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	<title>Verona &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Verona &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Turismo DOP: il Custoza DOP all’avanguardia nella formazione e promozione del territorio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-il-custoza-dop-allavanguardia-nella-formazione-e-promozione-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 06:38:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Tutela Vino Custoza DOC prosegue il percorso di sviluppo del Turismo DOP: formazione per i tour operator internazionali, alla scoperta delle Terre del Custoza Non si ferma l&#8217;impegno del Consorzio Tutela Vino Custoza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Tutela Vino Custoza DOC prosegue il percorso di sviluppo del<a href="https://www.qualivita.it/argomento/turismo-dop/" target="_blank" rel="noopener"> Turismo DOP</a>: formazione per i tour operator internazionali, alla scoperta delle Terre del Custoza</em></p>
<p>Non si ferma l&#8217;impegno del Consorzio Tutela Vino Custoza DOC nella <strong>promozione dell’enoturismo</strong>, un settore in rapida crescita che coniuga l&#8217;apprezzamento per il vino di qualità con l&#8217;esplorazione del patrimonio culturale e paesaggistico. Dal 6 all’8 ottobre, nei giorni che precedono TTG Travel Experience, l&#8217;evento italiano di riferimento per la promozione del turismo mondiale, il Consorzio si conferma all&#8217;avanguardia nella promozione del territorio accogliendo <strong>nove rappresentati di altrettanti tour operator provenienti da Regno Unito, Francia, Germania e Svezia</strong>, nell&#8217;ambito di un&#8217;iniziativa pionieristica volta a promuovere l&#8217;enoturismo nella regione. Si punta a catturare l&#8217;interesse dei tour operator internazionali e, attraverso di loro, di un pubblico sempre più vasto di appassionati di vino, cibo, sport outdoor e cultura italiana, proprio nell’occasione in cui selezionano le migliori proposte per l’anno che verrà.</p>
<p>La <strong>posizione strategica</strong> di Custoza, tra due mete turistiche di fama mondiale come il <strong>Lago di Garda</strong> e la città di <strong>Verona</strong>, offre un <strong>potenziale unico</strong> per attrarre visitatori in cerca di esperienze autentiche, irripetibili e di alta qualità. I professionisti del settore turistico che partecipano al tour hanno l&#8217;opportunità unica di <strong>immergersi nelle &#8220;Terre del Custoza&#8221; a trecentosessanta gradi</strong>, scoprendo non solo le <strong>eccellenze vitivinicole</strong> locali, ma anche le <strong>attrazioni turistiche</strong> che rendono questa zona un gioiello nascosto della regione, come i Castelli di Valeggio e Villafranca, il Parco Sigurtà, Borghetto e i tanti <strong>percorsi naturalistici </strong>che mettono in luce la straordinaria bellezza paesaggistica della regione.</p>
<p><em>&#8220;Questo incoming segna un momento cruciale per il nostro territorio&#8221;,</em> afferma <strong>Roberta Bricolo, Presidente del Consorzio Tutela Vino Custoza DOC</strong>. &#8220;<em>Siamo entusiasti di mostrare ai nostri ospiti internazionali non solo la qualità dei nostri vini, ma anche la ricchezza culturale e naturale che il Custoza ha da offrire. Il nostro obiettivo è posizionare la nostra zona come una destinazione di primo piano per l&#8217;enoturismo e il turismo culturale&#8221;.</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://custoza.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vino Custoza DOC</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/10/CS_Incoming-Tour-Operator_Custoza.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Pesca di Verona, l’IGP fa rinascere un’eccellenza che pareva scomparsa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pesca-di-verona-ligp-fa-rinascere-uneccellenza-che-pareva-scomparsa-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 06:41:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pesca di Verona si coltiva a Verona da 500 anni ma negli ultimi 10 anni ha perso 3 mila ettari di superficie coltivata. Sembrava una coltura destinata alla scomparsa. Invece il progetto, che ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La pesca di Verona si coltiva a Verona da 500 anni ma negli ultimi 10 anni ha perso 3 mila ettari di superficie coltivata. Sembrava una coltura destinata alla scomparsa. Invece il progetto, che ha preso corpo nel 2023, che ruota attorno all’IGP e promosso da La Grande Bellezza Italiana, sta riportando l’entusiasmo tra i produttori. Nel 2024 i produttori certificati sono passati da 4 a 14 e i volumi – commercializzati da due gruppi della grande distribuzione, Rossetto e Migross – sono decuplicati. 300 le tonnellate previste per qusta campagna. Leonardo Odorizzi: “È uno dei momenti più emozionanti della mia carriera”</em></p>
