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	<title>NAS &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>NAS &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Barolo DOP prodotto fuori dalla zona del disciplinare: azienda condannata a sei mesi</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 10:42:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati condannati a 6 mesi di carcere e dovranno anche rietichettare tutte le bottiglie di vino i fratelli <strong>Orlando</strong> e <strong>Attilio Pecchenino</strong>, vignaioli di <strong>Dogliani</strong>, a processo, in tribunale a <strong>Cuneo</strong>, per tentata frode in commercio. I fatti risalgono al 2016, quando i <strong>Nas</strong>, nucleo antisofisticazioni dei carabinieri di Alessandria, avevano sequestrato le bottiglie, prodotte dai titolari della storica cantina, delle annate dal 2007 al 2012.</p>
<p>I Pecchenino sono proprietari di un’azienda con vigneti e cantina a Dogliani, ma hanno anche dei terreni coltivati con le viti a Monforte d’Alba, zona del vino <strong>Barolo</strong>. Di qui l’accusa: aver eseguito il processo di vinificazione a Dogliani, a 300 metri dalla zona di origine del Barolo, e non Monforte d’Alba che, invece, rientra nel territorio d’origine del pregiato vino. Le regole alle quali devono attenersi i produttori sono, infatti, molto rigide e prevedono che tutte le operazioni, dalla vinificazione e all’invecchiamento delle uve che diventeranno Barolo avvengano nella zona di produzione.</p>
<p>Il pubblico ministero, <strong>Attilio Offam</strong>, aveva chiesto una pena di 20 giorni e 1.200 euro di multa, sottolineando: «Chi acquista bottiglie di vino Barolo ha il diritto di bere un prodotto che sia conforme al <strong>disciplinare di produzione</strong>, anche per rispetto agli altri produttori che si attengono alle regole. La <strong>vinificazione</strong> e l’<strong>invecchiamento</strong> non sono avvenuti a Monforte, perché la cantina è troppo piccola, le vasche per la fermentazione non hanno la capienza sufficiente per contenere le quantità dichiarate, e lì non ci lavorava nessuno: i consumi d’acqua erano bassissimi e non c’erano reflui sufficienti a dimostrare le operazioni di pigiatura».</p>
<p>Durante il processo, Orlando Pecchenino aveva dichiarato: «La cantina di Monforte è stata utilizzata come una soluzione momentanea. Fino al 2005, la vinificazione veniva fatta a Novello, poi abbiamo affittato e sistemato quella di Monforte che, a causa dei vincoli dettati dall’Unesco, è stata ultimata solo nel 2017».</p>
<p>Entrambi gli imputati, difesi dagli avvocati Luisa Pesce e Fabrizio Mignano, sono stati assolti dalle stesse accuse che riguardavano le annate 2005 e 2006. Ora i Pecchenino dovranno mettere le nuove etichette di vino <strong>Langhe Nebbiolo</strong> a tutte le bottiglie che erano state etichettate <strong>Barolo DOP</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lastampa.it/cuneo/2020/02/27/news/barolo-prodotto-fuori-dalla-zona-del-disciplinare-due-fratelli-vignaioli-di-dogliani-condannati-a-sei-mesi-1.38524989" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>La Stampa</strong></a></p>
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		<title>Vino adulterato spacciato come DOP e Bio: 10 milioni di litri sequestrati in Salento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 11:03:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Serve tolleranza zero sulle frodi che mettono a rischio lo sviluppo di un settore che è cresciuto puntando su un grande percorso di valorizzazione qualitativa che ha portato il vino pugliese a raggiungere il record [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Serve tolleranza zero sulle <strong>frodi</strong> che mettono a rischio lo sviluppo di un settore che è cresciuto puntando su un grande percorso di <strong>valorizzazione</strong> qualitativa che ha portato il vino pugliese a raggiungere il record storico di produzione di 11 milioni di ettolitri circa di vino prodotti, al primo posto nella classifica delle regioni più produttive e di crescita in valore dell&#8217;<strong>export</strong>, aumentato del 67% negli ultimi 5 anni. È quanto emerge dall&#8217;operazione &#8220;Ghost Wine&#8221; dei <strong>Carabinieri dei Nas</strong> di sequestrato 10 milioni di prodotto vinoso, spacciato bevanda di qualità o addirittura biologica, DOP e IGP.</p>
<p>La popolarità anche <strong>internazionale</strong> di eccellenze varietali uniche quali primitivo, negroamaro e nero di troia il successo di importanti vini quali il <strong>Primitivo di Manduria DOP</strong>, il <strong>Salice Salentino DOP</strong> e il <strong>Castel del Monte DOP</strong>, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di <strong>Ispettorato Centrale Repressione Frodi</strong>, <strong>Nas</strong>, <strong>Corpo Forestale</strong>, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo.</p>
