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	<title>Cile &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Cile &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Qualivita e WOW accolgono la delegazione cilena di olivicoltori della Valle del Huasco</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/fondazione-qualivita-accoglie-la-delegazione-cilena-di-olivicoltori-del-valle-del-huasco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[olivicoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A WOW un incontro su Indicazioni Geografiche, Dop economy e cooperazione internazionale con la delegazione cilena dell’Aceite de oliva del Valle del Huasco e INIA, ospiti del Santa Chiara Lab e Fondazione Qualivita Fondazione Qualivita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A WOW un incontro su Indicazioni Geografiche, Dop economy e cooperazione internazionale con la delegazione cilena dell’Aceite de oliva del Valle del Huasco e INIA, ospiti del Santa Chiara Lab e Fondazione Qualivita</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Fondazione Qualivita</strong> ha ospitato una <strong>delegazione cilena di olivicoltori della denominazione di origine <a href="https://aceitesdo.cl/" target="_blank" rel="noopener"><em>Aceite de oliva del Valle del Huasco</em></a></strong>, accompagnata da rappresentanti del Governo cileno e <a href="https://www.inia.cl/" target="_blank" rel="noopener"><strong>INIA (Instituto de Investigaciones Agropecuarias)</strong></a>, in un momento di confronto dedicato ai modelli di valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità e al ruolo delle Indicazioni Geografiche come strumento di sviluppo territoriale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel corso dell’incontro, che rientra nel quadro delle attività di cooperazione e dialogo internazionale della Fondazione, il direttore <strong>Mauro Rosati</strong> ha <strong>illustrato ai partecipanti il sistema delle Indicazioni Geografiche europee e il valore della Dop economy italiana</strong>, sottolineandone la capacità di tutelare le produzioni, rafforzare l’identità dei territori e generare opportunità economiche, culturali e di promozione internazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">La delegazione ha infine visitato <a href="https://www.qualivita.it/news/luniversita-di-siena-apre-wow-spazio-esperienziale-dedicato-a-sostenibilita-ricerca-e-territori/" target="_blank" rel="noopener"><strong>WOW</strong></a>, lo <strong>spazio esperienziale realizzato dall’Università di Siena e dal Santa Chiara Lab</strong>, dedicato alla sostenibilità, alla ricerca e ai territori, che ospita anche un’area informativa curata da Fondazione Qualivita sul sistema delle Indicazioni Geografiche europee e sulla Dop economy italiana.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La delegazione</strong>, formata da <strong>Daniela Francisca Gonzalez Miranda</strong>, <strong>Carlos Gonzalez Morales</strong> e <strong>Angel Manuel Ponce Paredes</strong> del Comité DO AOVE Valle del Huasco, da <strong>Verónica Arancibia</strong> dell’INIA – Instituto de Investigaciones Agropecuarias, da <strong>Pía Nicole Albiña Mura</strong> (Olivos Albiña), <strong>Enrique Malfanti</strong> (Ex Fundo VRO), e da <strong>Luis Gustavo Díaz</strong> e <strong>Gabriela Diaz</strong> della Pontificia Universidad Católica de Chile, e accompagnata, tra gli altri, da <strong>Angela Canale</strong>, presidente del Movimento Turismo dell’Olio Umbria, ha preso parte alle attività di approfondimento e confronto sui temi della valorizzazione delle produzioni di qualità.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’incontro ha rappresentato un momento di confronto di particolare rilievo per la condivisione di esperienze tra realtà impegnate nella tutela delle produzioni di qualità, nella promozione dei territori e nella costruzione di relazioni di cooperazione tra sistemi produttivi accomunati dall’attenzione alla distintività e alla valorizzazione dell’origine.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
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		<item>
