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	<title>Assoenologi &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Assoenologi &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Vendemmia 2025: annata ottima per profilo qualitativo. Cresce la produzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2025-annata-ottima-per-profilo-qualitativo-cresce-la-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 07:42:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le stime sulla vendemmia 2025 di Assoenologi, Ismea e UIV: 47,4 milioni gli ettolitri previsti, +8% sul 2024, in linea con media del quinquennio Una vendemmia che dovrebbe raggiungere i 47,4 milioni di ettolitri, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le stime sulla vendemmia 2025 di Assoenologi, Ismea e UIV: 47,4 milioni gli ettolitri previsti, +8% sul 2024, in linea con media del quinquennio</em></p>
<p>Una vendemmia che dovrebbe raggiungere i <strong>47,4 milioni di ettolitri</strong>, con uve in salute che promettono un’<strong>annata molto buona o ottima</strong> in quasi tutte le aree e con punte di <strong>eccellenza</strong>. È quanto rilevato dall’indagine vendemmiale 2025, realizzata attraverso un processo di armonizzazione delle metodologie adottate da <strong>Assoenologi</strong>, <strong>Unione italiana vini</strong> (Uiv) e <strong>Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare</strong> (ISMEA) al quale si aggiunge il contributo dell’Ufficio competente del <strong>Masaf</strong> e delle regioni. Stando alle stime elaborate, la produzione dovrebbe registrare un <strong>incremento dell’8%</strong> rispetto alla scorsa campagna, riportando i volumi in linea con la media degli ultimi anni dopo due annate particolarmente scarse (+2% sulla media 2024-2025). Un raccolto che conferma quindi il <strong>primato produttivo </strong>dell’ltalia, seguita nella classifica globale dai competitor europei Francia (37,4 milioni di ettolitri) e Spagna (36,8 milioni di ettolitri).</p>
<p>Pur restando esposte alle condizioni meteo delle prossime settimane, dal punto di vista sanitario le uve si presentano in <strong>buone condizioni</strong>, grazie a una <strong>gestione agronomica attenta e scientifica</strong>, fondamentale in un contesto sempre più segnato da eventi estremi. La campagna vendemmiale è stata infatti preceduta da una fase di incertezza legata alla variabilità climatica estiva. Tuttavia, le buone riserve idriche accumulate durante l’inverno, una primavera mite e un’estate anticipata ma altalenante hanno favorito una <strong>vendemmia anticipata</strong> in molte aree e con una distribuzione temporale che si preannuncia lunga, soprattutto nel Mezzogiorno. La maturità fenolica raggiunta in gran parte delle aree, unita al potenziale aromatico favorito dalle escursioni termiche di fine agosto, lascia intravedere vini freschi e longevi al Nord, profili netti ed equilibrati al Centro e rossi di struttura e carattere al Sud.</p>
<p><a href="https://drive.google.com/file/d/1LPDwg1z609twj3cyrwrYHWXVflleiOpg/view?usp=sharing"><strong><em>Link al report completo con i dettagli dell’andamento climatico e vegetativo</em></strong></a></p>
<h4>I commenti di Assoenologi e ISMEA</h4>
<p>Per il presidente di Assoenologi, <strong>Riccardo Cotarella</strong>: <em>“Fino a una ventina di giorni fa la situazione appariva nel complesso equilibrata, con il centro-nord che registrava una progressione regolare della maturazione delle uve, favorita da un clima bilanciato tra sole e piovosità. Successivamente, però, le piogge eccessive hanno determinato criticità in diverse aree, mentre il sud del Paese – comprese le isole – ha dovuto fare i conti con la siccità e con una preoccupante carenza di precipitazioni. Da questa anteprima della vendemmia emerge tuttavia un dato incoraggiante: la qualità delle uve si preannuncia molto buona, in alcune zone addirittura eccellente. È un aspetto fondamentale, perché in un momento complesso come quello che stiamo vivendo, la qualità dei vini diventa un elemento decisivo anche sui mercati e richiede un’attenzione ancora maggiore nella loro preparazione. In questo scenario contraddittorio e imprevedibile, ancora una volta il ruolo degli enologi si conferma centrale: la loro scienza, esperienza e conoscenza sono strumenti indispensabili per affrontare al meglio i cambiamenti climatici e per garantire una conduzione più lineare e sicura dei vigneti e delle cantine. È grazie al lavoro quotidiano degli enologi che il settore vitivinicolo può rispondere con competenza a un clima sempre più incerto”.</em></p>
<p>Per il direttore generale di <strong>ISMEA, Sergio Marchi</strong>: <em>“La vendemmia 2025 registra risultati ampiamente positivi sia in termini di quantità che di qualità, con un andamento confermato anche dalle stime regionali e da una crescita particolarmente significativa nel Mezzogiorno, dove si registrano aumenti a doppia cifra; questi traguardi sono il risultato di condizioni meteorologiche favorevoli, con una primavera mite e caratterizzata da un equilibrio ottimale di precipitazioni e un’estate complessivamente non eccessivamente calda, unite a un solido quadro di sostegno istituzionale. Un ruolo determinante è stato svolto dalle politiche del Governo Meloni, dal Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e dal Ministro Francesco Lollobrigida, che hanno sostenuto con convinzione il settore vitivinicolo attraverso ingenti investimenti in promozione e importanti stanziamenti sui contratti di filiera, di cui Ismea è soggetto attuatore”.</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4><em>Mercato e commercio con l’estero</em></h4>
