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	<title>Università Cattolica del Sacro Cuore &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Università Cattolica del Sacro Cuore &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Impronta chimica e reti neurali artificiali per l’autenticità dell’olio EVOO: il caso studio Taggiasca Ligure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 16:02:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università Cattolica del sacro Cuore ha utilizzato reti neurali artificiali (ANN), accoppiate all’analisi dell’impronta chimica, per il riconoscimento dell’olio prodotto a partire dalla varietà Taggiasca Ligure, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La ricerca del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università Cattolica del sacro Cuore ha utilizzato reti neurali artificiali (ANN), accoppiate all’analisi dell’impronta chimica, per il riconoscimento dell’olio prodotto a partire dalla varietà Taggiasca Ligure, raggiungendo una sensibilità prossima al 100%</em></p>
<p>La qualità dell’EVOO dipende da diversi attributi <strong>determinati geneticamente ma influenzati dalle condizioni del terreno, dalla gestione agronomica, dalla maturazione del frutto e dal tipo di produzione</strong>. In particolare, la varietà “Taggiasca Ligure” è una tipica varietà, sostanzialmente limitata alle province di Imperia e Savona, che non mostra il marchio di certificazione DOP nonostante sia riconosciuta come prodotto costoso e di alta qualità. Grazie al suo elevato valore di mercato, l’EVOO è potenzialmente esposto a frodi quali la miscelazione con altri oli o l’etichettatura fraudolenta con false dichiarazioni.</p>
<p>Pertanto, l’implementazione di strumenti analitici che garantiscano la tracciabilità e l’autenticità e assicurino la protezione dei consumatori e la concorrenza leale sono diventati di grande interesse sia in ambito scientifico che commerciale. A questo proposito, la metabolomica non target (impronta chimica), abbinata a statistiche multivariate e chemometria, può essere uno strumento utile per garantire la qualità e l’integrità degli alimenti.</p>
<p>La grande quantità di informazioni fornite dalla metabolomica richiede un adeguato trattamento dei dati, dove le reti neurali artificiali (ANN) stanno mostrando un<strong> enorme potenziale contro le frodi alimentari</strong>. Il presente lavoro combina impronta chimica e reti neurali per garantire l’autenticità dell’EVOO, utilizzando la cultivar Taggiasca come modello studio.</p>
<blockquote><p><strong>Luigi Lucini</strong> è laureato in Scienze e tecnologie alimentari, ha un Master in Sicurezza alimentare e il Dottorato di ricerca in Chimica, biochimica ed ecologia dei pesticidi. Professore ordinario di chimica agraria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. È coordinatore della piattaforma di metabolomica e direttore del centro di ricerca interdipartimentale CRAST.</p></blockquote>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>Campioni EVOO. Per l’analisi sono stati selezionati oli georeferenziati da diverse aree e altitudini, forniti direttamente dal consorzio dei produttori “<strong>Consorzio per la Tutela dell’Olio Extra-Vergine di Oliva DOP Riviera Ligure</strong>” (Imperia, Italia). Complessivamente, sono stati utilizzati 408 campioni, 282 dei quali erano Taggiasca originari dell’area di riferimento (province di Imperia e Savona), dalla Riviera dei Fiori ed extra-Italia. Gli altri 126 campioni erano caratterizzati principalmente dalle varietà Lavagnino, Leccino e Pignola. Da questi, 39 campioni aggiuntivi sono stati preparati in laboratorio mescolando oli Taggiasca con diverse percentuali di altre varietà (Biancolilla, Coratina, Leccino e Ogliarola &#8211; ciascuna al 10%, 50% e 80%, in volume).</p>
<p><em>Estrazione e analisi dei campioni.</em> Il profilo dei composti fenolici e fitosterolici è stato ottenuto tramite un approccio di metabolomica basato sulla cromatografia liquida ad alta pressione (UHPLC) accoppiata a spettrometria di massa ibrida.</p>
<p><em>Statistica multivariata e reti neurali.</em> Per quanto riguarda le reti neurali, l’architettura feed-forward multistrato è stata applicata al dataset per costruire un modello di previsione in grado di discriminare gli oli Taggiasca dagli oli non-Taggiasca basandosi sui metaboliti selezionati. Una rappresentazione semplificata dell’architettura dell’ANN in cui la rete è stata addestrata attraverso un algoritmo di retropropagazione. Infine, 32 oli Taggiasca e 30 oli non-Taggiasca indipendenti, dalla stagione di raccolta del 2022 sono stati utilizzati per convalidare il modello, e una matrice di confusione è stata creata per valutarne le prestazioni e per convalidare le differenze tramite l’analisi di transvariazione.</p>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>È noto che diversi fattori come il clima, la varietà, la zona geografica e le pratiche agronomiche, le condizioni di estrazione e lavorazione, nonché la conservazione possono influenzare il profilo degli steroli e dei fenoli dell’olio d’oliva.</p>
<p>Di conseguenza, l’analisi metabolica è stata condotta per investigare in modo completo le differenze nei profili fitochimici quando: 1) si ottengono oli Taggiasca da oliveti a diverse altitudini (0-800 m s.l.m.) nella stessa area di produzione; 2) si confrontano gli oli Taggiasca con altre varietà liguri; 3) si adulterano gli oli Taggiasca mescolandoli con diverse percentuali di oli di altre varietà; 4) si confrontano gli oli d’oliva Taggiasca con altri oli d’oliva non Taggiasca.</p>
<p>Considerando l’effetto dell’altitudine, tirosoli come l’idrossitirosolo, la demetiloleuropeina e l’aglicone dell’oleuropeina, il 3,4-DHPEA-EDA e il 3,4-DHPEA-EA erano i principali marcatori che caratterizzavano i campioni in esame, come mostrato nel grafico OPLS-DA (Fig. 1).</p>
<p>Per valutare ulteriormente l’effetto terroir, le impronte chimiche degli oli Taggiasca dell’area di coltivazione di riferimento (Imperia e Savona, definiti “autentici”) sono state confrontate con la stessa varietà proveniente da regioni diverse e con diverse varietà ma della stessa regione (Liguria). Gli oli d’oliva autentici sono stati caratterizzati da valori più elevati di lignani (pinoresinolo), mentre le altre varietà hanno registrato un maggiore contenuto di acidi fenolici, tra cui acidi benzoici, cinnamici e fenilacetici, nonché flavoni (Fig. 2).</p>
