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	<title>Corpo Forestale dello Stato &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Corpo Forestale dello Stato &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Contraffazione: maxisequestro di vino da tavola spacciato per Amarone della Valpolicella DOP</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 10:48:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Falso Amarone della Valpolicella DOP  finisce sui banchi del supermercato ma viene sequestrato dal Corpo forestale dello Stato  . Venerdì scorso mentre si celebrava la giornata del «black friday», è culminata l&#8217;attività investigativa del Comando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Falso Amarone della Valpolicella DOP  finisce sui banchi del supermercato ma viene sequestrato dal Corpo forestale dello Stato  </strong>. Venerdì scorso mentre si celebrava la giornata del «black friday», è culminata l&#8217;attività investigativa del Comando provinciale di Verona, che dopo una intensa attività di intelligence ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di vino Amarone della Valpolicella, che in realtà era comune vino rosso da tavola, contraffatto nella natura e nell&#8217;origine, commercializzato in diversi punti vendita del nord Italia della catena della grande distribuzione Auchan.</p>
<p><strong>Le indagini, tuttora in corso</strong>, mirano ad individuare le responsabilità in una vasta <strong>rete criminale estesa sul territorio nazionale</strong>: le attività investigative hanno infatti visto la collaborazione dei Comandi provinciali di Venezia, Padova, Brescia, Modena, Vicenza, Roma e Taranto. Alle indagini ha collaborato Siquria, l&#8217;organo tecnico che si occupa ufficialmente della certificazione dei vino Amarone della Valpolicella.</p>
<p>“<strong>L&#8217;attività investigativa del Corpo forestale dello Stato si inquadra in una più ampia opera di prevenzione e di tutela dei consumatori e degli operatori del settore vitivinicolo</strong>, che operano quotidianamente nel solco della legalità e del rispetto dalle regole”, ha dichiarato il Generale Daniele Zovi, Comandante Regionale del corpo. Il comando provinciale di Verona ha comunicato che dai primi accertamenti analitici già eseguiti sul vino sequestrato <strong>non sussiste alcun pericolo per la salute pubblica&#8221;.</strong></p>
<p>“<strong>Quando si compra un Amarone bisogna scegliere marchi sicuri e a un prezzo adeguato</strong>”, commenta l&#8217;imprenditore<strong> Sandro Boscaini</strong>, presidente di Federvini e di Masi Agricola. “Plaudo ai controlli, ma in giro ci sono troppi personaggi disonesti che non dovrebbero più lavorare”.</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Arena</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/11/20161130_RS_LARENA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Aicig fa il punto sulle attività di verifica e salvaguardia delle DOP e IGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 09:43:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MARKETING DIGITALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna a riunirsi il Gruppo Legale AICIG per fare il punto sulle attività di monitoraggio del mercato nazionale e di salvaguardia dei prodotti a IG. Stavolta a San Daniele del Friuli, grazie alla collaborazione con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torna a riunirsi il <strong>Gruppo Legale AICIG</strong> per fare il punto sulle attività di monitoraggio del mercato nazionale e di salvaguardia dei prodotti a IG. Stavolta a San Daniele del Friuli, grazie alla collaborazione con il <strong>Consorzio del Prosciutto di San Daniele</strong> socio fondatore dell&#8217;Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche nella città simbolo identificativa di uno dei maggiori rappresentanti del <em>Made in Italy</em> agroalimentare nel mondo come il Prosciutto di San Daniele DOP.</p>