<p>A fare da contraltare a quella che si presenta come un’ottima annata, un quadro di <strong>mercato</strong> particolarmente <strong>complesso</strong>, sollecitato da nuovi modelli di consumo che anche il comparto vino sta iniziando ad intercettare.</p>
<p>La campagna 2024/2025 si è chiusa con un lieve incremento dei prezzi nel settore vinicolo, con l’Indice Ismea dei prezzi alla produzione che registra un +1% complessivo, evidenziando però <strong>dinamiche diverse tra i segmenti</strong>: i vini da tavola crescono del 4% grazie ai bianchi, mentre i rossi calano; le <strong>Doc-Docg</strong> segnano un -2% per effetto dei rossi, con un lieve aumento dei bianchi; mentre le <strong>Igt</strong> mostrano un +1% equamente distribuito. Facendo un’analisi congiunturale, nei mesi estivi si è osservata una flessione dei listini in attesa della nuova campagna e dell’evoluzione del quadro produttivo internazionale, che incide maggiormente sui vini da tavola, mentre le Doc-Docg seguono dinamiche più autonome.</p>
<p><strong>Le giacenze al 31 luglio 2025</strong> risultano stabili rispetto all’anno precedente (dati Cantina Italia). Sul fronte della domanda interna, la GDO mostra una crescita degli acquisti di bollicine, sia in volume che in valore, a fronte di un rallentamento dei vini fermi (dati Ismea/Nielsen IQ).</p>
<p>Per quanto riguarda la domanda estera, dopo un 2024 positivo, i primi cinque mesi del 2025 confermano i valori raggiunti con una lieve riduzione dei volumi (-4%) dovuta al calo delle spedizioni di vini comuni, mentre le Dop registrano un incremento.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Assoenologi, ISMEA, Unione italiana vini</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/09/CS-PREVISIONI-VENDEMMIALI-2025_EMBARGO10.9_12.30.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Consumi di vino in calo, il vino italiano rimane nelle botti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consumi-di-vino-in-calo-il-vino-italiano-rimane-nelle-botti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 07:23:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I consumi di vino diminuiscono per l&#8217;aumento dei prezzi e per le preoccupazioni sulla salute. Cotarella: &#8220;Si produce troppo, bisogna mettere un tetto&#8221;. Il bicchiere è troppo pieno. La vendemmia 2025 si preannuncia eccellente in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I consumi di vino diminuiscono per l&#8217;aumento dei prezzi e per le preoccupazioni sulla salute. Cotarella: &#8220;Si produce troppo, bisogna mettere un tetto&#8221;.</em></p>
<p>Il bicchiere è troppo pieno. <a href="https://www.qualivita.it/news/franciacorta-dop-vendemmia-2025-qualita-e-quantita-promettenti-ed-export-7/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La vendemmia 2025 si preannuncia eccellente in Italia</strong></a>, ma i consumi di vino sono in calo e le vie dell&#8217;export restano irte di ostacoli. Se <strong>nel 1970 ogni italiano consumava vino per un equivalente di 16,6 litri di alcol, oggi siamo sotto ai 5</strong>, secondo l&#8217;Osservatorio Nazionale Alcol.</p>
<p>«<strong>Non siamo più una nazione mediterranea in senso classico</strong>» fa notare il suo presidente Emanuele Scafato, ricercatore dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità. «Al bicchiere di rosso ai pasti abbiamo sostituito l&#8217;happy hour».</p>
<p>Complici le due ultime annate prodighe di bacche, il vino rischia quindi di traboccare dalle botti. <strong>Nelle cantine italiane ne sono stipati 49,7 milioni di ettolitri</strong>, secondo i dati di Cantina Italia pubblicati dal ministero dell&#8217;Agricoltura. Sono <strong>in leggera maggioranza rossi</strong>, con una netta <strong>prevalenza dei non Doc</strong>. È una quantità che supera l&#8217;intera vendemmia del 2024, nella quale sono stati spremuti 44 milioni di ettolitri.</p>
<p>«Quest&#8217;anno ci aspettiamo circa il 10% in più di produzione. E speriamo di non andare oltre» si augura <strong>Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi</strong>. Lo scenario peggiore è quello della <strong>distillazione di crisi</strong>, praticata a più riprese negli ultimi anni con l&#8217;intervento di sovvenzioni pubbliche: il vino di minore qualità viene trasformato in alcol etilico per scopi non alimentari. Diversi disinfettanti usati ai tempi del Covid arrivavano in effetti dalle cantine, italiane ma anche francesi e spagnole.</p>
<p>In un mondo al contrario in cui gli enologi si augurano di avere meno uva e il vino diventa detergente, Cotarella arriva ad auspicare l&#8217;<strong>istituzione di quote di produzione</strong>: «Ogni denominazione dovrebbe fissare dei limiti. Non è irrealizzabile, il Consorzio dell&#8217;Orvieto DOC negli anni scorsi ha abbassato la resa dei suoi vitigni da 120 a 75 quintali per ettaro. Dovrebbe diventare pratica comune in tutta Italia. Lo impone il mercato. La stessa Francia quest&#8217;anno ha deciso di estirpare quasi 30 mila ettari di vigneti. E una misura che per un viticoltore ha il sapore del sacrilegio, fa capire la gravità della crisi».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.repubblica.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Repubblica</strong></a></p>
