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	<title>Nielsen &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Nielsen &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>I &#8220;vini&#8221; low alcol volano in USA: le uve sono italiane, il fatturato no</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/i-vini-low-alcol-volano-in-usa-le-uve-sono-italiane-il-fatturato-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2024 08:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Viticoltori in pressing sul governo: &#8220;Deve autorizzare la produzione&#8221; Guai a chiamarli vini. I prodotti a base uva con bassa gradazione alcolica suscitano polemiche nel nostro Paese, storicamente legato ai vini tradizionali (comunemente da 11 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Viticoltori in pressing sul governo: &#8220;Deve autorizzare la produzione&#8221;</em></p>
<p>Guai a chiamarli vini. I prodotti a base uva con bassa gradazione alcolica suscitano polemiche nel nostro Paese, storicamente legato ai vini tradizionali (comunemente da 11 gradi alcol in su).</p>
<p>Ma sono i numeri a parlare. I prodotti low alcol, <strong>dai 7 ai 2 gradi, spopolano negli Stati Uniti</strong> e si stanno diffondendo anche in <strong>Europa</strong>.</p>
<p>L&#8217;Italia negli States fa la parte da leone, accaparrandosi <strong>il 70% del valore delle vendite</strong>, ma a guadagnarci sono gli americani: come rileva uno studio dell&#8217;<strong>Osservatorio Unione italiani vini</strong> su base<strong> NielsenIQ</strong>, l&#8217;80% del business derivante da uve italiane è in mano a imprese a stelle e strisce che importano e poi rivendono il prodotto finito ed etichettato nel Belpaese.</p>
<p>Un paradosso imprenditoriale a cui si ne aggiunge un altro politico. La premessa è che per fare prodotti low alcol ci sono tre strade: si può usare il vino come base per bevande aromatizzate, si può fermare la fermentazione del mosto tenendola bassa oppure si può dealcolare, con macchinari specializzati, il vino già pronto. Ma nel nostro Paese, ad oggi, quest&#8217;ultimo metodo non è consentito.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
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		<title>Vino e GDO: nel 2023 venduto meno di 1 miliardo di bottiglie per 3 miliardi di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-e-gdo-nel-2023-venduto-meno-di-1-miliardo-di-bottiglie-per-3-miliardi-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 08:43:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Osservatorio Unione Italiana Vini (Uiv) &#8211; Ismea: nel medio periodo sono crollati i vini rossi, mentre hanno preso sempre più quota gli spumanti Tornano di poco sotto quota di 1 miliardo le bottiglie di vino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Osservatorio Unione Italiana Vini (Uiv) &#8211; Ismea: nel medio periodo sono crollati i vini rossi, mentre hanno preso sempre più quota gli spumanti</em></p>
<p>Tornano di poco sotto quota di 1 miliardo le bottiglie di vino vendute nei negozi e nella grande distribuzione italiana nel 2023, il 3,1% in meno rispetto all’anno precedente per un valore complessivo di poco più di 3 miliardi di euro.</p>
<p>Lo rileva l’<b>Osservatorio Uiv-Isma </b>su base<b> Ismea-Nielsen-IQ i</b>n relazione alle vendite di vino in GDO e retail a tutto il 2023<b>. </b>Un anno complicato, secondo l’Osservatorio (<a href="https://winenews.it/it/vino-in-gdo-ancora-in-calo-i-vini-fermi-tengono-gli-spumanti-prezzi-a-5-6-sul-2022_514753/">e come già emerso dai dati Circana, analizzati da WineNews, nei giorni scorsi</a>), che, se da un lato, ha amplificato le nuove tendenze al consumo post-Covid, dall’altro ha determinato più di una sofferenza per un comparto ancora alle prese con rincari generalizzati non ancora assorbiti e ben oltre la timida crescita registrata in valore<b> (+2,6%).</b></p>
<p><b> I vini fermi fissano i volumi a -3,6%</b> (con i rossi a -4,9%) e registrano l’11esimo trimestre consecutivo con il segno meno. Gli spumanti, pur con un azzeramento della crescita dei prezzi nell’ultimo trimestre, rimangono in linea di galleggiamento rispetto ai volumi venduti nell’anno precedente, ma solo grazie ai “low cost” Charmat non Prosecco <strong>(</strong><b>+7,1%)</b>, senza i quali la tipologia virerebbe in negativo di 2 punti percentuali.</p>
