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	<title>Federvini &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Federvini &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>UE-Mercosur: il Parlamento europeo blocca l&#8217;accordo. Le reazioni di Federvini, UIV e CEEV</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 09:32:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 25 anni di negoziati, l&#8217;accordo commerciale UE-Mercosur è in stallo: pochi giorni dopo la firma dell&#8217;accordo in Paraguay il Parlamento europeo ha bloccato l&#8217;accordo. Le reazioni di Federvini, Uiv e CEEV: “Un ritardo che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 25 anni di negoziati, l&#8217;accordo commerciale UE-Mercosur è in stallo: pochi giorni dopo la firma dell&#8217;accordo in Paraguay il Parlamento europeo ha bloccato l&#8217;accordo. Le reazioni di Federvini, Uiv e CEEV: “Un ritardo che non possiamo permetterci”</p>
<p>Niente da fare. Ancora una volta e dopo 25 anni di negoziati l’accordo commerciale Ue-Mercosur si è incagliato. A pochi giorni dalla firma dell’intesa <a href="https://winecouture.it/2026/01/09/accordo-ue-mercosur-una-svolta-storica-per-il-commercio-internazionale-del-vino/">avvenuta in Paraguay</a> da parte della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen con i partner latinoamericani sabato 17 in Paraguay, il <a href="https://www.europarl.europa.eu/portal/it">Parlamento Europeo </a>ha bloccato tutto. E lo ha fatto approvando (con soli 10 voti di scarto) la richiesta di inviare il testo alla CGUE (Corte di Giustizia Europea) per un parere legale.</p>
<h4>Ue-Mercosur, il blocco del Parlamento</h4>
<p>Nei giorni delle tensioni inscenate dalle nuove minacce di Donald Trump (poi rientrate) per i dazi a causa della vicenda Groenlandia, nel pieno di un cambiamento degli assetti economici mondiali (oltre che geo-politici) e della necessità di trovare nuovi sbocchi commerciali e di business, la decisone dell’emiciclo di Strasburgo pesa come un macigno.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Federvini: rammarico e disorientamento</h4>
<p>Secondo Federvini il voto del Parlamento di Strasburgo rischia di frenare nuove opportunità per l’export italiano. Queste le parole del presidente Giacomo Ponti: “Prendiamo atto della decisione del Parlamento europeo con rispetto istituzionale ma non possiamo nascondere il nostro rammarico e disorientamento&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Unione Italiana Vini: “Un ritardo che non ci possiamo permettere”</h4>
<p>Netta la posizione espressa anche da Unione Italiana Vini (Uiv) per voce del presidente Lamberto Frescobaldi: “Il voto odierno del Parlamento europeo non fa male solo alle imprese, fa male a tutta l’Europa. Il voto è sacro e Unione italiana vini si adegua pienamente al responso democratico, ma non possiamo non rilevare come questa decisione fotografi un’Ue spaccata in un momento storico caratterizzato da tensioni commerciali che richiederebbe invece la massima coesione&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>CEEV: “Un’occasione sprecata”</h4>
<p>Il Comitato Europeo delle Imprese Vitivinicole (CEEV) ha espresso il proprio disappunto deplorando la decisione del Parlamento Europeo di chiedere il parere della Corte di Giustizia sulla compatibilità dell’Accordo UE-Mercosur con i Trattati dell’Ue&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://winecouture.it/article-en/eu-mercosur-european-parliament-blocks-the-agreement-reactions-from-federvini-uiv-and-ceev/" target="_blank" rel="noopener"> Wine Couture.it</a></p>
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		<title>Presentato a Roma il nuovo Digital Responsible Service Training di Wine in Moderation</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/presentato-a-roma-il-nuovo-digital-responsible-service-training-di-wine-in-moderation/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 07:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Digital Responsible Service Training. L&#8217;innovativa piattaforma di formazione online, promossa dai Coordinatori Nazionali (Consorzio Tutela Prosecco DOC, Federvini e UIV), è stata lanciata in occasione del WIM Day per formare i professionisti del vino al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Digital Responsible Service Training. L&#8217;innovativa piattaforma di formazione online, promossa dai Coordinatori Nazionali (Consorzio Tutela Prosecco DOC, Federvini e UIV), è stata lanciata in occasione del WIM Day per formare i professionisti del vino al servizio responsabile</em></p>
