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	<title>Mise &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Mise &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>DOP IGP: i Consorzi di Tutela tra i benificiari dei fondi MISE per la tutela all’estero</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 13:15:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Baldrighi, Origin Italia: &#8220;vittoria importante del comparto DOP e IGP per sostenere la sfida globale ai fenomeni legati alla frode agroalimentare&#8221; Una notizia importante per il settore delle DOP IGP agroalimentari italiane: i Consorzi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Baldrighi, Origin Italia: &#8220;vittoria importante del comparto DOP e IGP per sostenere la sfida globale ai fenomeni legati alla frode agroalimentare&#8221;</em></p>
<p>Una notizia importante per il settore delle <strong>DOP IGP</strong> agroalimentari italiane: i <strong>Consorzi di Tutela</strong> sono stati inclusi tra i <strong>beneficiari </strong>del decreto del <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ministero dello sviluppo economico</strong></a> del 31 maggio 2021 (<a href="https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/contributi-per-la-promozione-all-estero-dei-marchi-collettivi-e-di-certificazione-pubblicato-il-nuovo-regolamento" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Link al decreto</a>) che disciplina le modalità di concessione del contributo diretto a sostenere la <strong>tutela all’estero</strong> dei marchi collettivi e di certificazione.</p>
<p>Tra le novità significative, il DM di quest&#8217;anno ha incrementato la dotazione finanziaria, che passa da 1 milione di euro a <b>2,5 milioni di euro per anno</b>, oltre ad aver previsto un aumento dell’importo massimo dell’agevolazione, in particolare da 70 mila euro a<b> 150 mila euro per anno</b>.</p>
<p>Un risultato raggiunto anche grazie al lavoro svolto e alle istanze presentate a <strong>Origin Italia </strong>che conferma le potenzialità della nuova misura per affrontare le nuove sfide sui mercati internazionali.</p>
<p><em>&#8220;Una ottima notizia  &#8211; ha dichiarato <strong>Cesare Baldrighi</strong>, Presidente di Origin Italia &#8211; l&#8217;inserimento dei Consorzi di Tutela tra i beneficiari del decreto del 31 maggio 2021 sulle modalità di concessione del contributo diretto a sostenere la promozione all’estero dei marchi collettivi e di certificazione. Si tratta di una vittoria importante per l’intero comparto delle DOP e IGP perché consente ai Consorzi di Tutela di avere la possibilità di usufruire di un ulteriore, e quanto mai opportuno, strumento finanziario per la promozione e la tutela all’estero delle Indicazioni Geografiche, sempre più spesso al centro dei fenomeni legati alla frode agroalimentare&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Un doveroso ringraziamento quindi al Ministro dello Sviluppo Economico, <strong>l’On. Giorgetti</strong>, al Ministro delle politiche agricole, il <strong>Sen. Patuanelli</strong>, il Sottosegretario <strong>Sen. Centinaio</strong>, al Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, l’<strong>On. Gallinella</strong>, e al Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, il <strong>Sen. Vallardi</strong>, che hanno accolto le segnalazioni di Origin Italia riguardo all’inclusione legittima dei Consorzi di Tutela come previsto dalla Legge di Bilancio 2021&#8243;.</em></p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
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		<title>NutrInform Battery, in Gazzetta Ufficiale il decreto con la nuova etichetta italiana a batteria</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nutrinform-battery-in-gazzetta-ufficiale-il-decreto-con-la-nuova-etichetta-italiana-a-batteria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2020 09:37:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia vara l&#8217;etichetta NutrInform Battery con il decreto del Ministero dello sviluppo economico e si prepara al confronto con l&#8217;Europa sul Nutriscore francese. Il logo nutrizionale facoltativo italiano NutrInform Battery ora ha i crismi dell`ufficialità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> L&#8217;Italia vara l&#8217;etichetta NutrInform Battery con il decreto del Ministero dello sviluppo economico e si prepara al confronto con l&#8217;Europa sul Nutriscore francese.</em></p>
