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	<title>CNR &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>CNR &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Conservare il profumo della tradizione: Cnr e Cioccolato di Modica IGP uniscono le forze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 06:53:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla sinergia tra il Cnr-Ino e il Consorzio del Cioccolato di Modica prende il via una collaborazione pionieristica che unisce l’approccio della ricerca scientifica al sapere antico dei maestri cioccolatieri. Insieme, esploreranno nuovi modi per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalla sinergia tra il Cnr-Ino e il Consorzio del Cioccolato di Modica prende il via una collaborazione pionieristica che unisce l’approccio della ricerca scientifica al sapere antico dei maestri cioccolatieri. Insieme, esploreranno nuovi modi per trasformare esperienze sensoriali fragili — come il profumo, la consistenza, il gusto — in beni culturali documentabili, preservabili e valorizzabili come parte della nostra eredità europea e globale condivisa</em></p>
<p>Il progetto di ricerca internazionale <strong>SCENTinel</strong>, cofinanziato dalla <em>Joint Programming Initiative on Cultural Heritage and Global Change</em> (JPI CH), i cui partners italiani sono l’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ino)  ed il Venetian Cluster (VHC), ha firmato un accordo di collaborazione con il Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica IGP per salvaguardare uno dei più iconici tesori culturali e gastronomici d’Italia: gli aromi e i sapori del cioccolato di Modica. Le attività hanno preso avvio il 13 ottobre a Modica, sito italiano riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO, presso la Fondazione Grimaldi.</p>
<p><strong>La collaborazione</strong>, sviluppata e coordinata dall’<strong>Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche</strong>, unisce scienza d’avanguardia e tradizione secolare. Mentre il <strong>Consorzio</strong> garantisce l’autenticità e la certificazione IGP del cioccolato di Modica – riconosciuta dalla Commissione Europea nel 2018 – Cnr-Ino e SCENTinel metteranno in campo <strong>strumenti avanzati per catturare, analizzare e preservare i paesaggi olfattivi e gustativi che definiscono questo prodotto d’eccellenza</strong>. I ricercatori esploreranno gli aromi del cioccolato di Modica durante l’intero processo produttivo, dalle fave di cacao fino alla tavoletta finita, applicando tecniche avanzate per registrare i composti organici volatili. Accanto alla caratterizzazione chimica, il progetto documenterà l’identità sensoriale del cioccolato di Modica attraverso ricerche culturali e interviste con produttori, artigiani e consumatori, così da mantenere al centro la memoria, la tradizione e l’esperienza vissuta.</p>
<p>Questa collaborazione dimostra come la scienza possa diventare una <em>sentinella</em> del patrimonio immateriale, preservando profumi sempre più vulnerabili ai cambiamenti climatici: grazie a tecnologie avanzate e ad approcci interdisciplinari, <strong>il Consorzio del Cioccolato di Modica, il Cnr-Ino e SCENTinel trasformano l’intangibile in conoscenza</strong>, assicurando che profumi e sapori, fragili ma potenti portatori di memoria, possano essere studiati, protetti e trasmessi alle generazioni future.</p>
<p>Oltre alla rilevanza locale della tradizione secolare del cioccolato modicano, <strong>l’iniziativa sottolinea l’importanza universale di tutelare il patrimonio immateriale europeo</strong>. Preservare profumi e sapori significa preservare la memoria collettiva, rafforzare l’identità culturale e garantire che la ricchezza delle tradizioni europee rimanga un’eredità viva e condivisa per tutta l’umanità.</p>
<p><strong>SCENTinel</strong>, cofinanziato dalla <em>Joint Programming Initiative on Cultural Heritage and Global Change</em> (JPI CH), è guidato dalla Norwegian University of Science and Technology (NTNU) e ha come partner il Venetian Cluster (VCH), l’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-INO) e l’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca (UTIA). In collaborazione con l’Università di Lubiana (UL), la Furtwangen University (HFU), l’University College London (UCL), la KU Leuven e il Centro di Ricerca dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti (ZRC SAZU), il progetto si propone di catturare, analizzare e preservare i profumi a rischio – ad esempio quelli minacciati dai cambiamenti climatici – affinché il patrimonio immateriale europeo degli aromi e dei sapori possa essere salvaguardato e trasmesso alle generazioni future.</p>
