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	<title>Rapporto Ismea &#8211; Qualivita 2025 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Rapporto Ismea &#8211; Qualivita 2025 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Evocazione delle IG: i rischi legali per le filiere delle conserve e dell&#8217;olio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/evocazione-delle-ig-i-rischi-legali-per-le-filiere-delle-conserve-e-dellolio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 07:48:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Dop economy orienta in modo determinante le scelte del consumatore. Il valore di un alimento è indissolubilmente legato alla legalità della sua narrazione Il sistema delle Indicazioni Geografiche (IG) non rappresenta soltanto una bandiera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Dop economy orienta in modo determinante le scelte del consumatore. Il valore di un alimento è indissolubilmente legato alla legalità della sua narrazione</em></p>
<p>Il sistema delle Indicazioni Geografiche (IG) non rappresenta soltanto una bandiera culturale del settore agroalimentare, ma costituisce un comparto economico centrale. <strong>Secondo il Rapporto Ismea-Qualivita, la DOP economy nazionale ha superato la soglia storica di 20,7 miliardi di euro</strong> di valore alla produzione, facendo registrare una crescita del +25% rispetto al 2020 e arrivando a coprire il 19% del fatturato complessivo dell&#8217;agroalimentare italiano. All&#8217;interno di questo scenario, il solo comparto del cibo ha oltrepassato i 9,6 miliardi di euro (+7,7% su base annua).</p>
<p>Considerato che <strong>l&#8217;intera filiera agroalimentare rappresenta circa il 15% del PIL nazionale</strong>, il peso delle produzioni certificate assume un valore politico e industriale strategico. Se si stringe <strong>il focus sulle filiere dell&#8217;olio extravergine e delle olive</strong>, i dati mostrano un&#8217;accelerazione senza precedenti:<strong> il valore alla produzione degli oli DOP e IGP ha messo a segno una crescita del +46,9%</strong>, attestandosi a 194 milioni di euro, con un valore al consumo che ha toccato i 258 milioni di euro (+47,8%) e un export volato a 102 milioni di euro (+25,3%).</p>
<p>Tuttavia, questa forte spinta competitiva genera una conseguenza diretta: la tentazione commerciale di &#8220;agganciarsi&#8221; alla reputazione di questi nomi protetti è altissima. In tale quadro, la fattispecie più complessa da gestire in sede di pianificazione industriale e di conformità dell&#8217;etichetta è l&#8217;evocazione. Questo rischio riguarda sia chi formula prodotti convenzionali, sia chi progetta prodotti composti utilizzando ingredienti d&#8217;eccellenza.</p>
<h4>IL CONCETTO DI EVOCAZIONE E IL NUOVO QUADRO REGOLAMENTARE UE</h4>
<p>Il consolidamento della tutela delle IG è stato ulteriormente rafforzato con l&#8217;entrata in vigore del Regolamento UE 2024/1143 sulle indicazioni geografiche per vino, bevande spiritose e prodotti agricoli.</p>
<p>Questo testo normativo, applicabile a tutti i prodotti alimentari, ha ridefinito i confini della protezione eretta a difesa dei produttori e dei consumatori europei.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Alimenti &#8211; Produzione &amp; Igiene </strong></p>
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		<title>L&#8217;Arancia Rossa di Sicilia è la terza IGP dell&#8217;ortofrutta per valore</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/larancia-rossa-di-sicilia-e-la-terza-igp-dellortofrutta-per-valore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 14:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Arancia Rossa di Sicilia IGP consolida il suo ruolo tra le eccellenze dell&#8217;agroalimentare italiano. Secondo il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita, è il terzo prodotto ortofrutticolo italiano a indicazione geografica per valore e produzione, con una crescita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Arancia Rossa di Sicilia IGP consolida il suo ruolo tra le eccellenze dell&#8217;agroalimentare italiano. Secondo il <strong>XXIII Rapporto Ismea-Qualivita</strong>, è il <strong>terzo prodotto ortofrutticolo italiano</strong> a indicazione geografica per valore e produzione, con una <strong>crescita dell&#8217;8,4% dei volumi</strong> e un valore vicino ai 20 milioni di euro (+11,8%).</p>
<p>Una filiera che coinvolge oltre 500 aziende agricole e circa 460 operatori certificati, inserita in un contesto regionale positivo, con<strong> la Sicilia che registra un incremento del 4% della Dop economy</strong>, mentre l&#8217;intera area del sud e delle isole cresce del 3,4%. A questo risultato si accompagna una novità sul fronte dei controlli.</p>