<p>Il logo nutrizionale facoltativo italiano <strong>NutrInform Battery</strong> ora ha i crismi dell`ufficialità e chi vorrà potrà stampigliarlo fronte pacco, sugli alimenti made in Italy e commercializzati nel Belpaese. È stato pubblicato in <strong>Gazzetta Ufficiale</strong> (n. 304 del 07/12/2020), il decreto del ministero dello Sviluppo economico del 19 novembre 2020, che detta forma, presentazione e condizioni di utilizzo della nuova <strong>etichettatura</strong>, in applicazione dell`art. 35 del regolamento (Ue) n. 1169/2011.</p>
<p>Al contempo, va detto che nei palazzi europei è in corso un aspro confronto circa il recepimento, in tutta <strong>Europa</strong>, di un`unica etichetta nutrizionale, valida per tutti gli stati membri. Oltre al modello italiano del NutrInform Battery, c`è il <strong>Nutriscore francese</strong>, noto anche come etichetta a semaforo, attorno a cui avrebbero fatto squadra i paesi del Nord Europa e la presidenza di turno tedesca dell`Unione. E contro il quale il ministro alle politiche agricole, <strong>Teresa Bellanov</strong>a, ha recentemente opposto il rifiuto a negoziare, in seno al consiglio Agrifish. Su questo fronte, la ministra ha dalla sua l`intera filiera alimentare italiana.</p>
<p>Dalla portata applicativa del NutrInform Battery restano <strong>esclusi</strong> gli alimenti confezionati in imballaggi o in recipienti la cui superficie maggiore è inferiore a 25 cm2. E i <strong>prodotti DOP, IGP, STG</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/12/20201209_RS_ITALIA-OGGI.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Etichettatura, Mipaaf e Mise: firmata proroga per origine obbligatoria per pasta, riso e derivati del pomodoro</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 09:43:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I ministri Bellanova e Patuanelli: &#8220;Avanti con la trasparenza, serve origine obbligatoria per tutti gli alimenti in Europa&#8221;. Prorogato fino al 31 dicembre 2021 l&#8217;obbligo di indicazione dell&#8217;origine del grano per la pasta di semola [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I ministri Bellanova e Patuanelli: &#8220;Avanti con la <strong>trasparenza</strong>, serve origine obbligatoria per tutti gli alimenti in Europa&#8221;. Prorogato fino al 31 dicembre 2021 l&#8217;obbligo di indicazione dell&#8217;origine del grano per la pasta di semola di grano duro, dell&#8217;origine del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati.<br />
I Ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, <strong>Teresa Bellanova</strong>, e dello Sviluppo economico, <strong>Stefano Patuanelli</strong>, hanno firmato oggi il decreto ministeriale che prolunga i provvedimenti nazionali in vigore oltre il 1° aprile, data di entrata in applicazione del regolamento europeo 775 del 2018.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia &#8211; hanno dichiarato i Ministri Bellanova e Patuanelli &#8211; si conferma all&#8217;avanguardia in Europa per la trasparenza delle <strong>informazioni</strong> al <strong>consumatore</strong> in <strong>etichetta</strong>. Non possiamo pensare a passi indietro su questa materia e per questo abbiamo deciso di andare avanti. Diamo certezze alle imprese di tre settori chiave per l&#8217;<strong>agroalimentare italiano</strong>. Chiediamo anche all&#8217;Europa di fare scelte coraggiose nell&#8217;ambito del Green Deal e della strategia &#8216;<em>Farm to Fork</em>&#8216;, introducendo a livello europeo l&#8217;<strong>obbligo di indicare l&#8217;origine per tutti gli alimenti</strong>. Chiediamo ancora una volta alla Commissione di andare incontro anche alle richieste delle imprese, che oggi devono fronteggiare i danni da COVID-19, e di spostare di almeno un anno l&#8217;applicazione del regolamento 775. Una norma che non ci piace e alla quale oggi, con tante imprese che producono imballaggi chiuse in Europa, è difficile adeguarsi&#8221;.</p>
<p><strong>COSA SI TROVA SULLE ETICHETTE ITALIANE</strong></p>
<p>GRANO/PASTA<br />
Il decreto grano/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:<br />
