News

  • 14 Dicembre 2012

    Prosecco 2.0

    L'Espresso Ventotto milioni di bottiglie. Con un fiorente giro d'affari in ottanta Paesi.Così un intero territorio ha ritrovato la propria identità attorno a vigne e cultura enologica. Grazie al rito dell'aperitivo, e a una nuova vita del bianco a tavola. Vado sulla riva», dice il contadino di Valdobbiadene quando sale verso i vigneti abbarbicati sulle colline, "rive" nel dialetto locale. Gli addetti ai lavori la chiamano "viticoltura eroica": su questi pendii scoscesi, infatti, si lavora solo a mano, una fatica bestiale: oltre 700 ore di lavoro all'anno per ettaro contro le circa 130 ...
  • 14 Dicembre 2012

    Gdo chiave d’accesso al Brasile

    Il Sole 24 Ore Le grandi cattedrali carioca tra vetrine e scale mobili - restano quelle dello shopping.A fianco però scorrono le autostrade virtuali dell'acquisto online, perchè il Brasile, con 74 milioni di utenti connessi (al 5° posto nel ranldng mondiale), ne ha oltre 20 milioni che fanno acquisti via pc.Comunque la si voglia leggere, la corsa del mercato retail in Brasile - che da sola vale quasi i13% del Pil - è impetuosa tanto quanto l'esercito di una classe media benestante (il reddito medio mensile disponibile dal 2005 a oggi è triplicato) e di un'urbanizzazione che spinge ...
  • 13 Dicembre 2012

    Aumentano i prezzi alimentari anche a causa dello “spread agricolo”

    L'Unità Leggendo i rapporti mensili dell’ISTAT sui prezzi al consumo degli ultimi anni, si avverte la sensazione di essere di fronte all’esaurimento del potere d’acquisto da parte degli italiani: novembre 2012 ci consegna l’aumento del 5,5% sulla frutta, del 2,5% sulla carne e del 6,4% sulle uova. La domanda spontanea che ogni consumatore si fa di fronte a questi eccessivi rialzi è: chi ci guadagna se né le aziende agricole né la distribuzione vedono aumentare significativamente i loro profitti? Che la finanza ricoprisse un ruolo sempre più rilevante nelle nostre vite abbiamo iniziato a capirlo un po’ tutti, soprattutto da quando il termine spread è entrato a far parte nel nostro linguaggio quotidiano. Se lo spread si ripercuote indirettamente sulle famiglie, in quanto lo Stato, in caso di andamento negativo,
  • 13 Dicembre 2012

    30 grammi di bontà

    Arturo Si avvicinano le feste e se anche in tempo di crisi è tutto un po' sottotono, non si può finire un cenone o un pranzo fra parenti e amici, senza un dolce che evochi il Natale. Dulcis in fundo, quindi, come da tradizione, ma perché non parafrasare con Dulcis in Siena? Perché i dolci dell'antica tradizione dolciaria della città del Palio, sono la chiusura ideale delle cene dei giorni di festa e i Ricciarelli di Siena sono anche il primo dolce italiano ad aver ottenuto lo scorso anno la registrazione IGP. È sicuramente un bel successo, per l'antico prodotto senese, essere l'unico dolce, su 247 prodotti italiani registrati dalla Comunità Europea. I ricciarelli hanno origini medievali, e sono stati così apprezzati nel corso dei secoli, che nel 1600, era addirittura imposto che gli studenti dell'Università di Siena - in occasione dell'esame di laurea - donassero al rettore due marzapani,
  • 13 Dicembre 2012

    Non solo Lambrusco nella terra del rosso mosso

    Il Tempo Non solo Lambrusco nella terra del rosso mosso. Grandi vigneti per ottenere 20 Doc 2 Docg. Il Pignoletto fu amato da Plinio il Vecchio. L'Emilia Romagna del vino è l'Albana, il Sangiovese, il Pignoletto, il Lambrusco e tantissimi altri fra le due Docg regionali, le 20 Doc declinate nelle loro numerose localizzazioni e le Igt. Un patrimonio molto ampio della storia del vino nazionale, che in molti casi affonda profondamente anche le sue radici storiche. Il Romagna Albana per esempio, cronologicamente prima Docg (1987) per un vino bianco non solo in Romagna ma anche in Italia, è frutto del vitigno Albana, coltivato sulle colline dell'area fra Forlì-Cesena, Ravenna, Bologna: le prime tracce di questa pianta un po' «complicata» e difficile fuori dalla sua tradizionale area di produzione, si hanno all'epoca della Roma imperiale
  • 13 Dicembre 2012

    Cibo e tradizione sono il motore dell’economia

    Il Tempo Il terremoto ha messo in crisi la regione ma il comparto resta un punto di forza. L'aceto balsamico tradizionale, la mortadella di Bologna, il Parmigiano Reggiano, la piadina romagnola, il prosciutto di Parma, la salamina da sugo, il salame piacentino, il formaggio di fossa. Sono solo alcuni dei prodotti tipici dell'Emilia Romagna, terra nota per la genuinità dei suo alimenti, e per la superbia nel realizzarli. L'industria alimentare, in questo territorio, muove una gran parte dell'economia regionale. Il terremoto tuttavia, ha messo in seria difficoltà il comparto, ma se andiamo ad analizzare gli ultimi dati disponibili, che risalgono a fine de1 2011, notiamo quanto l'industria alimentare, pesi, sui conti dell'intera regione. Nell'anno 2011 infatti, l'incremento è stato pari allo 0,9% in termini di produzione e all'1,0% di fatturato.
  • 12 Dicembre 2012

