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	<title>Agenzia ICE &#8211; ITA &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Agenzia ICE &#8211; ITA &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Pomodoro di Pachino IGP, buyer di 5 paesi in visita al Consorzio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pomodoro-di-pachino-igp-buyer-di-5-paesi-in-visita-al-consorzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 08:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Regno Unito, Arabia Saudita, Irlanda del Nord, Serbia e Croazia Il 20 e 21 febbraio i buyer di Regno Unito, Arabia Saudita, Irlanda del Nord, Serbia e Croazia saranno protagonisti di una due giorni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da Regno Unito, Arabia Saudita, Irlanda del Nord, Serbia e Croazia</em></p>
<p>Il 20 e 21 febbraio i buyer di <strong>Regno Unito</strong>, <strong>Arabia Saudita</strong>, <strong>Irlanda del Nord</strong>, <strong>Serbia</strong> e <strong>Croazia</strong> saranno protagonisti di una due giorni di visite agli impianti produttivi, showcooking, degustazioni e incontri B2B organizzati dal <a href="https://www.igppachino.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino</strong></a> in collaborazione con <strong>Agenzia</strong> <strong>ICE</strong>, con l’obiettivo di promuovere l’oro rosso di Sicilia sui <strong>mercati</strong> <strong>esteri</strong>.</p>
<p>Un appuntamento che si inserisce nel quadro di iniziative messe in campo dal Consorzio per<strong> cercare di far fronte all’attuale sofferenza dei prezzi</strong>. Oltre il 90% della produzione del pomodoro di Pachino, infatti, è indirizzata al mercato interno dove – spiega il Consorzio in una nota – deve competere con la <strong>concorrenza sleale</strong> di Paesi che utilizzano manodopera a bassissimo costo e protocolli non in linea con gli standard di sicurezza alimentare e qualità applicati in Italia, mentre solo il 9% di essa vola verso i Paesi stranieri, quali ad esempio Francia e Germania.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://askanews.it/2024/02/19/pachino-igp-buyer-di-5-paesi-in-visita-al-consorzio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Askanews.it</strong></a></p>
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		<title>Pomodoro di Pachino IGP: arriva il workshop su aggregazione e comunicazione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pomodoro-di-pachino-igp-arriva-il-workshop-su-aggregazione-e-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 08:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP, a Pachino il workshop &#8220;AGGREGAZIONE E COMUNICAZIONE: le chiavi del successo nel mercato dell’ortofrutta&#8221; Giovedì 9 novembre, alle ore 17.00, a Pachino si terrà il workshop &#8220;Aggregazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://www.igppachino.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP</a>, a Pachino il workshop &#8220;AGGREGAZIONE E COMUNICAZIONE: le chiavi del successo nel mercato dell’ortofrutta&#8221;</em></p>
<p>Giovedì 9 novembre, alle ore 17.00, a Pachino si terrà il workshop &#8220;Aggregazione e Comunicazione: le chiavi del successo nel mercato dell&#8217;ortofrutta&#8221;, organizzato dal Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino. Tra i relatori, oltre al Presidente del Consorzio <strong>Sebastiano</strong> <strong>Fortunato</strong>, importanti figure del settore quali il Prof.<strong> Roberto Della Casa</strong> (Docente Università di Bologna e Direttore IFN &#8211; Italiafruit News), <strong>Adriano</strong> <strong>Aldovrandi</strong> (Presidente UNAPera e Vicepresidente Consorzio della Pera dell&#8217;Emilia Romagna IGP), <strong>Andrea</strong> <strong>Fedrizzi</strong> (Direttore Marketing e Comunicazione del Consorzio Melinda) e <strong>Claudio Dall&#8217;Agata</strong> (Managing Director Bestack). A fine programma, che vede anche l&#8217;intervento di <strong>Salvatore Francavilla</strong> (Direttore Tecnico Mediter Business Consulting Srl), conclusioni affidate a <strong>Salvatore Chiaramida</strong>, storico Direttore del Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino.</p>
<p>&#8220;Abbiamo voluto invitare a Pachino alcune delle aziende che, con le loro storie di successo nel campo della comunicazione, rappresentano un modello da seguire per noi e per tante altre realtà del mercato agroalimentare &#8211; ha spiegato il presidente Fortunato &#8211; ma il Workshop sulla comunicazione di novembre è solo uno degli importanti obiettivi ai quali il Consorzio che mi onoro di presiedere sta lavorando con impegno negli ultimi mesi e che prevedono un convegno sulla <strong>Tutela del marchio Pachino IGP</strong> a dicembre, collaborazioni con <strong>CREA</strong> e <strong>ISMEA</strong> per rafforzare la ricerca, nonché gli investimenti sulla valorizzazione del nostro prodotto e una partnership con <strong>ITA</strong> (Italian Trade Agency, già Istituto di Commercio con l&#8217;Estero) per sbarcare sui principali mercati europei di nostro interesse&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.igppachino.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP</a></strong></p>
<p><img class="alignnone wp-image-439551" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/10/PROGRAMMA-1.jpg" alt="" width="800" height="800" /></p>
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		<title>Stati Uniti, la brusca frenata del vino italiano nel suo primo mercato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/stati-uniti-la-brusca-frenata-del-vino-italiano-nel-suo-primo-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 07:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
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		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se le esportazioni di vino italiano nel 2023, a livello complessivo, segnano un calo contenuto, almeno nei primi 7 mesi dell’anno (-1,2% in valore a 4,4 miliardi di euro, e -1,5% in volume, a 12,3 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se le <strong>esportazioni di vino italiano</strong> nel 2023, a livello complessivo, segnano un calo contenuto, almeno nei primi 7 mesi dell’anno (-1,2% in valore a 4,4 miliardi di euro, e -1,5% in volume, a 12,3 milioni di ettolitri), secondo i dati <strong>ISTAT</strong> più recenti analizzati da WineNews, merita un focus particolare la situazione in USA, mercato che resta il più importante per le cantine del Belpaese, ma che dopo avere per più di una decade guidato la crescita delle esportazioni, ora mostra segnali di contrazione piuttosto preoccupanti, anche paragonati alle performance del mercato Usa in generale, e dei principali competitor.</p>
