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	<title>Queijo Serra da Estrela DOP (food) &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Queijo Serra da Estrela DOP (food) &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Queijo Serra da Estrela DOP, comunicazione modifica ordinaria disciplinare &#8211; GUUE C del 14/04/2025</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/queijo-serra-da-estrela-dop-comunicazione-modifica-ordinaria-disciplinare-guue-c-del-14-04-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2025 07:24:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SPAGNA &#8211; Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare di produzione di un&#8217;indicazione geografica conformemente all&#8217;articolo 5, paragrafo 4, del regolamento delegato (UE) 2025/27 della Commissione Queijo Serra da Estrela DOP &#8211; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>SPAGNA &#8211; Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare di produzione di un&#8217;indicazione geografica conformemente all&#8217;articolo 5, paragrafo 4, del regolamento delegato (UE) 2025/27 della Commissione <strong>Queijo Serra da Estrela DOP </strong>&#8211; Classe 1.3 Formaggi</p>
<p>Fonte: <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:C_202502033" target="_blank" rel="noopener">GUUE C del 14/04/2025</a></p>
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		<item>
		<title>Economia circolare: nuovo paradigma per la sostenibilità delle IG</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/economia-circolare-nuovo-paradigma-per-la-sostenibilita-delle-ig/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 09:33:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Circolare]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo rurale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Origin for Sustainability e Horizon 2020 MOVING hanno condotto uno studio sull&#8217;importanza dell&#8217;economia circolare nei prodotti DOP trovando pratiche storiche e innovative presenti nelle catene di valore ed evidenziando la necessità di ricerche partecipative e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Origin for Sustainability e Horizon 2020 MOVING hanno condotto uno studio sull&#8217;importanza dell&#8217;economia circolare nei prodotti DOP trovando pratiche storiche e innovative presenti nelle catene di valore ed evidenziando la necessità di ricerche partecipative e innovazione per la transizione verso un&#8217;economia circolare</em></p>
<p>Nel 1970 è stato introdotto il concetto di economia circolare (EC) per trasformare l&#8217;economia lineare, spesso criticata per i suoi impatti ambientali negativi come la perdita di biodiversità, le emissioni di gas serra, l&#8217;inquinamento e i cambiamenti climatici. La creazione della Fondazione Ellen MacArthur ha posto l&#8217;accento sulla EC nelle decisioni politiche, mirando a mitigare queste sfide. La EC offre promesse per raggiungere diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), tra cui energia, crescita economica, città sostenibili, consumo e produzione sostenibili, cambiamenti<br />
climatici, oceani e vita sulla terra.</p>
<p>La circolarità è rappresentata dall&#8217;espressione &#8220;risorsa-prodotto-risorsa&#8221; e sottolinea il nuovo valore delle risorse che i rifiuti possono avere in termini di valorizzazione ambientale ed economica. Sostituisce la &#8220;fine vita&#8221; di un prodotto con concetti presenti nei piani di gestione dei rifiuti, come il riuti- lizzo, il riciclo e il riposizionamento. L&#8217;approccio delle 5R – Rifiuta, Riduci, Riutilizza, Riposiziona e Ricicla – mira a ridurre i rifiuti generati e massimiz- zare l&#8217;efficienza delle risorse a livello di produzione e consumo (Figura 1). La EC promuove l&#8217;uso moderato delle risorse, riducendo i rifiuti e gli impat- ti ambientali e aumentando l&#8217;uso di risorse rinnovabili. Nel 2020, la Com- missione europea ha adottato un piano d&#8217;azione per l&#8217;economia circolare (CEAP) per contribuire alla sostenibilità e introdurre il concetto di circola- rità nelle diverse regioni.</p>
<p>Tuttavia, nonostante i progressi, la dimensione geografica e contestuale dei principi dell&#8217;economia circolare è ancora un terreno poco esplorato.</p>
<p>La EC si basa su pratiche ecologiche cicliche e sulla circolarità dei materiali presenti nella propria linea di produzione o provenienti da altre aziende. I sistemi di produzione locali presentano regolarità da un luogo all&#8217;altro, con sistemi di produzione spesso situati in aree rurali ma strettamente connessi alle città, dove risiede la maggior parte dei consumatori.</p>
