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	<title>Ente Nazionale Risi &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Ente Nazionale Risi &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Riso del Delta del Po IGP, designazione organismo di controllo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 09:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Designazione dell&#8217;Ente Nazionale Risi quale autorità pubblica ad effettuare i controlli del Riso del Delta del Po IGP &#8211; Classe 1.6 Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati, registrata in ambito Unione europea con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Designazione dell&#8217;Ente Nazionale Risi quale autorità pubblica ad effettuare i controlli del Riso del Delta del Po IGP &#8211; Classe 1.6 Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (CE) n. 1078 del 10 novembre 2009. La designazione ha durata triennale e decorre dal 23 gennaio 2022. D.M. 23971 del 20/01/2022</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17740" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.politicheagricole.it</a></p>
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		<title>Il riso piemontese arriva in Cina: &#8220;Esporteremo i nostri chicchi&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-riso-piemontese-arriva-in-cina-esporteremo-i-nostri-chicchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vendere il riso ai cinesi. Può sembrare un po&#8217; strano, visto che la Cina è uno dei principali produttori mondiali di riso, e il cereale costituisce uno dei pilastri della cucina locale. Ma in questo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vendere il riso ai cinesi. Può sembrare un po&#8217; strano, visto che la Cina è uno dei principali produttori mondiali di riso, e il cereale costituisce uno dei pilastri della cucina locale. Ma in questo caso si parla di un prodotto di nicchia, una delle eccellenze italiane di cui la popolazione orientale, specialmente la fascia più facoltosa, è innamorata: come la Ferrari, il Prosecco, il prosciutto crudo e i grandi marchi di moda. E il riso da risotto, nelle diverse varietà tipiche come il Carnaroli, l&#8217;Arborio, il Vialone Nano, che d&#8217;ora in avanti potrà essere esportato in Cina grazie ad un accordo sottoscritto a Pechino fra il ministero delle Politiche agricole alimentarie forestali, rappresentato dall&#8217;ambasciatore italiano in Cina, Luca Ferrari, e l&#8217;Amministrazione generale delle Dogane della Repubblica popolare cinese. E&#8217; un accordo a cui si lavorava da anni: a febbraio il protocollo era a un passo dalla firma ma l&#8217;emergenza coronavirus ha bloccato a terra il volo della ministra Bellanova verso la Cina. Il target da raggiungere sono circa 50 milioni di cinesi, in una nazione che conta sempre più nuovi ricchi.</p>
<p><strong>Le varietà</strong><br />
Per l&#8217;Italia è un grande risultato, confermano <strong>Ente Risi</strong>, Associazione Industrie Risiere italiane e Coldiretti Vercelli Biella: con 200 varietà iscritte al registro nazionale, e oltre 220 mila ettari di risaie, l&#8217;Italia è leader del comparto nell&#8217;Ue, e assicura più del 50% della produzione di riso europeo. Tra le varietà più tipiche ci sono il Carnaroli, indicata per il risotto per la quantità di amido e la resistenza alla cottura, ma anche il Sant&#8217;Andrea e il Riso di Baraggia biellese e vercellese, l&#8217;unica DOP di riso esistente in Italia. Tante varietà che verranno seminate nelle prossime settimane tra le province di Biella, Novara eVercelli, che insieme a Pavia costituiscono il cuore della produzione risicola italiana.</p>
