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	<title>Alleanza Cooperative Italiane Archivi : Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Alleanza Cooperative Italiane Archivi : Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Scontro sugli aiuti al vino: «Restano invendute 220 milioni di bottiglie»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scontro-sugli-aiuti-al-vino-restano-invendute-220-milioni-di-bottiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 08:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[food politics]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Marco Centinaio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tavolo di filiera vino al ministero per la gestione di 300 milioni di fondi: è scontro fra mondo agricolo e industriale Aiuti alla produzione o stimoli al mercato? Distillazione oppure sostegni al credito e promozione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tavolo di filiera vino al ministero per la gestione di 300 milioni di fondi: è scontro fra mondo agricolo e industriale<br />
</em></p>
<p>Aiuti alla <strong>produzione</strong> o stimoli al <strong>mercato</strong>? <strong>Distillazione</strong> oppure sostegni al <strong>credito</strong> e <strong>promozione</strong> all’estero? È <strong>scontro nella filiera vino</strong> sugli aiuti anticrisi. Nei giorni scorsi al tavolo di filiera vitivinicolo al ministero per le Politiche agricole, presieduto dal sottosegretario <strong>Gian Marco Centinaio</strong>, è stata esaminata la situazione del settore che nel corso del 2020 ha visto l’export calare (-2,3%) dopo quindici anni di crescita ininterrotta. Ma soprattutto la <strong>pandemia</strong> ha lasciato il segno sul mercato interno che ha visto rafforzarsi le vendite nella <strong>grande distribuzione</strong> e <strong>on line</strong> ma d’altro canto ha pagato la prolungata <strong>serrata di bar e ristoranti</strong> con una voragine che l’Unione Italiana Vini stima in <strong>minori vendite per oltre 1,5 miliardi di euro</strong> e registra circa 500 milioni di crediti incagliati.</p>
<p>Secondo una stima della Coldiretti sarebbero rimaste <strong>invendute</strong> a causa dello stop a bar e ristoranti circa <strong>220 milioni di bottiglie </strong>di vino. Il tutto in un quadro di giacenze rilevanti e di pressione, al ribasso, sui prezzi. Per affrontare questo scenario si sono però delineate <strong>due strategie</strong>, sostenute da fronti contrapposti all’interno della filiera. Da un lato il <strong>mondo agricolo</strong> e quello della <strong>Cooperazione</strong> che chiedono a gran voce le misure della <strong>distillazione</strong> e dello <strong>stoccaggio privato</strong> per ridurre l’offerta e sostenere i prezzi.</p>
<p>Nelle richieste la principale differenza rispetto allo scorso anno (quando la distillazione fu effettuata con risultati deludenti) è di dedicarla stavolta ai <strong>vini DOP e IGP</strong>. «Misure da finanziare», ha spiegato il coordinatore del settore vino dell’Alleanza delle Cooperative, <strong>Luca Rigotti</strong>.</p>
<p>Di diverso avviso invece i rappresentanti delle imprese e dell’<strong>industria vinicola</strong> Federvini, Unione Italiana Vini e Federdoc. «Siamo d’accordo che se c’è dell’invenduto il produttore vada ristorato – ha spiegato il presidente di Federvini, <strong>Sandro Boscaini</strong> – ma non bisogna perdere di vista che si produce per vendere e non per distruggere il frutto del proprio lavoro. Inoltre riteniamo vada salvaguardata l’intera filiera e non solo l’anello della produzione agricola».</p>
<p>«In questo momento – ha commentato il presidente dell’Unione Italiana Vini, <strong>Ernesto Abbona</strong> – servono strumenti per mettere in sicurezza finanziaria migliaia di aziende del vino alle prese con mancate vendite e crediti incagliati». Tra le misure proposte il rafforzamento del <strong>contributo a fondo perduto</strong>, l’esonero dal versamento dei <strong>contributi previdenziali e assistenziali</strong>, la sospensione dei pagamenti delle <strong>imposte</strong> e del versamento <strong>IVA</strong> sui crediti commerciali incagliati.</p>
