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	<title>Benessere &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Benessere &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Macellazione in azienda: benessere animale e qualità delle carni in suini di razza Cinta Senese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio dell’Università di Pisa e della Tenuta di Paganico dimostra come la macellazione in azienda riduca lo stress animale senza compromettere la sicurezza microbiologica delle carni Il benessere animale è oggi al centro dell’attenzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio dell’Università di Pisa e della Tenuta di Paganico dimostra come la macellazione in azienda riduca lo stress animale senza compromettere la sicurezza microbiologica delle carni</em></p>
<p>Il benessere animale è oggi al centro dell’attenzione di consumatori, alleva­tori e decisori politici, non solo per motivi etici, ma anche per il suo impat­to diretto sulla qualità dei prodotti e sulla sostenibilità delle filiere agroali­mentari. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato come le fasi che precedono la macellazione – cattura, trasporto, sosta nei centri di raccolta e in mattatoio – siano tra i momenti di maggiore stress per gli animali. Questo stress non solo compromette il loro benessere, ma può incidere negativamen­te anche su parametri tecnologici e organolettici delle carni, fino a determina­re difetti, come le carni PSE (carne pallida, molle ed essudativa) o DFD (carne scura, consistente e secca). La domanda crescente di prodotti provenienti da sistemi estensivi e da razze locali – caratterizzati da un forte legame con il ter­ritorio e spesso destinati a filiere di qualità – rende ancora più rilevante affron­tare queste criticità. I suini di razza Cinta senese, allevati all’aperto in Toscana (<strong>Figura 1</strong>), rappresentano un esempio emblematico: la qualità delle loro carni è strettamente connessa al benessere in allevamento e al mantenimento delle caratteristiche tipiche.</p>
<p>In questo contesto si inserisce lo studio “Animal welfare and meat quality: The impact of on-farm slaughter on Cinta Senese pigs”, pubblicato su Meat Science, che ha valutato gli effetti della macellazione in azienda rispetto alla macellazione tradizionale con trasporto dell’animale vivo in mattato­io. La ricerca, sviluppata nell’ambito del progetto “In Cima il Benessere” fi­nanziato dal GAL F.A.R. Maremma, ha coinvolto l’Università di Pisa, Tenuta di Paganico, l’Azienda Sanitaria Toscana sud est e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. L’obiettivo era verificare se la macellazione in azienda potesse rappre­sentare una soluzione innovativa per ridurre lo stress degli animali e, al contempo, garantire qualità e sicurez­za delle carni.</p>
<blockquote><p><strong>Jacopo Goracci<br />
</strong>Tenuta di Paganico Soc. Agr. SpA</p>
<p><strong>Roxana Amarie<br />
</strong>Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, Università di Pisa</p>
<p><strong>Alessio Del Tongo<br />
</strong>Tenuta di Paganico Soc. Agr. SpA</p>
<p><strong>Giorgio Briganti<br />
</strong>Azienda Usl Toscana Sud Est</p>
<p><strong>Giampaolo Giunta<br />
</strong>Azienda Usl Toscana Sud Est</p>
<p><strong>Andrea Serra<br />
</strong>Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, Università di Pisa</p></blockquote>
<p><strong>Metodologia</strong></p>
<p>Lo studio è stato condotto su 40 suini Cinta senese alleva­ti all’aperto in Toscana. Gli animali, suddivisi in due grup­pi da 20 animali ciascuno, sono stati macellati seguendo due approcci distinti:</p>
<ul>
<li>macellazione tradizionale (MT): prevede cattura, tra­sporto (meno di un’ora), sosta in mattatoio (1-2 ore), stordimento elettrico e macellazione;</li>
<li>macellazione in azienda (MA): gli animali sono stati storditi e sanguinati direttamente in allevamento, grazie a un prototipo di struttura mobile sviluppato ad hoc, per poi trasferire le carcasse in mattatoio en­tro due ore.</li>
</ul>
<p>Per rendere possibile la macellazione in azienda è stato progettato e realizzato un prototipo di trailer multifunzio­nale (<strong>Figura 2</strong>), dotato di un verricello elettrico per issare il suino stordito, di un sistema per la raccolta del sangue durante la iugulazione, di un condizionatore per mantene­re refrigerate le carcasse, nonché di un lavello con acqua calda per la sanificazione degli operatori; l’intera struttu­ra, alimentata da una batteria indipendente, consente il trasporto rapido e sicuro delle carcasse fino al mattatoio.</p>
<p>Per valutare l’impatto dei due sistemi, i ricercatori hanno analizzato diversi parametri:</p>
<ul>
<li>indicatori fisiologici di stress: cortisolo, creatin-chi­nasi (CPK) e lattato deidrogenasi (LDH);</li>
<li>qualità tecnologica della carne: pH post-mortem, ca­pacità di ritenzione idrica, colore;</li>
<li>sicurezza microbiologica della carne e delle carcasse: contaminazioni da batteri mesofili, Enterobacteriace­ae, Stafilococchi coagulasi positivi, Salmonella spp. e Listeria monocytogenes (European Union, 2007).</li>
</ul>
<p>È stato inoltre calcolato l’indice temperatura-umidità (THI) per valutare l’effetto delle condizioni climatiche (caldo e umidità) sul benessere degli animali, sulla qualità e sulla sicurezza delle carni.</p>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>I dati raccolti hanno messo in evidenza differenze signi­ficative tra i due metodi di macellazione, suddivise di se­guito per le principali categorie. Benessere animale: con la macellazione in azienda, il cortisolo, principale marca­tore di stress fisiologico, si attesta su valori pari a circa un terzo rispetto al metodo tradizionale; anche CPK e LDH risultano inferiori (<strong>Figura 3</strong>). In altre parole, evitare cat­tura, trasporto e sosta in ambienti estranei riduce sensi­bilmente il carico di stress pre-macellazione.</p>
<div id="attachment_525323" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Fig-3_benessere-animale-cinta-senese.bmp" target="_blank" rel="noopener"><img aria-describedby="caption-attachment-525323" class="wp-image-525323 size-newsletter-galleria" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Fig-3_benessere-animale-cinta-senese-560x290.jpg" alt="" width="560" height="290" /></a><p id="caption-attachment-525323" class="wp-caption-text">Figura 3. Valore degli indicatori fisiologici utilizzati per confrontare i due sistemi di macellazione (macellazione in azienda &#8211; MA vs. macellazione tradizionale &#8211; MT). Sono stati considerati: creatinchinasi (CPK), enzima muscolare che indica lesioni e sforzo fisico intenso; lattato deidrogenasi (LDH), enzima la cui concentrazione aumenta in caso di danno o sofferenza muscolare; cortisolo, ormone utilizzato come indicatore di risposta acuta a stimoli stressanti. Valori più bassi osservati negli animali macellati in azienda evidenziano una minore risposta da stress e migliori condizioni di benessere al momento della macellazione.</p></div>
