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	<title>Toscana &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Toscana &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Iniziative a Bruxelles per il riconoscimento della Bistecca alla Fiorentina STG</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/iniziative-a-bruxelles-per-il-riconoscimento-della-bistecca-alla-fiorentina-stg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[proposta di riconoscimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Stabile è il neo presidente dell’Accademia della Fiorentina: “La Bistecca alla Fiorentina è un simbolo gastronomico da promuovere e tutelare“  Fondata a Firenze nel 1991 su idea dell’associazione macellai, l’Accademia della Fiorentina è un ente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Marco Stabile è il neo presidente dell’Accademia della Fiorentina: “La Bistecca alla Fiorentina è un simbolo gastronomico da promuovere e tutelare“ </em></p>
<p>Fondata a Firenze nel 1991 su idea dell’associazione macellai, l’Accademia della Fiorentina è un ente senza scopo di lucro. Coordina un ampio Comitato promotore composto da Università, enti di ricerca, associazioni e rappresentanti dell’intera filiera. Tra i suoi obiettivi strategici figurano il riconoscimento della tradizione e della cultura gastronomica della Bistecca alla Fiorentina come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO e il conseguimento del <strong>riconoscimento europeo di Specialità Tradizionale Garantita (STG)</strong>.</p>
<p><strong> Negli ultimi anni l’Accademia ha promosso convegni scientifici, tavoli di confronto e iniziative istituzionali</strong>, coordinando un <strong>percorso condiviso con Regione Toscana, Comune di Firenze, associazioni di categoria e operatori del settore</strong> per rafforzare la tutela di uno dei prodotti più iconici della cucina taliana.</p>
<p>Tra gli eventi curati, nel 2023 il convegno ‘Identità. buone pratiche e futuro della bistecca alla fiorentina’, i cui atti sono stati pubblicati dall’Assemblea Regionale della Toscana. Nel 2024, in collaborazione con Confcommercio Toscana, l’importante incontro a Villa Bardini a Firenze, alla presenza del sottosegretario all’Agricoltura Senatore Patrizio Giacomo La Pietra. A giugno 2025 la missione a Bruxelles, cuore politico e decisionale d’Europa, per “prendere per la gola“ gli europarlamentari organizzando una degustazione di carni, preparate sulle griglie nella terrazza del Museo di Scienze Naturali, a pochi passi dal Parlamento Europeo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nazione Firenze</strong></p>
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		<title>Cinta Senese DOP: trema un sistema che vale 5,5 milioni di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cinta-senese-dop-trema-un-sistema-che-vale-55-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 07:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza</em></p>
<p>A rischio una filiera da cinque milioni e mezzo di euro, quello della cinta senese dop, un maiale parte della tradizione toscana e della storia di Siena nel tempo diventato simbolo del made in Italy. A lanciare l&#8217;allarme è il Consorzio di Tutela dopo i nuovi focolai in Toscana di peste suina, un&#8217;emergenza sanitaria che rischia di travolgere gli allevamenti allo stato brado e semi brado e di cancellare un patrimonio genetico costruito in decenni.</p>
<p><strong>I numeri parlano di 79 allevatori, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione</strong> compongono l&#8217;intero sistema produttivo della razza suina autoctona toscana. <strong>Nel corso del 2025 sono stati certificati 3.135 capi macellati, per un totale di 617.423 chilogrammi di mezzene</strong>, oltre 617 tonnellate. Un dato che assume particolare rilievo se rapportato alla distribuzione territoriale degli allevamenti: su settanta aziende riconosciute dal sistema di controllo, ben 52 sono concentrate tre province, Siena (24), Firenze e Grosseto (14 ciascuna). Una concentrazione che, in caso di focolaio in una di queste aree, potrebbe avere effetti sproporzionati sull&#8217;intero comparto.</p>
<p><strong> Dopo i casi recenti</strong>, che non hanno riguardato solo cinghiali selvatici che abitano nei boschi ma anche maiali di allevamento, con un aggravarsi ella situazione, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha deciso di <strong>nominare un commissario straordinario per gestire l&#8217;emergenza della peste suina africana</strong>: sarà il medico veterinario dell&#8217;Asl Toscana Sud Est Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di prevenzione territoriale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale, non più a un&#8217;ipotesi lontana», <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">dichiara il presidente del Consorzio Nicolò Savigni</a>, ricordando che dall&#8217;agosto 2024 è al vaglio delle istituzioni un progetto per costituire, in un sito isolato e ad alta biosicurezza, un nucleo di riserva genetica composto da 12-15 femmine e 3 maschi riproduttori. A quasi due anni dal primo sopralluogo, però, il sito non è stato individuato, l&#8217;istruttoria sanitaria non è completa e il nucleo non è stato costituito.</p>
