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	<title>Consortium 2025/04 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Feb 2026 12:09:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Consortium 2025/04 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>La crisi del multilateralismo e il futuro delle DOP IGP</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:56:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo numero speciale di Consortium nasce con un intento semplice, lasciare una traccia or­dinata e leggibile delle iniziative che hanno accompagnato i 25 anni della Fondazione Qualivita. Un anniversario che è stato anche un’occasione per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo numero speciale di Consortium nasce con un intento semplice, lasciare una traccia or­dinata e leggibile delle iniziative che hanno accompagnato i 25 anni della Fondazione Qualivita. Un anniversario che è stato anche un’occasione per misurare la strada fatta e, soprattutto, per rimettere a fuoco una nuova strategia per il futuro.</em></p>
<p>Occupa la parte centrale il resoconto del VII Forum Qualivita, tenutosi a Siena il 5 e 6 dicembre, con la partecipazione del Commissario europeo Christophe Hansen e del Ministro Francesco Lollobrigida. La sintesi degli interventi testimonia un confronto intenso, concreto che ha mes­so al centro i temi principiali delle Indicazioni Geografiche nel tempo che stiamo attraversando.</p>
<p>In quella sede è arrivata anche una dichiarazione di rilievo da parte del Commissario, l’avvio ufficiale del Piano d’Azione europeo sulle Indicazioni Geografiche, atteso nel 2027, con l’obiet­tivo di rafforzare il quadro delle IG nei Paesi membri e dare piena applicazione al Regolamento (UE) 2024/1143.</p>
<p>Questo annuncio arriva, però, dentro uno scenario globale che si sta complicando sempre più. Vi­viamo una crisi del multilateralismo senza precedenti dove e la logica di potenza torna a pesare nel­le scelte economiche e commerciali. Oltre alla decadenza degli organismi internazionali e il nodo dei dazi va in scena un’altra partita, più sottile e allo stesso tempo più dura, la “guerra dei nomi”. Negli ultimi mesi questa dinamica è diventata esplicita anche nei negoziati commerciali. L’ultimo accordo tra Stati Uniti e Cambogia (ottobre 2025) include clausole dedicate alla tutela dei cosiddet­ti common names, in particolare per formaggi e carni che vanno a impattare sui nostri Gorgonzola DOP, Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto Parma DOP solo per fare qualche esempio.</p>
<p>Vale allora la pena ricordare un dato storico essenziale, che spesso diamo per scontato. Le Indi­cazioni Geografiche nascono e crescono dentro il riconoscimento reciproco fra Stati e all’inter­no dell’impianto multilaterale della proprietà industriale, a partire dalla Convenzione di Parigi del 1883. Quindi questa crisi non deve lasciarci indifferenti. Se cadono i ponti il valore del siste­ma si affievolisce con conseguenze commerciali di non poco conto.</p>
<p>A questo si somma il rallentamento dei mercati esteri, soprattutto con il calo di alcol e di vino. Non è un fenomeno passeggero, ma il riflesso di cambiamenti negli stili di vita, nella sensibilità verso la salute e nel modo in cui le nuove generazioni interpretano il consumo.</p>
<p>Ecco perché oggi è più importante che mai dare avvio a una vera strategia delle Indicazioni Ge­ografiche. Il Piano d’Azione europeo non sarà la soluzione a tutti i mali, ma avrà il merito di rimettere al centro della discussione il mondo delle DOP e IGP, in una fase in cui il rischio più grande non è l’attacco frontale, ma l’erosione lenta delle tutele che va a impattare sulla fiducia dei consumatori.</p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Mazzetti: 25 anni di impegno per la qualità alimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-mazzetti-25-anni-di-impegno-per-la-qualita-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ForumQualivita2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SALUTI ISTITUZIONALI. Cesare Mazzetti, Presidente Fondazione Qualivita: 25 anni di impegno per la qualità alimentare, un dialogo continuo per la crescita delle filiere IG Venticinque anni dopo la sua nascita a Siena, Qualivita rappresenta oggi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>SALUTI ISTITUZIONALI. Cesare Mazzetti, Presidente Fondazione Qualivita: 25 anni di impegno per la qualità alimentare, un dialogo continuo per la crescita delle filiere IG</em></p>
