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	<title>Firenze &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Firenze &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Expo Chianti Classico: primi brindisi in piazza per la candidatura Unesco</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/expo-chianti-classico-primi-brindisi-in-piazza-per-la-candidatura-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 06:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio agricolo]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentazione nel pomeriggio della candidatura Unesco per il Paesaggio e le Ville del Chianti Classico. Taglio del nastro, oggi, per la rassegna Expo del Chianti Classico una serie di eventi che andranno avanti fino a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentazione nel pomeriggio della candidatura Unesco per il Paesaggio e le Ville del Chianti Classico.</em></p>
<p>Taglio del nastro, oggi, per la <strong>rassegna Expo del Chianti Classico</strong> una serie di eventi che andranno avanti fino a domenica. Nel corso del pomeriggio si terrà la presentazione della <strong>candidatura italiana Unesco per il Paesaggio del Sistema delle Ville Fattorie del Chianti Classico</strong>.</p>
<p>Dalle 18 saranno gli Amici dì Chianti ad allietare appassionati e visitatori suonando e cantando per le vie del centro storico. Domani <strong>festeggiamenti del compleanno per i 100 anni del Consorzio Chianti Classico</strong> con la maxi torta offerta a tutti i partecipanti (alle 16).</p>
<p>Poi nella sala consiliare del palazzo comunale Leonardo Romanelli condurrà alla scoperta della piramide qualitativa del Gallo Nero, quindi asta di beneficenza battuta da Lorenzo Baglioni in occasione dei 500 anni dal viaggio di Giovanni da Verrazzano che scoprì la baia di New York.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nazione &#8211; Firenze</strong></p>
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		<title>Le ville-fattoria del Chianti Classico più vicine al riconoscimento Unesco</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/le-ville-fattoria-del-chianti-classico-piu-vicine-al-riconoscimento-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 07:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio agricolo]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il paesaggio del sistema delle ville-fattoria del Chianti Classico sempre più vicino al riconoscimento Unesco, il consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana Unesco ha inviato la candidatura alla valutazione preliminare del Centro del Patrimonio Mondiale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il paesaggio del sistema delle ville-fattoria del Chianti Classico sempre più vicino al riconoscimento Unesco, il consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana Unesco ha inviato la candidatura alla valutazione preliminare del Centro del Patrimonio Mondiale Unesco.</em></p>
<p>Un altro passo verso il <strong>riconoscimento Unesco per il paesaggio del sistema delle ville-fattoria del Chianti Classico</strong>. Il <strong>consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana</strong> per l&#8217;Unesco ha infatti deciso di <strong>inviare la candidatura alla valutazione preliminare</strong> del Centro del Patrimonio Mondiale Unesco a Parigi.</p>
<p>La richiesta di riconoscimento si fonda sulla <strong>valorizzazione degli elementi culturali che stanno alla base di un sistema costituito da oltre 150 ville-fattoria</strong> che hanno conservato fino a oggi il sistema agricolo e forestale attraverso i secoli.</p>
<p>Come spiega <strong>Tessa Capponi-Borawska</strong>, che è <strong>presidente della Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico</strong>, il fine ultimo è in particolare &#8220;preservare un territorio magico come il Chianti Classico alle generazioni future&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
