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	<title>Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Regione Toscana e MASAF: rapida sinergia in difesa della Cinta Senese DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/regione-toscana-e-masaf-rapida-sinergia-in-difesa-della-cinta-senese-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:11:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, MASAF e Regione Toscana hanno concordato delle modifiche temporanee al disciplinare con l&#8217;obiettivo di contenere la diffusione della peste suina africana che sta minacciando la denominazione Regione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, MASAF e Regione Toscana hanno concordato delle modifiche temporanee al disciplinare con l&#8217;obiettivo di contenere la diffusione della peste suina africana che sta minacciando la denominazione</em></p>
<p><strong>Regione Toscana, Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP e Masaf</strong> mettono a punto una strategia in stretta collaborazione per mettere rapidamente gli allevatori nelle condizioni di affrontare le conseguenze della diffusione della peste suina africana. La Giunta regionale ha infatti emesso il proprio parere e il Masaf il provvedimento che autorizza, in via temporanea, alcune <strong>modifiche al disciplinare della Cinta Senese DOP</strong>, rendendo possibile l’adeguamento degli allevamenti alle prescrizioni di biosicurezza rese necessarie dall’emergenza sanitaria, senza compromettere il futuro della denominazione. Un percorso avviato su iniziativa del Consorzio di tutela e sviluppato in tempi rapidissimi grazie alla piena collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p>“La peste suina africana – spiega l’assessore regionale all’agricoltura<strong> Leonardo Marras</strong> – rappresenta <strong>una minaccia seria</strong> non soltanto per le singole aziende, ma <strong>per un patrimonio produttivo, ambientale e culturale</strong> che identifica la Toscana nel mondo. Per questo era necessario intervenire subito. La rapidità con cui siamo riusciti a costruire questa soluzione dimostra che quando istituzioni, organismi di tutela e amministrazioni lavorano nella stessa direzione è possibile dare risposte efficaci anche davanti a situazioni straordinarie”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Fonte: <a href="https://askanews.it/2026/07/29/r-toscana-e-masaf-rapida-sinergia-in-difesa-cinta-senese-dop/" target="_blank" rel="noopener">Askanews.it</a></strong></p>
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		<title>&#8220;Cinta senese a rischio estinzione&#8221;. È la falce della peste suina africana</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cinta-senese-a-rischio-estinzione-e-la-falce-della-peste-suina-africana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 07:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;allarme del Consorzio di Tutela della Cinta Sense che porta al tavolo regionale cinque richieste: dall`eradicazione della peste suina al sostegno economico alle aziende, fino alla necessità di garantire un futuro all`allevamento semibrado, elemento caratterizzante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> L&#8217;allarme del Consorzio di Tutela della Cinta Sense che porta al tavolo regionale cinque richieste: dall`eradicazione della peste suina al sostegno economico alle aziende, fino alla necessità di garantire un futuro all`allevamento semibrado, elemento caratterizzante della razza.</em></p>
<p>La<strong> Cinta senese Dop</strong> è a poche centinaia di esemplari dalla <strong>soglia considerata critica per la sopravvivenza di una razza</strong>. Sono circa 3.300i capi stimati oggi, e tremila è il limite sotto il quale una popolazione animale viene considerata a rischio estinzione. La razza suina autoctona toscana, riconoscibile per la caratteristica fascia bianca che attraversa il dorso e che viene allevata soprattutto allo stato brado e semibrado, rischia così di subire un nuovo colpo dalla diffusione della peste suina africana.</p>
<p>È questo lo scenario in cui il <strong>Consorzio di Tutela della Cinta Senese</strong> chiede di fermare l`avanzata della peste suina africana e garantire un futuro agli allevamenti tramite cinque richieste, portate al vaglio della prima cabina di regia regionale sull&#8217;emergenza, guidata da Giorgio Briganti, direttore del dipartimento Prevenzione dell`AsI Toscana sud est. «La priorità del momento è salvare la Cinta senese e i suoi allevatori: la tempestività delle azioni è fondamentale, perché la malattia avanza continuamente», spiega il presidente del Consorzio Nicolò Savigni, che ha illustrato le priorità della filiera della Cinta Senese Dop, composta da 79 aziende allevatrici, sei macelli e 18 imprese di trasformazione, per un valore complessivo stimato in circa 7 milioni di euro.</p>