<p>Venticinque anni dopo la sua nascita a Siena, Qualivita rappresenta oggi uno dei punti di riferimento più autorevoli nel dibattito scientifico, istituzionale e culturale sulle Indicazioni Geografiche. Quella che alla fine degli anni Novanta appariva come una traiettoria ancora incerta — spesso relegata al perimetro della tradizione gastronomica — si è progressivamente affermata come un vero e proprio modello di sviluppo, capace di coniugare identità territoriale, valore economico e responsabilità sociale.</p>
<p>La storia di Qualivita si intreccia con l’evoluzione stessa della Dop economy: un sistema che ha richiesto fin dall’inizio studio, visione e capacità di costruire alleanze tra mondi diversi. Ricerca, divulgazione e promozione non sono stati elementi accessori, ma strumenti necessari per accompagnare la crescita di un comparto che oggi incide in modo strutturale sulle economie locali e sulle politiche europee. In questo percorso, Siena ha assunto il ruolo di laboratorio permanente, luogo simbolico e operativo in cui riflessione teorica e pratica istituzionale hanno trovato una sintesi efficace. I Forum Qualivita sulla Qualità Alimentare hanno rappresentato, in questo senso, un passaggio chiave.</p>
<p>Non semplici momenti celebrativi, ma spazi di confronto reale tra produttori, Consorzi, decisori pubblici e rappresentanti delle istituzioni europee. Qui si è costruito un dialogo continuo tra esigenze del mercato, tutela dei territori e quadro normativo, contribuendo a una crescita armonica del sistema delle Indicazioni Geografiche e alla diffusione di una cultura condivisa della qualità certificata. La dimensione europea e internazionale emerge come tratto distintivo di questo modello. Il coinvolgimento costante delle istituzioni comunitarie e la presenza, nel tempo, di reti e associazioni internazionali testimoniano come le Indicazioni Geografiche abbiano superato i confini nazionali per diventare un paradigma globale di protezione dei prodotti e dei territori. Un modello che trova applicazioni diverse nei vari Paesi, ma che condivide principi comuni: radicamento locale, riconoscibilità, tutela giuridica e valore economico duraturo. Oggi, nel quadro di un sistema ormai maturo, la riflessione si sposta sulle prospettive future.</p>
<p>La recente riforma del Regolamento europeo 2024/1143 segna un passaggio decisivo, riunendo in un unico impianto normativo i settori agroalimentare, vitivinicolo e degli spirits. Una scelta che rafforza la coerenza del sistema e ne amplia il potenziale competitivo, offrendo nuove opportunità sia sui mercati internazionali sia nelle economie locali. In questo scenario, diventa centrale la costruzione di una strategia condivisa.</p>
<p>Le Indicazioni Geografiche richiedono oggi non solo tutela, ma anche capacità di visione, coordinamento e ascolto. Qualivita si propone come spazio di sintesi e di elaborazione, un contenitore aperto in cui far confluire idee, esperienze e proposte, con l’obiettivo di accompagnare il sistema verso una nuova fase di sviluppo consapevole e sostenibile.</p>
<p>Il venticinquesimo anniversario della Fondazione, celebrato all’interno del Forum Europeo sulla Qualità Alimentare, non rappresenta dunque un punto di arrivo, ma un momento di rilancio. Un’occasione per rileggere il percorso compiuto e, soprattutto, per interrogarsi sul ruolo che le Indicazioni Geografiche possono continuare a svolgere nel rispondere alle sfide economiche, sociali e ambientali del presente.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Rosati: le Indicazioni Geografiche per disegnare l’Europa dei territori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-rosati-le-indicazioni-geografiche-per-disegnare-leuropa-dei-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ForumQualivita2025]]></category>
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		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[Qualivita2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PRESENTAZIONE LIBRO VERDE. Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita: Le Indicazioni Geografiche non servono solo a fare economia: servono a disegnare l’Europa dei territori C’è una parola che negli ultimi anni è entrata con forza nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>PRESENTAZIONE LIBRO VERDE. Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita: Le Indicazioni Geografiche non servono solo a fare economia: servono a disegnare l’Europa dei territori</em></p>