<p>In generale &#8211; evidenzia l’Osservatorio UIV/Ismea &#8211; l’evoluzione dei consumi di vino da parte degli italiani dal 2019 a oggi è stata significativa e riflette fattori solo in parte specchio dalla congiuntura. Spesso, infatti, cambiamenti così netti e solo in apparenza repentini sono dettati da modifiche strutturali di una domanda mai così fluida in tema di consumi beverage.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://winenews.it/it/vino-e-gdo-nel-2023-venduto-meno-di-1-miliardo-di-bottiglie-31-per-3-miliardi-di-euro-26_516134/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WineNews.it</a></strong></p>
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		<title>UIV-Ismea, per le prossime feste salteranno 333 milioni di tappi nel mondo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/uiv-ismea-per-le-prossime-feste-salteranno-333-milioni-di-tappi-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 08:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2023 vicino a quota 1miliardo di bottiglie vendute nell&#8217;anno Per le prossime feste salteranno nel mondo circa 333 milioni di tappi tricolori, con oltre 95 milioni di bottiglie consumate solo nel Belpaese. Gli acquisti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 2023 vicino a quota 1miliardo di bottiglie vendute nell&#8217;anno</em></p>
<p>Per le prossime feste salteranno nel mondo circa <strong>333 milioni di tappi tricolori</strong>, con oltre<strong> 95 milioni di bottiglie</strong> consumate solo nel Belpaese. Gli acquisti si annunciano in linea con i volumi dello scorso anno, ma a <strong>+24% rispetto al 2019</strong>. Alle celebrazioni di Natale e Capodanno si aggiungeranno poi gli <strong>sparkling</strong> <strong>esteri</strong>, con circa <strong>6 milioni</strong> di bottiglie.</p>
<p>È la consueta analisi di fine anno sui consumi di sparkling a cura dell&#8217;<strong>Osservatorio Uiv-Ismea</strong> che evidenzia come durante le feste i consumatori di tutto il mondo non saranno disposti a rinunciare alle bollicine tricolori. Tuttavia, gli spumanti italiani dovranno attendere almeno 12 mesi per superare la soglia psicologica del miliardo di bottiglie, ma le stime conclusive del 2023 confermano una sostanziale tenuta dei consumi di <strong>bollicine made in Italy</strong>, a quota 936 milioni di bottiglie.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Da qui, secondo elaborazioni su dati <strong>Nielsen</strong>, <strong>Ismea</strong> e <strong>Uiv</strong> registrano l&#8217;incremento degli acquisti di spumanti più economici come metodo charmat anche varietali e di annata (+7,5% a 206 milioni di bottiglie la stima a tutto il 2023) rispetto a<strong> denominazioni &#8216;bandiera&#8217; italiane</strong> come Prosecco (Doc, Conegliano Valdobbiadene, Colli Asolani) e Asti Spumante o ai metodo classico (Trento Doc, Franciacorta, Oltrepò Pavese, Alta Langa, Lessini Durello) che chiudono la stagione con una contrazione del 3% (727 milioni di pezzi).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2023/12/13/uiv-ismea-nelle-feste-salteranno-333-milioni-di-tappi-nel-mondo_5b965ad9-89bf-4701-9d9d-cfc10c58b2ef.html" target="_blank" rel="noopener">Ansa.it</a></strong></p>
<p><em>Crediti foto: Ansa</em></p>
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		<title>Nel carrello sale il marchio del distributore con il traino del biologico</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nel-carrello-sale-il-marchio-del-distributore-con-il-traino-del-biologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 07:55:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I volumi hanno ricevuto una decisa spinta dall&#8217;inflazione: nelle ultime 52 settimane le etichette industriali sono indietreggiate di 1,1 punti percentuali nelle quote di mercato  Nonostante í dati di fatturato raccontino una storia di grande [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nel-carrello-sale-il-marchio-del-distributore-con-il-traino-del-biologico/">Nel carrello sale il marchio del distributore con il traino del biologico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I volumi hanno ricevuto una decisa spinta dall&#8217;inflazione: nelle ultime 52 settimane le etichette industriali sono indietreggiate di 1,1 punti percentuali nelle quote di mercato </em></p>
<p>Nonostante í dati di fatturato raccontino una storia di grande successo, la situazione della grande distribuzione è molto più complessa di quello che sembra. La crescita del giro d&#8217;affari è favorita esclusivamente dall&#8217;<strong>inflazione</strong>, che fra gli scaffali dei supermercati corre a ritmi ancora più veloci che nel resto dell&#8217;economia.</p>