<p><strong>A vigilare sulla conformità della produzione sarà ora Csqa</strong> (Certificazione Sicurezza Qualità Agroalimentare), primo organismo di certificazione italiano nel settore agroalimentare. Il ministero dell&#8217;Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha autorizzato il passaggio delle attività di controllo con un decreto entrato in vigore il primo luglio, dopo l&#8217;acquisizione da parte di Csqa del ramo d&#8217;azienda dedicato alla certificazione regolamentata e volontaria di Check Fruit.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Sicilia</strong></p>
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		<title>DOP e IGP: le certificazioni ci salvano dalle frodi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-le-certificazioni-ci-salvano-dalle-frodi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 06:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Csqa, primo ente accreditato per dare le certificazioni: «DOP e IGP sono un airbag che salva consumatori e filiera dalle frodi alimentari» La forza del made in Italy si basa su un pilastro invisibile: la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Csqa, primo ente accreditato per dare le certificazioni: «DOP e IGP sono un airbag che salva consumatori e filiera dalle frodi alimentari»</em></p>
<p>La<strong> forza del made in Italy</strong> si basa su un pilastro invisibile: <strong>la certificazione alimentare e la filiera controllata</strong>. Prima ancora che in Italia se ne parlasse, più di 35 anni fa nasceva <strong>Csqa</strong>, il primo ente italiano accreditato nel food: ogni giorno 300 dipendenti e 500 esperti sul campo controllano migliaia di prodotti (siamo a 130 mila operatori).</p>
<p>Le eccellenze italiane certificate sono quasi 24 mila, <strong>Dop e Igp sono 331</strong>, con un <strong>valore alla produzione che supera i 9,6 miliardi</strong>. Di questi, <strong>82 sono garantiti da Csqa</strong>, la cui certificazione aggredisce la concorrenza sleale e tutela i consumatori.</p>
<p>Come nasce un marchio di qualità? Per ottenere il riconoscimento Igp o Dop occorre dimostrare che la denominazione è in uso da almeno trent&#8217;annie che certe caratteristiche qualitative siano legate in modo diretto al territorio di provenienza.</p>
<p>«È un lavoro di ricostruzione storica e scientifica: servono documenti, fotografie, ricettari e testimonianze che provino la continuità di utilizzo e l&#8217;unicità del prodotto», spiega a Moneta chi segue passo passo questo percorso. Si parte dalla verifica storica e documentale, poi si costituisce un comitato promotore, si definisce un territorio e si redige un disciplinare tecnico, una sorta di «carta d&#8217;identità» del prodotto. «Dop e Igp non sono semplici etichette rassicuranti: sono sistemi di garanzia &#8211; <strong>spiega Maria Chiara Ferrarese, direttore generale e ad di Csqa</strong> &#8211; che agiscono prima dell&#8217;acquisto, non dopo il problema. È una tutela ex ante, che riduce il rischio ancora prima di portare il prodotto nel carrello».</p>
<p>Soprattutto per gli stranieri, ci sono prodotti che «suonano italiani» ma italiani non sono. Secondo il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rapporto Ismea-Qualivita 2025</strong></a>, l&#8217;export Dop e Igp ha raggiunto 12,3 miliardi di euro (+8,2%), con il cibo certificato che per la prima volta supera i 5 miliardi (+12,7%) e il vino a denominazione che tocca i 7,19 miliardi, pari all&#8217;88% di tutto l&#8217;export vinicolo nazionale. Nell&#8217;arco di un decennio, l&#8217;export del solo comparto food Dop e Igp è cresciuto del 91%. L&#8217;Italia è il primo Paese al mondo per numero di indicazioni geografiche riconosciute: 897 prodotti, davanti a Francia (775), Spagna (393) e Grecia (283).</p>
<p>«Ma il Consumatore medio ha pochissimi strumenti per o:ientarsi. <strong>La certificazione Dop e Igp fa chiarezza perché garantisce &#8220;da dove&#8221; arriva davvero quel prodotto</strong>, protegge il nome da usi impropri, difende una storia, uni cultura, un territorio. Non tutela solo la salute o la qualità: tutela e semplifica anche l&#8217;informazione», sottolinea la manager. Una volta ottenuto il riconoscimento, il controllo del rispetto dei disciplinari è affidato dal ministero dell&#8217;Agricoltura (Masaf) &#8211; tramite l&#8217;ispettorato centrale qualità e repressione frodi &#8211; a organismi accreditati come Csqa. Sul fronte dell&#8217;export, mercato americano (con i122%) resta il principale sbocco ma anche il più critico a causa dei dazi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Moneta</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Expo DOP e IGP, la nuova Europa che racconta cibi e territori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/expo-dop-e-igp-la-nuova-europa-che-racconta-cibi-e-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Milano una nuova Europa che racconta i cibi dei territori grazie alla prima Expo itinerante delle Dop e delle Igp. L&#8217;assessore Beduschi: il sistema delle Indicazioni Geografiche di qualità non si traduce soltanto in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da Milano una nuova Europa che racconta i cibi dei territori grazie alla prima Expo itinerante delle Dop e delle Igp. L&#8217;assessore Beduschi: il sistema delle Indicazioni Geografiche di qualità non si traduce soltanto in disciplinari</em></p>
