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	<title>Stati Uniti &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Jul 2026 11:02:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Stati Uniti &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<item>
		<title>UE, proposta agli USA per riduzioni sui dazi su una lista di prodotti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ue-proposta-agli-usa-per-riduzioni-sui-dazi-su-una-lista-di-prodotti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Portavoce della Commissione UE: &#8220;Fortemente impegnati nel dialogo con gli Stati Uniti, proposta una lista di prodotti per possibili riduzioni sui dazi&#8221; &#8220;Abbiamo condiviso con gli Stati Uniti un ampio elenco di prodotti esportati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Portavoce della Commissione UE: &#8220;Fortemente impegnati nel dialogo con gli Stati Uniti, proposta una lista di prodotti per possibili riduzioni sui dazi&#8221;</em></p>
<p>&#8220;Abbiamo condiviso con gli Stati Uniti un ampio elenco di prodotti esportati dall&#8217;Unione europea per i quali riteniamo possibili riduzioni tariffarie&#8221;.</p>
<p>Lo ha detto il <strong>portavoce della Commissione europea Olof Gill</strong>, interpellato sulle notizie riportate da Euractiv, secondo cui <strong>Bruxelles avrebbe chiesto a Washington di esentare dal dazio del 15% centinaia di prodotti, tra cui Roquefort, Pecorino, vini, macchinari industriali e dispositivi sanitari</strong>.</p>
<p>Alla domanda se la Commissione stia discutendo con gli Stati Uniti &#8220;altri possibili settori e prodotti&#8221; per i quali ottenere &#8220;riduzioni tariffarie più ampie o persino esenzioni tariffarie&#8221;, Gill ha risposto: &#8220;La risposta è sì. Siamo fortemente impegnati nel dialogo con gli Stati Uniti per raggiungere questo risultato&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2026/07/15/ue-proposta-agli-usa-lista-di-prodotti-per-possibili-riduzioni-sui-dazi_79eaff93-e462-4040-9ae1-0443e6f58f51.html" target="_blank" rel="noopener">Ansa.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ue-proposta-agli-usa-per-riduzioni-sui-dazi-su-una-lista-di-prodotti/">UE, proposta agli USA per riduzioni sui dazi su una lista di prodotti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Parmigiano Reggiano DOP, Console USA in visita alla filiera: sul tavolo export, sinergie e turismo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-console-usa-in-visita-alla-filiera-sul-tavolo-export-sinergie-e-turismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Console Generale degli Stati Uniti Douglass Benning in visita alla filiera del Parmigiano Reggiano DOP: sul tavolo export, sinergie istituzionali e il turismo dagli USA Si è tenuta il 13 luglio la visita istituzionale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Console Generale degli Stati Uniti Douglass Benning in visita alla filiera del Parmigiano Reggiano DOP: sul tavolo export, sinergie istituzionali e il turismo dagli USA</em></p>
<p>Si è tenuta il 13 luglio la <strong>visita istituzionale</strong> del <strong>Console Generale degli Stati Uniti</strong>, <strong>Douglass Benning</strong>, presso l&#8217;Azienda Agricola Bertinelli a Noceto. Dopo un tour guidato della filiera produttiva e una degustazione di <strong>Parmigiano Reggiano</strong> a diverse stagionature, il Console ha incontrato <strong>Nicola Bertinelli</strong>, <strong>presidente del Consorzio</strong>, per un confronto dedicato allo <strong>sviluppo delle relazioni economiche e istituzionali</strong> tra il territorio della Dop e gli Stati Uniti.</p>
<p>L&#8217;incontro è stato l&#8217;occasione per fare il punto sull&#8217;andamento del <a href="https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-gli-stati-uniti-al-centro-della-strategia-di-crescita-internazionale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>principale mercato estero del Parmigiano Reggiano</strong></a>, con<strong> esportazioni in crescita del 2,5% nei primi cinque mesi del 2026 </strong>rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un<strong> totale di circa 7.000 tonnellate</strong>. Nonostante un contesto caratterizzato da incertezze legate ai dazi e allo scenario geopolitico, il mercato americano continua infatti a dimostrare una forte domanda e una crescente fedeltà dei consumatori verso la Dop. Al centro del colloquio anche le prospettive di sviluppo della <strong>Parmigiano Reggiano USA Corporation</strong>, nata per rafforzare il dialogo con istituzioni, operatori economici e stakeholder locali, promuovere attività di formazione e educazione sul prodotto e consolidare la tutela della Dop sul mercato nordamericano.</p>