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		<title>Vendemmia 2023 la più leggera degli ultimi 76 anni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2023-la-piu-leggera-degli-ultimi-76-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 17:26:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vino, Osservatorio Assoenologi, Ismea e UIV: vendemmia 2023 la più leggera degli ultimi 76 anni. Masaf certifica 38,3 milioni di ettolitri, -23,2% sul 2022. La vendemmia 2023 è stata la più leggera dal Dopoguerra. Lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vino, Osservatorio Assoenologi, Ismea e UIV: vendemmia 2023 la più leggera degli ultimi 76 anni. Masaf certifica 38,3 milioni di ettolitri, -23,2% sul 2022.</em></p>
<p>La <strong>vendemmia 2023</strong> è stata la più leggera dal Dopoguerra. Lo hanno certificato i dati ufficiali inviati dal Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste alla DG Agri che vedono la produzione vitivinicola italiana dello scorso anno ferma a <strong>38,3 milioni di ettolitri</strong>, con un <strong>calo del 23,2% sui volumi 2022</strong>. Dato, questo, in linea con quanto previsto a fine novembre dall’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv).</p>
<p>La contrazione, senza precedenti dal 1947, è stata determinata in particolare dagli attacchi della <strong>peronospora</strong>, malattia fungina provocata dalle <strong>frequenti piogge</strong> che ha colpito molti vigneti soprattutto del Centro-Sud. L’estate settembrina, se da una parte ha ulteriormente alleggerito il prodotto, dall’altra ha influito positivamente sulla qualità delle uve.</p>
<p>Nel panorama produttivo made in Italy – osserva l’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Uiv –, <strong>i vini DOP pesano per il quasi il 52%, mentre gli IGP rappresentano il 25% del prodotto</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Ismea, Osservatorio Assoenologi e UIV</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/03/CS-Aggiornamento-VENDEMMIA2023_Ismea-Uiv-Assoenologi_18.3.2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Nel 1766 citato per la prima volta il Vino Nobile di Montepulciano DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nel-1766-citato-per-la-prima-volta-il-vino-nobile-di-montepulciano-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2024 08:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un documento presentato in occasione dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano 4,5 stelle (su 5) è il rating della vendemmia 2021 in commercio da quest’anno. Il Vino Nobile di Montepulciano continua la crescita di valore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un documento presentato in occasione dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano</em></p>
<p><em>4,5 stelle (su 5) è il rating della vendemmia 2021 in commercio da quest’anno. Il Vino Nobile di Montepulciano continua la crescita di valore nei mercati. </em></p>
<p><em>GrifoNobile a Brunello Cucinelli: “La bellezza e l’armonia sono alla base del futuro e dell’economia del nostro Paese”</em></p>
<p>Si è conclusa sabato 17 febbraio, nella <strong>Fortezza di Montepulciano</strong>, l’edizione 2024 dell’Anteprima del Vino Nobile con la giornata dedicata alla stampa di tutto il mondo intervenuta per scoprire le nuove annate in commercio, le anteprime dell’ultima vendemmia e confrontarsi da vicino con la denominazione.</p>
<p>Una giornata che ha visto la presenza di personaggi illustri quali l’imprenditore <strong>Brunello Cucinelli</strong> che ha ritirato il<strong> premio GrifoNobile 2024</strong>, e il presidente di Assoenologi <strong>Riccardo</strong> <strong>Cotarella</strong>.</p>
<p>“Trenta anni di storia di questo evento che quest’anno si è rinnovato e ha avuto un particolare successo, sia nella parte dedicata agli operatori, poi quella per la stampa internazionale e nazionale alla quale siamo tornati ad annunciare la valutazione dell’annata, da quest’anno però quella in commercio e non l’ultima vendemmia – ha spiegato il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, <strong>Andrea</strong> <strong>Rossi</strong> – ora continuiamo per il 2024 a raccontare al mondo la storia del nostro vino, che è il valore che ci contraddistingue e che fa la differenza.</p>
<p><strong>Brunello Cucinelli e il premio GrifoNobile per la sostenibilità etica. </strong><em>“Ambasciatore del made in Italy nel mondo; imprenditore lungimirante; umanista contemporaneo, innovatore del concetto di sosteniblità; rispettoso della sua terra d’origine; appassionato di vino; esempio di etica per tutti”.</em>  Con questa motivazione è stato consegnato il premio GrifoNobile 2024 all’imprenditore della moda Brunello Cucinelli, presente all’Anteprima e intervistato, insieme al presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, dalla giornalista del TG1 Anna Scafuri.</p>
<p>“La bellezza e l’armonia sono i valori che dobbiamo perseguire per continuare a contraddistinguerci in qualità: noi abbiamo i migliori artigiani, i migliori agricoltori, i migliori viticoltori e dobbiamo ritornare a dare più valore alla persona, solo così le nostre imprese potranno continuare a crescere ed essere un modello in tutto il mondo”, ha detto <strong>Brunello Cucinelli</strong> ritirando il premio del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.</p>
