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	<title>Unione Italiana Vini &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Unione Italiana Vini &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Vendemmia 2026, i produttori italiani di vino: «Clima troppo incerto, quest&#8217;anno impossibile fare previsioni sui volumi»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sulla vendemmia dell&#8217; annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale. L&#8217;incertezza climatica colpisce anche il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="summary-art is--brera-r is-mr-b-20 is-mr-t-20"><em>In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sulla vendemmia dell&#8217; annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale.</em></p>
<p class="chapter-paragraph">L&#8217;incertezza climatica colpisce anche il mondo del<b> vino italiano</b>. Quest&#8217;anno &#8211; fanno sapere <b>Assoenologi</b>, <b>Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare</b> <b>(Ismea) </b>e <b>Unione italiana vini (Uiv)</b> &#8211; non si terrà la tradizionale conferenza stampa dedicata alle <b>previsioni sulla vendemmia</b>: impossibile, alla luce degli eventi meteorologici di queste settimane, fare previsioni esatte sui volumi di produzione per il 2026.</p>
<p class="chapter-paragraph">«La scelta &#8211; si legge in una nota congiunta &#8211; nasce dalla volontà di <b>fornire informazioni quanto più accurate e rappresentative possibile</b> dell’andamento della stagione. In un contesto caratterizzato da <b>condizioni climatiche sempre più variabili</b>, le stime effettuate prima della conclusione della raccolta possono risultare soggette a significative variazioni».</p>
<p class="chapter-paragraph">Per questi motivi, l&#8217;appuntamento è fissato direttamente per il<b> termine della vendemmia 2026. </b></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.corriere.it/cook/news/26_luglio_29/vendemmia-italia-vino-clima-967c895c-0dd4-4720-b7dc-2794479f1xlk.shtml" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere.it</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Export vino italiano: vendite negli Usa giù del 20%, bene Russia, Cina, Brasile e Messico</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/export-vino-italiano-vendite-negli-usa-giu-del-20-bene-russia-cina-brasile-e-messico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 07:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Osservatorio Uiv: sui mercati extra Ue a marzo calo delle spedizioni di vino italiano dell’11%. Male gli Stati Uniti una boccata d’ossigeno da Sudamerica e Asia. Frescobaldi: indispensabile ridurre la produzione Ancora nessun segnale di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Osservatorio Uiv: sui mercati extra Ue a marzo calo delle spedizioni di vino italiano dell’11%. Male gli Stati Uniti una boccata d’ossigeno da Sudamerica e Asia. Frescobaldi: indispensabile ridurre la produzione</em></p>
<p>Ancora nessun segnale di inversione di tendenza sul fronte delle <strong>esportazioni di vino italiano</strong> il prodotto più export oriented dell’intero agroalimentare made in Italy. Secondo i <strong>dati dell’Osservatorio dell’Unione italiana vini</strong> nel primo trimestre del 2026 le <strong>vendite sui mercati extra Ue</strong> hanno chiuso con un<strong> fatturato vicino al miliardo di euro (-11%)</strong> risultato che pur rappresentando un miglioramento rispetto al primo bimestre (-16%) continua a restare saldamente in terreno negativo.</p>
<p>Il <strong>leggero miglioramento</strong> è stato determinato da un mese di marzo di sostanziale stabilità con un <strong>-2,3% a valore ma un +3,9% in volume</strong>. Secondo l’analisi Uiv basata su dati ufficiali, a calmierare parte della perdita non sono tradizionali mercati di sbocco ma quelli “<strong>nuovi</strong>”. Forti <a href="https://www.qualivita.it/news/ecco-i-13-mercati-emergenti-dove-lexport-di-vino-italiano-non-smette-di-crescere/" target="_blank" rel="noopener">incrementi della domanda sono venuti infatti da Russia, Cina, Brasile</a> (si cominciano a registrare i primi positivi effetti dell’accordo Ue-Mercosur) e <strong>Messico</strong>. Restano invece <strong>in forte calo le vendite nel principale mercato: gli Usa</strong>.</p>
<p><strong>A marzo il vino italiano ha registrato negli Usa un calo del 20,5%</strong>. Un dato quest’ultimo però da maneggiare con cautela perché il confronto con il primo trimestre dello scorso anno sconta la forte corsa agli acquisti (cosiddetto frontloading) da parte degli importatori americani che già “vedevano” l’arrivo dei dazi aggiuntivi da parte del presidente Trump.</p>