<p>Durante l&#8217;incontro, sono state inoltre condivise alcune delle principali linee strategiche presentate dal Consorzio durante il recente <strong>Summer Fancy Food Show</strong> di New York, dove il Parmigiano Reggiano ha riunito retailer, distributori, istituzioni e media statunitensi per discutere il futuro della Dop in Nord America. Tra i temi affrontati, il ruolo delle Indicazioni Geografiche come modello di sviluppo per le eccellenze agroalimentari, la valorizzazione degli autentici ingredienti italiani quale presupposto imprescindibile della candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale UNESCO e la necessità di costruire una collaborazione stabile tra produttori, istituzioni e distribuzione per creare valore lungo l&#8217;intera filiera.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro il Consorzio ha inoltre proposto di avviare, in sinergia con la rete consolare, <strong>collaborazioni in ambito governativo e accademico</strong> dedicate alla ricerca e all&#8217;educazione alimentare, valorizzando le proprietà nutrizionali del Parmigiano Reggiano anche in relazione al programma statunitense &#8220;Make America Healthy Again&#8221;. È stata infine ribadita l&#8217;importanza di mantenere un <strong>confronto costante sulle politiche tariffarie e commerciali</strong>, con l&#8217;obiettivo di favorire uno sviluppo equilibrato degli scambi tra Italia e Stati Uniti.</p>
<p>Un ulteriore focus è stato dedicato al turismo. Attraverso il progetto Vivi Parmigiano Reggiano, il Consorzio punta a trasformare la Dop in una destinazione da vivere durante tutto l&#8217;anno, intercettando anche i <strong>flussi turistici provenienti dagli Stati Uniti</strong>. L&#8217;obiettivo è triplicare le visite ai caseifici, passando dalle circa 100.000 presenze attuali a 300.000 entro il 2029, contribuendo allo sviluppo economico del territorio di origine.</p>
<p>«<em>L&#8217;incontro di oggi con il Console Generale Douglass Benning rappresenta un passo importante per consolidare un&#8217;alleanza istituzionale strategica tra il Consorzio e gli Stati Uniti</em>», dichiara <strong>Nicola Bertinelli</strong>. «<em>Gli Stati Uniti non sono soltanto il nostro primo mercato estero: rappresentano un partner con cui vogliamo costruire relazioni sempre più profonde. Attraverso la Parmigiano Reggiano USA Corporation intendiamo sviluppare un dialogo stabile con le istituzioni americane, promuovere la cultura del prodotto autentico, sostenere progetti di educazione alimentare e rafforzare la collaborazione su temi economici, commerciali e turistici. Il nostro obiettivo è creare valore condiviso, per la filiera del Parmigiano Reggiano e per i territori dei due Paesi</em>».</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/CS-Visita-console-Benning.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>DOP casearie, dagli USA una nuova offensiva sui “nomi comuni”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-casearie-dagli-usa-una-nuova-offensiva-sui-nomi-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 07:02:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Senato americano torna a sostenere l’uso dei cosiddetti “nomi comuni” per i formaggi, riaprendo lo scontro con l’Europa sulle denominazioni d’origine. Al centro, il valore delle DOP italiane e la tutela della loro identità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Senato americano torna a sostenere l’uso dei cosiddetti “nomi comuni” per i formaggi, riaprendo lo scontro con l’Europa sulle denominazioni d’origine. Al centro, il valore delle DOP italiane e la tutela della loro identità</em></p>
<p>La sfida tra formaggi italiani e statunitensi non si gioca più soltanto sui tavoli di assaggio, ma anche sul terreno, molto più delicato, della politica commerciale internazionale. Dopo il confronto agli <strong>International Cheese &amp; Dairy Awards di Stafford</strong>, dove la Nazionale italiana Formaggi di CheeseItaly ha ottenuto un risultato significativo nel rapporto tra prodotti iscritti e premiati, il dibattito si è spostato negli Stati Uniti, dove <a href="https://www.qualivita.it/news/usa-lagricultural-act-2026-riapre-il-fronte-dei-common-names-contro-le-indicazioni-geografiche/" target="_blank" rel="noopener">torna centrale il tema dei cosiddetti <strong>“common names”</strong></a>, i nomi ritenuti generici dall’industria americana e invece legati, per l’Unione europea, a precise identità territoriali e produttive. L’edizione 2026 dell’ICDA si è svolta a Stafford dal 24 al 26 giugno.</p>
<p>Al centro della discussione c’è l’iniziativa legislativa statunitense nota nel dibattito di settore come prosecuzione della battaglia avviata con il SAVE Act e rilanciata nel 2025 con il <strong><a href="https://www.congress.gov/bill/119th-congress/house-bill/2558/text">SAFETY Act</a> – Safeguarding American Food and Export Trade Yields Act</strong>. Il testo, introdotto al Senato il 1° aprile 2025, punta a preservare i mercati esteri per i prodotti commercializzati con “common names” e affida al Governo statunitense il compito di difendere questo diritto nei negoziati commerciali internazionali.</p>