<p>In questo contesto, il presente articolo si propone di esaminare la sostenibilità ambientale delle Indicazioni Geografiche (IG) attraverso l&#8217;identificazione dei principi dell&#8217;economia circolare presenti in tre prodotti caseari europei DOP localizzati in regioni montane. Domande di ricerca cruciali si pongono sul tavolo: le IG adottano pratiche circolari e sostenibili? Sono esse radicate nella tradizione o rappresentano un&#8217;innovazione? E come il disciplinare di produzione può mettere in luce gli aspetti sostenibili e circolari di queste pratiche?</p>
<p>In un&#8217;epoca in cui la sostenibilità è diventata un imperativo, esplorare e adottare principi come quelli dell&#8217;economia circolare diventa non solo auspicabile, ma essenziale per garantire un futuro migliore per il nostro pianeta e per le generazioni future.</p>
<blockquote><p><strong>Kamar</strong> <strong>Habli, </strong>nutrizionista e laureata in MSc Master Food Identity, si occupa di transizioni agroecologiche nei sistemi alimentari e adattamento ai cambiamenti climatici</p>
<p><strong>Isabella</strong> <strong>Maglietti, </strong>ingegnere alimentare con un Master in Identità Alimentari, lavora presso Origin for Sustainability, come Project Manager</p></blockquote>
<h4>Metodologia</h4>
<p>Questo studio esamina l&#8217;applicazione dei principi dell&#8217;Economia Circolare (EC) in tre Catene di Valore (CV) di formaggi a Denominazione di Origine Protetta (DOP) situate nelle regioni montane europee. Le CV individuate rappresentano 3 delle 23 regioni coinvolte nel progetto MOVING nell&#8217;ambito del programma europeo Horizon 2020. Esse includono il formaggio Tete de Moine in Svizzera, il Caciocavallo Silano DOP nell&#8217;Alto Molise in Italia e il Queijo Serra da Estrela DOP in Portogallo.</p>
<p>Attraverso uno screening delle evidenze della EC tra dati qualitativi preesistenti, otto esperti hanno fornito informazioni sulle CV, raccogliendo dati e rispondendo a un questionario. Le CV differiscono per quadro istituzionale, aspetti sociali, economici e contesto naturale.</p>
<p>Le pratiche sono state analizzate in base alle categorie delle 5 R, con focus su pratiche storiche, innovative e presenti nel disciplinare di produzione. Un&#8217;analisi di applicabilità delle pratiche circolari è stata elaborata per guidare i produttori verso una produzione più sostenibile e resiliente.</p>
<h4>Risultati</h4>
<p>Il risultato dello studio suggerisce che gli esperti hanno una conoscenza media della EC (3.67±0.52) e una moderata fiducia nell&#8217;implementare i suoi principi nelle filiere del formaggio (3.67±0.58). Solo una delle tre filiere partecipa a progetti di EC. Tuttavia, sono stati identificati 22 pratiche che contribuiscono alla EC nelle CV dei formaggi. Alcune pratiche sono comunemente osservate nelle CV dei formaggi, spiegando così la differenza tra il totale delle pratiche e il totale mostrato nella <strong>Tabella 1. </strong>Le pratiche relative al &#8220;Riutilizzo&#8221; dei materiali nella produzione di formaggi, alla &#8220;Rivalorizzazione&#8221; dei sottoprodotti e al &#8220;Rifiuto&#8221; di alcune pratiche e input si ripetono nelle tre CV DOP. Quattro delle 22 pratiche sono state menzionate nel disciplinare di produzione (18,2% del totale delle pratiche).</p>
<p>Tra le pratiche identificate, &#8220;Riduzione&#8221; e &#8220;Riutilizzo&#8221; sono le più diffuse, con un totale di 11 e 8 pratiche rispettivamente. I sottoprodotti vengono utilizzati per ulteriori trasformazioni in altri prodotti o biogas, come fertilizzante per il suolo o mangime animale. Alcune di queste pratiche non sono menzionate nel disciplinare ma esistono da tempo come necessità di essere autosufficienti e valorizzare al massimo i rifiuti. Al contrario, &#8220;Rifiuto&#8221; è associato all&#8217;uso di tecnologie verdi per ridurre le emissioni e l&#8217;uso di energia non rinnovabile.</p>
<p>Le pratiche &#8220;Riuso&#8221; e &#8220;Rifiuto&#8221; sono adottate in modo moderato, con 5 pratiche identificate per ciascun R, mentre &#8220;Riciclo&#8221; è meno comune, con solo 2 occorrenze. Alcune pratiche di &#8220;Rifiuto&#8221; esistono nelle CV, talvolta sono menzionate nel disciplinare. Tuttavia, alcune pratiche possono essere categorizzate in 6 categorie di Rs invece di 5.</p>
<p>Pratiche storiche esistono in tutti e tre i prodotti, comprese pratiche che contribuiscono all&#8217;aspetto qualitativo e tradizionale della CV, che sono il focus delle IG e contribuiscono alla sostenibilità delle filiere del formaggio, anche se alcune sono state gradualmente abbandonate a causa dei progressi tecnologici. Tuttavia, c&#8217;è una tendenza recente a reintrodurre alcune di queste pratiche, come l&#8217;allevamento misto e l&#8217;uso dei sottoprodotti. Inoltre, emergono pratiche innovative come la produzione di biogas dal siero, guidate da sforzi collaborativi tra i produttori.</p>
