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	<title>Conferenza “Prospettive globali sulle Indicazioni Geografiche” &#8211; 2025 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Conferenza “Prospettive globali sulle Indicazioni Geografiche” &#8211; 2025 &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Un numero speciale dedicato alla Conferenza Mondiale sulle prospettive delle Indicazioni Geografiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 14:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 18 al 21 febbraio 2025, la sede della FAO a Roma ha ospitato la conferenza internazionale Worldwide Perspecti­ves on Geographical Indications: Innovations and Traditions for Sustainability, un evento chiave che ha riunito ricercatori, policy [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 18 al 21 febbraio 2025, la sede della FAO a Roma ha ospitato la conferenza internazionale Worldwide Perspecti­ves on Geographical Indications: Innovations and Traditions for Sustainability, un evento chiave che ha riunito ricercatori, policy maker e operatori del settore per discutere il futuro delle Indicazioni Geografiche (IG) in un contesto globale in continua trasformazione.</p>
<p>Organizzata dalla FAO, dal Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, in collabora­zione con Origin, Origin Italia e Fondazione Qualivita, la conferenza ha registrato la partecipazione di oltre 500 esperti provenienti da più di 50 Paesi. Nel corso dell’evento sono stati presentati circa 150 studi e progetti, esplo­rando temi centrali come innovazione, sostenibilità e governance delle IG a livello internazionale. In questo numero speciale della nostra rivista abbiamo voluto raccogliere i principali spunti emersi, raccogliendo gli interventi sia dei principali relatori istituzionali, ma anche facendo una sintesi di tutti i contributi presentati dalla comunità scientifica, dalle università e dai rappresentanti della filiera produttiva, a testimonianza della viva­cità e della complessità del dibattito sulle IG.</p>
<p><strong>Un Ponte tra Tradizione e Innovazione </strong></p>
<p>Le Indicazioni Geografiche non sono solo strumenti di tutela della qualità e dell&#8217;autenticità dei prodotti agroali­mentari, ma rappresentano anche un&#8217;opportunità per sviluppare modelli di produzione e consumo sostenibili. Durante le sessioni plenarie, il Direttore Generale della FAO,<strong> Qu Dongyu</strong>, e il Ministro dell’Agricoltura italiano, <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, hanno evidenziato come le IG possano contribuire a bilanciare le sfide della globalizza­zione con la necessità di preservare l’identità territoriale e la biodiversità.</p>
<p><strong>La sostenibilità al centro del dibattito </strong></p>
<p>Uno dei temi cardine della conferenza è stato il ruolo delle IG nella promozione della sostenibilità. Numerosi in­terventi hanno illustrato come queste denominazioni possano diventare leve di innovazione sociale, economica e ambientale. Sono stati presentati casi concreti che dimostrano come la certificazione IG possa incentivare prati­che agricole più rispettose dell’ambiente e modelli economici più inclusivi, rafforzando al contempo la resilienza delle comunità locali.</p>
<p><strong>Sfide globali e opportunità </strong></p>
<p>Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali minacce per le filiere delle IG, come evidenziato dagli studi presentati da esperti giapponesi e francesi sulle strategie di adattamento nella produzione casearia e vi­nicola. Le sessioni tecniche hanno approfondito il potenziale delle IG nel contrastare la perdita di biodiversità, l’erosione del suolo e l’adozione di pratiche agricole più resilienti. In questo contesto, il concetto di governance adattiva è emerso come un elemento chiave per garantire la competitività e la sopravvivenza delle IG in un mer­cato sempre più esigente.</p>
<p><strong>Il ruolo della cooperazione internazionale </strong></p>
<p>La conferenza ha offerto anche una piattaforma strategica per il rafforzamento della cooperazione internaziona­le sulle IG. Rappresentanti dell’Unione Africana, della Commissione Europea e di organizzazioni latinoamericane hanno sottolineato la necessità di accordi transnazionali per armonizzare le politiche di protezione e valorizza­zione delle IG, rendendo più efficace la loro tutela su scala globale.</p>
<p><strong>Conclusioni e prospettive future </strong></p>
<p>La conferenza si è chiusa con una riflessione sulla necessità di integrare ulteriormente la ricerca scientifica con le pratiche produttive locali per migliorare la sostenibilità e la resilienza delle IG. Le raccomandazioni finali hanno sottolineato l’importanza di politiche pubbliche lungimiranti e di strumenti innovativi per garantire un pieno svi­luppo del settore a livello globale. In un mondo sempre più interconnesso, le IG si confermano strumenti essenziali non solo per valorizzare le pro­duzioni tipiche, ma anche per costruire un sistema agroalimentare più equo e sostenibile. Tuttavia, la strada trac­ciata dalla conferenza si presenta ancora lunga e complessa, in un panorama globale segnato da nazionalismi, dazi e protezionismo, che ostacolano il pieno sviluppo delle IG. Le sfide sono molte, ma il valore delle Indicazioni Geografiche come motore di crescita sostenibile e inclusiva è oggi più evidente che mai.</p>
<p><strong><em>Mauro Rosati<br />
</em></strong>Direttore Editoriale Consortium</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2025_01</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/Consortium-26-editoriale.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;EDITORIALE COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>QU Dongyu: Territorio, Tradizione e Innovazione, il Valore Unico delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/qu-dongyu-territorio-tradizione-e-innovazione-il-valore-unico-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 14:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Direttore Generale della FAO QU Dongyu tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025 Il sistema agroalimentare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervento del Direttore Generale della FAO QU Dongyu tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025</em></p>
<p>Il sistema agroalimentare globale si trova ad affrontare sfide sempre più complesse, aggravate dalla pandemia, dai conflitti internazionali, dalle crisi economiche e dai disastri ambientali. Questi fattori hanno reso evidente la necessità di una trasformazione dei sistemi agroalimentari verso modelli più efficienti, inclusivi e sostenibili. In questo contesto, la produzione agricola non può essere ridotta a una mera attività economica: essa rappresenta cultura, tradizione e identità territoriale. Il cibo, oltre a essere nutrimento, è espressione della storia e delle peculiarità di un luogo. Di conseguenza, l&#8217;innovazione scientifica deve integrarsi con la valorizzazione delle tecniche produttive tradizionali, in un equilibrio che rende il sistema agroalimentare un unicum di inestimabile valore.</p>
