<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sondrio (SO) &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/news/territorio/26612/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Nov 2023 09:15:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>Sondrio (SO) &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Conoscenza delle eccellenze DOP IGP: c&#8217;è un progetto dell&#8217;agroalimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/conoscenza-delle-eccellenze-dop-igp-ce-un-progetto-dellagroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 07:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=443198</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Distretto Agroalimentare di qualità della Valtellinalo ha rivolto un progetto formativo alle scuole alberghiere di Sondrio e Lecco Un progetto per la conoscenza delle eccellenze DOP e IGP del territorio firmato dal Distretto Agroalimentare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/conoscenza-delle-eccellenze-dop-igp-ce-un-progetto-dellagroalimentare/">Conoscenza delle eccellenze DOP IGP: c&#8217;è un progetto dell&#8217;agroalimentare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">Il Distretto Agroalimentare di qualità della Valtellinalo ha rivolto un progetto formativo alle scuole alberghiere di Sondrio e Lecco</span></em></p>
<p>Un progetto per la conoscenza delle eccellenze DOP e IGP del territorio firmato dal <strong>Distretto Agroalimentare di qualità della Valtellina</strong> e riservato alle <strong>scuole alberghiere provinciali</strong> di Sondrio e Lecco.</p>
<p>Un percorso che si snoda tra tutti i prodotti della regione <strong>Lombardia</strong> e della provincia di <strong>Sondrio</strong> e sviluppa la conoscenza del tesoro di saperi, aromi, tradizioni e sapori che il territorio racchiude e garantisce attraverso l&#8217;utilizzo virtuoso dei marchi di qualità introdotti dalla normativa europea (DOP, IGP, STG e Agricoltura Biologica), di cui si sono fornite le chiare coordinate normative, europee-nazionali e regionali.</p>
<p>I diversi momenti di formazione, pari a 4 ore per classe, si sono svolti nelle scuole nel periodo autunnale (ottobre &#8211; novembre) e hanno coinvolto oltre 350 studenti. Inoltre, sono stati svolti incontri di confronto con i docenti di area sulle tematiche oggetto del corso, così da implementare i percorsi e definire possibili.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>QN Il Giorno</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/conoscenza-delle-eccellenze-dop-igp-ce-un-progetto-dellagroalimentare/">Conoscenza delle eccellenze DOP IGP: c&#8217;è un progetto dell&#8217;agroalimentare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bresaola della Valtellina IGP, un vero concentrato di proteine nobili</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bresaola-della-valtellina-igp-un-vero-concentrato-di-proteine-nobili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2023 07:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=437576</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il salume light valtellinese è una fonte privilegiata: una porzione da 50 g assicura un contenuto medio proteico nobile di circa 17 g. Non tutti sanno che ne contiene anche di più rispetto ad altri [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bresaola-della-valtellina-igp-un-vero-concentrato-di-proteine-nobili/">Bresaola della Valtellina IGP, un vero concentrato di proteine nobili</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il salume light valtellinese è una fonte privilegiata: una porzione da 50 g assicura un contenuto medio proteico nobile di circa 17 g. Non tutti sanno che ne contiene anche di più rispetto ad altri alimenti notoriamente proteici come carni bianche, uova, latticini e altri salumi e che, a parità o maggioranza di proteine, non ha scarti e ha pochi grassi. Il nutrizionista Luca Piretta: “Le proteine animali sono definite di alto valore biologico perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali senza dover ricorrere a particolari combinazioni alimentari. La Bresaola della Valtellina IGP contiene anche aminoacidi sazianti come arginina e lisina e garantisce un’alta biodisponibilità unita ad un elevato valore biologico</em>”</p>