<p>Sito web: <a href="https://jpi-climate.eu/project/scentinel/">https://jpi-climate.eu/project/scentinel/</a></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.cioccolatodimodica.it/index.htm" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Cioccolato di Modica IGP</strong></a> e <a href="https://www.ino.cnr.it/?page_id=15732" target="_blank" rel="noopener">CNR-INO</a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/Progetto-_Scentinel_Modica.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Mozzarella di Bufala Campana DOP, il CNR sviluppa un test per smascherare i falsi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mozzarella-di-bufala-campana-dop-il-cnr-sviluppa-un-test-per-smascherare-i-falsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 09:51:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I ricercatori dell’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Cnr hanno realizzato un test per scoprire la presenza di latte importato in un prodotto tipicamente italiano come la Mozzarella di Bufala Campana [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I ricercatori dell’<strong>Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Cnr</strong> hanno realizzato un test per <strong>scoprire la presenza di latte importato</strong> in un prodotto tipicamente italiano come la <strong>M</strong><strong>ozzarella di Bufala Campana DOP.</strong></p>
<p>Lo studio, pubblicato su <strong>Food Chemistry</strong>, ha dimostrato che attraverso l’analisi delle proteine delle caseine è possibile riconoscere dei marcatori molecolari indicatori della presenza di latte e o di cagliata di bufala di provenienza straniera, miscelati con latte prodotto in Italia. Una scoperta che permetterà di effettuare test veloci ed economici per scoprire eventuali adulterazioni di formaggi. Secondo <strong>Simonetta Caira, ricercatrice Cnr-Ispaam</strong> e coordinatrice dello studio questo nuovo test si basa su un presupposto, ovvero che<em> “il latte delle nostre bufale ha caratteristiche genetiche che lo differenziano da quello proveniente da altri paesi. Grazie a questo studio si potrà finalmente smettere di dubitare circa la provenienza della tanto apprezzata mozzarella di bufala Campana Dop”.</em></p>
<p>Il test potrà essere effettuato sia sul latte o cagliata in arrivo al caseificio, sia sul prodotto finale presente sui banchi del supermercato. Lo studio <strong>è un primo passo che permetterà di lavorare anche su altri prodotti agroalimentari</strong> per garantire il valore della filiera produttiva, la sicurezza, la qualità, la tracciabilità e l’autenticità delle produzioni salvaguardando la salute dei consumatori.</p>
<p>Fonte: <strong>Horecanews.it</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2019/05/20190522_Horeca.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA ARTICOLO IN PDF</a></p>
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		<title>Innovazione e Foodtech: consegne, tracciabilità, packaging.</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/innovazione-e-foodtech-consegne-tracciabilita-packaging/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2016 09:53:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno dopo la partenza di Expo i temi legati a cibo e alimentazione continuano a far nascere imprese innovative. Un round di finanziamento per 8oomila euro ricevuti da acceleratori e business angel, ad esempio, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un anno dopo la partenza di Expo i temi legati a cibo e alimentazione continuano a far nascere imprese innovative.