<p>“<strong>Pesca di Verona IGP, la produzione incontra il mercato</strong>”, è il titolo dell’evento che si è svolto lo scorso 29 luglio presso il Mercato Ortofrutticolo di Bussolengo (Vr), organizzato dal Consorzio per la tutela e la valorizzazione della Pesca di Verona IGP. Il moderatore è stato <strong>Salvo Garipoli</strong>, direttore di SGMarketing, che sta accompagnando il percorso di valorizzazione di questo frutto che nel carrello della spesa ha una notevole rilevanza.</p>
<p>“Si tratta di <strong>un progetto meraviglioso</strong> – ha esordito – che abbraccia un territorio che va dal Lago di Garda alle porte di Verona. La pesca e nettarine rappresenta il quarto frutto per volumi consumati in Italia e a valore ben l’8% degli acquisti di ortofrutta. Se guardiamo il trend da cinque anni a questa parte, però, notiamo un calo dell’8% a volume e del 3% a valore. Quindi ci troviamo in <strong>un contesto particolarmente sfidante</strong>”.</p>
<div id="attachment_77670" class="wp-caption aligncenter">
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.fruitbookmagazine.it/pesca-di-verona-ligp-fa-rinascere-uneccellenza-che-pareva-scomparsa/" target="_blank" rel="noopener">FruitBook Magazine</a></strong></p>
</div>
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		<title>Custoza DOP Riserva, per la prima volta la nuova menzione disponibile sul mercato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/custoza-dop-riserva-per-la-prima-volta-la-nuova-menzione-disponibile-sul-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 14:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esce sul mercato, per la prima volta dall’approvazione della menzione, nel 2019, il Custoza DOP Riserva, voluto per dimostrare l’eleganza e il potenziale evolutivo del vino simbolo di Verona. Una novità fortemente voluta e condivisa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Esce sul mercato, per la prima volta dall’approvazione della menzione, nel 2019, il Custoza DOP Riserva, voluto per dimostrare l’eleganza e il potenziale evolutivo del vino simbolo di Verona.</em></p>
<p>Una novità fortemente voluta e condivisa tra i produttori, che hanno scelto di attendere il 2024 per presentare sul mercato il <strong>“Custoza Riserva”,</strong> vino che dimostra la maturità della denominazione e la propensione alla costante crescita qualitativa.</p>
<p>La menzione Riserva è, infatti, prevista solo per i vini Custoza sottoposti ad un <strong>affinamento minimo di 12 mesi.</strong></p>
<p>Le caratteristiche sono <strong>l’eleganza, la freschezza, il potenziale gastronomico e la capacità di arricchirsi nel tempo</strong> di note complesse e affascinanti. È un traguardo raggiunto dopo un lungo lavoro di ricerca tecnica e di approfondimento della conoscenza del terroir, iniziato con il Custoza Superiore, vino di cui si è più che triplicata la produzione negli ultimi 5 anni.</p>
<p>A produrre il Riserva, al momento, sono aziende riconosciute per il loro impegno e la loro affezione alla denominazione, che lavorano con grande attenzione, dal vigneto alla bottiglia e che hanno deciso di investire in questo progetto come opportunità per affermare il proprio stile e la propria visione del territorio e delle uve. Il Custoza Riserva è un’espressione che esula da ciò che già si conosce della denominazione e che dimostra come questo vino sappia reggere la sfida del tempo.</p>
<p>&lt;&lt; <em>Il Consorzio è una realtà dinamica e compatta e, con il consenso di tutti i produttori, si è scelto di uscire sul mercato ora, nonostante la modifica del disciplinare risalga al 2019. – </em>Afferma la presidente Roberta Bricolo. – <em>Il Custoza Riserva esalta il fattore umano e la visione imprenditoriale dell’azienda. Con questa menzione si passa dal focus sul prodotto a quello sul produttore che lo firma, che mette il suo lavoro e le sue emozioni. Un valore che è espresso da chi segue tutta la filiera produttiva, dal vigneto alla bottiglia. Le Riserve, assieme ai Superiore, sono le più alte espressioni del Custoza, frutto di ricerca, conoscenza del terroir e consapevolezza&gt;&gt;.</em></p>
<p>Il Custoza, denominazione approvata nel 1971, viene prodotto tra i comuni di Sommacampagna, Villafranca di Verona, Valeggio sul Mincio, Peschiera del Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Pastrengo, Bussolengo e Sona.  La particolarità è data dal <strong>blend di tre varietà autoctone,</strong> che i produttori interpretano con una vera e propria arte dell’assemblaggio. Ciò consente di esaltare il profumo delicato, floreale e fruttato della Garganega, il colore caratteristico del Tocai friulano ed i sentori leggermente aromatici della Bianca Fernanda, così come i caratteri peculiari delle altre varietà a bacca bianca coltivate nella zona. Il Custoza Riserva sarà presentato al mercato con una serie di eventi rivolti al trade e alla stampa, il primo dei quali si è svolto a Vinitaly grazie alla masterclass condotta da Marco Sabellico, curatore della Guida Vini d’Italia de Gambero Rosso.</p>