<p>Le proteine sono da qualche tempo una tendenza globale e sembrano destinate a diventare ancora più popolari tra i consumatori italiani: <strong>sono 7,4 milioni le famiglie che ne fanno il pieno </strong>(Fonte: Gfk Italia Consumer Panel), ben <strong>85 italiani su 100</strong> (Fonte: Natruly). I cibi ricchi (o arricchiti) di proteine sono esplosi, con una <strong>crescita del +18% in 12 mesi</strong>, <strong>per un valore di oltre 1,2 miliardi di euro di vendite (+8,4%)</strong>. Per dimagrire, per migliorare le prestazioni sportive e mettere su massa muscolare, ma anche per gli anziani, le proteine sono fondamentali per la salute in generale: insieme a lipidi e carboidrati, <strong>rappresentano i macronutrienti</strong> di cui il nostro corpo ha bisogno quotidianamente (il 45-60% delle calorie quotidiane deve provenire dai carboidrati, <strong>il 15-20% dalle proteine</strong> e il 25-30% dai grassi). L’opinione dei nutrizionisti è unanime: il loro corretto consumo è correlato alla riduzione della mortalità e delle malattie croniche, svolgendo attività enzimatiche o ormonali, funzionare come recettori o ‘leganti’ per varie sostanze, farmaci in primis. Possono essere coinvolte, inoltre, nella contrazione muscolare, nella risposta immunitaria, nella coagulazione del sangue ma non solo<strong>. Secondo l’OMS, la quantità di proteine</strong> da assumere quotidianamente corrisponde a circa <strong>1 grammo per ogni chilo di peso corporeo</strong>, per l’adulto in normali condizioni di salute.</p>
<p><strong>PROTEINE ANIMALI E VEGETALI: “ENTRAMBE PREZIOSI MA QUELLE ANIMALI SONO PIÙ COMPLETE”</strong></p>
<p>Esistono tanti tipi di fonti proteiche e occorre distinguere tra quelle di origine animale e vegetale ma è necessaria una distinzione: “Le proteine animali sono definite di alto valore biologico e sono più complete, quindi facilmente sfruttabili per la sintesi proteica &#8211; <strong>Luca Piretta</strong>, gastroenterologo e nutrizionista all’<strong>Università Campus Biomedico di Roma &#8211;</strong> perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali senza dover ricorrere a particolari combinazioni alimentari e che non troviamo, nella loro completezza nelle proteine vegetali se non facendo abbinamenti mirati e studiati”. Quindi, il loro consumo regolare soddisfa facilmente il fabbisogno proteico. Quelle vegetali, di basso o medio valore biologico, “sebbene forniscano un importante contributo nutrizionale, sono molecole più difficili da digerire da un punto di vista enzimatico e la loro biodisponibilità è minore rispetto a quelle di origine animale. Detto questo, è ovvio che anche queste devono far parte di una sana alimentazione”. Ci sono, poi, alimenti che per loro natura sono una fonte privilegiata di proteine, come la <strong>Bresaola della Valtellina IGP</strong>: <strong>una porzione da 50 g assicura un contenuto proteico nobile di 16,5 g</strong>. Il salume tipico certificato è uno dei cibi più proteici, grazie al fatto di essere carne essiccata e di contenere un alto concentrato di proteine pari alla materia prima all’origine. A parità o maggioranza di proteine rispetto ad altri alimenti, non ha scarti e ha pochi grassi.</p>
<p><strong>BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP, IN 100 GRAMMI MOLTE PIÙ PROTEINE RISPETTO A POLLO E UOVA</strong></p>
<p>“Quelle della Bresaola della Valtellina IGP sono le proteine più concentrate per 100g di alimento rispetto agli altri prodotti della carne vaccina. Si tratta, altresì, di proteine di alta qualità racchiuse in poco volume, essenziali quindi per gli anziani inappetenti o per chi fa attività sportiva nel pasto pre-gara, che deve essere di scarsa quantità” continua il nutrizionista. Non tutti sanno che, se calcoliamo <strong>l’unità proteica di 100 g di Bresaola della Valtellina IGP (che forniscono 33.1 g di proteine)</strong> ed <strong>effettuiamo una comparazione con altre fonti proteiche</strong> (salumi, carni bianche, uova, latticini, ecc.), il salume tipico valtellinese regge tranquillamente il confronto e in alcuni casi lo supera anche. Basti pensare che 100 g di prosciutto cotto sgrassato forniscono circa 17 g di proteine, la stessa quantità di prosciutto crudo nazionale ne garantisce 27,8 g, a fronte dei 15,7 g per 100 g di Mortadella Bologna IGP (Fonte: Tabelle di composizioni degli alimenti del Crea). E ancora, paragonato ad altri alimenti notoriamente ritenuti buona fonte di proteine, 100 g di pollo intero, senza pelle