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		<title>100 anni di Chianti Classico: è il Consorzio più antico d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/100-anni-di-chianti-classico-e-il-consorzio-piu-antico-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 08:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gallo Nero festeggerà a maggio il centenario dalla fondazione, avvenuta nel 1924 grazie a trentatré pionieri dotati di incredibile visione. Non tutti i Consorzi possono contare sulla forza visiva di un logo riconoscibile. Presente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Gallo Nero festeggerà a maggio il centenario dalla fondazione, avvenuta nel 1924 grazie a trentatré pionieri dotati di incredibile visione. Non tutti i Consorzi possono contare sulla forza visiva di un logo riconoscibile. Presente, passato e futuro dell&#8217;ente toscano nelle parole del direttore Carlotta Gori, in Consorzio da 28 anni.</em></p>
<p>Certe storie si giudicano da come finiscono. Altre da come iniziano, si rinnovano e si evolvono senza invecchiare mai, nel moto perpetuo di scelte visionarie capaci di sfidare il tempo e i tempi. Intrecciandosi magicamente con altre storie senza rughe.</p>
<p>Se il <strong>Consorzio Chianti Classico</strong> copie <strong>100 anni nel 2024</strong>, è perché trentatré produttori, <strong>nel 1924</strong>, decisero di riunirsi a <strong>Radda</strong> per difendere <strong>un vino unico</strong>, prodotto in un territorio delimitato sin dal 1716 dal <strong>Bando di Cosimo III de’ Medici</strong>, sulla base della qualità superiore delle uve ottenute in quell’areale.</p>
<p>È proprio a partire da quell’intuizione &#8211; che sa tanto di “denominazione di origine controllata” ante litteram &#8211; che l’epopea del “<strong>Consorzio per la difesa del vino Chianti e della sua marca di origine</strong>” prese vita in Toscana.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.italiaatavola.net/winemag/2024/1/27/100-anni-di-chianti-classico-1924-2024-consorzio-piu-antico-d-italia/102634/" target="_blank" rel="noopener">Italia a Tavola</a></strong></p>
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		<title>Chianti Classico DOP tra le denominazioni più premiate dalla critica</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/chianti-classico-dop-tra-le-denominazioni-piu-premiate-dalla-critica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 14:32:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Premiazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Chianti Classico DOP si è affermato come una delle denominazioni più premiate, con punte di eccellenza da punteggio perfetto, ma in generale il numero davvero alto è quello dei produttori che hanno ricevuto riconoscimenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Chianti Classico DOP si è affermato come una delle denominazioni più premiate, con punte di eccellenza da punteggio perfetto, ma in generale il numero davvero alto è quello dei produttori che hanno ricevuto riconoscimenti dalla critica.</em></p>
<p>Ormai è difficile aprire un sito o una rivista di settore che non parli di <strong>Chianti Classico DOP</strong>. E in periodo di recensioni, si può dire che il Chianti Classico quest’anno ha fatto l’en plein.</p>
<p>Scorrendo la critica americana, spicca la <strong>TOP100 di Wine Spectator</strong>, dove la nostra <strong>denominazione è la più presente al mondo</strong> con ben sette referenze. La rivista nel report annuale sulla Toscana ha recensito <strong>164 vini del Gallo Nero, con punteggi spesso altissimi</strong> (il 28% dei vini con punteggi superiori ai 95 punti è firmato Gallo Nero).</p>
<p>La testata <strong>Wine Advocate</strong> ha scelto una via diversa, focalizzando l’attenzione su una <strong>Unità Geografica Aggiuntiva</strong> all’anno, e stendendo report esaustivi, dedicando quello del 2023 a <strong>Lamole</strong>.</p>
<p><strong>Antonio Galloni su Wine Advocate</strong> che include ben 22 vini con punteggio pari o superiore ai 95 punti, nelle tre tipologie di Chianti Classico DOP, si esprime in maniera entusiasta sulla vendemmia 2021 e sulla qualità generale che la zona di produzione è capace di esprimere, “The wines have never been better, as evidenced by both the growing number of estates making gorgeous Chianti Classicos and the stylistic breadth those wines encompass. The 2021s in particular are some of the most exciting young wines I have tasted in more than 25 years of visiting the region”.</p>
