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	<title>Russia &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Russia &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Riforma Indicazioni Geografiche, Federvini: “tutelare prodotti di qualità”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/riforma-indicazioni-geografiche-federvini-tutelare-prodotti-di-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 06:40:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo De Castro]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La presidente di Federvini Micaela Pallini plaude all’intervento del parlamentare De Castro sulle riforma delle Indicazioni Geografiche confermando la necessità di norme a tutela dei prodotti d’eccellenza. “La partita ancora aperta che riguarda la revisione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La presidente di Federvini Micaela Pallini plaude all’intervento del parlamentare De Castro sulle riforma delle Indicazioni Geografiche confermando la necessità di norme a tutela dei prodotti d’eccellenza.</em></p>
<p>“La partita ancora aperta che riguarda la revisione del regolamento in materia di <strong>Indicazioni Geografiche</strong> ricopre un rilievo essenziale in ottica di tutela dei prodotti e delle eccellenze delle nostre filiere del vino, spiriti e aceti. Sposiamo pienamente le parole espresse dall’europarlamentare <strong>Paolo De Castro</strong> che, durante i lavori degli Stati Generali del vino, ha ribadito la necessità di salvaguardare i prodotti di qualità approvando un quadro normativo in grado di assicurare una tutela estesa alle nostre eccellenze”.</p>
<p>Così la presidente di <strong><a href="https://www.federvini.it/" target="_blank" rel="noopener">Fedevini</a></strong> <strong>Micaela Pallini</strong> commenta l’intervento dell’eurodeputato <strong>Paolo De Castro</strong> in occasione degli <strong>Stati Generali del Vino</strong> tenutisi a Roma, che hanno visto la presenza di rappresentanti del governo, delle istituzioni europee, degli operatori del comparto e dei rappresentanti dei territori.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.vinonews24.it/2023/10/02/riforma-indicazioni-geografiche-federvini-tutelare-prodotti-di-qualita/" target="_blank" rel="noopener">Vinonews.it</a></strong></p>
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		<title>La Russia aumenta i dazi sul vino dai “Paesi ostili”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-russia-aumenta-i-dazi-sul-vino-dai-paesi-ostili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 06:44:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E, intanto, i produttori nazionali chiedono misure di sostegno, oltre al prezzo minimo al dettaglio per i vini di importazione Nonostante la guerra, le importazioni di vino italiano, in Russia, sono cresciute nel 2022 (+15,8%, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>E, intanto, i produttori nazionali chiedono misure di sostegno, oltre al prezzo minimo al dettaglio per i vini di importazione</em></p>
<p>Nonostante la guerra, le <strong>importazioni di vino italiano, in Russia, sono cresciute nel 2022</strong> (<a href="https://winenews.it/it/nel-2022-segnato-dalla-guerra-in-ucraina-crescono-le-esportazioni-di-vino-italiano-in-russia-158_492110/">+15,8%, a 172 milioni di euro, al netto delle triangolazioni dai Paesi vicini</a>, ndr), e hanno continuato a farlo nel 2023 (<a href="https://winenews.it/it/nei-primi-quattro-mesi-del-2023-frena-la-crescita-del-vino-italiano-nel-mondo-2_501683/">+65,5% nei primi 4 mesi, per 45,5 milioni di euro</a>), secondo i dati <strong>Istat</strong>, analizzati da <strong>WineNews</strong>.</p>
<p>Ma ora dal Paese di Putin, per il commercio enoico, arrivano notizie poco confortanti. Come riporta il quotidiano russo “<a href="https://www.vedomosti.ru/economics/articles/2023/07/25/986871-rossiya-povisila-poshlini-na-import-vin" target="_blank" rel="nofollow noopener">Vedomosti</a>”, il Governo sta per aumentare<strong> i dazi sull’importazione di vino dai “Paesi ostili”</strong> (ovvero tutti quelli Ue, Italia compresa, tra gli altri) dal 12,5% al 20% (e, comunque, non meno di 1,5 dollari al litro) secondo quanto riportato da un portavoce del Ministero dello Sviluppo Economico, con riferimento al decreto firmato dal premier russo Mikhail Mishustin (ma non ancora pubblicato).</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://winenews.it/it/la-russia-aumenta-i-dazi-sul-vino-dai-paesi-ostili-italia-e-ue-inclusi-dal-125-al-20_502420/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=winenews-1&amp;utm_content=la-prima" target="_blank" rel="noopener">Winenews.it</a></strong></p>
