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	<title>Consorzio di tutela Ficodindia dell&#8217;Etna DOP &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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		<title>“L’oro nascosto dell’Etna”: il fico d’india guarda al futuro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/loro-nascosto-delletna-il-fico-dindia-guarda-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla crescita delle superfici alla ricerca sulla buccia, fino alla trasformazione 4.0. Nuova puntata del format “La Natura dal campo alla Tavola” di 7Gold. Con oltre il 70% del fico d’India commercializzato nel mondo, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/loro-nascosto-delletna-il-fico-dindia-guarda-al-futuro/">“L’oro nascosto dell’Etna”: il fico d’india guarda al futuro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalla crescita delle superfici alla ricerca sulla buccia, fino alla trasformazione 4.0. Nuova puntata del format “La Natura dal campo alla Tavola” di 7Gold.</em></p>
<p><strong>Con oltre il 70% del fico d’India commercializzato nel mondo, la Sicilia rappresenta il fulcro di questa coltura</strong>, che ha alle spalle una storia antica. E il territorio alle pendici dell’Etna rappresenta la culla ideale per la sua crescita e il suo sviluppo. Non a caso, in questo areale è nata la Denominazione di origine protetta. <em>La Natura dal Campo alla Tavola</em>, partita con la sesta stagione, nell’ultima puntata ha acceso i riflettori su questa realtà per raccontare le nuove prospettive economiche, ambientali e scientifiche di una coltura strategica per la Sicilia.</p>
</p>
<div class='avia-iframe-wrap'><iframe loading="lazy" title="Fico d’India, “l’oro nascosto dell’Etna”: la campagna 2026 guarda oltre il mercato del fresco" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/D-eB5TvhXQ8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p>
<p>Il viaggio parte dai ficodindieti di Biancavilla, nel pieno della raccolta di Muscareda, Sulfarina e Sanguigna. A fotografare il mercato è <strong>Salvatore Rapisarda, direttore del Consorzio Euroagrumi OP</strong>: “<em>C’è una tendenza che cresce continuamente nel consumo di fico d’India nel mondo</em>”. I numeri danno la misura del fenomeno: “<em>La Sicilia produce circa il 90% del fico d’India italiano e l’Italia gestisce oltre il 70% del commercio mondiale del frutto</em>”, spiega il direttore del Consorzio Euroagrumi OP, “<em>con circa 100 mila tonnellate lavorate e una superficie siciliana che ha raggiunto i 10 mila ettari</em>”.</p>
<p>Ma il dato forse più interessante riguarda ciò che può ancora accadere: “<em>La domanda è enormemente superiore rispetto all’offerta. Questo vuol dire che ancora altra superficie in Sicilia può essere destinata al fico d’India</em>”. A sostenere questa prospettiva c’è anche una filiera che, negli ultimi anni, si è strutturata, con nuovi stabilimenti di lavorazione altamente tecnologici realizzati proprio nelle principali aree produttive. Ma il potenziale non finisce con il frutto. “<em>C’è anche l’altra parte della pianta che viene sempre più attenzionata: i cladodi, le pale, i fiori</em>”, aggiunge Rapisarda.</p>
<p>La questione, tuttavia, non riguarda soltanto l’aumento dei volumi. <strong>Sara Bua, presidente del Consorzio di Tutela del Fico d’India dell’Etna DOP e produttrice</strong>, pone l’accento sulla necessità di trasformare la crescita produttiva in valore, facendo della certificazione uno strumento di posizionamento e non semplicemente un marchio sulla confezione: “<em>Questo prodotto ha ancora davanti tantissime prospettive e tantissimo potenziale da far evolvere. La sfida è far emergere questo patrimonio ancora inespresso. Per questo il Consorzio sta investendo in ricerca e valorizzazione, con l’obiettivo di avvicinare anche i produttori alle nuove opportunità</em>”.</p>