		<title>Doppia vittoria del Consorzio Tutela Formaggio Asiago in Brasile e Cile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/doppia-vittoria-del-consorzio-tutela-formaggio-asiago-in-brasile-e-cile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 14:05:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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		<category><![CDATA[tutela agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bloccati due tentativi di registrazione di marchi in violazione della DOP ASIAGO. La DOP sempre più forte in Sud America. Vicenza, 18 gennaio 2024 &#8211; Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago festeggia due importanti risultati nell’azione internazionale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bloccati</em><em> due</em><em> tentativi di registrazione di marchi in violazione della DOP ASIAGO. </em><em>La DOP sempre più forte in Sud America.</em></p>
<p>Vicenza, 18 gennaio 2024 &#8211; Il <strong><a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Formaggio Asiago</a> </strong>festeggia due importanti risultati nell’azione internazionale di tutela della Denominazione d’Origine Protetta <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/asiago-dop/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Asiago DOP </strong></a>in Brasile e Cile, promettenti mercati per il <strong>Made in Italy di qualità</strong>.</p>
<p>In Brasile, il Consorzio ha ottenuto l’annullamento della registrazione per un marchio figurativo “<strong>ASIAGO CCFN</strong>” depositato nel 2020 da <strong>CONSORTIUM FOR COMMON FOOD NAMES HOLDINGS INC</strong>., entità collegata all’omonima organizzazione di interessi statunitense.</p>
<p>L’Ufficio Marchi brasiliano, che aveva in un primo tempo concesso la registrazione, <strong>ha riconosciuto l’ingannevolezza del marchio</strong>, oltre all’assenza di legittimazione nella richiesta di registrazione.</p>
<p>Il Consorzio si è inoltre opposto con successo alla domanda di registrazione presentata dalla medesima entità americana in <strong>Cile</strong>, per lo stesso marchio, che è stata bloccata grazie al riconoscimento in questo paese della DOP ASIAGO, ottenuto dal Consorzio nel 2018.</p>
<p>La doppia affermazione dell’azione consortile rappresenta una vittoria di particolare rilievo nell’attività di tutela in corso in tutto il mondo contro marchi che usurpano la DOP e ne promuovono l’impiego come nome comune di prodotti che nulla hanno a che vedere con il formaggio Asiago.</p>
<p>Il <strong>Sud America è un mercato promettente</strong> per l’Asiago DOP. In Brasile, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago è presente da anni con attività di valorizzazione del prodotto, in particolare, nella regione del Sud-Est, a partire dalla città di San Paolo, che conta il 20% di abitanti di origine italiana e dove la qualità del formaggio Asiago è ricercata e considerata simbolo di stile e qualità.</p>
<p>“<em>In questi anni – </em>afferma <strong>Flavio Innocenzi</strong>, direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago<em> – abbiamo consolidato l’attività di tutela e siamo pronti a cogliere le opportunità che sorgeranno alla fine dei negoziati in corso tra Ue e Mercosur</em>.”</p>
<p>Oggi questa doppia vittoria, in Cile ed in Brasile, rafforza in tutto il Sud America il riconoscimento dell’identità della DOP ASIAGO, considerata credibile perché portatrice di una storia unica e di una produzione legata al luogo d’origine.</p>
<p>“<em>Da chiunque venga attuata – </em>prosegue Flavio Innocenzi<em> – la strategia mirata all’evocazione del nome o all’imitazione delle caratteristiche per designare prodotti che nulla hanno a che vedere con la DOP, è non solo sleale ma senza futuro, in un mondo in cui c’è sempre più ricerca di autenticità e prossimità.”</em></p>
<p><em>&#8220;Complimenti al Consorzio Tutela Formaggio Asiago per le importanti vittorie riportate in Brasile e Cile. Questi successi confermano ancora una volta l&#8217;infondatezza delle teorie basate sulla presunta genericità a livello internazionale di alcuni nomi geografici” – </em>afferma<strong> Massimo Vittori</strong>, Direttore di oriGIn, la coalizione mondiale delle Indicazioni Geografiche.</p>
<p><em>”D&#8217;altra parte – </em>continua <strong>Massimo Vittori</strong> <em>&#8211; le attività di monitoraggio ed esecuzione dei diritti delle indicazioni geografiche sui mercati internazionali richiedono sforzi economici sempre più importanti per i Consorzi. Il sostegno delle autorità nazionali e regionali in materia di enforcement è dunque cruciale.&#8221;</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Formaggio Asiago</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/RS_Doppia-vittoria-Asiago-DOP-in-Brasile-e-Cile.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<item>