    Pasta Barilla, ossessione qualità

    ItaliaOggi“Quality obsession”, l'ossessione per la qualità: è il mantra di Guido Barilla. Attenzione in ogni dettaglio, stabilimenti nei quali non sono consentiti errori: il prodotto finale deve essere perfetto. E il gruppo alimentare, proprio grazie a questo programma, vuole diventare «una vera e globale multinazionale italiana: fare di un grande marchio italiano una multinazionale è una grande sfida, raddoppiando il fatturato entro il 2020», come ha detto l'amministratore delegato del colosso alimentare, Claudio Colzani, nella sede romana dell'associazione della stampa estera, ...
  • 11 Dicembre 2012

    Scudo anti-contraffazione per il paniere griffato

    Diffondere il consumo nei ristoranti e far conoscere al pubblico il patrimonio caseario italiano.
  • 11 Dicembre 2012

    Nella tavola delle feste con Zamponi e Cotechini Modena IGP

    Dal Consorzio Zampone Modena Cotechino Modena arriva la conferma che gli italiani sceglieranno ancora una volta i cibi della tradizione e della tipicità per le Festività natalizie. Si stima infatti che il 70% degli italiani sceglierà Zamponi e Cotechini Modena IGP, per un giro d’affari stimato al consumo di circa 40 milioni di Euro.
  • 11 Dicembre 2012

    Coop: giù le mani dagli aiuti alle Op

    Giù le mani dalle organizzazioni dei produttori ortofrutticoli.
  • 11 Dicembre 2012

    La Cina «apre» al Grana Padano

    Agrisole - Il Sole 24 Ore Grana Padano e Prosciutto di Parma sono fra i 10 prodotti Dop e Igp europei che saranno tutelati in Cina. La tutela estesa al «minipaniere» di prodotti europei rientra nel progetto «10+10» le cui trattative erano cominciate fin dal 2007. Il progetto prevede la definizione di una mutua tutela in Cina a dieci denominazioni europee e al parallelo inserimento di dieci prodotti cinesi a indicazione geografica cinesi nel registro europeo dei prodotti Dop e Igp. Il paniere di prodotti europei prevede oltre alle due denominazioni d'origine italiane anche tre prodotti francesi (dai formaggi Comté e Roquefort alla frutta secca Pruneaux d'Angen), tre del Regno Unito (il Salmone Scottish Farmed e i formaggi West Country Farmhause Cheddar e il White Stilton Cheese) e due spagnoli (che sono due oli d'oliva il Sierra Mágina e il Priego de Córdoba).
  • 11 Dicembre 2012

    Fondi all’agricoltura, la battaglia in Europa

    La Repubblica (Bari) I leader dei ventisette Stati membri dell'Unione europea riuniti a Bruxelles hanno preferito rinviare all'inizio del 2013 l'accordo sul bilancio pluriennale 2014-2020. Un esito prevedibile per una partita complicata. Si è parlato di un decremento delle risorse destinate alla politica agricola comune (Pac). Il Parlamento europeo ha una posizione netta: non un euro di meno per l'agricoltura. Il confronto tra le istituzioni europee sul budget 2014-2020 è cominciato nell'estate del 2011, quando la Commissione UE ha presentato una proposta di prospettive finanziarie che congelava il bilancio agricolo a prezzi correnti. Si trattava di un taglio mascherato. Diversamente dal passato, oggi lo ammette anche il commissario all'agricoltura Dacian Ciolos. Anche perché sono arrivate le proposte di tagli «veri» e non frutto di meccanismi di ingegneria budgetaria.
  • 11 Dicembre 2012

    Bufala campana Dop: nel 2012 tengono la produzione e l’export

    Agrisole - Il Sole 24 oreLa mozzarella di bufala campana DOP si appresta a chiudere un anno positivo. In un quadro di consumi stagnanti, infatti, la Dop campana conferma il fatturato dello scorso anno che aveva raggiunto i 500 milioni di euro. Insomma, appare evidente che la corsa ai consumi, scattata a partire dal 2010, ancora non si è arrestata. Anzi, si è estesa anche ai mercati esteri. Proprio nel 2011, infatti, e il trend è confermato anche negli ultimi dodici mesi, l'export di mozzarella di bufala campana ha raggiunto il 25% della produzione totale, rispetto al 20% registrato a fine 2010: ben 10 milioni di chili esportati, pari a 80 milioni di mozzarelle Dop. Causa del successo anche i piani di rilancio del Consorzio di tutela che a Roma ha presentato l'edizione 2013 delle «Strade della Mozzarella» a Paestum dal 6 all'8 maggio.
  • 10 Dicembre 2012

    Viaggi nei dolci riti che fanno il Natale

    C'è una cosa che a Natale non cambia e sono i dolci: ogni regione o città italiana ha la sua tradizione e pur accettandone infinite varianti (basti pensare ai panettoni al pistacchio o ai fichi) vi rimane fedele.
  • 10 Dicembre 2012

    Raccolto meno ricco per i kiwi

    Scende del 19% la produzione italiana. I kiwi rappresentano il 6% dell'intera raccolta frutticola e, negli ultimi due anni, ha avuto un'impennata produttiva grazie alla messa a dimora di nuovi impianti.
  • 10 Dicembre 2012

    «Business sano e biologico»

    CorrierEconomia Iris esporta il 55% e piace ai gruppi di acquisto solidali. Chi ha detto che in tempi di crisi economica, e quindi di budget ridotti, non è possibile ottenere incrementi di fatturato praticando l'agricoltura biologica di qualità? A smentire questa tesi è Iris, società cooperativa agricola cremonese nata nel 1984 dall'idea di nove giovani amici della pianura padana. I dati dell'impresa di Calvatore d’altronde parlano chiaro. Tanto che nel 2011 ha registrato un giro d'affari pari a 13 milioni di euro, chiuderà il 2012 con un incremento di fatturato del 10% e prevede un ...