<p>«I dati di mercato che riscontriamo – ha commentato il <strong>presidente dell’Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi</strong> &#8211; indicano che, in generale, il livello di guardia resta alto e che l’attenzione deve essere massima. L’imperativo, oggi, è misurare le proprie forze per mantenere il più possibile in equilibrio la filiera e continuare a garantire l’alto livello qualitativo oggi unanimemente riconosciuto al vino italiano. In tal senso, <a href="https://www.qualivita.it/news/ecco-i-13-mercati-emergenti-dove-lexport-di-vino-italiano-non-smette-di-crescere/" target="_blank" rel="noopener"><strong>apprezziamo le decisioni assunte da alcune denominazioni di ridurre le rese</strong></a> in vista della prossima vendemmia e auspichiamo che questa indicazione possa essere condivisa e promossa anche a livello nazionale».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/vino-italiano-vendite-usa-giu-20percento-bene-russia-cina-brasile-e-messico-AIRj3qJD" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore.it</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Vendemmia 2025 a 44 milioni di ettolitri. Uiv: cantine sature.</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2025-a-44-milioni-di-ettolitri-uiv-cantine-sature/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 08:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 la produzione italiana di vino si attesta a 44,4 milioni di ettolitri, in linea con l’anno precedente (+0,7%) ma in sovrapproduzione rispetto alla domanda. [&#8230;] Secondo l’Unione italiana vini le giacenze salgono del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2025-a-44-milioni-di-ettolitri-uiv-cantine-sature/">Vendemmia 2025 a 44 milioni di ettolitri. Uiv: cantine sature.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2025 la produzione italiana di vino si attesta a <strong>44,4 milioni di ettolitri</strong>, in linea con l’anno precedente (+0,7%) ma in sovrapproduzione rispetto alla domanda<a href="https://www.qualivita.it/argomento/produzione-vitivinicola/" target="_blank" rel="noopener">.</a></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Secondo l’<a href="https://www.unioneitalianavini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Unione italiana vini</strong></a> le giacenze salgono del +6% e toccano 68 milioni di ettolitri, mosti inclusi. Pesano il calo dei consumi globali e l’export debole, stimato in flessione del -7% nei Paesi extra Ue. Gli stock crescono soprattutto per vini comuni e IGP bianchi, mentre i DOP limitano l’aumento. I ritmi di uscita dalle cantine risultano in calo di circa il -20% rispetto all’inizio del 2024 e inferiori anche al 2023.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>L’Italia si conferma primo mercato produttivo mondiale, ma l’Uiv chiede una revisione del Testo unico per rendere il sistema più flessibile e allineare rese e impianti alle dinamiche settoriali. Specie per fronteggiare le correnti incertezze sulla domanda.</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
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		<item>
		<title>Vendite di vino in calo negli USA, il prosecco limita l’effetto dei dazi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendite-di-vino-in-calo-negli-usa-il-prosecco-limita-leffetto-dei-dazi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 08:49:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>USA, nel 2025 i consumi delle bottiglie italiane a -5,2% contro una media complessiva del -8,8%. Bollicine in controtendenza, tra i rossi resistono il Chianti Classico DOP e il Brunello di Montalcino DOP Battuta d&#8217;arresto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>USA, nel 2025 i consumi delle bottiglie italiane a -5,2% contro una media complessiva del -8,8%. Bollicine in controtendenza, tra i rossi resistono il Chianti Classico DOP e il Brunello di Montalcino DOP</em></p>
<p>Battuta d&#8217;arresto per le vendite di vino negli <a href="https://www.qualivita.it/news/territorio/33300/" target="_blank" rel="noopener">Stati Uniti</a>, primo mercato mondiale per il vino in assoluto, con un controvalore al consumo di 60 miliardi di dollari, e primo mercato per le bottiglie italiane con esportazioni per circa 2 miliardi all&#8217;origine che diventano 8 miliardi al consumo. Secondo le elaborazioni dell&#8217;<a href="https://www.unioneitalianavini.it/servizi/osservatorio-del-vino" target="_blank" rel="noopener"><strong>Osservatorio dell&#8217;Unione italiana vini (Uiv)</strong></a> su base Sipsource, le vendite totali di vino negli Stati Uniti, tra Grande distribuzione, retail, ristoranti e locali nel 2025 sono diminuite del <strong>-8,8% a volume</strong> e del <strong>-7,2% a valore</strong>. Un trend negativo che ha coinvolto anche il vino italiano che, tuttavia, almeno in parte, è riuscito a limitare i danni. <strong>Per il vino made in Italy, infatti, le vendite negli Usa sono calate del -5,2% in quantità e del -3% in valore</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>A sostenere la performance delle etichette made in Italy c`è il <strong>Prosecco</strong> che, nonostante di dazi e la difficile congiuntura, ha messo a segno una <strong>crescita del fatturato negli Usa del +3,7%</strong> (per circa 120 milioni di bottiglie). Oltreoceano hanno tenuto, in controtendenza rispetto al dato generale, anche le grandi denominazioni dei vini rossi come <strong>Chianti Classico DOP</strong> e <strong>Brunello di