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	<title>Asso Odc &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Asso Odc &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Nasce il polo vitivinicolo del Triveneto: Organismi di controllo, Consorzi e istituzioni insieme per la tutela del vino italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 08:41:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato inaugurato il Polo Vitivinicolo del Triveneto, un sistema coordinato di organismi di controllo e Consorzi del territorio. Il convegno “Costruire legami, costruire futuro” ha messo in luce i temi più attuali del settore, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>È stato inaugurato il Polo Vitivinicolo del Triveneto, un sistema coordinato di organismi di controllo e Consorzi del territorio. Il convegno “Costruire legami, costruire futuro” ha messo in luce i temi più attuali del settore, grazie all’intervento di un nutrito panel di relatori. All’evento ha preso parte l’Onorevole Emanuele Loperfido ed è intervenuto in video il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.</em></p>
<p>Si è svolta oggi, <strong>presso l’Auditorium Concordia di San Vito in Tagliamento (PN), l’inaugurazione del Polo Vitivinicolo del Triveneto</strong>, a compimento di un progetto avviato oltre dieci anni fa da Triveneta Certificazioni, società nata da un accordo tra tre organismi di controllo – <strong>Ceviq, Siquria e Valoritalia</strong> – incaricata della certificazione della DOC Pinot Grigio Delle Venezie e dell’IGT Trevenezie. L’evento ha segnato l’apertura ufficiale della nuova sede di Triveneta Certificazioni. All’interno della struttura avranno un proprio spazio dedicato il Consorzio Pinot Grigio DOC Delle Venezie, il Consorzio Friuli DOC, il Consorzio Friuli Grave DOC e il Consorzio Prosecco DOC.</p>
<p>Il percorso ha riunito enti di controllo e Consorzi di tutela, con l’obiettivo, ciascuno per le proprie specifiche competenze, di assicurare la conformità ai disciplinari, tutelare i produttori, rafforzare la credibilità delle denominazioni e offrire ai consumatori una garanzia concreta di autenticità, trasparenza e fiducia. Il Polo rappresenta oggi <strong>una quota rilevantissima della produzione vinicola italiana certificata</strong> e svolge un’opera di presidio importante in un territorio che <strong>copre il 30% dell’imbottigliato nazionale</strong>, diventando quindi il più grande sistema coordinato di organismi di controllo e Consorzi del Paese e un <strong>modello di governance unico e replicabile.</strong></p>
<p>La giornata si è aperta con i saluti dei rappresentanti delle istituzioni territoriali e nazionali, a cominciare dal <strong>Sindaco di San Vito al Tagliamento Alberto Bernava</strong>, che ha riconosciuto il valore territoriale del nuovo insediamento: “<em>Per San Vito al Tagliamento, già Città del Vino e Bandiera Arancione, l’istituzione del Polo rappresenta un’ulteriore motivo di prestigio, nonché la dimostrazione che il gioco di squadra è la chiave per crescere, creare valore e portare benefici alla comunità</em>”. Con un intervento video, il <strong>Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida</strong> ha espresso il pieno sostegno al progetto e apprezzamento per il lavoro sinergico svolto dagli enti di controllo, evidenziando il ruolo centrale dell’agroalimentare italiano: “<em>L’Italia è la prima economia agricola europea e il Triveneto è un pilastro della DOP economy. Per questo continueremo ad investire in questo settore, eccellenza del sistema italiano riconosciuta in tutto il mondo, valorizzando i prodotti e supportando le nuove generazioni</em>”. L’<strong>Onorevole Emanuele Loperfido </strong>ha portato i saluti del Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, sottolineando quanto sia importante che istituzioni, enti e politica facciano gioco di squadra, condividendo una visione comune e regole chiare: <em>“Solo così le idee possono trasformarsi in risultati concreti, si rafforza la centralità del Paese e si valorizzano nel mondo le nostre eccellenze: un modello che oggi vediamo qui in modo esemplare”. </em>A chiudere il giro dei saluti istituzionali, <strong>l’Assessore Regionale del Friuli Venezia Giulia Stefano Zannier</strong> ha ancora una volta sottolineato l’importanza di fare sistema: “<em>Questo progetto nasce dalla scelta non scontata, da parte di enti di certificazione e denominazioni, di stare insieme. La distanza impedisce di cogliere i dettagli, per questo l’unica strada per emergere è l’unione, che non significa annullamento delle singole identità, ma lavoro comune, fondato su una strategia condivisa, per aumentare il valore</em>”.</p>