<p><em>Nell’ottica del continuo miglioramento nella tutela del prodotto e di una sempre maggior garanzia nei confronti dei consumatori – </em>dichiara il <strong>Direttore Generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele e Consigliere AICIG, Mario Emilio Cichetti</strong><em> – è stato avviato con Aicig, in parallelo all’ordinaria attività di vigilanza già svolta dai Consorzi, il monitoraggio collettivo e coordinato dei prodotti a Indicazione Geografica. Questo incontro di aggiornamento, che sarà ospitato presso la sede del Consorzio martedì 18 ottobre, permette di mantenere ottime sinergie tra tutti gli attori coinvolti e di sviluppare nuovi strumenti per la tutela dei prodotti. Tra questi, il rilevamento sulla distribuzione condotto da Ismea costituisce indubbiamente un ulteriore elemento nell’analisi di mercato del quale regolarmente ci avvaliamo.</em></p>
<p><em>“L&#8217;appuntamento di San Daniele</em> – premette il <strong>Segretario Generale di AICIG Leo Bertozzi</strong> &#8211; <em>si inserisce nel programma di Aicig per aggiornamento, formazione e divulgazione. Rivolto ai Consorzi di tutela dei prodotti DOP ed IGP, vini compresi, vuole essere una occasione per stimolare lo scambio di esperienze, l&#8217;analisi di casi concreti nel contesto delle attività di monitoraggio dei mercati, vigilanza e tutela realizzato dai Consorzi, in modo da individuare sinergie per una crescita complessiva del sistema. La presenza autorevole di ICQRF, Corpo Forestale, ISMEA</em> – aggiunge &#8211; <em>é significativa per indicare la collaborazione con la pubblica amministrazione con cui il mondo consortile opera per dare efficacia al sistema, garantendo le aspettative di produttori e consumatori”.</em></p>
<p>L’incontro, che si terrà il prossimo<strong> 18 ottobre </strong>presso la sede del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, sarà orientato ad approfondire non solo le tematiche relative al monitoraggio sul mercato interno, ma altresì ad analizzare e interpretare i risultati di tale attività così come quella di vigilanza e controllo sulle IG in generale. Ad intervenire, tra gli altri, saranno il Dirigente ISMEA <strong>Fabio Del Bravo</strong>, l’Ispettore Addetto ai Servizi Tecnici e Tutela del Consorzio del Prosciutto di San Daniele <strong>Federico Cecconi</strong>, il Direttore della Direzione Generale della Prevenzione e del contrasto alle frodi agroalimentari <strong>Oreste Gerini</strong> e il Vice Questore Aggiunto del Corpo Forestale dello Stato <strong>Amedeo De Franceschi</strong> al quale spetterà il compito di presentare il Programma Opson, nato con l&#8217;obiettivo di creare una sinergia operativa mirata alla prevenzione e repressione delle frodi agroalimentari.</p>
<p>La <strong>sessione di lavoro</strong> si prefigge dunque di fare il punto sull’avanzamento lavori in materia di monitoraggio e salvaguardia sul mercato italiano, puntando altresì a raccogliere elementi relativi alla presenza e al posizionamento dei prodotti Dop-Igp negli scaffali dei punti vendita o nelle vetrine on-line dei portali web al fine di individuare eventuali imitazioni, evocazioni e contraffazioni, pratiche commerciali sleali o svalorizzanti riferite alle denominazioni registrate e altresì monitorare l’adeguatezza delle politiche di prezzo adottate dalle catene distributive e nei negozi specializzati verificati.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.aicig.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche</a></strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/10/1014_INCONTRO-GRUPPO-LEGALE-SAN-DANIELE-DEL-FRIULI.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Nuovi casi di agropirateria Sos del Grana Padano DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/due-nuovi-casi-di-agropirateria-sos-del-grana-padano-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 10:32:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non passa giorno che l&#8217;agropirateria non sia al centro delle cronache del nostro Paese, con prodotti come il Grana Padano DOP continuamente danneggiati da chi non rispetta la legge&#8220;. Lo sostiene Stefano Berni, direttore del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non passa giorno che l&#8217;agropirateria non sia al centro delle cronache del nostro Paese, con <strong>prodotti come il Grana Padano DOP continuamente danneggiati da chi non rispetta la legge</strong>&#8220;. Lo sostiene <strong>Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano,</strong> commentando due notizie di cronaca che, in queste ore, hanno portato alla luce vere e proprie truffe. La prima si è verificata <strong>a</strong> <strong>Roma</strong> dove in un supermercato di una nota catena alimentare, venivano vendute delle confezioni di volgare formaggio similare etichettato come Grana Padano DOP. Il prodotto, grazie all&#8217;intervento degli agenti consortili che prontamente hanno portato il caso all&#8217;attenzione dei carabinieri del Nucleo Antifrode, è stato sequestrato e il titolare denunciato.</p>