<h4>Il ruolo strategico delle IG</h4>
<p>Le indicazioni geografiche (IG) rivestono un ruolo strategico in questo processo, promuovendo un approccio territoriale alla produzione e contribuendo alla salvaguardia delle risorse naturali e culturali. L&#8217;agricoltura è profondamente influenzata dalle caratteristiche ambientali locali: il clima, l&#8217;esposizione al sole e la piovosità determinano qualità e specificità uniche dei prodotti. Questo approccio è condiviso anche dalla FAO, che pone al centro delle sue azioni la tutela del patrimonio agroalimentare e lo sviluppo di modelli economici sostenibili. Oggi, l&#8217;84% degli agricoltori nel mondo sono piccoli produttori. Sebbene le grandi aziende garantiscano standard elevati e stabilità nei mercati, i piccoli produttori custodiscono un sapere tradizionale che rappresenta un patrimonio inestimabile. Le IG offrono loro una straordinaria opportunità, consentendo di proteggere e valorizzare i propri prodotti su scala globale e di creare un circolo virtuoso tra produttori, territori e consumatori.</p>
<h4>Innovazione digitale e valorizzazione del territorio</h4>
<p>Un aspetto cruciale in questa evoluzione è la sinergia tra innovazione digitale e tradizione agricola. Esperienze di successo, come quelle delle comunità rurali cinesi che hanno incrementato i loro profitti attraverso la vendita online, dimostrano come la tecnologia possa supportare i piccoli produttori senza snaturare l&#8217;identità dei prodotti e dei territori. La FAO sostiene attivamente lo sviluppo delle IG attraverso formazione, assistenza tecnica e condivisione di conoscenze tra i Paesi membri. Il crescente interesse internazionale per questo modello è testimoniato dalla partecipazione di oltre 54 Paesi a iniziative di tutela e valorizzazione delle IG. L&#8217;espansione del sistema è ormai inarrestabile: oggi numerosi prodotti sono certificati e protetti, con denominazioni differenti nei vari Paesi, ma con un concetto comune che attraversa continenti e culture.</p>
<h4>Prospettive future e ruolo della FAO</h4>
<p>Nel prossimo futuro, la FAO rafforzerà ulteriormente il proprio impegno con la creazione di un museo e di una rete internazionale dedicata alle IG, un progetto che vedrà la luce grazie al supporto del governo italiano e di numerosi ministeri. L&#8217;inaugurazione, prevista per ottobre in occasione dell&#8217;80° anniversario della FAO, segnerà un passo significativo nella conservazione della memoria storica e nella promozione delle tradizioni agroalimentari a livello globale. Le IG non sono solo un potente strumento economico, ma anche un modello di cooperazione che coinvolge diversi attori lungo la filiera. Radicati nei territori e nelle comunità, questi prodotti non possono essere delocalizzati e richiedono un impegno collettivo per la loro tutela. Il cibo non è soltanto nutrizione: è il frutto della terra, dell&#8217;acqua e delle foreste, ed è strettamente legato alla salute e alla qualità della vita. Questo principio guida l&#8217;azione della FAO, sintetizzato nei suoi quattro pilastri: una produzione più sostenibile, un&#8217;alimentazione più equa, un ambiente più sano e una vita migliore per tutti. Le indicazioni geografiche rappresentano un&#8217;opportunità straordinaria per costruire un futuro agroalimentare più equo e sostenibile, basato sulla valorizzazione della diversità culturale e ambientale. Il dibattito su questo tema non è solo opportuno, ma necessario, per garantire che il nostro patrimonio agroalimentare continui a essere fonte di benessere e sviluppo per le generazioni future.</p>
<p><em><strong>QU Dongyu, Direttore Generale FAO</strong></em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2025_01</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/Consortium-26-QU-Dongyu.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Lollobrigida: L’Italia e il valore delle Indicazioni Geografiche, un modello di sviluppo e tutela globale</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lollobrigida-litalia-e-il-valore-delle-indicazioni-geografiche-un-modello-di-sviluppo-e-tutela-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 13:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervento del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025</em></p>
<p>L&#8217;Italia è da sempre un punto di riferimento nell&#8217;agroalimentare mondiale. La capacità di coniugare tradizione, qualità e innovazione ha permesso di costruire un modello di sviluppo unico, oggi al centro del dibattito internazionale. L&#8217;evento organizzato a Roma in collaborazione con la FAO rappresenta un&#8217;importante occasione di confronto, in cui l&#8217;Italia porta la propria esperienza. Il sistema agroalimentare italiano affonda le radici in oltre 3000 anni di storia, arricchendosi delle influenze culturali che lo hanno reso un unicum nel panorama globale. Tuttavia, la storia da sola non basta: per affrontare le sfide globali serve una strategia chiara e lungimirante, basata sulla valorizzazione e la tutela della qualità.</p>
<h4>Le Indicazioni Geografiche: un modello vincente</h4>
<p>Le Indicazioni Geografiche (IG) sono il cuore di questa strategia, non solo come marchio di qualità, ma come motore di sviluppo economico e culturale. Oggi il modello italiano delle IG viene presentato a 54 nazioni e oltre 500 delegati, dimostrando la sua replicabilità ovunque vi sia la volontà di investire sulla qualità, sulla tracciabilità e sulla protezione delle produzioni locali. Le IG rappresentano la sintesi di tre elementi fondamentali:</p>
<ul>
<li>Tradizione: preservano il sapere artigianale e agricolo delle comunità locali;</li>
<li>Sicurezza alimentare: garantiscono standard rigorosi e controlli accurati;</li>
<li>Innovazione: promuovono la ricerca tecnologica applicata alla produzione.</li>
</ul>
<p>Negli anni, questo modello ha permesso all&#8217;Italia di distinguersi con il più alto numero di prodotti certificati a livello europeo. Il settore ha registrato un incremento del 40% negli ultimi dieci anni, generando un valore di 20 miliardi di euro. Ma il valore delle IG non è solo economico: esse rappresentano un modello di sviluppo equo e sostenibile, capace di tutelare gli agricoltori, garantire la qualità per i consumatori e proteggere i territori da sfruttamenti indiscriminati.</p>
<h4>Il prezzo giusto per la qualità</h4>
<p>Uno degli aspetti centrali delle IG è il riconoscimento del valore del prodotto. Non si tratta di stabilire prezzi alti o bassi, ma di garantire un prezzo giusto, che tenga conto di:</p>
<ul>
<li>Costi di produzione equi, che rispettino il lavoro e la dignità dei produttori;</li>
<li>Strategie di contrasto al cambiamento climatico, con pratiche agricole sostenibili;</li>