a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;<br />
b) Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato.<br />
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE;<br />
c) se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l&#8217;Italia, si potrà usare la dicitura: &#8220;Italia e altri Paesi UE e/o non UE&#8221;.</p>
<p>RISO<br />
Il provvedimento prevede che sull&#8217;etichetta del riso devono continuare a essere indicati:<br />
a) &#8220;Paese di coltivazione del riso&#8221;;<br />
b) &#8220;Paese di lavorazione&#8221;;<br />
c) &#8220;Paese di confezionamento&#8221;.</p>
<p>Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura &#8220;Origine del riso: Italia&#8221;.<br />
Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.</p>
<p>POMODORO<br />
Le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:<br />
a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;<br />
b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato.<br />
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.<br />
Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura &#8220;Origine del pomodoro: Italia&#8221;.<br />
ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA<br />
Le indicazioni sull&#8217;origine devono essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.​</p>
<p>Fonte: <strong>Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali</strong></p>
<p><a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15269">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Incentivi, nasce la piattaforma unica del Mise</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/incentivi-nasce-la-piattaforma-unica-del-mise/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2019 10:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce una piattaforma telematica per il sostegno alla politica industriale del paese: si chiamerà incentivi.gov.it. C&#8217;è anche questa tra le misure inserite nella versione definitiva del decreto crescita. Avrà il compito di raccogliere tutti i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce una<strong> piattaforma telematica</strong> per il<strong> sostegno alla politica industriale del paese</strong>: si chiamerà<strong> incentivi.gov.it.</strong> C&#8217;è anche questa tra le misure inserite nella versione definitiva del <strong>decreto crescita</strong>. Avrà il compito di raccogliere tutti i bandi per sovvenzioni e contributi pubblici sopra i mille euro. E coinvolgerà tutta la Pa: amministrazioni centrali e locali, ma anche scuole, università, Camere di commercio ed enti del Servizio sanitario nazionale. Anche se su tutto pende l&#8217;approvazione di un decreto attuativo.</p>
<p>«Nell&#8217;ambito dei processi di rafforzamento e di incremento dell&#8217;efficienza e della trasparenza delle attività delle pubbliche amministrazioni previsti negli obiettivi tematici dell&#8217;Accordo di partenariato per l&#8217;utilizzo dei fondi europei afferenti alla programmazione 2014-2020» spiega il<strong> provvedimento</strong> nella sua versione appena convertita dal Parlamento viene istituita presso il ministero dello Sviluppo economico la piattaforma telematica denominata «Incentivi.gov.it», per il sostegno della politica industriale e della competitività del paese.</p>
<p>Alla piattaforma telematica «Incentivi.gov» saranno «preventivamente comunicate» dalle amministrazioni pubbliche centrali e locali le misure di sostegno destinate al tessuto produttivo con pubblicazione obbligatoria: il portale diventerà, cioè, <strong>uno snodo cruciale per diffondere informazioni sui bandi pubblici</strong> di incentivazione alle imprese.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2019/07/20190724_RS_DECRETO.pdf">SCARICA ARTICOLO STAMPA</a></p>