<p>Fonte: <a href="https://custoza.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vino Custoza DOC</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/04/CS_Custoza-Riserva.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;olivicoltura nell&#8217;Alto Garda trentino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lolivicoltura-nellalto-garda-trentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 11:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo rurale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Garda DOP &#8211; Olio EVO: oltre alla produzione di ottimo olio, può anche disegnare il paesaggio, proteggere l&#8217;ambiente e il territorio, conservare la biodiversità. La coltivazione dell&#8217;olivo nell&#8217;Alto Garda ha origini antichissime, poiché risale con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Garda DOP &#8211; Olio EVO: oltre alla produzione di ottimo olio, può anche disegnare il paesaggio, proteggere l&#8217;ambiente e il territorio, conservare la biodiversità.</em></p>
<p>La <strong>coltivazione dell&#8217;olivo nell&#8217;Alto Garda</strong> ha origini antichissime, poiché risale con tutta probabilità all&#8217;Impero Romano. Per gli antichi Romani, infatti, l&#8217;olio era di primaria importanza non solo come alimento, ma anche per le sue proprietà terapeutiche e per il suo utilizzo come combustibile per lanterne.</p>
<p><strong>L&#8217;olivicoltura trentina è tra le più settentrionali al mondo</strong> e rientra in quello che viene definito modello di <strong>agricoltura multifunzionale</strong>: oltre alla sua funzione primaria, produrre cibo, può anche disegnare il <strong>paesaggio</strong>, proteggere <strong>l&#8217;ambiente e il territorio</strong>, conservare la <strong>biodiversità</strong>, <strong>gestire in maniera sostenibile le risorse</strong> e contribuire allo <strong>sviluppo socio-economico delle aree rurali</strong>. Un ambiente ideale per la coltivazione dell&#8217;olivo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Per tutelare la produzione olearia dell&#8217;Alto Garda, dal 1998 è in vigore la <strong>Denominazione di Origine Protetta &#8220;Garda&#8221;, sottozona &#8220;Trentino&#8221;,</strong> concessa solo ai prodotti che presentano caratteristiche superiori riconosciute, attribuibili alla zona di origine e/o alle modalità produttive, e che rappresentano la tradizione e la tipicità del territorio.</p>
<p>Ciò significa che tutti gli attori della filiera e tutte le fasi produttive, dall&#8217;olivaia alla messa in commercio, sono <strong>controllati da un organismo di certificazione autorizzato dallo Stato,</strong> <strong>CSQA</strong>, sotto la vigilanza del <strong>Consorzio di Tutela dell&#8217;Olio Garda DOP</strong>, per garantire al consumatore la corrispondenza al disciplinare di produzione.</p>
<p>La <strong>DOP Garda Trentino</strong>, quindi, assicura che l&#8217;olio nasce ed è stato ottenuto nell&#8217;Alto Garda trentino; possiede una qualità superiore a quella richiesta per l&#8217;olio extravergine di oliva; corrisponde alle caratteristiche riconosciute come tipiche del prodotto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Civiltà della Tavola</strong></p>
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		<item>
		<title>Scatto green per la Valpolicella: 4 vigneti su 10 sono sostenibili</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scatto-green-per-la-valpolicella-4-vigneti-su-10-sono-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 08:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Valpolicella spinge l’acceleratore sulla sostenibilità e, con un balzo del 20% degli ettari certificati Sqnpi (il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata) rispetto al 2022, porta l’incidenza 2023 del vigneto green al 39% [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Valpolicella spinge l’acceleratore sulla <strong>sostenibilità</strong> e, con un balzo del 20% degli ettari certificati Sqnpi (il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata) rispetto al 2022, porta l’incidenza 2023 del vigneto green al 39% della superficie vitata tutelata della denominazione.</p>
<p>Per<strong> Christian Marchesini</strong>, presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella che ha commentato i dati dell’Agenzia regionale Avepa rilasciati in occasione di Amarone Opera Prima 2024 in chiusura oggi:</p>
<p>“Si tratta di un risultato raggiunto in un solo decennio, frutto di un’attenzione costante e crescente al rispetto del territorio e dell’ambiente. A questi 2000 ettari si aggiungono poi quelli a conduzione biologica certificata, per un totale di oltre 3320 ettari green, complessivamente il 16% in più dello scorso anno”. E anche il vigneto biologico ha registrato tra il 2022 e il 2023 un aumento del 9%, portando la denominazione a quota 1321 ettari bio, con una crescita monstre decennale del 781% (erano 150 nel 2012).</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/02/CS-Amarone-Grafico.jpg"><img class="aligncenter wp-image-449306 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/02/CS-Amarone-Grafico.jpg" alt="" width="752" height="452" /></a></p>
