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  • 20 Novembre 2012

    Coldiretti: un italiano su due acquista prodotti contraffatti

    La Discussione Sarà forse un effetto della crisi economica, sta di fatto che più di un italiano su due (il 52 per cento) acquista prodotti contraffatti con una netta preferenza per i capi di abbigliamento e gli accessori "taroccati" delle grandi firme della moda (29 per cento). È quanto emerge dai risultati di un sondaggio online del sito www.coldiretti.it resi noti in occasione degli stati generali della lotta alla contraffazione. Tra gli articoli contraffatti che tentano gli italiani ci sono anche - sottolinea la Coldiretti - gli oggetti tecnologici (14 per cento) ed i ricambi meccanici (6 per cento) mentre c'è una grande diffidenza nei confronti di medicinali e cosmetici (1 per cento), giocattoli (1) e alimentari (1). Si tratta di una debolezza che solo in Italia alimenta un mercato del falso che fattura 6,9 miliardi di euro secondo la ricerca
  • 20 Novembre 2012

    Per un piatto etico

    Il Corriere della seraCibo, educazione alimentare e impatto ambientale. Sono i temi principali della quarta edizione del Forum internazionale sul cibo e la nutrizione ospitato il 28 e il 29 novembre dall'Università Bocconi di Milano. Due giorni di incontri per parlare degli alimenti e della loro produzione, un argomento da sempre al centro di molte questioni intercontinentali. Nonostante gli sforzi delle istituzioni internazionali, il numero di persone denutrite nel mondo continua ad aumentare. Ai 925 milioni di abitanti della Terra che soffrono la fame (dato FAO 2010), si aggiungono altrettanti obesi e 300 milioni di questi sono gravemente obesi. Una patologia che ha un peso su tutta la società. Allo stesso tempo, la produzione di certe categorie di cibo e uno sfruttamento indiscriminato della natura, provocano danni all'ambiente a breve e lungo termine.
  • 19 Novembre 2012

    «La contraffazione costa al Paese un punto di Pil. Ora il piano per fermarla»

    Il Corriere della Sera Il suo obiettivo è arrivare a una «rivoluzione copernicana» nella lotta alla contraffazione, «perché fino a oggi si è pensato solo a spegnere il fuoco una volta acceso: l'aspetto repressivo, pur importante non è tutto; non si combatte così un fenomeno sistemico» che conta l'1% del Pil nazionale con un giro di affari di 6,9 miliardi. A parlare è Daniela Mainini, 52 anni, avvocato milanese chiamata dal ministro Corrado Passera a presiedere il neonato Consiglio nazionale anticontraffazione (Cnac). Una nomina tecnica, per una professionista che da 25 anni si occupa di tutela della proprietà intellettuale. E che ci tiene a sottolineare come sia importante avere una «visione orizzontale» nella lotta ai falsari, e come l'approccio debba essere soprattutto culturale,
  • 19 Novembre 2012

    Arte, ambiente e agricoltura per ripartite

    Il Corriere della Sera Sembrano settori diversi. Sono invece accomunati da una rilevante importanza economica e da un`attenzione talvolta marginale da parte delle autorità. Si tratta di comparti quali l`agricoltura, la difesa dell`ambiente, la cultura e la protezione di beni artistici e architettonici. Un recente sondaggio, effettuato su di un ampio campione rappresentativo della popolazione adulta del nostro Paese, mostra come gli italiani attribuiscano un grande rilievo a tutti e tre questi ambiti: l`80-90% dei cittadini afferma che si tratta di settori «molto» o «abbastanza» importanti. Per il loro ruolo sociale, ma anche per il loro contributo all`occupazione. Da quest`ultimo punto di vista l`agricoltura appare relativamente più importante: secondo il 51% degli italiani essa contribuisce «molto» alla formazione di posti di lavoro.
  • 19 Novembre 2012

    Ortofrutta, formaggi e olio DOP la medicina anticrisi è la qualità

    Affari e Finanza Il mercato agroalimentare è in calo, ma i prodotti italiani di qualità protetti dal riconoscimento comunitario (Dop - Denominazione di origine protetta e Igp - Indicazione geografica protetta) resistono meglio alla crisi, soprattutto grazie al traino dell`export. "L`Italia è il primo paese europeo per numero di riconoscimenti conseguiti, che attualmente sono 245", spiegano dall`Ismea. "Il comparto dove sono presenti più riconoscimenti è l'ortofrutta fresca e trasformata, seguita dai formaggi, dagli oli extravergine di oliva e dalle carni". Le Dop guidano la lista: secondo i dati Istat, nel 2011 erano 149 i prodotti riconosciuti (+14% rispetto all`anno precedente), seguite dalle Igp (+6% rispetto al 2010). Le Dop risultano di più negli oli extravergine, nei formaggi, negli ortofrutticoli e cereali e nelle carni;
  • 19 Novembre 2012