<p>L’<a href="https://www.unioneitalianavini.it/nasce-losservatorio-del-vino-italiano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio UIV</a> prevede nel <strong>2021</strong> una <strong>ripresa del mercato interno</strong> e soprattutto dell’<strong>export</strong> mentre le gelate in Italia e in Francia lasciano prevedere una vendemmia 2021 in calo. «Bisogna rilanciare la <strong>promozione</strong> all’estero – conclude Abbona. Con la <strong>campagna vaccinale</strong> ripartiranno le vendite. In <strong>Cina</strong> poi i pesanti i dazi imposti da Pechino ai vini australiani e il calo della produzione francese aprono un <strong>buco da 1,3 milioni di ettolitri di vino rosso</strong>. Più che pensare a distruggere il prodotto meglio concentrarsi sulle <strong>grandi opportunità</strong> che possono aprirsi sui mercati».</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/DKO18O.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Il vino italiano resiste alla crisi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-vino-italiano-resiste-alla-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 07:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vino italiano alla sfida della ripresa tra export e scorte di vino, dopo aver resisitito nell&#8217;anno del covid. Produttori di vino sull`ottovolante. Da un lato, crollano le vendite oltre Manica, dall`altro, nonostante le difficoltà, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il vino italiano alla sfida della ripresa tra export e scorte di vino, dopo aver resisitito nell&#8217;anno del covid.</em></p>
<p>Produttori di vino sull`<strong>ottovolante</strong>. Da un lato, crollano le vendite oltre Manica, dall`altro, nonostante le difficoltà, pare che le etichette cooperative riescano a tenere il mercato. Alti e bassi di un comparto, quello vitivinicolo, che continua ad essere da primato nell`ambito dell`agroalimentare nazionale, ma che risente in pieno degli effetti della conti.</p>
<p>In gioco sono <strong>esportazioni </strong>di vino che valgono <strong>3,7 miliardi</strong> e che vedono gli inglesi i principali consumatori mondiali di Prosecco. Si profilano molte ombre, dunque, per l`Italia vitivinicola alle prese con il Regno Unito.</p>
<p>Incertezze che solo in parte sono fugate da altri numeri che prospettano una situazione migliore. Nell`anno del Covid, per esempio, il<strong> sistema vitivinicolo cooperativo</strong> (423 cantine per 4,9 miliardi di euro di giro d`affari e una produzione pari al 58% del vino italiano), è riuscito a confermare il proprio fatturato (+1%), con un aumento delle vendite nella grande distribuzione organizzata (+6%) e all`estero (+3%).</p>
<p>Lo evidenzia l`<a href="https://www.alleanzacooperative.it/agroalimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Alleanza Cooperative Agroalimentari</strong></a>, presentando lo studio di Wine Monitor Nomisma che rileva anche come «nel 2020 il 34% delle cooperative vinicole abbia mantenuto stabile il fatturato e un 41% lo ha visto in calo».</p>
<p>Bene anche le <strong>vendite all&#8217;estero</strong>: +3% quelle della cooperazione, contro un -2,4% del vino italiano nel complesso. Ma anche le coop non sono tranquille: le scorte di vino in cantina stanno crescendo troppo. E la prossima vendemmia si avvicina.</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/20210419_RS_AVVENIRE.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Mais: al via applicazione premialità Accordo Quadro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mais-al-via-applicazione-premialita-accordo-quadro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 08:09:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;applicazione congiunta delle premialità derivanti dall'&#8221;Accordo Quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata&#8221; e dall&#8217;incentivo previsto dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali da questa campagna di commercializzazione, i produttori [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con l&#8217;applicazione congiunta delle premialità derivanti dall'&#8221;<strong>Accordo Quadro</strong> per il mais da granella di filiera italiana certificata&#8221; e dall&#8217;incentivo previsto dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali da questa campagna di commercializzazione, i produttori italiani di mais potranno percepire premialità aggiuntive rispetto al normale prezzo di mercato per il prodotto raccolto</em>.</p>