<p>In occasione del <strong>Wine in Moderation Day</strong>, la giornata internazionale dedicata alla promozione del consumo responsabile del vino, è stato presentato oggi a Roma il nuovo corso di formazione online <strong>&#8220;Digital Responsible Service Training&#8221;</strong> ideato da Wine in Moderation (WIM) per fornire su scala internazionale, a operatori del settore quali personale di cantina o addetti del settore Horeca, conoscenze e strumenti essenziali all’erogazione di un servizio al pubblico fondato su presupposti di responsabilità.</p>
<p>La presentazione si è tenuta questa mattina presso la sede dell’Associazione Stampa Estera e ha visto la partecipazione dei tre Coordinatori Nazionali del programma Wine in Moderation: <strong>Federvini, Unione Italiana Vini (UIV) e Consorzio di Tutela Prosecco DOC.</strong></p>
<p>Il Digital Responsible Service Training è una piattaforma didattica digitale innovativa che promuove la moderazione e la responsabilità nel consumo, tutelando il consumatore e valorizzando il prodotto. Uno strumento che nasce dalla collaborazione tra le principali associazioni europee del settore, unite per diffondere conoscenza e consapevolezza tra i professionisti del vino.</p>
<p>Durante la conferenza stampa sono state illustrate le finalità e le modalità di accesso al corso digitale, risultato di tre anni di lavoro nell’ambito della strategia 2020-2025 di WIM, sottolineando le opportunità che questa piattaforma rappresenta per la diffusione di comportamenti consapevoli tra operatori e consumatori.</p>
<p>Il corso propone contenuti aggiornati, materiali multimediali e test interattivi per accompagnare gli operatori del settore in un percorso formativo volto a consolidare la cultura della moderazione e del servizio responsabile.</p>
<p>“<em>Con il lancio del Digital Responsible Service Training compiamo un ulteriore importante passo per promuovere la cultura del vino responsabile tra tutti i professionisti del settore –</em> ha commentato <strong>Sandro Sartor</strong>, presidente di Wine in Moderation <em>–. È un impegno condiviso che richiede un lavoro di squadra e una responsabilizzazione degli attori lungo l’intera filiera, dalle istituzioni alle imprese, fino agli operatori a contatto con il consumatore finale, per diffondere insieme il messaggio di equilibrio, consapevolezza e moderazione che rappresenta il principio cardine del consumo di vino</em>”.</p>
<p>I rappresentanti dei tre coordinatori nazionali in Italia &#8211; <strong>Alessandro Botter</strong>, Vicepresidente Consorzio di Tutela Prosecco DOC, <strong>Chiara Soldati</strong>, Presidente del Comitato CASA di Federvini, e <strong>Roberto Sarti</strong>, Coordinatore Tavolo Vino e Salute di Unione italiana vini &#8211; <strong>dichiarano congiuntamente</strong>: “<em>Difendere la distinzione tra consumo moderato e abuso è fondamentale per tutelare un modello di vita equilibrato e profondamente legato alla nostra cultura mediterranea</em>. <em>Per questo i tre enti, oltre a seguire e monitorare le iniziative legislative a livello internazionale ed europeo sul tema vino e salute, da sempre si impegnano a costruire ponti tra ricerca, istituzioni e filiera del vino. Questa iniziativa del Digital Responsible Service Training punta a colmare l’anello mancante tra filiera e consumatori</em>”.</p>
<p><strong>E aggiungono</strong>: “<em>Questo corso, dal chiaro respiro europeo, è il frutto di una collaborazione virtuosa tra associazioni dei principali Paesi produttori. Questa unione di intenti è fondamentale, perché intensifica la diffusione di un messaggio virtuoso. In qualità di coordinatori nazionali di WIM, sosteniamo con convinzione i princìpi di moderazione e responsabilità che sono un patrimonio distintivo della cultura alimentare italiana. Riconosciamo nella formazione uno strumento essenziale per accrescere la consapevolezza e la professionalità di chi opera nel mondo del vino, ma anche per diffondere questo nostro approccio equilibrato negli altri Paesi</em>”.</p>
<p>La formazione è progettata per sensibilizzare tutti i professionisti del settore (impiegati in cantine, ristoranti, wine bar, ecc.) sui temi cruciali del consumo moderato di vino, fornendo una panoramica completa e accessibile sul ruolo e sulle responsabilità degli operatori che include basi scientifiche, nozioni giuridiche, responsabilità sociali e buone pratiche.</p>
<p>Il corso si articola in nove moduli. Dopo una prima introduzione dedicata al legame tra vino, cultura e territorio, il programma affronta il rapporto tra vino e salute, approfondendo le linee guida sul consumo moderato e gli aspetti scientifici che lo sostengono. Segue un modulo dedicato al quadro giuridico, che illustra le principali normative nazionali e internazionali in materia di vendita e somministrazione di bevande alcoliche, e un altro sulla comunicazione responsabile, volto a spiegare come utilizzare messaggi e strumenti di autoregolamentazione coerenti con i principi etici del settore.</p>
