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	<title>Regione Piemonte &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Regione Piemonte &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Nocciola del Piemonte IGP: dalla Regione 750.000 euro per il rilancio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nocciola-del-piemonte-igp-dalla-regione-750-000-euro-per-il-rilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 08:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito di una forte crisi, la Regione stanzia 250mila euro l&#8217;anno, per tre anni, per sostenere la Nocciola del Piemonte IGP e la corilicoltura piemontese. La Regione Piemonte ha avviato un tavolo permanente di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito di una forte crisi, la Regione stanzia 250mila euro l&#8217;anno, per tre anni, per sostenere la Nocciola del Piemonte IGP e la corilicoltura piemontese.</p>
<p>La Regione Piemonte ha avviato un <strong>tavolo permanente di confronto per la salvaguardia della nocciola &#8220;Tonda Gentile Trilobata&#8221;</strong>, varietà destinata a diventare <a href="https://www.qualivita.it/news/prodotto-di-riferimento/5676/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Nocciola del Piemonte IGP</strong></a>, rinomata a livello internazionale. L&#8217;incontro, tenutosi il 17 marzo, è stato convocato dall&#8217;Assessore all&#8217;Agricoltura Paolo Bongioanni e ha visto la partecipazione di associazioni agricole, organizzazioni dei produttori, Fondazione Agrion e il settore Fitosanitario regionale.</p>
<p>Il <strong>settore corilicolo piemontese</strong> si trova ad affrontare una <strong>crisi produttiva senza precedenti</strong>, con una <strong>perdita superiore al 50%</strong> della produzione nel 2024. Le cause principali sono riconducibili a eventi climatici avversi, fitopatie e l&#8217;infestazione da insetti alieni, tra cui la cimice asiatica. Attualmente, la maggiore preoccupazione è rappresentata dalla cascola pre-raccolta, una problematica complessa che necessita di un approccio multidisciplinare, combinando strategie di difesa innovative e misure di sostegno economico per gli agricoltori colpiti.</p>
<p>A tal fine, <strong>la Regione Piemonte ha destinato 250.000 euro all&#8217;anno per i prossimi tre anni</strong>, per fornire un aiuto concreto al settore e incentivare soluzioni efficaci.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.newsbiella.it/2025/03/20/leggi-notizia/argomenti/economia-2/articolo/il-piemonte-protegge-leccellenza-750000-euro-per-il-rilancio-della-nocciola-igp.html" target="_blank" rel="noopener">NewsBiella.it</a></p>
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		<title>Crolla la produzione di nocciola in Piemonte, allarme degli agricoltori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/crolla-la-produzione-di-nocciola-in-piemonte-allarme-degli-agricoltori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 08:38:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nocciola del Piemonte IGP: in Piemonte crolla la produzione della tonda gentile con una riduzione tra il 40 e il 70% degli ettari coltivati La corilicoltura piemontese chiede aiuto. Le ultime tre stagioni, segnate da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nocciola del Piemonte IGP: in Piemonte crolla la produzione della tonda gentile con una riduzione tra il 40 e il 70% degli ettari coltivati</em></p>
<p>La corilicoltura piemontese chiede aiuto. Le ultime tre stagioni, segnate da condizioni climatiche avverse e marcati attacchi parassitari, hanno messo a dura prova la tenuta del settore che nell’ultima raccolta ha registrato cali produttivi molto pesanti: si parla di una riduzione tra il 40 e il 70% rispetto alla capacità produttiva potenziale per ettaro.</p>
<h4>L’aumento dei prezzi non ha compensato i maggiori costi</h4>
