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	<title>Chianti Classico DOP (wine) &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Chianti Classico DOP (wine) &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Turismo DOP: un’estate di vino, cultura e bellezza</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-unestate-di-vino-cultura-e-bellezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:48:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per quest&#8217;anno si prospetta un&#8217;estate ricca di eventi legati al Turismo DOP. Protagonisti anche diversi Consorzi di Tutela presenti sul territorio Se “Canelli Città del Vino &#8211; Sparkling Canelli: Bollicine a Canelli” nelle storiche Cattedrali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per quest&#8217;anno si prospetta un&#8217;estate ricca di eventi legati al Turismo DOP. Protagonisti anche diversi Consorzi di Tutela presenti sul territorio</em></p>
<p>Se <strong>“Canelli Città del Vino &#8211; Sparkling Canelli: Bollicine a Canelli</strong>” nelle storiche Cattedrali Sotterranee di Canelli, Patrimonio Unesco, è un’occasione unica per degustare le amate bollicine made in Italy nella “culla” della spumantistica italiana, l’estate in <strong>Chianti Classico</strong> con il “Chianti Classico Fest”, tra arte, musica, teatro e vino nelle cantine e nei borghi del Gallo Nero, è un’autentica immersione nella bellezza del paesaggio-simbolo italiano.</p>
<p>Ma si va da “Müller Thurgau: Vino di Montagna” che celebra uno dei vini-simbolo del Trentino a Cembra e nella sua Valle, all’Abbazia di Novacella che apre le porte agli eno-appassionati dei vigneti storici in Valle Isarco in Alto Adige; da “Ein Prosit Summer Edition” a Tarvisio dove grandi chef interpretano le eccellenze gastronomiche del Friuli Venezia Giulia accompagnate dai vini friulani, a “Cinema Divino” che unisce vino &amp; cinema a Villa Bogdano 1880 a Lison di Portogruaro; da “Sorsi d’Autore” a Villa Bassi Rathgeb con lo storico dell’arte Jacopo Veneziani ed i vini Bottega, a “Percorsi di libertà.</p>
<p>Il coraggio di diventare protagoniste”, la rassegna culturale ideata da Matilde Poggi nella sua azienda Le Fraghe nella <strong>DOC Bardolino</strong>; dall’Alta Langa sfondo di “Buona Fortuna Ribelli”, la mostra d’arte contemporanea diffusa della Galleria Lunetta11 con opere di Alberto Burri, Alighiero Boetti, Mario Schifano, Salvo e molti altri grandi artisti, alla “Notte dei Rosati” al Castello di Moncalieri; da “Collisioni” ad Alba, il Festival Agrirock con l’Asti bollicina ufficiale e sul palco Alfa, Frah Quintale, Sayf e non solo, al “Monferrato on Stage” che unisce le eccellenze enogastronomiche Monferrato alla musica d’autore; dalla “Festa Artusiana” promossa da Casa Artusi a Forlimpopoli per celebrare l’eredità di Pellegrino Artusi, “padre” della cucina italiana, a “Tramonto DiVino”, il viaggio con i vini e le <strong>DOP dell’Emilia-Romagna</strong> in Riviera, nei borghi più autentici e nelle città d’arte della regione come Scandiano.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/dalle-cattedrali-sotterranee-di-canelli-al-chianti-classico-unestate-di-vino-cultura-e-bellezza_595444/" target="_blank" rel="noopener"><strong>WineNews</strong></a></p>
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		<title>Canada, il mercato del vino si rimodella: cosa devono sapere i produttori italiani</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/canada-il-mercato-del-vino-si-rimodella-cosa-devono-sapere-i-produttori-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra dei dazi tra USA e Canada ha creato uno spazio inedito sugli scaffali canadesi. I dati parlano chiaro ma le opportunità per i vini italiani vanno lette con attenzione strategica. La guerra commerciale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La guerra dei dazi tra USA e Canada ha creato uno spazio inedito sugli scaffali canadesi. I dati parlano chiaro ma le opportunità per i vini italiani vanno lette con attenzione strategica.</em></p>
<h4>La guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada ha tolto dagli scaffali il vino americano, aprendo uno spazio inedito nel mercato canadese. L’Italia guida le importazioni per volume, ma cresce meno del previsto. Ecco cosa dicono i dati — e quali strategie e leve possono utilizzare i produttori italiani.</h4>
<p>C’è un mercato, quello canadese, che nell’ultimo anno e mezzo ha subito una trasformazione profonda e rapida. Non per ragioni di gusto o di tendenza, ma per una decisione politica che ha svuotato letteralmente gli scaffali di una delle categorie più vendute: il vino americano. Quello che ne è seguito è un <strong>caso di studio che vale la pena analizzare con attenzione</strong> — non solo per chi esporta in Canada, ma per chiunque voglia capire come si muovono oggi i mercati vinicoli internazionali quando le variabili geopolitiche entrano in gioco.</p>
<h4>Il contesto: cosa è successo e perché</h4>