<p>Ulteriori moduli si concentrano sulla creazione dell’ambiente giusto per favorire comportamenti equilibrati, sulle buone pratiche di servizio applicabili in cantine, ristoranti e wine bar, e sul corretto rapporto tra vino e cibo, inteso come espressione di equilibrio e misura. Vengono poi approfondite le modalità per organizzare degustazioni ed eventi enologici improntati alla responsabilità e, infine, le opportunità offerte dall’enoturismo sostenibile, con esempi di esperienze capaci di valorizzare insieme cultura, territorio e consapevolezza.</p>
<p>La piattaforma adatta i moduli formativi in base al profilo professionale dell&#8217;utente. Al completamento del percorso e al superamento dei relativi quiz, i partecipanti riceveranno un certificato di formazione ufficiale rilasciato da Wine in Moderation.</p>
<p>Durante la conferenza, i partecipanti hanno potuto ricevere codici di accesso gratuiti per sperimentare direttamente la piattaforma, che consente percorsi personalizzati in base al profilo professionale. Il Digital Responsible Service Training rappresenta un passo importante nella promozione di una cultura del vino fondata su conoscenza, rispetto e responsabilità, valori che da sempre ispirano l’azione di Wine in Moderation e dei suoi partner europei.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.prosecco.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Prosecco DOC</strong></a>, <a href="https://www.federvini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Federvini</strong> </a>e <a href="https://www.unioneitalianavini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>UIV</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/2025_11_06_CS_WIM_digital_training-UNIFICATO-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>La filiera degli alcolici e del vino made in Italy vale 21,5 miliardi di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-filiera-degli-alcolici-e-del-vino-made-in-italy-vale-215-miliardi-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 08:08:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bevande spiritose]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato il rapporto realizzato da Nomisma per conto di Federvini La filiera italiana del vino, dal campo al bicchiere, conta 38mila imprese e garantisce al Paese 21,5 miliardi di euro di fatturato diretto, di cui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblicato il rapporto realizzato da Nomisma per conto di Federvini</em></p>
<p>La filiera italiana del vino, dal campo al bicchiere, conta 38mila imprese e garantisce al Paese <strong>21,5 miliardi di euro di fatturato diretto</strong>, di cui io miliardi derivanti dall&#8217;export. I conti del comparto sono contenuti nello Studio di filiera per i vini, gli spiriti e gli aceti realizzato da <strong>Nomisma</strong> per conto di <strong>Federvini</strong>.</p>
<p>Sotto il profilo <strong>occupazionale</strong>, i lavoratori impiegati direttamente dalle aziende produttrici sono <strong>81mila</strong>. Ogni euro di valore aggiunto direttamente generato dalle imprese del settore, si legge nello studio, crea 4,2 euro nell&#8217;intera economia nazionale grazie agli impatti indiretti e indotti su altre filiere del made in Italy, dalla logistica al commercio al dettaglio, dalla ristorazione al settore immobiliare.</p>
<p>&#8220;Le filiere che rappresentiamo assumono un rilievo strategico per il sistema economico italiano &#8211; ha detto la presidente di <strong>Federvini, Micaela Pallini</strong> &#8211; ma le nostre imprese ancora oggi sono molto esposte a incertezze di natura geopolitica, normativa, commerciale, inflattiva&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<item>
		<title>Riforma Indicazioni Geografiche, Federvini: “tutelare prodotti di qualità”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/riforma-indicazioni-geografiche-federvini-tutelare-prodotti-di-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 06:40:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo De Castro]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La presidente di Federvini Micaela Pallini plaude all’intervento del parlamentare De Castro sulle riforma delle Indicazioni Geografiche confermando la necessità di norme a tutela dei prodotti d’eccellenza. “La partita ancora aperta che riguarda la revisione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La presidente di Federvini Micaela Pallini plaude all’intervento del parlamentare De Castro sulle riforma delle Indicazioni Geografiche confermando la necessità di norme a tutela dei prodotti d’eccellenza.</em></p>
