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	<title>Pera Mantovana IGP (food) &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Pera Mantovana IGP (food) &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<item>
		<title>Consorzio Pera Mantovana IGP: è più complesso produrre che vendere</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-pera-mantovana-igp-e-piu-complesso-produrre-che-vendere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 08:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il raccolto 2025 è stato discreto come quantità e ottimo come qualità, ma le rese non sono risultate in linea con quanto si sperava&#8221;, spiega Paolo Morselli, referente per il Consorzio della Pera Mantovana. Abate [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Il raccolto 2025 è stato discreto come quantità e ottimo come qualità, ma le rese non sono risultate in linea con quanto si sperava&#8221;, spiega Paolo Morselli, referente per il Consorzio della Pera Mantovana. Abate e Williams sono le due varietà di pere, a marchio Pera Mantovana Igp, vendute in queste settimane dalla rete La Grande Bellezza Italiana.</em></p>
<p>&#8220;Ormai è più difficile produrre che vendere &#8211; <strong>sottolinea Morselli</strong> &#8211; anche perché le nostre pere si distinguono nel panorama dell&#8217;offerta nazionale e, ancor di più, estera. La pera Mantovana Igp ha un proprio mercato che ogni anno, anche grazie alla rete LGBI, si amplia sempre di più&#8221;.</p>
<p>La denominazione di indicazione geografica protetta &#8220;<strong>Pera Mantovana Igp</strong>&#8221; è riservata alle pere delle seguenti varietà: Abate, William, Max Red Bartlett, Conference, Decana del Comizio, Abate Fetel, Kaiser, coltivate in quasi tutti i comuni della provincia di Mantova.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.freshplaza.it/article/9796795/e-piu-un-problema-produrre-che-vendere/" target="_blank" rel="noopener">FreshPlaza.it</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pera Mantovana IGP, autorizzazione organismo CSQA Certificazioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/pera-mantovana-igp-autorizzazione-organismo-csqa-certificazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 16:12:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo CSQA Certificazioni Srl ad effettuare i controlli per la Pera Mantovana IGP, classe 1.6 Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (CE) n. 134 della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo CSQA Certificazioni Srl ad effettuare i controlli per la <strong>Pera Mantovana IGP</strong>, classe 1.6 Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (CE) n. 134 della Commissione del 20 gennaio 1998. L’autorizzazione ha durata triennale e decorre dal 15 marzo 2025. D.M. 114602 del 12/03/2025</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22824" target="_blank" rel="noopener">www.politicheagricole.it</a></p>
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		<item>
		<title>Osservatorio Ricerca IG</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 09:54:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
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		<category><![CDATA[Innovazione digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[sviluppo rurale]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Selezione di alcuni studi inerenti il settore delle IG pubblicati o in corso di pubblicazione su riviste scientifiche Ricerche segnalate: due studi indagano l’impatto delle Indicazioni Geografiche sulle dinamiche delle esportazioni locali e i vantaggi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Selezione di alcuni studi inerenti il settore delle IG pubblicati o in corso di pubblicazione su riviste scientifiche</em></p>
<p>Ricerche segnalate: due studi indagano l’impatto delle Indicazioni Geografiche sulle dinamiche delle esportazioni locali e i vantaggi per i produttori e gli esportatori dell&#8217;Unione Europea. Seguono due analisi sul turismo DOP: una ricerca propone un sistema per mappare le aree turistiche più a rischio a causa del cambiamento climatico; uno studio analizza, attraverso il caso della Turchia, l’IG come strumento di promozione del turismo enogastronomico e della notorietà dei prodotti locali stessi. La ricerca dell’Università degli Studi di Milano osserva il contributo combinato delle Indicazioni Geografiche e dell’innovazione all&#8217;economia delle regioni europee e come influenzano la competitività dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;industria alimentare. Tre studi analizzano i casi di specifiche filiere: uno analizza l’influenza del luogo di allevamento sulla Cozza di Scardovari DOP; una ricerca esamina l’utilizzo di pratiche agronomiche basate su microrganismi (PGPM) per garantire in modo sostenibile l’assorbimento di fosforo da parte della Patata del Fucino IGP; infine il Politecnico di Milano studia le prestazioni ambientali della Pera Mantovana IGP, confrontando gli impatti con quelli della produzione convenzionale, e di identifica le strategie di miglioramento più importanti.</p>
<h5></h5>
<h5>Effetto del luogo di allevamento e dell&#8217;epoca di raccolta sul profilo nutrizionale, elementare e volatile dei mitili: un&#8217;analisi completa della DOP &#8220;Cozza di Scardovari&#8221;</h5>
<p>F. Bordignon, E. Aprea, E. Betta, G. Xiccato, A. Trocino</p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>: Questo studio ha caratterizzato in modo esaustivo una cozza a denominazione di origine protetta &#8216;Cozza di Scardovari&#8217; ( Mytilus galloprovincialis ) esaminando come viene influenzata dal sito di allevamento (area esterna vs. area interna della laguna) e dal momento della raccolta (21 aprile vs. 18 maggio vs. 16 giugno). Il tempo di raccolta ha influenzato le caratteristiche commerciabili e il profilo degli acidi grassi delle cozze, mentre il sito di allevamento ha influenzato poco le caratteristiche commerciabili e la resa dei mitili. I mitili della zona interna della laguna hanno mostrato un profilo nutrizionale superiore, compreso un maggiore contenuto di proteine (7,8% vs. 7,4%; P &lt; 0,05), lipidi (1,2% vs 1,0%; P &lt; 0,001) e aminoacidi essenziali come come triptofano (+24%; P &lt; 0,05) e valina (+8%; P &lt; 0,05), con un rapporto n-3/n-6 più favorevole (7,7 vs. 7,0; P &lt; 0,001) rispetto a quelli del primo studio -zona mare. I composti organici volatili, principalmente acido ottanoico, dimetilsolfuro e 1-penten-3-olo, differivano tra i siti agricoli all&#8217;interno della stessa laguna.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong></p>
<p>Ente di ricerca: Università di Padova, Università di Trento, Fondazione Edmund Mach<br />
Anno: 2024<br />
Pubblicato su Food Chemistry, Volume 456, 2024,<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2024.140078" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2024.140078</a></p>
<p>Parole chiave: VOCs; SPME/GC–MS; Geographical indication; Heavy metals; Flavour; Fatty acids</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>I territori con Indicazioni Geografiche commerciano meglio?</h5>