<p>I volumi sono però in calo, perché i consumatori stanno facendo fronte alla riduzione del loro potere d&#8217;acquisto mettendo meno prodotti nel carrello. Non tutti i prodotti venduti dalla <strong>GDO</strong> mostrano però una performance negativa a volume. C&#8217;è un&#8217;eccezione e non di nicchia: si tratta di quelli a marchio del distributore, il cui successo non è certo recente, ma ha ricevuto un deciso colpo di acceleratore dall&#8217;inflazione.</p>
<p>I consumatori li vedono infatti come il miglior compromesso fra qualità e prezzo ed è proprio per questo motivo che la Mdd sta rubando quote di mercato alla marca industriale. Secondo i dati raccolti da <strong>Nielsenlq</strong>, nelle 52 settimane terminanti i 5 novembre 2023 il numero delle confezioni di prodotti Mdd vendute è cresciuto dello 0,8% a 18,3 miliardi di pezzi, a fronte di un calo dell&#8217;1,5% di quelle complessivamente vendute dalla GDO (49 miliardi).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica &#8211; Affari &amp; Finanza</strong></p>
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		<item>
		<title>Food in bilico: tiene l&#8217;export ma il mercato interno ristagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/food-in-bilico-tiene-lexport-ma-il-mercato-interno-ristagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 08:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La congiuntura. L&#8217;inflazione pesa sui bilanci delle famiglie: il 43% degli italiani dichiara di voler tagliare le spese. Per le vendite all&#8217;estero si stima, nel 2023, una crescita del 10% Un comparto da 179 miliardi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/food-in-bilico-tiene-lexport-ma-il-mercato-interno-ristagna/">Food in bilico: tiene l&#8217;export ma il mercato interno ristagna</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La congiuntura. L&#8217;inflazione pesa sui bilanci delle famiglie: il 43% degli italiani dichiara di voler tagliare le spese. Per le vendite all&#8217;estero si stima, nel 2023, una crescita del 10%<br />
</em></p>
<p>Un comparto da <strong>179 miliardi di euro</strong> di fatturato annuo, <strong>6omila aziende</strong> e oltre <strong>50 miliardi di export</strong> sul quale pesa la grande incognita dei consumi. È questa la fotografia dell&#8217;industria alimentare made in Italy oggi, in bilico tra la crescita delle vendite sui mercati esteri e la stagnazione su quelli interni.</p>
<p>Nella classifica Leader della crescita 2024 Sole 24 Ore-Statista le aziende del settore <strong>cibo e bevande sono il 4,2% del totale</strong> (21 su 500). Secondo l&#8217;ultima indagine di<strong> Nielsenlq</strong>, da qui alla fine dell&#8217;anno le famiglie del nostro Paese stringeranno i cordoni della borsa: il 43% degli italiani dichiara di voler ridurre le spese in vista delle prossime feste.</p>
<p>Una delle cause è l&#8217;inflazione, che rallenta è vero, ma non molla il carrello della spesa. Secondo i dati del Codacons, a ottobre i prezzi dei beni alimentari risultavano comunque <strong>più alti del 6,5% su base annua</strong> (+0,1% su mese): significa una maggiore spesa, solo per il cibo, pari a 523 euro annui per un nucleo con due figli.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p><em>Crediti foto: Freepik.com</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vino italiano, l’export non vola e la GDO frena: i dati UIV e Ismea</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-italiano-lexport-non-vola-e-la-gdo-frena-i-dati-uiv-e-ismea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2023 06:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La conferma di quanto già riportato da WineNews: crescono di poco i valori, soprattutto per l’aumento dei listini, ma diminuiscono i volumi Export sempre più su un piano inclinato, mercato interno in lieve ma non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-italiano-lexport-non-vola-e-la-gdo-frena-i-dati-uiv-e-ismea/">Vino italiano, l’export non vola e la GDO frena: i dati UIV e Ismea</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La conferma di quanto già riportato da WineNews: crescono di poco i valori, soprattutto per l’aumento dei listini, ma diminuiscono i volumi</em></p>
<p>Export sempre più su un piano inclinato, mercato interno in lieve ma non sufficiente miglioramento. È la sintesi dell’analisi dell’Osservatorio UIV-Ismea, che conferma quanto già riportato da <a href="https://winenews.it/it/nei-primi-quattro-mesi-del-2023-frena-la-crescita-del-vino-italiano-nel-mondo-2_501683/">WineNews su dati Istat sull’export dei primo quadrimestre 2023</a> e su quelli di <a href="https://winenews.it/it/nel-primo-semestre-2023-frenano-le-vendite-del-vino-in-gdo-si-fa-sentire-laumento-dei-listini_501725/">Circana sulle vendite in gdo nel primo semestre 2023</a>.</p>