<p>Qualità delle carni: il pH delle carni a 48 ore dalla macella­zione è risultato mediamente più basso negli animali ma­cellati in azienda. Questo andamento, in associazione con il quadro pre-macellazione descritto sopra, può indicare un metabolismo muscolare post-mortem più favorevole, potenzialmente collegato a una migliore qualità della car­ne. Non sono emerse differenze significative negli altri pa­rametri tecnologici (colore, capacità di ritenzione idrica), ma il pH più stabile rappresenta comunque un indicatore coerente e favorevole dal punto di vista tecnologico.</p>
<p>Sicurezza microbiologica: non sono state rilevate diffe­renze sostanziali nella carica microbica delle carcasse tra i due metodi. Tutti i valori sono rimasti ampiamente sotto i limiti normativi e Salmonella e Listeria non sono mai state rilevate. Unico dato degno di nota: la tendenza a valori leg­germente più bassi di batteri mesofili nelle carcasse prove­nienti dalla macellazione in azienda.</p>
<p>Influenza del clima: le condizioni ambientali hanno in­fluenzato alcuni parametri microbiologici delle carni (in particolare mesofili ed Enterobacteriaceae), ma non quel­li delle carcasse. Questo conferma come il fattore climati­co, soprattutto nei sistemi estensivi e nei mesi estivi, deb­ba essere attentamente considerato nella gestione della macellazione in azienda.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>La ricerca dimostra come la macellazione in azienda possa rappresentare una valida alternativa per gli allevamenti di piccola scala situati in aree rurali, spesso lontani dai centri di macellazione, con conseguente necessità di lunghi viag­gi che comportano rischi elevati per gli animali.</p>
<p>I principali vantaggi osservati sono:</p>
<ul>
<li>riduzione significativa dello stress negli animali;</li>
<li>mantenimento della qualità tecnologica della carne;</li>
<li>sicurezza microbiologica paragonabile alla macella­zione tradizionale.</li>
</ul>
<p>Tuttavia, l’adozione di questa pratica richiede alcune at­tenzioni:</p>
<ul>
<li>rispetto rigoroso delle norme igienico-sanitarie e del benessere animale;</li>
<li>formazione del personale e supervisione veterinaria;</li>
<li>adeguata gestione delle condizioni climatiche.</li>
</ul>
<p>Questa prova si inquadra all’interno del progetto “In.Ci.Ma. il Benessere – INcroci di CInta senese allevati sui pascoli della Maremma toscana: qualità della carne e BE­NESSERE animale”, che oltre a questo studio ha perseguito altri due obiettivi: la creazione di un ibrido su base Cinta senese per migliorare produttività in carne fresca mante­nendo rusticità e legame con il territorio, e lo sviluppo di strumenti di tracciabilità e trasparenza di filiera tramite lo studio di fattibilità per una web application dedicata, utile a distinguere razza pura e incroci e a monitorare diversi si­stemi di macellazione. Tale progetto rappresenta, così, un esempio concreto di innovazione partecipata, nato da un bisogno etico espresso da un’azienda agricola e sviluppato grazie alla collaborazione con istituzioni sanitarie e ricer­ca universitaria, con l’obiettivo di proporre soluzioni più sostenibili ed etiche. In questo quadro si inserisce anche il Regolamento Delegato (UE) 2021/1422, che ha modificato le disposizioni sui controlli ufficiali consentendo la macel­lazione presso l’allevamento di provenienza: una misura che apre la strada all’applicazione della macellazione in azienda su scala più ampia, con importanti ricadute sul pi­lastro sociale della sostenibilità, rafforzando il ruolo delle comunità rurali e la tutela del benessere animale.</p>
<blockquote>
<h4>RIFERIMENTI RICERCA</h4>
<p><strong>Titolo</strong></p>
<p>Animal welfare and meat quality: The impact MA on-farm slaughter on Cinta senese pigs.</p>
<p><strong>Autore</strong></p>
<p>R.E. Amarie, J. Goracci, L. Casarosa, S. Tinagli, G. Briganti, G. Giunta, M. Senese, G. Terracciano, F. Campeis, A. Del Tongo, A. Serra</p>
<p><strong>Fonte</strong></p>
<p>Meat Science, 230 (2025) 109949.</p>
<p>https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2025.109949</p>
<p><strong>Abstract</strong></p>
<p>Questo studio ha valutato gli effetti della macellazione in azienda (MA) rispetto alla macellazione tradizionale (MT) sul benessere animale, la qualità della carne e la sicurezza microbiologica di suini di razza Cinta senese allevati all&#8217;aperto. Quaranta suini sono stati macellati con entrambi i metodi in diverse stagioni, consentendo l&#8217;analisi delle influenze ambientali tramite l&#8217;indice di temperatura e umidità (ITU). Sono stati valutati i parametri ematici (cortisolo, LDH, CPK), la carica microbica della carcassa e della carne e le caratteristiche tecnologiche di qualità della carne. I suini macellati in azienda hanno mostrato livelli significativamente inferiori di cortisolo, LDH e CPK, indicando una riduzione dello stress fisiologico. La carne di questi animali presentava anche un pH inferiore 24 ore post-mortem, suggerendo una migliore attività glicolitica e una migliore conservazione delle caratteristiche qualitative. L&#8217;analisi microbiologica non ha mostrato differenze significative tra i due metodi, con tutte le carcasse che sono rimaste entro le soglie di sicurezza, sebbene la conta dei batteri mesofili tendesse a essere inferiore nelle carcasse macellate in azienda. Le condizioni ambientali, in particolare l&#8217;ITU nelle due settimane precedenti la macellazione, hanno influenzato alcune cariche microbiche nella carne, ma non nelle carcasse. I risultati dimostrano che la macellazione MA è un&#8217;alternativa valida in grado di ridurre significativamente lo stress degli animali e di mantenere sia la qualità della carne che la sicurezza microbiologica, offrendo un&#8217;opzione sostenibile ed etica per gli allevamenti suini di piccola scala o al pascolo.</p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong></p>
<ol>
<li>Astruc, T., &amp; Terlouw, E. M. C. (2023). Towards the use of on-farm slaughterhouse. Meat Science, 205, 109313. DOI: https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2023.109313</li>
<li>Averos, X., Herranz, A., Sanchez, R., Comella, J. X., &amp; Gosalvez, L. F. (2007). Serum stress parameters in pigs transported to slaughter under commercial conditions in different seasons. Veterinární Medicína, 52, 333–342. DOI: https://doi.org/10.17221/1874-VETMED</li>
<li>Barton Gade, P. (2008). Effect of rearing system and mixing at loading on transport and lairage behaviour and meat quality: Comparison of outdoor and conventionally raised pigs. Animal, 2, 902–911. DOI: https://doi.org/10.1017/S1751731108002000</li>
<li>Ceci, E., Marchetti, P., Samoilis, G., Sportelli, S., Roma, R., Barrasso, R., … Bozzo, G. (2017). Determination of plasmatic cortisol for evaluation of animal welfare during slaughter. Italian Journal of Food Safety, 6, 6912. DOI: https://doi.org/10.4081/ijfs.2017.6912</li>
<li>European Commission. (2007). Commission Regulation (EC) No 1441/2007 of 5 December 2007 amending Regulation (EC) No 2073/2005 on microbiological criteria for foodstuffs. Official Journal of the European Union, L 322, 12–29. https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2007/1441/oj</li>
