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	<title>Effetto Brexit sul settore DOP IGP italiano &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Effetto Brexit sul settore DOP IGP italiano &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Dalla Brexit all&#8217;effetto &#8220;Bregret&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dalla-brexit-alleffetto-bregret/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 07:34:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la Brexit, il reset dell’intero corpus giuridico normativo in materia e l’uscita definitiva della Gran Bretagna dal territorio doganale e fiscale UE stanno rivoluzionando gli scambi economici d’oltremanica In meno di otto anni si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con la Brexit, il reset dell’intero corpus giuridico normativo in materia e l’uscita definitiva della Gran Bretagna dal territorio doganale e fiscale UE stanno rivoluzionando gli scambi economici d’oltremanica</em></p>
<p>In meno di otto anni si è passati dall&#8217;entusiasmo al rimorso: dopo aver votato a favore dell&#8217;uscita dalla UE, ora gli inglesi non sono più così sicuri di aver fatto la scelta giusta. La progressiva applicazione di questa scelta epocale si sta rivelando critica, complicata e penalizzante sia per la Gran Bretagna che per i suoi fornitori di beni e servizi. <strong>A subirne maggiormente gli effetti sono le imprese</strong>, ma <strong>a patirne i costi sono anche i consumatori</strong>. Non è cosa da poco riprendere il pieno controllo sulle politiche commerciali, di immigrazione e sulla normativa relativa all`<strong>import/export degli alimenti</strong>. Perdipiù, se si tratta di un Paese di 67 milioni di abitanti che di food è un importatore nettoi. Infatti solo il 58% del cibo consumato nel Regno Unito è realizzato internamente contro ben il 42% che è importato generando un giro d`affari superiore ai 61 miliardi di sterline. Il 73% di questo flusso di import proviene dall`UE, con l`Italia quale settimo fornitore di agrifood con una quota di mercato del 6,5% nel 2023 (fonte <strong>Qualivita su dati ICE</strong>).</p>
<h4><strong>&gt;&gt; <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/">Consulta il report &#8220;Effetto Brexit sul settore DOP IGP italiano&#8221; di Fondazione Qualivita</a> &lt;&lt;</strong></h4>
<p>A 4 anni di distanza, secondo un sondaggio del quotidiano<strong> The Independen</strong>t, la maggioranza dei cittadini britannici prova una sorta di &#8220;<strong>Bregret</strong>&#8220;, e cioè di rimorso per aver votato nel 2016 a favore della Brexit perché ha contribuito ad aggravare la crisi economica nel Regno Unito. I numeri del resto parlano chiaro: secondo il <strong>Centre for Economic Performance della London School of Economics</strong>, l`uscita dalla UE avrebbe aggiunto, fino a fine 2023, quasi 6 miliardi di sterline alle spese alimentari dei sudditi di Sua Maestà, specie di quelli più svantaggiati economicamente, da sempre inclini a destinare all`acquisto di cibo quote maggiori del proprio reddito rispetto alle fasce più abbienti (circa 1`11%). La causa? L`aumento del +6% in due anni del prezzo degli alimenti, che si sono tradotti almeno fino al 2021, in un aggravio di 210 sterline della spesa alimentare media a parità di carrello.</p>
<p>Controlli alle frontiere, oneri doganali, procedure burocratiche, aumento dei tempi di trasporto hanno innalzato inevitabilmente i costi di barriera non tariffaria (NTB, Non-Tariff Barriers), con effetti sulle imprese sia comunitarie sia britanniche. Il peso di queste nuove spese è stato subito trasferito dalle aziende sul consumatore finale: con il risultato, secondo i dati ufficiali dell`<strong>Office for National Statistics</strong>, che l`inflazione annuale dei prezzi alimentari nel marzo 2023 nel Regno Unito ha raggiunto il 19%. È il tasso più alto degli ultimi 45 anni. Un elemento che ha orientato i consumatori verso alimenti più economici spingendo, per esempio, nel 2022 una persona su quattro a un minor acquisto di verdure fresche (fonte Veg Power).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p style="text-align: left;">Fonte: <strong>Il Latte</strong></p>
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		<title>Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/effetto-brexit-sul-settore-italiano-dop-igp-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 10:18:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[BREXITDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A quattro anni dall’uscita del Regno Unito dall’UE, una ricerca di Origin Italia in collaborazione con Fondazione Qualivita fornisce un quadro normativo e di mercato attualizzato, con analisi degli scambi agroalimentari UK-Italia e dell’impatto della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A quattro anni dall’uscita del Regno Unito dall’UE, una ricerca di Origin Italia in collaborazione con Fondazione Qualivita fornisce un quadro normativo e di mercato attualizzato, con analisi degli scambi agroalimentari UK-Italia e dell’impatto della Brexit sulle Indicazioni Geografiche</em></p>
<p>La Brexit è stata uno degli eventi geopolitici più rilevanti della storia contemporanea europea, con forti impatti in ambito economico e sociale. Dal 2016, anno del referendum che ha visto il 52% dei cittadini britannici optare per l’uscita dall’Unione Europea, ha avuto inizio un lungo e complesso processo negoziale per definire le regole e le condizioni dei rapporti tra il Regno Unito e i Paesi membri dell’UE. Il settore agroalimentare è stato profondamente toccato da questo storico cambiamento e, durante gli anni in cui si è definito il processo di uscita del Regno Unito dall’Unione, sono stati affrontati e discussi numerosi temi sia a livello politico che nella società civile, alimentando incertezze e preoccupazioni tra rappresentanti e operatori del settore nei diversi Paesi europei.</p>