<p>Partirà da Milano, nella primavera del 2027, la <a href="https://www.qualivita.it/news/al-via-da-milano-lexpo-europea-itinerante-delle-dop-e-igp/" target="_blank" rel="noopener"><strong>prima edizione dell&#8217;Expo itinerante delle Dop e delle Igp</strong></a>, promossa da <strong>Arepo</strong> &#8211; l&#8217;associazione che riunisce 35 regioni europee di 8 stati membri e oltre 8mila associazioni di produttori &#8211; insieme a <strong>Origin</strong>, la rete europea dei consorzi di tutela.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-e-consorzi-di-tutela-cosi-litalia-vuole-consolidare-il-primato-in-europa/" target="_blank" rel="noopener"><strong> L&#8217;annuncio è arrivato a Tuttofood 2026</strong></a>, dove Alessandro Beduschi, presidente di Arepo e assessore all&#8217;Agricoltura di Regione Lombardia, ha presentato l&#8217;iniziativa <strong>nel corso del talk &#8220;Dop Economy: il valore europeo delle Indicazioni Geografiche tra competitività e territori&#8221;</strong>, con la partecipazione del ministro Francesco Lollobrigida, di Riccardo Deserti, presidente di Origin, e di Paolo De Castro, presidente di Nomisma, Mauro Rosati, Direttore di Origin Italia e Fondazione Qualivita e Cesare Baldrighi, presidente Origin Italia.</p>
<p>L&#8217;idea è <strong>un evento che attraversi tutte le capitali europee per avvicinare i cittadini al sistema delle Indicazioni Geografiche</strong>: non solo disciplinari e bollini, ma territori, biodiversità e identità non replicabile.</p>
<p>«Vogliamo presentare il sistema delle indicazioni geografiche di qualità &#8211; <strong>ha spiegato Beduschi</strong> &#8211; che non si traduce soltanto in disciplinari, ma in terre magnifiche e nel fatto di non essere replicabili: i nostri prodotti si possono fare solo nelle nostre aree e secondo regole precise». Milano non è una scelta casuale. <strong>L&#8217;Italia è il primo paese europeo per numero di prodotti Dop e Igp</strong>, e la Lombardia è la prima regione per valore dei formaggi Dop. La Dop economy regionale ha raggiunto nel 2024 un valore di 2,9 miliardi di euro (+13%), con 75 prodotti certificati e oltre 8.200 operatori (dati Regione Lombardia). A trainare è appunto il lattiero-caseario: oltre 2 miliardi, pari al 70% dell&#8217;intera Dop economy lombarda. Dati che si inseriscono in una Dop economy nazionale da 20,7 miliardi, con 864.441 occupati e una crescita del 25,3% dal 2020 al 2024 (<a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rapporto Ismea-Qualivita 2025</strong></a>).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://argomenti.ilsole24ore.com/tag/lombardia" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore &#8211; Lombardia</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La forza delle filiere in un&#8217;economia incerta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-forza-delle-filiere-in-uneconomia-incerta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 08:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Filiere agroalimentari DOP e IGP motore economico del sud Italia: l’export agroalimentare regionale ha superato i 5,5mld di euro e sfida dazi e crisi di mercato Si è da poco chiuso Vinitaly 2026 e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-forza-delle-filiere-in-uneconomia-incerta/">La forza delle filiere in un&#8217;economia incerta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Filiere agroalimentari DOP e IGP motore economico del sud Italia: l’export agroalimentare regionale ha superato i 5,5mld di euro e sfida dazi e crisi di mercato</em></p>
<p>Si è da poco chiuso Vinitaly 2026 e la Campania lascia Verona con un bilancio che parla da sé. Centosettanta cantine, un padiglione ispirato alla Louis Vuitton America’s Cup, un posto d’onore tra le rappresentanze più numerose della manifestazione che ha raccolto circa 90mila presenze e oltremillebuyer internazionali. Non si tratta di una fotografia del folklore ma della misura di un sistema produttivo che, in un’<strong>economia attraversata da <a href="https://www.qualivita.it/news/effetto-guerra-sul-cibo-prezzi-piu-alti-ed-export-giu/" target="_blank" rel="noopener">tensioni geopolitiche</a></strong>, <strong>spinte inflazionistiche</strong>, <a href="https://www.qualivita.it/news/crolla-lexport-verso-lamerica-colpiti-cibo-tessile-e-legno/" target="_blank" rel="noopener"><strong>dazi statunitensi</strong></a> e <strong>rallentamento dei consumi</strong>, continua a scommettere sulla <strong>qualità come infrastruttura strategica</strong>.</p>