Montalcino DOP</strong>. <strong>In difficoltà tutte le altre principali DOP</strong>, nonostante l`Italia rimanga ben salda al comando dei consumi di vini d&#8217;importazione. Nel 2025 pur all&#8217;interno di un dato complessivamente negativo le etichette made in Italy hanno raggiunto un altro risultato di rilievo almeno sotto il profilo simbolico: <strong>nella categoria degli spumanti, l&#8217;Italia, con una quota di mercato, in valore, del 47,5% ha superato la Francia e lo Champagne (fermi al 46%)</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>UE-Mercosur: il Parlamento europeo blocca l&#8217;accordo. Le reazioni di Federvini, UIV e CEEV</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ue-mercosur-il-parlamento-europeo-blocca-laccordo-le-reazioni-di-federvini-uiv-e-ceev/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 09:32:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 25 anni di negoziati, l&#8217;accordo commerciale UE-Mercosur è in stallo: pochi giorni dopo la firma dell&#8217;accordo in Paraguay il Parlamento europeo ha bloccato l&#8217;accordo. Le reazioni di Federvini, Uiv e CEEV: “Un ritardo che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ue-mercosur-il-parlamento-europeo-blocca-laccordo-le-reazioni-di-federvini-uiv-e-ceev/">UE-Mercosur: il Parlamento europeo blocca l&#8217;accordo. Le reazioni di Federvini, UIV e CEEV</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 25 anni di negoziati, l&#8217;accordo commerciale UE-Mercosur è in stallo: pochi giorni dopo la firma dell&#8217;accordo in Paraguay il Parlamento europeo ha bloccato l&#8217;accordo. Le reazioni di Federvini, Uiv e CEEV: “Un ritardo che non possiamo permetterci”</p>
<p>Niente da fare. Ancora una volta e dopo 25 anni di negoziati l’accordo commerciale Ue-Mercosur si è incagliato. A pochi giorni dalla firma dell’intesa <a href="https://winecouture.it/2026/01/09/accordo-ue-mercosur-una-svolta-storica-per-il-commercio-internazionale-del-vino/">avvenuta in Paraguay</a> da parte della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen con i partner latinoamericani sabato 17 in Paraguay, il <a href="https://www.europarl.europa.eu/portal/it">Parlamento Europeo </a>ha bloccato tutto. E lo ha fatto approvando (con soli 10 voti di scarto) la richiesta di inviare il testo alla CGUE (Corte di Giustizia Europea) per un parere legale.</p>
<h4>Ue-Mercosur, il blocco del Parlamento</h4>
<p>Nei giorni delle tensioni inscenate dalle nuove minacce di Donald Trump (poi rientrate) per i dazi a causa della vicenda Groenlandia, nel pieno di un cambiamento degli assetti economici mondiali (oltre che geo-politici) e della necessità di trovare nuovi sbocchi commerciali e di business, la decisone dell’emiciclo di Strasburgo pesa come un macigno.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Federvini: rammarico e disorientamento</h4>
<p>Secondo Federvini il voto del Parlamento di Strasburgo rischia di frenare nuove opportunità per l’export italiano. Queste le parole del presidente Giacomo Ponti: “Prendiamo atto della decisione del Parlamento europeo con rispetto istituzionale ma non possiamo nascondere il nostro rammarico e disorientamento&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Unione Italiana Vini: “Un ritardo che non ci possiamo permettere”</h4>
<p>Netta la posizione espressa anche da Unione Italiana Vini (Uiv) per voce del presidente Lamberto Frescobaldi: “Il voto odierno del Parlamento europeo non fa male solo alle imprese, fa male a tutta l’Europa. Il voto è sacro e Unione italiana vini si adegua pienamente al responso democratico, ma non possiamo non rilevare come questa decisione fotografi un’Ue spaccata in un momento storico caratterizzato da tensioni commerciali che richiederebbe invece la massima coesione&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>CEEV: “Un’occasione sprecata”</h4>
<p>Il Comitato Europeo delle Imprese Vitivinicole (CEEV) ha espresso il proprio disappunto deplorando la decisione del Parlamento Europeo di chiedere il parere della Corte di Giustizia sulla compatibilità dell’Accordo UE-Mercosur con i Trattati dell’Ue&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://winecouture.it/article-en/eu-mercosur-european-parliament-blocks-the-agreement-reactions-from-federvini-uiv-and-ceev/" target="_blank" rel="noopener"> Wine Couture.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ue-mercosur-il-parlamento-europeo-blocca-laccordo-le-reazioni-di-federvini-uiv-e-ceev/">UE-Mercosur: il Parlamento europeo blocca l&#8217;accordo. Le reazioni di Federvini, UIV e CEEV</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Presentato a Roma il nuovo Digital Responsible Service Training di Wine in Moderation</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/presentato-a-roma-il-nuovo-digital-responsible-service-training-di-wine-in-moderation/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 07:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Digital Responsible Service Training. L&#8217;innovativa piattaforma di formazione online, promossa dai Coordinatori Nazionali (Consorzio Tutela Prosecco DOC, Federvini e UIV), è stata lanciata in occasione del WIM Day per formare i professionisti del vino al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/presentato-a-roma-il-nuovo-digital-responsible-service-training-di-wine-in-moderation/">Presentato a Roma il nuovo Digital Responsible Service Training di Wine in Moderation</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Digital Responsible Service Training. L&#8217;innovativa piattaforma di formazione online, promossa dai Coordinatori Nazionali (Consorzio Tutela Prosecco DOC, Federvini e UIV), è stata lanciata in occasione del WIM Day per formare i professionisti del vino al servizio responsabile</em></p>
