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	<title>Verona (VR) &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Verona (VR) &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Nasce il Progetto Montenapoleone: dare un’identità ai grandi vini fermi dell’Oltrepò Pavese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 07:33:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Consorzio ha organizzato un incontro con le aziende e le associazioni di categoria agricole per presentare la prossima tappa del percorso di valorizzazione delle produzioni del territorio, dopo aver concluso il progetto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>Consorzio</strong> ha organizzato un incontro con le aziende e le associazioni di categoria agricole per presentare la <strong>prossima tappa del percorso di valorizzazione delle produzioni del territorio</strong>, dopo aver concluso il progetto di <a href="https://www.qualivita.it/news/loltrepo-pavese-metodo-classico-dop-punta-forte-sul-classese" target="_blank" rel="noopener"><strong>rilancio del Metodo Classico attraverso il Classese</strong></a>, presentato con successo alla scorsa edizione di Vinitaly.</p>
<p>Se il Classese resterà comunque la locomotiva in termini di traino d’immagine, il territorio vanta da sempre numerosi altri prodotti d’eccellenza che non sono mai stati valorizzati a sufficienza, anche a causa dell’appiattimento di ogni vino sotto il brand Oltrepò Pavese, che comprende vini di primo prezzo ma anche etichette considerate, a buon diritto, tra le massime eccellenze del panorama italiano. Alla base del nuovo progetto c’è dunque la <strong>costruzione di una piramide di posizionamento per i vini fermi</strong>, capace di collocare ogni produzione nella fascia di valore che merita, incidendo così sul valore delle uve di partenza e dei vigneti, che resta in definitiva l’obiettivo del Consorzio.</p>
<p>Alla base della piramide ci sarebbe il <strong>Provincia di Pavia IGP</strong>, da collocare in un segmento di ingresso. Appena <strong>sopra i vini Oltrepò Pavese</strong>, e al vertice i vini premium e oltre. Per questi ultimi il progetto prevede la creazione di una nuova denominazione su misura. La necessità di crearne una nuova nasce dal fatto che agire diversamente significherebbe intervenire in modo pesante su molti disciplinari, andando anche a ledere in diversi casi diritti preacquisti e rischiando anni di contenziosi che potrebbero, in ultima analisi, bloccare qualsiasi progetto. Al contrario, lavorando su qualcosa di nuovo non si modificherebbe nulla dello status quo, consentendo a ogni azienda di continuare a operare come ritiene più opportuno, ma offrendo un’opportunità a chi finora non ne ha mai avute di lavorare nel segmento più alto di qualità, posizionandosi di conseguenza.</p>
<p>In particolare, i vini fermi su cui <strong>la nuova denominazione sarà incentrata saranno i grandi rossi a base di uve autoctone, con Croatina e Barbera</strong> in primo piano. Sarà prevista anche una tipologia bianca da dedicare esclusivamente al Riesling Renano, così da risolvere l’equivoco storico tra questa varietà e l’Italico, che in futuro potrebbe quindi mantenere l’appannaggio esclusivo della tipologia Riesling nel disciplinare dell’Oltrepò Pavese.</p>
<p>Analogamente, nell’ambito del riordino complessivo, <strong>un’altra possibile modifica sarebbe togliere la tipologia ferma dal Bonarda</strong>, così da mantenere questa denominazione per la tipologia frizzante, certamente la più rappresentativa e tipica. In questo contesto troverebbe anche più senso il <strong>Buttafuoco</strong>, che diventerebbe una nicchia di eccellenza di un progetto di qualità dedicato ai rossi autoctoni fermi del territorio.</p>
<p>Infine, per valorizzare il <strong>Pinot Nero DOC</strong> nella sua versione rossa, l’idea sarebbe quella di lavorare sulla sua promozione a DOCG.</p>
<h4>La proposta di una nuova DOC</h4>
<p><strong>La nuova DOC</strong>, oltre a seguire criteri produttivi orientati alla massima qualità, potrà prevedere le menzioni comunali, così che ogni comune dell’Oltrepò Pavese possa trovare una propria valorizzazione nei vini ottenuti da uve coltivate esclusivamente nel proprio territorio.</p>
<p><strong>L’areale resterebbe quello dell’attuale Oltrepò vinicolo</strong>, con l’eventualità di introdurre un limite minimo di altitudine per i vigneti. Un’attenzione particolare sarà riservata anche alla sostenibilità, con la proposta innovativa di fissare un peso massimo per le bottiglie, così da ridurre drasticamente l’uso del vetro.</p>
<p>Quanto al <strong>nome</strong>, dovendo necessariamente trattarsi di un nome storico, legato al territorio, già presente e attestato, oltre che non confondibile con altre denominazioni,<strong> la proposta del Consorzio</strong> è stata quella di ripescare nella storia gloriosa di questo territorio il <strong>Montenapoleone</strong>, vino rosso che fino agli anni ’60 fu tra i più apprezzati insieme a Buttafuoco, Sangue di Giuda e Barbacarlo.</p>
<p><strong> Il Consiglio di amministrazione attuale si propone, entro la fine del mandato nel febbraio 2027, di portare in Assemblea il progetto Montenapoleone</strong>, così che, come nel caso del Classese, si possa da subito partire con l’utilizzo del nome come marchio collettivo, già registrato l’anno scorso dal Consorzio a questo scopo, mentre verrà portata avanti la pratica di richiesta per la nuova denominazione. Nei suoi tre anni di mandato, dunque, il Consiglio di Amministrazione, nonostante i momenti di grandi difficoltà per il territorio, avrà chiuso tre temi cardinali da sempre dibattuti e mai risolti: la giusta rappresentanza delle aziende tramite il nuovo statuto, la valorizzazione della DOCG con il progetto Classese e il riordino delle denominazioni del territorio con il progetto Montenapoleone. La proposta è stata accolta con grande favore dalle associazioni e dalle aziende presenti, segnando così un altro fondamentale passo nell’opera di rivalorizzazione dell’Oltrepò Pavese.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.classeseoltrepopavese.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Progetto-Montenapoleone.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Il calo dell’export di vino colpisce tutto un territorio: il “caso Verona”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Turismo DOP e Dop economy: le riflessioni dal “Forum sul futuro del vino” della Camera di Commercio della città dell’Arena. Un -5% di esportazioni “costa” 261 milioni di euro “Capitale della Valpolicella”, ma che si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Turismo DOP e Dop economy: le riflessioni dal “Forum sul futuro del vino” della Camera di Commercio della città dell’Arena. Un -5% di esportazioni “costa” 261 milioni di euro</em></p>
<p><strong>“Capitale della Valpolicella”, </strong>ma che si affaccia su altri distretti del vino importanti come quelli del<strong> Soave e del Lago di Garda, </strong>e <strong>“capitale del vino italiano”</strong>, grazie a Vinitaly, l’evento internazionale di riferimento del settore, Verona, tra le città d’arte italiane più visitate, Patrimonio Unesco, è legatissima al vino per storia, cultura ed economia, perché è il vigneto urbano più grande del Belpaese ed il suo territorio è n. 1 per valore dell’export e della produzione enoica, oltre a<strong> guardare all’enoturismo come asset strategico per il futuro</strong>. Nella “buona e nella cattiva sorte”, perché, se in fase di espansione l’economia vinicola ha arricchito la città e il suo territorio, ora, nel complesso periodo che il mercato del vino sta vivendo, a risentirne non è solo il bilancio delle cantine.</p>