<p>«Il reddito non è arrivato a coprire il 50% di quello atteso da un’annata normale», segnala <strong>Dino Scanavino, presidente della cooperativa Corifrut</strong> che raggruppa 130 soci tra Asti, Alessandria, Cuneo e Torino. Coldiretti Piemonte ha segnalato l’emergenza alla Regione chiedendo di <strong>promuovere una ricerca scientifica per analizzare le cause di quanto sta avvenendo</strong>: «Servono risorse economiche e umane da concentrare sui principali aspetti che condizionano la gestione del noccioleto, mettendo insieme i vari enti di ricerca e divulgando, al termine, i risultati ottenuti in maniera efficace», segnala Mauro Bianco, presidente di Coldiretti Alessandria e membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega al settore corilicolo.</p>
<p><strong>In Piemonte gli ettari coltivati sono 28 mila</strong> per un potenziale produttivo di 300 mila quintali molto ambiti dal mercato: «Solo alla Novi Elah Dufour, con la quale Coldiretti servono oltre 30 mila quintali di nocciole in guscio l’anno. Se non si ritrovano soluzioni urgenti, il divario tra domanda ed offerta, anziché ridursi, si accentuerà», avverte <strong>Giovanni Rosso, direttore di Coldiretti Asti.</strong></p>
<h4>La ricetta della Regione</h4>
<p>Ricerca e nuovi farmaci, questa la ricetta dell’<strong>assessore all’agricoltura Paolo Bongioanni </strong>per salvare il settore. Nell’ultimo bilancio la Regione ha messo sul tavolo della ricerca 750 mila euro. «Finanzieremo gli studi della Fondazione Agrion con 250 mila euro all’anno &#8211; spiega l’assessore &#8211; per creare, in tre anni, una nuova <strong>nocciola rotonda gentile IGP</strong>, resistente a malattie, siccità e troppa umidità». La corilicoltura però non può aspettare tanto. «Intanto correremo ai ripari autorizzando nuovi agrofarmaci &#8211; conclude &#8211; Mercoledì ci incontreremo per vedere quali, seguendo la scia di altre Regioni come il Lazio e la Campania che lo hanno già fatto».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.lastampa.it/asti/2025/03/03/news/crollo_della_nocciola_ecco_la_ricetta_della_regione_piemonte-15031640/" target="_blank" rel="noopener">LaStampa.it</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Dalla Regione Piemonte un bando da 6 milioni per DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dalla-regione-piemonte-un-bando-da-6-milioni-per-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 08:56:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piemonte, l&#8217;assessore regionale Paolo Bongioanni: &#8220;Annoveriamo un’offerta straordinaria di cibi insigniti del riconoscimento di qualità DOP IGP&#8221;. Un bando da 6 milioni di euro per sostenere la promozione in Italia e in Europa dei prodotti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Piemonte, l&#8217;assessore regionale Paolo Bongioanni: &#8220;Annoveriamo un’offerta straordinaria di cibi insigniti del riconoscimento di qualità DOP IGP&#8221;.</em></p>
<p>Un <strong>bando da 6 milioni di euro per sostenere la promozione in Italia e in Europa dei prodotti agroalimentari di qualità del Piemonte</strong>. È quello lanciato in questi giorni dall’<strong>assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni</strong>.</p>
<p><strong>Finanzia i Consorzi di tutela delle <a href="https://www.qualigeo.eu/risultati/?testo=&amp;geo=Piemonte&amp;geoistat=R01&amp;geoid=33068&amp;geoidpro=&amp;geoidreg=&amp;categoria=&amp;classe=&amp;tipologia=&amp;orderby=&amp;order=" target="_blank" rel="noopener">13 DOP, 9 IGP, 41 vini DOC, 18 DOCG e 4 bevande spiritose</a></strong> e le associazioni di produttori del biologico, del Sistema Qualità Nazionale Zootecnica e di agricoltura integrata che intendono organizzare azioni di promozione e informazione rivolte ai consumatori e agli operatori e destinate a far conoscere e valorizzare sempre di più le produzioni di qualità certificata dell’agroalimentare piemontese.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Cosa si potrà realizzare grazie alle risorse messe a disposizione da questo bando?</h4>
<p>Campagne pubblicitarie, spot radio, tv e web, siti internet, presentazioni e degustazioni dei prodotti, organizzazione di iniziative promozionali ad hoc, partecipazione a grandi fiere e manifestazioni come Salone del Gusto o Vinitaly, educational per stampa specializzata. Insomma, dalla manifestazione sul territorio alla presentazione agli opinion leader nel grande hotel internazionale.</p>