<p>Inoltre, oleuropeina, ligstroside e i loro agliconi, insieme a tirosolo, idrossitirosolo e loro derivati erano i composti più abbondanti negli EVOO <strong>Taggiasca Ligure</strong> di Imperia e Savona. Per quanto riguarda la miscelazione dell’EVOO Taggiasca con altri olii non-Taggiasca, i marcatori principali erano flavonoidi (16% dei marcatori), di acidi fenolici (14% dei VIP), tra cui acidi idrossibenzoici e idrossicinnamici e 32 steroli (41% dei marcatori VIP).</p>
<p>Il concetto di terroir è tradizionalmente utilizzato per il vino, nonostante sia chiaro che tutte le colture siano influenzate dalle condizioni pedo-climatiche. I composti fenolici e gli steroli sono metaboliti secondari con processi di biosintesi non correlati e una grande diversità chimica tra le loro sottoclassi e come altri metaboliti secondari, non sorprende che subiscano una modulazione specifica della varietà in relazione alla stagionalità, alle condizioni del suolo e del clima, e alle pratiche agronomiche. I composti fenolici sono già stati associati al concetto di “terroir” in diverse colture, compresi l’uva lo zafferano, la nocciola e il cacao sottolineando come l’impronta chimica è essenziale per catturare la diversità chimica di questi composti nei prodotti alimentari di origine vegetale.</p>
<p><em>Reti neurali ANN</em>. Il modello a reti neurali ha mostrato come, dei 62 campioni indipendenti utilizzati nella fase di validazione, 29/30 dei non autentici (Veri Negativi &#8211; TN) e 32/32 Taggiasca Ligure (varietà e territorio) siano stati classificati correttamente (Veri Positivi &#8211; TP). La sensibilità, definita come il numero di TP (32) diviso per il numero totale effettivo di campioni Taggiasca (32), è stata del 100%.</p>
<p>Il rapporto tra il numero di TN (29) e il numero totale effettivo di campioni non Taggiasca (30), chiamato specificità, è stato invece del 96,7%. Pertanto, ANN è stata in grado di modellare specificamente il tratto desiderato (cioè Taggiasca dalla zona di riferimento) anche in presenza di altri fattori (stagionalità, blending) in un modo che è quasi indifferente agli altri fattori confondenti.</p>
<p>È importante sottolineare come la modellazione delle classi come ANN si riferisca a una sola classe di interesse alla volta (nel nostro caso, Taggiasca Ligure dell’areale di riferimento). Per quanto l’impronta chimica tramite metabolomica abbia un enorme potenziale nella autenticità, indipendentemente dall’approccio chemometrico utilizzato, è essenziale un set di addestramento completo e un’appropriata convalida del modello.</p>
<p><strong>Figura 1.</strong> OPLS-DA score plot di olivi a diverse altitudini. Grafico OPLS-DA basato sul profilo metabolomico degli oli ottenuti da ulivi a diverse altitudini.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Figura-1.-OPLS-DA-score-plot-di-olivi-a-diverse-altitudini.jpg"><img class="aligncenter wp-image-448729 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Figura-1.-OPLS-DA-score-plot-di-olivi-a-diverse-altitudini.jpg" alt="" width="992" height="455" /></a></p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Gli studi sull’autenticità alimentare spesso si basano su segnali analitici che comprendono un gran numero di variabili (da centinaia a migliaia) rendendo essenziale la riduzione delle variabili e/o l’identificazione di un numero di predittori (marcatori). Il nostro lavoro si è basato sull’utilizzo della metabolomica non mirata per la cattura dell’impronta chimica (nella fattispecie, per la profilazione di fenoli e steroli) includendo un numero relativamente elevato di fattori, tutti potenzialmente influenti sul profilo dell’EVOO.</p>
<p>I nostri risultati hanno evidenziato che per lo sviluppo di un approccio all’integrità alimentare, un insieme così ampio di “fattori confondenti” e le dimensioni del campione, devono essere presi in considerazione nello sviluppo di un approccio di tutela dell’autenticità, affinché i risultati siano spendibili in termini realistici e non rimangano collocati all’interno della ricerca scientifica.</p>
<p>Da una parte, la metabolomica UHPLC/QTOF-MS abbinata al modello OPLS-DA è stata uno strumento promettente per il riconoscimento dei pattern, consentendo di verificare gli effetti della cultivar, dell’altitudine, delle condizioni pedoclimatiche e della miscelazione sull’EVOO e per la scoperta di biomarcatori (tramite l’approccio VIP). Dall’altra, l’analisi ANN ha rappresentato un modo diretto per identificare l’autentico EVOO Taggiasca, indipendentemente dal contributo specifico degli altri fattori (cultivar, altitudine, condizioni pedoclimatiche miscelazione). Pertanto, l’impronta chimica può essere utilizzata come approccio di selezione delle caratteristiche, e i marcatori “candidati” per l’autenticità essere convalidati su un ampio set di campioni.</p>
<p><strong>Figura 2.</strong> Grafico OPLS-DA basato sul profilo metabolomico di oli d’oliva Taggiasca, definiti “autentici” e oli provenienti da altre cultivar liguri, definiti “altri”.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Figura-2.-Grafico-OPLS-DA-basato-sul-profilo-metabolomico-di-oli-doliva-Taggiasca.jpg"><img class="aligncenter wp-image-448730 size-full" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Figura-2.-Grafico-OPLS-DA-basato-sul-profilo-metabolomico-di-oli-doliva-Taggiasca.jpg" alt="" width="992" height="451" /></a></p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong><br />
<em>Combining untargeted profiling of phenolics and sterols, supervised multivariate class modelling and artificial neural networks for the origin and authenticity of extra-virgin olive oil: A case study on Taggiasca Ligure</em></p>
<p><strong>Autori</strong><br />
<em>B. Senizza, P. Ganugi, M. Trevisan, L. Lucini</em></p>
<p><strong>Fonte</strong><br />
Food Chemistry, Volume 404, Part A, 2023 <a href="https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2022.134543" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2022.134543</a></p></blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_04</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/9.-Analisi-Impronta-chimica.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>“Segni” e regole del territorio: strumento di tutela per la biodiversità animale?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/segni-e-regole-del-territorio-strumento-di-tutela-per-la-biodiversita-animale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 16:01:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questioni emergenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Indicazioni Geografiche rispondono ad alcune dimensioni dello sviluppo sostenibile, tuttavia non sono state pensate per questo. A fronte della Riforma DOP IGP, questa analisi mira a valutare l’idoneità del sistema IG nel valorizzare le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le Indicazioni Geografiche rispondono ad alcune dimensioni dello sviluppo sostenibile, tuttavia non sono state pensate per questo. A fronte della Riforma DOP IGP, questa analisi mira a valutare l’idoneità del sistema IG nel valorizzare le risorse genetiche delle produzioni zootecniche</em></p>