e cotto al forno forniscono 27,9 g, mentre 100 g di uova hanno una quota proteica di 12,4 g e un hamburger da 100 g ne contiene 24,5 g. “Inoltre, contiene aminoacidi sazianti come arginina (2.048 mg per una porzione di 100 g) e lisina (2.929 mg per 100 g) e garantisce un’alta biodisponibilità unita ad un elevato valore biologico – conclude Piretta &#8211; A fronte di questi plus nutrizionali, non si accompagna di grassi saturi (solo 1 g di grassi e 30 mg di colesterolo per una porzione di 50 g). Grazie al ridotto apporto calorico, all’alto potere nutrizionale e alla facile digeribilità, la Bresaola della Valtellina Igp è amata e consumata anche da sportivi e da coloro che tengono alla propria forma fisica. Le proteine nobili, pari al 33,1% dei macronutrienti complessivi del prodotto e l’adeguata quota di amminoacidi ramificati garantiscono un’ulteriore fonte di nutrimento nei momenti di sforzo fisico intenso, accorciando i tempi di recupero, favoriscono la sintesi proteica e, di conseguenza, l’aumento della massa magra”.</p>
<p><strong>ECCO I 5 MOTIVI PER CUI LE PROTEINE DELLA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP SONO “PREMIUM” A 360°</strong></p>
<p><strong>1.Un concentrato di proteine</strong>. Quelle della Bresaola della Valtellina Igp sono le proteine più concentrate per 100g di alimento rispetto agli altri prodotti della carne vaccina.</p>
<p><strong>2.Alta qualità in pochissimo volume</strong>. Si tratta di proteine di alta qualità racchiuse in poco volume e quindi diventano essenziali per gli anziani inappetenti o per chi fa attività sportiva nel pasto pre-gara che deve essere di scarsa quantità.</p>
<p><strong>3.Uno scrigno di plus nutrizionali.</strong> Contiene aminoacidi sazianti come arginina (2.048 mg per una porzione di 100 g) e lisina (2.929 mg per 100 g) e garantisce un’alta biodisponibilità unita ad un elevato valore biologico.</p>
<p><strong>4.Energia allo stato puro</strong>. Le proteine nobili, pari al 33,1% dei macronutrienti complessivi del prodotto, e gli aminoacidi ramificati garantiscono un’ulteriore fonte energetica nei momenti di sforzo fisico intenso.</p>
<p><strong>5.High protein, low fat</strong>. A fronte di tanti plus nutrizionali, non si accompagna di grassi saturi (solo 1 g di grassi e 30 mg di colesterolo per una porzione di 50 g).</p>
<p><strong>Infine, il consiglio più importante di tutti perché il buon senso non è mai troppo: “</strong>è bene che le proteine non diventino assolute protagoniste della dieta. Le diete iperproteiche possono essere molto efficaci per dimagrire subito, ma è fondamentale che siano fatte su consiglio di un esperto, con il suo stretto controllo e per periodi brevi. Questo perché, alla lunga, un regime privo o povero di altri elementi può avere ripercussioni sul sistema endocrinologico”.</p>
<p>Il salume light valtellinese è una fonte privilegiata: una porzione da 50 g assicura un contenuto medio proteico nobile di circa 17 g. Non tutti sanno che ne contiene anche di più rispetto ad altri alimenti notoriamente proteici come carni bianche, uova, latticini e altri salumi e che, a parità o maggioranza di proteine, non ha scarti e ha pochi grassi. Il nutrizionista Luca Piretta: “Le proteine animali sono definite di alto valore biologico perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali senza dover ricorrere a particolari combinazioni alimentari. La Bresaola della Valtellina IGP contiene anche aminoacidi sazianti come arginina e lisina e garantisce un’alta biodisponibilità unita ad un elevato valore biologico”</p>
<p>Le proteine sono da qualche tempo una tendenza globale e sembrano destinate a diventare ancora più popolari tra i consumatori italiani: <strong>sono 7,4 milioni le famiglie che ne fanno il pieno </strong>(Fonte: Gfk Italia Consumer Panel), ben <strong>85 italiani su 100</strong> (Fonte: Natruly). I cibi ricchi (o arricchiti) di proteine sono esplosi, con una <strong>crescita del +18% in 12 mesi</strong>, <strong>per un valore di oltre 1,2 miliardi di euro di vendite (+8,4%)</strong>. Per dimagrire, per migliorare le prestazioni sportive e mettere su massa muscolare, ma anche per gli anziani, le proteine sono fondamentali per la salute in generale: insieme a lipidi e carboidrati, <strong>rappresentano i macronutrienti</strong> di cui il nostro corpo ha bisogno quotidianamente (il 45-60% delle calorie quotidiane deve provenire