<p>M. Giuà , L. Salvatici, C. Vaquero-Piñeiro, R. Solazzo</p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> Le indicazioni geografiche (IG) hanno un impatto sulle dinamiche delle esportazioni locali? Questo documento utilizza un set di dati georeferenziato a panel e un approccio quasi sperimentale basato sui metodi Propensity Score Matching e Difference in Differences. Nello specifico, lo studio si concentra sull&#8217;impatto del sistema europeo delle IG sulle dinamiche delle esportazioni del settore vinicolo dei comuni italiani. I risultati suggeriscono che le IG hanno un impatto positivo sulle performance delle esportazioni di vino. Inoltre, l&#8217;impatto positivo delle IG si riversa sull&#8217;intero settore agroalimentare: prendendo come parametro di riferimento comuni simili non IG, i comuni IG hanno registrato un aumento maggiore del valore, del volume e del valore unitario delle esportazioni sia nel settore vinicolo che in quello agroalimentare complessivo. L&#8217;impatto positivo coinvolge sia i flussi commerciali extra-UE che intra-UE ed è confermato per le aree rurali così come per i comuni appartenenti a regioni con istituzioni deboli.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Università Roma Tre; CREA-Centro di ricerca per le politiche agricole e la bioeconomia<br />
Anno: 2024<br />
Pubblicato su Italian Economic Journal (2024)<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.1007/s40797-024-00269-3" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1007/s40797-024-00269-3</a></p>
<p>Parole chiave: Wine; Geographical indication; Export</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>L&#8217;importanza dell&#8217;indicazione geografica nel turismo gastronomico: Turchia</h5>
<p>S. Yıkmış, A. Ünal</p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> L&#8217;indicazione geografica può essere brevemente descritta come la protezione di un prodotto o valore locale con determinate normative. Le indicazioni geografiche sono divise in due categorie chiamate &#8220;nome di origine&#8221; e &#8220;indicazione geografica&#8221;. Il nome di origine esprime una regione, un&#8217;area o un paese che indica un prodotto o un alimento locale che viene prodotto in una geografia accuratamente determinata in termini di produzione, funzionamento e preparazione, inclusi i fattori naturali e umani causati da una regione, posizione o in alcuni casi eccezionali da un paese di cui la qualità e le caratteristiche sono totalmente o principalmente i confini geografici sono determinati. L&#8217;indicazione geografica è il segno che determina il prodotto fabbricato entro i confini di una regione, area o posizione determinati con produzione, funzionamento o almeno una delle altre operazioni oltre a essere un prodotto integrato in una regione, area o posizione con la sua certa qualità, fama o altre caratteristiche causate da una regione, area o posizione di cui sono determinati i confini. Per introdurre i prodotti locali in Turchia sia a livello nazionale che internazionale (prodotti locali, sapori locali, condizioni di produzione locali, preservazione dei metodi di produzione locali ecc.), l&#8217;importanza del prodotto brevettato (il prodotto appartenente a una determinata area certificato da istituzioni ufficiali) è elevata. Pertanto, si pensa che utilizzare i prodotti con indicazione geografica per introdurre e anche preparare i prodotti derivati da prodotti locali in Turchia potrebbe essere utile. In questo studio, si menziona l&#8217;importanza dell&#8217;indicazione geografica affinché i prodotti locali diventino ampiamente noti.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Istanbul Gelişim University, Turchia<br />
Anno: 2016<br />
Pubblicato su International Journal of Agricultural and Life Sciences- 2016, Volume 2 (4) pp.73-79<br />
Link: <a href="http://dx.doi.org/10.22573/spg.ijals.016.s12200069" target="_blank" rel="noopener">http://dx.doi.org/10.22573/spg.ijals.016.s12200069</a></p>
<p>Parole chiave: Tourism; Enogastronomic tourism; Geographical Indications</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Collegare i prodotti agroalimentari alla loro origine</h5>
<p>A. Hajdukiewicz</p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> Questo capitolo esamina i vantaggi dell&#8217;istituzione e del perseguimento delle indicazioni geografiche (IG) dei prodotti agroalimentari per i produttori e gli esportatori dell&#8217;Unione Europea (UE). Esplora le opportunità di catturare il valore dell&#8217;origine attraverso le IG e discute i loro vantaggi insieme alle limitazioni e alle condizioni esistenti richieste per un processo di sviluppo delle IG di successo. L&#8217;attenzione principale è rivolta alle IG delle regioni in cui non sono state ampiamente utilizzate finora. Poiché i consumatori hanno grandi aspettative riguardo alla qualità del cibo e mostrano interesse per l&#8217;origine del cibo, un numero crescente di produttori europei che hanno acquisito una reputazione di qualità legata a un&#8217;area geografica cerca di differenziare il proprio prodotto e comunicare il paese di origine (COO) richiedendone la registrazione come Denominazione di Origine Protetta (DOP), Indicazione Geografica Protetta (IGP) o IG all&#8217;interno dei regimi di qualità dell&#8217;UE. I risultati dell&#8217;analisi economica mostrano una crescita costante del settore delle IG nell&#8217;UE, ma allo stesso tempo rivelano grandi differenze tra regioni e paesi a questo riguardo. Il capitolo affronta anche l&#8217;importanza della tutela giuridica delle indicazioni geografiche e presenta le esperienze di alcuni produttori di indicazioni geografiche selezionati in Polonia, fornendo alcune raccomandazioni per i decisori politici.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Università di Cracovia, Polonia<br />
Anno: 2023<br />
Pubblicato su Country-of-Origin Effect in International Business. Routledge, 2023. 135-154<br />
ISBN: 9781003413639</p>
<p>Parole chiave: Geographical Indications; European Union; Value; agri-food products</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Migliorare l’efficienza del rilascio dei nutrienti nel suolo da parte dei PGPB: il caso studio del Solanum tuberosum “Fucino”</h5>
<p>R. Djebaili, B. Farda, D. M. Spera, M. Del Gallo, M. Kitouni, V. Di Giammatteo, M. Nucci, M. Pellegrini</p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> &#8220;Il fosforo (P) può essere un nutriente limitante che influisce sulla crescita delle piante. Nel suolo, il P è presente in una gamma di forme inorganiche (Pi) e organiche (Po), che ne determinano la biodisponibilità. La maggior parte delle forme di P nei terreni agricoli sono Pi, che le piante non possono assorbire o utilizzare. Questa situazione richiede continue campagne di fertilizzazione con fosforo per garantire una produzione agricola ottimale. Tuttavia, l’applicazione di questi prodotti rappresenta un costo enorme per gli agricoltori e contribuisce all’inquinamento ambientale. Per contrastare questo fenomeno, negli ultimi decenni sono state sviluppate pratiche agronomiche basate su microrganismi (PGPM) per garantire in modo sostenibile la qualità della produzione. I PGPM con capacità di solubilizzazione del fosfato sono noti come microrganismi solubilizzanti il fosfato (PSM) e possono convertire forme inorganiche e inaccessibili di assorbimento del fosfato (PO4 3-) in forme disponibili (ad esempio HPO4 2-).<br />
Risultati: In presenza del trattamento PSM i tuberi hanno mostrato un netto miglioramento del contenuto di fosforo. L&#8217;analisi statistica ha mostrato incrementi significativi (+74%; p &lt; 0,05) e una netta separazione della condizione trattata da quella di controllo.<br />
Conclusioni: In presenza di PSM si è verificata una mobilitazione del fosfato. Arricchiti in assenza di concimazione chimica a base di fosfati, i tuberi si sono arricchiti del fosforo già presente nei terreni e mobilitato dall&#8217;attività del ceppo batterico utilizzato. Questi risultati suggeriscono l’idoneità dello stesso metodo in altre colture orticole, riducendo il fabbisogno di fertilizzanti e ottenendo una produzione sostenibile.&#8221;</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Università dell&#8217;Aquila<br />