    Prodotti tipici, Puglia terza per gradimento

    La Gazzetta del Mezzogiorno Nella percezione che i consumatori italiani hanno dei prodotti tipici di qualità la Puglia è terza in Italia per gradimento. Il dato emerge da uno studio promosso dalla Regione Puglia e condotto dall'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari del Ciheam in collaborazione con Nomisma, presentato a Valenzano nella sede dello Iamb. Ai primi due posti dell'indagine (rivolta ad un campione di consumatori italiani rappresentativi della popolazione, composto da 843 intervistati) si sono classificate Emilia-Romagna e Toscana. L'indagine ha permesso di rilevare alcuni elementi utili alla strategia regionale di valorizzazione delle produzioni tipiche attraverso il marchio d'area «Prodotti di Qualità Puglia». Il marchio potrebbe trainare le produzioni Dop e Igp pugliesi grazie alla facilità di riconoscibilità da parte del consumatore.
  • 19 Novembre 2012

    Acqua, olio e vino: l’oro liquido del Vulture

    Il Sole 24 Ore Non inganni la Basilicatashire, una successione di estensioni di grano che senza soluzione di continuità si alternano a uliveti, boschi, terreni di pascolo e vigne incendiate dai colori dell`autunno: quello del Vulture. Lucania non più felix, è il primo e unico distretto "liquido" italiano. Non solo nel senso baumaniano (un distretto incerto con una legge regionale che ne faceva uno strumento burocratico con tanto di Cda in eterno regime di prorogatio e i finanziamenti azzerati), ma soprattutto in senso letterale: latte, olio (ha appena ricevuto la Dop), vino (promosso al rango dí Docg), sei fonti di acque minerali e cento chilometri più in là, in Val d`Agri, l`oro nero. La parola chiave è Vulture, un`area vulcanica dominata dal severo profilo del monte omonimo, 1.326 metri sul livello del mare. Qui cresce l`uva aglianico.
  • 18 Novembre 2012

    Il vino biologico a Linea Verde Orizzonti RAI 1

    Linea Verde Orizzonti Una buona notizia per i consumatori di biologico. Da quest’anno anche il vino potrà essere etichettato con il logo bio europeo. Con l’introduzione del nuovo regolamento che ha definito le regole per la trasformazione in cantina delle uve, si potranno finalmente imbottigliare vini cento per cento biologici. L’Italia è una delle prime nazioni ad adeguarsi alla nuova normativa che è frutto di una discussione durata oltre 20 anni. Il nostro Ministero delle politiche agricole ha dato un forte contribuito per la definizione delle nuove regole comunitarie, che rappresentano un buon compromesso ma soprattutto un buon inizio. Lo spiega Francesco Giardina, dirigente SINAB, Sistema di informazione in agricoltura biologica del Mipaaf. Questa puntata di Linea verde Orizzonti è stata realizzata a Provaglio d'Iseo, in provincia di Brescia.
  • 18 Novembre 2012

    Hi-tech e qualità la zootecnia siciliana unisce le forze

    La SiciliaLe mucche al pascolo, i muretti a secco, le balle di fieno: tutto molto bello. Ma non basta più. Nemmeno in questi altopiani da cartolina, con l'aria già frizzantina che ti penetra nei polmoni e il calore di gente semplice e ospitale. Non basta più. Perché il mondo è cambiato. E nemmeno la qualità allo stato puro riesce più a garantire la sopravvivenza, anche a chi - in questi pascoli, in questi capannoni, nei depositi-forzieri di forme formidabili - c'è già da più generazioni. E se il "modello Ragusa" è in crisi, come testimoniano i numeri prima ancora che gli odori che si annusano e le sensazioni che si avvertono, non rappresenta più un'eccezione nemmeno la zootecnia. Il latte non è più un affarone, anche se resta una delle poche scialuppe di salvataggio nell'agricoltura siciliana che affonda.
  • 17 Novembre 2012

    Le grandi eccellenze della tradizione casearia

    Il Giornale di Vicenza Un'altra tradizione radicata nel Vicentino, è quella casearia. Grazie alle origini contadine, alle numerose malghe, all'amore di molti casari, che vogliono continuare a lavorare come hanno imparato dai loro avi. La produzione si distingue fra formaggi riconosciuti, come l'Asiago o il Padano, e altre proposte di nicchia. L'Asiago è stato uno dei primi prodotti tipici italiani a ottenere il riconoscimento comunitario della Denominazione di Origine Protetta (Dop). Riconoscimento dovuto poiché, per unanime consenso, è uno dei grandi protagonisti della casearia italiana. Erede del Vezzena di antica tradizione è l'Asiago d'allevo (stagionato), semigrasso a pasta compatta, di sapore più o meno spiccato a seconda della maturazione: "mezzano" dopo 120-180 giorni;
  • 16 Novembre 2012

    I grandi vini italiani al supermercato. Un brindisi nel carrello

    Il Venerdì - La Repubblica  Un gran vino? Si compra anche al supermercato. Le principali catene italiane, infatti, hanno aperto nei loro punti vendita raffinate enoteche dove trovare, tra le altre, anche bottiglie di alta qualità. Tra le tante etichette spiccano quelle con marchio legato al supermercato. I vini Assieme, per esempio, nascono dalla collaborazione tra Coop e sei tra le maggiori cantine cooperative italiane che propongono al consumatore un prodotto di qualità a prezzo contenuto.Quattordici etichette a filiera corta, vinificate contenendo l'uso dei solfiti, ...
  • 15 Novembre 2012