<p>Sin dai primi documenti di policy adottati dall’Unione Europea a presidio della biodiversità animale in agricoltura, la disciplina delle Indicazioni Geografiche qualificate è stata inclusa tra le forme di tutela indiretta delle razze autoctone, perché in grado di favorire la conservazione del pool genico di specie domestiche agresti. La riflessione giuridica in materia, tuttavia, non ha mancato di sollevare perplessità in merito al riconoscimento di un legame effettivo tra “segni” del territorio, diversità genetica e prodotti alimentari di qualità.</p>
<p>Se, per un verso – si è osservato – l’appartenenza dei “marchi” geografici a una collettività territoriale che li crea e li modella risponde ad alcune dimensioni dello sviluppo sostenibile, per un altro profilo – si è argomentato – i regimi di produzione DOP e IGP non sono stati pensati e costruiti per rispondere specificamente a criteri di sostenibilità. Il quesito che ne consegue, e a cui questa breve analisi s’indirizza, concerne l’idoneità o meno delle indicazioni di qualità territoriale a valorizzare le risorse genetiche proprie delle produzioni zootecniche dalle connotazioni tradizionali, a fronte della Riforma legislativa sulle DOP e IGP in fieri nel contesto istituzionale europeo.</p>
<blockquote><p><strong>Luca Leone</strong> è Professore associato di Diritto agrario e alimentare presso il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa. I suoi principali interessi di ricerca riguardano il rapporto tra scienza e diritto agroalimentare, i modelli di regolazione delle tecnologie emergenti, con riferimento agli aspetti etico-giuridici e sociali, la tutela della biodiversità e del benessere animale in agricoltura.</p>
<p><strong>Domenico Cristallo</strong> è dottorando di ricerca presso la scuola di dottorato “Agrisystem” dell’Università Cattolica di Piacenza, e si occupa di diritto agroalimentare e dei mercati agroalimentari. È, inoltre, consulente legale di imprese agricole e alimentari.</p></blockquote>
<p><strong>La biodiversità animale nella disciplina sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari </strong></p>
<p>Nel testo del reg. (UE) 1151/2012 sui regimi di qualità, il termine “biodiversità” non è utilizzato, al pari delle espressioni “risorse genetiche” e “diversità genetica”. Un’attenzione specifica è rivolta unicamente alla registrazione e all’uso dei nomi delle razze animali di cui agli artt. 6 e 42 del regolamento. È riscontrabile, invece, una forma di tutela indiretta della diversità genetica nella protezione accordata all’indicazione facoltativa di qualità “prodotto di montagna” (44° considerando e art. 31 del reg. 1151/2012), con riferimento ai prodotti destinati al consumo umano di cui all’allegato I del TFUE, le cui materie prime provengono essenzialmente da zone di montagna.</p>
<p>Nel 2022, la proposta di Riforma del sistema delle IG, presentata dalla <strong>Commissione Europea</strong> a beneficio delle economie rurali in tutta l’Unione, ha aggiunto un importante tassello in materia, riconoscendo alle associazioni di produttori la possibilità di concordare specifici impegni di sostenibilità da rispettare nella produzione a Indicazione Geografica. L’art. 12 del testo regolamentare attribuisce a tali impegni, che figurano nel disciplinare di produzione, “lo scopo di applicare una norma di sostenibilità più rigorosa di quella prescritta dal diritto dell’Unione o nazionale e, per molti aspetti, di andare oltre le buone pratiche in termini di impegni sociali, ambientali o economici”.</p>
<p>Degno di nota – benché non approvato dal <strong>Parlamento Europeo</strong> – è anche il potere, conferito alla Commissione, di adottare atti delegati che definiscono le norme di sostenibilità a cui i produttori possono aderire, per un “dialogo normativo” tra regole pubbliche e autonomia privata. Questo rinnovato ruolo dei produttori, sancito tra gli obiettivi ex art. 4 della proposta di regolamento, emerge anche dall’art. 32 del testo riformato, che attribuisce agli Stati membri la possibilità di prevedere la partecipazione ai lavori dell’associazione di produttori anche di funzionari pubblici e di altri portatori di interessi (come gruppi di consumatori, dettaglianti e fornitori).</p>
<p>Questa disposizione (non riproposta, però, nel testo del Parlamento) riflette l’intento dell’organo di Bruxelles di promuovere il dialogo e la cooperazione tra più soggetti, stante la pluralità di interessi coinvolti e la duplice natura dei segni distintivi, che operano come strumenti di mercato e di tutela del territorio per un legame di fiducia tra produttori e cittadini.</p>
<p>Di rilievo è, altresì, il riferimento alla <strong>biodiversità</strong> che l’art. 48(5) della proposta include nell’ambito delle «altre caratteristiche» attribuibili alla IGP di un prodotto agricolo, perché emblematica, di fatto, del riconoscimento di una connessione tra risorse genetiche animali, territorio e prodotto che possa estrinsecarsi in un segno/attestazione di qualità.</p>
<p>Da ultimo, l’art. 12bis approvato dal Parlamento Europeo il 1° giugno 2023 prevede in capo alle associazioni di produttori la possibilità di redigere «una relazione sulla sostenibilità basata sulle attività di audit interno recante una descrizione delle pratiche sostenibili esistenti utilizzate nella produzione del prodotto, dell’impatto del metodo di ottenimento del prodotto sulla sostenibilità in termini di impegni sociali, ambientali, economici o di salute e benessere degli animali, nonché le informazioni necessarie per comprendere in che modo la sostenibilità incide sullo sviluppo, sulle prestazioni e sulla posizione del prodotto» (Emendamento 83).</p>
<p>Dall’insieme di queste disposizioni, cui si aggiungono le modifiche che, in attesa della <strong>Riforma delle DOP e delle IGP</strong>, il reg. (UE) 2021/2117 sulla PAC 2023-2027 ha apportato al reg. (UE) 1151/2011 e al reg. (UE) 1308/2013 con riferimento alla sostenibilità di queste produzioni (artt. 1 e 2), può evincersi una embrionale forma di supporto, sul piano giuridico, alla diversità genetica di interesse agrario, quale parte integrante della specificità dei prodotti locali e del rapporto con la comunità e la cultura di uno specifico territorio.</p>
