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	<title>Benessere Archivi : Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Benessere Archivi : Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Sagrantino di Montefalco DOP protagonista della ricerca sulla salute cardiovascolare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sagrantino-di-montefalco-dop-protagonista-della-ricerca-sulla-salute-cardiovascolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 08:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sagrantino, dalle foglie della vite: nuove prospettive per la salute cardiovascolare nella ricerca dell’Università di Siena condotta con le Università della Calabria e di Salerno ed ExoLab Italia. Lo studio rivela le proprietà vasorilassanti degli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sagrantino, dalle foglie della vite: nuove prospettive per la salute cardiovascolare nella ricerca dell’Università di Siena condotta con le Università della Calabria e di Salerno ed ExoLab Italia. Lo studio rivela le proprietà vasorilassanti degli estratti e delle nanovescicole ricavati dalle foglie del vitigno simbolo di Montefalco. Nuove opportunità per la nutraceutica e l’economia circolare. </em></p>
<p>Il Sagrantino guarda oltre il calice e apre <strong>nuove prospettive per la ricerca scientifica</strong>. Le foglie del vitigno simbolo di Montefalco, conosciuto nel mondo per i suoi vini dalla forte identità territoriale, potrebbero infatti rappresentare una risorsa preziosa per lo sviluppo di prodotti destinati alla salute cardiovascolare.</p>
<p>È quanto emerge da uno studio coordinato dalla <strong>Prof.ssa Simona Saponara del Dipartimento di Scienze della Vita dell&#8217;Università di Siena</strong>, in <strong>collaborazione con il Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia dello stesso Ateneo</strong>, in collaborazione con l’<strong>Università della Calabria</strong>, l’<strong>Università di Salerno</strong> ed <strong>ExoLab</strong> Italia, azienda biotecnologica specializzata nello studio delle nanovescicole di origine vegetale.</p>
<p>La ricerca, sviluppata nell’ambito della <strong>tesi di dottorato di Alice Panti</strong> e pubblicata sulla rivista scientifica internazionale <em>Journal of Ethnopharmacology</em>, ha preso in esame le foglie di <em>Vitis vinifera</em> L. cv. Sagrantino, raccolte nel territorio umbro di Montefalco, individuando in questa biomassa vegetale proprietà di particolare interesse per la salute dei vasi sanguigni.</p>
<p>I ricercatori hanno studiato due componenti ricavate dalle foglie della vite: gli estratti vegetali, ricchi di sostanze bioattive tra cui polifenoli, e le micro e nanovescicole extracellulari, minuscole strutture biologiche naturali che contengono diverse molecole. Le analisi hanno evidenziato un effetto vasorilassante di entrambe le componenti, osservato attraverso esperimenti <em>ex vivo</em> su segmenti isolati di aorta di ratto. L&#8217;azione coinvolge l&#8217;endotelio, il tessuto che riveste internamente i vasi sanguigni, e la modulazione dei canali del calcio nelle cellule della muscolatura vascolare.</p>
<p>I risultati, ancora in fase preclinica, aprono prospettive per lo sviluppo di formulazioni nutraceutiche destinate alla protezione cardiovascolare, che richiederanno ulteriori studi per verificarne sicurezza ed efficacia nell&#8217;uomo.</p>
<p>Accanto all&#8217;interesse scientifico, la ricerca offre nuove opportunità sul fronte della sostenibilità. Le attività di gestione del vigneto producono ogni anno quantità considerevoli di materiale vegetale che potrebbe essere valorizzato attraverso processi di estrazione sostenibili, trasformando sottoprodotti agricoli in materie prime ad alto valore aggiunto. Un approccio che si inserisce nei principi dell&#8217;economia circolare, con possibili applicazioni anche nei settori della cosmetica e della ricerca biotecnologica.</p>
<p><em>“Il Sagrantino è un patrimonio del nostro territorio, il cui valore va ben oltre la qualità e l&#8217;identità dei suoi vini </em>– dichiara Paolo Bartoloni, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco –.<em> Precedenti studi scientifici avevano già evidenziato la particolare ricchezza di questo vitigno in polifenoli, composti naturali studiati per i loro potenziali benefici sulla salute. Questa nuova ricerca universitaria, che mette in luce le potenzialità delle foglie della vite per il benessere, in particolare per la salute cardiovascolare, è per noi motivo di grande orgoglio. È un&#8217;ulteriore dimostrazione di quanto valore possa generare il nostro territorio, anche attraverso risorse finora poco esplorate, aprendo nuove opportunità per una filiera sempre più attenta alla sostenibilità e alla valorizzazione di ogni sua componente&#8221;</em></p>
<p>Lo studio amplia così l&#8217;orizzonte della valorizzazione del Sagrantino, dimostrando come un vitigno profondamente legato alla storia e alla cultura di Montefalco possa diventare anche una risorsa per l&#8217;innovazione scientifica e la bioeconomia circolare.</p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziomontefalco.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Montefalco</strong></a> e <strong>Università degli Studi di Siena</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/11/cs_foglie_sagrantino_ricerca_potenziale_salutistico.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
</div>