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		<title>Arancia Rossa di Sicilia IGP, Selvaggi: &#8220;Export in cina con una strategia unica&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/arancia-rossa-di-sicilia-igp-selvaggi-export-in-cina-con-una-strategia-unica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2019 09:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’esportazione dell’Arancia rossa di Sicilia IGP è una grande opportunità per il comparto agrumicolo siciliano ma è importante non presentarsi a questo appuntamento in ordine sparso senza una strategia unitaria che valorizzi l’unicità dell’Indicazione geografica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’<strong>esportazione</strong> dell’<strong>Arancia rossa di Sicilia IGP</strong> è una grande opportunità per il comparto agrumicolo siciliano ma è importante non presentarsi a questo appuntamento in ordine sparso senza una strategia unitaria che valorizzi l’unicità dell’Indicazione geografica protetta”, ad affermarlo è<strong> Giovanni Selvaggi, presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong>.</p>
<p>“Il <strong>tavolo tecnico</strong> convocato al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> a Roma è una iniziativa apprezzabile e che si muove proprio in questa direzione”, continua Selvaggi presente ieri all’incontro al MISE insieme a Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia e ai rappresentanti delle imprese autorizzate all’export degli agrumi verso la Cina.</p>
<p>“Per vincere questa sfida c’è bisogno di fare squadra per fare passare il messaggio forte e chiaro che le caratteristiche organolettiche delle nostre arance sono uniche al mondo e che c’è un&#8217;enorme differenza qualitativa tra il nostro prodotto e le altre arance rosse. Auspico che d’ora in vanti le <strong>azioni di marketing e promozione</strong> siano orientate all’obiettivo comune di far crescere sul mercato cinese, così come su tutti gli altri mercati in cui siamo presenti, la consapevolezza che Arancia Rossa di Sicilia IGP è sinonimo di altissima qualità siciliana”, conclude Selvaggi.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Marchi storici, chi delocalizza rischia il commissariamento</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/marchi-storici-chi-delocalizza-rischia-il-commissariamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 11:25:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel decreto crescita che viaggia verso il consiglio dei ministri di venerdì prende quota il pacchetto «made in Italy». Si tratta di un insieme di norme, preparate dal ministero dello Sviluppo economico, che dovrebbero caratterizzare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel decreto crescita che viaggia verso il consiglio dei ministri di venerdì prende quota il pacchetto «made in Italy». Si tratta di un insieme di norme, preparate dal ministero dello Sviluppo economico, che dovrebbero caratterizzare in modo visibile il provvedimento che conterrà anche misure preparate dal ministero dell&#8217;Economia. Sono in corso in questi giorni le ultime riunioni tecniche per passare dalle bozze al provvedimento vero e proprio. Al momento spiccano la norma sui marchi storici, in chiave anti delocalizzazione all&#8217;estero, e quella sul contrassegno <strong>&#8220;made in Italy</strong>&#8221; per il contrasto all&#8217;<strong>italian sounding</strong> cioè la falsa evocazione dell&#8217;origine italiana. Si valuta anche la possibilità di costituire un&#8217;Agenzia specifica per la tutela del made in Italy.</p>
<p>Ma tra le proposte in corso di finalizzazione ci sono anche<strong> norme sui brevetti e il trasferimento tecnologico</strong>. È differente dalla proposta lanciata dalla Lega alcuni giorni fa e si ispira invece alla legge francese &#8220;<strong>Florange</strong>&#8221; la misura in cantiere sui marchi, con tanto di sanzioni annesse. Di Maio vorrebbe battezzarla &#8220;<strong>Norma Pernigotti</strong>&#8220;, in riferimento al caso dell&#8217;azienda di cioccolato di Novi Ligure. Si prevede innanzitutto la nascita di un registro di marchi con almeno 5o anni. Se la proprietà pianifica la chiusura dello stabilimento, con relativo licenziamento collettivo, deve notificare al Mise le ragioni e le azioni per trovare un nuovo acquirente. Se dopo 90 giorni dalla notifica non giungono proposte d&#8217;acquisto o l&#8217;impresa non intende dare seguito a quelle ricevute scatta un&#8217;altra comunicazione al Mise.