<p>Uno <strong>scenario</strong> ben diverso da quello euforico <a href="https://winenews.it/it/la-voce-dei-produttori-italiani-tra-i-grandi-del-vino-protagonisti-alla-new-york-wine-experience_481107/">raccontato un anno fa, per esempio, da WineNews, dalla “Wine Experience” by Wine Spectator, evento tra i più importanti della scena americana, a New York</a>.</p>
<p>Come emerge dai <strong>dati delle Dogan</strong>e, sulla prima metà 2023, analizzati dall’Agenzia ICE di NewYork. Ebbene, nel complesso, le <strong>importazioni</strong> di vino italiano si sono attestate a <strong>1,05 miliardi di dollari</strong>, in calo del <strong>-7%</strong> sullo stesso periodo 2022.</p>
<p>Una performance nettamente peggiore della <strong>Francia</strong>, sostanzialmente stabile (-0,1%), a 1,25 miliardi di dollari. Seppur con valori ampiamente minori, fa molto meglio la <strong>Nuova Zelanda</strong>, con un +32,6%, a 342 milioni di dollari), e cresce anche la <strong>Spagna</strong>, del +5,1% (a 187 milioni di dollari), mentre calano a doppia cifra Australia, Argentina, Cile, Portogallo e Sudafrica.</p>
<p>Con il Belpaese che, però, in valore, fa molto peggio anche del mercato delle <strong>importazioni di vino in Usa nel suo complesso</strong>, a -2,6%, per 3,4 miliardi di dollari. E le cose non vanno meglio in <strong>volume</strong>, anche se qui, l’Italia è più allineata al mercato nel complesso.</p>
<p>Il <strong>dato tricolore</strong>, tra gennaio e giugno 2023, fa segnare un -9,4% in quantità, a 1,6 milioni di ettolitri, contro un andamento complessivo del -8,9% (a 6,3 milioni di ettolitri). Tra i “<strong>big</strong>”, fanno peggio la Francia, in volume (-10,2%) ed il Cile (che crolla del -53%), mentre crescono Canada (+14,7%, a 1,1 milioni di ettolitri), Australia (+16,7%) e nuova Zelanda (+32,7%).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/states-la-brusca-frenata-del-vino-italiano-nel-suo-mercato-n-1-che-va-presidiato-ancora-di-piu_508641/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Winenews.it</strong></a></p>
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		<title>La resilienza del vino italiano in Angola</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-resilienza-del-vino-italiano-in-angola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 12:06:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crescita del vino italiano, le potenzialità e l’interesse del mercato, nonostante la pandemia e la crisi economica Uno dei prodotti capaci di resistere alla pandemia e alle varie crisi del mercato angolano, è stato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La crescita del vino italiano, le potenzialità e l’interesse del mercato, nonostante la pandemia e la crisi economica</em></p>
<p>Uno dei prodotti capaci di resistere alla <strong>pandemia</strong> e alle varie crisi del mercato angolano, è stato sicuramente il vino, capace di restare a tavola dei consumatori indipendentemente dai vari fattori esterni che influenzano sia la <strong>produzione</strong> che la <strong>distribuzione</strong>. In Angola, come in tutto il mondo, la pandemia ha avuto un impatto importante sul <strong>commercio</strong> del settore <strong>agroalimentare</strong>, impatto relativamente minore per quanto riguarda le bevande. Come rivelano i dati sulla quantità di vino importato negli ultimi anni: 29,18 milioni di euro nel 2021 e 30,14 milioni di euro nel 2020, mentre nel 2019, prima della pandemia, l’Angola ha registrato un <strong>import</strong> di 42,59 milioni di euro, con grande predominanza dei vini portoghesi, che hanno una quota di mercato sempre superiore all’80% (86% nel 2019 e nel 2020, 82% nel 2021), secondo i dati della piattaforma Trade Data Monitor.</p>
<p>La variazione negativa del -29,23% dal 2019 al 2020 (-12.449.464 euro nel valore totale dell’import), non dipende soltanto dalla pandemia, ma soprattutto dalla <strong>crisi del prezzo del petrolio</strong>, principale prodotto di esportazione del Paese, che attualmente rappresenta il 95,3% delle esportazioni angolane, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistiche (www.ine.gov.ao).</p>
<p>La crisi del petrolio ha avuto un impatto significativo nel <strong>bilancio del Paese</strong>, considerata la riduzione della capacità di ottenimento di valuta estera proveniente dalle <strong>esportazioni</strong>, che ha influenzato non poco la capacità di importazione delle aziende locali. Infatti, solamente nel 2022, considerando il grande balzo del prezzo del petrolio dovuto alla <strong>guerra in Ucraina</strong>, il Paese ha riacquisito la capacità di importazione di un tempo, avendo più disponibilità di valuta estera, derivante dall’export della sua commodity principale.</p>
<p>A prescindere da queste oscillazioni accentuate, al vino italiano va data una nota positiva, perché nonostante la variazione negativa del -34,4% dal 2019 al 2020, passando dai 956mila euro di export di vino per l’Angola nel 2019 ai 627mila euro nel 2020, ha registrato un aumento considerevole nel 2021, con una variazione positiva del +95,17%, per un totale di 1,22 milioni di euro, occupando adesso il terzo posto tra i principali partner commerciali del settore vinicolo.</p>
<p>La <strong>quota di mercato</strong> attualmente occupata dall’<strong>Italia</strong> è del <strong>4,2</strong>%, che anche se apparentemente irrisoria, è decisamente importante, considerando che il mercato locale è storicamente dominato dal vino portoghese, anche per motivi culturali, essendo l’Angola un ex colonia del Portogallo. Per capire meglio l’importanza della quota italiana, è sufficiente constatare che anche il Sudafrica, importante partner commerciale dell’Angola soprattutto per motivi di vicinanza geografica e grande produttore di vino a livello mondiale, occupa solamente una quota del 4,9%, non molto lontana da quella italiana.</p>
<p>Tra le categorie di vini italiani più apprezzati localmente, spiccano il <strong>Moscato</strong> e il <strong>Lambrusco</strong>, che si trovano in vendita pressoché in tutti i negozi di commercio di bevande alcoliche. La grande disponibilità e presenza di questi prodotti è basata sul fatto che il consumatore medio angolano ha una preferenza per i <strong>vini dolci e fruttati</strong>, considerando anche il numero elevato di consumatori di giovane età, sotto i 35 anni, che rappresentano più del 70% della popolazione, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistiche. Gli <strong>spumanti</strong>, in generale, rappresentano i vini più acquistati dagli importatori angolani, anche se il consumo dei vini fermi è in continua crescita.</p>