<p>Il <strong>presidente del Consorzio</strong> Nicolò Savigni ha portato al tavolo<strong> cinque richieste</strong>: dall`eradicazione della peste suina al sostegno economico alle aziende, fino alla necessità di garantire un futuro all`allevamento semibrado, elemento caratterizzante della razza. Tra le priorità anche l`accelerazione dei progetti per i nuclei di conservazione e l`individuazione di centri genetici capaci di mettere al sicuro i riproduttori.</p>
<p><em>«È fondamentale </em>&#8211; dichiara l`assessore regionale all&#8217;Agricoltura <strong>Leonardo Marras</strong> &#8211;<em> approvare velocemente il piano faunistico venatorio, considerate che ci sono lì contenute delle norme che ci aiuteranno tantissimo nel ripopolamento degli ungulati, i cinghiali in modo particolare»</em>. Un tema da inserire anche nel quadro più ampio di tutela delle produzioni di qualità toscane.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nazione</strong></p>
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		<title>&#8220;Suini di Cinta Senese trasferiti a Pianosa”, l’idea arca di Noè per salvarli dalla peste</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/suini-di-cinta-senese-trasferiti-a-pianosa-lidea-arca-di-noe-per-salvarli-dalla-peste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 07:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[peste suina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si moltiplicano i casi di contagi di peste suina in Toscana, centinaia di esemplari soppressi e ora la razza rischia di sparire. Ma tecnici e ambientalisti si oppongono: &#8220;Rischio per la biodiversità&#8221; Trasferire i maialini, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si moltiplicano i casi di contagi di peste suina in Toscana, centinaia di esemplari soppressi e ora la razza rischia di sparire. Ma tecnici e ambientalisti si oppongono: &#8220;Rischio per la biodiversità&#8221;</em></p>
<p>Trasferire i maialini, con l&#8217;operazione Arca di Noè, dall&#8217;inferno al paradiso. Negli ultimi mesi in Toscana si stanno moltiplicando i casi di peste suina: dopo i contagi fra i cinghiali la malattia si è diffusa, da giugno in poi, anche in alcuni allevamenti della regione costringendo alla soppressione di centinaia di esemplari.</p>
<p>Fra questi, anche i maiali neri con la classica fascia più chiara: quelli della razza suina Cinta Senese che dal 2012 è riconosciuta a livello europeo come marchio Dop, denominazione di origine protetta riservata alle carni di questi animali che devono essere nati, allevati e macellati in Toscana secondo la tradizione e le regole del Consorzio di tutela.</p>
<p>Il problema è che di esemplari <strong>di questa razza ne restano pochissimi: circa 3000 disseminati fra i vari allevamenti toscani</strong>, soprattutto nella provincia di Siena. Di recente, dopo i casi di contagi, <strong>sono stati soppressi 300 esemplari per sicurezza</strong>. Se la peste suina dovesse diffondersi anche fra la Cinta, si teme dunque la possibile scomparsa di questa razza Dop così pregiata.</p>
<h4>Peste suina africana, la Regione Toscana nomina un commissario straordinario</h4>
<p><strong>L&#8217;operazione Arca di Noè</strong>.<br />
Da qui, nelle ultime ore sta nascendo l&#8217;idea di una sorta di operazione &#8220;Arca di Noè&#8221;: portare 9 esemplari di Cinta Senese sull&#8217;isola di Pianosa, in modo da preservarne il patrimonio genetico per il futuro.<br />
Una sorta di mossa di sicurezza &#8211; da attuare nel paradiso della piccola isola di Pianosa (10 chilometri quadrati preservati dalle riserve istituite dal Parco dell&#8217;arcipelago toscano) &#8211; per salvare la razza dall&#8217;inferno della peste.<br />