<p>Con oltre 2400 aziende tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori, il territorio di produzione si estende in 19 comuni della provincia di Verona, dalla Valpolicella fino alla città scaligera, e detiene il primato del vigneto urbano più grande dello Stivale: 8600 ettari di vigneto. È la fotografia del Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella che, con oltre l’80% di rappresentatività, tutela e promuove la denominazione in Italia e nel mondo.</p>
<p>Amarone Opera Prima è organizzato dal Consorzio Vini Valpolicella con il sostegno di <strong>Banco Bpm, Generali Assicurazioni, Italsughero, Grafiche Valpolicella, Enartis</strong> e con il patrocinio della <strong>Regione</strong> <strong>del</strong> <strong>Veneto</strong> e del <strong>Comune</strong> <strong>di Verona</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Vini Valpolicella</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/02/VINO-SCATTO-GREEN-PER-LA-VALPOLICELLA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Al via il “Progetto Identità Soave” per correre sui mercati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/al-via-il-progetto-identita-soave-per-correre-sui-mercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 11:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approvata all’unanimità dal Consorzio la riduzione delle rese per ettaro per una maggiore competitività. Con l’aumento al 30% delle verifiche da parte dell’ente di certificazione SIQURIA quella del Soave è tra le prime DOC in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/al-via-il-progetto-identita-soave-per-correre-sui-mercati/">Al via il “Progetto Identità Soave” per correre sui mercati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Approvata all’unanimità dal Consorzio la riduzione delle rese per ettaro per una maggiore competitività. Con l’aumento al 30% delle verifiche da parte dell’ente di certificazione SIQURIA quella del Soave è tra le prime DOC in Italia per numero di controlli in campo. </em></p>
<p><em>Attenzione all’ambiente, forte responsabilità della base produttiva e massima tutela dei consumatori. Appoggio totale da parte della Regione del Veneto.</em></p>
<p>Proseguire lungo la via della qualità altamente selezionata, tracciata a partire dallo scorso luglio; rendere la denominazione ancora più competitiva sui mercati; produrre in maniera ancora più rispettosa dell’ambiente; tutelare il consumatore finale al momento dell’acquisto.</p>
<p>Queste le colonne portanti su cui si fonda il “<strong>Progetto Identità</strong> <strong>Soave” , l’insieme di direttive e di buone pratiche che sono state adottate all’interno della denominazione del Soave, fra cui la riduzione delle rese per ettaro, approvata all’unanimità dall’Assemblea del Consorzio di tutela in questi giorni.</strong></p>
<p>Dopo aver deliberato nella scorsa estate la sospensione degli impianti ai fini della rivendica per i vigneti realizzati dopo il 31 luglio 2023 e un blocco rivendica per le stagioni 2023 e 2024, è stata approvata nella seduta assembleare di fine dicembre la riduzione delle rese per ettaro previste dal disciplinare per tutte le produzioni Doc Soave. A seguire è stato inoltre collegialmente deciso un <strong>aumento al 30% delle verifiche da parte dell’organismo di certificazione SIQURIA sul rispetto della resa massima consentita</strong>: col 2024 quindi il 30% dei viticoltori della denominazione verrà ispezionato dall’ente di certificazione nel periodo di presenza del grappolo sulla pianta al fine della stima della resa potenziale del vigneto e del rispetto dei nuovi limiti produttivi stabiliti.</p>
<p><strong>Tali scelte in materia di gestione delle produzioni posizionano di fatto oggi il Soave tra le prime denominazioni italiane per percentuale di controlli effettuati in vigneto.</strong></p>
<p>Appoggio totale da parte della Regione del Veneto per la quale la DOC Soave è e rimane un asset strategico di fondamentale importanza.</p>
<p>L’obiettivo a cui si punta con queste misure di gestione della denominazione è quello di <strong>porsi in maniera tonica rispetto ai mercati</strong>, in Italia e all’estero, <strong>proponendo un vino marcatamente identitario dal punto di vista del vigneto e del terroir, grazie a pratiche agricole condivise in grado di gestire la naturale esuberanza produttiva della Garganega.  </strong></p>
<p>Una scelta dal forte impatto non solo qualitativo, ma anche etico: <strong>dosare con lungimiranza la produttività dei vigneti significa di fatto ridurre l’apporto energetico nella loro complessiva gestione</strong>, dal vigneto alla cantina, in primis in termini di risorse idriche.</p>