<p>Il vino in Angola viene commercializzato perlopiù nei supermercati e nelle cantine sparse un po’ per tutto il Paese, non essendoci in vigore legislazioni che limitino il commercio di bevande alcooliche. Molto comune anche la vendita di vino nel mercato informale, dove il commercio viene effettuato senza lo scrupoloso rispetto delle normative tributarie e sanitarie, e perciò l’attenzione principale dei commercianti e degli acquirenti è indirizzata al prezzo del prodotto, di solito molto ridotto rispetto al mercato formale. Il vino italiano, comunque, è posizionato quasi esclusivamente nel mercato formale, ad eccezione degli spumanti (in particolare il Moscato) che si possono trovare anche nel mercato informale. È in crescita anche il commercio di vino nei canali e-commerce, anche se i numeri sono ancora lontani da quelli dei negozi fisici.</p>
<p>Nonostante i quantitativi importati siano in costante aumento, i buyer locali si imbattono di frequente con le normative tributarie considerate penalizzanti per le aziende del settore. Infatti, per l’arrivo del prodotto, a parte la necessità di superare una procedura doganale lunga e burocratica, sono previste spese relativamente alte per l’importatore, con dazi doganali pari al 50% del valore della fattura, a cui si aggiungono le accise all’8%, l’IVA al 14% e gli emolumenti al 2%. Considerando l’inflazione locale significativamente elevata, superiore al 25% ogni anno (27% nel 2021), e i vari passaggi da importatori, distributori e commercianti al dettaglio, il prezzo della bottiglia non di rado supera il 100% del valore dell’acquisto dall’esportatore.</p>
<p>L’Ufficio ICE di Luanda ha individuato il vino come uno dei prodotti su cui puntare per promuovere il made in Italy localmente, tenendo conto del potenziale e dell’interesse del mercato. A questo fine, vengono svolte varie iniziative per promuovere il vino in loco, come corner nei supermercati, sessioni di formazione sul vino italiano rivolta agli importatori locali, incontri B2B, missioni in Italia per favorire contatti con potenziali esportatori.</p>
<p><em>A cura di ICE Luanda &#8211; Angola</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2022_04</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/12/Consortium202204_IceAngola.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Skopje – VII Settimana Cucina italiana nel Mondo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/attivita/skopje-vii-settimana-cucina-italiana-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2022 10:35:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/attivita/skopje-vii-settimana-cucina-italiana-nel-mondo/">Skopje – VII Settimana Cucina italiana nel Mondo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="av_textblock_section "  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/CreativeWork" ><div class='avia_textblock  '   itemprop="text" ><p><strong>Fondazione Qualivita</strong> ha partecipato al seminario sulle Indicazioni Geografiche agroalimentari organizzato a Skopje dall’<strong>Ambasciata d’Italia,</strong> in collaborazione con <strong>ITA Skopje,</strong> in occasione della <strong>VII Settimana della Cucina Italiana nel mondo</strong>.</p>
<h2>Descrizione</h2>
<p>In occasione della <strong>VII Settimana della Cucina Italiana nel Mondo</strong>, l’Ambasciata d’Italia e ICE Skopje hanno organizzato un seminario sulle Indicazioni Geografiche per illustrare il modello di successo italiano a dirigenti e organizzazioni macedoni.</p>
<p><strong>Mauro Rosati</strong>, direttore di Fondazione Qualivita è intervenuto per raccontare il modello economico e sociale delle DOP IGP agroalimentari e vitivinicole nazionali.</p>
<p>L’iniziativa ha visto anche l’intervento del Dott. <strong>Emilio Gatto</strong>, Dirigente dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari sull’impatto economico delle Indicazioni Geografiche e i controlli dell’autorità pubblica.</p>
<h2>Obiettivi</h2>
<ul>
<li>Offrire formazione agli operatori interessati alla certificazione IG</li>
<li>Diffondere la conoscenza del modello italiano di sviluppo delle IG</li>
<li>Diffondere la cultura legata ai prodotti DOP IGP</li>
<li>Accrescere la conoscenza delle caratteristiche distintive dei prodotti DOP IGP</li>
</ul>
<h2>Destinatari</h2>
<ul>
<li>Operatori del settore DOP</li>
<li>Aziende del settore agroalimentare</li>
<li>Istituzioni</li>
</ul>
<h2>Attività</h2>
<ul>
<li>Definizione format e contenuti intervento</li>
</ul>
</div></section>
<div style='padding-bottom:10px;padding-top:10px; ' class='av-special-heading av-special-heading-h2  blockquote modern-quote modern-centered  '><h2 class='av-special-heading-tag '  itemprop="headline"  ><span>Documenti</span></h2><div class='special-heading-border'><div class='special-heading-inner-border' ></div></div></div>
<div class="flex_column av_one_full  flex_column_div av-zero-column-padding first  " style='border-radius:0px; '><div  class='avia-button-wrap avia-button-center ' ><a href='https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/11/PROGRAMMA_SEMINARIOIG-SKOPJE.pdf'  class='avia-button   avia-icon_select-no avia-color-dark avia-size-medium avia-position-center '  target="_blank"   ><span class='avia_iconbox_title' >PROGRAMMA</span></a></div></div><div style='padding-bottom:10px;padding-top:10px; ' class='av-special-heading av-special-heading-h2  blockquote modern-quote modern-centered  '><h2 class='av-special-heading-tag '  itemprop="headline"  ><span>Galleria fotografica</span></h2><div class='special-heading-border'><div class='special-heading-inner-border' ></div></div></div></p>
<div class="flex_column av_one_full  flex_column_div av-zero-column-padding first  " style='border-radius:0px; '><div data-size="blog-169" data-lightbox_size="large" data-animation="slide" data-conditional_play="" data-ids="" data-video_counter="0" data-autoplay="false" data-bg_slider="false" data-slide_height="" data-handle="av_slideshow" data-interval="5" data-class=" avia-builder-el-666  el_before_av_slideshow  avia-builder-el-first  " data-el_id="" data-css_id="" data-scroll_down="" data-control_layout="av-control-minimal" data-custom_markup="" data-perma_caption="" data-autoplay_stopper="" data-image_attachment="" data-min_height="0px" data-default-height="56.25" class="avia-slideshow avia-slideshow-3  av-control-minimal av-control-minimal-dark avia-slideshow-blog-169 av_slideshow  avia-builder-el-666  el_before_av_slideshow  avia-builder-el-first   avia-slide-slider" itemprop="image" itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject">