<p>I casi di &#8220;<strong>agropirateria</strong>&#8221; nel<strong> settore vitivinicolo pugliese</strong> riguardano in particolare Negroamaro, Primitivo, Moscato, Aleatico e Malvasia. Gli ottimi risultati dell&#8217;attività delle forze dell&#8217;ordine confermano l&#8217;efficacia del sistema di controlli in Italia che vanno però sostenuti con la riforma dei reati in materia agroalimentare per aggiornare le norme attuali, risalenti anche agli inizi del 1900. Un obiettivo sostenuto dalla importante decisione del <strong>Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede</strong> di chiedere la collaborazione di <strong>Giancarlo Caselli</strong> e dell&#8217;<strong>Osservatorio Agromafie</strong>, proprio per procedere alla revisione delle leggi in materia.</p>
<p>Fonte: <strong>Il Mattino di Puglia e Basilicata</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2020/01/20190121_RS_IL-MATTINO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Continuano le operazioni dei Nas a tutela delle DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/continuano-le-operazioni-dei-nas-a-tutela-delle-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 11:07:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono con intensità sempre crescente i controlli dei Carabinieri dei Nas nel settore dei prodotti caseari a tutela delle vere produzioni a Indicazione Geografica (DOP e IGP). Per tali motivi il Nas di Napoli ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono con intensità sempre crescente i controlli dei <strong>Carabinieri dei Nas</strong> nel settore dei prodotti caseari a <strong>tutela</strong> delle vere produzioni a Indicazione Geografica (<strong>DOP e IGP</strong>). Per tali motivi il <strong>Nas di Napoli</strong> ha proceduto ad una verifica ispettiva di una industria casearia ubicata in provincia, rinvenendo 1,5 tonnellate di formaggi &#8220;silani&#8221; e &#8220;provole affumicate&#8221; poste all&#8217;esterno dell&#8217;opificio, pronti per la distribuzione, in carenza di idonei requisiti igienici e privi di documentazione relativa alla loro tracciabilità. I militari del Nucleo, ravvisando gravi irregolarità delle norme a tutela della sicurezza alimentare, hanno pertanto proceduto al sequestro amministrativo del quantitativo di merce rinvenuta per un valore pari a 5mila euro. Inoltre gli operanti hanno provveduto alla chiusura di una cella prefabbricata per il congelato perché interessata da gravi carenze igienico-strutturali.Il rappresentante legale della società è stato segnalato all&#8217;Autorità Sanitaria per i provvedimenti di competenza.</p>
<p><strong>I Carabinieri del Nas di Potenza</strong>, presso un esercizio di vicinato per la stagionatura, porzionamento e confezionamento di prodotti caseari della provincia, hanno accertato gravi condizioni igienico-sanitarie e strutturali, tali da richiedere l&#8217;intervento dell&#8217;Autorità Sanitaria che decretava l&#8217;immediata sospensione dell&#8217;attività dal valore di 120mila euro. Nel contempo i militari hanno sottratto al consumo, disponendo il sequestro di 800 kg, pari a 20mila euro, di <strong>&#8220;Canestrato di Moliterno IGP </strong>&#8221; in fase di stagionatura perché privo di qualsiasi indicazione sulla provenienza. Il Nucleo di Treviso ha invece eseguito controlli presso due mense scolastiche del circondario, entrambe gestite da un istituto religioso di Venezia. Nel corso dell&#8217;attività i militari hanno sequestrato alimenti di varia natura scaduti di validità e conservati irregolarmente. Una religiosa, rappresentante legale dell&#8217;istituto, è stata segnalata all&#8217;Autorità sanitaria e amministrativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <strong>EFAnews</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2019/03/completo.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scarti di lavorazione invece di prosciutto DOP. Sequestrate 40 tonnellate di prosciutto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scarti-di-lavorazione-invece-di-prosciutto-dop-sequestrate-40-tonnellate-di-prosciutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 09:38:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[frodi alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Denunciate tre persone per frode in commercio, una a Bologna. Invece che andare allo smaltimento il prodotto finiva nella pasta ripiena. I carabinieri del Nas di Bologna hanno sequestrato oltre 40 tonnellate di prosciutto crudo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Denunciate tre persone per frode in commercio</strong>, una a Bologna. <strong>Invece che andare allo smaltimento il prodotto finiva nella pasta ripiena</strong>. I carabinieri del Nas di Bologna hanno <strong>sequestrato oltre 40 tonnellate di prosciutto crudo</strong> e denunciato tre persone in una attività di contrasto alle frodi alimentari. In particolare, l’amministratore delegato di una azienda che produce e commercializza prosciutti nel Parmense è stato denunciato poiché ritenuto responsabile di frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.</p>
