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	<title>Veneto &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Veneto &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Asparago Bianco di Bassano DOP, modifica ordinaria disciplinare &#8211; GURI n. 169</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/asparago-bianco-di-bassano-dop-modifica-ordinaria-disciplinare-guri-n-169/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 07:35:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Modifica ordinaria al disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta Asparago Bianco di Bassano DOP Fonte: GURI n. 169 del 23/07/2026</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Modifica ordinaria al disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta <strong>Asparago Bianco di Bassano DOP</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-07-23&amp;atto.codiceRedazionale=26A03672&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noopener">GURI n. 169 del 23/07/2026</a></p>
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		<title>Adattarsi ai cambiamenti climatici: cosa influenza le scelte dei produttori di Indicazioni Geografiche?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/adattarsi-ai-cambiamenti-climatici-cosa-influenza-le-scelte-dei-produttori-di-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio dell’Università di Padova indaga la propensione all’adattamento al cambiamento climatico dei produttori IG veneti, dimostrando come il rigore dei disciplinari DOP non freni la resilienza Il cambiamento climatico è ormai una realtà che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio dell’Università di Padova indaga la propensione all’adattamento al cambiamento climatico dei produttori IG veneti, dimostrando come il rigore dei disciplinari DOP non freni la resilienza</em></p>
<p>Il cambiamento climatico è ormai una realtà che impatta tutti, ma in modo particolare l’agricoltura. Durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima (COP27, nel 2022), è stato sottolineato quanto sia fondamentale condividere buone pratiche di adattamento, soprattutto tra produttori e istituzioni pubbliche. Adattarsi ai cambiamenti climatici significa modi­ficare le proprie pratiche per ridurre i danni o sfruttare eventuali vantaggi (IPCC, 2014). In agricoltura, queste strategie possono essere molto diverse: si va dall’uso di nuove tecnologie alla scelta di colture più resistenti, dal cam­biamento dei calendari di raccolta fino a decisioni più profonde sulla gestio­ne aziendale.</p>
<p>Per i produttori di Indicazioni Geografiche – come le DOP e le IGP – adattarsi è ancora più complesso. Questi prodotti, infatti, sono legati in modo stretto al territorio e alle sue condizioni climatiche e ambientali. Cambiare un disci­plinare di produzione – che regola confini geografici dell’area di produzio­ne, varietà coltivate, date di raccolta – è difficile, lungo e richiede l’accordo di molti attori. Questo rende le IG particolarmente vulnerabili: la capacità di adattamento, infatti, dipende dalla volontà e dalla possibilità degli attori loca­li di innovare, entro i limiti imposti dal disciplinare di produzione. Nonostante la centralità del tema, gli studi in merito sono ancora limitati, soprattutto nei Paesi ad alto reddito. Molti studi si concentrano sul vino, ma si sa poco sulle scelte di adattamento delle altre produzioni agroalimentari certificate (es. si vedano in merito i lavori di Marescotti et al., 2020; Henry, 2023).</p>
<blockquote><p><strong>Dana Salpina</strong><br />
Ricercatrice presso l&#8217;Euro-Mediterranean Center on Climate Change (CMCC) e professoressa a contratto presso l’Università degli Studi di Padova.</p>
<p><strong>Francesco Pagliacci</strong><br />
Professore Associato in Economia Agraria presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) dell’Università degli Studi di Padova.</p></blockquote>
<p>Questo studio tenta di colmare questa lacuna di conoscenza, analizzando le strategie di adattamento locale nel contesto delle IG agroalimentari nella Regione Veneto. Obiettivo del lavoro è quello di rispondere a due domande di ricerca: Quali strategie di adattamento vengono adottate? Cosa spinge (o frena) i produttori nel fare queste scelte? Attraverso un que­stionario online, rivolto ai produttori di IG agroalimentari, si è cercato di testare come l&#8217;adattamento ruoti attorno alla com­plessa interazione di diversi fattori, suddivisibili in quattro ambiti principali: i) Caratteristiche socio-demografiche dei produttori (ad esempio, età, sesso e livello di istruzione); ii) Gestione aziendale (agricoltori a tempo pieno vs. part-time) e partecipazione a reti sociali; iii) Caratteristiche del prodotto (produzioni vegetali vs. animali, produzioni DOP vs. IGP); iv) entità e percezione del cambiamento climatico.</p>