<p>In occasione del <strong>Wine in Moderation Day</strong>, la giornata internazionale dedicata alla promozione del consumo responsabile del vino, è stato presentato oggi a Roma il nuovo corso di formazione online <strong>&#8220;Digital Responsible Service Training&#8221;</strong> ideato da Wine in Moderation (WIM) per fornire su scala internazionale, a operatori del settore quali personale di cantina o addetti del settore Horeca, conoscenze e strumenti essenziali all’erogazione di un servizio al pubblico fondato su presupposti di responsabilità.</p>
<p>La presentazione si è tenuta questa mattina presso la sede dell’Associazione Stampa Estera e ha visto la partecipazione dei tre Coordinatori Nazionali del programma Wine in Moderation: <strong>Federvini, Unione Italiana Vini (UIV) e Consorzio di Tutela Prosecco DOC.</strong></p>
<p>Il Digital Responsible Service Training è una piattaforma didattica digitale innovativa che promuove la moderazione e la responsabilità nel consumo, tutelando il consumatore e valorizzando il prodotto. Uno strumento che nasce dalla collaborazione tra le principali associazioni europee del settore, unite per diffondere conoscenza e consapevolezza tra i professionisti del vino.</p>
<p>Durante la conferenza stampa sono state illustrate le finalità e le modalità di accesso al corso digitale, risultato di tre anni di lavoro nell’ambito della strategia 2020-2025 di WIM, sottolineando le opportunità che questa piattaforma rappresenta per la diffusione di comportamenti consapevoli tra operatori e consumatori.</p>
<p>Il corso propone contenuti aggiornati, materiali multimediali e test interattivi per accompagnare gli operatori del settore in un percorso formativo volto a consolidare la cultura della moderazione e del servizio responsabile.</p>
<p>“<em>Con il lancio del Digital Responsible Service Training compiamo un ulteriore importante passo per promuovere la cultura del vino responsabile tra tutti i professionisti del settore –</em> ha commentato <strong>Sandro Sartor</strong>, presidente di Wine in Moderation <em>–. È un impegno condiviso che richiede un lavoro di squadra e una responsabilizzazione degli attori lungo l’intera filiera, dalle istituzioni alle imprese, fino agli operatori a contatto con il consumatore finale, per diffondere insieme il messaggio di equilibrio, consapevolezza e moderazione che rappresenta il principio cardine del consumo di vino</em>”.</p>
<p>I rappresentanti dei tre coordinatori nazionali in Italia &#8211; <strong>Alessandro Botter</strong>, Vicepresidente Consorzio di Tutela Prosecco DOC, <strong>Chiara Soldati</strong>, Presidente del Comitato CASA di Federvini, e <strong>Roberto Sarti</strong>, Coordinatore Tavolo Vino e Salute di Unione italiana vini &#8211; <strong>dichiarano congiuntamente</strong>: “<em>Difendere la distinzione tra consumo moderato e abuso è fondamentale per tutelare un modello di vita equilibrato e profondamente legato alla nostra cultura mediterranea</em>. <em>Per questo i tre enti, oltre a seguire e monitorare le iniziative legislative a livello internazionale ed europeo sul tema vino e salute, da sempre si impegnano a costruire ponti tra ricerca, istituzioni e filiera del vino. Questa iniziativa del Digital Responsible Service Training punta a colmare l’anello mancante tra filiera e consumatori</em>”.</p>
<p><strong>E aggiungono</strong>: “<em>Questo corso, dal chiaro respiro europeo, è il frutto di una collaborazione virtuosa tra associazioni dei principali Paesi produttori. Questa unione di intenti è fondamentale, perché intensifica la diffusione di un messaggio virtuoso. In qualità di coordinatori nazionali di WIM, sosteniamo con convinzione i princìpi di moderazione e responsabilità che sono un patrimonio distintivo della cultura alimentare italiana. Riconosciamo nella formazione uno strumento essenziale per accrescere la consapevolezza e la professionalità di chi opera nel mondo del vino, ma anche per diffondere questo nostro approccio equilibrato negli altri Paesi</em>”.</p>
<p>La formazione è progettata per sensibilizzare tutti i professionisti del settore (impiegati in cantine, ristoranti, wine bar, ecc.) sui temi cruciali del consumo moderato di vino, fornendo una panoramica completa e accessibile sul ruolo e sulle responsabilità degli operatori che include basi scientifiche, nozioni giuridiche, responsabilità sociali e buone pratiche.</p>