<p>Uno dei punti chiave delle trattative ha riguardato la tutela e il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche nel Regno Unito, questione particolarmente rilevante per Paesi come l’Italia, che esporta molti prodotti DOP e IGP nel mercato britannico. L’accordo raggiunto e oggi in vigore, prevede il mantenimento della protezione per tutte le denominazioni registrate nell’UE fino al 2020 anche se, naturalmente, per i prodotti IG valgono le nuove regole relative all’esportazione di generi agroalimentari nel Regno Unito. A otto anni dall’inizio del processo che ha portato alla Brexit, Origin Italia ha promosso uno studio per offrire un’analisi dell’attuale situazione dei prodotti agroalimentari italiani DOP e IGP nel Regno Unito attraverso dati, informazioni e approfondimenti sugli aspetti economici e normativi più rilevanti per il settore.</p>
<blockquote><p><strong>Giovanni Gennai</strong>, statistico, responsabile dell’Area Ricerca della Fondazione Qualivita, si occupa da 10 anni del monitoraggio, l’analisi dati e la realizzazione di paper di settore per il sistema agroalimentare delle Indicazioni Geografiche.</p></blockquote>
<h4>Metodologia</h4>
<p>Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca nel corso del 2024 attraverso il monitoraggio, la raccolta e l’analisi di vari materiali (banche dati ufficiali, pubblicazioni istituzionali, studi e ricerche, aggiornamenti normativi, notizie), che sono stati selezionati e organizzati per tematica consultando numerosi fonti italiane, britanniche, europee e internazionali (istituzioni pubbliche, enti di ricerca, organizzazioni di settore, media). Per l’approfondimento di aspetti specifici, sono stati contattati alcuni referenti istituzionali e operatori di mercato dei prodotti DOP IGP nel Regno Unito. Sono state inoltre realizzate due indagini dirette, a un campione di Consorzi di tutela dei prodotti agroalimentari DOP IGP italiani con export in UK e a un campione di aziende associate. Il materiale e i dati analizzati sono stati organizzati nello studio secondo quattro sezioni principali.</p>
<ul>
<li>La sezione “Scenario” esamina il quadro di contesto dal referendum del 2016 all’Accordo sugli scambi e la cooperazione entrato in vigore nel 2021 e le successive regole in materia di controlli doganali e accesso al mercato, insieme a un’analisi attualizzata del sistema agroalimentare UK attraverso schede descrittive con dati, informazioni e trend per i vari ambiti del comparto agrifood (produzione, consumi, distribuzione, ristorazione, e-commerce).</li>
<li>La sezione “Mercato” analizza i dati relativi agli scambi agroalimentari del Regno Unito negli ultimi anni, con particolare attenzione ai rapporti con l’Italia, considerando i flussi nel periodo a cavallo del 2020, anno in cui è terminato il periodo di transizione previsto dall’Accordo di recesso ed è stato definito l’Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione fra l’UE e il Regno Unito.</li>
<li>La sezione “Normativa e accordi” disamina l’attuale quadro giuridico di riferimento per le Indicazioni Geografiche europee nel Regno Unito, con una “Guida per la registrazione delle nuove IG in UK” (per le denominazioni registrate dal 2021), insieme a un quadro degli aspetti relativi all’uso di una IG nel Regno Unito, le regole per l’importazione dei prodotti agroalimentari, approfondimenti sugli accordi bilaterali del Regno Unito in tema di IG, sulle attività dei Consorzi di tutela in UK e sugli enti di riferimento per il settore.</li>
<li>La sezione “Brexit e DOP IGP italiane” approfondisce il punto di vista del settore IG, attraverso l’analisi dei risultati delle indagini svolte sui Consorzi di tutela e le imprese: a partire dalla descrizione del mercato UK per le DOP IGP italiane, si analizzano i canali di accesso e le leve di posizionamento delle IG italiane, le difficoltà e gli effetti maggiormente avvertiti dagli operatori, le azioni messe in atto e le prospettive percepite dagli attori del settore.</li>
</ul>
<h4><span style="font-size: 18px;">Risultati</span></h4>
<p>Dallo studio emergono forti conseguenze della Brexit sul settore agroalimentare nel Regno Unito e sugli equilibri nei rapporti commerciali con i Paesi partner. Effetti che riguardano in particolare le nuove barriere commerciali, che hanno complicato gli scambi con l’incremento di procedure, di tempi e di costi per gli operatori; l’aumento dei prezzi nel Regno Unito, con impatto sui margini dei produttori, dei distributori e sulla spesa dei consumatori; la ridefinizione delle catene di approvvigionamento come effetto delle incertezze legate alle nuove normative doganali e fitosanitarie, che hanno portato le aziende a cercare nuovi fornitori e rinegoziare contratti; la mancanza di forza lavoro con la fine della libera circolazione dei cittadini UE che ha ridotto gli stagionali, in particolare nel settore della produzione agricola e della ristorazione, nonché su una certa forza lavoro specializzata; i nuovi equilibri commerciali con la perdita dei benefici legata all’appartenenza al mercato unico europeo che ha indotto una parte di aziende a diversificare i mercati di esportazione; la difformità degli standard UK-UE con l’opportunità per il Regno Unito di controllare le normative e gli standard agroalimentari, ma che ha generato difficoltà per i produttori che devono conformarsi alla normativa nazionale e soddisfare i criteri UE per l’export, confondendo i cittadini sulla percezione della sicurezza alimentare. In questo quadro, il sistema agroalimentare italiano ha fornito una prova di forza: con 4,53 miliardi di euro (2023) è la prima voce delle esportazioni italiane nel Regno Unito nonché il comparto con la crescita più alta dell’export in valore (+35% sul 2017). Infatti, sebbene la Brexit abbia comportato alcune “oscillazioni”, gli scambi agroalimentari fra Italia e UK hanno avuto chiaramente andamenti opposti negli ultimi anni: l’export dell’Italia verso il Regno Unito è rimasto stabile in quantità ed è cresciuto significativamente in valore, mentre le importazioni del nostro Paese dall’UK sono crollate sia in volume che in valore (Figura 1).</p>
