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	<title>Ismea &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Ismea &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Vendemmia 2026, i produttori italiani di vino: «Clima troppo incerto, quest&#8217;anno impossibile fare previsioni sui volumi»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sulla vendemmia dell&#8217; annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale. L&#8217;incertezza climatica colpisce anche il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="summary-art is--brera-r is-mr-b-20 is-mr-t-20"><em>In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sulla vendemmia dell&#8217; annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale.</em></p>
<p class="chapter-paragraph">L&#8217;incertezza climatica colpisce anche il mondo del<b> vino italiano</b>. Quest&#8217;anno &#8211; fanno sapere <b>Assoenologi</b>, <b>Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare</b> <b>(Ismea) </b>e <b>Unione italiana vini (Uiv)</b> &#8211; non si terrà la tradizionale conferenza stampa dedicata alle <b>previsioni sulla vendemmia</b>: impossibile, alla luce degli eventi meteorologici di queste settimane, fare previsioni esatte sui volumi di produzione per il 2026.</p>
<p class="chapter-paragraph">«La scelta &#8211; si legge in una nota congiunta &#8211; nasce dalla volontà di <b>fornire informazioni quanto più accurate e rappresentative possibile</b> dell’andamento della stagione. In un contesto caratterizzato da <b>condizioni climatiche sempre più variabili</b>, le stime effettuate prima della conclusione della raccolta possono risultare soggette a significative variazioni».</p>
<p class="chapter-paragraph">Per questi motivi, l&#8217;appuntamento è fissato direttamente per il<b> termine della vendemmia 2026. </b></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.corriere.it/cook/news/26_luglio_29/vendemmia-italia-vino-clima-967c895c-0dd4-4720-b7dc-2794479f1xlk.shtml" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere.it</strong></a></p>
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		<title>Contratti di filiera: a zootecnia, ortofrutta e vino oltre 4 miliardi di aiuti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/contratti-di-filiera-a-zootecnia-ortofrutta-e-vino-oltre-4-miliardi-di-aiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ismea: ai 690 milioni iniziali aggiunti 4 miliardi che hanno spinto il plafond a 4,7 mliardi. Marchi (Ismea): oltre 260 le iniziative sostenute con oltre 3mila beneficiari, Campania prima tra le regioni Quasi quattro miliardi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ismea: ai 690 milioni iniziali aggiunti 4 miliardi che hanno spinto il plafond a 4,7 mliardi. Marchi (Ismea): oltre 260 le iniziative sostenute con oltre 3mila beneficiari, Campania prima tra le regioni</em></p>
<p><strong>Quasi quattro miliardi di euro per rafforzare filiere agroindustriali strategiche del made in Italy</strong>. È la principale tranche del “<strong>Pnrr agricolo</strong>” (del valore complessivo di oltre 9 miliardi), quella relativa ai “Contratti di filiera”, accordi tra produttori agricoli, trasformatori e distributori per favorire innovazione e digitalizzazione ma anche riduzione dell’impatto ambientale nelle <strong>principali filiere del made in Italy alimentare in modo da renderle più efficienti e competitive</strong>.</p>
<p><strong> Il target fissato prevedeva, entro il 30 giugno 2026, la contrattualizzazione di almeno il 95% dei 4 miliardi di risorse Pnrr</strong> destinati alle filiere agroalimentari. Obiettivo pienamente raggiunto e superato visto che con 3,89 miliardi impiegati<strong> la percentuale di spesa è stata pari al 98,7 per cento</strong>.</p>
<p>Il bilancio della voce “contratti di filiera” finanziati dal Pnrr, e che il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, è stato <strong>tracciato da Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare</strong>, vigilato dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare che era stato designato come soggetto attuatore della misura.</p>
<p>Nel complesso sono stati sottoscritti 221 contratti, che coinvolgono 3.363 beneficiari. «Ismea &#8211; ha commentato il <strong>direttore generale dell’Istituto, Sergio Marchi</strong> &#8211; ha svolto il ruolo di soggetto attuatore del V bando dei contratti di filiera. Una misura che inizialmente disponeva di un budget di 690 milioni che avrebbero consentito di finanziare 43 contratti. Successivamente in due distinte tranche, grazie all’iniziativa del ministro Lollobrigida, si sono aggiunti altri 4 miliardi (che hanno spinto il plafond complessivo a favore delle filiere a sfiorare i 4,7 miliardi) e che hanno consentito di sottoscrivere ulteriori 221 contratti. Siamo arrivati quindi a oltre 260 iniziative sostenute. La gran parte riguardano l’agroalimentare ma ce ne sono anche 12 su pesca e acquacoltura e un pacchetto che riguarda silvicoltura e foreste».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<item>
		<title>In Uzbekistan il Business Forum Italia-Asia Centrale su innovazione e cooperazione agroalimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/al-via-in-uzbekistan-il-business-forum-italia-asia-centrale-su-innovazione-e-cooperazione-agroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 07:33:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i temi centrali del Forum in Uzbekistan la tutela delle Indicazioni Geografiche: l’Italia condivide con i Paesi dell’Asia Centrale il proprio modello di qualità, tracciabilità e contrasto alle frodi alimentari. Ha preso il via [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra i temi centrali del Forum in Uzbekistan la tutela delle Indicazioni Geografiche: l’Italia condivide con i Paesi dell’Asia Centrale il proprio modello di qualità, tracciabilità e contrasto alle frodi alimentari.</em></p>
<p>Ha preso il via il 23 marzo a Tashkent, in <strong>Uzbekistan</strong>, il <strong>Business Forum Italia-Asia Centrale.</strong> Fortemente voluto dal <strong>ministro Francesco Lollobrigida </strong>e organizzato dal <strong>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</strong> in collaborazione con l&#8217;<strong>Agenzia ICE</strong>. L&#8217;iniziativa ha rappresentato un momento strategico di <strong>confronto e cooperazione tra l&#8217;Italia e i Paesi dell&#8217;Asia Centrale.</strong></p>