<p>Forte poi il <strong>senso di responsabilità nei confronti dei consumatori</strong> che avranno così la certezza di acquistare vini frutto di un importante lavoro di controllo e di selezione.</p>
<p>Una misura, adottata oggi, che diventa strategica anche per <strong>i viticoltori: a partire da adesso potranno già effettuare i lavori di potatura programmando e decidendo fin da subito quali sono i vigneti più vocati da destinare alla produzione di Soave e quali invece ad altre tipologie.</strong></p>
<p><strong>&#8220;</strong>Quello che abbiamo posto in essere – evidenzia <strong>Sandro Gini, presidente del Consorzio di Tutela del Soave</strong> – è un insieme di misure che, da circa due anni, mirano ad una forte riorganizzazione interna sul fronte della produzione col risultato di garantire al consumatore finale vini frutto di una severa selezione, in grado di distinguersi per l’elevata qualità. È una risposta importante che come denominazione intendiamo dare ai mercati che, oggi più che mai, ricercano vini fortemente identitari, con una gradazione alcolica non troppo spinta&#8221;.</p>
<p><strong>Per il Soave un richiamo ad essere semplicemente se stesso. Da qui il nome di Progetto Identità Soave.</strong></p>
<p>&#8220;La Garganega, madre del Soave, è un’uva generosa e per tale ragione va dosata la sua naturale esuberanza. Se coltivata con lungimiranza e intelligenza non ha nulla da invidiare a vitigni come lo Chardonnay o il Sauvignon e non deve temere il confronto con le varietà aromatiche. Il Soave  &#8211; <strong>conclude Gini</strong> &#8211; si caratterizza proprio per la sua “lievità olfattiva” che varia a seconda delle zone di produzione ma proprio questa sua caratteristica può dar vita ad una complessità affascinante, sostenuta dalla naturale vocazione di questo grande bianco veronese ad evolvere nel tempo&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsoave.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio tutela vini Soave e Recioto di Soave</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/02/2024.19.01_Progetto_Identita_Soavedocx.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Calici di Lessini Durello DOP per Amarone Opera Prima</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/calici-di-lessini-durello-dop-per-amarone-opera-prima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 16:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni Consorzi di Tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alle bollicine berico-scaligere il “compito” di stupire stampa italiano ed estera ed operatori di settore alla cena di gala voluta dal Consorzio di Tutela per dare il via alla rassegna che celebra il grande rosso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alle bollicine berico-scaligere il “compito” di stupire stampa italiano ed estera ed operatori di settore alla cena di gala voluta dal Consorzio di Tutela per dare il via alla rassegna che celebra il grande rosso veronese.</em></p>
<p>Saranno le sapide e fresche bollicine del <strong>Lessini Durello</strong> a dare il via ufficiale ad Amarone Opera Prima, l’evento ideato dal Consorzio di Tutela del Valpolicella e dedicato a tutte le interpretazioni del grade rosso veronese, in programma sabato 3 e domenica 4 febbraio al Palazzo della Gran Guardia di Verona.</p>
<p><strong>Lo spumante berico-scaligero, nato dall’uva autoctona Durella, infatti sarà servito come aperitivo alla cena di gala di Amarone Opera Prima</strong>, dove oltre ai produttori e alle istituzioni, sono attesi anche gli operatori e la stampa di settore italiana ed estera.</p>
<p>«Da qualche anno ormai le nostre bollicine – evidenzia <strong>Diletta Tonello, presidente del Consorzio di Tutela Lessini Durello &#8211; </strong>sono invitate ad inaugurare questa prestigiosa rassegna nel cuore di Verona. Si tratta di un “gemellaggio” fortemente simbolico, non solo sul piano enologico ma anche su quello delle relazioni tra i protagonisti del mondo del vino: da un lato il Lessini Durello, enclave produttiva della spumantistica italiana di qualità che viene scelto come aperitivo per l’evento dell’opulento Amarone, punta di diamante della Valpolicella; dall’altro la forte spinta al dialogo tra consorzi di tutela che si impegnano sul fronte della valorizzazione e della promozione delle eccellenze enologiche di Verona<strong>»</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://montilessini.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Lessini Durello</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/2024.29.01_Durello-ad-Amarone_Opera-Prima.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Amarone della Valpolicella DOP: armonia delle feste in un calice</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/amarone-della-valpolicella-dop-armonia-delle-feste-in-un-calice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2023 08:06:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amarone della Valpolicella DOP protagonista indiscusso delle tavole natalizie. Tedeschi, Direttore del Consorzio Vini Valpolicella: “La Valpolicella è la prima DOP di vino rosso in Veneto e tra le più importanti in Italia&#8221; Nel cuore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Amarone della Valpolicella DOP protagonista indiscusso delle tavole natalizie. Tedeschi, Direttore del Consorzio Vini Valpolicella: “La Valpolicella è la prima DOP di vino rosso in Veneto e tra le più importanti in Italia&#8221;</em></p>