<p><strong>Il 4 marzo 2025</strong> <strong>entrano in vigore i dazi del 25%</strong> annunciati dall’amministrazione americana sulle merci canadesi. La risposta di Ottawa è simmetrica: tariffe equivalenti sui prodotti alcolici statunitensi, accompagnate — a livello provinciale — da <strong>veri e propri divieti di importazione</strong>. In un sistema dove la distribuzione degli alcolici è controllata da enti governativi provinciali (con la sola eccezione dell’Alberta, privatizzata nel 1993), una simile misura ha effetti immediati: <strong>i vini americani spariscono dagli scaffali dei liquor store pubblici</strong>, vengono bloccati nei magazzini dell’LCBO in Ontario, e i retailer privati in Alberta e British Columbia possono esaurire le scorte esistenti ma non rifornirsi.</p>
<p>Il risultato è un vuoto di mercato improvviso e consistente: <strong>negli ultimi dodici mesi il volume di vino importato dagli USA è crollato del 73%</strong>, passando da 66 a 18 milioni di litri. La quota di mercato americana scende dal 17% al 5%. Qualcuno deve occupare quello spazio.</p>
<h4>Chi ha guadagnato — e quanto</h4>
<p>I dati di Trade Data Monitor sui dodici mesi a febbraio 2026 mostrano una crescita generalizzata per i principali Paesi fornitori. <strong>L’Italia rimane saldamente al primo posto per volume</strong> con 77 milioni di litri (+4%). La Francia segue a 66 milioni (+9%). L’Australia raggiunge i 65 milioni (+6%).</p>
<p>A prima lettura, si potrebbe essere soddisfatti: l’Italia cresce, mantiene la leadership, il mercato risponde. Ma è proprio qui che occorre fermarsi a ragionare.</p>
<p><strong>Un +4% per il primo Paese fornitore, in un contesto in cui il secondo si è contratto del 73%, non è un risultato entusiasmante.</strong> Francia e Australia, partendo da basi inferiori, hanno saputo accelerare con più decisione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Cosa significa tutto questo per i produttori italiani</h4>
<p><strong>L’Italia parte da una posizione di forza strutturale:</strong> primo Paese fornitore per volume, presenza consolidata nei principali canali distributivi, brand riconosciuti. Ma la crescita contenuta rispetto alle potenzialità del momento suggerisce alcune riflessioni.</p>
<p><strong>Il portafoglio varietale e di comunicazione conta.</strong> Il consumatore canadese conosce Pinot Grigio, <strong>Prosecco</strong>, <strong>Chianti</strong>. Ma la complessità del sistema denominazionale italiano — un punto di orgoglio legittimo — può diventare un ostacolo in un mercato che ragiona per vitigno e fascia di prezzo. I produttori che vogliono crescere in Canada devono chiedersi con onestà come si posizionano sugli scaffali di un LCBO: <strong>il nome del vitigno è in evidenza? Il prezzo è competitivo nella fascia 8-15 dollari canadesi? La referenza è stabile nel listino da almeno due stagioni?</strong></p>
<p><strong>La continuità di fornitura è un requisito, non un vantaggio.</strong> I sistemi di acquisto provinciali lavorano su forecast annuali e tollerano male le discontinuità di disponibilità. Un produttore che ottiene una listing ma non riesce a mantenere i volumi richiesti rischia di perdere lo spazio conquistato. Prima di entrare in un nuovo canale provinciale, è essenziale avere <strong>chiarezza sulla capacità produttiva</strong> destinabile a quel mercato.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/mercati/mercato-vino-canada-opportunita-strategie-produttori-italiani-2026/" target="_blank" rel="noopener">Wine Meridian.com</a></p>
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		<title>Fenomeno sottozone: la mossa che sta cambiando il vino italiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/fenomeno-sottozone-la-mossa-che-sta-cambiando-il-vino-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:20:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[Unità geografiche aggiuntive]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sottozone stanno diventando il nuovo punto di forza del vino italiano. Mentre il mondo chiede semplificazione, i consorzi rispondono con un&#8217;ulteriore parcellizzazione del territorio sul modello Borgogna. Dall&#8217;Alto Adige al Chianti, ecco chi lo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le sottozone stanno diventando il nuovo punto di forza del vino italiano. Mentre il mondo chiede semplificazione, i consorzi rispondono con un&#8217;ulteriore parcellizzazione del territorio sul modello Borgogna. Dall&#8217;Alto Adige al Chianti, ecco chi lo sta facendo e con quali obiettivi</em></p>
<p>La situazione è semplice: da quando la Borgogna ha rimpiazzato Bordeaux come bussola per gran parte del vino mondiale, la <strong>vivisezione di territori</strong> anche piccoli in unità ancor più ridotte – a volte singole vigne – è diventata una <strong>tendenza quasi inevitabile</strong>. Si tratta di una <strong>mossa apparentemente in controtendenza</strong> rispetto alla richiesta corale di semplificare il linguaggio del vino, dato che per il consumatore medio è già difficile distinguere  regioni e denominazioni grandi. Eppure, l’approccio parcellare ha una presa straordinaria su appassionati e curiosi, che amano l’idea di “<strong>bere il luogo</strong>”.</p>
<h4>La mappa delle sottozone italiane</h4>
<p>Pensiamo alle <strong>contrade dell’Etna</strong>, che hanno dato un impulso formidabile a un intero territorio. «Le contrade sono uno strumento di <strong>storytelling potentissimo</strong>. Chi viene a visitarci e vede i vigneti da cui nascono i vini di contrada, poi vuole comprare solo quelli», spiega <strong>Salvino Benanti</strong> dell’omonima azienda, tra le realtà che puntano con più convinzione sul sistema, proponendo dieci diverse etichette da singola contrada.</p>