<p>Viene allora da chiedersi perchémai un territorio dovrebbe presentarsi compatto, con un’unica identità visiva, proprio quando tutto intorno si frammenta. La risposta è nei numeri. Il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rapporto Ismea-Qualivita 2025</strong></a> attesta che «<em>la Dopeconomy italiana raggiunge 20,7mld di euro di valore alla produzione nel 2024, con una crescita del 25% rispetto al 2020</em>», mentre <strong>l’export delle Indicazioni Geografiche supera i 12mld</strong>.</p>
<p>Nello stesso quadro, il Sud procede più spedito, crescendo del 3,4% su base annua, con la Campania a +3,1%. <strong>A trainare il Mezzogiorno è l’agroalimentare</strong>, in crescita del +13,1% contro un Centro- Nord in flessione (Svimez, 2025). Questo apparente paradosso si spiega solo riconoscendo come le filiere identitarie, ancorate al territorio, resistono meglio agli shock esogeni rispetto alle catene globali. La Campania non è un caso marginale.</p>
<p><strong>L’export agroalimentare regionale ha superato i 5,5mld di euro</strong>, frutto di una dinamica espansiva che dura da oltre un decennio (Istat, 2025). Il vigneto conta oggi quasi 25mila ettari vitati e una produzione 2025 in crescita di quasi il 10%, controcorrente rispetto ai valori nazionali.</p>
<h4>La forza delle filiere meridionali</h4>
<p>Diciannove denominazioni di origine protetta, dieci indicazioni geografiche, un cuore produttivo Irpinia-Sannio che genera l’85% della produzione Dop regionale. Accanto al vino, la <strong>Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong> ha chiuso il 2025 con un aumento della produzione (+3,35%), unica filiera nell’agroalimentare italiano a gestire una piattaforma decennale di tracciabilità con oltre 1mln di dati controllati (Consorzio Mozzarella di Bufala Campana Dop, <a href="https://www.mozzarelladop.it/mozzarella-dop-allarme-per-aumento-costi-produttivi" target="_blank" rel="noopener">2026</a>). Ma anche la <strong>Pasta di Gragnano IGP</strong>, decimo prodotto italiano per valore tra le Dop-Igp food, destina oltre il 50% del proprio fatturato all’export (Ismea, 2025).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere del Mezzogiorno &#8211; L&#8217;Economia</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-forza-delle-filiere-in-uneconomia-incerta/">La forza delle filiere in un&#8217;economia incerta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Montasio DOP: peptidi bioattivi, sostenibilità ESG e montagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-peptidi-bioattivi-sostenibilita-esg-e-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 06:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio di sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ESG]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=518615</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il XXIII Rapporto ISMEA-Qualivita sulla DOP Economy (2025) colloca il Montasio DOP al nono posto tra i formaggi italiani a Indicazione Geografica. Nel 2024 il Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio ha pubblicato il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-peptidi-bioattivi-sostenibilita-esg-e-montagna/">Montasio DOP: peptidi bioattivi, sostenibilità ESG e montagna</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il XXIII Rapporto ISMEA-Qualivita sulla DOP Economy (2025) colloca il Montasio DOP al nono posto tra i formaggi italiani a Indicazione Geografica. Nel 2024 il Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio ha pubblicato il proprio primo Bilancio di Sostenibilità</em></p>
<p>Il <strong>Montasio DOP</strong> esprime l’evoluzione dell’economia lattiero-casearia del Nord-Est Italia, trasformando una tradizione secolare in un caso di studio per il mercato dei cibi funzionali. Protetta dal sistema delle Indicazioni Geografiche UE, la denominazione risponde oggi alle richieste di trasparenza dei consumatori attraverso una tracciabilità integrale e la valorizzazione dei prodotti di montagna. L’analisi dei dati produttivi e delle recenti evidenze biochimiche ne delinea il potenziale strategico per gli operatori internazionali.</p>
<h4>Numeri e rotte commerciali della DOP</h4>
<p>Il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/">XXIII Rapporto ISMEA-Qualivita sulla <strong>DOP Economy</strong></a> (2025) colloca il <strong>Montasio DOP</strong> al <strong>nono posto</strong> tra i formaggi italiani a Indicazione Geografica, con una produzione certificata di 5.939 tonnellate nel 2024 (-1,7% rispetto al 2023), un <strong>valore alla produzione</strong> di <strong>53 milioni di euro</strong> (+0,6%), un valore al consumo di 95 milioni di euro (+0,5%) e un valore all’export di 4,6 milioni di euro (+3%).</p>
<p>Sul fronte commerciale, il bilancio d’esercizio 2024 del Consorzio di tutela segnala la vendita di <strong>780.973 forme</strong>. Circa 70.000 forme, pari al <strong>9% </strong>della produzione consorziale, riportano la dicitura <strong>‘Prodotto della Montagna’</strong> (PDM), riservata alle lavorazioni avvenute oltre i 600 metri di altitudine (Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio, 2025).</p>