<p>Per <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>, la posta in gioco supera i confini toscani: «La Cinta Senese è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell&#8217;intero Paese. Perderla significherebbe un danno irreversibile».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nazione &#8211; Pisa</strong></p>
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		<title>Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie» L&#8217;allarme, scattato già [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/">Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie»</em></p>
<p>L&#8217;allarme, scattato già da un paio di anni, è ora ai massimi livelli: la diffusione del<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;epidemia di peste suina rischia di mettere a rischio gli allevamenti di cinta senese</a>.</p>
<p>«Rischiamo l&#8217;estinzione della razza», dice senza tanti giri di parole <strong>Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della cinta senese Dop</strong>. Quella dei suini neri con la striscia bianca dalla carne pregiata, allevati in stato brado o semibrado.</p>
<p>«Stiamo lavorando da tempo a un progetto di salvaguardia della specie, ora che la situazione è così allarmante spero che si riesca ad accelerare», <strong>aggiunge Mauro Rosati, direttore generale di Qualivita</strong>.</p>
<p>Per capire i timori, bisogna partire dai numeri: il Consorzio raduna in tutta la regione 79 allevatori, 6 macelli, 18 imprese di trasformazione.</p>
<p>La stima è di circa 3.300 capi. «<strong>Sotto la soglia di tremila si rischia l&#8217;estinzione &#8211; sottolinea Savigni</strong> &#8211; e con la diffusione della peste suina il rischio è che qualcuno sia tentato di bloccare la riproduzione e vendere i capi. Spero che ora il commissario superi lentezze burocratiche e rimpalli di responsabilità che stanno bloccando i nostri progetti di tutela».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <b>La Nazione &#8211; Siena</b></p>
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		<title>Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:12:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I primi casi di peste suina rinvenuti in Toscana hanno spinto all’abbattimento di 300 capi di Cinta Senese DOP, il 10% del patrimonio totale. L’allevamento allo stato brado espone gli animali al contagio Maialino di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/">Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I primi casi di peste suina rinvenuti in Toscana hanno spinto all’abbattimento di 300 capi di Cinta Senese DOP, il 10% del patrimonio totale. L’allevamento allo stato brado espone gli animali al contagio</em></p>
<p>Maialino di Cinta Senese a rischio estinzione a causa della Peste suina africana. A dare l’<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">allarme è lo stesso <strong>Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP</strong></a> dopo i primi abbattimenti di capi avvenuti nei giorni scorsi. Il primo focolaio in un allevamento toscano è stato individuato a Comano, in provincia di Massa-Carrara, mentre nei giorni scorsi due suini rinvenuti morti in un allevamento di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, sono risultati positivi al virus.</p>
<h4>Abbattuto il 10% dell’intero patrimonio di 3mila capi</h4>
<p>Nei giorni scorsi sono stati abbattuti 300 capi circa il 10% di un patrimonio che è di circa 3mila capi in tutto.</p>
<p>Il maialino di Cinta Senese è <strong>allevato soprattutto allo stato brado o semibrado</strong> caratteristica fondamentale per la qualità delle sue carni ma che rende però i capi particolarmente esposti al contagio il cui veicolo principale è rappresentato dai cinghiali selvatici.</p>
<h4>Consorzio Dop: siamo davanti a un pericolo reale</h4>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale – ha commentato il <strong>presidente del Consorzio della Cinta Senese Dop,</strong> <strong>Nicolò Savigni</strong> -. Gli allevatori hanno rafforzato la biosicurezza interna, anche grazie ai contributi ricevuti, ma fuori dai confini aziendali il rischio resta al di fuori del loro controllo. Non possono essere lasciati soli: ogni allevamento di Cinta Senese deve essere considerato un presidio da difendere».</p>
<p>[…]</p>
<h4>Istituire un incubatore per preservare il patrimonio genetico</h4>
<p>«La principale ipotesi allo studio con il Commissario e le istituzioni – ha spiegato il <strong>direttore della Fondazione Qualivita</strong>, <strong>Mauro Rosati</strong> – è creare una sorta di incubatore nel quale inserire 12 verri e 12 scrofe in modo da assicurarsi un presidio di conservazione del patrimonio genetico. Con la peste suina alle porte il rischio estinzione è davvero reale».</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/per-peste-suina-rischio-estinzione-maialino-cinta-senese-AJvfd2M" target="_blank" rel="noopener">Il Sole 24 Ore.it</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 07:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi, sulla Cinta Senese DOP colpita dalla peste suina: È un patrimonio storico, genetico, culturale “La Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana: è un patrimonio storico, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/">Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi, sulla Cinta Senese DOP colpita dalla peste suina: È un patrimonio storico, genetico, culturale<br />
</em></p>