<p>Questo bando è il primo del ciclo <strong>finanziato con il Csr</strong> (Complemento di Sviluppo Rurale) 2023-27. I progetti devono avere un <strong>importo di spesa compreso fra 70.000 e 250.000 euro</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/dalla-regione-un-bando-da-6-milioni-per-sostenere-la-promozione-dei-prodotti-dop-igp-doc-e-docg_94327.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>CuneoDice.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dalla-regione-piemonte-un-bando-da-6-milioni-per-dop-e-igp/">Dalla Regione Piemonte un bando da 6 milioni per DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gianduiotto IGP, il Comune di Torino è dalla parte del Comitato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/gianduiotto-igp-il-comune-di-torino-e-dalla-parte-del-comitato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 08:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Cioccolato e prodotti derivati]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE IG]]></category>
		<category><![CDATA[proposta di riconoscimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il confronto La Città si schiera al fianco del comitato per la tutela del gianduiotto. Un sostegno formalizzato ieri in un incontro a Palazzo Civico: il sindaco Stefano Lo Russo e l&#8217;assessore al Commercio Paolo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/gianduiotto-igp-il-comune-di-torino-e-dalla-parte-del-comitato/">Gianduiotto IGP, il Comune di Torino è dalla parte del Comitato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il confronto</em></p>
<p>La Città si schiera al fianco del comitato per la tutela del gianduiotto. Un sostegno formalizzato ieri in un incontro a Palazzo Civico: il sindaco <strong>Stefano</strong> <strong>Lo Russo</strong> e l&#8217;assessore al Commercio <strong>Paolo</strong> <strong>Chiavarino</strong> hanno ricevuto una delegazione del <strong>Comitato Giandujotto Torino IGP</strong>, che ha fatto partire l&#8217;iter per ottenere la certificazione della ricetta originale.</p>
<p>&#8220;Come amministrazione non possiamo che essere attenti verso la valorizzazione di un prodotto così rappresentativo del Piemonte e della nostra città &#8211; dice Lo Russo &#8211; Abbiamo confermato l&#8217;impegno a sostenere tutte le iniziative utili per preservare questa importante tradizione&#8221;.</p>
<p>Un anno fa il comitato, presieduto da Guido Castagna, ottenne l&#8217;approvazione della proposta di disciplinare da parte della <strong>Regione</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
<p><em>Crediti foto: Wikipedia</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La stretta della Regione Piemonte per tutelare le aree agricole</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-stretta-della-regione-piemonte-per-tutelare-le-aree-agricole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2023 07:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio agricolo]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
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		<category><![CDATA[tutela agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autorizzati solo gli impianti fotovoltaici elevati, chi li installa dovrà garantire il 70% del valore della produzione. L&#8217;assessore Protopapa: protetti tra l&#8217;80% e il 90% dei campi fertili a partire da quelli di DOP e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Autorizzati solo gli impianti fotovoltaici elevati, chi li installa dovrà garantire il 70% del valore della produzione. L&#8217;assessore Protopapa: protetti tra l&#8217;80% e il 90% dei campi fertili a partire da quelli di DOP e IGP.</em></p>
<p>Il settanta non è un numero magico ma nelle intenzioni della regione Piemonte dovrebbe permettere di limitare la diffusione dei pannelli fotovoltaici sulle aree agricole subalpine.</p>
<p>Le nuove linee guida che sono state pubblicate sulla gazzetta ufficiale, infatti, escludono l&#8217;installazione a terra e autorizzano solo gli impianti rialzati. Ma chi li installa deve garantire il mantenimento di almeno il 70% del valore della produzione agricola degli ultimi cinque anni.</p>
