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	<title>Origin Italia &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Origin Italia &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Verona chiama a raccolta il sistema ortofrutticolo DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-verona-chiama-a-raccolta-il-sistema-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 07:02:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 27 luglio a Villa Spinola il convegno promosso dal Consorzio Pesca di Verona Igp riunirà istituzioni, Consorzi, università e mercato Verona si prepara a diventare, per una sera, il punto di riferimento nazionale del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lunedì 27 luglio a Villa Spinola il convegno promosso dal Consorzio Pesca di Verona Igp riunirà istituzioni, Consorzi, università e mercato</em></p>
<p>Verona si prepara a diventare, per una sera, il punto di riferimento nazionale del sistema delle Indicazioni geografiche. <strong>Lunedì 27 luglio alle ore 19, nella storica Villa Spinola di Bussolengo, il Consorzio della Pesca di Verona Igp </strong>in collaborazione con la Fondazione prodotti agricoli di Bussolengo e Pescantina promuove un convegno che riunirà alcuni tra i più autorevoli protagonisti del mondo delle Dop e Igp italiane, delle istituzioni, dell’università e del mercato. L’appuntamento rappresenta un momento di confronto sul ruolo strategico delle certificazioni europee come leva di competitività, tutela delle produzioni e sviluppo economico dei territori.</p>
<p>Ad aprire i lavori <strong>sarà il presidente di Origin Italia</strong>, l’organizzazione che rappresenta oltre novanta Consorzi di tutela dell’agroalimentare italiano, chiamata a offrire una visione sul futuro delle Indicazioni geografiche e sulle sfide che attendono il settore. Tra le testimonianze più significative quella del Cioccolato di Modica Igp, recentemente protagonista della collaborazione con Bauli per una speciale colomba, esempio di come un prodotto certificato possa diventare valore aggiunto anche per la grande industria alimentare italiana.<br />
Accanto a questa esperienza sarà raccontato il percorso della Lenticchia di Altamura Igp, una produzione che grazie al riconoscimento europeo è passata dal rischio di estinzione a simbolo di sviluppo del proprio territorio. Al centro del dibattito ci saranno anche le due eccellenze veronesi già riconosciute dall’Unione Europea: <strong>Pesca di Verona Igp e Radicchio di Verona Igp</strong>, esempi concreti di come il marchio europeo possa generare valore lungo tutta la filiera agricola. Il convegno lancerà inoltre un messaggio chiaro alle istituzioni.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.italiafruit.net/indicazioni-geografiche-verona-chiama-a-raccolta-il-sistema-dop-e-igp" target="_blank" rel="noopener">Italia Fruit News.net</a></p>
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		<title>Cinta Senese DOP: trema un sistema che vale 5,5 milioni di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cinta-senese-dop-trema-un-sistema-che-vale-55-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 07:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza</em></p>
<p>A rischio una filiera da cinque milioni e mezzo di euro, quello della cinta senese dop, un maiale parte della tradizione toscana e della storia di Siena nel tempo diventato simbolo del made in Italy. A lanciare l&#8217;allarme è il Consorzio di Tutela dopo i nuovi focolai in Toscana di peste suina, un&#8217;emergenza sanitaria che rischia di travolgere gli allevamenti allo stato brado e semi brado e di cancellare un patrimonio genetico costruito in decenni.</p>
<p><strong>I numeri parlano di 79 allevatori, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione</strong> compongono l&#8217;intero sistema produttivo della razza suina autoctona toscana. <strong>Nel corso del 2025 sono stati certificati 3.135 capi macellati, per un totale di 617.423 chilogrammi di mezzene</strong>, oltre 617 tonnellate. Un dato che assume particolare rilievo se rapportato alla distribuzione territoriale degli allevamenti: su settanta aziende riconosciute dal sistema di controllo, ben 52 sono concentrate tre province, Siena (24), Firenze e Grosseto (14 ciascuna). Una concentrazione che, in caso di focolaio in una di queste aree, potrebbe avere effetti sproporzionati sull&#8217;intero comparto.</p>