    Fast food etico. Basta cibo nocivo e a prezzi stracciati

    Velvet - La Repubblica Una moralità alimentare analizza pure lo sfruttamento nei ristoranti e nelle catene.Il cibo, si sa, è ora uno dei "laboratori" delle nuove idee per cavalcare la crisi (e/o aggirarla per sopravvivere).E così, nel settore, qualche paradosso della contemporaneità rischia di diventare edificante. Come quello del fast food etico e "buono" in tutti i sensi, che, detto così, parrebbe una contraddizione in termini. Succede, come spesso queste cose, negli States, Paese che ha dato divulgazione smart anche alle nostre ossessioni gastronomiche e alle ristoinvenzioni. La ...
  • 15 Novembre 2012

    Giovani e con menu economici Ecco i nuovi cuochi stellati

    Il Corriere della SeraEnrico Crippa le chiama «macaron». Ha tre stelle sul petto, le principali medaglie al valore culinario distribuite dalla guida Michelin, 112 anni di vita (nacque nel 1900) in generale, 58 quella d`Italia. Enrico Crippa, del Duomo di Alba, primo discepolo di Gualtiero Marchesi a salire dove arrivò il Maestro, è stato definito da questo «un cuoco freddo». Non è guascone, certo, malgrado il pizzetto, ma dietro alla magrezza (tutti i nuovi cuochi italiani sono magri), anche lui si commuove, per il riconoscimento alla sua bravura e per un collaboratore, Fabrizio, che non c`è più, a cui dedica le tre stelle durante la presentazione della Michelin (che ha salutato lo storico responsabile, Fausto Arrighi, prossimo alla pensione) ieri a Milano, nella suggestiva cornice dell`Istituto Alberghiero Carlo Porta.
  • 15 Novembre 2012

    Agricoltura biologica, settore in salute

    Il giornale delle Partite iva Sette cittadini su dieci acquistano biologico. Seppure la recessione metta a dura prova il portafoglio delle famiglie, il mercato del bio registra un fatturato di circa un miliardo e 550 milioni di euro l`anno. E l`Italia rimane il principale produttore europeo, in termini di quantità e diversità delle produzioni su 1.100.000 ettari certificati. Un settore in espansione, che ha retto bene la crisi, ma che ha ancora ampio margine di sviluppo sul mercato. Questo il quadro del comparto tracciato dal presidente di Copagri, Franco Verrascina: "Da sola l`agricoltura biologica non riuscirebbe a sfamare l`umanità. Detto ciò il biologico italiano ha numeri importanti, ma l`orientamento al mercato non è ancora alla loro altezza e ciò nonostante consumi e fatturato nazionali si attestino vicini a quelli di Francia, Regno Unito e Canada,
  • 15 Novembre 2012

    Una Rana made in Italy alla conquista della grande mela

    Panorama Gian Luca Rana stringe la mano della moglie Antonella e osserva i tavoli del Giovanni Rana pastificio & cucina, il ristorante appena inaugurato a Manhattan. Poi alza lo sguardo alla moto rossa appesa al soffitto, la vecchia Guzzi che suo padre Giovanni usava per trasportare i suoi primi prodotti a San Giovanni Lupatoto, il paese in provincia di Verona dove tutto è nato esattamente 50 anni fa. Per il marchio la sfida in gioco sul nuovissimo ristorante newyorkese sarà cruciale nella strategia internazionale dell`azienda, che in soli 4 anni ha aperto 28 ristoranti in Italia, cinque in Svizzera e uno a Madrid, Londra e in Lussemburgo. «L`obiettivo è moltiplicarne il numero» spiega Antonella, responsabile della ristorazione «con un programma di sviluppo in franchising». Da tempo i Rana accarezzavano l`idea
  • 15 Novembre 2012

    L’Agroalimentare di qualità parla il linguaggio cooperativo

    Il Resto del CarlinoNella classifica Mediobanca delle prime 15 imprese vitivinicole italiane, 7 (quasi la metà) sono cooperative di cui 3 (Riunite-Civ, Caviro, Cevico) a pieno titolo emiliano romagnole. Il 70% della produzione del re dei formaggi dop, il Parmigiano Reggiano, è riconducibile a imprese cooperative così come oltre il 50% della produzione ortofrutticola e più del 60% dei vini regionali sono prodotti e commercializzati da cantine cooperative. L`agroalimentare di qualità non è appannaggio solo dei piccoli artigiani, delle nicchie produttive ma anche delle grandi imprese cooperative titolari di marchi conosciutissimi come Granarolo, Valfrutta, Amadori, Yomo, Orogel, Tavernello, Cevico-San Crispino. Una ricerca Nomisma in occasione di Enologica (salone del vino, 16-18 novembre)