<p><strong> Tanto che, con un calo delle esportazioni ipotetico del -5%, il danno economico per Verona ed il suo territorio ammonterebbe a 261 milioni di euro, mentre con un calo intorno al -7% (come sta avvenendo in questa prima metà 2026), la perdita arriverebbe a 366 milioni di euro. </strong>Scenari disegnati dallo studio condotto da Economics Living Lab, spin-off dell’Università di Verona (Dipartimento di Scienze Economiche), ed illustrato, ieri, alla Camera di Commercio di Verona che lo ha commissionato (e che, nelle ipotesi più estreme, prevede danni economici fino a -1,3 miliardi di euro).</p>
<p>Una <strong>case history</strong>, quella di Verona &#8211; città che, comunque, vive anche di altri business importanti, dalla logistica alla manifattura, per esempio, e capitale anche della lirica italiana grazie all’Arena &#8211; <strong>che deve far riflettere in maniera profonda sui possibili impatti di un’ulteriore contrazione del business del vino in territori in cui questo rappresenta il principale, se non l’unico, motore economico.</strong></p>
<p>Un quadro, quello fornito, ieri, <strong>dal professor Francesco Pecci nel “Forum sul futuro del vino” (che ha visto sul palco, tra gli altri, Pierluigi Guarise, ad Collis Veneto Wine, Roberta Corrà, dg Gruppo Italiano Vini-Giv, Michele Tessari dell’azienda vitivinicola Ca’ Rugate, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente Federdoc, Alessandro Rossi, National Category Manager wine Partesa, e Paolo Artelio, vicepresidente amministratore Fipe), che tiene conto non solo delle potenziali perdite delle imprese vinicole, ma anche dei fornitori, della comunità che lavora e trae beneficio da un comparto storicamente contraddistinto da un forte valore aggiunto.</strong> “Una contrazione della domanda &#8211; ha detto Pecci &#8211; genera impatti rilevanti non solo diretti, ma soprattutto indiretti e indotti, con effetti significativi sul Pil, e destinati a ripercuotersi sui redditi delle famiglie e sulle entrate fiscali”.</p>
<p>L’analisi dell’impatto si basa sulla matrice di contabilità sociale dell’economia provinciale; <strong>a una contrazione dell’export del 5% corrisponde un calo delle vendite di vino pari a 53 milioni di euro che generano una riduzione di oltre 186 milioni di euro sui settori produttivi coinvolti direttamente e indirettamente e una riduzione dei redditi di lavoro e di capitale, che si traducono in una diminuzione della ricchezza prodotta (il Pil) di 75,5 milioni di euro per un totale di oltre 261 milioni di euro.</strong> Applicando <strong>una riduzione dell’export del 7%, valore assai vicino al saldo dell’export scaligero nel primo trimestre 2026 del settore bevande (dove il vino pesa per oltre il 90%), di -7,4%, la perdita totale per l’economia veronese supera i 366 milioni di euro.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/il-calo-dellexport-di-vino-colpisce-non-solo-le-cantine-ma-tutto-un-territorio-il-caso-verona_595972/" target="_blank" rel="noopener">WineNews.it</a></p>
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		<title>Chianti e Morellino conquistano il Vinitaly: “Un ponte tra Toscana e Veneto che rafforza i territori”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/chianti-e-morellino-conquistano-il-vinitaly-un-ponte-tra-toscana-e-veneto-che-rafforza-i-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 07:42:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Circa 150 giornalisti internazionali, buyer e operatori alla serata fuori salone di Vinitaly. Busi (Consorzio Vino Chianti): “Il mercato si è dimostrato resiliente rispetto a guerre, tasse e problemi climatici”. Guicciardini Calamai (Consorzio Morellino di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Circa 150 giornalisti internazionali, buyer e operatori alla serata fuori salone di Vinitaly. Busi (Consorzio Vino Chianti): “Il mercato si è dimostrato resiliente rispetto a guerre, tasse e problemi climatici”. Guicciardini Calamai (Consorzio Morellino di Scansano): &#8220;Importante creare occasioni di confronto tra territori e denominazioni&#8221;</em></p>
<p>Calici alzati, degustazioni e confronto tra territori: Verona, nel pieno dei giorni di Vinitaly, si è trasformata in una vetrina internazionale per <strong>Chianti e Morellino</strong>, protagonisti della serata esclusiva firmata dall&#8217;associazione <strong>Chianti Lovers &amp; Rosso Morellino, andata in scena sabato 11 aprile all’Amo Bistrot Ristorante.</strong></p>
<p>All’evento hanno partecipato circa <strong>150 tra operatori del settore, buyer e giornalisti provenienti dal Giappone, dagli Usa, dal Canada, dal Messico e dalla Tailandia.</strong></p>
<p>“Verona, sia fuori che dentro Vinitaly, è una bella occasione per raccontare non solo la qualità dei nostri vini, ma anche l’identità dei territori che rappresentiamo. La presenza di così tanti giornalisti internazionali conferma quanto l’interesse verso il Chianti sia vivo e in continua crescita. In un contesto globale complesso, il vino toscano continua a distinguersi per qualità e riconoscibilità”, dice <strong>Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti.</strong></p>
<p>Guardando alle prospettive future, Busi sottolinea come “la seconda parte del 2026 si presenta con tante preoccupazioni dovute alle tensioni geopolitiche, ma anche con segnali di speranza legati al fatto che il mercato del vino si è dimostrato resiliente rispetto a conflitti, tassazioni, conseguenze del cambiamento climatico. Come Chianti registriamo un rinnovato interesse da parte dei mercati internazionali, in particolare Nord America ed Europa. Sarà decisivo continuare a investire in promozione e valorizzazione per cogliere al meglio queste opportunità”.</p>
<p>&#8220;La serata di Verona conferma quanto sia importante creare occasioni di confronto tra territori e denominazioni, soprattutto in un contesto internazionale come quello di Vinitaly 2026 – commenta <strong>Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano </strong>– .In questo scenario abbiamo presentato anche il Morellino Superiore, una tipologia che nasce per dare una definizione chiara a un segmento già presente nelle produzioni e che rappresenta un passo coerente nel percorso di crescita qualitativa della denominazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dal punto di vista del mercato, i dati ci restituiscono un quadro incoraggiante: il 2025 si è chiuso con un +4% e, soprattutto, con una significativa riduzione delle giacenze, che rende oggi il sistema più equilibrato e reattivo. In una fase ancora complessa per il settore, questi elementi indicano una buona capacità di adattamento e una maggiore solidità complessiva. La direzione è quella di continuare a lavorare su qualità, chiarezza dell’offerta e presidio dei mercati, mantenendo un approccio pragmatico e sostenibile”, conclude Calamai.</p>
<p>Campagna informativa e di comunicazione 2026” realizzata nell’ambito dell’intervento SRG010 Anno 2023 – Promozione dei prodotti di qualità del Complemento per lo sviluppo rurale della Toscana 2023–2027, cofinanziato con il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti </strong></a>e <a href="https://www.consorziomorellino.it/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio tutela Morellino di Scansano</strong></a></p>