Anno: 2024<br />
Pubblicato su Convegno Microbe-Assisted Crop Production-Opportunities, Challenges &amp; Needs, Vienna, 15-18 luglio 2024<br />
Link: <a href="https://agfstorage.blob.core.windows.net/misc/FP_it/2024/07/11/poster_micrope_2024_patent.pdf" target="_blank" rel="noopener">https://agfstorage.blob.core.windows.net/misc/FP_it/2024/07/11/poster_micrope_2024_patent.pdf</a></p>
<p>Parole chiave: soil nutrient; Phosphorus; fertilization; microorganism-based agronomic practices</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Il terroir affronta la tecnologia: indicazioni geografiche, innovazione agroalimentare e competitività regionale in Europa</h5>
<p>S. Stranieri, L. Orsi, F. Zilia, I. De Noni, A. Olper</p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> Nel settore agroalimentare, le aziende e i sistemi locali possono utilizzare sia le Indicazioni Geografiche che i progressi tecnologici come asset strategici chiave per la crescita in molte regioni europee, ma il contributo combinato delle Indicazioni Geografiche e delle attività di innovazione all&#8217;economia delle regioni europee è ancora poco studiato. Questo studio mira a comprendere come le Indicazioni Geografiche e l&#8217;innovazione agroalimentare influenzano la competitività dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;industria alimentare nelle regioni europee e come queste strategie interagiscono. Per raggiungere questo obiettivo, è stato organizzato un set di dati longitudinale e originale, inclusi i dati relativi alle Indicazioni Geografiche e ai brevetti agroalimentari di 265 regioni europee NUTS-2 tra il 1996 e il 2014. I dati per le Indicazioni Geografiche e i brevetti agroalimentari sono raccolti rispettivamente dai database eAmbrosia e OECD RegPat. I risultati mostrano che le Indicazioni Geografiche hanno un impatto positivo e significativo sulla competitività regionale, mentre l&#8217;effetto delle innovazioni agroalimentari è controverso. Le implicazioni di questi risultati in termini di progettazione delle politiche sono ulteriormente discusse.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Università di Milano, Scuola Universitaria Superiore IUSS Pavia e LICOS – Centro per l’istituzione e la performance economica (Leuven, Belgio)<br />
Anno: 2024<br />
Pubblicato su Journal of Rural Studies, Volume 110, 2024<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.jrurstud.2024.103368" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/j.jrurstud.2024.103368</a></p>
<p>Parole chiave: Regional competitiveness; Geographical indications; Traditional processes; Agri-food innovations</p>
<h5></h5>
<h5>I prodotti a Indicazione Geografica sono ecologicamente sostenibili? Il caso delle pere nel Nord Italia</h5>
<p>S. Falasco, P. Caputo, P. Garrone, N. Randellini</p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> La sostenibilità dei prodotti a Indicazione Geografica (IG) è stata studiata da punti di vista sociali ed economici, ma la loro sostenibilità ambientale non è ancora ben compresa. Questo divario è particolarmente problematico per i prodotti alimentari perché i loro processi di produzione hanno impatti significativi sull&#8217;ambiente e allo stesso tempo sono fortemente influenzati dai cambiamenti climatici. Questa ricerca ha lo scopo di studiare le prestazioni ambientali di una pera italiana a IG, confrontandone gli impatti con quelli della corrispondente produzione convenzionale, e di identificare le strategie di miglioramento più importanti. Il caso della &#8220;Pera Mantovana&#8221; è valutato attraverso una valutazione del ciclo di vita. I dati primari sono raccolti attraverso ampie interviste di persona su un campione locale di quattro aziende agricole in campo e due organizzazioni post-raccolta. Non si riscontrano differenze negli impatti ambientali tra produzioni IG e convenzionali. Inoltre, vengono identificati i principali hotspot e valutate le strategie di miglioramento. Si raccomanda di utilizzare le specifiche IG esistenti come veicolo di standard ambientali, beneficiando anche della nuova normativa europea sulle IG.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Politecnico di Milano<br />
Anno: 2024<br />
Pubblicato su Journal of Cleaner Production, Volume 467, 15 August 2024, 142963<br />
Link: <a href="https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2024.142963" target="_blank" rel="noopener">https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2024.142963</a></p>
<p>Parole chiave: Geographical Indications; Environment; LCA; Life cycle assessment; Pear; Sustainability</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Mappatura dell&#8217;esposizione del turismo agli eventi meteorologici estremi: la necessità di un set di dati a griglia spazialmente esplicito per la riduzione del rischio di catastrofi</h5>
<p>N. Camatti, A.H. Essenfelder, S. Giove</p>
<p><strong>ABSTRACT:</strong> Il turismo è un settore economico molto importante in tutto il mondo, ma spesso non è rappresentato in modo ottimale in termini di informazioni spaziali dettagliate. Una rappresentazione spaziale accurata del turismo può fornire preziose informazioni sulla distribuzione spaziale delle vulnerabilità e dell&#8217;esposizione al turismo, consentendo ai decisori politici di prendere decisioni informate e sviluppare strategie efficaci per la riduzione del rischio di catastrofi e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. Qui, sottolineiamo la necessità e proponiamo un primo prototipo di un database a griglia spazialmente esplicito ad accesso aperto basato sui dati dei social media per oltre 150 diverse classi correlate al turismo che descriva la densità del turismo (domanda e offerta) e la soddisfazione percepita in Europa. Mostriamo i potenziali vantaggi di tale database mappando l&#8217;esposizione di specifici settori turistici a una serie di eventi meteorologici estremi, tra cui inondazioni, tempeste di vento e stress da calore. Sulla base di questi risultati, sosteniamo che un database omogeneo spazialmente esplicito del turismo è essenziale per supportare investimenti efficienti nella preparazione e nella resilienza ai disastri.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI:</strong><br />
Ente di ricerca: Università Ca’Foscari, Venezia<br />
Anno: 2024<br />
Pubblicato su Environmental Research Letters 19<br />
Link: https://doi.org/10.1088/1748-9326/ad3e91</p>
<p>Parole chiave: Tourism; climate change; resilience</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2024-03/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2024_03</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/10/Osservatorio-Ricerca-Consortium-24.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;OSSERVATORIO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-5/">Osservatorio Ricerca IG</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Grana Padano DOP porta il suo gusto a Festivaletteratura</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/grana-padano-dopporta-il-suo-gusto-a-festivaletteratura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 06:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DOPCultura]]></category>