<li>Qualità del lavoro e benessere delle persone, assicurando condizioni di produzione etiche e responsabili.</li>
</ul>
<p>Difendere questo sistema significa anche combattere contraffazioni e imitazioni, che danneggiano le imprese, ingannano i consumatori e minano la credibilità dell’intero settore. In Europa, il regolamento 1143 del 2023 ha segnato un importante progresso nella protezione delle IG, ma a livello globale resta ancora molto da fare.</p>
<h4>Lotta alle imitazioni e protezione dei mercati</h4>
<p>L’Italia è leader nella tutela delle IG, ma il mercato globale resta altamente competitivo e minacciato da contraffazioni. I 300 Consorzi di tutela italiani, che impiegano circa 8.000 persone, operano per garantire l&#8217;autenticità dei prodotti. Tuttavia, affinché il sistema funzioni, sono necessarie regole chiare e un impegno internazionale contro le frodi. Questo è un tema prioritario su cui l’Italia continua a lavorare con la FAO e le organizzazioni internazionali. L’obiettivo è un mercato più trasparente, equo e sostenibile, dove il valore della qualità venga riconosciuto e protetto su scala globale.</p>
<h4>Un impegno concreto per il futuro</h4>
<p>Il successo del sistema italiano delle IG non è frutto del caso, ma il risultato di un impegno costante da parte di istituzioni, consorzi, imprese e ricercatori. Abbiamo creato un modello che funziona e che può essere replicato a livello internazionale. In particolare, stiamo collaborando con i Paesi in via di sviluppo, a partire dall’Africa, attraverso il Piano Mattei. L&#8217;obiettivo è fornire strumenti concreti per trasformare le potenzialità agricole locali in opportunità di crescita e sviluppo sostenibile. L’Italia è pronta a fare la sua parte, non solo con parole, ma con azioni concrete. Il cibo non è solo nutrimento: è cultura, identità, storia, benessere e lavoro. L’incontro odierno non è solo un evento, ma l’inizio di un percorso virtuoso che vogliamo costruire insieme, per garantire un futuro più equo e sostenibile per tutti.</p>
<p><em><strong>Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste</strong></em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2025_01</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/Consortium-26-lollobrigida.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lollobrigida-litalia-e-il-valore-delle-indicazioni-geografiche-un-modello-di-sviluppo-e-tutela-globale/">Lollobrigida: L’Italia e il valore delle Indicazioni Geografiche, un modello di sviluppo e tutela globale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Deserti: Indicazioni Geografiche, verso un sistema globale di tutela e sviluppo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/deserti-indicazioni-geografiche-verso-un-sistema-globale-di-tutela-e-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 13:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Presidente OriGIn Riccardo Deserti tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025 L’apertura di questo panel di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervento del Presidente OriGIn Riccardo Deserti tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025</em></p>
<p>L’apertura di questo panel di alto livello segna un momento cruciale per il sistema delle Indicazioni Geografiche (IG). Non solo per il prestigio della conferenza che ci ospita, ma soprattutto per il contesto storico in cui ci troviamo. Oggi, il settore delle IG è diventato un fenomeno globale, un vero e proprio trend che coinvolge oltre 18.000 denominazioni riconosciute nel mondo. Un patrimonio immenso, che però esprime – ad oggi -solo in parte il suo potenziale economico. Le strade percorse dalle indicazioni geografiche nei diversi continenti sono state finora frammentate, sviluppandosi senza un quadro di riferimento unitario. È proprio in questa prospettiva che si inserisce da oltre 20 anni il lavoro di Origin, che grazie alla visione dei gruppi rappresentativi delle principali IG mondiali, opera per creare una rete comune, un coordinamento globale basato non solo su regole di proprietà intellettuale, ma anche su una governance efficace e su percorsi condivisi di crescita e valorizzazione.</p>
<h4>Un nuovo approccio: dal diritto alla valorizzazione territoriale</h4>
<p>Fino ad oggi, il motore principale delle IG è stato la proprietà intellettuale, un pilastro fondamentale per la tutela e la difesa delle denominazioni. Tuttavia, il vero potenziale delle IG rimane ancora in gran parte inespresso. La sfida del futuro sarà quella di affiancare alla proprietà intellettuale un secondo motore di sviluppo, ancora più potente: quello legato al territorio, alla crescita economica locale e rurale delle aree legate alle IG. Questa nuova visione si inserisce perfettamente nella missione della FAO, che può diventare un punto di riferimento globale per il sistema delle IG, favorendo una crescita più strutturata, equa e sostenibile.</p>
<h4>Un panel per dare voce ai protagonisti del settore</h4>
<p>Oggi ci troviamo nella casa delle IG, in un luogo simbolico che rappresenta la volontà di costruire valore per gli agricoltori, i produttori e i territori di tutto il mondo. Questo panel di apertura assume quindi un ruolo strategico: darà spazio alle testimonianze delle principali istituzioni internazionali, porterà esperienze regionali e nazionali di riferimento e si concluderà con la voce diretta dei produttori e dei gruppi di tutela delle IG. Con questa prospettiva, possiamo ora dare la parola ai relatori, iniziando con Denis Bohoussou, Direttore Generale dell’Organizzazione Africana per la Proprietà Intellettuale, che ci illustrerà la situazione del sistema delle IG nel continente africano. Un confronto essenziale per comprendere il futuro di questo settore e le opportunità che si aprono in un contesto sempre più globale.</p>
<p><em><strong>Riccardo Deserti, Presidente OriGIn</strong></em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2025_01</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/Consortium-26-deserti.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/deserti-indicazioni-geografiche-verso-un-sistema-globale-di-tutela-e-sviluppo/">Deserti: Indicazioni Geografiche, verso un sistema globale di tutela e sviluppo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Baldrighi: Difendere e far crescere il modello delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/baldrighi-difendere-e-far-crescere-il-modello-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 13:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Presidente Origin Italia Cesare Baldrighi tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025 Il sistema italiano delle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervento del Presidente Origin Italia Cesare Baldrighi tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025</em></p>