<p>Commercializzava scarti di lavorazione che invece di essere avviati allo smaltimento venivano presentati come `ritagli prosciutto stagionato´ ad aziende di produzione di pasta ripiena e salumi. Analoghi reati vengono contestati ai legali rappresentanti di due aziende delle province di Bologna e Modena per aver commercializzato <strong>tranci di prosciutto crudo, etichettati e spacciati impropriamente come DOP</strong>. Oltre al sequestro, per un valore di oltre 500.000 euro, sono state contestate sanzioni per 14.000 euro.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2016/8-giugno-2016/scarti-lavorazione-invece-crudo-dop-sequestrate-40-tonnellate-prosciutto-240531098363.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Corriere della Sera &#8211; Bologna</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/scarti-di-lavorazione-invece-di-prosciutto-dop-sequestrate-40-tonnellate-di-prosciutto/">Scarti di lavorazione invece di prosciutto DOP. Sequestrate 40 tonnellate di prosciutto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Latte contaminato, Grana Padano DOP: consumatori possono stare tranquilli</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/indagine-latte-contaminato-grana-padano-dop-consumatori-possono-stare-tranquilli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 10:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non ci risulta che Grana Padano DOP prodotto con latte contaminato sia arrivato sulle tavole dei consumatori perché è stato bloccato in magazzino, per cui i consumatori possono stare assolutamente tranquilli&#8221;. Lo afferma Stefano Berni, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non ci risulta che <strong>Grana Padano DOP</strong> prodotto con<strong> latte contaminato</strong> sia arrivato sulle tavole dei consumatori perché è stato bloccato in magazzino, per cui i consumatori possono stare assolutamente tranquilli&#8221;. Lo afferma <strong>Stefano Berni</strong>, direttore generale del <strong><a href="http://www.granapadano.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio Grana Padano DOP</a></strong>, commentando la notizia relativa all&#8217;<strong>indagine per l&#8217;adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari</strong>&#8216; avviata dai <strong>Nas</strong> e finita sotto la lente della Magistratura riguardante alcuni soggetti. &#8220;Da questa vicenda &#8211; spiega Berni &#8211; il <strong>Consorzio Grana Padano DOP</strong> è il primo ad essere danneggiato. Un danno provocato da pochi soggetti che avrebbero voluto fare i furbi. Chiaro che nei loro confronti agiremo con rigore e fermezza&#8221;. &#8220;Noi &#8211; prosegue il direttore del Consorzio &#8211; abbiamo come principale mission la tutela del consumatore e da sempre ci battiamo per raggiungere questa finalità. In tal senso abbiamo sempre collaborato con le autorità sanitarie preposte alla <strong>sicurezza degli alimenti</strong>, e con tutti gli <strong>organismi deputati ai controlli</strong>, a cominciare dai <strong>Carabinieri dei NAS</strong>&#8220;. &#8221;</p>
<p>Il consumatore e la sua tutela &#8211; precisa il direttore del Consorzio &#8211; sono e resteranno sempre il faro-guida delle azioni del Consorzio e anche questa solerte, tempestiva e lodevole iniziativa conferma che l’Italia è tra i primi Paesi al mondo, se non addirittura il primo, nella sicurezza alimentare&#8221;. &#8220;Il Consorzio &#8211; conclude Berni &#8211; ringrazia la Procura di Brescia, il Magistrato incaricato dottor Cassiani e i NAS per l’operazione di pulizia che stanno svolgendo, e manifesta ogni disponibilità per colpire chi, consapevolmente, si è reso responsabile di questo reato&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela Grana Padano</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/indagine-latte-contaminato-grana-padano-dop-consumatori-possono-stare-tranquilli/">Latte contaminato, Grana Padano DOP: consumatori possono stare tranquilli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Contraffazione, 120mila controlli NAS in tre anni: un prodotto su tre presenta anomalie</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/contraffazione-120mila-controlli-nas-in-tre-anni-un-prodotto-su-tre-presenta-anomalie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 10:39:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute Claudio Vincelli, nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine conoscitiva sulle frodi nel settore alimentare, segnala che sulla base di 120mila controlli del Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) effettuati negli ultimi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute Claudio Vincelli, nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine conoscitiva sulle frodi nel settore alimentare, segnala che sulla base di <strong>120mila</strong> controlli del <a href="http://www.carabinieri.it/arma/curiosita/non-tutti-sanno-che/n/nuclei-antisofisticazione-e-sanit%C3%A0-(n-a-s-)-dei-carabinieri" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nas</strong> </a>(Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) effettuati negli ultimi tre anni, emergono irregolarità per <strong>un prodotto su tre</strong>, in un panorama che &#8220;vede situazioni di contraffazione ordinaria con sistemi grossolani affiancate da contraffazione più sofisticata con interventi più raffinati e complessi da individuare&#8221;.</p>
<p>Il dato, che appare così rilevante, risulta comunque in lieve discesa rispetto agli anni precedenti. L’analisi comprende tutte le categorie merceologiche, dal pane al latte, dall&#8217;olio di oliva alla mozzarella, dalle conserve di pomodoro al pesce, per un sistema che conta circa <strong>39mila</strong> controlli ogni anno. E la battaglia continua: ieri i Carabinieri del NAS di Bari hanno sequestrato oltre <strong>3 tonnellate e mezzo</strong> di cagliata di provenienza estera in pessimo stato di conservazione.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Controlli-Nas-sugli-alimenti-irregolarita-in-uno-su-tre-696c2bbd-5570-4a77-aa56-61253d8c3167.html?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rainews.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/contraffazione-120mila-controlli-nas-in-tre-anni-un-prodotto-su-tre-presenta-anomalie/">Contraffazione, 120mila controlli NAS in tre anni: un prodotto su tre presenta anomalie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza alimentare: 38mila i controlli dei NAS</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 07:57:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Volumi crescenti, e possibilmente di qualità, per «nutrire il pianeta». Ma prima di tutto viene la sicurezza. E al di là dello slogan di Expo 2015, con il quale l&#8217;Italia si presenta al mondo come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nas/">Sicurezza alimentare: 38mila i controlli dei NAS</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Volumi crescenti, e possibilmente di qualità, per «<strong>nutrire il pianeta</strong>». Ma prima di tutto viene la <strong>sicurezza</strong>. E al di là dello slogan di <strong>Expo 2015</strong>, con il quale l&#8217;Italia si presenta al mondo come vetrina d&#8217;eccellenza dell&#8217;agroalimentare c&#8217;è quindi la priorità della salute umana da raccontare. E dei <strong>controlli</strong> nel quale il nostro Paese assicura essere Leader.</p>
<p>Lo testimoniano i dati, sono stati <strong>38mila i controlli</strong> presentati dai <strong>Carabinieri dei Nas</strong> sulla sicurezza alimentare. Le indagini, ha quindi illustrato in dettaglio l&#8217;ufficiale del Nucleo antisofisticazioni, hanno portato a 11 arresti e 12mila segnalazioni, con più di 20mila violazioni amministrative e sanzioni per 15 milioni di euro.</p>
<p>Fonte: <strong>Sole 24 Ore &#8211; Agrisole</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2015/04/20150410_SOLE-24-ORE_SICUREZZA-ALIMENTARE.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Terra dei fuochi, è irregolare solo l&#8217;un per cento dei prodotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2014 07:18:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Terra dei Fuochi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corriere del Mezzogiorno I prodotti agroalimentari nella Terra dei fuochi sono mediamente più in regola rispetto agli altri. Lo affermano i dati dell&#8217;Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icgrf) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/89de0068ebb10c940974b938e536badf.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Corriere del Mezzogiorno</p>