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		<title>Putin ci punisce sul grano. Le sanzioni e lo «tsunami» sui prezzi di pasta e pane</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/putin-ci-punisce-sul-grano-le-sanzioni-e-lo-tsunami-sui-prezzi-di-pasta-e-pane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 08:21:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Pasta alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Russia blocca l&#8217;esportazione per 2 mesi di nitrato d&#8217;ammonio, prodotto chiave per i coltivatori. Una mossa che farà aumentare i prezzi europei di pasta e pane. L&#8217;annuncio è apparso un po` a sorpresa sulla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Russia blocca l&#8217;esportazione per 2 mesi di nitrato d&#8217;ammonio, prodotto chiave per i coltivatori. Una mossa che farà aumentare i prezzi europei di pasta e pane.</em></p>
<p>L&#8217;annuncio è apparso un po` a sorpresa sulla Tass, l`agenzia di stampa ufficiale di Mosca, il primo febbraio. Una frase scarna, anodina: «La <strong>Russia</strong> ha imposto un divieto di due mesi all`esportazione di nitrato di ammonio». Eppure quella che sembra una (irrituale) mossa di natura commerciale, arriva in un momento che rimanda a un`intenzione politica: all&#8217;apice delle tensioni con l`Occidente, il regiine di Vladimir Putin blocca la vendita all`estero del più strategico dei fertilizzanti nel quale domina i mercati mondiali.</p>
<p>I consumatori italiani rischiano di accorgersene alla prossima ondata di <strong>aumenti della pasta</strong>, dopo l`impannata del 10,8% già maturata per quest`anno. E lo stesso varrà per la <strong>farina</strong> o per il <strong>pane</strong>. È su questi beni che si profila la strategia di destabilizzazione ad opera del presidente russo. L`analisi presentata ieri al convegno di Consorzi agrari d&#8217;Italia parla di «tsunami» sui prezzi dei derivati del grano, del quale le mosse del presidente russo sono solo uno dei fattori recenti.</p>
<p>Dietro la scelta della Russia di vietare l`export di nitrato di ammonio si nota una scelta dei tempi, volta a generare la massima <strong>insicurezza</strong> <strong>economica</strong>. Essa arriva due giorni dopo l`incendio, per cause ancora da spiegare, del grande impianto di fertilizzanti azotati della Winston Weaver a Winston-Salem in North Carolina. Dopo la chiusura di quello stabilimento, il divieto russo risulterà ancora più efficace nel far crescere l`inflazione in Europa. Nel frattempo il resto del mondo dovrà rivolgersi ancora più di prima alla Russia per le sue <strong>riserve di grano</strong> sui raccolti di quest`anno.</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/02/20220217_CORRIERE-DELLA-SERA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>La Russia aderisce all&#8217;Atto di Ginevra dell&#8217;Accordo di Lisbona sulle Denominazioni di Origine e sulle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-russia-aderisce-allatto-di-ginevra-dellaccordo-di-lisbona-sulle-denominazioni-di-origine-e-sulle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 08:28:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Accordo di Lisbona]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio della Federazione ha approvato il 24 dicembre 2021 la legge sull&#8217;adesione della Russia all&#8217;atto di Ginevra dell&#8217;accordo di Lisbona sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche. L&#8217;adesione della Russia all&#8217;accordo di Lisbona [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consiglio della Federazione ha approvato il 24 dicembre 2021 la legge sull&#8217;adesione della Russia all&#8217;atto di Ginevra dell&#8217;accordo di Lisbona sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche.</em></p>
<p>L&#8217;adesione della Russia all&#8217;accordo di Lisbona faciliterà notevolmente l&#8217;<strong>ottenimento della protezione delle denominazioni d&#8217;origine e delle indicazioni geografiche</strong> per i richiedenti stranieri. Questo sarà anche a vantaggio dei richiedenti russi</p>
<p>Attualmente <strong>9 paesi sono parti dell&#8217;Atto di Ginevra</strong>: Albania, Ungheria, Repubblica popolare democratica di Corea, Laos, Oman, Samoa, Francia, Svizzera e l&#8217;Unione europea come organizzazione intergovernativa. Il Ghana aderirà all&#8217;Atto nel febbraio 2022.</p>
<p>Il 30 dicembre 2021 il presidente della Federazione Russa <strong>Vladimir Putin</strong> ha firmato una nuova legge federale che apre la strada all&#8217;adesione della Russia al sistema globale di protezione delle Denominazioni d&#8217;Origine e delle Indicazioni Geografiche.</p>