L&#8217;idea, per ora solo come ipotesi, è stata esposta dal presidente della Regione Eugenio Giani che in un recente incontro con sindaci dell&#8217;Isola d&#8217;Elba ha prospettato il trasferimento, parlando solo di pochi esemplari da custodire a Pianosa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>In attesa di capire se l&#8217;arca &#8220;salperà&#8221; o meno, <strong>restano però le fondate paure del Consorzio di tutela della Cinta senese</strong> che parla di &#8220;seria sopravvivenza a rischio della Cinta, una delle razze suine autoctone più antiche e rappresentative del patrimonio agroalimentare italiano&#8221;, spiegano ricordando i focolai di Comano, in provincia di Massa Carrara, e i casi si suini morti in un allevamento di San Marcello Piteglio (Pistoia), poi risultati positivi al virus.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2026/07/24/news/suini_cinta_senese_pianosa_peste_trasferimento-425489949/" target="_blank" rel="noopener">La Repubblica.it</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Cinta Senese DOP: trema un sistema che vale 5,5 milioni di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cinta-senese-dop-trema-un-sistema-che-vale-55-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 07:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza</em></p>
<p>A rischio una filiera da cinque milioni e mezzo di euro, quello della cinta senese dop, un maiale parte della tradizione toscana e della storia di Siena nel tempo diventato simbolo del made in Italy. A lanciare l&#8217;allarme è il Consorzio di Tutela dopo i nuovi focolai in Toscana di peste suina, un&#8217;emergenza sanitaria che rischia di travolgere gli allevamenti allo stato brado e semi brado e di cancellare un patrimonio genetico costruito in decenni.</p>
<p><strong>I numeri parlano di 79 allevatori, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione</strong> compongono l&#8217;intero sistema produttivo della razza suina autoctona toscana. <strong>Nel corso del 2025 sono stati certificati 3.135 capi macellati, per un totale di 617.423 chilogrammi di mezzene</strong>, oltre 617 tonnellate. Un dato che assume particolare rilievo se rapportato alla distribuzione territoriale degli allevamenti: su settanta aziende riconosciute dal sistema di controllo, ben 52 sono concentrate tre province, Siena (24), Firenze e Grosseto (14 ciascuna). Una concentrazione che, in caso di focolaio in una di queste aree, potrebbe avere effetti sproporzionati sull&#8217;intero comparto.</p>
<p><strong> Dopo i casi recenti</strong>, che non hanno riguardato solo cinghiali selvatici che abitano nei boschi ma anche maiali di allevamento, con un aggravarsi ella situazione, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha deciso di <strong>nominare un commissario straordinario per gestire l&#8217;emergenza della peste suina africana</strong>: sarà il medico veterinario dell&#8217;Asl Toscana Sud Est Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di prevenzione territoriale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale, non più a un&#8217;ipotesi lontana», <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">dichiara il presidente del Consorzio Nicolò Savigni</a>, ricordando che dall&#8217;agosto 2024 è al vaglio delle istituzioni un progetto per costituire, in un sito isolato e ad alta biosicurezza, un nucleo di riserva genetica composto da 12-15 femmine e 3 maschi riproduttori. A quasi due anni dal primo sopralluogo, però, il sito non è stato individuato, l&#8217;istruttoria sanitaria non è completa e il nucleo non è stato costituito.</p>
<p>Per <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>, la posta in gioco supera i confini toscani: «La Cinta Senese è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell&#8217;intero Paese. Perderla significherebbe un danno irreversibile».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nazione &#8211; Pisa</strong></p>
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		<item>
		<title>Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie» L&#8217;allarme, scattato già [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/">Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie»</em></p>
<p>L&#8217;allarme, scattato già da un paio di anni, è ora ai massimi livelli: la diffusione del<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;epidemia di peste suina rischia di mettere a rischio gli allevamenti di cinta senese</a>.</p>
<p>«Rischiamo l&#8217;estinzione della razza», dice senza tanti giri di parole <strong>Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della cinta senese Dop</strong>. Quella dei suini neri con la striscia bianca dalla carne pregiata, allevati in stato brado o semibrado.</p>
<p>«Stiamo lavorando da tempo a un progetto di salvaguardia della specie, ora che la situazione è così allarmante spero che si riesca ad accelerare», <strong>aggiunge Mauro Rosati, direttore generale di Qualivita</strong>.</p>