<p>Il <strong>Sistema Italia</strong> si presenta in modo unitario e strutturato, portando a Tashkent istituzioni, università, centri di ricerca, enti vigilati e imprese, con l&#8217;obiettivo di sviluppare nuove opportunità di collaborazione, favorire lo scambio di competenze e <strong>accompagnare la crescita dei partner locali attraverso modelli sostenibili e innovativi</strong>.<br />
Il Business Forum ha coinvolto, oltre <strong>all&#8217;Uzbekistan</strong>, il <strong>Kazakistan</strong>, il <strong>Kirghizistan</strong>, il <strong>Tagikistan</strong>, il <strong>Turkmenistan</strong> e <strong>l&#8217;Azerbaigian</strong>, rafforzando il dialogo tra l&#8217;Italia e l&#8217;intera area centroasiatica.</p>
<p>&#8220;<em>Questo incontro rappresenta un&#8217;importante occasione di dialogo e confronto tra istituzioni e mondo produttivo, pensato per rafforzare la cooperazione e individuare nuove opportunità di collaborazione tra l&#8217;Italia, i Paesi dell&#8217;Asia Centrale e l&#8217;Azerbaijan. Partecipano oltre 60 aziende, una rappresentanza qualificata dell&#8217;eccellenza italiana nei settori dell&#8217;innovazione, dell&#8217;agricoltura rigenerativa e della digitalizzazione dei sistemi agroalimentari</em>&#8220;, <strong>ha dichiarato il ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida</strong>, intervenendo alla plenaria del Business Forum.</p>
<p>&#8220;<em>Grazie anche al lavoro svolto insieme all&#8217;ICE e alle agenzie SIMEST e SACE, esistono concrete opportunità di collaborazione per sviluppare ancora di più questo partenariato strategico. Questo business forum può segnare un passo significativo in tale direzione, avviando collaborazioni agroindustriali di valore, capaci di rafforzare la sovranità alimentare promuovere sistemi agricoli sostenibili e contribuire in modo significativo alla sicurezza alimentare nel mondo</em>&#8220;.</p>
<p>I lavori si sono aperti con una sessione istituzionale di alto livello, alla quale ha preso parte il <strong>ministro Francesco Lollobrigida</strong> e i <strong>ministri e i viceministri dei Paesi dell&#8217;Asia Centrale</strong>. Seguiti dagli interventi del Presidente dell&#8217;Agenzia ICE, <strong>Matteo Zoppas</strong>, del Presidente di SACE, <strong>Guglielmo Picchi</strong>, e dell&#8217;Amministratore Delegato e Direttore Generale di SIMEST, <strong>Regina Corradini D&#8217;Arienzo</strong>.</p>
<h4>Sistema Italia: imprese e agenzie pubbliche a confronto con i Paesi dell&#8217;Asia Centrale</h4>
<p>La giornata di martedì 24 si è invece incentrata sugli incontri tra aziende e istituzioni. Con la <strong>partecipazione di oltre 60 imprese italiane</strong>, attive nei settori agricolo, agroalimentare e agroindustriale e rappresentative di quasi tutte le regioni italiane. <strong>Inoltre presenti le principali agenzie pubbliche per l&#8217;internalizzazione delle imprese</strong> e gli enti vigilati del Ministero, tra cui <strong>CREA</strong>, <strong>AGEA</strong> e <strong>ISMEA</strong>, insieme alle maggiori organizzazioni agricole italiane, a testimonianza di una presenza ampia e qualificata del <strong>Sistema Italia</strong>.</p>
<ul>
<li><a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/5346/" target="_blank" rel="noopener"><strong>AGEA </strong></a>supporterà l&#8217;Uzbekistan nell&#8217;adozione del sistema italiano dei pagamenti utile alla modernizzazione del sistema agricolo. In particolare, lo scambio di esperienze si concentrerà su <strong>digitalizzazione, controlli e gestione del rischio</strong>. Fornirà assistenza tecnica e competenze operative per migliorare l&#8217;organizzazione e l&#8217;efficienza del settore.</li>
<li><a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/5289/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ISMEA </strong></a>metterà a disposizione l&#8217;esperienza italiana sulle <strong>assicurazioni agricole</strong> e gli strumenti di gestione del rischio nonché sulla <strong>formazione e il sostegno ai giovani agricoltori</strong> (accesso alla terra e sviluppo delle filiere produttive).</li>
<li>L&#8217;<strong><a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/5298/" target="_blank" rel="noopener">ICQRF</a> </strong>collaborerà con le autorità uzbeke per <strong>tutelare le Indicazioni Geografiche e contrastare le frodi alimentari</strong>. Condividerà le buone pratiche italiane e le competenze tecniche sui controlli, qualità e protezione dei prodotti che rappresentano il più elevato standard internazionale.</li>
<li>Il <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/5349/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CREA </strong></a>sottoscriverà <strong>10 protocolli di intesa</strong> con i centri di ricerca uzbeki per <strong>migliorare la sostenibilità, l&#8217;innovazione agricola e la qualità dei prodotti</strong>. Lavorerà inoltre sulla ricerca, la certificazione e il controllo delle sementi e sosterrà il trasferimento di competenze italiane attraverso progetti di cooperazione europea.</li>
</ul>
<h4>L&#8217;Alleanza euroasiatica delle università e della ricerca</h4>
<p>È nata infine &#8220;<strong>l&#8217;Alleanza euroasiatica delle università e della ricerca</strong>&#8220;, tra gli Istituti italiani e quelli dei Paesi dell&#8217;Asia Centrale per collaborare sul clima, sulla sicurezza alimentare e le tecnologie agroalimentari, <strong>promuovendo ricerca congiunta, formazione avanzata, mobilità dei ricercatori e innovazione</strong>.</p>
<p><strong>Il Forum di due giorni si è articolato lungo due principali direttrici</strong>: il <strong>Business Forum</strong> e il <strong>Forum scientifico istituzionale</strong>, con l&#8217;obiettivo di rafforzare la cooperazione nei settori agroalimentare, tecnologico e della ricerca. Si sono tenuti 14 tavoli di lavoro, di cui 10 dedicati al business e 4 alla cooperazione scientifica, oltre alla formalizzazione di nuovi accordi e al consolidamento di partenariati già avviati. <strong>I 10 tavoli istituzionali</strong> hanno affrontato questioni strategiche quali la modernizzazione dei sistemi agricoli, la <strong>tutela delle Indicazioni Geografiche</strong> e il <strong>contrasto alla contraffazione</strong>, la gestione del rischio e delle assicurazioni agricole, l&#8217;innovazione tecnologica e la meccanizzazione, la cooperazione finanziaria e la formazione. In questo ambito è prevista la firma di 7 accordi, tra protocolli d&#8217;intesa e memorandum, a conferma di un percorso di cooperazione strutturata e duratura promosso dall&#8217;Italia nell&#8217;area.