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			<li class="slide-2" style="visibility: hidden; opacity: 1; transition: none 0s ease 0s; transform: translate3d(-323px, 0px, 0px);"><div data-rel="slideshow-1" class="avia-slide-wrap "><div class="avia-caption av-slideshow-caption"><div class="avia-inner-caption"><h5 class="avia-caption-title  " itemprop="name"><a href="https://www.qualivita.it/galleriefotografiche/2022-skopje-seminario-sulle-indicazioni-geografiche/">29 Novembre 2022<br>2022 Skopje – Seminario sulle Indicazioni Geografiche</a></h5><div class="avia-caption-content  " itemprop="description"></div></div></div><img src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/11/ConsegnaAtlante-Macedonia.jpg" width="640" height="360" title="2022 Skopje – Seminario sulle Indicazioni Geografiche" alt="2022 Skopje – Seminario sulle Indicazioni Geografiche" itemprop="thumbnailUrl" style="left: 0px;"></div></li></ul>
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<div class="flex_column av_one_full  flex_column_div av-zero-column-padding first  " style='border-radius:0px; '><p><section class="av_textblock_section "  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/CreativeWork" ><div class='avia_textblock  '   itemprop="text" ><p><strong>Intervista a Mauro Rosati</strong></p>
</div></section><br />
</p>
<div class='avia-iframe-wrap vimeo'><iframe loading="lazy" title="Macedonian Radio Television - Intervista a Mauro Rosati" src="https://player.vimeo.com/video/775729593?h=8f7c2ec66d&amp;dnt=1&amp;app_id=122963&amp;title=0&amp;badge=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=EFB800" width="888" height="618" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p></p></div>
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		<title>(Skopje) Ambasciata d’Italia e ITA Skopje &#8211; Seminario sulle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/skopje-ambasciata-ditalia-e-ita-skopje-seminario-sulle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 07:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In data 17 novembre, alle ore 10.00 presso il Ministero dell’Agricoltura, delle foreste e della gestione delle acque della Repubblica di Macedonia del Nord a Skopje, il direttore di Fondazione Qualivita Mauro Rosati parteciperà al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In data <strong>17 novembre</strong>, alle ore 10.00 presso il Ministero dell’Agricoltura, delle foreste e della gestione delle acque della Repubblica di Macedonia del Nord a Skopje, il direttore di Fondazione Qualivita <strong>Mauro Rosati</strong> parteciperà al Seminario su “<em>Introduzione sulle Indicazioni Geografiche – l’esperienza italiana, best practices e casi di studio</em>” organizzato dall’<strong>Ambasciata d’Italia</strong> in collaborazione con <strong>ITA Skopje</strong> in occasione della <a href="https://ambskopje.esteri.it/ambasciata_skopje/mk/ambasciata/news/dall_ambasciata/2022/11/vii-settimana-della-cucina-italiana.html#:~:text=Il%20weekend%2C%2012%20e%2013,ma%20anche%20valori%20come%20convivialit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>VII Settimana della Cucina Italiana nel mondo</strong></a>.</p>
<p>Nel corso dell’evento, aperto ai produttori e alle associazioni macedoni, in particolare del settore vinicolo, verrà illustrata l’esperienza italiana in questo campo.</p>
<p style="text-align: center;">PROGRAMMA</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">10.00 – 10.15</span><br />
Apertura dei lavori &#8211; Indirizzi di saluto</p>
<p style="text-align: center;">S.E. <strong>Andrea Silvestri</strong>, Ambasciatore d’Italia in Macedonia del Nord<br />
S.E.<strong> Ljupco Nikolovski,</strong> Ministro dell&#8217;Agricoltura, delle foreste e della gestione delle acque della Repubblica della Macedonia del Nord</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">10.15 &#8211; 10.45</span></p>
<p style="text-align: center;">Dott.<strong>Emilio Gatto</strong>, Direttore generale, Direzione generale della Prevenzione e del Contrasto alle Frodi Agroalimentari (DG PREF), Dipartimento dell&#8217;Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf);<br />
<em>“Le IIGG in Italia: Impatto economico e controlli. Le azioni dellICQRF”</em></p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">11.15 – 11.45</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mauro Rosati</strong>, Direttore Fondazione Qualivita e Origin Italia<br />
<em>“Il modello economico sociale delle indicazioni geografiche e dei consorzi di tutela”</em></p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">11.45 – 12.00</span></p>
<p style="text-align: center;">Dott.ssa <strong>Elena Mladenovska Jelenkovikj</strong>, Direttrice dell&#8217;Associazione &#8220;Vini della Macedonia&#8221;, direttrice del Centro Educativo M6<br />
<em>“Introduzione di indicazione geografica protetta nel settore vitivinicolo”</em></p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">12.00 – 12.15</span></p>
<p style="text-align: center;">Dott. <strong>Igor Despotovski</strong>, Consigliere presso il Ministero dell&#8217;Agricoltura, delle foreste e della gestione delle acque della Macedonia del Nord<br />
<em>“Indicazione geografica protetta dei prodotti agricoli e prodotti agroalimentari in Macedonia del Nord”</em></p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">12.15 – 12.30</span></p>
<p style="text-align: center;">Dott. <strong>Borche Jonovski</strong>, Responsabile del dipartimento per la vinificazione, viticoltura e frutticoltura, Ministеro dell&#8217;Agricoltura, delle foreste e della gestione delle acque della Repubblica della Macedonia del Nord<br />
<em>“Indicazione geografica protetta dei vini della Macedonia del Nord”</em></p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">12.30 – 13.00</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Q&amp;A</strong></p>
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		<title>Brasile, il made in Italy cresce insieme ai consumi di qualità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/brasile-il-made-in-italy-cresce-insieme-ai-consumi-di-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 10:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forte aumento nelle importazioni in Brasile di prodotti alimentari italiani nel 2021, in crescita anche nei primi sei mesi del 2022. Negli ultimi decenni, nuovi elementi di valore sono stati associati ai prodotti alimentari e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Forte aumento nelle importazioni in Brasile di prodotti alimentari italiani nel 2021, in crescita anche nei primi sei mesi del 2022.</em></p>