<p>Una misura che dovrebbe essere un deterrente per fermare la corsa all&#8217;accaparramento di aree agricole da utilizzare per la produzione di energia sfrattando i contadini.</p>
<p>«L&#8217;anno prossimo qui al posto del mais, potrebbe sorgere un campo di pannelli fotovoltaici. Ma io, anzi noi, proveremo a fermare questi speculatori che hanno pagato fino a otto euro al metro quadrato terreni che hanno un prezzo di mercato che arriva al massimo a due. Noi faremo di tutto per cercare di bloccare questi speculatori».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa &#8211; Torino</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La qualità delle eccellenze agroalimentari come leva per la valorizzazione del territorio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-qualita-delle-eccellenze-agroalimentari-come-leva-per-la-valorizzazione-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 10:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Protopapa, assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, racconta a Consortium gli investimenti per potenziare il legame tra prodotto e territorio e le azioni a sostegno della promozione dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-qualita-delle-eccellenze-agroalimentari-come-leva-per-la-valorizzazione-del-territorio/">La qualità delle eccellenze agroalimentari come leva per la valorizzazione del territorio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Marco Protopapa, assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, racconta a Consortium gli investimenti per potenziare il legame tra prodotto e territorio e le azioni a sostegno della promozione dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli</em></p>
<p>In Piemonte il valore della produzione di cibo e vino certificati vale 1 miliardo e 387 milioni di euro grazie al lavoro di 12.800 operatori che afferiscono alle 82 filiere dei prodotti di qualità della regione: 14 DOP e 9 IGP nel comparto agroalimentare e ben 59 DOP (41 DOC e 18 DOCG) nel settore vitivinicolo. La regione conta anche 342 PAT, prodotti agroalimentari tradizionali e i “prodotti di montagna”, indicazione facoltativa di qualità utilizzata da 360 operatori piemontesi, il più alto numero a livello nazionale. Inoltre sono 2.500 i produttori che certificano biologico su una superficie complessiva di 50.000 ettari, e ad essi si sommano i preparatori esclusivi e gli importatori, per un totale di oltre 3.000 operatori appartenenti al settore. Consortium ha intervistato <strong>Marco Protopapa</strong>, assessore all’Agricoltura e Cibo della <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Regione Piemonte</a>.</p>
<p><strong>Assessore Protopapa, che ruolo hanno le produzioni DOP IGP nell’offerta agroalimentare del Piemonte?</strong><br />
Nel 2020 la produzione DOP e IGP del Piemonte è cresciuta del +2,7%, nonostante le difficoltà che il comparto ha dovuto affrontare nel primo anno della pandemia, a partire dalla crisi economica con la chiusura delle attività Horeca e il blocco dell’export. A dimostrazione che la qualità resta il punto di forza dell’offerta agroalimentare del Piemonte, con eccellenze del cibo e del vino che da anni si sono imposte sui mercati esteri, e questo grazie alle attività di promozione dei Consorzi di tutela e agli stessi produttori, impegnati nella coltivazione sostenibile e biologica e nel rispetto dei parametri richiesti dalle certificazioni.</p>
<p><strong>Cosa chiede il consumatore di oggi, molto più attento a quello che porta in tavola?</strong><br />
Tracciabilità e sicurezza alimentare: sono qualità che caratterizzano i prodotti made in Piemonte e sono requisiti richiesti e apprezzati dal consumatore. La Regione Piemonte sta investendo molto nel potenziare il legame tra prodotto e territorio, partendo proprio dalla grande offerta delle eccellenze agroalimentari e vitivinicole per progetti di valorizzazione territoriale attraverso azioni coordinate. I nuovi regolamenti regionali sui Distretti del cibo e sulle Enoteche regionali e Strade del vino e del cibo si pongono come obiettivo la creazione di una rete di soggetti pubblici e privati tra mondo produttivo agroalimentare, offerta turistica, culturale e paesaggistica rurale, coinvolgendo l’intera filiera produttiva a livello locale.</p>