<p>Un&#8217;analisi dell&#8217;applicabilità delle pratiche di EC lungo la filiera del formaggio mette in luce connessioni e collaborazioni tra diverse fasi, promuovendo la circolarità nei flussi di materiali ed energia. Questo approccio può aiutare i produttori a ripensare il loro sistema di produzione e guidarli nell&#8217;implementazione di pratiche circolari.</p>
<p>In sintesi, l&#8217;integrazione dei principi della EC nelle filiere del formaggio richiede un approccio olistico che sfrutti la conoscenza tradizionale, addotti pratiche d&#8217;innovazione e promuova la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Questo può contribuire alla resilienza e alla competitività delle filiere del formaggio, promuovendo allo stesso tempo la sostenibilità ambientale a lungo termine.</p>
<blockquote><p><strong>MOVING</strong></p>
<p>Il progetto Horizon 2020 MOVING, mira a formare una rete di catene di valore montane in Europa con l&#8217;obiettivo di sviluppare politiche sostenibili e resilienti contro le sfide ambientali, come il cambiamento climatico.</p></blockquote>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>La transizione verso l&#8217;economia circolare (EC) è fondamentale per migliorare la sostenibilità ambientale. Questo approccio richiede l&#8217;adozione di risorse rinnovabili, l&#8217;implementazione di piani di gestione dei rifiuti efficaci e l&#8217;uso di tecnologie sostenibili. Tuttavia, collegare la EC alle attività commerciali esistenti è una sfida a causa della necessità di collaborazione tra tutti gli attori, oltre che a cambiamenti drastici nelle pratiche e nelle prospettive a livello di produzione e consumo. I sistemi di produzione locali come le IG sono caratterizzati dalla vicinanza geografica tra le unità produttive, le risorse locali e il trasferimento di conoscenze nel corso degli anni. In risposta alle sfide del territorio, la EC viene sollevata come soluzione per la resilienza, la valorizzazione e la mobilitazione dei governi regionali e degli attori collettivi.</p>
<p>Questa ricerca affronta il concetto di EC nei prodotti caseari DOP localizzati nelle aree montane. Le domande di ricerca discusse durante questo studio riguardano l&#8217;adozione di pratiche circolari e sostenibili, se queste pratiche siano storiche o innovative e come il disciplinare possa evidenziare aspetti sostenibili e circolari o rimanere flessibile.</p>
<p>Le conclusioni rivelano che i principi dell&#8217;economia circolare sono presenti nei tre casi di studio sui formaggi, ma non in modo conclusivo. Sono state identificate un totale di 22 pratiche tra le tre CV, il 18,2% del totale delle pratiche sono specificate nel disciplinare di produzione.</p>
<p>Sono pochi gli articoli che discutono la sostenibilità ambientale dei prodotti di qualità attraverso l&#8217;identificazione degli aspetti della EC. Questo richiede ulteriori ricerche e un&#8217;ampia visione per identificare gli aspetti circolari all&#8217;interno delle IG e delle CV alimentari locali.</p>
<p>Bilanciare l&#8217;applicazione storica con le innovazioni tecnologiche può avvenire nelle CV locali senza minacciare le specifiche e l&#8217;identità del prodotto, specialmente nel caso del disciplinare delle IG. La convalida della circolarità delle pratiche storiche abbandonate mediante la rieducazione dei produttori è necessaria per eliminare l&#8217;erronea interpretazione che la EC implica. Le pratiche circolari e sostenibili possono includere pratiche che non richiedono grandi investimenti e innovazioni tecnologiche, aiutando i produttori a ottenere un sistema di produzione sostenibile e resiliente, anche in risposta all&#8217;aumento delle sfide ambientali e degli ostacoli socioeconomici.</p>
<p>L&#8217;impulso dell&#8217;economia nelle Indicazioni Geografiche richiede il supporto istituzionale e la ricerca partecipativa ai livelli locali e territoriali, specialmente nelle regioni</p>
<p>montane, per accompagnare gli attori nell&#8217;adozione di pratiche di economia circolare che contribuiscano alla conservazione dell&#8217;ambiente, alla redditività della CV e alla conservazione dell&#8217;identità culinaria del territorio. Incentivare l&#8217;economia circolare richiede l&#8217;accesso a consulenze e formazione per comunicare ricerche aggiornate, tendenze e innovazioni che possono aiutare i produttori locali a mitigare gli ostacoli in aumento e implementare tecnologie adattate alle loro esigenze di produzione. La cooperazione e la comunicazione efficace tra i produttori e i diversi attori contribuiscono alla forza del territorio e all&#8217;elaborazione di soluzioni a lungo termine.</p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong></p>
<p>Circular Economy in Mountain Value Chains: The Case of Three PDO Cheeses</p>
<p><strong>Autori</strong></p>
<p>Habli, D.E. Dumitras, E. Schmitt, I. Maglietti Smith, D. Barjolle</p>
<p><strong>Fonte</strong></p>
<p>Foods 2023, 12(21), 3954<br />
<a href="https://doi.org/10.3390/foods12213954" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.3390/foods12213954</a></p>