		<title>Il Cile riconosce il Gorgonzola DOP: è un formaggio 100% italiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-cile-riconosce-il-gorgonzola-dop-e-un-formaggio-100-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 07:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un iter durato quattro anni, con forti opposizioni USA, il Cile riconosce la denominazione di origine del formaggio Gorgonzola come 100% italiano. Il traguardo è stato celebrato presso l&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia con una cerimonia ufficiale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo un iter durato quattro anni, con forti opposizioni USA, il Cile riconosce la denominazione di origine del formaggio Gorgonzola come 100% italiano.</em></p>
<p>Il traguardo è stato celebrato presso l&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia con una cerimonia ufficiale in cui il direttore dell&#8217;Istituto Nazionale di Proprietà Industriale (<strong>Inapi</strong>), Loreto Bresky, ha consegnato il titolo ufficiale di riconoscimento all’Ambasciatrice d’Italia in Cile, Valeria Biagiotti, alla presenza del Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola, rappresentato dai suoi legali in Cile (<strong>Studio Villaseca Abogados</strong>).</p>
<p><strong>L&#8217;Ambasciatrice Biagiotti</strong> ha sottolineato: &#8220;<em>Il riconoscimento della denominazione di origine del formaggio Gorgonzola come 100% italiano rappresenta un ulteriore passo nell&#8217;enorme sforzo che le autorità e le aziende italiane compiono ogni giorno in tutto il mondo contro l&#8217;Italian Sounding&#8221; e per la tutela delle denominazioni tipiche italiane</em>&#8220;.</p>
<p><strong>La direttrice nazionale dell&#8217;INAPI, Loreto Bresky,</strong> si è detta soddisfatta del riconoscimento e ha voluto sottolineare il lavoro del Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola “<em>che ha ottenuto la tanto attesa tutela dopo aver seguito la procedura prevista dall&#8217;INAPI. Ciò significa che ogni volta che un consumatore locale vedrà questo prodotto sullo scaffale di un supermercato, potrà essere certo della sua origine italiana</em>”.</p>
<p>Dall’Italia <strong>Antonio Auricchio, Presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola</strong>, ha salutato con favore l’importante riconoscimento che porta a 95 i Paesi in cui la Dop Gorgonzola ha ottenuto riconoscimento legale: “<strong><em>Da sempre sostengo che non dobbiamo arretrare di un millimetro dalla nostra qualità che ci ha resi un’eccellenza e che è il nostro migliore biglietto da visita, ma il ruolo del Consorzio deve essere anche quello di supportare le nostre aziende all’estero dove subiamo la concorrenza sleale dei similari. Questo riconoscimento in Cile è una vittoria importante contro i produttori lattiero-caseari statunitensi ed è un risultato che può aprire ulteriormente la strada alle nostre aziende in un mercato molto interessante. Stiamo crescendo in tutto il Sud America, Brasile in testa, ma anche Colombia e appunto in Cile, dove la grande tradizione vitivinicola non può che sposarsi alla perfezione con un prodotto caseario unico come il Gorgonzola. Identità, appartenenza, territorio, ma anche persone e manualità costituiscono l&#8217;identità di tutti nostri prodotti italiani. La registrazione non è quindi solo un titolo legale, ma è il giusto riconoscimento e la difesa, in qualsiasi Paese del mondo, della tradizione e della storia del nostro italianissimo Gorgonzola</em></strong><em>”.</em></p>
<p>L’iter legale era partito nel 2018 quando il Consorzio aveva richiesto riconoscimento della denominazione di origine “Gorgonzola” in Cile. Lo U.S. Diary Export Council, l&#8217;organizzazione che riunisce i produttori lattiero-caseari statunitensi, si era opposta alla richiesta sostenendo che il nome “Gorgonzola” fosse solo un&#8217;indicazione generica per distinguere un tipo di formaggio blu. Tuttavia l&#8217;analisi effettuata dal <strong>Ministero dell&#8217;Agricoltura cileno</strong> sul mercato del formaggio Gorgonzola in Cile, ha evidenziato come solo un volume molto ridotto di formaggio blu proveniente dagli Stati Uniti entrava in Cile e, inoltre, non c&#8217;erano informazioni sulla produzione o sull&#8217;esportazione nazionale cilena di quel formaggio dimostrando pertanto che “Gorgonzola” non potesse essere considerato un nome generico. All&#8217;inizio di quest&#8217;anno l&#8217;Istituto Nazionale per la Proprietà Intellettuale (Inapi) ha, quindi, stabilito che solo il rinomato formaggio prodotto nelle zone indicate dal disciplinare di produzione nelle regioni Lombardia e Piemonte in Italia può essere venduto con il nome di Gorgonzola in Cile.</p>