<p><strong>Come ha risposto il Piemonte a questi anni di pandemia?</strong><br />
In questi anni di crisi economica dovuta alla pandemia, l’agroalimentare ha inciso in modo positivo sull’economia turistica regionale: nel 2021 il Piemonte è stata la regione italiana che ha registrato nelle recensioni online il sentiment più elevato nei confronti dell’offerta enogastronomica, andamento confermato da un’ottima stagione turistica estiva, con un aumento del +80% dei flussi turistici sia nazionali che provenienti dai Paesi europei nelle colline piemontesi di Langhe Roero e Monferrato, riconosciute paesaggi vitivinicoli patrimonio Unesco, già a partire dal mese di giugno, ben prima del tradizionale periodo autunnale.</p>
<p><strong>Quali sono le azioni della Regione Piemonte a sostegno della promozione dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli?</strong><br />
Valorizzare e rafforzare le produzioni di qualità migliorando il loro posizionamento sui mercati, è una delle principali priorità della Regione Piemonte perseguite attraverso diverse misure di sostegno. Nel 2021 sono stati stanziati sulle misure dell’Organizzazione Comune di Mercato Vitivinicolo 9,2 milioni di euro a favore dei Consorzi di tutela e delle associazioni di produttori per la promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi, 3,8 milioni di euro a favore delle aziende vitivinicole per gli investimenti e 6,3 milioni di euro a favore delle aziende vitivinicole per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti. Nel 2022 sono 11,6 milioni di euro i fondi stanziati sulla misura dell’Organizzazione Comune di Mercato a favore del comparto ortofrutticolo piemontese. Attraverso il Programma di sviluppo rurale sono stati assegnati nel periodo di transizione verso la nuova programmazione 2021-2023 ben 8 milioni di euro a sostegno delle attività di informazione e promozione dei prodotti agricoli e alimentari di qualità svolte nei Paesi UE dai Consorzi di tutela e dalle associazioni di produttori; inoltre, considerando sempre più strategico il ruolo svolto dalle Enoteche regionali sul territorio, la Regione ha assicurato per il triennio 2021-2023 uno stanziamento di 305 mila euro per garantire continuità alle attività di promozionali svolte in questi difficili anni di pandemia.</p>
<p><em>A cura della Redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2022_01</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/03/Consortium13-SpecialeRegionePiemonte.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTCOLO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-qualita-delle-eccellenze-agroalimentari-come-leva-per-la-valorizzazione-del-territorio/">La qualità delle eccellenze agroalimentari come leva per la valorizzazione del territorio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>FIVI: il Piemonte diventi un laboratorio per la riforma dei Consorzi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/fivi-il-piemonte-diventi-un-laboratorio-per-la-riforma-dei-consorzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 09:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le delegazioni piemontesi della Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti hanno scritto all’assessore Marco Protopapa dopo le dimissioni di Matteo Ascheri da presidente di Piemonte Land of Wine, chiedendo un percorso di riforma per nuovo meccanismo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le delegazioni piemontesi della Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti hanno scritto all’assessore Marco Protopapa dopo le dimissioni di Matteo Ascheri da presidente di Piemonte Land of Wine, chiedendo un percorso di riforma per nuovo meccanismo decisionale per la governance dei Consorzi</em></p>