<p>Negli ultimi decenni, nuovi elementi di valore sono stati associati ai prodotti alimentari e alle bevande al fine di esaltarne la qualità e l’unicità. Sono un esempio i parametri che tengono conto del <strong>rispetto dell’ambiente e dei temi sociali</strong>, oppure quelli che <strong>valorizzano il prodotto in termini di tradizione e di origine della produzione</strong>. Tra questi ultimi spiccano le Indicazioni Geografiche (IG), che associano la reputazione di un prodotto all’interazione inequivocabile dell’uomo con il proprio territorio. Risalgono all’antichità i tentativi di vincolare la qualità all’origine del cibo, nonché le iniziative per regolamentare questa procedura. In Brasile, la pratica viene legalizzata solo nel 1996 con l’emanazione della Legge 92.279 che stabilisce due tipologie di Indicazioni Geografiche: l’Indicazione di Origine (IP – Indicação de Procedência) e la Denominazione di Origine (DO – Denominação de Procedência).</p>
<p>La IP considera il nome geografico di un paese, città o località che è diventato noto come un centro per l’estrazione, la produzione o la fabbricazione di un particolare prodotto o fornitura di servizi. Nel caso della DO, la denominazione geografica designa un prodotto o un servizio le cui caratteristiche o qualità sono dovute esclusivamente o essenzialmente all’ambiente geografico, compresi i fattori naturali e umani. La registrazione delle IG è concessa dall’<strong>Istituto Nazionale della Proprietà Industriale (INPI).</strong> Le condizioni per l’iscrizione sono stabilite nell’Istruzione Normativa INPI n. 95/2018, del 28 dicembre 2018, che sostituisce la precedente, pubblicata dallo stesso Istituto.</p>
<p>La domanda di registrazione può essere presentata da associazioni, sindacati o qualsiasi altro ente che funga da sostituto procedurale. Se nella regione di interesse esiste un unico produttore o prestatore di servizi, la domanda di registrazione può essere presentata dallo stesso. La prima IP, richiesta dall’Associazione dei Produttori di Vino Pregiato della Valle dei Vigneti (Vale dos Vinhos) (APROVALE), è stata concessa dall’INPI nel 2002 e riguarda la produzione di vini rossi, bianchi e spumanti di quella zona del Sud del Brasile, che raggruppa parte dei comuni di Bento Gonçalves, Garibaldi e Monte Belo do Sul.</p>
<p>Attualmente, l’INPI riconosce <strong>68 Indicazioni di Origine</strong> – tutte brasiliane – tra cui, 49 si riferiscono a prodotti di origine agricola. Tra questi prodotti spiccano il caffè (8), i vini (8), i formaggi (4) e le acquaviti di canna (3). Altre categorie di prodotti comprendono: frutta (ananas, melone, jabuticaba, uva e cacao), dolci e biscotti, farine di manioca, carni e derivati, miele, melassa ed alcune bevande alcoliche e analcoliche. Lo Stato brasiliano con il maggior numero di Indicazioni di Origine per i prodotti alimentati e bevande è il Rio Grande do Sul (9), dove si trovano importanti produzioni di vini e spumanti, carne e derivati e cioccolato artigianale. Segue nella graduatoria Minas Gerais (8), Stato in cui sono rilevanti le produzioni di caffè, formaggio e acquavite di canna. Le Denominazioni di Origine attualmente riconosciute sono 31, tra cui 22 brasiliane e 9 straniere (Região dos Vinhos Verdes, Cognac, Franciacorta, San Daniele, Porto, Napa Valley, Champagne, Roquefort e Tequila). Tra le Denominazioni di Origine brasiliane, 19 si riferiscono a prodotti di origine agricola e alcune possiedono anche il titolo di Indicazione di Origine. Le categorie più numerose sono caffè (5), miele e propoli (5) e frutta (banana, guaranà e mela). Dopo 26 anni dall’entrata in vigore della legge che ha istituito le Indicazioni Geografiche in Brasile, l’Istituto Nazionale per la Proprietà Industriale ha ricevuto 170 richieste di riconoscimento, provenienti da regioni/istituzioni brasiliane e straniere. Il procedimento di riconoscimento richiede lunghi tempi per il suo completamento. Il più breve è stato concluso in 12 mesi. Ce ne sono altri, come è il caso della domanda di riconoscimento dell’Indicazione Geografica presentata dal Consorzio del Prosciutto di Parma, in corso dal 1997. Ad altri ancora è stato negato il riconoscimento, come è avvenuto con la richiesta avanzata dal Consorzio per la Tutela dell’Asti. Tra le richieste più recenti c’è quella presentata dal Consorzio per la Tutela del Formaggio Asiago nel febbraio 2022.</p>
<p>Non esistono dati statistici che misurino l’aumento delle vendite di un prodotto IG rispetto agli altri: al pari dei prodotti biologici, consumati notevolmente con la pandemia, le Indicazioni Geografiche non solo tutelano la proprietà intellettuale di una regione, ma stabiliscono anche <strong>sistemi di controllo della qualità, tracciabilità e differenziazione dei prodotti</strong>, promuovendo lo sviluppo sostenibile delle località di provenienza. È abbastanza probabile, pertanto, che anche il consumo di prodotti IG sia cresciuto. Solo nel 2021 il numero di consumatori che seguono una dieta più sana e che quindi fanno uso di prodotti biologici è aumentato del 61%, lo afferma la Organis, associazione brasiliana per promozione dei prodotti biologici. L’ente brasiliano stima, inoltre, che il mercato brasiliano dei prodotti biologici è stato pari a R$ 6,3 mld (circa Euro 1,2 mld) nel 2021, in aumento dell’8,6% rispetto all’anno precedente. Secondo una ricerca della società PwC, la pandemia ha suscitato una maggiore preoccupazione della popolazione verso la tutela del pianeta e scelte più sostenibili, con i consumatori disposti a pagare di più per opzioni più sane, il che giustificherebbe l’aumento del consumo di prodotti biologici e, certamente, di prodotti IG che seguono gli stessi precetti. Sulla scia di questa tendenza verso l’aumento del consumo di prodotti di qualità, si è verificato un forte aumento nelle importazioni brasiliane di prodotti alimentari italiani di diverse categorie nel 2021, ulteriormente ampliate nei primi sei mesi del 2022. È il caso, per esempio, delle farine, le cui importazioni sono cresciute del 19,2% nel 2021, passando da 4,4 mila tonnellate a 5,7 mila tonnellate, e del 43,5% nei primi 6 mesi del 2022, passando da 2,3 mil tonnellate a 3,3 mila tonnellate. Altri prodotti made in Italy molto graditi dai brasiliani, tra cui diverse DOP, figurano le paste alimentari, i pomodori e le sue preparazioni, il riso e le preparazioni per i risotti, i vini, gli oli d’oliva, i prodotti da forno, i formaggi ed i prodotti della salumeria. Per alcune di queste categorie, l’Italia, peraltro, figura tra i principali fornitori esteri del Brasile.</p>