<p><strong>Abstract</strong></p>
<p>La ricerca valuta l&#8217;adozione dei principi dell&#8217;economia circolare (EC) in 3 formaggi a Indicazione Geografica (IG) attraverso un&#8217;analisi delle pratiche nelle rispettive catene del valore. Le interviste qualitative mostrano la persistenza di pratiche storiche che preservano il patrimonio dietro il prodotto, mantenendo l&#8217;autonomia e facendo un uso intelligente dei sottoprodotti. L&#8217;adozione radicale dei principi della EC richiede innovazione per ridurre l&#8217;uso di nuovi input e le emissioni di gas serra. I prodotti alimentari IG non sono generalmente vincolati da standard oltre quelli stabiliti dalla legge, ma le loro specifiche possono essere modificate, rispettando le pratiche coerenti con il legame al territorio. Tuttavia, la lontananza delle piccole imprese in zone rurali rallenta il trasferimento di conoscenze e l&#8217;adozione delle ultime tecnologie, specialmente in zone montane. Sono necessarie ricerche partecipative e iniziative innovative per garantire la transizione verso un&#8217;economia circolare per i prodotti tradizionali montani, fortemente legati alle tradizioni culinarie locali e all&#8217;identità culturale.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong> <strong>essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Collard, (2020). The circular economy. CRISP Weekly Courier, No. 2455-2456(10), 5. https://doi.org/10.3917/cris.2455.0005</li>
<li>Petrova, V. The Circular Economy as a Tool for Achieving Environmental Sustainability. In Proceedings of the Seventh International Scientific Conference &#8221;BUSINESS AND REGIONAL DEVELOPMENT&#8221; (BRD2023), Starozagorski Bani, Bulgaria, 22-23 June 2023; Volume 176, 02008.</li>
<li>About Ellen MacArthur. Available online: https://ellenmacarthurfoundation.org/about-us/what-we-do (accessed on 31 July 2023).</li>
<li>United (2018). Joint Meeting on Sustainable Development and the Future of Work: Concept Note. <a href="https://www.un.org/en/ga/second/73/jm_conceptnote.pdf" target="_blank" rel="noopener">https://www.un.org/en/ga/second/73/jm_conceptnote.pdf</a></li>
<li>Scarpellini, , Portillo-Tarragona, P., Aranda-Us6n, A., &amp; Llena-Macarulla, F. (2019). Definition and measurement of the circular economy&#8217;s regional impact. Journal of Environmental Planning and Management, 62(13), 2211-2237. https://doi.org/10.1080/09640568.2018.1537974</li>
<li>Figge, ; Thorpe, A.S.; Gutberlet, M. Definitions of the Circular Economy: Circularity Matters. Ecol. Econ. 2023, 208, 107823.</li>
<li>Balwan, K.; Singh, A.; Kour, S. 5R&#8217;s of Zero Waste Management to Save Our Green Planet: A Narrative Review. Eur. J. Biotechnol. Biosci. 2022, 10, 7-11.</li>
<li>Mart nez-Salvador, L.E.; Reyes-Jaime, A. Dimensions of Sustainability in Origin Schemes: An Approach from Protected Appellation of RIVAR 2022, 9, 57-73. [Google Scholar] [CrossRef]</li>
<li>Bellassen, V., Drut, M., Hilal, M., Bodini, A., Donati, M., De Labarre, M. D., Filipovié, J. M., Gauvrit, L., Gil, J. M., Hoang, V. T., Malak-Rawlikowska, , Mattas, K., Monier-Dilhan, S., Muller, P., Napasintuwong, O., Peerlings, J., Poméon, T., Maksan, M. T., Torok, . . . Arfini,</li>
<li>(2022). The economic, environmental and social performance of European certified food. Ecological Economics, 191, 107244.<br />
<a href="https:// doi.org/10.1016/j.ecolecon.2021.107244" target="_blank" rel="noopener">https:// doi.org/10.1016/j.ecolecon.2021.107244</a></li>
<li>Riccheri, M., Leipprand, A., Gorlach, B., Keefe, H. &amp; Schlegel, S. (2007). Assessing the Applicability of Geographical Indications as a Means to Improve Environmental Quality in Affected Ecosystems and the Competitiveness of Agricultural Products .ResearchGate.<br />
<a href="https://researchgate.net/publication/23778523" target="_blank" rel="noopener">https://researchgate.net/publication/23778523</a></li>
<li>Gocci, A., Luetge, C., &amp; Vakoufaris, H. (2020). Between Tradition and Sustainable Innovation: Empirical Evidence for the Role of Geographical Indications. International Business Research, 13(9), 101. <a href="https://doi.org/10.5539/ibr.v13n9p101" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.5539/ibr.v13n9p101</a></li>
</ol>
</blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2024_02</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/07/11_Economia-circolare-formaggi-DOP-Habli-e-Maglietti-Consortium-23.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Osservatorio Ricerca IG</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 15:13:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Selezione di alcuni studi inerenti il settore delle IG pubblicati o in corso di pubblicazione su riviste scientifiche Uno studio proteomico della “Coppa Piacentina DOP”: un tipico salame stagionato italiano M. Rutigliano, P. Loizzo, G. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Selezione di alcuni studi inerenti il settore delle IG pubblicati o in corso di pubblicazione su riviste scientifiche</em></p>