<p><strong> Dopo i casi recenti</strong>, che non hanno riguardato solo cinghiali selvatici che abitano nei boschi ma anche maiali di allevamento, con un aggravarsi ella situazione, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha deciso di <strong>nominare un commissario straordinario per gestire l&#8217;emergenza della peste suina africana</strong>: sarà il medico veterinario dell&#8217;Asl Toscana Sud Est Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di prevenzione territoriale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale, non più a un&#8217;ipotesi lontana», <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">dichiara il presidente del Consorzio Nicolò Savigni</a>, ricordando che dall&#8217;agosto 2024 è al vaglio delle istituzioni un progetto per costituire, in un sito isolato e ad alta biosicurezza, un nucleo di riserva genetica composto da 12-15 femmine e 3 maschi riproduttori. A quasi due anni dal primo sopralluogo, però, il sito non è stato individuato, l&#8217;istruttoria sanitaria non è completa e il nucleo non è stato costituito.</p>
<p>Per <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>, la posta in gioco supera i confini toscani: «La Cinta Senese è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell&#8217;intero Paese. Perderla significherebbe un danno irreversibile».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nazione &#8211; Pisa</strong></p>
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		<title>Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie» L&#8217;allarme, scattato già [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/">Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie»</em></p>
<p>L&#8217;allarme, scattato già da un paio di anni, è ora ai massimi livelli: la diffusione del<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;epidemia di peste suina rischia di mettere a rischio gli allevamenti di cinta senese</a>.</p>
<p>«Rischiamo l&#8217;estinzione della razza», dice senza tanti giri di parole <strong>Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della cinta senese Dop</strong>. Quella dei suini neri con la striscia bianca dalla carne pregiata, allevati in stato brado o semibrado.</p>
<p>«Stiamo lavorando da tempo a un progetto di salvaguardia della specie, ora che la situazione è così allarmante spero che si riesca ad accelerare», <strong>aggiunge Mauro Rosati, direttore generale di Qualivita</strong>.</p>
<p>Per capire i timori, bisogna partire dai numeri: il Consorzio raduna in tutta la regione 79 allevatori, 6 macelli, 18 imprese di trasformazione.</p>
<p>La stima è di circa 3.300 capi. «<strong>Sotto la soglia di tremila si rischia l&#8217;estinzione &#8211; sottolinea Savigni</strong> &#8211; e con la diffusione della peste suina il rischio è che qualcuno sia tentato di bloccare la riproduzione e vendere i capi. Spero che ora il commissario superi lentezze burocratiche e rimpalli di responsabilità che stanno bloccando i nostri progetti di tutela».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <b>La Nazione &#8211; Siena</b></p>
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		<title>Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:12:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I primi casi di peste suina rinvenuti in Toscana hanno spinto all’abbattimento di 300 capi di Cinta Senese DOP, il 10% del patrimonio totale. L’allevamento allo stato brado espone gli animali al contagio Maialino di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I primi casi di peste suina rinvenuti in Toscana hanno spinto all’abbattimento di 300 capi di Cinta Senese DOP, il 10% del patrimonio totale. L’allevamento allo stato brado espone gli animali al contagio</em></p>
<p>Maialino di Cinta Senese a rischio estinzione a causa della Peste suina africana. A dare l’<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">allarme è lo stesso <strong>Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP</strong></a> dopo i primi abbattimenti di capi avvenuti nei giorni scorsi. Il primo focolaio in un allevamento toscano è stato individuato a Comano, in provincia di Massa-Carrara, mentre nei giorni scorsi due suini rinvenuti morti in un allevamento di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, sono risultati positivi al virus.</p>
<h4>Abbattuto il 10% dell’intero patrimonio di 3mila capi</h4>
<p>Nei giorni scorsi sono stati abbattuti 300 capi circa il 10% di un patrimonio che è di circa 3mila capi in tutto.</p>
<p>Il maialino di Cinta Senese è <strong>allevato soprattutto allo stato brado o semibrado</strong> caratteristica fondamentale per la qualità delle sue carni ma che rende però i capi particolarmente esposti al contagio il cui veicolo principale è rappresentato dai cinghiali selvatici.</p>
<h4>Consorzio Dop: siamo davanti a un pericolo reale</h4>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale – ha commentato il <strong>presidente del Consorzio della Cinta Senese Dop,</strong> <strong>Nicolò Savigni</strong> -. Gli allevatori hanno rafforzato la biosicurezza interna, anche grazie ai contributi ricevuti, ma fuori dai confini aziendali il rischio resta al di fuori del loro controllo. Non possono essere lasciati soli: ogni allevamento di Cinta Senese deve essere considerato un presidio da difendere».</p>
<p>[…]</p>