<p><span>Il sistema di Lisbona consente di richiedere protezione giuridica per una denominazione di origine o indicazione geografica in tutti gli Stati membri attraverso un&#8217;unica registrazione e il pagamento una tantum di un unico insieme di tasse.</span></p>
<p><span><span class="">L&#8217;adesione all&#8217;Atto di Ginevra contribuisce ad <strong>aumentare il livello di protezione legale</strong> dei marchi regionali, <strong>lo sviluppo economico</strong> delle regioni e <strong>il sostegno ai produttori</strong> locali e <strong>l&#8217;espansione della partecipazione della Russia ai sistemi globali</strong> di protezione della proprietà intellettuale.</span></span></p>
<p><span>Le nuove regole entreranno in vigore tra un anno dalla firma della legge da parte del presidente.</span></p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
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		<item>
		<title>Guerra dello champagne Russia-Francia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/guerra-dello-champagne-russia-francia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 07:44:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guerra allo champagne francese: Vladimir Putin inaugura il sovranismo delle bollicine  con il varo di una legge che penalizza lo status symbol terminologico della bevanda più nota al mondo. Il presidente russo ha aperto le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Guerra allo champagne francese: Vladimir Putin inaugura il sovranismo delle bollicine  con il varo di una legge che penalizza lo status symbol terminologico della bevanda più nota al mondo. Il presidente russo ha aperto le ostilità con la firma di una legge in base alla quale lo champagne esportato nella Federazione non potrà più chiamarsi così ma dovrà accontentarsi della ben più modesta denominazione di &#8220;spumante&#8221;. </em></p>
<p>Il brand classico delle bollicine francesi sarà invece riservato a quelle prodotte in Russia. Ma a rovinargli la festa, e a privare oligarchi e ricconi vari del flute principe di notti brave e cerimonie solenni, è arrivata puntuale la risposta dei francesi indignati che hanno decretato lo stop alle esportazioni in Russia di Moet &amp; Chandon, Veuve Cliquot e Dom Perignon. Il colosso francese del del lusso Lvmh non ci sta e l&#8217;ha fatto sapere con chiarezza. La reazione della filiale russa di Moet-Hennesy, compagnia che opera Wines &amp; Spirits di Lvmh, è stata immediata e ha preso la forma di una missiva i cui contenuti sono stati resi noti dal quotidiano economico russo Vedomosti: la decisione di fermare, seppur temporaneamente, l&#8217;export di champagne è presa. In attesa di trovare una soluzione, ma non certo al ribasso. Di cambiare il nome dello champagne in spumante non se ne parla. Anche perché, oltre alla questione di principio, ci sarebbe un iter burocratico tutt&#8217;altro che semplice. D&#8217;altra parte il termine champagne è una denominazione d&#8217;origine protetta. La guerra della bollicine insomma è appena cominciata e ad avvantaggiarsene potrebbe essere il Made in Italy: secondo stime della Coldiretti, il primo trimestre del 2021 ha segnato un aumento record del 37 % nelle esportazioni di spumante italiano in Russia rispetto allo stesso periodo del 2020.</p>
<p>Fonte:<strong> La Gazzetta del Mezzogiorno</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/07/Image.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Vino: Consorzio Vino Chianti torna in Russia per due seminari</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-consorzio-vino-chianti-torna-in-russia-per-due-seminari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2021 07:14:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consorzio Vino Chianti: sette etichette in degustazione, 28 e 30 giugno a Mosca e San Pietroburgo Il Consorzio Vino Chianti torna, anche se solo virtualmente, in Russia: sono in programma due seminari istituzionali dedicati alla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consorzio Vino Chianti: sette etichette in degustazione, 28 e 30 giugno a Mosca e San Pietroburgo</em></p>