<p>Oltre all&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia, Valeria Biagiotti e al Capo dell’Ufficio Marchi, <em>Loreto Bresky</em>, la cerimonia ha visto anche la partecipazione di un rappresentante del Sottosegretario per le Relazioni Economiche Internazionali, del Presidente della Camera di Commercio Italiana in Cile, <em>Luciano Marocchino</em>, del suo Segretario Generale, <em>Olivier Lunghini </em>e di alcuni commercianti membri della Camera di Commercio.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gorgonzola.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio per la tutela del Formaggio Gorgonzola DOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/09/cs_IL-CILE-RICONOSCE-LA-DOP-GORGONZOLA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<item>
		<title>Registrato in Cile il marchio del Consorzio di Tutela Salumi DOP piacentini</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/registrato-in-cile-il-marchio-del-consorzio-di-tutela-salumi-dop-piacentini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 08:46:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo Stati Uniti, Canada e Giappone anche l’ufficio marchi del Cile registra il marchio del Consorzio di tutela Salumi DOP Piacentini “PIACENTINO – PIACENTINA”. Il portafoglio marchi del Consorzio di Tutela salumi DOP Piacentini si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo Stati Uniti, Canada e Giappone anche l’ufficio marchi del Cile registra il marchio del Consorzio di tutela Salumi DOP Piacentini “PIACENTINO – PIACENTINA”.<br />
</em></p>
<p>Il portafoglio marchi del <strong>Consorzio di Tutela salumi DOP Piacentini</strong> si arricchisce di una nuova registrazione internazionale. Infatti, l’ufficio brevetti e marchi del Cile ha registrato il marchio collettivo “Piacentino Piacentina”. La comunicazione è arrivata in questi giorni agli uffici del Consorzio che perseguiva da tempo questa registrazione attraverso la collaborazione dello studio “Rosso Borghero”.</p>
<p>“Questo importante risultato, dichiara il Presidente del Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini Antonio Grossetti, gratifica e premia l’impegno profuso dal Consorzio nella tutela delle proprie denominazioni. Come è risaputo la protezione della DOP vale sul territorio comunitario, ma non in mercati terzi”.</p>
<p>Il Dott. Borghero dello studio Rosso Borghero IP Consultancy, noto esperto del settore, che ha curato tutta la procedura per la registrazione del marchio “Piacentino – Piacentina” anche per il Cile, dichiara in proposito “Da oggi il Consorzio dispone di un importante strumento pro-concorrenziale per favorire l&#8217;esportazione dei prodotti in un mercato strategico come gli Stati Uniti d’America, il Canada, il Giappone e ora anche il Cile. I benefici del risultato raggiunto si apprezzeranno, da un lato, riguardo alla promozione poiché attraverso il marchio si certificherà ai consumatori di questi Paesi che i salumi contrassegnati sono espressione di una storica tradizione produttiva legata alla cultura locale che è garantita dal rigoroso rispetto dei disciplinari di produzione e, dall’altro, in relazione alla tutela poiché oggi si dispone di un titolo che consentirà di prevenire o reprimere abusi o usi illegali delle DOP pregiudizievoli per la filiera”.</p>
<p>Il fenomeno dell’<strong>Italian Sounding</strong> oggi vale qualcosa come oltre centoventi miliardi di euro e tocca in modo preponderante tutte le categorie alimentari e si manifesta appunto con messaggi evocativi all’italianità attraverso l’utilizzo di diciture, colori, nomi che possono avere aspetti svianti sugli acquisti dei consumatori. Il rischio vero, come avvenuto per altri importantissimi prodotti italiani, è che, salumi che non hanno nulla a che vedere con le nostre tre DOP, possano essere commercializzati in Paesi fuori dall’Unione Europea con denominazioni che evochino i nostri marchi. E per ironia della sorte, se dovesse succedere, in quei Paesi, i nostri DOP non potremmo commercializzarli con le loro vere denominazioni “Coppa Piacentina DOP, Salame Piacentino DOP, Pancetta Piacentina DOP”. Lo vediamo ormai giornalmente quanti tentativi di imitazione dei marchi piacentini si stanno perpetrando. In questo momento, ad esempio, il <a href="https://www.salumitipicipiacentini.