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 ore</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2019/03/20190326_DELOCALIZZAZIONE-1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Il vino italiano è il 34% di tutto l&#8217;import degli Usa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2017 11:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vino italiano rappresenta una quota del 34% dell&#8217;import vinicolo americano. Un export complessivo di 1,7 miliardi di dollari negli 11 mesi del 2016 e in crescita del 5,9% sullo stesso periodo del 2015. Con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>vino italiano</strong> rappresenta una quota del 34% dell&#8217;import vinicolo americano. <strong>Un export complessivo di 1,7 miliardi di dollari negli 11 mesi del 2016</strong> e in <strong>crescita del 5,9%</strong> sullo stesso periodo del 2015. Con questi numeri la produzione vinicola italiana si è presentata ieri a <strong>New York</strong> in un evento sponsorizzato da <strong>Ice, Ministero per lo sviluppo economico e Vinitaly</strong> <strong>International</strong> nell&#8217;ambito della sesta edizione di Vino (quest&#8217;anno Vino 2017), rassegna di degustazioni e seminari sui vini italiani che presenta quest&#8217;anno 110 espositori italiani e prevede anche un tappa a Miami.</p>
<p>Il presidente dell&#8217;Ice, <strong>Michele Scannavini</strong>, ha precisato che per i prossimi tre anni l&#8217;obiettivo è di investire 20 milioni di dollari per promuovere il vino italiano negli Usa, con due obiettivi primari: accrescere i consumi dei vini migliore e di maggior prezzo, e rafforzare la percezione dei brand italiani. Il tutto agendo su distributori, importatori, e direttamente su dettaglianti (con il lancio di 18 tipi di vino finora non presenti sul mercato Usa), consumatori e stampa.</p>
<p>La giornata di ieri ha coinciso con la presentazione dei risultati, da parte del ceo <strong>John Gillespie</strong>, di un sondaggio effettuato da Wine Opinions, per Vinitaly International e Ice. Ne è emersa la forte propensione dei consumatori sotto i 40 anni a comprare di frequente (34% delle volte) vino italiano di prezzo contenuto. Da segnalare il <strong>boom di vendite del prosecco, +35,2% sull&#8217;anno precedente</strong>, con il risultato che il 19,5% dell&#8217;export vinicolo italiano negli Usa è composto di spumanti, rispetto al 38,3% di bianchi e al 34,2% di rossi. Il vino è la prima voce dell&#8217;export agroalimentare italiano e pesa per il 4% del totale del Made in Italy venduto negli Usa. Ma ci sono margini di miglioramento. Metà dell&#8217;export italiano di vino negli Usa va in solo cinque Stati dell&#8217;Unione.</p>
<p>Fnte:<strong> MF</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2017/02/20170208_RS_MF.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Latte e caseario, origine in chiaro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/latte-e-caseario-origine-in-chiaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 10:54:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Via libera al decreto che introduce in etichetta l&#8217;indicazione obbligatoria dell&#8217;origine per i prodotti lattiero-caseari in Italia. I ministri alle politiche agricole e allo sviluppo economico, Maurizio Martina e Carlo Calenda, hanno firmato il decreto. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Via libera al decreto che introduce in etichetta l&#8217;<strong>indicazione obbligatoria dell&#8217;origine</strong> per i <strong>prodotti lattiero-caseari</strong> in <strong>Italia</strong>. I ministri alle politiche agricole e allo sviluppo economico, <strong>Maurizio Martina e Carlo Calenda</strong>, hanno firmato il decreto. La firma segue il parere positivo delle commissioni agricoltura della camera e del Ssenato e l&#8217;intesa raggiunta in Conferenza stato-regioni. «Con questo nuovo sistema, una vera e propria sperimentazione in Italia», spiega una nota del <strong>ministero delle politiche agricole</strong>, «sarà possibile indicare con chiarezza al consumatore la provenienza delle materie prime di molti prodotti come latte Uht, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Il provvedimento si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale».</p>
<p><strong>LE NOVITÀ</strong><br />
Il decreto prevede che il latte o i suoi derivati anno avere obbligatoriamente indicata l&#8217;<strong>origine della materia</strong> prima in etichetta in maniera chiara, visibile e facilmente leggibile. Le diciture utilizzate saranno le seguenti:<br />