<p>Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche rappresenta molto più di un semplice valore economico: è un modello di tutela, identità e sviluppo territoriale. Rafforzare e promuovere questo patrimonio, sia a livello nazionale che internazionale, è una priorità strategica per il futuro del settore agroalimentare. L’evoluzione delle IG in Italia è stata significativa, ma il percorso di consolidamento è ancora in corso. Origin Italia, che rappresenta 85 Consorzi di tutela – circa il 50% delle denominazioni di origine italiane – testimonia il cammino fatto finora e l’importanza di strutture organizzative solide per garantire una gestione efficace e una crescita sostenibile.</p>
<h4>Le IG non possono essere solo un’etichetta</h4>
<p>La protezione legale e la regolamentazione internazionale sono elementi fondamentali delle IG, ma da sole non bastano. Senza una forte organizzazione che unisca gli operatori in un obiettivo comune, le IG rischiano di rimanere un semplice marchio, privo di un reale impatto sul territorio e sul mercato. L’Italia è stata tra i primi Paesi ad adottare le normative europee sulle IG, ma la vera sfida oggi è creare una coesione effettiva tra i produttori. La mancanza di un’organizzazione strutturata impedisce di sfruttare appieno il potenziale delle denominazioni di origine, ostacolando la loro capacità di competere a livello globale.</p>
<h4>Dall’interesse individuale al bene comune</h4>
<p>Un esempio virtuoso è quello del Consorzio del Grana Padano, dove produttori di diversa scala – dalle piccole aziende familiari alle grandi imprese – hanno scelto di collaborare per rafforzare il mercato del prodotto. Questa scelta dimostra come la coesione tra i produttori sia la chiave per affrontare le sfide del settore e creare opportunità di sviluppo sostenibile. Il valore delle IG non si misura solo in termini economici, ma anche attraverso:</p>
<ul>
<li>la tutela della biodiversità,</li>
<li>la protezione del territorio e del paesaggio rurale,</li>
<li>la conservazione delle tradizioni locali,</li>
<li>il beneficio socioeconomico per le comunità.</li>
</ul>
<p>Senza una governance solida e condivisa, questi aspetti rischiano di essere compromessi.</p>
<h4>Investire nella comunicazione e nella promozione</h4>
<p>A oltre 30 anni dall’introduzione del regolamento europeo sulle IG, solo il 25% dei consumatori europei conosce realmente il valore di questi prodotti. Questo dato evidenzia la necessità di un impegno più incisivo nella comunicazione e nella promozione. Le campagne di sensibilizzazione richiedono risorse che i singoli produttori non possono sostenere autonomamente. Per questo motivo, le aziende più strutturate stanno investendo nei Consorzi di tutela, unendo forze e risorse per rafforzare l’identità e la competitività delle IG.</p>
<h4>Il ruolo delle istituzioni e il futuro delle IG</h4>
<p>Affinché il sistema delle IG possa consolidarsi, è fondamentale un supporto iniziale da parte delle istituzioni. La normativa europea parla di gruppi di produttori, mentre in Italia si fa riferimento ai Consorzi di tutela: il concetto di base rimane lo stesso, ossia la necessità di strutture organizzative capaci di gestire e promuovere efficacemente le IG. Un sostegno economico nella fase iniziale può rappresentare una spinta decisiva per incentivare la coesione tra i produttori. Una volta compresi i vantaggi di un sistema organizzato, le IG possono diventare autosufficienti e rafforzarsi autonomamente nel mercato globale.</p>
<h4>Un modello di qualità da esportare</h4>
<p>Le IG non sono solo una certificazione, ma una vera e propria filosofia produttiva, che unisce qualità, sostenibilità e valorizzazione del territorio. Diffondere questa cultura a livello internazionale significa rafforzare l’intero settore agroalimentare italiano, rendendolo ancora più competitivo. Un aspetto cruciale è la governance dei Consorzi di tutela, da cui dipendono:</p>
<ul>
<li>la difesa economica delle IG,</li>
<li>il sostegno alle comunità locali,</li>
<li>le strategie commerciali e di marketing.</li>
</ul>
<p>Senza una gestione efficace e una strategia di crescita chiara, le IG rischiano di non esprimere il loro pieno potenziale. Il futuro di questo settore dipende dalla capacità di adattarsi alle sfide del mercato globale, mantenendo al contempo un forte legame con i territori d’origine. Le IG sono un modello di eccellenza riconosciuto a livello internazionale, ma per renderlo ancora più forte e competitivo è necessario un impegno congiunto tra produttori, istituzioni e consorzi.</p>
<p><em><strong>Cesare Baldrighi, Presidente oriGIn Italia</strong></em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2025_01</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/Consortium-26-baldrighi.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/baldrighi-difendere-e-far-crescere-il-modello-delle-indicazioni-geografiche/">Baldrighi: Difendere e far crescere il modello delle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Mazzetti: Cibo, cultura e identità, il valore delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mazzetti-cibo-cultura-e-identita-il-valore-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 13:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Presidente di Fondazione Qualivita Cesare Mazzetti tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025 Il cibo è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervento del Presidente di Fondazione Qualivita Cesare Mazzetti tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025</em></p>
<p>Il cibo è molto più di una necessità biologica: è un simbolo di identità, un’espressione della cultura di un popolo e un riflesso delle sue tradizioni. Alcuni piatti sono così radicati nell&#8217;immaginario collettivo che evocano immediatamente un Paese e il suo stile di vita. Nel 2003, l’UNESCO ha riconosciuto ufficialmente il valore culturale del cibo, inserendolo tra i patrimoni immateriali dell’umanità. In questa prospettiva, l’Italia ha recentemente candidato la cucina italiana, sottolineando il legame indissolubile tra alimentazione, territorio e identità nazionale. Tra le diverse categorie alimentari, le Indicazioni Geografiche rappresentano con maggiore forza questo legame, combinando tradizione, qualità e appartenenza territoriale.</p>
<h4>IG: più di un marchio, una storia da raccontare</h4>
<p>Nate come strumenti di tutela della proprietà intellettuale, le IG hanno acquisito nel tempo un valore che va ben oltre il riconoscimento economico e commerciale. A differenza dei marchi di fabbrica, che appartengono a un’azienda, le IG sono legate a comunità, territori e pratiche produttive tramandate da generazioni. Le IG sono multidimensionali: toccano l’identità culturale, il turismo, l’economia locale e la sostenibilità. Ogni prodotto IG racconta una storia, custodisce un sapere artigianale e riflette il patrimonio culturale di un territorio. Il Parmigiano Reggiano, il vino Chianti, il Pisco peruviano, l’olio d’argan africano prodotto dalle donne berbere o il caffè colombiano non sono solo alimenti, ma vere e proprie espressioni di una cultura. La difesa delle IG è spesso un tema di grande rilevanza internazionale. Numerose nazioni hanno combattuto per proteggere la paternità delle proprie denominazioni, come dimostrano le dispute tra Corea e Giappone per il Kimchi o tra Grecia e Cipro per il Loukoumi. Questo dimostra quanto sia cruciale la tutela delle IG per preservare l’autenticità e il valore delle produzioni locali.</p>