<li>Giuliotti, L., Goracci, J., Benvenuti, M. N., &amp; Sirtori, F. (2011). Finishing Cinta Senese pigs at pasture: Fatty acids composition of cured lard. In New trends for innovation in the Mediterranean animal production (pp. 127–130). EAAP Scientific Series. DOI: https://doi.org/10.3920/9789086867264_019</li>
<li>Goumon, S., &amp; Faucitano, L. (2017). Influence of loading handling and facilities on the subsequent response to pre-slaughter stress in pigs. Livestock Science, 200, 6–13. DOI: https://doi.org/10.1016/j.livsci.2017.03.021</li>
<li>Isbrandt, R., Wiegard, M., Meemken, D., &amp; Langkabel, N. (2022). Impact of procedures and human-animal interactions during transport and slaughter on animal welfare of pigs: A systematic literature review. Animals, 12, 3391. DOI: https://doi.org/10.3390/ani12233391</li>
<li>Mann, E., Wetzels, S. U., Pinior, B., Metzler-Zebeli, B. U., Wagner, M., &amp; Schmitz-Esser, S. (2016). Psychrophile spoilers dominate the bacterial microbiome in musculature samples of slaughter pigs. Meat Science, 117, 36–40. DOI: https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2016.02.034</li>
<li>Mellado, M., Gaytán, L., Macías-Cruz, U., Avendaño, L., Meza-Herrera, C., Lozano, E. A., … Mellado, J. (2018). Effect of climate and insemination technique on reproductive performance of gilts and sows in a subtropical zone of Mexico. Austral Journal of Veterinary Sciences, 50, 27–34. DOI: https://doi.org/10.4067/S0719-81322018000100106</li>
<li>Rioja-Lang, F. C., Brown, J. A., Brockhoff, E. J., &amp; Faucitano, L. (2019). A review of swine transportation research on priority welfare issues: A Canadian perspective. Frontiers in Veterinary Science, 6, 36. DOI: https://doi.org/10.3389/fvets.2019.00036</li>
<li>Rojas-Downing, M. M., Nejadhashemi, A. P., Harrigan, T., &amp; Woznicki, S. A. (2016). Climate change and livestock: Impacts, adaptation, and mitigation. Climate Risk Management, 16, 145–163. DOI: https://doi.org/10.1016/j.crm.2017.02.001</li>
<li>Rybarczyk, A., &amp; Tobolska, I. (2023). Pre-slaughter pig welfare and carcass and meat quality. Acta Scientiarum Polonorum Zootechnica, 22, 3–16. DOI: https://doi.org/10.21005/asp.2023.22.1.01</li>
<li>Sardi, L., Gastaldo, A., Borciani, M., Bertolini, A., Musi, V., Martelli, G., … Nannoni, E. (2020). Identification of possible pre-slaughter indicators to predict stress and meat quality: A study on heavy pigs. Animals, 10, 945. DOI: https://doi.org/10.3390/ani10060945</li>
<li>Thornton, P., Nelson, G., Mayberry, D., &amp; Herrero, M. (2021). Increases in extreme heat stress in domesticated livestock species during the twenty-first century. Global Change Biology, 27(22), 5762–5772. DOI: https://doi.org/10.1111/gcb.15825</li>
</ol>
</blockquote>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-02/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2026 n°02</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/benessere-animale-Cinta-Senese_Consortium-31.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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			</item>
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		<title>Salumi DOP Piacentini protagonisti al Salone della Dieta Mediterranea di Napoli</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/salumi-dop-piacentini-protagonisti-al-salone-della-dieta-mediterranea-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:56:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli diventa la capitale della cultura del &#8220;buon vivere&#8221; e della sana alimentazione con il Salone della Dieta Mediterranea. I Salumi DOP Piacentini protagonisti del padiglione dedicato ai prodotti Tutelati realizzato in collaborazione con il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Napoli diventa la capitale della cultura del &#8220;buon vivere&#8221; e della sana alimentazione con il Salone della Dieta Mediterranea. I Salumi DOP Piacentini protagonisti del padiglione dedicato ai prodotti Tutelati realizzato in collaborazione con il Masaf.</em></p>
<p>La monumentale cornice della Stazione Marittima di Napoli ha ospitato, nei giorni scorsi, la quinta edizione del <strong>Salone della Dieta Mediterranea</strong>, il grande evento organizzato dal <em>Consorzio Edamus</em> per promuovere lo stile di vita mediterraneo in tutte le sue sfaccettature.</p>
<p>La manifestazione – che gode dei prestigiosi patrocini del <strong>MASAF</strong> (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste), del <strong>Ministero della Salute</strong> e delle Regioni Campania, Basilicata, Puglia e Molise – ha introdotto quest&#8217;anno un&#8217;importante novità: un intero padiglione dedicato esclusivamente ai <strong>prodotti Tutelati</strong>.</p>
<p>La trasferta napoletana ha rappresentato per il <strong>Consorzio Piacentino</strong> un momento di fondamentale importanza commerciale, grazie a un mirato e approfondito <strong>Market check</strong>. Questa attività analitica e sul campo è stata strutturata come una vera e propria operazione strategica, <strong>finalizzata a studiare e comprendere le dinamiche interne del mercato campano</strong>, un’area geografica chiave per il consumo e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità. Allo stesso tempo, è stata anche l’occasione per <strong>approfondire i canali di distribuzione e le preferenze dei consumatori locali</strong>, per posizionare al meglio <strong><u>le tre DOP piacentine</u></strong> in un contesto gastronomico fortemente identitario. Importante questa attività anche per <strong>avviare e consolidare relazioni commerciali dirette</strong>, gettando le basi per future e proficue partnership con i principali operatori, distributori e buyer del Mezzogiorno.</p>
<p>L&#8217;iniziativa ha confermato la volontà del Consorzio di non limitarsi alla sola promozione culturale, ma di agire concretamente per aprire nuovi sbocchi di mercato e supportare attivamente la penetrazione commerciale delle proprie aziende consorziate in territori ad altissimo potenziale. Parallelamente, all&#8217;interno dello spazio istituzionale, l&#8217;attività è stata supportata da continue degustazioni ed illustrazioni tecniche sulle caratteristiche uniche e distintive dei <strong>Salumi piacentini</strong>.</p>
<p>Il re indiscusso dei panini <strong>Daniele Reponi</strong>, noto volto televisivo, ha celebrato i <strong>Salumi Piacentini</strong> affiancato da <strong>Lorella Ferrari</strong>, colonna portante del Consorzio. Sotto la conduzione della giornalista televisiva ed esperta di sana alimentazione <strong>Angelica Amodei</strong>, Reponi ha creato tre ricette inedite che fondono le eccellenze emiliane con i sapori del Mediterraneo:</p>
<ul>
<li><strong><u>Il Panino Vesuviano</u></strong><strong>:</strong> Pancetta Piacentina DOP abbinata all&#8217;Albicocca Pellechiella del Parco Nazionale del Vesuvio, caciocavallo grattugiato e qualche goccia di aceto di melograno;</li>
<li><strong><u>Il Panino del Golfo di Napoli</u></strong><strong>:</strong> Salame Piacentino DOP tagliato rigorosamente a coltello, fico fiorone di Torre del Greco, gocce di Aceto Balsamico di Modena IGP e ricotta del Pollino;</li>