<p>Negli ultimi tempi le denominazioni che hanno introdotto questo modello si sono moltiplicate. Se prima erano quasi esclusivamente l’Etna, il Barolo e il Barbaresco ad avere le <strong>Unità Geografiche Aggiuntive</strong> – il nome ufficiale dato dalla legge italiana a queste sottozone – in anni recenti si sono aggiunti il <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/pievi-nobile-montepulciano-anteprima-2026/"><strong>Vino Nobile di Montepulciano</strong> con le sue Pievi</a>, il <a href="http://gamberorosso.it/notizie/vino/degustazioni/chianti-classico-2023-2024-degustazioni/"><strong>Chianti Classico</strong> </a>(per ora solo con la tipologia Gran Selezione), il <strong>Chianti Docg</strong> (che<a href="https://www.qualivita.it/news/vino-dal-rose-alla-sottozona-terre-di-vinci-ecco-le-novita-del-nuovo-disciplinare-del-chianti-dop/" target="_blank" rel="noopener"> ha appena approvato la sottozona Terre di Vinci</a>), l’<a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/alto-adige-cosa-sono-vini-super-sudtiroler/"><strong>Alto Adige</strong></a> e anche  il <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/marsala-doc-nuovo-disciplinare-unita-geografiche-aggiuntive/">Marsala, con il consorzio di tutela che ha recentemente approvato quattro Uga</a> dello storico vino liquoroso.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/fenomeno-sottozone-vino-italiano-mappa-territori-chianti-marsala-alto-adige-nobile-etna/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Gambero Rosso.it</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Consorzio Vino Chianti Classico: promozione in USA, Canada e Brasile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-vino-chianti-classico-promozione-in-usa-canada-e-brasile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:35:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Vino Chianti lancia attività di promozione rivolte ai mercati esteri, in particolare USA, Canada e Brasile  Il Consorzio Vino Chianti Classico ha aggiudicato alla società Gate 39 srl l’appalto per l’affidamento della realizzazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Vino Chianti lancia attività di promozione rivolte ai mercati esteri, in particolare USA, Canada e Brasile </em></p>
<p>Il Consorzio Vino Chianti Classico ha aggiudicato alla società Gate 39 srl l’appalto per l’affidamento della realizzazione delle attività di informazione e promozione previste nell’ambito del programma denominato <strong>LOVE – Legacy of Origins, Values of Europe</strong>, che verrà presentato a valere sulla Call for proposals 2026 per programmi semplici di promozione dei prodotti agricoli europei, nell’ambito del Regolamento UE n. 1144/2014.</p>
<p>Il programma triennale riguarda attività di informazione e promozione rivolte ai mercati target <strong>USA, Canada e Brasile</strong> e ha come oggetto la valorizzazione di due prodotti a denominazione comunitaria: <strong>Vino Chianti Classico DOP</strong> e <strong>Olio Chianti Classico DOP</strong>.</p>
<p>Il Consorzio Vino Chianti Classico opera in qualità di organizzazione proponente e capofila di un partenariato che include il <strong>Consorzio Olio DOP Chianti Classico</strong>.</p>
<p>Il valore complessivo dell’appalto è pari a <strong>euro 2.087.000,00</strong>, inclusivo del compenso dell’Organismo di Esecuzione, per una durata di <strong>36 mesi</strong>.</p>
<p>Gate 39 srl sarà incaricata di organizzare, sviluppare e coordinare le diverse aree di attività previste dal programma, individuando soluzioni strategiche, operative e creative coerenti con gli obiettivi progettuali e con il posizionamento premium delle produzioni promosse.</p>
<p>Le attività affidate comprendono <strong>Pubbliche Relazioni</strong>, <strong>Attività Web e Social Media</strong>, con focus su digital educational storytelling, <strong>Advertising Print e Online</strong>, <strong>Visual Identity e Materiale Promozionale</strong> ed <strong>Eventi</strong>, tra cui fiere, seminari e walk around tastings. Non ultimo, l’organizzazione di <strong>Study trips</strong>.</p>
<p><strong>Target e obiettivi</strong> &#8211; Il programma si rivolge a target professionali e qualificati nei mercati USA, Canada e Brasile, tra cui importatori e distributori di vino e olio, buyer e category manager del canale <a href="http://ho.re.ca/">Ho.Re.Ca</a>., sommelier, wine director, chef e professionisti della ristorazione, operatori dei monopoli provinciali per il mercato canadese, giornalisti trade, stampa specializzata wine &amp; food, opinion leader, content creator, professionisti della comunicazione di settore, formatori e docenti di scuole di sommellerie e consumatori finali ad alto potenziale.</p>
<p>L’obiettivo generale del programma è evidenziare la competitività, la qualità e il valore aggiunto dei prodotti agricoli dell’Unione Europea, con particolare riferimento ai regimi di qualità <strong>PDO/PGI</strong>, rafforzandone la riconoscibilità e il posizionamento nei mercati dei Paesi terzi.</p>
<p>LOVE intende contribuire all’incremento della conoscenza e della comprensione del sistema europeo delle certificazioni di qualità, promuovendo il valore distintivo delle produzioni PDO/PGI nei mercati target.</p>