<p>C’è una parola che negli ultimi anni è entrata con forza nel lessico europeo: qualità della vita. È diventata una priorità strategica, un criterio di politica pubblica, un orizzonte che misura la credibilità dell’Unione più delle dichiarazioni solenni. Ma se la qualità della vita è davvero la promessa europea, allora bisogna dirlo con chiarezza: passa anche — e in modo diretto — dal cibo locale, dalla sua autenticità, dalla sua capacità di generare lavoro, co­esione e senso.</p>
<p>È qui che le Indicazioni Geografiche smettono di essere un capitolo “di settore” e diventano un’architettura por­tante dell’Europa. Non un elemento identitario margi­nale, non un vezzo romantico per territori fortunati, ma un’infrastruttura economica e civile. I numeri lo raccon­tano senza retorica: un milione di imprese coinvolte, 80 miliardi di euro di valore, un sistema che tiene insieme radicamento territoriale e capacità di competere sui mer­cati globali. Le IG sono economia reale. Ma, soprattutto, sono un modo europeo di fare economia.</p>
<p>In un continente spesso in affanno quando si tratta di rincorrere le grandi transizioni del digitale e dell’intel­ligenza artificiale, la politica delle IG ha avuto un tratto sorprendente: è stata anticipatrice. Ha saputo costruire regole comuni, riconoscere il valore del territorio, di­fendere lo sviluppo rurale, trasformare la reputazione in bene collettivo. Lo ha fatto con gradualità normativa fino all’attuale regolamento, e con un’energia tipicamen­te europea: quella delle politiche che nascono dal basso. Come l’Erasmus, l’Indicazione Geografica è un progetto che unisce comunità, territori e nazioni diverse; una ri­sposta concreta all’industrializzazione che omologa, e alla perdita di valore locale che svuota i luoghi.</p>
<p>Da questa consapevolezza è nato il lavoro che abbiamo presentato a Siena: un vero “Libro Verde” delle Indicazio­ni Geografiche, frutto del confronto con imprese, Con­sorzi e mondo della ricerca. Non un documento astratto, ma un cassetto degli attrezzi per costruire un Piano d’A­zione europeo: fondato su evidenze scientifiche e su ol­tre 1.800 ricerche prodotte nell’ultimo decennio. L’idea è semplice e ambiziosa: se le IG sono una politica strategi­ca, allora devono essere accompagnate da una strategia altrettanto strategica, capace di guardare a governance, persone e lungo periodo.</p>
<p>Perché oggi il sistema IG non può accontentarsi di “fun­zionare”. Deve evolvere. Servono infrastrutture comuni, mercati aperti, lavoro di qualità, trasparenza, strumenti per stare dentro la complessità della contemporaneità: la rete, le città, le nuove generazioni, i dati, l’innovazione. E serve anche un turismo diverso: un turismo che valoriz­za senza consumare, che rafforza i territori invece di tra­sformarli in scenografie.</p>
<p>La direzione, in fondo, è politica prima ancora che econo­mica. Competitività, inclusione, sostenibilità: sono i tre assi che possono moltiplicare le “isole felici” europee, quei territori capaci di generare economia, coesione sociale e cultura. Ma l’obiettivo finale non è soltanto rafforzare le filiere DOP e IGP. È contribuire a un’Europa policentrica, fondata sui territori, sull’agricoltura e sull’identità dei luo­ghi. Un’Europa che costruisce qualità della vita attraverso il valore del cibo e del lavoro che lo rende possibile.<br />
Il Libro Verde, allora, non è un elenco di buone intenzioni.</p>
<p>È una proposta di metodo: mettere le IG al centro di un’i­dea d’Europa che non vive solo nelle capitali e nei grandi dossier industriali, ma anche nei paesaggi produttivi, nel­le comunità organizzate, nelle regole condivise che tra­sformano un nome geografico in un bene comune.</p>
<h4>Otto punti, una visione europea</h4>
<ol>
<li><strong>Governance dei territori:</strong>I Consorzi di tutela sono infrastrutture strategiche. Vanno rafforzati e armonizzati a livello europeo, valo­rizzando le esperienze più mature e garantendo a tutti i territori strumenti reali di gestione, tutela e sviluppo.</li>
<li><strong>Commercio internazionale: </strong>Le IG nascono nel multilateralismo. In un mondo attra­versato da migliaia di barriere, serve un’attenzione spe­cifica agli accordi commerciali per garantire circolazione dei prodotti e protezione effettiva delle denominazioni.</li>