<p>“La partita ancora aperta che riguarda la revisione del regolamento in materia di <strong>Indicazioni Geografiche</strong> ricopre un rilievo essenziale in ottica di tutela dei prodotti e delle eccellenze delle nostre filiere del vino, spiriti e aceti. Sposiamo pienamente le parole espresse dall’europarlamentare <strong>Paolo De Castro</strong> che, durante i lavori degli Stati Generali del vino, ha ribadito la necessità di salvaguardare i prodotti di qualità approvando un quadro normativo in grado di assicurare una tutela estesa alle nostre eccellenze”.</p>
<p>Così la presidente di <strong><a href="https://www.federvini.it/" target="_blank" rel="noopener">Fedevini</a></strong> <strong>Micaela Pallini</strong> commenta l’intervento dell’eurodeputato <strong>Paolo De Castro</strong> in occasione degli <strong>Stati Generali del Vino</strong> tenutisi a Roma, che hanno visto la presenza di rappresentanti del governo, delle istituzioni europee, degli operatori del comparto e dei rappresentanti dei territori.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.vinonews24.it/2023/10/02/riforma-indicazioni-geografiche-federvini-tutelare-prodotti-di-qualita/" target="_blank" rel="noopener">Vinonews.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/riforma-indicazioni-geografiche-federvini-tutelare-prodotti-di-qualita/">Riforma Indicazioni Geografiche, Federvini: “tutelare prodotti di qualità”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Grandine e siccità colpiscono la vendemmia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/grandine-e-siccita-colpiscono-la-vendemmia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 07:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Federvini: annata difficile sia dal punto di vista qualititativo sia quantitativo Da un lato le forti grandinate, dall&#8217;altro l&#8217;arsura ben oltre i 40 gradi. Nel mezzo la peronospera, il fungo portato dall&#8217;acqua, che sta danneggiando [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Federvini: annata difficile sia dal punto di vista qualititativo sia quantitativo</em></p>
<p>Da un lato le forti <strong>grandinate</strong>, dall&#8217;altro <strong>l&#8217;arsura</strong> ben oltre i<strong> 40 gradi</strong>. Nel mezzo la <strong>peronospera</strong>, il fungo portato dall&#8217;acqua, che sta danneggiando le viti da Nord a Sud. Sarà una vendemmia difficile, questa del 2023. Le rese saranno in calo, dicono gli esperti: di quanto, è ancora presto per dirlo.</p>
<p>Molto <strong>dipenderà</strong> anche <strong>dalla frequenza</strong>, da qui ad agosto, dei <strong>fenomeni estremi come quello che si è abbattuto ieri in Lombardia</strong>. Ma per Federvini è già certo che &#8220;la prossima vendemmia non sarà da ricordare né dal punto di vista qualitativo né quantitativo&#8221;.</p>
<p>Proprio ieri la Regione Piemonte ha inviato al governo la richiesta formale per lo stato di emergenza a seguito delle grandinate del 6 luglio scorso.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/grandine-e-siccita-colpiscono-la-vendemmia/">Grandine e siccità colpiscono la vendemmia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vino: territorio, denominazione e brand decidono l’acquisto. Ma occhio al packaging</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-territorio-denominazione-e-brand-decidono-lacquisto-ma-occhio-al-packaging/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 07:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca di Nomisma Wine Monitor by Federvini. La marca famosa rassicura, DOP e IGP sono sinonimo di maggior qualità per l’85% di consumatori Il “marchio collettivo” del territorio, ovvero la denominazione, rappresentata dal nome [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-territorio-denominazione-e-brand-decidono-lacquisto-ma-occhio-al-packaging/">Vino: territorio, denominazione e brand decidono l’acquisto. Ma occhio al packaging</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La ricerca di Nomisma Wine Monitor by Federvini. La marca famosa rassicura, DOP e IGP sono sinonimo di maggior qualità per l’85% di consumatori</em></p>
<p>Il “marchio collettivo” del territorio, ovvero la denominazione, rappresentata dal nome e dal simbolo della DOC, della DOCG o della IGT, e le marche private dei produttori, che, nello stesso tempo, sorreggono e sono sorretti dal territorio che contribuiscono a costruire. Su questi due grandi asset, più che su altri, si formano le scelte di acquisto del vino da parte degli italiani, come emerge da una ricerca di <strong>Nomisma</strong> <strong>Wine</strong> <strong>Monitor</strong> by <strong>Federvini</strong>.</p>