<p>Per capire i timori, bisogna partire dai numeri: il Consorzio raduna in tutta la regione 79 allevatori, 6 macelli, 18 imprese di trasformazione.</p>
<p>La stima è di circa 3.300 capi. «<strong>Sotto la soglia di tremila si rischia l&#8217;estinzione &#8211; sottolinea Savigni</strong> &#8211; e con la diffusione della peste suina il rischio è che qualcuno sia tentato di bloccare la riproduzione e vendere i capi. Spero che ora il commissario superi lentezze burocratiche e rimpalli di responsabilità che stanno bloccando i nostri progetti di tutela».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <b>La Nazione &#8211; Siena</b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/">Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:12:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I primi casi di peste suina rinvenuti in Toscana hanno spinto all’abbattimento di 300 capi di Cinta Senese DOP, il 10% del patrimonio totale. L’allevamento allo stato brado espone gli animali al contagio Maialino di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/">Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I primi casi di peste suina rinvenuti in Toscana hanno spinto all’abbattimento di 300 capi di Cinta Senese DOP, il 10% del patrimonio totale. L’allevamento allo stato brado espone gli animali al contagio</em></p>
<p>Maialino di Cinta Senese a rischio estinzione a causa della Peste suina africana. A dare l’<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">allarme è lo stesso <strong>Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP</strong></a> dopo i primi abbattimenti di capi avvenuti nei giorni scorsi. Il primo focolaio in un allevamento toscano è stato individuato a Comano, in provincia di Massa-Carrara, mentre nei giorni scorsi due suini rinvenuti morti in un allevamento di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, sono risultati positivi al virus.</p>
<h4>Abbattuto il 10% dell’intero patrimonio di 3mila capi</h4>
<p>Nei giorni scorsi sono stati abbattuti 300 capi circa il 10% di un patrimonio che è di circa 3mila capi in tutto.</p>
<p>Il maialino di Cinta Senese è <strong>allevato soprattutto allo stato brado o semibrado</strong> caratteristica fondamentale per la qualità delle sue carni ma che rende però i capi particolarmente esposti al contagio il cui veicolo principale è rappresentato dai cinghiali selvatici.</p>
<h4>Consorzio Dop: siamo davanti a un pericolo reale</h4>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale – ha commentato il <strong>presidente del Consorzio della Cinta Senese Dop,</strong> <strong>Nicolò Savigni</strong> -. Gli allevatori hanno rafforzato la biosicurezza interna, anche grazie ai contributi ricevuti, ma fuori dai confini aziendali il rischio resta al di fuori del loro controllo. Non possono essere lasciati soli: ogni allevamento di Cinta Senese deve essere considerato un presidio da difendere».</p>
<p>[…]</p>
<h4>Istituire un incubatore per preservare il patrimonio genetico</h4>
<p>«La principale ipotesi allo studio con il Commissario e le istituzioni – ha spiegato il <strong>direttore della Fondazione Qualivita</strong>, <strong>Mauro Rosati</strong> – è creare una sorta di incubatore nel quale inserire 12 verri e 12 scrofe in modo da assicurarsi un presidio di conservazione del patrimonio genetico. Con la peste suina alle porte il rischio estinzione è davvero reale».</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/per-peste-suina-rischio-estinzione-maialino-cinta-senese-AJvfd2M" target="_blank" rel="noopener">Il Sole 24 Ore.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/">Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Cinta senese di nuovo a rischio, allarme del Consorzio: “La peste suina africana può distruggere gli allevamenti”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cinta-senese-di-nuovo-a-rischio-allarme-del-consorzio-la-peste-suina-africana-puo-distruggere-gli-allevamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 07:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[peste suina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Peste suina, l&#8217;allarme del Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, una delle razze autoctone più antiche e rappresentative del patrimonio agroalimentare italiano. Entrando in contatto con cinghiali o altri animali i capi possono essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Peste suina, l&#8217;allarme del Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, una delle razze autoctone più antiche e rappresentative del patrimonio agroalimentare italiano. Entrando in contatto con cinghiali o altri animali i capi possono essere contagiati</em></p>