<h5><strong>Uno studio proteomico della “Coppa Piacentina DOP”: un tipico salame stagionato italiano</strong></h5>
<p><em>M. Rutigliano, P. Loizzo, G. Spadaccino, A. Trani, P. Tremonte, R. Coppola, F. Dilucia, A. Di Luccia, B. La Gatta</em></p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: La Coppa Piacentina DOP è considerata un salume particolare, poiché è prodotta con l’intera muscolatura del collo, insaccata e stagionata in budelli naturali. In questo lavoro è stata studiata la proteolisi delle porzioni esterne ed interne mediante un approccio proteomico e mediante analisi degli aminoacidi. Campioni di “Coppa Piacentina” sono stati analizzati a 0 giorni e dopo 5 e 8 mesi di maturazione, mediante elettroforesi su gel mono e bidimensionale. L’analisi ha indicato attività enzimatica più intensa sulla parte esterna, dovuta ad enzimi endogeni. La determinazione degli aminoacidi liberi ha mostrato che lisina e acido glutammico sono i più rappresentati, segue sequenza di aminoacidi liberi come quella del prosciutto crudo. Le peculiarità della “Coppa Piacentina” sono caratterizzate da una lenta proteolisi, dovuta insacco e legatura del taglio intero del collo del suino.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong></p>
<p>Ente di ricerca: Università di Foggia, Università di Bari, Università del Molise Anno: aprile 2023</p>
<p>Pubblicato: Food Research International, 116</p>
<p>Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.foodres.2023.112613">https://doi.org/10.1016/j.foodres.2023.112613 </a></p>
<p>Parole chiave: Coppa Piacentina ripening, Proteolysis, Microbial activity, Meat proteins, Electrophoresis</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Tecnologie recenti e avanzate basate sul DNA per l&#8217;autenticazione di alimenti e bevande DOP e IGP fermentati con probiotici</strong></h5>
<p><em> V. Fusco, F. Fanelli, D. Chieffi</em></p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> L’autenticità dei prodotti probiotici e degli alimenti e bevande fermentati che hanno lo status di DOP o IGP può essere valutata tramite numerosi metodi. Negli ultimi decenni le tecnologie basate sul DNA sono emerse come strumenti preziosi per ottenere l’autenticazione degli alimenti e si stanno sviluppando metodi e piattaforme avanzati. La presente revisione si concentra sulle tecniche basate sul DNA per l’autenticazione di alimenti e bevande fermentati probiotici, DOP e IGP. Inoltre, vengono presentati gli strumenti di rilevamento basati sul DNA più promettenti. I marcatori basati sul DNA specifico del ceppo e della specie di microrganismi utilizzati come colture starter o coadiuvanti (probiotici) per la produzione di alimenti e bevande sono stati sfruttati per un’autenticazione preziosa in diversi metodi di rilevamento.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari CNR-ISPA<br />
Anno: ottobre 2023<br />
Pubblicato: Foods 2023, 20<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.3390/foods12203782">https://doi.org/10.3390/foods12203782</a><br />
Parole chiave: food authenticity, probiotic food and beverages, fermented food, metagenomics, real-time PCR</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Rilevamento dell&#8217;abbandono degli oliveti con Sentinel-2 e machine learning: lo sviluppo di uno strumento web-based per la gestione del territorio</strong></h5>
<p><em>I. Volpi, S. Marchi, R. Petacchi, P. Hoxha, D. Guidotti</em></p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> L’abbandono delle aree rurali è un importante problema ambientale e socioeconomico in Europa. L’identificazione e la quantificazione dei terreni abbandonati è fondamentale per il monitoraggio temporale e spaziale del processo e per l’applicazione di misure di gestione alternative. L’Italia è uno dei Paesi europei più importanti per la produzione di olio d’oliva di alta qualità, rappresentando una larga fetta dell’attuale produzione certificata (DOP, IGP). In questo studio, viene presentato un modello di machine learning (cioè Random Forest) per l’identificazione degli uliveti abbandonati utilizzando osservazioni sul campo e serie temporali NDVI, testato in un tipico agroecosistema dell’Italia centrale dominato dagli uliveti. I risultati hanno dimostrato l’applicabilità dell’approccio combinato per discriminare gli oliveti coltivati dagli oliveti abbandonati.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa<br />
Anno: febbraio 2023<br />
Pubblicato: Smart Agricultural Technology, Volume 3<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.atech.2022.100068">https://doi.org/10.1016/j.atech.2022.100068</a><br />
Parole chiave: NDVI, Random Forest, Progressive Web App, Remote sensing</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Sviluppo territoriale transfrontaliero attraverso le Indicazioni Geografiche: Gargano (Italia) e Dibër (Albania)</strong></h5>