<p>Per il settore del cibo DOP IGP nazionale, l’UK è il quarto mercato di destinazione, con una quota del 6% dell’export che coinvolge oltre 60 denominazioni made in Italy, in particolare formaggi (66%), prodotti a base di carne (16%) e aceti balsamici (17%). È da dire, però, che a fronte di un export complessivo del settore DOP IGP cresciuto del +19% in cinque anni, quello verso UK è diminuito del -6% e la quota di mercato del Regno Unito è passata dal 7,1% del 2018 al 5,9% del 2022. I Consorzi di tutela e le aziende italiane del settore DOP IGP, evidenziano alcune difficoltà legate in particolare all’aumento della burocrazia e ai trend negativi riscontrati sul mercato UK, come l’inflazione dei prezzi alimentari nel Regno Unito che preoccupa oltre l’80% dei cittadini che ha forti conseguenze nella GDO e nella ristorazione, soprattutto per i prodotti di qualità. D’altra parte la percezione dei consumatori britannici sull’agroalimentare del nostro Paese si conferma molto positiva, legata ai concetti di qualità, stile alimentare sano e cucina italiana e l’associazione fra “made in Italy” e “denominazione d’origine” è una forte leva di posizionamento.</p>
<p>Un quadro complesso, quindi, che non ha frenato il sistema italiano DOP IGP che in questi anni ha intrapreso una serie di azioni legate in particolare ad accordi commerciali, iniziative promozionali, campagne di comunicazione e formazione agli operatori, e che si mostra fiducioso, con l’86% delle aziende e dei Consorzi della Dop economy che prevede investimenti per mantenere o accrescere le quote di mercato nel Regno Unito (Figura 2).</p>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>La Brexit ha rappresentato un’esperienza unica nello scenario economico europeo e internazionale e i dati e gli elementi disponibili oggi permettono di fare considerazioni sugli effetti nel settore agroalimentare e delle Indicazioni Geografiche italiane.</p>
<p>Il primo elemento da evidenziare è la capacità del sistema di fare rete e organizzarsi anche attraverso una rappresentanza efficace in ambito europeo, capace di far valere le proprie istanze nel periodo di transizione e di collaborare con i negoziatori per garantire la protezione delle DOP IGP in UK nell’ambito dell’accordo sugli scambi e la cooperazione raggiunto fra le parti. Il secondo elemento è una evidente forza del settore agroalimentare italiano, che grazie alle sue caratteristiche peculiari come qualità, sicurezza e tracciabilità, riesce a rappresentare un driver del made in Italy nel Regno Unito e non solo.</p>
<p>Un ulteriore elemento che emerge è la resilienza del settore produttivo e in particolare del sistema dei Consorzi di tutela e delle imprese del comparto DOP IGP, che hanno messo in campo notevoli sforzi in questi anni di transizione per rispondere ai mutamenti normativi e di mercato e mantenere un elevato posizionamento della qualità agroalimentare made in Italy. La ricerca si pone come strumento di conoscenza per supportare gli attori del settore e accrescere la capacità di analisi e sviluppo del sistema italiano delle Indicazioni Geografiche.</p>
<blockquote><p><strong>Titolo</strong></p>
<p>Effetto Brexit sul settore DOP IGP italiano.<br />
Analisi di mercato e quadro normativo di settore; Indagine sui Consorzi di tutela e le imprese DOP IGP.</p>
<p><strong>Autore</strong></p>
<p>G. Gennai, D. Policastri, M. Rosati</p>
<p><strong>Fonte</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/" target="_blank" rel="noopener">https://www.qualivita.it/pubblicazioni/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/</a></p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Agenzia ICE &#8211; Italian Trade Agency, “Nota di mercato &#8211; Regno Unito Il mercato dei prodotti agroalimentari”, Londra, Marzo 2024</li>
<li>Ambasciata d’Italia a Londra, Ufficio dell’Addetto Agroalimentare, “Regno Unito &#8211; Commercio con l’estero di prodotti agroalimentari”, Londra, 2024</li>
<li>BBC, “New Brexit food checks will test Britain’s supply chains”, Londra, Gennaio 2024</li>
<li>CNN, “Brexit is finally coming for UK food imports, and prices could rise”, londra, Gennaio 2024</li>
<li>Centre for Economic Performance, London School of Economics and Political Science, “Non-tariff barriers and consumer prices: evidence from Brexit”, Londra, Dicembre 2022</li>
<li>European Commission, “EU-UK Trade and Cooperation Agreement: protecting European interests, ensuring fair competition, and continued cooperation in areas of mutual interest”, Bruxelles, Dicembre 2020</li>
<li>European Commission, “EU-UK RELATIONS: From the UK referendum to a new Trade and Cooperation Agreement”, Bruxelles, Dicembre 2020</li>
<li>European Committee of the Regions, Commission for Economic Policy, “New trade and economic relations between EU-UK: the impact on regions and cities”, Bruxelles, 2022</li>
<li>Europena Council, “The Protocol on Ireland and Northern Ireland explained”, Bruxelles, Maggio 2023</li>
<li>European Union, Gazzetta Ufficiale dell’UE, “Accordo sul recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall’Unione europea e dalla Comunità europea dell’energia atomica”, 2019/C 384 I/01</li>
<li>Fondazione Qualivita, “Rapporto Ismea-Qualivita 2023 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG ”, Siena, Dicembre 2023</li>
<li>Food Standard Agency, “Food System Strategic Assessment 2023”, Londra, Giugno 2023</li>
<li>Food Standard Agency, “FSA’s flagship survey shows food insecurity continues to rise”, Londra, Luglio 2023</li>
<li>GOV.UK, Department for Environment Food &amp; Rural Affairs, “Protected geographical food and drink names: UK GI schemes”, Londra, Dicembre 2020</li>
<li>House of Commons, “Retail sector in the UK”, Londra, Aprile 2024</li>
<li>ISMEA &#8211; Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare “Esportare formaggi freschi nel Regno Unito” Roma, Settembre 2023</li>
<li>Istat, “Coeweb &#8211; Statistiche del commercio estero”, Roma, Giugno 2024</li>
<li>Office for National Statistics, “Consumer price inflation, UK: September 2023”, Londra, Ottobre 2023</li>
<li>Politico, “New Brexit border tax triggers UK business backlash”, Aprile 2024</li>
<li>Statista, “Food shopping behavior in the UK &#8211; statistics &amp; facts”, Marzo 2024</li>
</ol>
</blockquote>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2024-03/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2024_03</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/10/Brexit-Consortium-24.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>DOP e IGP non sfondano sul web</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-non-sfondano-sul-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 06:35:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;e-commerce DOP e IGP hanno poca visibilità e sono usate male, ma la Brexit non le danneggia. Lo rivelano due report Origin Italia &#8211; Qualivita. Se DOP e IGP soffrono di scarsa visibilità e caratterizzazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nell&#8217;e-commerce DOP e IGP hanno poca visibilità e sono usate male, ma la Brexit non le danneggia. Lo rivelano due report Origin Italia &#8211; Qualivita.</em></p>