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		<title>Tra salute e filiera, per stare bene bisogna mangiare cibo sano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/tra-salute-e-filiera-per-stare-bene-bisogna-mangiare-cibo-sano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 07:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come promuovere diffusamente lo star bene è da considerarsi questione importante: un posto di rilievo nelle abitudini salutari ce l’hanno quelle relative al cibo sano alla capacità di mettere in tavola prodotti non solo non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come promuovere diffusamente lo star bene è da considerarsi questione importante: un posto di rilievo nelle abitudini salutari ce l’hanno quelle relative al cibo sano alla capacità di mettere in tavola prodotti non solo non nocivi per la salute ma che, in una certa misura, siano in grado di promuoverla.</em></p>
<p>Su giornali, televisione e web si ritrova un’attenzione spasmodica a tutto quel che contribuisce allo <strong>star bene</strong>, associato con estrema frequenza a sollecitazioni al ricorso a soluzioni in grado di dare risultati immediati alleviando, ad esempio, dal mal di testa o dal mal di schiena oppure da sintomi influenzali.</p>
<p>Vince quindi lo stimolo pubblico al ricorso alla <strong>soluzione rapida</strong>, quella che dovrebbe far sparire subito l’origine dei malesseri. Ma la buona salute è anche, e forse soprattutto, il portato di un impegno di lunga lena, di scelte di investimento dagli effetti differiti ma efficaci.</p>
<p>Come promuovere diffusamente lo star bene è da considerarsi questione importante, visto che<strong> l’attenzione alla buona salute e al benessere è destinata a consolidarsi</strong>, come parte di una domanda sociale che copre tutto l’arco del vivere presente e futuro delle persone, dalla protezione della vita quotidiana alla qualità della convivenza civile sino al benessere individuale. E la richiesta di vivere in pace con la propria salute fisica è importante tanto quanto quella di voler vivere un’adeguata libertà nei confronti di poteri esterni o di poter pensare con tranquillità al proprio futuro. In questa cornice, non sorprende che gli italiani scelgano di dedicare alla salute sempre più impegno, secondo una consolidata lunga deriva che ha portato a ripensare tante delle nostre quotidiane abitudini.</p>
<p>E tra queste abitudini un posto di rilievo ce l’hanno quelle relative al <strong>mangiar bene</strong>, alla capacità di mettere in tavola prodotti non solo non nocivi per la salute ma che, in una certa misura, siano in grado di promuoverla.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/tra-salute-e-filiera-per-stare-bene-bisogna-mangiare-cibo-sano-jhr4qaun" target="_blank" rel="noopener"><strong>Domani</strong></a></p>
<p><em>photo credit: </em><span class="text-Kvkr6N truncate-Pc_c1s textS-BC51wP"><em>Jakub Kapusnak</em></span></p>
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		<title>European Hospital certificata UNI ISO 7101 per la gestione della qualità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/european-hospital-certificata-uni-iso-7101-per-la-gestione-della-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 13:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>European Hospital, importante struttura sanitaria appartenente al Gruppo Garofalo Health Care (GHC), è la prima struttura sanitaria privata italiana, accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), a conseguire la certificazione accreditata Accredia secondo la norma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>European Hospital, importante struttura sanitaria appartenente al Gruppo Garofalo Health Care (GHC), è la prima struttura sanitaria privata italiana, accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), a conseguire la certificazione accreditata Accredia secondo la norma UNI ISO 7101, lo standard internazionale dedicato ai sistemi di gestione per la qualità nelle organizzazioni sanitarie.</em></p>
<p>Un risultato significativo che riconosce l’impegno della struttura nell’adozione di un modello organizzativo orientato alla <strong>qualità delle prestazioni sanitarie, alla sicurezza dei pazienti, alla governance clinica e al miglioramento continuo dei processi assistenziali.</strong></p>
<p>La certificazione è stata rilasciata da <strong>CSQA, primo organismo accreditato in Italia da Accredia per la UNI ISO 7101</strong>, a seguito di un percorso di valutazione indipendente volto a verificare la conformità del sistema di gestione ai requisiti previsti dalla norma.</p>
<h4>European Hospital: una consolidata esperienza nella cardiochirurgia</h4>
<p>Fondata nel 1986 dal Prof. Raffaele Garofalo, European Hospital nasce con una forte specializzazione nella cardiochirurgia, sviluppando nel corso di quasi quarant’anni un patrimonio di competenze cliniche, esperienza specialistica e attività di ricerca scientifica.</p>
<p>La struttura è accreditata con il Servizio Sanitario Regionale del Lazio, nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, con particolare riferimento all’assistenza e al trattamento delle patologie cardiovascolari.<br />
La consolidata esperienza nel settore cardiologico e cardiochirurgico si accompagna a un percorso di evoluzione organizzativa che pone crescente attenzione alla qualità dei servizi, alla gestione dei rischi e alla sicurezza delle cure.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.magazinequalita.it/csqa-european-hospital-prima-struttura-sanitaria-privata-italiana-a-conseguire-certificazione-uni-iso-7101/" target="_blank" rel="noopener">Magazine Qualità</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/european-hospital-certificata-uni-iso-7101-per-la-gestione-della-qualita/">European Hospital certificata UNI ISO 7101 per la gestione della qualità</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Vino, l’Asti DOP Spumante pedala al fianco del Gran Piemonte</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-lasti-dop-spumante-pedala-al-fianco-del-gran-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 07:16:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’8 ottobre le bollicine aromatiche del Consorzio dell&#8217;Asti DOP saranno Official Wine della 110ª edizione della storica corsa ciclistica maschile Nuova tappa sportiva per il Consorzio dell&#8217;Asti DOP che, dopo il tennis (Atp Finals) e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/vino-lasti-dop-spumante-pedala-al-fianco-del-gran-piemonte/">Vino, l’Asti DOP Spumante pedala al fianco del Gran Piemonte</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’8 ottobre le bollicine aromatiche del Consorzio dell&#8217;Asti DOP saranno Official Wine della 110ª edizione della storica corsa ciclistica maschile</em></p>