<p><strong>James Suckling</strong>, che ha firmato il primo 100/100 a vino Gallo Nero 4 anni fa, ha pubblicato nel corso dell’anno <strong>oltre 400 recensioni di vini Gallo Nero</strong>, la cui quasi totalità supera i 90 punti.</p>
<p>Sempre in tema 100/100, ci sono stati <strong>due vini premiati con il massimo punteggio</strong>, il Chianti Classico Gran Selezione 2019 di Monteraponi, a opera della celebre critica americana Kerin O’Keefe, e l’altro in terra italica, il Chianti Classico Gran Selezione il Poggio 2018 di Castello di Monsanto, da parte del critico Luca Gardini, curatore della Guida de L’Espresso e miglior sommelier del mondo.</p>
<p>Con questo volgiamo lo sguardo alla critica italiana. Altro record per il Chianti Classico, con <strong>25 Tre Bicchieri</strong>, prima denominazione d’Italia ex aequo con il Barolo. La palma toscana va alla denominazione Chianti Classico anche secondo <strong>Doctor Wine</strong>, alias Daniele Cernilli.</p>
<p>Nel resto di Europa da notare oltremanica la rivista <strong>Decanter</strong> con ben due articoli, di cui uno sulla capacità di invecchiamento del Chianti Classico, mentre l’altro è un esteso report sui vini degustati durante la Chianti Classico Collection, a firma dell’Ambassador ad honorem <strong>Michaela Morris</strong>. Sulla stampa dei cugini francesi è da menzionare l’articolo sulle Unità Geografiche Aggiuntive pubblicato sulla prestigiosa <strong>Revue du Vin de France</strong> nel numero di dicembre.</p>
<p>Nel contempo si allarga la rosa dei critici interessati al Chianti Classico DOP, con <strong>Sarah Heller MW per Club Oenologique</strong>, rivista patinata del buon vivere, e <strong>Audrey Frick</strong> per l’omonima testata on line di Jeb Dunnuck: lo sguardo degli USA è sempre più rivolto alle colline del Chianti Classico DOP.</p>
<p>In conclusione, sono sempre di più i produttori premiati con punteggi elevati: per usare una metafora sportiva, vince la squadra. In questo caso, in maglia Gallo Nero.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.chianticlassico.com/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio vino Chianti Classico</a></strong></p>
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		<item>
		<title>A Montespertoli un incontro tra Consorzio Tutela del Chianti DOP e Cina</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/a-montespertoli-un-incontro-tra-consorzio-tutela-del-chianti-dop-e-cina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 05:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un appuntamento di stampo internazionale che si svolgerà il pomeriggio di giovedì 20 aprile, al Museo della vita e del vino, a Montespertoli (FI). A Montespertoli un incontro sul vino di stampo internazionale. Si svolgerà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un appuntamento di stampo internazionale che si svolgerà il pomeriggio di giovedì 20 aprile, al Museo della vita e del vino, a Montespertoli (FI).</em></p>
<p><strong>A Montespertoli un incontro sul vino di stampo internazionale.</strong> Si svolgerà <strong>giovedì 20 aprile l&#8217;appuntamento che riunirà la delegazione politica di Qingtian (Zhejiang, Cina) e il Consorzio di Tutela del Chianti</strong>, oltre che cantine e appassionati di settore. Un confronto tra Italia e Cina, riunite da un comune interesse. L&#8217;iniziativa comincerà alle <strong>ore 15.15 presso il Museo della vite e del vino</strong> (Via Lucardese, 74).</p>
<p>&#8220;Un incontro per suggellare ancora una volta un legame fondamentale, quello tra la Toscana e la Cina &#8211; afferma <strong>Marco Bani, direttore del Consorzio Vino Chianti</strong> -. L&#8217;Asia per noi e tutte le nostre aziende è un partner di estremo valore in questo lungo viaggio, di narrazione ed esportazione, che porteremo avanti anche in futuro con sempre più convinzione. Negli anni è aumentata la sensibilità verso i sapori toscani, ne vengono apprezzate le caratteristiche e le identità. Un percorso che continueremo per rafforzare il nome del Chianti DOP non solo in Italia e in Europa, dove è già assoluto protagonista, ma in tutto il mondo&#8221;.</p>