<li><strong>Integrazione dei migranti: </strong>La qualità dei prodotti passa dalla qualità del lavoro. Con un lavoratore agricolo su quattro immigrato, i Consorzi possono essere protagonisti di integrazione, contratti dignitosi e riconoscimento del lavoro come parte della qualità.</li>
<li><strong>Misurazione e trasparenza: </strong>La qualità oggi si misura. Serve un sistema europeo condiviso di misurazione che garantisca trasparenza, comparabilità e credibilità verso cittadini, istituzioni e mercati.</li>
<li><strong>Ritorno nelle città: </strong>I consumi si decidono nei centri urbani. Le IG devono tornare nelle città con educazione, comunicazione e presenza, diventando leve di rigenerazione urbana e di dialogo tra città e campagne.</li>
<li><strong>Giovani e nuove generazioni: </strong>L’agricoltura invecchia e i consumi cambiano. Le IG sono più attrattive per i giovani: vanno sostenuti ri­cambio generazionale, occupazione qualificata e un vero “Erasmus delle IG” per scambi e contaminazioni.</li>
<li><strong>Intelligenza artificiale: </strong>L’IA è uno strumento strategico per tutela online, pre­visioni di mercato e gestione di filiere complesse. Oc­corrono investimenti mirati per rendere l’innovazione accessibile anche ai sistemi consortili.</li>
<li><strong>Turismo DOP: </strong>Un turismo sostenibile, intelligente, integrato. Se il 30% della spesa turistica in Europa è legata al cibo, serve un Turismo DOP governato, capace di valorizzare i territori senza replicare modelli di sovraffollamento e consumo.</li>
</ol>
<p>Le IG, in definitiva, non sono solo una politica agroalimen­tare. Sono un dispositivo europeo di equilibrio: tra mercato e comunità, tra globale e locale, tra innovazione e identità. E oggi, nel tempo delle transizioni e delle fratture, questa capacità di tenere insieme le cose non è un dettaglio: è la so­stanza stessa dell’idea europea</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-rosati-le-indicazioni-geografiche-per-disegnare-leuropa-dei-territori/">Speciale Forum &#8211; Rosati: le Indicazioni Geografiche per disegnare l’Europa dei territori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Vittori: un’infrastruttura europea strategica, fatta di 3.800 IG</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-vittori-uninfrastruttura-europea-strategica-fatta-di-3-800-ig/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:48:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ForumQualivita2025]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Qualivita2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PRESENTAZIONE LIBRO VERDE. Massimo Vittori, Direttore oriGIn: &#8220;Le IG non devono più dimostrare di esistere, oggi devono essere difese, rafforzate e governate come un bene comune globale&#8221; Le IG sono ormai un’infrastruttura economica globale e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-vittori-uninfrastruttura-europea-strategica-fatta-di-3-800-ig/">Speciale Forum &#8211; Vittori: un’infrastruttura europea strategica, fatta di 3.800 IG</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>PRESENTAZIONE LIBRO VERDE. Massimo Vittori, Direttore oriGIn: &#8220;Le IG non devono più dimostrare di esistere, oggi devono essere difese, rafforzate e governate come un bene comune globale&#8221;</em></p>
<p>Le IG sono ormai un’infrastruttura economica globale e non più un elemento identitario relegato al folklore. I numeri lo di­mostrano con chiarezza: circa 3.800 IG riconosciute nell’Unio­ne Europea nei settori food, wine e spirits, destinate a crescere ulteriormente con l’ingresso delle IG artigianali e industriali. Ma la dimensione europea è solo una parte del quadro. In Asia si contano oltre 12.000 Indicazioni Geografiche, con una forte concentrazione in Cina; nelle Americhe, soprattutto in Ameri­ca Latina ma anche nel Nord del continente, il valore delle IG è riconosciuto e apprezzato da produttori e consumatori anche in assenza di un pieno riconoscimento istituzionale; in Africa, sebbene le IG registrate siano ancora poche, l’interesse dei produttori segnala un potenziale di sviluppo significativo.</p>