<h4>Tradizione e innovazione: un equilibrio necessario</h4>
<p>Le IG non sono solo una testimonianza del passato, ma un modello produttivo in continua evoluzione. Pur restando fedeli alla loro identità, devono adattarsi ai cambiamenti tecnologici, alle nuove esigenze di mercato e alla sfida del cambiamento climatico. Questo equilibrio tra radici e innovazione è ciò che consente alle IG di mantenere la propria autenticità senza rimanere statiche di fronte alle trasformazioni globali. In un mondo sempre più omologato, le IG rappresentano una barriera contro la standardizzazione alimentare imposta dalla globalizzazione e dalla digitalizzazione. Difendere un prodotto IG significa preservare la biodiversità e garantire la sostenibilità economica e ambientale di un intero territorio.</p>
<h4>Un patrimonio che va oltre il cibo</h4>
<p>Le IG non riguardano solo il prodotto finale, ma tutto ciò che lo circonda:</p>
<ul>
<li>L’architettura rurale, come i caselli di produzione del Parmigiano Reggiano;</li>
<li>Le tecniche agricole secolari, come la coltivazione della vite a Pantelleria per il Passito;</li>
<li>Le tradizioni artigianali legate alla produzione.</li>
</ul>
<p>Questo patrimonio ha un impatto economico e sociale fondamentale per la sostenibilità delle comunità locali. Le IG sono anche un potente strumento di valorizzazione turistica, poiché le comunità che producono questi beni hanno un forte interesse a proteggere e promuovere il loro territorio. Un ambiente curato e autentico non solo valorizza la produzione agroalimentare, ma attrae turisti, creando un’economia circolare virtuosa. Come affermava Claude Fischler, l’uomo è un onnivoro che si nutre di cibo, cultura e immaginario. L’identità visiva e narrativa di un prodotto IG lo rende riconoscibile e desiderabile, evocando nella mente del consumatore una storia e un territorio ben definiti.</p>
<h4>Un modello da difendere e diffondere</h4>
<p>La tutela e la promozione delle IG non sono una questione esclusivamente europea, ma una sfida globale. Da oltre 25 anni, la nostra fondazione studia gli aspetti economici, sociali e culturali delle IG, collaborando con istituzioni internazionali per sviluppare sistemi di protezione efficaci. Abbiamo lavorato con diversi governi, tra cui la Norvegia, per creare sistemi di tutela ad hoc e siamo pronti a condividere la nostra esperienza con tutti coloro che vogliono valorizzare e proteggere le proprie produzioni locali. Difendere le IG significa difendere le comunità, la cultura e l’identità dei territori, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Le IG sono un modello di eccellenza che va oltre l’aspetto economico: rappresentano un modo per preservare la diversità culturale e produttiva, garantendo un futuro più equo e sostenibile per le generazioni a venire.</p>
<p><em><strong>Cesare Mazzetti, Presidente di Fondazione Qualivita</strong></em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2025_01</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/Consortium-26-Mazzetti.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Iacovoni: Il ruolo centrale delle IG nell’economia italiana e globale</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/iacovoni-il-ruolo-centrale-delle-ig-nelleconomia-italiana-e-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 13:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Dir. Gen. per la promozione della qualità agroalimentare (MASAF) Eleonora Iacovoni tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervento del Dir. Gen. per la promozione della qualità agroalimentare (MASAF) Eleonora Iacovoni tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025</em></p>
<p>Le Indicazioni Geografiche rappresentano un pilastro dell’economia agroalimentare italiana e mondiale. Non si tratta solo di un marchio di qualità, ma di un modello di sviluppo che coniuga tradizione, tutela territoriale e sostenibilità economica. Il sistema IG coinvolge produttori, Consorzi di tutela, enti di ricerca e istituzioni pubbliche, configurandosi come un meccanismo complesso ma essenziale per la valorizzazione delle eccellenze locali. In Italia, il Ministero dell’Agricoltura gioca un ruolo centrale nei controlli, nel riconoscimento e nell’aggiornamento dei disciplinari di produzione, contribuendo alla crescita di un comparto sempre più strategico per il Paese.</p>
<h4>Una crescita costante e un impatto economico rilevante</h4>
<p>Il valore delle IG italiane è significativo: il settore genera quasi il 20% del fatturato agroalimentare nazionale, con una produzione che supera i 20 miliardi di euro, di cui 11 miliardi dal comparto vinicolo e 9 miliardi dall&#8217;agroalimentare. Negli ultimi dieci anni, il settore ha registrato una crescita del 52%, con un incremento del 75% delle esportazioni, che oggi valgono 11,6 miliardi di euro. Tuttavia, la competitività delle IG italiane deve confrontarsi con le sfide del mercato globale, tra cui i dazi imposti dagli Stati Uniti e le fluttuazioni economiche nei mercati extra-UE. Le IG sono inoltre un asset fondamentale per l’occupazione e l’identità del Made in Italy. Il settore coinvolge direttamente 200.000 imprese e garantisce lavoro a 850.000 persone. Con 888 IG registrate, l’Italia è il Paese leader in Europa, rappresentando una denominazione su quattro tra quelle riconosciute dall’Unione Europea. Il nuovo regolamento europeo sulle IG Dal 13 maggio 2024, il Regolamento UE 1143 ha introdotto innovazioni fondamentali per il settore, le cui principali novità riguardano:</p>
<ul>
<li>Semplificazione delle procedure di registrazione e modifica dei disciplinari;</li>
<li>Rafforzamento del ruolo dei Consorzi di tutela, con maggiori strumenti per la gestione e promozione delle IG;</li>
<li>Tutela nei prodotti trasformati, per evitare abusi nell’uso delle denominazioni;</li>
<li>Protezione digitale, con misure più efficaci contro la contraffazione online.</li>
</ul>
<p>Un esempio concreto è l’accordo tra il Ministero dell’Agricoltura e Alibaba Group, rinnovato per la terza volta, per contrastare la vendita di prodotti falsificati sulle principali piattaforme e-commerce asiatiche. Inoltre, l’obbligo di indicare il nome del produttore sulle etichette garantirà maggiore trasparenza per i consumatori e più visibilità per le aziende.</p>
<h4>Consorzi di tutela: una struttura da consolidare</h4>