<p>A sottolinearlo, sono le organizzazioni firmatarie e promotrici dell&#8217;<strong>Accordo Quadro</strong> siglato dalla filiera maidicola nazionale composta da <a href="https://www.assalzoo.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Assalzoo</strong></a>, in rappresentanza dell&#8217;industria mangimistica italiana, <strong>Ami</strong>, <a href="https://www.cia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Cia-Agricoltori</strong> <strong>italiani</strong></a>, <a href="http://www.confagricoltura.it/ita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Confagricoltura</strong> </a>e <a href="http://www.copagri.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Copagri</strong> </a>per i produttori agricoli, <a href="https://www.alleanzacooperative.it/agroalimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Alleanza</strong> </a>delle Cooperative Agroalimentari per il mondo cooperativo, <a href="https://compag.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Compag</strong> </a>e <a href="https://www.micotossine.it/default.asp?rif=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Aires</strong> </a>per gli stoccatori e per gli essiccatori, <a href="http://www.sementi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Assosementi</strong> </a>per le ditte sementiere, e <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>OrIGin Italia</strong></a> per i <strong>Consorzi di Indicazioni Geografiche</strong>. In una nota si spiega che <em>grazie anche alla firma da parte della filiera di questo <strong>Accordo Quadro</strong>, il Mipaaf ha emanato il decreto ministeriale per la competitività delle filiere, fortemente richiesto e sostenuto dalle stesse organizzazioni firmatarie dell&#8217;intesa, con il quale è stato stabilito un incentivo di 100 euro ad ettaro a favore degli agricoltori che coltiveranno mais sulla base di tale accordo</em>.</p>
<p><em>“Si tratta di una grande opportunità, che consente ai produttori italiani di mais di recuperare margini di competitività, con lo scopo di favorire una ripresa della produzione italiana di questo cereale, indispensabile per garantire una alimentazione di qualità agli <strong>allevamenti nazionali da latte e da carne</strong> e, soprattutto, per garantire i circuiti di eccellenza, per i quali il mais di origine italiana è una materia prima ad oggi irrinunciabile”, aggiungono le organizzazioni firmatarie e promotrici dell’Accordo Quadro.</em></p>
<p>Si ricorda che <em>l&#8217;<strong>Accordo Quadro</strong> rappresenta una strada fortemente voluta dalla filiera come primo passo verso un rilancio della coltivazione italiana di mais, cereale che in pochi anni ha registrato un crollo del 50% delle superfici seminate</em>. Si richiede che <a href="https://www.agea.gov.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Agea</strong></a>, emani al più presto la circolare applicativa per accedere al nuovo contributo ministeriale.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2020/06/04/mais-al-via-applicazione-premialita-accordo-quadro_e19c61a9-208a-42fb-bbf6-774a7bf31cda.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ansa.it</strong></a></p>
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		<title>Il vino contro la crisi: la filiera chiede un confronto urgente con la Ministra Bellanova</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-vino-contro-la-crisi-la-filiera-chiede-un-confronto-urgente-con-la-ministra-bellanova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[-]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Bellanova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La filiera del vino torna a scrivere al Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali Teresa Bellanova con una lettera che completa le due precedenti già indirizzate al Governo, la prima in materia di misure [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/il-vino-contro-la-crisi-la-filiera-chiede-un-confronto-urgente-con-la-ministra-bellanova/">Il vino contro la crisi: la filiera chiede un confronto