<h4>Istituire un incubatore per preservare il patrimonio genetico</h4>
<p>«La principale ipotesi allo studio con il Commissario e le istituzioni – ha spiegato il <strong>direttore della Fondazione Qualivita</strong>, <strong>Mauro Rosati</strong> – è creare una sorta di incubatore nel quale inserire 12 verri e 12 scrofe in modo da assicurarsi un presidio di conservazione del patrimonio genetico. Con la peste suina alle porte il rischio estinzione è davvero reale».</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/per-peste-suina-rischio-estinzione-maialino-cinta-senese-AJvfd2M" target="_blank" rel="noopener">Il Sole 24 Ore.it</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 07:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[peste suina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi, sulla Cinta Senese DOP colpita dalla peste suina: È un patrimonio storico, genetico, culturale “La Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana: è un patrimonio storico, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/">Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi, sulla Cinta Senese DOP colpita dalla peste suina: È un patrimonio storico, genetico, culturale<br />
</em></p>
<p>“La <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana</a>: è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell’intero Paese”. Così <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>. “La sua filiera è alla base di una produzione tutelata a livello europeo con la Denominazione di Origine Protetta e rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy agroalimentare.</p>
<p>La perdita di questo patrimonio – prosegue Baldrighi – provocherebbe un danno irreversibile non soltanto agli allevatori e al territorio toscano, ma anche all’immagine e alla credibilità dell’intero sistema italiano delle DOP e IGP. Per questo è indispensabile che le istituzioni intervengano con la massima urgenza”.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://askanews.it/2026/07/17/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener">AskaNews.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/">Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Peste suina africana, l’allarme del Consorzio: «La Cinta Senese rischia di scomparire»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 11:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente Nicolò Savigni: «Dal 2024 chiediamo alle istituzioni di costituire un nucleo di riproduttori in un luogo isolato e protetto. Il tempo dei rinvii è finito: servono decisioni immediate per salvare la razza e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/">Peste suina africana, l’allarme del Consorzio: «La Cinta Senese rischia di scomparire»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presidente <strong>Nicolò Savigni</strong>: «Dal 2024 chiediamo alle istituzioni di costituire un nucleo di riproduttori in un luogo isolato e protetto. Il tempo dei rinvii è finito: servono decisioni immediate per salvare la razza e le aziende della filiera». <strong>Cesare Baldrighi, </strong>Origin Italia: «Non possiamo perdere un simbolo del Made in Italy»</em></p>
<p>La diffusione della Peste Suina Africana in Toscana mette seriamente a rischio la sopravvivenza della Cinta Senese, una delle razze suine autoctone più antiche e rappresentative del patrimonio agroalimentare italiano.</p>
<p>A lanciare l’allarme è il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP, dopo i recenti casi di positività riscontrati anche negli allevamenti suini della regione. Il primo focolaio in un allevamento toscano è stato individuato a Comano, in provincia di Massa-Carrara, mentre nei giorni scorsi due suini rinvenuti morti in un allevamento di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, sono risultati positivi al virus.</p>
<p>Una situazione che conferma l’avanzamento dell’emergenza e rende sempre più concreto il pericolo per gli allevamenti di Cinta Senese. La Peste Suina Africana non è trasmissibile all’uomo, ma colpisce i suini domestici e i cinghiali e, in caso di focolaio, può comportare l’adozione di misure sanitarie particolarmente severe, fino all’abbattimento di tutti gli animali presenti nell’allevamento.</p>
<h4>Una razza particolarmente esposta</h4>
<p>La Cinta Senese viene allevata prevalentemente allo stato brado o semibrado, secondo un modello produttivo strettamente legato ai boschi, ai pascoli e alle aree rurali della Toscana. Gli animali vivono quotidianamente all’aperto e si alimentano principalmente attraverso il pascolamento.</p>
<p>Questa caratteristica, fondamentale per la qualità e l’identità della produzione, rende tuttavia molto più complesso garantire una separazione completa dalla fauna selvatica e, in particolare, dai cinghiali.</p>