<p>Il <strong>Consorzio Vino Chianti</strong> torna, anche se solo virtualmente, in Russia: sono in programma due seminari istituzionali dedicati alla denominazione in occasione del ‘<em>Simply Italian Great Wines</em>’ Russia Tour 2021. Il Consorzio sarà presente il 28 e il 30 giugno, rispettivamente, a Mosca e a San Pietroburgo con un evento dal titolo ‘<em>La modernità del Sangiovese in sette espressioni di Chianti DOP</em>’. Le aziende non potranno essere presenti fisicamente in Russia a causa delle restrizioni per il Covid-19, ma entrambi i seminari prevedono l’intervento in live streaming dall’Italia di Luca Alves che guiderà la degustazione. Durante l&#8217;evento, presentato in loco dagli speakers russi di <strong>Veronika Denisova</strong> e <strong>Denis Roudenko</strong>, sarà proposta la degustazione di sette vini Chianti DOP in rappresentanza delle varie tipologie e delle sottozone della Denominazione: tre Chianti d&#8217;annata, un Chianti superiore, e tre Chianti Riserva. I due seminari sono rivolti ai professionisti del settore.</p>
<p>Per<strong> Marco Alessandro Bani, direttore del Consorzio Vino Chianti,</strong> “<em>la Russia sta diventando un mercato sempre più importante per il vino italiano e per il Chianti in particolare come dimostrano le buone performance registrate nei primi mesi del 2021 in cui il vino italiano ha segnato un +17,3% di export rispetto al 2020. Questo dato pone l&#8217;Italia tra i primi Paesi esportatori per il mercato russo e conferma, ancora una volta, la validità della scelta del Consorzio Vino Chianti di fare attività di promozione in questo Paese, che ha grandi potenzialità</em>”.</p>
<p><strong>Tra le ultime iniziative del Consorzio i due seminari istituzionali di Mosca e San Pietroburgo, ma anche attività sui social.</strong> “<em>Nei prossimi giorni</em> &#8211; <strong>aggiunge Bani </strong>&#8211; <em>oltre  alla realizzazione di questi due seminari, con un nostro referente in loco, che guiderà la stampa e gli operatori economici, mentre noi saremo collegati in streaming per intervenire e supportare i presenti, proseguirà anche l&#8217;attività di comunicazione on line e sui social  avviata dall&#8217;inizio dell’anno grazie a 10 influencer, per mantenere alta l&#8217;attenzione sulla denominazione del Chianti in attesa che si possa tornare nuovamente in presenza. A novembre &#8211; conclude il direttore del Consorzio Vino Chianti &#8211; il nostro programma Ocm 2020/2021, prevede un evento in presenza in Russia in cui, se l&#8217;evoluzione della pandemia lo permetterà, saranno presenti anche aziende associate del Consorzio Vino Chianti.</em><strong><em> Anche nei prossimi mesi, quindi, terremo alta l&#8217;attenzione su questo mercato che costituisce un punto di riferimento importante per il futuro del Consorzio e della Denominazione</em>”.</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Chianti DOP in Russia a caccia di like con 10 influencer da oltre un milione di follower</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-chianti-dop-in-russia-a-caccia-di-like-con-10-influencer-da-oltre-un-milione-di-follower/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 09:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNICAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pandemia blocca gli eventi e il Consorzio Vino Chianti punta sui social: al via la nuova campagna promozionale della denominazione con i post e le stories degli account russi più seguiti Il Chianti DOP [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-chianti-dop-in-russia-a-caccia-di-like-con-10-influencer-da-oltre-un-milione-di-follower/">Il Chianti DOP in Russia a caccia di like con 10 influencer da oltre un milione di follower</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-family: georgia, serif;">La pandemia blocca gli eventi e il Consorzio Vino Chianti punta sui social: a</span></em><span style="font-family: georgia, serif;"><em>l via la nuova campagna promozionale della denominazione con i post e le stories degli account russi più seguiti</em></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;">Il Chianti DOP arriva in Russia attraverso i profili <strong>Instagram</strong> dei più importanti influencer. Ne ha selezionati 10, seguiti da 1,3 milioni di persone in totale, ma con la capacità di raggiungere con post e stories 3 milioni di persone. E’ la nuova <strong>strategia promozionale</strong> del <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio Vino Chianti</a>: con i viaggi ed eventi in presenza vietati a causa della pandemia, la denominazione vuole continuare a rafforzare la sua posizione in questo grande paese e si fa conoscere attraverso i profili social di chi sa raccontare al meglio il prodotto  e dialogare con i propri followers. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;">“<em>Abbiamo deciso di percorrere una strada nuova che ben si allinea con le novità che questa pandemia ha, nostro malgrado, introdotto</em> &#8211; spiega <b>il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi</b> &#8211;  <em>E’ cambiato profondamente il modo di comunicare  e di rapportarsi con i consumatori, ci sono nuovi target e modalità di consumo. E’ anche richiesta un’estrema flessibilità e diversificazione delle strategie e il Consorzio ha colto questa sfida con un progetto nuovo e stimolante, coinvolgendo influencer che abbracciano ogni segmento del nostro mercato</em>”. </span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;">Le persone sono state selezionate attraverso strumenti di influencer marketing professionali e  l’analisi di diversi elementi, soprattutto qualitativi, a partire dalle caratteristiche della fanbase: quindi con follower soprattutto russi e interessati, per passione o lavoro, al settore food, ma anche alla moda, lifestyle, design, cinema. Altro elemento fondamentale nelle selezione è il livello delle performance, quindi i migliori engagement rate. <b>Importante anche la selezione qualitativa, quindi il fattore reputazionale degli influencer, la loro credibilità  e la qualità creativa dei contenuti allineata al brand.</b></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;">Alle persone selezionate è stata inviata  una box con i vini da degustare e materiale per creare contenuti social. Il Consorzio Vino Chianti ha scelto così di puntare su una forma di pubblicità più qualitativa, mediata da figure capaci di incentivare il dialogo e la relazione. “Una mediazione &#8211; spiega Busi  &#8211; di maggiore impatto della pubblicità tradizionale, che riesce a ridurre la distanza tra brand e consumatore finale. Questo connettore, soprattutto in un mercato nuovo, aiuta e favorisce il posizionamento del brand. E’ importante anche per sedimentare la reputazione del Chianti sul web, creando quella base di informazioni on line poi disponibile a tutti”.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;"><b>Un percorso nuovo che affiancherà, una volta possibile, le iniziative promozionali in presenza programmate a Mosca e a San Pietroburgo. “</b><em>Un’occasione da sfruttare </em>&#8211; conclude il presidente Busi &#8211;  <em>sia per le aziende già presenti, ma anche per quelle non ancora  presenti che possono in questo modo facilitare il loro inserimento nel mercato russo attraverso un’attività di promozione social istituzionale</em>”.</span></p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Vino Chianti</strong></p>
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		<title>Vino e promozione, l’Italia in tour tra Danimarca, Polonia e Russia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-e-promozione-litalia-in-tour-tra-danimarca-polonia-e-russia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2020 07:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal Nord Europa alla Russia, la promozione del vino cerca di ripartire. E così, se nei giorni scorsi le cantine italiane sono state protagoniste in Cina, con il “Road Show” di Vinitaly tra Shanghai, Xiamen [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Nord Europa alla Russia, la <strong>promozione del vino</strong> cerca di ripartire. E così, se nei giorni scorsi le cantine italiane sono state protagoniste in Cina, con il “<strong>Road Show</strong>” di <strong>Vinitaly</strong> tra Shanghai, Xiamen e Chengdu, nei prossimi giorni sarà il “<strong>Simply Italian Europe 2020 Tour</strong>” by <strong>Iem-International Exhibition Management</strong> di Marina Nedic e Giancarlo Voglino, realtà che, da oltre 20 anni, lavora nei mercati di tutto il mondo, a riportare il vino italiano in mercati piccoli ma strategici per ripartire, come Danimarca, Polonia e soprattutto Russia.</p>
<p>E se i primi due mercati non sembrano aver accusato poi tropo il colpo della pandemia, con la Danimarca che, nel primo semestre 2020, ha importato vino italiano per 69 milioni di euro, e la Polonia 30, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo 2019, secondo i dati Istat, l’Italia, secondo i dati delle delle dogane russe analizzati dall’ICE, resta il principale fornitore di vino del Paese di Putin, con 101,7 milioni di euro di importazioni dal Belpaese, che ha una quota di mercato pari al 27% del totale, con punte del 60% tra gli spumanti. E così, domani, 22 settembre, sarà di scena la tappa di Copenhagen, mentre il 24 settembre si vola a Varsavia.</p>