<p><strong>Prospettive di tutela</strong></p>
<p>L’annotazione per la quale il legame indissolubile con il territorio di origine esige la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità è un leitmotiv che ricorre frequentemente nei documenti di policy europei, in special modo laddove si rimarca il contributo che le IG possono fornire alla conservazione/valorizzazione delle risorse genetiche. Va da sé che l’azione di sostegno debba essere affiancata alle attività di registrazione degli animali all’interno dei libri genealogici, al fine di garantire il monitoraggio dei trend della popolazione e il controllo della consanguineità; peraltro, correlare le produzioni tipiche ai libri genealogici appare essere anche la via percorribile per rafforzare le produzioni certificate.</p>
<p>Da non trascurare, tuttavia, è il problema inerente alla individuazione e all’utilizzo degli indicatori di sostenibilità nel settore dei regimi di qualità. La reputazione di alcuni prodotti DOP e IGP può comportare, invero, una perdita di biodiversità a causa dell’apertura del mercato di riferimento che, incidendo sulle dinamiche di produzione, si risolve sovente in una trasformazione del territorio potenzialmente dannosa per la diversità genetica. Allo stesso modo, il legame di una IG con una razza specifica o con una risorsa genetica rara come risposta alle richieste del mercato può finire col marginalizzare risorse genetiche biologicamente e culturalmente rilevanti, incentivando così la perdita di biodiversità.</p>
<p>Se da riconoscere è, invece, la potenzialità dei disciplinari di produzione di preservare la biodiversità, perché legati a produzioni tradizionali spesso risalenti nel tempo, non può escludersi che le modifiche spesso apportate al disciplinare per esigenze produttive con riferimento alle razze animali utilizzate si frappongano alla tutela delle risorse genetiche autoctone che hanno concorso al riconoscimento della certificazione.</p>
<p>Tali problematiche confermano la necessità che il dibattito istituzionale sia incentrato sull’esame dei criteri di produzione inclusi nei disciplinari, sul ruolo dei gruppi di produttori e sull’uso partecipativo (e creativo) delle conoscenze e delle pratiche tradizionali in agricoltura. Una discussione critica sul valore dei regimi di qualità per la sostenibilità – nella fase finale dei Triloghi – appare imprescindibile per un inquadramento giuridico capace di favorire produzioni zootecniche a presidio della biodiversità, in linea con gli obiettivi e i target sulla natura che la XV Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (COP 15) ha recentemente individuato.</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_04</strong></p>
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		<title>Packaging: gli imballaggi che verranno</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/packaging-gli-imballaggi-che-verranno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2023 07:33:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Università e i Centri di Ricerca italiani sono impegnati in numerosi progetti per lo sviluppo di confezioni più ecofriendly, dal punto di vista dei materiali, della shelf life degli alimenti e della comunicazione. e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le Università e i Centri di Ricerca italiani sono impegnati in numerosi progetti per lo sviluppo di confezioni più ecofriendly, dal punto di vista dei materiali, della shelf life degli alimenti e della comunicazione. e il riuso torna al centro dell&#8217;attenzione</em></p>
<p>La <strong>sostenibilità</strong> è un diktat e il <strong>packaging</strong> alimentare è sicuramente sotto la lente di ingrandimento. Le università, i centri di ricerca e le stesse aziende sono in fermento per individuare soluzioni più <strong>ecofriendly</strong>, a partire dai materiali utilizzati, senza dimenticare che le confezioni sono, allo stesso tempo, un importante mezzo di comunicazione. Il packaging, infatti, non è più solo un semplice contenitore visivamente attraente, ma un<strong> complesso sistema di significati e funzioni</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il gruppo di ricerca del Dipartimento di Design del<strong> Politecnico di Milano</strong> ha preso parte al progetto<strong> Life Ttgg </strong>-The tough get going, coordinato dal Dipartimento di Energia del medesimo ateneo (tra i partner: l&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, Enersem, Consorzio tutela Grana Padano DOP, Cniel, Origin, <strong>Qualivita</strong>). L&#8217;obiettivo era migliorare l&#8217;efficienza dell&#8217;intera<strong> supply chain dei formaggi europei DOP </strong>attraverso lo sviluppo di un software di supporto decisionale user friendly.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>FOOD</strong></p>
<p><em>Crediti foto: eWasa</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/packaging-gli-imballaggi-che-verranno/">Packaging: gli imballaggi che verranno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Per ridurre l&#8217;impronta ambientale la filiera del Grana Padano DOP si affida alla Ricerca</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/per-ridurre-limpronta-ambientale-la-filiera-del-grana-padano-dop-si-affida-alla-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 07:12:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il software SSDA frutto del progetto europeo LIFE TTGG aiuta a rendere sempre più sostenibile ogni fase del ciclo produttivo Imparare a calcolare e, poi, ridurre l&#8217;impronta ambientale dei formaggi DOP e ottimizzare le prestazioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il software SSDA frutto del progetto europeo LIFE TTGG aiuta a rendere sempre più sostenibile ogni fase del ciclo produttivo</em></p>
<p>Imparare a calcolare e, poi, ridurre l&#8217;impronta ambientale dei formaggi DOP e ottimizzare le prestazioni ambientali ed economiche degli attori della filiera: è questa la mission affidata al <strong>software SSDA</strong> (Strumento di supporto alle decisioni ambientali), frutto degli anni di studi condotti attraverso il progetto <strong>Life TTGG</strong>.</p>
<p>Con l&#8217;utilizzo del software si può arrivare a risparmiare 5 euro in energia per ogni forma di <strong>Grana Padano</strong> prodotta. Per capire come funziona e come si usa questo prezioso strumento che aiuta tutti gli attori della filiera del Grana Padano a rendere sempre più virtuoso, dal punto di vista della sostenibilità, il ciclo produttivo, sono state organizzate le prime tre giornate di formazione, di cui una nella sede del Consorzio  di tutela, a Desenzano del Garda (BS), la seconda nella sede dell`Università Cattolica di Piacenza e la terza a Vicenza.</p>