<p>Nel primo quadrimestre, le performance del vino italiano nel mondo segnano un calo tendenziale dello 0,7% nei volumi e un +2% nei valori (export attestato a 2,36 miliardi di euro), mentre nel primo semestre nella <strong>GDO</strong> <strong>italiana</strong> si chiude, invece, con una contrazione del <strong>3,9% s</strong>ul fronte dei volumi accompagnato da un <strong>+3,5%</strong> nei valori (a 1,38 miliardi di euro, in questo caso i dati sono di <strong>Nielsen-IQ</strong>, ndr). Entrambe le performance &#8211; rilevano <strong>Ismea</strong> e<strong> Unione Italiana Vini</strong> (Uiv) &#8211; evidenziano le difficoltà di un 2023 in cui il surplus dei costi di produzione influisce in media per il 10% sul prodotto finito a fronte di incrementi dei prezzi di vendita molto più bassi, sia nelle piazze estere che interne.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://winenews.it/it/vino-italiano-lexport-non-vola-e-la-gdo-frena-i-dati-unione-italiana-vini-uiv-e-ismea_501861/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=winenews-1&amp;utm_content=la-prima" target="_blank" rel="noopener">WineNews.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-italiano-lexport-non-vola-e-la-gdo-frena-i-dati-uiv-e-ismea/">Vino italiano, l’export non vola e la GDO frena: i dati UIV e Ismea</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vola la domanda di pistacchio: la Spagna ne approfitta, l’Italia no</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vola-la-domanda-di-pistacchio-la-spagna-ne-approfitta-litalia-no/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 08:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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		<category><![CDATA[vendite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fondi d&#8217;investimento iberici hanno finanziato grandi piantagioni e le superfici lavorate sono arrivate a 55mila ettari, le nostre coltivazioni sono rimaste ferme a 3.862 ettari (il 90% in Sicilia) Il 2023 avrà le sfumature [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vola-la-domanda-di-pistacchio-la-spagna-ne-approfitta-litalia-no/">Vola la domanda di pistacchio: la Spagna ne approfitta, l’Italia no</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I fondi d&#8217;investimento iberici hanno finanziato grandi piantagioni e le superfici lavorate sono arrivate a 55mila ettari, le nostre coltivazioni sono rimaste ferme a 3.862 ettari (il 90% in Sicilia)</em></p>
<p class="atext">Il 2023 avrà le sfumature del magenta e saprà di pistacchio. Se il rosso che prende nome dalla battaglia napoleonica è stato identificato come colore dell’anno da Pantone, a “incoronare” il pistacchio è invece la nuova edizione dell’<a class="classi-link-esterno" href="https://www.ilsole24ore.com/art/meno-grassi-e-piu-fibre-la-spesa-italiani-e-meno-calorica-e-piu-salutista-AEcbXNXC">Osservatorio Immagino di GS1 Italy</a>. &#8220;Nell’arco di un anno <b>l’offerta a scaffale di pistacchi </b>e di prodotti alimentari che ne segnalano la presenza in etichetta è<b> aumentata del +27%</b>, arrivando a 512 referenze che sviluppano oltre <strong>175 milioni di euro</strong> <strong>di vendite</strong> – spiega <strong>Marco Cuppini</strong>, research and communication director di GS1 Italy –. Quello del pistacchio è un fenomeno partito dalla pasticceria, da quella siciliana in particolare, e che da lì si è riversato in tutto il mondo del food&#8221;.</p>
<p class="atext">Se i <b>pistacchi sgusciati</b> continuano a macinare<b> vendite in GDO (+6,7% a valore e +10% in quantità </b>nell’anno finito a novembre 2022, secondo NielsenIQ), è soprattutto l’ingrediente pistacchio a vivere un vero e proprio boom. Dai biscotti <b>Mulino Bianco </b>al cioccolato<b> Lindt, </b>dai gelati <b>Sammontana </b>agli yogurt <b>Müller</b>, dai croissant <b>Melegatti</b> al pesto <b>Barilla</b> sono sempre numerose le aziende di marca che puntano sul<i> “pistachio touch”</i> per ingolosire gli italiani e cogliere il crescente gradimento per questo frutto. Un fenomeno che sta espandendo il mercato dei semilavorati di pistacchio e attirando l’interesse di aziende e finanza.</p>