<p>Molti allevamenti sono inoltre localizzati in territori collinari, montani e marginali, spesso caratterizzati da un’elevata densità di fauna selvatica. In queste condizioni, anche applicando rigorosamente le misure di biosicurezza all’interno delle aziende, risulta estremamente difficile eliminare ogni possibile rischio di contatto, diretto o indiretto, con il virus.</p>
<p>Fino a oggi sono stati messi a disposizione contributi per rafforzare la biosicurezza all’interno degli allevamenti, sostenendo interventi sulle recinzioni, sugli accessi, sulle strutture e sulle procedure aziendali. Si tratta di misure necessarie, ma non sufficienti: al di fuori dei perimetri aziendali il contenimento del rischio resta una vera e propria emergenza, legata soprattutto alla presenza e agli spostamenti della fauna selvatica.</p>
<p>Ad oggi, tuttavia, le aziende allevatrici di Cinta Senese non sono trattate dalle istituzioni come presìdi strategici da difendere, nonostante custodiscano un patrimonio genetico e produttivo di interesse collettivo. Occorrono quindi interventi coordinati anche sul territorio esterno agli allevamenti, attraverso una maggiore sorveglianza, il contenimento del rischio e misure specifiche di protezione delle aziende.</p>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale, non più a un’ipotesi lontana», dichiara <strong>Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP</strong>. «La Cinta Senese vive all’aperto, nei boschi e nei territori rurali della Toscana. È proprio questo legame con l’ambiente a renderla unica, ma oggi rappresenta anche un elemento di forte vulnerabilità. Un solo focolaio in uno degli allevamenti più importanti potrebbe compromettere irreversibilmente il patrimonio genetico della razza. Gli allevatori hanno rafforzato la biosicurezza interna, anche grazie ai contributi ricevuti, ma fuori dai confini aziendali il rischio resta al di fuori del loro controllo. Non possono essere lasciati soli: ogni allevamento di Cinta Senese deve essere considerato un presidio da difendere».</p>
<h4>Dal 2024 il progetto per salvaguardare il patrimonio genetico</h4>
<p>Il Consorzio si è attivato fin dall’agosto 2024, coinvolgendo le istituzioni regionali e nazionali nella definizione di un progetto finalizzato alla costituzione di una riserva genetica della Cinta Senese in un luogo isolato, protetto e sottoposto a misure di biosicurezza rafforzata.</p>
<p>Il progetto prevede la creazione di un nucleo composto indicativamente da <strong>12-15 femmine e 3 maschi riproduttori</strong>, da trasferire in un sito caratterizzato da un rischio epidemiologico minimo.</p>
<p>Dal primo sopralluogo effettuato nell’agosto 2024 sono state esaminate, insieme ad ANAS e agli altri soggetti coinvolti, diverse possibili soluzioni localizzative in aree isolate e protette, potenzialmente idonee a ospitare il nucleo in condizioni di elevata biosicurezza.</p>
<p>L’obiettivo è mettere in sicurezza un nucleo essenziale di riproduttori, capace di assicurare la conservazione della razza e di consentirne, in caso di emergenza, la futura ricostituzione.</p>
<p>Nonostante il lavoro svolto, la disponibilità manifestata da più soggetti e il riconoscimento della validità tecnica dell’iniziativa, a distanza di quasi due anni non è stata ancora assunta una decisione operativa definitiva. Non è stato formalmente individuato il sito, non è stata completata l’istruttoria sanitaria e non è stato costituito il nucleo di riproduttori.</p>
<h4>A rischio anche la sopravvivenza economica delle aziende</h4>
<p>L’emergenza non riguarda soltanto la conservazione della razza. Gli allevatori della filiera sono fortemente preoccupati per il futuro delle proprie imprese, molte delle quali hanno costruito l’intera attività economica sull’allevamento e sulla valorizzazione della Cinta Senese.</p>
<p>Si tratta spesso di aziende familiari situate nelle aree interne della Toscana, nelle quali l’allevamento contribuisce alla manutenzione dei boschi, al presidio del territorio, alla tutela della biodiversità e al mantenimento di attività economiche e occupazionali.</p>
<h4>Baldrighi, Origin Italia: «Non possiamo perdere un simbolo del Made in Italy»</h4>
<p>«La Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana: è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell’intero Paese», dichiara <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>.</p>
<p>«La sua filiera è alla base di una produzione tutelata a livello europeo con la Denominazione di Origine Protetta e rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy agroalimentare. La perdita di questo patrimonio provocherebbe un danno irreversibile non soltanto agli allevatori e al territorio toscano, ma anche all’immagine e alla credibilità dell’intero sistema italiano delle DOP e IGP. Per questo è indispensabile che le istituzioni intervengano con la massima urgenza».</p>
<h4>Le richieste alle istituzioni del Presidente Nicolò Savigni</h4>
