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  • 11 Dicembre 2012

    Bufala campana Dop: nel 2012 tengono la produzione e l’export

    Agrisole - Il Sole 24 oreLa mozzarella di bufala campana DOP si appresta a chiudere un anno positivo. In un quadro di consumi stagnanti, infatti, la Dop campana conferma il fatturato dello scorso anno che aveva raggiunto i 500 milioni di euro. Insomma, appare evidente che la corsa ai consumi, scattata a partire dal 2010, ancora non si è arrestata. Anzi, si è estesa anche ai mercati esteri. Proprio nel 2011, infatti, e il trend è confermato anche negli ultimi dodici mesi, l'export di mozzarella di bufala campana ha raggiunto il 25% della produzione totale, rispetto al 20% registrato a fine 2010: ben 10 milioni di chili esportati, pari a 80 milioni di mozzarelle Dop. Causa del successo anche i piani di rilancio del Consorzio di tutela che a Roma ha presentato l'edizione 2013 delle «Strade della Mozzarella» a Paestum dal 6 all'8 maggio.
  • 10 Dicembre 2012

    Viaggi nei dolci riti che fanno il Natale

    C'è una cosa che a Natale non cambia e sono i dolci: ogni regione o città italiana ha la sua tradizione e pur accettandone infinite varianti (basti pensare ai panettoni al pistacchio o ai fichi) vi rimane fedele.
  • 10 Dicembre 2012

    Raccolto meno ricco per i kiwi

    Scende del 19% la produzione italiana. I kiwi rappresentano il 6% dell'intera raccolta frutticola e, negli ultimi due anni, ha avuto un'impennata produttiva grazie alla messa a dimora di nuovi impianti.
  • 10 Dicembre 2012

    «Business sano e biologico»

    CorrierEconomia Iris esporta il 55% e piace ai gruppi di acquisto solidali. Chi ha detto che in tempi di crisi economica, e quindi di budget ridotti, non è possibile ottenere incrementi di fatturato praticando l'agricoltura biologica di qualità? A smentire questa tesi è Iris, società cooperativa agricola cremonese nata nel 1984 dall'idea di nove giovani amici della pianura padana. I dati dell'impresa di Calvatore d’altronde parlano chiaro. Tanto che nel 2011 ha registrato un giro d'affari pari a 13 milioni di euro, chiuderà il 2012 con un incremento di fatturato del 10% e prevede un ...
  • 10 Dicembre 2012

    Ima-Sacmi: soci “fondenti” sul mercato del cioccolato

    Affari & Finanza Il gruppo del numero uno di Unindustria e la cooperativa fino a un anno fa si contendevano clienti nel packaging di tavolette e cioccolatini. Ora uniscono le forze per dar vita a una realtà europea. È la strana alleanza. Da una parte una spa quotata in Borsa, l'Ima di Ozzano, vicino a Bologna, un colosso da 700 milioni di fatturato leader nella produzione di macchine automatiche per l'impacchettamento di farmaci, cosmetici, tè e caffè. Dall'altra una cooperativa; la Sacmi di Imola, nata nel 1919 per volontà di nove meccanici e fabbri che cercavano un modo per battere la crisi e oggi supera 1,3 miliardi di ricavi con le sue linee per ceramica e alimentari. A dividerle, poco più di 20 chilometri di via Emilia su cui fanno la spola in questi mesi i manager delle due aziende per completare il matrimonio più dolce che questi marchi storici
  • 10 Dicembre 2012

    Autogrill misura la fuga dai consumi le gare per le “stazioni” vanno deserte

    Affari & Finanza Rispetto al 2007 traffico in calo del 10%, del 15% i tir, meno 27% le vendite alle pompe, -25% i ristoranti. Per otto nuove aree di servizio non sono giunte offerte. Il settore ha bisogno di rivedere le regole ma l’authority non si è ancora formata. Una storia all'italiana va in scena in autostrada. La crisi dei consumi e dell'economia si vede benissimo dalle casse dei caselli e delle aree di servizio. Il 2012 chiuderà oltre quota 7% in meno per il traffico, le stime relative all'anno nuovo alle porte segnano una caduta ulteriore attorno al 14% (ma non tiene conto delle turbolenze politiche e dell'effetto elezioni).Assumendo come valore guida 100 per il 2007, i traffici totali sono oggi a 90 e sono al gradino 85 quanto al traffico pesante. Le vendite di benzina crollano del 27% e con esse la sostenibilità complessiva
  • 10 Dicembre 2012