<p>Perché se guardando alla risposta singola alla domanda su quali criteri si usano per scegliere il vino al di là del gusto personale, il <strong>24% indica la presenza del marchio DOC, DOCG o IGT,</strong> ed il 20% il territorio di produzione. Ma il 29% dei consumatori sono anche molto influenzati dalla marca della cantina, che se nota è conosciuta è capace di rassicurare il consumatore spesso davanti ad un offerta sconfinata e disorientate.</p>
<p>Due pilastri, il territorio ed il brand aziendale, che sono quelli su cui poggia il sistema vino italiano, con le sue decine e decine di denominazioni, e le sue centinaia e centinaia di aziende piccole e grandi, storiche e più giovani, che pur con mille difficoltà dovute alla complessità e alla ricchezza dell’offerta del vino italiano, hanno conquistato il mondo. Dall’indagine Nomisma, però, emerge come la <strong>DOP</strong> e <strong>IGP</strong> siano fondamentali nella percezione e nel valore. Perchè uno vino Dop o Igp, rispetto ad uno generico, per l’85% dei consumatori è di<b> maggior qualità,</b> per il 77% ha <strong>caratteristiche organolettiche migliori</strong>, per il 75% è garanzia della <strong>tracciabilità</strong> del processo produttivo, il 72% si sente rassicurato dai <strong>controlli</strong>, e per il 48% i vini a denominazione sono più <strong>rispettosi dell’ambiente</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/vino-territorio-denominazione-e-brand-aziendale-decidono-lacquisto-ma-occhio-al-packaging_498956/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=winenews-1&amp;utm_content=la-prima" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Wine News</strong></a></p>
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		<title>Vino, sulla riforma del sistema IG mantenere il testo approvato nella Comagri del Parlamento UE</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-sulla-riforma-del-sistema-ig-mantenere-il-testo-approvato-nella-comagri-del-parlamento-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 07:29:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo De Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
		<category><![CDATA[RiformaIG]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le organizzazioni della filiera vitivinicola intervengono alla vigilia del voto nella seduta plenaria del Parlamento Europeo In vista del voto de Parlamento Europeo in seduta plenaria, che si terrà domani 31 maggio, e dell’avvio dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le organizzazioni della filiera vitivinicola intervengono alla vigilia del voto nella seduta plenaria del Parlamento Europeo</em></p>
<p>In vista del voto de Parlamento Europeo in seduta plenaria, che si terrà domani 31 maggio, e dell’avvio dei triloghi con la Commissione UE e il Consiglio europeo, che ad esso farà seguito, le organizzazioni della filiera vitivinicola italiana di <strong>Confagricoltura</strong>, <strong>Cia-Agricoltori Italiani</strong>, <strong>Alleanza delle Cooperative Agroalimentari</strong>, <strong>Copagri</strong>, <strong>Unione Italiana Vini</strong>, <strong>Federvini</strong>, <strong>Federdoc</strong> e <strong>Assoenologi</strong> hanno rivolto un appello al Ministro dell’Agricoltura <strong>Francesco Lollobrigida</strong> e ai Parlamentari europei, affinché venga mantenuta l’integrità del testo approvato in Commissione agricoltura del Parlamento europeo.</p>
<p>Le organizzazioni, infatti, hanno accolto con favore l’approvazione della relazione dell’On. <strong>Paolo De Castro</strong> sulla riforma del sistema delle Indicazioni Geografiche, approvata all’unanimità lo scorso 20 aprile in sede di Comagri, la quale è riuscita nel complesso obiettivo di trovare una sintesi ragionata, anche per quanto riguarda la disciplina del vino.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://copagri.org/2023/05/30/filiera-vino-riforma-ig/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Copagri.org</a></strong></p>