<p>Il consorzio di Tutela del Chianti ha aderito fin dalla prima edizione alla fiera QWine Expo, che è oggi una delle più interessanti nel panorama degli eventi di settore in Cina. Solo la provincia dello Zhejiang conta 60 milioni di abitanti e la richiesta di vino italiano è in continuo aumento, ancor di più per i vini prodotti in Toscana, la regione italiana con maggiore appeal per i consumatori cinesi anche in vista dei futuri appuntamenti nel nostro Paese. <strong>Il Chianti DOP poi, è tra i brand del vino più noti e amati.</strong></p>
<p>“Dopo la forzata assenza del Consorzio da eventi promozionali o partecipazione a fiere sul territorio cinese dovuta alla pandemia – aggiunge Bani &#8211; ci auguriamo che con il prossimo autunno si possa tornare a essere presenti su questo mercato, che ha delle potenzialità enormi. Peraltro, sui vini australiani, molto presenti sulle tavole cinesi vengono applicati dazi importanti per cui dobbiamo approfittare del momento positivo”.</p>
<p>Il programma di giovedì pomeriggio a Montespertoli inizierà con i saluti del <strong>Sindaco di Montespertoli, Alessio Mugnaini e del Segretario generale del Qingtian County Commitee of the Cpc, Lin Xia</strong>. Proseguirà poi con gli interventi del <strong>Vicepresidente del Consorzio di Tutela del Chianti, Ritano Baragli</strong>, e del <strong>Direttore, Marco Bani</strong>. Mentre la presentazione delle nuove opportunità di business sul mercato cinese sarà a cura di <strong>Valentina Tenaglia, Ceo di Wine Channel</strong>, società italiana con sede in Cina che da anni si occupa di promuovere e commercializzare i vini italiani sul territorio cinese.</p>
<p>“La 5a edizione della Zhejiang Qingtian Overseas Chinese Expo di novembre &#8211; dice il <strong>Segretario generale del Qingtian County Commitee of the Cpc, Lin Xia</strong> &#8211; è un evento internazionale di negoziazione economica, commerciale e di investimento, e il nostro invito è rivolto a tutti i leader, i proprietari di aziende vinicole e gli imprenditori cinesi d&#8217;oltremare a partecipare a questo importante incontro per discutere di cooperazione e futuro insieme. Il nostro obiettivo è quello di rendere l&#8217;Overseas Chinese Expo la più autorevole e la più grande fiera del vino in Asia e un&#8217;importante piattaforma per le transazioni di merci, il commercio di servizi e la cooperazione negli investimenti tra Cina e Italia”.</p>
<p>Per partecipare è consigliabile pre-registrarsi al seguente <a href="https://www.winechannel.it/evento-chianti-cina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a>.</p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/04/incontro-cipomar.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA LA LOCANDINA DELL&#8217;EVENTO</a></strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/a-montespertoli-un-incontro-tra-consorzio-tutela-del-chianti-dop-e-cina/">A Montespertoli un incontro tra Consorzio Tutela del Chianti DOP e Cina</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Chianti Classico DOP al Vinitaly: 200 etichette in degustazione e focus sulle Unità Geografiche Aggiuntive</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-chianti-classico-dop-al-vinitaly-200-etichette-in-degustazione-e-focus-sulle-unita-geografiche-aggiuntive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:02:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gallo Nero torna a cantare a Verona. Il 2022 per il Chianti Classico si è infatti chiuso con un netto incremento del valore globale della denominazione e un fatturato totale in crescita, registrando un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-chianti-classico-dop-al-vinitaly-200-etichette-in-degustazione-e-focus-sulle-unita-geografiche-aggiuntive/">Il Chianti Classico DOP al Vinitaly: 200 etichette in degustazione e focus sulle Unità Geografiche Aggiuntive</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Gallo Nero torna a cantare a Verona. Il 2022 per il Chianti Classico si è infatti chiuso con un netto incremento del valore globale della denominazione e un fatturato totale in crescita, registrando un +17% rispetto al 2021 e addirittura +46% rispetto al 2020 (Osservatorio Maxidata).</em></p>