<p>Nuova tappa sportiva per il <strong>Consorzio dell&#8217;Asti DOP</strong> che, dopo il tennis (Atp Finals) e la pallavolo (sponsor Reale Mutua Fenera Chieri’76 Volleyball), entra nel mondo del ciclismo al fianco del Gran Piemonte. Le bollicine aromatiche piemontesi saranno l’unico <em>official wine</em> della storica corsa in linea maschile, giunta alla 110ª edizione. L’8 ottobre la gara scatterà da Asti per concludersi a Bra, dopo 185 chilometri lungo un percorso che attraverserà anche i paesaggi vitivinicoli riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità<a href="https://www.qualivita.it/news/prodotto-di-riferimento/5834/" target="_blank" rel="noopener">.</a></p>
<p><u></u><u></u><u></u>“Il Gran Piemonte, che tocca alcuni dei luoghi simbolo della viticoltura piemontese, esprime perfettamente il legame tra sport e territorio – afferma <strong>Stefano Ricagno</strong>, presidente del Consorzio -. Il ciclismo è da sempre una disciplina capace di valorizzare i luoghi che percorre raccontandone paesaggi, tradizioni e comunità. Affiancare le nostre bollicine a questa competizione significa quindi accompagnare un evento radicato in Piemonte ma allo stesso tempo capace di parlare a un pubblico appassionato nazionale e internazionale”.</p>
<p><u></u><u></u>In qualità di vino ufficiale della manifestazione, l’Asti DOP sarà protagonista anche sul podio con una <strong>speciale bottiglia realizzata appositamente per le premiazioni</strong>. La partnership prevede inoltre l’esclusiva merceologica per la categoria vino e la presenza dell’ente consortile negli spazi più visibili della corsa, dai gradini del podio e dal pannello di retro-podio personalizzati fino ai 48 metri di banner pubblicitari collocati lungo il percorso.</p>
<p>Il <strong>Gran Piemonte</strong> è una corsa di categoria Pro inserita nel calendario della Coppa Italia delle Regioni. Al via sono attesi 15 World Teams, tra cui la UAE Team Emirates, la formazione che lo scorso anno si è imposta con il messicano Isaac Del Toro. Anche la start list dell’edizione 2026 si annuncia di alto profilo, con corridori del calibro di Brandon McNulty e Michael Matthews (primo e secondo classificato ai mondiali di ciclismo su strada lo scorso settembre a Montreal), lo stesso Del Toro e Mads Pedersen, vincitore della Maglia Verde al Tour de France.</p>
<p>Fonte: <a href="https://astidocg.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio per la tutela dell&#8217;Asti</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/cs_cons.-Asti-Gran-Piemonte.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<item>
		<title>Educazione nutrizionale: Grana Padano DOP sostiene l’Obesity Day 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/educazione-nutrizionale-grana-padano-sostiene-lobesity-day-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 07:13:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La salute parla tutte le lingue”: ENGP, il portale web del Consorzio Tutela Grana Padano, rinnova il sostegno alla campagna nazionale promossa dalla Fondazione ADI per la prevenzione dell’obesità Educazione Nutrizionale Grana Padano (ENGP), il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/educazione-nutrizionale-grana-padano-sostiene-lobesity-day-2026/">Educazione nutrizionale: Grana Padano DOP sostiene l’Obesity Day 2026</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La salute parla tutte le lingue”: ENGP, il portale web del Consorzio Tutela Grana Padano, rinnova il sostegno alla campagna nazionale promossa dalla Fondazione ADI per la prevenzione dell’obesità</em></p>
<p class="s7"><span class="s8">Educazione Nutrizionale Grana Padano (ENGP)</span>, il portale web del <strong>Consorzio Tutela Grana Padano</strong>, nato nel 2005 con l’obiettivo di divulgare le <span class="s8">buone pratiche per un’alimentazione equilibrata</span> e un corretto stile di vita, <span class="s8">sostiene l’edizione 2026 dell’</span><span class="s9">Obesity</span><span class="s9"> Day</span>, la campagna nazionale di sensibilizzazione e prevenzione promossa dalla <span class="s8">Fondazione ADI</span>, in collaborazione con i <span class="s8">Centri </span><span class="s8">Obesity</span><span class="s8"> Day </span>e <span class="s8">l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI).</span></p>
<p class="s7">La partecipazione di <strong>ENGP</strong> si concretizza attraverso una <span class="s8">donazione a sostegno dell’iniziativa</span>, confermando l’impegno del portale nella promozione di una corretta informazione nutrizionale e nella diffusione di conoscenze utili a favorire <span class="s8">scelte alimentari consapevoli e stili di vita equilibrati</span>. Il logo ENGP è presente sui <span class="s8">materiali ufficiali della campagna</span>, tra cui la locandina dell’ObesityDay 2026, le newsletter e il sito dedicato all’iniziativa.</p>
<p class="s7">Il tema scelto per questa edizione, <span class="s8">“<strong>La salute parla tutte le lingue</strong>!”,</span>pone al centro la <span class="s8">necessità di rendere i messaggi di prevenzione accessibili</span> anche alle <span class="s8">diverse comunità </span>presenti in Italia, con particolare attenzione alle <span class="s8">popolazioni immigrate</span>. Un approccio che riconosce il ruolo delle abitudini alimentari, della cultura e delle tradizioni nella costruzione di uno <span class="s8">stile di vita</span> e che punta quindi a sviluppare <span class="s8">strumenti di informazione capaci di parlare a pubblici differenti</span>.</p>