<p>La portata del provvedimento è rilevante per il settore lattiero-caseario europeo e in particolare per quello italiano. Tra i nomi che il testo considera utilizzabili come “comuni” compaiono infatti <strong>Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana, Parmigiano, Pecorino, Ricotta e Romano</strong>, accanto ad altri termini legati all’agroalimentare come Bologna, Mortadella, Prosciutto e Salami. Il disegno di legge prevede inoltre che il Segretario all’Agricoltura coordini le proprie azioni con lo USTR, il rappresentante statunitense per il commercio, per assicurare ai produttori americani la possibilità di usare tali denominazioni sui mercati esteri.</p>
<p><u>[&#8230;]</u></p>
<p>La questione non è soltanto giuridica. È economica e riguarda direttamente la tenuta delle filiere certificate. Secondo il <strong><a href="https://www.ruminantia.it/wp-content/uploads/2026/07/20251126_CS01_DATI-GENERALI.pdf">XXIII Rapporto Ismea-Qualivita</a></strong>, la <strong>Dop economy italiana</strong> ha raggiunto nel 2024 un valore alla produzione di <strong>20,7 miliardi di euro</strong>, con un peso pari al 19% del fatturato agroalimentare nazionale. Il comparto dei formaggi DOP e IGP è uno degli assi portanti di questo sistema: nel 2024 ha registrato una crescita del +10,5%, mentre l’export dei prodotti DOP IGP ha raggiunto 12,3 miliardi di euro, con gli Stati Uniti primo mercato di destinazione per le esportazioni italiane certificate.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ruminantia.it/dop-casearie-dagli-usa-una-nuova-offensiva-sui-nomi-comuni/" target="_blank" rel="noopener">Ruminantia.it</a></p>
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		<title>USA, l’Agricultural Act 2026 riapre il fronte dei “common names” contro le Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/usa-lagricultural-act-2026-riapre-il-fronte-dei-common-names-contro-le-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 06:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[tutela agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel disegno di legge agricola del Senato americano &#8220;Agricultural Act of 2026&#8221; una norma punta a difendere l’uso internazionale dei nomi considerati comuni. Tra gli esempi compaiono anche denominazioni di forte interesse per il sistema [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/usa-lagricultural-act-2026-riapre-il-fronte-dei-common-names-contro-le-indicazioni-geografiche/">USA, l’Agricultural Act 2026 riapre il fronte dei “common names” contro le Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel disegno di legge agricola del Senato americano &#8220;Agricultural Act of 2026&#8221; una norma punta a difendere l’uso internazionale dei nomi considerati comuni. Tra gli esempi compaiono anche denominazioni di forte interesse per il sistema DOP IGP italiano</em></p>
<p>Il nuovo <a href="https://www.agriculture.senate.gov/agricultural-act-of-2026-farm-bill-20" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agricultural Act of 2026</strong></a>, presentato al Senato degli Stati Uniti, contiene una disposizione di particolare rilevanza per il sistema europeo e italiano delle Indicazioni Geografiche. La sezione dedicata alla tutela dei cosiddetti <strong>“common names”</strong> mira infatti a preservare nei mercati esteri il diritto degli operatori statunitensi a utilizzare una serie di nomi agroalimentari considerati generici o di uso comune.</p>
<p>Il passaggio più delicato è contenuto nella sezione <strong>3201 – Preserving Foreign Markets for Goods Using Common Names</strong>, dove viene introdotta una definizione ampia di “common name”. Secondo il testo, un nome può essere considerato comune quando è ordinariamente o abitualmente utilizzato per un prodotto agricolo o alimentare, normalmente riportato sull’etichetta o sulla confezione e coerente con standard internazionali.</p>
<p>L’elemento di maggiore criticità per l’Italia riguarda l’elenco degli esempi riportati nel documento. Tra i nomi indicati come “common names” compaiono infatti termini di forte interesse per le filiere italiane, tra cui <strong>asiago, bologna, burrata, capocollo, fontina, gorgonzola, grana, mascarpone, mortadella, parmesan, pancetta, pecorino, prosciutto, provolone, ricotta, romano, salame e salami</strong>.</p>
<p>Si tratta di un’impostazione che conferma una linea politica statunitense già nota: contrastare l’estensione della tutela delle Indicazioni Geografiche nei mercati internazionali, sostenendo che molti nomi legati alla tradizione agroalimentare europea debbano essere considerati termini generici liberamente utilizzabili.</p>
<p>La norma prevede inoltre che il Segretario all’Agricoltura possa individuare anche altri nomi comuni oltre a quelli espressamente elencati. Il testo affida poi all’amministrazione americana il compito di sostenere il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti nelle trattative bilaterali, plurilaterali e multilaterali per garantire agli operatori USA il diritto di continuare a utilizzare tali denominazioni nei mercati esteri.</p>