<p>Il programma pone particolare attenzione a <strong>tracciabilità, autenticità, sostenibilità ambientale, socio-economica e culturale e lo stretto legame con il territorio di produzione</strong>, quali elementi distintivi rispetto ai prodotti concorrenti.</p>
<p>L’impatto finale previsto è il rafforzamento strutturale della notorietà e della reputazione delle produzioni promosse nei mercati USA, Canada e Brasile, con un miglioramento della percezione qualitativa, il consolidamento del posizionamento premium e lo sviluppo di nuove opportunità commerciali per i produttori coinvolti.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong> </a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-vino-chianti-classico-promozione-in-usa-canada-e-brasile/">Consorzio Vino Chianti Classico: promozione in USA, Canada e Brasile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Turismo DOP: i territori del vino continua crescita</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-i-territori-del-vino-continua-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Turismo DOP, i territori del vino DOP mostrano dati in costante crescita, con ritmi più rapidi rispetti al resto d&#8217;Italia. L&#8217;ultima novità dell&#8217;enoturismo è &#8220;La vacanza di rigenerazione&#8221;. Vale 3,1 miliardi di euro il fatturato dell&#8217;enoturismo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Turismo DOP, i territori del vino DOP mostrano dati in costante crescita, con ritmi più rapidi rispetti al resto d&#8217;Italia. L&#8217;ultima novità dell&#8217;enoturismo è &#8220;La vacanza di rigenerazione&#8221;.</em></p>
<p>Vale <strong>3,1 miliardi di euro</strong> <strong>il fatturato dell&#8217;enoturismo in Italia</strong>, pari a circa il 21% del fatturato medio aziendale. Un binomio &#8211; produzione e accoglienza enologica &#8211; in crescita costante. All&#8217;ultimo Vinitaly, che all&#8217;enoturismo ha dedicato uno speciale focus, si è parlato di numeri in movimento analizzati nell&#8217;indagine firmata CESEO —LUMSA, presentata proprio nel corso della Fiera del vino di Verona.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/argomento/enoturismo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>L&#8217;enoturismo gode di buona salute</strong></a>, con <strong>stabilità di fatturato per il 38,6% delle aziende</strong> e un <strong>incremento di visitatori pari al 59,8%</strong>. Unica nota stonata: si sottolinea la necessità di migliorare l&#8217;accessibilità alle cantine, soprattutto per i turisti stranieri, suggerendo nuove strategie di accoglienza.</p>
<h4>I territori delle DOP</h4>
<p>Nel dettaglio, gli arrivi di turisti nei comuni di alcuni <strong>principali vini Dop (nell&#8217;arco degli ultimi 5 anni) sono in crescita netta</strong>: +26,5% nella <strong>Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg</strong>, +21,2% per <strong>Amarone della Valpolicella</strong> (la media regionale del Veneto è di +8,3%). Il Piemonte segna +3,4%, con il <strong>Barolo</strong> che vola (+17,6%), il <strong>Franciacorta</strong> (+16%) ma la Lombardia lo supera (+5,7%), così come il <strong>Collio</strong> (+27,9%) del Friuli-Venezia Giulia (+11,4%).</p>
<p>Brilla la Toscana: il <strong>Brunello di Montalcino</strong> è in testa, bandiera tricolore con +39%, davanti a <strong>Vino Nobile di Montepulciano</strong> (+33%), <strong>Bolgheri</strong> (+28%), e <strong>Chianti Classico</strong> (+8,6%), su una media totale della Toscana che si attesta al +6,7%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="http://iltirreno.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Tirreno</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-i-territori-del-vino-continua-crescita/">Turismo DOP: i territori del vino continua crescita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Toscana: il percorso di valorizzazione dei Consorzi del vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/toscana-il-percorso-di-valorizzazione-dei-consorzi-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 07:32:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vino in Toscana: il 97% della superficie vitata riguarda vini DOP e IGP. I Consorzi di tutela motore della crescita: in crescita le vendite del Chianti Classico DOP a inizio 2026, il nome Toscana coprirà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vino in Toscana: il 97% della superficie vitata riguarda vini DOP e IGP. I Consorzi di tutela motore della crescita: in crescita le vendite del Chianti Classico DOP a inizio 2026, il nome Toscana coprirà tutta la produzione IGP</em></p>
<p>Se c’è una regione avvinta al vino come l’edera, questa è la <strong>Toscana</strong>. Tanto per incominciare i suoi <strong>60 mila ettari di vigneti rappresentano il 12%del valore della produzione agricola</strong>, contro una media nazionale del 9%. <strong>Oltre 23 mila ettari e cioè il 38% del vigneto regionale, sono coltivati a biologico,</strong> una quota che rappresenta il17% dell’intera superficie vitata biologica italiana.</p>