<p class="s7">È proprio in questa prospettiva che si inserisce il contributo di <strong>Educazione Nutrizionale Grana Padano</strong>: <span class="s8">sostenere un’iniziativa che mette l’educazione alimentare e la prevenzione al centro della promozione della salute</span>, favorendo una comunicazione comprensibile e vicina alle persone.</p>
<p class="s7">Il programma dell’<strong><span class="s8">Obesity</span></strong><span class="s8"><strong> Day</strong> <strong>2026 </strong></span>prevede una fase preliminare di ascolto attraverso un <span class="s8">questionario rivolto a diverse </span><span class="s8">comunità di immigrati</span> presenti in Italia, finalizzato a raccogliere informazioni sulle abitudini alimentari passate e attuali. Al termine del questionario vi è <span class="s8">un decalogo</span> <span class="s8">ed una piramide alimentare transculturale</span> per la <span class="s8">prevenzione e la gestione dell’eccesso di peso</span>, tradotto in moltelingue e costruiti tenendo conto delle differenti tradizioni alimentari. Il 10 ottobre, inoltre, <span class="s8">i professionisti della nutrizione dei Centri </span><span class="s8">Obesity</span><span class="s8"> Day</span> – attivi presso ospedali, ASL e Università – promuoveranno <span class="s8">iniziative di informazione e prevenzione</span> rivolte a famiglie, bambini e adolescenti. <span class="s10">Dalle 10</span><span class="s10">.00</span> <span class="s10">alle 13</span><span class="s10">.00</span> sempre del 10 ottobre sarà inoltre trasmessa una <span class="s8">diretta Facebook</span> sul canale <span class="s8">@obesitydayadi</span>, con collegamenti dai Centri Obesity Day e dalle comunità coinvolte. L’iniziativa si concluderà con la pubblicazione sul sito ufficiale <a href="http://www.obesityday.org/"><span class="s11">www.obesityday.org</span></a>  di un <span class="s8">report dedicato ai risultati della campagna</span> e alle testimonianze raccolte.</p>
<p class="s7"><em><span class="s12">«L’educazione nutrizionale rappresenta uno strumento importante di prevenzione e deve essere in grado di raggiungere le persone in modo chiaro, accessibile e rispettoso delle diverse abitudini e culture alimentari. Per questo Educazione Nutrizionale Grana Padano ha scelto di sostenere l’</span><span class="s12">Obesity</span></em><span class="s12"><em> Day 2026: condividiamo l’importanza di promuovere una corretta informazione sull’alimentazione e di rendere i messaggi di prevenzione sempre più vicini alle persone»</em>, dichiara <strong>Mirella Parmeggiani</strong>, <strong>Responsabile Marketing del Consorzio Tutela Grana Padano</strong>.</span></p>
<p class="s7">Per maggiori informazioni sui Centri Obesity Day disponibili e sulle strutture aperte al pubblico, è possibile consultare la pagina dedicata sul sito ufficiale dell’iniziativa: <a href="https://www.obesityday.org/cosa-facciamo/centri/"><span class="s11">https://www.obesityday.org/cosa-facciamo/centri/</span></a></p>
<p class="s7"><span class="s10"><br />
Fonte: <a href="https://www.granapadano.it/it-it/il-mondo-di-grana-padano/i-nostri-comunicati-stampa/educazione-nutrizionale-grana-padano-sostiene-lobesity-day-2026/" target="_blank" rel="noopener"><b>Consorzio Tutela Grana Padano</b></a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/educazione-nutrizionale-grana-padano-sostiene-lobesity-day-2026/">Educazione nutrizionale: Grana Padano DOP sostiene l’Obesity Day 2026</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cos’è la certificazione vita-lavoro e come ottenerla</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cose-la-certificazione-vita-lavoro-e-come-ottenerla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 13:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>UNI/PdR 192:2026, a luglio Accredia ha definito le regole per l’accreditamento per l&#8217;equilibrio vita-lavoro, tra gli organismi accreditati a rilasciare la certificazione anche CSQA La certificazione vita-lavoro entra nella fase operativa. Dopo la pubblicazione ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>UNI/PdR 192:2026, a luglio Accredia ha definito le regole per l’accreditamento per l&#8217;equilibrio vita-lavoro, tra gli organismi accreditati a rilasciare la certificazione anche CSQA</em></p>
<p>La certificazione vita-lavoro entra nella fase operativa. Dopo la pubblicazione ad aprile della UNI/PdR 192:2026 e, a luglio, della circolare tecnica di Accredia che ha definito le regole per l’accreditamento, il Comitato di delibera del 28 settembre ha aperto la strada ai primi organismi ufficialmente abilitati a rilasciare l’attestazione alle imprese. Nel frattempo, è stato anche reso possibile presentare domanda per accedere al bando da 7,5 milioni di euro a fondo perduto, gestito da Unioncamere, destinato ad accompagnare le aziende verso l’ottenimento della certificazione.</p>
<p>La misura è rivolta alle organizzazioni che hanno adottato, o abbiano intenzione di adottare, politiche strutturate per favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro. Un’attenzione particolare è rivolta alla promozione di flessibilità organizzativa, alla genitorialità, ai caregiver, al welfare e continuità professionale; tematiche centrali anche per i dipendenti stessi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Quali organismi possono rilasciare la certificazione</h4>
<p>Proprio sugli organismi preposti sono arrivate importanti novità negli ultimi giorni, con il Comitato di delibera della stessa Accredia che lo scorso 28 settembre ha identificato i primi organismi preposti all’abilitazione sistema.</p>
<p>Tra questi figurano Bureau Veritas Italia e <strong>CSQA</strong>, che adesso possono quindi svolgere le verifiche finalizzate al rilascio della certificazione vita-lavoro.</p>