<p>Per il sistema italiano DOP IGP, il tema non è soltanto commerciale, ma strategico. La qualificazione come “common names” di nomi che richiamano prodotti storici italiani rischia infatti di indebolire la protezione delle Indicazioni Geografiche, generare confusione per i consumatori e ridurre il valore reputazionale delle denominazioni nei mercati internazionali.</p>
<p>Il disegno di legge conferma quindi la necessità per l’Italia e per l’Unione Europea di presidiare con attenzione i negoziati commerciali, rafforzare la tutela giuridica delle IG nei Paesi terzi e comunicare con maggiore efficacia il valore distintivo del modello europeo: un sistema fondato non su semplici nomi di prodotto, ma su origine, disciplinari, controlli, reputazione territoriale e qualità certificata.</p>
<p><strong>Allegato</strong><br />
Testo del disegno di legge: <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/agricultural_act_of_2026-1.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agricultural Act of 2026 – Senato degli Stati Uniti</strong></a></p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/usa-lagricultural-act-2026-riapre-il-fronte-dei-common-names-contro-le-indicazioni-geografiche/">USA, l’Agricultural Act 2026 riapre il fronte dei “common names” contro le Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Parmigiano Reggiano DOP, gli Stati Uniti al centro della strategia di crescita internazionale</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-gli-stati-uniti-al-centro-della-strategia-di-crescita-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 07:42:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni di Parmigiano Reggiano DOP verso gli USA crescono del 2,5% raggiungendo circa 7.000 tonnellate. Al Summer Fancy Food Show di New York il Consorzio presenta la propria [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni di Parmigiano Reggiano DOP verso gli USA crescono del 2,5% raggiungendo circa 7.000 tonnellate. Al Summer Fancy Food Show di New York il Consorzio presenta la propria visione per il Nord America e riunisce retailer, distributori, istituzioni e stakeholder del mercato statunitense</em></p>
<p>Con gli<strong> Stati Uniti </strong>che si confermano il<strong> primo mercato estero della Dop </strong>e con<strong> esportazioni in crescita del 2,5% nei primi cinque mesi del 2026 </strong>rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un<strong> totale di circa 7.000 tonnellate</strong>, il <strong>Consorzio del Parmigiano Reggiano</strong> sceglie <strong>New York</strong> e il <strong>Summer Fancy Food Show</strong> per presentare la propria strategia di sviluppo in Nord America e incontrare i principali protagonisti della filiera alimentare statunitense.</p>
<p>Un appuntamento che arriva in una fase caratterizzata da incertezze economiche, pressioni inflazionistiche e dal tema dei dazi, ma nella quale il Parmigiano Reggiano continua a dimostrare la forza del proprio posizionamento, <strong>raddoppiando gli investimenti in comunicazione nel mercato USA</strong>. <strong>La domanda negli Stati Uniti resta solida grazie a consumatori che riconoscono il valore del prodotto, ne apprezzano autenticità e qualità e continuano a sceglierlo anche in contesti economici meno favorevoli</strong>. Una fedeltà che conferma il ruolo del Parmigiano Reggiano come prodotto premium e simbolo del Made in Italy agroalimentare nel mercato americano.</p>
<p><strong>Nel 2025 gli Stati Uniti si sono confermati il primo mercato estero del Parmigiano Reggiano, contribuendo alla crescita di una Dop che ha raggiunto un giro d’affari al consumo di 3,96 miliardi di euro, una produzione superiore a 4,19 milioni di forme e un export che rappresenta oltre il 50% del totale commercializzato</strong>. Anche i primi mesi del 2026 confermano il ruolo strategico del mercato americano: tra gennaio e maggio le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno registrato un +2,5%: un andamento che evidenzia la solidità della domanda nonostante il contesto di incertezza legato ai dazi e alle tensioni commerciali internazionali.</p>
<p>Il Consorzio sarà presente al <strong>Summer Fancy Food Show</strong>, il più importante appuntamento dedicato al settore specialty food del Nord America, in programma al Javits Center di New York dal 28 al 30 giugno. La manifestazione richiama ogni anno migliaia di buyer, distributori, retailer, importatori, operatori della ristorazione e giornalisti, rappresentando uno dei principali punti di incontro per l’industria alimentare internazionale. Il Parmigiano Reggiano accoglierà operatori e stakeholder presso il proprio spazio espositivo, <strong>Booth 2818</strong>, dove saranno organizzati incontri, degustazioni e momenti di approfondimento dedicati alla Dop.</p>