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/Business-Forum-Italia-AsiaCentrale" target="_blank" rel="noopener">Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli italiani e i consumi alimentari. Stili di vita e sguardi al futuro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/gli-italiani-e-i-consumi-alimentari-stili-di-vita-e-sguardi-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 08:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consumi alimentari, gli italiani prestano attenzione sempre maggiore al rapporto qualità prezzo: il valore tangibile del prodotto sale in primo piano, cresce l&#8217;interesse per le marche del distributore e la Dop economy supera i 20 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/gli-italiani-e-i-consumi-alimentari-stili-di-vita-e-sguardi-al-futuro/">Gli italiani e i consumi alimentari. Stili di vita e sguardi al futuro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consumi alimentari, gli italiani prestano attenzione sempre maggiore al rapporto qualità prezzo: il valore tangibile del prodotto sale in primo piano, cresce l&#8217;interesse per le marche del distributore e la Dop economy supera i 20 miliardi € di valore. Il cibo si conferma bussola di benessere, cambia la società e cambiano le priorità del consumatore</em></p>
<p>Un <strong>mondo in bilico tra instabilità e progresso</strong> segna la fine della globalizzazione. <strong>Incertezze politiche, guerre, cambiamenti climatici</strong> <strong>e transizione energetica</strong> destabilizzano le popolazioni e gli equilibri mondiali. In questo clima di caos il mondo appare fragile, scenario che si riflette sui comportamenti dei consumatori e ne determina le scelte.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://italiani.coop/rapporto-coop-2025-winter-edition/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ultimo Rapporto Coop (clicca qui per leggere il rapporto)</strong></a> realizzato in collaborazione con Nomisma rivela che solo il 396 delle persone interpellate è ottimista che nei prossimi anni la situazione possa migliorare.</p>
<p>Conflitti, spese militari, dazi, misure restrittive che si riflettono sul valore del commercio influiscono sullo scenario globale:</p>
<ul>
<li>la logistica è il nuovo terreno della geopolitica,</li>
<li>la globalizzaaione lineare lascia spazio a un commercio frammentato, selettivo e strategico;</li>
<li>le tensioni geopolitiche rendono il futuro del commercio più incerto che mai.</li>
</ul>
<p>Il passaggio è epocale, la trasformazione strutturale. <strong>La globalizzazione si dissolve</strong> e si trasforma in un sistema più selettivo. Si scommette sull&#8217;intelligenza Artificiale come moltiplicatore della produttività, con impatti positivi o negativi ancora da verificare.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>DOP ECONOMY, IN CRESCITA</h4>
<p>L&#8217;analisi dei <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener">XXIII Rapporto Ismea-Oualivita</a> evidenzia che nel 2024 il comparto della DOP Economy italiana ha raggiunto un valore alla produzione di 20,7 miliardi di euro, con un incremento del +3,5% rispetto all&#8217;anno precedente. Per il quarto anno consecutivo aumenta il comparto del cibo, che con un +7,7% supera i 9,6 miliardi di euro, e l&#8217;<strong>export dei prodotti DOP IGP registra risultati che toccano i 12,3 miliardi di euro (+ 8,2%)</strong>.</p>
<p>Aumenta anche il numero di <strong>Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell&#8217;agricoltura</strong>: 328 realtà attive su tutto il territorio italiano che coordinano l&#8217;attività di 184.000 operatori dei comparti cibo, vino e bevande spiritose, generando lavoro per oltre 864.000 occupati. L&#8217;export si attesa a 12,3 miliardi di euro dove il settore cibo si attesta a 5,15 miliardi di curo (+12,7% annuale), con una dinamica a doppia cifra per formaggi, ortofrutticoli e cereali, oli di oliva. Gli Stati Uniti si confermano primo mercato di destinazione assorbendo oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane DOP IGP.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>La nuova mappa del benessere italiano</h4>
<p><strong>Gli italiani riscrivono la mappa del proprio benessere</strong> riducendo i consumi e privilegiando esperienze e relazioni. Scelgono sempre più spesso <strong>salute</strong>, <strong>prevenzione</strong> e <strong>tempo di qualità</strong>, con cibo, sport e svago culturale che diventano i pilastri di uno <strong>stile di vita sobrio e consapevole</strong>.</p>
<p><strong>Calano i consumi legati a lusso</strong>, auto dì proprietà e shopping compulsivo, il nuovo motto è &#8220;meno, ma meglio&#8221;.</p>
<p>Cibo, prevenzione e stile di vita sano suggeriscono diete controllate, meal prep, alimenti funzionali e pasti cucinati in casa: <strong>la tendenza è acquistare solo l&#8217;indispensabile</strong>, riparare anziché sostituire, <strong>preferire prodotti sostenibili</strong> anche se più costosi. Una logica che mette al centro la qualità e la durata, più che la quantità e l&#8217;accumulo.</p>
<ul>
<li>6 italiani su 10 indicano una dieta sana e bilanciata come uno dei principali accorgimenti per la cura di sé,</li>
<li>oltre il 90% di loro vogliono aumentare la propria abitudine di cucinare in casa,</li>
<li>7 italiani su 10 vedono nell&#8217;IA un elemento chiave per la cucina del futuro.</li>
</ul>
<p>La cucina è il laboratorio simbolico di questa trasformazione. <strong>Meal prep, nuove ricette e persino l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale ai fornelli</strong> raccontano la volontà dì coniugare innovazione e tradizione, piacere e salute. La cucina resta presidio di identità e convivialità, ma si reinventa per rispondere a nuove esigenze di funzionalità.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Ingegneria Alimentare</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Agroalimentare DOP e IGP, settore traino dell&#8217;economia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-dop-e-igp-settore-traino-delleconomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 08:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agroalimentare, i numeri in crescita dei risultati di marchi IGP e DOP che spingono produzione e export. Dall&#8217;Expo di Milano 2015 la rivalutazione delle potenzialità italiana nell&#8217;opinione pubblica Considerato spesso e a torto come un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-dop-e-igp-settore-traino-delleconomia/">Agroalimentare DOP e IGP, settore traino dell&#8217;economia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agroalimentare, i numeri in crescita dei risultati di marchi IGP e DOP che spingono produzione e export. Dall&#8217;Expo di Milano 2015 la rivalutazione delle potenzialità italiana nell&#8217;opinione pubblica</em></p>