<p>&#8220;L&#8217;obiettivo &#8211; ha sottolineato il direttore generale del Consorzio di tutela, <strong>Stefano Berni</strong> &#8211; è di imparare a misurare e poi ridurre l`impronta ambientale dei formaggi Dop e ottimizzare le prestazioni ambientali ed economiche degli attori della filiera, dalle aziende agricole ai caseifici e ai produttori d&#8217;imballaggi&#8221;.</p>
<p>Il progetto Ue Life TTGG si è concluso nel 2022 e l&#8217;attuale versione di SSDA, disponibile fino a giugno 2023, è l&#8217;unico software presente sul mercato che aggrega le varie fasi di produzione di questi prodotti, ne valuta il profilo ambientale in base al metodo PEF (impronta ambientale di prodotto) europeo, propone soluzioni di efficientamento della filiera e permette il confronto della propria realtà aziendale con un benchmark dinamico, che si aggiorna nel tempo. Il software è il risultato del progetto di ricerca comunitario Life Ttgg, nato da una sinergia tra il <a href="https://www.granapadano.it/en-ww/default.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio tutela Grana Padano</a>, <a href="https://www.polimi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Politecnico di Milano</a>, <a href="https://piacenza.unicatt.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza</a>, <a href="https://www.qualivita.it/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Qualivita</a>, <a href="https://www.origin-gi.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">oriGIn</a>, <a href="https://enersem.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Enersem </a>and <a href="http://www.filiere-laitiere.fr/fr/les-organisations/cniel" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CNIEL</a>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Informatore Zootecnico</strong></p>
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		<title>VIDEO &#8211; RAI TGR RegionEuropa &#8211; &#8220;ITALIA NEXT DOP – 1° Simposio Scientifico filiere DOP IGP”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/video-rai-tgr-regioneuropa-italia-next-dop-1-simposio-scientifico-filiere-dop-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Mar 2023 09:49:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News video]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#ItaliaNextDOP]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il servizio di TGR REGIONEUROPA del 5 marzo 2023 ha trattato della tutela europea delle Indicazioni Geografiche, soffermandosi sull&#8217;iniziativa della Fondazione Qualivita “Italia Next DOP – 1° Simposio Scientifico filiere DOP IGP”, che si è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<div class='avia-iframe-wrap vimeo'><iframe loading="lazy" title="RAI TGR RegionEuropa - &amp;quot;ITALIA NEXT DOP &amp;ndash; 1&amp;deg; Simposio Scientifico filiere DOP IGP&amp;rdquo;" src="https://player.vimeo.com/video/805056005?h=2d474c5387&amp;dnt=1&amp;app_id=122963&amp;title=0&amp;badge=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=EFB800" width="848" height="400" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>
<p>Il servizio di <strong>TGR REGIONEUROPA</strong> del 5 marzo 2023 ha trattato della tutela europea delle Indicazioni Geografiche, soffermandosi sull&#8217;iniziativa della Fondazione Qualivita “<strong>Italia Next DOP – 1° Simposio Scientifico filiere DOP IGP</strong>”, che si è svolta a Roma il 22 febbraio 2023, aggregando Consorzi di tutela, aziende, ricercatori, Università e Centri di ricerca per affrontare le sfide future della filiera agroalimentare italiana.</p>
<p>Il Presidente Associazione Formaggi Italiani DOP IGP <strong>Antonio Auricchio</strong>, ha sottolineato l&#8217;importanza di difendere a tutti i costi le Indicazioni Geografiche italiane, un patrimonio che ci rende ambasciatori del made in Italy nel mondo, che deve essere tutelato attraverso il gioco di squadra degli enti coinvolti.</p>
<p>Intervistato ai micofoni del TGR anche Il Prof.<strong> Daniele Rama</strong>, dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha invece evidenziato la necessità di promuovere una conoscenza più approfondita delle Indicazioni Geografiche per stimolare il consumatore italiano a una scelta alimentare più consapevole.</p>
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		<title>Ep 20 &#8211; Intelligenza Artificiale per tutelare origine e autenticità dell’olio Riviera Ligure DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ep-20-intelligenza-artificiale-per-tutelare-origine-e-autenticita-dellolio-riviera-ligure-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 08:07:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[#ItaliaNextDOP]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Episodio 20 &#8211; Intervista a Luigi Lucini, Professore dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore &#8211; Piacenza, che racconta la ricerca che ha coinvolto il Consorzio per la Tutela dell&#8217;Olio EVO DOP Riviera Ligure con lo scopo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Episodio 20 &#8211; Intervista a <b>Luigi Lucini</b>, Professore dell&#8217;<a href="https://piacenza.unicatt.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Università Cattolica del Sacro Cuore &#8211; Piacenza</a>, che racconta la ricerca che ha coinvolto il <a href="https://www.oliorivieraligure.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Consorzio per la Tutela dell&#8217;Olio EVO DOP Riviera Ligure</a> con lo scopo di tracciare l’autenticità della Taggiasca Ligure e dell’Olio Riviera Ligure DOP.</p>
<p>Il <b>Consorzio per la Tutela dell&#8217;Olio EVO DOP Riviera Ligure </b>sarà presente<b> </b>a<b> </b>“<a href="https://www.italianextdop.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ITALIA NEXT DOP &#8211; 1° Simposio Scientifico Filiere DOP IGP</a>”<b>, </b>che si terrà a Roma il 22 febbraio 2023 per diffondere la #ricerca scientifica nel mondo DOP IGP.</p>
<p>ll podcast <b>#ItaliaNextDOP </b>raccoglie le voci dei maggiori protagonisti coinvolti nei progetti di ricerca e innovazione delle filiere del cibo e del vino DOP IGP, per raccontare una nuova visione della qualità agroalimentare italiana.</p>
<p>Per maggiori approfondimenti <a href="https://www.italianextdop.it/consorzio-olio-riviera-ligure/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ITALIA NEXT DOP &#8211; RIVIERA LIGURE DOP</a></p>