<p>Se <strong>DOP e IGP soffrono di scarsa visibilità e caratterizzazione sull&#8217;e-commerce</strong>, i prodotti a denominazione non patiscono la Brexit. Ma è <strong>necessario che i fondi promozionali per l&#8217;agroalimentare non vengano dimezzati</strong> come, invece, proposto dall&#8217;Ue.</p>
<p>Se si guarda al Regno Unito, l&#8217;<strong>agroalimentare è la prima voce delle esportazioni italiane</strong> Oltremanica, con 4,53 miliardi di euro, ed è il comparto con la crescita più alta dell&#8217;export in valore (+35% sul 2017). Pe<strong>r il settore cibo DOP-IGP, poi, l&#8217;UK è il quarto mercato di destinazione</strong>, con una quota del 6% dell&#8217;export, in particolare per formaggi (66%), prodotti a base di carne (16%) e aceti balsamici (17%). Sono i numeri del report <a href="https://www.qualivita.it/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP</strong></a>, realizzato da <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Origin Italia</strong></a> e <strong>Fondazione Qualivita</strong>.</p>
<p>Il direttore di Origin Italia, <strong>Mauro Rosati</strong>, sottolinea di voler &#8220;<strong>Supportare i Consorzi di tutela e le imprese delle filiere DOP e IGP</strong> con uno strumento di conoscenza e informazione. La crescita del sistema italiano di qualità e la sua capacità di rispondere alle emergenze di questi anni, passa proprio dal costante lavoro dei Consorzi e delle aziende del settore, impegnate a comprendere le evoluzioni per far fronte alle nuove sfide del mercato&#8221;.</p>
<p>Evoluzione e sfide che passano anche attraverso i canali di vendita online. Ma <strong>sulle varie piattaforme c&#8217;è poca distintività peri prodotti DOP IGP</strong>. A dirlo è ancora una <a href="https://www.qualivita.it/e-commerce-e-food-delivery-dop-igp-in-italia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>rilevazione di Origin Italia e Fondazione Qualivita</strong></a>, che ha interessato 7.400 referenze a indicazione geografica, presenti su 20 piattaforme di vendita, da giganti come Amazon, Ebay, Alibaba, Coop, Conad edEsselunga, fino a marketplace specializzati e start-up emergenti.</p>
<p>Ad emergere sono stati tre elementi. Il primo è che <strong>sono pochi, nel totale, i produttori DOP e IGP che utilizzano la vendita online</strong> e, tra di loro, sono numerosi quelli in cui le vetrine dei prodotti risultano incomplete.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Italia Oggi</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-non-sfondano-sul-web/">DOP e IGP non sfondano sul web</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Effetto Brexit, cresce il valore dell’export grazie a DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/effetto-brexit-cresce-il-valore-dellexport-grazie-a-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 07:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il report &#8220;Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP&#8221;, realizzato da Origin Italia in collaborazione con Fondazione Qualivita, mostra come il settore agroalimentare sia la prima voce delle esportazioni italiane in UK Il Regno Unito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/effetto-brexit-cresce-il-valore-dellexport-grazie-a-dop-e-igp/">Effetto Brexit, cresce il valore dell’export grazie a DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il report &#8220;Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP&#8221;, realizzato da Origin Italia in collaborazione con Fondazione Qualivita, mostra come il settore agroalimentare sia la prima voce delle esportazioni italiane in UK</em></p>
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<p>Il Regno Unito si è separato ufficialmente dall&#8217;Unione Europea nel 2020. Ma il report &#8220;<a href="https://www.qualivita.it/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP</strong></a>&#8220;, realizzato da <strong>Origin Italia</strong> in collaborazione con <strong>Fondazione Qualivita</strong> e col contributo del Ministero dell’Agricoltura, mostra come il settore agroalimentare sia la prima voce delle esportazioni italiane in UK con <strong>4,53 miliardi di euro nel 2023</strong> e il comparto con la crescita più alta dell&#8217;export in valore (+35% sul 2017). Quello britannico è il quarto mercato di destinazione per le denominazioni protette, piacciono in particolare formaggi, prodotti a base di carne e aceti balsamici.</p>
</div>
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<h4>L’export agroalimentare italiano in Uk</h4>
<div class="c-extendable-card__body">
<p>Nonostante la Brexit, l’export delle eccellenze agroalimentari italiane verso il Regno Unito sta volando. <strong>Il settore risulta la prima voce delle esportazioni italiane nel Regno Unito</strong> con 4,53 miliardi di euro nel 2023 e il comparto con la crescita più alta dell&#8217;export in valore (+35% sul 2017). Per il settore del cibo Dop Igp nazionale, il Regno Unito è il quarto mercato di destinazione, con una quota del 6% dell&#8217;export che coinvolge oltre 60 denominazioni made in Italy, in particolare formaggi (66%), prodotti a base di carne (16%) e aceti balsamici (17%). È quanto evidenzia il report &#8220;<strong>Effetto Brexit sul settore italiano Dop Igp</strong>&#8220;, realizzato da <strong>Origin Italia</strong> in collaborazione con <strong>Fondazione Qualivita</strong> e col contributo del Ministero dell&#8217;Agricoltura, a quattro anni dall&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione Europea (avvenuta ufficialmente nel 2020).