urgente con la Ministra Bellanova</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>La filiera del vino torna a scrivere al Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali Teresa Bellanova con una lettera che completa le due precedenti già indirizzate al Governo, la prima in materia di misure economiche e fiscali a sostegno della liquidità delle imprese e la seconda sulla concessione di proroghe nella tempistica delle domande Ocm e di deroghe nell’esecuzione dei programmi, investimenti e promozione</b>. In questo momento, ribadiscono le associazioni di categoria &#8211; <strong>Federdoc, Confagricoltura, Cia, Alleanza delle Cooperative Italiane, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini e Assoenologi</strong> &#8211; la priorità è garantire liquidità, fondamentale per la sopravvivenza dell’impresa e dei suoi dipendenti, in attesa della ripartenza delle attività economiche.</p>
<p>Le proposte riguardano il sostegno del mondo agricolo e in particolare vitivinicolo, per il quale la filiera chiede l’avvio di un confronto immediato con l’obiettivo di individuare al più presto una strategia di sostegno e rilancio del settore, uno dei comparti agricoli più rilevanti per l’economia italiana.<br />
<b>Nello specifico, sono quattro le ipotesi avanzate dal mondo del vino per far fronte all’impatto dell’emergenza sul mercato vitivinicolo, in particolare nel segmento on-trade e nella vendita diretta in cantina, caratterizzato da una riduzione delle vendite.</b></p>
<p>La prima proposta riguarda l’uso dell’<strong>alcol</strong> per l’<strong>emergenza</strong> con l’opportunità per i produttori vinicoli di destinare vino da tavola in giacenza alla distillazione, al fine di ricavarne alcol ad uso medicale, a disposizione della Protezione Civile. Le distillerie si dovrebbero fare carico del prelievo del prodotto, del trasporto e della distillazione. Resta inteso che, in questa catena, nessun anello dovrà conseguire un profitto.</p>
<p>A ciò si aggiunge la necessità di fissare una misura di <strong>distillazione</strong> per far fronte alle giacenze e alla potenziale mancanza di capienza nelle cantine per le uve e i mosti per la prossima vendemmia. Le organizzazioni ritengono però che debbano essere poste alcune specifiche condizioni per l’attivazione: innanzitutto, deve restare volontaria e non obbligatoria, inoltre dovrà essere finanziata da adeguate risorse economiche, preferibilmente all’interno di un nuovo budget di emergenza per il settore a livello europeo, con l’obiettivo di porre rimedio allo shock di mercato e alle conseguenze patite dai produttori, evitando distorsioni nel segmento dell’alcol uso bocca. Allo stesso tempo, la misura della distillazione dovrà essere seguita, già a partire dalla prossima campagna vitivinicola, da una modifica delle disposizioni nazionali in materia di rese massime di uva per ettaro per i vini non ad indicazione geografica, che tenga tuttavia conto delle diverse specificità produttive territoriali.</p>
<p>Tra le proposte più significative avanzate dalla filiera del vino a sostegno del settore agricolo c’è anche la misura della <strong>vendemmia verde</strong>. La filiera auspica che la misura possa essere attivata dalle Regioni, con l’obiettivo di ridurre la produzione per la successiva campagna vendemmiale e che il Ministero proceda a una rimodulazione dell’attuale dotazione del PNS. In via generale, lo strumento della vendemmia verde è destinato all’eliminazione del prodotto mentre si potrebbe esplorare la possibilità di introdurre una nuova misura transitoria destinata alla riduzione volontaria delle rese con un risarcimento al viticoltore o procedere con una modifica della misura stessa. Data la mancanza di forza lavoro nella fase dell’anno nella quale la vendemmia verde è normalmente attivata (mese di giugno), il mondo del vino chiede inoltre lo spostamento del calendario, dando la possibilità di esercitarla anche nel mese di luglio.</p>