dai carboidrati, <strong>il 15-20% dalle proteine</strong> e il 25-30% dai grassi). L’opinione dei nutrizionisti è unanime: il loro corretto consumo è correlato alla riduzione della mortalità e delle malattie croniche, svolgendo attività enzimatiche o ormonali, funzionare come recettori o ‘leganti’ per varie sostanze, farmaci in primis. Possono essere coinvolte, inoltre, nella contrazione muscolare, nella risposta immunitaria, nella coagulazione del sangue ma non solo<strong>. Secondo l’OMS, la quantità di proteine</strong> da assumere quotidianamente corrisponde a circa <strong>1 grammo per ogni chilo di peso corporeo</strong>, per l’adulto in normali condizioni di salute.</p>
<p><strong>PROTEINE ANIMALI E VEGETALI: “ENTRAMBE PREZIOSI MA QUELLE ANIMALI SONO PIÙ COMPLETE”</strong></p>
<p>Esistono tanti tipi di fonti proteiche e occorre distinguere tra quelle di origine animale e vegetale ma è necessaria una distinzione: “Le proteine animali sono definite di alto valore biologico e sono più complete, quindi facilmente sfruttabili per la sintesi proteica &#8211; <strong>Luca Piretta</strong>, gastroenterologo e nutrizionista all’<strong>Università Campus Biomedico di Roma &#8211;</strong> perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali senza dover ricorrere a particolari combinazioni alimentari e che non troviamo, nella loro completezza nelle proteine vegetali se non facendo abbinamenti mirati e studiati”. Quindi, il loro consumo regolare soddisfa facilmente il fabbisogno proteico. Quelle vegetali, di basso o medio valore biologico, “sebbene forniscano un importante contributo nutrizionale, sono molecole più difficili da digerire da un punto di vista enzimatico e la loro biodisponibilità è minore rispetto a quelle di origine animale. Detto questo, è ovvio che anche queste devono far parte di una sana alimentazione”. Ci sono, poi, alimenti che per loro natura sono una fonte privilegiata di proteine, come la <strong>Bresaola della Valtellina IGP</strong>: <strong>una porzione da 50 g assicura un contenuto proteico nobile di 16,5 g</strong>. Il salume tipico certificato è uno dei cibi più proteici, grazie al fatto di essere carne essiccata e di contenere un alto concentrato di proteine pari alla materia prima all’origine. A parità o maggioranza di proteine rispetto ad altri alimenti, non ha scarti e ha pochi grassi.</p>
<p><strong>BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP, IN 100 GRAMMI MOLTE PIÙ PROTEINE RISPETTO A POLLO E UOVA</strong></p>
<p>“Quelle della Bresaola della Valtellina IGP sono le proteine più concentrate per 100g di alimento rispetto agli altri prodotti della carne vaccina. Si tratta, altresì, di proteine di alta qualità racchiuse in poco volume, essenziali quindi per gli anziani inappetenti o per chi fa attività sportiva nel pasto pre-gara, che deve essere di scarsa quantità” continua il nutrizionista. Non tutti sanno che, se calcoliamo <strong>l’unità proteica di 100 g di Bresaola della Valtellina IGP (che forniscono 33.1 g di proteine)</strong> ed <strong>effettuiamo una comparazione con altre fonti proteiche</strong> (salumi, carni bianche, uova, latticini, ecc.), il salume tipico valtellinese regge tranquillamente il confronto e in alcuni casi lo supera anche. Basti pensare che 100 g di prosciutto cotto sgrassato forniscono circa 17 g di proteine, la stessa quantità di prosciutto crudo nazionale ne garantisce 27,8 g, a fronte dei 15,7 g per 100 g di Mortadella Bologna IGP (Fonte: Tabelle di composizioni degli alimenti del Crea). E ancora, paragonato ad altri alimenti notoriamente ritenuti buona fonte di proteine, 100 g di pollo intero, senza pelle e cotto al forno forniscono 27,9 g, mentre 100 g di uova hanno una quota proteica di 12,4 g e un hamburger da 100 g ne contiene 24,5 g. “Inoltre, contiene aminoacidi sazianti come arginina (2.048 mg per una porzione di 100 g) e lisina (2.929 mg per 100 g) e garantisce un’alta biodisponibilità unita ad un elevato valore biologico – conclude Piretta &#8211; A fronte di questi plus nutrizionali, non si accompagna di grassi saturi (solo 1 g di grassi e 30 mg di colesterolo per una porzione di 50 g). Grazie al ridotto apporto calorico, all’alto potere nutrizionale e alla facile digeribilità, la Bresaola della Valtellina Igp è amata e consumata anche da sportivi e da coloro che tengono alla propria forma fisica. Le proteine nobili, pari al 33,1% dei macronutrienti complessivi del prodotto e l’adeguata quota di amminoacidi ramificati garantiscono un’ulteriore fonte di nutrimento nei momenti di sforzo fisico intenso, accorciando i tempi di recupero, favoriscono la sintesi proteica e, di conseguenza, l’aumento della massa magra”.</p>