    Made in Italy. L’alimentare ha fame di successo

    CorrierEconomia È una delle tre A che hanno reso grande il made in Italy nel mondo. Il settore agroalimentare italiano, con oltre 880 mila aziende, e almeno 1,7 milioni di addetti, ha tutte le carte in regola per diventare un elemento chiave per lo sviluppo di una cultura che crea occupazione e valore. Il settore in Italia ha un valore complessivo di 250 miliardi di euro (il 1511% del Pil).È quanto emerge dalla, ricerca di Deloitte, pubblicata da Slow Food Editore e che ha coinvolto numerosi rappresentanti del mondo accademico e imprenditoriale.Forse più delle altre A (abbigliamento e arredo) l'agroalimentare continua a macinare utili al l'estero: infatti il valore dell'export ha superato i 30 miliardi di euro. grazie alla visibilità raggiunta dai prodotti e alle innovazioni, oltre che per la qualità.
  • 7 Dicembre 2012

    Articolo 62, strada sempre in salita

    Agrisole - Il Sole 24 Ore Il rischio di cortocircuito dell'articolo 62 con il decreto che ha recepito la norma comunitaria sui termini di pagamento era prevedibile (si veda «Agrisole» n. 43).E infatti a un mese esatto dall'entrata in vigore delle nuove regole contrattuali, Confindustria e Confcommercio, che avevano aspramente criticato il provvedimento «firmato» dai ministri delle Politiche agricole, Mario Catania, e dello Sviluppo economico, Corrado Passera, sono tornate all'attacco.Il punto è che i nuovi termini di pagamento previsti dalla direttiva europea coincidono con quelli dell'articolo 62 (30 giorni per i prodotti deperibili e 60 per gli altri) ma con una differenza non di poco conto e cioè la possibilità di applicare una maggiore flessibilità prevedendo una deroga concordata con una trattativa tra le parti.
  • 7 Dicembre 2012

    Olio, ombre USA sul made in Italy

    Agrisole Le autorità statunitensi aprono un'indagine per verificare vendite sottocosto e sussidi alle esportazioni Olio, ombre Usa sul made in Italy Gli operatori temono barriere all'ingresso sul primo mercato estero dell'extravergine italiano rischio le vendite di olio italiano negli Usa. L'International trade commission Usa (Usitc) ha infatti aperto un'indagine sulle importazioni negli Stati Uniti di olio d'oliva che potrebbe in breve tempo portare alla definizione di dazi e barriere all'ingresso a carico dei fornitori internazionali. L'indagine punta a chiarire le condizioni competitive negli Usa dei diversi paesi fornitori e in particolare se le strategie commerciali adottate. attraverso politiche di dumping o sostegni all'export che abbiano penalizzato l'industria olearia statunitense. Un comparto invece in grande crescita e che nel corso degli ultimi 10 anni,
  • 7 Dicembre 2012

    Fao: per l’alimentazione globale scorte in frenata e prezzi volatili

    Il Sole 24 Ore I mercati alimentari globali saranno caratterizzati da instabilità e volatilità anche nel 2013, in quanto la situazione degli stock e dell'offerta di alcuni importanti cereali sta diventando più tesa a dispetto del recente calo dei prezzi internazionali ai minimi dallo scorso giugno. Lo indica il rapporto annuale sull'agricoltura e l'alimentazione (Sofa) presentato ieri a Roma dalla Fao, che ha tagliato le sue stime sulla produzione mondiale di cereali nel 2012 a 2,282 miliardi di tonnellate(-2,8% sul 2011) e ridotto leggermente anche le previsioni sugli stock a fine stagione (495 milioni di tonnellate, -5%). L'indice dei prezzi alimentari Fao si è attestato a novembre a 211 punti, in calo di tre punti (-1,5%) rispetto ad ottobre e ai minimi dal giugno scorso (in estate i prezzi si erano avvicinati a quelli record del 2008).
  • 6 Dicembre 2012

    L’Europa pagala tu

    L'Espresso L'egoismo dei più ricchi. Le richieste dei più poveri. Nord contro Sud. A Bruxelles si litiga. Perché? In sette domande e risposte, la guerra per il budget. Tra litigi, divisioni profonde, minacce di veto, psicodrammi e negoziati sotto banco, l'assemblea condominiale dell'Unione europea va in scena in queste settimane, puntuale come ogni sette anni e con un rituale ormai consolidato, ma questa volta con un clima ancor più teso: gli animi sono esacerbati dalla crisi. «Tutti vogliono tagliare, ma nessuno a casa propria», riassume una fonte comunitaria. All'ordine del giorno il bilancio comunitario 2014-2020: la ricarica della carta di credito della Ue, il limite massimo di spesa per le istituzioni e per i suoi diversi programmi, dall'Erasmus allo sviluppo rurale. Ai piani superiori, attico e superattico, dettano legge ì condomini ricchi -vGran Bretagna, Svezia,
  • 6 Dicembre 2012