<p><strong>1766: un documento riporta a questo anno l’origine dell’appellativo “Vino Nobile”. </strong>Per la prima volta è stato presentato un documento che attesta l’origine dell’appellativo “Nobile” legato al vino a Montepulciano. Grazie a uno studio condotto dalla Società Storica Poliziana si è arrivati a questo ritrovamento d’archivio. Il territorio di Montepulciano è noto per la produzione di vino fin dall&#8217;antichità etrusca, come attestato da importanti ritrovamenti archeologici.</p>
<p>Le tracce documentarie e bibliografiche, già dal medioevo, evidenziano l&#8217;importanza che rivestì l&#8217;enologia per la città, e riferiscono che il periodo di maggior fama fu quello dei secoli dal sedicesimo al diciottesimo, al termine del quale si trovano le tracce del binomio &#8220;vino Nobile&#8221;: il primo documento che lo attesta è del 1766 e proviene dall’archivio dei Gesuiti di Montepulciano, oggi all&#8217;Archivio di Stato di Firenze.</p>
<p>Il termine &#8220;Nobile&#8221; fu associato ad una tipologia di prodotto non del tutto nuova, ma rappresentò comunque una tappa fondamentale nel percorso enologico poliziano che vide protagonisti proprio i padri della compagnia di Gesù del locale collegio che ne furono gli artefici, dediti alla sperimentazione ed al commercio del vino, ma anche aperti al dibattito vinicolo ed in particolare della fermentazione, non solo locale dell’epoca.</p>
<p><strong>L’annata 2021: un rating da 4,5 stelle (su 5):</strong> È ripreso anche il momento dell’assegnazione del rating all’annata, a partire però da quella in commercio.  Il punteggio attribuito alla annata del 2021, presentata alla stampa proprio in occasione dell’Anteprima, è di 4,5 stelle su 5.</p>
<p><strong>I vini del 2021</strong> presentano colori molto decisi, profumi intensi dominati da sentori di frutta matura e una notevole struttura caratterizzata da abbondante tannicità e buona acidità. A livello analitico si rilevano valori elevati di intensità e tonalità di colore, di alcool, di estratti e di polifenoli totali e livelli medi di acidità e pH.</p>
<p><strong>Il mercato.</strong> Il 2023 è stato un anno di ulteriore crescita in valore per il mercato del Vino Nobile di Montepulciano. Dall’anno della Pandemia è in continuo sviluppo il mercato interno che cresce nei numeri. Per quanto riguarda l’export lo scorso anno ha rappresentato il 66% (negli anni passati si era arrivati al 78%), mentre il restante 34% viene commercializzato in Italia.</p>
<p>Continua la tendenza di crescita degli ultimi anni la vendita diretta in azienda che nel 2023 ha ormai superato il 30%. Per quanto riguarda il mercato nazionale, inoltre, le principali vendite sono registrate in centro Italia (61%) e in particolare in Toscana per il 42%. Al nord viene venduto il 33% e al Sud il 6,30%. Per quanto riguarda l’estero si assiste a una torta divisa a metà tra Europa e paesi extra Ue.</p>
<p>In America (tra Nord e Sud) va il 35% dell’export, in Europa (esclusa Italia) il 29,2%. La Germania continua ad essere il primo mercato del Nobile con il 38% della quota esportazioni. In crescita continua, anche rispetto al 2022, è quello degli Stati Uniti arrivando a rappresentare il 27,5% dell’export del Vino Nobile di Montepulciano.</p>
<p>Successo anche per i mercati asiatici, balcanici ed extra Ue con oltre il 3% delle esportazioni. Continua il trend di crescita del Canada che da solo vale circa il 5% delle esportazioni. Un dato davvero significativo è la fetta di mercato del Vino Nobile di Montepulciano a <strong>marchio bio</strong> che nel panorama italiano vale il 44,7% delle vendite, mentre a livello internazionale rappresenta oltre il 70%.</p>
<p>Fonte: <strong>C<a href="https://www.consorziovinonobile.it/" target="_blank" rel="noopener">onsorzio del Vino Nobile di Montepulciano</a></strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/02/05-Anteprima-Vino-Nobile-2024-chiusura-anteprima.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nel-1766-citato-per-la-prima-volta-il-vino-nobile-di-montepulciano-dop/">Nel 1766 citato per la prima volta il Vino Nobile di Montepulciano DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>La filiera vitivinicola abruzzese incontra le istituzioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-filiera-vitivinicola-abruzzese-incontra-le-istituzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 14:30:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comparto, con tutte le associazioni di categoria, è compatto e determinato a trovare, assieme al mondo politico, le giuste soluzioni per far fronte alle gravi perdite che hanno toccato quasi il 70% della produzione. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il comparto, con tutte le associazioni di categoria, è compatto e determinato a trovare, assieme al mondo politico, le giuste soluzioni per far fronte alle gravi perdite che hanno toccato quasi il 70% della produzione.</em></p>
<p>Ortona, gennaio 2024_Il mondo del vino abruzzese per la prima volta sta andando avanti con un grande <strong>lavoro di squadra</strong> nel difficile percorso, iniziato ormai sei mesi fa, che ha l’obiettivo di <strong>risanare</strong> almeno in parte le importanti <strong>perdite causate da condizioni climatiche</strong> insormontabili, nonostante il lavoro ed il grande impegno dei viticoltori.</p>
<p>“<em>Voglio ringraziare il presidente Marsiglio e l’Assessore Imprudente per averci dato la possibilità di discutere della situazione eccezionale che sta vivendo il nostro comparto</em>”, è soddisfatto <strong>Alessandro Nicodemi</strong> – presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo – dell’apertura al dialogo dimostrata dalla classe dirigente regionale. “<em>Sono convinto che solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, aziende e associazioni di settore, potremo davvero trovare delle soluzioni e questa è stata l’occasione di ribadire, in forma congiunta, le richieste che tutti abbiamo fatto negli ultimi mesi.”</em></p>