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<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-417308-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/02/20-Olio-DOP-riviera-ligure.mp3?_=1" /><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/02/20-Olio-DOP-riviera-ligure.mp3">https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2023/02/20-Olio-DOP-riviera-ligure.mp3</a></audio>
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			</item>
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		<title>DOP IGP, risparmio energetico e sostenibilità nelle filiere</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-igp-risparmio-energetico-e-sostenibilita-nelle-filiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 07:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le filiere agroalimentari italiane DOP IGP compiono un altro passo concreto verso la produzione sostenibile, grazie ai risultati del progetto europeo LIFE TTGG Le prestazioni ambientali ed economiche delle filiere Dop e Igp italiane richiedono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le filiere agroalimentari italiane DOP IGP compiono un altro passo concreto verso la produzione sostenibile, grazie ai risultati del progetto europeo LIFE TTGG</em></p>
<p>Le <strong>prestazioni ambientali ed economiche</strong> delle filiere <strong>Dop e Igp</strong> italiane richiedono una forte standardizzazione ed ottimizzazione. Se finora ciascuno ha agito per sé, ora è a disposizione il <strong>software Ssda</strong>, un nuovo strumento strategico per meglio verificare tutte le fasi, dall`efficientamento energetico alta diminuzione degli sprechi.</p>
<p>L&#8217;acronimo Ssda sta per Sistema di Supporto alle Decisioni Ambientali, un software frutto di cinque anni di lavoro nel del<strong> progetto di ricerca Life TTGG</strong> voluto dal <strong>Consorzio di Tutela Grana Padano, realizzato da Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Fondazione Qualivita, Cniel, Enersem e oriGin</strong>.</p>
<p>Sviluppato secondo la <strong>metodologia europea Pef</strong>, Product Environmental Footprint, Ssda permette l`identificazione di misure concrete e specifiche per ridurre i consumi di energia. Sviluppato, validato e testato sui contesti produttivi del formaggio italiano Grana Padano Dop e del Comté Dop francese, lo strumento di supporto permetterà di migliorare sotto tre macro-ambiti lungo tutta la filiera lattiero-casearia: performance ambientali nelle aziende agricole, efficienza energetica nel caseificio, conservazione del prodotto e riduzione dello spreco alimentare.</p>
<p>Anche il <strong>Consorzio di tutela</strong> ottiene <strong>vantaggi</strong> importanti. Tiene traccia di quanti siti produttivi adottano le best practice per energia o packaging, controlla nel tempo l`andamento di indicatori di impronta ambientale e calcola la CO2 risparmiata a livello di comparto.</p>
<p>La sua reale adozione porterebbe la <strong>gestione</strong> del comparto ad un <strong>livello veramente alto</strong>. Tempi ridotti, aggiornamento documentale e calcoli verificati sono vantaggi semplici ma di enorme impatto sulla governance dell`azienda e dell`intera filiera.</p>
<p>Fonte: <strong>GDOWeek</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Cibus il Grana Padano DOP ha presentato il software per la sostenibilità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/a-cibus-il-grana-padano-dop-ha-presentato-il-software-per-la-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 08:11:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Green Deal]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[TTGG LIfe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno strumento utile per capire come ridurre l&#8217;impatto dalla stalla al caseificio. È il risultato del progetto green Life TTGG. Anni di lavoro e investimenti, anticipando i tempi sul tema della sostenibilità ambientale della filiera [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/a-cibus-il-grana-padano-dop-ha-presentato-il-software-per-la-sostenibilita/">A Cibus il Grana Padano DOP ha presentato il software per la sostenibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno strumento utile per capire come ridurre l&#8217;impatto dalla stalla al caseificio. È il risultato del progetto green Life TTGG.</em></p>
<p>Anni di lavoro e investimenti, anticipando i tempi sul tema della sostenibilità ambientale della filiera del <strong>Grana Padano DOP</strong>, hanno portato a un traguardo importante per l&#8217;intero comparto caseario che è stato presentato al Cibus 2022, evento di punta del settore food, che si è svolto alle Fiere di Parma dal 3 al 6 maggio scorsi. Nel corso del workshop organizzato in collaborazione con la <strong>Fondazione Qualivita</strong> e con la partecipazione di Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, oriGln, Enersem e Cniel (Centre national interprofessionnel de l&#8217;économie laitière) sono stati illustrati i risultati finali del progetto <strong><a href="http://www.lifettgg.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Life TTGG</a> &#8211; The tough get going</strong> con la presentazione del <strong>software</strong> di supporto alle decisioni green dedicato al Grana Padano DOP, ma che permetterà a tutte le aziende produttrici di formaggi DOP di applicare la metodologia Pef (Product environmental footprint) per calcolare l&#8217;impronta ambientale dei loro prodotti confezionati e al contempo di ottimizzare il sistema produttivo dal punto di vista sia ambientale che economico.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Grana Padano Insieme</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/a-cibus-il-grana-padano-dop-ha-presentato-il-software-per-la-sostenibilita/">A Cibus il Grana Padano DOP ha presentato il software per la sostenibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LIFE TTGG, efficienza energetica e ambientale nelle filiere DOP IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/life-ttgg-efficienza-energetica-e-ambientale-nelle-filiere-dop-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 08:32:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[EUGreenDeal]]></category>
		<category><![CDATA[Farm to Fork]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[TTGG LIfe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie alla ricerca del progetto LIFE TTGG sulla filiera del Grana Padano DOP un software per le decisioni ambientali per applicare in azienda la metodologia PEF. A fronte dei cambiamenti climatici l’Unione Europea ha stabilito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/life-ttgg-efficienza-energetica-e-ambientale-nelle-filiere-dop-igp/">LIFE TTGG, efficienza energetica e ambientale nelle filiere DOP IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Grazie alla ricerca del progetto LIFE TTGG sulla filiera del Grana Padano DOP un software per le decisioni ambientali per applicare in azienda la metodologia PEF.</em></p>