<p>Se poi si guarda alla qualità della produzione si scopre che<strong> il 97% della superficie vitata riguarda vini DOP</strong> (quelli di più alta qualità) contro una media nazionale del 65%. In pratica il 90% del vino che arriva al consumatore è certificato. Questi sono solo alcuni dei <strong>dati di una recente indagine Ismea</strong>, che la dicono lunga su quanto pesi la voce «vino» in questa regione.</p>
<p>E quanto sia forte la sua capacità di attrazione, come dimostra anche lo <strong>sviluppo dell’enoturismo</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-nel-2025-si-conferma-la-produzione-di-chianti-classico-dop/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Le vendite di Chianti Classico DOP</strong> non si sono infatti fermate</a> neppure nel pesante primo trimestre 2026: «Abbiamo registrato un incremento dell’1% in volume dimostrando una buona capacità di resistenza», conferma <strong>Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Chianti classico</strong>.</p>
<p><strong>Diretto da Carlotta Gori, il Consorzio ha chiuso con il segno più anche il difficile 2025</strong>, con una crescita delle vendite dell’1,2% in volume e del 2,6% in valore. Con risultati positivi anche nei due principali mercati export, Usa e Canada.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>L&#8217;evoluzione del vino Toscana IGP</h4>
<p>Il <strong>ministero dell’Agricoltura</strong> ha infatti dato il <a href="https://www.qualivita.it/news/presentato-il-passaggio-storico-per-il-consorzio-vino-toscana-il-mio-none-e-toscana/" target="_blank" rel="noopener"><strong>nulla osta anche alla produzione di vini spumanti con il metodo charmat e classico</strong></a>. Decisione che apre prospettive nuove a tutto il comparto regionale. «Le modifiche rispondono all’evoluzione degli stili di consumo e alle esigenze del mercato — <strong>afferma Cecchi, presidente del Consorzio vino Toscana </strong>—. In più la possibilità di usare in etichetta il <strong>nome geografico “Toscana Igt”</strong> al posto di toscano, rafforza l’identità del vino, che si consolida come vero e proprio marchio di qualità».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Economia</strong> <strong>&#8211; Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>Il Consorzio Chianti Classico lancia una campagna sul consumo responsabile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-chianti-classico-lancia-una-campagna-sul-consumo-responsabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 07:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chianti Classico DOP o l’elogio della moderazione: al via la nuova campagna del Consorzio sul consumo responsabile In anni recenti considerazioni salutistiche e maggiori restrizioni alla guida hanno instillato nel consumatore un saggio istinto alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chianti Classico DOP o l’elogio della moderazione: al via la nuova campagna del Consorzio sul consumo responsabile<br />
</em></p>
<p>In anni recenti considerazioni salutistiche e maggiori restrizioni alla guida hanno instillato nel consumatore un saggio istinto alla moderazione nel consumo di alcolici, da non confondere o da non far sfociare in inutili allarmismi.</p>
<p>Se il buon vivere è la cifra della civiltà mediterranea, lo è anche la massima che fregiava il frontone del tempio di Apollo a Delfi, “mai troppo”, accanto al ben più celebre “Conosci te stesso”. Concedersi il piacere della gola (dei sensi?) con il giusto senso della misura è dunque un adagio che ci accompagna da millenni, insieme al consumo del vino.</p>
<p>L’idea di una <strong>nuova campagna di comunicazione</strong> è figlia proprio dell’indicazione dell’Unione Europea di accompagnare le attività promozionali sui prodotti vitivinicoli da essa finanziate con la dicitura “<strong>bevi responsabilmente</strong>”. Anziché ridurlo a mero disclaimer, <strong>il Consorzio Vino Chianti Classico ha voluto rendere centrale questo messaggio</strong>, costruendoci sopra un’intera campagna promozionale.</p>
<p>Lo spot video che funge da medium principale sembra infatti raccontare di una serata inspiegabilmente interrotta a metà: scene malinconiche della fine di una cena per due fuori casa, sul tavolo ormai solitario campeggia in primo piano una bottiglia di vino aperta e consumata per metà.</p>
<p>Ma, ecco il messaggio, perché lasciarci? Dopo un’esperienza fatta di condivisione, di gusto, di comunione di sensi, perché separarsi da quella bottiglia che così bene ci ha accompagnato durante la serata?</p>
<p>La soluzione, che suggerisce di non rinunciare a un modico calice di vino (Gallo Nero, ben s’intende), sta nel portare via con sé la bottiglia. Per facilitare l’operazione,<strong> a titolo gratuito saranno forniti ai ristoranti del territorio e a quelli della zona di Firenze e di Siena scatole da uno (le scatole Chianti Classico To Go) e un tappo brandizzato</strong>, per permettere ai propri clienti di indulgere senza esagerare durante la serata, ma piuttosto, portare via con sé per il prossimo futuro il prezioso liquido, frutto del lavoro e della passione dei viticoltori chiantigiani. Come direbbe un antico romano, prosit!</p>
<p><strong>La campagna è visualizzabile sulle principali piattaforme social</strong> (Facebook, Instagram e Youtube), sugli account consortili (@chianticlassico) e ha una pagina dedicata sul sito chianticlassico.com al seguente indirizzo: <a href="https://www.chianticlassico.com/marchio/campagne/perche-lasciarci/">https://www.chianticlassico.com/marchio/campagne/perche-lasciarci/</a>.</p>