<p>La seconda <strong>a Maddaloni, in provincia di Caserta</strong>, con un ambulante che ha riportato in evidenza su un formaggio similare bianco, senza marchio, la dicitura &#8220;Grana Riserve Padane&#8221;. Anche in questo caso, sempre in collaborazione con i carabinieri, il prodotto è stato sequestrato e a carico del commerciante è stato redatto un verbale di infrazione. &#8220;Si tratta di casi apparentemente poco clamorosi perché riguardano qualche decina di pezzi, ma che sommati fra loro &#8211; aggiunge Stefano Berni &#8211; portano a un danno economico immenso per le nostre aziende e per tutto il nostro sistema&#8221;. <strong>Un danno che, solo per il Grana Padano, vale 1 miliardo di euro, 700 milioni all&#8217;estero e 300 milioni in Italia</strong>. &#8220;Il Consorzio &#8211; prosegue il direttore &#8211; attraverso un proprio servizio di vigilanza, dotato di personale altamente specializzato e tecnicamente formato per prevenire, combattere e sconfiggere le frodi alimentari, vigila costantemente ma le truffe sono la quotidianità e anche grazie all&#8217;ottimo lavoro delle forze dell&#8217;ordine cerca di arginare questa piaga&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong>Gazzetta di Mantova</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/06/20160617_RS_GAZZETTA-DI-MANTOVA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Contraffazione: falso Ciauscolo IGP nelle Marche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/i-controlli-della-forestale-falso-ciauscolo-igp-nelle-marche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2016 10:11:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Contestate 27 sanzioni amministrative per un valore di oltre 96mila euro, tutte in applicazione delle norme sull&#8217;etichettatura degli alimenti ed in particolare dei prodotti certificati. E&#8217; il risultato della campagna di controllo avviata nei primi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Contestate <strong>27 sanzioni amministrative</strong> per un valore di oltre <strong>96mila euro</strong>, tutte in applicazione delle norme sull&#8217;etichettatura degli alimenti ed in particolare dei prodotti certificati. E&#8217; il risultato della campagna di controllo avviata nei primi mesi del 2016 dal <strong>Corpo forestale dello Stato delle Marche</strong> e conclusasi in questi giorni per il contrasto delle contraffazioni agroalimentari e l&#8217;agropirateria. Le irregolarità sono state riscontrate principalmente nelle province di Macerata (9 illeciti amministrativi) Pesaro (14) ed Ancona (4), per importi compresi tra <strong>1.000</strong> e <strong>6.000</strong> euro nei vari punti vendita: le contestazioni a Macerata hanno riguardato in particolare l&#8217;usurpazione della denominazione del <strong>Ciauscolo IGP</strong>.</p>
<p>I controlli hanno riguardato prodotti venduti al dettaglio presso i punti vendita della <strong>GDO </strong>e verso <strong>esercizi specializzati</strong> che commercializzano una vasta gamma di prodotti aventi certificazioni di qualità. Di particolare rilievo è stata l&#8217;azione di controllo effettuata sul web attraverso il controllo dell&#8217; <strong>e-commerce</strong> e delle recensioni on-line. <span style="line-height: 1.5;">Sanzionate anche pizze etichettate come <strong>made in Italy</strong>, con denominazioni chiaramente evocative di nomi italiani, ma in realtà prodotte in Svezia, contestati illeciti amministrativi riguardanti  l&#8217;etichettatura dei <strong>prodotti biologici </strong>(molti alimenti non riportavano una corretta indicazione dell&#8217; origine della materia prima biologica, in violazione dell&#8217; art.. 2 lett a) D.lgs 109/92 e dell&#8217;art 7 Reg UE 1169/11). Altri illeciti sono stati elevati per la mancata indicazione degli allergeni e degli ingredienti caratterizzanti.</span></p>