</strong> Un round di finanziamento per 8oomila euro ricevuti da acceleratori e business angel, ad esempio, è stato appena chiuso dalla startup <strong>wine- Owine</strong> che vende nel mondo vino di piccoli produttori italiani selezionati, mentre nel frattempo si è chiusa la partnership tra <strong>Edenred</strong> e <strong>Near to You </strong>per offrire un servizio online che consegna prodotti agricoli dall&#8217;orto all&#8217;ufficio, così come si fa notare l&#8217;invenzione tutta italiana del frantoio da cucina, una macchina compatta che spreme le olive e produce olio da consumare al momento: nessuno ci aveva pensato prima e infatti si chiama <strong>Revoilution </strong>lanciata da un giovane bocconiano che vuole sfondare negli USA. E Milano torna protagonista con <strong><a href="http://www.seedsandchips.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Seed&amp;Chips</a></strong>, un evento internazionale (11-14 maggio) dedicato al food tech e alle nuove frontiere della nutrizione.</p>
<p>Nel 2015 il surplus commerciale per food &amp; beverage è stato di <strong>1,2 miliardi di euro</strong> mentre il valore delle esportazioni agroalimentari ha superato i <strong>36 miliardi</strong>. Guai, però, a sentirsi appagati, perché l&#8217;Italia, di fronte al fenomeno food tech che vanta investimenti mondiali da sei miliardi di dollari, rischia di rimanere alla finestra: &#8220;Bisogna reagire per non diventare terra di conquista dall&#8217;estero in settori come il food delivery, la tracciabilità, il packaging, l&#8217;open innovation dei campioni nazionali che promuovano l&#8217;ecosistema delle startup&#8221; spiega Michele Costabile (Luiss). &#8220;Dopo Expo &#8211; spiega Roberto Reali del dipartimento Scienze bio agroalimentari del Cnr, advisor scientifico di Seed&amp;Chips &#8211; è cresciuto l&#8217;interesse dei colossi hi-tech come Ericsson o Cisco verso il binomio agricoltura e big data. Ci chiedono di capire come il digitale possa entrare nel settore, per migliorare i modi di produzione&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere della Sera</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/05/20160504_RS_CORRIERE-DELLA-SERA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a> <a href="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Cibo_Tech_Corriere.jpg"><img class="aligncenter wp-image-196693" src="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Cibo_Tech_Corriere.jpg" alt="Cibo_Tech_Corriere" width="551" height="546" /></a></p>
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		<item>
		<title>CNR: siccità, in Italia avanza il deserto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/siccita-in-italia-avanza-il-deserto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 09:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allarme del Cnr: il 21 % del territorio (41 % al Sud) è a rischio. Lunghe distese di terra arida e polverosa al posto di prati e campi coltivati. È questa la minaccia che incombe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Allarme del <strong>Cnr</strong>: il 21 % del territorio (41 % al Sud) è a rischio. Lunghe distese di terra arida e polverosa al posto di prati e campi coltivati. È questa la minaccia che incombe sul 21% del territorio italiano (il 41% del quale si trova al Sud), a forte rischio <strong>desertificazione</strong>. L&#8217;allarme sarà (nuovamente) lanciato oggi dal <strong>Consiglio nazionale delle ricerche</strong>, che ha promosso la conferenza &#8220;Siccità, degrado del territorio e desertificazione nel mondo&#8221;, in programma nel primo pomeriggio al Padiglione Italia di Expo. «La desertificazione &#8211; spiega Mauro Centritto, direttore dell&#8217;Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (<strong>Ivalsa</strong>) del Cnr- è un fenomeno caratterizzato da un degrado lento ma continuo. Un degrado del <strong>territorio</strong> e della vegetazione legato soprattutto alle attività dell&#8217;uomo e ad un uso non appropriato del territorio».</p>