<p><em>A cura di ICE San Paolo &#8211; Brasile</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2022_03</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/09/Consortium16-ICEBrasile.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Biologico, vola l&#8217;export: in sei mesi 3,4 miliardi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/biologico-vola-lexport-in-sei-mesi-34-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 07:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Biologico: balzo del 16% sul 2021. La crescita delle vendite dal 2012 è stata del 181%. L&#8217;81% delle esportazioni è relativo a prodotti food. Prodotti biologici made in Italy superstar all&#8217;estero. Nel primo semestre del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Biologico: balzo del 16% sul 2021. La crescita delle vendite dal 2012 è stata del 181%. L&#8217;81% delle esportazioni è relativo a prodotti food.</em></p>
<p>Prodotti biologici made in Italy superstar all&#8217;estero. Nel primo semestre del 2022 le <strong>vendite di prodotti agroalimentari biologici</strong> sui mercati internazionali hanno raggiunto un giro d&#8217;affari di <strong>34 miliardi di euro</strong> con una crescita del 16% rispetto all&#8217;anno precedente. Un nuovo progresso che allunga il positivo trend delle esportazioni bio (+181% rispetto al 2012) portando così la quota delle vendite all`estero di prodotti green al 6% del totale <strong>export agroalimentare made in Italy</strong>.</p>
<p>Sono le cifre che emergono dall&#8217;analisi condotta su un campione di 290 imprese da <a href="https://ita.bio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ita.Bio</a>, la piattaforma di dati per l&#8217;internazionalizzazione del biologico curata da <strong>Nomisma</strong> e promossa da <strong>Ice Agenzia</strong> e da <strong>FederBio</strong> e che saranno presentati questa mattina nella giornata inaugurale del Sana (il Salone del biologico) da oggi fino all&#8217;11 settembre a <strong>BolognaFiere</strong> e al quale prenderanno parte 700 espositori e oltre 150 buyer da 3o paesi.</p>
<p>«<em>La fetta principale delle esportazioni</em> &#8211; ha spiegato il Senior Project Manager di Nomisma, <strong>Emanuele Di Faustino</strong> &#8211; <em>è coperta dai prodotti food (81% del totale per un valore di 2,7 miliardi) ma dai dati emerge anche il rilevante ruolo del vino che copre una quota del 19% sulle esportazioni totali bio. Le vendite all&#8217;estero di vino biologico sono inoltre cresciute del 18%</em>» quindi a un tasso maggiore rispetto alla media.</p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>mercati di sbocco</strong> dei prodotti biologici made in Italy le principali destinazioni sono in Europa con in prima fila la Germania (indicata dal 63% delle aziende), a seguire la Francia (46%) e il Benelux (34%). Anche per il vino al primo posto c`è il mercato tedesco (67%), seguito dai paesi Scandinavi (61%) e poi dal Benelux (59%). Fuori dei confini comunitari ai primi postici sono Svizzera, Usa e Regno Unito.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>India, la nuova frontiera del Food and Wine italiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/india-la-nuova-frontiera-del-food-and-wine-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 08:37:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>India: l’export italiano di settore rappresenta ancora una nicchia di mercato, ma è in continua crescita e in ripresa dopo la pandemia. Il subcontinente indiano è il secondo Paese più popoloso al mondo con 1,38 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/india-la-nuova-frontiera-del-food-and-wine-italiano/">India, la nuova frontiera del Food and Wine italiano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>India: l’export italiano di settore rappresenta ancora una nicchia di mercato, ma è in continua crescita e in ripresa dopo la pandemia.</em></p>
<p>Il subcontinente indiano è il secondo Paese più popoloso al mondo con <strong>1,38 miliardi di abitanti</strong>, ha un PIL che ammonta a 2660 miliardi di USD e previsioni di crescita del +8,2% per il 2022 secondo gli ultimi dati FMI. L’India rappresenta quindi un’opportunità imperdibile per le aziende italiane dei settori Food and Wine. L’<strong>export italiano</strong> di settore rappresenta ancora una nicchia di mercato, ma in continua crescita e in ripresa dopo la crisi pandemica: per quanto riguarda il Food, nel 2019 il valore dell’export italiano in India ammontava a 121,81 milioni di USD, nel 2020 a 81,40 milioni mentre nell’anno appena concluso ha toccato i 122,97 milioni con un incremento 2020/21 registrato del 51,08% e una quota di mercato ancora soltanto dello 0,45%.</p>
<p>Nel settore alimentare, l’India importa principalmente da Indonesia, Malesia, Argentina, Ucraina e Stati Uniti e il trend di crescita vede aumentare l’acquisto dall’estero di frutta secca e fresca, latticini, piatti pronti, salse e condimenti, prodotti a base di cioccolato. Per quanto riguarda il mercato del vino, l’Italia si colloca in un’ottima posizione quale secondo fornitore dell’India dopo l’Australia, con valori in crescita da 1,85 milioni di USD del 2019 a 1,79 mil. USD del 2020 fino ai 2,94 milioni USD del 2021, con una quota sul totale mondo del 14.72% ed una crescita 2020/2021 del +64,35%. In India la <strong>tradizione gastronomica</strong> riveste una grande importanza storica e culturale. Diversi valori legati al territorio, al piacere della convivialità, alla famiglia e alla casa sono molto simili all’Italian way of living. La cucina italiana è molto apprezzata dai consumatori indiani. Diverse ricette e pietanze vengono anche cucinate nelle abitazioni o consumate nei ristoranti italiani presenti nelle principali città indiane (New Delhi, Mumbai, Bangalore, Chennai, Calcutta, Hyderabad). I prodotti più conosciuti sono certamente la pasta, la pizza, i condimenti quali pesto e tartufi e i dolci come il tiramisù. La tipologia di vino più apprezzata, come in altri mercati, è il Prosecco, con il vino rosso in seconda battuta.</p>
<p><strong>Il mercato del vino italiano</strong><br />