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		<title>L’Oltrepò Pavese a Vinitaly: protagonisti il Pinot Nero e il Classese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/loltrepo-pavese-a-vinitaly-protagonisti-il-pinot-nero-e-il-classese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[degustazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Debutto ufficiale del “Classese” e presenza record del Consorzio: l’Oltrepò Pavese rilancia la sua identità a Vinitaly puntando su qualità, unità e tradizione del Pinot Nero. Alla cinquatottesima edizione di Vinitaly, il Consorzio Oltrepò Pavese [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Debutto ufficiale del “Classese” e presenza record del Consorzio: l’Oltrepò Pavese rilancia la sua identità a Vinitaly puntando su qualità, unità e tradizione del Pinot Nero.</em></p>
<p>Alla cinquatottesima edizione di Vinitaly, il Consorzio Oltrepò Pavese si presenta con lo stand consortile più grande di sempre — oltre 350 m<sup>2</sup> — e decine di nuove etichette di Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG nella sua nuova veste: Classese.</p>
<p>Per il tradizionale salone dei vini di Verona, in scena dal 12 al 15 aprile, il Consorzio conferma la formula già sperimentata nel 2025, con un ampio spazio consortile, segno della condivisione strategica che il territorio vitivinicolo ha ritrovato negli ultimi anni. Accanto al banco consortile, infatti, saranno 23 le aziende presenti con i vini DOC e DOCG del territorio, oltre a diverse cantine parte della più ampia collettiva pavese.</p>
<p>Attenzione, in particolare, al Classese, che fa il suo nuovo debutto con quaranta etichette, a raccontare la qualità del metodo classico da Pinot Nero che in Oltrepò segna il tempo da 160 anni.</p>
<p>Al Classese sarà dedicata una conferenza stampa — con la presenza dell’Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia Alessandro Beduschi — lunedì 13 aprile alle ore 15.00 presso lo spazio eventi regionale. Sarà l’occasione per ripercorrere l’unicità della vocazione dell’Oltrepò Pavese per il Pinot Nero, in particolare per il <em>blanc</em> <em>de</em> <em>noirs</em> e il <em>rosé</em> <em>de</em> <em>noirs</em>, dalle prime sperimentazioni dei conti Gancia e Vistarino nel 1850, passando per la nascita dell’Associazione produttori del Classese presieduta da Carlo Boatti, sino all’introduzione della DOCG nel 2007. Una storia che oggi diventa rilancio per tutto il comparto, nel segno della qualità.</p>
<p>Dichiara la Presidente Francesca Seralvo: «<em>Vinitaly è sempre una vetrina importante per il vino italiano e, come Consorzio, siamo davvero soddisfatti perché abbiamo saputo fare quadra e presentarci in maniera unitaria in questo 2026. Il CdA, che è appena entrato nel terzo anno di attività, ha portato realizzato la riforma dello Statuto, del disciplinare della DOCG e, oggi, presentiamo le prime 40 nuove etichette di </em><em>Classese. Sono queste le basi per ridare realmente valore al territorio e per continuare a lavorare in maniera </em><em>coordinata e partecipata</em>».</p>
<p><strong>L’appuntamento con il Classese e i vini della tradizione oltrepadana è a Vinitaly, Palaexpo, stand B10/11/12.</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinioltrepo.it/5838/oltrepo-terra-di-pinot-nero-2024/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/Comunicato-Vinitaly-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/loltrepo-pavese-a-vinitaly-protagonisti-il-pinot-nero-e-il-classese/">L’Oltrepò Pavese a Vinitaly: protagonisti il Pinot Nero e il Classese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Consorzio Garda DOC torna a Vinitaly con “Garda360”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-garda-doc-torna-a-vinitaly-con-garda360/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:26:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consorzio Garda DOC a Vinitaly: incontri, degustazioni e social tasting, nel segno del progetto europeo Euchronicles Eccellenze DOP : un savoir-faire tutto europeo Il Consorzio Garda DOC si prepara a tornare protagonista a Vinitaly con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-garda-doc-torna-a-vinitaly-con-garda360/">Il Consorzio Garda DOC torna a Vinitaly con “Garda360”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consorzio Garda DOC a Vinitaly: incontri, degustazioni e social tasting, nel segno del progetto europeo Euchronicles Eccellenze DOP : un savoir-faire tutto europeo</em></p>
<p>Il Consorzio Garda DOC si prepara a tornare protagonista a Vinitaly con un ricco calendario di appuntamenti dedicati alla scoperta della denominazione e del suo territorio. All’interno dello stand Garda DOC – Avenue H, Stand 1 – dal <strong>12 al 14 aprile</strong> andrà in scena una nuova edizione dei <strong>Social Tasting Garda DOC</strong>, format che lo scorso anno ha riscosso grande successo tra operatori, giornalisti e wine lovers.</p>
<p>«<em>Vinitaly rappresenta un momento fondamentale di incontro e confronto con il mercato nazionale e internazionale. È l’occasione per raccontare l’identità della nostra denominazione e presentare le novità che segnano l’evoluzione del Garda DOC</em>», dichiara <strong>Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda Doc</strong> «<em>In questa edizione presenteremo anche il nuovo disciplinare dedicato ai vini low alcol, che fa del Garda DOC la prima denominazione nazionale  a introdurre questa tipologia. Alcune referenze saranno disponibili in degustazione allo stand, a testimonianza della capacità del territorio di innovare rimanendo fedele alla propria identità</em>».</p>
<p>Il tema scelto per l’edizione 2026 è <strong>GARDA360</strong>, un percorso di degustazione pensato per raccontare i vini Garda DOC insieme agli elementi che rendono unico il suo territorio. Un  ambiente unico, sospeso tra Mediterraneo e Alpi, nel quale il Lago di Garda crea un microclima straordinario. I Social Tasting diventano così un racconto corale di questo equilibrio naturale, nel quale i vini Garda DOC si inseriscono come espressione autentica di un ecosistema complesso e armonioso.</p>
<p>Il programma delle degustazioni accompagnerà i visitatori lungo tre giornate tematiche dedicate agli elementi che definiscono l’identità del Garda. <strong>Domenica 12 aprile</strong> il percorso si aprirà con “<em>Garda DOC e il vento, un sistema perfetto</em>”, un incontro dedicato al ruolo dei venti del lago che, alternandosi durante la giornata, contribuiscono a creare un microclima ideale per la coltivazione della vite, dell’ulivo e dei limoni, oltre a rendere il Garda una delle mete più amate da velisti e sportivi. <strong>Lunedì 13 aprile </strong>sarà la volta di “<em>Garda DOC da togliere il fiato</em>”, un appuntamento che esplora il rapporto tra acqua, paesaggio e respiro: una degustazione che intreccia vino, natura e consapevolezza del respiro, con il contributo di un apneista. <strong>Martedì 14 aprile</strong> il ciclo si concluderà con “<em>Garda DOC underwater. Tra mondo sommerso e mondo fluttuante</em>”, un viaggio alla scoperta della biodiversità del lago e delle specie che popolano le sue acque – dal luccio alla trota, dalla tinca all’agone – elementi fondamentali dell’equilibrio dell’ecosistema gardesano. Ogni giornata prevede <strong>due appuntamenti di degustazione, alle ore 12:00 e alle ore 13:00</strong>, con gruppi ristretti di dodici partecipanti per sessione. Gli incontri saranno condotti dall’enologa e divulgatrice <strong>Sissi Baratella</strong>, che guiderà i partecipanti alla scoperta di <strong>tre vini Garda DOC</strong> in abbinamento ad alcune eccellenze del panorama enogastronomico: formaggio <strong>Montasio DOP</strong>, <strong>Prosciutto Crudo di Cuneo DOP e Salame di Varzi DOP</strong>. La partecipazione ai Social Tasting è gratuita previa registrazione al link dedicato.</p>
