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	<title>Consortium 2025/03 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Consortium 2025/03 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Ricerca e Indicazioni Geografiche: un rapporto da rafforzare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 14:21:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[RapportoTurismoDOP]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo numero speciale di Consortium raccoglie le Soluzioni dello Spoke 9 di Agritech rilette in chiave di risultati e applicazioni concrete, con l’obiettivo di collegare sempre più le esigenze dei produttori DOP IGP agli esiti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo numero speciale di Consortium raccoglie le Soluzioni dello Spoke 9 di Agritech </em><em>rilette in chiave di risultati e applicazioni concrete, con l’obiettivo di collegare sempre più le esigenze dei produttori DOP IGP agli esiti della ricerca</em></p>
<p>La <strong>ricerca scientifica</strong> è oggi uno dei fronti più decisivi per il futuro del sistema agroalimentare italiano. Il <strong>programma Agritech</strong>, finanziato con oltre 300 milioni di euro di fondi PNRR, sviluppa <strong>progetti dedicati a tecnologie innovative per un’agricoltura più sostenibile, competitiva e resiliente ai cambiamenti climatici</strong>. Tuttavia, l’esperienza degli ultimi anni mette in evidenza una criticità di fondo: il rapporto tra ricerca e imprese non è ancora solido, e la distanza si accentua soprattutto nella filiera agricola, che sconta un gap strutturale più ampio rispetto ad altri comparti produttivi.</p>
<p>Se nei settori più avanzati l’innovazione riesce a tradursi rapidamente in processi, strumenti e tecnologie, <strong>nel mondo agricolo il trasferimento dei risultati scientifici rimane spesso lento</strong>, frammentato e non sempre percepito come un valore strategico.</p>
<p><strong>È proprio qui che si misura la sfida delle Indicazioni Geografiche</strong>. Le DOP e le IGP non sono semplici marchi di qualità, ma sistemi complessi che tengono insieme comunità, territori e regole. Per questa ragione necessitano di un rapporto continuo e strutturato con la ricerca, in grado di trasformare il sapere scientifico in strumenti operativi per i Consorzi di tutela e per le imprese agricole.</p>
<p>Superare le complessità del nostro tempo significa affrontare questioni che non sono soltanto economiche o climatiche, ma anche strategiche. Per le IG si aggiunge un ulteriore livello: quello delle <strong>nuove norme comunitarie</strong>, che introducono <strong>obblighi sempre più stringenti in materia di sostenibilità, tracciabilità e rendicontazione</strong>. A questo si sommano i mercati in rapido mutamento, l’evoluzione dei consumi, i dazi, i conflitti e le nuove barriere commerciali. Servono strumenti solidi di analisi e la capacità di superare ostacoli burocratici e doganali: in questo senso anche l’intelligenza artificiale può diventare un alleato fondamentale.</p>
<p>Senza un supporto scientifico stabile e senza una ricerca capace di dialogare realmente con la filiera agricola, il percorso delle IG rischia di trasformarsi in un vincolo più che in un’opportunità. L’auspicio è che <strong>Agritech</strong> e gli altri programmi di settore diventino non solo centri di eccellenza, ma <strong>soprattutto strumenti di connessione diretta con il sistema delle IG</strong>. La ricerca deve diventare linguaggio condiviso, trasferimento tecnologico, supporto normativo e culturale.</p>
<p>Perché le Indicazioni Geografiche restino competitive, <strong>è indispensabile che la scienza si affermi come alleato quotidiano</strong>, capace di ridurre il divario e accompagnare le imprese agricole verso le nuove sfide. In questo numero di Consortium presentiamo alcuni progetti realizzati dallo <strong><span style="color: #00afea;">Spoke 9 di Agritech </span></strong>, coordinato dal <a href="https://santachiaralab.unisi.it/it/progetti/agritech-spoke-9" target="_blank" rel="noopener"><strong>Santa Chiara Lab di Siena</strong></a>, riletti in chiave di risultati e applicazioni concrete, con l’obiettivo di collegare sempre più le esigenze dei produttori agli esiti della ricerca.</p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-03" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 28 / N° 03/2025</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/Editoriale-Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L’ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
</div>
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		<item>