Il mercato del vino si prevede crescerà a un CAGR (Compound annual growth rate &#8211; tasso di crescita annuale composto) del +6,8% fino al 2023 con un valore di mercato totale che al momento è stimato in 132 milioni di euro. Anche la produzione nazionale di vini di qualità sta crescendo, soprattutto negli Stati del Maharashtra e Karnataka (con presenza anche di alcune aziende italiane e francesi che producono localmente in collaborazione con partner indiani). Altri fattori rappresentano un’opportunità per le aziende italiane del settore: crescita della classe media, aumento della percentuale di donne lavoratrici, crescita del tasso di alfabetizzazione digitale e degli acquisti e-commerce (anche a seguito della pandemia), sempre maggiore consapevolezza del mangiar sano e con migliori standard qualitativi. È innegabile che vi siano ancora varie difficoltà costituite principalmente da: barriere tariffarie e non tariffarie di vario tipo, carenze logistico- infrastrutturali (soprattutto la gestione della catena del freddo), prevalenza della distribuzione alimentare non organizzata (che rappresenta oltre l’80% del totale) e presenza di centri commerciali solo nelle Città Tier I, parte importante della popolazione con una età inferiore ai 25 anni (400 milioni), reddito pro capite ancora basso (rispetto alla Cina per esempio), barriere religiose e culturali (circa il 30% della popolazione è vegetariana). Anche a seguito di tale approccio, nel febbraio del 2020, il governo indiano ha imposto il divieto di importare formaggi contenenti caglio animale, misura che ha duramente colpito l’export soprattutto di Parmigiano Reggian DOP o e Grana Padano DOP (distribuiti attualmente sul mercato con una versione prodotta con caglio vegetale).</p>
<p><strong>I prodotti biologici in India</strong><br />
Per quanto riguarda i prodotti biologici, in India rappresentano ancora una ristretta nicchia di mercato, ma con grandi potenzialità. In tal senso non esiste un accordo con l’Italia per il riconoscimento dei prodotti organici. Ne consegue che tali prodotti debbano essere venduti come non biologici o accreditati presso gli appositi laboratori secondo le procedure del National Accreditation Body (NAB). Tornando alla distribuzione alimentare, esistono alcuni grandi gruppi quali Big Basket e Modern Bazaar e la piccola catena della GDS Foodhall, presente in India con punti vendita a Mumbai, Bangalore, New Delhi e Gurgaon, che acquistano tramite importatori specializzati. Per quanto riguarda la distribuzione e vendita del vino ed altre bevande alcoliche, è permessa solo in negozi specializzati e hotel. Sempre più Stati indiani quali Chhattisgarh, Maharashtra, Karnataka, Punjab, Jharkhand, Odisha, West Bengal e Delhi, anche a seguito del Covid, hanno liberalizzato parzialmente il commercio elettronico del vino, mentre gli Stati del Bihar, Gujarat, Mizoram vietano ancora la vendita di bevande alcoliche. Il panorama fieristico di settore in India è ancora caratterizzato da una forte frammentarietà: vi sono le manifestazioni organizzate dagli Enti fieristici internazionali quali Sial India e Annapoorna (Anufood India) e altre da operatori locali quali FIFI (Forum of Indian Food Importers) che organizza Aahar, mentre nel settore vini vi sono Prowine e Brews &amp; Spirits.</p>
<p><strong>L&#8217;attività ICE in India</strong><br />
Per quanto riguarda l’attività ICE, l’Ufficio ICE di New Delhi, competente in India per il settore, è impegnato a fornire diversi servizi alle molteplici aziende italiane interessate alle potenzialità del mercato indiano. È stato inoltre recentemente costituito un apposito Desk Assistenza e Tutela della Proprietà Intellettuale e Ostacoli al Commercio, dipendente da ICE New Delhi, al fine di aumentare e migliorare il supporto tecnico alle aziende italiane. Per quanto riguarda le attività promozionali, a novembre 2021 si è celebrata la sesta edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, che ha visto l’organizzazione da parte dell’Ufficio ICE di due giornate di live cooking-show realizzate da uno chef italiano stellato e seguite dalla degustazione di numerose ricette della tradizione gastronomica italiana. Il settore Food inoltre è stato protagonista insieme ad altri dell’“Italian Mall – Made in Italy Store”, la vetrina italiana sul marketplace indiano Flipkart, quale parte della strategia di supporto alla presenza italiana sulle principali piattaforme e-commerce mondiali.</p>
<p><em>A cura di ICE New Delhi</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2022_02</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/07/Consortium202202-ICENewDelhi.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Croazia: nuove opportunità per l&#8217;export agroalimentare italiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/croazia-nuove-opportunita-per-lexport-agroalimentare-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 10:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Promozione internazionale ed evoluzione di dinamiche commerciali per lo sviluppo e la ripresa economica dei due Paesi Le azioni di collaborazione e promozione per il settore agroalimentare Per promuovere la collaborazione tra le eccellenze italiane [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Promozione internazionale ed evoluzione di dinamiche commerciali per lo sviluppo e la ripresa economica dei due Paesi</em></p>
<p><strong>Le azioni di collaborazione e promozione per il settore agroalimentare</strong><br />
Per promuovere la collaborazione tra le eccellenze italiane del settore agroalimentare e le imprese croate attive nel settore, <a href="https://www.ice.it/it/mercati/croazia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ICE Croazia</a> sta programmando per il 2022 un seminario a Zagabria dedicato al settore agroalimentare. L’iniziativa permetterà l’incontro diretto delle imprese italiane e croate e la presentazione della diverse attività, dei punti di forza e delle peculiarità nel proprio Paese di appartenenza. La recente e ancora attuale crisi pandemica ha evidenziato la necessità per i governi dei singoli Paesi di rafforzare il proprio settore agricolo agroalimentare, in quanto settore primario dell’economia nazionale e chiave di volta per lo sviluppo e la ripresa economica. La rilevanza e centralità del settore agricolo per l’economia locale è confermata anche dalla forte attenzione del governo croato e dai seri sforzi profusi per l’elaborazione della strategia di sviluppo del settore agricolo per il periodo dopo il 2020, realizzata grazie al supporto tecnico della Banca Mondiale. Il seminario si pone l’obiettivo di instaurare una collaborazione diretta per lo scambio di best practices, macchinari/ tecnologie e prodotti e di sondare la possibilità di una partecipazione congiunta ai progetti di sviluppo rurale dell’UE.</p>