<h4>Metodologia</h4>
<p>L’analisi si concentra sulla Regione Veneto non solo per l’importanza che le IG agroalimentari rivestono nell’eco­nomia della regione (nei comuni della regione possono essere prodotte 18 DOP e 18 IGP agroalimentari) (ISME­A-Qualivita, 2022) ma anche perché la regione è partico­larmente esposta agli effetti del clima che cambia: si re­gistrano temperature più alte, piogge meno prevedibili e più eventi estremi. Ai produttori di IG agroalimentari della Regione Veneto – con il supporto di Consorzi e Or­ganizzazioni di Produttori (OP) – è stato somministrato un questionario online. Dopo una fase pilota (dicembre 2021), l’indagine è stata condotta tra gennaio e agosto 2022. Complessivamente, sono state raccolte 183 rispo­ste, ma solo 137 sono state quelle valide. Il campione fi­nale comprende 29 produttori di IG animali (ad esempio, formaggi, prodotti a base di carne) e 108 produttori di IG vegetali (ad esempio, ciliegie, radicchio).</p>
<p>Dopo una prima analisi delle statistiche descrittive, rela­tivamente a percezione di cambiamenti climatici, eventi estremi e pratiche di adattamento, un modello econo­metrico logit multinomiale è stato utilizzato per analizzare i fattori che possono influenzare la disponibilità ad adottare strategie di adattamento a livello aziendale. Sono stati stimati diversi modelli, usando una stessa va­riabile dipendente, rappresentata dalla distinzione tra: i) avere già adottato misure di adattamento; ii) avere in­tenzione di farlo in futuro e iii) non avere intenzione di adottare tali misure. Tra le variabili esplicative testate, sono state incluse: caratteristiche socio-demografiche, gestione aziendale e reti, caratteristiche del prodotto, percezione e dati sul cambiamento climatico (oltre a una variabile di controllo sull’altitudine).</p>
<h4>Risultati</h4>
<p>La <strong>Tabella 1 </strong>riporta le principali statistiche descrittive del campione di 137 produttori intervistati, con rife­rimento alle caratteristiche socio-demografiche, alla gestione dell&#8217;azienda e reti sociali e alle caratteristiche del prodotto. Inoltre, rispetto al cambiamento climati­co, i dati forniti da Ferrari e Gjergji (2020) e alcune del­le variabili accessorie raccolte nel sondaggio aiutano a caratterizzarne la portata. In media, i comuni in cui sono localizzati i terreni dei produttori hanno registrato un aumento pari a +2,7 °C, nel confronto tra 1961-1970 e 2009-2018. Inoltre, questi cambiamenti si vedono: il 90% dei produttori ha notato cambiamenti concreti nel clima. In particolare, preoccupano le piogge sempre più irregolari (per l’80% circa dei produttori), le temperatu­re in aumento, gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.</p>
<p>Tuttavia, l’adattamento è ancora parziale: solo un pro­duttore su quattro ha già adottato misure di adattamen­to, mentre uno su tre circa pensa di farlo in futuro. Tra le misure più comuni ci sono le assicurazioni agricole e il ricorso ad attività di formazione tecnica e di consulenza. I produttori di IG vegetali puntano su nuove varietà, mi­glior gestione dell’irrigazione e dei parassiti. Quelli di IG animali investono su impianti di raffrescamento in stalla e sull’importazione di foraggio.</p>
<p>Analizzando i dati, lo studio ha poi individuato i princi­pali fattori che spingono un produttore a implementare misure di adattamento o meno. Nello studio, sono stati stimati 5 distinti modelli econometrici. I risultati mo­strano che il livello di istruzione è tra i principali fattori che influenzano la scelta di adattarsi ai cambiamenti cli­matici (rispetto all’opzione di non adattare): chi ha stu­diato in ambito agrario è molto più propenso ad adottare misure di adattamento. Anche il tipo di lavoro agricolo è importante: chi lavora a tempo pieno è più coinvolto e disposto a innovare (anche in termini di adattamento) rispetto a chi ha un’attività agricola part-time. Per quan­to riguarda il tipo di IG, i produttori di IG vegetali sono meno propensi ad adattare rispetto ai produttori di IG animali. Infine, l’esperienza diretta del cambiamento cli­matico conta: chi vede con i propri occhi gli effetti del clima tende ad agire. Un risultato interessante riguarda invece il tipo di certificazione (DOP o IGP). Contraria­mente a quanto si potrebbe pensare, la maggiore rigidi­tà dei disciplinari DOP non sembra frenare l’adattamen­to più di quanto accada per le IGP.