		<title>Il Centro Nazionale Agritech: innovazione, sostenibilità e competitività</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-centro-nazionale-agritech-innovazione-sostenibilita-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 14:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[agritech]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Centro Nazionale Agritech. Innovazione, sostenibilità e competitività per il futuro dell’agroalimentare italiano La Fondazione Agritech nasce come una delle realtà più innovative e strategiche del panorama della ricerca e dell’innovazione agroalimentare in Italia. La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Centro Nazionale Agritech. Innovazione, sostenibilità e competitività per il futuro dell’agroalimentare italiano</em></p>
<p>La <a href="https://agritechcenter.it/it/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Agritech</a> nasce come una delle realtà più innovative e strategiche del panorama della ricerca e dell’innovazione agroalimentare in Italia. La sua istituzione si colloca nel quadro del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong>, con l’intento di rafforzare la competitività del settore agricolo e al tempo stesso avviare una profonda transizione verso modelli di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. È in questo contesto che ho assunto la responsabilità scientifica della Fondazione, con il compito di delineare una visione capace di mettere in relazione le migliori competenze accademiche e imprenditoriali con le sfide concrete che il nostro tempo ci impone.</p>
<blockquote><p><strong>Danilo Ercolini</strong>, Direttore Scientifico della Fondazione Agritech</p></blockquote>
<p><strong>Agritech non è semplicemente un progetto di ricerca</strong>: è un laboratorio sul futuro. La sua missione è trasformare l’agricoltura italiana attraverso la scienza, la tecnologia e l’innovazione, costruendo ponti solidi tra il mondo accademico, i centri di ricerca, le imprese, le istituzioni e i territori. La digitalizzazione dei processi, il monitoraggio continuo delle risorse, l’introduzione di tecnologie di agricoltura di precisione, l’attenzione alla rigenerazione dei suoli e alla tutela della biodiversità, così come la diffusione di pratiche di economia circolare e l’adattamento ai cambiamenti climatici, sono solo alcuni dei percorsi che la Fondazione intende promuovere con determinazione. Non si tratta di visioni astratte, ma di azioni concrete che hanno l’obiettivo di aumentare la produttività delle imprese, ridurre l’impatto ambientale e generare valore sociale.</p>
<p>La forza di Agritech risiede anche nella sua struttura estremamente transdisciplinare, con articolazioni tematiche in Spoke che permettono di affrontare le grandi questioni legate all’agricoltura e all’agroindustria. Ognuno degli Spoke lavora su aree specifiche, creando una rete che integra conoscenza scientifica e applicazioni.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-03" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 28 / N° 03/2025</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/Ercolini-Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">LEGGI L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p><b><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/speciale-agritech-completo_Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTO LO SPECIALE AGRITECH</a></b></p>
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		<title>Tracciabilità e sostenibilità per le filiere agroalimentari</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/tracciabilita-e-sostenibilita-per-le-filiere-agroalimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 13:19:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[agritech]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Innovazione tecnologica e organizzativa per qualità, competitività e trasparenza Il cambiamento nelle attitudini dei consumatori premia sempre di più le produzioni agroalimentari che sono in grado di garantire la loro sostenibilità ambientale e sociale, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/tracciabilita-e-sostenibilita-per-le-filiere-agroalimentari/">Tracciabilità e sostenibilità per le filiere agroalimentari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Innovazione tecnologica e organizzativa per qualità, competitività e trasparenza</em></p>
<p>Il cambiamento nelle attitudini dei consumatori premia sempre di più le <strong>produzioni agroalimentari</strong> <strong>che sono in grado di garantire la loro sostenibilità ambientale e sociale</strong>, la loro origine geografica e la loro qualità.</p>