<p>Considerato spesso e a torto come un settore di serie B nell&#8217;economia italiana, dai tempi dell&#8217;<strong>Expo 2015 di Milano</strong> in poi, il cui tema fu &#8220;Nutrire il pianeta, energia per la vita&#8221;, con il tempo <strong>l&#8217;agroalimentare si e ritagliato un ruolo di prim&#8217;ordine</strong> non solo nei numeri, ma anche nella considerazione dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>All&#8217;interno di questo comparto, <a href="https://www.qualivita.it/dop-economy/" target="_blank" rel="noopener"><strong>il fiore all&#8217;occhiello e il ruolo di traino appartengono alla Dop economy italiana</strong></a> che, secondo l&#8217;analisi del <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>XXIII Rapporto Ismea-Qualivita</strong></a>, continua il suo trend positivo. Il settore, infatti, <strong>raggiunge 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione nel 2024</strong> (+3,5% su base annua), registrando una crescita del +25% rispetto al 2020 e contribuendo per il 19% al fatturato complessivo dell&#8217;agroalimentare nazionale. Prosegue <strong>per il quarto anno consecutivo l&#8217;aumento del comparto</strong> del cibo che con un +7,7% superasi 9,6 miliardi, mentre il vino imbottigliato si conferma stabile a 11 miliardi.</p>
<p>Ottimi<strong> i risultati dell&#8217;export dei prodotti DOP e IGP</strong> (Indicazione Geografica Protetta), che nel 2024 raggiunge i 12,3 miliardi (+8,2%) grazie al &#8220;doppio record&#8221; del settore cibo (per la prima volta sopra &#8220;i 5 miliardi) e del settore vino (prima volta oltre 7 miliardi).</p>
<p>Cresce nell&#8217;anno anche <strong>il numero di Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell&#8217;agricoltura</strong>: 328 realtà attive in tutta Italia che coordinano il lavoro di 184.000 operatori dei comparti cibo, vino e bevande spiritose generando lavoro per oltre 864.000 occupati. Complessivamente, per cibo e vino, l&#8217;export cresce sia nei Paesi UE (+5,9%) che nei Paesi extra-UE (+10,4%), con gli USA primo mercato di destinazione con oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane DOP IGP.</p>
<p>Non manca un campanello d&#8217;allarme: un focus realizzato con <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Origin Italia</strong></a> evidenzia che, a ottobre 2025, il 48% delle filiere avverte gli <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dazi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>effetti negativi dei dazi statunitensi</strong></a> e il 61% dei Consorzi ha avviato strategie di diversificazione dei mercati, sebbene solo uno su tre preveda un impatto significativo dei dazi nel lungo periodo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Prealpina</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-dop-e-igp-settore-traino-delleconomia/">Agroalimentare DOP e IGP, settore traino dell&#8217;economia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>XXIII Rapporto Ismea-Qualivita: Dop economy da 20,7 miliardi e +25% dal 2020</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/xxiii-rapporto-ismea-qualivita-dop-economy-da-207-miliardi-e-25-dal-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:01:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2023]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita sui prodotti italiani DOP IGP STG e le bevande spiritose IG: l&#8217;export supera i 12 miliardi €, record sia per cibo che per vino Continua il trend positivo della Dop [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/xxiii-rapporto-ismea-qualivita-dop-economy-da-207-miliardi-e-25-dal-2020/">XXIII Rapporto Ismea-Qualivita: Dop economy da 20,7 miliardi e +25% dal 2020</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentato il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita sui prodotti italiani DOP IGP STG e le bevande spiritose IG: l&#8217;export supera i 12 miliardi €, record sia per cibo che per vino</em></p>
<p>Continua il trend positivo della Dop economy italiana: secondo l’analisi del XXIII Rapporto Ismea-Qualivita il settore raggiunge 20,7 miliardi € di valore alla produzione nel 2024 (+3,5% su base annua), registrando una crescita del +25% rispetto al 2020 e contribuendo per il 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare nazionale. Prosegue per il quarto anno con­secutivo l’aumento del comparto del cibo che con un +7,7% supera i 9,6 miliar­di €, mentre il vino imbottigliato si conferma stabile a 11,0 miliardi. Ottimi i ri­sultati dell’export dei prodotti DOP IGP, che nel 2024 raggiunge i 12,3 miliardi € (+8,2%) grazie al “doppio record” del settore cibo (per la prima volta sopra i 5 miliardi) e del settore vino (prima volta oltre 7 miliardi). Cresce nell’anno an­che il numero di Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell’agricoltura: 328 realtà attive in tutta Italia che coordinano il lavoro di 184.000 operatori dei comparti cibo, vino e bevande spiritose generando lavoro per oltre 864.00 occupati.</p>
<p><strong>Intro metodologica</strong></p>
<p>Il Rapporto Ismea-Qualivita dal 2003 offre ogni anno un quadro dettaglia­to del settore italiano del cibo e del vino a Indicazione Geografica, con dati produttivi ed economici, analisi sulle ricadute territoriali, sulle evoluzioni nel mercato nazionale ed estero. Il Rapporto, unico studio in Europa sull’im­patto economico delle Indicazioni Geografiche a livello nazionale, è frutto dell’integrazione delle competenze sviluppate da Ismea e dall’Osservato­rio Qualivita. Il lavoro si basa sulla raccolta di dati attraverso indagini di­rette presso gli operatori del settore (Consorzi di tutela, Associazioni dei produttori e Organismi di controllo), fonti istituzionali (ICQRF, Istat, Inps, Commissione UE) e altri enti (NielsenIQ). I dati raccolti vengono controllati, normalizzati e inseriti nelle banche dati Ismea e Qualivita, integrando le se rie storiche relative al settore, prima di essere sottoposti alle elaborazioni.</p>
<p><strong>Export DOP IGP</strong></p>