</p>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>Analizzando le strategie di adattamento al cambiamen­to climatico da parte dei produttori di IG agroalimen­tari nella Regione Veneto emergono alcune indicazioni di interesse. Nonostante un’elevata consapevolezza del cambiamento climatico, solo il 50% dei produttori ha adottato o intende adottare misure di adattamento. Tutti i principali fattori esplicativi utilizzati nel model­lo risultano importanti per spiegare tali scelte, mentre appare in parte inatteso il ruolo giocato dal tipo di cer­tificazione (DOP o IGP), che non risulta significativo. Tuttavia, questo risultato sembra essere supportato anche dall&#8217;analisi delle principali barriere osservate dai produttori: i soggetti intervistati sono infatti molto più preoccupati dalla mancanza di risorse finanziarie o dalle difficoltà di accesso ai fondi pubblici (ad esempio, quel­li della Politica di Sviluppo Rurale). Anche i problemi di scarsa informazione e limitata diffusione della cono­scenza sembrano rappresentare una barriera al processo di adattamento.</p>
<p>Di conseguenza, emergono alcune indicazioni pratiche, non solo per il contesto regionale ma anche per quello di altri territori. L’analisi suggerisce che, oltre a mag­giori risorse economiche e un accesso semplificato ai fondi pubblici (ad esempio nella nuova PAC 2023–2027) è altresì fondamentale migliorare la diffusione delle informazioni, ad esempio sull’efficacia delle nuove tec­nologie o su come altri produttori o altri sistemi di IG affrontano gli stessi problemi e gli stessi rischi. Le reti di collaborazione tra produttori (peer-to-peer) e le attività di formazione possono fare la differenza. In particola­re, i Consorzi e OP devono avere un ruolo attivo, anche come “mediatori di innovazione”, facilitando il dialogo tra agricoltori e mondo della ricerca.</p>
<p>In sintesi, il cambiamento climatico è una sfida concreta per i produttori di IG. Lo studio mostra che la volontà di adattarsi c’è, ma non è ancora diffusa quanto servirebbe. La buona notizia è che educazione, esperienza e colla­borazione possono fare da motore del cambiamento. Le politiche pubbliche, quindi, dovrebbero puntare non solo su finanziamenti, ma anche su formazione, condivi­sione delle conoscenze e sostegno alle reti locali, facili­tando il trasferimento delle conoscenze. Infine, sarebbe importante che ulteriori studi replicassero l&#8217;indagine in altri Paesi o regioni, oppure estendessero il confronto anche a gruppi di produttori che operano al di fuori de­gli schemi di qualità, contribuendo così ad aumentare e a diffondere la conoscenza su questi temi così importanti.</p>
<blockquote>
<h4>RIFERIMENTI RICERCA</h4>
<p><strong>Titolo<br />
</strong>Adapting to climate change: what really drives the choices of the producers of Geographical Indications?</p>
<p><strong>Autore<br />
</strong>F. Pagliacci, D. Salpina</p>
<p><strong>Fonte<br />
</strong>Bio-based and Applied Economics 13(3) 265-283<br />
Doi: https://doi.org/10.36253/bae-15221</p>
<p><strong>Abstract </strong></p>
<p>In un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti climatici, si fa sempre più pressante l’esigenza di individuare le migliori prati­che di adattamento ai cambiamenti climatici in agricoltura e di comprendere i fattori che determinano la disponibilità dei pro­duttori ad attuare strategie di adattamento. Molti studi prendono in esame esclusivamente l’agricoltura tradizionale e settori specifici (ad esempio, quello vitivinicolo), mentre è stata prestata scarsa attenzione ai prodotti certificati e di alta qualità nel loro complesso. Per colmare questa lacuna di conoscenza, nel 2022 è stata condotta un&#8217;indagine online basata su un questio­nario rivolta a 137 produttori di prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica nella Regione Veneto (Italia nord-orientale). Utilizzando un modello logit multinomiale, questo studio evidenzia i fattori che spiegano le strategie