<p>Un maiale dal mantello scuro, spezzato da una caratteristica fascia bianca che gli cinge il torace, ritratto persino negli affreschi del Trecento nel Palazzo Pubblico di Siena. La Cinta Senese è una razza suina ricominciata ad essere allevata negli anni Ottanta e costituisce un pezzo di storia vivente della Toscana, un miracolo di biodiversità salvato dall&#8217;estinzione grazie a decenni di lavoro e diventato uno dei simboli più esclusivi della Toscana gastronomica. È stata la razza con la quale le persone hanno ricominciato a mangiare carni ricche di lardo senza paura, sia in cottura che stagionate: il prosciutto ne è un esempio. Oggi però, questo ecosistema perfetto rischia di frantumarsi.</p>
<p>Il <strong>nemico si chiama Peste suina africana (Psa)</strong>. Non è una novità: l&#8217;allarme si ripresenta con una regolarità ciclica che ricalca i peggiori incubi degli allevatori, ma questa volta la minaccia ha cambiato marcia. Il virus sta sviluppandosi in maniera violenta, stringendo la Toscana in una morsa e minaccia di spingersi verso il cuore produttivo della regione. Per una filiera d&#8217;eccellenza che conta meno di ottanta allevatori e poco più di 3000 capi certificati all&#8217;anno, un solo focolaio significherebbe l&#8217;abbattimento totale degli animali e la fine di un sogno biologico ed economico da 5,5 milioni di euro.</p>
<p>La vulnerabilità della Cinta sta paradossalmente in ciò che la rende unica: il fatto di vivere libera, allo stato brado o semibrado tra i boschi e i pascoli collinari. Blindare gli animali in capannoni asettici, per evitare per esempio il contatto con i cinghiali, significherebbe snaturarli e violare lo stesso disciplinare Dop. Per questo il Consorzio di Tutela chiede da quasi due anni di mettere in sicurezza il patrimonio genetico della razza, isolando un nucleo protetto di riproduttori prima che sia troppo tardi. Per capire l&#8217;effettiva gravità della situazione e come si sia arrivati a questo punto di non ritorno, abbiamo <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">intervistato Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese Dop</a>.</p>
<h4>Quali sono le differenze di questa peste rispetto agli anni scorsi visto che questo allarme si ripete in maniera ciclica?</h4>
<p>“Le differenze rispetto il passato che la Psa sta avanzando in maniera forte sulla dorsale appenninica e da Massa Carrara, adesso è scesa a Lucca a Pistoia e avanza verso Prato, Firenze e Arezzo. L’allarme del consorzio è che questa pandemia rischia di far scendere i capi di Cinta Senese sotto i 3000 esemplari sul territorio toscano; quindi, il rischio di andare verso l’estinzione della specie per problemi di consanguineità è del tutto reale”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.repubblica.it/il-gusto/2026/07/17/news/cinta_senese_di_nuovo_a_rischio_la_peste_suina_africana_puo_distruggere_gli_allevamenti-425476593/" target="_blank" rel="noopener">Repubblica.it</a></p>
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		<title>Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 07:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[peste suina]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi, sulla Cinta Senese DOP colpita dalla peste suina: È un patrimonio storico, genetico, culturale “La Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana: è un patrimonio storico, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/">Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi, sulla Cinta Senese DOP colpita dalla peste suina: È un patrimonio storico, genetico, culturale<br />
</em></p>
<p>“La <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana</a>: è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell’intero Paese”. Così <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>. “La sua filiera è alla base di una produzione tutelata a livello europeo con la Denominazione di Origine Protetta e rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy agroalimentare.</p>