<p><em> A. Caso, S. Giordano</em></p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: In un contesto globalizzato, tendente verso l’omogeneizzazione dei prodotti alimentari e del gusto, le produzioni locali e di nicchia svolgono un ruolo vitale nella creazione di efficaci strategie di sviluppo territoriale. Poiché l’Albania è candidata ad aderire all’Unione Europea, ha maggiori opportunità di proteggere i suoi prodotti alimentari di eccellente qualità con i marchi DOP e IGP. Inoltre, il territorio dell’Albania condivide caratteristiche fondamentali con i laghi del Gargano, soprattutto in relazione alla contea di Dibër, dove si trovano i laghi Ulez e Shkopet. I prodotti agroalimentari tradizionali di entrambi i territori sono e possono rappresentare un importante fattore di sviluppo sostenibile e partecipativo. Il presente contributo si propone di esplorare possibili percorsi di sviluppo territoriale a livello transfrontaliero, nel quadro di una sorta di “dialogo” tra le due regioni attraverso le Indicazioni Geografiche (IG).</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong>:<br />
Ente di ricerca: Università di Bologna, Università degli Studi di Bari Aldo Moro<br />
Anno: novembre 2023<br />
Pubblicato: Enciclopedia 2022, 4<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.3390/encyclopedia2040127">https://doi.org/10.3390/encyclopedia2040127</a><br />
Parole chiave: cross-border development, Protected Denomination of Origin (PDO), Protected Geographical Indication (PGI), Albania, Gargano, traditional food products</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>La superficie del ripiano in legno e la crosta del formaggio si scambiano reciprocamente il microbiota durante il tradizionale processo di maturazione</strong></h5>
<p>G. Busetta, G. Garofalo, S. Claps, M. T. Sardina, E. Franciosi, A. Alfonzo, N. Francesca, G. Moschetti, L. Settanni, R. Gaglio</p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: Questa ricerca è stata finalizzata a valutare la diversità microbica dei ripiani in legno utilizzati per la stagionatura dei formaggi Pecorino di Filiano a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Canestrato di Moliterno a Indicazione Geografica Protetta (IGP). Sono stati studiati anche i microrganismi associati alla crosta di questi formaggi. Questo studio ha confermato che i ripiani in legno utilizzati per la stagionatura del formaggio sono microbiologicamente attivi e rappresentano sistemi sicuri. Inoltre, i risultati di questo lavoro hanno chiarito il flusso di trasferimento tra i ripiani in legno e le superfici del formaggio Pecorino di Filiano DOP e Canestrato di Moliterno IGP: i microrganismi spalmativi vengono principalmente trasferiti dai ripiani in legno alla crosta del formaggio, che potenzialmente contribuisce allo sviluppo finale delle caratteristiche organolettiche.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong>:<br />
Ente di ricerca: Università di Palermo, CREA Ricerca, Fondazione Edmund Mach<br />
Anno: novembre 2023<br />
Pubblicato: International Journal of Food Microbiology, 409<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.ijfoodmicro.2023.110478">https://doi.org/10.1016/j.ijfoodmicro.2023.110478</a><br />
Parole chiave: Cheese ripening, Microbial transfer, MiSeq Illumina, Lactic acid bacteria, Traditional cheeses, Wooden shelves</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Presentare la gastronomia spagnola attraverso gli itinerari turistici del prosciutto iberico</strong></h5>
<p><em> F. Sánchez-Cubo, G. Millán-Vázquez-de-la-Torre, J.L. Sánchez-Ollero</em></p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: Il prosciutto pata negra è uno dei fiori all’occhiello della gastronomia spagnola (Dehesa de Extremadura DOP; Guijuelo DOP; Jabugo DOP; Los Pedroches DOP), profondamente radicato nella cultura spagnola. Tuttavia, il suo interesse come risorsa turistica è ancora scarso, quindi sono stati sviluppati percorsi turistici attorno ad essa. Questo studio analizza la soddisfazione dei turisti amatoriali all’interno di questi percorsi utilizzando il metodo di modellazione del percorso PLS-SEM sui dati ottenuti da un proprio questionario. I dati forniscono risultati approfonditi su ciò che influenza la soddisfazione dei turisti del prosciutto evidenziando dove le parti interessate dovrebbero prestare attenzione per migliorare l’esperienza offerta.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong>:<br />
Ente di ricerca: Università di Castilla-La Mancha, Università Loyola dell’Andalusia, Università di Málaga<br />
Anno: dicembre 2023<br />
Pubblicato: International Journal of Gastronomy and Food Science, 34<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.ijgfs.2023.100820">https://doi.org/10.1016/j.ijgfs.2023.100820</a><br />