<p>Nel prossimo periodo si prevede di svolgere anche azioni di promozione dei prodotti agroalimentari italiani mediante la collaborazione con la GDO locale. Nel 2019 le catene della GDO avevano visto una notevole espansione, spinte dal turismo in forte crescita e dall’aumento degli stipendi, che è continuata anche nel 2020 nonostante la pandemia, anche se a ritmi più lenti, registrando un incremento delle vendite al dettaglio online del +13,9% (il canale online rappresenta il 6% delle vendite al dettaglio complessive). Nel 2020 nel mercato croato ha fatto ingresso anche l’italiana Eurospin. Tra le iniziative del Piano Export Sud 2 – un programma di azioni per promuovere l’internazionalizzazione delle imprese delle regioni italiane meno sviluppate come Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna (finanziato dal PON Imprese e Competitività 2014/2020 FESR &#8211; Asse III Competitività PMI, azione 3.4.1) – nel giugno 2021 l’ICE-Agenzia ha realizzato una degustazione di vini italiani a Zagabria presso l’Hotel The Westin Zagreb. Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di promuovere l’offerta italiana del settore, favorendo l’incontro tra domanda (importatori, distributori, ristoratori, enoteche locali) e offerta. Protagoniste della degustazione di Zagabria sono state le 120 etichette proposte da 40 imprese che hanno partecipato all’evento in formato phygital. La degustazione è stata guidata da esperti sommelier croati.</p>
<p><strong>Il vino e l&#8217;agroalimentare italiano in Croazia</strong><br />
Dall’entrata della Croazia nell’Unione Europea nel 2013 il valore delle importazioni di vino italiano è costantemente aumentato fino a raggiungere nel 2019 un totale di 5,6 milioni di euro, registrando una crescita media annua del +16% e una quota di mercato del 17,4%. Sulla base del volume, nel 2019 si è registrato un aumento di vino italiano importato in Croazia del +117% con una quota di mercato del 15,6% seconda solo alla Macedonia del nord. A seguito della crisi pandemica e del conseguente calo dell’export vinicolo italiano, nel 2020 la quota di mercato italiana è scesa al 13% in valore con 3,5 milioni di euro di export diventando il terzo Paese fornitore dopo la Macedonia del Nord e la Francia. L’interesse delle imprese italiane del settore agroalimentare per il mercato croato, vicino geograficamente e affine per gusti e alimenti consumati, è confermato dalle numerose richieste che quotidianamente pervengono al nostro ufficio relative alla possibilità di ingresso nel mercato croato. I consumatori locali, dall’altra parte, consumano frequentemente i prodotti italiani come vini, formaggi e pasta, apprezzando il prezzo e la qualità.</p>
<p><strong>Il settore alimentare croato</strong><br />
Il territorio della Croazia, grazie alla disponibilità di acqua, al clima favorevole e al terreno fertile, è da sempre stato ritenuto adatto per la produzione di alimenti e bevande. La qualità delle risorse naturali locali è stata riconosciuta da numerose imprese internazionali quali Lactalis, Heineken, Carlsberg, Coca Cola, HiPP e altre. Mentre i successi di esportazione, sul mercato dell’UE e internazionale, delle imprese alimentari locali quali Podravka, Kraš e Ledo contribuiscono all’ulteriore sviluppo del settore alimentare croato. Oggi in Croazia, nel settore della produzione di alimenti e bevande, sono occupate più di 59.000 persone in più di 3.200 imprese. Lo stipendio lordo medio nel comparto della produzione di alimenti è di 1.006 euro, e nel comparto della produzione di bevande 1.418 euro (secondo i dati dell’Ufficio statistico della Croazia 2020). Durante gli ultimi 12 anni, la produzione di alimenti ha segnato una crescita costante. Nel 2020 è cresciuta del +6,8% rispetto al 2008; mentre la produzione di bevande dal 2008 al 2020 è diminuita del -26,2%. Il settore della produzione di alimenti e bevande, uno dei principali nell’industria croata, contribuisce al 2,8% del PIL (dato del 2018). Una peculiarità da sottolineare è che le principali 10 imprese attive nel settore della produzione di alimenti sono quasi tutte di proprietà locale.</p>
<p><strong>Prodotti agroalimentari tutelati e distribuzione geografica delle denominazioni protette in Croazia</strong><br />
La Croazia, con 34 prodotti DOP IGP, nel comparto Cibo è tra i primi dieci Paesi dell’UE per numero di denominazioni agroalimentari protette. La Croazia ha inoltre 18 vini DOP, sei bevande spiritose IGP e un vino aromatizzato a Indicazione Geografica. Ultima registrazione dell’agosto 2021, è il Moscato di Momiano DOP. In Croazia i prodotti in fase di registrazione a livello UE vengono contrassegnati dai simboli ZOI, ZOZP, ZTS che indicano la tutela nazionale di transizione e in base alle disposizioni del Ministero dell’Agricoltura della Croazia, possono essere utilizzati solo per i prodotti per i quali il produttore possiede il certificato di conformità con il Regolamento emesso dall’organo di controllo autorizzato dal Ministero croato, il Bureau Veritas Croatia d.o.o., che ha ottenuto l’autorizzazione a essere l’organo di controllo per la verifica della conformità dei prodotti con il regolamento che definisce se si tratti di prodotto DOP, IGP o STG.</p>
<p><strong>Effetti della pandemia nel mercato croato</strong><br />
La pandemia, per quanto riguarda il mercato della Croazia, ha comportato inevitabilmente l’aumento del consumo di alimenti in casa. Durante i mesi di marzo e aprile 2020 i consumatori, costretti a cambiare le proprie abitudini alimentari, hanno aumentato la domanda di prodotti alimentari conservati e duraturi, il che ha influito negativamente sui produttori di frutta e verdura, carne fresca e latte. La produzione locale, a causa dell’insufficienza dell’agricoltura primaria locale, si orienta verso l’importazione di materie prime, tuttavia i problemi e i ritardi nel trasporto internazionale nel periodo pandemico hanno reso impossibile assicurare la continuità e l’ottimale organizzazione della produzione alimentare locale. Nell’industria alimentare, a seguito della crisi pandemica, si è sentito notevolmente il freno imposto dalle carenze della catena di fornitura, dai mercati al settore Horeca. Le imprese di produzione hanno visto perdite notevoli a causa della chiusura dei confini (il comparto carne dell’industria alimentare croata è fortemente orientato all’export, verso i mercati dell’Italia, dell’Austria e dei Balcani) e dei ristoranti (con la merce in attesa di distribuzione). Sulla base dei dati dell’Ufficio Statistico della Croazia, per il terzo quadrimestre del 2021, i prezzi medi di produzione dei prodotti agricoli sono cresciuti del +16,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il prezzo dei prodotti vegetali è cresciuto del +24,7%, mentre il prezzo dei bovini, polli e prodotti di carne del +1,1%. Il prezzo dei cereali è aumentato del +29,3%, della frutta del +5,5% e del vino del +11,9%.</p>
<p><em>A cura di ICE-Croazia</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2022_01</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/03/Consortium13-ICECroazia.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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