<p>Il corso si articola in nove moduli. Dopo una prima introduzione dedicata al legame tra vino, cultura e territorio, il programma affronta il rapporto tra vino e salute, approfondendo le linee guida sul consumo moderato e gli aspetti scientifici che lo sostengono. Segue un modulo dedicato al quadro giuridico, che illustra le principali normative nazionali e internazionali in materia di vendita e somministrazione di bevande alcoliche, e un altro sulla comunicazione responsabile, volto a spiegare come utilizzare messaggi e strumenti di autoregolamentazione coerenti con i principi etici del settore.</p>
<p>Ulteriori moduli si concentrano sulla creazione dell’ambiente giusto per favorire comportamenti equilibrati, sulle buone pratiche di servizio applicabili in cantine, ristoranti e wine bar, e sul corretto rapporto tra vino e cibo, inteso come espressione di equilibrio e misura. Vengono poi approfondite le modalità per organizzare degustazioni ed eventi enologici improntati alla responsabilità e, infine, le opportunità offerte dall’enoturismo sostenibile, con esempi di esperienze capaci di valorizzare insieme cultura, territorio e consapevolezza.</p>
<p>La piattaforma adatta i moduli formativi in base al profilo professionale dell&#8217;utente. Al completamento del percorso e al superamento dei relativi quiz, i partecipanti riceveranno un certificato di formazione ufficiale rilasciato da Wine in Moderation.</p>
<p>Durante la conferenza, i partecipanti hanno potuto ricevere codici di accesso gratuiti per sperimentare direttamente la piattaforma, che consente percorsi personalizzati in base al profilo professionale. Il Digital Responsible Service Training rappresenta un passo importante nella promozione di una cultura del vino fondata su conoscenza, rispetto e responsabilità, valori che da sempre ispirano l’azione di Wine in Moderation e dei suoi partner europei.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.prosecco.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Prosecco DOC</strong></a>, <a href="https://www.federvini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Federvini</strong> </a>e <a href="https://www.unioneitalianavini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>UIV</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/2025_11_06_CS_WIM_digital_training-UNIFICATO-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/presentato-a-roma-il-nuovo-digital-responsible-service-training-di-wine-in-moderation/">Presentato a Roma il nuovo Digital Responsible Service Training di Wine in Moderation</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Crolla l&#8217;export italiano verso gli USA, le imprese: &#8220;Difficile lavorare coi dazi&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/crolla-lexport-italiano-verso-gli-usa-le-imprese-difficile-lavorare-coi-dazi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 07:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi USA e export agroalimentare made in Italy, la protesta dei produttori del vino: &#8220;Noi costretti a ridurre i prezzi per farci carico delle tariffe&#8221; Arrivano i primi dati sugli effetti dei dazi statunitensi, ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dazi USA e export agroalimentare made in Italy, la protesta dei produttori del vino: &#8220;Noi costretti a ridurre i prezzi per farci carico delle tariffe&#8221;</em></p>
<p>Arrivano i <strong>primi dati sugli effetti dei dazi statunitensi</strong>, ma dicono solo in parte come stanno reagendo le aziende italiane, che da mesi convivono con la guerra commerciale. Ieri <strong>l&#8217;Istat ha pubblicato i numeri delle esportazioni di agosto</strong>, il primo mese con le tariffe in vigore.</p>
<p>Sono segnati da un <strong>calo del 21,2% delle spedizioni negli Stati Uniti e dell&#8217;8,1 %rispetto a luglio sulle merci verso i Paesi al di fuori dell&#8217;Unione europea</strong>. Il dato risente anche dell&#8217;accelerazione dei due mesi precedenti, che hanno visto anticipare l&#8217;export nel timore che i negoziati non andassero a buon fine.</p>
<p><strong>Anche le importazioni sono scese (-7,1%)</strong>, confermando un momento di difficoltà generale negli scambi. A trascinare verso il basso le vendite extra Ue sono stati soprattutto macchinari e impianti industriali, crollati del 16,7%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Filiera vitivinicola</h4>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/vino-primi-effetti-dei-dazi-a-luglio-cala-del-26-lexport-in-usa/" target="_blank" rel="noopener">Per l&#8217;Unione italiana vini (Uiv)</a>, le previsioni di attutire il sovrapprezzo facendolo pagare all&#8217;importatore si stanno rivelando fallimentari. Secondo i dati raccolti, a luglio il prezzo medio del vino diretto negli Usa dalle cantine italiane è sceso del 20, 5% sullo stesso mese del 2024. Questo in parte perché, secondo Uiv, i produttori stanno continuando a sacrificare i loro margini pur di garantirsi i clienti americani.</p>