<p>L’elenco potrà naturalmente ampliarsi man mano che altri organismi completeranno l’iter di accreditamento.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://tuttowelfare.info/certificazione-vita-lavoro-parte-la-fase-operativa/" target="_blank" rel="noopener"> tuttowelfare.info</a></p>
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		<title>Bere alcol non è dannoso a prescindere: la nuova linea della Commissione Ue sul vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bere-alcol-non-e-dannoso-a-prescindere-la-nuova-linea-della-commissione-ue-sul-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 07:37:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il testo dell’European Beating Cancer Plan esclude il “no safe level”, cioè il principio secondo cui non esiste una quantità di alcol priva di rischio. Ma mantiene le misure contro i danni causati dalle bevande [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il testo dell’European Beating Cancer Plan esclude il “no safe level”, cioè il principio secondo cui non esiste una quantità di alcol priva di rischio. Ma mantiene le misure contro i danni causati dalle bevande alcoliche. Uiv: «Un approccio più equilibrato».</em></p>
<p><strong>Un conto è il consumo di alcol in generale, un altro è il consumo dannoso.</strong> È la distinzione contenuta nel nuovo testo sull’attuazione dell’European Beating Cancer Plan, approvato nei giorni scorsi dalla Commissione per la salute pubblica (Sant) del Parlamento europeo con 27 voti favorevoli, 8 contrari e 5 astensioni. Il documento passa ora all’esame della plenaria.</p>
<p>Nel capitolo dedicato alla prevenzione, <strong>la Commissione chiede misure contro il consumo dannoso di alcol,</strong> tra cui informazioni sanitarie obbligatorie e chiaramente visibili su tutte le bevande alcoliche. Il testo sollecita inoltre una revisione della strategia europea sull’alcol, una strategia per il consumo zero tra i minori, iniziative di sensibilizzazione e misure a livello europeo per ridurre l’esposizione al marketing degli alcolici.</p>
<p><strong>Nel documento approvato, sottolinea l’Unione italiana vini (Uiv), non compare il riferimento al “no safe level”, cioè al principio secondo cui non esiste un livello di consumo di alcol privo di rischio.</strong> La formula era stata oggetto del confronto sul testo, ma non è presente nella versione approvata. Il riferimento scelto dalla Commissione è invece quello al consumo «dannoso» (harmful alcohol consumption).</p>
<p>«Il testo, ora all’esame in plenaria, ribadisce quanto già stabilito: non tutto il consumo è dannoso, lo è quello compulsivo. <strong>E questo è un concetto fondamentale per l’approccio – da sempre moderato – al vino».</strong> il presidente di Uiv Lamberto Frescobaldi sottolinea inoltre l’esclusione del &#8220;no safe level” e auspica che «l’indirizzo, anche politico, dato dall’Istituzione 4 anni fa e ribadito in Commissione Sant non debba in futuro rientrare un’altra volta dalla finestra»</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lastampa.it/cronaca/2026/09/30/news/bere_alcol_non_e_dannoso_a_prescindere_sul_vino_la_commissione_salute_ue_sposa_la_linea_piu_morbida-15752802/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Stampa</strong></a></p>
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		<title>Grana Padano DOP e ANT insieme contro i tumori: controlli gratuiti nella sede del Consorzio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/grana-padano-dop-e-ant-insieme-per-prevenire-i-tumori-controlli-gratuiti-con-il-progetto-mammella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 07:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[beneficenza]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella sede del Consorzio di Tutela del Grana Padano un ambulatorio mobile della ANT (Assistenza Nazionale Tumori) per ecografie alle donne. Zaghini: siamo sempre più impegnati a diffondere le possibilità di controlli e screening Produrre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nella sede del Consorzio di Tutela del Grana Padano un ambulatorio mobile della ANT (Assistenza Nazionale Tumori) per ecografie alle donne. Zaghini: siamo sempre più impegnati a diffondere le possibilità di controlli e screening</em></p>
<p>Produrre il formaggio a denominazione d’origine protetta più consumato nel mondo, accanto alla soddisfazione per la leadership, fa sentire e condividere anche la responsabilità di <strong>garantire qualità e salute</strong> non soltanto attraverso il frutto quotidiano del lavoro di oltre 50mila addetti.</p>
<p>“Per il Consorzio Grana Padano e tutta la sua filiera da anni sostenere l’attività di prevenzione, di assistenza e di ricerca nella salute è un impegno di assoluta rilevanza a tutti i livelli – spiega <strong>Renato Zaghini, presidente del Consorzio di Tutela</strong> – Lo facciamo sostenendo programmi scientifici non solo nell’alimentazione, ma anche diffondendo buone pratiche e sensibilizzando la comunità a fare degli screening una preziosa abitudine a tutte le età”.</p>
<p>Si tratta di un percorso seguito da anni e lungo il quale ci sono appuntamenti significativi anche per chi lavora nella filiera del Grana Padano. Il 28 ottobre, si è rinnovata infatti a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, nella sede del Consorzio di Tutela, la “<strong>Giornata della Prevenzione</strong>”, organizzata insieme alla delegazione di Brescia dell’ANT, Assistenza Nazionale Tumori, e dedicata alla prevenzione del tumore al seno, nell’ambito del “Progetto Mammella”, curato dall’Associazione e sostenuto da Grana Padano.</p>
<p>Il tumore della mammella è infatti la neoplasia più frequente nella popolazione femminile, che colpisce una donna su 8 nel corso della vita,</p>