<p><strong>ECCO I 5 MOTIVI PER CUI LE PROTEINE DELLA BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP SONO “PREMIUM” A 360°</strong></p>
<p><strong>1.Un concentrato di proteine</strong>. Quelle della Bresaola della Valtellina Igp sono le proteine più concentrate per 100g di alimento rispetto agli altri prodotti della carne vaccina.</p>
<p><strong>2.Alta qualità in pochissimo volume</strong>. Si tratta di proteine di alta qualità racchiuse in poco volume e quindi diventano essenziali per gli anziani inappetenti o per chi fa attività sportiva nel pasto pre-gara che deve essere di scarsa quantità.</p>
<p><strong>3.Uno scrigno di plus nutrizionali.</strong> Contiene aminoacidi sazianti come arginina (2.048 mg per una porzione di 100 g) e lisina (2.929 mg per 100 g) e garantisce un’alta biodisponibilità unita ad un elevato valore biologico.</p>
<p><strong>4.Energia allo stato puro</strong>. Le proteine nobili, pari al 33,1% dei macronutrienti complessivi del prodotto, e gli aminoacidi ramificati garantiscono un’ulteriore fonte energetica nei momenti di sforzo fisico intenso.</p>
<p><strong>5.High protein, low fat</strong>. A fronte di tanti plus nutrizionali, non si accompagna di grassi saturi (solo 1 g di grassi e 30 mg di colesterolo per una porzione di 50 g).</p>
<p><strong>Infine, il consiglio più importante di tutti perché il buon senso non è mai troppo: “</strong>è bene che le proteine non diventino assolute protagoniste della dieta. Le diete iperproteiche possono essere molto efficaci per dimagrire subito, ma è fondamentale che siano fatte su consiglio di un esperto, con il suo stretto controllo e per periodi brevi. Questo perché, alla lunga, un regime privo o povero di altri elementi può avere ripercussioni sul sistema endocrinologico”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.bresaolavaltellina.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio di tutela Bresaola della Valtellina IGP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/10/20231011_cs_La-Bresaola-della-Valtellina-IGP-proteine-Premium-a-360-gradi_150923.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA </a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bresaola-della-valtellina-igp-un-vero-concentrato-di-proteine-nobili/">Bresaola della Valtellina IGP, un vero concentrato di proteine nobili</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bitto DOP e Valtellina Casera DOP: crescono valore al consumo e notorietà</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bitto-dop-e-valtellina-casera-dop-crescono-valore-al-consumo-e-notorieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Niccolò Bindi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 14:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=420883</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prosegue la corsa dei formaggi Valtellina Casera e Bitto: nel 2022 le due Dop simbolo della Valtellina raggiungono un valore al consumo di 26,8 milioni di euro, mettendo a segno un +5,5% sull’anno precedente. A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bitto-dop-e-valtellina-casera-dop-crescono-valore-al-consumo-e-notorieta/">Bitto DOP e Valtellina Casera DOP: crescono valore al consumo e notorietà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Prosegue la corsa dei formaggi Valtellina Casera e Bitto: nel 2022 le due Dop simbolo della Valtellina raggiungono un valore al consumo di 26,8 milioni di euro, mettendo a segno un +5,5% sull’anno precedente. A fare da traino è il Valtellina Casera che con 21,5 milioni (+9%), rappresenta l’80,4% del valore delle due Dop, mentre il Bitto si attesta a 5,2 milioni.</em></p>
<p>“La crescita in valore del 2022 ci rende orgogliosi – commenta il presidente del <strong>Consorzio di Tutela Valtellina Casera e Bitto</strong> (CTCB), <strong>Marco Deghi</strong> – soprattutto perché conseguita in un anno difficile per tutto il comparto lattiero-caseario in Italia, caratterizzato da una siccità mai vista, che ha comportato una fortissima carenza di foraggi, nell’ordine del 35%, e di latte, con picchi del -25% nella sola provincia di Sondrio. Criticità che hanno portato a una produzione complessiva di 16.747 quintali (14.891 per il Valtellina Casera e 1.856 per il Bitto), con cali produttivi nell’ordine del 5,9% per il Valtellina Casera e addirittura del 14% sul Bitto.</p>