<p>Le cantine protagoniste di questo <strong>European Tour</strong>, realtà come produttori di Cormòns, Cantine Settesoli, Ruggeri, Vigna Petrussa, Cantine Belisario, solo per citarne alcune, e Consorzi importanti come quello dell’<strong>Asti e del Moscato d’Asti DOP</strong>, delle DOP del Friuli Venezia Giulia, del <a href="https://dellevenezie.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Pinot Grigio delle Venezie DOP</strong></a>, dei <a href="https://www.vinidabruzzo.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Vini d’Abruzzo</strong> </a>e l’<a href="http://imtdoc.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Istituto Marchigiano Tutela Vini</strong></a>, le cui produzioni saranno anche al centro di approfondimenti e masterclass focalizzate sulla scoperta dei vitigni autoctoni dei diversi territori. Due appuntamenti preceduti, oggi, da una breve ma importante tappa in Norvegia, ad Oslo, in Ambasciata Italiana, con tre masterclass dedicate al <a href="https://www.prosecco.wine/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio del Prosecco DOC</strong></a>, a quello dei Vini d’Abruzzo ed a quello del Pinot Grigio delle Venezie.</p>
<p>Dal <strong>28 settembre</strong>, invece, tutti in <strong>Russia</strong>, a partire da Mosca, per poi fare rotta su San Pietroburgo, il 30 settembre<b>,</b> con cantine come Villa Sandi, Cantina di Soave, Masottina, Jermann, Masi Agricola, Garofoli, Cantine Settesoli e non solo, Consorzi come quelli del Prosecco DOC, del Pinot Grigio delle Venezie, l’Istituto Marchigiano Tutela Vini e l’Istituto Grandi Marchi, realtà che mette insieme 19 tra le più rappresentative aziende italiane (Alois Lageder, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Antinori, Argiolas, Tenuta Col d’Orcia, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Rivera, Tasca d’Almerita, Tenuta San Guido, Umani Ronchi). Anche in Russia, alla formula dei walk around tasting saranno affiancate masterclass e approfondimenti sui vitigni e cantine dell’Italia del vino, che prova a riprendere la marcia nei mercati mondiali, ancora in pieno scenario di pandemia.</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/vino-e-promozione-litalia-in-tour-by-iem-tra-danimarca-polonia-e-russia_425863/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>WineNews</strong></a></p>
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		<title>Covid-19, cosa sta succedendo nel mondo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/covid-19-cosa-sta-succedendo-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 10:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM 2020_02]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ICE Londra Food: Forte calo delle importazioni nel primo trimestre 2020 rispetto al 2019, per conserve di pomodoro, pasta, formaggi e oli di oliva. Due i motivi: 1) fattore COVID-19, i prodotti italiani sono molto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ICE Londra<br />
</strong><em>Food</em>: Forte calo delle importazioni nel primo trimestre 2020 rispetto al 2019, per conserve di pomodoro, pasta, formaggi e oli di oliva. Due i motivi: 1) fattore COVID-19, i prodotti italiani sono molto presenti nel canale Horeca che purtroppo è stato fermato 2) i grandi approvvigionamenti che gli importatori e distributori della GDO hanno fatto prima delle elezioni di dicembre in vista della possibile Brexit.. I prossimi dati potranno essere ancora più negativi.<br />
<em>Vino</em>: Nei primi tre mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, le importazioni dall’Italia hanno registrato -8.41% in valore e -4,75 in quantità; anche se il calo dei prodotti importati dall’Italia è stato molto inferiore rispetto a quello di altri Paesi.</p>
<p><strong>ICE New York</strong><br />
Gli USA sono il mercato in cui più forte è esplosa la crisi COVID-19, sia in termini sanitari che per i pesanti risvolti economici. La ristorazione è il settore più colpito, molti locali potrebbe non riaprire dopo la pandemia. Situazione molto differenziata nei vari Stati. Per l’epicentro di New York City non ci sono previsioni di ritorno alla normalità. Forte contrazione delle vendite nel canale Horeca, riduzione dal 40 al 50%. Nelle prime sette settimane di lockdown e vendite online di alcol + 234%. L’alcol è il comparto di e-commerce in più rapida crescita tra i beni di consumo confezionati. Nel 2019 l’Italia era tornata ad essere il primo fornitore di vino degli USA. A fine marzo aumentate del 145,3%., le vendite online dei prodotti alimentari.</p>
<p><strong>ICE Madrid</strong><br />
Tradizionalmente negativo per l’Italia l’interscambio bilaterale Spagna/Italia del comparto alimentare; nel 2019 la Spagna ha esportato verso l’Italia prodotti alimentari per 5.033 mln di euro, mentre gli acquisti spagnoli si sono attestati a 1.609 mln di euro. Non sono ancora disponibili statistiche significative riferite alla crisi sanitaria da COVID-19. Performance negativa per le vendite di prodotti alimentari italiani durante la pandemia. Meno il 90% nel canale Horeca (principale canale di destinazione dei prodotti italiani, con circa l’80% del fatturato) Incremento del 100% delle vendite nella GDO e nei piccoli negozi specializzati. I prodotti italiani più venduti: pasta secca, salse, olio e aceto.</p>