<p>Le esportazioni del comparto DOP IGP raggiungono 12,3 miliardi €, in crescita del +8,2% sul 2023 e del +24% rispet­to al 2020. Crescita più consistente per il settore cibo che sale a 5,15 miliardi € (+12,7% in un anno), evidenziando un incremento a doppia cifra per formaggi, ortofrutticoli e cereali, oli di oliva. Bene anche il vino che con un +5,2% su base annua raggiunge 7,19 miliardi €, rappresentando l’88% dell’export vinicolo italiano. Complessivamente, per cibo e vino, l’export cresce sia nei Paesi UE (+5,9%) che nei Paesi Extra-UE (+10,4%), con gli USA primo mercato di destinazione con oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane DOP IGP. Un focus realizzato con Origin Italia evi­denzia che, a ottobre 2025, il 48% delle filiere avverte gli effetti negativi dei dazi statunitensi e il 61% dei Consorzi ha avviato strategie di diversificazione dei mercati, seb­bene solo uno su tre preveda un impatto significativo dei dazi nel lungo periodo.</p>
<p><strong>Filiera produttiva</strong></p>
<p>Alla base delle filiere DOP IGP vi sono 183.823 operatori (175.358 produttori e 31.724 trasformatori) in calo del -5,6% sul 2023. L’elaborazione dei dati Inps sui rapporti di lavoro nella fase agricola e di trasformazione mostra, in­vece, per il 2024 una stima di 864.441 occupati nel setto­re IG, pari al +1,6% sul 2023. Un inedito approfondimen­to dell’Istat sulle aziende della Dop economy in Italia, delinea un sistema produttivo guidato da imprenditori più giovani della media, con maggiore formazione spe­cialistica, propensione all’innovazione e alla multifun­zionalità: fattori che si traducono in risultati economici migliori, con una produzione standard media superiore di oltre tre volte rispetto al complesso delle aziende agri­cole nazionali.</p>
<p><strong>Cibo DOP IGP STG</strong></p>
<p>L’agroalimentare DOP IGP STG nel 2024 cresce per il quarto anno di fila, con un valore alla produzione di 9,64 miliardi € (+7,7% in un anno e +48% dal 2014) e un fatturato al consumo finale di 18,57 miliardi €. I primi 10 prodotti per valore (<strong>Figura 2</strong>) mostra no un andamento molto variegato fra le varie IG, come avvenuto comples­sivamente nel settore. Si mantiene piuttosto stabile il valore alla produzione per i prodotti di panetteria e pa­sticceria (+0,7%) e per i prodotti a base di carne (-0,9%), a fronte della crescita, in certi casi anche a doppia cifra, di tutte le altre categorie: formaggi (+10,5%), ortofrutticoli (+6,0%), aceti balsamici (+7,9%), paste alimentari (+11%), oli di oliva (+46,9%) e carni fresche (+4,3%). L’export su­pera per la prima volta i 5 miliardi € (+12,7% su base an­nua +91% dal 2014) con un incremento del +9,4% in UE e del +17,8% Extra-UE. Il sistema conta 86.346 operatori, 597mila occupati (+2,0%), 189 Consorzi di tutela autoriz­zati dal Masaf e 36 Organismi di controllo.</p>
<p><strong>Vino DOP IGP</strong></p>
<p>Dopo la battuta d’arresto del 2023, il settore del vino DOP e IGP torna a mostrarsi stabile nel 2024, sia per pro­duzione sia per valore, mentre le esportazioni riprendo­no a crescere , come evidenziano anche i dati relativi ai primi dieci pro dotti per valore (<strong>Figura 3</strong>). Il valore del vino imbottigliato raggiunge 11,04 miliardi €, con anda­menti eterogenei tra aree e denominazioni: tra le prime dieci DOP e IGP, cinque registrano un aumento e cinque un calo su base annua, mentre a livello territoriale nove regioni su venti hanno variazione positiva. L’export del vino IG per la prima volta supera 7 miliardi € (+5,2% in un anno e + 66% dal 2014) rappresentando l’88% dell’export complessivo vinicolo italiano. La filiera conta 97.236 ope­ratori, 331mila occupati (-0,6%), 138 Consorzi di tutela autorizzati dal Masaf e 12 Organismi di controllo.</p>
<p><strong>Bevande spiritose IG</strong></p>
<p>Con il nuovo Regolamento UE 2024/1143 sulle Indicazioni Geografiche, le bevande spiritose entrano a far parte del medesimo impianto normativo che disciplina le DOP e IGP dei settori agroalimentare e vitivinicolo. Alla luce di questa importante novità, l’Osservatorio Ismea-Qualivita ha, per il primo anno, realizzato la fotografia del comparto.</p>
<p>Le Bevande spiritose IG comprendono 36 Indicazioni Geografiche, di cui 2 a carattere nazionale (Grappa IG e Brandy Italiano IG) e 34 distribuite in 11 regioni. La re­gione con il maggior numero di denominazioni è il Tren­tino-Alto Adige (18 IG), seguita da Friuli Venezia Giulia e Piemonte (6 IG ciascuna). Un sistema produttivo che, composto da 241 operatori e 7.346 occupati, ha prodotto complessivamente circa 152.000 ettolitri idrati nel 2024. Inoltre, il 28 ottobre 2025 è stato riconosciuto dal Masaf il primo Consorzio di tutela delle bevande spiritose: il Consorzio nazionale per la tutela della Grappa.</p>
<p><strong>GDO italiana</strong></p>
<p>Nel 2024 la spesa per i prodotti DOP IGP nella GDO italia­na è cresciuta del +1,1% ed è pari a 6,2 miliardi €, di cui 4,3 miliardi € in prodotti alimentari (+1,2%) e 1,9 miliardi € in vino (+0,9%). La dinamica delle DOP IGP è migliore dei pro­dotti generici nei comparti più rilevanti, come ad esempio formaggi (+1% DOP IGP, stabili generici), prodotti a base di carne (+1,3% DOP IGP, -0,4% generici) e vino (+0,9% DOP IGP, +0,1% generici). Sono ancora i discount il canale con i più alti tassi di crescita (+1,9%) mentre a livello territoriale il Sud è l’area con l’incremento maggiore (+4,7%). Nei primi nove mesi del 2025, la spesa degli italiani per DOP IGP nella GDO continua ad aumentare con un +1,0% su base annua, di cui +1,2% per i prodotti alimentari e +0,3% per il vino.</p>
<p><strong>Impatti territoriali</strong></p>
<p>Il Rapporto Ismea-Qualivita riporta ogni anno un’analisi economica territoriale, attraverso l’elaborazione di indicatori di impatto stimati secondo una metodologia che con­sidera, per ogni denominazione, il valore alla produ zione, l’areale di riferimento, il numero di operatori per provincia (settore cibo) e il dato relativo alla superficie vitata per pro­vincia (settore vino). Osservare l’effetto della Dop economy nei territori italia ni è un’operazione particolarmente em­blematica: non si gnifica semplicemente calcolare il ritorno economico di un settore produttivo, ma misurare il valore che “appar tiene” a quei territori, frutto di filiere non delo­calizzabili, espressione di un patrimonio collettivo e di un insieme di fattori ambientali, storici e culturali.</p>
<p>Il 2024 si conferma un anno di crescita diffusa e capillare per la Dop economy regionale che mostra valori più alti rispetto al 2023 in quattordici regioni italiane su venti. Anche a livello provinciale i dati evidenziano una crescita in valore per due province su tre (65%), con oltre una pro­vincia su quattro (26%) che mette a segno un incremento a doppia cifra.</p>