di adattamento distin­guendo tre casi: (i) agricoltori che hanno implementato strategie di adattamento; (ii) agricoltori che intendono implementarle in futuro; (iii) agricoltori che non le hanno né attuate né intendono farlo. I risultati suggeriscono che le caratteristiche socio-de­mografiche, in particolare l’istruzione, sono rilevanti, con i produttori in possesso di un diploma di scuola superiore in agri­coltura che mostrano una maggiore disponibilità ad adattarsi. Inoltre gli agricoltori a tempo pieno presentano una maggiore probabilità di aver già attuato strategie di adattamento. Infine, anche l’osservazione diretta dei cambiamenti climatici nell’area di produzione influenza le decisioni di adattamento degli agricoltori</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Ferrari, L., Gjergji, O. (2020). Il riscaldamento climatico in Europa, comune per comune. In: European Data Journalism Network. Available at: https://www.europeandatajournalism.eu/ita/Notizie/Data-news/Il-riscaldamento-climatico-in-Europa-comune-per-comune (last accessed on 19th December 2022).</li>
<li>Henry, L. (2023). Adapting the designated area of geographical indications to climate change. American Journal of Agricultural Economics 105, 1088-1115. https://doi.org/10.1111/ajae.12358.</li>
<li>IPCC (2014). Annex II: Glossary. IPCC: Geneva (CH). https://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/2018/02/WGIIAR5-AnnexII_FINAL.pdf (last accessed on 20th December 2022).</li>
<li>Ismea-Qualivita (2022). Rapporto sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP IGP STG. Fondazione Qualivita, Siena, Italia. https://www.qualivita.it/osservatorio/rapporto-ismea-qualivita/#toggle-id-1 (last accessed on 18th December 2022).</li>
<li>Marescotti, A., Quiñones-Ruiz, X.F., Edelmann, H., Belletti, G., Broscha, K., Altenbuchner, C., Penker, M., Scaramuzzi, S. (2020). Are Protected Geographical Indications Evolving Due to Environmentally Related Justifications? An Analysis of Amendments in the Fruit and Vegetable Sector in the European Union. Sustainability 12(9), 3571. https://doi.org/10.3390/su12093571.</li>
<li>Salpina, D., Pagliacci, F. (2022b). Are We Adapting to Climate Change? Evidence from the High-Quality Agri-Food Sector in the Veneto Region. Sustainability 14(18), 11482. https://doi.org/10.3390/su141811482.</li>
</ol>
</blockquote>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-02/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2026 n°02</strong></a></p>
<div class="entry-content">
<div class="entry-content">
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Adattarsi-ai-cambiamenti-climatici_Consortium-31.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L’ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Provolone Valpadana DOP, conferma incarico al Consorzio &#8211; GURI n. 144</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/provolone-valpadana-dop-conferma-incarico-al-consorzio-guri-n-144-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 07:28:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Conferma dell&#8217;incarico al Consorzio tutela Provolone Valpadana a svolgere le funzioni di cui all&#8217;articolo 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128, come modificato dall&#8217;art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Conferma dell&#8217;incarico al Consorzio tutela Provolone Valpadana a svolgere le funzioni di cui all&#8217;articolo 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128, come modificato dall&#8217;art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per il <strong>Provolone Valpadana DOP</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-06-24&amp;atto.codiceRedazionale=26A03090&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noopener">GURI n. 144 del 24/06/2026</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/provolone-valpadana-dop-conferma-incarico-al-consorzio-guri-n-144-2/">Provolone Valpadana DOP, conferma incarico al Consorzio &#8211; GURI n. 144</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pesca di Verona IGP, autorizzazione organismo denominato CSQA Certificazioni Srl</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/pesca-di-verona-igp-autorizzazione-organismo-denominato-csqa-certificazioni-srl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo denominato &#8220;CSQA Certificazioni Srl&#8221; ad effettuare i controlli per la Pesca di Verona IGP, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (UE) n. 30 della Commissione del 14 gennaio 2010. L’autorizzazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo denominato &#8220;CSQA Certificazioni Srl&#8221; ad effettuare i controlli per la <strong>Pesca di Verona IGP</strong>, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (UE) n. 30 della Commissione del 14 gennaio 2010. L’autorizzazione ha durata triennale e decorre dal 28 giugno 2026. DM 305548 del 24/06/2026</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24799" target="_blank" rel="noopener">www.masaf.gov.