<p>Il racconto del territorio gardesano proseguirà anche nel centro storico di Verona con <strong>Vinitaly and the City,</strong> dove <strong>domenica 12 aprile alle ore 18:15</strong> il Consorzio Garda DOC sarà protagonista di un<strong> wine talk</strong> condotto da Sissi Baratella. Un momento di confronto e divulgazione pensato per raccontare al pubblico il carattere unico dei vini Garda DOC e il legame profondo tra il lago, il paesaggio e la cultura del territorio.</p>
<p>Le attività si inseriscono nel programma del progetto europeo Euchronicles, iniziativa di promozione dedicata alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari europee, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza delle denominazioni tra operatori e consumatori</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gardadocvino.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Garda DOC</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/03/CS-1_VINITALY.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP: il 2026 si apre con numeri record</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-tradizionale-di-modena-dop-il-2026-si-apre-con-numeri-record/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 08:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Altri prodotti dell'allegato I del Trattato]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bilancio oltremodo positivo per il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena: imbottigliate 168.068 bottiglie nel corso dell’anno, con un incremento rispetto al 2025 e risultati positivi sia per l’Affinato sia per l’Extravecchio Il Consorzio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bilancio oltremodo positivo per il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena: imbottigliate 168.068 bottiglie nel corso dell’anno, con un incremento rispetto al 2025 e risultati positivi sia per l’Affinato sia per l’Extravecchio</em></p>
<p>Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP traccia un bilancio estremamente positivo dell’anno 2025, che si conferma un periodo di crescita e consolidamento per l’intera filiera produttiva della DOP più prestigiosa del territorio modenese.</p>
<p>Nel corso del 2025, l’imbottigliamento complessivo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ha raggiunto <strong>168.068 bottiglie da 100 ml</strong>, facendo registrare <strong>un incremento di 2.348 unità rispetto all’anno precedente </strong>con una crescita dell’1,5%. Un dato che testimonia la solidità del comparto e l’apprezzamento costante del mercato per un prodotto simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana. La crescita ha interessato entrambe le tipologie della denominazione: l’<strong>Affinato</strong>, che ha superato le <strong>107 mila bottiglie</strong>, e l’<strong>Extravecchio</strong>, che ha raggiunto quota <strong>oltre 60.900 bottiglie</strong>, confermando l’interesse crescente del mercato per le espressioni più mature e complesse del prodotto. Particolarmente rilevante il dato riguardante il centro di imbottigliamento del Consorzio di Tutela che ha aumentato il volume di bottiglie certificate di circa 40mila unità, salendo da 119 mila a quasi 159 mila.</p>
<p>Risultati che confermano il valore della tradizione produttiva modenese e il ruolo centrale delle acetaie modenesi nel preservare e tramandare un patrimonio unico, fatto di saperi antichi, tempi lunghi e rigore produttivo.</p>
<p><em>“Parallelamente ai risultati produttivi, &#8211; </em>commenta il <strong>Presidente del Consorzio Enrico Corsini</strong><em> &#8211; il Consorzio ha proseguito nel 2025 un articolato programma di </em><strong><em>attività di tutela e promozione</em></strong><em>, sia in Italia che all’estero, volto a rafforzare la conoscenza e il posizionamento dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP nei mercati di riferimento. La strategia del Consorzio ha continuato a puntare sulla valorizzazione culturale del prodotto, sulla tutela della denominazione e sulla promozione delle sue caratteristiche di unicità, autenticità e qualità certificata. Un percorso che ha voluto celebrare anche la bottiglia che custodisce il prezioso Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, dalla forma iconica disegnata negli anni Ottanta da Giorgetto Giugiaro, riconosciuta come oggetto di design e valorizzata anche dalla sua presenza all’ADI Museum di Milano. Questo racconto identitario ha trovato ulteriore espressione simbolica con la posa, lo scorso ottobre, dell’opera dell’artista Erio Carnevali, ispirata alla bottiglia dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, collocata su una rotonda all’ingresso della città di Modena come segno tangibile di appartenenza, cultura e orgoglio territoriale”.</em></p>
<p>La DOP modenese guarda al futuro con consapevolezza e determinazione, continuando a investire nella promozione, nella tutela e nella diffusione della cultura dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, elemento identitario del territorio e ambasciatore del Made in Italy nel mondo.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.balsamicotradizionale.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena</a></strong></p>
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		<title>A Durello&#038;Friends presentata l’indagine Nomisma sulle prospettive delle bollicine italiane</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/a-durellofriends-presentata-lindagine-nomisma-sulle-prospettive-delle-bollicine-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 07:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durello&#38;Friends a Verona, presentata l’indagine Nomisma Wine Monitor “Percezione e prospettive delle bollicine alternative presso i consumatori italiani”. Oltre la metà degli intervistati vorrebbe un Metodo Classico nuovo, fatto in Italia, preferibilmente in collina. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Durello&amp;Friends a Verona, presentata l’indagine Nomisma Wine Monitor “Percezione e prospettive delle bollicine alternative presso i consumatori italiani”. Oltre la metà degli intervistati vorrebbe un Metodo Classico nuovo, fatto in Italia, preferibilmente in collina.</em></p>
<p><em>Il 51% degli intervistati desidera sperimentare un metodo classico nuovo, fatto in Italia (78%), preferibilmente su territori collinari (54%) e con una fascia di prezzo ideale che si colloca tra i 10 e i 20 euro a bottiglia (36%). </em><br />
<em>Il legame con il territorio si conferma il vero valore aggiunto di uno spumante metodo classico di elevata qualità.</em></p>