		<category><![CDATA[Collaborazioni Consorzi di Tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di Tutela sostenitore della 28° edizione di Festivaletteratura e degli incontri con gli scrittori a Mantova. Degustazioni alla riscoperta del formaggio con le pere con l’Accademia degli Scalchi proposti piatti realizzati con tre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di Tutela sostenitore della 28° edizione di Festivaletteratura e degli incontri con gli scrittori a Mantova. Degustazioni alla riscoperta del formaggio con le pere con l’Accademia degli Scalchi proposti piatti realizzati con tre stagionature. Zaghini: ai visitatori da tutto il mondo facciamo conoscere i gusti del territorio.</em></p>
<p>Dal 1997 <strong>Festivaletteratura</strong> porta <strong>Mantova</strong> nel mondo e ha fatto della città e del suo territorio un vitalissimo luogo di incontro per visitatori da ogni continente. Sostenerlo è quindi un impegno prioritario per il Consorzio Tutela Grana Padano, che rinnova la sua partnership anche con una partecipazione peculiare e qualificata. “Mantova è la punta di diamante del formaggio DOP più consumato nel mondo – sottolinea <strong>Renato Zaghini, Presidente del Consorzio di Tutela</strong> – Di 5.456.500 forme prodotte nel 2023, più di un quarto è stato lavorato nei caseifici mantovani. Questa ricchezza cresce ogni anno, qualifica la zona di produzione e nuovamente coglie l’opportunità offerta dal Festival di organizzare eventi che valorizzino una realtà così importante e le sue tradizioni presentandole con formule in grado di soddisfare i gusti e la domanda dei consumatori di oggi”.</p>
<p>Insieme alla <strong>Pera Mantovana IGP</strong>, il <strong>Grana Padano DOP</strong> sarà protagonista della rivisitazione di un antico adagio delle campagne del Po,” <strong>Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere&#8221;</strong>, in un evento ideato e condotto dall’Accademia Gonzaghesca degli Scalchi-Aps e in programma sabato 7 e domenica 8 settembre al Caffè Sociale di Mantova, in piazza Cavallotti.</p>
<p>Ideatore dell’iniziativa il Prof. Gianni Moriani, già docente all’Università Cattolica di Roma e all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha ideato il Master in Cultura del Cibo e del Vino.</p>
<p>Ogni incontro, inserito nel calendario degli eventi collaterali del Festival, partirà dalla storia del Grana Padano DOP con la sua creazione nell’Abbazia di Chiaravalle nel 1135 e del ruolo da sempre centrale nella crescita economica della pianura del Po sino al successo gastronomica internazionale, soffermandosi in particolare sull’abbinamento con le pere. Interventi di approfondimento sulle stagionature introdurranno alle degustazioni, articolate in  un menù che comprende Spiedini, Cappelletti, Pere stufate, Tortelli al Grana Padano DOP e Gelato al Grana Padano DOP, utilizzando tre stagionature: 10/12 mesi, 20/24 mesi e Oltre 30 mesi. La partecipazione sarà gratuita, a numero chiuso prenotazione online alla <a href="https://www.festivaletteratura.it/mantova/altri-eventi-in-citta" target="_blank" rel="noopener">seguente pagina</a>.</p>
<p>“L’obiettivo dell’Accademia Gonzaghesca degli Scalchi-Aps e dell’evento è far degustare al pubblico del Festival Letteratura, il Grana Padano DOP, abbinato alle pere, per suggerire il ritorno di questo abbinamento sulle tavole in famiglia e nei menù della ristorazione”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.granapadano.it/it-it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela del Grana Padano DOP</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/08/20240829-CS-Grana-Padano-porta-il-suo-gusto-a-FESTIVALETTERATURA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Consortium 2024/01</title>
		<link>https://www.qualivita.it/attivita/consortium-2024-01/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 10:17:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSORTIUM]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVE IG]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="av_textblock_section "  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/CreativeWork" ><div class='avia_textblock  '   itemprop="text" ><p>Con il primo numero del 2024 Consortium giunge alla sua ventiduesima pubblicazione seguendo un approccio editoriale innovativo con l’obiettivo di <strong>promuovere la ricerca scientifica</strong><strong> </strong>nelle <strong>Indicazioni Geografiche </strong>e di<strong> stabilire una più forte connessione tra ricerca</strong> e <strong>imprese</strong>.</p>
<h2>Descrizione</h2>
<p>Il ventiduesimo numero di <strong><span style="color: #cf9d10;">Consortium</span></strong> si apre con l’editoriale del Direttore <strong><span style="color: #cf9d10;">Mauro Rosati</span></strong>, che analizza l&#8217;evoluzione del concetto di sostenibilità all&#8217;interno delle Indicazioni Geografiche, e che presenta uno speciale dedicato al nuovo sistema messo a punto da oriGIn e FAO per valutare la sostenibilità delle filiere e un focus sul modello francese per la <strong><span style="color: #cf9d10;">&#8220;durabilità&#8221; delle IG</span></strong>.</p>
<p>Lo <strong><span style="color: #cf9d10;">speciale sostenibilità</span></strong> si apre con la roadmap di <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener">Origin Italia</a>, che presenta il progetto per raggiungere la piena sostenibilità delle filiere DOP IGP entro il 2030, con le interviste a <strong><span style="color: #cf9d10;">Cesare Baldrighi</span></strong>, Presidente di Origin Italia, e <strong><span style="color: #cf9d10;">Riccardo Deserti</span></strong>, Presidente di <a href="https://www.origin-gi.com/" target="_blank" rel="noopener">oriGIn</a>.</p>
<p>Segue un analisi, realizzata da oriGIn e FAO, sulla <strong><span style="color: #cf9d10;">Strategia di Sostenibilità per le Indicazioni Geografiche (SSGI)</span></strong>, strumento pratico indirizzato ai gruppi dei produttori di Indicazioni Geografiche per definire e implementare una tabella di marcia per la sostenibilità locale, definendo le priorità per il territorio con un approccio condiviso tra gli stakeholders del settore.</p>
<p>Lo speciale continua con l&#8217;intervista alla Direttrice di INAO <strong><span style="color: #cf9d10;">Carole Ly</span></strong>, che parla dell&#8217;impegno dell&#8217;ente francese per i produttori IG, e l&#8217;intervista a <strong><span style="color: #cf9d10;">Domenico Avolio</span></strong>, direttore del Bureau du Champagne Italia, sulla strategia del Comité Champagne per lo sviluppo sostenibile.</p>
<p>Nella sezione di analisi e ricerca, che racchiude contenuti relativi alla ricerca applicata all’agroalimentare di qualità, gli approfondimenti:</p>
<ul>
<li>“<strong><em>Economia circolare e sostenibilità della</em> filiera della Pera Mantovana IGP: il progetto ESPERA</strong>” in collaborazione con G. Bartezzaghi, C. A. Colvara, C. Corbo, S. Falasco, P. Garrone e N. Randellini del Politecnico di Milano.</li>
<li>“<em><strong>Mozzarella di Bufala Campana DOP: </strong></em><em><strong>rivalutare la Carbon footprint </strong></em><em><strong>dell’intera filiera</strong></em>” in collaborazione con R. De Vivo e L. Zicarelli dell&#8217;Università Federico II di Napoli.</li>
<li>“<strong><em>Sostituire i mangimi convenzionali con</em> i sottoprodotti agricoli per ridurre lo sfruttamento di suolo e acqua</strong>” in collaborazione con C. Govoni e M. C. Rulli del Politecnico di Milano.</li>
<li>&#8220;<strong>Il percorso efficiente dei Consorzi di tutela per gestire i rischi territoriali e tutelare la qualità delle IG</strong>&#8221; in collaborazione con C. Colamartino dell&#8217;Università LUM e A. R. Dipierro dell&#8217;Università del Salento.</li>