<p>La regione Piemonte protagonista nella riforma sulla rappresentatività nei Consorzi: lo chiedono le delegazioni piemontesi della <a href="https://www.fivi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti</strong></a> in una lettera inviata all’assessore regionale <strong>Marco Protopapa</strong> in riferimento alla decisione del <a href="https://www.langhevini.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani</strong></a> di uscire dalla struttura <a href="https://www.piemonteland.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Piemonte Land of Wine</strong></a>. La vicenda, seguita alle dimissioni da presidente annunciate da Matteo Ascheri, ha suscitato infatti preoccupazione nelle delegazioni, che hanno visto estendersi al “Consorzio dei Consorzi” l’annoso problema della rappresentanza all’interno degli stessi.</p>
<p>I Vignaioli Indipendenti auspicano che la Regione &#8211; a cui si ascrivono le leggi fondamentali della viticoltura italiana, nel 1963, nel 1992 e nel 2010 &#8211; proceda a <strong>individuare un meccanismo decisionale per la governance</strong> capace di contribuire a decisioni condivise, frutto di un mondo del vino coeso, convinto dei propri mezzi e non più impegnato in guerre locali. Per la FIVI il problema principale della coesione e visione comune risiede nell’attuale impianto nazionale di <strong>governance dei Consorzi</strong>, dove il potere è in mano a pochi grandi gruppi e le decisioni conseguono solo ai quintali di uva, agli ettolitri e al numero di bottiglie, senza criteri di contemperamento che diano anche alle singole teste e alle braccia il ruolo che meritano.</p>
<p>La vicenda di Piemonte Land of Wine, secondo FIVI, è solo l’ultimo degli innumerevoli esempi di questo nodo ormai al pettine della politica. La proposta di FIVI è in sintesi legata a <strong>criteri di votazione</strong> che mantengano un ruolo all’entità delle produzioni, ma richiedano altresì una <strong>componente democratica</strong> basata sulle teste delle imprese.</p>
<p>Fonte: <strong>FIVI</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/01/20220110_CS-FIVI-Piemonte.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO</a></p>
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		<title>Il Gorgonzola DOP rappresenterà il Piemonte a Expo Dubai</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-gorgonzola-dop-rappresentera-il-piemonte-a-expo-dubai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2021 08:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[expo2020]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gorgonzola DOP va a Dubai. Rappresenterà il Piemonte in occasione di Expo Dubai in programma dal 1° ottobre 2021. L’invito è arrivato dal presidente della Regione in persona, Alberto Cirio, al termine dell’incontro che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Gorgonzola DOP va a Dubai. Rappresenterà il Piemonte in occasione di Expo Dubai in programma dal 1° ottobre 2021. </em></p>
<p>L’invito è arrivato dal presidente della Regione in persona, <strong>Alberto Cirio</strong>, al termine dell’incontro che si è svolto a <strong>Novara</strong> presso la sede del <strong><a href="https://www.gorgonzola.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio</a> per la tutela del formaggio Gorgonzola DOP</strong>.</p>
<p>Il Gorgonzola è di grande importanza per il territorio piemontese, come ricorda in una nota il <strong>presidente</strong> del Consorzio, <strong>Antonio Auricchio</strong>. E’ infatti la <strong>prima DOP casearia della regione e il terzo formaggio vaccino in Italia</strong>.</p>
<p>Con oltre 5 milioni di forme prodotte per il secondo anno consecutivo, una <strong>crescita costante da 12 anni</strong> e un giro d’<strong>affari che vale 800 milioni di euro</strong>. All’evento di gala in programma a Expo Dubai, in data da definire, il Gorgonzola sarà in compagnia del <strong>Tartufo di Alba</strong> e di altre eccellenze piemontesi in ambito enogastronomico, sportivo e manifatturiero.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.alimentando.info/il-gorgonzola-dop-rappresentera-il-piemonte-a-expo-dubai/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>alimentando.it</strong></a></p>