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio</a> ha una causa internazionale con la Colombia e ha appena risolto un problema di questa natura con l’Argentina, dove una ditta locale ha tentato di registrare un marchio per i propri salumi con questa dicitura “PIACENTINO PLACER ARGENTINO”.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/01/CS_REGISTRATO-IL-MARCHIO-DEL-CONSORZIO-DI-TUTELA-SALUMI-DOP-PIACENTINI-IN-CILE.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/01/PIACENTINO-PIACENTINA-LABEL-certficate-of-registration.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL CERTIFICATO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/registrato-in-cile-il-marchio-del-consorzio-di-tutela-salumi-dop-piacentini/">Registrato in Cile il marchio del Consorzio di Tutela Salumi DOP piacentini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stop al finto Asiago DOP prodotto tra Cile e USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/stop-al-finto-asiago-dop-prodotto-tra-cile-e-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 07:17:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> L&#8217;UE, su richiesta di Coldiretti e Consorzio dell&#8217;Asiago DOP, ha vinto la battaglia. «Dovute contromisure contro lo scippo delle eccellenze made in Italy e difesa delle indicazioni geografiche: siamo soddisfatti». Il formaggio Asiago DOP rimane [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/stop-al-finto-asiago-dop-prodotto-tra-cile-e-usa/">Stop al finto Asiago DOP prodotto tra Cile e USA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> L&#8217;UE, su richiesta di Coldiretti e Consorzio dell&#8217;Asiago DOP, ha vinto la battaglia. «Dovute contromisure contro lo scippo delle eccellenze made in Italy e difesa delle indicazioni geografiche: siamo soddisfatti».</em></p>
<p>Il formaggio Asiago DOP rimane italiano e non avrà doni non certificati con questo nome. L&#8217;eccellenza veneto-trentina è riuscita infatti a respingere, grazie a un&#8217;operazione coordinata tra i vari consorzi tutela e Coldiretti, l&#8217;assalto dello statunitense Consortium of Common Food Names, che ha cercato di registrare i marchi &#8220;Asiago&#8221;, &#8220;Parmesan&#8221; e &#8220;Bologna&#8221; nella <strong>Gazzetta ufficiale del Cile</strong>.</p>
<p>La Commissione UE, dopo la sollecitazione di Coldiretti e le interrogazioni firmate dagli eurodeputati Mara Bizzotto e Gianantonio Da Re, ha denunciato la registrazione dei marchi in nome della tutela delle indicazioni geografiche. Il commissario europeo per l&#8217;agricoltura e lo sviluppo rurale <strong>Janusz Wojciechowski</strong> ha sottolineato: «<em>La Commissione ha informato i gruppi di produttori interessati e le autorità nazionali competenti invitandoli a presentare opposizione formale. La tutela delle indicazioni geografiche costituisce una priorità chiave nell`ambito degli attuali negoziati per l&#8217;aggiornamento dell`accordo di associazione UE-Cile</em>».</p>
<p>Il valore delle IG per l&#8217;Unione europea ammonta a 74,76 miliardi di euro, di cui un quinto derivante dalle esportazioni al di fuori dell&#8217;Unione europea. Motivo in più per impegnarsi nella tutela dei prodotti agroalimentari comunitari. «<em>Contro lo scippo delle eccellenze made in Italy occorre porre in atto le dovute contromisure</em> &#8211; puntualizza Coldiretti Vicenza -. <em>Sarebbe stato un colpo basso al patrimonio agroalimentare e un affronto a tutti i produttori zootecnici regionali che lavorano per la qualità, rispettando disciplinari e mantenendo una realtà casearia di assoluta eccellenza</em>».</p>
<p>«<em>Lo stesso commissario Wojciechowski</em> &#8211; aggiunge Coldiretti Veneto &#8211; <em>indica la malafede alle varie domande di registrazione di marchi che comprometterebbero il sistema di tutela delle Ig. Il Cile dapprima ha introdotto il bollino nero in etichetta che sconsiglia di fatto l`acquisto di prodotti dall`Italia mentre il Ccfn è la lobby dell`industria casearia americana che produce i falsi formaggi italiani negli Usa e che aveva già chiesto al Governo degli Stati Uniti di imporre tasse alle importazioni di prodotti europei al fine di favorire il falso Made in Italy</em>».</p>