<p>Il momento centrale della presenza a New York sarà “<strong>Inside Parmigiano Reggiano’s US growth</strong>”, l’evento istituzionale e di relazioni pubbliche in programma il 28 giugno presso One Vanderbilt, che riunirà oltre 100 rappresentanti del retail, della distribuzione, delle associazioni di categoria, delle istituzioni e dei media americani e italiani.</p>
<p>Saranno coinvolti alcuni dei principali operatori del mercato nordamericano, insieme a importatori, distributori, rappresentanti della business community italo-americana, associazioni di settore e stakeholder istituzionali. All’evento è inoltre attesa la partecipazione di esponenti delle istituzioni italiane e nordamericane, a testimonianza del valore economico, culturale e strategico che il Parmigiano Reggiano riveste oggi nelle relazioni tra Italia e Nord America.</p>
<p>L’obiettivo dell’iniziativa è condividere la visione del Consorzio per i prossimi cinque anni e confrontarsi con i principali attori del mercato sulle strategie necessarie per accelerare la crescita della Dop in Nord America. Al centro del dibattito ci saranno la costruzione della domanda e della rilevanza culturale del marchio, l’espansione della disponibilità del prodotto nei punti vendita, l’educazione del consumatore, il valore delle produzioni autentiche e il ruolo della collaborazione tra produttori, distributori, retailer e istituzioni.</p>
<p>I panel vedranno anche il contributo dell’Italian Trade Agency (ICE) e della National Italian American Foundation (NIAF) chiamati a confrontarsi sui temi della rilevanza culturale del marchio, dello sviluppo della categoria premium specialty cheese, dell’educazione del consumatore e del valore economico delle produzioni autentiche nel mercato nordamericano.</p>
<p>«<em>Il nostro obiettivo non è semplicemente esportare più Parmigiano</em> Reggiano», dichiara <strong>Nicola Bertinelli</strong>, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, «<em>ma costruire valore insieme ai nostri partner americani. Vogliamo che il Parmigiano Reggiano sia sempre più riconosciuto come simbolo autentico del Made in Italy e parte integrante della cultura gastronomica contemporanea. Per riuscirci occorre lavorare contemporaneamente sulla domanda, sulla disponibilità del prodotto, sulla formazione e sulla tutela dell’autenticità</em>».</p>
<p>In questa strategia si inserisce anche la <strong>Parmigiano Reggiano USA Corporation</strong>, aperta nel 2024 per rafforzare la presenza del Consorzio sul mercato nordamericano attraverso attività di formazione, informazione, supporto al trade, tutela della denominazione e dialogo con gli stakeholder locali. Per il Consorzio del Parmigiano Reggiano, il Nord America rappresenta oggi il più importante mercato di crescita fuori dall’Europa. Una sfida che può essere vinta solo attraverso investimenti di lungo periodo e una stretta collaborazione tra produttori, distributori, retailer e istituzioni, con l’obiettivo di creare valore lungo tutta la filiera e consolidare il ruolo del Parmigiano Reggiano come una delle icone più riconosciute del Made in Italy nel mondo.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.parmigianoreggiano.com/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/CS-Summer-Fancy-Food-Show-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/parmigiano-reggiano-dop-gli-stati-uniti-al-centro-della-strategia-di-crescita-internazionale/">Parmigiano Reggiano DOP, gli Stati Uniti al centro della strategia di crescita internazionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Export vino italiano, segnali di ripresa dagli USA: il quadrimestre chiude a -8,5%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/export-vino-italiano-segnali-di-ripresa-dagli-usa-il-quadrimestre-chiude-a-85/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:10:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad aprile il mercato americano registra il primo +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di perdite, ma i consumi interni restano sotto pressione. Il 24 luglio la partita decisiva sui dazi. Il vino italiano chiude il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ad aprile il mercato americano registra il primo +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di perdite, ma i consumi interni restano sotto pressione. Il 24 luglio la partita decisiva sui dazi.</em></p>
<blockquote>
<p class="has-background"><em>Il vino italiano chiude il primo quadrimestre 2026 con esportazioni extra-Ue a -8,5% in valore. Segnale positivo dagli USA, dove aprile registra +1,6% dopo 10 mesi consecutivi di cali. I consumi americani restano sotto pressione (-10,1%), con il Prosecco come eccezione virtuosa. Frescobaldi (Uiv) auspica il rinnovo dell’alleanza commerciale in vista delle nuove tariffe del 24 luglio.</em></p>
</blockquote>