<li>&#8220;<strong>Costa d’Amalfi DOP: caratterizzazione del profilo qualitativo e quantitativo delle uve autoctone</strong>&#8221; in collaborazione con M. Forino dell&#8217;Università Federico II di Napoli.</li>
</ul>
<p>La rubrica<em> Questioni emergenti</em> vede un approfondimento su un progetto innovativo sull&#8217;utilizzo dell&#8217;<strong><span style="color: #cf9d10;">intelligenza artificiale</span></strong> nel contrasto ai fenomeni di <strong><span style="color: #cf9d10;">italian soundig</span></strong>, realizzato dal <strong><span style="color: #cf9d10;">Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP</span></strong>.</p>
<p>In conclusione l’area Osservatorio Qualivita con il monitoraggio delle ultime novità e aggiornamenti relativi alle aree tematiche: <strong><span style="color: #cf9d10;">Ricerche IG, Normativa IG, Sistema IG e Nuove IG</span></strong>.</p>
<h2>Obiettivi</h2>
<ul>
<li>Divulgare la ricerca scientifica nell&#8217;ambito delle Indicazioni Geografiche</li>
<li>Focalizzare le prospettive del settore Agrifood DOP IGP</li>
<li>Offrire una panoramica informativa sul sistema delle IG</li>
<li>Sviluppare una community per condividere strategie di comunicazione</li>
<li>Consolidare il network dei Consorzi di tutela</li>
<li>Analizzare le attività dei Consorzi e delle aziende delle filiere IG</li>
</ul>
<h2>Destinatari</h2>
<ul>
<li>Consorzi di tutela</li>
<li>Operatori del settore</li>
<li>Aziende del settore agroalimentare</li>
<li>Istituzioni</li>
<li>Enti di ricerca e università</li>
<li>Media</li>
</ul>
<h2>Attività</h2>
<ul>
<li>Pianificazione e progettazione editoriale del numero della rivista</li>
<li>Ricerca dati e informazioni presso Consorzi, imprese e organizzazioni</li>
<li>Realizzazione interviste, articoli di approfondimento, osservatori</li>
<li>Elaborazione grafica e impaginazione</li>
<li>Diffusione contenuti digitali</li>
</ul>
</div></section>
<div class="flex_column av_one_half  flex_column_div av-zero-column-padding first  " style='border-radius:0px; '><p><div   class='hr hr-default  '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'></span></span></div><br />
<div   class='hr hr-default  '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'></span></span></div><br />
<div  class='avia-button-wrap avia-button-center ' ><a href='https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2024-01/'  class='avia-button   avia-icon_select-no avia-color-dark avia-size-medium avia-position-center '  target="_blank"   ><span class='avia_iconbox_title' >VAI AL NUMERO DI CONSORTIUM</span></a></div><br />
<div   class='hr hr-default  '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'></span></span></div></p></div><div class="flex_column av_one_half  flex_column_div av-zero-column-padding   " style='border-radius:0px; '><div   data-size='no scaling'  data-lightbox_size='large'  data-animation='slide'  data-conditional_play=''  data-ids='456783'  data-video_counter='0'  data-autoplay='false'  data-bg_slider='false'  data-slide_height=''  data-handle='av_gallery_qualivita'  data-interval='5'  data-class=' '  data-el_id=''  data-css_id=''  data-scroll_down=''  data-control_layout='av-control-minimal'  data-custom_markup=''  data-perma_caption=''  data-autoplay_stopper=''  data-image_attachment=''  data-min_height='0px'  data-lazy_loading='disabled'  class='avia-slideshow avia-slideshow-1  av-control-minimal av-default-height-applied avia-slideshow-no scaling av_gallery_qualivita   avia-slide-slider '  itemprop="image" itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" ><ul class='avia-slideshow-inner ' style='padding-bottom: 145.58689717925%;' ><li  class=' av-single-slide slide-1 ' ><div data-rel='slideshow-1' class='avia-slide-wrap '   ><img class="wp-image-456783 avia-img-lazy-loading-not-456783"  src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/04/Copertina-inclinata-Consortium-22.png" width="1099" height="1600" title='Copertina inclinata - Consortium 22' alt=''  itemprop="thumbnailUrl"   /></div></li></ul></div></div></p>
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		<title>Economia circolare e sostenibilità della filiera della Pera Mantovana IGP: il progetto ESPERA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/economia-circolare-e-sostenibilita-della-filiera-della-pera-mantovana-igp-il-progetto-espera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 14:39:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio condotto dal Politecnico di Milano analizza le sfide affrontate dagli agricoltori, le strategie di circolarità e il ruolo delle innovazioni tecnologiche per il futuro sostenibile della Pera Mantovana IGP e del settore ortofrutticolo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/economia-circolare-e-sostenibilita-della-filiera-della-pera-mantovana-igp-il-progetto-espera/">Economia circolare e sostenibilità della filiera della Pera Mantovana IGP: il progetto ESPERA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio condotto dal Politecnico di Milano analizza le sfide affrontate dagli agricoltori, le strategie di circolarità e il ruolo delle innovazioni tecnologiche per il futuro sostenibile della Pera Mantovana IGP e del settore ortofrutticolo.</em></p>
<p>Da alcuni anni la filiera della pera è stata esposta a molteplici criticità che hanno causato una contrazione dell’offerta e della domanda del prodotto. La produzione europea, che nel 2023 è stata di circa 1.746.000 tonnellate, ha segnato una diminuzione del 13% rispetto al 2022. In Italia, la produzione del 2023 si attesta sulle 180.000 tonnellate, registrando un calo significativo rispetto agli anni precedenti. In particolare, secondo uno studio di Nomisma del 2023, la produzione si è ridotta del 63% rispetto al 2022 e del 75% rispetto al 2018. Dal punto di vista della domanda, l’intero settore della frutta in Italia evidenzia una contrazione dei consumi. Secondo CSO Italy, nel 2023 i consumi di ortofrutta hanno registrato 2.780.000 tonnellate, -8% rispetto al 2022. Per quanto riguarda esclusivamente il comparto frutta, nel 2023 i consumi hanno raggiunto 1.280.000 di tonnellate (-10% rispetto al 2022). Il quadro diviene ancora più complesso se si considera il problema dello spreco alimentare, particolarmente sentito nella filiera ortofrutticola e se si considerano la ricchezza nutrizionale di questi prodotti e la loro importanza per una dieta sana ed equilibrata. Secondo i dati disponibili della FAO del 2019, il 21,6% dei prodotti, dalla raccolta alla distribuzione, finisce per essere sprecato. La complessità nella gestione della filiera ortofrutticola, è attribuibile all’alta deperibilità delle varie tipologie di frutta e verdura, alla loro eterogeneità, alle sfide nella programmazione della produzione e ai molteplici fattori esogeni che possono danneggiare i raccolti e minarne la produttività, tra cui citiamo patologie, infestanti, gelate e siccità.</p>