<p>diventando più frequente dopo i 30 anni e raggiungendo la massima incidenza tra i 45 e i 60 anni.</p>
<p>Da anni la filiera del Grana Padano DOP sostiene la capillare e preziosa attività dell’ANT sul territorio, ma punta anche ad indicare al mondo delle imprese dei modelli di impegno concreto per favorire la prevenzione tra le proprie dipendenti.</p>
<p>Così nel parcheggio davanti agi uffici, sull’ambulatorio mobile della Fondazione, un professionista ha eseguito visite con ecografia mammaria, rivolte in particolare alle donne under 45, fascia di età potenzialmente a rischio. “Si tratta di una dimostrazione concreta e condivisa con ANT di attenzione alla parità di genere sotto ogni aspetto – sottolinea il Presidente del Consorzio – ed è un punto di forza della sostenibilità sociale nella filiera del Grana Padano DOP. Da anni offriamo l’opportunità di attività di controlli sia all’interno del Consorzio che nelle comunità dove operano i volontari. E contiamo di farle crescere, sostenendole e promuovendo la partecipazione di utenti di ogni età”.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.granapadano.it/it-it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Grana Padano </strong></a>e<a href="https://ant.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong> ANT &#8211; Assistenza Nazionale Tumori</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/CS-Grana-Padano-e-ANT-insieme-per-prevenire-i-tumori-Scrrening-in-Consorzio.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Grana Padano DOP approva il ministro Lollobrigida: promuovere il consumo di latte e formaggi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/grana-padano-dop-approva-il-ministro-lollobrigida-promuovere-il-consumo-di-latte-e-formaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 09:33:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ll Consorzio di Tutela del Grana Padano DOP apprezza la campagna lanciata sui canali social dal ministro Lollobrigida. Il principale player caseario italiano punta a rapporti sempre più stretti con i consumatori Il latte italiano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>ll Consorzio di Tutela del Grana Padano DOP apprezza la campagna lanciata sui canali social dal ministro Lollobrigida. Il principale player caseario italiano punta a rapporti sempre più stretti con i consumatori</em></p>
<p>Il latte italiano è un patrimonio di qualità e una grandissima opportunità di crescita economica per il nostro paese. Tra le tante conferme di questa ricchezza spicca il lavoro quotidiano della filiera del Grana Padano DOP, il più grande player di latte italiano e produttore del formaggio a denominazione d’origine protetta più consumato nel mondo.</p>
<p>Promuoverlo nelle sue varie forme coinvolgendo generazioni di tutte le età è dunque una priorità sia per il sistema produttivo che per le istituzioni chiamate a tutelarlo, utilizzando mezzi e linguaggi adatti ai pubblici più diversi.</p>
<p>Quindi il Consorzio Tutela Grana Padano apprezza l’impegno del ministro dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida che sui propri canali personali ha lanciato un messaggio video per promuovere la conoscenza ed il consumo del latte e dei formaggi che con essi vengono creati, per consolidare una consapevole e corretta alimentazione sin dall’infanzia e per migliorare i primati della produzione casearia di origine protetta, che già oggi vede il Grana Padano rappresentare la destinazione economicamente più remunerativa nell’Unione europea per il latte proveniente da bovine alimentate con insilati.</p>
<p>Ci auguriamo che la comunicazione promossa dal ministero e dal governo e destinata a svilupparsi in linguaggi sulle reti del servizio pubblico della Rai, migliori e aumenti il rapporto stretto tra consumatori e produttori di eccellenze casearie, ignorando le obiezioni che erano scontate secondo un desueto e infondato deja-vu.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.granapadano.it/it-it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Grana Padano</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/CS-Grana-Padano-DOP-approva-il-ministro-Lollobrigida-promuovere-ad-ogni-eta-il-consumo-di-latte-e-formaggi.pdf">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Macellazione in azienda: benessere animale e qualità delle carni in suini di razza Cinta Senese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/macellazione-in-azienda-benessere-animale-e-qualita-delle-carni-in-suini-di-razza-cinta-senese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio dell’Università di Pisa e della Tenuta di Paganico dimostra come la macellazione in azienda riduca lo stress animale senza compromettere la sicurezza microbiologica delle carni Il benessere animale è oggi al centro dell’attenzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio dell’Università di Pisa e della Tenuta di Paganico dimostra come la macellazione in azienda riduca lo stress animale senza compromettere la sicurezza microbiologica delle carni</em></p>
<p>Il benessere animale è oggi al centro dell’attenzione di consumatori, alleva­tori e decisori politici, non solo per motivi etici, ma anche per il suo impat­to diretto sulla qualità dei prodotti e sulla sostenibilità delle filiere agroali­mentari. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato come le fasi che precedono la macellazione – cattura, trasporto, sosta nei centri di raccolta e in mattatoio – siano tra i momenti di maggiore stress per gli animali. Questo stress non solo compromette il loro benessere, ma può incidere negativamen­te anche su parametri tecnologici e organolettici delle carni, fino a determina­re difetti, come le carni PSE (carne pallida, molle ed essudativa) o DFD (carne scura, consistente e secca). La domanda crescente di prodotti provenienti da sistemi estensivi e da razze locali – caratterizzati da un forte legame con il ter­ritorio e spesso destinati a filiere di qualità – rende ancora più rilevante affron­tare queste criticità. I suini di razza Cinta senese, allevati all’aperto in Toscana (<strong>Figura 1</strong>), rappresentano un esempio emblematico: la qualità delle loro carni è strettamente connessa al benessere in allevamento e al mantenimento delle caratteristiche tipiche.</p>