<p>«Con l&#8217;accordo siglato &#8211; sottolineano da Ente Risi, presieduto da Paolo Carrà le qualità del riso italiano da risotto vengono ulteriormente riconosciute e potranno essere sempre più apprezzate anche dai cinesi, i maggiori consuma-tori al mondo di questo alimento». «Siamo grati ai ministri Martina e Centinaio prima, e alla ministra Bellanova dopo &#8211; dice il presidente di Airi, Mario Francese &#8211; per aver tenuto fede alle promesse. L&#8217;evoluzione del coronavirus non lasciava sperare in una soluzione a breve. Riuscire a esportare riso in un Paese dove lo stesso termine è sinonimo di cibo, ci inorgoglisce: è la metafora di due nazioni che in un momento difficile scelgono la via della cooperazione guardando avanti»</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/04/20200414_RS_LA-STAMPA.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Ente Nazionale Risi, rinnovo delle cariche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ente-nazionale-risi-rinnovo-delle-cariche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 11:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con le comunicazioni pervenute dal MIPAAF sono stati rinnovati gli organi amministrativi dell&#8217;Ente per un quadriennio. La carica di Presidente è stata confermata al Dott. Paolo Carrà e il Consiglio di Amministrazione risulta composto oltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con le comunicazioni pervenute dal MIPAAF sono stati rinnovati gli organi amministrativi dell&#8217;Ente per un quadriennio. La carica di Presidente è stata confermata al Dott. Paolo Carrà e il Consiglio di Amministrazione risulta composto oltre che dal Presidente dal Dott. Marco Protopapa in rappresentanza delle Regioni, dal Dott. Stefano Greppi, dal Dott. Riccardo Preve e dalla Dott.ssa Maria Grazia Tagliabue.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.enterisi.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=25918">Ente Nazionale Risi</a></p>
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		<title>L’Italia ha chiesto alla Commissione il ripristino dei dazi sul riso Japonica birmano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/litalia-ha-chiesto-alla-commissione-il-ripristino-dei-dazi-sul-riso-japonica-birmano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 11:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito del recente Consiglio dei ministri europei dell’agricoltura la Ministra Bellanova, accogliendo le istanze formulate nel Terzo Forum dal settore del riso dell’Unione europea, ha chiesto alla Commissione europea di ripristinare i dazi per il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito del recente Consiglio dei ministri europei dell’agricoltura la Ministra Bellanova, accogliendo le istanze formulate nel Terzo Forum dal settore del riso dell’Unione europea, ha chiesto alla Commissione europea di ripristinare i dazi per il riso lavorato di tipo Japonica proveniente dal Myanmar.</p>
<p>Nel proprio intervento la Ministra ha evidenziato come nella campagna 2018/2019 le importazioni nell’Unione europea di riso lavorato Japonica dal Myanmar siano più che triplicate rispetto alla campagna precedente, essendo passate da 27.000 a circa 86.000 tonnellate.</p>
<p>La richiesta italiana di cui sopra, unitamente alla necessità di un meccanismo di salvaguardia più efficace di quello attuale al fine di scongiurare il ripetersi di queste situazioni, sono state sostenute dalla Spagna, dalla Romania, dal Portogallo e dalla Francia.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.enterisi.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=25909">Ente Nazionale Risi</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/litalia-ha-chiesto-alla-commissione-il-ripristino-dei-dazi-sul-riso-japonica-birmano/">L’Italia ha chiesto alla Commissione il ripristino dei dazi sul riso Japonica birmano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Agroalimentare: l&#8217;Ente Nazionale Risi punta sul Riso Piemontese IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-lente-nazionale-risi-punta-sul-riso-piemontese-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2017 10:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Così come avviene per l&#8217;Olio Toscano IGP, i Pizzoccheri della Valtellina IGP o i Cantucci toscani IGP, anche il riso piemontese potrebbe avere una DOP o una IGP, ossia un&#8217;Indicazione Geografica nuova che dia maggiori [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Così come avviene per l&#8217;Olio Toscano IGP, i Pizzoccheri della