<p>Fonte: <strong>Corriere Adriatico</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/05/20160502_RS_CORRIERE-ADRIATICO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>L&#8217;olio extra? Era greco e pugliese Truffa scoperta con il test del Dna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lolio-extra-era-greco-e-pugliese-truffa-scoperta-con-il-test-del-dna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 10:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dicono che l&#8217;olio veniva dalla Grecia o dalla Puglia. E lo dicono in conferenza stampa, di fronte a fotografi e cameraman, per spiegare che quell&#8217;olio era venduto come extravergine di oliva Igp Toscano. In questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dicono che l&#8217;olio veniva dalla Grecia o dalla Puglia. E lo dicono in conferenza stampa, di fronte a fotografi e cameraman, per spiegare che quell&#8217;olio era venduto come extravergine di oliva Igp Toscano. In questa prima tranche dell&#8217;inchiesta, fa sapere il procuratore capo Raffaella Capasso, sono circa <strong>2oo i quintali sequestrati</strong>. E sono 47 le persone che hanno ricevuto un&#8217;avviso di garanzia: alcuni commercianti e titolari di frantoi sono sospettati di frode in commercio e contraffazione di olio IGP. Circa cinquanta tra società e imprenditori individuali, sono state perquisite. La presunta attività illecita, spiega una nota del procuratore della Repubblica di Grosseto Raffaella Capasso, è stata scoperta anche grazie all&#8217;<strong>analisi del Dna dell&#8217;olio</strong>, utilizzata per le indagini solo di recente, ma considerata l&#8217;unica in grado di caratterizzare in maniera inequivocabile specie e varietà diverse di olive dalle quali sia stato prodotto olio extravergine.</p>
<p>Sulla questione è intervenuto il <strong>presidente del Consorzio Igp Toscano, Fabrizio Filippi</strong>: “<strong>Tolleranza zero</strong> nei confronti di frodatori e contraffattori che macchiano l’immagine e la credibilità dell’olio extravergine di oliva toscano”. Tutto è partito, come riporta Teatronaturale.it – proprio da una segnalazione del Consorzio di tutela. “Abbiamo riscontrato frangiture anomale – ha spiegato Filippi – e abbiamo sollecitato l’organismo di controllo a indagare, di concerto con le autorità. Ripeto: l’olio Toscano IGP ha un nome e una credibilità da difendere a livello nazionale e internazionale. Il Consorzio è stato, è e sarà sempre vigile di fronte a potenziali irregolarità. Non facciamo sconti a nessuno e non accettiamo macchie sull’immagine del nostro olio. Abbiamo piena fiducia nella magistratura. Questa operazione dimostra che laddove c’è attenzione e ci sono controlli i truffatori vengono scoperti e puniti, a tutto beneficio delle aziende oneste e sane del territorio toscano.”</p>
<p>Fonte: <strong>Il Corriere Fiorentino</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2016/03/20160303_RS_IL-CORRIERE-FIORENTINO.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lolio-extra-era-greco-e-pugliese-truffa-scoperta-con-il-test-del-dna/">L&#8217;olio extra? Era greco e pugliese Truffa scoperta con il test del Dna</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Mipaaf: agroalimentare, nel 2015 oltre 100mila controlli e 81 milioni di euro di sequestri</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mipaaf-agroalimentare-nel-2015-oltre-100mila-controlli-e-81-milioni-di-euro-di-sequestri/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2016 10:51:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2015, grazie alle operazioni dei 4 organismi di controllo &#8211; Ispettorato repressione frodi (ICQRF), Nuclei Antifrodi Carabinieri/Comando Carabinieri politiche agricole e alimentari (NAC), Corpo forestale dello Stato e Capitanerie di Porto-Guardia Costiera &#8211; sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <strong>2015</strong>, grazie alle operazioni dei 4 organismi di controllo &#8211; <strong>Ispettorato repressione frodi</strong> (ICQRF), <strong>Nuclei Antifrodi Carabinieri</strong>/Comando Carabinieri politiche agricole e alimentari (NAC), <strong>Corpo forestale dello Stato</strong> e <strong>Capitanerie di Porto-Guardia Costiera</strong> &#8211; sono stati effettuati oltre <strong>107mila controlli</strong> per un valore complessivo di<strong> 81 milioni di euro di sequestri</strong> nell&#8217;<strong>agroalimentare italiano</strong>. Sono state inoltre emesse più di 10mila sanzioni e oltre 1.700 persone sono state segnalate all&#8217;Autorità giudiziaria.</p>