<p>Nel cuore delle colline veronesi, tra paesaggi mozzafiato e vigneti baciati dal sole, nasce l&#8217;<strong>eccellenza vinicola</strong> che incanta i palati di tutto il mondo: l&#8217;<strong>Amarone della Valpolicella DOP</strong>. Un vino pregiato che si presenta come il compagno ideale per le <strong>festività natalizie</strong> ormai alle porte capace di avvolgere i sensi in un&#8217;esperienza gastronomica unica. Si tratta di un vino frutto della passione e della maestria dei vignaioli che coltivano le viti in un territorio ricco di storia e tradizione.</p>
<p><strong>L&#8217;area vinicola della Valpolicella</strong>, infatti, con il suo clima favorevole e il terreno caratteristico, dona al vino una personalità unica.</p>
<p><em>“La <strong>Valpolicella è la prima DOP di vino rosso in Veneto</strong> e tra le più importanti in Italia. – </em>spiega <strong>Matteo Tedeschi, Direttore del Consorzio per la tutela dei Vini Valpolicella</strong><em> – Ad oggi sono <strong>8600 gli ettari vitati</strong> rivendicati a Valpolicella e più di <strong>67 milioni le bottiglie</strong> delle denominazioni (<strong>Valpolicella DOP, Amarone DOP, Recioto della Valpolicella DOP e Valpolicella Ripasso DOP</strong>) prodotte nel 2022. Quello che rende così apprezzato questo vino è sicuramente la sua grande capacità di essere un fidato alleato a tavola, capace di esaltare molte pietanze con estrema versatilità.”</em></p>
<p>La <strong>Valpolicella è una fascia di terra pedemontana nel veronese</strong>, confina ad ovest con il Lago di Garda, mentre a est e a nord è protetta dai Monti Lessini. Dal colore rosso intenso, che già dalla vista anticipa la sua complessità. Al naso, emergono profumi avvolgenti di frutti rossi maturi, note di spezie dolci e leggere sfumature di cioccolato. In bocca, l&#8217;Amarone della Valpolicella DOP regala una pienezza gustativa, con tannini nobili e una persistenza aromatica che invoglia a ogni sorso.</p>
<p>Ecco, dunque, che questo capolavoro enologico diventa il <strong>protagonista indiscusso delle tavole natalizie</strong>, sposando perfettamente la tradizione gastronomica con l&#8217;eleganza di un vino unico nel suo genere.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio per la tutela dei Vini Valpolicella</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/11/5_AMARONE-DELLA-VALPOLICELLA-LARMONIA-DELLE-FESTE-IN-UN-CALICE.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Custoza DOP vince a Fieracavalli, tra World Cup e Crazy Horse Night</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/custoza-dop-vince-a-fieracavalli-tra-world-cup-e-crazy-horse-night/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 08:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vino bianco simbolo di Verona tra i protagonisti della 125esima edizione di Fieracavalli, tra Coppa del Mondo di Salto Ostacoli e un DJ set d’eccezione con Bob Sinclar. Il Consorzio Tutela Vino Custoza DOC [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il vino bianco simbolo di Verona tra i protagonisti della 125esima edizione di Fieracavalli, tra Coppa del Mondo di Salto Ostacoli e un DJ set d’eccezione con Bob Sinclar.</em></p>
<p>Il <strong>Consorzio Tutela Vino Custoza DOC</strong> sarà tra i protagonisti di <strong>Fieracavalli</strong>, la manifestazione punto di riferimento del panorama equestre internazionale in programma dal 9 al 12 novembre presso Veronafiere, scegliendo il luogo più esclusivo della fiera.</p>
<p>Il vino bianco di Verona animerà la <strong>Vip Lounge</strong> del padiglione 8 di Fieracavalli, teatro della <strong>22ª edizione di Jumping Verona,</strong> unica tappa italiana della <strong>Longines FEI Jumping World CupTM</strong>. Per questo importante appuntamento sono attesi i più importanti cavalieri di Salto Ostacoli, che si sfideranno nell’atteso Gran Premio CSI5*W in programma domenica 12 novembre.</p>
<p><em>&#8220;Custoza è il vino di Verona e accoglie nella sua Lounge gli ospiti d’eccezione di Fieracavalli&#8221;</em> afferma <strong>Roberta Bricolo, Presidente del Consorzio Tutela Vino Custoza DOP</strong>. &#8220;<em>Custoza DOC e Superiore ben interpretano il nostro terroir e affiancano con uno stile elegante e versatile le manifestazioni culturali di eccellenza della nostra città; in questo contesto la nostra denominazione non solo si rivolge al pubblico nazionale ed internazionale presente ma ritrova la sua storica anima veronese contribuendo ad animare uno dei contesti più importanti della città&#8221;.</em></p>