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		<title>Federvini al governo: «Difendere un prodotto da 12 miliardi di export»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/federvini-al-governo-difendere-un-prodotto-da-12-miliardi-di-export/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 07:47:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Il vino italiano è sotto attacco. Occorre tutelare un settore strategico per il Paese. E bisogna farlo a tutti i livelli, soprattutto in Europa». Federvini lancia l&#8217;allarme proprio nel momento in cui anche l&#8217;agroalimentare italiano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Il vino italiano è sotto attacco. Occorre tutelare un settore strategico per il Paese. E bisogna farlo a tutti i livelli, soprattutto in Europa</em>». <a href="https://www.federvini.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Federvini</strong> </a>lancia l&#8217;allarme proprio nel momento in cui anche l&#8217;agroalimentare italiano sta facendo i conti con <strong>caro tariffe ed inflazione</strong> che, tra i campi, finisce per essere sentito anche più che altrove.</p>
<p>«<em>Stiamo assistendo ad un attacco a livello globale sui consumi di alcool ma non all&#8217;abuso</em> &#8211; ha detto <strong>Micaela Pallini</strong>, presidente Federvini &#8211; <em>ed il problema è che si parla tout court di consumo</em>». «<em>Per le nostre aziende</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>c&#8217;è un evidente danno reputazionale oltre a problematiche economiche che il nostro settore si trova a combattere</em>».</p>
<p>«<em>Il vino è il primo contributore all&#8217;export agroalimentare italiano. L&#8217;export di vino vale 12 miliardi di euro</em>» ha aggiunto Pallini, spiegando che anche per questo «<em>è portante che i nostri rappresentanti parlino in Europa a voce alta, cosa che non sempre è avvenuto</em>».</p>
<p><strong>Distinzione</strong><br />
Per Federvini, è molto importante che venga compresa la <strong>distinzione tra consumo moderato e consapevole e abuso</strong> e che questa sia portata avanti dal nostro governo in Europa e all&#8217;Oms. «<em>Anche perché il rischio</em> &#8211; viene ancora detto &#8211; <em>è che il vino possa uscire dagli accordi di libero scambio, se venisse inserito tra i prodotti considerati pericolosi per la salute</em>. <em>Con il vino</em> &#8211; ha continuato Pallini, &#8211; <em>esportiamo uno stile di vita italiano, infatti in Italia il consumo è soprattutto condiviso e non solitario come in altri Paesi. Quindi si deve puntare a un bere consapevole e responsabile, in abbinamento con la tavola che fa parte della nostra cultura</em>».</p>
<p>Lo scorso anno la <strong>produzione italiana</strong>, sebbene in calo del 9% a quota 44,5 milioni di tonnellate, si attesta comunque al primo posto mondiale. Seguita dalla <strong>Spagna</strong> a 39 milioni di ettolitri e un calo del 16% rispetto al 2020. A livello di prezzi, in Spagna vista la discesa della produzione i prezzi restano stabili o con una piccola crescita. La <strong>Francia</strong> che si ferma nel 2021 a 32,2 milioni di ettolitri, con un calo del 24% rispetto all&#8217;anno precedente è scesa al terzo posto anche se con prezzi medi in crescita. La regione in cui si produce il maggior quantitativo di vino è il <strong>Veneto</strong> (11 milioni di ettolitri circa), seguito dalla <strong>Puglia</strong> (9,7 milioni di ettolitri) e dall&#8217;<strong>Emilia Romagna</strong> (6,6 milioni di ettolitri). Completano la Top 5, la <strong>Sicilia</strong> (5,8 circa milioni di ettolitri) e l&#8217;<strong>Abruzzo</strong> (3,1 milioni di ettolitri).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Verità</strong></p>
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		<title>Alimentare, la geopolitica cambia il settore</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/alimentare-la-geopolitica-cambia-il-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 07:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[materie prime]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comparto agroalimentare rivede le catene di approvvigionamento e accelera sull&#8217;hi tech Il cambiamento climatico, le tensioni geopolitche, il caro-materie prime sono le grandi sfide che il sistema agroalimentare italiano deve affrontare nei prossimi anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/alimentare-la-geopolitica-cambia-il-settore/">Alimentare, la geopolitica cambia il settore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> Il comparto agroalimentare rivede le catene di approvvigionamento e accelera sull&#8217;hi tech</em></p>
<p>Il <strong>cambiamento</strong> <strong>climatico</strong>, le <strong>tensioni</strong> <strong>geopolitche</strong>, il <strong>caro-materie</strong> <strong>prime</strong> sono le grandi sfide che il sistema agroalimentare italiano deve affrontare nei prossimi anni egli investimenti in tecnologia sono la strada maestra da intraprendere</p>