<p>Il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP chiede alla <strong>Regione Toscana</strong>, al <strong>Ministero della Salute</strong>, al <strong>Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste</strong> e al <strong>Commissario straordinario alla Peste Suina Africana</strong> di intervenire con azioni concrete e immediate e, in particolare.</p>
<p>«Non chiediamo nuove dichiarazioni di intenti, ma atti concreti», conclude il presidente Nicolò Savigni. «Il tempo delle valutazioni e dei rimpalli amministrativi è terminato. Chiediamo alle istituzioni nazionali e regionali di intervenire immediatamente, perché oggi possiamo ancora salvare la Cinta Senese. Domani potrebbe essere troppo tardi».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.cintasenesedop.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/COMUNICATO-CINTA-SENESE-1.pdf">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>DOP e IGP, l’Italia ratifica l’Atto di Ginevra: più tutela sui mercati esteri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:44:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo quadro amplia la protezione internazionale dalle denominazioni di origine a tutte le indicazioni geografiche attraverso il Sistema di Lisbona. Per l’Italia entrerà in vigore il 14 ottobre 2026, rafforzando gli strumenti a disposizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il nuovo quadro amplia la protezione internazionale dalle denominazioni di origine a tutte le indicazioni geografiche attraverso il Sistema di Lisbona. Per l’Italia entrerà in vigore il 14 ottobre 2026, rafforzando gli strumenti a disposizione delle filiere agroalimentari contro imitazioni e abusi</em></p>
<p>L’Italia ha depositato presso l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale, la WIPO, lo strumento di ratifica dell’<strong>Atto di Ginevra dell’Accordo di Lisbona sulle denominazioni di origine e le indicazioni geografiche</strong>. La formalizzazione è avvenuta il 14 luglio a Ginevra, durante le Assemblee 2026 della WIPO, con la consegna del documento da parte del Sottosegretario al MASAF Patrizio La Pietra al Direttore generale dell’Organizzazione, Daren Tang.</p>
<p>Il deposito completa il percorso avviato con la <strong>legge 14 gennaio 2026, n. 13</strong>, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio, con la quale il Parlamento ha autorizzato la ratifica e l’esecuzione dell’Atto adottato a Ginevra il 20 maggio 2015. Per l’Italia le nuove disposizioni entreranno formalmente in vigore il <strong>14 ottobre 2026</strong>, tre mesi dopo il deposito dello strumento di ratifica.</p>
<h4>Dal vecchio Accordo di Lisbona a un sistema più ampio</h4>
<p>L’Accordo di Lisbona del 1958, del quale l’Italia è stata uno dei Paesi fondatori, era rivolto esclusivamente alle denominazioni di origine, ossia ai nomi riferiti a prodotti caratterizzati da un legame particolarmente intenso con il territorio di provenienza.</p>
<p>L’Atto di Ginevra modernizza questo impianto ed estende il sistema internazionale anche alle <strong>indicazioni geografiche</strong>, rendendolo maggiormente compatibile con i diversi modelli di tutela adottati a livello nazionale e regionale. Possono inoltre aderire anche organizzazioni intergovernative come l’Unione europea.</p>
<p>Il meccanismo consente di richiedere la protezione di una denominazione in più giurisdizioni attraverso <strong>un’unica procedura di registrazione presso la WIPO e il pagamento di un solo insieme di tasse</strong>, evitando di presentare domande separate in ciascun Paese interessato. Non si tratta, tuttavia, di una protezione universale valida indistintamente in tutto il mondo: la copertura opera nei territori delle Parti contraenti secondo le regole previste dal Sistema di Lisbona.</p>
<p>Dopo la ratifica italiana, l’Atto di Ginevra riunisce <strong>28 Parti contraenti e può offrire protezione in un massimo di 61 Paesi</strong>, mentre il Sistema di Lisbona nel suo complesso, considerando anche il precedente Accordo, copre fino a 73 Paesi. La distinzione è rilevante perché la reale efficacia dello strumento dipenderà anche dalla capacità di favorire nuove adesioni, ampliando progressivamente il numero dei mercati nei quali le denominazioni possono essere tutelate.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.ruminantia.it/dop-e-igp-litalia-ratifica-latto-di-ginevra-piu-tutela-sui-mercati-esteri/" target="_blank" rel="noopener"><strong> Ruminantia.it</strong></a></p>