Valtellina IGP o i Cantucci toscani IGP, anche il riso piemontese potrebbe avere una DOP o una IGP, ossia un&#8217;<strong>Indicazione Geografica nuova che dia maggiori garanzie al consumatore italiano su qualità e tracciabilità del prodotto regionale </strong>(a livello provinciale il Piemonte può contare già sul <em><a href="http://www.risobaraggia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP</a> , ndr</em>). È una delle possibili <strong>vie di uscita dalla profonda crisi del riso italiano</strong> secondo <strong>Giorgio Ferrero</strong>, assessore regionale all&#8217;Agricoltura, che ha incontrato il consiglio di amministrazione dell&#8217;<a href="http://www.enterisi.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ente Nazionale Risi</a> dopo il duro botta e risposta dei giorni scorsi con il presidente<strong> Paolo Carrà</strong>.</p>
<p>Durante l&#8217;incontro il presidente ha presentato l&#8217;attività svolta dall&#8217;Ente e quanto, in questi anni, è stato fatto a beneficio della filiera risicola nazionale. Al termine della riunione è emersa la <strong>proposta di istituire la denominazione di origine oppure un Riso Piemontese IGP</strong>: «E un&#8217;azione necessaria, se si vuole superare la crisi che grava sull&#8217;intero settore &#8211; ha dichiarato l&#8217;assessore Ferrero -. È necessario arrivare in fretta a una <strong>ristrutturazione della filiera del riso</strong>, con i contratti al passo con i tempi, portando la completa trasparenza fino al consumatore e includendo l&#8217;etichettatura obbligatoria del luogo di origine e di trasformazione del prodotto. È anche necessario vigilare affinché non si verifichino situazioni discriminanti rispetto al ritiro del raccolto 2016. Bisogna investire tutte le energie per recuperare al più presto la non giustificata situazione dei prezzi in campagna».</p>
<p>Soddisfatto per l&#8217;esito dell&#8217;incontro il presidente Carrà: «Le dichiarazioni critiche nei confronti dell&#8217;Ente richiedevano un chiarimento puntuale e sincero. Abbiamo evidenziato come sia necessario riconsiderare l&#8217;intera struttura della nostra filiera con <strong>proposte che limitino l&#8217;eccesso di volatilità dei prezzi del cereale</strong>, proposte di cui il Consiglio dell&#8217;Ente che presiedo si farà certamente carico. Ringraziamo l&#8217;assessore Ferrero per le parole di stima e di riconoscenza in merito all&#8217;attività di Ente Risi, e per la volontà manifestata di voler contribuire a trovare le migliori soluzioni per il futuro del settore».</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2017/05/20170530_LA-STAMPA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO STAMPA COMPLETO</a></p>
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		<title>Mipaaf: riso, pronto decreto per origine obbligatoria in etichetta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/riso-pronto-decreto-per-origine-obbligatoria-in-etichetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 10:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[riso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) rende noto che si è svolta a Roma la riunione del tavolo di filiera del riso, alla presenza del Ministro Maurizio Martina. Alla riunione erano presenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/riso-pronto-decreto-per-origine-obbligatoria-in-etichetta/">Mipaaf: riso, pronto decreto per origine obbligatoria in etichetta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali</strong> (Mipaaf) rende noto che si è svolta a Roma la <strong>riunione del tavolo di filiera del riso</strong>, alla presenza del Ministro Maurizio Martina. Alla riunione erano presenti l&#8217;assessore all&#8217;agricoltura della regione Piemonte Giorgio Ferrero, l&#8217;assessore all&#8217;agricoltura della regione Veneto Giuseppe Pan, le principali organizzazioni agricole, i rappresentanti dell&#8217;industria e l&#8217;<strong><a href="http://www.enterisi.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ente nazionale risi</a></strong>. L&#8217;incontro ha avuto al centro l&#8217;analisi dell&#8217;andamento di mercato del settore e la crisi dei prezzi, fortemente influenzata dalle importazioni a dazio zero di riso nell&#8217;Unione europea dai Paesi PMA. Il Ministro Martina ha proposto un primo piano di interventi articolato in <strong>5 azioni a tutela del reddito</strong> dei produttori <strong>agricoli di riso e per la valorizzazione delle produzioni italiane e europee</strong>.</p>