<p>Il Consorzio Vino Chianti Classico parteciperà alla fiera veronese con uno stand di 164 mq, situato nel Padiglione 9 (Regione Toscana) D2-3-4, dove sarà possibile degustare i vini di oltre cento di aziende per circa 200 etichette diverse e visitare i sedici stand dei produttori che vi espongono personalmente.<br />
Alla 55ma edizione di Vinitaly, il Chianti Classico punta i riflettori su un argomento particolare che sta suscitando un grande interesse tra gli operatori del settore: le Unità Geografiche Aggiuntive.<br />
Il progetto “UGA” verrà infatti presentato in brevi seminari allo stand del Consorzio, ma anche nell’ambito di una <a href="https://www.eventbrite.it/e/chianti-classico-le-unita-geografiche-aggiuntive-tickets-587833203937" target="_blank" rel="noopener noreferrer">masterclass dedicata</a>, guidata dal Presidente Giovanni Manetti e dal giornalista Alessandro Masnaghetti, il 3 aprile alle ore 15.30, in Sala Vivaldi (Palaexpo).<br />
“I nostri sforzi – spiega il Presidente Manetti &#8211; sono oggi incentrati sulle nuove “Unità Geografiche Aggiuntive”, una suddivisione del territorio in zone più ristrette e omogenee, che a breve potranno essere utilizzate sulle etichette dei vini Chianti Classico Gran Selezione. La modifica del disciplinare di produzione dovrebbe infatti venire ufficializzata nei prossimi giorni: siamo solo in attesa della firma ministeriale che ne ratifichi l’entrata in vigore”.<br />
A poche ore dall’inizio dell’appuntamento veronese, è grande il fermento fra i produttori di Chianti Classico, che numerosi partecipano alla fiera anche con stand autonomi, auspicando un’edizione di Vinitaly di grande successo.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.chianticlassico.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio Vino Chianti Classico</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-chianti-classico-dop-al-vinitaly-200-etichette-in-degustazione-e-focus-sulle-unita-geografiche-aggiuntive/">Il Chianti Classico DOP al Vinitaly: 200 etichette in degustazione e focus sulle Unità Geografiche Aggiuntive</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>(Verona) Il Consorzio Vino Chianti al Vinitaly con oltre 40 desk aziendali e due banconi istituzionali</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vinitaly-il-consorzio-vino-chianti-a-verona-con-oltre-40-desk-aziendali-e-due-banconi-istituzionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 07:31:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>55esima edizione salone internazionale del vino dal 2 al 5 aprile. Oltre 40 aziende con un proprio desk, un bancone istituzionale con più di 170 etichette di vino Chianti DOP, prodotte da oltre 90 aziende, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>55esima edizione salone internazionale del vino dal 2 al 5 aprile.</em></p>
<p><strong>Oltre 40 aziende con un proprio desk, </strong>un bancone istituzionale<strong> con più di 170 etichette di vino Chianti DOP, </strong>prodotte da<strong> oltre 90 aziende</strong>, e un secondo bancone istituzionale con <strong>45 etichette di Vin Santo del Chianti DOP in assaggio, in rappresentanza di 38 aziende del territorio. Il Consorzio Vino Chianti è pronto per un ritorno in grande stile al Vinitaly di Verona.</strong> La 55esima edizione del salone internazionale del vino e dei distillati è in programma <strong>dal 2 al 5 aprile</strong> negli spazi di<strong> Veronafiere.</strong></p>
<p>La rappresentanza del <strong>Consorzio Chianti</strong> sarà nel padiglione 9, stand <strong>C11 e C12</strong>. Negli spazi a marchio Consorzio Vino Chianti saranno allestiti desk personalizzati, uno per ogni azienda presente: si tratta di produttori provenienti da tutte le sei province di produzione ricadenti nella denominazione Chianti, che offriranno a operatori e semplici appassionati uno spaccato variegato e di grande qualità. In particolare, nello stand C12 a marchio Consorzio Vino Chianti saranno presenti i consorzi di sottozona: <strong>Consorzio Chianti Colli Fiorentini</strong>,<strong> Consorzio Chianti Rùfina</strong>,<strong> Consorzio Chianti Colli Senesi</strong>. Ognuno di loro avrà una propria area istituzionale dedicata.</p>