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		<title>MASAF e Origin Italia a Ginevra per la ratifica dell&#8217;Atto di Ginevra: l&#8217;Italia rafforza la tutela delle DOP IGP in sede WIPO</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/masaf-e-origin-italia-a-ginevra-per-la-ratifica-dellatto-di-ginevra-litalia-rafforza-la-tutela-delle-dop-igp-in-sede-wipo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:55:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’iniziativa conferma la leadership mondiale dell&#8217;Italia nel settore delle Indicazioni Geografiche e rilancia il percorso di rafforzamento del sistema DOP IGP a livello nazionale e internazionale avviato dal MASAF L&#8217;Italia ha ratificato l&#8217;Atto di Ginevra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’iniziativa conferma la leadership mondiale dell&#8217;Italia nel settore delle Indicazioni Geografiche e rilancia il percorso di rafforzamento del sistema DOP IGP a livello nazionale e internazionale avviato dal MASAF</em></p>
<p>L&#8217;<strong>Italia </strong>ha ratificato l&#8217;<strong>Atto di Ginevra </strong>dell&#8217;Accordo di Lisbona sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche. La formalizzazione è arrivata oggi, 14 luglio 2026, a Ginevra, nel corso delle Assemblee 2026 della <strong>World Intellectual Property Organization</strong> (<strong>WIPO</strong>), con un evento che ha visto protagonista il <strong>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</strong> (MASAF), insieme a <strong>Origin Italia</strong>, a rappresentare un Paese che si conferma leader mondiale con 892 Indicazioni Geografiche registrate per un valore alla produzione di 20,2 miliardi di euro (Dati Rapporto Ismea-Qualivita 2025).</p>
<p>Alla cerimonia hanno preso parte <strong>Daren Tang</strong>, Direttore Generale della WIPO, <strong>Patrizio La Pietra</strong>, Sottosegretario di Stato al Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, <strong>Luigi Maria Vignali</strong>, Ambasciatore e Capo Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali in Ginevra e <strong>Cesare Baldrighi</strong>, Presidente di Origin Italia, <strong>Eleonora Iacovoni</strong>, Direttore generale del Masaf.</p>
<p>Il passaggio di oggi dà seguito alla <strong>legge 14 gennaio 2026</strong>, n. 13, approvata dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica, recante la ratifica e l&#8217;esecuzione dell&#8217;Atto di Ginevra sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche, adottato a Ginevra il 20 maggio 2015, che estende la protezione internazionale dalle sole denominazioni di origine a tutte le indicazioni geografiche attraverso un&#8217;unica registrazione valida in tutte le parti contraenti. Un percorso che punta a rafforzare il <strong>sistema internazionale di tutela delle produzioni di qualità</strong> e della proprietà intellettuale, e a valorizzare il contributo delle produzioni certificate allo sviluppo economico e culturale dei territori.</p>
<p>“<em>La ratifica dell&#8217;Atto di Ginevra da parte dell&#8217;Italia è un traguardo importante per il Sistema di tutela internazionale e un segnale di fiducia nel multilateralismo. Grazie al confronto costante con il <strong>Ministro Francesco Lollobrigida</strong> e con il Parlamento, Origin Italia ha contribuito a sensibilizzare le Istituzioni su questo obiettivo, che oggi rafforza la certezza giuridica per la tutela delle Indicazioni Geografiche e garantisce continuità di protezione alle denominazioni già registrate. Ringrazio anche la WIPO: continueremo a lavorare per ampliare la portata dell&#8217;Atto di Ginevra e sostenere lo sviluppo sostenibile delle Indicazioni Geografiche nel mondo</em>” ha dichiarato <strong>Cesare Baldrighi, Presidente di Origin Italia</strong>.</p>
<p>A conclusione dell&#8217;evento, alcune delle grandi <strong>produzioni DOP e IGP italiane </strong>sono state protagoniste di una degustazione guidata, per raccontare, attraverso storia, tradizione e qualità, ciò che rende uniche nel mondo: Parmigiano Reggiano DOP, Grana Padano DOP, Fontina DOP, Burrata di Andria IGP, Prosciutto di Parma DOP, Prosciutto di San Daniele DOP, Pane di Altamura DOP, Pomodoro di Pachino IGP, Arancia Rossa di Sicilia IGP, Prosecco DOP e Vino Nobile di Montepulciano DOP.</p>
<p><strong> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/20260714_CS_RATIFICA-ATTO-DI-GINEVRA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>Fonte:<strong> Origin Italia</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/masaf-e-origin-italia-a-ginevra-per-la-ratifica-dellatto-di-ginevra-litalia-rafforza-la-tutela-delle-dop-igp-in-sede-wipo/">MASAF e Origin Italia a Ginevra per la ratifica dell&#8217;Atto di Ginevra: l&#8217;Italia rafforza la tutela delle DOP IGP in sede WIPO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>TourDOP, doppio appuntamento a Montalcino e Urbino per La filosofia della Dop economy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/tourdop-doppio-appuntamento-a-montalcino-e-urbino-per-la-filosofia-della-dop-economy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 08:14:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#TourDOP]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[filosofiaDopeconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il