<p>A seguire, la tavola rotonda “<strong>Costruire legami per competere: il nuovo modello italiano tra qualità, controllo e mercato</strong>”, moderata da <strong>Giorgio Dell’Orefice de <em>Il Sole 24 Ore</em></strong>,<em> </em>ha puntato i riflettori  proprio sul lavoro di tessitura e collaborazione al servizio del sistema vitivinicolo italiano, con uno sguardo economico e istituzionale sulle sfide future del comparto. Durante l’incontro si è confrontato un ricco panel di relatori: oltre ai vertici di Triveneta Certificazioni (Francesco Liantonio), Valoritalia (Giuseppe Liberatore), Siquria e AssoOdc (Luca Sartori), sono intervenuti i presidenti di Federdoc (Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi) e del Gruppo di lavoro Vino del Copa-Cogeca e del Consorzio DOC Delle Venezie (Luca Rigotti).</p>
<p>L’esperienza costruita nel Polo, con l’aggregazione di tre organismi di controllo, si può ritenere replicabile anche nel mondo dei Consorzi di tutela, così  come ha sottolineato <strong>Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi</strong>, <strong>Presidente Federdoc</strong>. <em>“Ci troviamo in un’area in cui fare sistema rappresenta una leva strategica consolidata. Qui operano denominazioni di grande rilevanza anche in termini di volumi — come Pinot Grigio delle Venezie, Prosecco, Friuli e Friuli Grave —, che insieme superano il miliardo di bottiglie. Il Polo Vitivinicolo del Triveneto rappresenta un percorso strutturato di collaborazione che può fungere da modello per altre aree del Paese, dove sono presenti denominazioni che, dal punto di vista produttivo e se considerate singolarmente, non raggiungono grandi numeri. In questo scenario, la riforma delle IG introdotta dal Regolamento UE 1143/2024 attribuisce nuove responsabilità e maggiore forza ai Consorzi, rafforzandone il ruolo come strumenti per attuare meccanismi efficienti: oggi siamo testimoni di un esempio di grande successo”, </em>ha spiegato.</p>
<p>Nel suo intervento, <strong>Francesco Liantonio</strong>,<strong> Presidente di Triveneta Certificazioni</strong>, ha illustrato le ragioni alla base dell’istituzione del Polo e la sua centralità come asset nazionale:<strong> </strong>“<em>Triveneta Certificazioni – che oggi <strong>opera a supporto di 60.000 viticultori, 9.000 vinificatori  e oltre 22 milioni di ettolitri di vino tra DOC e IGT, per un totale di oltre un miliardo di bottiglie</strong> che va sul mercato e che raggiunge quindi altrettanti consumatori – è un esempio virtuoso di come tre organismi di certificazione (Ceviq, Siquria e Valoritalia) si siano uniti per creare un punto di incontro e per certificare e tracciare l’intera filiera della DOC Pinot Grigio Delle Venezie. Attorno a questo nucleo si sono poi aggregati gli attori del Polo Vitivinicolo del Triveneto. Quella che oggi inauguriamo è una realtà che può diventare un’esperienza da prendere come modello in tutta Italia, con l’obiettivo di creare sinergie tra Consorzi, istituzioni e organismi di certificazione e presentarsi uniti sul mercato. La vera forza di questo progetto è il fattore umano: competenze che si riconoscono, fiducia costruita nel tempo e una squadra che sceglie di lavorare insieme ogni giorno, al servizio delle imprese, accompagnandole e rendendo più semplice il raggiungimento dell’obiettivo: la qualità certificata”.</em></p>
<p>La tavola rotonda è proseguita con l’intervento di <strong>Giuseppe Liberatore</strong>,<strong> Direttore Generale Valoritalia</strong>, che ha evidenziato il ruolo dell’attività degli enti di controllo nell’ambito dei controlli dei vini a DO e IG. “<em>Molto spesso il lavoro degli organismi di certificazione è poco visibile e raramente promosso. Eppure, tra anagrafiche, produzioni, imbottigliamenti e transazioni, sono decine di migliaia le operazioni che questi svolgono quotidianamente. Si tratta di enti privati con delega pubblica, sottoposti a un doppio livello di controllo: da un lato l’accreditamento da parte di Accredia, che ne verifica modalità operative, trasparenza e neutralità nella gestione delle attività; dall’altro il controllo del Ministero, che, avendo conferito la delega, vigila sul rispetto del piano dei controlli”. </em>Liberatore ha poi sottolineato la sistematicità dei controlli eseguiti:<em> “Il nostro sistema di controllo per i vini a DO, unico al mondo, è capillare e integrale, non a campione – a differenza di quanto avviene in altri Paesi europei –, opera partita per partita, bottiglia per bottiglia. Il risultato di questo lavoro è rappresentato dai dati che riusciamo a produrre nello svolgimento della nostra attività e che costituiscono un elemento fondamentale su cui i Consorzi di tutela basano le proprie scelte strategiche, sia in relazione alle denominazioni sia alla loro gestione”</em>,<em> </em>ha spiegato.</p>