<p><strong>Migliora</strong>, ma rimane negativo,<strong> il trend delle esportazioni di vino italiano verso i Paesi extra-Ue</strong> nel primo quadrimestre di quest’anno, con una performance a valore a -8,5% (il trimestre aveva chiuso a -11%) sul pari periodo 2025, a oltre 1,36 miliardi di euro. A frenare la discesa ha contribuito soprattutto la domanda statunitense.</p>
<p>Secondo le elaborazioni dell’<strong>Osservatorio Uiv</strong> su dati ufficiali, ad aprile i valori commercializzati verso gli USA hanno segnato una lieve inversione di rotta (+1,6%), dopo 10 mesi consecutivi di pesanti perdite. Il risultato porta il saldo del quadrimestre sul mercato americano a -15,4%, alleggerendo di cinque punti il passivo del solo primo trimestre (-20,5%). Una boccata d’ossigeno – rileva l’Osservatorio – che incide poco su un mercato ancora compresso, ma che può rappresentare un primo timido segnale di riequilibrio, a patto che si riattivino adeguatamente i consumi. Da luglio 2025 allo scorso aprile la contrazione per il vino italiano oltreoceano è stata del 20% e del 29% per quelli francesi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Se l’export registra lievi segnali di recupero, lo stesso non si può dire per i consumi americani di vino. Secondo l’Osservatorio Uiv su base <em>SipSource</em>(piattaforma che misura i flussi della distribuzione verso i punti vendita americani), i primi 5 mesi si sono chiusi con un ulteriore gap generale dei volumi consumati dagli statunitensi, a -10,1%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/news/export-vino-italiano-ripresa-usa-primo-quadrimestre-giugno-2026/" target="_blank" rel="noopener">WineMeridian.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe danneggiare anche gli allevatori americani senza portare benefici reali ai consumatori</em></p>
<p><a href="http://www.editorialedomani.it/tag/donald%20trump">Donald Trump</a> è riuscito a fregare l’Unione Europea come farebbe un salumiere disonesto che affetta più di quanto richiesto dal cliente per poi dire “che faccio, lascio?” mentre ha già il dito sul registratore di cassa pronto a battere lo scontrino, sempre che lo batta. E lo ha fatto con l’aiuto del presidente argentino neoliberista <a href="http://www.editorialedomani.it/tag/Javier%20Milei">Javier Milei</a>.</p>
<p><strong>I due hanno siglato un accordo, in poco più di tre mesi, che regolamenta l’export verso l’Argentina di prodotti alimentari</strong> come la mozzarella e il roquefort made in Usa mettendo a rischio le produzioni europee. Eppure quella che sembra una vittoria commerciale per Trump potrebbe trasformarsi in un boomerang in vista delle prossime elezioni di metà mandato.</p>
<p>La geopolitica è anche una questione di salumi e formaggi, perché l’intesa tra Washington e Buenos Aires, che dà una spallata all’Europa, stabilisce come l’Argentina permetterà l’ingresso nel proprio mercato a 39 denominazioni di formaggi e dieci di salumi, prodotti negli Usa, anche quando corrispondono a specialità europee. Alcuni dei nomi indicati dall&#8217;accordo sono Fontina, Gorgonzola, Asiago, Feta, Camembert, Pecorino, Mortadella e Prosciutto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Sfida al Mercosur</h4>
<p>Il trattato tra i due paesi del continente americano entra in pieno conflitto con il piano dell’Unione Europea per tutelare i suoi prodotti tipici <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/">verso il Mercosur</a>, l’unione economica composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Le ricadute economiche per il vecchio continente potrebbero essere devastanti.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti d’America infatti sono i leader globali nella produzione di alimenti <em>european sounding</em></strong>, ovvero prodotti che richiamano nomi, immagini o simboli di paesi europei pur non avendo alcun legame con i territori d&#8217;origine. Il solo mercato dell’italian sounding vale, secondo Ambrosetti, almeno 63 miliardi di euro, per Coldiretti addirittura 120.</p>
<p>[…]</p>
<p>Mentre i paesi del Sud America trattavano con l&#8217;Europa, Trump e Milei hanno visto un’opportunità e si sono accordati per far arrivare sugli scaffali dei supermercati argentini formaggi e salumi come il Parmesan o la Feta made in Usa, con tanto di bandierina italiana e greca sulla confezione, vicino al Parmigiano Reggiano o alla Feta prodotta nell’Epiro. Il tutto senza distinzione e senza che nessuno possa avviare un’azione legale per concorrenza sleale.</p>
<p><strong>L’accordo, in pratica, permette ai produttori americani di sfruttare il marketing, i loghi e la reputazione del made in Italy o del made in France</strong> senza doversene accollare i costi e i vincoli che gli europei devono rispettare.</p>
<p>[…]</p>