<p>Le quattro regioni del Nord-Est si confermano “motore pulsante” dalla Dop economy nazionale, con un valo­re di 11,24 miliardi € (+2,8% sul 2023) che rappresenta il 54% del settore nazionale delle DOP IGP: cresce il Vene­to (+2,2%), che sfiora i 5 miliardi di fatturato alla produ­zione (4,94 mld €), insieme a Emilia-Romagna (+3,0%) e Fiuli Venezia Giulia (+8,1%), mentre arretra leggermente il Trentino-Alto Adige (-0,9%).</p>
<p>Molto bene nel complesso il Nord-Ovest (+7,1%) in cui la Dop economy vale 4,58 miliardi €, trainato per il secondo anno di fila dalla Lombardia, che raggiunge i 2,9 miliardi € e con il +13,1% registra una crescita per il quarto anno consecutivo; frena il Piemonte (-2,8%), mentre registrano un incremento rispetto al 2023 sia la Liguria (+18,8%), sia la Valle d’Aosta (+3,5%).</p>
<p>L’area Sud e Isole raggiunge complessivamente 3,16 mi­liardi €, con un aumento del +3,4% su base annua. Trai­nano la Campania (+3,1%), la Puglia (+12,2%) e la Sicilia (+4,0%), in un contesto positivo anche per Abruzzo (+4,1%) e Calabria (+8,2%). Segnali flessivi arrivano invece dalla Sardegna (-6,5%) e dal Molise (-17%).</p>
<p>Il Centro, dopo il calo del 2023, cede un ulteriore 0,9%, malgrado il lieve recupero della Toscana (+0,5%) e la cre­scita dell’Umbria (+3,4%).</p>
<p>Fra le prime venti province per valore, i risultati migliori del 2024 in termini assoluti sono quelli di Mantova (+121 mln €), Modena (+65 mln €), Treviso (+64 mln €) e Brescia (+63 mln €). In calo, rispetto al 2023, Parma (-4,3%), Vero­na (-2,0%), Cuneo (-3,4%), Trento (-4,7%) e Caserta (-3,8%).</p>
<p><strong>Regioni – impatto economico DOP IGP</strong></p>
<p>Come riportato nella <strong>Tabella 1 </strong>il Veneto (4,94 mld €) e l’E­milia-Romagna (3,99 mld €) si confermano prime regio­ni per valore economico, seguite dalla Lombardia (2,90 mld €), che cresce per il quarto anno consecutivo, e dal Piemonte (1,56 mld €). Seguono la Toscana (1,33 mld €) e le altre due regioni del “Nord-Est”: Friuli Venezia Giulia (1,30 mld €) e Trentino-Alto Adige (1,01 mld €). La ripar­tizione “Sud e Isole” è trainata dalla crescita di Campania (+3,1%), Puglia (+12,2%) e Sicilia (+4,0%). In tutto 14 regio­ni segnano un incremento della Dop economy sul 2023.</p>
<p><strong>Province – impatto economico DOP IGP</strong></p>
<p>I dati sulle province riportati nella <strong>Tabella 2 </strong>mostrano Treviso (2,26 mld €) in testa, seguita da Parma (1,61 mld €), Verona (1,40 mld €) e Brescia (1,03 mld €) che supera il mi­liardo di euro. Vicina a questa soglia anche Cuneo (923 mln €). Fra le prime dieci province bene anche Modena (+8,4%), Udine (+8,2%), Reggio Emilia (+8,0%) e Mantova (+20,9%), che supera Siena, sostanzialmente stabile rispetto al 2023 (-0,1%). Tra le prime dieci province per valore del cibo e del vino, sono rappresentate 12 regioni italiane.</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
</div>
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		<title>Ricerca Ismea: i dazi USA non frenano il vino toscano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ricerca-ismea-i-dazi-usa-non-frenano-il-vino-toscano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 08:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dazi di Trump non hanno affossato il vino toscano, anzi. I dati Ismea sorprendono. In Italia si beve di meno. Alla fine il tanto temuto effetto dazi di Trump sul vino toscano non c`è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ricerca-ismea-i-dazi-usa-non-frenano-il-vino-toscano/">Ricerca Ismea: i dazi USA non frenano il vino toscano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I dazi di Trump non hanno affossato il vino toscano, anzi. I dati Ismea sorprendono. In Italia si beve di meno.</em></p>
<p>Alla fine il tanto temuto <strong>effetto</strong> <strong>dazi</strong> di Trump sul vino <strong>toscano</strong> non c`è stato. O meglio si è visto sul valore delle esportazioni, più che sui volumi di vino esportato. Così se i <strong>volumi</strong> del <strong>vino</strong> <strong>toscano</strong> nel 2025 crescono verso l&#8217;Unione Europea (+3,5%), calano leggermente verso i Paesi extra-UE (-0,6%), ma in valore la contrazione interessa entrambe le aree, risultando più accentuata proprio nei mercati extra-UE (-8,6%). I dati della <strong>ricerca</strong> <strong>Ismea</strong> «<strong>Vitivinicoltura toscana alla sfida dei nuovi scenari: dati e tendenze in atto</strong>», presentata a Firenze a PrimAnteprima.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il <strong>settore</strong> in <strong>Toscana</strong> rappresenta il 12% del valore della produzione regionale dell`agricoltura, a fronte di una media nazionale del 9%, con oltre 12 mila aziende che operano su una superficie di circa 61 mila ettari, ed in particolare con oltre 23 mila ettari a coltivazione biologica pari al 38% del totale regionale, contro la media italiana del 19%.</p>
<p>Nel 2025 la <strong>produzione</strong> si è attestata sui 2,2 milioni di ettolitri, -19% sul 2024 per effetto del calo delle rese dopo un 2024 da record e cresce l<strong>&#8216;export</strong> verso gli Usa (primo mercato mondiale per la Toscana) con +2,9% in volume e in Canada, mentre in Italia cala il consumo di vino generico (-5,7%), ma le Dop toscane contengono il calo, -2,1%. Infine, i consumatori giovani adulti (35-45 anni) pur acquistando volumi leggermente inferiori sul 2024, hanno incrementato la spesa del 24%, confermando la tendenza a bere meno ma meglio.</p>
<p><em>&#8220;Il mondo del vino sta attraversando una fase particolare di complessità dovuta alla situazione internazionale. D`altra parte però i numeri ci dicono che la Toscana ha già messo in atto una serie di azioni per governare questo cambiamento&#8221;</em>, ha affermato <strong>Fabio Del Bravo</strong>, ricercatore di Ismea.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: Corriere Fiorentino</p>
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		<item>
		<title>Dop economy: le radici e il futuro dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-le-radici-e-il-futuro-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 08:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Indicazioni Geografiche sono un pietra centrale dell&#8217;eccellenza agroalimentare italiana, ne tutelano l&#8217;autenticità, sostengono le economie locali e ne aumentano la competitività. Il Governo rimane impegnato a rafforzare questo modello sia a livello nazionale che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-le-radici-e-il-futuro-dellitalia/">Dop economy: le radici e il futuro dell&#8217;Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le Indicazioni Geografiche sono un pietra centrale dell&#8217;eccellenza agroalimentare italiana, ne tutelano l&#8217;autenticità, sostengono le economie locali e ne aumentano la competitività. Il Governo rimane impegnato a rafforzare questo modello sia a livello nazionale che internazionale</em></p>