<p>All’interno di questo contesto si inserisce il progetto “ESPERA – Economia circolare e Sostenibilità nella filiera della pera IGP del Mantovano”. Finanziato dalla Regione Lombardia, il progetto – coordinato dal Politecnico di Milano e con la partecipazione dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR di Milano, il Centro Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari di Milano del CREA e l’Università degli Studi di Milano – si è prefissato come obiettivo generale il miglioramento complessivo della gestione della filiera della Pera Mantovana IGP, coniugando innovazioni tecnologiche con la riconfigurazione dei processi di produzione e distribuzione, nel contesto dei paradigmi di economia circolare e sostenibilità. Sulla base dell’analisi della letteratura e di interviste a agricoltori e esperti, in primo luogo si è analizzato come le risposte e le dinamiche indotte dai fattori di contesto hanno determinato un aumento dei costi e una riduzione dei ricavi, con una complessiva riduzione della produzione. L’impianto di nuovi pereti emerge come sempre meno redditizio e, con alta intensità, si verificano espianti. In seguito, è stato svolto un approfondimento sui diversi flussi di prodotti che costituiscono lo spreco, identificando nel dettaglio le cause del problema e le diverse opzioni per prevenire lo spreco e valorizzare eccedenze, sottoprodotti e scarti. L’analisi condotta ha evidenziato come la filiera della pera in Italia si distingua per una limitata generazione dello spreco alimentare, fenomeno riconducibile a una forte attenzione degli operatori alla prevenzione e all’adozione di pratiche di valorizzazione delle eccedenze, una volta generate, al fine di minimizzare la perdita di prodotto e di valore economico. Ciononostante, rimangono margini di miglioramento per una valorizzazione più efficiente dei prodotti e opportunità per una maggiore circolarità e sostenibilità dell’intera filiera. A questo proposito, l’indagine ha anche svolto un censimento e un’analisi delle soluzioni tecnologiche per la riduzione dello spreco. Sono stati identificati possibili interventi attraverso l’integrazione di innovazioni tecnologiche e applicazioni volte ad agevolare l’implementazione di soluzioni di economia circolare nel settore agroalimentare.</p>
<blockquote><p><strong>Giulia Bartezzaghi,</strong> Direttrice Food Sustainability Lab, Politecnico di Milano</p>
<p><strong>Cesare Arturo Colvara,</strong> Ricercatore Junior Osservatorio Food Sustainability, Politecnico di Milano</p>
<p><strong>Chiara Corbo,</strong> Direttrice Osservatorio Food Sustainability, Politecnico di Milano</p>
<p><strong>Silvia Falasco,</strong> Dottoranda Food Sustainability Lab, Politecnico di Milano</p>
<p><strong>Paola Garrone,</strong> Professoressa Business and Industrial Economics, Politecnico di Milano</p>
<p><strong>Niso Randellini,</strong> Dottorando Food Sustainability Lab, Politecnico di Milano.</p></blockquote>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>L’indagine ha previsto una fase di ricerca della letteratura scientifica e di settore per acquisire una comprensione approfondita del contesto, seguita da interviste che hanno coinvolto attori chiave dell’intera filiera, comprese sei aziende della filiera, cinque produttori agricoli di pera e due Organizzazioni di Produttori provenienti dalle province di Mantova, Ferrara e Rovigo. Le interviste hanno esaminato le criticità e i cambiamenti a cui è esposto il settore, le caratteristiche aziendali, il processo produttivo delle pere e le sue evoluzioni più recenti, nonché la generazione, le cause e la gestione di flussi di eccedenze, sottoprodotti e scarti. Per la classificazione delle soluzioni tecnologiche circolari, la ricerca ha eseguito un censimento di 50 soluzioni presenti nella letteratura scientifica e di settore, interviste a quattro esperti in ambito tecnologico e un’analisi approfondita di 36 soluzioni già disponibili sul mercato. Questo approccio metodologico ha consentito una valutazione completa e approfondita del contesto nella filiera della pera, integrando sia prospettive teoriche che le esperienze pratiche del settore.</p>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Le principali cause della crisi nel settore </span><br />
Le cause all’origine dell’instabilità del settore sono molteplici e connesse a diversi fenomeni. Nuove malattie, condizioni climatiche estreme e i divieti da parte dell’Unione Europea di alcuni agrofarmaci hanno compromesso sia la capacità produttiva che la qualità complessiva del prodotto. A sua volta, la riduzione dei volumi di pera disponibili ha causato una parziale perdita delle economie di scala, rendendo il prodotto meno competitivo e favorendo così l’ingresso di prodotti provenienti da Paesi concorrenti. Inoltre, la perdita di quote di mercato ha reso ancora più difficile la conservazione dei prodotti nelle celle frigorifere, per difficoltà nella previsione della domanda e la conseguente generazione di eccedenze di prodotto invenduto. In aggiunta a questi fenomeni, si è verificata una disaffezione generale del consumatore al prodotto. Gli agricoltori esprimono dubbi sull’efficacia del marchio IGP, sottolineando che i costi di gestione del marchio non sembrano portare benefici o a un riconoscimento significativo da parte dei consumatori. Il sommarsi di queste concause ha fatto sì che l’impianto di pereti nella zona del mantovano non sia più redditizio come lo era in passato, generando una maggior quantità di espianti rispetto agli impianti (Figura 1).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Le pratiche principali per la gestione delle pere </span><br />
Sono state quindi individuate tre pratiche principali per la gestione del prodotto in base alla qualità delle pere (calibro, grado di maturazione, omogeneità all’interno della partita). La prima pratica consiste nella vendita delle pere come prodotto fresco e porta ai maggiori benefici per gli agricoltori. Dalle indagini è emerso che la produzione indirizzata alla vendita di pere fresche è diminuita dall’80% della produzione nel 2021 a solo il 20-40% nel 2023, evidenziando quanto le cause precedentemente individuate abbiano impattato l’intera filiera. La conseguenza è stata un aumento di pere di seconda categoria destinate all’industria della trasformazione alimentare, utilizzate per la produzione di alimenti come pere sciroppate, prodotti da forno e succhi. Sebbene questo approccio consenta la commercializzazione di pere di qualità inferiore, è da considerare che non sempre il prezzo di vendita copre i costi di raccolta per gli agricoltori. La terza strategia di valorizzazione riguarda le pere gravemente danneggiate, le quali vengono comunemente utilizzate come fertilizzante o, in alcuni casi, destinate all’industria di produzione di alcol per recuperare una parte dei costi sostenuti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Tassonomia delle tecnologie di prevenzione e gestione di eccedenze ortofrutticoli </span><br />
In questo scenario, il ruolo della tecnologia è rilevante. Sul mercato, infatti stanno emergendo nuove soluzioni tecnologiche che ampliano la gamma di possibili opzioni per la prevenzione e la valorizzazione delle eccedenze nella filiera ortofrutticola. La Tabella 1 propone una tassonomia delle tecnologie disponibili sulla base dello scopo di utilizzo e della destinazione d’uso delle eccedenze (prevenzione, riuso e ridistribuzione per consumo umano, riuso per alimentazione animale, riciclo, recupero energetico). In particolare, i sistemi di informazione e analisi dei dati possono essere adottati per fini di previsione, monitoraggio, raggruppamento e selezione. Rientrano in questo cluster i sistemi di previsione della domanda e dell’offerta di frutta e verdura basati sull’applicazione di algoritmi di machine learning, o sensori che misurano e monitorano parametri di campo, ad esempio la temperatura e il livello di umidità del suolo, al fine di supportare gli agricoltori nelle attività agricole, ottimizzando la programmazione della produzione. Le tecnologie di conservazione chimica (es. soluzioni di packaging attivo) e di conservazione meccanica (es. tecnologie di stoccaggio in atmosfera controllata) sono invece impiegate per migliorare la qualità del prodotto o per estenderne la vita residuale. Infine, le tecnologie di trasformazione, che rappresentano la gamma più ampia di tecnologie disponibili, sono impiegate per trasformare il prodotto in un altro di maggior valore percepito di qualità e/o economico. In questo cluster rientrano tecnologie di natura meccanica per estendere la shelf-life del prodotto, come l’essicazione, la liofilizzazione e i sistemi di cottura a estrusione per la preparazione di snack ad alto contenuto di frutta e verdura. Tecnologie di natura biochimica o termochimica vengono invece adottate per il recupero energetico. Ad esempio, mediante il processo di gassificazione è possibile convertire la biomassa solida in gas sintetico combustibile per la generazione di energia e/o calore, o che può essere usato come materia prima per la sintesi di altri prodotti chimici. I vari tipi di tecnologie trovano diversa applicazione e livello di adozione considerando l’obiettivo specifico perseguito e lo stadio della filiera in cui tali tecnologie sono adottate.