<p>Tra i principali <strong>strumenti</strong> messi in campo dal <strong>Ministero delle Politiche agricole</strong>, il <strong>Registro unico dei controlli</strong>, fondamentale per evitare la duplicazione delle verifiche nelle aziende e rendere più efficiente il lavoro degli organismi, che ha portato nel 2015 ad effettuare oltre <strong>2.700 diffide</strong>. Con la <strong>tutela &#8216;ex officio&#8217; delle Dop e Igp</strong> comunitarie sono stati esaminati <strong>102 casi</strong> che hanno permesso di far togliere dagli scaffali in molti Paesi d&#8217;Europa falsi prosciutti, formaggi, oli extra vergini di oliva, vini e aceti a denominazione. Di grande rilievo anche l&#8217;attività di contrasto al falso Made in Italy sul web che hanno portato, grazie alle <strong>collaborazioni</strong> avviate con i maggiori <strong>players mondiali dell&#8217;e-commerce</strong> come eBay e Alibaba, a <strong>circa 400 segnalazioni</strong>.</p>
<p>Nel 2015, solo su Alibaba, è stato fermato un potenziale flusso mensile di 15.100 tonnellate di falso Gorgonzola, 2 milioni di litri di falso Aceto Balsamico di Modena IGP e quasi 13 milioni di bottiglie di falso Prosecco. Nell&#8217;ultimo mese e con un&#8217;unica operazione, è stata bloccata una frode da 5 mila tonnellate al mese di Parmesan, pari alla metà della produzione mensile dell&#8217;autentico Parmigiano Reggiano DOP. In occasione delle festività natalizie, sono stati intensificati i controlli su tutto il territorio nazionale, in particolare sui prodotti a maggior consumo in questo periodo, ponendo particolare attenzione alle indicazioni riportate in <strong>etichetta</strong> e alla <strong>tracciabilità</strong> dei prodotti, ma soprattutto la <strong>salubrità</strong> e <strong>sicurezza</strong> degli alimenti posti in commercio, al fine di assicurare una corretta e trasparente informazione ai consumatori.</p>
<p>Fonte: <strong>Mipaaf</strong></p>
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		<title>Olio nel mirino 1 bottiglia su 3 senza tappo antirabbocco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 10:37:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una raffica di multe e di diffide. E quasi una bottiglia su tre &#8220;irregolare&#8221;. È pesante il bilancio del Corpo forestale della Toscana, dopo mesi di controlli a tappeto sul rispetto della legge (approvata circa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una raffica di multe e di diffide. E quasi <strong>una bottiglia su tre &#8220;irregolare&#8221;</strong>. È pesante il bilancio del <strong>Corpo forestale della Toscana</strong>, dopo mesi di <strong>controlli a tappeto</strong> sul rispetto della legge (approvata circa un anno fa) che impone ai ristoratori l&#8217;uso dei tappi anti rabbocco per l&#8217;olio extra vergine di oliva. Una legge pensata a tutela del consumatore, per garantire la tracciabilità del prodotto, ma che da subito ha scatenato polemiche da parte dei commercianti per il conseguente aumento dei costi. Gli accertamenti hanno riguardato tutte le province, per un totale di 234 locali visitati (in particolare ristoranti ma anche alberghi e stabilimenti balneari): 63, in tutto, quelli finiti in mirino per il mancato utilizzo del sistema anti rabbocco.</p>
<p>I prodotti non sono stati analizzati: gli investigatori ipotizzano però che in diversi casi l&#8217;olio ritrovato nelle bottiglie fosse diverso da quello indicato nelle etichette. «In alcuni ristoranti continuano ad essere proposte al clienti <strong>oliere completamente anonime</strong>, oppure confezioni etichettate e sigillate con tappi convenzionali, ma che presentano evidenti segni di riutilizzo», commenta il commissario capo Alessio Brogi.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/new/2015/12/20151223_RS_LA-REPUBBLICA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica</strong></p>
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		<title>E-Commerce Food: garantita la tutela dei consumatori?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/e-commerce-food-garantita-la-tutela-dei-consumatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 10:52:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[E-COMMERCE]]></category>