<p>Lo <strong>Spoke 9</strong> si è posto l’obiettivo di sviluppare <strong>soluzioni tecnologiche ed organizzative</strong> che aiutassero le imprese del settore a cogliere tale opportunità, non solo per rispondere ai bisogni del mercato ma anche per soddisfare le crescenti richieste dei regolatori, delle istituzioni finanziarie e dei leader di filiera.</p>
<p>Per questo motivo le sue attività si sono focalizzate nell’individuare, attraverso analisi chimiche, fisiche e genetiche particolarmente avanzate, la corretta provenienza delle produzioni vitivinicole e olivicole, nel proporre nuove metodologie per la tracciabilità dei processi di produzione, e nell’offrire soluzioni innovative per verificare l’origine varietale dei principali prodotti agricoli.</p>
<blockquote><p><strong>Angelo Riccaboni</strong>, Direttore scientifico Agritech &#8211; Spoke 9<br />
<strong>Cristiana Tozzi</strong>, Project Manager Agritech &#8211; Spoke 9</p></blockquote>
<p>Lo Spoke ha rivolto attenzione anche alle <strong>innovazioni di natura organizzativa</strong>, proponendo soluzioni coerenti con le limitate dimensioni delle aziende agroalimentari. Ciò ha portato, fra l’altro, a sviluppare strumenti digitali per valutare, programmare e comunicare il grado di sostenibilità aziendale e per comparare le molteplici certificazioni a disposizione, nella consapevolezza che il piccolo imprenditore agricolo e quello alimentare si trovano spesso in difficoltà rispetto a tali tematiche.</p>
<p>Perché la transizione di sostenibilità avvenga correttamente, è importante disporre di informazioni rigorose e validate. Per questo motivo la <strong>pia<a href="https://www.agritech-metriqa.it/dashboard/index.php" target="_blank" rel="noopener">ttaforma digitale che ospita i risultati dello Spoke 9, METRIQA,</a></strong> contiene anche un prezioso database a disposizione di consumatori, imprenditori, istituzioni e finanziatori, accessibile con le soluzioni dell’intelligenza artificiale, attraverso il quale ottenere utili informazioni in merito ai mercati, ai prodotti e agli scenari.</p>
<p>Tutto questo per contribuire alla competitività delle filiere e delle imprese agroalimentari, nella consapevolezza della loro centralità per il benessere sociale ed economico delle nostre comunità e delle nostre campagne. <strong>La Fondazione Agritech e lo Spoke 9 si muovono dunque su un terreno comune</strong>: immaginare e realizzare un’agricoltura nuova, in cui la scienza dialoghi con i territori e le comunità, in cui la sostenibilità non sia un vincolo ma un’opportunità, in cui la cooperazione tra attori diversi diventi il motore di una crescita inclusiva.</p>
<p><strong>Questa raccolta di soluzioni dedicate alle filiere DOP e IGP nasce con l’intento di raccontare questa sfida</strong>, offrendo al lettore una visione complessiva delle strategie, dei progetti e delle prospettive che guidano il nostro lavoro. È una narrazione che unisce rigore scientifico e visione etica, perché siamo convinti che solo dall’incontro tra conoscenza e responsabilità possa nascere un futuro migliore per l’agricoltura italiana e, con essa, per l’intera società.</p>
<p>In questo percorso, un ruolo fondamentale è svolto anche dalle <strong>collaborazioni con enti di ricerca, università, istituzioni pubbliche e imprese private</strong>, che permettono di tradurre i risultati scientifici in soluzioni concrete e accessibili per il tessuto produttivo. La capacità di integrare competenze multidisciplinari – dalla biologia alla chimica, dall’ingegneria all’economia – rende le attività dello Spoke 9 un laboratorio di sperimentazione avanzata, in grado di rispondere a sfide globali come il cambiamento climatico, la scarsità delle risorse naturali e la crescente domanda di trasparenza da parte dei consumatori.</p>
<p>Inoltre, <strong>particolare attenzione è rivolta alla formazione delle nuove generazioni</strong> di imprenditori e professionisti, affinché possano acquisire non solo competenze tecniche ma anche una visione etica e sistemica della sostenibilità. Attraverso workshop, percorsi di aggiornamento e attività di divulgazione, lo Spoke 9 intende contribuire alla creazione di una cultura diffusa della responsabilità ambientale e sociale, elemento imprescindibile per la competitività del settore agroalimentare italiano sui mercati internazionali.</p>
<blockquote>
<h4>Agroalimentare sostenibile e competitivo</h4>