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/pesca-di-verona-igp-autorizzazione-organismo-denominato-csqa-certificazioni-srl/">Pesca di Verona IGP, autorizzazione organismo denominato CSQA Certificazioni Srl</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Provolone Valpadana DOP, comunicazione approvazione modifica ordinaria disciplinare &#8211; GUUE C del 22/06/2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/provolone-valpadana-dop-comunicazione-approvazione-modifica-ordinaria-disciplinare-guue-c-del-22-06-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?post_type=normativa&#038;p=524128</guid>

					<description><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare di un&#8217;indicazione geografica conformemente all&#8217;articolo 5, paragrafo 4, del regolamento delegato (UE) 2025/27 della Commissione Provolone Valpadana DOP Fonte: GUUE C del 22/06/2026</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/provolone-valpadana-dop-comunicazione-approvazione-modifica-ordinaria-disciplinare-guue-c-del-22-06-2026/">Provolone Valpadana DOP, comunicazione approvazione modifica ordinaria disciplinare &#8211; GUUE C del 22/06/2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare di un&#8217;indicazione geografica conformemente all&#8217;articolo 5, paragrafo 4, del regolamento delegato (UE) 2025/27 della Commissione <strong>Provolone Valpadana DOP</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/C/2026/3255/oj" target="_blank" rel="noopener">GUUE C del 22/06/2026</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/provolone-valpadana-dop-comunicazione-approvazione-modifica-ordinaria-disciplinare-guue-c-del-22-06-2026/">Provolone Valpadana DOP, comunicazione approvazione modifica ordinaria disciplinare &#8211; GUUE C del 22/06/2026</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asparago bianco di Bassano DOP, domanda modifica disciplinare &#8211; GURI n. 132</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/asparago-bianco-di-bassano-dop-domanda-modifica-disciplinare-guri-n-132/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 07:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?post_type=normativa&#038;p=523302</guid>

					<description><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Domanda di modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta Asparago bianco di Bassano DOP Fonte: GURI n. 132 del 10/06/2026</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Domanda di modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta <strong>Asparago bianco di Bassano DOP</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-06-10&amp;atto.codiceRedazionale=26A02870&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noopener">GURI n. 132 del 10/06/2026</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grana Padano DOP protagonista al Salon du Fromage et des Produits Laitiers</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/grana-padano-dop-protagonista-al-salon-du-fromage-et-des-produits-laitiers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 07:40:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=522989</guid>

					<description><![CDATA[<p>Berni: “A Parigi portiamo il valore, la qualità e la versatilità del Grana Padano DOP al centro del dialogo internazionale sul settore caseario.” Dal 7 al 9 giugno il Consorzio Tutela Grana Padano sarà presente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Berni: “A Parigi portiamo il valore, la qualità e la versatilità del Grana Padano DOP al centro del dialogo internazionale sul settore caseario.”</em></p>