<p><strong>Luca Sartori</strong>,<strong> Presidente di Siquria e Asso-ODC </strong>(Associazione degli organismi di certificazione del vino),<strong> </strong>ha raccontato la nascita di Triveneta Certificazioni e del Polo stesso, un insieme di professionalità ed esperienze diverse che ha portato traguardi importanti. “<em>La scelta del titolo di questo convegno evidenzia molto bene il fattore umano che è alla base dell’incontro tra i Consorzi e gli organismi di controllo che hanno dato vita a questo progetto. Una missione che poteva sembrare difficile all’inizio, dal momento che venivamo da esperienze ed areali diversi, ma è stata la capacità di conoscersi e apprezzarsi per il valore delle nostre competenze a farci comprendere che ognuno poteva portare un forte contributo e che potevamo crescere e fare squadra – </em>e sottolinea<em> –  Tutto questo da una parte per agevolare la vita delle aziende che controlliamo, dall’altra per agevolare anche il nostro lavoro</em>”.</p>
<p>In chiusura, a fare luce sui temi più attuali per il comparto, come sostenibilità, bio-integrato e certificazioni di territorio, è intervenuto anche <strong>Luca Rigotti, Presidente del Consorzio Pinot Grigio DOC delle Venezie e del Gruppo di lavoro Vino del Copa-Cogeca</strong>. “<em>Iniziative di collaborazione tra enti come il Polo Vitivinicolo del Triveneto sono oggi più che mai una strada importante da percorrere per fare sistema e presentarci con maggiore coesione, dinamicità e tematiche condivise. In questa stessa logica, anche i Consorzi del Nordest hanno da poco avviato un Tavolo di Lavoro interregionale del Pinot Grigio, con la presenza delle Amministrazioni regionali: unire le forze per il bene comune è la chiave. Il lavoro dei Consorzi insieme agli organismi di controllo e alle istituzioni va nella direzione della legittimazione di un territorio e di un prodotto. In questo scenario, ci sono fattori importanti da considerare, a partire dalla sostenibilità ambientale, economica, fino a quella sociale, che, come Consorzio, abbracciamo attraverso la partnership con Wine in Moderation, restando in prima linea nella promozione di un consumo moderato e responsabile. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, la creazione di sinergie e di strumenti di coordinamento, secondo noi è la giusta strada per sviluppare questo importante ambito di lavoro, auspichiamo questo tipo di approccio anche per lavorare al tema della certificazione di sostenibilità a livello nazionale. L’obiettivo sarebbe quello di riuscire a definire uno standard che, pur considerando i fabbisogni e le specificità territoriali, possa contenere una base di requisiti e di impegni comuni, validi ed applicabili a tutte le Regioni”.</em></p>
<p>Il Presidente Rigotti ha infine evidenziato anche il ruolo del segmento low/no alcol nel mercato vitivinicolo:<em> “Il Consorzio DOC Delle Venezie sta portando avanti sperimentazioni sui vitigni resistenti e sul Pinot Grigio a bassa gradazione naturale: entrambe queste strade rappresentano una soluzione green. La prima perché riduce i trattamenti fitosanitari, favorendo una viticoltura ancora più basso impatto; la seconda perché, partendo dalla gestione agronomica e colturale del vigneto, riteniamo sia per i vini DOP e IGP una risposta più sostenibile e coerente con il territorio, in grado di preservare i profili di tipicità del Pinot Grigio ed andare incontro ad una crescente domanda del mercato”.</em></p>
<p>Al termine del convegno il Polo Vitivinicolo del Triveneto è stato inaugurato ufficialmente con la celebrazione del tradizionale taglio del nastro, alla presenza dell’<strong>Onorevole Emanuele Loperfido </strong>e del <strong>Sindaco di San Vito in Tagliamento Alberto Bernava</strong> e del Presidente di Triveneta Certificazioni Francesco Liantonio, a suggello di un momento significativo per il territorio e per le istituzioni coinvolte.</p>