<p>A fronte dei cambiamenti climatici l’Unione Europea ha stabilito obiettivi ambiziosi attraverso la strategia <strong>Farm to Fork</strong> ed il <strong>Green Deal</strong> per orientare i settori maggiormente inquinanti, tra cui il comparto agricolo, ad una diminuzione delle emissioni di gas serra (GHG) e del degrado ambientale.</p>
<p>Il <a href="http://www.lifettgg.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Progetto LIFE TTGG</strong></a> (LIFE 16 ENV/IT/000225 &#8211; The Tough Get Going) promosso dal <strong>Consorzio di tutela Grana Padano</strong>, dal <strong>Politecnico di Milano</strong>, dall’<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza</strong>, dalla <strong>Fondazione Qualivita</strong>, dal <strong>CNIEL</strong>, da <strong>Enersem</strong> ed <strong>oriGIn</strong>, finanziato dal programma europeo Life, nasce dal presupposto che il comparto lattiero- caseario europeo rappresenti una delle principali filiere economiche e produttive del continente e che per questo possa essere un settore con un notevole importanza per la riduzione dell’impatto ambientale. Per tale ragione, in linea con le priorità ambientali europee, il progetto ha avuto come principale obiettivo il miglioramento dell’efficienza dell’intera catena di approvvigionamento dei formaggi europei DOP, a pasta dura e semidura, attraverso lo sviluppo di un <strong>software di supporto decisionale user friendly</strong>.</p>
<p>Il progetto di ricerca, oltre ad applicare la raccomandazione 2013/179/ UE e le relative regole per i prodotti lattiero-caseari, ha sviluppato un dataset (LCI – Life Cycle Inventory) in conformità con la <strong>Product Environmental Footprint (PEF).</strong> La metodologia PEF e le regole di settore elaborate dall’European Dairy Association, rappresentano infatti la base metodologica in qualità di standard europeo di riferimento e canale preferenziale per l’accesso a numerosi strumenti di supporto finanziario. L’analisi ha permesso di testare e calibrare il software presso le aziende che fanno parte del comparto produttivo del Consorzio di tutela Grana Padano.</p>
<p>La prima fase si è sviluppata intorno all’analisi della filiera attraverso la raccolta sistemica di dati su un campione rappresentativo di tutta la <strong>filiera produttiva del Grana Padano DOP</strong> (65 aziende produttrici di latte crudo, 20 caseifici e stagionatori e 18 confezionatori) al fine di: misurare il profilo ambientale delle filiere, creare un benchmark, proporre soluzioni di efficientamento ed elaborare un software.</p>
<p>I risultati sulla filiera del Grana Padano DOP hanno evidenziato che la fase di produzione del latte crudo contribuisce per il 90-92% al profilo ambientale della filiera DOP, le fasi di caseificazione e confezionamento per il 6-7%, mentre le fasi di distribuzione e fine vita per il restante 2-3%. Per la fase di produzione del latte crudo gli hotspots riguardano l’acquisto di mangimi (34%), la produzione propria di mangimi (25%), la gestione del letame (16%) e la fermentazione enterica (12%). Per la fase di trasformazione del latte, i risultati sottolineano come i fattori più impattanti siano stati il consumo di calore (34%) e di elettricità (26%).</p>
<p>Inoltre, sono stati coinvolti altri Consorzi DOP italiani ed europei per il trasferimento della metodologia tra cui: Asiago DOP (3 caseifici e stagionatori), Provolone Valpadana DOP (1 caseificio e stagionatore), per la Francia il Beaufort DOP e l’Abondance DOP con 2 caseifici e stagionatori per uno, per la Spagna il Queso Mahón DOP con 2 caseifici e stagionatori e l’Inghilterra con 2 caseifici e stagionatori per lo Stilton cheese DOP.</p>
<p>La raccolta dei dati ha permesso di elaborare otto diversi set di dati che sono stati validati secondo le indicazioni del <strong>International Reference Life Cycle Data System</strong> (ILCD) del Centro Congiunto di Ricerca (JRC- Commissione Europea). Il risultato finale, grazie allo sviluppo del dataset LCI, è il primo <strong>Strumento di Supporto alle Decisioni Ambientali</strong> (SSDA) ad unire il calcolo dell’impronta ambientale con l’identificazione di misure concrete e specifiche per ridurre i consumi di energia. Sviluppato, validato e testato sui contesti produttivi del formaggio italiano Grana Padano DOP permetterà di migliorare sotto tre macro-ambiti tutta la filiera lattiero-casearia: performance ambientali nelle aziende agricole, efficienza energetica nel caseificio, conservazione del prodotto e riduzione dello spreco alimentare.</p>
<p>Il <strong>software SSDA</strong> consente l’aggiornamento e fornisce indicatori per la redazione del <strong>report di sostenibilità di impresa</strong>, inoltre, in una fase successiva alla conclusione del progetto, è previsto un ulteriore perfezionamento in modo da rendere il software sfruttabile sia in altre filiere sia nell’ambito della richiesta di riconoscimento di schemi di certificazione ambientale come il Made Green in Italy e la Dichiarazione Ambientale del Prodotto (EPD) riconosciuta a livello internazionale.</p>
<p>Il sistema SSDA offre numerosi benefici sia alle singole aziende DOP IGP, in quanto elabora automaticamente i dati e fornisce le indicazioni più efficaci per ridurre l’impatto ambientale ed energetico, sia per i Consorzi di tutela DOP IGP ai quali conferisce uno strumento condiviso ed omogeno per tutte le aziende che permette di promuovere nuove strategie di miglioramento. Infine, è fondamentale per l’intera filiera DOP IGP poiché permetterà l’implementazione di strategie di sostenibilità ambientale e l’adesione a schemi di sostenibilità ambientale.</p>
<p><em>A cura della Redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2022_02</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/07/Consortium202202_LifeTTGG.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Dalla ricerca nasce un nuovo strumento per l’efficienza energetica e ambientale nelle filiere agroalimentari</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 10:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie al progetto Life TTGG sulla filiera del Grana Padano DOP un software di supporto alle decisioni ambientali per le aziende Dopo cinque anni di ricerca e sviluppo, sono stati presentati oggi, con un workshop [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Grazie al progetto Life TTGG sulla filiera del Grana Padano DOP un software di supporto alle decisioni ambientali per le aziende</em></p>