<p><strong>ICE Parigi</strong><br />
Nel periodo del COVID-19, nessuna restrizione imposta allo scambio di merci fra Italia e Francia. Nessun calo di fatturato per i distributori di prodotti italiani per la GDO francese; incremento dal 10% al 20% su prodotti freschi e pasta fresca e pizze. Negativo per i prodotti italiani, il settore Horeca. Gli effetti del lockdown si potranno valutare nei prossimi mesi. Alcuni grossisti hanno registrato perdite dal 30% al 40%. Tutti aspettano la riapertura dei ristoranti, ad oggi, prevista tra inizio e metà giugno. Nel primo trimestre 2020, le esportazioni agroalimentari italiane verso la Francia hanno tenuto, rimanendo sempre sopra il miliardo e aumentando addirittura nel 2020 (+5%). Stabili anche le importazioni italiane dalla Francia. Calo generale del 3,85% per le importazioni francesi di vini italiani, nel corso del primo trimestre 2020, ma perdite relative, rispetto a quelle di altri Paesi (-12,85% per i vini spagnoli). Bene gli spumanti italiani,+13%, in particolare l’Asti DOP +83 %; incremento del 2, 1% per il Prosecco DOP.</p>
<p><strong>ICE Berlino</strong><br />
Le importazioni dall&#8217;Italia dei prodotti agroalimentari nei mesi gennaio/febbraio 2020 sono aumentate dell’1,7% (pari a 1,199 mrd. di euro) rispetto agli stessi mesi del 2019.<br />
<em>Food</em>: Bene le vendite nella GDO, invariate durante la crisi del COVID-19. Penalizzati i comparti food e wine nel canale Horeca. Il più colpito il settore wine, perché oltre un terzo del vino viene venduto attraverso questo canale. E-commerce, in aprile vendite di prodotti agroalimentari e vitivinicoli raddoppiate rispetto ad aprile dell’anno precedente. Secondo un sondaggio dell’Associazione delle Camere di Commercio e Industria tedesche, il 99,9% delle aziende del settore gastronomico ha indicato che il COVID-19 impatterà sul proprio fatturato, con una previsione del 25-50% in meno rispetto all’anno precedente.<br />
<em>Vino</em>: +3,2% (138,9 milioni di euro) rispetto all’anno precedente.</p>
<p><strong>ICE Mosca</strong><br />
Federazione Russa: oltre 146 mln di abitanti e una classe media in continuo aumento. Circa l’85% del vino venduto nella Federazione viene prodotto localmente, il 15% viene importato. Nel 2019 l’Italia è stato il primo Paese fornitore, con 302 milioni di euro di fatturato export (+14,1% rispetto al 2018) coprendo quasi il 30% del mercato. Nei primi 2 mesi del 2020 l’Italia è sempre leader tra i Paesi fornitori della Federazione Russa, con 32 milioni di euro di fatturato export e una quota di mercato pari al 27% (con punte del 56% per il comparto degli spumanti. COVID-19 ha penalizzato le vendite di prodotti agroalimentari e vitivinicoli DOP IGP italiani per una serie di problemi legati al contenimento della pandemia. Gli operatori russi immaginano un graduale ritorno alla normalità solo dal prossimo luglio.</p>
<p><strong>ICE Tokyo</strong><br />
Nel 2019 export italiano in Giappone di prodotti alimentari e bevande pari a 832 milioni di Euro, + 8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche in Giappone, dove è stato adottato un “soft lockdown”, flessione nel comparto Horeca, e aumento delle vendite di generi alimentari e bevande nella GDO. Il consumo di pasti in casa, ha visto acquisti atipici tesi all’accumulo di scorte alimentari. Bene il mercato on-line nel settore alimentare, perché facile, comodo e sicuro durante l’emergenza sanitaria.</p>
<p><strong>ICE Pechino</strong><br />
L’Italia è il 32° Paese per esportazioni in Cina, con una quota di mercato dello 0,4% del totale delle importazioni agroalimentari cinesi. Aumentate del 13,3% le importazioni di prodotti agroalimentari e vitivinicoli dall&#8217;Italia, nei primi tre mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019. Al primo posto resta il vino (ma con -16% rispetto al primo trimestre 2019 per emergenza sanitaria che ha coinciso con il Capodanno lunare cinese). Seconda posizione kiwi freschi ( +82%), seguiti dai prodotti in cioccolato. Forte incremento delle vendite di carni suine, caffè (+36,2%) e pasta (+16% circa). Stazionarie le vendite italiane di prodotti lattiero-caseari, negative -6,3% quelle di olio di oliva. La situazione è ancora complessa e incerta.</p>
<p><strong>ICE Roma</strong><br />