<p>Negli ultimi vent’anni, anche grazie alla spinta della Commis­sione europea, le Indicazioni Geografiche hanno acquisito un peso strategico crescente. Oggi rappresentano uno strumen­to capace di generare valore economico per i territori, garan­tendo una protezione legale robusta, una remunerazione più equa dei produttori primari, una tutela delle produzioni locali e un contributo concreto alla sostenibilità ambientale. Gli ef­fetti positivi si estendono inoltre al turismo e ad altri settori collegati, rafforzando l’attrattività complessiva dei territori.</p>
<p>Questo percorso di successo, tuttavia, non è privo di criticità. Le contraffazioni sono in aumento, anche in contesti tradizional­mente considerati sicuri. L’uso improprio delle IG come ingre­dienti, le violazioni legate al commercio online e la frammenta­zione dei sistemi di controllo evidenziano lacune ancora aperte.</p>
<p>Le Indicazioni Geografiche hanno prosperato in un contesto internazionale fondato sullo stato di diritto. Oggi questo presupposto è messo in discussione da accordi bilaterali che rischiano di indebolire i principi dell’Atto di Ginevra e di altri strumenti internazionali sottoscritti dall’Unione Europea. In questo scenario, il Libro Verde rappresenta un esercizio di riflessione strategica necessario: non per ottenere un nuovo riconoscimento delle IG, ormai pienamente mainstream, ma per consolidare e preservare il patrimonio costruito negli ul­timi vent’anni e riaffermare il ruolo dell’Europa come leader globale del sistema delle Indicazioni Geografiche.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-vittori-uninfrastruttura-europea-strategica-fatta-di-3-800-ig/">Speciale Forum &#8211; Vittori: un’infrastruttura europea strategica, fatta di 3.800 IG</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Speciale Forum &#8211; Beduschi: un Piano d’Azione per sostenere sviluppo rurale e IG</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-beduschi-un-piano-dazione-per-sostenere-sviluppo-rurale-e-ig/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:47:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ForumQualivita2025]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Qualivita2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Alessandro Beduschi, Presidente Arepo: Le Indicazioni Geografiche sono uno dei più potenti strumenti di sviluppo territoriale dell’Europa: ora servono politiche capaci di liberarne tutto il potenziale. La collaborazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Alessandro Beduschi, Presidente Arepo: Le Indicazioni Geografiche sono uno dei più potenti strumenti di sviluppo territoriale dell’Europa: ora servono politiche capaci di liberarne tutto il potenziale.</em></p>
<p>La collaborazione strutturata tra AREPO, oriGIn e Fondazio­ne Qualivita si conferma un asse strategico per la protezio­ne e la valorizzazione dei prodotti a Indicazione Geografica. Fondata nel 2004, AREPO rappresenta oggi 35 regioni di otto Stati membri e raccoglie le istanze di oltre 800 asso­ciazioni di produttori, contribuendo in modo diretto alla politica europea della qualità. L’entrata in vigore del nuovo regolamento sulle IG ha segnato un avanzamento rilevan­te, ma la cornice strategica europea resta incompleta: la visione agricola della Commissione riconosce il confronto avviato a Bruxelles con produttori, istituzioni e stakeholder ha messo in evidenza buone pratiche e criticità quotidiane, rafforzando la richiesta di un Piano d’Azione Europeo fon­dato su dati, consultazioni e valutazione dell’attuazione del nuovo regolamento. La promozione europea rappresenta una prima leva concreta, grazie a risorse dedicate per cam­pagne informative nell’UE e nei Paesi terzi, ma restano prio­ritarie anche l’integrazione delle IG negli appalti pubblici e il rafforzamento dell’accesso alla qualità certificata.</p>
<p>Il legame tra IG e turismo sostenibile emerge come fattore chiave di sviluppo territoriale: ogni DOP e IGP racconta un paesaggio, una comunità e una cultura, generando valore che rimane nelle aree rurali. In questa prospettiva si inseri­sce la proposta di un’Expo itinerante delle eccellenze DOP e IGP, pensata per avvicinare cittadini e consumatori ai territori. Centrale resta il ricambio generazionale, condi­zione indispensabile per la continuità delle filiere, insieme alla necessità di evitare un indebolimento della PAC: senza un quadro normativo stabile e fondi dedicati, sviluppo ru­rale e IG rischiano di perdere forza competitiva e capacità di innovazione.