TourDOP di Fondazione Qualivita e Origin Italia, con il supporto del Masaf, ha fatto tappa a Montalcino e Urbino con due eventi dedicati alla Dop economy, al ruolo dei Consorzi di tutela e alle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/tourdop-doppio-appuntamento-a-montalcino-e-urbino-per-la-filosofia-della-dop-economy/">TourDOP, doppio appuntamento a Montalcino e Urbino per La filosofia della Dop economy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il TourDOP di Fondazione Qualivita e Origin Italia, con il supporto del Masaf, ha fatto tappa a Montalcino e Urbino con due eventi dedicati alla Dop economy, al ruolo dei Consorzi di tutela e alle sfide dei territori. Al centro degli incontri la presentazione del volume La filosofia della Dop economy di Mauro Rosati.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È proseguito venerdì 10 e sabato 11 luglio il <a href="https://www.qualivita.it/seminari-sulla-dop-economy/" target="_blank" rel="noopener"><strong>TourDOP</strong></a>, il ciclo di incontri promosso da <strong>Fondazione Qualivita</strong> e <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Origin Italia</strong></a>, con il supporto del <strong>Masaf</strong>, per portare nei territori delle Indicazioni Geografiche un confronto sui temi della <strong>Dop economy</strong>, del ruolo dei <strong>Consorzi di tutela</strong> e delle sfide che interessano le filiere DOP e IGP.</p>
<p>Le due tappe si sono svolte a <strong>Montalcino</strong>, nell&#8217;ambito della <em>IX edizione della Summer School Sanguis Jovis</em>, il programma di alta formazione organizzato da <strong><a href="https://www.qualivita.it/news/la-fondazione-banfi-ospita-la-presentazione-del-libro-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Banfi</a></strong>, e a <strong>Urbino</strong>, presso la <strong><a href="https://www.qualivita.it/news/a-urbino-alla-scuola-langer-la-presentazione-del-libro-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/" target="_blank" rel="noopener">Scuola Langer</a></strong>, coinvolgendo giovani, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e del sistema delle Indicazioni Geografiche in un dialogo dedicato al valore economico, culturale e territoriale delle produzioni DOP e IGP.</p>
<p>Nel corso di entrambi gli appuntamenti è stato presentato il volume <strong>&#8220;<a href="https://www.qualivita.it/la-filosofia-della-dop-economy-2/" target="_blank" rel="noopener">La filosofia della Dop economy</a>&#8220;</strong>, scritto da <strong>Mauro Rosati</strong> ed edito da <strong>Treccani</strong> in collaborazione con Fondazione Qualivita e Origin Italia. Il libro propone una lettura del modello italiano delle Indicazioni Geografiche, evidenziando il contributo delle DOP e IGP allo sviluppo economico, alla tutela del patrimonio produttivo e alla valorizzazione dei territori, con particolare attenzione al ruolo dei Consorzi di tutela come attori centrali nella governance delle filiere certificate.</p>
<p>Agli incontri sono intervenuti alcuni tra i più autorevoli protagonisti del panorama tecnico e scientifico dell&#8217;agroalimentare italiano tra cui <strong>Rodolfo Maralli</strong>, Presidente di Banfi Srl e della Fondazione Banfi; <strong>Alberto Mattiacci</strong>, docente della Sapienza Università di Roma ed esperto di marketing strategico; <strong>Attilio Scienza</strong>, tra i massimi studiosi italiani di viticoltura ed enologia; e <strong>Gabriele Gorelli</strong>, primo Master of Wine italiano e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Qualivita; <strong>Vincenzo Peretti</strong>, professore di zootecnia generale e miglioramento genetico presso l&#8217;Università Federico II di Napoli; <strong>Marco Bruschini</strong>, dirigente Masaf; <strong>Tessa Gelisio</strong>, giornalista e divulgatrice scientifica e ambienale; <strong>Elena Viganò</strong>, Prorettore dell’Università di Urbino e professoressa ordinaria di economia agraria.</p>
<p>Attraverso le due iniziative, <strong>il TourDOP ha portato la riflessione sulla Dop economy nei territori delle Indicazioni Geografiche e nei contesti dedicati alla formazione delle nuove generazioni</strong>, favorendo il confronto tra istituzioni, mondo della ricerca, sistema dei Consorzi e operatori sulle prospettive di sviluppo del comparto agroalimentare di qualità.</p>
<p>Il TourDOP proseguirà il <strong>24 luglio 2026</strong> con una nuova tappa a <strong>Treviso</strong>, ospitata dal <strong>Consorzio di tutela della DOC Prosecco</strong>, per continuare il percorso di approfondimento dedicato alla Dop economy e al valore delle Indicazioni Geografiche italiane.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><em>“Attività realizzata con il contributo Masaf D.M. n. 0685397 del 18 dicembre 2025 (numero CUP J88h25002600007)”</em></p>