<p>Dal 7 al 9 giugno il Consorzio Tutela Grana Padano sarà presente al <strong>Salon du Fromage et des Produits Laitiers</strong>, appuntamento professionale di riferimento per la filiera lattiero-casearia, in programma a <strong>Paris Expo – Porte de Versailles</strong>. Giunta alla <strong>19ª edizione</strong>, la manifestazione riunirà per tre giorni oltre <strong>300 espositori</strong>, <strong>450 marchi</strong> e aziende provenienti da <strong>15 Paesi</strong>, confermandosi un luogo di incontro strategico per produttori, buyer, distributori, retailer e operatori della ristorazione interessati a qualità, origine, innovazione e nuove tendenze del settore.</p>
<p>Per il Consorzio si tratta della <strong>seconda partecipazione al Salon du Fromage</strong>, a conferma dell’importanza dell’evento come occasione di confronto con gli operatori internazionali e di promozione delle eccellenze DOP italiane.</p>
<p>A Parigi, il Consorzio accoglierà i visitatori presso lo <strong>stand P017</strong>, dove sarà possibile partecipare a degustazioni e scoprire da vicino le caratteristiche distintive, la qualità e la versatilità del <strong>Grana Padano DOP</strong>, uno dei formaggi più rappresentativi della tradizione casearia italiana.</p>
<p>“La presenza al Salon du Fromage et des Produits Laitiers rappresenta per Grana Padano DOP un’importante occasione di incontro con professionisti e operatori del settore caseario internazionale”, commenta <strong>Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio Tutela Grana Padano</strong>. “Parigi è una piazza strategica per raccontare il valore di una DOP che unisce tradizione, qualità certificata e cultura del territorio. Attraverso degustazioni e momenti di confronto vogliamo continuare a promuovere la versatilità del Grana Padano DOP e rafforzare il dialogo con buyer, distributori, retailer e operatori della ristorazione.”</p>
<p>La partecipazione al Salon du Fromage sarà inoltre un’occasione per condividere i valori che caratterizzano il Grana Padano DOP: il legame con il territorio, il rispetto della ricetta tradizionale, la qualità garantita dal disciplinare e il ruolo di una filiera simbolo del Made in Italy agroalimentare.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.granapadano.it/it-it/il-mondo-di-grana-padano/fiere/salon-du-fromage-2026/?_gl=1*1e3kn6m*_up*MQ..*_ga*MTQ1NTMyMjEyOC4xNzgwOTA0MTg5*_ga_8Y859MSQVC*czE3ODA5MDQxODgkbzEkZzAkdDE3ODA5MDQxOTkkajQ5JGwwJGgxODc5NzEzNjE0" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/20260608_RS_Grana-Padano-Salon-du-Fromage.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cozza di Scardovari DOP, autorizzazione organismo CSQA Certificazioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/cozza-di-scardovari-dop-autorizzazione-organismo-csqa-certificazioni-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
		<category><![CDATA[pesci e molluschi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?post_type=normativa&#038;p=522953</guid>

					<description><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione a &#8220;CSQA Certificazioni Srl&#8221; ad effettuare i controlli per la Cozza di Scardovari DOP, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (UE) n. 1200 della Commissione del 25 novembre 2013. L’autorizzazione ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione a &#8220;CSQA Certificazioni Srl&#8221; ad effettuare i controlli per la <strong>Cozza di Scardovari DOP</strong>, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (UE) n. 1200 della Commissione del 25 novembre 2013. L’autorizzazione ha durata triennale e decorre dal 9 giugno 2026. D.M. 267037 del 04/06/2026</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24677" target="_blank" rel="noopener">www.masaf.gov.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/cozza-di-scardovari-dop-autorizzazione-organismo-csqa-certificazioni-2/">Cozza di Scardovari DOP, autorizzazione organismo CSQA Certificazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP, autorizzazione organismo CSQA Certificazioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/miele-delle-dolomiti-bellunesi-dop-autorizzazione-organismo-csqa-certificazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:06:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?post_type=normativa&#038;p=521528</guid>