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		<title>PSR Piemonte, fondi per incentivare le nuove adesioni ai regimi di qualità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/piemonte-fondi-per-ottenere-certificazioni-di-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 11:55:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[PSR]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Regione Piemonte ha indetto un nuovo bando per favorire la crescita delle piccole e medie imprese agricole operanti sul territorio. L’iniziativa fa parte del Piano di Sviluppo Rurale del 2014-2020 e mira a incentivare le nuove adesioni ai regimi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Regione Piemonte</strong> ha indetto un nuovo bando per favorire la crescita delle piccole e medie imprese agricole operanti sul territorio. L’iniziativa fa parte del <strong>Piano di Sviluppo Rurale del 2014-2020</strong> e mira a incentivare le nuove adesioni ai regimi di qualità e, quindi, ad aumentare la competitività delle imprese agricole piemontesi.</p>
<p>Il bando prevede <strong>incentivi per l’adesione ai regimi di qualità delle PMI piemontesi operanti nel settore agricolo</strong>, e i finanziamenti copriranno le spese necessarie per raggiungere questo standard di qualità ma anche i costi per sostenere i controlli sulla filiera. Il bando prevede una copertura del 100% delle spese per le piccole e medie imprese piemontesi che risulteranno vincitrici e idonee ai finanziamenti. Come sempre in questi casi per poter aderire al bando e ricevere i bonus l’azienda deve avere la sede operativa e legale nella regione che ha indetto l’iniziativa, e quindi in Piemonte.</p>
<p><strong>Requisiti per partecipare al bando</strong></p>
<p>Per partecipare al bando e ricevere il finanziamento <strong>le aziende dovranno dimostrare la prima partecipazione ai regimi di qualità</strong>. I regimi di qualità ammissibili al bando della Regione Piemonte sono i seguenti: DOP, IGP, STG, DOC, DOCG, Indicazioni geografiche, Biologico, SQNZ (Sistema Qualità Nazionale per la Zootecnia), SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), Regimi facoltativi di certificazione dei prodotti agricoli. Il finanziamento è pensato come contributo annuale, fino a un massimo di cinque anni, per un totale di <strong>rimborso annuo</strong> per ogni singola azienda pari a <strong>3.000 euro</strong>.</p>
<p>Al bando della Regione Piemonte per l’agricoltura possono partecipare micro, piccole e medie imprese e anche singoli agricoltori, l’unico requisito è quello di non aver mai aderito in precedenza ai regimi di qualità. Il bando ha un monte finanziamenti totale di 2,1 milioni di euro. Le PMI per poter partecipare al bando dovranno compilare le domande e inviarle alla Regione tramite l’apposita piattaforma online, disponibile sul <strong><a href="http://www.regione.piemonte.it/agri/siap/mod_siap.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sistema informativo agricolo piemontese (SIAP)</a>.</strong></p>
<p>Le piccole e medie imprese o i singoli agricoltori che intendono presentare domanda dovranno farlo entro e non oltre <strong>21 agosto 2018</strong>, data fissata come termine ultimo per l’invio delle richieste di finanziamento per l’adesione ai regimi di qualità.</p>
<p>Fonte: <a href="https://quifinanza.it/pmi/pmi-agricole-piemonte-fondi-per-ottenere-certificazioni-di-qualita/206886/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>QuiFinanza</strong></a></p>
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		<title>Barolo DOP, si discute sull&#8217;allargamento della zona di produzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/barolo-dop-si-discute-sullallargamento-della-zona-di-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 10:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Barolo DOP ha messo le ali. Il 2017 si chiuderà con una crescita nelle vendite del 7 per cento, prolungando una scia di segni positivi che si ripete ormai da sei anni. Le giacenze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Barolo DOP</strong> ha messo le ali. Il 2017 si chiuderà con una <strong>crescita nelle vendite del 7 per cento</strong>, prolungando una scia di segni positivi che si ripete ormai da sei anni. Le giacenze &#8211; o meglio, le riserve &#8211; sono al minimo e il vino sfuso ha raggiunto la soglia degli 8,5 euro al litro, mentre le uve dell’ultima vendemmia sono state vendute a 5 euro al chilo. A livello internazionale, il brand è uscito dalla nicchia degli intenditori e il nebbiolo (di cui il Barolo e composto) è sempre più riconosciuto come uno dei più grandi vitigni al mondo.</p>