<p>Dopo cinque anni di ricerca e sviluppo, sono stati presentati oggi, con un workshop internazionale dedicato ai produttori ad Indicazione Geografica di tutto il mondo, i risultati finali del progetto europeo<strong> Life TTGG,</strong> promosso dal <strong>Consorzio di Tutela Grana Padano</strong>, dal <strong>Politecnico di Milano</strong>, dall’<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza</strong>, dalla <strong>Fondazione Qualivita</strong>, dal <strong>CNIEL</strong>, da <strong>Enersem</strong> ed <strong>oriGIn</strong>, per migliorare l’efficienza dell’intera catena di approvvigionamento dei formaggi europei DOP attraverso lo sviluppo di un software di supporto decisionale <em>user friendly</em>.</p>
<p>Un progetto che si è sviluppato a partire dall’<strong>analisi della filiera del Grana Padano DOP</strong>, grazie all’impegno e alla collaborazione delle aziende socie del Consorzio di Tutela che hanno permesso la raccolta sistemica di dati su un campione rappresentativo di tutta la filiera produttiva DOP (65 aziende produttrici di latte crudo, 20 caseifici e stagionatori e 18 confezionatori) al fine di: misurare il profilo ambientale delle filiere, creare un benchmark, proporre soluzioni di efficientamento ed elaborare un software.</p>
<p>Il software elaborato all’interno del progetto <a href="http://www.lifettgg.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LIFE TTGG</a> è il <strong>primo Strumento di Supporto alle Decisioni Ambientali (SSDA)</strong> ad unire il calcolo dell’impronta ambientale con l’identificazione di misure concrete e specifiche per ridurre i consumi di energia.</p>
<p>Il sistema SSDA offre numerosi <strong>benefici</strong> sia alle singole <strong>aziende DOP IGP</strong>, in quanto elabora automaticamente i dati e fornisce le indicazioni più efficaci per ridurre l’impatto ambientale ed energetico, sia ai <strong>Consorzi di Tutela DOP IGP</strong> ai quali conferisce uno strumento condiviso ed omogeno per tutte le aziende permettendo di promuovere nuove strategie di miglioramento. Infine, assume un valore fondamentale per l’intera filiera DOP IGP poiché consente l’implementazione di strategie di sostenibilità ambientale e l’adesione a schemi di sostenibilità ambientale.</p>
<p>In linea con la politica europea del <strong>Green Deal</strong> e con la strategia <strong>Farm to Fork</strong>, il software SSDA consente l’aggiornamento e fornisce indicatori per la redazione del report di sostenibilità di impresa. Nei prossimi mesi, è previsto un ulteriore perfezionamento in modo da rendere il software sfruttabile sia in altre filiere DOP IGP sia nell’ambito della richiesta di riconoscimento di schemi di certificazione ambientale come il <strong>Made Green in Italy</strong> e la <strong>Dichiarazione Ambientale del Prodotto (EPD)</strong> riconosciuta a livello internazionale.</p>
<p>Grazie alla metodologia PEF (standard unico europeo) alla base del progetto, il tool potrà essere strumento per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità stabiliti dal Green Deal e per avere accesso a numerosi <strong>strumenti di supporto e incentivazione alle aziende</strong> forniti nell’ambito del nuovo corso green europeo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dichiarazioni </strong></p>
<p><strong>Stefano Berni</strong>, Direttore Generale <strong>Consorzio di Tutela Grana Padano</strong>: <em>&#8220;Appartiene al DNA del Grana Padano DOP il concetto di sostenibilità: è un formaggio che nasce come ricetta anti spreco ad opera dei monaci dell’abbazia di Chiaravalle. Nel solco di questa tradizione millenaria, la filiera produttiva è pronta ad adottare ogni strumento nuovo per ridurre ulteriormente la propria impronta ambientale&#8221;.</em></p>
<p><strong>Massimo Vittori</strong>, Direttore <strong>oriGIn</strong>: <em>&#8220;La sostenibilità, intesa nelle sue componenti economica, sociale ed ambientale, è un tema cruciale per le Indicazioni Geografiche. oriGIn, impegnata a fornire un supporto ai consorzi interessati al tema, è grata ai partner di LIFE TTGG. Uno dei risultati più interessanti del progetto è il software frutto della ricerca che offre ai produttori del settore caseario DOP, e non solo, uno strumento efficace per monitorare e migliorare l’impatto ambientale della produzione&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Mauro Rosati,</strong> Direttore <strong>Fondazione Qualivita</strong>: <em>&#8220;Al settore delle Indicazioni Geografiche europee il progetto LIFE TTGG offre un esempio di come si possa realizzare uno strumento capace di apportare un miglioramento delle performance ambientali ed energetiche con un effetto concreto sulla filiera. In questo contesto il progetto ha dimostrato anche come sia indispensabile il ruolo dei Consorzi di Tutela per affrontare in maniera efficace la transizione ecologica e l’innovazione dei processi che altrimenti sarebbe preclusa alle imprese più piccole&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Jacopo Famiglietti</strong>,<strong> Polimi</strong> : &#8220;<em>Il software SSDA è uno strumento tangibile che permetterà ai Consorzi DOP e IGP di misurare in modo dinamico e robusto il proprio profilo ambientale permettendo l’implementazione di politiche di sostenibilità granulari ed efficaci&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Federico Froldi</strong>, <strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>:<em> &#8220;Lo studio del ciclo di vita del formaggio Grana Padano DOP è partito dalla produzione del latte, la fase di stalla, da cui tutto prende vita. Conoscere le realtà produttive è fondamentale per l’individuazione dei punti deboli sui quali intervenire con proposte concrete di mitigazione degli impatti ambientali, contribuendo alla crescita sostenibile dell’intera filiera&#8221;.</em></p>
<p><strong>Mattero Muscherà</strong>, <strong>Enersem</strong>: <em>&#8220;C’è immensa soddisfazione nel presentare finalmente il risultato di un progetto lungo e impegnativo, ma che ha permesso di realizzare un software innovativo per calcolare l’impronta ambientale della più importante Dop italiana, e che potrà essere applicato anche ad altre filiere produttive&#8221;</em>.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2022/06/20220628_CS_EVENTO-FINALE-LIFE-TTGG-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO</a></p>
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