<p>L’ultima richiesta della filiera riguarda invece la possibilità, per alcune produzioni vitivinicole temporaneamente eccedenti o con difficoltà di sbocco sul mercato, di ricorrere all’<strong>ammasso</strong> <strong>privato</strong> per una parte del quantitativo in giacenza. Questa misura potrebbe essere di supporto per alcune produzioni da invecchiamento che non troverebbero subito mercato nei mesi estivi quando auspicabilmente potrebbe riaprire il canale <strong>horeca</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/il-vino-contro-la-crisi-la-filiera-chiede-un-confronto-urgente-con-il-ministro-teresa-bellanova_414642/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>WineNews</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Mais, firmato dalla filiera l’Accordo Quadro per promuovere la coltivazione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mais-firmato-dalla-filiera-laccordo-quadro-per-promuovere-la-coltivazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 09:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato firmato l’“Accordo quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata” che favorisce la stipula di contratti di filiera per il mais destinato all’alimentazione animale, tra cui quelli destinati ai prodotti a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/mais-firmato-dalla-filiera-laccordo-quadro-per-promuovere-la-coltivazione/">Mais, firmato dalla filiera l’Accordo Quadro per promuovere la coltivazione</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;">È stato firmato l’“<b>Accordo quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata</b>” che favorisce la stipula di contratti di filiera per il mais destinato all’alimentazione animale, tra cui quelli destinati ai <strong>prodotti a base di carne DOP IGP</strong>.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;">Al riguardo, <strong>ASSALZOO</strong> &#8211; in rappresentanza dell’industria mangimistica italiana &#8211; <strong>AMI, CIA, CONFAGRICOLTURA e COPAGRI</strong> &#8211; in rappresentanza dei produttori agricoli – <strong>ALLEANZA delle COOPERATIVE AGROALIMENTARI</strong> &#8211; in rappresentanza del mondo cooperativo – <strong>ASSOSEMENTI</strong> &#8211; in rappresentanza delle ditte sementiere &#8211; <strong>ORIGIN ITALIA</strong> &#8211; in rappresentanza dei Consorzi di Indicazioni Geografiche &#8211; esprimono grande soddisfazione per il risultato raggiunto.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;">L’Accordo Quadro sarà valido per le c<strong>ampagne cerealicole 2020, 2021 e 2022</strong>.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;">La firma del documento rappresenta un’ulteriore tappa del percorso avviato nel 2018 con la firma del <strong>Memorandum of Understanding</strong> sottoscritto per contrastare lo stato di forte crisi in cui imperversa la maiscoltura italiana e favorire la ripresa della coltivazione di una materia prima strategica per la zootecnia e la filiera agro-alimentare ed indispensabile per le produzioni di eccellenza del nostro Paese. Negli ultimi anni la produzione interna di granturco ha infatti registrato un pericoloso crollo delle superfici seminate di oltre il 50%, con una produzione che ha raggiunto un minimo storico.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;">L’Accordo Quadro si propone innanzitutto di ridare <strong>stimoli e fiducia alla produzione primaria di mais</strong>, per frenare la caduta produttiva e per sostenere la produzione di un cereale fondamentale per garantire le produzioni zootecniche del nostro Paese, da cui derivano anche gran parte delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare, basti pensare a formaggi e salumi.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;">L&#8217;intento è quello di favorire il ripristino di un’adeguata <strong>capacità di approvvigionamento interno</strong> e di arginare, nel contempo, la forte dipendenza dall’estero che, nel solo 2019, ha portato il livello delle importazioni a raggiungere un picco storico di 6,4 milioni di tonnellate, valore che <span style="color: black;">incide sulla bilancia commerciale per più di un miliardo di Euro.</span></span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; color: black;">Grazie all’Accordo Quadro sarà possibile <strong>programmare la produzione</strong>, con l’adozione di efficaci modelli contrattuali di filiera, e diversificare il rischio rispetto agli andamenti del mercato scegliendo tra diverse opzioni di fissazioni del prezzo. A tal fine tra le opzioni, se in accordo tra le parti, è prevista anche la possibilità di far riferimento a un prezzo di 195 Euro/t.