<p>La filiera coinvolge oltre <strong>40 produttori</strong>, 14 stagionatori e circa 795 aziende agricole zootecniche. Il dato <strong>export</strong> — 4,6 milioni di euro, intorno al <strong>7% della produzione</strong> — evidenzia margini di sviluppo significativi, con focus su Austria e Germania quali mercati chiave della campagna europea ‘<em>Eccellenze DOP: un savoir-faire tutto europeo</em>‘, cofinanziata dall’UE, e potenziale dichiarato anche su Polonia, Giappone e Nord America (Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio, 2024).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>La strategia ESG e l’impatto ambientale</h4>
<p>Nel 2024 il Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio ha pubblicato il proprio <strong>primo Bilancio di Sostenibilità</strong>, strumento di rendicontazione non finanziaria che misura e comunica l’impatto della filiera lungo le dimensioni ambientale, sociale e di governance (ESG). Il documento — finanziato nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale per il Veneto 2023–2027 — rappresenta un passo significativo verso la trasparenza strutturata e la credibilità istituzionale della denominazione (Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio, 2024).</p>
<p>Sul piano ambientale, le azioni documentate includono lo sviluppo di <strong>packaging a basso impatto</strong>, la <strong>ricerca</strong> sull’impiego di ceppi batterici autoctoni per ridurre l’uso di additivi, e attività di riduzione della muffa sotto crosta come leva per limitare gli scarti di prodotto. Il Consorzio ha inoltre avviato progetti di ricerca in partnership con università — in primo luogo l’Università di Udine — e ha aderito all’Agenda 2030 dell’ONU, rendicontando il proprio contributo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.</p>
<p>Sul piano sociale, il Bilancio documenta programmi di <strong>educazione nutrizionale</strong> negli istituti scolastici, iniziative di contrasto allo spreco alimentare e azioni a sostegno delle comunità rurali del territorio di produzione. Sul fronte della governance, il Consorzio ha rendicontato la propria struttura, lo statuto, i 51 soci, i 4 dipendenti e le 792 analisi di controllo svolte nel 2024, oltre a un <strong>rating ESG</strong> che misura e confronta nel tempo i risultati conseguiti.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/montasio-formaggio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>greatitalianfoodtrade.it</strong></a></p>
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		<title>Certificazione accreditata delle Indicazioni Geografiche: leva della Dop economy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/certificazione-accreditata-delle-indicazioni-geografiche-leva-della-dop-economy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 08:13:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mauro Rosati racconta come le Indicazioni Geografiche rappresentino uno degli asset più rilevanti del Made in Italy e come l’accreditamento degli organismi di controllo costituisca una infrastruttura di garanzia per imprese, mercati e consumatori. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mauro Rosati racconta come le Indicazioni Geografiche rappresentino uno degli asset più rilevanti del Made in Italy e come l’accreditamento degli organismi di controllo costituisca una infrastruttura di garanzia per imprese, mercati e consumatori.</em></p>
<p>Il rapporto <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/"><strong>Ismea-Qualivita 2025</strong></a> restituisce una fotografia molto chiara del <a href="https://www.qualivita.it/news/pubblicato-il-podcast-il-valore-strategico-della-dop-economy/" target="_blank" rel="noopener"><strong>settore del cibo e del vino delle Indicazioni Geografiche</strong></a> nel nostro Paese: oltre 20 miliardi di euro di valore alla produzione, più di 12 miliardi di export e quasi il 19% dell’agroalimentare nazionale rappresentato da prodotti DOP, IGP e STG.</p>
<p>Con il <strong>Direttore Generale della Fondazione Qualivita, Mauro Rosati</strong>, facciamo un viaggio nella DOP Economy italiana: numeri, prospettive, nuove regole europee e il ruolo decisivo della certificazione accreditata nel garantire qualità e sicurezza.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Intervista a Mauro Rosati, Direttore Generale di Fondazione Qualivita" src="https://omny.fm/shows/accredia/intervista-a-mauro-rosati-direttore-generale-di-fondazione-qualivita/embed?media=Audio&amp;size=Wide" width="100%" height="180" frameborder="0"></iframe></p>
<p><strong><em>L’Italia è il primo Paese europeo per numero di Indicazioni Geografiche registrate: quasi 1.000 diversi prodotti tra cibo, vini e bevande spiritose. Qual è la caratteristica specifica del modello italiano?</em></strong></p>
<p>La DOP economy è uno dei settori italiani più dinamici: <strong>negli ultimi cinque anni è cresciuta del 25%</strong>, dimostrando resilienza anche nelle crisi come durante la pandemia. A livello macro, il valore è concentrato al Nord, ma la crescita è diffusa su tutto il territorio: in quasi ogni Comune è presente una DOP o IGP.</p>