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://tg24.sky.it/economia/2024/07/27/brexit-export-prodotti-dop-italia?card=1" target="_blank" rel="noopener">SkyTG24.it</a></strong></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/effetto-brexit-cresce-il-valore-dellexport-grazie-a-dop-e-igp/">Effetto Brexit, cresce il valore dell’export grazie a DOP e IGP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Dopo la Brexit l’agroalimentare italiano rallenta in UK, ma è sempre leader nelle esportazioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dopo-la-brexit-lagroalimentare-italiano-rallenta-in-uk-ma-e-sempre-leader-nelle-esportazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 07:20:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Report Origin Italia in collaborazione con Fondazione Qualivita: l’Italia è il primo fornitore per alcune categorie come la pasta ed il vino. C’era anche chi, all’epoca, parlava di un “terremoto” in arrivo, di un punto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dopo-la-brexit-lagroalimentare-italiano-rallenta-in-uk-ma-e-sempre-leader-nelle-esportazioni/">Dopo la Brexit l’agroalimentare italiano rallenta in UK, ma è sempre leader nelle esportazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Report Origin Italia in collaborazione con Fondazione Qualivita: l’Italia è il primo fornitore per alcune categorie come la pasta ed il vino.</em></p>
<p>C’era anche chi, all’epoca, parlava di un “terremoto” in arrivo, di un punto di non ritorno o di una serie di difficoltà che potevano mettere a dura prova il settore. Correva l’anno 2016, quello del referendum della <strong>Brexit</strong> attraverso il quale il 52% della popolazione britannica aveva scelto di lasciare l’Unione Europea. Un evento storico che ha cambiato il Vecchio Continente, e l’agroalimentare compreso, ma che, nonostante una serie di criticità innegabili, non ha affossato il <strong>wine &amp; food del Belpaese</strong> che, pur viaggiando a percentuali di export inferiori di quelle registrate in altri Paesi, ha confermato tutto il suo valore.</p>
<p>Una panoramica esaustiva e ricca di spunti si trova nel report “<a href="https://www.qualivita.it/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP</strong></a>”, realizzato da <strong>Origin Italia</strong> in collaborazione con <strong>Fondazione Qualivita</strong> per analizzare il quadro economico e normativo sul settore agroalimentare dei <b>prodotti Dop/Igp nel Regno Unito a quattro anni dalla sua uscita dall’Unione Europea</b> (il Paese ha formalmente lasciato l’Ue il 31 gennaio 2020).</p>
<p><strong>Obiettivo della ricerca</strong>, realizzata con il contributo del Ministero dell’Agricoltura, era offrire una fotografia dell’attuale contesto di riferimento attraverso l’analisi di dati, normative, ricerche e un’indagine diretta ai Consorzi e alle imprese del settore DOP e IGP italiano.</p>
<p>Non mancano i dati positivi e non sono pochi. <b>L’agroalimentare, infatti, è la prima voce delle esportazioni italiane nel Regno Unito con 4,53 miliardi di euro (2023) ed è il comparto con la crescita più alta dell’export in valore (+35% sul 2017); il cibo made in Italy in Uk ha un peso del 7% nel totale di quello destinato all’estero. Per il settore del cibo Dop e Igp nazionale, il Regno Unito è il quarto mercato di destinazione, con una quota del 6% dell’export che coinvolge oltre 60 denominazioni made in Italy, in particolare formaggi (66%), prodotti a base di carne (16%) e aceti balsamici (17%)</b>. Numeri che testimoniano la rilevanza strategica della partnership commerciale anche nel post-Brexit.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/dopo-la-brexit-lagroalimentare-italiano-rallenta-in-uk-ma-e-sempre-leader-nelle-esportazioni_532361/" target="_blank" rel="noopener">WineNews.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dopo-la-brexit-lagroalimentare-italiano-rallenta-in-uk-ma-e-sempre-leader-nelle-esportazioni/">Dopo la Brexit l’agroalimentare italiano rallenta in UK, ma è sempre leader nelle esportazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Brexit: il valore dell&#8217;export agroalimentare italiano cresce del +35% in sei anni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/brexit-il-valore-dellexport-agroalimentare-italiano-cresce-del-35-in-sei-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 07:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[BREXITDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Origin Italia: dopo la Brexit l&#8217;agroalimentare prima voce delle esportazioni italiane nel Regno Unito con 4,53 miliardi. Per le denominazioni protette Londra è il 4° mercato Alla fine, la Brexit non ha fatto inciampare l’export [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/brexit-il-valore-dellexport-agroalimentare-italiano-cresce-del-35-in-sei-anni/">Brexit: il valore dell&#8217;export agroalimentare italiano cresce del +35% in sei anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Origin Italia: dopo la Brexit l&#8217;agroalimentare prima voce delle esportazioni italiane nel Regno Unito con 4,53 miliardi. Per le denominazioni protette Londra è il 4° mercato</em></p>
<p class="atext">Alla fine, la <strong>Brexit</strong> non ha fatto inciampare l’export delle eccellenze agroalimentari italiane verso la Gran Bretagna. A dirlo è il <a href="https://www.qualivita.it/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/" target="_blank" rel="noopener">report appena pubblicato da Origin Italia sui prodotti DOP e IGP</a> nazionali con destinazione Londra: l’agroalimentare è la prima voce delle esportazioni italiane nel Regno Unito con 4,53 miliardi di euro e dal 2017 ad oggi &#8211; la Brexit è avvenuta nel 2020 &#8211; l’export è cresciuto del 35%. Si tratta del comparto con la crescita più alta.</p>
<p class="atext">Per il settore del <strong>cibo DOP e IGP</strong> made in Italy il <strong>Regno Unito è il quarto mercato di destinazione</strong>, con una quota del 6% dell’export, che coinvolge oltre 60 denominazioni made in Italy, in particolare <strong>formaggi</strong> (66%), <strong>prodotti a base di carne</strong> (16%) e <strong>aceti balsamici</strong> (17%).</p>
<p class="atext">Nel garantire il successo delle eccellenze nazionale sulle tavole britanniche, ricorda Origin, ha senz’altro avuto una parte l’accordo sugli scambi e la <strong>cooperazione Ue-Uk</strong>, che garantisce benefici per i produttori italiani (zero dazi, autocertificazioni, ecc) e la protezione delle DOP e delle IGP nel Regno Unito, oltre naturalmente alla percezione di qualità e al buon posizionamento dei prodotti made in Italy nel mercato britannico.</p>