<p>Nonostante le avversità, il mercato ha tenuto, grazie alla crescente notorietà del prodotto e per aver potuto attingere alle scorte del precedente anno del Valtellina Casera, anche a fronte di una rimodulazione del peso medio per forma del Bitto Dop, passato da 12,5 a 11,5 kg. Azioni, queste che hanno portato a un incremento del prezzo medio per forma nell’ordine del 8% per il Bitto e del 16% per il Valtellina Casera e che hanno permesso di mantenere il fatturato alla produzione a 14 milioni di euro. Un risultato reso possibile anche grazie al lavoro sulla qualità fatto con il piano di valorizzazione del Bitto, alla cresciuta notorietà delle Dop e alle campagne di comunicazione effettuate che hanno portato di riflesso i frutti sperati, con un aumento della remuneratività del prodotto nel biennio 2021-2022”.</p>
<p>Secondo la nuova indagine di SG Marketing &#8220;<b>Conoscenza e percepito dei formaggi Bitto e Valtellina Casera DOP nel consumatore nazionale</b>”, è infatti cresciuta anche la notorietà dei due formaggi presso il pubblico nazionale rispetto al 2021: +5 punti percentuali per il Bitto e +2 punti percentuali per il Valtellina Casera. Oggi Bitto e Valtellina Casera sono conosciuti dal 27% degli italiani, con una penetrazione al consumo rispettivamente del 16% e del 17% (+3 e +2 punti percentuali sul 2021). Una conoscenza che aumenta tanto più ci si avvicina al Nord, con picchi del 57% in Lombardia e del 47,5% al Nord Ovest e con una penetrazione al consumo del 42% e del 34%. L&#8217;analisi identifica inoltre per entrambi i formaggi una propensione media di consumo incrementale (ovvero il saldo tra chi dichiara di voler ridurre il consumo e chi ammette di volerlo aumentare) pari al 10% per il Bitto e al 14% per il Valtellina Casera).</p>
<p><b>Chi li degusta infatti se ne innamora</b>: dopo il primo assaggio, che in genere avviene fuori casa (al ristorante o dal produttore), la maggior parte dei consumatori dichiara infatti di aver continuato ad acquistarli (Bitto 65%; Valtellina Casera 69%) presso la GDO e nei negozi specializzati.<u></u><u></u></p>
<p>Tra questi, <strong>più di uno su tre è &#8220;gourmand”</strong> (acquista nei negozi specializzati, presta attenzione alla Dop come espressione di storia e territorio, tiene alla filiera e al km0 e consuma spesso il formaggio fuori casa), con una quota del 36% per il Bitto e 38% per il Valtellina Casera. Non a caso i conoscitori e i consumatori delle due Dop sono più sensibili alla qualità che al prezzo e alle promozioni, rispetto alla media: quelli del Bitto sono più attenti alle caratteristiche del prodotto (48%), alle certificazioni (41%), alla provenienza del latte italiano (40%); i conoscitori e consumatori di Valtellina Casera sono più sensibili alla provenienza del latte da allevamenti di montagna (20%).<u></u><u></u></p>
<p><strong>Le modalità preferite di assaggio?</strong> Vince il formaggio in purezza (57% Bitto e 58% Valtellina Casera), nelle ricette (45% e 50%), all&#8217;interno di taglieri (41% e 42%). Un&#8217;occasione per ribadire il legame imprescindibile con il territorio e i pascoli della Valtellina. <strong>Il Bitto infatti è fortemente influenzato dai pascoli, che forniscono ogni anno profumi e sentori diversi in base all&#8217;alpeggio e alle condizioni climatiche,</strong> perfetto da degustare in purezza, sia &#8220;da giovane” quando il suo  sapore è dolce, delicato e racchiude in sé i profumi dell&#8217;alpeggio; sia con il procedere della maturazione, possibile sino a dieci anni, con il suo sapore intenso; mentre il Valtellina Casera è l&#8217;ingrediente ideale per insalate e ricette locali, a partire dai pizzoccheri agli Sciatt.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela Valtellina Casera e Bitto</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/03/CS-Consorzio-CTCB-numeri-9-marzo-20232.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/bitto-dop-e-valtellina-casera-dop-crescono-valore-al-consumo-e-notorieta/">Bitto DOP e Valtellina Casera DOP: crescono valore al consumo e notorietà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