Parole chiave: gastronomic tourism, geographical indications, cured ham, pata negra</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Economia circolare nelle catene del valore di montagna: il caso di tre formaggi DOP</strong></h5>
<p><em> K. Habli, D.E. Dumitras, E. Schmitt, I. Maglietti Smith, D. Barjolle</em></p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: L’economia circolare (CE) si è dimostrata promettente nel raggiungimento di molti degli obiettivi SDG delle Nazioni Unite, sostituendo il sistema lineare e riducendo gli impatti negativi sull’ambiente. Questa ricerca mira a valutare l’effettiva adozione dei principi CE in tre formaggi a Indicazione Geografica (IG) attraverso un’analisi delle pratiche identificate nelle rispettive catene del valore. Le interviste qualitative mostrano la persistenza di pratiche storiche che preservano il patrimonio dietro il prodotto, mantengono l’autonomia rispetto agli input esterni e risparmiano energia o fanno un uso intelligente dei sottoprodotti. I prodotti alimentari IG generalmente non sono vincolati da standard oltre quelli stabiliti dalla legge, ma le loro specifiche possono essere modificate nel rispetto di pratiche coerenti con il terroir.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong>:<br />
Ente di ricerca: Università di Cordoba, Università di Cluj-Napoca, Institute für Agrarwissenschaften, Origin for Sustainability<br />
Anno: ottobre 2023<br />
Pubblicato: Foods 2023, 21<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.3390/foods12213954">https://doi.org/10.3390/foods12213954</a><br />
Parole chiave: circular economy, cheese mountain products, PDO historical practices, 5Rs, code of practice, territorial development</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><strong>Metodo di calcolo della Carbon Footprint di Prodotti di Origine Animale Integrato con l&#8217;Assorbimento Fisiologico di Anidride Carbonica: Esempio di Calcolo della CFP della Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong></h5>
<p><em>R.De Vivo , L. Zicarelli, R. Napolano, F. Zicarelli</em></p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: Il metodo LCA (Life-Cycle Assessment) non tiene conto della sottrazione di anidride carbonica da parte della biomassa vegetale, LCA potrebbe quindi sovrastimare la CO2 generata dalle produzioni animali e vegetali. Lo scopo di questo contributo è quello di calcolare il numero di gas serra emessi durante i processi digestivi e fermentativi, nonché quello prodotto dal letame e la CO2 emessa con la respirazione confrontandolo con il sequestro del carbonio in tutti gli stabilimenti e in tutte le materie prime vegetali utilizzate per l’alimentazione delle bufale della Mozzarella di Bufala Campana DOP. La quantità di gas serra convertita in anidride carbonica equivalente emessa durante la produzione è inferiore all’anidride carbonica rimossa dall’atmosfera. Per ogni kg di Mozzarella di Bufala Campana DOP vengono sottratti complessivamente circa 52 kg di CO2 eq.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong>:<br />
Ente di ricerca: Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Istituto Tecnico “Enrico Fermi”<br />
Anno: agosto 2023<br />
Pubblicato: Advances in Environmental and Engineering Research 2023, 4<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.21926/aeer.2303044">https://doi.org/10.21926/aeer.2303044</a><br />
Parole chiave: Life Cycle Assessment, Carbon foot print, Mozzarella Bufala Campana PDO, sustainability, animal productions</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2023_04</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/17.-Osservatorio-Ricerca-IG.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>Economia circolare nelle filiere di montagna: il caso di tre formaggi DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/economia-circolare-nelle-filiere-di-montagna-il-caso-di-tre-formaggi-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 08:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Circolare]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;indagine nata dalla collaborazione tra l&#8217;Università di Cordoba, Università di Cluj-Napoca, Institute für Agrarwissenschaften e Origin for Sustainability, analizza l’effettiva adozione dei principi di economia circolare in tre filiere dei formaggi DOP. L’economia circolare si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un&#8217;indagine nata dalla collaborazione tra l&#8217;Università di Cordoba, Università di Cluj-Napoca, Institute für Agrarwissenschaften e Origin for Sustainability, analizza l’effettiva adozione dei principi di economia circolare in tre filiere dei formaggi DOP.</em></p>
<p><strong>L’economia circolare</strong> si è dimostrata uno strumento promettente nel raggiungimento di molti degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, sostituendo il sistema lineare e riducendo gli impatti negativi sull’ambiente.</p>