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		<category><![CDATA[MARKETING DIGITALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E-commerce e tutela dei consumatori: dalla ricerca realizzata da Movimento a Difesa del Cittadino, Frodialimentari.it e Corpo Forestale dello Stato emergerebbe un quadro con molte contraddizioni e insidie; in difetto, infatti, più di un portale su due se [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E-commerce</strong> e <strong>tutela</strong> dei <strong>consumatori</strong>: dalla <strong>ricerca</strong> realizzata da <strong><a href="http://www.difesadelcittadino.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Movimento a Difesa del Cittadino</a></strong>, <strong><a href="http://frodialimentari.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Frodialimentari.it</a></strong> e <strong><a href="http://www.corpoforestale.it/Home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Corpo Forestale dello Stato</a></strong> emergerebbe un quadro con molte contraddizioni e insidie; in difetto, infatti, più di un portale su due se si parla di etichette, e quasi due su tre se si considera il diritto di recesso della merce acquistata. Dei 106 siti web per l&#8217;e-commerce monitorati, tutti specializzati nella vendita di cibo, il <strong>51%</strong> non applica come dovrebbe il regolamento in materia di <strong>etichettatura</strong>, limitandosi a fornire ai clienti notizie carenti e incomplete sugli ingredienti dei prodotti, omettendo addirittura l&#8217;indicazione  della presenza di allergeni.</p>
<p>La metà dei portali non ha inoltre aggiornato le informazioni sul <strong>diritto di recesso</strong> al decreto legislativo del 2014 (che ha prolungato il tempo per esercitarlo da 10 a 14 giorni) e, comunque, tra i siti a norma solo in due casi sono stati trovati moduli corredati di indirizzo a cui spedire la richiesta di ripensamento. Infine &#8220;ombre&#8221; anche sul fronte delle <strong>recensioni online</strong> nel settore della ristorazione: un sondaggio rivela che il <strong>34%</strong> dei recensori ammette di non dire il vero, mentre il <strong>7%</strong> dichiara di non scrivere sempre i propri giudizi in maniera obiettiva, per motivi legati alla conoscenza diretta del titolare, o dal fatto che le opinioni vengono pubblicate su invito esplicito di un conoscente. Una realtà ricca di opportunità, quella virtuale legata al food e all&#8217;e-commerce, ma che necessita di regole e comportamenti atti a garantire la tutela dei consumatori, la loro consapevolezza e, soprattutto, la loro sicurezza.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.foodweb.it/2015/12/commerce-nel-food-la-tutela-dei-consumatori-rischio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">foodweb.it</a></strong></p>
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		<title>Olio EVO: maxi truffa in Puglia sequestrate 7.000 tonnellate di falso Made in Italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/olio-evo-maxi-truffa-in-puglia-sequestrate-7-000-tonnellate-di-falso-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 11:17:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sequestrate dal Corpo forestale dello Stato 7 mila tonnellate di falso olio extravergine di oliva &#8220;100% made in Italy&#8221;, nell&#8217;ambito di un’operazione condotta in Puglia nelle province di Bari e Brindisi. L’indagine trae origine dalla difficile raccolta della campagna olivicola [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sequestrate dal <strong><a href="http://www.corpoforestale.it/Home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Corpo forestale dello Stato</a> </strong></strong><strong>7 mila tonnellate</strong> <strong>di falso olio extravergine di oliva &#8220;100% made in Italy&#8221;, </strong>nell&#8217;ambito di un’operazione condotta in Puglia nelle province di Bari e Brindisi. L’indagine trae origine dalla difficile raccolta della campagna olivicola 2014-2015, che aveva generato importazioni di materia prima da Spagna, Grecia, Marocco e Tunisia per il 70-80% della produzione nazionale. Gli investigatori del NAF, specializzati nella lotta alle frodi agroalimentari, si sono rivolti all’<strong><a href="http://www.cnr.it/istituti/DatiGenerali.html?cds=041" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Istituto di Bioscienze e Biorisorse</a></strong> di Perugia per stabilire l’origine geografica di molte partite di olio extra vergine di oliva etichettato come “100% italiano”. Secondo gli investigatori l’olio era ottenuto mediante la miscelazione di oli extravergini provenienti anche da Siria, Turchia, Marocco e Tunisia.</p>