<p>Il settore agroalimentare vive oggi una fase di profonda trasformazione, in cui tradizione e innovazione devono coesistere per rispondere alle sfide della sostenibilità e della competitività globale. La transizione ecologica, infatti, non è soltanto un obbligo imposto dalle normative o un vincolo richiesto dai mercati, ma una grande occasione di crescita e di riposizionamento per le imprese che sapranno coglierla. Accanto alla qualità intrinseca dei prodotti DOP e IGP, diventa sempre più importante il valore immateriale che li accompagna: la <strong>trasparenza dei processi</strong>, la capacità di <strong>raccontare il territorio</strong>, <strong>l’impegno per l’ambiente e per le comunità locali</strong>.</p>
<p>In questo contesto, il ruolo della ricerca e della <strong>collaborazione tra università, centri di innovazione e imprese si fa decisivo</strong>. Le soluzioni tecnologiche devono dialogare con i saperi tradizionali, trasformando la conoscenza scientifica in strumenti concreti e accessibili anche alle realtà di piccole dimensioni. Allo stesso tempo, la digitalizzazione apre scenari inediti: dalla raccolta e analisi dei dati alla creazione di piattaforme condivise, dalle applicazioni di intelligenza artificiale alla possibilità di monitorare in tempo reale gli impatti ambientali e sociali delle produzioni.</p>
<p>In questo numero, la Fondazione Agritech, in collaborazione con la Fondazione Qualivita, presenta le <strong>soluzioni dedicate o applicabili alle filiere a Indicazione Geografica</strong>, con particolare attenzione a <strong>cinque ambiti</strong> chiave di ricerca e innovazione.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-03" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 28 / N° 03/2025</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/Riccaboni-Tozzi-Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">LEGGI L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p><b><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/speciale-agritech-completo_Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTO LO SPECIALE AGRITECH</a></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/tracciabilita-e-sostenibilita-per-le-filiere-agroalimentari/">Tracciabilità e sostenibilità per le filiere agroalimentari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Soluzioni Agritech: agroalimentare sostenibile e competitivo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/soluzioni-agritech-agroalimentare-sostenibile-e-competitivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 13:10:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[agritech]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il settore agroalimentare vive oggi una fase di profonda trasformazione, in cui tradizione e innovazione devono coesistere per rispondere alle sfide della sostenibilità e della competitività globale. La transizione ecologica, infatti, non è soltanto un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore agroalimentare vive oggi una fase di profonda trasformazione, in cui tradizione e innovazione devono coesistere per rispondere alle sfide della sostenibilità e della competitività globale. La transizione ecologica, infatti, non è soltanto un obbligo imposto dalle normative o un vincolo richiesto dai mercati, ma una grande occasione di crescita e di riposizionamento per le imprese che sapranno coglierla. Accanto alla qualità intrinseca dei prodotti DOP e IGP, diventa sempre più importante il valore immateriale che li accompagna: la <strong>trasparenza dei processi</strong>, la capacità di <strong>raccontare il territorio</strong>, <strong>l’impegno per l’ambiente e per le comunità locali</strong>.</p>
<p>In questo contesto, il ruolo della ricerca e della <strong>collaborazione tra università, centri di innovazione e imprese si fa decisivo</strong>. Le soluzioni tecnologiche devono dialogare con i saperi tradizionali, trasformando la conoscenza scientifica in strumenti concreti e accessibili anche alle realtà di piccole dimensioni. Allo stesso tempo, la digitalizzazione apre scenari inediti: dalla raccolta e analisi dei dati alla creazione di piattaforme condivise, dalle applicazioni di intelligenza artificiale alla possibilità di monitorare in tempo reale gli impatti ambientali e sociali delle produzioni.</p>
<p>In questo numero, la Fondazione Agritech, in collaborazione con la Fondazione Qualivita, presenta le <strong>soluzioni dedicate o applicabili alle filiere a Indicazione Geografica</strong>, con particolare attenzione a <strong>cinque ambiti</strong> chiave di ricerca e innovazione.</p>
<h2><span style="color: #b8d878;">Tema 1: INNOVAZIONE TECNOLOGICA</span></h2>
<ul>