<p>A causa della <strong>cementificazione selvaggia</strong>, ogni secondo perdiamo 6-7 metri di terreno, cioè 55-60 ettari al giorno. Secondo le rilevazioni più recenti, in Italia il consumo di suolo è pari al 7% all&#8217;anno. «Sono numeri impressionanti sottolinea Centritto &#8211; che raccontano di un problema drammatico di cui si parla pochissimo. Eppure, in Sicilia le aree che potrebbero essere interessate da desertificazione sono addirittura il 70%, in Puglia il 57%, nel Molise il 58%, in Basilicata il 55%, mentre in Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania sono comprese tra il 30 e il 50%».</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2015/08/20150826_RS_AVVENIRE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>CNR, nuove tecniche di analisi contro le contraffazioni DOP IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cnr-nuove-tecniche-di-analisi-contro-le-contraffazioni-dop-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2015 09:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPO 2015]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia vanta ben 271 prodotti alimentari a Denominazione d&#8217;origine o Indicazione geografica protetta. Questo immenso patrimonio ha bisogno però di essere prodotto dall&#8217;immenso mercato internazionale dei prodotti imitativi. Per dare una mano ai produttori onesti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia vanta ben 271 prodotti alimentari a Denominazione d&#8217;origine o Indicazione geografica protetta. Questo immenso patrimonio ha bisogno però di essere prodotto dall&#8217;immenso mercato internazionale dei <strong>prodotti imitativi</strong>. Per dare una mano ai produttori onesti e ai consumatori, il <strong>CNR</strong> ha presentato nei giorni scorsi all&#8217;<strong>Expo di Milano 2015</strong> una serie di <strong>nuove tecnologie di analisi</strong> che consentiranno di smascherare i furbetti del salamino o del formaggino.</p>
<p>«Si tratta di sistemi di analisi noti da tempo ai laboratori di biochimica» spiega Andrea Saloni, dirigente dell&#8217;Istituto di produzione animale in ambiente mediterraneo (Ispaam) del Cnr, «che però vari istituti del Cnr hanno adattato al controllo alimentare, rendendoli più pratici, veloci e utili alle specifiche esigenze». Tra questi, la <strong>spettrometria di massa</strong> adattata all&#8217;uso su <strong>latte</strong> e <strong>latticini</strong> consente di identificare le proteine specifiche del latte di bovini, ovini e caprini, scoprendo, per esempio, se nella mozzarella di bufala è stato aggiunto anche solo il 5 per cento di latte di mucca.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Venerdì di Repubblica</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2015/05/20150529_RS_VENERDFI-DI-REPUBBLICA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cnr-nuove-tecniche-di-analisi-contro-le-contraffazioni-dop-igp/">CNR, nuove tecniche di analisi contro le contraffazioni DOP IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Valoritalia, la sfida dei sistemi tecnologici: la tracciabilità della filiera vite-vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/valoritalia-la-sfida-dei-sistemi-tecnologici-la-tracciabilita-della-filiera-vite-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2015 12:52:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà un workshop interattivo l&#8217;evento organizzato per il 27 maggio, ad EXPO 2015, dal CNR, e partecipato da Valoritalia, in cui mostrare i vantaggi dell&#8217;integrazione delle tecnologie ICT e delle biotecnologie applicate alla tracciabilità della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà un workshop interattivo l&#8217;evento organizzato per il <strong>27 maggio</strong>, ad <strong>EXPO</strong> 2015, dal <strong>CNR</strong>, e partecipato da <strong>Valoritalia,</strong> in cui mostrare i vantaggi dell&#8217;integrazione delle tecnologie <strong>ICT</strong> e delle biotecnologie applicate alla <strong>tracciabilità</strong> della<strong> filiera vitivinicola</strong>.</p>
<p>Durante il workshop saranno utilizzati dimostratori scientifici delle tecnologie sviluppate e tecniche d&#8217;interazione con il pubblico basate sull&#8217;utilizzo di smartphone e applicazioni multimediali. In particolare <strong>Valoritalia</strong>, la cui mission è quella di assicurare la <strong>tracciabilità</strong> del prodotto come garanzia e tutela per il consumatore ha colto nell&#8217;<strong>innovazione tecnologica</strong> tutte le novità che possono rappresentare un plus da aggiungere per rendere sempre più efficace il <strong>sistema dei controlli</strong> e fornire al mercato maggiori garanzie.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-38037" src="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/doc1.jpg" alt="SCARICA IL PROGRAMMA" width="465" height="590" /></p>
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