<p>All’incontro – che si è tenuto in Regione il 16 gennaio – hanno preso parte, assieme al Consorzio, anche i rappresentanti del Daq Vino d&#8217;Abruzzo, <strong>Movimento Turismo del vino</strong>, <strong>Città del Vino</strong>, <strong>Assoenologi</strong>, <strong>Giovani viticoltori abruzzesi</strong>, <strong>Confcooperative Vino</strong>, <strong>Coldiretti</strong>, <strong>Confagricoltura</strong> e <strong>Cia</strong>.</p>
<p>È stata ribadita la necessità di attivare un concreto ristoro delle perdite (stimate attorno ai 40 milioni di euro) subite dai viticoltori e dalle cantine, ed è stato sollecitato ogni possibile sforzo da parte delle Istituzioni, che dovrebbero poter contare anche sull’appoggio del governo centrale.</p>
<p>“<em>Abbiamo ottenuto un incontro &#8211; per il 24 gennaio – con il Ministro Lollobrigida a Roma che ci fa ben sperare di aver finalmente trovato la giusta strada per veder un’attivazione anche da parte del Ministero”, </em>spiega fiducioso <strong>Nicodemi</strong>.</p>
<p>Il calo di produzione è stato certificato dal meticoloso lavoro degli uffici e dei tecnici della Regione, che si sono adoperati nell’analisi delle denunce di produzione e che hanno fotografato la situazione reale. La perdita del 70% della produzione era praticamente inevitabile, con qualsiasi mezzo o soluzione tecnico scientifica, da parte dei viticoltori che, da anni, sono gli artefici del successo del Montepulciano d’Abruzzo e dei nostri vini.</p>
<p>Si è ribadita la problematica dell’invecchiamento del comparto vitivinicolo abruzzese e la necessità di una ristrutturazione vinicola per<strong> aggiornare vecchi impianti</strong> e <strong>renderli più performanti</strong> per la viticoltura moderna.</p>
<p>L’incontro di questi giorni dimostra, da una parte, l’impegno concreto, della <strong>Regione</strong> e del Presidente, nel dedicare la giusta attenzione e il massimo degli sforzi all’emergenza e, dall’altra, la volontà da parte di tutti gli esponenti del nostro settore di voler fare un lavoro di squadra per poter ripartire al meglio.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.vinidabruzzo.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Abruzzo</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/RS_CS_IL-MONDO-VITIVINICOLO-ABRUZZESE-INCONTRA-LE-ISTITUZIONI-POLITICHE-REGIONALI.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>La difficile lettura dei dati attuali del mercato del vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-difficile-lettura-dei-dati-attuali-del-mercato-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 08:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mercato prevalentemente caratterizzato da segni negativi, è difficile discernere tra problematiche congiunturali e strutturali. Durante l’ultimo Congresso di Assoenologi, tenutosi a Brescia il 24 e 25 novembre scorsi, è intervenuto anche Denis Pantini, responsabile di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="post-excerpt">
<p><em>In un mercato prevalentemente caratterizzato da segni negativi, è difficile discernere tra problematiche congiunturali e strutturali.</em></p>
</div>
<div class="post-content">
<div class="post-content-inner">
<p>Durante l’ultimo Congresso di <strong>Assoenologi</strong>, tenutosi a Brescia il 24 e 25 novembre scorsi, è intervenuto anche <strong>Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor</strong>, con una relazione sullo scenario attuale e le prospettive di mercato dei vini italiani.</p>
<p>I dati presentati da Pantini (relativi ai primi 9 mesi del 2023) erano in larga misura di segno negativo; basti citare il<strong> -9,1% dei nostri vini fermi nei primi 12 mercati mondiali, ma anche il -3,8% degli spumanti, </strong>che fino a poco tempo fa rappresentavano la categoria più performante.</p>
<p>Praticamente tutti i mercati vanno male, a partire dal più importante,<strong> gli Stati Uniti, che segnano una perdita del 9,1% in valore e del 13% in volume.</strong> La Germania potrebbe apparire un po’ migliore, ma se si considera l’aumento di uno striminzito 0,8% in volume che però perde il 5% in valore, ciò significa che si è importato qualcosa in più rispetto allo stesso periodo del 2022, ma a prezzi più bassi.</p>
<p>Pertanto, se dovessimo trovare qualche consolazione, potremmo dire che<strong> tutti i Paesi produttori ed esportatori stanno andando male </strong>(il cosiddetto “mal comune mezzo gaudio”) e noi, rispetto a loro, siamo messi leggermente meglio: infatti, rispetto al nostro -0,7% in valore, la Francia è al -1,3%, la Spagna al -3,8%, l’Australia al -16,5%, il Cile e il Sudafrica addirittura registrano cali superiori al 26%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
</div>
</div>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/approfondimenti/la-difficile-lettura-dei-dati-attuali-del-mercato-del-vino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Wine Meridian</strong></a></p>