a) «Paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte»;<br />
b) «Paese di condizionamento o trasformazione: nome del paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte».<br />
Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso pPaese, l&#8217;indicazione di origine può essere assolta con l&#8217;utilizzo di una sola dicitura: perad esempio «Origine del latte: Italia».</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/12/20161212_RS_ITALIA-OGGI1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Da ICE e Vinitaly un progetto di sistema in Cina</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/da-ice-e-vinitaly-un-progetto-di-sistema-in-cina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 10:25:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Via all&#8217;Italian wine channel in Cina con una parte dei 20 milioni della legge di Stabilità e un progetto di una fiera americana promosso da Veronafiere in partnership con un operatore locale. Le novità sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Via all&#8217;<strong>Italian wine channel</strong> in Cina con una parte dei <strong>20 milioni</strong> della <strong>legge di Stabilità</strong> e un progetto di una fiera americana promosso da Veronafiere in partnership con un operatore locale. Le novità sono emerse nel corso della manifestazione wine2wine, ilforum sulbusines s del vino chiuso ieri a Verona. Il focus della manifestazione è stato sul grande <strong>mercato cinese</strong>, il quarto al mondo nel 2016 con importazioni per circa 2,2 miliardi (+18%) e che l&#8217;anno prossimo scavalcherà anche la Germania.</p>
<p>Tuttavia l&#8217;export tricolore, pur essendo balzato del 2.500%%o nell&#8217;ultimo decennio, è solo quinto con il 5% del mercato, contro il 44% della Francia e distante anche daAustralia, Cile e Spagna. «Il canale del vino italiano partirà in primavera &#8211; ha annunciato Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere &#8211; in contemporanea con <strong>Vinitaly</strong>. E in accordo con <strong>Mise</strong>, <strong>Mipaaf</strong>, Ice e le associazioni di categoria. Potrebbe aderire anche Simest. Sarà un&#8217;<strong>azione forte di Sistema»</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/12/20161208_RS_IL-SOLE-24-ORE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Lattiero-Caseario, Il formaggio va in pegno per il credito</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lattiero-caseario-il-formaggio-va-in-pegno-per-il-credito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 09:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per favorire le aziende lattiero-casearie, andando incontro alle loro esigenze creditizie, i ministeri dello sviluppo economico e delle politiche agricole hanno firmato un decreto per la costituzione del «pegno rotativo» su prodotti lattiero-caseari di lunga [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per favorire le aziende lattiero-casearie, andando incontro alle loro esigenze creditizie, i <strong>ministeri dello sviluppo economico e delle politiche agricole</strong> hanno firmato un <strong>decreto</strong> per la costituzione del <strong>«pegno rotativo»</strong> su prodotti lattiero-caseari di lunga stagionatura.</p>
<p>Il provvedimento, già trasmesso alla <strong>Gazzetta Ufficiale</strong> per la pubblicazione, fornirà un <strong>ulteriore strumento di garanzia per tante imprese</strong>. Il «pegno rotativo» consiste nel porre prodotti lattiero-caseari (forme di formaggio stagionato) come <strong>garanzia per accedere al credito</strong>. Le aziende debitrici potranno conservare le forme nei propri stabilimenti a condizioni pattuite con gli istituti di credito. Il pegno si dice «rotativo» perché i produttori potranno sostituire le forme sottoposte a pegno, senza necessità di ulteriori adempimenti burocratici. Fino ad oggi questa possibilità era circoscritta al settore prosciutti. Ma, a differenza di quanto previsto per i prosciutti, non si prevede uno specifico contrassegno.</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/07/20160728_RS_ITALIA-OGGI.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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