<h4>Filiera Lattiero-casearia</h4>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-sul-parmigiano-reggiano-dop-dal-25-al-15-con-lordine-esecutivo-di-trump/" target="_blank" rel="noopener">Emergenza rientrata per Grana Padano DOP e Parmigiano Reggiano DOP</a>, che hanno rischiato di subire un doppio dazio (base e sull&#8217;export fuori quota), salvo poi risolvere il disallineamento con l&#8217;<a href="https://www.qualivita.it/news/doppi-dazi-su-parmigiano-reggiano-dop-e-grana-padano-dop-farnesina-interviene/" target="_blank" rel="noopener">intervento del governo italiano</a>. A essere in pericolo, per il lattiero-caseario, è oggi il <a href="https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-corsa-contro-il-tempo-contro-i-dazi-di-trump/" target="_blank" rel="noopener">Pecorino Romano DOP</a>, che negli Usa trova il suo primo mercato estero.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lastampa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Stampa</strong></a></p>
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		<title>Dazi USA: imprese comprimono i margini per rimanere competitive</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-usa-imprese-comprimono-i-margini-per-rimanere-competitive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 07:19:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prezzo medio del vino a luglio a -13,5%, il conto dei dazi è di 61 milioni di dollari in 3 mesi. Serve campagna promozionale straordinaria. Il conto dei dazi? Lo stanno pagando in gran parte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Prezzo medio del vino a luglio a -13,5%, il conto dei dazi è di 61 milioni di dollari in 3 mesi. Serve campagna promozionale straordinaria.</em></p>
<p><strong>Il conto dei dazi? Lo stanno pagando in gran parte le imprese</strong>, se è vero che nel mese di luglio il vino italiano negli Usa è arrivato con <strong>prezzo medio ribassato (-13,5%)</strong> per rimanere competitivo anche una volta passato sotto la gogna delle tariffe. Lo rileva l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) che ha elaborato gli ultimi dati sulle importazioni delle dogane americane. La <strong>media a listino dei vini del Belpaese passa quindi dai 6,52 dollari/litro di luglio 2024 a 5,64 dollari</strong> del pari periodo di quest’anno, nonostante una fase di deprezzamento del dollaro Usa che dovrebbe invece spingere gli americani a spendere mediamente di più per comprare in euro.</p>
<p>Secondo l’Osservatorio, dall’attivazione delle nuove tariffe <strong>a fine luglio i vini italiani hanno subito tariffe aggiuntive pari a 61 milioni di dollari</strong>, circa un terzo rispetto al totale import di prodotti provenienti dall’estero. Una classifica ad handicap, che vede primeggiare di poco la Francia (62,5 milioni di dollari), seguita dal Belpaese e, in lontananza, dalla Spagna.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/09/Oss.Uiv_Dazi-USA-2025_page-0004.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img class="adapt-img aligncenter wp-image-504274 size-medium" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/09/Oss.Uiv_Dazi-USA-2025_page-0004-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>“Dobbiamo evidenziare il sacrificio importante sui margini che stanno facendo le nostre imprese per fare fronte ai dazi statunitensi – ha detto il <strong>presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi</strong> -, il vino sta uscendo dalle cantine a prezzi inferiori, e questo testimonia che buona parte delle imprese si sta assumendo in toto il dazio per rimanere competitive”. Ma c’è di più: secondo Uiv si stanno paradossalmente riscontrando ingiustificati <strong>aumenti nei punti vendita a stelle e strisce</strong>. “Ci risulta che i prodotti allo scaffale facciano parte degli stock pre-dazi accumulati nei primi mesi dell’anno – ha aggiunto il presidente Uiv -; dispiace, perciò, assistere ad aumenti che non hanno ragion d’essere. Speculazioni di alcuni che non aiutano le nostre imprese ma nemmeno i partner del trade statunitense che si oppongono anch’essi alle tariffe”.</p>
<p>Secondo Uiv, di fronte a queste difficoltà è auspicabile attivare una promozione straordinaria proprio a partire dalla piazza a stelle e strisce già a partire dal 2026. Una reazione concepita a regia pubblico-privata e basata sull’unicità del bere italiano, che oltre agli Stati Uniti si concentri su <strong>mercati promettenti come Uk, Canada, Brasile</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.unioneitalianavini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Unione Italia Vini &#8211; UIV</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/09/cs-Dazi-Usa-e-prezzo-medio_15.9.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Vendemmia 2025: annata ottima per profilo qualitativo. Cresce la produzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2025-annata-ottima-per-profilo-qualitativo-cresce-la-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 07:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le stime sulla vendemmia 2025 di Assoenologi, Ismea e UIV: 47,4 milioni gli ettolitri previsti, +8% sul 2024, in linea con media del quinquennio Una vendemmia che dovrebbe raggiungere i 47,4 milioni di ettolitri, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le stime sulla vendemmia 2025 di Assoenologi, Ismea e UIV: 47,4 milioni gli ettolitri previsti, +8% sul 2024, in linea con media del quinquennio</em></p>