<p>Fonte: <a href="http://triveneta.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Triveneta Certificazioni</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/02/CS_2_Triveneta-Certificazioni_31-gennaio-2026_Inaugurazione-sede_chiusura.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Coronavirus e vino: Valoritalia illustra come avviene il processo di autocertificazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 10:42:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Organismi di certificazione del vino italiano sono al fianco dei produttori. La grave emergenza sanitaria ed economica che il Paese sta vivendo non risparmia il settore vitivinicolo. È per questo che <strong>gli Organismi di certificazione rappresentati in Asso-OdC</strong> (Agroqualità SpA, Ceviq Srl, Parco 3A-PTA, Siquria SpA, TCA Srl, Triveneta certificazioni Srl, Valoritalia Srl) che insieme controllano oltre il 95% del vino italiano, hanno implementato di comune accordo <strong>procedure straordinarie per garantire la continuità della certificazione dei vini italiani</strong>, il cui arresto causerebbe un ingentissimo danno al settore, già così duramente colpito.</p>
<p><strong>Francesco Liantonio</strong>, Presidente di Valoritalia, illustra in che modo la società si sta muovendo per supportare la filiera vitivinicola italiana. “In questo periodo storico l’Italia e le nostre eccellenze rischiano di subire una grave crisi economica. Per tale motivo, abbiamo deciso di implementare delle procedure che permettano al ciclo produttivo di non subire interruzioni. Per evitare il blocco totale delle certificazioni,<strong> l’ICQRF ha permesso di derogare dalla vigente normativa, permettendo alle aziende di procedere con un’autocertificazione</strong>. Le nostre sedi, tutte operative, si occupano delle verifiche documentali, operazioni svolte in sicurezza dai nostri collaboratori grazie al lavoro agile. Inoltre garantiamo la consegna dei contrassegni al rilascio della certificazione. Una volta rientrata l’emergenza, le autocertificazioni saranno puntualmente verificate attraverso adeguati controlli. Deve essere chiaro che <strong>per noi la continuità dell’iter certificativo costituisce una priorità</strong>, ma abbiamo scelto di essere più flessibili per far sì che il made in Italy non si fermi.”</p>
<p><strong>Giuseppe Liberatore</strong>, Direttore generale di Valoritalia, ci illustra meglio il come funziona il processo di autocertificazione richiesto ai produttori. “Abbiamo messo in piedi una task force per identificare le azioni da intraprendere per consentire alle aziende di continuare a produrre e, allo stesso tempo, che permettessero alla nostra azienda di <strong>gestire da remoto il processo delle certificazioni</strong>. Valoritalia, insieme agli altri organismi di controllo, continua a dare garanzie su quello che è il processo di carico delle aziende. Ciò significa che, nel momento in cui un’azienda chiede la certificazione per una partita di vino, l’ente controlla che effettivamente la partita sia nella disponibilità dell’azienda tramite verifica documentale. Quello che non è possibile fare al momento, è l’invio degli ispettori per effettuare prelievi, spedire i campioni in laboratorio e organizzare le commissioni di degustazione, in quanto attività incompatibili con i vari DPCM emessi dal Governo. Ci viene consentita quindi, secondo indicazione dell’ICQRF, la possibilità di concedere alle aziende l’autocertificazione. <strong>È importante sottolineare che le aziende si assumono la responsabilità civile e penale di quanto dichiarato, attraverso un atto notorio e a norma di legge</strong>, asserendo che il proprio prodotto è conforme a quanto previsto nel disciplinare di produzione da un punto di vista chimico e organolettico. Le autocertificazioni vengono inviate giornalmente all’ICQRF per consentire un monitoraggio costante di quantità movimentate. <strong>Valoritalia ha inoltre inviato un’informativa alle aziende ribadendo che alla fine del periodo emergenziale, saranno effettuate verifiche puntuali e rigorose per accertare la veridicità di ciascuna autocertificazione</strong>, facendo appello al senso di responsabilità dei produttori.”</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lucianopignataro.it/a/coronavirus-valoritalia-certificazione/181180/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>lucianopignataro.it</strong></a></p>
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		<title>Gli Organismi di certificazione del vino italiano sono al fianco dei produttori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-gli-organismi-di-certificazione-del-vino-italiano-sono-al-fianco-dei-produttori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 10:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La grave emergenza sanitaria ed economica che il Paese sta vivendo non risparmia il settore vitivinicolo. E’ per questo che gli Organismi di certificazione rappresentati in Asso-OdC (Agroqualità SpA, Ceviq Srl, Parco 3A-PTA, Siquria SpA, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>grave emergenza sanitaria ed economica</strong> che il Paese sta vivendo non risparmia il <strong>settore vitivinicolo</strong>. E’ per questo che gli Organismi di certificazione rappresentati in <strong>Asso-OdC</strong> (<strong>Agroqualità SpA, Ceviq Srl, Parco 3A-PTA, Siquria SpA, TCA Srl, Triveneta certificazioni Srl, Valoritalia Srl</strong>) che insieme controllano oltre il 95% del vino italiano, hanno implementato di comune accordo procedure straordinarie per garantire la continuità della certificazionedei vini italiani, il cui arresto causerebbe un ingentissimo danno al settore, già così duramente colpito.</p>