<li><strong><u>Il Panino dell’Etna:</u></strong> soffici fette di Coppa Piacentina DOP, Pesca tabacchiera dell’Etna, Rucola della Piana del Sele e formaggio primo sale.</li>
</ul>
<p><em>&#8220;Reponi ha cercato il connubio perfetto con frutta e verdura dell’area mediterranea per onorare questa terra, sposandola magistralmente con il territorio piacentino&#8221;</em> &#8211; commenta <strong>Angelica Amodei</strong>.</p>
<p>A coronamento della tre giorni, i docenti degli istituti alberghieri di Sorrento e della Calabria, <strong>Antonio D’Antonio</strong> e <strong>Carmine Brutto</strong>, amici del Consorzio, hanno firmato lo straordinario <strong>&#8220;Casatiello Piacentino&#8221;</strong>, farcito con Salame Piacentino DOP e Pancetta Piacentina DOP. Un successo travolgente che ha conquistato anche ospiti d&#8217;eccezione come <strong>Nicola Prudente (in arte &#8220;Tinto&#8221;)</strong>, conduttore di <em>Camper</em> e <em>Linea Verde</em>, la divulgatrice <strong>Rosanna Lambertucci</strong> e il ballerino di <em>Ballando con le Stelle</em> <strong>Samuel Peron</strong>.</p>
<p>Il valore dell’evento è stato confermato dalla presenza delle massime istituzioni. Il Sottosegretario al MASAF <strong>Luigi d’Eramo</strong> e l’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania <strong>Alessandra Serluca</strong> hanno elogiato il Salone come eccezionale strumento di aggregazione tra Consorzi, capace di unire tradizione e innovazione.</p>
<p>Le tre intense giornate napoletane hanno fatto registrare un&#8217;affluenza importante e, soprattutto, una foltissima e qualificata presenza della stampa specializzata e dei professionisti della comunicazione agroalimentare.</p>
<p>Il padiglione dei prodotti Tutelati è diventato, infatti, il fulcro dell&#8217;attenzione per <strong>giornalisti della carta stampata e delle principali testate di settore</strong>, impegnati a documentare il valore culturale e commerciale del connubio tra Emilia e Meridione; <strong>troupe televisive e cineoperatori</strong> che hanno immortalato la maestria degli show cooking di Daniele Reponi; <strong>chef stellati e critici gastronomici di rilievo</strong>, attratti dalle qualità organolettiche uniche delle tre DOP piacentine; <strong>food blogger, influencer e opinion leader del mondo digital</strong> che hanno generato una copertura social continua, trasformando Napoli nella capitale della cultura del &#8220;buon vivere&#8221; e della sana alimentazione.</p>
<p>Questo eccezionale dispiegamento di media ha dato un risalto senza precedenti alle tre eccellenze piacentine, amplificandone il valore davanti a una platea nazionale e internazionale.</p>
<p>Il Direttore del Consorzio di Tutela, <strong>Roberto Belli</strong>, ha tracciato un bilancio estremamente positivo della partecipazione: <em>&#8220;Il valore strategico di essere stati invitati in un contesto tanto elitario sta nel fatto che è stato acclarato, a pieno titolo, come la <strong>Coppa Piacentina</strong>, il <strong>Salame Piacentino</strong> e la <strong>Pancetta Piacentina</strong> siano tre prodotti tutelati testimoni indiscussi di un territorio. La provincia di Piacenza, dove l’arte della salumeria è patrimonio culturale, trova in queste tre DOP la propria bandiera agroalimentare nel mondo. Questa manifestazione ha confermato che la nostra tradizione salumiera è parte integrante del saper vivere e dell&#8217;alimentarsi bene, entrando di diritto nel grande racconto della Dieta Mediterranea.&#8221;</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://welcome.salumitipicipiacentini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/Salumi-DOP-Piacentini-Protagonisti-al-Salone-della-Dieta-Mediterranea-di-Napoli.pdf">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Masaf, bando &#8220;Frutta e Verdura nelle Scuole&#8221;: quote minime per prodotti biologici, DOP, IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/masaf-bando-frutta-e-verdura-nelle-scuole-quote-minime-per-prodotti-biologici-dop-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 07:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 14 milioni di euro per garantire alimenti sani agli alunni fin dal primo giorno di scuola con il progetto &#8220;Frutta e Verdura nelle Scuole&#8221;: previste quote minime obbligatorie di prodotti biologici, DOP, IGP e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Oltre 14 milioni di euro per garantire alimenti sani agli alunni fin dal primo giorno di scuola con il progetto &#8220;Frutta e Verdura nelle Scuole&#8221;: previste quote minime obbligatorie di prodotti biologici, DOP, IGP e di provenienza territoriale</em></p>
<p><strong>Frutta e verdura nelle scuole fin dall&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico</strong>, per accompagnare i più piccoli in un <a href="https://www.qualivita.it/argomento/educazione-alimentare/" target="_blank" rel="noopener">percorso di educazione alimentare sano, consapevole e legato alla qualità</a> dei prodotti italiani. È questo l&#8217;obiettivo del nuovo bando del programma &#8220;<strong>Frutta e Verdura nelle Scuole</strong>&#8221; per l&#8217;anno scolastico 2026/2027, pubblicato Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, con una <strong>dotazione di oltre 14 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Il bando è pubblicato in anticipo rispetto agli anni scorsi, e dunque il programma potrà partire già con l&#8217;avvio delle lezioni a settembre e proseguire durante tutto l&#8217;anno scolastico. Una scelta che consente di valorizzare al massimo la stagionalità dei prodotti ortofrutticoli e rafforzare il legame tra educazione alimentare, territorio e scuola.</p>
<p>&#8220;Con questo bando garantiamo agli studenti la possibilità di beneficiare del programma fin dal primo giorno di scuola, promuovendo una corretta alimentazione attraverso prodotti freschi e di qualità legati ai territori. Educare le nuove generazioni a mangiare bene significa investire nella loro salute e nella cultura del buon cibo&#8221;, ha dichiarato il Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, <strong>Francesco Lollobrigida.</strong></p>
<p><strong>Il programma, promosso dall&#8217;Unione europea</strong>, punta a incentivare sane abitudini alimentari tra gli alunni delle scuole primarie attraverso la distribuzione gratuita di frutta e verdura e attività educative rivolte anche alle famiglie e agli insegnanti.   Possono presentare domanda i produttori del settore ortofrutticolo, i fornitori e i distributori, anche in forma associata.</p>
<p>Rispetto alle precedenti edizioni, vengono ulteriormente rafforzate le modalità di distribuzione per favorire il consumo dei prodotti direttamente in classe e aumentare la presenza di frutta e verdura fresca. Anche per il prossimo anno scolastico 2026-2027, il programma conferma una forte attenzione alla qualità certificata, alla valorizzazione delle eccellenze locali e alla sostenibilità ambientale. Sono <strong>previste quote minime obbligatorie di prodotti biologici, DOP, IGP e di provenienza territoriale</strong>, con criteri premiali per i progetti che ne prevedano una presenza ancora maggiore.</p>