<p>Per <strong>Maria Chiara Zaganelli</strong>, direttrice generale dell`<a href="https://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ismea</strong></a>, per la crescita del made in Italy agroalimentare in Italia deve investire anche sulle infrastrutture irrigue e sulla logistica: «Il Covid ci ha insegnato come adeguarci, per esempio, ha accelerato i processi di acquisizione delle competenze digitali, così come ha insegnato a cambiare mercati quando si incontrano delle difficoltà. E dal 2010 a oggi l`exportagroalimentare italiano è cresciuto in media del 5,9% ogni anno».</p>
<p>La presidente di <strong>Federvini</strong>, <strong>Micaela Pallini</strong>, ha invece puntato il dito contro i pericoli che insidiano le nostre eccellenze alimentari all`estero, a cominciare dalla battaglia contro il vino e gli alcolici, che rischiano di essere etichettati come dannosi per la salute a prescindere dalle quantità ingerite.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Vino, l&#8217;export risale trainato dai big ma noli e logistica pesano sui ricavi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-lexport-risale-trainato-dai-big-ma-noli-e-logistica-pesano-sui-ricavi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 08:48:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;export italiano di vino è ripartito, ma la fiammata dei prezzi della logistica e le difficoltà nel trovare i noli mettono a rischio la corsa del made in Italy nei suoi mercati esteri più promettenti. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;export italiano di vino è ripartito, ma la fiammata dei prezzi della logistica e le difficoltà nel trovare i noli mettono a rischio la corsa del made in Italy nei suoi mercati esteri più promettenti. Tanto da far chiedere al settore l&#8217;intervento del governo: «<em>il costo di una spedizione dall`Italia agli Usa è passata da 2.50o a 10mila dollari a container e le settimane necessarie per recapitare la merce sono passate da tre a dieci</em> &#8211; dice la presidente di <a href="https://www.federvini.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Federvini</a>, <strong>Micaela Pallini</strong> -. <em>Il governo deve individuare forme di compensazione. Da un lato, deve evitare che si creino posizioni dominanti nella logistica, visto che ci sono alcuni aumenti dei costi che sono inspiegabili. Dall&#8217;altro lato, deve sostenere economicamente il comparto, per esempio attraverso la defiscalizzazione degli introiti sui mercati esteri, per lo meno su quelli extra-europei</em>». Al governo l&#8217;associazione di settore &#8211; che riunisce anche liquori, aperitivi, superalcolici e il mondo dell&#8217;aceto &#8211; chiede anche incentivi per la promozione: «<em>Per mantenere la crescita sui mercati esteri</em> &#8211; dice Pallini &#8211; <em>ci serve un sostegno certo, continuo e costante. Anche in termini di i accordi bilateriali che possano eliminare le barriere non tarifferi e agli scambi</em>».</p>
<p><strong>I mercati esteri &#8211; </strong> Secondo i dati dell&#8217;<strong>Osservatorio economico</strong> che Federvini ha rilanciato proprio ieri in partnership con <strong>Nomisma</strong> e <strong>Trade Lab</strong>, nei primi nove mesi di quest&#8217;anno le esportazioni italiane di vino hanno messo a segno un vero e proprio boom in Cina, dove sono cresciute del 47%. In generale, le bottiglie <strong>made in Italy</strong> hanno fatto meglio della media mondiale anche in Germania (+9,4%), in Gran Bretagna (+6,1%) e in Russia (+27%) mentre negli Stati Uniti l&#8217;export italiano è comunque cresciuto del 14,7%. Le vendite internazionali sono trainate dalle imprese di grandi dimensioni, con più di 5o milioni di fatturato, che da sole fanno oltre il 50% di tutto l&#8217;export made in Italy.</p>
<p><strong>I consumi nazionali &#8211;</strong> Anche guardando al mercato interno i numeri sono positivi rispetto all&#8217;anno scorso. Nei primi nove mesi del 2021 c`è stato un aumento delle vendite di vino nella grande distribuzione del 6,1%, per oltre 1,9 miliardi di euro. A trainare i consumi casalinghi sono state soprattutto le bollicine, i cui acquisti sono aumentati del 27,5%. E tre quarti del mercato delle bollicine è fatto dal Prosecco: «<em>Per tutelarlo dagli attacchi del Prosek</em> &#8211; ricorda la presidente Pallini &#8211; <em>come Federvini abbiamo scritto sia al commissario per l&#8217;Economia, Paolo Gentiloni, che a quello dell&#8217;Agricoltura, Janusz Wojciechowski. Difendere le denominazioni made in Italy è essenziale</em>».</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/11/20211124_RS_ILSOLE24ORE.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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