<p>Solo negli ultimi mesi la multinazionale dolciaria <b>Irca ha rilevato l&#8217;impresa specializzata Anastasi (70 milioni di euro di ricavi) e la Pistacchio Spa </b>(partecipata dalla famiglia Marullo) ha emesso un minibond da 8 milioni di euro (il terzo in tre anni) per sostenere lo sviluppo in Italia e all’estero.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/vola-domanda-pistacchio-spagna-ne-approfitta-l-italia-no-AE60xOXC?refresh_ce=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
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		<title>Vino, export a 8 miliardi Italia seconda nel mondo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-export-a-8-miliardi-italia-seconda-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 08:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2022 l&#8217;export di vino italiano è salito del 12% al livello record di 8 miliardi di euro (stime Nomisma). Primo esportatore del settore, con 12,5 miliardi, resta però la Francia. Nel 2022 l&#8217;export di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel 2022 l&#8217;export di vino italiano è salito del 12% al livello record di 8 miliardi di euro (stime Nomisma). Primo esportatore del settore, con 12,5 miliardi, resta però la Francia.</em></p>
<p>Nel <strong>2022</strong> <strong>l&#8217;export</strong> <strong>di vino italiano</strong> ha raggiunto la cifra record di <strong>8 miliardi di euro</strong>: il 112% in più rispetto all&#8217;anno precedente. Le stime arrivano da <strong>Nomisma</strong> che le ha presentate ieri durante la nona edizione del <strong>Forum Wine Monitor</strong>. Per l&#8217;Italia si tratta di un indubbio successo, anche se il nostro Paese continua a rimanere distante dai record della Francia, che nel 2022 si stima abbia esportato vino per 12,5 miliardi di euro, in crescita del 12,5% rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p>La ragione alla base di questo gap sta anche nella capacità dei<em> vignerons</em> d&#8217;Oltralpe di portare a casa un valore aggiunto superiore per ogni bottiglia: il <strong>prezzo medio all&#8217;export</strong> dei nostri vini fermi &#8211; ricordano gli esperti di Nomisma &#8211; è risultato <strong>inferiore del 40%</strong> anche nel 2022. Lo stesso dislivello che c&#8217;era già dieci anni fa, dunque, ancora non è stato colmato. Sul mercato interno i dati forniti da <strong>NielsenIQ</strong> mostrano per l&#8217;anno appena concluso una flessione nelle vendite dei vini attraverso il canale della grande distribuzione. A volume, si tratta di un calo del 6,4%, mentre in valore la diminuzione resta contenuta a -1,8%.</p>
<p>&#8220;È indubbio come sul trend dell&#8217;export e delle vendite nel canale GDO in Italia abbiano pesato diversi fattori come l&#8217;inflazione, il cambio euro-dollaro e il rallentamento economico &#8211; spiega <strong>Denis Pantini</strong>, responsabile Wine Monitor di Nomisma &#8211; gli stessi andamenti sottendono però anche uno spostamento nei consumi del periodo estivo e di inizio autunno verso il fuori casa, trainati dalla ripresa del turismo dopo gli anni più critici della pandemia&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<strong> Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>L&#8217;alimentare a +3,4% traina la ripresa dei consumi: ossigeno per la GDO</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lalimentare-a-34-traina-la-ripresa-dei-consumi-ossigeno-per-la-gdo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2017 10:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alimentare, dopo i segnali incoraggianti riportati nel 2015 e confermati nel 2016, si registra nel 1° quadrimestre dell&#8217;anno un&#8217;accelerazione nelle vendite della grande distribuzione, soprattutto di quelle a valore che tornano a crescere con un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alimentare, dopo i <strong>segnali incoraggianti</strong> riportati nel 2015 e confermati nel 2016, si registra nel 1° quadrimestre dell&#8217;anno un&#8217;accelerazione nelle vendite della grande distribuzione, soprattutto di quelle a valore che tornano a crescere con un tasso del <strong>+2,2%</strong>, che rappresenta il miglior risultato degli ultimo 5 anni.</p>
<p><strong>A trainare la ripresa è l&#8217;alimentare </strong>che, da gennaio ad aprile, riporta un aumento delle <strong>vendite del +3,4%</strong> a differenza degli altri prodotti non alimentari che hanno subito un decremento del -2,5%. In parallelo, si registra anche il <strong>buon risultato dell&#8217;e-commerce </strong>e che, nonostante il suo peso specifico sia di appena 622 milioni su 65 miliardi di vendite del largo consumo, l&#8217;anno scorso è cresciuto del 45% coinvolgendo 5,4 milioni di famiglie.</p>