<p>Le domande potranno essere presentate fino al 6 luglio 2026 alle ore 12.00.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/pubblicato_bando_frutta_e_verdura_nelle_scuole" target="_blank" rel="noopener"><strong>Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</strong></a></p>
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		<title>Task Force Italia: primo incontro 2026 della Task Force su Prevenzione, Salute e Welfare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/task-force-italia-primo-incontro-2026-della-task-force-su-prevenzione-salute-e-welfare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:26:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 28 aprile, presso la sede milanese di Palazzo Diamante BNP Paribas, si è tenuto il primo incontro annuale della Task Force Nazionale su Prevenzione, Salute e Welfare. Lo scorso 28 aprile, presso la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo scorso 28 aprile, presso la sede milanese di Palazzo Diamante BNP Paribas, si è tenuto il primo incontro annuale della Task Force Nazionale su Prevenzione, Salute e Welfare.</em></p>
<p>Lo scorso 28 aprile, presso la sede milanese di Palazzo Diamante BNP Paribas, si è tenuto il primo incontro annuale della Task Force Nazionale su <strong>Prevenzione, Salute e Welfare</strong>. La giornata è iniziata con i saluti di <strong>Stefano Colasanti, </strong>WellMakers Leader<strong>, WellMakers by BNP Paribas</strong> e con l’apertura dei lavori a cura di <strong>Lamberto Bertolé</strong>, Assessore al Welfare e Salute del <strong>Comune di Milano</strong>.</p>
<p>Successivamente, la Round Table di <strong>WellMakers by BNP Paribas</strong> dal titolo: <em>“Oltre il welfare: nuovi ecosistemi digitali per ripensare salute e benessere”</em>, incentrata sull’integrare servizi finanziari, sanitari, psicologici, di mobilità e di formazione in un’unica esperienza personalizzata. <strong>Stefano Colasanti, </strong>WellMakers Leader<strong>, WellMakers by BNP Paribas</strong>, ha dichiarato: <em>“Il punto centrale è passare da un welfare “erogato” a un welfare “misurato e ottimizzato”. Non solo benessere delle persone, quindi, ma anche migliore allocazione delle risorse.</em>” Sono intervenuti: <strong>Andrea Bertoletti</strong>, TELUS Health Italia | <strong>Graziella Bilotta</strong>, Paginemediche | <strong>Francesco Caroli</strong>, Rete Città Sane | <strong>Andrea Castagnetti</strong>, Wellmicro | <strong>Andrea Di Lemma</strong>, ItaliAssistenza | <strong>Patrizia Fontana</strong>, Talents in Motion | <strong>Mario Fumagalli</strong>, MediaClinics Italia S.r.l. | <strong>Giovanni Girgenti</strong>, Idorsia Pharmaceuticals Italy | <strong>Daniele Amato</strong>, Technogym | <strong>Alberto Perfumo</strong>, Epassi Italia | <strong>Alessandro Polidori Vidal</strong>, Polimi GSOM | <strong>Eugenio Tavolaro</strong>, MioDottore.</p>
<p>La mattinata è poi proseguita con la Round Table intitolata: <em>“Educazione alimentare e nuove strategie per la tutela e la promozione della salute”</em>. Il dibattito si è concentrato sul condividere best practices ed accelerare progetti innovativi e sostenibili per la diffusione sempre maggiore di educazione alimentare in tutti i presidi pubblici e privati. Tra i contributor: <strong>Andrea Magarini Pellini</strong>, Comune di Milano | <strong>Maria Chiara Ferrarese</strong>, CSQA | <strong>Fabrizio Fujani</strong>, TÜV Rheinland Italia | <strong>Guendalina Graffigna</strong>, EngageMinds HUB | <strong>Cinzia Grassi</strong>, Accademia Pellegrini | <strong>Daniela Martini</strong>, DeFENS – Università degli Studi di Milano | <strong>Marco Mottolese</strong>, Foorban | <strong>Francesco Parabita</strong>, HealthyFood Srl | <strong>Francesca Sansò</strong>, GBfoods Italia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilgiornaleditalia.it/news/mondo-imprese/783242/task-force-italia-primo-incontro-2026-della-task-force-su-prevenzione-salute-e-welfare.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Giornale d&#8217;Italia.it</strong></a></p>
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		<title>Il Consorzio Chianti Classico lancia una campagna sul consumo responsabile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-chianti-classico-lancia-una-campagna-sul-consumo-responsabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 07:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chianti Classico DOP o l’elogio della moderazione: al via la nuova campagna del Consorzio sul consumo responsabile In anni recenti considerazioni salutistiche e maggiori restrizioni alla guida hanno instillato nel consumatore un saggio istinto alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chianti Classico DOP o l’elogio della moderazione: al via la nuova campagna del Consorzio sul consumo responsabile<br />
</em></p>
<p>In anni recenti considerazioni salutistiche e maggiori restrizioni alla guida hanno instillato nel consumatore un saggio istinto alla moderazione nel consumo di alcolici, da non confondere o da non far sfociare in inutili allarmismi.</p>
<p>Se il buon vivere è la cifra della civiltà mediterranea, lo è anche la massima che fregiava il frontone del tempio di Apollo a Delfi, “mai troppo”, accanto al ben più celebre “Conosci te stesso”. Concedersi il piacere della gola (dei sensi?) con il giusto senso della misura è dunque un adagio che ci accompagna da millenni, insieme al consumo del vino.</p>
<p>L’idea di una <strong>nuova campagna di comunicazione</strong> è figlia proprio dell’indicazione dell’Unione Europea di accompagnare le attività promozionali sui prodotti vitivinicoli da essa finanziate con la dicitura “<strong>bevi responsabilmente</strong>”. Anziché ridurlo a mero disclaimer, <strong>il Consorzio Vino Chianti Classico ha voluto rendere centrale questo messaggio</strong>, costruendoci sopra un’intera campagna promozionale.</p>
<p>Lo spot video che funge da medium principale sembra infatti raccontare di una serata inspiegabilmente interrotta a metà: scene malinconiche della fine di una cena per due fuori casa, sul tavolo ormai solitario campeggia in primo piano una bottiglia di vino aperta e consumata per metà.</p>
<p>Ma, ecco il messaggio, perché lasciarci? Dopo un’esperienza fatta di condivisione, di gusto, di comunione di sensi, perché separarsi da quella bottiglia che così bene ci ha accompagnato durante la serata?</p>
<p>La soluzione, che suggerisce di non rinunciare a un modico calice di vino (Gallo Nero, ben s’intende), sta nel portare via con sé la bottiglia. Per facilitare l’operazione,<strong> a titolo gratuito saranno forniti ai ristoranti del territorio e a quelli della zona di Firenze e di Siena scatole da uno (le scatole Chianti Classico To Go) e un tappo brandizzato</strong>, per permettere ai propri clienti di indulgere senza esagerare durante la serata, ma piuttosto, portare via con sé per il prossimo futuro il prezioso liquido, frutto del lavoro e della passione dei viticoltori chiantigiani. Come direbbe un antico romano, prosit!</p>
