelle more del giudizio della Corte di Giustizia Ue richiesto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links"><em>Sorpasso a destra del presidente Trump sul made in Italy alimentare: a pochi giorni dalla sigla dell’accordo commerciale Ue-Mercosur (che può entrare subito in vigore nelle more del giudizio della Corte di Giustizia Ue richiesto dall’Europarlamento e che prevede una tutela rafforzata per 347 DOP e IGP europee tra cui 58 italiane) il presidente Trump ha stretto un accordo commerciale con il presidente argentino Javier Milei che prevede una tutela per alcuni prodotti alimentari americani che ricalcano in tutto e per tutto i nomi di alcune denominazioni d’origine italiane ed europee.</em></p>
<div class="asubtitle">In base all’intesa Usa-Argentina saranno tutelati <em><strong>Asiago</strong></em>, <em><strong>Fontina, Gorgonzola, Grana, Parmesan, Pecorino e Provolone</strong></em> <strong><a href="https://www.qualivita.it/news/territorio/33300/" target="_blank" rel="noopener">made</a> in USA</strong>. Come saranno tutelati <em><strong>Camembert, Edam, Feta, Emmental </strong></em>e<em><strong>Gouda</strong></em> made in USA. Ma non solo. Saranno protetti anche nomi generici di prodotti come &#8220;<em><strong>burrata</strong></em>&#8220;, &#8220;<em><strong>mascarpone</strong></em>&#8221; (in grande crescita sui mercati internazionali trainato dal successo del tiramisu) prodotti in Nord America. Il tutto in aperto contrasto con quanto previsto dall’intesa <strong>Ue-Mercosur</strong> che si propone, invece, di tutelare le stesse denominazioni protette di prodotti realizzati in Europa e in Italia. Un vero e proprio cortocircuito che coinvolgerà anche i salumi visto che l’intesa Trump-Milei si propone di proteggere anche i sedicenti Bologna, Capicola/Capicollo, Chorizo, Mortadella, Pancetta, Prosciutto e Salame made in Usa con buona pace di quelli prodotti in Italia.</div>
<div>[&#8230;]</div>
<div>«Noi riteniamo strategico l’Accordo con il Mercosur – ha commentato il presidente di <strong>Origin Italia</strong>, <strong>Cesare Baldrighi</strong> &#8211; poiché amplia le prospettive per le nostre Indicazioni Geografiche in mercati di grande rilevanza, rafforzate dalla significativa presenza di comunità di origine italiana. Destano invece forte preoccupazione le recenti iniziative degli Stati Uniti, volte a liberalizzare l’uso di termini che ritengono generici ma che, in realtà, corrispondono a denominazioni DOP e IGP protette. L’approccio adottato prima con la Cambogia e ora con l’Argentina, con l’intenzione di estenderlo ad altre aree del Sud America, rappresenta un chiaro attacco al sistema delle Indicazioni Geografiche. Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni al ministro dell’Agricoltura, Lollobrigida, che ha assicurato il proprio impegno nel contrastare un’azione protezionistica che mira all’indebolimento dei principi fondanti delle IG».</div>
<div>[&#8230;]</div>
<div></div>
<div>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/intesa-trump-milei-grana-asiago-e-gorgonzola-sono-formaggi-usa-AIGYQnPB?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></div>
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