<p>La perdita di questo patrimonio – prosegue Baldrighi – provocherebbe un danno irreversibile non soltanto agli allevatori e al territorio toscano, ma anche all’immagine e alla credibilità dell’intero sistema italiano delle DOP e IGP. Per questo è indispensabile che le istituzioni intervengano con la massima urgenza”.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://askanews.it/2026/07/17/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener">AskaNews.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/">Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Peste suina africana, l’allarme del Consorzio: «La Cinta Senese rischia di scomparire»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 11:08:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente Nicolò Savigni: «Dal 2024 chiediamo alle istituzioni di costituire un nucleo di riproduttori in un luogo isolato e protetto. Il tempo dei rinvii è finito: servono decisioni immediate per salvare la razza e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presidente <strong>Nicolò Savigni</strong>: «Dal 2024 chiediamo alle istituzioni di costituire un nucleo di riproduttori in un luogo isolato e protetto. Il tempo dei rinvii è finito: servono decisioni immediate per salvare la razza e le aziende della filiera». <strong>Cesare Baldrighi, </strong>Origin Italia: «Non possiamo perdere un simbolo del Made in Italy»</em></p>
<p>La diffusione della Peste Suina Africana in Toscana mette seriamente a rischio la sopravvivenza della Cinta Senese, una delle razze suine autoctone più antiche e rappresentative del patrimonio agroalimentare italiano.</p>
<p>A lanciare l’allarme è il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP, dopo i recenti casi di positività riscontrati anche negli allevamenti suini della regione. Il primo focolaio in un allevamento toscano è stato individuato a Comano, in provincia di Massa-Carrara, mentre nei giorni scorsi due suini rinvenuti morti in un allevamento di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, sono risultati positivi al virus.</p>
<p>Una situazione che conferma l’avanzamento dell’emergenza e rende sempre più concreto il pericolo per gli allevamenti di Cinta Senese. La Peste Suina Africana non è trasmissibile all’uomo, ma colpisce i suini domestici e i cinghiali e, in caso di focolaio, può comportare l’adozione di misure sanitarie particolarmente severe, fino all’abbattimento di tutti gli animali presenti nell’allevamento.</p>
<h4>Una razza particolarmente esposta</h4>
<p>La Cinta Senese viene allevata prevalentemente allo stato brado o semibrado, secondo un modello produttivo strettamente legato ai boschi, ai pascoli e alle aree rurali della Toscana. Gli animali vivono quotidianamente all’aperto e si alimentano principalmente attraverso il pascolamento.</p>
<p>Questa caratteristica, fondamentale per la qualità e l’identità della produzione, rende tuttavia molto più complesso garantire una separazione completa dalla fauna selvatica e, in particolare, dai cinghiali.</p>
<p>Molti allevamenti sono inoltre localizzati in territori collinari, montani e marginali, spesso caratterizzati da un’elevata densità di fauna selvatica. In queste condizioni, anche applicando rigorosamente le misure di biosicurezza all’interno delle aziende, risulta estremamente difficile eliminare ogni possibile rischio di contatto, diretto o indiretto, con il virus.</p>
<p>Fino a oggi sono stati messi a disposizione contributi per rafforzare la biosicurezza all’interno degli allevamenti, sostenendo interventi sulle recinzioni, sugli accessi, sulle strutture e sulle procedure aziendali. Si tratta di misure necessarie, ma non sufficienti: al di fuori dei perimetri aziendali il contenimento del rischio resta una vera e propria emergenza, legata soprattutto alla presenza e agli spostamenti della fauna selvatica.</p>
<p>Ad oggi, tuttavia, le aziende allevatrici di Cinta Senese non sono trattate dalle istituzioni come presìdi strategici da difendere, nonostante custodiscano un patrimonio genetico e produttivo di interesse collettivo. Occorrono quindi interventi coordinati anche sul territorio esterno agli allevamenti, attraverso una maggiore sorveglianza, il contenimento del rischio e misure specifiche di protezione delle aziende.</p>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale, non più a un’ipotesi lontana», dichiara <strong>Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP</strong>. «La Cinta Senese vive all’aperto, nei boschi e nei territori rurali della Toscana. È proprio questo legame con l’ambiente a renderla unica, ma oggi rappresenta anche un elemento di forte vulnerabilità. Un solo focolaio in uno degli allevamenti più importanti potrebbe compromettere irreversibilmente il patrimonio genetico della razza. Gli allevatori hanno rafforzato la biosicurezza interna, anche grazie ai contributi ricevuti, ma fuori dai confini aziendali il rischio resta al di fuori del loro controllo. Non possono essere lasciati soli: ogni allevamento di Cinta Senese deve essere considerato un presidio da difendere».</p>