<p>Fonte:<strong> <a href="https://www.chianticlassico.com/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Vino Chianti Classico</a></strong></p>
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		<title>Il Chianti Classico DOP punta su Vinitaly</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-chianti-classico-punta-su-vinitaly/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:35:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio del Gallo Nero si presenta alla fiera veronese con un’ampia selezione di etichette in degustazione e un variegato programma di seminari ed eventi collaterali al suo stand nel Padiglione 9. Il Consorzio Vino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio del Gallo Nero si presenta alla fiera veronese con un’ampia selezione di etichette in degustazione e un variegato programma di seminari ed eventi collaterali al suo stand nel Padiglione 9.</em></p>
<p>Il Consorzio Vino Chianti Classico dà appuntamento agli operatori di settore, alla stampa e agli appassionati dal <strong>12 al 15 aprile</strong> al suo stand <strong>nel Padiglione 9 (D 2-3-4)</strong> per degustare i vini della denominazione, ma non mancano in fiera anche altri appuntamenti dedicati al Gallo Nero.</p>
<p>L’ampio stand del Consorzio, di 310 mq, sarà allestito con le immagini della nuova campagna di comunicazione del Gallo Nero, con la silhouette di un gallo-mosaico accompagnata dal claim “<strong>Chianti Classico is culture</strong>”.</p>
<p>Nel Chianti Classico il <strong>vino è infatti permeato di cultura</strong>: non è solo il prodotto di una pratica agricola, ma il risultato di un sistema complesso fatto di storia, paesaggio, architettura rurale, conoscenze tramandate, appartenenza che diventa condivisione e accoglienza. È per questo che, più di qualsiasi altro territorio vitivinicolo, il Chianti Classico può affermare che il vino è cultura, perché nel territorio del Gallo Nero le espressioni culturali sono parte integrante, tangibile dell’agire quotidiano. Dal 1716, anno in cui vennero definiti per la prima volta i confini ufficiali della denominazione, il Chianti Classico rappresenta un caso unico di un territorio in cui il vino è espressione diretta e non unica di una costruzione culturale stratificata nel tempo.</p>
<p>Dopo il record della Chianti Classico Collection 2026 con la presenza di 223 aziende del Gallo Nero, anche lo stand consortile a Vinitaly è ampiamente rappresentativo: saranno infatti disponibili in degustazione ben <strong>176 etichette di Chianti Classico</strong>, <strong>79 Chianti Classico annata, 58 Riserva e 39 Gran Selezione</strong>; con vini che vanno dalla vendemmia 2024, la più giovane, all’ormai storica 2016.</p>
<p>Oltre alle etichette in degustazione con servizio sommelier, <strong>24 aziende</strong> di Chianti Classico saranno personalmente presenti allo stand consortile, con uno spazio autonomo.</p>
<p>Mentre i produttori presentano le loro novità in bottiglia, lo stand consortile ospiterà anche una nutrita serie di incontri/seminari, alcuni dei quali sono già sold out. Un programma vario ideato per incontrare esigenze diverse e la curiosità sia di ospiti del trade altamente qualificati sia di appassionati desiderosi di approfondire alcuni aspetti della denominazione.</p>
<p>Tra questi appuntamenti, ricordiamo i due momenti dedicati al “<strong>Progetto Chianti Classico 2000”</strong>, un progetto che ha segnato una tappa fondamentale nel percorso evolutivo della denominazione del Gallo Nero, presentati da Daniele Rosellini, l’enologo che coordinò la parte conclusiva del progetto (<em>lunedì 13 aprile</em>). Ma il programma dei seminari offre molti altri spunti di approfondimento: dalla masterclass con abbinamenti di Chianti Classico ai piatti della tradizione toscana, alla presentazione di alcune etichette di giovani produttori, la <em>new</em> <em>generation</em> del Chianti Classico fino ad una degustazione “letteraria” a cura della giornalista e sommelier Adua Villa e altro ancora.</p>
<p>Sarà infine protagonista anche l’altro prodotto a marchio Gallo Nero: l’<strong>Olio DOP Chianti Classico</strong>.  Grazie ai consigli dell’agronomo Roberto Rappuoli, allo stand del Chianti Classico, sarà possibile scoprire le caratteristiche della DOP verde del Gallo Nero, in una inconsueta degustazione in abbinamento ad alcuni capolavori della pittura classica e moderna con il seminario dal titolo “<strong>Olio (DOP) su Tela”</strong> e in una più usuale presentazione della DOP, insieme a piatti a base di carne. Il programma completo è disponibile al seguente link sul sito del Consorzio: <a href="https://www.chianticlassico.com/news/il-gallo-nero-a-vinitaly-2026/">https://www.chianticlassico.com/news/il-gallo-nero-a-vinitaly-2026/</a></p>
<p>Un&#8217;altra masterclass dedicata al Gallo Nero si terrà invece presso lo stand della Regione Toscana, Padiglione 9, B16, dal titolo: <strong>E-state in Chianti Classico </strong><em>(lunedì 13 aprile, ore 16.15). </em>Una sorta di tour enologico-turistico nel Chianti Classico attraverso l’assaggio di vini provenienti dai sette comuni del territorio alla scoperta del cartellone delle iniziative estive del Gallo Nero. Condurrà il giornalista eno-gastronomo Leonardo Romanelli.</p>