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-beduschi-un-piano-dazione-per-sostenere-sviluppo-rurale-e-ig/">Speciale Forum &#8211; Beduschi: un Piano d’Azione per sostenere sviluppo rurale e IG</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Baldrighi: vivo ogni giorno il valore delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-baldrighi-vivo-ogni-giorno-il-valore-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:46:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Cesare Baldrighi, Presidente Origin Italia: I Consorzi sono nati e cresciuti con le loro forze: sono il cuore economico delle Indicazioni Geografiche e il primo presidio di tutela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Cesare Baldrighi, Presidente Origin Italia: I Consorzi sono nati e cresciuti con le loro forze: sono il cuore economico delle Indicazioni Geografiche e il primo presidio di tutela dei territori.</em></p>
<p>Le Indicazioni Geografiche hanno un valore concreto, che partono dall’esperienza quotidiana degli agricoltori e degli allevatori. Questo punto di vista diretto conferma come le IG rappresentino un moltiplicatore di reddito per le imprese e un elemento strategico per l’export, come dimostrano gli 80 Consorzi di Origin Italia, capaci di ge­nerare complessivamente 10 miliardi di euro di fatturato.</p>
<p>Il nuovo regolamento europeo sulle IG mira a rafforza­re ulteriormente il ruolo dei gruppi di produttori, ma ha evidenziato anche che tali strutture operano da anni con risorse proprie, sostenendo investimenti, crescita e presidio del territorio. In questo quadro, gli accordi in­terprofessionali emergono come strumenti determinan­ti per la programmazione, la stabilità e la competitività delle filiere.</p>
<p>Guardando al futuro, si auspica l’applicazione dell’action plan europeo, capace di sostenere lo sviluppo dei grup­pi e di diffondere una maggiore conoscenza del sistema delle IG, sottolineando come una politica lungimirante possa incidere sulla vitalità economica delle aree rurali, spesso esposte al rischio di abbandono. Un impegno che può offrire nuove opportunità a produttori, territori e comunità locali.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Deserti: Leader mondiali grazie alle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-deserti-leader-mondiali-grazie-alle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Riccardo Deserti, Presidente oriGIn: La nostra fragilità è anche la nostra forza: un patrimonio territoriale che coinvolge milioni di famiglie e che merita regole globali capaci di proteggerlo. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Riccardo Deserti, Presidente oriGIn: La nostra fragilità è anche la nostra forza: un patrimonio territoriale che coinvolge milioni di famiglie e che merita regole globali capaci di proteggerlo.</em></p>
<p>Sottolineando come il contesto globale stia cambiando profondamente rispetto ai paradigmi degli ultimi 25 anni, si vuole introdurre una riflessione sulla dimensione inter­nazionale delle Indicazioni Geografiche. La globalizzazione regolata da principi condivisi lascia spazio a dinamiche ge­opolitiche, economiche e di potere che rendono più com­plesso il confronto per un sistema, quello delle IG, strut­turalmente fragile perché radicato in territori e comunità, privo della forza contrattuale delle grandi multinazionali.</p>
<p>I dati elaborati da oriGIn rivelano che le prime 30 IG mon­diali rappresentano oltre 80 miliardi di valore economico, gestiscono un milione di chilometri quadrati di territorio e coinvolgono direttamente o indirettamente più di 600 milioni di persone. Un sistema vulnerabile, ma capace di generare enorme ricchezza sociale, culturale ed econo­mica. Per questo la sfida politica centrale è costruire una rete globale di regole che favorisca uno sviluppo armoni­co, contrastando ogni deriva autarchica e consolidando la tutela del legame prodotto–territorio.</p>