<p>“Il Consorzio Vino Chianti torna al Vinitaly con una folta rappresentanza a conferma dell’impegno delle aziende per la promozione della denominazione e per la ricerca di nuovi rapporti commerciali con i buyer italiani e internazionali – commenta<strong> Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti</strong> -. Siamo orgogliosi dell’ampia offerta che porteremo a Verona dal 2 al 5 aprile. Sottolineo, in particolare, la presenza del bancone istituzionale dedicato al Vin Santo che rappresenta un vero e proprio unicum per la manifestazione”.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a></p>
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		<title>La crisi cambia il carrello. Al supermaket spesa razionata</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-crisi-cambia-il-carrello-al-supermaket-spesa-razionata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 09:13:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Coop]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi annunciata e temuta,   da giorni ha indotto ristoratori e baristi fiorentini a uscire  dal supermercato con cinquanta o sessanta bottiglie di olio alla volta, i carrelli pieni di prodotti non deperibili. Scorte  per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La crisi annunciata e temuta,   da giorni ha indotto ristoratori e baristi fiorentini a uscire  dal supermercato con cinquanta o sessanta bottiglie di olio alla volta, i carrelli pieni di prodotti non deperibili. Scorte  per giocare d`anticipo sui rincari causati dall`invasione russa dell`Ucraina. O per scacciare il timore di rimanere con i magazzini vuoti. Così Unicoop Firenze è corsa ai ripari: tetto agli acquisti di farina, olio e zucchero, massimo quattro confezioni per ogni scontrino. </em></p>
<p>Non perché si rischi effettivamente di svuotare gli scaffali, assicurano dall`azienda, ma<strong> la via del razionamento si è resa necessaria per non accentuare le tensioni sui prezzi e tutelare i clienti soci</strong>. È un caso finora isolato, ma che dice molto delle preoccupazioni di tutta la filiera dell`agroalimentare per la spesa al tempo della guerra: materie prime introvabili e benzina e bollette alle stelle mandano sottosopra coltivatori, allevatori, trasformatori, distributori e rivenditori.</p>
<p>E se già <strong>PIstat</strong> a febbraio ha rilevato rincari del 4, 2% sul cibo, ora Federdistribuzione stima che si salirà rapidamente di un paio di punti: &#8220;Finora la grande distribuzione è riuscita a contenere i prezzi &#8211; spiega <strong>Carlo Alberto Buttarelli</strong>, direttore dell`Ufficio studi e delle relazioni di filiera dell`associazione &#8211; ma non potrà andare avanti a lungo, le tensioni sono troppo forti sia sugli alimenti che sul packaging e i costi di trasporto&#8221;. Il problema delle forniture finora si è visto solo sul mercato del pesce. È la conseguenza della protesta dei <strong>pescherecci,</strong><br />
<strong>fermi da una settimana perché il prezzo del gasolio- che da solo vale il 50% dei costi per le aziende del settore- è triplicato in un anno.</strong> Dunque prodotto fresco dalle coste italiane ne sta arrivando pochissimo, solo dalle piccole imprese che non aderiscono alla protesta o dagli allevamenti, e il prezzo è schizzato tra il 30 e il 40% in pochi giorni. Trend destinato a rientrare con la fine dello sciopero? Non è scontato, perché i pescherecci dovranno in qualche modo rientrare dal caro-gasolio e, verosimilmente, lo faranno alzando i prezzi.</p>
<p>La guerra nell`Ucraina granaio d`Europa ha mandato gambe all`aria tutto il <strong>mercato dei cereali: il prezzo è aumentato del 50% in due settimane</strong> e ieri Kiev ha bloccato tutte le esportazioni, così come avevano fatto nei giorni scorsi Ungheria e Bulgaria. &#8220;Con il blocco dei trasporti nel Mar Nero, l`unica alternativa è il passaggio via terra, ma Budapest sta ostacolando tutti anche sul piano logistico, è un Paese dell`Ue e non può farlo, Bruxelles deve intervenire&#8221; dice Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare. Per i cereali dunque il problema è duplice: di prezzo e di forniture. In alcuni casi, come per i biscotti fatti con l`olio di semi di girasole, bisognerà cercare ricette alternative.</p>