Nell’attesa che l’emergenza possa terminare, l’Agenzia ICE sta intervenendo con numerose iniziative a favore del sistema produttivo italiano. Tutte le informazioni nel sito <a href="https://www.ice.it/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.ice.it</a> per permettere alle aziende di restare sempre aggiornate sull&#8217;evoluzione delle azioni che saranno realizzate a partire da giugno 2020, se la pandemia ridurrà i suoi effetti devastanti. Nella sezione “Fatti trovare pronto quando ci sarà la ripresa”, corsi gratuiti di formazione e news provenienti dai Paesi esteri.</p>
<p><strong>ICE Dubai</strong><br />
Non c’è stato nessun divieto di importazione dei prodotti agroalimentari dall&#8217;Italia verso gli EAU. Per facilitare le importazioni il governo degli EAU ha approvato un’esenzione temporanea dell’etichettatura in arabo. Male il settore Horeca: – 70%; Bene gli acquisti online: +70% GDO (aprile 2020) Per le difficoltà del momento i costi di logistica sono aumentati del 50% I prodotti più colpiti durante la pandemia: ortofrutticoli freschi, latticini, vini ed alcolici. Buone performance per le importazioni dall&#8217;Italia di prodotti alimentari a lunga conservazione.</p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2020_02</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/07/Consortium2020_02_ICE.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Dazi USA: Grana Padano DOP soddisfatto per i mancati aumenti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-grana-padano-dop-soddisfatto-per-i-mancati-aumenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 10:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«L’Europa ha centrato un obiettivo importante riuscendo ad evitare il temuto aumento dei dazi imposti dagli USA nel novembre scorso sul Grana Padano DOP ed altri prodotti, grazie ad una forte coesione dei suoi organismi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-grana-padano-dop-soddisfatto-per-i-mancati-aumenti/">Dazi USA: Grana Padano DOP soddisfatto per i mancati aumenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«L’Europa ha centrato un obiettivo importante riuscendo ad <strong>evitare il temuto aumento dei dazi</strong> imposti dagli <strong>USA</strong> nel novembre scorso sul <strong>Grana Padano DOP</strong> ed altri prodotti, grazie ad una forte coesione dei suoi organismi, la stessa che ha dimostrato in Italia il sistema delle DOP, il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e tutte le istituzioni a sostegno delle produzioni certificate italiane».</p>
<p>È soddisfatto il presidente del<strong> Consorzio Tutela Grana Padano, Nicola Cesare Baldrighi</strong>, che ha ricevuto la notizia della mancata applicazione di nuovi dazi statunitensi a Dubai, a Golfood, la più importante fiera del Food &amp; Beverage del Medio Oriente, dove il Grana Padano DOP è presente tra gli oltre 5mila espositori da 200 paesi in un evento che attende oltre 100mila visitatori.</p>
<p>«La notizia ci era stata preannunciata qualche giorno fa dall’europarlamentare on. <strong>Paolo De Castro</strong> che aveva rassicurato il sistema delle DOP disponendo di informazioni attendibili – prosegue Baldrighi – Dobbiamo comunque mantenere alta la guardia e forte l’unità di intenti e d’azione che hanno permesso di evitare questo pericolo. Non possiamo escludere infatti il rischio di subire ulteriori danni di questo genere, che si potranno scongiurare solo mantenendo questa coesione».</p>
<p>Il Consorzio Tutela Grana Padano auspica inoltre che l’impegno delle istituzioni possa portare a una positiva soluzione anche dell’<strong>embargo russo nei confronti del Made in Italy</strong>. «Confidiamo che l’iniziativa del Ministro alle politiche agricole <strong>Teresa Bellanova</strong> in Russia possa rapidamente portare anche allo sblocco dell’embargo verso la Russia, dove già andavano importanti quantità di Grana Padano DOP con un export totalmente interrotto dall’estate del 2014 – commenta il Direttore Generale del Consorzio di Tutela<strong>, Stefano Berni</strong> – Quindi ci auguriamo che lo stesso impegno forte e coeso di tutte le istituzioni nazionali ed europee manifestato sui dazi americani nelle ultime settimane, possa rapidamente portare alla fine di questo embargo, che oggi penalizza ancora di più i produttori di Grana Padano DOP».</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Grana Padano</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/02/20200215_GRANA-PADANO_-CS-Dazi-Usa-Embargo-Russia.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-grana-padano-dop-soddisfatto-per-i-mancati-aumenti/">Dazi USA: Grana Padano DOP soddisfatto per i mancati aumenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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