<p>La contropartita che Trump ha garantito al collega sudamericano è quella di incrementare fino a cinque volte l’importazione di carne prodotta in Argentina e questo aspetto in particolare potrebbe costare caro al presidente americano in vista delle prossime elezioni per rinnovare il congresso.<strong> L’arrivo della carne argentina nelle macellerie statunitensi ha mandato su tutte le furie i produttori americani</strong> che lo avevano votato e che ora potrebbero voltargli le spalle.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue-owd4azsv?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=facebook&amp;fbclid=IwY2xjawSlvE9leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFPOFd4ODBVanpmU2VXZkxZc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoF_0zoo0uFYyJs1tbg7ShaXuj0aVVbSndogd3PBO_XfbpfVqIL5bm3nVxnz_aem_Gdw9aVbLBwSP8hUCFt_s9Q" target="_blank" rel="noopener">Domani</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>I dazi USA sul vino nel 2025 hanno avuto un valore di 492,2 milioni di dollari</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/i-dazi-usa-sul-vino-nel-2025-hanno-avuto-un-valore-di-4922-milioni-di-dollari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 07:31:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fotografia dell’American Association of Wine Economists (Aawe) sui dazi USA sul vino: “poiché non è chiaro chi abbia sopportato l’onere, chi dovrebbe essere rimborsato?” Export che scende tra i principali produttori di vino al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/i-dazi-usa-sul-vino-nel-2025-hanno-avuto-un-valore-di-4922-milioni-di-dollari/">I dazi USA sul vino nel 2025 hanno avuto un valore di 492,2 milioni di dollari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La fotografia dell’American Association of Wine Economists (Aawe) sui dazi USA sul vino: “poiché non è chiaro chi abbia sopportato l’onere, chi dovrebbe essere rimborsato?”</em></p>
<p><strong>Export che scende tra i principali produttori di vino al mondo, dall’<a href="https://winenews.it/it/il-vino-italiano-chiude-il-2025-in-negativo-per-le-esportazioni-77-miliardi-di-euro-37-sul-202_584644/">Italia</a> alla <a href="https://winenews.it/it/nel-2025-lexport-del-vino-francese-non-brinda-41-sul-2024-a-105-miliardi-di-euro_582168/">Francia</a> fino alla <a href="https://winenews.it/it/export-di-vino-anche-la-spagna-in-negativo-nel-2025-287-miliardi-di-euro-in-valore-5_583541/">Spagna</a></strong>, preoccupazioni per un futuro ancora incerto e su cui gravano anche altri fattori ormai noti, dal cambiamento climatico al calo dei consumi, e che necessita anche di diversificare un mercato che, al momento, vede gli Stati Uniti insostituibili. Il mondo del vino ha passato un anno, il 2025, decisamente complicato e condizionato anche dal “terremoto” dei dazi.</p>
<p><strong>Ma quanto hanno portato, economicamente, agli Stati Uniti, i dazi voluti dal presidente americano Donald Trump e applicati anche al vino? Complessivamente, nel 2025, la cifra dei dazi Usa sul vino è ammontata a 492,2 milioni di dollari, dato che, dopo il coinvolgimento dell’Europa (il 2 aprile 2025 l’annuncio Usa dei <a href="https://winenews.it/it/dal-3-aprile-2025-dazi-al-20-su-tutte-le-merci-ue-lannuncio-del-presidente-usa-donald-trump_554139/">dazi per il Vecchio Continente</a>), è molto più grande di quello degli anni precedenti.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Ma sono numeri che, però, pongono una domanda, <a href="https://winenews.it/it/dazi-usa-la-corte-suprema-boccia-trump-sono-illegittimi-si-apre-un-nuovo-scenario_583016/"><strong>alla luce anche della decisione della Corte Suprema</strong></a>, che ha stabilito l’illegittimità dei dazi Usa: “poiché non è chiaro chi abbia sopportato l’onere lungo la catena di approvvigionamento, <strong>chi dovrebbe essere rimborsato: produttori, importatori, distributori, rivenditori o consumatori?”</strong>, si interroga l’Aawe. Uno scenario, quello dei rimborsi (<a href="https://www.federvini.it/news/usa-i-rimborsi-dei-dazi-ieepa-con-interessi-il-governo-punta-a-pagarli-entro-45-giorni-ma-valuta-l%E2%80%99appello">si stimano circa 130 miliardi di dollari complessivi in ballo</a>), che appare tuttavia molto complesso, e la cui previsione sulla conclusione non è affatto scontata.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://winenews.it/it/i-dazi-usa-sul-vino-nel-2025-hanno-avuto-un-valore-di-4922-milioni-di-dollari_585769/" target="_blank" rel="noopener">WineNews.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/i-dazi-usa-sul-vino-nel-2025-hanno-avuto-un-valore-di-4922-milioni-di-dollari/">I dazi USA sul vino nel 2025 hanno avuto un valore di 492,2 milioni di dollari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Dazi, l&#8217;Eurocamera dà il primo ok all&#8217;intesa Bruxelles-Washington</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-leurocamera-da-il-primo-ok-allintesa-bruxelles-washington/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:21:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi USA-UE: dalla Commissione Parlamentare europea il via libera al compromesso con clausole precise su durata e condizioni la palla passa all&#8217;aula A fatica e con una serie di paletti, l&#8217;Europarlamento prova a far tornare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-leurocamera-da-il-primo-ok-allintesa-bruxelles-washington/">Dazi, l&#8217;Eurocamera dà il primo ok all&#8217;intesa Bruxelles-Washington</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dazi USA-UE: dalla Commissione Parlamentare europea il via libera al compromesso con clausole precise su durata e condizioni la palla passa all&#8217;aula</em></p>