<li>Predizione della durata di conservazione del vino e dell’olio extravergine d’oliva</li>
<li>Rivelazione presintomatica di patologie delle piante con la spettroscopia Raman</li>
<li>Grano tenero in alta quota: una risorsa per la qualità</li>
<li>AI e agricoltura di precisione: immagini e dati per coltivazioni più sostenibili</li>
</ul>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/INNOVAZIONE-TECNOLOGICA-Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">Vedi le soluzioni del Tema 1</a></p>
<h2><span style="color: #167f3f;">Tema 2: QUALITÀ E ANALISI</span></h2>
<ul>
<li>Imaging iperspettrale per il monitoraggio nutrizionale della vite</li>
<li>Spettroscopia Raman per l’identificazione rapida di clostridi nel latte</li>
<li>Valutazione qualitativa del latte crudo tramite spettroscopia Raman non distruttiva</li>
<li>Analisi del DNA a tutela della filiera olearia e vitivinicola</li>
<li>Il ruolo della risonanza magnetica nucleare per la qualità del miele</li>
<li>Risonanza magnetica nucleare per la qualità dello zafferano</li>
<li>OLI-VI. Caratterizzazione Analitica delle Filiere Olio e Vino in Puglia e Sicilia</li>
<li>Olio e vino – Quando la qualità si riconosce in laboratorio</li>
</ul>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/QUALITA-E-ANALISI-Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">Vedi le soluzioni del Tema 2</a></p>
<h2><span style="color: #0f756a;">Tema 3: SOSTENIBILITÀ E IMPATTI AMBIENTALI</span></h2>
<ul>
<li>AgriHub – Il portale per la sostenibilità della filiera agroalimentare</li>
<li>Applicazione web per misurare la circolarità dei prodotti agroalimentari</li>
<li>SOSTAGRIND: indicatori digitali per l’agroalimentare sostenibile</li>
<li>Tradizione e futuro: così ASSESS “racconta” la sostenibilità della vitivinicoltura</li>
<li>Un calcolatore semplificato di impronta idrica per le aziende agricole italiane</li>
<li>Sostenibilità del pane da grani antichi: compromessi ambientali ed economici</li>
<li>Misurazione e reporting della sostenibilità ambientale e sociale nelle PMI agricole</li>
<li>Sostenibilità ambientale delle filiere agroalimentari</li>
</ul>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/sostenibilita-Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">Vedi le soluzioni del Tema 3</a></p>
<h2><span style="color: #157ca6;">Tema 4: TRACCIABILITÀ E AUTENTICITÀ</span></h2>
<ul>
<li>Nuove prospettive per la tutela dei prodotti alimentari: il caso del miele</li>
<li>Valutazione dell’impiego di cagliata fresca o conservata nella mozzarella vaccina</li>
<li>Filiera trasparente: il primo riso in Italia con identità digitale per ogni confezione</li>
<li>InSTraDaRe il futuro: dalla sperimentazione nuove opportunità per le filiere DOP e IGP</li>
<li>Nuove metodologie per la sostenibilità, tracciabilità e autenticità dei mieli italiani</li>
<li>Poderi-Track: modulo digitale per la tracciabilità nelle filiere agroalimentari</li>
<li>Smart tool per l’autenticazione del formaggio Canestrato di Castel del Monte</li>
<li>Un approccio avanzato per la tracciabilità geografica di olio e vino</li>
</ul>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/Tracciabilita-e-autenticita-Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">Vedi le soluzioni del Tema 4</a></p>
<h2><span style="color: #77c5d2;">Tema 5: VALORIZZAZIONE</span></h2>
<ul>
<li>Origine, tecnologia e qualità: il valore competitivo dell’agroalimentare italiano</li>
<li>Consumo sostenibile di vino &#8211; un’analisi tra le Gen Z italiane e americane</li>
<li>Valorizzare i prodotti agroalimentari con studi sui benefici per la salute</li>
</ul>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/Valorizzazione-Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">Vedi le soluzioni del Tema 5</a></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-03" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 28 / N° 03/2025</strong></a></p>
<p><b><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/speciale-agritech-completo_Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTO LO SPECIALE AGRITECH</a></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/soluzioni-agritech-agroalimentare-sostenibile-e-competitivo/">Soluzioni Agritech: agroalimentare sostenibile e competitivo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un francobollo per i 25 anni della Fondazione Qualivita</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/un-francobollo-per-i-25-anni-della-fondazione-qualivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 13:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Q25]]></category>