<p>Ma per zootecnia e agricoltura un piano B non esiste. Si procede mettendo pezze qua e là. Coldiretti annuncia di essere pronta ad aumentare la produzione italiana di 75 milioni di tonnellate di mais e grano a danno di altre colture, anche perché ora produrre cereali è conveniente, molti allevatori hanno già iniziato a razionare il mangime per gli animali. Conseguenze? La prima: si rischia di dover macellare in anticipo suini e bovini, con buona pace degli standard qualitativi previsti dalle DOP. La seconda: aumenterà l`offerta di carne sui mercati, dando un`altra spinta ai prezzi. Ecco perché al momento gli operatori assicurano che sono immotivate scene di panico come quelle delle scorse ore a Sassari, dove centinaia di persone, per colpa di un falso allarme hanno dato l`assalto ai supermercati temendo che le scorte di cibo stessero per esaurirsi.</p>
<p>Il pericolo concreto è che l`aumento dei prezzi sfugga di mano: la spesa sta rincarando a ritmi che non si vedevano da mezzo secolo e continuerà a farlo perché il conflitto peserà sulle relazioni commerciali. &#8220;I consumatori se ne sono accorti subito, la spesa alimentare sta già rallentando&#8221; dice Federdistribuzione.</p>
<p>Fonte: <strong>Secolo XIX</strong></p>
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		<title>L&#8217;Italia del PNRR: chiamata per territori e imprese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/litalia-del-pnrr-chiamata-per-territori-e-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 08:40:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[distretti agroalimentari]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio nell'Italia del Pnrr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ruolo della finanza nel mettere a terra i tanti progetti previsti, Bastianini, ad di Mps: pronti a supportare le imprese Con gli oltre 220 miliardi messi sul piatto, il Piano nazionale di ripresa e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il ruolo della finanza nel mettere a terra i tanti progetti previsti, Bastianini, ad di Mps: pronti a supportare le imprese</em></p>
<p>Con gli oltre 220 miliardi messi sul piatto, il <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> è un vero e proprio banco di prova per l&#8217;Italia, che ha l&#8217;occasione di entrare nell&#8217;Europa dei grandi.</p>
<p>È un&#8217;opportunità per avere un Fisco più equo, delle infrastrutture migliori e una Pubblica amministrazione più efficiente. L&#8217;Italia è il Paese che ha ricevuto la parte più consistente dei 750 miliardi stanziati con il Next Generation Eu (è incorporato nel piano 2021-2027 da 1.800 miliardi).</p>
<p>Proprio per questo è fondamentale fare bene i compiti. Bisogna essere costruttivi e saper spendere i soldi, anche perché il <strong>PNRR</strong> si basa sull&#8217;impatto degli interventi realizzati. In sostanza non si guarda solo a quanto è stato speso, ma anche agli effetti degli investimenti, come per esempio ai posti di lavoro creati o all&#8217;energia alternativa prodotta e consumata.</p>
<p>In questo contesto la<strong> finanza</strong> ha un ruolo di primo piano per far arrivare le risorse dove devono essere allocate. E in questo scenario si inquadra l&#8217;iniziativa di Banca Monte dei Pachi di Siena, un tour con l&#8217;obiettivo di far conoscere al territorio le opportunità del PNRR.</p>
<p>Dopo gli appuntamenti di Napoli e Valdobbiadene, lunedì 29 novembre il <strong>roadshow</strong> <em>&#8220;Viaggio nell&#8217;Italia del Pnrr e della transizione. Un&#8217;occasione di crescita per imprese e territorio&#8221;</em>, organizzato dall&#8217;istituto senese con <strong>Jp Morgan Asset Management</strong> e L&#8217;Economia del Corriere della Sera, ha fatto tappa a Firenze, al Teatro Verdi: oltre 300 le persone intervenute.</p>
<p>Un evento a cui hanno partecipato <strong>Guido Bastianini,</strong> amministratore delegato di <strong>Banca Monte dei Paschi di Siena</strong>,<strong> Luciano Monti</strong>, docente di Politiche dell&#8217;Unione europea Dipartimento di Scienze Politiche Luiss Guido Carli, <strong>Maria Paola Toschi</strong>, global market strategist di <strong>Jp Morgan Asset Management</strong>, <strong>Lorenzo Alfieri</strong>, country head di Jp Morgan Am e<strong> Mauro Rosati</strong>, direttore generale<strong> Fondazione Qualivita</strong>.</p>