<p>&#8220;Vogliamo introdurre &#8211; ha dichiarato il Ministro Martina &#8211; l&#8217;obbligo di <strong>indicazione dell&#8217;origine del riso in etichetta</strong>. Lo chiediamo a livello europeo e, in accordo con il Ministro Calenda, siamo pronti a sperimentare questo strumento in Italia. Oltre l&#8217;80% dei cittadini che hanno partecipato alla nostra consultazione pubblica ci chiede informazioni chiare sulla provenienza di questo prodotto. Per rispondere alla crisi del riso che sta mettendo in difficoltà migliaia di agricoltori in tanti nostri territori chiediamo alla Commissione Ue di fermare le importazioni a dazio zero che hanno creato uno squilibrio di mercato evidente, peraltro senza generare effetti positivi per i piccoli produttori dei paesi asiatici dai quali importiamo. Chiediamo l&#8217;attivazione urgente della clausola di salvaguardia. Allo stesso tempo siamo pronti ad estendere anche al settore risicolo la sperimentazione dell&#8217;assicurazione agevolata salva ricavi, come fatto per il grano. Può essere uno strumento concreto di protezione del reddito a fronte di forte oscillazioni dei prezzi delle materie prime. Per sostenere il settore<strong> investiremo 2 milioni di euro sulla promozione delle qualità del riso</strong>&#8220;.</p>
<p>In particolare gli strumenti messi in campo dal Ministero sono i seguenti.</p>
<p><strong>1 ETICHETTATURA D&#8217;ORIGINE OBBLIGATORIA PER IL RISO &#8211; PRONTO DECRETO</strong><br />
Grazie all&#8217;accordo tra il Ministro Martina e il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda è pronto uno schema di decreto per la sperimentazione dell&#8217;obbligo di indicazione dell&#8217;origine in etichetta per il riso. Il provvedimento prevede che sull&#8217;etichetta del riso devono essere indicati il Paese di coltivazione del riso e quello di trasformazione. Le indicazioni sull&#8217;origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.</p>
<p><strong>2 RINNOVO RICHIESTA ATTIVAZIONE DELLA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA</strong><br />
Alla luce dell&#8217;andamento dei prezzi del riso e dell&#8217;aumento delle importazioni a dazio zero dai Paesi PMA il Mipaaf è pronto ad integrare il dossier già aperto con la Commissione per rinnovare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia prevista dal regolamento UE n. 978/2012. Dal monitoraggio del comparto, infatti, si evidenziano almeno due nuovi elementi oggettivi, che determinano ulteriori effetti negativi, aggravando la situazione di difficoltà. Nello specifico, si tratta del costante trend negativo registrato sulle principali piazze nazionale ed anche europee delle quotazioni del risone. Inoltre, c&#8217;è un oggettivo incremento degli stock, sia a livello UE (546.000 ton. +24% dal 2014/15) sia a livello nazionale (260.111 ton. +45% dal 2015/16): variabili queste ultime che determinano un&#8217;azione sinergica negativa, deprimendo ulteriormente il mercato. Questi dati verranno integrati in tempi rapidi al dossier per il rinnovo della richiesta di attivazione della clausola.</p>
<p><strong>3 LETTERA AL COMMISSARIO UE HOGAN E AI MINISTRI DEI PAESI PRODUTTORI</strong><br />
Per sostenere l&#8217;attivazione della clausola di salvaguardia e per contribuire alla riforma del regolamento 978/2012 il Ministro Maurizio Martina ha disposto l&#8217;invio di comunicazioni al Commissario Ue Phil Hogan e ai Paesi Produttori.<br />
Nella lettera al Commissario il Ministro evidenzia, come già fatto in occasione della riunione bilaterale con lo stesso Hogan a Verona, la necessità di attivare la clausola e di dare risposte concrete ai risicoltori europei e italiani in particolare. In particolare si sottolinea la necessità di una revisione del regolamento 978/2012 in modo da prevedere meccanismi più forti di tutela dei redditi dei produttori. Nelle more si chiede l&#8217;attivazione di contingenti quantitativi alle importazioni di riso a dazio zero dai PMA.<br />