		<category><![CDATA[Qualivita2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è tenuta a Roma, il 10 settembre 2025, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), la presentazione del francobollo celebrativo per il 25° anniversario della Fondazione Qualivita, alla presenza del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuta a Roma, il 10 settembre 2025, presso il <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong> (MIMIT), la <strong>presentazione del francobollo celebrativo per il 25° anniversario della Fondazione Qualivita</strong>, alla presenza del <strong>Sottosegretario Fausta Bergamotto</strong>. L’emissione, <strong>realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato</strong> e distribuita da <strong>Poste Italiane</strong> all’interno della serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy – Settore alimentare”, va ben oltre la dimensione cerimoniale: rappresenta infatti un segnale politico e culturale che riconosce la centralità delle Indicazioni Geografiche e, con esse, della DOP Economy nel posizionamento internazionale dell’Italia.</p>
<p><strong> Fondata a Siena nel 2000</strong>, la Fondazione Qualivita ha operato in questi venticinque anni come strumento di <strong>valorizzazione delle produzioni DOP e IGP</strong>, favorendo processi di crescita sostenibile nei territori rurali, rafforzando il ruolo dei Consorzi di tutela e contribuendo alla costruzione di solide alleanze a livello nazionale ed europeo. In questo quadro, il francobollo non è soltanto un elemento commemorativo, ma la formalizzazione di un percorso nel quale le IG hanno assunto un ruolo strutturale nelle politiche industriali e commerciali del Paese.</p>
<p>Particolarmente significativa la scelta grafica della lettera “Q” come elemento distintivo del francobollo. La “Q” di Qualità sintetizza il cammino intrapreso dalla Fondazione insieme ai Consorzi di tutela e alle istituzioni pubbliche, volto a promuovere una diffusa cultura della qualità alimentare e a rafforzare l’identità del Made in Italy.</p>
<blockquote><p><strong>Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy – Settore alimentare</strong></p>
<p>L’emissione che celebra Qualivita si affianca ad altri francobolli dedicati al settore alimentare, anch’essi parte della serie tematica “Le eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”, presentata il 10 settembre 2025 presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), alla presenza del Sottosegretario Fausta Bergamotto. Tra questi: Pallini, nel 150° anniversario della fondazione; i Nocciolini di Chivasso; Molinari Italia; Fabbri 1905; Oleificio Zucchi; e il Riso Carnaroli. Un mosaico che evidenzia come il Made in Italy agroalimentare sia riconosciuto non solo come patrimonio economico, ma anche come elemento culturale e identitario, meritevole di rappresentazione ufficiale.</p></blockquote>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-03" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 28 / N° 03/2025</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/COnsortium-28-Francobollo-1.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>Osservatorio Ricerca IG &#8211; Consortium 2025/03</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-consortium-2025-03/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 11:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricerche segnalate: uno studio dell’Università di Pisa sull’effetto della macellazione in allevamento rispetto alla macellazione tradizionale sul benessere animale e sulla qualità della carne di Cinta Senese DOP. Una ricerca internazionale analizza il comportamento dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-consortium-2025-03/">Osservatorio Ricerca IG &#8211; Consortium 2025/03</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricerche segnalate: uno studio dell’Università di Pisa sull’effetto della macellazione in allevamento rispetto alla macellazione tradizionale sul benessere animale e sulla qualità della carne di Cinta Senese DOP. Una ricerca internazionale analizza il comportamento dei consumatori riguardo alla produzione vinicola sostenibile evidenziando tendenze emergenti nella catena del valore sostenibile. L’Università di Sassari con il suo studio esamina l&#8217;impatto di fattori socio-economici, tecnologici, naturali-ecologici e politico-giuridici sul turismo rurale nelle regioni italiane evidenziando l’impatto positivo sul turismo rurale della ricchezza ecologica e culturale. Infine un’analisi di mercato delle Università degli Studi di Firenze e Università degli Studi di Padova sul valore territoriale del marchio e il comportamento d&#8217;acquisto dei consumatori quando l&#8217;etichetta biologica coesiste con diversi livelli di brand equity territoriale (nel nostro caso, l&#8217;Indicazione Geografica).</p>