<p>I Consorzi di tutela rappresentano il cuore pulsante del sistema IG italiano. Attualmente, in Italia sono riconosciuti 319 Consorzi, 184 nel settore alimentare e 135 nel vitivinicolo. Il loro ruolo non si limita alla vigilanza, ma comprende la valorizzazione dei prodotti, la promozione turistica e la regolazione dell’offerta. L’attività dei Consorzi è sempre più orientata alla sostenibilità, con iniziative che mirano a proteggere il territorio e rafforzare l’economia locale. Esempio emblematico è il Consorzio del Chianti Classico, che nel 2023 ha celebrato il suo centenario, dimostrando quanto sia radicata in Italia la cultura della tutela delle denominazioni di origine.</p>
<h4>Investimenti e prospettive future</h4>
<p>Per garantire la competitività del settore, il Governo italiano ha stanziato oltre 25 milioni di euro per sostenere i consorzi, incentivando promozione, innovazione e presenza sui mercati internazionali. Nel 2024, i Consorzi saranno chiamati a redigere una relazione sulla sostenibilità, con un focus sugli impatti ambientali, economici e sociali. Guardando al futuro, il rafforzamento del sistema IG si basa su tre obiettivi chiave: 1. Semplificare le procedure di riconoscimento e protezione per rendere il sistema più efficiente. 2. Potenziare la protezione digitale, contrastando la contraffazione online. 3. Espandere i Consorzi di tutela, rafforzandone il ruolo e incentivando la creazione di nuove strutture.</p>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>Le IG italiane non sono solo un marchio di qualità, ma un modello economico e culturale che ha dimostrato la propria efficacia nel tempo. Con il nuovo regolamento europeo e il consolidamento del ruolo dei consorzi, l’Italia ha l’opportunità di rafforzare ulteriormente la propria leadership, garantendo maggiore protezione e competitività ai suoi prodotti d’eccellenza. L’obiettivo è chiaro: fare delle IG non solo un simbolo di eccellenza agroalimentare, ma anche un volano per l’economia, la cultura e la sostenibilità del Paese.</p>
<p><em><strong>Eleonora Iacovoni, Dir. Gen. per la promozione della qualità agroalimentare (MASAF)</strong></em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2025_01</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/Consortium-26-Iacovoni.jpg.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Lupo: Indicazioni Geografiche un modello di qualità e sviluppo globale</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lupo-indicazioni-geografiche-un-modello-di-qualita-e-sviluppo-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 13:20:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Capo del dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica (MASAF) Marco Lupo tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lupo-indicazioni-geografiche-un-modello-di-qualita-e-sviluppo-globale/">Lupo: Indicazioni Geografiche un modello di qualità e sviluppo globale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervento del Capo del dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica (MASAF) Marco Lupo tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025</em></p>
<p>Le Indicazioni Geografiche sono oggi un pilastro dell’economia agroalimentare e un elemento essenziale della cultura e dell’identità territoriale. Con oltre 18.000 denominazioni riconosciute nel mondo, il sistema delle IG sta guadagnando sempre più attenzione a livello internazionale, dimostrandosi non solo un meccanismo di tutela della qualità, ma anche uno strumento di sviluppo economico sostenibile. L’Italia, leader mondiale nel settore, non solo per numero di prodotti certificati ma anche per la capacità di valorizzare questo modello, rappresenta un riferimento per la costruzione di strategie globali di protezione e promozione delle IG.</p>
<h4>Innovazione e sostenibilità: il futuro delle IG</h4>
<p>Due aspetti chiave emergono con forza nel dibattito sulle IG: sostenibilità e innovazione. La sostenibilità non è più solo una necessità ambientale, ma un’opportunità per rafforzare il valore economico e sociale delle IG. Le denominazioni protette, infatti, contribuiscono alla salvaguardia della biodiversità, alla protezione del territorio e alla creazione di economie locali più resilienti. Parallelamente, l’innovazione rappresenta un elemento essenziale per rendere il sistema più competitivo. La sfida principale è trovare un equilibrio tra modernizzazione e rispetto della tradizione, garantendo processi produttivi efficienti senza compromettere l’autenticità dei prodotti. Investire nella ricerca, migliorare i controlli e sviluppare nuove tecnologie per la tracciabilità sono passi fondamentali per rafforzare la posizione delle IG nei mercati globali. Governance e digitalizzazione: verso un modello più efficace Per garantire il successo delle IG su scala internazionale, è necessaria una governance dinamica e flessibile, capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato e delle normative. Le politiche statali e il ruolo delle istituzioni restano fondamentali, ma la vera forza delle IG sta nei territori. Coinvolgere agricoltori, imprese e comunità locali è essenziale per evitare una gestione burocratica e garantire un impatto concreto. Un altro aspetto cruciale è la credibilità del sistema, che dipende dall’affidabilità dei processi di certificazione e controllo. Strumenti come la digitalizzazione, la blockchain e l’intelligenza artificiale possono rafforzare la tracciabilità, proteggere le denominazioni dalle contraffazioni e migliorare la trasparenza per i consumatori.</p>
<h4>Valorizzazione e protezione delle IG nell’economia globale</h4>
<p>Se la tutela legale è il primo passo per garantire l’integrità delle IG, la promozione è il fattore determinante per il loro successo. È necessario adottare strategie di marketing mirate, capaci di valorizzare l’unicità e la sostenibilità di questi prodotti, rafforzandone la competitività sui mercati internazionali. Il nuovo regolamento europeo sulle IG, entrato in vigore nel maggio 2024, rappresenta un’importante evoluzione del sistema. Oltre a semplificare le procedure di registrazione, il regolamento assegna ai Consorzi di tutela un ruolo più attivo nella promozione delle IG, con la responsabilità di sviluppare progetti legati alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. L’Italia, con il maggior numero di prodotti certificati in Europa, ha sempre investito nella ricerca e nella valorizzazione delle IG. Tuttavia, in un contesto sempre più globalizzato, la protezione e la promozione delle IG non possono più essere gestite da un singolo Paese, ma richiedono un approccio condiviso a livello internazionale.</p>
<h4>Verso una piattaforma globale per le IG</h4>
<p>Per garantire un futuro solido alle IG, è necessario un impegno congiunto tra governi, istituzioni, Consorzi e imprese. La creazione di una piattaforma globale per le IG, basata sulla condivisione delle conoscenze e sulla cooperazione internazionale, rappresenta un passo essenziale per rafforzare la tutela e la valorizzazione di questi prodotti. Le IG non sono solo un’eccellenza agroalimentare, ma un modello di sviluppo sostenibile che può garantire qualità, autenticità e crescita economica su scala globale. Il rafforzamento di questo sistema è una sfida che coinvolge tutti gli attori della filiera, con l’obiettivo di costruire un futuro in cui le IG siano sempre più riconosciute e tutelate a livello mondiale.</p>