Il Ministro, per costruire un asse politico forte a sostegno della richiesta dell&#8217;attivazione della clausola, ha inviato una richiesta formale di sostegno a tutti i Paesi produttori: Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Romania, Bulgaria. Nella comunicazione si fa riferimento alle richieste del &#8220;Primo forum del riso europeo&#8221;, tenutosi a Milano il 20 febbraio 2017, dove tutti i rappresentanti dei Paesi hanno sostenuto l&#8217;iniziativa dell&#8217;Italia a difesa del settore e si sono impegnati, con uno sforzo comune, a rafforzare l&#8217;azione propositiva degli operatori della filiera dell&#8217;Unione.</p>
<p><strong>4 SPERIMENTAZIONE POLIZZA RICAVI PER IL SETTORE RISICOLO</strong><br />
Il Ministero si impegna ad estendere la sperimentazione della polizza ricavi, avviata per il settore del grano, anche alla filiera risicola. Attraverso questo strumento, un produttore agricolo di riso potrà sottoscrivere la polizza ricavo, pagando un premio alle assicurazioni che viene coperto per il 65% dall&#8217;agevolazione del Ministero. Nel caso il ricavo scenda del 20% rispetto alla media triennale del ricavo per ettaro, l&#8217;agricoltore riceverà dalla compagnia assicurativa un indennizzo per la perdita di reddito.</p>
<p><strong>5 PROMOZIONE &#8211; STANZIAMENTO DI 2 MILIONI DI EURO PER IL SETTORE DEL RISO</strong><br />
Per sostenere e promuovere la filiera risicola il Mipaaf si impegna allo stanziamento di 2 milioni di euro per campagne di comunicazione dedicate da sviluppare in coordinamento con l&#8217;Ente risi. L&#8217;obiettivo è quello di contribuire ad una maggiore conoscenza delle caratteristiche del prodotto e a un rilancio dei consumi di riso, valorizzando il lavoro dei produttori agricoli.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11196" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/riso-pronto-decreto-per-origine-obbligatoria-in-etichetta/">Mipaaf: riso, pronto decreto per origine obbligatoria in etichetta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>L’UE non difende la filiera Italiana del riso dalle importazioni asiatiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 09:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Ente Nazionale Risi ha organizzato a gennaio 2017 a Milano una riunione di tutti i Paesi europei produttori di riso (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, Romania, Bulgaria e Ungheria) per creare un fronte comune nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<a href="http://www.enterisi.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ente Nazionale Risi</strong></a> ha organizzato a gennaio 2017 a Milano una riunione di tutti i Paesi europei produttori di riso (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, Romania, Bulgaria e Ungheria) per creare un fronte comune nel confronto con l’<strong>Unione europea</strong>. La posizione italiana è quella di richiedere l’immediato ripristino dei dazi alle importazioni di riso da<br />
Cambogia e Myanmar, aboliti nel 2009. L’emergenza è determinata dal record delle importazioni comunitarie di riso lavorato “Indica” nella campagna 2015/2016 e dalla riduzione delle esportazioni comunitarie che hanno generato un aumento degli stock comunitari di riporto nella campagna attuale. L’Italia, con i suoi 234 mila ettari coltivati a riso e un consumo pro capite annuo di 6 kg, è il primo Paese produttore di riso dell’Unione europea.</p>