    Attacco alla PAC, attacco all’Europa

    L'Unità Se l’euro, dopo dieci anni, è divenuto uno dei simboli dell’UE e rappresenta un elemento tangibile di coesione fra le nazioni, la PAC, con i suoi cinquant’anni, lo è altrettanto e non solo per 17 dei suoi membri ma per tutti i 27 Paesi.Non sembrano però pensarla allo stesso modo alcuni Stati che rischiano di creare ulteriore disgregazione e frammentazione all’interno dell’Europa, al pari di quanto hanno tentato di fare i mercati finanziari.L’oggetto della discordia è la PAC, il contesto è l’approvazione del bilancio europeo, i protagonisti, oltre alle istituzioni di Bruxelles sono la Francia, l’Italia, la Spagna e l’Irlanda da una parte e il Regno Unito, Danimarca, Svezia e l’Olanda dall’altra.Una contesa tutta politica che mette a nudo le diverse visioni dell’Europa e di come essa dovrebbe agire.
  • 6 Dicembre 2012

    Qui lo slow food incontra l’industria

    Il Mondo Quarta regione in Italia per produzione alimentare, il Piemonte è il campione dell'export tricolore. Nel 2011, il giro d'affari nel mangiare & bere ha toccato i 12 miliardi di euro e le esportazioni hanno superato i 4 miliardi.Due simboli della riscossa nazionale a tavola sono non a caso piemontesi: Carlo Petrini e Oscar Farinetti. Petrini ha creato, partendo da Bra, un movimento mondiale come Slow food, che ha rivoluzionato il rapporto tra produttori e consumatori e creato, com'è stato scritto, «un nuovo umanesimo che ha nel cibo, nella terra, nell'uomo i suoi perni fondamentali».Farinetti si è inventato Eataly, la catena di supermercati-ristoranti di prodotti alimentari che dall'Italia si è allargata con crescente successo a Tokyo e a New York e punta a Istanbul e Chicago, Los Angeles e San Paolo del Brasile.
  • 6 Dicembre 2012

    Eataly stringe la partnership con Peroni

    IL Tempo Firmato l'accordo tra Eataly e Birra Peroni per inserire i prodotti della storica azienda birraria nell'ampia gamma del celebre centro gastronomico di cibi e bevande, simbolo di tradizione ed eccellenza alimentare. La qualità è la parola d'ordine dell'accordo commerciale. La partnership prevede che i marchi del Gruppo siano presenti negli Eataly di tutta Italia. All'estero protagonista sarà invece Nastro Azzurro, la birra italiana più bevuta nel mondo e simbolo del made in Italy. Secondo il sottosegretario all'economia, Polillo, intervenuto alla presentazione dell'accordo, la partnership tra le due aziende è un'iniziativa estremamente positiva e rappresenta «la punta di diamante su cui ricostruire il sistema e rilanciare l'immagine del nostro paese all'estero: da un lato, un grande produttore che ha fatto la storia del Paese a partire da prima dell'Unità d`Italia,
  • 6 Dicembre 2012

    Tradizione & innovazione

    Il Mondo L`alimentare esporta per oltre 11 miliardi di euro, il turismo ne vale 5,5. Crescono la meccatronica e la chimica sostenibile. E il tessile punta sui nuovi ricchi dei Brics. Anche in tempi di crisi sulla tavola delle feste trionfa il made in Piedmont, autentico prodotto anti-ciclico. Sì, perché il lombardo panettone in realtà ormai viene sfornato (in milioni di esemplari al giorno) anche nel Cuneese, a Fossano. In quello che è diventato un distretto dei dolci da forno e ricorrenza, con colossi del settore dolciario come Maina e Balocco che ormai esportano oltremanica come oltreoceano. Per non parlare dí Alba e della Ferrero, sinonimo di cioccolato nel mondo: la sua Nutella è tra i brand più riconoscibili su scala planetaria. Se l`alimentare è la punta di diamante del made in Italy, è il Piemonte a trainarlo. Parlano i numeri raccolti dall`ufficio studi di Federalimentare:
  • 6 Dicembre 2012

    A furia di tagli alla produzione l’Europa finisce senza cibo

    Panorama Inizia il conto alla rovescia per la riforma dell'agricoltura europea. Ma trovare entro aprile un accordo sul pacchetto di proposte di Bruxelles è tutt'altro che facile. Il cuore delle modifiche riguarda il cosiddetto «greening». Di che si tratta? Per ridurre l'impatto inquinante, la Commissione europea vuole chiudere i rubinetti ai contadini poco «verdi». In pratica, per potere accedere al 30 per cento dei finanziamenti europei, gli agricoltori dovrebbero tagliare il 7 per cento della produzione, lasciando a riposo parte dei terreni finora coltivati. Una contraddizione, se si calcola che già oggi più della metà della soia mondiale viene comprata dai cinesi e il rischio è restare a secco di risorse. Ecologia a parte, suscita mugugni il fatto che la riforma porterebbe a una ridistribuzione dei fondi agricoli più in favore dei paesi dell'Est. Per dare la dimensione della battaglia,