<p><em><strong>Marco Lupo, Capo del dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica (MASAF)</strong></em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2025_01</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/Consortium-26-Lupo.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lupo-indicazioni-geografiche-un-modello-di-qualita-e-sviluppo-globale/">Lupo: Indicazioni Geografiche un modello di qualità e sviluppo globale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Martina: Indicazioni Geografiche, un modello per il futuro dell’agroalimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/martina-indicazioni-geografiche-un-modello-per-il-futuro-dellagroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 10:23:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Vice direttore generale FAO Maurizio Martina tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025 Le Indicazioni Geografiche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/martina-indicazioni-geografiche-un-modello-per-il-futuro-dellagroalimentare/">Martina: Indicazioni Geografiche, un modello per il futuro dell’agroalimentare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervento del Vice direttore generale FAO Maurizio Martina tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025</em></p>
<p>Le Indicazioni Geografiche si stanno affermando come uno strumento fondamentale per promuovere sistemi agricoli e agroalimentari più sostenibili. Il loro valore non si limita alla protezione della proprietà intellettuale, ma si estende alla promozione dello sviluppo locale e alla valorizzazione delle specificità territoriali. Uno degli aspetti chiave del dibattito sulle IG è il ruolo delle autorità pubbliche nel garantire la loro sostenibilità. I governi locali giocano un ruolo cruciale nel rafforzare la resilienza dei sistemi di produzione e commercializzazione, assicurandone al contempo la coerenza con obiettivi di sviluppo economico e ambientale. Tuttavia, il successo delle IG non dipende solo dalle istituzioni: i consumatori e la società civile sono attori determinanti nel processo di consolidamento e trasformazione di questi sistemi.</p>
<h4>Il valore delle IG in un contesto globale</h4>
<p>L’integrazione tra tradizione e innovazione è una delle caratteristiche distintive delle IG. Il legame tra un prodotto e il suo territorio d’origine non è solo un elemento identitario, ma anche una risorsa per garantire sostenibilità e competitività a lungo termine. I disciplinari di produzione rappresentano strumenti essenziali per mantenere questo equilibrio, definendo specifiche tecniche che permettono di preservare la qualità e l’autenticità dei prodotti. L’innovazione gioca un ruolo sempre più importante nel rafforzare il sistema delle IG. I produttori possono adottare nuove tecnologie e strategie di mercato senza compromettere la tradizione, contribuendo così alla resilienza delle filiere produttive. Inoltre, è fondamentale continuare a investire nella ricerca per approfondire il legame tra IG, biodiversità, adattamento ai cambiamenti climatici e promozione di diete sane.</p>
<h4>IG e sviluppo economico: una visione inclusiva</h4>
<p>In un contesto globale caratterizzato da sfide crescenti, le IG svolgono un ruolo essenziale nello sviluppo delle economie rurali, nella creazione di opportunità di lavoro e nella valorizzazione del legame tra qualità, territori e sostenibilità. Esse rappresentano uno strumento per preservare tradizioni, conoscenze artigianali e identità culturali, generando al contempo benefici economici e sociali. Alcuni sostengono che il mondo stia attraversando una nuova fase della globalizzazione, caratterizzata da una maggiore enfasi sulla “rilocalizzazione” delle produzioni. In questo scenario, le IG potrebbero giocare un ruolo ancora più centrale, contribuendo a diversificare le economie locali e a rendere i sistemi produttivi più resilienti. Investire in questa direzione significa promuovere una trasformazione dei sistemi alimentari capace di coniugare competitività e sostenibilità.</p>
<h4>Un’opportunità per tutti i Paesi</h4>
<p>Per lungo tempo, le IG sono state considerate strumenti riservati esclusivamente ai Paesi sviluppati. Tuttavia, questa visione è limitante e non tiene conto del loro enorme potenziale anche per i Paesi in via di sviluppo. Le IG offrono opportunità straordinarie per valorizzare le risorse locali, promuovere modelli produttivi sostenibili e migliorare le condizioni economiche delle comunità rurali. Affinché questo modello possa espandersi globalmente, è necessario rafforzare la cooperazione tra governi, istituzioni e attori del settore agroalimentare. Le conferenze internazionali e le iniziative di condivisione delle conoscenze sono strumenti essenziali per diffondere la consapevolezza del ruolo strategico delle IG e favorirne l’adozione su scala più ampia.</p>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>Le Indicazioni Geografiche rappresentano un ponte tra passato e futuro, tra identità e innovazione. Il loro successo dipende dalla capacità di adattarsi alle nuove sfide globali, mantenendo al contempo il legame con i territori di origine. Il futuro delle IG passa attraverso un impegno condiviso tra istituzioni, produttori e consumatori per garantire la loro sostenibilità economica, sociale e ambientale. Investire in questo modello significa non solo proteggere il patrimonio agroalimentare mondiale, ma anche costruire un sistema più equo e resiliente per le generazioni future.</p>
<p><strong><em>Maurizio Martina, Vice direttore generale FAO</em></strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2025_01</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/Consortium-26-Martina.pdf">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/martina-indicazioni-geografiche-un-modello-per-il-futuro-dellagroalimentare/">Martina: Indicazioni Geografiche, un modello per il futuro dell’agroalimentare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Rosati: La ricerca scientifica a supporto delle Indicazioni Geografiche: un motore per lo sviluppo globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 10:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del Direttore generale Fondazione Qualivita Mauro Rosati tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025 Le Indicazioni Geografiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervento del Direttore generale Fondazione Qualivita Mauro Rosati tenutosi in occasione della II Conferenza internazionale sulle Indicazioni Geografiche &#8220;Worldwide Perspective on Geographical Indications&#8221; tenutasi a Roma dal 18 al 21 febbraio 2025</em></p>