<p>Soddisfazione per il risultato viene espressa dal <a href="https://www.asiagocheese.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio tutela formaggio Asiago</strong></a>. «<em>In Cile è stata premiata fazione proattiva del Consorzio</em> &#8211; afferma il direttore, <strong>Flavio Innocenzi</strong> &#8211; <em>che dal 2017 ha registrato Asiago come marchio e dal 2018 è riconosciuta come denominazione d&#8217;origine. In questi anni ci siamo costantemente opposti con azioni legali, sempre con successo, ai tentativi di usurpazione. Nel frattempo ci siamo attivati per la promozione internazionale, a tutto vantaggio dell&#8217;export della nostra produzione</em>».</p>
<p>Fonte: <strong>Il Giornale di Vicenza</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/10/20211001_RS_ILGIORNALEDIVICENZA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Indicazioni geografiche del Cile, avviso di consultazione pubblica &#8211; GUUE C 184</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/indicazioni-geografiche-del-cile-avviso-di-consultazione-pubblica-guue-c-184/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 08:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CILE &#8211; Avviso di Consultazione Pubblica. Indicazioni geografiche del Cile da proteggere come indicazioni geografiche nell’Unione europea Fonte: GUUE C 184 del 13/05/2021</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CILE &#8211; Avviso di Consultazione Pubblica. Indicazioni geografiche del Cile da proteggere come indicazioni geografiche nell’Unione europea</p>
<p>Fonte: <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv%3AOJ.C_.2021.184.01.0025.01.ITA&amp;toc=OJ%3AC%3A2021%3A184%3ATOC" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GUUE C 184 del 13/05/2021</a></p>
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		<title>Indicazioni geografiche della Colombia e del Cile &#8211; GUUE C 378</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/indicazioni-geografiche-della-colombia-e-del-cile-guue-c-378/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>COLOMBIA E CILE &#8211; Avviso di consultazione pubblica Indicazioni geografiche della Colombia e del Cile. Nel quadro dell’accordo commerciale del 2012 tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Colombia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>COLOMBIA E CILE &#8211; Avviso di consultazione pubblica <strong>Indicazioni geografiche della Colombia e del Cile</strong>. Nel quadro dell’accordo commerciale del 2012 tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Colombia e il Perù (1), dall’altra e dell’accordo di associazione del 2002 tra l’Unione europea e il Cile (2), le autorità colombiane e cilene hanno presentato gli allegati elenchi delle indicazioni geografiche, protette in quanto indicazioni geografiche in Colombia e in Cile, ai fini della protezione nell’ambito dei rispettivi accordi. La Commissione europea sta valutando se tali indicazioni geografiche debbano essere protette anche nell’UE.</p>
<p>Fonte: <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv:OJ.C_.2016.378.01.0025.01.ITA&amp;toc=OJ:C:2016:378:TOC" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GUUE C 378 del 14/10/2016</a></p>
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		<title>L&#8217;export di vino 2016 nel &#8220;resto del mondo&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lexport-di-vino-nel-resto-del-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 09:54:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’altro mondo del vino: lontano dal vecchio continente, l’export del Cile continua a crescere, specie in Cina, così come quello degli USA, mentre l’Argentina frena ed in Sudafrica i prezzi medi mettono a segno un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’altro mondo del vino: lontano dal vecchio continente, l’<strong>export</strong> del <strong>Cile</strong> <strong>continua a crescere</strong>, specie in Cina, così come quello degli <strong>USA</strong>, mentre l’Argentina frena ed in Sudafrica i prezzi medi mettono a segno un esorbitante +22,2%. Se il cuore pulsante della produzione e del commercio enoico è ancora nel Vecchio Continente, nel resto del mondo i Paesi del Nuovo Mondo del vino non stanno certo a guardare. <strong>I vini del Cile</strong>, ad esempio, <strong>continuano ad andare forte sul mercato più ambito</strong>, <strong>quello cinese, con un +43,6%</strong> nei volumi <strong>nel primo trimestre 2016 ed un +21% in valore</strong>, che fanno della Cina il secondo sbocco per il vino cileno, il cui export complessivo, nel periodo, è cresciuto del 13% in volume, dopo gli USA. Bene anche le spedizioni in Olanda, mentre c’è da registrare una forte caduta sul mercato giapponese, oltre al -1,5% in valore, frutto di una forte crescita dello sfuso, a scapito dell’imbottigliato, come svelano i dati dell’Oemv &#8211; <strong>Observatorio Español del Mercado del Vino</strong> (<a href="http://www.oemv.es" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.oemv.es</a>).</p>