<p>In una fase di generale riflessione, che riguarda anche il mondo del vino, la tipologia degli sparkling tiene e regala una boccata d’ossigeno al comparto. È necessario, tuttavia, capire dove stanno andando i mercati in un momento caratterizzato da una congiuntura economica e politica internazionale piuttosto complessa.</p>
<p>A tale riguardo, è stato presentato oggi a Verona, nell’ambito di <strong>Durello&amp;Friends</strong>, l’evento curato dal <strong>Consorzio Tutela Vini Lessini Durello, l’indagine condotta da Nomisma Wine Monitor</strong> “<strong>Percezione e prospettive delle bollicine alternative presso i consumatori italiani”.</strong></p>
<p>I risultati dell’indagine sono stati resi noti nell’ambito della tavola rotonda, moderata da <strong>Fabio Piccoli</strong>, Direttore di Wine Meridian, e dal titolo “<strong>Bollicine da Metodo Classico: lo stato dell’arte”</strong>, che ha visto l’intervento di <strong>Evita Gandini</strong>, Head of market insights di Nomisma Wine Monitor; <strong>Bruno Berni</strong>, Responsabile Business Development di CFI Group, “Le dinamiche attuali dei consumi nel canale Horeca Italia: gli spazi possibili per le bollicine italiane”; <strong>Lucio Roncoroni</strong>, Direttore CDA (Consorzi Distributori Alimenti), “Come sviluppare il mercato del Monti Lessini attraverso una nuova alleanza tra distributori e la filiera Horeca”; <strong>Gianni Tessari,</strong> Presidente del Consorzio Tutela Vini Lessini Durello, a cui sono state affidate le conclusioni.</p>
<p><strong>L’indagine commissionata a Nomisma Wine Monitor ha coinvolto 1000 consumatori evoluti<sup> [1]</sup> di vini sparkling in Italia</strong>. La survey ha permesso di raccogliere informazioni utili a mappare opinioni e comportamenti di <strong>consumo e acquisto di vino spumante</strong>, con un focus specifico sul ruolo del metodo classico, evidenziando l’attitudine alla sperimentazione di nuovi vini sparkling italiani prodotti con metodo classico e l’interesse potenziale per il nuovo «Monte Lessini DOC»</p>
<h4>ABITUDINI DI CONSUMO E POSIZIONAMENTO DEL METODO CLASSICO</h4>
<p>Nell&#8217;ultimo anno oltre 8 consumatori su 10 hanno bevuto<strong> vino spumante</strong> almeno una volta.<br />
In media si tratta di un consumo <strong>non abituale</strong> (solo il 15% è un frequent user: più di una occasione a settimana) e legato ad occasioni di <strong>convivialità</strong>: pranzi e cene con gli amici (27%), aperitivi (23%) e occasioni speciali (22%). Il canale <strong>away from home </strong>rappresenta una fetta importante dei consumi: il 60% dei consumatori beve spumante in ristoranti/bar e altri locali più di una volta al mese.</p>
<p>Tra i criteri di scelta del vino spumante, spiccano <strong>stile </strong>(20%) e <strong>brand </strong>(18%) su tutti, ma rilevanti anche la presenza di una <strong>denominazione di origine </strong>(per il 14% questo è il principale fattore che influenza l’acquisto del vino sparkling) e l’<strong>origine</strong> territoriale (il 12% guarda la provenienza, prevalentemente da Veneto e Lombardia). Il <strong>metodo produttivo</strong> non rappresenta un criterio decisionale prevalente, ma nel complesso 1 su 4 (1 su 3 se si considera solo il target degli expert<u><sup>[1]</sup></u>) tiene conto della differenza qualitativa tra charmat e metodo classico.</p>
<p>I consumatori hanno una netta <strong>preferenza per vini spumanti provenienti da vitigni italiani</strong> (79% vs il 4% che predilige vitigni internazionali), ma nello stesso tempo <strong>1 su 2 preferisce il metodo classico a quello charmat. </strong>Le due informazioni sembrano andare in direzioni parzialmente divergenti, considerando il raro impiego di vitigni autoctoni italiani nel metodo classico. Questo potrebbe indicare una conoscenza non sempre approfondita delle tecniche di produzione e delle caratteristiche dei vitigni impiegati nei due metodi, così come una limitata capacità di identificare l’internazionalità degli stessi vitigni.</p>
<h4>PERCEPTION METODO CLASSICO</h4>
<p>I consumatori più evoluti percepiscono una <strong>maggiore qualità</strong> (18% indica questo come primo attributo distintivo del Metodo Classico rispetto allo Charmat) e un maggior <strong>prestigio</strong> e <strong>tradizione</strong> (16%), così come una <strong>complessità</strong> aromatica (22%), <strong>finezza</strong> e <strong>persistenza</strong> delle bollicine (18%) più evidente rispetto al metodo charmat.</p>
<p>Focalizzandosi esclusivamente sul metodo classico, il consumatore riconosce nel legame con il <strong>territorio</strong> il vero valore aggiunto di uno spumante di elevata qualità: l’essere identitario di uno specifico territorio, la presenza di una denominazione di origine e la zona altimetrica (collina o montagna), rappresentano le caratteristiche distintive di un buon metodo classico rispettivamente per il 18%, 12% e 11% dei consumatori. Rilevante in questa mappa valoriale anche la provenienza del <strong>vitigno</strong>: il fatto che sia autoctono è un plus fondamentale per il 17% dei consumatori. Meno rilevante (4%) appare invece la prerogativa di un lungo affinamento sui lieviti, segno che un metodo classico di qualità può esprimersi anche in <strong>versioni leggere e fresche</strong>, prive di grande struttura.</p>
<h4>INTERESSE POTENZIALE PER IL NUOVO MONTE LESSINI DOC</h4>
<p>I dati evidenziano un mercato aperto all’innovazione di qualità, ma ancora legato ai valori di <strong>autenticità</strong> e <strong>italianità</strong>. Il consumatore cerca esperienze nuove, ma coerenti con un immaginario di <strong>raffinatezza, territorio e metodo artigianale. </strong>Tra le caratteristiche desiderate per un nuovo spumante da sperimentare spiccano in maniera netta molti elementi che contraddistinguono il nuovo Monti Lessini: il 51% vorrebbe un nuovo <strong>Metodo Classic</strong>o, fatto in <strong>Italia</strong> (78%), preferibilmente in <strong>territori collinari</strong> (54%) e con una fascia di prezzo ideale che si colloca tra i <strong>10 e i 20 euro a bottiglia</strong> (36%) o, al più, tra 20 e 30 euro (31%).</p>
<p>In tale contesto, l’analisi dell’interesse potenziale nei confronti di un nuovo spumante ideale (prodotto con metodo classico, da vitigni esclusivamente italiani, con Denominazione d’Origine Controllata), mostra un <strong>interesse all’acquisto</strong> <strong>quasi totale </strong>da parte dei consumatori: il 52% lo proverebbe se questo avesse un costo mediamente inferire alla media e un restante 47% sarebbe addirittura disposto a spendere di più rispetto al prezzo medio dei metodi classici italiani. I dati, già di per sé molto incoraggianti per il Monti Lessini doc, mostrano poi come <strong>il nome</strong> del nuovo prodotto “Monti Lessini DOC”, attraverso il richiamo altimetrico, al territorio e ad una denominazione di origine, rappresenti una <strong>leva forte</strong> per incrementare la curiosità dei consumatori.</p>