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;">L’ “<strong>Accordo quadro per il mais da granella di</strong> <strong>filiera italiana certificata</strong>” rappresenta un primo concreto impegno per promuovere una ripresa produttiva di mais in Italia, ma è fondamentale che la filiera non venga lasciata sola in un momento così difficile come quello che stiamo attraversando, anche a causa dell’emergenza coronavirus.</span></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;">È di fondamentale importanza, pertanto, che questo sforzo venga supportato da un intervento pubblico specifico per il mais, ed è per tale ragione che tutta la filiera chiede ora l’impegno del <strong>Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali</strong>, affinché vari con urgenza misure che incentivino la produzione maidicola attraverso uno specifico aiuto ad ettaro sul modello dell&#8217;incentivo grano duro “de minimis”. Una misura, questa, indispensabile per consentire agli agricoltori italiani di compiere uno sforzo produttivo che consenta di recuperare quella necessaria capacità di autoapprovvigionamento di mais a garanzia e a <a name="Bookmark"></a>beneficio di tutta la filiera agro-zootecnica-alimentare italiana.</span></p>
<p>Fonte: <span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><strong>OriGIn Italia</strong></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/mais-firmato-dalla-filiera-laccordo-quadro-per-promuovere-la-coltivazione/">Mais, firmato dalla filiera l’Accordo Quadro per promuovere la coltivazione</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Federalimentare, la filiera dai campi ai supermercati garantisce l&#8217;approvvigionamento</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 10:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se la prima linea della battaglia al coronavirus è negli ospedali, l&#8217;immediata retrovia è nei supermercati, ma per ora l&#8217;approvvigionamento è garantito: «L&#8217;industria alimentare italiana è in grado di assicurare il rifornimento degli scaffali dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se la prima linea della battaglia al coronavirus è negli ospedali, l&#8217;immediata retrovia è nei supermercati, ma per ora l&#8217;approvvigionamento è garantito: «L&#8217;industria alimentare italiana è in grado di assicurare il rifornimento degli scaffali dei supermercati &#8211; spiega <strong>Ivano Vacondio</strong>, presidente di <strong>Federalimentare</strong> &#8211; perché le aziende stanno continuando a produrre, nonostante qualche assenza di personale. Inoltre, <strong>il 75% delle materie prime utilizzate è made in Italy</strong>, e quindi qualche difficoltà potrebbe manifestarsi nel medio termine solo sul restante 25%, dal settore cerealicolo a quello zootecnico. Ma per questo ci sono le scorte, che mediamente sono di un mese».</p>
<p>Messaggio rassicurante anche dalla cooperazione agroalimentare, che detiene il 25% della produzione alimentare del Paese. «Le scorte ci sono &#8211; spiega <strong>Giorgio Mercuri</strong>, presidente di <strong>Alleanza cooperative agroalimentari</strong> &#8211; e le strutture di lavorazione e trasformazione delle cooperative non hanno mai smesso di lavorare. Per i prodotti freschi<br />
stiamo cercando di rispondere agli ordinativi nonostante per la raccolta nei campi ci siano difficoltà per mancanza di personale». Rischio evidenziato anche dalla Coldiretti, in particolare per gli stranieri. «La soluzione per il presidente di <strong>Cia-Agricoltori Italiani</strong>, <strong>Dino Scanavino</strong> &#8211; è da ricercare in strumenti agili per le prossime campagne di raccolta, meccanismi veloci per aiutare le aziende ad assumere lavoratori».</p>