<p><em>Il Rapporto Ismea Qualivita conferma che le Indicazioni Geografiche rappresentano un modello di sviluppo avanzato e una politica di successo per l’intero sistema agroalimentare</em></p>
<p>[<em>Articolo originale in lingua inglese</em>] <strong>L&#8217;economia agroalimentare italiana delle DOP continua a espandersi</strong>, registrando una crescita per il quarto anno consecutivo nel 2024, raggiungendo un valore alla produzione di 9,64 miliardi di euro, con un <strong>incremento del +7,7% rispetto all&#8217;anno precedente</strong> e del <strong>+48% rispetto al 2014</strong>.</p>
<p>Anche il valore al consumo dei prodotti DOP, IGP e STG segna un record, superando i 18,57 miliardi di euro nel 2024, con un aumento del +6,5% rispetto al 2023. <strong>Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche impiega 597.250 persone in 86.346 operatori</strong>, organizzati in <strong>189 Consorzi di Tutela autorizzati dal Ministero dell&#8217;Agricoltura</strong>, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) e vigilati da 36 Organismi di Controllo.</p>
<p><strong>Sul fronte dell&#8217;export</strong>, i prodotti agroalimentari italiani DOP e IGP hanno superato per la prima volta nel 2024 i 5 miliardi di euro (5,15 miliardi di euro), con un incremento del +12,7% su base annua e del +91% dal 2014, con una crescita del +9,4% sul mercato UE e del +17,8% sui mercati extra UE.</p>
<p><strong>Il 2024 conferma una crescita diffusa e costante per l&#8217;economia regionale delle DOP</strong>, che registra valori superiori a quelli del 2023 in quattordici regioni italiane su venti, secondo i dati del <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>XXIII</strong> <strong>Rapporto Ismea-Qualivita</strong></a>. A livello provinciale, due province su tre (65%) registrano una crescita in valore, con oltre una provincia su quattro (26%) che registra incrementi a doppia cifra.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.foodweb.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong> Food &#8211; Italia</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-le-radici-e-il-futuro-dellitalia/">Dop economy: le radici e il futuro dell&#8217;Italia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ismea: agroalimentare in crescita, vino a +8% e Italia leader mondiale con 47 milioni di ettolitri</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ismea-agroalimentare-in-crescita-vino-a-8-e-italia-leader-mondiale-con-47-milioni-di-ettolitri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 08:25:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ismea pubblica il Report AgriMercati per il III trimestre 2025 dei prodotti agroalimentari: dai cerali all&#8217;olio Evo, crescono i prodotti made in Italy. Nel terzo trimestre del 2025 il prodotto interno lordo (Pil) è aumentato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ismea-agroalimentare-in-crescita-vino-a-8-e-italia-leader-mondiale-con-47-milioni-di-ettolitri/">Ismea: agroalimentare in crescita, vino a +8% e Italia leader mondiale con 47 milioni di ettolitri</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ismea pubblica il Report AgriMercati per il III trimestre 2025 dei prodotti agroalimentari: dai cerali all&#8217;olio Evo, crescono i prodotti made in Italy.</em></p>
<p>Nel <strong>terzo trimestre del 2025</strong> il prodotto interno lordo (Pil) è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% nei confronti del terzo trimestre del 2024. La variazione acquisita per il 2025 è pari allo 0,5%. Sulla stessa scia del Pil, <strong>il valore aggiunto agricolo è aumentato sia su base congiunturale</strong> (+0,8%) sia tendenziale (+0,6%), anche il numero di occupati è cresciuto dell&#8217;1% rispetto al secondo trimestre del 2025 e dell&#8217;1,5% rispetto al terzo trimestre 2024.</p>
<p><strong>I prezzi dei prodotti agricoli nazionali, misurati dall&#8217;indice Ismea, sono aumentati del 2,8%</strong> rispetto al livello del terzo trimestre 2024. La crescita tendenziale è la sintesi di un incremento dei prezzi dei prodotti zootecnici (+13,5%) e di una riduzione di quelli dei prodotti vegetali (-6,6%). Rispetto al secondo trimestre 2025 i prezzi all&#8217;origine dei prodotti agricoli sono cresciuti del 3,2%.</p>
<p>Passando alla fase di trasformazione, nel terzo trimestre 2025 i ritmi produttivi dell&#8217;industria alimentare, delle bevande e tabacco sono aumentati, come testimonia l&#8217;aumento del valore medio dell&#8217;indice di produzione industriale (+3% su base congiunturale e +4,5% su base tendenziale), incremento più marcato rispetto a quello registrato per l&#8217;indice del manifatturiero nel complesso (+0,5% e +1,3%).</p>
<p>Le esportazioni italiane agroalimentari nei primi undici mesi del 2025 sono aumentate del 5% su base tendenziale, sfiorando i 67 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo il valore dell&#8217;export nazionale complessivo è cresciuto del 3,1%. Il valore delle spedizioni all&#8217;estero è aumentato soprattutto grazie all&#8217;impulso del caffè torrefatto, dei prodotti della panetteria e pasticceria e dei formaggi (stagionati e freschi).</p>
<h4>VINO</h4>
<p>La campagna 2025/2026 del vino ha chiuso con 232 milioni di ettolitri (+3%), confermando l&#8217;Italia leader mondiale con 47 milioni di ettolitri (+8%); in crescita i consumi interni di bollicine del 5,8% in volume e del 5% in valore nei primi nove mesi.</p>
<p>Nei primi quattro mesi della nuova campagna rispetto allo stesso periodo della precedente, anche per le IGP non c’è una tendenza univoca: al lieve incremento dei bianchi si contrappone la leggera riduzione dei rossi. Situazione analoga nelle DOP. Intanto l’export italiano mostra qualche lieve segnale di cedimento sia in volume sia in valore.</p>
<h4>OLIO</h4>
<p>La produzione mondiale di olio nella campagna 2025/26 sembrerebbe attestarsi su livelli normali. Annata di media carica anche per l&#8217;olio Evo italiano, con produzione in crescita rispetto alla campagna precedente soprattutto al Sud, e listini scesi poco sotto gli 8 euro/kg.</p>