<p>Affinché la curiosità si traduca in valore percepito e reale disponibilità a pagare, risulta però fondamentale la <strong>narrazione educativa</strong> – del metodo, del territorio e della varietà: vitigni autoctoni (per un terzo dei consumatori l’origine rappresenta proprio il primo elemento da valorizzare), suoli vulcanici (18%), versatilità (17%) e altitudine (10%) costituiscono gli elementi chiave da veicolare al consumatore. In che modo? Attraverso <strong>degustazioni</strong>, <strong>storytelling</strong> <strong>digitale</strong> e presenza nei <strong>contesti</strong> <strong>formativi/enologici.</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://montilessini.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Lessini Durello DOP </strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/2025.11.22.Durello-Friends_studio_post.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/a-durellofriends-presentata-lindagine-nomisma-sulle-prospettive-delle-bollicine-italiane/">A Durello&#038;Friends presentata l’indagine Nomisma sulle prospettive delle bollicine italiane</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Durello&#038;Friends: successo per l&#8217;edizione 2025</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/durellofriends-successo-per-ledizione-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 08:35:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evento Durello&#38;Friends 2025, organizzato dal Consorzio di Tutela al Crowne Plaza di Verona, si è proposto, nel suo format rinnovato, come un’occasione di confronto nazionale sulle bollicine italiane da Metodo Classico. Premiato da un pubblico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/durellofriends-successo-per-ledizione-2025/">Durello&#038;Friends: successo per l&#8217;edizione 2025</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’evento Durello&amp;Friends 2025, organizzato dal Consorzio di Tutela al Crowne Plaza di Verona, si è proposto, nel suo format rinnovato, come un’occasione di confronto nazionale sulle bollicine italiane da Metodo Classico. </em><br />
<em>Premiato da un pubblico selezionato e competente il banco d’assaggio dove sono stati messi in degustazione il Monti Lessini Metodo Classico, il Lessini Durello Metodo Charmat e i “friends” 2025.</em></p>
<p>Promosso a pieni voti <strong>Durello&amp;Friends</strong>, l’evento ideato dal <strong>Consorzio Tutela Vini Lessini Durello in collaborazione con Banco BPM</strong>, che quest’anno si è presentato con un <strong>format fresco e agile, pensato per il mondo della produzione, gli operatori di settore, gli stakeholder di riferimento e gli eno-appassionati</strong>.</p>
<p>La rassegna, giunta alla 23°edizione, si è tenuta <strong>venerdì 21 novembre, a Verona, negli spazi del Winter Garden del Crowne Plaza </strong>e si è proposta come un vero e proprio <strong>forum nazionale di confronto rispetto alle produzioni di Metodo Classico in Italia.</strong></p>
<p>L’edizione 2025 di Durello &amp; Friends è stata particolarmente significativa per la doc perché, a partire da quest’anno diventa effettiva la modifica del disciplinare, il cui percorso è iniziato oltre dieci anni fa: da quest’anno, infatti, gli spumanti prodotti secondo Metodo Classico porteranno in etichetta la dicitura Monti Lessini, mentre gli spumanti prodotti con Metodo Charmat porteranno in etichetta la dicitura Lessini Durello. Una distinzione sostanziale anche a livello di regole produttive, necessaria prima di tutto nei confronti dei consumatori: <strong>da adesso in poi la denominazione Monti Lessini sarà l’unica doc veneta dedicata unicamente alla produzione di Metodo Classico</strong>.</p>
<p><strong>«</strong>Stiamo attraversando un momento piuttosto complesso a livello mondiale. In tale contesto, tuttavia, gli spumanti rappresentano una tipologia che risponde a logiche leggermente differenti rispetto ad altre. Per questo lavorare sulla valorizzazione del Metodo Classico e sulla vocazionalità spumantistica di precisi comprensori produttivi diventa strategico, non solo in un’ottica promozionale ma anche in chiave strettamente commerciale<strong>»</strong>.</p>
<p>Queste le parole con cui <strong>Gianni Tessari, Presidente del Consorzio del Lessini Durello</strong>, è intervenuto in occasione del talk “<strong>Bollicine da Metodo Classico: lo stato dell’arte</strong>”, condotto da <strong>Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian</strong>, all’interno dell’evento “<strong>Durello &amp; Friends</strong>”, a cui hanno preso parte in qualità di relatori <strong>Evita Gandini</strong> Head of market insights di Nomisma Wine Monitor, “<em>Percezione e prospettive delle bollicine alternative presso i consumatori italiani</em>”; <strong>Bruno Berni</strong> , Responsabile Business Development di CFI Group, <em>“Le dinamiche attuali dei consumi nel canale Horeca Italia: gli spazi possibili per le bollicine italiane”; </em><strong>Lucio Roncoroni</strong>, Direttore CDA (Consorzi Distributori Alimentari),<em>“Come sviluppare il mercato del Monti Lessini attraverso una nuova alleanza tra i distributori e la filiera Horeca”.</em></p>
<p>L’evento ha visto la partecipazione di oltre 20 aziende associate che hanno messo in degustazione le loro migliori interpretazioni di <strong>Monti Lessini DOC Metodo Classico e Lessini Durello DOC Metodo Charmat</strong>, due metodi produttivi differenti per esaltare un unico terroir di origine vulcanica, quello dei Monti Lessini.</p>
<p>Accanto alle bollicine veronesi – vicentine, presenti anche i “<strong>friends 2025</strong>”, ovvero una selezione di spumanti Metodo Classico di Trento DOC, Franciacorta e Alta Langa, così da regalare ai partecipanti l’occasione di confrontare le diverse anime della spumantistica italiana.</p>
<p>Soddisfazione da parte delle aziende per il numeroso pubblico, attento e qualificato, che ha preso parte all’evento. L’ampia presenza di ristoratori, di operatori di settore, di stampa specializzata e a seguire di appassionati, ha testimoniato la bontà del format di una sola giornata, con attività suddivise per target così da assicurare ai partecipanti la possibilità di lavorare e di approfondire la conoscenza della zona produttiva dei Monti Lessini.</p>
<h4>Il seminario AIS Veneto “Bollicine della Lessinia, terra di spumanti”</h4>
<p>Successo per il seminario formativo della mattina, “<strong>Bollicine della Lessinia, terra di spumanti</strong>” curato da AIS Veneto, con una approfondita lezione sulla vocazionalità spumantistica della zona di produzione dei Monti Lessini, tra Verona e Vicenza, tenuto <strong>Alberto Toffanello, Miglior Sommelier del Veneto 2025</strong>, e fortemente voluto dal Consorzio del Lessini Durello, nella convinzione che i sommelier giochino un ruolo chiave nella corretta divulgazione del patrimonio enologico, a stretto contatto col consumatore finale, talvolta neofita, che a loro si affida.</p>
<h4>La masterclass “Territorio &amp; vitigno: oltre il Metodo Classico”</h4>
<p>Posti esauriti per la successiva masterclass “<strong>Territorio &amp; vitigno: oltre il Metodo Classico” sempre curata da Alberto Toffanello di AIS Veneto, </strong>e rivolta ai ristoratori, agli operatori e alla stampa specializzata con l’obbiettivo di raccontare come, al di là del metodo produttivo, territorio e vitigno oggi rappresentino gli assi vincenti per trovare una precisa collocazione nel mercato degli spumanti.</p>
<p>La zona dei Monti Lessini è di origine vulcanica nella sua interezza e su queste colline, di basalto nero, l’uva autoctona Durella è in grado di esprimersi come in nessuno altro posto al mondo: <strong>la mineralità che deriva dal suolo basaltico e l’acidità tipica della Durella danno vita, infatti, ad un vero e proprio “fenomeno enologico” esaltato al massimo nelle produzioni di Metodo Classico.</strong></p>
<h4>Il talk: “Bollicine da Metodo Classico: lo stato dell’arte”</h4>