<p class="atext">Tutti elementi positivi, questi, che sono riusciti a controbilanciare l’aumento dei costi e dei tempi di spedizione legati alla maggiore burocrazia, come evidenziato dal 75% delle aziende Dop italiane.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/la-brexit-fa-bene-dop-italiane-export-cresciuto-35percento-sei-anni-AFdm6W3C" target="_blank" rel="noopener">Il Sole 24 Ore</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/brexit-il-valore-dellexport-agroalimentare-italiano-cresce-del-35-in-sei-anni/">Brexit: il valore dell&#8217;export agroalimentare italiano cresce del +35% in sei anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP &#8211; SCARICA IL RAPPORTO</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/effetto-brexit-sul-settore-italiano-dop-igp-scarica-il-rapporto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 09:36:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[BREXITDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=472208</guid>

					<description><![CDATA[<p>Disponibile il Rapporto e-food DOP IGP Italia, l'analisi su 7.400 referenze DOP IGP nelle principali piattaforme italiane di e-commerce e food delivery.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/effetto-brexit-sul-settore-italiano-dop-igp-scarica-il-rapporto/">Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP &#8211; SCARICA IL RAPPORTO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex_column av_one_full  flex_column_div av-zero-column-padding first  avia-builder-el-0  el_before_av_one_half  avia-builder-el-first  " style='border-radius:0px; '><section class="av_textblock_section "  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock  '   itemprop="text" ><p><em><a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/" target="_blank" rel="noopener"><img class="adapt-img alignleft wp-image-472203 size-medium" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/07/IMM-EV-Brexit-2-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>Analisi sugli scambi agroalimentari UK-Italia e impatto sulle Indicazioni Geografiche<br />
</em></p>
<p>Pubblicato il report<strong> “Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP”</strong> realizzato da <a href="https://www.origin-italia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Origin Italia </strong></a>in collaborazione con<strong> Fondazione Qualivita</strong> per analizzare il quadro economico e normativo inerente il settore agroalimentare dei prodotti DOP IGP nel Regno Unito a quattro anni dalla sua uscita dall’Unione Europea.</p>
<p>Obiettivo della ricerca, realizzata con il contributo del <strong>Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste</strong>, è offrire una fotografia dell’attuale contesto di riferimento attraverso l’analisi di dati, normative, ricerche e un’indagine diretta ai Consorzi di tutela e alle imprese del settore DOP IGP italiano.</p>
<p>L’agroalimentare è la prima voce delle esportazioni italiane nel Regno Unito con <strong>4,53 miliardi di euro</strong> (2023) e il comparto con la crescita più alta dell’export in valore (<strong>+35% </strong>sul 2017). Per il settore del cibo DOP IGP nazionale, il Regno Unito è il <strong>4° mercato</strong> di destinazione, con una quota del <strong>6% dell’export</strong> che coinvolge oltre <strong>60 denominazioni</strong> made in Italy, in particolare <strong>formaggi</strong> (66%), <strong>prodotti a base di carne</strong> (16%) e <strong>aceti balsamici</strong> (17%). Numeri che testimoniano la rilevanza strategica della partnership commerciale anche nel post-Brexit.</p>
<p>Una fotografia che deriva da una molteplice serie di effetti conseguenti l’uscita del Regno Unito dall’UE. Tra gli aspetti positivi l’<strong>Accordo sugli scambi e la cooperazione UE-UK</strong> – che garantisce benefici per i produttori italiani (zero dazi, autocertificazioni, ecc) e la protezione delle DOP IGP nel Regno Unito – oltre alla percezione di qualità e al buon <strong>posizionamento</strong> dei prodotti made in Italy nel mercato britannico.</p>
<p>Fra gli elementi negativi l’<strong>inflazione </strong>dei prezzi alimentari che preoccupa oltre l’<strong>80% </strong>dei cittadini nel Regno Unito e le relative conseguenze sulla <strong>GDO</strong> (leva del prezzo, private label, ecc) e la <strong>ristorazione</strong> (disponibilità di spesa, carenza di personale, ecc). A questi si aggiungono<strong> nuove barriere </strong>per l’export agroalimentare dovute alla Brexit, con aumento di costi e di tempi legati alla maggiore <strong>burocrazia</strong>, come evidenziato dal <strong>75%</strong> delle aziende DOP IGP italiane.</p>
</div></section></div><div class="flex_column av_one_half  flex_column_div av-zero-column-padding first  avia-builder-el-2  el_after_av_one_full  el_before_av_one_half  column-top-margin" style='border-radius:0px; '><p><div   class='hr hr-default   avia-builder-el-3  el_before_av_hr  avia-builder-el-first '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'></span></span></div><br />
<div   class='hr hr-default   avia-builder-el-4  el_after_av_hr  el_before_av_pulsante_singolo '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'></span></span></div><br />
<div  class='avia-button-wrap avia-button-center  avia-builder-el-5  el_after_av_hr  el_before_av_hr ' ><a href='https://www.qualivita.it/pubblicazioni/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/'  class='avia-button   avia-icon_select-no avia-color-dark avia-size-medium avia-position-center '  target="_blank"   ><span class='avia_iconbox_title' >VAI ALLA PUBBLICAZIONE</span></a></div><br />
<div   class='hr hr-default   avia-builder-el-6  el_after_av_pulsante_singolo  avia-builder-el-last '><span class='hr-inner ' ><span class='hr-inner-style'></span></span></div></p></div></p>