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			<li class="slide-14" style="visibility: hidden; opacity: 1; transition: none 0s ease 0s; transform: translate3d(-323px, 0px, 0px);"><div data-rel="slideshow-1" class="avia-slide-wrap "><img src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-09.39.48.jpeg" width="640" height="360" title="" alt="" itemprop="thumbnailUrl" style="left: 0px;" class="fotointerne"></div></li>
			<li class="slide-15" style="visibility: hidden; opacity: 1; transition: none 0s ease 0s; transform: translate3d(-323px, 0px, 0px);"><div data-rel="slideshow-1" class="avia-slide-wrap "><img src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-09.39.48-1.jpeg" width="640" height="360" title="" alt="" itemprop="thumbnailUrl" style="left: 0px;" class="fotointerne"></div></li></ul><div class="avia-slideshow-arrows avia-slideshow-controls">
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/tourdop-doppio-appuntamento-a-montalcino-e-urbino-per-la-filosofia-della-dop-economy/">TourDOP, doppio appuntamento a Montalcino e Urbino per La filosofia della Dop economy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>A Urbino, alla Scuola Langer, la presentazione del libro &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221; di Mauro Rosati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/a-urbino-alla-scuola-langer-la-presentazione-del-libro-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#TourDOP]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume, edito da Treccani, sarà presentato l&#8217;11 luglio 2026 nell&#8217;ambito di un talk su Dop economy, qualità e sostenibilità L&#8217;11 luglio 2026 verrà presentato a Urbino il volume &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221;, scritto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il volume, edito da Treccani, sarà presentato l&#8217;11 luglio 2026 nell&#8217;ambito di un talk su Dop economy, qualità e sostenibilità</em></p>
<p>L&#8217;11 luglio 2026 verrà presentato a Urbino il volume <em>&#8220;La filosofia della Dop economy&#8221;</em>, scritto da Mauro Rosati, Direttore di Fondazione Qualivita, ed edito da Treccani in collaborazione con la stessa Fondazione Qualivita e Origin Italia. L&#8217;iniziativa è ospitata dalla Scuola Langer.</p>
<p>L&#8217;appuntamento si terrà a partire dalle ore 9.30 presso il Legato Albani – Collegio Raffaello, in Piazza della Repubblica, e si configura come un momento di riflessione a più voci sul modello della Dop economy e sul valore delle Indicazioni Geografiche.</p>
<h4>Un modello economico, culturale e identitario</h4>
<p>Il volume propone una lettura organica del sistema agroalimentare italiano, ponendo al centro il ruolo delle DOP e delle IGP non solo come strumenti di tutela commerciale, ma come vere e proprie infrastrutture capaci di tenere insieme economia, territorio, cultura e istituzioni. Attraverso l&#8217;analisi di casi concreti e l&#8217;osservazione diretta dei territori, Rosati costruisce un percorso che restituisce alle Indicazioni Geografiche il loro doppio valore: patrimonio produttivo, da un lato, e patrimonio culturale del Paese, dall&#8217;altro.</p>
<p>Il libro si presenta così come un contributo alla riflessione sul cosiddetto &#8220;modello italiano della qualità&#8221;, inteso come espressione di identità collettiva, responsabilità verso il territorio e visione strategica per il futuro del comparto agroalimentare nazionale.</p>
<h4>Il programma dell&#8217;incontro</h4>
<p><em>Il programma è in fase di definizione.</em></p>
<p>Dopo la presentazione del volume da parte dell&#8217;autore, è previsto un talk dal titolo <em>&#8220;Dop economy qualità e sostenibilità: leva competitiva nel mercato globale&#8221;</em>, che vedrà confrontarsi:</p>
<ul>
<li><strong>Vincenzo Peretti</strong>, docente universitario;</li>
<li><strong>Marco Bruschini</strong>, dirigente Masaf;</li>
<li><strong>Tessa Gelisio</strong>, giornalista divulgatrice;</li>
<li><strong>Elena Viganò</strong>, Prorettore dell&#8217;Università di Urbino.</li>
</ul>
<div  class='avia-button-wrap avia-button-center  avia-builder-el-0  avia-builder-el-no-sibling ' ><a href='https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/07.11-Urbino-TOUR-VERSIONE-SCUOLA-LANGER.pdf'  class='avia-button   avia-icon_select-no avia-color-dark avia-size-medium avia-position-center '  target="_blank"   ><span class='avia_iconbox_title' >SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO</span></a></div>
<p>Introduce e modera <strong>Gianluca Carrabs</strong>, esperto in Economia delle Risorse Agroalimentari e dell&#8217;Ambiente.</p>
<p>Un confronto tra mondo accademico, istituzioni, comunicazione e ricerca che punta ad approfondire il tema della Dop economy come leva competitiva nel mercato globale.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
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