<p><strong>La campagna è visualizzabile sulle principali piattaforme social</strong> (Facebook, Instagram e Youtube), sugli account consortili (@chianticlassico) e ha una pagina dedicata sul sito chianticlassico.com al seguente indirizzo: <a href="https://www.chianticlassico.com/marchio/campagne/perche-lasciarci/">https://www.chianticlassico.com/marchio/campagne/perche-lasciarci/</a>.</p>
<p>Fonte:<strong> <a href="https://www.chianticlassico.com/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Vino Chianti Classico</a></strong></p>
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		<title>No alcol, la burocrazia blocca gli impianti di produzione italiani</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/no-alcol-la-burocrazia-blocca-gli-impianti-di-produzione-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:29:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tendenza No-Lo: la burocrazia frena la produzione dei dealcolati in Italia. Dopo il via libera per decreto a dicembre 2025 nessuna cantina è attiva a causa di un iter complesso previsto con l’Agenzia delle Dogane [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tendenza No-Lo: la burocrazia frena la produzione dei dealcolati in Italia. Dopo il via libera per decreto a dicembre 2025 nessuna cantina è attiva a causa di un iter complesso previsto con l’Agenzia delle Dogane</em></p>
<p>Spesso in Italia ci si rallegra per l’approvazione di una legge che introduce una disciplina di settore. Salvo poi accorgersi che dal varo della cornice di norme all’avvio effettivo delle attività non manca un dettaglio ma un vero e proprio percorso. È quanto stanno registrando i <strong>produttori di vino</strong> che vogliono avviare su scala industriale la <strong>produzione di vino dealcolato</strong>.</p>
<p>Il <a href="https://www.qualivita.it/news/vini-no-lo-verso-la-regolamentazione-si-apre-un-nuovo-mercato/" target="_blank" rel="noopener"><strong>decreto interministeriale che doveva sancire il via libera alla produzione in Italia di vino parzialmente e totalmente dealcolato</strong></a> (in passato i produttori dovevano recarsi all’estero per le operazioni di dealcolazione) è giunto alla fine dello scorso dicembre. Il provvedimento non ha necessità di decreti attuativi ma prevede che gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Dogane rilascino le relative autorizzazioni alla produzione. Il decreto ha, inoltre, fissato una soglia produttiva quella di mille ettolitri di vino dealcolato per distinguere chi, al di sopra di quella soglia, si configura come un “impianto di taglia industriale”.</p>
<p>«Nel momento in cui si vuole avviare un impianto – spiegano a Federvini – a seconda se si è al di sopra o meno dei mille ettolitri di produzione, occorre aggiornare la propria licenza fiscale. Tutte le cantine che esportano hanno una licenza perché devono rientrare nel sistema Ead (Elettronic accompanying document) che è il documento che accompagna i prodotti alcolici soggetti ad accisa. Il vino in Italia ha accisa zero, ma se si esporta ad esempio in Francia ha accisa positiva e quindi se si spedisce oltralpe occorre che il prodotto sia accompagnato da Ead. Tutte le cantine che esportano sono censite da Agenzia delle Dogane e se hai licenza di deposito fiscale, hai accesso anche a Emcs che è il sistema informatico comunitario che consente di emettere l’Ead».</p>
<p><strong> In sostanza tutti coloro che vogliono avviare la produzione di vino dealcolato devono aggiornare la propria licenza passando da vino ad alcol etilico</strong>. È necessario effettuare un’istruttoria all’Agenzia delle Dogane e ai suoi uffici territoriali, che deve fare un sopralluogo dopo il quale rilasciano l’aggiornamento della licenza fiscale e l’autorizzazione a dealcolare. Un’istruttoria che ha bisogno di tempo perché fa parte di una procedura nuova.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Montasio DOP, il formaggio che rientra nelle diete equilibrate</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-il-formaggio-che-rientra-nelle-diete-equilibrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 08:14:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli studi e gli approfondimenti hanno dimostrato come il formaggio Montasio DOP possa integrarsi in diversi modelli alimentari e nutrizionali.  Elaborati piani per bambini, donne in gravidanza, anziani e sportivi Il formaggio Montasio Dop entra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gli studi e gli approfondimenti hanno dimostrato come il formaggio Montasio DOP possa integrarsi in diversi modelli alimentari e nutrizionali.  Elaborati piani per bambini, donne in gravidanza, anziani e sportivi</em></p>
<p>Il formaggio Montasio Dop entra a pieno titolo nelle diete equilibrate. Lo conferma lo studio promosso dal <strong>Consorzio per la Tutela del formaggio Montasio Dop in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine che ha portato alla definizione di piani alimentari e nutrizionali mirati per età evolutiva e stili di vita, rispondendo alle esigenze delle diverse fasce della popolazione: dai bambini agli anziani, fino agli sportivi e alle donne in gravidanza, e con possibili applicazioni anche nell’inserimento nei menu delle mense scolastiche. </strong></p>
<p>Uno studio che ha portato alla realizzazione di una <strong>sessantina di ricette</strong>, <strong>l’elaborazione di piani alimentari</strong> per persone sane e la <strong>classificazione di proposte culinarie</strong> adatte anche a specifici contesti clinici. Un lavoro che offre a medici, nutrizionisti e professionisti della salute strumenti concreti per integrare il Montasio in un’alimentazione equilibrata.</p>
<p>I piani nutrizionali elaborati si rivolgono a target specifici quali i bambini in età scolare, per supportare crescita e sviluppo osseo; donne in gravidanza, con un focus su fabbisogni nutrizionali aumentati; uomini e donne sportivi, per favorire recupero muscolare ed energia. Ogni proposta integra il Montasio DOP in combinazione con altri alimenti, garantendo equilibrio nutrizionale, varietà e gusto.</p>
<p>“Il Montasio DOP si conferma protagonista di una nutrizione moderna, equilibrata e scientificamente validata &#8211; commenta il <strong>direttore del Consorzio di tutela, Renato Romanzin</strong>. <strong>Grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, </strong><strong>abbiamo lavorato per tradurre le evidenze scientifiche in strumenti concreti, sviluppando piani alimentari facilmente applicabili e l’inserimento del Montasio DOP nei menu scolastici rappresenta un’opportunità rilevante sia dal punto nutrizionale sia educativo.</strong> I piani sviluppati infatti prevedono l’inserimento del Montasio DOP in piatti equilibrati e facilmente replicabili, con l’obiettivo di migliorare la qualità nutrizionale dei pasti, educare al consumo consapevole di prodotti certificati e inoltre valorizzare le eccellenze del territorio”.</p>