<p>“Si tratta di fondare alcuni step delprocessodi certificazione su requisiti autodichiarati dagli operatori – afferma il Presidente di Asso-OdC, <strong>Luca Sartori</strong> – e di differire alla fine dell’emergenza la verifica diretta di tali requisiti. Tale soluzione è stata concertatacon il <strong>MIPAAF</strong>, cui va il nostro ringraziamento per la sensibilità e la vicinanza al mondo produttivo dimostrate in questo frangente. Le procedure adottate ci permettono di conseguire degli obiettivi irrinunciabili: il rispetto della normativa emergenziale, la continuità del servizio e la protezione degli operatori nostri ed aziendali, considerato il fatto che limitiamo al massimo gli accessi fisici nelle aziende”. Tutti i soci di Asso-OdC esprimono profondavicinanza ai produttori ed auspicano un superamento dell’emergenza nei tempi più rapidi possibili.</p>
<p>“In questo periodo storico &#8211; aggiunge <strong>Francesco Liantonio</strong>, Presidente di Valoritalia &#8211; l’Italia e le nostre eccellenze rischiano di subire una grave crisi economica. Per tale motivo, abbiamo deciso di implementare delle procedure che permettano al ciclo produttivo di non subire interruzioni. Per evitare il blocco totale delle certificazioni, l’ICQRF ha permesso di derogare dalla vigente normativa, permettendo alle aziende di procedere con un’autocertificazione. Le nostre sedi, tutte operative, si occupano delle verifiche documentali, operazioni svolte in sicurezza dai nostri collaboratori grazie al lavoro agile. Inoltre garantiamo la consegna dei contrassegni al rilascio della certificazione. Una volta rientrata l’emergenza, le autocertificazioni saranno puntualmente verificate attraverso adeguati controlli. Deve essere chiaro che per noi la continuità dell’iter certificativo costituisce una priorità, ma abbiamo scelto di essere più flessibili per far sì che il Made in Italy non si fermi.”</p>
<p>“Abbiamo messo in piedi una task force per identificare le azioni da intraprendere per consentire alle aziende di continuare a produrre e, allo stesso tempo, che permettessero alla nostra azienda di gestire da remoto il processo delle certificazioni &#8211; spiega <strong>Giuseppe Liberatore</strong>, Direttore generale di Valoritalia. Valoritalia, insieme agli altri organismi di controllo, continua a dare garanzie su quello che è il processo di carico delle aziende. Ciò significa che, nel momento in cui un’azienda chiede la certificazione per una partita di vino, l’ente controlla che effettivamente la partita sia nella disponibilità dell’azienda tramite verifica documentale. Quello che non è possibile fare al momento, è l’invio degli ispettori per effettuare prelievi, spedire i campioni in laboratorio e organizzare le commissioni di degustazione, in quanto attività incompatibili con i vari dpcm emessi dal Governo. Ci viene consentita quindi, secondo indicazione dell’ICQRF, la possibilità di concedere alle aziende l’autocertificazione. E’ importante sottolineare che le aziende si assumono la responsabilità civile e penale di quanto dichiarato, attraverso un atto notorio e a norma di legge, asserendo che il proprio prodotto è conforme a quanto previsto nel disciplinare di produzione da un punto di vista chimico e organolettico. Le autocertificazioni vengono inviate giornalmente all’ICQRF per consentire un monitoraggio costante di quantità movimentate. Valoritalia ha inoltre inviato un’informativa alle aziende ribadendo che alla fine del periodo emergenziale, saranno effettuate verifiche puntuali e rigorose per accertare la veridicità di ciascuna autocertificazione, facendo appello al senso di responsabilità dei produttori.”</p>
<p>Fonte: <strong>Valoritalia &#8211; Asso-OdC</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-gli-organismi-di-certificazione-del-vino-italiano-sono-al-fianco-dei-produttori/">Gli Organismi di certificazione del vino italiano sono al fianco dei produttori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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