<p>I lavori sono stati conclusi da un intervento di <strong>Eugenio Giani</strong>, presidente <strong>Regione Toscana</strong>. In rappresentanza delle imprese del territorio, il roadshow ha ospitato <strong>Antonella Mansi</strong>, presidente<strong> Centro di Firenze per la Moda Italiana</strong>, che sull&#8217;opportunità offerta dal PNRR è stata tranchant: &#8220;<em>Il Piano nazionale detta le linee guida, o comunque individua le traiettorie di crescita e sviluppo, che per settori come quello della moda sono imprescindibili. Se non si perseguono obiettivi di sostenibilità, digitalizzazione e formazione, le aziende non avranno più diritto di cittadinanza nel mondo della competizione globale&#8221;</em>.</p>
<p>Ma non sarà un percorso facile. <em>&#8220;L&#8217;esperienza pregressa ci gioca contro, con l&#8217;Italia che negli ultimi 3o anni ha mostrato una capacità di spesa dei fondi strutturali di 1o miliardi all&#8217;anno. E ora ne dobbiamo spendere tra i 40 e i 50 miliardi</em> &#8211; ha avvertito Monti -. <em>Fino a oggi, a pesare sul Paese è stato da un lato il peso della burocrazia e dall&#8217;altro il fatto di non aver accompagnato la spesa dei fondi con le riforme. All&#8217;orizzonte, però, si intravedono altre problematiche, a partire dalla numerosità dei progetti, che rischia di polverizzare questa iniziativa nazionale&#8221;.</em></p>
<p>Tra l&#8217;altro dobbiamo ancora finire di rendicontare i progetti della precedente programmazione. Per superare questi ostacoli, Monti vede due soluzioni, da adottare subito. La prima è un gesto di onestà: <em>&#8220;non siamo pronti, e quindi facciamo partire la nuova programmazione nel 2023. Una strada facilmente percorribile. L&#8217;altra idea, invece, è prevedere una formazione adeguata delle persone &#8211; sottolinea -. ll PNRR è un piano complesso, che si incastra anche nell&#8217;Agenda 2030 e che presuppone competenze manageriali che nella nostra amministrazione sono piuttosto rare&#8221;</em>.</p>
<p>Ma il PNRRè anche un piano innovativo, ha puntualizzato Alfieri, <em>&#8220;con i progetti che avranno una connotazione nuova: quella della sostenibilità a tutto campo&#8221;</em>. E sta cambiando anche il modo di fare impresa e di lavorare delle banche, <em>&#8220;he devono operare attivamente per integrare i criteri Esg nei propri modelli di business, quali fattori abilitanti della gestione aziendale&#8221;</em> &#8211; ha precisato Bastianini.</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Economia &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/12/EQ5ELM.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Università degli Studi di Firenze</title>
		<link>https://www.qualivita.it/organizzazione/universita-degli-studi-di-firenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 09:11:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ragione Sociale Università degli Studi di Firenze Sede Piazza di San Marco, 4, 50121 Firenze FI Sito Web www.unifi.it Email urp@unifi.it Profilo Università di Firenze rappresenta uno dei sistemi più grandi e produttivi della ricerca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ragione Sociale</strong><br />
Università degli Studi di Firenze</p>
<p><strong>Sede</strong><br />
Piazza di San Marco, 4, 50121 Firenze FI</p>
<p><strong>Sito Web</strong><br />
<a href="https://www.unifi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.unifi.it</a></p>
<p><strong>Email</strong><br />
urp@unifi.it</p>
<p><strong>Profilo</strong><br />
Università di Firenze rappresenta uno dei sistemi più grandi e produttivi della ricerca pubblica italiana, in relazione al numero e alla diversificazione scientifico-disciplinare dei suoi ricercatori in ruolo e a tempo determinato e dei moltissimi junior scientist in formazione, alla intensa partecipazione a programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale e internazionale, ai risultati scientifici conseguiti e al flusso finanziario che dall’esterno sostiene le attività di ricerca e trasferimento. Questo insieme di fattori, che qualifica l’ateneo fiorentino come una moderna “research university”, è ciò che determina le ottime posizioni dell’Università di Firenze nelle valutazioni nazionali e internazionali.</p>
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