					<description><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo denominato &#8220;CSQA Certificazioni Srl&#8221; ad effettuare i controlli per il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (UE) n. 241 della Commissione dell’11 marzo 2011. L’autorizzazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/miele-delle-dolomiti-bellunesi-dop-autorizzazione-organismo-csqa-certificazioni/">Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP, autorizzazione organismo CSQA Certificazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo denominato &#8220;CSQA Certificazioni Srl&#8221; ad effettuare i controlli per il <strong>Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP</strong>, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (UE) n. 241 della Commissione dell’11 marzo 2011. L’autorizzazione ha durata triennale e decorre dal 17 maggio 2026. D.M. 229896 del 14/05/2026</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24594" target="_blank" rel="noopener">www.masaf.gov.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/miele-delle-dolomiti-bellunesi-dop-autorizzazione-organismo-csqa-certificazioni/">Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP, autorizzazione organismo CSQA Certificazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Nuovi turisti a caccia dei prodotti DOP. Il Veneto la regione più attrattiva</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nuovi-turisti-a-caccia-dei-prodotti-dop-il-veneto-la-regione-piu-attrattiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 07:33:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=520951</guid>

					<description><![CDATA[<p>Turismo DOP decisivo per i territori: filiere produttive solide, attrattività turistica consolidata e Consorzi di tutela strutturati svolgono un ruolo attivo di governance territoriale C&#8217;è una nuova esperienza di turismo che sta prendendo sempre più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nuovi-turisti-a-caccia-dei-prodotti-dop-il-veneto-la-regione-piu-attrattiva/">Nuovi turisti a caccia dei prodotti DOP. Il Veneto la regione più attrattiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Turismo DOP decisivo per i territori: filiere produttive solide, attrattività turistica consolidata e Consorzi di tutela strutturati svolgono un ruolo attivo di governance territoriale</em></p>
<p>C&#8217;è <strong>una nuova esperienza di turismo</strong> che sta prendendo sempre più piede e che è legata alle eccellenze dell&#8217;agroalimentare. Si tratta del<strong> Turismo DOP</strong>, ovvero di coloro che scelgono una meta in base a quanti e quali prodotti DOP si possono gustare. Per fare un esempio restando a Nordest, l&#8217;altopiano di Asiago per il tipico formaggio o San Daniele per il prosciutto crudo. E proprio <strong>il Veneto è la regione leader in Italia</strong> per questo tipo di fruizione turistica, il Trentino Alto Adige è ottavo, il Friuli Venezia Giulia dodicesimo, con un trend di crescita.</p>
<p>Lo testimonia il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-turismo-dop-2026-download/" target="_blank" rel="noopener"><strong>secondo rapporto sul Turismo DOP</strong></a>, pubblicato da Fondazione Qualivita, in collaborazione con Origin Italia e con il supporto del Masaf per monitorare le attività di turismo enogastronomico legate ai prodotti agroalimentari a indicazione geografica e al lavoro dei Consorzi di tutela.</p>
<h4>Il Turismo DOP cresce in 16 regioni su 20, con Veneto, Toscana ed Emilia Romagna ai vertici</h4>
<p>Nel 2025 sono state <strong>667 le attività di cui 292 eventi</strong> (+ 26% sul 2024) tra feste, degustazioni, festival culturali e sportrealizzati da 367 Consorzi di tutela. <strong>La Cucina italiana</strong>, riconosciuta pochi mesi fa patrimonio dell&#8217;Unesco, diventa un potenziale nuovo driver di sviluppo del Turismo DOP.</p>
<p>I fattori decisivi, per rendere un territorio accattivante da questo punto di vista, si confermano la presenza di filiere produttive solide, un&#8217;attrattività turistica consolidata e, soprattutto, <strong>Consorzi di tutela strutturati</strong> e riconosciuti capaci di svolgere un ruolo attivo di governance territoriale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.messaggeroveneto.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Messaggero Veneto</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nuovi-turisti-a-caccia-dei-prodotti-dop-il-veneto-la-regione-piu-attrattiva/">Nuovi turisti a caccia dei prodotti DOP. Il Veneto la regione più attrattiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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