<p>Una vendemmia che dovrebbe raggiungere i <strong>47,4 milioni di ettolitri</strong>, con uve in salute che promettono un’<strong>annata molto buona o ottima</strong> in quasi tutte le aree e con punte di <strong>eccellenza</strong>. È quanto rilevato dall’indagine vendemmiale 2025, realizzata attraverso un processo di armonizzazione delle metodologie adottate da <strong>Assoenologi</strong>, <strong>Unione italiana vini</strong> (Uiv) e <strong>Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare</strong> (ISMEA) al quale si aggiunge il contributo dell’Ufficio competente del <strong>Masaf</strong> e delle regioni. Stando alle stime elaborate, la produzione dovrebbe registrare un <strong>incremento dell’8%</strong> rispetto alla scorsa campagna, riportando i volumi in linea con la media degli ultimi anni dopo due annate particolarmente scarse (+2% sulla media 2024-2025). Un raccolto che conferma quindi il <strong>primato produttivo </strong>dell’ltalia, seguita nella classifica globale dai competitor europei Francia (37,4 milioni di ettolitri) e Spagna (36,8 milioni di ettolitri).</p>
<p>Pur restando esposte alle condizioni meteo delle prossime settimane, dal punto di vista sanitario le uve si presentano in <strong>buone condizioni</strong>, grazie a una <strong>gestione agronomica attenta e scientifica</strong>, fondamentale in un contesto sempre più segnato da eventi estremi. La campagna vendemmiale è stata infatti preceduta da una fase di incertezza legata alla variabilità climatica estiva. Tuttavia, le buone riserve idriche accumulate durante l’inverno, una primavera mite e un’estate anticipata ma altalenante hanno favorito una <strong>vendemmia anticipata</strong> in molte aree e con una distribuzione temporale che si preannuncia lunga, soprattutto nel Mezzogiorno. La maturità fenolica raggiunta in gran parte delle aree, unita al potenziale aromatico favorito dalle escursioni termiche di fine agosto, lascia intravedere vini freschi e longevi al Nord, profili netti ed equilibrati al Centro e rossi di struttura e carattere al Sud.</p>
<p><a href="https://drive.google.com/file/d/1LPDwg1z609twj3cyrwrYHWXVflleiOpg/view?usp=sharing"><strong><em>Link al report completo con i dettagli dell’andamento climatico e vegetativo</em></strong></a></p>
<h4>I commenti di Assoenologi e ISMEA</h4>
<p>Per il presidente di Assoenologi, <strong>Riccardo Cotarella</strong>: <em>“Fino a una ventina di giorni fa la situazione appariva nel complesso equilibrata, con il centro-nord che registrava una progressione regolare della maturazione delle uve, favorita da un clima bilanciato tra sole e piovosità. Successivamente, però, le piogge eccessive hanno determinato criticità in diverse aree, mentre il sud del Paese – comprese le isole – ha dovuto fare i conti con la siccità e con una preoccupante carenza di precipitazioni. Da questa anteprima della vendemmia emerge tuttavia un dato incoraggiante: la qualità delle uve si preannuncia molto buona, in alcune zone addirittura eccellente. È un aspetto fondamentale, perché in un momento complesso come quello che stiamo vivendo, la qualità dei vini diventa un elemento decisivo anche sui mercati e richiede un’attenzione ancora maggiore nella loro preparazione. In questo scenario contraddittorio e imprevedibile, ancora una volta il ruolo degli enologi si conferma centrale: la loro scienza, esperienza e conoscenza sono strumenti indispensabili per affrontare al meglio i cambiamenti climatici e per garantire una conduzione più lineare e sicura dei vigneti e delle cantine. È grazie al lavoro quotidiano degli enologi che il settore vitivinicolo può rispondere con competenza a un clima sempre più incerto”.</em></p>
<p>Per il direttore generale di <strong>ISMEA, Sergio Marchi</strong>: <em>“La vendemmia 2025 registra risultati ampiamente positivi sia in termini di quantità che di qualità, con un andamento confermato anche dalle stime regionali e da una crescita particolarmente significativa nel Mezzogiorno, dove si registrano aumenti a doppia cifra; questi traguardi sono il risultato di condizioni meteorologiche favorevoli, con una primavera mite e caratterizzata da un equilibrio ottimale di precipitazioni e un’estate complessivamente non eccessivamente calda, unite a un solido quadro di sostegno istituzionale. Un ruolo determinante è stato svolto dalle politiche del Governo Meloni, dal Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e dal Ministro Francesco Lollobrigida, che hanno sostenuto con convinzione il settore vitivinicolo attraverso ingenti investimenti in promozione e importanti stanziamenti sui contratti di filiera, di cui Ismea è soggetto attuatore”.</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4><em>Mercato e commercio con l’estero</em></h4>