<p>I dati sono stati presentati a Linkontro, appuntamento annuale di <strong>Nielsen</strong> al Forte Village di Santa Margherita di Pula (Cagliari) dedicato ai trend del largo consumo. La 33esima edizione ha carne tema Get Agile! Il nuovo imperativo nell&#8217;era della discontinuità. «Il trend positivo va consolidandosi &#8211; sottolinea l&#8217;ad di Nielsen Italia Giovanni Fantasia grazie anche al superamento della deflazione. Da notare che i volumi continuano a crescere nonostante la mini impennata dei prezzi e il calo, poco meno di un punto, della pressione promozionale».</p>
<p>Nei dati presentati da Nielsen per il largo consunto confezionato, l&#8217;area 4 (il Mezzogiorno) è ritornato a viaggiare in terreno positivo sia sulla <strong>crescita a valore, +2,7%</strong>, <strong>che a volume, +2%</strong>. «Anche se il trend andrà verificato nei prossimi mesi per avere un quadro più definito», osserva Fantasia. Dati, quelli di Nielsen, che vengono confennati da Marco Pedroni, presidente di Coop Italia: «Però, i nostri sono migliori rispetto alla media del mercato», puntualizza.</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica &#8211; Affari e Finanza</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2017/05/20170529_LA-REPUBBLICA-AFFARI-E-FINANZA-AGROALIMENTARE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Consumo domestico del latte in calo del -3,2% rispetto il 2015</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consumo-domestico-del-latte-in-calo-del-32-rispetto-il-2015/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 09:35:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il report dei mercato del latte 2016. L&#8217;analisi, realizzata da Smea, Alta scuola di management ed economia agro-alimentare dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona, è costruita sui dati del 2015 fino al maggio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato il <strong>report dei mercato del latte 2016</strong>. L&#8217;analisi, realizzata da <a href="http://smea.unicatt.it/smea-alta-scuola-ricerca-e-pubblicazioni" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Smea</a>, Alta scuola di management ed economia agro-alimentare dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona, è costruita sui dati del 2015 fino al maggio 2016. Calano, per il secondo anno consecutivo i consumi domestici delle famiglie. Nel 2015 i <strong>consumi domestici</strong> di prodotti lattiero-caseari, secondo la <strong>banca dati ACNielsen</strong>, ammontano a poco più di <strong>10,4 miliardi di euro</strong>, con un <strong>calo del -3,2% su base annua</strong>, calo che segue il -1,8% registrato sempre su base annua, nel 2014. La flessione del valore degli acquisti registrata nel 2015 è imputabile ad un calo contemporaneo sia in termini di volumi (-1,9%), che di valori medi unitari (-1,3%), mentre quella dell&#8217;anno precedente dipende in modo esclusivo dal <strong>crollo delle quantità acquistate (-2,6%)</strong>, visto che contemporaneamente i prezzi evidenziano una leggera crescita (+0,8%).</p>
<p>A livello di singoli prodotti, si registra una situazione piuttosto differenziata. In controtendenza alcuni prodotti, come lo yogurt (+1,2% in quantità e +0,9% in valore). Calano invece, sia in valore che in quantità gli acquisti di formaggi a pasta semidura (-3,3% e -3,7% in volume rispettivamente), ma anche il latte fresco e il latte Uht (-7,4% e -0,4% rispettivamente). <strong>Aumenta invece la vendita</strong> dei due più importanti formaggi a denominazione, il <strong>Grana Padano DOP</strong> e il <strong>Parmigiano Reggiano DOP</strong>.</p>
<p>Questo crollo dei consumi, unito alla sempre più scarsa redditività del settore (il<strong> reddito netto per ora di lavoro è passato da 11,67 a 10,18 euro all&#8217;ora di lavoro familiare</strong>), porta da un lato l&#8217;<strong>abbandono degli allevamenti</strong>, dall&#8217;altro un aumento delle dimensioni medie. Secondo le stime dell&#8217;<strong>Osservatorio sul mercato dei prodotti zootecnici su dati <a href="http://www.istat.it/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Istat</a></strong>, in soli tre anni sarebbero<strong> scomparsi circa diecimila allevamenti da latte in Italia</strong>, con una accelerazione rispetto ai periodi precedenti.</p>
<p>Fonte: <strong>La Gazzetta di Mantova</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2017/04/2017.04.13_RS_GAZZETTA-DI-MANTOVA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO STAMPA COMPLETO</a></p>
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