<h4>Dal 2024 il progetto per salvaguardare il patrimonio genetico</h4>
<p>Il Consorzio si è attivato fin dall’agosto 2024, coinvolgendo le istituzioni regionali e nazionali nella definizione di un progetto finalizzato alla costituzione di una riserva genetica della Cinta Senese in un luogo isolato, protetto e sottoposto a misure di biosicurezza rafforzata.</p>
<p>Il progetto prevede la creazione di un nucleo composto indicativamente da <strong>12-15 femmine e 3 maschi riproduttori</strong>, da trasferire in un sito caratterizzato da un rischio epidemiologico minimo.</p>
<p>Dal primo sopralluogo effettuato nell’agosto 2024 sono state esaminate, insieme ad ANAS e agli altri soggetti coinvolti, diverse possibili soluzioni localizzative in aree isolate e protette, potenzialmente idonee a ospitare il nucleo in condizioni di elevata biosicurezza.</p>
<p>L’obiettivo è mettere in sicurezza un nucleo essenziale di riproduttori, capace di assicurare la conservazione della razza e di consentirne, in caso di emergenza, la futura ricostituzione.</p>
<p>Nonostante il lavoro svolto, la disponibilità manifestata da più soggetti e il riconoscimento della validità tecnica dell’iniziativa, a distanza di quasi due anni non è stata ancora assunta una decisione operativa definitiva. Non è stato formalmente individuato il sito, non è stata completata l’istruttoria sanitaria e non è stato costituito il nucleo di riproduttori.</p>
<h4>A rischio anche la sopravvivenza economica delle aziende</h4>
<p>L’emergenza non riguarda soltanto la conservazione della razza. Gli allevatori della filiera sono fortemente preoccupati per il futuro delle proprie imprese, molte delle quali hanno costruito l’intera attività economica sull’allevamento e sulla valorizzazione della Cinta Senese.</p>
<p>Si tratta spesso di aziende familiari situate nelle aree interne della Toscana, nelle quali l’allevamento contribuisce alla manutenzione dei boschi, al presidio del territorio, alla tutela della biodiversità e al mantenimento di attività economiche e occupazionali.</p>
<h4>Baldrighi, Origin Italia: «Non possiamo perdere un simbolo del Made in Italy»</h4>
<p>«La Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana: è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell’intero Paese», dichiara <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>.</p>
<p>«La sua filiera è alla base di una produzione tutelata a livello europeo con la Denominazione di Origine Protetta e rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy agroalimentare. La perdita di questo patrimonio provocherebbe un danno irreversibile non soltanto agli allevatori e al territorio toscano, ma anche all’immagine e alla credibilità dell’intero sistema italiano delle DOP e IGP. Per questo è indispensabile che le istituzioni intervengano con la massima urgenza».</p>
<h4>Le richieste alle istituzioni del Presidente Nicolò Savigni</h4>
<p>Il Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP chiede alla <strong>Regione Toscana</strong>, al <strong>Ministero della Salute</strong>, al <strong>Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste</strong> e al <strong>Commissario straordinario alla Peste Suina Africana</strong> di intervenire con azioni concrete e immediate e, in particolare.</p>
<p>«Non chiediamo nuove dichiarazioni di intenti, ma atti concreti», conclude il presidente Nicolò Savigni. «Il tempo delle valutazioni e dei rimpalli amministrativi è terminato. Chiediamo alle istituzioni nazionali e regionali di intervenire immediatamente, perché oggi possiamo ancora salvare la Cinta Senese. Domani potrebbe essere troppo tardi».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.cintasenesedop.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/COMUNICATO-CINTA-SENESE-1.pdf">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Successo per “Profumi di Toscana &#038; Friends”: a Borgo Scopeto in scena le eccellenze Toscane DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/successo-per-profumi-di-toscana-friends-a-borgo-scopeto-in-scena-le-eccellenze-toscane-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:25:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Finocchiona IGP protagonista del percorso gastronomico “Profumi di Toscana &#38; Friends” dedicato a produttori, operatori del settore, appassionati e consumatori Oltre le degustazioni, un vero racconto della Toscana attraverso i suoi sapori, le sue [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Finocchiona IGP protagonista del percorso gastronomico “Profumi di Toscana &amp; Friends” dedicato a produttori, operatori del settore, appassionati e consumatori</em></p>