<p>Da segnalare infine il workshop dedicato da <strong>Bruce Sanderson</strong>, prestigiosa firma e tasting director della rivista <strong>Wine Spectator</strong>, alla vendemmia <strong>2016 del</strong> <strong>Chianti Classico</strong> a 10 anni dalla sua produzione (<em>domenica 12 aprile</em>).</p>
<p>“Dopo aver partecipato a WineParis e a ProWein, il nostro Consorzio punta adesso su Vinitaly, che nelle ultime edizioni ha confermato il suo ruolo di fiera di riferimento mondiale per il vino italiano di qualità, consolidando il suo ruolo strategico con numeri in crescita, alta internazionalizzazione e un focus accentuato sul business.” – dichiara Carlotta Gori, direttore del Consorzio. “Riteniamo che la partecipazione alle principali manifestazioni fieristiche di settore abbia ancora un’importanza strategica per la nostra denominazione, offrendo opportunità insostituibili per la visibilità del nostro marchio, il rafforzamento delle relazioni istituzionali e commerciali e per il networking delle nostre aziende.”</p>
<p>Fonte:<strong> Consorzio Vino Chianti Classico</strong></p>
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		<item>
		<title>2° Rapporto Turismo DOP: DOP e IGP traino turistico per la Toscana</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-traino-turistico-per-la-toscana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari enogastronomici]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Strade del vino e dei sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>2° Rapporto Turismo DOP: la Toscana è al secondo posto in Italia per attrattività legata ai prodotti di qualità DOP e IGP. Nel Senese Cinta Senese DOP, vino e Vitellone Bianco del Centro Italia IGP [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>2° Rapporto Turismo DOP: la Toscana è al secondo posto in Italia per attrattività legata ai prodotti di qualità DOP e IGP. Nel Senese Cinta Senese DOP, vino e Vitellone Bianco del Centro Italia IGP</em></p>
<p>La <strong>Toscana</strong> si conferma un <strong>punto di riferimento per i visitatori</strong> che vogliono andare alla scoperta dei prodotti marchiati DOP e IGP. In base alle <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-turismo-dop-2026-download/" target="_blank" rel="noopener"><strong>elaborazioni della Fondazione Qualivita</strong></a> la regione si piazza al secondo posto, con un punteggio di 59,9. Davanti solo il Veneto che ottiene un indice di 68,1.</p>
<p>Non stupisce il posizionamento considerando il ruolo e il peso statistico delle denominazioni. <strong>La Toscana conta 93 attività di Turismo DOP</strong> (rispetto al 2024 sono cresciute di dieci unita) <strong>riferite a 78 prodotti DOP e IGP</strong>, con la partecipazione di 35 Consorzi sui 38 ufficialmente riconosciuti, oltre a 21 Consorzi e associazioni di produttori in attesa di riconoscimento.</p>
<p><strong>L&#8217;offerta di Turismo DOP</strong> si caratterizza per la prevalenza di &#8220;<strong>Eventi</strong>&#8221; (43 quelli selezionati), tra cui spiccano &#8220;<strong>degustazioni</strong>&#8221; e &#8220;<strong>festival</strong>&#8221; culturali connessi alle affermate denominazioni vitivinicole, seguiti da numerose &#8220;<strong>Sagre e Feste</strong>&#8221; anche nel settore cibo e da rinomati &#8220;<strong>Eventi sportivi</strong>&#8220;. Di rilievo è anche la presenza di &#8220;<strong>Infrastrutture</strong>&#8221; dedicate (se ne contano 30), in grado di valorizzare 60 Dop e Igp, con un&#8217;<a href="https://www.qualivita.it/argomento/strade-del-vino-e-dei-sapori/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ampia rete di Strade dei Vini e dei Sapori</strong></a> ufficialmente riconosciute dalla Regione. Tra i prodotti protagonisti di più attività, al primo posto c&#8217;è l&#8217;olio extravergine <strong>Toscano IGP</strong> (è presente in 16 appuntamenti), seguito dal <strong>Chianti Classico DOP</strong> e dal<strong> Vitellone bianco dell&#8217;Appennino centrale IGP</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://corrieredisiena.it/news/economia/442069/report-qualivita-le-denominazioni-dop-e-igp-traino-turistico-per-la-toscana.html?ims=1237" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere di Siena</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dop economy: nel 2025 si conferma la produzione di Chianti Classico DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-nel-2025-si-conferma-la-produzione-di-chianti-classico-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 14:33:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025 registra un aumento nella produzione del Chianti Classico DOP. Manetti, Presidente del Consorzio: &#8220;grazie al percorso di valorizzazione iniziato decenni fa, cresce il valore del vino Chianti Classico, in particolare delle due tipologie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-nel-2025-si-conferma-la-produzione-di-chianti-classico-dop/">Dop economy: nel 2025 si conferma la produzione di Chianti Classico DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 2025 registra un aumento nella produzione del Chianti Classico DOP. Manetti, Presidente del Consorzio: &#8220;grazie al percorso di valorizzazione iniziato decenni fa, cresce il valore del vino Chianti Classico, in particolare delle due tipologie premium, Riserva e Gran Selezione&#8221;.</em></p>