<p>Nella filiera italiana operano <strong>4.265 aziende risicole e circa 5.000 addetti</strong>, circa <strong>100 industrie risiere</strong>, di cui 6 detengono complessivamente più del 50 % del mercato. Il riso lavorato rappresenta un giro d’affari di circa un miliardo di euro. Il risotto, che si prepara esclusivamente con varietà di riso prodotte in Italia, va ricordato, è ormai un prodotto tipico del food made in Italy, non a caso celebrato anche nel recente Expo2015.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Unione Europea non difende la<strong> filiera</strong> italiana del riso dalle importazioni asiatiche&#8221;. E&#8217; questo l&#8217;allarme lanciato per l&#8217;ennesima volta dall&#8217;Ente nazionale risi, dopo il fallimento della missione che la Commissione europea aveva organizzato a luglio scorso in Cambogia, nazione che con il Myamar esporta in Europa enormi stock di &#8220;indica&#8221;, il riso asiatico. L&#8217;Ente nazionale risi chiede così l&#8217;immediato ripristino dei dazi doganali, che erano stati tolti alle due nazioni nel 2009 per dare una mano &#8211; quello era l&#8217;intento &#8211; agli agricoltori asiatici.</p>
<p>&#8220;La verità è che invece di dare ai loro contadini un reddito maggiore, il taglio dei dazi ha dato solo vantaggi alle lobby ha sottolineato Adriano Zanella, presidente del <a href="http://www.risodeltapoigp.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Consorzio di tutela</strong></a> del<strong> Riso del Delta del Po IGP</strong> &#8211; tutti i sacrifici che facciamo controvoglia, non sortisce che l&#8217;effetto di ingrassare le tasche di chi esporta, senza migliorare il reddito dei contadini asiatici&#8221;. Zanella ricorda come nel Delta del Po i soci del Consorzio di tutela coltivino 9mila ettari di terreno a riso, rispetto ai l67mila disponibili.</p>
<p>Fonte: <strong>Ente Risi</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/10/CS_ITALIA-CONTRO-UNIONE-EUROPEA-PER-INVASIONE-RISO-ASIATICO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Riso italiano, arriva la riscossa: cresce la superficie coltivata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2015 10:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[riso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2015 potrebbe essere l&#8217;anno della svolta per la coltivazione del riso in Italia: dopo un lustro di continua riduzione della superficie coltivata, e dopo un 2014 di incerto recupero, nel 2015 può consolidarsi la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2015 potrebbe essere l&#8217;anno della svolta per la coltivazione del <strong>riso in Italia</strong>: dopo un lustro di continua riduzione della superficie coltivata, e dopo un 2014 di incerto recupero, nel 2015 può consolidarsi la ripresa. L&#8217;<strong>Ente nazionale risi</strong> ci va coi piedi di piombo: ufficialmente prevede uno scatto di soli 500 ettari in più. Ma gli operatori della filiera risicola alzano la stima a 5.000 ettari in aggiunta ai 220.000 dell&#8217;anno passato. E se lo cose andassero così sarebbe un incremento tutt&#8217;altro che simbolico. Anche se la situazione di sfondo, non va dimenticato, resta problematica per il riso come per quasi tutto il <strong>settore agricolo</strong> in Italia.</p>
<p>Ma come mai si prospetta questo possibile recupero della superficie coltivata a riso? Enrico Losi, funzionario dell&#8217;area mercati dell&#8217;Ente risi, segnala un motivo contingente e un altro che potrebbe rivelarsi strutturale (sia pure con tutte le riserve del caso). Il motivo contingente è dato dal relativo <strong>declino</strong> delle <strong>coltivazioni di mais</strong>: «Negli scorsi anni le quotazioni internazionali del mais avevano raggiunto livelli molto alti &#8211; spiega &#8211; e in parallelo era cresciutala superficie coltivata a granoturco in Italia. Poi i prezzi internazionali sono rifluiti dai massimi, e il mercato del mais, per come è strutturato, è molto sensibile alle oscillazioni. La conseguenza è che una parte dei coltivatori italiani stanno <strong>ri-orientando</strong> la loro <strong>produzione</strong> dal granoturco al riso».</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2015/05/20150511_RS_LA-STAMPA_RISO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Riso Veronese: enti specifici tutelano coltura e qualità del prodotto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/riso-veronese-enti-specifici-tutelano-coltura-e-qualita-del-prodotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 07:25:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Arena L’Ente Nazionale Risi, istituito nel 1931 a tutela delle diverse varietà prodotte nel nostro Paese, è impegnato anche nella tutela dell’Indicazione Geografica Protetta che il Riso Vialone Nano Veronese IGP ha ottenuto, per primo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/37365d86a2107e76a977ee3cea38b482.jpg" alt="" /><strong>L&#8217;Arena</p>