<p>Molte aree geografiche – dall’Asia all’Africa, dal Sud Ame­rica ai Paesi anglosassoni – guardano con crescente inte­resse al modello IG. In questo contesto, la cooperazione in­ternazionale diventa una leva strategica, valorizzata anche dal prossimo congresso organizzato con EUIPO. L’Europa, pur affrontando difficoltà legate alla perdita di leadership in altri settori, resta leader mondiale nelle IG: un patrimo­nio economico, culturale e identitario che può diventare pilastro per rilanciare il progetto europeo in una chiave di cooperazione globale.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-deserti-leader-mondiali-grazie-alle-indicazioni-geografiche/">Speciale Forum &#8211; Deserti: Leader mondiali grazie alle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Deparis: rafforzare il legame tra qualità certificata, territori e turismo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-deparis-rafforzare-il-legame-tra-qualita-certificata-territori-e-turismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:44:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Charles Deparis, Presidente oriGIn Europe: Le Indicazioni Geografiche devono diventare un vero concetto europeo: uno strumento che unisce territori diversi e rafforza le nostre comunità rurali. È necessario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Charles Deparis, Presidente oriGIn Europe: Le Indicazioni Geografiche devono diventare un vero concetto europeo: uno strumento che unisce territori diversi e rafforza le nostre comunità rurali.</em></p>
<p>È necessario consolidare il ruolo delle Indicazioni Geogra­fiche come patrimonio europeo condiviso, superando la percezione di un modello ancora troppo “mediterraneo”. La revisione normativa del 2024 ha rafforzato l’impianto delle IG, ma resta fondamentale allargare la partecipazio­ne dei Paesi dell’Europa centrale, orientale e del nord. L’an­nuncio dell’ingresso della Polonia in oriGIn Europa rappre­senta un passo concreto in questa direzione.</p>
<p>I dati raccolti durante la conferenza di Bruxelles mostrano l’esigenza dei produttori di nuovi Paesi membri: servono informazioni, formazione e strumenti per organizzare e rendere operativi i gruppi di produttori, fulcro della re­cente riforma. L’aumento del budget di promozione deci­so dalla Commissione per il 2026 offre un primo supporto, ma non basta a rispondere alle sfide attuali. Da qui la ri­chiesta di un vero Piano d’Azione europeo capace di valo­rizzare le IG, informare i consumatori su origine, qualità e metodi produttivi e sostenere la vitalità delle aree rurali.</p>
<p>Un altro fronte riguarda la revisione delle norme sugli ap­palti pubblici: DOP e IGP devono essere riconosciute tra i prodotti prioritari nelle politiche di acquisto europeo. Allo stesso modo, l’integrazione delle IG nella strategia UE per il turismo sostenibile – prevista per il 2026 – apre nuove opportunità: il legame tra qualità certificata, territori e at­trattività turistica è ormai evidente. La revisione della PAC dopo il 2027 rappresenta infine un nodo cruciale: il bilancio europeo dovrà garantire maggior sostegno agli agricoltori e alla filiera IG, ancora poco tutelati nelle proposte attuali.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-deparis-rafforzare-il-legame-tra-qualita-certificata-territori-e-turismo/">Speciale Forum &#8211; Deparis: rafforzare il legame tra qualità certificata, territori e turismo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Chambon: modello IG basato su qualità, identità e sostenibilità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-moncunil-ig-europee-risposta-efficace-alle-crisi-recenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:43:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Dominique Chambon, Delegato oriGIn France: La sostenibilità delle Indicazioni Geografiche è ambientale, ma anche economica e sociale: questi pilastri non possono essere separati. Le Indicazioni Geografiche rappresentano un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-moncunil-ig-europee-risposta-efficace-alle-crisi-recenti/">Speciale Forum &#8211; Chambon: modello IG basato su qualità, identità e sostenibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Dominique Chambon, Delegato oriGIn France: La sostenibilità delle Indicazioni Geografiche è ambientale, ma anche economica e sociale: questi pilastri non possono essere separati.</em></p>
<p>Le Indicazioni Geografiche rappresentano un modello agricolo territoriale concreto, capace di unire qualità, identità e sostenibilità. La riforma europea del 2024 raffor­za il sistema IG, riconoscendo un ruolo centrale ai gruppi di produttori, migliorando la protezione giuridica e in­troducendo con maggiore forza il tema della sostenibilità come principio guida.</p>