<p>Per <strong>Confagricoltura</strong>, comunque, gli agricoltori italiani sono in grado di garantire cibo per tutti: da qui la raccomandazione del presidente <strong>Massimiliano Giansant</strong>i a non comprare in eccesso per evitare inutili sprechi. Per l&#8217;ufficio studi di Confagricoltura i cibi maggiormente acquistati sono quelli a lunga scadenza &#8211; <strong>riso (+33%)</strong>, <strong>pasta (+25%)</strong>, <strong>scatolame (+29%)</strong>, <strong>derivati del pomodoro (+22%)</strong> &#8211; per cui le industrie conserviere hanno modificato il programma di consegne, aumentando del +30% le vendite a febbraio e del +100% a marzo. Per questo, spiega <strong>Luigi Scordamaglia</strong>, consigliere delegato di <strong>Filiera Italia</strong> «è importante blindare il sistema dei trasporti».</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/03/20200326_RS_CORRIERE-DELLA-SERA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Vinitaly 2020 annullato, Veronafiere e il New Deal per il post emergenza Coronavirus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 10:39:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gruppo Veronafiere ridefinisce gli assetti per riorganizzare la propria attività e affrontare sia l’attuale emergenza, sia la riprogettazione di tutte le azioni in vista della ripresa. Per la prima volta nella propria storia, anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Gruppo Veronafiere</strong> ridefinisce gli assetti per riorganizzare la propria attività e affrontare sia l’attuale emergenza, sia la riprogettazione di tutte le azioni in vista della ripresa. Per la prima volta nella propria storia, <strong>anche Vinitaly dovrà posticipare la sua 54ª edizione</strong>. Con essa sono rinviate anche le concomitanti Sol&amp;Agrifood ed Enolitech. Le nuove date delle manifestazioni sono perciò riprogrammate al 18-21 aprile 2021, mentre Veronafiere concentrerà la seconda parte dell’anno 2020 al sostegno del business delle aziende italiane sui mercati.</p>
<p>«Il perdurare dell’emergenza Coronavirus a livello nazionale &#8211; sottolinea il presidente di Veronafiere <strong>Maurizio Danese</strong> &#8211; con il susseguirsi dei decreti urgenti della presidenza del Consiglio dei ministri, e la più recente propagazione dello stesso a livello europeo e non solo, hanno reso improcrastinabili alcune decisioni. Per tali ragioni, il consiglio di amministrazione, d’intento con la direzione generale e il management, ha deliberato oggi in merito a molteplici aspetti essenziali per il proseguimento dell’attività del Gruppo. Fra questi, la ridefinizione di obiettivi, strategie e investimenti per la messa in sicurezza dei prodotti, della propria clientela e del business dei settori correlati».</p>
<p>Per il direttore generale di Veronafiere, <strong>Giovanni Mantovani</strong>: «Vinitaly, in accordo con le organizzazioni di filiera, Vinitaly, Sol&amp;Agrifood ed Enolitech si spostano quindi al prossimo anno. Per questo oltre a lavorare con investimenti straordinari sui nostri eventi internazionali Vinitaly Chengdu, Vinitaly China Road Show, Wine South America (23-25 settembre 2020), Vinitaly Russia (26 e 28 ottobre 2020), Vinitaly Hong Kong (5-7 novembre 2020), Wine To Asia (9-11 novembre 2020) e le iniziative della Vinitaly International Academy, ci mettiamo a disposizione del settore e del sistema della promozione per considerare la realizzazione di un evento innovativo il prossimo autunno a servizio delle aziende».</p>
<p>La decisione del riposizionamento di Vinitaly al 2021 è stata presa d’intesa con i rappresentanti delle associazioni di settore: Ernesto Abbona, presidente di <strong>Unione Italiana Vini</strong>, Riccardo Ricci Curbastro, presidente di <strong>Federdoc</strong>, Riccardo Cotarella, presidente di <strong>Assoenologi</strong>, Sandro Boscaini, presidente di <strong>Federvini</strong>, Luca Rigotti, coordinatore settore vino <strong>Alleanza Cooperative</strong> e Matilde Poggi, presidente della <strong>Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti</strong>.</p>
<p>Di seguito il calendario con i principali eventi organizzati direttamente da Veronafiere o da terzi che hanno subito modifiche.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/calendario-eventi-Veronafiere.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-271736 size-full" src="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/calendario-eventi-Veronafiere.jpg" alt=" width="507" height="559" /></a></p>
<p>Fonte: <strong>Vinitaly &#8211; Gruppo Verona Fiere</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/03/20200324_CS-Veronafiere.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO</a></p>