<p>A fatica e con una serie di paletti, <strong>l&#8217;Europarlamento prova a far tornare il sereno commerciale sulle due sponde dell&#8217;Atlantico</strong>. Lo fa dopo una serie di tentativi andati a vuoto per via delle tensioni riaccese prima con le minacce trumpiane di conquista della Groenlandia e poi con quelle di vendetta contro la Spagna. A complicare il quadro, pure l&#8217;<strong>incertezza generata dalla sentenza con cui la Corte Suprema Usa ha invalidato i dazi americani</strong>.</p>
<p>Tutti sviluppi che, in un modo o nell&#8217;altro, hanno lasciato nel limbo la ratifica, da parte dell&#8217;Eurocamera, del patto siglato a luglio in Scozia da Donald Trump e Ursula von der Leyen: cioè dazi zero o quasi su gran parte della manifattura e dell&#8217;agroalimentare Usa, in cambio di un 15% &#8220;tutto incluso&#8221; sull&#8217;export Ue.</p>
<h4>IL VOTO</h4>
<p>Ieri mattina, con un voto a lungo atteso, <strong>la commissione parlamentare Commercio internazionale ha provato a riavvolgere il nastro</strong>. E con 29 sì, 9 no e un astenuto ha dato il <strong>primo via libera alle concessioni promesse a Washington</strong>. In nome di un&#8217;ampia convergenza politica, tuttavia, gli eurodeputati hanno fissato delle condizioni ben precise.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-leurocamera-da-il-primo-ok-allintesa-bruxelles-washington/">Dazi, l&#8217;Eurocamera dà il primo ok all&#8217;intesa Bruxelles-Washington</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bruxelles pronta a confermare gli accordi con gli USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bruxelles-pronta-a-confermare-gli-accordi-con-gli-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 08:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=514997</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Commissario europeo al Commercio Sefcovic: «Fondamentale rispettare i nostri impegni. Serve chiarezza, ma no a piani B» «Gli Stati Uniti sono pronti a rispettare l&#8217;accordo se lo faremo anche noi». All&#8217;indomani della decisione con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bruxelles-pronta-a-confermare-gli-accordi-con-gli-usa/">Bruxelles pronta a confermare gli accordi con gli USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Commissario europeo al Commercio Sefcovic: «Fondamentale rispettare i nostri impegni. Serve chiarezza, ma no a piani B»</em></p>
<p>«<strong>Gli Stati Uniti sono pronti a rispettare l&#8217;accordo se lo faremo anche noi</strong>». All&#8217;indomani della decisione con cui il Parlamento europeo ha messo in pausa la ratifica dell&#8217;intesa di luglio con Donald Trump, il <strong>commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic</strong> è tornato a vestire i panni dell&#8217;abile diplomatico di lungo corso.</p>
<p>E a insistere perché la nuova fase di frizioni tra le due sponde dell&#8217;Atlantico &#8211; ad appena un mese dallo stop che fece seguito alle minacce di conquista della Groenlandia -, sia lasciata in fretta alle spalle. Lo ha fatto intervenendo davanti agli eurodeputati della commissione parlamentare Commercio internazionale, la stessa che solo 24 ore prima aveva frenato sulle concessioni fatte agli Usa.</p>
<p>Venerdì, una <a href="https://www.qualivita.it/news/in-vigore-i-nuovi-dazi-globali-al-10-voluti-da-trump/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sentenza della Corte Suprema</strong></a> aveva infatti invalidato la base giuridica su cui si fondava l&#8217;aliquota del 15% &#8220;tutto incluso&#8221; applicata agli europei. Il braccio destro di Ursula von der Leyen ha avvertito che «è fondamentale mantenere questo processo in movimento per onorare i nostri impegni». Tradotto: Sefcovic vede ancora possibile un «voto in plenaria a marzo, a condizione, naturalmente, di <strong>ottenere maggiore chiarezza dagli Usa</strong>» sulle prossime tappe.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilmessaggero.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Messaggero</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bruxelles-pronta-a-confermare-gli-accordi-con-gli-usa/">Bruxelles pronta a confermare gli accordi con gli USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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