<p>A fare da contraltare a quella che si presenta come un’ottima annata, un quadro di <strong>mercato</strong> particolarmente <strong>complesso</strong>, sollecitato da nuovi modelli di consumo che anche il comparto vino sta iniziando ad intercettare.</p>
<p>La campagna 2024/2025 si è chiusa con un lieve incremento dei prezzi nel settore vinicolo, con l’Indice Ismea dei prezzi alla produzione che registra un +1% complessivo, evidenziando però <strong>dinamiche diverse tra i segmenti</strong>: i vini da tavola crescono del 4% grazie ai bianchi, mentre i rossi calano; le <strong>Doc-Docg</strong> segnano un -2% per effetto dei rossi, con un lieve aumento dei bianchi; mentre le <strong>Igt</strong> mostrano un +1% equamente distribuito. Facendo un’analisi congiunturale, nei mesi estivi si è osservata una flessione dei listini in attesa della nuova campagna e dell’evoluzione del quadro produttivo internazionale, che incide maggiormente sui vini da tavola, mentre le Doc-Docg seguono dinamiche più autonome.</p>
<p><strong>Le giacenze al 31 luglio 2025</strong> risultano stabili rispetto all’anno precedente (dati Cantina Italia). Sul fronte della domanda interna, la GDO mostra una crescita degli acquisti di bollicine, sia in volume che in valore, a fronte di un rallentamento dei vini fermi (dati Ismea/Nielsen IQ).</p>
<p>Per quanto riguarda la domanda estera, dopo un 2024 positivo, i primi cinque mesi del 2025 confermano i valori raggiunti con una lieve riduzione dei volumi (-4%) dovuta al calo delle spedizioni di vini comuni, mentre le Dop registrano un incremento.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Assoenologi, ISMEA, Unione italiana vini</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/09/CS-PREVISIONI-VENDEMMIALI-2025_EMBARGO10.9_12.30.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Vino, contro i dazi l’UE punta sul Mercosur. Boom di vendite in Brasile, cresce il Messico</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-contro-i-dazi-lue-punta-sul-mercosur-boom-di-vendite-in-brasile-cresce-il-messico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 07:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tariffe zero e meno burocrazia con i Paesi del Mercosur. Frescobaldi, presidente Unione italiana vini: “Un’importante opportunità di business. Diversificare per contrastare le barriere di Trump” Se gli Usa tartassano le aziende italiane del vino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-contro-i-dazi-lue-punta-sul-mercosur-boom-di-vendite-in-brasile-cresce-il-messico/">Vino, contro i dazi l’UE punta sul Mercosur. Boom di vendite in Brasile, cresce il Messico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tariffe zero e meno burocrazia con i Paesi del Mercosur. Frescobaldi, presidente Unione italiana vini: “Un’importante opportunità di business. Diversificare per contrastare le barriere di Trump”</em></p>
<p><strong>Se gli Usa tartassano le aziende italiane del vino</strong> con dazi al 15% – senza per ora altri margini di trattativa – l’Unione Europea punta sull’America Latina e semplifica gli accordi commerciali con i Paesi del Mercosur: tariffe zero e semplificazione delle regole burocratiche. Intese che mirano dunque al libero scambio tra i Paesi membri e Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay.</p>
<p><strong>“<a href="https://www.qualivita.it/news/mercosur-litalia-dira-si-al-trattato-di-libero-scambio/" target="_blank" rel="noopener">L’apertura al Mercosur </a></strong>è un segnale importante in favore del libero mercato proprio in un periodo in cui sembrava se ne fossero perse le tracce. Questi sono gli accordi commerciali che ci piacciono”, è la riflessione del presidente di Unione italiana vini (Uiv), <strong>Lamberto Frescobaldi,</strong> che ha così commentato l&#8217;adozione da parte del Collegio dei commissari Ue dell&#8217;accordo di partenariato Ue-Mercosur. L’adozione della Commissione riguarda anche il Messico (già in regime tariffario dello 0%) con un <i>wine agreement</i> volto a semplificare regole non tariffarie e dare maggior protezione alle indicazioni geografiche. Una piazza, il Messico, guardata con interesse da molte denominazioni, a partire dal Chianti Docg.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Secondo i dati dell’Osservatorio Uiv, il <strong>Brasile </strong>– primo buyer tra i 4 Paesi Sudamericani – ha chiuso il primo semestre con una crescita tendenziale in valore degli ordini di vino italiano del 5,5%, a 18,5 milioni di euro con i fermi/frizzanti a +8,5%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.huffingtonpost.it/il-gusto/2025/09/03/news/vino_dazi_usa_ue_punta_su_america_latina_boom_vendite_brasile_cresce_messico-424823643/" target="_blank" rel="noopener">HuffingtonPost.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-contro-i-dazi-lue-punta-sul-mercosur-boom-di-vendite-in-brasile-cresce-il-messico/">Vino, contro i dazi l’UE punta sul Mercosur. Boom di vendite in Brasile, cresce il Messico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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