<p>Nel mercato delle <strong>Indicazioni Geografiche</strong> si segnalano alcune flessioni, soprattutto nelle aree a più alta produzione, ma sostanzialmente nelle maggior parte dei casi i listini ancora si confermano come a inizio autunno.</p>
<h4>CARNI BOVINE</h4>
<p>Sul fronte delle carni, la bovina nei primi nove mesi segna un aumento della produzione dell&#8217;1,2%, in controtendenza rispetto all&#8217;Ue (-4%).</p>
<h4>CARNI SUINE E SALUMI</h4>
<p>Dopo il lieve miglioramento dello scorso anno, le macellazioni in Italia si sono nuovamente ridotte nei primi nove mesi del 2025 (-1,6%), spinte dal minore avvio alla macellazione di capi nel circuito tutelato, che rappresentano circa i ¾ dell’offerta nazionale (-1,9% nel periodo gennaio-settembre 2025). I prezzi degli animali vivi hanno continuato, in media, ad attestarsi al di sotto dei valori dello scorso anno. In particolare, per i suini 160-176 kg del circuito DOP la flessione registrata nei primi dieci mesi del 2025 è stata del 5,3% su base tendenziale. In calo nel periodo gennaio-ottobre pure i prezzi dei ristalli (-6,3% per i suinetti di 30 kg). Nella fase all&#8217;ingrosso, i prezzi delle cosce fresche destinate alla produzione di prosciutti DOP sono stati mediamente in calo rispetto allo scorso anno (-4,2% nel periodo gennaio-ottobre 2025) e una dinamica anche più accentuata c’è stata per i prezzi dei tagli destinati al consumo fresco (-7,7% per il lombo taglio Padova).</p>
<h4>FORMAGGI</h4>
<p>Tra gennaio e agosto sale l&#8217;export dei formaggi del 14,9% in valore e +5,6% in volume. Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano +2,2% le quantità e +20,4% il valore. Bene il Pecorino Romano con prezzi assestati a 12,5 euro/kg da gennaio a settembre e un export +1,7% in volume nei primi otto mesi.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13754" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ismea &#8211; Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare</strong></a></p>
<p><a href="https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252F4%252Fb%252FD.8bca0e598a8ac204cdf1/P/BLOB%3AID%3D13754/E/pdf?mode=download" target="_blank" rel="noopener">VAI AL REPORT ISMEA AGRIMERCATI 1/2026</a></p>
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		<title>Dop economy, motore dell&#8217;agroalimentare italiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-motore-dellagroalimentare-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 08:11:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2024 il settore cresce e raggiunge un valore alla produzione pari a 20,7 miliardi di euro. L&#8217;export vola, superando i 12 miliardi. Il comparto sostiene sempre più l&#8217;economia nazionale e i singoli territori. L&#8217;analisi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-motore-dellagroalimentare-italiano/">Dop economy, motore dell&#8217;agroalimentare italiano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel 2024 il settore cresce e raggiunge un valore alla produzione pari a 20,7 miliardi di euro. L&#8217;export vola, superando i 12 miliardi. Il comparto sostiene sempre più l&#8217;economia nazionale e i singoli territori. L&#8217;analisi del XXIII Rapporto Ismea-Qualivita.</em></p>
<p>L a Dop economy continua a correre e si conferma uno dei motori più solidi dell&#8217;agroalimentare italiano, <strong>Nel 2024 il valore alla produzione dei prodotti Dop e Igp</strong> &#8211; che include cibo, vino e per la prima volta anche le bevande spiritose &#8211; <strong>raggiunge 20,7 miliardi di euro, con una crescita del 25% rispetto al 2020</strong> e un contributo pari al 19% del fatturato complessivo del settore.</p>
<p>È quanto emerge dal <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>XXIII Rapporto Ismea-Qualivita</strong></a>, che certifica il ruolo strategico delle filiere a indicazione geografica e il sorpasso storico dell&#8217;export sopra i 12 miliardi, trainato da cibo e vino .</p>
<p>&#8220;I risultati della Dop economy confermano, ancora una volta, la forza e l&#8217;unicità del nostro sistema agroalimentare&#8217;, sottolinea il <strong>ministro dell&#8217;Agricoltura Francesco Lollobrigida</strong>, intervenuto nel corso della presentazione del rapporto <a href="https://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare" target="_blank" rel="noopener">Ismea</a> &#8211; <strong>Qualivita</strong>, il 26 novembre scorso a Roma. &#8220;Le Indicazioni Geografiche garantiscono una protezione del saper fare e vedono l&#8217;Italia leader mondiale nel numero di prodotti. [&#8230;] La filiera delle IG assicura qualità e valore economico garantendo reddito alle imprese e ai lavoratori impegnati nella filiera. Sostengono i territori ai quali sono collegate e rappresentano un traino sempre più forte per turismo ed economia&#8221;.</p>
<h4>Gli operatori della filiera</h4>
<p><strong>Alla base delle filiere Dop Igp vi sono 183.823 operatori</strong> (175.358 produttori e 31.724 trasformatori) in calo del -5,6% sul 2023. Nel settore cibo, nello specifico, si contano più di 86mila operatori, 597mi1a occupati, 189 Consorzi di tutela autorizzati dal ministero dell&#8217;Agricoltura (Masaf) e 36 Organismi di controllo. Nel settore del vino la filiera è composta da oltre 97mila operatori, 331mila occupati, 138 Consorzi di tutela autorizzati dal Masaf e 12 Organismi di controllo.</p>
<h4><a href="https://www.qualivita.it/dop-economy/" target="_blank" rel="noopener"> I valori della Dop economy italiana</a></h4>
<p>Nel 2024 <strong>il comparto del cibo Dop, lgp e Stg registra una crescita per il quarto anno consecutivo</strong>, raggiungendo un valore alla produzione pari a 9,64 miliardi di euro (+7,7% rispetto all&#8217;anno precedente e +48% rispetto al 2014) e un fatturato al consumo finale di 18,57 miliardi di euro. Rimane pressoché invariato il valore alla produzione per i prodotti di panetteria e pasticceria (+0,7%) e per quelli a base di carne (0,9%), mentre tutte le altre categorie registrano incrementi, in alcuni casi anche a doppia cifra: formaggi (+10,5%), ortofrutta (+6,0%), aceti balsamici (+7,9%), pasta (+11%), oli di oliva (+46,9°!) e carni fresche (+4,3%).</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>settore del vino Dop e lgp</strong>, dopo le battuta d&#8217;arresto del 2023, nel 2024 si osserva un ritorno alla stabilità sia in termini produttivi sia di valore: il vino imbottigliato raggiunge un valore complessivo di 11,04 miliardi di euro.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Salumi &amp; Consumi</strong></p>
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