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Il settore della pera sta affrontando notevoli criticità che derivano da una combinazione di fattori interni ed esterni, e che minacciano la sostenibilità economica, ambientale e sociale dell’attività produttiva. L’aumento dei costi di produzione e la diminuzione dei ricavi impattano sui guadagni degli agricoltori, e la sostenibilità dell’intera filiera è minata dagli effetti di condizioni climatiche avverse e dalla diffusione di nuove patologie. Questa situazione ha portato a un progressivo abbandono della filiera da parte di molti agricoltori, con conseguenze negative sul tessuto socioeconomico delle comunità rurali e in particolare con ripercussioni sui soggetti più fragili coinvolti nella filiera della pera. Attraverso il progetto ESPERA sono state analizzate e categorizzate le innovazioni tecnologiche che possono contribuire alla gestione del prodotto e che favoriscono l’implementazione di soluzioni di economia circolare nel settore agroalimentare. Le tecnologie identificate possono trovare diverse applicazioni per la prevenzione e gestione di eccedenze nella filiera ortofrutticola. In particolare, è emerso che nuovi sistemi di analisi e misurazione, sempre più accurati nella valutazione delle caratteristiche del frutto, promuovono una gestione più ottimale delle eccedenze, favorendo la trasformazione in nuovi prodotti a più lunga vita residuale e di più alto valore riconosciuto dal mercato. L’adozione di tali innovazioni richiede una revisione degli accordi commerciali tra gli attori della filiera, al fine di garantire una più equa distribuzione dei costi e dei benefici degli investimenti. A tal proposito, le istituzioni possono svolgere un ruolo significativo per riequilibrare i rapporti di filiera e fornire incentivi economici ai produttori. Le fasi successive della ricerca dovrebbero indagare le dinamiche per cui l’adozione di pratiche e tecnologie di economia circolare rafforzano la resilienza produttiva ed economica delle aziende agricole produttrici di frutta in Lombardia. Un’analisi approfondita in questo ambito potrebbe offrire preziose indicazioni per migliorare la sostenibilità e la prosperità nel settore della pera.</p>
<blockquote><p><strong>Autori</strong><br />
<em>G. Bartezzaghi, C. A. Colvara, C. Corbo, S. Falasco, P. Garrone, N. Randellini</em></p>
<p><strong>Hanno partecipato alla ricerca</strong><br />
<em>F. Renga, F. Rizzi, G. Scotti, A. Silvestro</em></p>
<p><strong>Abstract</strong><br />
Sulla base dell’analisi della letteratura e di interviste ad agricoltori e ad altri esperti, in primo luogo viene analizzato come le risposte e le dinamiche indotte da diversi fenomeni hanno determinato un aumento dei costi e una riduzione dei ricavi per gli agricoltori, che ha portato a una complessiva riduzione della produzione di pera. Nell’attuale contesto, l’impianto di nuovi pereti risulta essere poco redditizio per gli agricoltori e gli espianti sono sempre più frequenti. In secondo luogo, a partire dal riconoscimento che frutta e verdura sono produzioni soggette a un tasso di spreco alimentare alto a livello globale, è stato svolto un approfondimento sulle principali cause di generazione del fenomeno e sulle diverse opzioni per prevenire lo spreco e valorizzare eccedenze, sottoprodotti, residui e scarti. Infine, l’indagine ha svolto un censimento e un’analisi delle soluzioni tecnologiche per la riduzione dello spreco. Si propone una nuova tassonomia delle soluzioni tecnologiche innovative per la prevenzione e valorizzazione delle eccedenze generate lungo la filiera ortofrutticola. Le tecnologie identificate sono state categorizzate in termini di scopo di utilizzo e della destinazione d’uso delle eccedenze, proponendo riflessioni su quali possano essere gli interventi a fronte alle difficoltà nella filiera.</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Bartezzaghi, G., Cattani, A., Garrone, P., Melacini, M., &amp; Perego, A. (2022). Food Waste Causes in Fruit and Vegetables Supply Chains. <em>Transportation Research Procedia</em>, <em>67</em>, 118-130.</li>
<li>Cattani, A., 2021. <em>Food Waste along the Fruit and Vegetable Supply Chain. A case Study of PGI Pears.</em></li>
<li>Ciccullo, F., Cagliano, R., Bartezzaghi, G., &amp; Perego, A. (2021). Implementing the circular economy paradigm in the agri-food supply chain: The role of food waste prevention technologies. <em>Resources, Conservation and Recycling</em>, 164.</li>
<li>European Commission Joint Research Center (2020). Brief on food waste in the European Union.</li>
<li>2011. Global food losses and food waste – Extent, causes and prevention. Rome.</li>
<li>Garrone, P., Melacini, M., &amp; Perego, A. (2013). Feed the hungry: The potential of surplus food recovery.</li>
<li>Papargyropoulou, E., Lozano, R., Steinberger, J., Wright, N., Ujang, Z. (2014). The food waste hierarchy as a framework for the management of food surplus and food waste. Journal of Cleaner Production, 76, 106-115.</li>
<li>Raak, N., Symmank, C., Zahn, S., Aschemann-Witzel, J., &amp; Rohm, H. (2017). Processing-and product-related causes for food waste and implications for the food supply chain. Waste management, 61, 461-472.</li>
<li>Richter, B., &amp; Bokelmann, W. (2016). Approaches of the German food industry for addressing the issue of food losses. Waste management, 48, 423-429.</li>
<li>Scandurra, F., Salomone, R., Sandra, C., Gulotta, T. (2023). The maturity level of the agri-food sector in the circular economy domain: A systematic literature review. <em>Environmental Impact Assessment Review, 100</em>, 107079.</li>
<li>Teigiserova D., Hamelin, L., Thomsen, M. (2020). Toward transparent valorization of food surplus, waste and loss: Clarifying definitions, food waste hierarchy, and role in the circular economy. <em>Science of the Total Environment, 706</em>, 136033.</li>
<li>(2011). Fruit and vegetable resource maps: Mapping fruit and vegetable waste through the retail and wholesale supply chain. Resource Maps (RSC-008).</li>
<li>https://www.fruitlogistica.com/fruit-logistica/downloads-alle-sprachen/european_statistics_handbook_2024.pdf</li>
<li>https://rivistafrutticoltura.edagricole.it/colture/melo/prognosfruit-2023-mele-pere/</li>
<li>https://www.csoservizi.com/servizi/statistiche-di-produzione-e-mercato/</li>
<li>http://www.corriereortofrutticolo.it/2024/01/15/la-pera-in-prognosi-riservata-in-5-anni-persi-tre-frutti-su-quattro/</li>
<li>https://food.ec.europa.eu/safety/food-waste/eu-actions-against-food-waste/food-waste-measurement_en</li>