<p>Il metodo utilizzato per risalire all&#8217;origine dell&#8217;olio è quello della<strong> Risonanza Magnetica Nucleare </strong>che delinea i profili metabolici dell’olio che variano in funzione delle condizioni pedoclimatiche, sistema usato anche per i vini, per il latte della mozzarelle di bufala e altre coltivazioni o allevamenti. Tali analisi, naturalmente, permettono di accertare solo l’origine dell’olio, e non la sua qualità: nel caso specifico dell’extravergine la prova più  importante per valutare la bontà è l’esame organolettico, affidato ad un panel di assaggiatori professionisti che accertare l’assenza di difetti. Pertanto si può parlare di una vera &#8220;maxifrode&#8221; che ha interessato un quantitativo di circa 7.000 tonnellate di olio pari a circa l’1% del quantitativo importato l’anno scorso: il carattere della la truffa, è bene sottolinearlo, ha un carattere puramente commerciale e trova giustificazione nel fatto che l’olio Made in Italy si vende ad un prezzo superiore di  1-2 euro al litro. Nulla si può dire invece sulla qualità di quest’olio che promette essere di ottima qualità.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.ilfattoalimentare.it/olio-extravergine-maxi-truffa-puglia-sequestrate-7-000-tonnellate-falso-made-italy-non-un-problema-qualita.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ilfattoalimentare.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/olio-evo-maxi-truffa-in-puglia-sequestrate-7-000-tonnellate-di-falso-made-in-italy/">Olio EVO: maxi truffa in Puglia sequestrate 7.000 tonnellate di falso Made in Italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Workshop sulla rete internazionale di controllo Opson</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/workshop-sulla-rete-internazionale-di-controllo-sui-reati-agroalimentari-opson/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 10:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[EXPO 2015]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giorno 28 ottobre &#8211; ore 14.15, presso EXPO Milano, Palazzo Italia &#8211;  Fondazione Qualivita parteciperà al covegno &#8220;OPSON network: the way forward&#8221; , un incontro organizzato dal Corpo forestale dello Stato sul tema della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno <strong>28 ottobre</strong> &#8211; ore 14.15, presso <a href="http://www.expo2015.org/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EXPO Milano</a>, Palazzo Italia &#8211;  <strong>Fondazione Qualivita</strong> parteciperà al covegno &#8220;<strong>OPSON network: the way forward</strong>&#8221; , un incontro organizzato dal <a href="http://www.corpoforestale.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Corpo forestale dello Stato</strong></a> sul tema della <strong>lotta contraffazione dei prodotti agroalimentari in ambito internazionale</strong>.</p>
<p>A partire dal 2010 il Corpo forestale dello Stato, sotto l’egida di <strong>Interpol ed Europol</strong>, ha promosso la creazione di una rete internazionale di controllo, denominata Opson, con la finalità precipua di contrastare l’emergente crimine della contraffazione dei prodotti agroalimentari.</p>
<p>Questo workshop, che vede la collaborazione organizzativa del Corpo forestale dello Stato con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (S.C.I.P.) della Direzione Centrale di Polizia Criminale del Ministero dell’Interno, servirà a redigere un <strong>bilancio dei risultati conseguiti</strong> in questi cinque anni di attività, in modo da delineare le possibili <strong>linee guida</strong> per i futuri sviluppi della rete.</p>
<p>Fonte: <strong>Corpo forestale dello Stato</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="  wp-image-164586 alignleft" src="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Programma-11.jpg" alt="Programma-1" width="430" height="625" /> <img class="aligncenter  wp-image-164588" src="https://www.qualivita.net/wp-content/uploads/2020/05/Programma-21.jpg" alt="Programma-2" width="430" height="561" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/workshop-sulla-rete-internazionale-di-controllo-sui-reati-agroalimentari-opson/">Workshop sulla rete internazionale di controllo Opson</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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