<p>Rilevante la capacità di export: anche le piccole imprese dei sistemi IG presidiano i mercati esteri. La DOP o IGP è una patente che consente di crescere più rapidamente, in Italia e all’estero, per chi sa valorizzarla. Negli ultimi dieci anni sono stati registrati 72 nuovi prodotti, con una<strong> tendenza crescente verso la certificazione regolamentata</strong>, riconosciuta come garanzia.</p>
<p>Elemento distintivo del modello italiano sono i <strong>consorzi di tutela</strong>, un sistema che, quando funziona, genera economie solide. È un modello produttivo e organizzativo che struttura le filiere, favorisce innovazione e dialogo con le comunità, presidia reputazione, ambiente e tradizioni. Centrali sono anche qualità, tracciabilità, trasparenza e collaborazione lungo la filiera, che assicurano alle imprese maggiore stabilità sui mercati.</p>
<p><strong><em>A livello globale, lo scenario è complesso per tutti i settori economici. Su quali leve possono contare le imprese dell’agroalimentare DOP e IGP per restare competitive?</em></strong></p>
<p>Diciamo che il nostro vino, i nostri prosciutti, le nostre eccellenze agroalimentari dipendono molto dalla geopolitica. Può sembrare un ossimoro che il locale dipenda dal globale, ma è così: oggi <strong>il 24% del volume d’affari delle DOP e IGP è sui mercati internazionali</strong>, pari a circa 12,3 miliardi di euro al consumo. Quasi un quinto dell’export agroalimentare italiano è composto da DOP e IGP.</p>
<p>Le Indicazioni Geografiche nascono proprio nel contesto della collaborazione internazionale: dalla <strong>Convenzione di Parigi del 1883</strong> fino al Regolamento europeo del 1992. Questo dimostra che, quando esistono regole condivise e riconosciute tra Stati, le IG diventano uno strumento efficace di commercio.</p>
<p>Quando, però, viene meno un quadro certo, come sta accadendo con la crisi delle grandi istituzioni internazionali, tutto si complica. Crescono le barriere e gli Stati tendono a chiudersi: negli ultimi cinque anni il Global Trade Alert ha registrato <strong>57mila nuove barriere al commercio</strong>. Considerando anche il ruolo ormai indebolito del WTO, per un settore che genera valore soprattutto sui mercati esteri la situazione diventa molto complessa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.magazinequalita.it/certificazione-accreditata-delle-indicazioni-geografiche-leva-della-dop-economy/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Magazine Qualità</strong></a></p>
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		<title>Gli italiani e i consumi alimentari. Stili di vita e sguardi al futuro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/gli-italiani-e-i-consumi-alimentari-stili-di-vita-e-sguardi-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 08:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consumi alimentari, gli italiani prestano attenzione sempre maggiore al rapporto qualità prezzo: il valore tangibile del prodotto sale in primo piano, cresce l&#8217;interesse per le marche del distributore e la Dop economy supera i 20 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consumi alimentari, gli italiani prestano attenzione sempre maggiore al rapporto qualità prezzo: il valore tangibile del prodotto sale in primo piano, cresce l&#8217;interesse per le marche del distributore e la Dop economy supera i 20 miliardi € di valore. Il cibo si conferma bussola di benessere, cambia la società e cambiano le priorità del consumatore</em></p>
<p>Un <strong>mondo in bilico tra instabilità e progresso</strong> segna la fine della globalizzazione. <strong>Incertezze politiche, guerre, cambiamenti climatici</strong> <strong>e transizione energetica</strong> destabilizzano le popolazioni e gli equilibri mondiali. In questo clima di caos il mondo appare fragile, scenario che si riflette sui comportamenti dei consumatori e ne determina le scelte.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://italiani.coop/rapporto-coop-2025-winter-edition/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ultimo Rapporto Coop (clicca qui per leggere il rapporto)</strong></a> realizzato in collaborazione con Nomisma rivela che solo il 396 delle persone interpellate è ottimista che nei prossimi anni la situazione possa migliorare.</p>
<p>Conflitti, spese militari, dazi, misure restrittive che si riflettono sul valore del commercio influiscono sullo scenario globale:</p>
<ul>
<li>la logistica è il nuovo terreno della geopolitica,</li>
<li>la globalizzaaione lineare lascia spazio a un commercio frammentato, selettivo e strategico;</li>
<li>le tensioni geopolitiche rendono il futuro del commercio più incerto che mai.</li>
</ul>