<p>Sulla base di questi numeri, il <strong><a href="http://www.langhevini.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio di tutela</a> ha chiesto alla Regione Piemonte di aumentare per il 2018 la superficie di vigneto da coltivare a nebbiolo da Barolo</strong>, autorizzando 30 ettari di nuovi impianti (o di riconversioni), 10 in più di ciò che è stato concesso nel 2017. «E’ una proposta avanzata dopo un’attenta valutazione dello stato dell’arte &#8211; spiega il <em>presidente del Consorzio</em> <strong>Orlando Pecchenino</strong> -. A fronte di 437 domande di ampliamento che ci sono arrivate, per un totale di 127 ettari, ci è sembrato opportuno alzare un poco la soglia per consentire ai nuovi produttori e alle aziende più piccole di accedere a un mercato in salute, ma senza snaturare la denominazione o creare effetti negativi sulle quotazioni. In fin dei conti, stiamo parlando di una superficie che è poco più dell’1 per cento dell’intero vigneto Barolo (pari a 2112 ettari) e di un vino che uscirà dopo il 2024».</p>
<p>Ma alla <strong>Confederazione italiana agricoltori</strong> queste rassicurazioni non sono bastate: i produttori hanno scritto una lettera all’assessore piemontese all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, e al presidente del Consorzio Pecchenino per esprimere tutte le loro perplessità di fronte a una politica «sempre impegnata nell’ottica dell’aumento degli ettari e quindi delle bottiglie, mentre invece, con una strategia a lungo termine, si potrebbe portare il territorio, i produttori e i soci del Consorzio a convergere i propri sforzi sulla qualità». Spiegano il vice presidente Cia Cuneo, Claudio Conterno, e il direttore Igor Varrone: «E’ incredibile che si vogliano aumentare gli ettari con un costo medio della bottiglia che rimane invariato. Dovremmo lavorare per aumentare la qualità del prodotto e alzare il prezzo bottiglia. Con questo atteggiamento andiamo nella direzione opposta, a discapito di chi oggi produce un prodotto di qualità». Dubbi che trovano il pieno appoggio di <strong>produttori</strong> barolisti blasonati come Elio Altare di La Morra e Maria Teresa Mascarello di Barolo, aderenti Cia ma non associati al Consorzio.</p>
<p><strong>Sul fronte opposto</strong>, uno dei produttori più noti e presenti sul mercato come Pio Boffa della cantina albese Pio Cesare invita alla calma: «Non è certo aumentando di 10 ettari che si diminuisce la qualità del Barolo. E non è solo facendo crescere il prezzo che si potenzia la sua immagine. I francesi ci hanno messo 200 anni ad affermarsi, noi in 40 abbiamo fatto tanta strada e sfido chiunque a dire che quando il Barolo aveva 3,5 milioni di bottiglie stava meglio di oggi che ne ha 14 milioni». E aggiunge: «Non sempre ciò che è piccolo è bello e prezioso. Si può trovare un Bordeaux a 3mila euro a bottiglia o a 5 euro. L’immagine e la qualità la fanno le etichette, le aziende che garantiscono il prodotto e vanno in giro per il mondo a venderlo».</p>
<p>Dal canto suo, il <strong>presidente del Consorzio</strong> di tutela ribadisce: «La maggioranza dei produttori è favorevole a un ampliamento, anche se siamo tutti consapevoli che è indispensabile un controllo. Soffocare la crescita non significa necessariamente vendere più vino in bottiglia, anzi la cosa potrebbe tradursi nell’esatto contrario, favorendo lo sfuso vista la maggiore facilità nella vendita».</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.lastampa.it/2017/12/11/italia/cronache/barolo-lite-sui-nuovi-vigneti-ampliamo-la-produzione-zmaSa3VLNWq7y1pw6zJMQK/pagina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Stampa</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/barolo-dop-si-discute-sullallargamento-della-zona-di-produzione/">Barolo DOP, si discute sull&#8217;allargamento della zona di produzione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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