<p>Le Indicazioni Geografiche (IG) rappresentano oggi un modello di tutela e valorizzazione del patrimonio agroalimentare e culturale delle nazioni. Se il loro valore economico è ormai consolidato, la crescita e l&#8217;evoluzione di questo settore non possono prescindere dalla ricerca scientifica.</p>
<p>I dati che abbiamo presentato, grazie alla collaborazione con Elsevier, alla <strong>Seconda Conferenza Globale sulle Indicazioni Geografiche</strong>, evidenziano come la produzione scientifica legata alle IG sia in forte espansione, con un <strong>aumento del 33% del numero di pubblicazioni negli ultimi cinque anni e un incremento del 57% degli autori coinvolti</strong>.</p>
<h4>La crescita della ricerca sulle Indicazioni Geografiche a livello globale</h4>
<p>L’analisi delle pubblicazioni dal 2019 al 2023 evidenzia come l’attenzione scientifica verso le IG sia in forte crescita, con <strong>1.787 pubblicazioni</strong> sul tema. Di queste, ben 58% sono ad accesso aperto, segnale di una volontà diffusa di rendere fruibili i risultati della ricerca su scala globale. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’aumento delle collaborazioni scientifiche internazionali, che ha raggiunto il 18% del totale. Questo dato dimostra come il tema delle IG sia diventato un’area di interesse condivisa tra diversi sistemi economici e culturali. Tuttavia, nonostante questa espansione, la ricerca sulle IG fatica ancora a ottenere un impatto scientifico significativo. L’indicatore Field-Weighted Citation Impact (FWCI) globale è pari a 0,91, un valore inferiore alla media di riferimento, segnalando che molte pubblicazioni non riescono ad avere una rilevanza tale da influenzare la comunità scientifica. Questo dato suggerisce la necessità di un maggiore dialogo tra ricerca accademica e mondo economico, affinando le metodologie di studio e rafforzando le sinergie con istituzioni e aziende del settore.</p>
<h4>Il primato dell’Italia</h4>
<p>L’Italia si conferma leader nella ricerca scientifica sulle IG, con 341 pubblicazioni negli ultimi cinque anni, pari a un incremento del 29%. Inoltre, il 65% delle pubblicazioni italiane sono ad accesso aperto, un dato superiore alla media globale.<br />
Un altro aspetto rilevante riguarda il numero di ricercatori coinvolti: 1.438 autori, tra italiani e stranieri, hanno contribuito a studi sulle IG, confermando il ruolo del nostro Paese come punto di riferimento internazionale. Ma il dato più significativo è il valore dell’FWCI dell’Italia, pari a 1,18, ben al di sopra della media globale (0,91). Questo significa che le ricerche italiane sulle IG non solo sono numerose, ma anche più impattanti e citate a livello internazionale.<br />
A contribuire a questo primato è la forte collaborazione tra istituzioni accademiche, enti di ricerca e Consorzi di tutela. In particolare, emerge una stretta <strong>cooperazione tra Italia e Francia</strong>, con <strong>24 pubblicazioni congiunte tra istituzioni italiane e l’INRAE</strong> (Institut National de Recherche pour l&#8217;Agriculture, l&#8217;Alimentation et l&#8217;Environnement), uno dei più importanti centri di ricerca europei sul tema.<br />
Questo legame conferma come l’asse <strong>Italia-Francia</strong> sia cruciale per il progresso delle IG a livello europeo, contribuendo alla definizione di strategie comuni per la valorizzazione e la tutela delle denominazioni.</p>
<h4>Le nuove frontiere</h4>
<p>Le tematiche emergenti nella ricerca sulle IG riguardano diversi aspetti, tra cui:</p>
<ul>
<li><strong>L’impatto economico e sociale delle IG sui territori locali</strong>, evidenziando come la certificazione geografica contribuisca allo sviluppo rurale.</li>
<li><strong>Le dinamiche di mercato</strong>, analizzando l’influenza delle IG sulle scelte dei consumatori e sui flussi commerciali globali.</li>
<li><strong>L’innovazione di prodotto</strong>, per bilanciare tradizione e modernizzazione nel settore agroalimentare.</li>
<li><strong>Le strategie legali per la protezione delle IG</strong>, con un crescente focus sul contrasto alla contraffazione e sulla tutela della proprietà intellettuale.</li>
<li><strong>La sostenibilità ambientale</strong>, con particolare attenzione all’agricoltura rigenerativa, all’economia circolare e alla riduzione dell’impatto climatico.</li>
</ul>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-articolo-allegato-20250401.jpg"><img class="aligncenter wp-image-492569 size-medium" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-articolo-allegato-20250401-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></a></strong></p>
<p>Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda la protezione delle IG nel contesto digitale. Con l’espansione del commercio elettronico, le IG sono sempre più vulnerabili alla contraffazione. Per questo, le ultime ricerche si stanno focalizzando sull’uso di blockchain e intelligenza artificiale per garantire tracciabilità e autenticità ai prodotti certificati.</p>
<h4>La ricerca come leva strategica per il futuro</h4>
<p>I dati dimostrano che la ricerca scientifica è uno strumento essenziale per rafforzare il sistema delle IG e garantirne la competitività nel lungo periodo. Tuttavia, affinché il settore possa trarre pieno beneficio dall’innovazione, è necessario un impegno coordinato tra governi, istituzioni accademiche e Consorzi di tutela. Investire in ricerca non significa solo migliorare la qualità delle IG, ma anche rafforzare il loro valore economico e sociale. L’esperienza dell’Italia, che in questi anni abbiamo cercato di supportare con la Fondazione Qualivita, dimostra che una strategia ben strutturata, basata su collaborazione tra scienza e imprese, è la chiave per il successo.</p>
<blockquote><p>Il futuro delle IG dipende dalla capacità delle singole nazioni di sostenere la ricerca e integrarla con politiche di tutela, promozione e innovazione. La Seconda Conferenza Globale sulle IG ha evidenziato questa necessità e ha ribadito che solo attraverso un approccio scientifico e internazionale sarà possibile affrontare le sfide e cogliere le opportunità di un settore in continua espansione. Con l’avanzare della digitalizzazione, dei cambiamenti climatici e dell’evoluzione dei mercati globali, la ricerca rappresenta il vero motore per lo sviluppo delle Indicazioni Geografiche nel mondo.</p></blockquote>
<p><em><strong>Mauro Rosati, Direttore generale Fondazione Qualivita</strong></em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2025_01</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/Consortium-26-Rosati-corretto.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-ricerca-scientifica-a-supporto-delle-indicazioni-geografiche-un-motore-per-lo-sviluppo-globale/">Rosati: La ricerca scientifica a supporto delle Indicazioni Geografiche: un motore per lo sviluppo globale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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