<p></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I prodotti agroalimentari nella Terra dei fuochi sono mediamente più in regola rispetto agli altri. Lo affermano i dati dell&#8217;Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icgrf) contenuti nel rapporto di Fareambiente presentato ieri a Roma. «L&#8217;Istituto negli ultimi mesi del 2013 ha notevolmente intensificato lo sforzo operativo nei 57 Comuni della Terra dei fuochi &#8211; si legge &#8211; più che raddoppiando i controlli rispetto all&#8217;anno precedente. Sono stati eseguiti 151 controlli presso 138 operatori, oltre a numerose altre verifiche nei Comuni limitrofi a seguito di accertamenti di tracciabilità di filiera».</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dell&#8217;attività, spiega il documento, sono stati controllati 311 prodotti (circa il triplo in più rispetto al 2012), concentrando l&#8217;attenzione sui settori dell&#8217;agroalimentare maggiormente a rischio, nei settori ortofrutticolo e conserve vegetali (173 prodotti) e lattiero caseario (65 prodotti). In quest&#8217;ultimo settore si è prestata elevata attenzione alla filiera della mozzarella di bufala attraverso il controllo di tutti i caseifici dell&#8217;area.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/07/CORRIERE_DEL_MEZZOGIORNO_2.pdf" alt="CORRIERE_DEL_MEZZOGIORNO_2.pdf">CORRIERE_DEL_MEZZOGIORNO_2.pdf</a></p>
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		<title>Sai che cosa metti nel carrello?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sai-che-cosa-metti-nel-carrello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 07:15:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viversani Un alimento su tre di quelli in vendita non è conforme alla legge. Come difendersi dalle contraffazioni? La notizia arriva dal dossier presentato di recente in occasione del bicentenario dell&#8217;Arma dei Carabinieri che elenca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/e293e0749480c41a1cc8b9bbcd80f12b.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Viversani</p>
<p></strong></p>
<p>Un alimento su tre di quelli in vendita non è conforme alla legge. Come difendersi dalle contraffazioni? La notizia arriva dal dossier presentato di recente in occasione del bicentenario dell&#8217;Arma dei Carabinieri che elenca le operazioni effettuate negli ultimi mesi dai Nas. A palermo i militari hanno sorpreso 23 macellai che vendevano carne trattata con ione solfito, un colorante che fa diventare le bistecche rosse e sanguinolente, mentre a Parma hanno sequestrato 2.300 prosciutti ottenuti da animali alimentati con i rifiuti. E&#8217; il caso di preoccuparsi? Il problema maggiore del settore agroalimentare è rappresentato dalla contraffazione, un&#8217;azione illegale che consiste nello spacciare un prodotto di qualità inferiore per uno di qualità superiore.</p>
<p>Esistono vari tipi di contraffazione, alcuni riguardano il piano igenico sanitario e possono compromettere la salute dei cittadini, mentre altri hanno conseguenze a livello economico di immagine dell&#8217;alimento e/o del Marchio.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/07/Viversani.pdf" alt="Viversani.pdf">Viversani.pdf</a></p>
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		<title>Truccavano i certificati e la carne scadente diventava pura chianina</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/truccavano-i-certificati-e-la-carne-scadente-diventava-pura-chianina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 07:18:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[frodi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Messaggero A un certo punto i carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni di Perugia si sono imbattuti in sei placidi bovini che vantavano tutti la stessa carta d&#8217;identità: possibile? E altri due, di fattezze clamorosamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/f3b211aff541b1d51acfd470dde0cb77.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Messaggero</strong></p>
<p>A un certo punto i carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni di Perugia si sono imbattuti in sei placidi bovini che vantavano tutti la stessa carta d&#8217;identità: possibile? E altri due, di fattezze clamorosamente diverse, che invece, dinanzi alla Asl, risultavano addirittura gemelli, sì, proprio gemelli. E tutti e otto, ovviamente, di reclamata razza chianina, la carne che tutti conosciamo e che costa tre volte una bistecca normale. Una truffa, una gigantesca truffa ai danni dei consumatori &#8211; e dello stesso made in Italy che su quel marchio punta tanto</p>
<p style="text-align: justify;">perché partendo da quelle incongruenze, i nas dei Carabinieri ne hanno scoperti almeno cento di falsi esemplari di razza chianina. Li hanno sequestrati tutti ieri mattina all&#8217;alba &#8211; il valore è sui due milioni di euro &#8211; in un&#8217;operazione scattata in tutta la Penisola, da Avellino ad Arezzo, da Potenza a Ravenna, da Roma, da Rieti, fino a Pesaro e Verona, in 21 province e undici regioni.</p>
<p> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2014/06/IL_MESSAGGERO_8.pdf" alt="IL_MESSAGGERO_8.pdf">IL_MESSAGGERO_8.pdf</a></p>
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