<p>Molti e interessanti gli spunti emersi durante la tavola rotonda<strong> </strong>“<strong>Bollicine da Metodo Classico: lo stato dell’arte”, </strong>moderata da<strong> Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian, </strong>dove è stato presentato lo studio di Nomisma Wine Monitor<strong> “<em>Percezione e prospettive delle bollicine alternative presso i consumatori italiani</em></strong><em>” </em>e durante il quale si sono analizzate interessanti potenzialità commerciali per il Monti Lessini Metodo Classico.</p>
<p><strong>«</strong>Nonostante una crescente attenzione verso la qualità e la territorialità – ha evidenziato Fabio Piccoli, in apertura dei lavori &#8211; la ricerca evidenzia come la conoscenza del <strong>“Metodo Classico”</strong> tra i consumatori italiani resti ancora parziale e superficiale. Molti ne colgono il prestigio o l’associazione con marchi noti, ma pochi sanno realmente spiegare le differenze produttive e qualitative rispetto al metodo Charmat. Questo gap di conoscenza è oggi una delle principali sfide ma anche una grande opportunità per i territori che producono Metodo Classico, come il Monte Lessini DOC, per posizionarsi in modo distintivo e consapevole<strong>»</strong>.</p>
<p>A tale riguardo, focalizzando l’attenzione esclusivamente sul Metodo Classico, <strong>Evita Gandini, Head of market insights di Nomisma Wine Monitor,</strong> ha evidenziato come <strong>«</strong>il consumatore riconosca nel legame con il <strong>territorio</strong> il vero valore aggiunto di uno spumante di elevata qualità: l’essere identitario di uno specifico territorio, la presenza di una denominazione di origine e la zona altimetrica (collina o montagna), rappresentano le caratteristiche distintive di un buon metodo classico rispettivamente per il 18%, 12% e 11% dei consumatori. Rilevante in questa mappa valoriale anche la provenienza del <strong>vitigno</strong>: il fatto che sia autoctono è un plus fondamentale per il 17% dei consumatori. Meno rilevante (4%) appare invece la prerogativa di un lungo affinamento sui lieviti, segno che un metodo classico di qualità può esprimersi anche in <strong>versioni leggere e fresche</strong>, prive di grande struttura… Affinché la curiosità si traduca in valore percepito e reale disponibilità a pagare, risulta però fondamentale la <strong>narrazione educativa</strong> – del metodo, del territorio e della varietà: vitigni autoctoni (per un terzo dei consumatori l’origine rappresenta proprio il primo elemento da valorizzare), suoli vulcanici (18%), versatilità (17%) e altitudine (10%) costituiscono gli elementi chiave da veicolare al consumatore<strong>»</strong>.</p>
<p>A fronte di questo percepito restano fondamentali i canali di distribuzione.</p>
<p>Secondo <strong>Bruno Berni, Business Development Manager di CFI Group</strong>, <strong>«</strong>Il canale horeca è importante per il vino perché vale circa 1/3 delle sue vendite e in questo canale giocano un ruolo chiave i distributori di bevande, che ne assorbono il 75%. Dopo anni di crescita, nel 2025 il vino (come le altre bevande alcoliche) ha segnato un rallentamento (più a volume che a valore), tuttavia, nonostante questo, è oggi una delle categorie più importanti per il distributore di bevande in quanto vale il 17% del suo fatturato. Le bollicine (che pesano per il 33% sulle vendite di vino nel canale horeca) sono l’unico segmento in crescita anche grazie alle performance positive del Prosecco che ormai vale il 47% delle vendite di bollicine. Questo evidenzia che <strong>metà del mercato è fatto da altre tipologie di bollicine, che coprono sia la fascia più bassa sia quella più alta; quindi, anche un prodotto nuovo come il Monti Lessini può trovare il suo spazio.</strong> <strong>A due condizioni però. La prima è che si abbandoni la logica del puro sell-in</strong>. È fondamentale costruire un prodotto che intercetti i gusti del consumatore, con un posizionamento chiaro e coerente che però deve essere supportate con attività di sell-out e trade marketing. <strong>La seconda è che si scelga con chi lavorare nel canale horeca</strong>. I distributori di bevande sono 2000, apparentemente tutti uguali ma in realtà molto diversi per dimensione, per filosofia, per organizzazione e soprattutto per il ruolo che il vino gioca per loro<strong>»</strong>.</p>
<p>Del ruolo strategico dell’Horeca ha parlato anche <strong>Lucio Roncoroni, Direttore CDA, Consorzi Distributori Alimentari</strong>, realtà che aggrega 80 imprese della distribuzione e dialoga quotidianamente con oltre 100.000 punti vendita in tutta Italia. <strong>«</strong>Il canale Horeca rappresenta oggi uno dei luoghi più sensibili e strategici per comprendere l’evoluzione del mercato del vino. Dal nostro osservatorio emerge un quadro complesso: il 2025 si chiuderà per l’Horeca sostanzialmente in pareggio: il segmento delle bevande alcoliche mostra segnali di sofferenza dovuti a cambiamenti nei consumi, razionalizzazione dei listini e maggiore attenzione alla spesa da parte del consumatore. In questo scenario, le bollicine rappresentano però un’eccezione significativa: sono l’unico segmento del vino in crescita, grazie alla loro versatilità d’uso e alla capacità di parlare a pubblici diversi<strong>»</strong>. <strong>Secondo i dati raccolti da CDA da una parte crescono infatti i frizzanti più accessibili, mentre dall’altra gli spumanti Metodo Classico mostrano un potenziale di differenziazione e qualificazione dell’offerta.</strong> In altri termini un’opportunità commerciale da cogliere. Tuttavia, ha concluso Roncoroni, «per cogliere queste opportunità non basta la qualità del prodotto<strong>. È necessario rafforzare formazione, narrazione e collaborazione lungo la filiera</strong>. CDA sta investendo nella qualificazione dei propri soci e del personale commerciale perché “vendere vino” non è vendere una commodity, ma trasferire cultura, contesto e valore. In questa prospettiva si apre una possibile rappresenta una denominazione capace di esprimere identità e autorevolezza nel Metodo Classico; CDA dispone di una rete capillare e competente. La sfida dei prossimi mesi sarà costruire insieme un progetto condiviso, continuativo e sostenibile che permetta a questo valore di arrivare realmente ai tavoli dei consumatori<strong>»</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://montilessini.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Lessini Durello DOP </strong></a></p>
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		<title>Durello&#038;Friends 2025: a Verona per parlare di territorio e di vitigno</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/durellofriends-2025-a-verona-per-parlare-di-territorio-e-di-vitigno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 08:02:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 21 novembre 2025 torna Durello&#38;Friends, l’evento dedicato alle bollicine nate sui monti della Lessinia, tra Verona e Vicenza. L’importanza del territorio e la forza del vitigno saranno le parole chiave che caratterizzarono la XXIII° [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Venerdì 21 novembre 2025 torna Durello&amp;Friends, l’evento dedicato alle bollicine nate sui monti della Lessinia, tra Verona e Vicenza.<br />
L’importanza del territorio e la forza del vitigno saranno le parole chiave che caratterizzarono la XXIII° edizione della rassegna che quest’anno si trasforma per dare ampio spazio ai temi d’attualità, legati al vino.</em><br />