<p>Il Consorzio sarà presente con i suoi vini non solo nelle giornate di fiera ma anche nello speciale fuori salone organizzato per il 125° anniversario di Fieracavalli.  Il Custoza DOC sarà infatti il vino ufficiale di <strong>Crazy Horse Night</strong>, la serata in programma sabato 11 novembre a partire dalle 22 alle Gallerie Mercatali, che vedrà esibirsi l’artista<strong> di fama internazionale Bob Sinclar</strong>. &#8220;<em>Il Custoza è un vino contemporaneo – </em>Conclude Roberta Bricolo<em> – capace di dialogare con il mondo dei giovani e di trovare linguaggi nuovi per comunicare il proprio valore.&#8221;</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Tutela Vino Custoza DOC</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/11/CS-Custoza_Fieracavalli.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</strong></a></p>
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		<title>(Verona) Il Marrone di San Zeno festeggia 20 anni di DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/20-anni-di-dop-per-il-marrone-di-san-zeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2023 06:56:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni e sagre]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>20 anni di DOP per il Marrone di San Zeno di Montagna (VR): un patrimonio che si identifica con il territorio. Buona annata con raccolta in anticipo. Al via la Festa del Marrone e della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>20 anni di DOP per il Marrone di San Zeno di Montagna (VR): un patrimonio che si identifica con il territorio. Buona annata con raccolta in anticipo. Al via la Festa del Marrone e della castagna il 21, 22, 28, 29, 31 ottobre e il 4, 5 novembre.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il Marrone di San Zeno festeggia 20 anni di DOP.</strong> La denominazione di origine protetta del Marrone di San Zeno è stata registrata nel 2003 e nello stesso anno si è costituito <strong>il Consorzio di Tutela che riunisce oggi più di quaranta soci con oltre 30 aziende che producono il marrone DOP.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">«Siamo molto orgogliosi di tagliare il traguardo dei 20 anni della DOP con il nostro prodotto che ha un&#8217;antica tradizione e continua ad essere apprezzato e ricercato proprio qui dove si coltiva”, commenta <strong>il presidente del Consorzio del Marrone di San Zeno</strong> <strong>Simone Campagnari</strong> che aggiunge “L’attività del Consorzio e dei produttori negli anni è stata, tra le altre, quella di recuperare piante di notevole importanza storica e colturale che possono contare più di 400 anni. Infatti, è preferibile recuperare i vecchi castagni anziché piantarne di nuovi poiché ci vogliono circa venti anni per la loro produzione: chi pianta castagni lo fa per i figli perché saranno loro a raccoglierne i frutti». «Quest’anno – prosegue Campagnari – <strong>la stagione si prospetta positiva sia per qualità che quantità</strong>, nonostante la siccità a partire dalla metà di agosto. <strong>La raccolta è iniziata in questi giorni in anticipo</strong>: si tratta ormai di un fenomeno che si sta ripetendo da qualche anno per i cambiamenti climatici. Le prossime azioni del Consorzio sono volte a creare un magazzino per il confezionamento e sviluppare prodotti derivanti dai marroni. La birra alle castagne, ad esempio, in vendita da qualche anno, piace sempre molto».</p>
<p style="font-weight: 400;">La presentazione è avvenuta nel Palazzo Ca&#8217; Montagna a San Zeno di Montagna dal presidente del Consorzio del Marrone di San Zeno DOP Simone Campagnari, dal Sindaco di San Zeno di Montagna Maurizio Castellani che ha fatto i saluti e dal direttore di Aipo Verona, Associazione interregionale produttori olivicoli Enzo Gambin.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Le stime di produzione sono stabili</strong> <strong>intorno ai 300 quintali</strong>, <strong>gran parte dei quali biologici.</strong> Il <strong>marrone è coltivato su 200 ettari</strong> (1000 ettari totali) <strong>situati dai 250 ai 900 metri</strong> s.l.m. nella zona fra il Lago di Garda e il Monte Baldo, in provincia di Verona nei comuni di Brentino Belluno, Brenzone, Caprino Veronese, Costermano, Ferrara di Monte Baldo e, naturalmente, San Zeno di Montagna. Tutti comuni compresi nella zona dell&#8217;unione montana del Baldo-Garda, conosciuta fin dal passato come «Hortus Europae» &#8211; Giardino d’Europa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nella comunità montana del Monte Baldo la castanicoltura ha rappresentato nei secoli passati una risorsa economica importante con i primi riferimenti storici sulla coltivazione del castagno che risalgono al Medioevo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il modo migliore per degustare il Marrone e scoprire le sue particolarità è partecipare alla <strong>20° edizione</strong> <strong>della Festa del Marrone di San Zeno DOP, e alla Festa delle