<p>“La <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana</a>: è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell’intero Paese”. Così <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>. “La sua filiera è alla base di una produzione tutelata a livello europeo con la Denominazione di Origine Protetta e rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy agroalimentare.</p>
<p>La perdita di questo patrimonio – prosegue Baldrighi – provocherebbe un danno irreversibile non soltanto agli allevatori e al territorio toscano, ma anche all’immagine e alla credibilità dell’intero sistema italiano delle DOP e IGP. Per questo è indispensabile che le istituzioni intervengano con la massima urgenza”.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://askanews.it/2026/07/17/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener">AskaNews.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/">Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Maremma Toscana DOP: “Tagliare le rese non basta. Servono interventi strutturali”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/maremma-toscana-dop-tagliare-le-rese-non-basta-servono-interventi-strutturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 07:50:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Vini della Maremma Toscana contrario alle riduzioni delle rese produttive come strumento di gestione dell&#8217;offerta, Mazzei: &#8220;le decisioni devono partire dall&#8217;analisi dei dati reali, non da soluzioni valide indistintamente per tutti&#8221; In un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Consorzio Vini della Maremma Toscana contrario alle riduzioni delle rese produttive come strumento di gestione dell&#8217;offerta, Mazzei: &#8220;le decisioni devono partire dall&#8217;analisi dei dati reali, non da soluzioni valide indistintamente per tutti&#8221;</span></span></em></p>
<p>In un momento in cui numerose denominazioni italiane stanno valutando o adottando riduzioni delle rese produttive come strumento di gestione dell&#8217;offerta, il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana esprime una posizione diversa, fondata sulle peculiarità del territorio e sui dati reali di produzione.</p>
<p>Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio ritiene che, nella fase attuale del mercato, siano più efficaci misure di carattere strutturale, capaci di intervenire direttamente sul potenziale viticolo e di accompagnare l&#8217;evoluzione della domanda, tenendo conto anche del diverso orientamento dei mercati. <strong>&#8220;<em>Ogni territorio ha caratteristiche produttive profondamente diverse e le decisioni devono partire dall&#8217;analisi dei dati reali, non da soluzioni valide indistintamente per tutti</em>&#8220;</strong>, afferma il Presidente del Consorzio,<strong> </strong><strong>Francesco Mazzei</strong><strong>.</strong></p>
<p><strong>In Maremma Toscana le rese effettive di uva/ettaro sono già molto inferiori ai limiti previsti dal disciplinare. Una loro riduzione, anche significativa sulla carta, non produrrebbe alcun beneficio concreto nella gestione del mercato. “<em>Oggi abbiamo bisogno di strumenti che affrontino le criticità in modo strutturale, intervenendo sul potenziale produttivo e accompagnando l&#8217;evoluzione della domanda internazionale. Dobbiamo programmare il futuro della denominazione con una visione di lungo periodo, tenendo conto anche dei cambiamenti nei consumi, che vedono una crescente richiesta di vini bianchi rispetto ai rossi. Servono scelte coraggiose, basate sull&#8217;efficacia e non su misure simboliche</em>&#8220;, spiega Mazzei.</strong></p>
<p><strong>“<em>Per questo motivo</em>”, prosegue Mazzei, “<em>riteniamo che sia indispensabile bloccare l’automatismo dell’aumento indistinto dell’1% annuo della superficie vitata concessa mediante le autorizzazioni all’impianto, che ha portato l’Italia ad essere l’unico tra i grandi Paesi produttori europei ad aumentare negli ultimi anni il proprio potenziale viticolo. Possiamo farlo intanto per un anno, meglio sarebbe per due. Poi, a nostro avviso, è necessario anche un intervento diretto sul potenziale viticolo che preveda estirpazioni mirate e indirizzate verso le aree meno vocate, effettuate però senza intaccare le risorse destinate alla promozione, agli investimenti e all’innovazione, in modo da riequilibrare l’offerta</em>.”</strong></p>
<p>Il Consorzio Vini Maremma Toscana conferma con questa decisione il proprio impegno a sostenere una gestione della denominazione basata su analisi tecniche, sostenibilità economica delle imprese e capacità di interpretare con pragmatismo le trasformazioni del mercato vitivinicolo.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinimaremma.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vini della Maremma Toscana</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Vini-Maremma-Toscana-Tagliare-le-rese-non-basta.-Servono-interventi-strutturali.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/maremma-toscana-dop-tagliare-le-rese-non-basta-servono-interventi-strutturali/">Maremma Toscana DOP: “Tagliare le rese non basta. Servono interventi strutturali”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Farina di castagne della Lunigiana DOP, modifica ordinaria disciplinare &#8211; GURI n. 157</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/farina-di-castagne-della-lunigiana-dop-modifica-ordinaria-disciplinare-guri-n-157/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 07:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?post_type=normativa&#038;p=525456</guid>