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		<title>Il Consorzio Vini d&#8217;Abruzzo si schiera per salvare l’Istituto Tecnico Agrario di Scerni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-vini-dabruzzo-si-schiera-per-salvare-listituto-tecnico-agrario-di-scerni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 11:54:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio si schiera dalla parte dell’istituto tecnico agrario per salvare l’autonomia Il Consorzio, che punta sempre più anche sulla ricerca e sulla formazione nel settore vitivinicolo non ci sta e scende in campo a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio si schiera dalla parte dell’istituto tecnico agrario per salvare l’autonomia</em></p>
<p>Il Consorzio, che punta sempre più anche sulla ricerca e sulla formazione nel settore vitivinicolo non ci sta e scende in campo a fianco dell’Istituto: “<em>Vogliamo richiamare l’attenzione delle Istituzioni sull’ imminente decisione in merito al dimensionamento scolastico poiché riteniamo fermamente che sia necessario rivendicare l’autonomia dell’Istituto Agrario di Scerni, unico nella provincia di Chieti, che rappresenta una scuola peculiare”, </em>spiega <strong>Alessandro Nicodemi</strong> presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo.</p>
<p>La realtà dell’Istituto Tecnico Agrario Cosimo Ridolfi è caratterizzata da notevole complessità gestionale, oltre agli aspetti didattici infatti vi è la presenza di un Convitto e dell’Azienda agraria annessa, fiore all’occhiello della scuola.</p>
<p>Il Consorzio è convinto che sia necessario, quindi, tutelare l’esistenza dell’istruzione agraria nella provincia di Chieti garantendo, per l’Istituto, la presenza del Dirigente in autonomia, al fine di evitarne la decadenza. D’accordo con l’Assoenologi Abruzzo e Molise, il cui presidente <strong>Gianni Pasquale</strong> ha sottolineato l’importanza di poter “<em>garantire la nascita di tecnici vitivinicoli ed enologi preparati in grado di portar avanti nelle Cantine il ricambio generazionale e di affrontare al meglio le nuove sfide del settore”.</em></p>
<p><em>“Inoltre l’esempio dei danni che la Peronospora ha causato quest’anno è simbolico, non possiamo interrompere la strada della ricerca oltre a quella della formazione tecnica di qualità di cui l’Istituto costituisce l’ultimo barlume, dopo lo scioglimento dei vari enti di sperimentazione regionali”, </em>conclude <strong>Nicodemi.</strong></p>
<p>Infatti il Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo ha avviato degli ambiziosi progetti di ricerca con la partnership dell’<strong>Istituto Tecnico Agrario di Scerni</strong>, che grazie ai fondi stanziati dal <strong>PNRR</strong>, mirano a moltiplicare in serra, sperimentare in vigna e vinificare in cantina, i vitigni tradizionali abruzzesi che presentino caratteristiche di resistenza ai fitopatogeni, quali Oidio e Peronospora, con l’obiettivo di rendere le produzioni sempre più sostenibili e coerenti con gli ambiziosi obiettivi fissati dall’Unione Europea.</p>
<p>La specificità e la complessità di una realtà così articolata meriterebbe l’adozione di criteri di valutazione ben diversi da quelli finora utilizzati per il dimensionamento scolastico di altre tipologie di istituti. Infatti la gestione dell’Azienda, del Punto vendita e del Convitto richiedono una presenza costante del Dirigente Scolastico con il supporto degli uffici di segreteria e del Direttore dei servizi amministrativi. Proprio l’azienda conta un’estensione di circa 30 ettari e comprende vigneti, uliveti, seminativi, terreni boschivi con percorso nel verde che conduce ad un piccolo lago. Si caratterizza, in particolare, per la presenza di un frantoio e di una cantina la cui eccellenza è testimoniata dai numerosi premi conquistati dai suoi vini in importanti concorsi nazionali.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.vinidabruzzo.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini d&#8217;Abruzzo</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/11/2023_11_IL-CONSORZIO-TUTELA-VINI-A-FIANCO-DELLISTITUTO-TECNICO-AGRARIO-DI-SCERNI.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Il vino di qualità affronta la sua era più critica</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-vino-di-qualita-affronta-la-sua-era-piu-critica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 08:46:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Lollobrigida]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo De Castro]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
		<category><![CDATA[Valorizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le riflessioni di imprese ed istituzioni dal Congresso n. 76 Assoenologi, a Brescia. Il presidente Cotarella: “gli enologi sono i paladini del vino” Tra mercato che non brilla, clima che cambia le carte in tavola [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le riflessioni di imprese ed istituzioni dal Congresso n. 76 Assoenologi, a Brescia. Il presidente Cotarella: “gli enologi sono i paladini del vino”</em></p>
<p>Tra mercato che non brilla, clima che cambia le carte in tavola ed è sempre più difficile da gestire, e normative che mutano e che spesso complicano ancora di più le cose, come sul delicato tema dell’<strong>etichettatura</strong>, passando per gli attacchi di quelle che, senza mezzi termini, sono definite “lobby anti-alcol”, ma non solo, il vino, italiano e non, vive una delle sue fasi più delicate e difficili di sempre.</p>