<p>Il 2025 ha continuato a sorridere al <strong>Gallo Nero</strong>: in un contesto internazionale sempre più complesso e caratterizzato dall’incertezza, la <strong>denominazione Chianti Classico</strong> ha registrato una crescita nelle vendite, guadagnando in termini di volumi più di un punto percentuale rispetto all’anno precedente, e andando così a confermare la tendenza dell’ultimo triennio. Parlando invece di fatturato, la denominazione complessivamente vede una costante crescita: aumenta il valore, senza impennate, ma in maniera continuativa grazie soprattutto alle tipologie premium,<strong> Chianti Classico Riserva</strong> e <strong>Chianti Classico Gran Selezione</strong> e che rappresentano ancora una volta la locomotiva della denominazione, <strong>rappresentando infatti il</strong> <strong>43% del volume</strong> e il <strong>55,2% del valore.</strong></p>
<p>Nonostante la sua storica vocazione all’export, <strong>il Gallo Nero è saldamente presente anche sulla tavola degli italiani</strong> che mostrano un particolare apprezzamento per il Chianti Classico Gran Selezione, il vertice della denominazione, a cui riconoscono un prezzo medio sempre più elevato. L’approccio del consumatore italiano può essere ben sintetizzato nello slogan “bere meno, bere meglio”. Il mercato nazionale per la denominazione rappresenta oggi il 19% delle vendite.</p>
<p>È, come sempre, <strong>l’export</strong> che fa la parte del leone. Nel 2025 le vendite all’estero hanno seguito due tendenze principali: una maggior concentrazione sui mercati nordamericani, USA e Canada, che insieme hanno assorbito il 49% dell’offerta, e un aumento del fatturato su mercati dai volumi più bassi, ma che anno dopo anno registrano un aumento del prezzo medio, come Svezia, Germania, Norvegia che mostrano segnali importanti di crescita del fatturato.</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>Nord America</strong> si sottolinea che <strong>gli Stati Uniti passano dal 36% al 37% in volume</strong>, mentre il Canada cresce di ben due punti dal 10% al 12% (+33%), con significative performance in entrambi i Paesi ancora una volta delle due tipologie Riserva e Gran Selezione, sia in termini di fatturato sia di volumi: negli Stati Uniti la Riserva segna un +14% e la Gran Selezione un +20%, mentre in Canada il consumo di Riserva e Gran Selezione cresce quasi del 30%.</p>
<p><strong>Dall’altra parte del mondo, l’Oriente tra Cina, Singapore e Hong Kong</strong> premia di più non per volumi, ancora non determinanti, ma per fatturato relativo: la premessa è ottima e fa ben sperare per le relazioni che sta intessendo anche il Consorzio tramite azioni mirate di promozione.<br />
Il contesto europeo si presta anch’esso a una lettura omogenea: i principali mercati del continente, quali Germania (4%) e Paesi Scandinavi (6%), vedono una crescita in termini di valore. Questa è un’inversione di tendenza rilevante, che va ad allinearsi con l’approccio italiano, mostrando le grandi maturità e consapevolezza di questi mercati.</p>
<p>Una nota in particolare sulla <strong>Svezia</strong>, mercato in crescita negli ultimi anni, e interessato da piani pluriennali di investimenti promozionali da parte del Consorzio. Cresce infatti quasi del 7%, principalmente nella tipologia Chianti Classico, confermando che il “biglietto da visita” della cosiddetta “annata” sta aprendo ancora una volta le porte su un mercato che fino a qualche anno fa prediligeva quasi esclusivamente altre tipologie di alcolici.</p>
<p>La palma della crescita maggiore per l’apprezzamento della Gran Selezione va alla Francia, dove i volumi ed il prezzo medio vedono una vera e propria impennata: anche in casa dei cugini d’Oltralpe ormai il Chianti Classico è affermato come uno dei grandi vini del mondo.</p>
<p>“I viticoltori del Chianti Classico hanno intrapreso un percorso di valorizzazione dei vini a denominazione Chianti Classico ormai decenni fa. Come sempre in agricoltura, il cambiamento è lento e graduale, ma oggi possiamo toccarlo con mano: è innegabile la crescita del valore del vino Chianti Classico, in particolare delle due tipologie premium, Chianti Classico Riserva e Chianti Classico Gran Selezione”, dichiara il <strong>Presidente Giovanni Manetti</strong>. “Altresì eravamo certi del rapporto di amicizia e fiducia che ci lega al Nord America: la crescita sul mercato statunitense e canadese non deve destare alcuna sorpresa, anche perché le attività promozionali su questi due mercati strategici non hanno mai abbandonato la nostra programmazione.”</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.chianticlassico.com/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Vino Chianti Classico</a></strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/02/Comunicato-stampa-2-I-mercati-del-Chianti-Classico.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-nel-2025-si-conferma-la-produzione-di-chianti-classico-dop/">Dop economy: nel 2025 si conferma la produzione di Chianti Classico DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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