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	<title>Infocamere &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Aziende del vino, conti ok: +52% in 10 anni</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 09:37:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Crescono i bilanci delle aziende italiane vitivinicole di capitale. Chi produce uva e vino ha visto un trend positivo negli ultimi 10 anni del +52% e con un +7% nel 2018 rispetto all&#8217;anno precedente. Ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Crescono i bilanci delle aziende italiane vitivinicole di capitale. Chi produce uva e vino ha visto un trend positivo negli <strong>ultimi 10 anni del +52% e con un +7% nel 2018</strong> rispetto all&#8217;anno precedente. Ad evidenziarlo è uno <a href="https://www.qualivita.it/news/qualivita-infocamere-bilanci-delle-aziende-italiane-del-vino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>studio</strong> dell&#8217;<strong>Osservatorio <span class="EvidenziaTestoON">Qualivita</span> Wine e InfoCamere</strong></a>, che hanno elaborato i dati di 3 mila aziende con bilancio depositato, da cui risulta un fatturato complessivo di oltre 11,2 mld di euro nel 2018, un valore aggiunto di 2 mld di euro e 3,7 mld di euro di valore della produzione. Una crescita che, se per<strong> numero di imprese</strong> con bilancio depositato, è stata pari al <strong>+33% in dieci anni</strong>, ha raggiunto il <strong>+52% in termini di fatturato</strong> e il <strong>+59% come valore aggiunto</strong>.</p>
<p>«Se è vero che larga parte del sistema produttivo è rappresentato da piccole e micro imprese, l&#8217;analisi dei dati sulle aziende che hanno depositato bilancio nel 2018, mostrano come un forte traino giunga proprio dallo spaccato più strutturato&#8217; del settore», evidenzia <strong>Mauro <span class="EvidenziaTestoON">Rosati</span> direttore generale di <span class="EvidenziaTestoON">Qualivita</span></strong>. «Un segmento solido, con trend importanti negli ultimi dieci anni sia in termini di fatturato che di forza lavoro, che dimostra una volta di più come quello del vino made in Italy rappresenti un modello di riferimento per il sistema imprenditoriale del nostro Paese».</p>
<p>A sottolineare il buon andamento del settore è anche il dato sugli <strong>addetti</strong>, in aumento del <strong>+123% rispetto al 2009</strong>. Una crescita che nel 2018 ha portato ad occupare 34 mila addetti mentre dieci anni fa erano poco più di 15.200. Ad incrementare è anche la capacità di rinnovamento di queste imprese, tanto che nel 2018gli <strong>investimenti</strong> del settore sono stati oltre <strong>11 miliardi di euro per un +3,6%</strong> sull&#8217;anno precedente. A livello territoriale, in <strong>Toscana</strong>, <strong>Puglia</strong> e <strong>Veneto</strong> si concentra un terzo delle aziende nel settore della produzione di vino e coltivazione di uva (in tutte e tre oltre 300 imprese per regione), mentre <strong>Siena</strong>, con 180 imprese, è la provincia italiana con maggior numero di società di capitali.</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2019/04/20190424_RS_ITALIA-OGGI.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Cresce la quantità di pizza e cibo take away in Italia: +17% negli ultimi 5 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 10:26:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vanno forte pizza e il cibo take-away in Italia. Secondo elaborazioni Unioncamere-Infocamere su dati del Registro delle imprese italiane tra il 30 giugno 2013 e il 30 giugno 2018 sono quarantamila le imprese quasi 6mila [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vanno forte <strong>pizza e il cibo take-away</strong> in Italia. Secondo elaborazioni <strong>Unioncamere-Infocamere</strong> su dati del Registro delle imprese italiane tra il 30 giugno 2013 e il 30 giugno 2018 sono quarantamila le imprese quasi 6mila in più in soli cinque anni, per una crescita che sfiora il 17%. A livello regionale è la Lombardia a registrare il numero più alto in Italia di pizzerie a taglio e take-away (6.176), seguita dal Lazio (4.164) e dall’Emilia-Romagna (3.902). Ma in termini relativi, nell&#8217;ultimo quinquennio è stato il Trentino Alto Adige ad aver messo a segno la crescita più marcata (+27%), seguito dalla Sicilia (+24%) e dalla Lombardia (+22%).</p>
<p>A livello provinciale, il <strong>primato</strong> del settore va a <strong>Roma</strong>, dove rosticcerie e friggitorie superano le 3mila attività, seguita da <strong>Napoli e Milano</strong> che si attestano sulle 2mila realtà. Le tre province sono ai vertici della classifica anche in termini di aumento delle attività appartenenti a questo comparto tra il 2013 e il 2018: +634 a Roma; +516 Milano e +433 Napoli. Anche nelle realtà provinciali più piccole, però, i cittadini possono oggi contare su una rete crescente di attività specializzate nel cibo da asporto. I bolzanini hanno a disposizione, per esempio, il doppio di esercizi (+52,7%) in più rispetto a giugno 2013, i bellunesi il 46,2% e i pisani il 42,8%. Aumenti oltre il 30% interessano, oltre alla provincia di Milano, anche quelle di Palermo e Livorno.</p>
<p>I negozi di questo tipo rappresentano ancora la prima forma di investimento per le comunità straniere e in particolare per quella extra Ue che, con le quasi 9mila attività, nel periodo in esame ha visto aumentare il suo numero di <strong>oltre 2mila unità</strong> (il 36% dell’intero incremento di imprese del comparto), corrispondente ad una variazione percentuale superiore al 30% (contro il 17% fatto registrare da tutte le attività del settore). Geograficamente, la regione più attrattiva per l’insediamento di imprenditori extra Ue è la Lombardia con poco più 3mila unità, seguita a lunga distanza da Emilia-Romagna (quasi 1.200 unità) e dal Piemonte (896). Guardando alla dinamica del periodo 2013-2018, l&#8217;area con la variazione percentuale maggiore per le iniziative di extracomunitari è stata la Campania (+60,5%) seguita dalle due isole, Sardegna e Sicilia, con un aumento del 51,7%.</p>
<p>Tra i <strong>Paesi di provenienza degli imprenditori stranieri</strong> (con riferimento alle sole imprese individuali, le uniche per cui è possibile associare la nazionalità al titolare), quello più rappresentato è l’Egitto, con 2mila imprese individuali esistenti alla fine dello scorso giugno. Sugli altri gradini del podio le comunità di Pakistan e Turchia, rispettivamente con 790 e 533 esercizi. Podio confermato dalle tre comunità anche per la crescita in termini assoluti, mentre l’analisi degli incrementi in termini relativi del periodo porta alla ribalta alcune nazionalità non scontate: è il caso dell’Afghanistan, che ha visto aumentare di quattro volte il numero di pizzerie e rosticcerie in cinque anni, o del Bangladesh, per cui la crescita è stata superiore all’80%.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.agroalimentarenews.com/news-file/Pizza---cibo-take-away-non-manca-in-Italia--Lungo-la-penisola-presenti-40mila-imprese.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>AgroAlimentare News</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cresce-la-quantita-di-pizza-e-cibo-take-away-in-italia-17-negli-ultimi-5-anni/">Cresce la quantità di pizza e cibo take away in Italia: +17% negli ultimi 5 anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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