<p>E deve fare i conti con <strong>consumatori</strong> “abituali” che sono sempre meno, con i giovani che guardano sempre più agli spumanti e sempre meno ai vini fermi, soprattutto rossi, e ancora con mercati che, in futuro, faranno meno scorte ed ordini più piccoli e più frequenti. Ma anche con la presa di consapevolezza che di vino, forse, se ne produce troppo ed in troppi luoghi poco vocati alla <strong>qualità</strong> e alla <strong>distintività</strong> dei vini, sempre più <strong>determinante</strong>.</p>
<p>Tematiche importanti che, in prospettiva, potranno portare anche a scelte radicali. Eppure, il settore ha superato tante crisi, spesso più legate a fattori esterni che interni, e potrà farlo ancora, a patto che ogni parte della filiera, dalla vigna, alla cantina, al commercio, fino alle istituzioni, facciano la loro parte, in maniera sinergica.</p>
<p>E, in questo senso, “la presenza, a chiusura del nostro Congresso n. 76, <a href="https://winenews.it/it/vino-low-e-no-alcol-non-possiamo-proibire-cio-che-leuropa-autorizza-ma-per-me-non-e-vino_511946/">del Ministro <strong>Francesco Lollobrigida</strong></a>, e dell’europarlamentare <strong>Paolo De Castro</strong>, membro della <strong>Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo</strong> (<a href="https://winenews.it/it/dal-pnrr-alletichettatura-dal-glifosato-a-vini-dealcolati-il-punto-dallue-con-paolo-de-castro_511953/">qui la nostra intervista, a tutto tondo, su tanti temi, dal Pnrr all’etichettatura, dal glifosato ai vini dealcolati</a>), dà la misura del peso conquistato negli anni dagli enologi”. Con questa considerazione, <strong>Riccardo Cotarella</strong>, presidente Assoenologi, ha chiuso il Congresso dell’organizzazione, nei giorni scorsi, a Brescia, che, con 600 partecipanti, ha segnato il record di partecipazione.</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/il-vino-di-qualita-affronta-la-sua-era-piu-critica-ma-la-superera-con-il-lavoro-di-tutti_511996/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=winenews-1&amp;utm_content=la-prima" target="_blank" rel="noopener"><strong>WineNews.it</strong></a></p>
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		<title>Export e inflazione: il bicchiere si svuota in Puglia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/export-e-inflazione-il-bicchiere-si-svuota-in-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 08:25:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siccità, piogge intense e inflazione hanno segnato, secondo Confagricoltura, un calo tra il 30 e il 40% della produzione di uva della Puglia rispetto all&#8217;anno precedente. Difficile ma di buona qualità. Così Confagricoltura Puglia ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/export-e-inflazione-il-bicchiere-si-svuota-in-puglia/">Export e inflazione: il bicchiere si svuota in Puglia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Siccità, piogge intense e inflazione hanno segnato, secondo Confagricoltura, un calo tra il 30 e il 40% della produzione di uva della Puglia rispetto all&#8217;anno precedente.</em></p>
<p>Difficile ma di buona qualità. Così Confagricoltura Puglia ha sintetizzato la <strong>vendemmia 2023 in Puglia</strong>.</p>
<p>Dopo una stagione difficile, fra <strong>piogge intense in primavera</strong> (che hanno favorito un grave attacco di peronospora) e ondate di calore e <strong>siccità</strong>, la <strong>raccolta si è ridotta di circa il 30-40% dalla scorsa annata</strong>.</p>
<p>Il calo maggiore, riferisce <strong>Confagricoltura</strong>, si è rilevato nel Foggiano, di circa il 50-60%, seguito da Barese, Bat e Brindisino (intorno al 30%), Leccese (tra -25 e -30%) e Tarantino (-20%). Di riflesso, secondo stime di <strong>Assoenologi</strong>, <strong>Ismea</strong> e <strong>Uiv</strong>, la produzione di vino nel 2023 dovrebbe ridursi di un quarto, a quota <strong>7.600 milioni di ettolitri</strong>, il <strong>dato più basso nella storia</strong> del vigneto Puglia, dopo un 2022 da record (10.133 milioni di ettolitri), contro una media regionale tra il 2018 e il 2022 di quasi 9.60o milioni.</p>
<p>La flessione si profila inferiore rispetto al resto del Sud (-30%) e maggiore rispetto al Centro (-20%), mentre il Nord potrà confermare i livelli del 2022. Meno fortunato il 2023 anche per<br />
l&#8217;<strong>export</strong>, a causa dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, dell&#8217;<strong>inflazione</strong> record e della stagnazione degli scambi in Europa.</p>
<p>Secondo Coldiretti Puglia, infatti, sulla base dei dati di Istat Coeweb nei primi 6 mesi dell&#8217;anno rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, <strong>le esportazioni di vino sono cresciute in valore solo del 3%</strong>, mentre nel 2022 erano salite a 246 milioni di euro (dato Unioncamere), +13% sul 2021 e +26% sul 2017.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere del Mezzogiorno</strong></p>
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		<item>
		<title>Emergenza peronospora: ultimo appello del mondo produttivo abruzzese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/emergenza-peronospora-ultimo-appello-del-mondo-produttivo-abruzzese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 06:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=439200</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cali della produzione di circa il 70% in tutte le quattro provincie abruzzesi. Il mondo del vino abruzzese avverte: &#8220;Vogliamo risposte concrete e immediate dagli Organi politici regionali e nazionali competenti. Pronti anche a riconsegnare le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/emergenza-peronospora-ultimo-appello-del-mondo-produttivo-abruzzese/">Emergenza peronospora: ultimo appello del mondo produttivo abruzzese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cali della produzione di circa il 70% in tutte le quattro provincie abruzzesi. Il mondo del vino abruzzese avverte: &#8220;Vogliamo risposte concrete e immediate dagli Organi politici regionali e nazionali competenti. Pronti anche a riconsegnare le tessere elettorali.&#8221;</em></p>