<p>In questo contesto si inserisce lo studio “Animal welfare and meat quality: The impact of on-farm slaughter on Cinta Senese pigs”, pubblicato su Meat Science, che ha valutato gli effetti della macellazione in azienda rispetto alla macellazione tradizionale con trasporto dell’animale vivo in mattato­io. La ricerca, sviluppata nell’ambito del progetto “In Cima il Benessere” fi­nanziato dal GAL F.A.R. Maremma, ha coinvolto l’Università di Pisa, Tenuta di Paganico, l’Azienda Sanitaria Toscana sud est e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. L’obiettivo era verificare se la macellazione in azienda potesse rappre­sentare una soluzione innovativa per ridurre lo stress degli animali e, al contempo, garantire qualità e sicurez­za delle carni.</p>
<blockquote><p><strong>Jacopo Goracci<br />
</strong>Tenuta di Paganico Soc. Agr. SpA</p>
<p><strong>Roxana Amarie<br />
</strong>Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, Università di Pisa</p>
<p><strong>Alessio Del Tongo<br />
</strong>Tenuta di Paganico Soc. Agr. SpA</p>
<p><strong>Giorgio Briganti<br />
</strong>Azienda Usl Toscana Sud Est</p>
<p><strong>Giampaolo Giunta<br />
</strong>Azienda Usl Toscana Sud Est</p>
<p><strong>Andrea Serra<br />
</strong>Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, Università di Pisa</p></blockquote>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>Lo studio è stato condotto su 40 suini Cinta senese alleva­ti all’aperto in Toscana. Gli animali, suddivisi in due grup­pi da 20 animali ciascuno, sono stati macellati seguendo due approcci distinti:</p>
<ul>
<li>macellazione tradizionale (MT): prevede cattura, tra­sporto (meno di un’ora), sosta in mattatoio (1-2 ore), stordimento elettrico e macellazione;</li>
<li>macellazione in azienda (MA): gli animali sono stati storditi e sanguinati direttamente in allevamento, grazie a un prototipo di struttura mobile sviluppato ad hoc, per poi trasferire le carcasse in mattatoio en­tro due ore.</li>
</ul>
<p>Per rendere possibile la macellazione in azienda è stato progettato e realizzato un prototipo di trailer multifunzio­nale (<strong>Figura 2</strong>), dotato di un verricello elettrico per issare il suino stordito, di un sistema per la raccolta del sangue durante la iugulazione, di un condizionatore per mantene­re refrigerate le carcasse, nonché di un lavello con acqua calda per la sanificazione degli operatori; l’intera struttu­ra, alimentata da una batteria indipendente, consente il trasporto rapido e sicuro delle carcasse fino al mattatoio.</p>
<p>Per valutare l’impatto dei due sistemi, i ricercatori hanno analizzato diversi parametri:</p>
<ul>
<li>indicatori fisiologici di stress: cortisolo, creatin-chi­nasi (CPK) e lattato deidrogenasi (LDH);</li>
<li>qualità tecnologica della carne: pH post-mortem, ca­pacità di ritenzione idrica, colore;</li>
<li>sicurezza microbiologica della carne e delle carcasse: contaminazioni da batteri mesofili, Enterobacteriace­ae, Stafilococchi coagulasi positivi, Salmonella spp. e Listeria monocytogenes (European Union, 2007).</li>
</ul>
<p>È stato inoltre calcolato l’indice temperatura-umidità (THI) per valutare l’effetto delle condizioni climatiche (caldo e umidità) sul benessere degli animali, sulla qualità e sulla sicurezza delle carni.</p>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>I dati raccolti hanno messo in evidenza differenze signi­ficative tra i due metodi di macellazione, suddivise di se­guito per le principali categorie. Benessere animale: con la macellazione in azienda, il cortisolo, principale marca­tore di stress fisiologico, si attesta su valori pari a circa un terzo rispetto al metodo tradizionale; anche CPK e LDH risultano inferiori (<strong>Figura 3</strong>). In altre parole, evitare cat­tura, trasporto e sosta in ambienti estranei riduce sensi­bilmente il carico di stress pre-macellazione.</p>
<div id="attachment_525323" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Fig-3_benessere-animale-cinta-senese.bmp" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-525323" class="wp-image-525323 size-newsletter-galleria" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Fig-3_benessere-animale-cinta-senese-560x290.jpg" alt="" width="560" height="290" /></a><p id="caption-attachment-525323" class="wp-caption-text">Figura 3. Valore degli indicatori fisiologici utilizzati per confrontare i due sistemi di macellazione (macellazione in azienda &#8211; MA vs. macellazione tradizionale &#8211; MT). Sono stati considerati: creatinchinasi (CPK), enzima muscolare che indica lesioni e sforzo fisico intenso; lattato deidrogenasi (LDH), enzima la cui concentrazione aumenta in caso di danno o sofferenza muscolare; cortisolo, ormone utilizzato come indicatore di risposta acuta a stimoli stressanti. Valori più bassi osservati negli animali macellati in azienda evidenziano una minore risposta da stress e migliori condizioni di benessere al momento della macellazione.</p></div>
<p>Qualità delle carni: il pH delle carni a 48 ore dalla macella­zione è risultato mediamente più basso negli animali ma­cellati in azienda. Questo andamento, in associazione con il quadro pre-macellazione descritto sopra, può indicare un metabolismo muscolare post-mortem più favorevole, potenzialmente collegato a una migliore qualità della car­ne. Non sono emerse differenze significative negli altri pa­rametri tecnologici (colore, capacità di ritenzione idrica), ma il pH più stabile rappresenta comunque un indicatore coerente e favorevole dal punto di vista tecnologico.</p>