<p><strong>Oltre le degustazioni, un vero racconto della Toscana attraverso i suoi sapori, le sue tradizioni e le sue produzioni certificate.</strong> È stato questo il cuore di <em>“Profumi di Toscana &amp; Friends”</em>, l’evento andato in scena sabato 30 maggio nella splendida cornice di Borgo Scopeto Wine &amp; Country Relais, tra le colline del Chianti Senese.</p>
<p>L’iniziativa, promossa dal Consorzio della Finocchiona IGP insieme a Borgo Scopeto Wine &amp; Country Relais, ha richiamato produttori, operatori del settore, appassionati e consumatori per una serata dedicata alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari toscane e italiane.</p>
<p>Protagonista assoluta dell’evento è stata la <strong>Finocchiona IGP</strong>, simbolo della tradizione salumiera toscana, raccontata attraverso un percorso gastronomico che ne ha esaltato caratteristiche, storia e versatilità. Accanto a lei, il <strong>Consorzio del Pane Toscano DOP</strong> e il <strong>Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP</strong>, ambasciatori di altre importanti produzioni certificate che rappresentano l’identità gastronomica della regione.</p>
<p>A rendere ancora più ricca l’esperienza è stata la partecipazione del <strong>Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola DOP</strong>, ospite speciale della serata e rappresentante del “Friends” dell’evento. La presenza del celebre formaggio lombardo-piemontese ha sottolineato il valore della collaborazione tra territori e produzioni di qualità, accomunate dall’impegno nella tutela delle tradizioni e nella promozione delle Indicazioni Geografiche.</p>
<p>Il percorso degustativo è stato impreziosito anche dalla presenza della <strong>Gelateria Dondoli</strong>, eccellenza della tradizione gelatiera toscana conosciuta a livello internazionale, e di <strong>BIS Osteria Contemporanea</strong>, che ha proposto interpretazioni creative e innovative dei prodotti protagonisti della serata.</p>
<p>Un ruolo centrale è stato svolto dalla cucina di Borgo Scopeto Wine &amp; Country Relais, guidata dallo chef <strong>Pietro Fortunati</strong>, che ha ideato un menu capace di valorizzare la Finocchiona IGP come ingrediente principale e fonte d’ispirazione per ogni preparazione. Le sue creazioni hanno saputo esaltare le note aromatiche e la personalità del celebre salume, trasformandolo nel filo conduttore dell’intera esperienza gastronomica.</p>
<p>Tra i partner dell’iniziativa anche <strong>Visionair Gin</strong>, progetto imprenditoriale fondato da Stefano Clemente, che ha portato all’evento la propria filosofia orientata alla sostenibilità, attraverso l’utilizzo di botaniche selezionate nel rispetto dell’ambiente e di innovative bottiglie riutilizzabili in acciaio inox.</p>
<p>L’ampia partecipazione e l’entusiasmo registrati durante la serata confermano il successo della prima edizione di “Profumi di Toscana &amp; Friends”, un appuntamento che ha saputo mettere in rete eccellenze agroalimentari, ospitalità di qualità e cultura del territorio.</p>
<p>«Siamo estremamente soddisfatti della riuscita di questa prima edizione – ha dichiarato Alessandro Iacomoni, Presidente del Consorzio della Finocchiona IGP –. Celebrare la Finocchiona IGP nel cuore del Chianti Senese insieme ad altre eccellenze certificate significa rafforzare il legame tra qualità, tradizione e cultura del territorio».</p>
<p>Grazie alla sinergia tra il Consorzio della Finocchiona IGP, Borgo Scopeto Wine &amp; Country Relais e tutti i partner coinvolti, l’evento si è confermato una vetrina privilegiata per raccontare la Toscana più autentica attraverso i suoi profumi, i suoi sapori e le sue persone.</p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.finocchionaigp.it/2026/06/grande-successo-per-profumi-di-toscana-friends-a-borgo-scopeto-in-scena-le-eccellenze-del-territorio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP</strong></a></p>
</div>
<p><a href="https://www.finocchionaigp.it/wp-content/uploads/2026/06/Cs_Sapori-di-ToscanaFriends_.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/successo-per-profumi-di-toscana-friends-a-borgo-scopeto-in-scena-le-eccellenze-toscane-dop-e-igp/">Successo per “Profumi di Toscana &#038; Friends”: a Borgo Scopeto in scena le eccellenze Toscane DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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