castagne – Mostra Mercato dei marroni &#8211; che ha raggiunto il 51° anniversario</strong>. Fitto il programma degli appuntamenti che per tre fine settimana, <strong>il 21/22, 28/29/31 ottobre, 4/5 novembre 2023, </strong>darà ai partecipanti la possibilità di <strong>acquistare i Marroni direttamente dai produttori in retine chiuse con apposito sigillo, degustarli</strong> arrosto o lessati oppure come ingrediente principale di piatti tipici accompagnati dalla birra alle castagne e dai vini locali. Non mancherà il minestrone di marroni, ricetta tradizionale a base di verdura, fagioli e marroni. «Abbiamo intenzione – precisa Campagnari – di <strong>confermare i listini prezzi dello scorso anno,</strong> ovvero dai circa 5 ai 7,5 euro il chilo al consumo e puntiamo a esaurire gran parte della nostra produzione durante le giornate di festa».</p>
<p style="font-weight: 400;">«La Denominazione d’origine protetta Marrone di San Zeno è un patrimonio colturale e culturale, che è congiunto al suo territorio di produzione. – spiega <strong>Enzo Gambin, direttore di Aipo Verona, Associazione Interregionale Produttori Olivicoli</strong> &#8211; Una DOP che è ricchezza da porre sul mercato per far presa sul pubblico e aumentare l’offerta turistica.  Da qui l’importanza della partecipazione delle Comunità coinvolte, dei gruppi e organizzazioni, in un insieme differenziato di attività, che vanno dall’identificazione alla documentazione, alla ricerca, alle attività di preservazione, alla protezione, alla promozione, allo sviluppo e alla trasmissione delle manifestazioni, come ben ne rappresenta la “Ventesima festa del Marrone di San Zeno DOP” coordinata e gestita dal proprio Consorzio di Tutela. Il turista contemporaneo richiede sempre più di stabilire una relazione con i prodotti agroalimentari del territorio, soprattutto se hanno profondi legami con i luoghi e con le esperienze degli individui, e, non a caso, la professoressa Mara Cerquetti affermava “…il brand Italia fa leva proprio sull’associazione tra prodotto e territorio, ovvero sul contesto in cui i prodotti made in Italy sono realizzati, e in particolare sul paesaggio, bene culturale per eccellenza, frutto dell’integrazione di componenti naturali e antropiche, storico-culturali e produttive”. E in questo, il “brand” Marrone di San Zeno è in grado di far riconoscere la propria offerta, di differenziarla e specificarla e in tutto questo può rappresentare un valore economico, che, se oggetto di valutazione, potrebbe superare cifre con sei zeri».</p>
<p style="font-weight: 400;">“Nel 1997 – racconta Simone Campagnari &#8211; l&#8217;allora amministrazione comunale di San Zeno di Montagna con il sindaco Cipriano Castellani decise di costituire l&#8217;associazione Castanicoltori del Monte Baldo Veronese con l&#8217;obiettivo di rivalutare la castanicoltura del territorio, a quel tempo quasi completamente abbandonata perché non più redditizia per i produttori. Altro scopo era quello di mantenere e ricuperare i castagneti e le tradizioni locali. L&#8217;Associazione fu fondata da dieci produttori, guidata dal presidente Giacomo Peretti e dal sindaco Cipriano Castellani. Da l&#8217;associazione decise di identificare il Marrone di San Zeno confezionandolo con un marchio al fine di distinguerlo dalle castagne presenti sul mercato nazionale in ritenuto migliore in qualità.  Il logo, ancora oggi utilizzato e disegnato dallo scultore e concittadino Nello Finotti, raffigura una moneta in cui su una faccia è rappresentato il patrono del paese, San Zeno, e sull&#8217;altra un riccio stilizzato con all&#8217;interno un marrone. Il passo successivo fu richiedere alla Comunità Europea il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta attraverso i vari passaggi locali e regionali. Il disciplinare di produzione fu stilato dai professori Berni e Begalli dell&#8217;Università di Verona. Finalmente, dopo anni di lavoro, nel 2001 la nostra richiesta è stata accolta e approvata dalla Comunità Europea e nel 2003 è stato confezionato il primo sacchetto del Marrone di San Zeno DOP. A seguito di questo riconoscimento è stata sciolta l&#8217;Associazione Castanicoltori e costituito il Consorzio di Tutela del Marrone di San Zeno D.O.P con presidente Simone Campagnari. Da subito il Consorzio ha fatto applicare il disciplinare e il sigillo su ogni sacchetto con indicato il nome del produttore, un segno di responsabilità verso il consumatore finale in quanto il nostro obbiettivo è sempre stata principalmente la vendita diretta da produttore a consumatore”.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.marronedisanzeno.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio tutela Marrone di San Zeno DOP</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/20-anni-di-dop-per-il-marrone-di-san-zeno/">(Verona) Il Marrone di San Zeno festeggia 20 anni di DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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