<p>L’esperienza francese, ricordata attraverso il centenario dell’AOP Roquefort, dimostra che la sostenibilità va inte­sa in senso integrato. Il cambiamento climatico impone azioni ambientali urgenti, ma la sopravvivenza delle filiere dipende anche dalla capacità delle IG di garantire reddito, occupazione non delocalizzabile e continuità sociale nei territori. Con l’adozione del nuovo regolamento, la sfida principale diventa l’attuazione uniforme nei diversi Stati membri. Un Piano d’Azione Europeo sulle IG appare indi­spensabile per tradurre la riforma in strumenti operativi, rafforzare la visibilità del sistema e sostenere concreta­mente i produttori.</p>
<p>Attenzione particolare viene rivolta ai sistemi di etichetta­tura e scoring nutrizionale. Iniziative come il Nutri-Score, pur nate con finalità di trasparenza, non tengono conto delle specificità delle IG e rischiano di produrre effetti di­storsivi, sia economici sia culturali. Anche il futuro della PAC rappresenta un nodo critico: il mantenimento di un budget agricolo robusto e di strumenti dedicati alle IG è essenziale, soprattutto per le aree svantaggiate e monta­ne. Le IG restano una politica agricola territoriale efficace, da proteggere e rafforzare.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-moncunil-ig-europee-risposta-efficace-alle-crisi-recenti/">Speciale Forum &#8211; Chambon: modello IG basato su qualità, identità e sostenibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Moncunil: IG europee risposta efficace alle crisi recenti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-moncunil-ig-europee-risposta-efficace-alle-crisi-recenti-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ForumQualivita2025]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Qualivita2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Federico Moncunil, Segretatio oriGIn España: il modello europeo delle Indicazioni Geografiche è diventato globale perché funziona. Le Indicazioni Geografiche sono inquadrate all’interno di un contesto geopolitico e alimentare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-moncunil-ig-europee-risposta-efficace-alle-crisi-recenti-2/">Speciale Forum &#8211; Moncunil: IG europee risposta efficace alle crisi recenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Federico Moncunil, Segretatio oriGIn España: il modello europeo delle Indicazioni Geografiche è diventato globale perché funziona.</em></p>
<p>Le Indicazioni Geografiche sono inquadrate all’interno di un contesto geopolitico e alimentare profondamente cambiato, in cui il settore agroalimentare deve tornare a essere una priorità strategica. Le crisi recenti hanno dimo­strato che la sicurezza alimentare è centrale per la stabilità dei Paesi, e il modello europeo delle IG rappresenta una delle risposte più efficaci costruite negli ultimi decenni.</p>
<p>Il successo del sistema IG emerge dalla sua diffusione inter­nazionale: Paesi inizialmente scettici, come Cina, Argenti­na o Cile, hanno adottato un modello europeo fondato su regole, tutela della proprietà intellettuale e cooperazione istituzionale. Un risultato reso possibile dall’efficienza del sistema, dal sostegno della Commissione europea e dal ruolo di EUIPO e WIPO. Il legame tra IG e turismo raffor­za ulteriormente l’impatto territoriale, generando nuova economia e contrastando lo spopolamento rurale.</p>
<p>Persistono però criticità strutturali. I dati Eurobarometro mostrano una conoscenza ancora insufficiente dei simboli IG da parte dei consumatori. All’interno dell’UE perman­gono forti squilibri: mentre il Sud Europa concentra cen­tinaia di denominazioni, molti Paesi del Nord ne contano poche, pur partecipando alle decisioni di bilancio.</p>
<p>Abbiamo infine due sfide immediate: la semplificazione am­ministrativa, necessaria per rendere accessibili i fondi dispo­nibili, e l’avvio delle nuove IG artigianali e industriali, ope­rative dal 1° dicembre, che rappresentano un’opportunità strategica per rafforzare ulteriormente il modello europeo.</p>
<p>È fondamentale inoltre investire in comunicazione, forma­zione e scambi tecnici tra produttori e istituzioni, affinché il valore delle IG venga compreso dal consumatore e tradotto in benefici concreti per i territori.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-moncunil-ig-europee-risposta-efficace-alle-crisi-recenti-2/">Speciale Forum &#8211; Moncunil: IG europee risposta efficace alle crisi recenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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