<div class="flex_column av_one_half  flex_column_div av-zero-column-padding   avia-builder-el-7  el_after_av_one_half  el_before_av_textblock  column-top-margin" style='border-radius:0px; '><div   data-size='large'  data-lightbox_size='large'  data-animation='slide'  data-conditional_play=''  data-ids='472171'  data-video_counter='0'  data-autoplay='false'  data-bg_slider='false'  data-slide_height=''  data-handle='av_gallery_qualivita'  data-interval='5'  data-class=' avia-builder-el-8  avia-builder-el-no-sibling  '  data-el_id=''  data-css_id=''  data-scroll_down=''  data-control_layout='av-control-minimal'  data-custom_markup=''  data-perma_caption=''  data-autoplay_stopper=''  data-image_attachment=''  data-min_height='0px'  data-lazy_loading='disabled'  class='avia-slideshow avia-slideshow-1  av-control-minimal av-default-height-applied avia-slideshow-large av_gallery_qualivita  avia-builder-el-8  avia-builder-el-no-sibling   avia-slide-slider '  itemprop="image" itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" ><ul class='avia-slideshow-inner ' style='padding-bottom: 131.5%;' ><li  class=' av-single-slide slide-1 ' ><a href='https://www.qualivita.it/pubblicazioni/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/' target="_blank"  rel="noopener noreferrer" data-rel='slideshow-1' class='avia-slide-wrap '   ><img class="wp-image-472171 avia-img-lazy-loading-not-472171"  src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/07/COPERTINA-BREXIT_WEB.png" width="600" height="789" title='COPERTINA BREXIT_WEB' alt=''  itemprop="thumbnailUrl"   /></a></li></ul></div></div>
<section class="av_textblock_section "  itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost" ><div class='avia_textblock  '   itemprop="text" ><p>Un quadro complesso e con varie incertezze che non intacca la fiducia del sistema italiano, con l’<strong>86%</strong> delle aziende e dei Consorzi della <strong>Dop economy</strong> che prevede investimenti per mantenere o accrescere le quote di mercato. Per supportare questo impegno, lo studio fornisce le informazioni e le coordinate utili su quattro livelli principali: <strong>Scenario</strong>, <strong>Mercato</strong>, <strong>Normativa e Accordi</strong>, <strong>Impatto Brexit DOP IGP</strong>.</p>
<p>La sezione <strong>Scenario</strong> presenta il percorso Brexit e le nuove regole di accesso al mercato, oltre a un’analisi del sistema agroalimentare del Regno Unito con dati, informazioni e trend per gli ambiti di produzione, consumo, distribuzione, ristorazione, e-commerce, ecc.</p>
<p>Il capitolo <strong>Mercato</strong> analizza i dati relativi agli scambi commerciali del settore agroalimentare del Regno Unito nel periodo di transizione della Brexit, con particolare attenzione ai rapporti con l’Italia.</p>
<p>L’approfondimento su <strong>Normativa e accordi</strong> descrive l’attuale quadro giuridico per le DOP IGP nel Regno Unito oltre a una vera e propria “Guida per la registrazione delle nuove Indicazioni Geografiche in UK” per le denominazioni registrate dopo il 1 gennaio 2021.</p>
<p>La sezione <strong>Impatto Brexit DOP IGP </strong>offre il punto di vista del settore, attraverso i risultati di due indagini svolte presso i Consorzi di tutela e le imprese associate sugli effetti più avvertiti dagli operatori, le azioni messe in atto e le prospettive percepite dagli attori del settore.</p>
<p>Fonte: <strong>Origin Italia e Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><strong><a class="qualivitapdfnew" href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/07/20240725-CS-ORIGIN-ITALIA-ANALISI-BREXIT-E-DOP-IGP-.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p><em>Attività realizzata con il contributo Masaf D.M. n. 227563 del 2 maggio 2023.</em></p>
</div></section>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/effetto-brexit-sul-settore-italiano-dop-igp-scarica-il-rapporto/">Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP &#8211; SCARICA IL RAPPORTO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pubblicato il rapporto &#8220;Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pubblicato-il-rapporto-effetto-brexit-sul-settore-italiano-dop-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 09:31:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[BREXITDOPIGP]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=472195</guid>

					<description><![CDATA[<p>Analisi sugli scambi agroalimentari UK-Italia e impatto sulle Indicazioni Geografiche UK 4° mercato per le IG made in Italy, agroalimentare settore più forte nel post-Brexit. Nel report la guida normativa e l’indagine su Consorzi di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/pubblicato-il-rapporto-effetto-brexit-sul-settore-italiano-dop-igp/">Pubblicato il rapporto &#8220;Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Analisi sugli scambi agroalimentari UK-Italia e impatto sulle Indicazioni Geografiche</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>UK 4° mercato per le IG made in Italy, agroalimentare settore più forte nel post-Brexit. Nel report la guida normativa e l’indagine su Consorzi di tutela e imprese DOP IGP che rileva prospettive stabili o positive per oltre l’80% degli operatori</em></p>
<p>Pubblicato il report<strong> “Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP”</strong> realizzato da <strong>Origin Italia </strong>in collaborazione con<strong> Fondazione Qualivita</strong> per analizzare il quadro economico e normativo inerente il settore agroalimentare dei prodotti DOP IGP nel Regno Unito a quattro anni dalla sua uscita dall’Unione Europea.</p>
<p>Obiettivo della ricerca, realizzata con il contributo del <strong>Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste</strong>, è offrire una fotografia dell’attuale contesto di riferimento attraverso l’analisi di dati, normative, ricerche e un’indagine diretta ai Consorzi di tutela e alle imprese del settore DOP IGP italiano.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/07/INFOGRAFICA_CS-Brexit-scaled.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img class="adapt-img aligncenter wp-image-472169 size-large" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/07/INFOGRAFICA_CS-Brexit-1030x515.jpg" alt="" width="1030" height="515" /></a></p>
<p>L’agroalimentare è la prima voce delle esportazioni italiane nel Regno Unito con <strong>4,53 miliardi di euro</strong> (2023) e il comparto con la crescita più alta dell’export in valore (<strong>+35% </strong>sul 2017). Per il settore del cibo DOP IGP nazionale, il Regno Unito è il <strong>4° mercato</strong> di destinazione, con una quota del <strong>6% dell’export</strong> che coinvolge oltre <strong>60 denominazioni</strong> made in Italy, in particolare <strong>formaggi</strong> (66%), <strong>prodotti a base di carne</strong> (16%) e <strong>aceti balsamici</strong> (17%). Numeri che testimoniano la rilevanza strategica della partnership commerciale anche nel post-Brexit.</p>