<p>Bene anche gli USA, in una veste, quella di Paese esportatore, decisamente marginale, ma da non sottovalutare: nel primo trimestre 2016, <strong>le esportazioni sono cresciute del 3,6% in volume e del 4,3% in valore, raggiungendo i 96 milioni di litri ed i 340 milioni di dollari</strong> (+14 milioni di dollari sullo stesso periodo del 2015). Con l’imbottigliato che rappresenta il 52% dei volumi e l’81% del fatturato totale, pur crescendo meno degli spumanti, grazie al boom dei mercati di <strong>Germania</strong> e <strong>Regno Unito</strong>, nonostante il calo di <strong>Canada, Italia e Giappone</strong>. L’altra faccia della medaglia arriva dall’<strong>Argentina</strong> che, nello stesso periodo, ha ridotto le spedizioni del 15,1 % in volume (<strong>60,4 milioni di litri, 10,8 milioni di ettolitri in meno del primo trimestre 2015</strong>) e del <strong>7,1% in valore</strong> (178,6 milioni di dollari), principalmente a causa del crollo delle spedizioni di sfuso sul mercato USA. La buona notizia è la crescita del prezzo medo, del 9,4%, fino a raggiungere i 3 dollari al litro, con l’<strong>export</strong> dell’imbottigliato che tiene e rappresenta <strong>il 72% dei volumi e l’89% dei valori</strong>.</p>
<p>Rimanendo nell’<strong>Emisfero Sud</strong>, aumenta il fatturato dell’export enoico del <strong>Sudafrica</strong> (<strong>+12,6%</strong>) dove, <strong>ad un calo del 7,8% dei volumi</strong>, fa da contraltare una crescita esorbitante del <strong>prezzo medio (+22,2%)</strong>. In calo, a livello di volumi, tutte le tipologie, ma sono gli sparkling a chiudere il <strong>primo trimestre 2016 nel modo peggiore, a -77,7%</strong>. I mercati principali di sbocco sono Regno Unito e Germania, ma fanno bene anche Stati Uniti e Canada, mentre arretra la Svezia.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.winenews.it/news/42668/laltro-mondo-del-vino-lontano-dal-vecchio-continente-lexport-del-cile-continua-a-crescere-specie-in-cina-cos-come-quello-degli-usa-mentre-largentina-frena-ed-in-sudafrica-i-prezzi-medi-mettono-a-segno-un-esorbitante-222" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WineNews</a></p>
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		<title>UE, accordi sul Biologico con Cile e Canada</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/accordi-sul-bio-con-cile-e-canada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 10:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Unione Europea intensifica le relazioni commerciali sui prodotti da agricoltura biologica. Ha infatti ricevuto via libera un accordo di «equivalenza» dei regimi di certificazione con il Cile: vale a dire che tutti i prodotti biologici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Unione Europea intensifica le relazioni commerciali sui prodotti da agricoltura biologica</strong>. Ha infatti ricevuto via libera un accordo di «<strong>equivalenza</strong>» dei <strong>regimi di certificazione con il Cile</strong>: vale a dire che tutti i prodotti biologici approvati dall&#8217;UE potranno essere direttamente venduti in Cile e viceversa. L&#8217;accordo prevede tutela reciproca per i loghi UE e cileno e cooperazione rinforzata tra le parti con miglioramenti previsti su scambio di informazioni e risoluzione delle controversie.</p>
<p><strong>UE e Canada</strong>, inoltre, hanno deciso di estendere il campo di applicazione dei prodotti che possono essere riconosciuti neil&#8217;ambito dell&#8217;accordo di equivalenza che da cinque anni permette ai produttori europei d vendere in Canada e viceversa. Le novità riguardano l&#8217;inclusione nell&#8217;intesa del vino biologico e dei prodotti canadesi che contengono materie prime bio provenienti da paesi terzi</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Informatore Agrario</strong></p>
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