<p>La ricerca del team composto da Habli, Dumitras, Schmitt, Maglietti Smith e Barjolle mira a valutare l’effettiva adozione dei principi di economia circolare in tre formaggi a indicazione geografica (<strong>Caciocavallo Silano DOP, Tête de Moine, Serra da Estrela DOP</strong>) attraverso un’analisi delle pratiche identificate nelle rispettive catene del valore.</p>
<p>Le interviste qualitative mostrano la <strong>persistenza di pratiche storiche</strong> che <strong>preservano il patrimonio dietro il prodotto</strong>, mantengono l&#8217;<strong>autonomia rispetto agli input esterni</strong> e <strong>risparmiano energia</strong> o fanno un <strong>uso intelligente dei sottoprodotti</strong>.</p>
<p>Dall&#8217;analisi emerge infatti come i <strong>produttori locali hanno mantenuto con successo pratiche storiche</strong> per rimanere autonomi e indipendenti e preservare l’eredità dietro il prodotto. Il <strong>concetto di circolarità in queste regioni rurali è integrato nelle pratiche produttive</strong> attraverso l’uso sostenibile delle risorse naturali come il riutilizzo dei sottoprodotti e la riduzione dei rifiuti.</p>
<p>Inoltre, l’agricoltura di montagna fornisce servizi ecosistemici che aiutano a conservare la <strong>biodiversità</strong> e le <strong>risorse naturali</strong>. Sostiene lo <strong>sviluppo economico</strong> delle regioni montane utilizzando materiali locali e di qualità. Dal punto di vista sociale, l’agricoltura in queste aree aiuta a <strong>conservare la gastronomia tradizionale e storica della comunità</strong>. Per questi motivi, molti prodotti di montagna europei o internazionali sono registrati come indicazioni geografiche per tutelare il patrimonio e mantenerne la produzione.</p>
<p>Tuttavia l’adozione radicale dei principi di economia circolare richiede <strong>innovazione</strong> per ridurre il ricorso a nuovi input e le emissioni di gas serra; la <strong>lontananza delle piccole imprese nelle zone rurali</strong> profonde, lontane dai centri di ricerca, sta rallentando il trasferimento delle conoscenze e l’adozione delle tecnologie più recenti, in particolare nelle zone montane.</p>
<p>Secondo l&#8217;indagine sono <strong>necessarie una ricerca più partecipativa</strong> e <strong>iniziative innovative</strong> per garantire la <strong>transizione verso un’economia circolare</strong> per i prodotti tradizionali di montagna, che sono fortemente legati alle <strong>tradizioni</strong> culinarie locali e all’<strong>identità culturale</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://doi.org/10.3390/foods12213954" target="_blank" rel="noopener"><strong>Habli, K.; Dumitras, D.E.; Schmitt, E.; Maglietti Smith, I.; Barjolle, D. Circular Economy in Mountain Value Chains: The Case of Three PDO Cheeses. <em>Foods</em> 2023, <em>12</em>, 3954.</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/economia-circolare-nelle-filiere-di-montagna-il-caso-di-tre-formaggi-dop/">Economia circolare nelle filiere di montagna: il caso di tre formaggi DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Modifica disciplinare Queijo Serra da Estrela DOP  &#8211; GUUE L 167 19/06/13</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/modifica-disciplinare-queijo-serra-da-estrela-dop-guue-l-167-19-06-13/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.net/normativa/modifica-disciplinare-queijo-serra-da-estrela-dop-guue-l-167-19-06-13/</guid>

					<description><![CDATA[<p>PORTOGALLO &#8211; Regolamento di esecuzione (UE) n. 562/2013 della Commissione del 14 giugno 2013 riguardante l&#8217;approvazione di una modifica minore del disciplinare della denominazione Queijo Serra da Estrela DOP iscritta nel registro delle denominazioni di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/modifica-disciplinare-queijo-serra-da-estrela-dop-guue-l-167-19-06-13/">Modifica disciplinare Queijo Serra da Estrela DOP  &#8211; GUUE L 167 19/06/13</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="remove-featured" src="./media/k2/items/src/d7d96f9cbb67e2192cb940d1455f3164.jpg" alt="" />PORTOGALLO &#8211; Regolamento di esecuzione (UE) n. 562/2013 della Commissione del 14 giugno 2013 riguardante l&#8217;approvazione di una modifica minore del disciplinare della denominazione <strong>Queijo Serra da Estrela DOP</strong> iscritta nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette. <br />Fonte: <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2013:167:0010:0014:IT:PDF">GUUE L 167 19/06/13</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/normativa/modifica-disciplinare-queijo-serra-da-estrela-dop-guue-l-167-19-06-13/">Modifica disciplinare Queijo Serra da Estrela DOP  &#8211; GUUE L 167 19/06/13</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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