<p>Il passaggio è epocale, la trasformazione strutturale. <strong>La globalizzazione si dissolve</strong> e si trasforma in un sistema più selettivo. Si scommette sull&#8217;intelligenza Artificiale come moltiplicatore della produttività, con impatti positivi o negativi ancora da verificare.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>DOP ECONOMY, IN CRESCITA</h4>
<p>L&#8217;analisi dei <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener">XXIII Rapporto Ismea-Oualivita</a> evidenzia che nel 2024 il comparto della DOP Economy italiana ha raggiunto un valore alla produzione di 20,7 miliardi di euro, con un incremento del +3,5% rispetto all&#8217;anno precedente. Per il quarto anno consecutivo aumenta il comparto del cibo, che con un +7,7% supera i 9,6 miliardi di euro, e l&#8217;<strong>export dei prodotti DOP IGP registra risultati che toccano i 12,3 miliardi di euro (+ 8,2%)</strong>.</p>
<p>Aumenta anche il numero di <strong>Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell&#8217;agricoltura</strong>: 328 realtà attive su tutto il territorio italiano che coordinano l&#8217;attività di 184.000 operatori dei comparti cibo, vino e bevande spiritose, generando lavoro per oltre 864.000 occupati. L&#8217;export si attesa a 12,3 miliardi di euro dove il settore cibo si attesta a 5,15 miliardi di curo (+12,7% annuale), con una dinamica a doppia cifra per formaggi, ortofrutticoli e cereali, oli di oliva. Gli Stati Uniti si confermano primo mercato di destinazione assorbendo oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane DOP IGP.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>La nuova mappa del benessere italiano</h4>
<p><strong>Gli italiani riscrivono la mappa del proprio benessere</strong> riducendo i consumi e privilegiando esperienze e relazioni. Scelgono sempre più spesso <strong>salute</strong>, <strong>prevenzione</strong> e <strong>tempo di qualità</strong>, con cibo, sport e svago culturale che diventano i pilastri di uno <strong>stile di vita sobrio e consapevole</strong>.</p>
<p><strong>Calano i consumi legati a lusso</strong>, auto dì proprietà e shopping compulsivo, il nuovo motto è &#8220;meno, ma meglio&#8221;.</p>
<p>Cibo, prevenzione e stile di vita sano suggeriscono diete controllate, meal prep, alimenti funzionali e pasti cucinati in casa: <strong>la tendenza è acquistare solo l&#8217;indispensabile</strong>, riparare anziché sostituire, <strong>preferire prodotti sostenibili</strong> anche se più costosi. Una logica che mette al centro la qualità e la durata, più che la quantità e l&#8217;accumulo.</p>
<ul>
<li>6 italiani su 10 indicano una dieta sana e bilanciata come uno dei principali accorgimenti per la cura di sé,</li>
<li>oltre il 90% di loro vogliono aumentare la propria abitudine di cucinare in casa,</li>
<li>7 italiani su 10 vedono nell&#8217;IA un elemento chiave per la cucina del futuro.</li>
</ul>
<p>La cucina è il laboratorio simbolico di questa trasformazione. <strong>Meal prep, nuove ricette e persino l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale ai fornelli</strong> raccontano la volontà dì coniugare innovazione e tradizione, piacere e salute. La cucina resta presidio di identità e convivialità, ma si reinventa per rispondere a nuove esigenze di funzionalità.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Ingegneria Alimentare</strong></p>
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		<title>Agroalimentare DOP e IGP, settore traino dell&#8217;economia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-dop-e-igp-settore-traino-delleconomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 08:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agroalimentare, i numeri in crescita dei risultati di marchi IGP e DOP che spingono produzione e export. Dall&#8217;Expo di Milano 2015 la rivalutazione delle potenzialità italiana nell&#8217;opinione pubblica Considerato spesso e a torto come un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-dop-e-igp-settore-traino-delleconomia/">Agroalimentare DOP e IGP, settore traino dell&#8217;economia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agroalimentare, i numeri in crescita dei risultati di marchi IGP e DOP che spingono produzione e export. Dall&#8217;Expo di Milano 2015 la rivalutazione delle potenzialità italiana nell&#8217;opinione pubblica</em></p>
<p>Considerato spesso e a torto come un settore di serie B nell&#8217;economia italiana, dai tempi dell&#8217;<strong>Expo 2015 di Milano</strong> in poi, il cui tema fu &#8220;Nutrire il pianeta, energia per la vita&#8221;, con il tempo <strong>l&#8217;agroalimentare si e ritagliato un ruolo di prim&#8217;ordine</strong> non solo nei numeri, ma anche nella considerazione dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>All&#8217;interno di questo comparto, <a href="https://www.qualivita.it/dop-economy/" target="_blank" rel="noopener"><strong>il fiore all&#8217;occhiello e il ruolo di traino appartengono alla Dop economy italiana</strong></a> che, secondo l&#8217;analisi del <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>XXIII Rapporto Ismea-Qualivita</strong></a>, continua il suo trend positivo. Il settore, infatti, <strong>raggiunge 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione nel 2024</strong> (+3,5% su base annua), registrando una crescita del +25% rispetto al 2020 e contribuendo per il 19% al fatturato complessivo dell&#8217;agroalimentare nazionale. Prosegue <strong>per il quarto anno consecutivo l&#8217;aumento del comparto</strong> del cibo che con un +7,7% superasi 9,6 miliardi, mentre il vino imbottigliato si conferma stabile a 11 miliardi.</p>