<h4>GLI STUDI DELL&#8217;OSSERVATORIO</h4>
<p><strong>Il valore territoriale del marchio nel mercato del vino e il ruolo dell&#8217;etichetta biologica: la prospettiva del consumatore</strong><br />
A. Dominici, F. Boncinelli, E. Marone, L. Casini</p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>. La certificazione biologica può rappresentare una potente strategia di marketing differenziante per i produttori di vino. Tuttavia, il ruolo di questa certificazione<br />
nell&#8217;attrarre i consumatori dipende dalla sua sinergia con altri fattori ad essa associati e interagiscono, come il marchio. Questo studio esamina le percezioni<br />
e il comportamento d&#8217;acquisto dei consumatori quando l&#8217;etichetta biologica coesiste con diversi livelli di brand equity territoriale (nel nostro caso, l&#8217;Indicazione Geografica). È stato condotto un esperimento fattoriale tra soggetti 2 (brand equity dell&#8217;Indicazione Geografica: alta vs. bassa) per 2 (biologico: etichetta biologica vs. nessuna etichetta) per testare gli effetti dell&#8217;interazione di queste due dimensioni. I dati sono stati raccolti da 412 consumatori di vino. I risultati dimostrano che quando<br />
il brand equity territoriale è basso, l&#8217;etichetta biologica aumenta la percezione del gusto dei consumatori, la qualità percepita e la disponibilità a pagare un prezzo più alto. Al contrario, la certificazione biologica non influenza significativamente il comportamento d&#8217;acquisto dei consumatori per i vini di marca ad alto valore.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong><br />
Ente di ricerca: Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Padova<br />
Anno: 2025<br />
Pubblicato: Food Quality and Preference, Volume 126, May 2025<br />
Link: https://doi.org/10.1016/j.foodqual.2024.105419<br />
Parole chiave: Organic label; territorial brands; consumers&#8217; perceptions</p>
<p><strong>Mettere in discussione il modello di business della produzione vinicola sostenibile: il caso dei viticoltori francesi della “Vallée du Rhône”</strong><br />
J. Lichy, M. Kachour, P. Stokes</p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>. Questo studio sviluppa ed esamina nuove prospettive su atteggiamenti e comportamenti riguardanti la produzione vinicola sostenibile e i concetti di Business Model (BM) che li circondano. Utilizza più metodi: due focus group, un sondaggio (n = 350) e sette interviste approfondite. L&#8217;obiettivo è analizzare la produzione e il consumo<br />
di vino sostenibile in un contesto specifico al fine di comprendere meglio le sfide, le opportunità e le aspettative che i produttori di vino devono affrontare e le condizioni<br />
in cui operano. Allo stesso modo, il documento identifica le tendenze emergenti nella catena del valore sostenibile. Questa ricerca è di grande importanza in quanto l&#8217;industria vinicola costituisce un&#8217;importante industria globale con un impatto ambientale<br />
sostanziale. I risultati della ricerca mostrano la necessità di: una visione strategica integrata; una diversificazione nei servizi legati al vino; e comunicazioni di marketing per informare ed educare i consumatori, in linea con l&#8217;innovazione del BM. Data l&#8217;attuale scarsità di ricerca in questo campo, il presente studio fornisce spunti e implicazioni innovativi e preziosi per manager aziendali, decisori politici e studiosi.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong><br />
Ente di ricerca: IDRAC Business School, University of Sunderland, ESSCA School of Management, De Montfort University<br />
Anno: 2023<br />
Pubblicato: Journal of Cleaner Production, Volume 417, 10 September 2023<br />
Link: https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2023.137891<br />
Parole chiave: Sustainable wine production; environmental quality; sustainable production; SDGs</p>
<p><strong>L&#8217;impatto dei fattori socio-economici sullo sviluppo del turismo rurale: il caso italiano basato su un&#8217;analisi regionale</strong><br />