<em>Presenti quest’anno tra i “friends”, una selezione di spumanti Trento DOC, Franciacorta e Alta Langa.</em></p>
<p>Venerdì 21 novembre torna <strong>Durello &amp; friends</strong>, l’evento dedicato alle bollicine berico-veronesi, che quest’anno avrà luogo al <strong>Crowne Plaza di Verona, nei suggestivi spazi del “Winter garden”.</strong></p>
<p>L’evento, organizzato dal <strong>Consorzio Tutela Vini Lessini Durello</strong> in collaborazione con Banco BPM, vede la partecipazione di oltre 20 aziende associate che metteranno in degustazione le loro migliori interpretazioni di <strong>Monti Lessini DOC Metodo Classico e Lessini Durello DOC Metodo Charmat</strong>, due metodi produttivi differenti per esaltare un unico terroir di origine vulcanica, quello dei Monti Lessini.</p>
<p>Accanto alle bollicine veronesi – vicentine, ci saranno i “friends 2025”, ovvero una selezione di spumanti metodo classico di Trento DOC, Franciacorta e Alta Langa, così da regalare a quanti prenderanno parte alla rassegna l’occasione di confrontare le diverse anime della spumantistica italiana.</p>
<p><strong>La rassegna quest’anno si presenta con un format profondamente rinnovato</strong> e, oltre a confermarsi come momento per degustare delle eccellenze enologiche, intende proporsi anche come uno <strong>spazio di dialogo e confronto rispetto ai grandi temi di attualità che riguardano il mondo del vino.</strong></p>
<p><strong>«</strong>Durello &amp; Friends 2025 ha una grande valenza per la nostra denominazione – evidenzia <strong>Gianni Tessari, Presidente del Consorzio del Lessini Durello</strong> – perché a partire da quest’anno diventa effettiva la modifica del disciplinare, il cui percorso è iniziato oltre dieci anni fa: da quest’anno, infatti, gli spumanti prodotti secondo Metodo Classico porteranno in etichetta la dicitura Monti Lessini, mentre gli spumanti prodotti con Metodo Charmat porteranno in etichetta la dicitura Lessini Durello. Una distinzione sostanziale anche a livello di regole produttive, necessaria prima di tutto nei confronti dei consumatori. A suggello di questo importante passaggio abbiamo ritenuto opportuno rinnovare il format di questo evento, arricchendolo con contenuti e spunti di valore<strong>»</strong>.</p>
<p>Tra i momenti più rilevanti del programma della giornata, quello del talk show “Bollicine da Metodo Classico: lo stato dell’arte”, durante il quale verranno resi noti i risultati <strong>dell’indagine commissionata dal Consorzio di Tutela del Lessini Durello a</strong> <strong>Nomisma Wine Monitor</strong>, dal titolo<strong> “Percezione e prospettive delle bollicine alternative presso i consumatori italiani”. </strong>La ricerca, basata su una survey condotta direttamente su un campione di consumatori evoluti, si prefigge di dare spunti interessanti rispetto ad un fenomeno, quello del consumo di bollicine alternative, in costante crescita e fonte di interessanti sviluppi per le imprese vitivinicole.</p>
<p>Fonte: <a href="https://montilessini.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Lessini Durello DOP </strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/2025.11.06.Durello-Friends.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA E IL PROGRAMMA COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Lo spumante Lessini Durello DOP ad Hostaria Verona 2025</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lo-spumante-lessini-durello-dop-ad-hostaria-verona-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 06:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le bollicine della Lessinia presenti alla XI° edizione di Hostaria Verona, il festival del vino, “colto ed educato”, che avrà luogo nel cuore della città scaligera dal 17 al 19 ottobre. Tra brindisi e convivialità, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le bollicine della Lessinia presenti alla XI° edizione di Hostaria Verona, il festival del vino, “colto ed educato”, che avrà luogo nel cuore della città scaligera dal 17 al 19 ottobre. Tra brindisi e convivialità, attesi anche gli atleti del Verona Volley alla Loggia di Fra Giocondo.</em></p>
<p>Le fresche e sapide bollicine della Lessinia, nate sulle colline tra Verona e Vicenza, saranno protagoniste all’edizione numero 11° di Hostaria Verona, il festival del Vino, che si terrà nel cuore della città scaligera dal 17 al 19 ottobre.</p>
<p>Si inizia venerdì 17 ottobre alle ore 18.30 alla Loggia di Fra Giocondo con la presentazione della squadra del <strong>Verona Volley</strong> alla vigilia dell’imminente campionato: gli atleti incontreranno pubblico ed appassionati e le bollicine del Lessini Durello Charmat celebreranno l’inizio di stagione con un brindisi beneaugurale; a seguire, <strong>sempre venerdì 17 ottobre, alle 19.00, in Piazza Mercato Vecchio</strong>, <strong>avrà luogo</strong> <strong>l’inaugurazione vera e propria della rassegna, con taglio del nastro, </strong>che darà poi il via ad una tre giorni di incontri, assaggi, degustazioni e confronti su temi cari alla città e ai veronesi</p>
<p>Hostaria Verona si conferma infatti come un appuntamento unico nel panorama nazionale che rende omaggio al <strong>vino come simbolo di identità, cultura e incontro</strong>. Il tema scelto quest’anno, <strong>“Dove si incontrano il vino e la cultura”</strong>, sottolinea l’anima più profonda della manifestazione: il vino non come semplice piacere sensoriale ma come <strong>linguaggio universale</strong> capace di dialogare con le arti, la musica e le storie dei territori.</p>
<p><strong>Il nome stesso della manifestazione, <em>Hostaria</em></strong>, affonda le radici nel vocabolario affettivo del dialetto veneto e rievoca i<strong> luoghi popolari in cui da secoli il vino era motore di socialità</strong>. Oggi quello spirito rivive in una versione contemporanea che intreccia degustazioni, spettacoli, percorsi culturali, attività didattiche e iniziative solidali, trasformando la città in un laboratorio diffuso di <strong>gusto, convivialità e impegno sociale</strong>.</p>
<p>«Siamo ben lieti che il nostro Lessini Durello sia stato scelto per il momento inaugurale – evidenzia <strong>Gianni Tessari, Presidente del Consorzio di tutela</strong> -. Verona, così come Vicenza, sono le due piazze in cui il nostro Durello della Lessinia viene maggiormente richiesto ed apprezzato. In questi tre giorni, quanti vorranno saperne di più potranno raggiungere il nostro spazio consortile e confrontare le diverse sfumature di questo spumante, nato dall’uva autoctona Durella, coltivata in alta collina».</p>
<p><strong>Presso la postazione consortile alla Loggia di Fra Giocondo, in Piazza dei Signori, oltre al Lessini Durello charmat sarà possibile degustare anche il prestigioso Monti Lessini DOC ovvero il nuovo metodo classico da uve Durella, ambasciatore di qualità di questo nostro territorio.</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://montilessini.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Lessini Durello DOP </strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/2025.10.08_Hostaria-Verona-2025_Lessini.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lo-spumante-lessini-durello-dop-ad-hostaria-verona-2025/">Lo spumante Lessini Durello DOP ad Hostaria Verona 2025</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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