<p>“Consumato nelle giuste porzioni, il formaggio Montasio DOP rappresenta una fonte preziosa di proteine ad alto valore biologico, calcio biodisponibile e micronutrienti essenziali, rientrando pienamente nei principi della dieta mediterranea” – ha sottolineato anche la Prof.ssa Nadia Innocente, referente scientifico del progetto.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.montasio.com/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio per la Tutela del formaggio Montasio </a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/Montasio_Tradizione-e-conoscenza-per-scelte-consapevoli.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-il-formaggio-che-rientra-nelle-diete-equilibrate/">Montasio DOP, il formaggio che rientra nelle diete equilibrate</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Cavolfiore della Piana del Sele è IGP: &#8220;ortaggio della salute” in piena fase di sviluppo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cavolfiore-della-piana-del-sele-e-igp-ortaggio-della-salute-in-piena-fase-di-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:02:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla Reggia di Portici la seconda Giornata nazionale delle Brassiche. Tre seminari hanno fatto il punto su innovazione, aspetti salutistici e produzione. Interventi di specialisti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, di CSO Italy [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cavolfiore-della-piana-del-sele-e-igp-ortaggio-della-salute-in-piena-fase-di-sviluppo/">Cavolfiore della Piana del Sele è IGP: &#8220;ortaggio della salute” in piena fase di sviluppo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alla Reggia di Portici la seconda Giornata nazionale delle Brassiche. Tre seminari hanno fatto il punto su innovazione, aspetti salutistici e produzione. Interventi di specialisti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, di CSO Italy e di cinque case sementiere. Presentato il caso del Cavolfiore della Piana del Sele IGP. Attribuiti riconoscimenti per la promozione, l’innovazione e la sostenibilità</em></p>
<p>La seconda <strong>Giornata Nazionale delle Brassiche</strong> ha riunito nella Reggia di Portici, a sud di Napoli, esperti del mondo accademico, case sementiere, rappresentanti della distribuzione, consorzi di tutela e operatori internazionali per discutere di innovazione varietale, sostenibilità, valori nutrizionali e strategie di mercato.</p>
<p>Il focus sul cavolfiore ha messo in dialogo ricerca scientifica, miglioramento genetico, <strong>valorizzazione territoriale (IGP)</strong> e nuove opportunità per la GDO, confermando il ruolo centrale della filiera nel panorama orticolo italiano ed europeo.</p>
<p>&#8220;Il cavolfiore &#8211; ha dichiarato <strong>Stefania De Pascale, docente  ordinaria di Orticoltura del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II</strong> &#8211; rappresenta oggi una coltura chiave per comprendere le trasformazioni dell’orticoltura mediterranea. È una specie altamente sensibile alla temperatura e quindi particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico. Ma la filiera sta vivendo un’evoluzione importante: nuove varietà più resilienti, strumenti previsionali basati sui gradi giorno, irrigazione di precisione e riduzione degli input rendono il cavolfiore una coltura modello per la transizione ecologica. Sul piano commerciale, il prodotto sta cambiando identità: è nato il primo IGP e poi dal banco tradizionale è in atto il passaggio ai segmenti ready-to-eat e plant-based, con un crescente interesse da parte della grande distribuzione organizzata”.</p>
<p>La produzione è in crescita. Lo confermano i dati presentati dal <strong>direttore di CSO Italy, Elisa Macchi</strong>. Con 358 mila tonnellate (media 2022-24), l’Italia si posiziona all’ottavo posto della classifica mondiale e al secondo posto in Europa dietro la Spagna. Anche la produzione bio è in crescita, con 12.200 tonnellate. Le prime 5 regioni produttrici sono nell’ordine Puglia, Campania, Abruzzo, Sicilia e Calabria. L’export, soprattutto verso Germania, Polonia e Austria, è ancora modesto: 6.000 tonnellate, mentre le importazioni sono più del doppio (15 mila tonnellate) causate dagli effetti del cambiamento climatico sulla produzione nazionale, che tuttavia è corsa ai ripari grazie a nuove varietà resilienti.</p>
<p>Infatti, l’innovazione su questo ortaggio è forte ed in continua evoluzione, come illustrato dagli esperti di HM.Clause, Bayer Seminis, Enza Zaden, Esasem e Assosementi, intervenuti nella prima tavola rotonda della Giornata.</p>
<p>I prezzi sono volatili, come per l’intera produzione ortofrutticola, ma il cavolfiore sta vivendo un fenomeno positivo ed emblematico<strong>. La presenza della prima IGP italiana ed europea, il Cavolfiore della Piana del Sele IGP, sta cambiando le regole del gioco</strong> anche se è attivo solo da poco più di un anno.<strong> I produttori che hanno aderito al Consorzio hanno ottenuto un prezzo stabile di 1,80 euro al chilo</strong>, mediamente superiore, nella campagna in corso (che non è tra le migliori), di 55 centesimi rispetto al prodotto dei colleghi fuori dall’IGP. La GDO ci crede. E a Portici, Annamaria Medici, responsabile filiera ortofrutta di Multicedi lo ha dimostrato dati alla mano. La presentazione del prodotto in un packaging convincente e distintivo ha agevolato l’ingresso del cavolfiore IGP in tempi rapidi in un numero insperato della Grande Distribuzione, come hanno spiegato il <strong>direttore generale del Consorzio Antonio Vocca</strong> e lo strategy manager di La Grande Bellezza Italiana <strong>Leonardo Odorizzi</strong>, che ha accompagnato il Consorzio nella sua crescita. Interesse per l’IGP è stato manifestato anche dal buyer polacco del gruppo olandese Frankort&amp;Koning, Maciej Dunin-Majewski, responsabile degli acquisti dall’Italia.</p>
<p>I rilevanti aspetti salutistici, che fanno rientrare il cavolfiore tra &#8220;gli ortaggi della salute”, sono stati illustrati da <strong>Giuseppina Costabile</strong>, ricercatrice di Scienze dietetiche del <strong>Dipartimento di medicina dell’Università partenopea</strong>, mentre allo chef stellato <strong>Paolo Gramaglia</strong> di Pompei è toccato il compito di illustrare i diversi utilizzi in cucina dell&#8217;ortaggio e di allestire un cooking show di notevole successo, tutto a base di cavolfiore.</p>
<p>A conclusione della Giornata, sono stati assegnati tre premi, attribuiti da una giuria di specialisti delle case sementiere. Il premio per la promozione della produzione del cavolfiore è stato assegnato alla Peviani SpA di Milano, che ha sviluppato la coltura in tutta Italia, particolarmente attiva oggi nell’arco jonico. Il premio per l’innovazione è stato assegnato all’azienda Dott. Nicola Coniglio Srl di Adelfia (Bari). Infine il premio per la sostenibilità è andato all’Agricola Do.Ge. di Eboli (Salerno). Un riconoscimento speciale è andato al Consorzio di Tutela del Cavolfiore della Piana del Sele IGP.</p>