F. Piras, F. Pedes</p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>. Le aree rurali italiane offrono significative opportunità turistiche a supporto delle economie locali e dello sviluppo sostenibile. Questo studio esamina l&#8217;impatto di fattori socio-economici, tecnologici, naturali-ecologici e politico- giuridici sul turismo rurale nelle 21 regioni italiane. Utilizzando dati statistici e analisi di correlazione, sono stati valutati cinque macrofattori per determinarne l&#8217;influenza sulla prevalenza dell&#8217;agriturismo come misura dello sviluppo del turismo rurale. La metodologia ha previsto un&#8217;analisi di correlazione, che include la valutazione delle relazioni bivariate tra le variabili, supportata da solidi test statistici per garantirne l&#8217;affidabilità. I risultati principali indicano che i progressi tecnologici, in particolare nella digitalizzazione e nell&#8217;innovazione agricola, sono strettamente associati alla crescita del turismo rurale, insieme a fattori come il PIL regionale e le risorse naturali-ecologiche. Lo studio rivela che anche livelli più elevati di istruzione degli agricoltori e la ricchezza del patrimonio ecologico e culturale all&#8217;interno delle regioni hanno un impatto positivo sul turismo rurale. Queste informazioni forniscono una preziosa guida per i decisori politici e le parti interessate nella formulazione di strategie che promuovano il turismo rurale e lo sviluppo regionale, ponendo l&#8217;accento sulla digitalizzazione, la tutela ambientale e l&#8217;istruzione. Questa ricerca amplia la nostra comprensione dei fattori che guidano il turismo rurale in Italia, offrendo una base per interventi mirati che migliorano la resilienza economica e sostengono il turismo sostenibile nelle aree rurali.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong><br />
Ente di ricerca: Università di Sassari<br />
Anno: 2025<br />
Pubblicato: Tourism &amp; Hospitality 2025, 6(1), 3<br />
Link: https://doi.org/10.3390/tourhosp6010003<br />
Parole chiave: Turismo DOP; rural tourism; cluster analysis; agritourism; sustainable tourism</p>
<p><strong>Benessere animale e qualità della carne: l&#8217;impatto della macellazione in allevamento sui suini di razza Cinta senese</strong><br />
R. E. Amarie, J. Goracci, L. Casarosa, et al.</p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>. Questo studio ha valutato gli effetti della macellazione in allevamento (OF) rispetto alla macellazione tradizionale (TS) sul benessere animale, sulla qualità della carne e sulla sicurezza microbiologica nei suini di razza Cinta senese allevati all&#8217;aperto. Quaranta suini sono stati macellati utilizzando entrambi i metodi in diverse stagioni, consentendo l&#8217;analisi delle influenze ambientali tramite l&#8217;Indice Temperatura- Umidità (THI). Sono stati valutati parametri ematici (cortisolo, LDH, CPK), cariche microbiche della carcassa e della carne e caratteristiche tecnologiche della qualità della carne. I suini macellati in azienda hanno mostrato livelli significativamente più bassi di cortisolo, LDH e CPK, indicando un ridotto stress fisiologico. La carne di questi animali presentava anche un pH più basso 24 ore post-mortem, suggerendo una migliore attività glicolitica e una migliore conservazione dei tratti qualitativi. L&#8217;analisi microbiologica non ha mostrato differenze significative tra i due metodi, con tutte le carcasse rimaste entro le soglie di sicurezza, sebbene le conte mesofile tendessero a essere inferiori nelle carcasse OF. Le condizioni ambientali, in particolare il THI nelle due settimane precedenti la macellazione, hanno influenzato alcune cariche microbiche nella carne, ma non nelle carcasse. I risultati dimostrano che la macellazione OF è un&#8217;alternativa praticabile che può ridurre significativamente lo stress degli animali e mantenere sia la qualità della carne che la sicurezza microbiologica, offrendo un&#8217;opzione sostenibile ed etica per l&#8217;allevamento di suini su piccola scala o al pascolo.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong><br />
Ente di ricerca: Università di Pisa, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana<br />
Anno: 2025<br />
Pubblicato: Meat Science, Volume 230, December 2025<br />
Link: https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2025.109949<br />
Parole chiave: Animal Welfare; Meat Quality; Microbiological Safety; Cinta Senese PDOFatty acids</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-03/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 28 / N° 03/2025</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/10/Osservatori-Consortium-28.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;OSSERVATORIO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-consortium-2025-03/">Osservatorio Ricerca IG &#8211; Consortium 2025/03</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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