<p>Tutti gli <strong>attori della filiera produttiva del mondo del vino abruzzese oggi si sono riuniti a Pescara</strong> per lanciare l’ennesimo appello al mondo politico con la speranza di ricevere finalmente risposte concrete alla gravissima situazione che si è purtroppo determinata a seguito delle <strong>abbondantissime precipitazioni</strong> che hanno interessato l’intero territorio regionale nei mesi di aprile e maggio; piogge che in alcune aree hanno superato anche i 200 mm/mese, ossia circa il triplo della media del periodo, con <strong>conseguenze “catastrofiche” dal punto di vista produttivo</strong>.</p>
<p>“Siamo tutti d’accordo nel dire che questo è davvero l’ultimo appello che il mondo vitivinicolo abruzzese rivolge alla classe politica della Regione Abruzzo, di qualsiasi “colore” essa sia”, <strong>dichiarano i rappresentanti della filiera vitivinicola abruzzese</strong> sottolineando che: “a vendemmia ormai conclusa, possiamo confermare, con assoluta certezza, un calo medio della produzione di uve di circa il70%; un dramma che interessa in maniera diffusa e più o meno omogenea tutte le aziende vitivinicole delle quattro provincie. L&#8217;Abruzzo vitivinicolo conta più di 15.000 aziende per 32.500 ettari vitati&#8221;</p>
<p>Dopo mesi di proclami, promesse e false aspettative la classe politica e dirigente della <strong>Regione Abruzzo</strong> ad oggi non è in grado di dare risposte chiare a sostegno del settore e per questo gli attori coinvolti spiegano che “<strong>saremo costretti a scendere in piazza</strong>; tutti noi in questi mesi abbiamo avanzato specifiche richieste a supporto del mondo produttivo e fornito indicazioni operative in merito all&#8217;emergenza peronospora, ma a nulla sono serviti. Siamo pronti anche a riconsegnare le tessere elettorali”</p>
<p>Ad oggi vi è stata solo l’assegnazione di scarsissime risorse economiche, assolutamente insufficienti per affrontare la difficile situazione del momento, considerando che il settore enologico nazionale fattura più di 7 miliardi di euro senza ovviamente considerare tutto l&#8217;indotto: in ambito regionale si parla di 5 milioni in 2 anni ed in quello nazionale di 7 milioni; dotazioni finanziarie lontanissime da quelle necessarie.</p>
<p>Per la sola regione Abruzzo abbiamo una perdita ormai acclarata di circa di 2,7 milioni di quintali di uva, pari a circa 2 milioni di ettolitri di vino che in termini di imbottigliato equivalgono a circa 260 milioni di pezzi; se dovessimo fare una stima del mancato reddito delle aziende possiamo indicare in circa 108 milioni di euro la perdita sulle uve, 130 milioni sullo sfuso e 520 milioni circa sull&#8217;imbottigliato. <strong>Una stima prudenziale induce a ritenere che la filiera vitivinicola della regione Abruzzo subirà un danno economico non inferiore ai 380 milioni di euro.</strong></p>
<p>Assoenologi, Associazione Città del Vino, CIA, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Consorzio Tutela Vini D&#8217;Abruzzo, Copagri, D.A.Q. vino, Legacoop, Liberi Agricoltori e Movimento Turismo del Vino, unitamente, sottolineano che occorrono a livello nazionale dei provvedimenti impattanti, per la sopravvivenza di migliaia di imprese vitivinicole, <strong>che non possono non prevedere necessariamente un congruo indennizzo diretto alle aziende.</strong></p>
<p>Parallelamente sono stati condivisi <strong>tre punti principali</strong> sui quali si potrebbe e dovrebbe intervenire in maniera più che tempestiva:</p>
<p>&#8211; sospensione pagamento dei mutui e finanziamenti in essere (conto capitale e interessi) per almeno due anni, senza porre in primis le &#8220;garanzie bancarie&#8221; (come è stato fatto durante l&#8217;emergenza COVID) che renderebbero automaticamente le aziende richiedenti inaffidabili di fronte alle banche, per almeno 24 mesi, quindi inabili a qualsiasi tipologia di nuovi finanziamenti;</p>
<p>&#8211; sospensione e/o riduzione dei contributi INPS;</p>
<p>&#8211; azzeramento dei tassi d&#8217;interesse per finanziamenti acquisto scorte a reintegro con un&#8217;istruttoria semplificata e che non tenga conto dei finanziamenti già in essere.</p>
<p>Nei primi due casi, la competenza spetterebbe al governo, mentre, nel terzo, il ruolo della regione risulta fondamentale, anche se ci auguriamo che quest&#8217;ultima sia portavoce degli interessi del mondo vitivinicolo abruzzese anche su tavoli nazionali.</p>
<p>In definitiva tutta la filiera produttiva vuole fare questo ultimo appello prima di procedere con le manifestazioni di piazza alla presenza di centinaia di migliaia di produttori stremati dalla difficilissima situazione e che, se non adeguatamente aiutati e supportati, rischiano di vedere vanificare decenni di duro lavoro.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.vinidabruzzo.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio tutela Vini Abruzzo</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/10/comunicato-def.-peronospera.pdf">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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