<p></strong>L’Ente Nazionale Risi, istituito nel 1931 a tutela delle diverse varietà prodotte nel nostro Paese, è impegnato anche nella tutela dell’Indicazione Geografica Protetta che il <strong>Riso Vialone Nano Veronese IGP</strong> ha ottenuto, per primo in Europa e unico in Italia, nel luglio del 1996. Il Consorzio per la Tutela del <strong>Riso Vialone Nano Veronese IGP</strong>, costituito dal novembre del 1979, opera a sua volta con lo scopo di tutelare la coltura del riso, ma anche di divulgare l’altissima qualità di questa particolare varietà. L’origine del <strong>Riso Vialone Nano Veronese IGP</strong> risale al 1937, quando presso la Stazione Sperimentale di Risicoltura del vercellese vennero indicate le varietà Vialone e Nano. Grazie alla dolcezza ed alla purezza delle acque di fontanile del Basso veronese, alle caratteristiche del terreno ed alle cure di valenti agricoltori, questa varietà ha acquisito quelle caratteristiche organolettiche, uniche ed inconfondibili, che hanno consentito di ottenere il marchio IGP.<br /> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/09/ARENA_1.pdf" alt="ARENA_1.pdf">ARENA_1.pdf</a></p>
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		<title>&#8220;Difendiamo il riso italiano contro le importazioni a dazio zero&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 07:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[riso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stampa I problemi del riso italiano approdano sui tavoli di Bruxelles. Una nuova offensiva contro le importazioni a dazio zero dai paesi asiatici è stata avviata ieri dall&#8217;eurodeputato piemontese e membro della commissione Agricoltura [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/da-bruxelles-difendiamo-il-riso-italiano-contro-le-importazioni-a-dazio-zero/">&#8220;Difendiamo il riso italiano contro le importazioni a dazio zero&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/0b2ce512cff592dacc26e2b8c8e9834e.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>La Stampa</p>
<p></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I problemi del riso italiano approdano sui tavoli di Bruxelles. Una nuova offensiva contro le importazioni a dazio zero dai paesi asiatici è stata avviata ieri dall&#8217;eurodeputato piemontese e membro della commissione Agricoltura Alberto Cirio, che ha messo di fronte i massimi rappresentanti istituzionali del riso italiano e Antonio Tajani, vice presidente del Parlamento europeo. La riunione di ieri non è stata solo una presa di coscienza delle difficoltà di un comparto, quello risicolo, che oltre a Vercelli sta colpendo Lombardia, Veneto, Emilia e Sardegna: ma è stata l&#8217;occasione per avviare azioni concrete in difesa di un prodotto che sta conoscendo una crisi senza precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggetto dell&#8217;incontro, la richiesta di adozione della clausola di salvaguardia per il ripristino dei normali dazi doganali, che porrebbero quindi un deciso freno alle importazioni selvagge dall&#8217;Est. «Tajani, d&#8217;ora in poi, sarà l&#8217;ambasciatore del riso italiano», spiega Cirio. «Ma qui a Bruxelles abbiamo potuto toccare con mano che la posizione del Governo italiano sulla richiesta di clausola è percepita con debolezza, e ha veramente poche ciance di andare a buon fine.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/07/LA_STAMPA_33.pdf" alt="LA_STAMPA_33.pdf">LA_STAMPA_33.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/da-bruxelles-difendiamo-il-riso-italiano-contro-le-importazioni-a-dazio-zero/">&#8220;Difendiamo il riso italiano contro le importazioni a dazio zero&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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