<p>Sicurezza microbiologica: non sono state rilevate diffe­renze sostanziali nella carica microbica delle carcasse tra i due metodi. Tutti i valori sono rimasti ampiamente sotto i limiti normativi e Salmonella e Listeria non sono mai state rilevate. Unico dato degno di nota: la tendenza a valori leg­germente più bassi di batteri mesofili nelle carcasse prove­nienti dalla macellazione in azienda.</p>
<p>Influenza del clima: le condizioni ambientali hanno in­fluenzato alcuni parametri microbiologici delle carni (in particolare mesofili ed Enterobacteriaceae), ma non quel­li delle carcasse. Questo conferma come il fattore climati­co, soprattutto nei sistemi estensivi e nei mesi estivi, deb­ba essere attentamente considerato nella gestione della macellazione in azienda.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>La ricerca dimostra come la macellazione in azienda possa rappresentare una valida alternativa per gli allevamenti di piccola scala situati in aree rurali, spesso lontani dai centri di macellazione, con conseguente necessità di lunghi viag­gi che comportano rischi elevati per gli animali.</p>
<p>I principali vantaggi osservati sono:</p>
<ul>
<li>riduzione significativa dello stress negli animali;</li>
<li>mantenimento della qualità tecnologica della carne;</li>
<li>sicurezza microbiologica paragonabile alla macella­zione tradizionale.</li>
</ul>
<p>Tuttavia, l’adozione di questa pratica richiede alcune at­tenzioni:</p>
<ul>
<li>rispetto rigoroso delle norme igienico-sanitarie e del benessere animale;</li>
<li>formazione del personale e supervisione veterinaria;</li>
<li>adeguata gestione delle condizioni climatiche.</li>
</ul>
<p>Questa prova si inquadra all’interno del progetto “In.Ci.Ma. il Benessere – INcroci di CInta senese allevati sui pascoli della Maremma toscana: qualità della carne e BE­NESSERE animale”, che oltre a questo studio ha perseguito altri due obiettivi: la creazione di un ibrido su base Cinta senese per migliorare produttività in carne fresca mante­nendo rusticità e legame con il territorio, e lo sviluppo di strumenti di tracciabilità e trasparenza di filiera tramite lo studio di fattibilità per una web application dedicata, utile a distinguere razza pura e incroci e a monitorare diversi si­stemi di macellazione. Tale progetto rappresenta, così, un esempio concreto di innovazione partecipata, nato da un bisogno etico espresso da un’azienda agricola e sviluppato grazie alla collaborazione con istituzioni sanitarie e ricer­ca universitaria, con l’obiettivo di proporre soluzioni più sostenibili ed etiche. In questo quadro si inserisce anche il Regolamento Delegato (UE) 2021/1422, che ha modificato le disposizioni sui controlli ufficiali consentendo la macel­lazione presso l’allevamento di provenienza: una misura che apre la strada all’applicazione della macellazione in azienda su scala più ampia, con importanti ricadute sul pi­lastro sociale della sostenibilità, rafforzando il ruolo delle comunità rurali e la tutela del benessere animale.</p>
<blockquote>
<h4>RIFERIMENTI RICERCA</h4>
<p><strong>Titolo</strong></p>
<p>Animal welfare and meat quality: The impact MA on-farm slaughter on Cinta senese pigs.</p>
<p><strong>Autore</strong></p>
<p>R.E. Amarie, J. Goracci, L. Casarosa, S. Tinagli, G. Briganti, G. Giunta, M. Senese, G. Terracciano, F. Campeis, A. Del Tongo, A. Serra</p>
<p><strong>Fonte</strong></p>
<p>Meat Science, 230 (2025) 109949.</p>
<p>https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2025.109949</p>
<p><strong>Abstract</strong></p>
<p>Questo studio ha valutato gli effetti della macellazione in azienda (MA) rispetto alla macellazione tradizionale (MT) sul benessere animale, la qualità della carne e la sicurezza microbiologica di suini di razza Cinta senese allevati all&#8217;aperto. Quaranta suini sono stati macellati con entrambi i metodi in diverse stagioni, consentendo l&#8217;analisi delle influenze ambientali tramite l&#8217;indice di temperatura e umidità (ITU). Sono stati valutati i parametri ematici (cortisolo, LDH, CPK), la carica microbica della carcassa e della carne e le caratteristiche tecnologiche di qualità della carne. I suini macellati in azienda hanno mostrato livelli significativamente inferiori di cortisolo, LDH e CPK, indicando una riduzione dello stress fisiologico. La carne di questi animali presentava anche un pH inferiore 24 ore post-mortem, suggerendo una migliore attività glicolitica e una migliore conservazione delle caratteristiche qualitative. L&#8217;analisi microbiologica non ha mostrato differenze significative tra i due metodi, con tutte le carcasse che sono rimaste entro le soglie di sicurezza, sebbene la conta dei batteri mesofili tendesse a essere inferiore nelle carcasse macellate in azienda. Le condizioni ambientali, in particolare l&#8217;ITU nelle due settimane precedenti la macellazione, hanno influenzato alcune cariche microbiche nella carne, ma non nelle carcasse. I risultati dimostrano che la macellazione MA è un&#8217;alternativa valida in grado di ridurre significativamente lo stress degli animali e di mantenere sia la qualità della carne che la sicurezza microbiologica, offrendo un&#8217;opzione sostenibile ed etica per gli allevamenti suini di piccola scala o al pascolo.</p>
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<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-02/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2026 n°02</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/benessere-animale-Cinta-Senese_Consortium-31.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/macellazione-in-azienda-benessere-animale-e-qualita-delle-carni-in-suini-di-razza-cinta-senese/">Macellazione in azienda: benessere animale e qualità delle carni in suini di razza Cinta Senese</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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