<p>Organizzato dall’agenzia specializzata Omnibus Comunicazione con il patrocinio e la collaborazione del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’evento ha avuto il sostegno di Bayer Seminis, HM.Clause, Consorzio di Tutela del Cavolfiore della Piana del Sele IGP, Esasem, Enza Zaden, Assosementi e Vivai Cecere.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.solcomaggiore.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Comitato promotore per il riconoscimento del Cavolfiore della Piana del Sele</strong></a></p>
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		<title>Gruppo Banca Etica, CSQA certifica la Parità di genere</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/gruppo-banca-etica-csqa-certifica-la-parita-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 14:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gruppo Banca Etica, CSQA certifica la Parità di genere: la UNI/Pdr 125 in continuità con le certificazioni già ottenute ISO 30451 e ISO 53800 Proprio mentre l’Italia si prepara ad attuare le nuove direttive europee [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gruppo Banca Etica, CSQA certifica la Parità di genere: la UNI/Pdr 125 in continuità con le certificazioni già ottenute ISO 30451 e ISO 53800</em></p>
<p>Proprio mentre l’Italia si prepara ad attuare le nuove direttive europee e le leggi nazionali per una maggiore trasparenza salariale e contrastare il gender pay gap, il<strong> <a href="https://www.bancaetica.it/">Gruppo Banca Etica</a></strong> annuncia di aver completato con successo il percorso per ottenere <strong>da CSQA </strong>la <a href="https://www.csqa.it/it-it/certificazioni/sostenibilita/uni-pdr-125-2022-parita-di-genere"><strong>certificazione UNI/Pdr 125/2022 sulla parità di genere</strong></a>,  la prassi di riferimento nazionale, prevista dal PNRR, che definisce criteri e indicatori per misurare e promuovere la parità di genere nelle aziende.</p>
<p>Risultati di <strong>miglioramento continuo e misurabile</strong> raggiunti tramite azioni innovative hanno contribuito a far ottenere la certificazione al Gruppo Banca Etica e sono stati condivisi ieri in un<strong> incontro pubblico a Padova </strong>da <strong>Giuseppina Vicario, vicedirettrice generale responsabile della funzione Persone e Cultura</strong>, <strong>Francesca Torelli (consigliera di parità di Regione Veneto)</strong>, <strong>Julia Di Campo (consigliera di parità della Provincia di Padova) </strong>e <strong>l’assessora alle Politiche di genere e pari opportunità del Comune di Padova </strong>hanno tratteggiato invece una fotografia dal territorio dei presidi e degli orientamenti per favorire a parità.</p>
<p>Il punto di vista degli enti che hanno accompagnato la certificazione è emersa grazie a <strong>Marco Omodei Salè, responsabile Innovazione CSQA,</strong> <strong>Federica Mattarello, Responsabile Area Banche e Scuola di Irecoop Veneto.</strong></p>
<p>L’evento è stato aperto a sorpresa dal gradito saluto di Gino Cecchettin (Fondazione Giulia Cecchettin), che ha apprezzato la collaborazione e la sintonia con la finanza etica, e nelle conclusioni – affidate al presidente di Banca Etica, Aldo Soldi – è emersa con forza la sottolineatura del valore di “un percorso che ammette solo passi avanti” verso l’effettiva realizzazione della parità di genere.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.magazinequalita.it/gruppo-banca-etica-csqa-certifica-la-parita-di-genere/" target="_blank" rel="noopener">Magazine Qualità.it</a></p>
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		<title>Agrumi esteri e residui vietati: il Consorzio Clementine di Calabria IGP sostiene l’allarme</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agrumi-esteri-e-residui-vietati-il-consorzio-clementine-di-calabria-igp-sostiene-lallarme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 09:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Clementine di Calabria IGP esprime pieno sostegno all’allarme lanciato dal Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP in merito all’intercettazione, sul mercato italiano, di agrumi provenienti dall’estero contenenti residui di sostanze non consentite nell’Unione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/agrumi-esteri-e-residui-vietati-il-consorzio-clementine-di-calabria-igp-sostiene-lallarme/">Agrumi esteri e residui vietati: il Consorzio Clementine di Calabria IGP sostiene l’allarme</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><em>Il <a href="https://clementinedicalabriaigp.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Clementine di Calabria IGP</a> esprime pieno sostegno all’allarme lanciato dal<span class="m_-8770201686168225523apple-converted-space"> </span><a href="https://www.tutelaaranciarossa.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP</a><span class="m_-8770201686168225523apple-converted-space"> </span>in merito all’intercettazione, sul mercato italiano, di agrumi provenienti dall’estero contenenti residui di sostanze non consentite nell’Unione Europea.</em><u></u><u></u></p>
</div>
<div>
<p>L’episodio, segnalato attraverso il sistema europeo di allerta alimentare, riaccende l’attenzione su un tema che riguarda l’intero comparto agrumicolo nazionale, comprese le produzioni di clementine. La questione investe non solo la <strong>sicurezza alimentare</strong>, ma anche la <strong>correttezza delle regole</strong> di mercato tra produttori europei ed extra UE.<u></u><u></u></p>
</div>
<div>
<p>«Facciamo nostre le preoccupazioni espresse dal Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP – dichiara la presidente del Consorzio Clementine di Calabria IGP, <strong>Maria Salimbeni</strong> – perché il problema riguarda direttamente anche il settore delle clementine. I nostri produttori rispettano standard rigorosi in materia di utilizzo dei fitofarmaci, tracciabilità e controlli. Non può esistere una disparità di regole che penalizzi chi opera nel pieno rispetto delle normative europee».<u></u><u></u></p>
</div>
<div>
<p>Il Consorzio evidenzia come differenze negli standard produttivi, nei costi di manodopera e nei controlli fitosanitari possano determinare condizioni di concorrenza non equilibrate, con ripercussioni sulle imprese italiane che investono in qualità e certificazione. «È necessario rafforzare i controlli alle frontiere e garantire uniformità nelle regole – prosegue Salimbeni – perché la tutela della salute dei consumatori e la salvaguardia della nostra agrumicoltura devono rimanere priorità assolute. La certificazione IGP rappresenta una garanzia di provenienza, qualità e trasparenza per il consumatore».</p>
</div>
<div>
<p>Il Consorzio Clementine di Calabria IGP ribadisce il proprio impegno nel sostenere ogni iniziativa volta a garantire controlli rigorosi e a difendere il valore delle produzioni certificate, pilastro economico e rappresentativo del territorio calabrese.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Clementine di Calabria IGP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/02/20260216_CS_Consorzio-Clementine-di-Calabria-IGP.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
</div>
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