<p>Una fotografia che deriva da una molteplice serie di effetti conseguenti l’uscita del Regno Unito dall’UE. Tra gli aspetti positivi l’<strong>Accordo sugli scambi e la cooperazione UE-UK</strong> – che garantisce benefici per i produttori italiani (zero dazi, autocertificazioni, ecc) e la protezione delle DOP IGP nel Regno Unito – oltre alla percezione di qualità e al buon <strong>posizionamento</strong> dei prodotti made in Italy nel mercato britannico.</p>
<p>Fra gli elementi negativi l’<strong>inflazione </strong>dei prezzi alimentari che preoccupa oltre l’<strong>80% </strong>dei cittadini nel Regno Unito e le relative conseguenze sulla <strong>GDO</strong> (leva del prezzo, private label, ecc) e la <strong>ristorazione</strong> (disponibilità di spesa, carenza di personale, ecc). A questi si aggiungono<strong> nuove barriere </strong>per l’export agroalimentare dovute alla Brexit, con aumento di costi e di tempi legati alla maggiore <strong>burocrazia</strong>, come evidenziato dal <strong>75%</strong> delle aziende DOP IGP italiane.</p>
<p>Un quadro complesso e con varie incertezze che non intacca la fiducia del sistema italiano, con l’<strong>86%</strong> delle aziende e dei Consorzi della <strong>Dop economy</strong> che prevede investimenti per mantenere o accrescere le quote di mercato. Per supportare questo impegno, lo studio fornisce le informazioni e le coordinate utili su quattro livelli principali: <strong>Scenario</strong>, <strong>Mercato</strong>, <strong>Normativa e Accordi</strong>, <strong>Impatto Brexit DOP IGP</strong>.</p>
<p>La sezione <strong>Scenario</strong> presenta il percorso Brexit e le nuove regole di accesso al mercato, oltre a un’analisi del sistema agroalimentare del Regno Unito con dati, informazioni e trend per gli ambiti di produzione, consumo, distribuzione, ristorazione, e-commerce, ecc.</p>
<p>Il capitolo <strong>Mercato</strong> analizza i dati relativi agli scambi commerciali del settore agroalimentare del Regno Unito nel periodo di transizione della Brexit, con particolare attenzione ai rapporti con l’Italia.</p>
<p>L’approfondimento su <strong>Normativa e accordi</strong> descrive l’attuale quadro giuridico per le DOP IGP nel Regno Unito oltre a una vera e propria “Guida per la registrazione delle nuove Indicazioni Geografiche in UK” per le denominazioni registrate dopo il 1 gennaio 2021.</p>
<p>La sezione <strong>Impatto Brexit DOP IGP </strong>offre il punto di vista del settore, attraverso i risultati di due indagini svolte presso i Consorzi di tutela e le imprese associate sugli effetti più avvertiti dagli operatori, le azioni messe in atto e le prospettive percepite dagli attori del settore.</p>
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<p style="text-align: center;"><span class="es-button-border" style="background: #394082; border-radius: 0px; width: auto; border: 2px solid #394082; padding: 10px 0px 10px 0px;"><a class="es-button" style="text-decoration: none; font-family: karla, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 0.7500em; color: #ffffff; border-style: solid; border-color: #394082; border-width: 5px 30px 5px 30px; background: #394082; border-radius: 0px; font-weight: bold; font-style: normal; line-height: 15px; width: auto; text-align: center;" href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/effetto-brexit-sul-settore-dop-igp-italiano/" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL RAPPORTO</a></span></p>
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<p>“<em>Questo nuovo lavoro vuole offrire un supporto concreto ai Consorzi di tutela e agli operatori delle filiere DOP IGP italiane </em>– afferma il Presidente di Origin Italia, <strong>Cesare Baldrighi</strong> –.<em> Il nostro impegno, come associazione, è rappresentare le istanze del comparto perché sia garantita la giusta protezione alle Indicazioni Geografiche e lo abbiamo fatto nel corso dei negoziati della Brexit. Riteniamo altresì importante dotare gli attori del sistema di strumenti utili ad approfondire la conoscenza e la capacità operativa nei mercati di riferimento come il Regno Unito, che a quattro anni dalla sua uscita dall’UE rappresenta ancora un partner strategico per l’agroalimentare italiano DOP IGP”.</em></p>
<p>“<em>Negli ultimi anni si è parlato molto della Brexit e delle sue possibili conseguenze sulle imprese italiane</em> – dichiara <strong>Mauro Rosati</strong>, Direttore di Origin Italia – <em>e oggi disponiamo dei dati per effettuare considerazioni più aderenti alla realtà. La ricerca dimostra innanzitutto la forza del nostro settore agroalimentare che, anche grazie al contributo del cibo e vino italiani DOP IGP, ha visto crescere il valore dell’export verso il Regno Unito durante questi anni di transizione, mentre le importazioni dall’UK sono crollate. L&#8217;indagine condotta sui Consorzi di tutela e le imprese del comparto DOP IGP evidenzia l’enorme sforzo degli operatori in questo periodo complesso. Nonostante le difficoltà causate dalla Brexit, il posizionamento del cibo made in Italy rimane una leva di forza nel mercato britannico. Le sfide sono ancora numerose, in uno scenario in continua evoluzione, ma lo studio conferma che l&#8217;economia Dop Economy italiana è un sistema resiliente grazie alle sue caratteristiche peculiari, quali qualità, sicurezza, tracciabilità e sostenibilità, veri driver del valore made in Italy a livello globale</em>”</p>
<p>Fonte: <strong>Origin Italia e Fondazione Qualivita</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/07/20240725-CS-ORIGIN-ITALIA-ANALISI-BREXIT-E-DOP-IGP-.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p><em>Attività realizzata con il contributo Masaf D.M. n. 227563 del 2 maggio 2023.</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/pubblicato-il-rapporto-effetto-brexit-sul-settore-italiano-dop-igp/">Pubblicato il rapporto &#8220;Effetto Brexit sul settore italiano DOP IGP&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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