					<description><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Modifica ordinaria al disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta Farina di castagne della Lunigiana DOP Fonte: GURI n. 157 del 09/07/2026</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/farina-di-castagne-della-lunigiana-dop-modifica-ordinaria-disciplinare-guri-n-157/">Farina di castagne della Lunigiana DOP, modifica ordinaria disciplinare &#8211; GURI n. 157</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Modifica ordinaria al disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta <strong>Farina di castagne della Lunigiana DOP</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-07-09&amp;atto.codiceRedazionale=26A03368&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noopener">GURI n. 157 del 09/07/2026</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/farina-di-castagne-della-lunigiana-dop-modifica-ordinaria-disciplinare-guri-n-157/">Farina di castagne della Lunigiana DOP, modifica ordinaria disciplinare &#8211; GURI n. 157</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lucca DOP &#8211; Olio EVO, autorizzazione organismo TCA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/lucca-dop-olio-evo-autorizzazione-organismo-tca-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 08:52:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo denominato TCA &#8211; Toscana Certificazione Agroalimentare s.r.l. ad effettuare i controlli per la denominazione di origine protetta &#8220;Lucca&#8221; riferita all&#8217;olio extra vergine di oliva. registrata in ambito Unione europea con Regolamento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo denominato TCA &#8211; Toscana Certificazione Agroalimentare s.r.l. ad effettuare i controlli per la denominazione di origine protetta &#8220;Lucca&#8221; riferita all&#8217;olio extra vergine di oliva. registrata in ambito Unione europea con Regolamento (CE) n. 1845 della Commissione del 22 ottobre 2004. L’autorizzazione di cui all’art. 1 ha durata triennale e decorre dal 13 luglio 2026. D.M. 334709 del 09/07/2026</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24863" target="_blank" rel="noopener">www.masaf.gov.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/lucca-dop-olio-evo-autorizzazione-organismo-tca-2/">Lucca DOP &#8211; Olio EVO, autorizzazione organismo TCA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fagiolo di Sorana IGP, autorizzazione organismo ICEA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/fagiolo-di-sorana-igp-autorizzazione-organismo-icea-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?post_type=normativa&#038;p=525253</guid>

					<description><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo denominato ICEA &#8211; Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale ad effettuare i controlli per il Fagiolo di Sorana IGP, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (UE) n. 1018 della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/fagiolo-di-sorana-igp-autorizzazione-organismo-icea-2/">Fagiolo di Sorana IGP, autorizzazione organismo ICEA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo denominato ICEA &#8211; Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale ad effettuare i controlli per il <strong>Fagiolo di Sorana IGP</strong>, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (UE) n. 1018 della Commissione del 13 giugno 2002. L’autorizzazione ha durata triennale e decorre dalla data del presente decreto. DM 328234 del 07/07/2026</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24844" target="_blank" rel="noopener">www.masaf.gov.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/fagiolo-di-sorana-igp-autorizzazione-organismo-icea-2/">Fagiolo di Sorana IGP, autorizzazione organismo ICEA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Castagna del Monte Amiata IGP, domanda modifica disciplinare &#8211; GURI n. 153</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/castagna-del-monte-amiata-igp-domanda-modifica-disciplinare-guri-n-153/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 07:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?post_type=normativa&#038;p=525005</guid>

					<description><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Domanda di modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta Castagna del Monte Amiata IGP Fonte: GURI n. 153 del 04/07/2026</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/castagna-del-monte-amiata-igp-domanda-modifica-disciplinare-guri-n-153/">Castagna del Monte Amiata IGP, domanda modifica disciplinare &#8211; GURI n. 153</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Domanda di modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta <strong>Castagna del Monte Amiata IGP</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-07-04&amp;atto.codiceRedazionale=26A03325&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noopener">GURI n. 153 del 04/07/2026</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/castagna-del-monte-amiata-igp-domanda-modifica-disciplinare-guri-n-153/">Castagna del Monte Amiata IGP, domanda modifica disciplinare &#8211; GURI n. 153</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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