<li>https://prognosfruit.eu/</li>
</ol>
</blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consortium 2024_01</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/04/08-Consortium-22-ESPERA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Pera Mantovana IGP: i risultati del progetto ESPERA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pera-mantovana-igp-i-risultati-del-progetto-espera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 07:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Circolare]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento al 21 novembre 2023, dalle 10:00 alle 13:00, presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano per il convegno di presentazione dei risultati della Ricerca – Progetto ESPERA. Partito nel 2020 “ESPERA – Economia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Appuntamento al 21 novembre 2023, dalle 10:00 alle 13:00, presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano per il convegno di presentazione dei risultati della Ricerca – Progetto ESPERA.</em></p>
<p>Partito nel 2020 “<a href="https://www.agrifood.tech/analisti-ed-esperti/prevenire-gli-sprechi-valorizzare-le-eccedenze-il-progetto-espera-e-la-filiera-della-pera-mantovana-igp/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal"><strong>ESPERA</strong> – <strong>Economia circolare e Sostenibilità nella filiera della pera IGP del Mantovano</strong></a>” è un progetto finanziato dalla <strong>Regione Lombardia</strong> e coordinato dal <strong>Politecnico di Milano</strong> che si proponeva di migliorare la gestione della supply chain della Pera IGP del Mantovano, <strong>prevenendo gli sprechi e valorizzando le eccedenze</strong> tramite innovazioni tecnologiche per la riconfigurazione dei processi di produzione e distribuzione, nel contesto dei paradigmi di <strong>circular economy e sustainability</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il <strong>21 novembre 2023</strong>, dalle 10:00 alle 13:00, presso la Sala Consiglio del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del <strong>Politecnico di Milano </strong>(Campus Bovisa – Edificio BL26 (Via Lambruschini 4/b, 20156 Milano), si terrà il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca del progetto ESPERA: Economia circolare e sostenibilità della filiera della pera IGP del Mantovano.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>L&#8217;evento sarà accessibile anche online collegandosi al seguente <a href="https://www.osservatori.net/it/eventi/prossimi/workshop/espera-economia-circolare-sostenibilita-filiera-pera-igp-mantovano-wsf-211123" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.agrifood.tech/news-agrifood/innovazione-digitale-per-la-filiera-della-pera-mantovana-igp-i-risultati-del-progetto-espera/" target="_blank" rel="noopener">Agrifood.tech</a></strong></p>
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		<title>Pera Mantovana IGP, autorizzazione organismo di controllo CSQA Certificazioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/pera-mantovana-igp-autorizzazione-organismo-di-controllo-csqa-certificazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2022 14:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Organismi di controllo]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo &#8220;CSQA Certificazioni Srl&#8221; ad effettuare i controlli per la Pera Mantovana IGP &#8211; Classe 1.6 Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (CE) n. 134 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ICQRF &#8211; Autorizzazione all&#8217;organismo &#8220;CSQA Certificazioni Srl&#8221; ad effettuare i controlli per la <strong>Pera Mantovana IGP</strong> &#8211; Classe 1.6 Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati, registrata in ambito Unione europea con Regolamento (CE) n. 134 del 20 gennaio 1998. L’autorizzazione ha durata triennale e decorre dalla data del presente decreto. D.M. 121561 del 15/03/2022</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17927" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.politicheagricole.it</a></p>
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		<title>Pera Mantovana IGP colpita dalla cimice asiatica: preoccupa la situazione di crisi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pera-mantovana-igp-colpita-dalla-cimice-asiatica-preoccupa-la-situazione-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 09:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preoccupa la situazione di crisi per la Pera Mantovana IGP colpita dalla cimice asiatica Alcuni degli elementi &#8211; se non critici ma almeno meritevoli di massima attenzione &#8211; evidenziati dall&#8217; analisi di Coldiretti Mantova sono, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Preoccupa la situazione di crisi per la Pera Mantovana IGP colpita dalla cimice asiatica</em></p>
<p>Alcuni degli elementi &#8211; se non critici ma almeno meritevoli di massima attenzione &#8211; evidenziati dall&#8217; analisi di Coldiretti Mantova sono, per la stessa associazione di categoria, gli effetti di una globalizzazione ancora imperfetta, i cui risvolti negativi si delineano anche con riferimento alla presenza, una volta (quasi) impensabile, di insetti alloctoni che minacciano la sopravvivenza di alcune colture.</p>
<p>È il caso ad esempio della cimice asiatica, uno dei grandi flagelli dell&#8217;agricoltura mantovana, che da alcuni anni sta colpendo a macchia di leopardo il territorio mantovano, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di alcune colture simbolo.</p>
<p>In questo contesto, la Pera Mantovana Igp rischia di subire un marcato ridimensionamento già a partire dal 2022, se non si troveranno soluzioni alla cimice e per rispondere efficacemente a quello che sembra essere l&#8217;altra grande emergenza: i cambiamenti climatici, responsabili di una serie di stravolgimenti che hanno ripercussioni sulla redditività delle imprese e sugli orientamenti colturali stessi.</p>
<p>Nonostante le difficoltà congiunturali, l&#8217;agricoltura mantovana si rafforza, cercando di contenere i costi e ridurre gli input, così da favorire una sostenibilità ambientale che sempre più sarà un driver di acquisto dei prodotti alimentari da parte dei consumatori.</p>
<p>Fonte: <strong>Voce di Mantova</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/11/document30.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>Pera Mantovana IGP, modifica disciplinare &#8211; GURI n. 197</title>
		<link>https://www.qualivita.it/normativa/pera-mantovana-igp-modifica-disciplinare-guri-n-197/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2021 10:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?post_type=normativa&#038;p=379451</guid>

					<description><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Modifica del disciplinare di produzione della denominazione Pera Mantovana IGP registrata in qualità di indicazione geografica protetta in forza al regolamento (CE) n. 134/98 del 20 gennaio 1998. Fonte: GURI n. 197 del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; Modifica del disciplinare di produzione della denominazione Pera Mantovana IGP registrata in qualità di indicazione geografica protetta in forza al regolamento (CE) n. 134/98 del 20 gennaio 1998.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-08-18&amp;atto.codiceRedazionale=21A04934&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GURI n. 197 del 18/08/2021</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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