<p>Ottimi<strong> i risultati dell&#8217;export dei prodotti DOP e IGP</strong> (Indicazione Geografica Protetta), che nel 2024 raggiunge i 12,3 miliardi (+8,2%) grazie al &#8220;doppio record&#8221; del settore cibo (per la prima volta sopra &#8220;i 5 miliardi) e del settore vino (prima volta oltre 7 miliardi).</p>
<p>Cresce nell&#8217;anno anche <strong>il numero di Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero dell&#8217;agricoltura</strong>: 328 realtà attive in tutta Italia che coordinano il lavoro di 184.000 operatori dei comparti cibo, vino e bevande spiritose generando lavoro per oltre 864.000 occupati. Complessivamente, per cibo e vino, l&#8217;export cresce sia nei Paesi UE (+5,9%) che nei Paesi extra-UE (+10,4%), con gli USA primo mercato di destinazione con oltre un quinto (22%) delle esportazioni italiane DOP IGP.</p>
<p>Non manca un campanello d&#8217;allarme: un focus realizzato con <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Origin Italia</strong></a> evidenzia che, a ottobre 2025, il 48% delle filiere avverte gli <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dazi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>effetti negativi dei dazi statunitensi</strong></a> e il 61% dei Consorzi ha avviato strategie di diversificazione dei mercati, sebbene solo uno su tre preveda un impatto significativo dei dazi nel lungo periodo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Prealpina</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-dop-e-igp-settore-traino-delleconomia/">Agroalimentare DOP e IGP, settore traino dell&#8217;economia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>La Dop economy non finisce mai di stupire: intervista a Mauro Rosati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-non-finisce-mai-di-stupire-intervista-a-mauro-rosati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 08:07:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=515516</guid>

					<description><![CDATA[<p>Intervista a Mauro Rosati, direttore di Origin e Qualivita sull&#8217;importanza della DOP economy in un periodo di forti incertezze economiche nella cornice di un perenne &#8220;stato di crisi&#8221; Anche se ci dovremmo essere abituati, sorprendono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-dop-economy-non-finisce-mai-di-stupire-intervista-a-mauro-rosati/">La Dop economy non finisce mai di stupire: intervista a Mauro Rosati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista a Mauro Rosati, direttore di Origin e Qualivita sull&#8217;importanza della DOP economy in un periodo di forti incertezze economiche nella cornice di un perenne &#8220;stato di crisi&#8221;</em></p>
<p>Anche se ci dovremmo essere abituati, sorprendono e inorgogliscono sempre i dati contenuti nel <strong>Rapporto Annuale Ismea- Qualivita</strong> sullo stato di salute e i numeri di quella che ormai all’unanimità si chiama <strong>DOP economy</strong>, ossia del mondo delle Indicazioni Geografiche (DOP, IGP e STG).</p>
<p>Nel report 2025 vediamo che la DOP economy genera un valore di <strong>20,7 miliardi di euro, in crescita del 3,5%</strong> rispetto all’anno precedente e con un export che vola a <strong>+8,2%</strong>. Gli <strong>897</strong> prodotti IG ci collocano al primo posto in Europa e in valore ormai rappresentano il <strong>19%</strong> dello già florido agroalimentare italiano.</p>
<p>I prodotti <strong>del latte</strong> <strong>DOP,IGP e STG</strong> sono <strong>57</strong> mentre quelli a base di <strong>carne 50</strong>. I primi hanno un valore alla produzione di <strong>5.9 miliardi di euro</strong> e registrano una crescita di ben il <strong>10.5%</strong> rispetto all’anno precedente, con un export di ben il <strong>42%</strong>.</p>
<p>È impossibile sintetizzare tutti i numeri di questo asset dell’agroalimentare italiano per cui vi consigliamo la lettura integrale del <strong><a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/">Rapporto Annuale Ismea-Qualivita 2025</a></strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
</p>
<div class='avia-iframe-wrap'><iframe loading="lazy" title="La DOP economy non finisce mai di stupire - Intervista a Mauro Rosati" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/-HXEPeLxmWY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ruminantia.it/la-dop-economy-non-finisce-mai-di-stupire/" target="_blank" rel="noopener">Ruminantia.it</a></p>
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