<p>“<em>Qui siamo nel pieno della raccolta, nel passaggio tra la prima produzione e quella tardiva dei cosiddetti ‘bastardoni’</em> &#8211; ha aggiunto la presidente Bua &#8211; <em>È importante raccogliere il prodotto al meglio della sua maturazione; per questo, la cura del prodotto è molto attenta. Non vengono effettuati trattamenti post-raccolta e le tre varietà, bianca, rossa e gialla, vengono confezionate miste, in proporzioni diverse a seconda della qualità del momento: un’ulteriore cura verso il cliente</em>”.</p>
<p>Le telecamere di 7Gold hanno seguito poi il fico d’India fuori dal campo, entrando nel cuore della trasformazione. A Belpasso, nello stabilimento di Agrisicilia, il fico d’India entra infatti nel mondo della lavorazione industriale. <strong>Sofia Mammana, Ceo di Agrisicilia</strong>, ha raccontato un modello che conserva una forte componente manuale nella selezione della materia prima, affiancandola a tecnologie 4.0: “<em>Tagliamo e selezioniamo i prodotti manualmente attraverso la mondatura, poi utilizziamo macchinari di ultima generazione digitalizzati, che ci permettono di controllare la qualità del prodotto finito e garantire al consumatore la massima sicurezza</em>”. Pastorizzazione, controlli a raggi X e digitalizzazione mostrano quanto anche una confettura possa raccontare l’evoluzione tecnologica di una filiera agricola.</p>
<p>Sul fronte della ricerca scientifica, il fico d’India ha svelato notevoli sorprese. <strong>Maurizio Battino, Università Politecnica delle Marche</strong>, ha affermato: “<em>Il fico d’India è una produzione sostenibile e tutti i suoi prodotti possono essere riutilizzati. Tramite lo studio approfondito in una tesi di dottorato del dottor Iasmani, siamo andati ad analizzare delle sostanze bioattive molto importanti presenti nella polpa e nella buccia in quantità notevoli. Alcune di queste sostanze hanno un effetto benefico sulle cellule cancerogene. Abbiamo studiato le cellule dei tumori del colon-retto e le sostanze bioattive del fico d’India riducono l’aggressività di queste cellule e la loro diffusione in altri tessuti. È ricerca preclinica, ma apre un fronte particolarmente interessante: quello della valorizzazione di una parte del frutto che oggi viene in gran parte eliminata</em>”.</p>
<p>E mentre il fico d’India guarda al futuro, la Sicilia punta a diventare un fulcro d’incontro tra grandi filiere e tecnologie applicate all’agricoltura. Una sfida al centro della terza edizione di Frutech, raccontata da <strong>Nino Di Cavolo, presidente di Sicilia Fiera</strong>: “<em>La tecnologia si avvicina sempre di più al mondo agricolo e agli agricoltori</em>”, fino all’intelligenza artificiale, destinata, secondo Di Cavolo, ad avere un ruolo sempre più importante nel settore.</p>
<p><strong>Enza Perdicaro, nutrizionista</strong>, ha ricordato che “<em>questo frutto contiene solo 50 chilocalorie per 100 grammi di prodotto, nonostante la sua notevole dolcezza. Ha inoltre tanta acqua e fibre, ma il vero cuore nutrizionale del fico d’India sono le tre famiglie di antiossidanti che contiene, fra cui la vitamina C: ogni frutto copre il 20% del fabbisogno giornaliero. Ha inoltre molto calcio, potassio e magnesio. I semi hanno beta-carotene e vitamina E. Si consiglia di consumarne un paio al giorno</em>”.</p>
<p>In conclusione, <strong>Alessandro Diolosà, chef</strong>, ha coniugato un frutto storico come il fico d’India con una soluzione contemporanea. Ha proposto un abbinamento fra fichi d’India in chips, un’insalata di spinacino fresco e salmone marinato e una maionese profumata al frutto, accompagnata da una focaccia impastata con estratto di fico d’India.</p>
<p><em>La Natura dal Campo alla Tavola</em><em> è un programma televisivo e social condotto dal giornalista di settore </em><strong><em>Cristiano Riciputi</em></strong><em>. Il format va in onda ogni domenica alle 13.30 su 7GOLD, con copertura nazionale. Ogni puntata racconta la filiera attraverso le testimonianze dei suoi protagonisti: dalla produzione al retail, dalla ricerca alla comunicazione, con collegamenti e servizi realizzati direttamente nelle aziende e nei campi coltivati.</em></p>
<p>Fonte:<strong> 7Gold</strong></p>
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