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		<title>Coronavirus, filiera del vino alla Ministra Bellanova: servono misure UE e nazionali straordinarie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 08:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una lettera indirizzata alla Ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova, la filiera del vino – che riunisce le principali organizzazioni del settore Confagricoltura, CIA, Copagri, Alleanza delle Cooperative Italiane, Unione italiana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una lettera indirizzata alla Ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova, la filiera del vino – che riunisce le principali organizzazioni del settore <strong>Confagricoltura, CIA, Copagri, Alleanza delle Cooperative Italiane, Unione italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi</strong> – ha messo nero su bianco le difficoltà che il mondo vitivinicolo sta vivendo, in relazione alla grave crisi determinata dalla diffusione della COVID-19 e ha avanzato al Governo alcune <strong>proposte per mitigare i danni subiti dal comparto</strong>.</p>
<p>Il perdurare dell’emergenza COVID-19 in Italia e la sua diffusione a livello globale determina una situazione di rilevante difficoltà per l’<b>i</b><strong>nevitabile contrazione dei consumi, per la chiusura dei pubblici esercizi</strong>, per la sempre più complessa la logistica che rallenta qualsiasi tipo di pianificazione delle attività anche di promozione sui mercati internazionali.</p>
<p>A ciò si aggiunge la mancata ricezione negli alberghi, agriturismi e nella ristorazione, che ha sottratto un naturale sbocco per le produzioni nazionali, nonché un validissimo supporto promozionale dei vini italiani verso gli acquirenti nazionali e stranieri.</p>
<p>Il perdurare dell’emergenza COVID-19 in Italia e la crescente diffusione a livello globale dell’epidemia, rischia di creare quindi un eccesso di giacenza di prodotti in cantina a ridosso della prossima campagna vendemmiale e rende particolarmente incerto il contesto, rallentando qualsiasi tipo di pianificazione delle azioni di promozione nei mercati internazionali.</p>
<p>Per affrontare questo scenario e <strong>per portare sollievo al settore, le organizzazioni della filiera hanno proposto al Ministro, nel più ampio spirito di collaborazione una prima serie di misure</strong><b>.</b></p>
<p>In vista del prossimo Consiglio dei Ministri dell’agricoltura a Bruxelles, le proposte si muovono, con la richiesta di<b> </b>elaborare<b> </b>una strategia comune di <strong>sostegno straordinario al comparto agroalimentare</strong> insieme agli altri partner europei, mentre per il settore vitivinicolo si deve partire con una forte iniezione di flessibilità nelle misure già esistenti, tra cui il sistema delle autorizzazioni per gli impianti viticoli, la ristrutturazione dei vigneti, investimenti e promozione per liberare risorse a favore del settore in modo che possa dare, anche in questo momento di difficoltà, un contributo per il sostegno ed il rilancio dell’economia nazionale.</p>
<p>A livello <strong>nazionale</strong> la filiera ha avanzato alla Ministra Bellanova la <strong>convocazione del tavolo vino perché operi come cabina di regia del settore</strong> per le iniziative urgenti di supporto.</p>
<p>Per il mondo del vino italiano è necessario prevedere un “<strong>Piano Strategico di sostegno all’export vitivinicolo nazionale</strong>” articolato su missioni di settore, piani di comunicazione integrata sui mercati internazionali più ricettivi con previsione di misure straordinarie promozionali e di sostegno alla domanda di vino, sia per il mercato estero che interno, da strutturare con testimonial, opinion leader e “ambasciatori” a livello nazionale ed internazionale, oltre che iniziative volte a garantire liquidità alle imprese e snellimento burocratico.</p>
<p>Fonte: <strong>Federdoc</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/03/F1_20200319_Filiera-al-Ministro-su-emergenza-coronavirus_DEFINITIVO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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